Lo Scarico dei Prodotti della Combustione negli Impianti Termici

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1 Lo Scarico dei Prodotti della Combustione negli Impianti Termici Per. Ind. Stefano Meneghini Belluno, 27 aprile 2016

2 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale Il funzionamento di un camino si basa sul principio dei vasi comunicanti, che prevede che un fluido contenuto in due o più vasi, comunicanti tra loro, tenda ad assumere e conservare lo stesso livello, posto che abbia la stessa densità, in ogni vaso. Anche l aria è un fluido, che possiede una massa, e quindi un peso. Come per tutti i gas, il peso dell aria è funzione della sua densità, cioè della quantità di materia per unità di volume: più un gas è "rarefatto", minore sarà la sua quantità per unità di volume, minore sarà la sua densità, minore sarà il peso a parità di volume. Consideriamo infine che la densità di un fluido è anche funzione della sua temperatura: tanto maggiore la temperatura, tanto minore la densità.

3 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale Per rapportare il principio generale alla realtà: quando accendiamo un qualsiasi generatore di calore collegato ad un sistema di espulsione dei prodotti della combustione, i fumi caldi prodotti dalla combustione si espandono in virtù della loro alta temperatura, il volume di gas contenuto nel camino diminuisce di densità, e l aria esterna più pesante tende a prenderne il posto. In questo modo viene anche fornito ossigeno alla combustione, che può proseguire finché non esaurisce il combustibile. Continuando a fornire combustibile, si può far proseguire indefinitamente il processo.

4 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale Le differenze di pressione in gioco sono minime: un camino si considera in buon "tiraggio" quando la differenza tra la pressione atmosferica esterna e la minore pressione interna (o, come comunemente si dice, la depressione ) è compresa tra i 3 ed i 20 Pascal, cioè tra 0,03 e 0,2 mbar L equilibrio di funzionamento di un camino è dunque delicato, ed è influenzato da molteplici fattori; l aria calda contenuta nel camino si muove lentamente, ad una velocità di pochi metri al secondo (per lo più 1, 5-2 m/s), sospinta dall aria esterna, la cui pressione deve vincerne l inerzia.

5 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale Le principali variabili che influenzano il funzionamento di un camino sono: La temperatura esterna (più fuori è freddo, migliore è il tiraggio) L altezza del camino (più un camino è alto, migliore è il tiraggio) La sezione interna del camino (a sezione maggiore corrisponde un tiraggio migliore diminuisce la velocità dei fumi e proporzionalmente diminuiscono le perdite di carico)

6 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale L andamento prevalentemente verticale del camino (pochi cambi di direzione < 45 ), l assenza di cambi di sezione e le caratteristiche del materiale (limitata rugosità interna) favoriscono un buon tiraggio

7 Il principio di funzionamento di un camino: tiraggio naturale La quota di sbocco dei terminali

8 Le componenti di un sistema di scarico dei P.d.C. Canale da fumo Camino/canna fumaria/condotto intubato Apparecchio

9 I diversi tipi di sistemi di scarico dei prodotti della combustione Camino singolo Canna Fumaria Collettiva Ramificata (CCR) Canna Fumaria Collettiva Semplice (CC) Canna Fumaria Collettiva Combinata (CCC) Condotti intubati

10 I diversi tipi di sistemi di scarico dei prodotti della combustione Principio generale In canne fumarie collettive: solo apparecchi similari UNI 7128:2015 Apparecchi similari Apparecchi dello stesso tipo, alimentati dallo stesso combustibile, aventi le medesime caratteristiche di combustione (camera aperta o stagna) e di scarico dei prodotti della combustione (tiraggio naturale o forzato) ed appartenenti ad un insieme di apparecchi in cui il rapporto tra le portate termiche nominali massime non risulti minore di 0,7 Ad esempio: Pn 30 kw e Pn 33 kw sono similari (30/33=0,9) Pn 20 kw e Pn 33 kw non sono similari (20/33=0,6) NB non sono similari apparecchi tipo C tradizionali e tipo C a condensazione possibilità di collegamento di caldaia a condensazione a CC solo se si verifichi che sia possibile la sostituzione di tutti gli apparecchi collegati

11 I diversi tipi di sistemi di scarico dei prodotti della combustione Principio generale Requisiti generali: Materiali idonei (marcatura CE) Sezione interna circolare o quadrata con spigoli arrotondati (rettangolo ammesso con rapporto max 1,5)

12 I diversi tipi di sistemi di scarico dei prodotti della combustione Scarico a tetto o scarico a parete? Principio valido per apparecchi gas P 70 kw (UNI e 11528) D.Lgs. 63/2013 art. 17-bis che modifica il DPR 412/93 art. 5 comma 9 Dal 31 AGOSTO 2013, qualsiasi tipologia di installazione, nuova o mera sostituzione, ha il vincolo di dover CONDURRE AL TETTO I FUMI DELLA COMBUSTIONE, mediante camini, canne fumarie, condotti di scarico. ESISTONO PERO ALCUNE DEROGHE CHE CONSENTONO LO SCARICO DEI FUMI ALL ESTERNO DI UNA PARETE: a) sostituzione di una caldaia, di qualsiasi tipo, che già scaricava a parete; b) sostituzione di una caldaia a camera aperta, a tiraggio naturale, che scaricava in una canna fumaria collettiva ramificata condominiale; c) installazione in edifici storici o sottoposti a norme di tutela; d) impossibilità tecnica di andare a tetto con lo scarico fumi, asseverata da un professionista abilitato e) installazione di apparecchi a condensazione, nell ambito di ristrutturazioni di impianti termici individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto dell edificio, funzionali e idonei o comunque adeguabili alla applicazione dei suddetti generatori; f) installazione di uno o più generatori ibridi compatti, composti almeno da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore, dotati di specifica certificazione di prodotto. NB: i Comuni (e gli Enti locali) devono adeguare le proprie disposizioni a quanto sopra

13 I diversi tipi di sistemi di scarico dei prodotti della combustione Camini/canne fumarie a pressione positiva e negativa Camino funzionante a pressione negativa: è un camino dimensionato per funzionare con pressione interna minore della pressione esterna. Camino funzionante a pressione positiva: è un camino dimensionato per funzionare con pressione interna maggiore della pressione esterna max 200 Pa (2 mbar) (P) max Pa (50 mbar) (alta pressione positiva H1)

14 I materiali I materiali devono essere marcati CE. Dal 01/05/2007 non è più possibile improvvisarsi produttori di sistemi fumari La direttiva CEE/89/106 Prodotti da costruzione - prevede che possano essere immessi sul mercato esclusivamente prodotti da costruzione marcati CE nella rispondenza alle norme armonizzate. L entrata in vigore della norma armonizzata EN 1856/1 e della EN 1856/2 prevede che tutti i camini metallici vengano dotati di una dichiarazione di conformità che specifichi i requisiti prestazionali secondo gli standards previsti dalla norma EN La rispondenza a tali standards è riscontrabile dalla marcatura CE sulle confezioni del prodotto, sulla dichiarazione di conformità, nella documentazione e dalla presenza di una targhetta identificativa da apporre sul camino installato.

15 I materiali

16 I materiali

17 Le Norme e le Leggi

18 Le Norme e le Leggi I trasgressori compiono un reato penale istantaneo I termini di prescrizione del reato sono 3 anni Non esiste prescrizione per gli effetti del reato La Di.Co. non scade! In caso di incidente entrano in gioco i seguenti articoli del C.P.: 434 disastro colposo 590 lesioni colpose 589 omicidio colposo 40 «non impedire un incidente avendo la possibilità di farlo equivale a cagionarlo» manutentori, verificatori.

19 Le Norme e le Leggi

20 Le Norme e le Leggi

21 Art. 7. Dichiarazione di conformità La Dichiarazione di Conformità DM 37/08 1. Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell'impianto, l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all'articolo 6. Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all'allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all'articolo Nei casi in cui il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice l'elaborato tecnico è costituito almeno dallo schema dell'impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell'opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d'opera.

22 La Dichiarazione di Conformità DM 37/08 3. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità, e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all'articolo 5, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto. 4. La dichiarazione di conformità è rilasciata anche dai responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici di cui all'articolo 3, comma 3, secondo il modello di cui all'allegato II del presente decreto. 5. Il contenuto dei modelli di cui agli allegati I e II può essere modificato o integrato con decreto ministeriale per esigenze di aggiornamento di natura tecnica.

23 La Dichiarazione di Conformità DM 37/08 La Dichiarazione di Conformità è un documento per la certificazione degli impianti introdotta dalla Legge 46/90 e successivamente modificata dal DM 37/08 e dal DM 19/05/2010. In vigore da marzo 1990 a marzo 2008 E previsto da tutte le norme citate che a corredo della Dichiarazione di Conformità vi siano i seguenti Allegati Obbligatori: In vigore da marzo 2008 Art. 5: impianti di cui alla lettera C ed alla lettera E progetto di professionista nel caso di CCR

24 e la Dichiarazione di Rispondenza DM 37/08 6. Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all'articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito - per gli impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del presente decreto - da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell'articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata di cui all'articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

25 Installazione La normativa tecnica UNI impianti a combustibile solidi P 35 kw UNI (UNI 7131) impianti gas P 35 kw UNI impianti gas > 35 kw D.Lgs. 152/06 allegato IX parte II (impianti > 35 kw) Verifica UNI impianti gas P> 35 kw UNI verifica tiraggio gas/liquido

26 IMPIANTI A COMBUSTIBILE SOLIDO P 35 kw UNI 10683:2012

27 INSTALLAZIONE Ventilazione ed aerazione dei locali di installazione: Le prese d aria devono: Essere protette con griglie, reti ecc che non ne riducano la sezione utile netta Avere sezione libera netta conforme alle prescrizioni del fabbricante o, in mancanza di queste, non minore del più grande dei seguenti valori: Apparecchio Camini (sia a foc. chiuso che aperto) Stufe, termocucine e caldaie Sezione rispetto ad attacco fumi Sezione minima netta 50% 200 cm² 50% 100 cm² Stufe a pellet - 80 cm²

28 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Lo scarico dei fumi deve avvenire esclusivamente a tetto. Il camino (anche condotto per intubamento) può funzionare solo in depressione Non è ammesso l utilizzo di tubi metallici flessibili estensibili Non sono ammesse canne fumarie collettive E ammesso il convogliamento in unico camino unicamente per un sistema composto da caminetto e e forno di cottura: il fabbricante deve fornire le caratteristiche costruttive del raccordo dei canali da fumo

29 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: I componenti del sistema devono essere scelti in relazione alla tipologia di apparecchio secondo: nel caso di camini metallici UNI/TS nel caso di camini non metallici: UNI EN e , UNI EN 1457, UNI EN 1806 L installatore del sistema deve fissare in modo visibile la placca camino fornita dal fabbricante completata da: Diametro nominale (øi) Distanza da combustibili (mm) Dati installatore e data installazione

30 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Nell attraversamento di strutture combustibili (non classificate A1) si devono utilizzare materiali idonei rispettando la distanza di sicurezza indicata dal fabbricante e della norma di prodotto

31 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Laddove ci sia il rischio di contatto umano accidentale al di fuori del locale di installazione l installatore deve verificare che la parete esterna di contatto non superi i valori riportati nella UNI EN

32 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo Devono essere COIBENTATI se passano all interno di locali freddi o se sono esterni all edificio NON devono attraversare locali compartimentati, con pericolo incendio, dove è vietato installare apparecchi a combustione, locali o spazi non ispezionabili Devono permettere la normale dilatazione.

33 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo VIETATI tratti in contro-pendenza Salvo diversa indicazione del costruttore, devono avere sempre e per tutta la lunghezza un diametro pari o maggiore di quello dell uscita fumi dell apparecchio Eventuali cambi di sezione/diametro sia in aumento che in riduzione sono ammessi solo all imbocco del camino, in particolare le riduzioni di diametro devono essere di tipo conico

34 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo Apparecchi a TIRAGGIO NATURALE Salvo diverse indicazioni del costruttore o di calcolo secondo UNI EN : Per CAMINETTI realizzare i cambi di direzione con curve massimo a 45 Per le STUFE sono ammessi al massimo 3 cambi di direzione al max. di 90 (compreso l allacciamento) con lunghezza massima in proiezione in pianta di 2 mt.

35 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo

36 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo

37 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Canali da fumo Apparecchi a TIRAGGIO FORZATO Salvo diverse indicazioni del costruttore o di calcolo secondo UNI EN : Sono ammessi al massimo 3 cambi di direzione al max.di 90 (compreso l allacciamento) con lunghezza massima in proiezione in pianta di 4 mt. Nel caso di apparecchio con uscita posteriore, il cambio di direzione derivato dal collegamento posteriore (T o curva) NON deve essere conteggiato

38 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Camini Solo funzionamento in depressione a TIRAGGIO NATURALE Forma preferibilmente circolare, se quadrata o rettangolare con angoli avente raggio minimo di 20 mm. e rapporto tra lato lungo e corto al massimo di 1,5 Adibiti ad uso esclusivo dello smaltimento dei fumi Andamento prevalentemente VERTICALE Assenza di strozzature su tutta la lunghezza Massimo 2 cambi di direzione di max. 45

39 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Camini Tiraggio come richiesto dall apparecchio, in assenza di indicazioni deve essere mantenuto a 12 Pa Sono ammessi i regolatori di tiraggio per stabilizzare lo stesso Se manca il comignolo (cappello conico) essere di classe W ed avere alla base un dispositivo per lo smaltimento dei liquidi Materiali solidi, fuliggine o eventuali condense devono ricadere direttamente nell apparecchio o nella camera di raccolta alla base del camino, la camera di raccolta deve essere facilmente apribile (portello o altro sistema)

40 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Sistemi Intubati Solo funzionamento in depressione a TIRAGGIO NATURALE Il sistema intubato deve essere adibito ad uso esclusivo dello scarico dei fumi, è vietato far transitare all interno del sistema e dell intercapedine tra il condotto intubato ed il cavedio altri canali o tubazioni o impianti (es: canaline, cavi tubazioni del solare ecc..) Se manca il comignolo (cappello conico) deve essere di classe W ed avere alla base un dispositivo per lo smaltimento dei liquidi

41 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Sistemi Intubati Multipli Nei sistemi intubati multipli, sono ammessi funzionamenti a tiraggio naturale (N1) a fianco di condotti in pressione (P1) solo se si garantisce che non interferiscano tra di loro Sono ammessi condotti resistenti al fuoco di fuliggine (G) a fianco di condotti non resistenti (O) solo se si rispetta la distanza di sicurezza del prodotto classificato G Sono ammessi sistemi intubati multipli solo con classificazione A1 (Incombustibile secondo EN )

42 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Sistemi Intubati Multipli La distanza minima tra le pareti dei condotti (compreso isolante) è di minimo 2 cm. Alla sommità del sistema multiplo devono essere applicate targhette identificative dell apparecchio allacciato e che indichino se il condotto espella fumi o eventualmente aspiri aria Dove necessario ogni condotto del sistema deve essere dotato di sistema di smaltimento delle condense

43 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Comignoli Devono: Avere sezione utile minimo il doppio del camino Impedire la penetrazione nel camino di pioggia, neve e di corpi estranei Avere la funzione di antivento Essere fuori dalle zone di reflusso Essere privo di mezzi meccanici di aspirazione Nel caso di assenza di comignolo o di utilizzo del tipo conico, il camino/condotto essere del tipo W ed essere dotato alla base di smaltimento dei liquidi

44 INSTALLAZIONE Sistema di evacuazione fumi: Comignoli Quote di sbocco

45 IMPIANTI A COMBUSTIBILE GASSOSO P 35 kw UNI : 2015

46 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione

47 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Locale aerabile Locale dotato di dispositivi che consentono l aerazione su necessità. Tali dispositivi possono essere costituiti da generiche aperture apribili e comunicanti direttamente con l esterno quali porte, finestre, portefinestre, lucernari, ecc. Si definiscono altresì aerabili i locali d installazione dotati di più aperture (porte, finestre, aperture permanenti) non direttamente comunicanti con l esterno, ma comunicanti con almeno due locali dotati di aperture apribili e comunicanti direttamente con l esterno. NB: per gas con densità > 0,8 (GPL) l aerabilità è garantita se l apertura verso l esterno è una portafinestra

48 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Aerazione e Ventilazione Aperture di ventilazione: aperture che servono per far entrare aria comburente (obbligatoria per apparecchi tipo A e B e per Apparecchi di Cottura) Aperture di aerazione: aperture che servono per far defluire prodotti della combustione (apparecchi di tipo A), vapori di cottura (apparecchi di cottura) oppure gas non combusti (se in locali non aerabili)

49 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Perché ventilare i locali di installazione? Per la combustione completa di 1 mc di metano servono 12 mc d aria Per la combustione completa di 1 kg (ca. 0,5 mc) di GPL servono 14 mc d aria Esempio: caldaia tipo B (camera aperta) a GPL Pot. Term. = 25 kw (21500 kcal/h) Consumo orario combustibile: 21500/11000= 2 kg/h di GPL ca. Significa che ogni ora di funzionamento alla massima potenza vengono «bruciati» 28 mc di aria che devono essere reintegrati formazione di CO (combustione incompleta in carenza di ossigeno)

50 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Aerazione e Ventilazione Aerazione solo diretta min. 100 cmq (con canale min 150 cmq) altezza > 1,80 m da pavimento Ventilazione sia diretta che indiretta (vedi modalità di calcolo in slide succ) posizionata a qualsiasi quota dal pavimento ma se altezza < 300 mm dal pavimento nel caso di apparecchi con gas d>0,8 GPL l apertura può svolgere anche la funzione di apertura di aerazione (smaltimento eventuali fughe gas)

51 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Formula generale per il calcolo delle aperture di ventilazione (App A.2) ST1 = (6 x QA) + (6 x QB) + (12 x QSS) + (6 x K x QCS) [cmq] app tipo A app tipo B app cott app cott senza termoc con termoc [kw] [kw] [kw] [kw] vedi slide succ

52 Parte 2 Installazione apparecchi, idoneità locali ed aperture aerazione e ventilazione Calcolo valore K K=0 se: Evacuazione vapori cottura assicurata mediante cappa o elettroventilatore e, contemporaneamente: Nessun apparecchio tipo A e B nel locale Portata termica nominale 15 kw Volume locale 20 mc Locale aerabile Altrimenti K=1

53 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione E la parte della norma che ha subito più modifiche: viene infatti inserita la possibilità di evacuare i prodotti della combustione attraverso canne collettive in pressione positiva, a patto, chiaramente, di rispettare precise prescrizioni di sicurezza. Si tratta di una concessione dovuta all introduzione delle direttive comunitarie di Ecodesign, che dal 26 settembre scorso non permettono più l immissione in commercio di caldaie non a condensazione (a parte le caldaie realizzate appositamente per le CCR Pn max 10 kw solo riscaldamento e 30 kw combinate; l indicazione che possono essere installate solo nei casi previsti deve essere inserita nelle istruzioni dell apparecchio e l installatore diviene responsabile della sua applicazione). Altre novità riguardano inoltre i criteri per l utilizzo «in sicurezza» dell asola tecnica asservita ad un sistema per intubamento in presenza di tubazioni dell acqua e di altri fluidi non combustibili (es.: acqua glicolata).

54 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di cottura L esalazione dei vapori di cottura può essere effettuata: a tetto a mezzo di camini singoli (funzionanti sia a pressione positiva che negativa, sia interni che esterni agli edifici) a tetto a mezzo di canne di esalazione collettive (funzionanti sia a pressione positiva che negativa, sia interne che esterne agli edifici) a parete con apertura di aerazione Ove non sia possibile lo scarico a tetto Nel caso di canne collettive con cappe a tiraggio forzato le stesse devono essere dotare di dispositivo di non ritorno

55 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di cottura Requisiti minimi di camini e canne collettive: Materiali idonei (UNI EN per materiale plastico, UNI EN 1856, 1457, 1857, 1858, 12446,13084, per altri materiali) Andamento verticale, cambi di direzione con angolo 45 Privi di strozzature Distanziati da fonti di calore Dispositivo in sommità contro penetrazione di acqua, neve (altrimenti sistema di scarico) e corpi estranei Classe W Classe temperatura non inferiore a T080 Nel caso di canne collettive divieto di convogliare prodotti della combustione di altri apparecchi

56 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale: CANALI DA FUMO Requisiti generali: Materiali idonei (UNI EN per materiale plastico solo per caldaie a condensazione o a bassa temperatura se dotati di limitatore della stessa -, UNI EN 1856 per materiale metallico) Collegati al camino/canna fumaria nello stesso locale ove è installato l apparecchio o nel locale adiacente Collegati al camino/canna fumaria senza sporgere all interno Privi di restringimenti: eventuali cambi di sezione solo in corrispondenza dell imbocco al camini/canna fumaria con verifica tiraggio (UNI EN 13384) Privi di serrande Vietato il passaggio in locali con pericolo di incendio Percorso ispezionabile

57 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale: CANALI DA FUMO Tratto verticale di lunghezza 2 diametri Andamento ascensionale 5% (ca. 3 ) Lunghezza 2500 mm (collegamento a camini singoli) e 1000 mm (collegamento a canne collettive) e comunque non superiore ad ¼ dell altezza efficace del camino Non più di due cambi di direzione con angolo < 90 (non sono considerati cambi di direzione angoli < 30 ) Collettore per apparecchi similari ed installati nello stesso locale e dimensionato secondo UNI EN ; due apparecchi similari e nello stesso locale possono essere collegati direttamente al camino (imbocco ad almeno 250 mm) Nel caso non si possano rispettare tali requisiti: dimensionamento secondo UNI EN 13384

58 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale: SCARICO A PARETE Possibile se ammessa dalla legislazione vigente AD OGGI MAI! Terminale posizionato nel rispetto delle distanze previste (v. tabella e schema in Norma UNI )

59 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato: CONDOTTI DI EVACUAZIONE Requisiti generali: Ispezionabili e smontabili Divieto di passare in locali con pericolo di incendio consentito inserimento in alloggiamento EI60 (e comunque non inferiore alla struttura del locale interessato) Attraversamento di pareti in guaina metallica (ammessa guaina non metallica se condotto in materiale plastico) Normalmente condotti (sia di evacuazione che di aspirazione aria comburente) forniti dal costruttore dell apparecchio tranne che per apparecchi di tipo C6 per i quali devono essere scelti materiali adatti Ammessa pendenza negativa se consentito esplicitamente dal costruttore dell apparecchio o del condotto per apparecchi di tipo C6

60 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato: CONDOTTI DI EVACUAZIONE Requisiti generali: Conformi alle specifiche norme di prodotto (UNI EN 15502, 483, 677, 26, 89) Il condotto può essere tagliato a misura dall installatore secondo istruzioni del costruttore dell apparecchio Il condotto può ricevere lo scarico di un solo apparecchio Lunghezza min e max stabilite dal costruttore dell apparecchio Distanza di almeno 250 mm da materiali combustibili (in assenza di specifiche diverse da parte del costruttore), altrimenti protezione dal calore

61 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato: CONDOTTI DI EVACUAZIONE Scarico diretto a tetto: Il condotto può attraversare solo il locale immediatamente sovrastante quello di installazione dell apparecchio (purchè di pertinenza dell u.i. servita) Quota di sbocco stabilita dal fabbricante dell apparecchio (o del condotto nel caso di apparecchi di tipo C6 in assenza di tali indicazioni: almeno 600 mm tra terminale di scarico e terminale di aspirazione aria comburente

62 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato: CONDOTTI DI EVACUAZIONE Scarico a parete: Seguire le istruzioni del fabbricante dell apparecchio (del condotto nel caso di apparecchi C6 Tratto terminale non a filo della parete ma sporgente quel tanto che serve per il montaggio il terminale di scarico Protezione con guaina metallica sigillata verso l interno ed aperta verso l esterno nell attraversamento della parete Terminale posizionato nel rispetto delle distanze previste

63 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Apparecchi di tipo C a tiraggio forzato: CONDOTTI DI EVACUAZIONE Possibile se ammessa dalla legislazione vigente Terminale posizionato nel rispetto delle distanze previste (v. tabella e schema in Norma UNI )

64 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione CAMINI, CANNE FUMARIE E CONDOTTI INTUBATI Se all interno dell edificio: superficie esterna classe A1 (incombustibili) oppure in asole tecniche A1 Materiale plastico ammesso solo per caldaie a condensazione o a bassa temperatura con dispositivo di limitazione della temperature Privi di sistemi di aspirazione in sommità (ammesso per apparecchi a tiraggio naturale se dichiarati idonei dai fabbricanti dei sistemi) Obbligo di progetto per tutti i sistemi collettivi (anche intubamenti multipli) Nei sistemi collettivi solo apparecchi similari Consentito nei sistemi collettivi esistenti sostituire apparecchio tipo C convenzionale con apparecchio a condensazione solo in presenza di verifica dimensionale (UNI EN e 10641) che preveda la possibilità di sostituire TUTTI gli apparecchi collegati anche in momenti diversi

65 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione CAMINI, CANNE FUMARIE E CONDOTTI INTUBATI REQUISITI PRESTAZIONALI: Classe di Temperatura minima ammessa: T140 (T120 per apparecchi a condensazione o a bassa temperatura) Distanza da materiali combustibili o infiammabili indicata dal costruttore del camini/canna fumaria Classe di pressione in funzione del tipo di apparecchi, della tipologia di funzionamento del sistema e della sua ubicazione Consentito funzionamento di sistema a pressione positiva (sia camino singolo che canna collettiva che condotto intubato) interno all edificio purchè in asola tecnica adeguatamente dimensionata

66 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione CAMINI, CANNE FUMARIE E CONDOTTI INTUBATI REQUISITI PRESTAZIONALI: Resistenza ad umido: classe D ammessa solo per apparecchi tipo B a tiraggio naturale, per altri apparecchi richiesta classe W Resistenza alla corrosione: per metano e GPL sufficiente classe 1

67 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Condotti intubati funzionanti a pressione positiva Se il sistema è interno o addossato all edificio sezione libera di aerazione 150% della sezione del condotto altrimenti serve apertura di aerazione alla base Canne Collettive funzionanti a pressione positiva: Classe di pressione P1 (se all interno dell edificio) o P2 (se esterne e non addossate) Andamento verticale (max 2 cambi di direzione con angoli 45 ) Diametro interno uguale per tutto lo sviluppo Se interne all edificio: installate all interno di asola tecnica con intercapedine dimensionata come per condotti intubati Camera di raccolta alla base Apparecchi dotati di dispositivo di non ritorno atti ad impedire il riflusso attraverso apparecchi collegati e momentaneamente spenti Numero max apparecchi allacciabili per piano: 2 (distanza tra i due allacciamenti pari a non meno di 2 diametri della CC)

68 Parte 3 Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione Asola Tecnica L Asola tecnica deve essere di materiale di classe A1 di reazione al fuoco Nell asola tecnica contenente il condotto/camino intubato è consentito il passaggio di tubazioni dell acqua o altri fluidi non combustibili a patto che: L intercapedine libera non sia adibita ad aspirazione dell aria comburente La superficie libera sia comunque quella richiesta (150% del condotto o comunque quella risultante dai calcoli) > 100 mm Tubazioni altri servizi Condotto/camino intubato Asola tecnica Intercapedine

69 IMPIANTI A COMBUSTIBILE GASSOSO P> 35 kw UNI 11528:2014

70 Introduzione La norma UNI 7129:1972 Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione. Progettazione, installazione e manutenzione copriva anche l installazione di apparecchi con portata termica nominale maggiore di 35 kw. Tale edizione della norma fu recepita, ai sensi di quanto disposto dalla Legge 1083/71 Norme per la sicurezza dell impiego del gas combustibile, con DM 23/11/1972. La norma UNI 7129:1992 viene pubblicata con DM 21/04/1993 con la seguente nota: La norma UNI 7129:1992, ivi pubblicata, sostituisce la UNI 7129:1972 limitatamente alla parte delle installazioni di apparecchi aventi portata termica nominale non maggiore di 35 kw La norma UNI 11528:2014 aggiorna quindi la UNI 7129:1972 anche relativamente alla parte relativa all installazione di apparecchi con portata termica nominale massima maggiore di 35 kw

71 Introduzione Nel frattempo l argomento è stato trattato dai seguenti atti normativi: DM 12 aprile 1996: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio degli impianti termici alimentati da combustibili gassosi Tale Decreto, pubblicato dal Ministero dell Interno, è molto specifico relativamente agli aspetti di Prevenzione Incendi, mentre non si occupa di aspetti rilevanti da un punto di vista impiantistico quali per esempio il sistema di scarico dei prodotti della combustione

72 Introduzione D.Lgs. 152/06 parte V titolo II, come modificato dal D.Lgs. 128/10: Norme in materia ambientale. Tale disposto si applica agli impianti termici civili aventi potenza superiore a 0,035 MW (35 kw). All articolo 285 si prevede che i sistemi di scarico dei prodotti della combustione di tale tipologia di impianti, siano conformi alle Caratteristiche Tecniche di cui all Allegato IX. La sussistenza di tali caratteristiche deve essere esplicitamente dichiarata dall installatore, in caso di impianti realizzati o modificati dopo il 29/04/2006 (data di entrata in vigore del Decreto) oppure dal Responsabile dell Esercizio e della Manutenzione per impianti preesistenti

73 Introduzione D.Lgs. 81/08 Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro Relativamente alla protezione da atmosfere esplosive (Titolo XI), l articolo 287 comma 3 lettera b recita: Il presente titolo non si applica [ ] all uso di apparecchi a gas di cui al DPR 15/11/1996 n 661 (marcatura CE apparecchi gas) In pratica: per le centrali termiche con apparecchi marcati CE e costruite nel rispetto delle regole tecniche non è necessario prendere provvedimenti sull impianto elettrico per evitare che inneschi una esplosione non serve valutazione ATEX di cui al D.Lgs. 233/03 (Direttiva 1999/92/CE)

74 Introduzione Note relative agli adempimenti di Prevenzione Incendi Secondo il DPR 151/2011 e s.m.i. un impianto termico è soggetto a procedure di prevenzione incendi quando ha potenza termica nominale maggiore di 116 kw secondo la seguente tabella: Attività 74 centrali termiche Pot. Term. > 116 kw (durata SCIA 5 anni) Cat. A Cat. B Cat. C Pot. 350 kw 350 kw < Pot. 700 kw Pot. > 700 kw ADEMPIMENTI SCIA diretta Esame Progetto +SCIA Esame Progetto + SCIA + CPI

75 Introduzione Note relative alla Dichiarazione di Conformità Il DM 37/08 prevede l obbligo di progetto da parte di un professionista iscritto all albo o collegio nel caso di impianti con un utilizzo complessivo superiore a 50 kw (art. 5 comma 2 lettera c) Lo stesso Decreto prevede inoltre (art. 7 comma 6) che l eventuale Dichiarazione di Rispondenza per un impianto di tali caratteristiche possa essere rilasciata esclusivamente da un professionista iscritto all albo o collegio avente almeno 5 anni di esperienza nel settore

76 Ambito di applicazione La Norma fornisce i criteri per la progettazione, l installazione e la messa in servizio degli impianti civili extradomestici a gas della prima, seconda e terza famiglia con pressione non maggiore di 0,5 bar (tubazioni in VI e VII specie), asserviti ad apparecchi singoli aventi portata termica nominale maggiore di 35 kw, nonché alla installazione di apparecchi installati in batteria o in cascata qualora la portata termica complessiva risulti maggiore di 35 kw. La Norma si applica inoltre ai collettori di evacuazione dei pdc collegati a due o più apparecchi similari con potenza termica complessiva maggiore di 35 kw anche se non installati in batteria.

77 Ambito di applicazione La norma non si applica a singoli apparecchi P < 35 kw con alimentazione gas distinte anche se installati in unico locale o in locali direttamente comunicanti con somma Ptot > 35 kw: im questo caso le linee gas seguono la UNI 7129:2008 e le caratteristiche del locale seguono il DM 12/04/1996 La norma non si applica agli impianti inseriti in cicli di lavorazione industriale (ad esempio essiccatoi, cabine di verniciatura ) ed a quelli trattati dalla Norma UNI 8723:2010 ( Impianti a gas per l ospitalità professionale di comunità e similare Prestazioni di sicurezza )

78 Ambito di applicazione Schemi norme applicabili INAIL UNI UNI kw 30 kw Caratteristiche locale: DM 12/04/1996 contatore UNI UNI contatore UNI kw NO INAIL 30 kw NO INAIL Caratteristiche locale: DM 12/04/1996 contatore UNI

79 La Norma UNI 11528:2014 NOTA IMPORTANTE: Dal momento che la UNI 11528:2014 prevede soluzioni impiantistiche non ammesse o non previste dal DM 12/04/1996 si pone un problema di gerarchia normativa : un DM è superiore rispetto ad una norma tecnica. Al fine di dirimere la questione il Ministero dell Interno ha emanato la Circolare n 6181 del 08/05/2014 con la quale, in attesa dell aggiornamento del Decreto, vista l evoluzione tecnologica nel settore dell impiantistica a gas, si ammette la possibilità di seguire la Norma Tecnica anche ove contrastante con il Decreto stesso ai sensi della Legge 1083/71 e del DM 37/08 la Norma Tecnica rappresenta lo stato della Regola dell Arte in materia.

80 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE L evacuazione dei pdc deve avvenire a tetto. È possibile: realizzare nuovi sistemi fumari nel rispetto della presente norma utilizzare sistemi fumari esistenti, verificati secondo quanto indicato nella Norma UNI 10845:2000 In caso di impossibilità di scarico a tetto è consentito, ove ammesso dalla legislazione vigente, per gli apparecchi a gas a condensazione di portata termica nominale non superiore a 70 kw scaricare a parete nel rispetto di quanto prescritto dalla presente norma

81 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE L evacuazione dei pdc può essere realizzata in camino in depressione o a pressione positiva; nel secondo caso il camino deve essere all esterno dell unità abitativa e non addossato ad essa. Nel caso di condotto intubato, se a pressione positiva, questo deve essere collocato nei vani tecnici dell edificio (intercapedine aerata). Non sono ammesse canne fumarie collettive Le caratteristiche relative a tenuta classe di temperatura resistenza ad umido (impermeabilità) resistenza alla corrosione reazione al fuoco Devono essere idonei al tipo di combustibile ed al tipo di apparecchio

82 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Canale da fumo condotto di evacuazione diretta a tetto Il canale da fumo deve essere a vista o ispezionabile e deve avere un andamento ascensionale verso l imbocco del camino pari ad almeno il 5% (ca. 3 ); in caso di apparecchi con ventilatore è consentita contropendenza per lo scarico delle condense. (dichiarazione del costruttore dell apparecchio o del sistema fumario) Il canale da fumo deve avere una sezione non minore di quella dell attacco dell apparecchio e non deve avere restringimenti lungo il percorso. Eventuali riduzioni possono essere posizionate unicamente in corrispondenza dell attacco al camino o condotto intubato

83 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Collettori Il collettore ha il compito di raccogliere ed evacuare i fumi prodotti da due o più apparecchi verso un camino o un condotto intubato. Ad un unico collettore non possono essere collegati: apparecchi di tipo diverso (B o C) apparecchi alimentati con combustibili diversi apparecchi tradizionali ed a condensazione I collettori devono essere dimensionati secondo la Norma UNI :2009 e montati secondo le istruzioni del fabbricante

84 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Collettori Gli apparecchi devono essere installati nello stesso locale; nel caso di collettore ad andamento orizzontale è consentito l attraversamento solo di un altro locale il quale: non sia destinato ad uso abitativo o alla permanenza di persone non deve essere a rischio di esplosione deve essere aerato o aerabile direttamente Nell attraversamento il canale da fumo deve essere inserito in vano tecnico ispezionabile avente caratteristiche di resistenza al fuoco non inferiori a quelle della centrale termica o del locale attraversato se superiore.

85 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Camini Il camino deve essere dimensionato secondo specifiche norme di comprovata efficacia (ad esempio Norma UNI EN :2008) Il camino non deve presentare riduzioni di sezione; eventuali variazioni devono essere calcolate. Nel caso di nuove installazioni non è consentito l utilizzo di organi meccanici ausiliari di aspirazione; tali dispositivi possono invece essere posizionati, nel caso di ristrutturazioni di impianti a gas esistenti, a servizio di apparecchi a tiraggio naturale. Alla base del camino deve essere posizionata camera di raccolta (50 cm sotto imbocco canale da fumo)

86 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Camini I camini devono avere andamento verticale e gli eventuali cambi di direzione devono essere considerati nel calcolo dimensionale. In tutti i casi è opportuno limitare i cambi di direzione a non più di due con un angolo di inclinazione non superiore a 45 ; eventuali soluzioni diverse devono essere progettate

87 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Sistemi intubati Nel caso di condotti intubati è consentito che l intercapedine tra il condotto e il vano tecnico ricevente sia utilizzato per l aspirazione di aria comburente; in questo caso la sezione libera deve essere pari ad almeno il 150% della sezione interna del condotto (eventuali soluzioni diverse devono essere dimensionate in fase di progetto). Tale soluzione consente di aerare l intercapedine solo in sommità e non anche alla base.

88 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Quota di sbocco Per determinare il posizionamento del comignolo/terminale sulle coperture degli edifici è necessario tenere conto dei seguenti fattori: inclinazione della copertura (si considera tetto piano una inclinazione fino a 10 (17,6%) presenza di strutture sulla copertura (antenne paraboliche, abbaini, parapetti, vani tecnici) Il concetto generale è quello di individuare, sulla base del grado di inclinazione, la cosiddetta zona di rispetto. L ampiezza delle zone di rispetto è differente a seconda che si tratti di sistemi funzionanti a pressione positiva o negativa

89 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Quota di sbocco Nel caso di più apparecchi che scaricano in maniera indipendente, a distanza inferiore ad 1 m, le distanze di rispetto devono tenere conto delal somma delle singole portate termiche. Ove possibile, i terminali di scarico a parete devono rispettare distanza di sicurezza da elementi quali finestre, aperture di aerazione/ventilazione, balconi, piani di calpestio, gronde, pareti prospicienti.

90 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE Note sulle caratteristiche di cui al D.Lgs. 152/06 allegato IX Il D.Lgs. 152/06 nel già citato Allegato 9 prescrive le caratteristiche tecniche dei sistemi di evacuazione dei pdc per impianti con portata termica nominale > 35 kw (valore di soglia). Alcune indicazioni sono in contrasto e più restrittive rispetto a quanto previsto dalla Norma UNI 11528:2014, in particolare: il D.Lgs. 152/06 prevede che i camini siano isolati termicamente: prescrizione spesso inutile (basti pensare ai sistemi asserviti ad apparecchi a condensazione) il D.Lgs. 152/06 prevede che i camini all interno o addossati agli edifici debbano funzionare a pressione negativa: questo potrebbe essere un problema nel dimensionamento di condotti intubati in canne fumarie esistenti; la Norma consente soluzioni diverse

91 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE il D.Lgs. 152/06 prevede che i camini siano realizzati con materiali incombustibili: la prescrizione è in contrasto con l indicazione della necessità che i materiali siano marcati CE visto che per gli apparecchi a condensazione sono ammessi materiali plastici il D.Lgs. n. 152/2006 prevede che le bocche dei camini situati a distanza compresa fra 10 e 50 m da aperture di locali abitati debbano essere a quota non inferiore a quella del filo superiore dell apertura più alta (queste disposizioni non si applicano agli impianti termici a condensazione): si tratta di una prescrizione spesso non attuabile in aree densamente popolate, la Norma consente distanze minori. il D.Lgs. 152/2006 prescrive la coibentazione per i canali da fumo, in modo tale che la temperatura esterna del condotto non superi i 50 C: tale prescrizione è spesso inutile, per esempio nel caso di apparecchi a condensazione con temperatura dei fumi spesso inferiore ai 50 C

92 EVACUAZIONE DEI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE RIEPILOGO NORMATIVE

93 VERIFICHE E RISANAMENTO SISTEMI FUMARI IN ESERCIZIO UNI 10845:2000

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103 ESERCIZIO E MANUTENZIONE IMPIANTI TERMICI DPR 74/2013 e D.G.R del 28/07/2014

104 Definizione di Impianto Termico L ultima definizione di impianto termico, introdotta dalla legge n. 90/2013 che ha modificato il D.lgs 192/05 (art. 2, comma 1, l-tricies), recita: l-tricies "impianto termico": impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare e' maggiore o uguale a 5 kw. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Tenuto conto delle finalità del D.lgs 192/05, si ritiene che l impianto termico debba essere costituito da apparecchi, dispositivi e sottosistemi installati in modo fisso caratterizzanti il sistema edificio/impianto, senza limiti di potenza. La definizione di impianto termico comprende anche l'insieme di più apparecchi a fiamma indipendenti tra loro, installati in modo fisso, al servizio della stessa unità immobiliare, qualora la somma delle loro potenze al focolare non sia inferiore a 5 kw.

105 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

106 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B) Comuni oltre i abitanti ed ex Province (Città Metropolitana o Ente Territoriale di Area Vasta)

107 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

108 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

109 Il Terzo Responsabile (DPR 74/2013 art. 6) L'esercizio, la conduzione, il controllo, la manutenzione dell'impianto termico e il rispetto delle disposizioni di legge in materia di efficienza energetica sono affidati al responsabile dell'impianto, che può delegarle ad un terzo. La delega al terzo responsabile non è consentita nel caso di singole unità immobiliari residenziali in cui il generatore o i generatori non siano installati in locale tecnico esclusivamente dedicato. In tutti i casi in cui nello stesso locale tecnico siano presenti generatori di calore oppure macchine frigorifere al servizio di più impianti termici, può essere delegato un unico terzo responsabile che risponde delle predette attività degli impianti. In caso di impianti non conformi alle disposizioni di legge, la delega non può essere rilasciata, salvo che nell'atto di delega sia espressamente conferito l'incarico di procedere alla loro messa a norma. Il terzo responsabile comunica tempestivamente in forma scritta al delegante l'esigenza di effettuare gli interventi, non previsti al momento dell'atto di delega o richiesti dalle evoluzioni della normativa, indispensabili al corretto funzionamento dell'impianto termico affidatogli e alla sua rispondenza alle vigenti prescrizioni normative. Negli edifici in cui vige un regime di condominio il delegante deve espressamente autorizzare con apposita delibera condominiale il terzo responsabile a effettuare i predetti interventi entro 10 giorni dalla comunicazione di cui sopra, facendosi carico dei relativi costi. In assenza della delibera condominiale nei detti termini, la delega del terzo responsabile decade automaticamente.

110 La periodicità dei controlli di efficienza energetica (DPR 74/2013 allegato A)

111 Rendimento del generatore

112 Rendimento del generatore Rendimenti minimi ammissibili (DPR 74/2013) tolleranza 2% ᶯ Esempio con Pn = 200 kw 86,60% 88,60% 88,60% 90,95% 93,30% 93,60% 91,60%

113 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

114 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

115 D.G.R del 28/07/2014 (Allegato B)

116 Il Catasto Impianti Termici CIRCE (D.G.R del 23/12/2014)

117 Il Catasto Impianti Termici CIRCE Un paio di FAQ. All'atto della prima messa in esercizio dell'impianto chi deve eseguire il controllo di efficienza energetica e compilare il relativo Rapporto RCEE? Come stabilito dall'art. 8, comma 3, lett. a) del D.P.R. 74/2013, i controlli di efficienza energetica alla prima messa in esercizio dell'impianto devono essere eseguiti a cura dell'installatore, che provvede anche a redigere e sottoscrivere lo specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica. L'installatore che non provvede a redigere e sottoscrivere il RCEE è punito con la sanzione amministrativa da a euro ( art.15, comma 6, D.Lgs. 192/2005). Per caldaia a pellet, a legna o ad altro biocombustibile è obbligatorio il Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica - RCEE -? Per quanto disposto dall'articolo 2, comma 2, del D.M. 10 febbraio 2014, gli impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili, come le stufe a pellet, legna o ad altro biocombustibile, sono per ora esclusi dal controllo di efficienza energetica in quanto non è stata ancora emanata la norma UNI di riferimento. Ai fini dell'applicazione del D.M. 10 febbraio 2014 il Mi.S.E. ha precisato che la definizione di "impianti termici alimentati esclusivamente con fonti rinnovabili" resta valida anche in presenza di eventuali consumi elettrici degli ausiliari.

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