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1 PERIODICO POLITICO CULTURALE SPORTIVO DELL AREA VESTINA lacerbaonline.it - - facebook.com/lacerba LACERBA Gennaio 2014 Numero 1 Anno XIX Unt nit num aci ercinibh page 23 GRATUITO. LACERBA è il periodico dell Associazione Culturale Progetto Domani, distribuito a Penne, Loreto, Pianella, Civitella Casanova e Collecorvino Stazione / Via Fiorano Loreto Aprutino PE / CONTATTI / / Aut. Trib. di Pescara del Registro stampa anno 1996 n 21 / Direttore Berardo Lupacchini / Editore Gianluca Buccella / Vice Direttore Vicario Claudia Ficcaglia / Le Firme: Candido Greco, Gianfranco Buccella, Gianni Cutilli, Mauro Soccio / Redazione: Jaques De Molay, Jennifer Di Vincenzo / Foto a cura Di Loreto Buttari, Achille Rasetta, Mauro Soccio / Web e Grafica: Marta Ferri / Tipografia: Arti Grafiche Picene / PER LA VOSTRA PUBBLICITA : / jennifer di vincenzo / gianluca buccella NEWS TOPIC HERE Unt nit num aci ercinibh exerciipit, core conse vent vulputpat accum et, vel duisci tet nos exerciipit, core conse vent vulputpat accum page 23 NEWS TOPIC HERE Unt nit num aci ercinibh exerciipit, core conse vent vulputpat accum et, vel duisci tet nos exerciipit, core conse vent vulputpat accum page 23 NEWS Talky page one plug in this box here Unt praessit lor se doloreet praesto exeraequip eliquatin enibhondam plius nendam quis cons hus crips, qui inc ta, fora in diemerfes To od mod elit nim Sissenibh et nit alisiiriustrud minibh minibh enim To od mod elit nim ver ilisl in ercidunt aut ad tionsequat, consed del inismod magna consequatum duip eugiam page 18

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3 news» politics» exclusive 4 PENNE SE BIANCHINI FOSSE IL NUOVO SINDACO Il 19 maggio il tribunale deciderà sull eleggibilità di D Alfonso. Se ineleggibile, pronto l ingegnere PENNE Lunedì 19 maggio i pennesi sapranno se il sindaco Rocco D Alfonso nel 2011 era eleggibile. Dal tribunale civile di Pescara arriva infatti la notizia che il ricorso contro la sua elezione, promosso attraverso un azione popolare da un gruppo di elettori, sarà discusso (con verdetto del collegio) a sei giorni dalle elezioni regionali del 25 maggio. L azione popolare, sia pure a quasi tre anni dal voto incriminato, non si prescrive come ha ripetutamente stabilito la cassazione. Nel dossier presentato alla cancelleria del tribunale, tuttavia, si chiede anche la correzione del risultato elettorale come stabilito dall articolo 22 punto 12 del decreto legislativo 150 del 2011 che ha riformato il processo civile. In pratica, ma è un atto dovuto, si chiede di sostituire il sindaco ineleggibile con chi ne avesse avuto e ne abbia titolo. Luigi Bianchini diventerebbe così sindaco. Il ricorso coinvolgerà tutti i consiglieri di opposizione e la procura della Repubblica. D Alfonso, consigliere di circoscrizione in carica nel Comune di Reggio Emilia quando accettò la candidatura a sindaco il 15 aprile 2011 e poi eletto primo cittadino il 16 maggio. Una doppia carica elettiva considerata come causa di ineleggibilità dall articolo 70 del testo unico degli enti locali e chiarita dal ministero dell Interno in un suo parere ufficiale nel luglio 2010 che richiama una sentenza guida della cassazione del maggio 2006, quella sul caso del Comune di Pisciotta (Cesare Festa, consigliere comunale in carica a Salerno, eletto anche sindaco del paesino del Cilento: ineleggibile). D Alfonso in pratica per potersi presentare alle elezioni pennesi avrebbe dovuto dimettersi entro il 15 aprile 2011: lo fece invece solo fra il 5 luglio ed il 17 agosto di quell anno. Al momento della convalida della sua elezione, in consiglio, D Alfonso autocertificò di non avere cause ostative ad indossare la fascia tricolore. Il ricorso coinvolgerà tutti i consiglieri comunali e la procura della Repubblica. Si capirà anche il comportamento della prefettura di Pescara che anch essa, sull azione popolare, testo unico alla mano, avrebbe potuto e potrebbe intraprendere. Scontato a questo punto anche il passaggio in consiglio comunale della discussione e del voto sull ineleggibilità del sindaco come prevede l articolo 69 del testo unico. Arrivano giorni particolarmente delicati in Comune i cui organi dovranno fare i conti con il rischio che le delibere siano inficiate. Entro il 30 aprile, bisognerà approvare il bilancio di previsione 2014 (ma probabilmente arriverà la solita proroga) e nello stesso termine anche il conto consuntivo Non approvarlo, farebbe scattare il commissariamento ad acta, ma solo per approvare il documento contabile. Rocco Decadence Un sindaco a trasparenza ed incoerenza zero. E in attesa di giudizio elettorale. Ma sul penale ha un altra idea. PENNE Essendo stato nominato sindaco, mi dimetto da consigliere circoscrizionale di Reggio Emilia. Sorvolando sul fatto di essere stato nominato (i sindaci sono invece direttamente eletti dal popolo fin dal 1993), così vergava davanti ad un distratto segretario comunale Rocco D Alfonso il 5 luglio del 2011 quando certificava la detenzione di due cariche elettive non cumulabili, stando all articolo 60 del testo unico sugli enti locali e su cui deciderà il tribunale di Pescara adito da un gruppo di elettori che chiede la sua decadenza per ineleggibilità. Ma D Alfonso certificava anche altro. E cioè la sua poca trasparenza. Perché il fatto di essere stato eletto con 47 voti nel consiglio della circoscrizione Città Storica di Reggio Emilia, nel giugno del 2009, è stato sempre sottaciuto da D Alfonso il quale non ne ha mai fatto menzione neppure nel suo lunghissimo ed inutile curriculum pubblicato sul sito web istituzionale del Comune. Eppure era una carica pubblica, ottenuta sotto la bandiera del partito democratico. Un omissione significativa per un pubblico amministratore, accreditatosi anche come docente universitario, salvo poi scoprire di non esserlo, se non esserlo stato in alcuni anni accademici, ma a contratto: e perciò non gli era consentito minimamente di potersi fregiare del titolo accademico di professore, tantomeno di firmare per molto tempo tutti gli atti del Comune col titolo di professore, con tanto di targhetta in evidenza sulla porta del suo ufficio, poi tolta. Insomma, ombre inquietanti sull attuale primo cittadino che si vanta di non aver mai avuto un avviso di garanzia, dunque di non essere stato mai indagato penalmente. Un indiretto riferimento al suo predecessore Donato Di Marcoberardino, rimasto invischiato nel suo mandato in alcune vicende giudiziarie nelle quali sta ancora cercando di dimostrare la propria innocenza. E così fedele al suo credo nella totale pulizia giudiziaria D Alfonso evitò di nominare assessore nella sua debuttante giunta Remo Evangelista, incappato nel 2011 nella storia del palasport in cui venne dapprima indagato e poi imputato (con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero si diventa imputati), ma prosciolto (come tutti gli altri) nel maggio 2013 dal giudice dell udienza preliminare. Ma c è di più ed altro. Proprio la giunta di Rocco D Alfonso, fra i primi suoi atti, decise di costituirsi parte civile contro gli eventuali responsabili dello scandalo della strada maremonti, i cui lavori vennero bloccati nel febbraio 2008 perché il cantiere sconfinava illecitamente nella riserva lacustre. Contro tutti coloro (cioè 11, fra cui Carlo, Alfonso e Paolo Toto) poi divenuti imputati come Luciano D Alfonso, candidato alle prossime elezioni del 25 maggio a diventare presidente della Regione in nome del Pd. Il Comune vestino è fra quelli che chiedono al tribunale di Pescara (il collegio è lo stesso che ha assolto nel 2013 Luciano D Alfonso nel processo per i fatti legati al Comune di Pescara) di condannare Luciano D Alfonso e gli altri dieci. Il processo tornerà il 7 maggio, giorno di San Massimo: in quella sede si aprirà il dibattimento con la richiesta di condannare D Alfonso e di chiedergli i danni come ex presidente della Provincia che nel 1996 avviò l iter per la gestione del progetto della strada finanziata nel lontanissimo 1987 per 12 milioni 760 mila 500 lire; la committenza dei lavori fu affidata all Anas di cui D Alfonso è dipendente e che si è costituita parte civile contro di lui così come anche il Comune di Farindola guidato da Antonello De Vico. Luciano D Alfonso è sospettato di truffa e falso, ma ritenuto il tutore degli interessi dell impresa Toto cui sono stati sequestrati beni per 2 milioni di euro: è la somma che l impresa aveva ricevuto in sede di transazione per il fermo dei lavori, ritenuta il profitto sia della truffa aggravata sia della corruzione. Il 3 settembre 2007 infatti il commissario ad acta della strada Valeria Olivieri, imputata, approvò il nuovo progetto esecutivo per un importo complessivo di 22 milioni 808 mila 466,36 euro per realizzare una piccola circonvallazione di metri fra Colle Formica e contrada Campetto. Il 18 ottobre 2007 partirono i lavori. Le ruspe di Toto disegnarono il tracciato, oltrepassando la fascia di rispetto della riserva regionale. Il 27 febbraio 2008 la Forestale stoppò tutto. Da allora, sono passati sei anni, è tutto fermo. In realtà, Rocco D Alfonso fu subito fra quelli che promisero di costituire parte civile l amministrazione pennese nel caso mare- monti. Lo disse a Lacerba e lo ha fatto. Fra l altro, ad appoggiare nel fatti la mozione, presentata ma non votata in consiglio comunale il 27 settembre 2010, dall avvocato Matteo Tresca di PenneSì (ed appoggiata a luglio 2011 dai consiglieri di minoranza Ferrante, Severo, l ex Di Simone e Bianchini) fu, unico per la maggioranza, Gabriele Pasqualone, esponente di spicco del Pd ed ultras di Luciano D Alfonso. L altro D Alfonso, Rocco, Pasqualone e gli altri del Pd vogliono D Alfonso (Luciano) condannato, ma nel frattempo è bene che diventi presidente dell Abruzzo. L incoerenza è al potere. Forse ancora per poco. B.Lup.

4 news» politics» exclusive 6 news» politics» exclusive 7 CACCIA AL VOTO NEL TAGLIA E CUCI Brioni. Verso il rinnovo dei delegati sindacali. Dopo l accordo su esuberi e mobilità volontaria PENNE Elezioni per rinnovare la rappresentanza sindacale unitaria in vista negli stabilimenti Brioni e il contesto di strategie e della comunicazione ne risente. A ottobre è infatti scaduto il mandato dei delegati di cui la Femca-Cisl ha la maggioranza contandone ben 16 su 30, è per questo che tutto ciò ha consentito a Leonardo D Addazio, dipendente di Brioni e segretario provinciale della sigla tessile, di potersi sedere a Parigi nel comitato sindacale che rappresenta i marchi italiani detenuti dal gruppo Kering, francese sì, ma di diritto olandese. E già partita la caccia all ultimo voto nella prossima consultazione. Sarebbe stato meglio- osserva Domenico Ronca della Cgil- rinnovare la Rsu prima di affrontare il rush finale sulla concertazione legata alla gestione degli esuberi. Una trattativa lunghissima e difficile conclusa proprio nelle ore in cui terminava la procedura avviata il 9 gennaio scorso. 51 fra impiegati e lavoratori indiretti nel 2016, cioè dopo la cassa integrazione straordinaria ed un incentivo di 49 mila euro, perderanno il posto di lavoro, mentre per altri 14 operai Brioni offre una mobilità volontaria incentivata alle stesse condizioni. Il succo dell accordo mediato dalla Provincia fra la casa di moda maschile ed i sindacati dovrà essere votato lunedì dall assemblea dei lavoratori degli stabilimenti vestini di Brioni interessati. Si è chiusa una lunga trattativa-commenta Leonardo D Addazio della Femca-Cisl- di cui non possiamo essere soddisfatti perché alla fine saranno almeno in 51 a perdere il posto, anche se avessimo firmato un accordo che avesse previsto un incentivo all esodo di 100 mila euro. 20 dei 51 esuberi sono dovuti al progetto Pegaso di cui l azienda ci aveva parlato già nell ottobre Il discorso per i 14 diretti è completamente diverso in quanto sarà esclusiva volontà del lavoratore scegliere se essere collocato in mobilità. Insomma, nessuna mobilità obbligatoria per loro. Tuttavia gli interessati non sembrano mancare. Me ne risultano a decine, aggiunge Luca Piersante della Uil. Il progetto Pegaso è lo spostamento nel Ticino della logistica affidata ad una società del gruppo Kering, proprietario di Brioni. Nell accordo firmato in Provincia l azienda comunque si è impegnata a far partire da giugno un fondo di solidarietà grazie al quale i lavoratori di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova potranno affrontare le spese mediche. Domenico Ronca della Cgil attacca la dirigenza aziendale: Brioni ha cambiato il modo di affrontare le relazioni con i sindacati. Ha mostrato una rigidità mai riscontrata negli anni passati. Abbiamo firmato per non offrire la possibilità all azienda di procedere all attivazione dei licenziamenti con una forte conflittualità sociale. Prendo atto anche dell atteggiamento della Uil che recrimina circa la mancata firma dell accordo il 20 dicembre scorso. Fu la delegazione di Brioni a farlo saltare. Volevano 60 esuberi comunque senza dare garanzie sul futuro. Ricordo che rispetto ad allora l incentivo finanziario è sostanzialmente rimasto identico, considerando che sono passati 4 mesi da allora e gli stipendi pagati. E comunque è stato ben definito adesso che chi andrà fuori lo farà sulla base dei criteri della legge 223 del 91, e cioè anzianità di servizio, carico di famiglia ed esigenze tecnico-produttive. La Uil per bocca di Luca Piersante la pensa infatti diversamente: L accordo non si può disprezzare, certo. Però il 20 dicembre scorso si è persa una grande occasione. Noi non potevano firmare quella proposta perché non avevamo i due terzi della Rsu. C erano molti più soldi di incentivo: 60 mila euro e 55 mila euro se si fosse aderito dopo il 30 giugno. B.Lup. COMUNALI IN UDIENZA Al giudice di Pace salvato servono 4 impiegati. Ma nessuno del municipio si vuole spostare.e così Penne torna a rischio PENNE C è il decreto che lo conferma: Penne mantiene l ufficio del giudice di Pace, ma ora deve allestire la sua cancelleria con impiegati del Comune. Almeno quattro, di cui un capo della cancelleria, tutti dipendenti del Comune, ma pare che non se ne trovino di disponibili. Obbligarli?Il Comune si impoverirebbe di altro personale dopo la cura dimagrante (i suoi dipendenti si sono dimezzati in dieci anni)?gli impegni presi sono stati deliberati, comunque. Nei prossimi giorni, il Comune dovrà comunicare al ministero della Giustizia i nomi di chi lavorerà al giudice di Pace perché il ministero li dovrà formare al nuovo ruolo. Penne è una delle sette sedi abruzzesi salvate, l unica del Pescarese, dopo naturalmente quella circondariale di Pescara; in Abruzzo gli altri presidi non provinciali confermati sono quelli chietini di Casalbordino, Gissi e Lama dei Peligni; Atri per Teramo; nell Aquilano, Castel di Sangro e Pescina. Nella provincia di Pescara, cesseranno di funzionare dunque gli uffici di San Valentino (che aveva già perso il tribunale) e di Pianella: le rispettive amministrazioni comunali entro il 29 aprile del 2013 non deliberarono infatti l assunzione degli impegni di spesa per il mantenimento del presidio giudiziario. Il salvataggio pennese è invece riuscito grazie all impegno formale dell amministrazione comunale, guidata dal sindaco Rocco D Alfonso, che con la spinta dell opposizione, ha deciso di accollarsi da sola, cioè senza il contributo finanziario degli altri nove comuni (fra i quali Loreto Aprutino e Collecorvino) ricadenti nella giurisdizione, tutte le spese di funzionamento dell ufficio e del personale amministrativo: sono quattro gli impiegati di cui il Comune si priverà a vantaggio dell ufficio, mentre il ministero si occuperà di formarli e di pagare i due magistrati per il civile ed il penale assegnati a Penne. Il decreto Milleproroghe ha deciso di mantenere in servizio, fino a tutto il 2015, tutti i giudici in carica. Da quando venne istituito, cioè nel 1995 e fino a pochi mesi fa, a Penne ha prestato servizio come giudice di Pace nel civile l ex prefetto Antonio Cozzolino, ora in pensione. L istruttoria operata dai tecnici ministeriali dunque ha riscontrato la bontà del progetto pennese. Tra l altro, l ufficio del giudice di Pace sarà trasferito dall attuale palazzo di giustizia, dove non c è più la sezione distaccata del tribunale di Pescara, soppressa come tutte le altre 219, al Comune allo scopo di ridurre al minimo le spese di gestione. E dunque si renderà libero l ex convento delle Dame di Malta, un autentico gioiello architettonico ristrutturato di recente, in pieno centro storico. Penne: Chiodi, il San Massimo sarà potenziato. Vi spiego come di Berardo Lupacchini Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. PENNE L Hotel dei Vestini pare destinato a nuova vita, dopo il fallimento richiesto in proprio dalla Hotel Service srl il 17 marzo 2009, ma la notizia è che per ora è ignoto il nome di chi l ha comprato al quattordicesimo tentativo di vendita, il cui prezzo era di 650 mila euro più Iva se dovuta. Si fa strada l ipotesi che vi siano più offerte presentate al curatore montesilvanese Dino Norscia, il quale non conferma né smentisce, semplicemente si nega: ma neppure fa sapere se la vendita sia andata realmente in porto. Chiunque avrebbe potuto, e potrebbe, bussare alla porta di Norscia ed osservare di persona lo svolgimento dell asta proprio perché la legge fallimentare impone la massima pubblicità alle operazioni. Il commercialista si è chiuso in un silenzio anche comprensibile per evitare una turbativa, non confermando dunque ufficialmente la vendita. Tutto lascia pensare che si sia in presenza di una pluralità di offerte e un conseguente rialzo di almeno 50 mila euro. L aggiudicazione da provvisoria diventerebbe definitiva solo nel momento in cui vi fosse l offerta di un prezzo migliorativo del 10% rispetto a quello di aggiudicazione provvisoria. Il tutto entro 10 giorni. Qualora vi fosse, ripartirebbe una gara entro 30 giorni con offerte migliorative di almeno 50 mila euro. Per la curatela fallimentare sarebbe lo scenario migliore: più soldi per i creditori, più denaro per Norscia. E c è un altra notizia. Lacerba ha potuto consultare alcuni documenti ed apprendere che il 28 gennaio, il giorno che ha preceduto l asta, davanti al notaio pescarese Elena Colantonio, è stata costituita la società di persone, formata dalla moglie e dalle due figlie di Lucio Marcotullio. Presumibilmente, poiché manca anche in questo caso l ufficialità, anche se appare assai probabile (Il Centro ha dato per certo l acquisto dell Hotel da parte di una cordata facente capo al cavalier Marcotullio) che la snc abbia partecipato (stia partecipando?) all asta da Norscia. Già, perché la Beatrice snc di Lisa Valentina Alessia Marcotullio & c, con sede a Penne in Corso Alessandrini, 52, ha per oggetto sociale, fra gli altri (attività immobiliare e edilizia tout court), anche l organizzazione e la gestione di strutture ricettive, ricreative, sportive, centri benessere quali a titolo esemplificativo alberghi, ristoranti, sale congressi, sale da ballo. Se l albergo divenisse (o fosse divenuto?) di proprietà delle tre Marcotullio, tornerebbe alle origini. Fu proprio il cavaliere del Lavoro il 18 aprile 1975 a contribuire alla nascita della Finanziaria Turistico Alberghiera srl, la società, poi messa in liquidazione nel dicembre 2004, che realizzò e gestì l hotel nei primi anni 80 su progetto dell architetto milanese Renato Bazzoni, scomparso a 74 anni nel 1996, colui che fondò il Fondo Ambiente Italiano e che aveva disegnato anche lo stabilimento della Roman Style. In quelle camere passarono Gassman, Manfredi, Eco e tanti altri ospiti del premio Penne. Fu anche il set di un film, Il camping del terrore di Ruggero Deodato, con una Nancy Brilli all esordio: era il Nella srl figuravano 17 soci: gli azionisti di Brioni Ettore Perrone e Gigliola Savini; Anna Maria e Maria Vittoria Fonticoli accanto ad Eleonora Palumbi, Alessandro, Piero ed Andrea Ciulli; ecco pure Lucio Marcotullio e le sue figlie Beatrice e Lisa (incassarono 48 mila euro ciascuna sui 2 milioni 425 mila euro di capitale di liquidazione nel prospetto redatto dal commercialista Ernesto Sfamurri); Sergio Baroni e la consorte Concetta Grande; Alfredo Morandini e la moglie Maria; l agente immobiliare Giuseppe Libertini e l assicuratore Gabriele Ciarcelluti. Nel frattempo, Lucio Marcotullio diventò anche consigliere di amministrazione dell allora banca popolare di Lanciano e Sulmona. E l istituto che fra il 2004 e il 2005 aprì una linea di credito di 2 milioni 750 mila euro servita alla Hotel Service srl per comprare dalla Fin.Tur.Alb il complesso alberghiero (53 camere, 107 posti letto, mq. di superficie coperta, mq. scoperti, 420 mq. di terrazzi praticabili) e liquidare la srl trent anni dopo. L immobile è stato valutato nel 2010 dall ingegner Sandro Centorame, perito designato dal giudice fallimentare delegato Anna Fortieri, ben 4 milioni di euro. Di 88 mila euro la stima, firmata dall altro perito, Laura Gianforte, sui beni mobili delle tre aree in cui fu suddivisa la struttura. La Hotel Service srl, con capitale sociale di euro, infatti è fallita nel 2009, riuniva i dipendenti dell albergo (Falone e Di Campli oltre ad Alpi e Libertini che ha dichiarato, davanti al notaio Grazia Buta, di essere all oscuro di tutta la gestione degli ultimi anni) e ne facevano parte, prima di uscirne, Ettore Perrone ed anche Marcotullio: nel settembre 2006 firmò le dimissioni, cioè tre mesi dopo l uscita da Brioni; risultava creditore di Hotel Service srl per euro al 31 dicembre Prima di gettare la spugna, nel 2004, la Hotel Service srl aveva beneficiato di un aumento di capitale sociale con sovrapprezzo per un milione di euro di cui si fecero carico alcuni soci di Fin. Tur.Alb. ormai in liquidazione, e cioè Lucio Marcotullio, Ettore Perrone, Maria Vittoria Fonticoli, Alessandro Ciulli, Gabriele Ciarcelluti e Giuseppe Libertini. Un operazione che rientrava nel piano in cui era necessario integrare con mezzi propri il dossier per l ammissione ai benefici della legge 488 del 92 con cui cercare il finanziamento per l ampliamento e l acquisto dell albergo; nel luglio 2002 ci fu la notizia della concessione dei fondi per euro, ma la terza rata di euro risulta non incassata a causa del congelamento operato dalla legge finanziaria del dicembre I bilanci riferiscono che l Hotel dei Vestini contò ricavi per quasi 900 mila euro nel 2005, scesi a 733 mila nel 2006 (con perdite di 72 mila euro), risaliti a nel 2007 (in rosso per 260 mila euro) grazie quasi esclusivamente ai banchetti: il mancato ampliamento delle camere aveva ridotto all osso gli introiti alberghieri, a detta degli ex amministratori. Parola finale al dottor Dino Norscia, un passato politico come consigliere comunale della Margherita (il partito che fu anche di Lucio Marcotullio) a Montesilvano, poi anche come portavoce dell allora sindaco (margheritino) di Montesilvano, Enzo Cantagallo finito in carcere.

5 news» politics» exclusive 8 news» politics» exclusive 9 Il trionfo dell incoerenza di Gianni Cutilli Troppo spesso si sente dire che il tema delle pari opportunità è superato perché viviamo già in una condizione di uguaglianza giuridica e materiale tra i sessi. Ovviamente non è vero. In particolare non lo è in Italia. Così parlò Napolitano, l 8 marzo scorso. Aveva ragione? Sì. Lui stesso lo ha dimostrato! Il 30 marzo 2013, nel mese della festa della donna, nominò dieci inutili saggi, in vista della riforma della Costituzione. Donne? Nemmeno una! Aveva ragione quindi quest anno a dire che il tema delle pari opportunità non è vero che sia superato! Si dice che il pesce puzzi dalla testa. Se la testa dell Italia è il Capo dello Stato che, con disinvoltura, le pari opportunità le predica ma non le pratica, figuriamoci che profumi verso al coda del Paese. E, infatti, nel gran bazar delle contraddizioni, anche spudorate, la scelta è vastissima. Enrico Letta, s è sempre scagliato contro il Porcellum, la legge elettorale che impedisce di scegliere i parlamentari, proprio come la nuova legge, l Italicum sulla quale, però, Letta non ha votato contro, ha preferito non andare a votare! Alfano, del Governo Renzi, ha detto se falliremo ce ne prenderemo la responsabilità non diremo che è stata colpa di qualcun altro. Al suo posto, l ha detto Renzi che una colpa qualcun altro ce l ha avuta. Chi? Letta: <<Sapevamo che i numeri non erano quelli che raccontava Letta >> del cui Governo, però, Alfano era Ministro, quindi corresponsabile per quei numeri falsi. Perché Renzi non gli ha imputato almeno i silenzi su quegli stessi numeri?; viceversa, Alfano, che i conti li conosceva quanto Letta, s è ben guardato dal difendere il suo ex Capo del Governo! Insomma, i trionfi dell incontrario e dell incoerenza! Lo stesso Alfano è di bocca buona. Il 4 dicembre, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Corte Costituzionale, disse: non ci sono più pretesti, non c è più alibi per alcuno: bisogna procedere urgentemente a cambiare la legge elettorale che deve avere due capisaldi: mantenere il bipolarismo e dare ai cittadini la possibilità di eleggere i deputati e i senatori. A distanza di 3 mesi e mezzo, le sue parole suonano come una battuta di carnevale: i cittadini non eleggeranno proprio nessuno! Gianni Chiodi aveva in mente grandi cose per l Ospedale di Penne. Il 12 maggio 2011, una cronaca riferì che, in un incontro pubblico elettorale, svolse un intervento che ha chiarito molte delle incognite sulle sorti dell Ospedale San Massimo. Di fatto, il governatore Chiodi ha confermato la volontà di trasferire il presidio nella struttura del Carmine che sarà ristrutturata con un finanziamento di 11 milioni di euro dell articolo 20 e il vecchio immobile potrebbe essere in parte alienato, recuperando i fondi per coprire il trasferimento. Col tempo, s è poi capito che era venuto impreparato: ignorava lui stesso la spesa reale per il trasferimento! Il suo fu un parlare spannometrico che non chiarì nessuna delle incognite sulle sorti dell Ospedale San Massimo. Oggi, ci si consola con le tarantelle sui fondi dell articolo 20. Parlarne è gratis e sono come gli aeroplani di Mussolini: con le chiacchiere, li sposti dove serve. Nel frattempo, i fondi si svalutano e l Ospedale vive la sua lenta agonia, accompagnata dai bla bla, a dire il vero sempre più mosci. Il solito vizio della politica, dire una cosa e decidere il nulla o l opposto. Si pontifica di sicurezza ma, nello stesso giorno in cui ammazzano, e non Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor se Si dice che il pesce puzzi dalla testa. Se la testa dell Italia è il Capo dello Stato che, con disinvoltura, le pari opportunità le predica ma non le pratica, figuriamoci che profumi verso la coda del Paese per sbaglio, anche un bambino di 3 anni, s ipotizzano 600 milioni di tagli demenziali per Carabinieri e altre forze dell ordine e 100 milioni per i Vigili del Fuoco! Per Renzi, nelle forze dell ordine ci sono troppi amministrativi e per il sottosegretario all Interno Giampiero Bocci: <<Non c è alcuna volontà di far scendere il livello di sicurezza ma soltanto di eliminare gli sprechi e le sovrapposizioni>>. Ma coerenza vorrebbe che, oltre un po di amministrativi, si tagliassero, sani sani, anche corpi di polizia inutili, di alcuni dei quali non si capisce il senso dell esistenza. Mantenendo solo Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza (e il personale delle altre forze disciolte), si risparmierebbero soldi oggi sperperati per sedi, utenze, stipendi di comandanti di ogni livello, e per duplicazioni di mezzi e veicoli di ogni tipo. Ogni Corpo, a prescindere dai compiti, ha aerei, elicotteri, navi, camionette, cingolati, ammiraglie, veicoli vari, cani, pappagalli e paperelle. La stessa Europa ci contesta l eccesso di Polizie. Per foraggiarle tutte, si sono chiuse migliaia di caserme dei Carabinieri in centri minori e quelle esistenti sono in difficoltà per carenza di uomini e mezzi! Finché, però, si ragiona come Bocci, non c è speranza. Continueremo a leggere articoli simili a quello che c informava dei 40 minuti d attesa per l arrivo dei Vigili del Fuoco a Penne, per fiamme in un abitazione dove, intanto, a far da pompieri accorrevano i Carabinieri, scongiurando così conseguenze più gravi. E chiaro che se si tagliano 100 milioni con la scusa di riorganizzare, non si vedrà mai un presidio di Vigili del Fuoco nell area Vestina, benché notoriamente semi-isolata. Intanto, si continua a fare collezione di Polizie, ogni ministero schiera la propria per dar lustro al rispettivo Ministro! Si giunge così a mandare la Guardia Costiera per ristoranti come se non esistessero i NAS dei Carabinieri! Una coerenza micidiale! La stessa per la quale si risparmia sul personale dei servizi sanitari e si ignorano scialacqui in altri settori delle Asl. Uno, ignoto ai più, è quello dell educazione continua in medicina (E.C.M.). In tutt Italia ci saranno tra le 2000 e le 3000 persone addette. Un indagine seria sull argomento metterebbe a nudo lo scomploro provato dagli stessi professionisti interessati, per l inutile e discutibile organizzazione di sin troppi corsi. Il settore andrebbe radicalmente riorganizzato riducendo almeno della metà gli addetti, risparmiando stipendi, spazi, scartoffie e utenze varie. O come la coerenza dei professionisti della legalità che, in omaggio al politicamente corretto, declamano il fascino irresistibile di ogni norma, senza nemmeno turarsi il naso di fronte a quelle più vomitevoli o ridicole, grazie alle quali si leggono cose di questo tipo: <<Strisce blu, la guerra delle multe elevate. Comune: «Assolutamente regolari» Il Ministero: «Non siamo d accordo»>>. Il Comune in questione non è Caccavella ma Roma. Dunque, il Codice della Strada è così ben fatto che la Capitale d Italia e il Ministero delle Infrastrutture si rinfacciano l un l altro la ciucciagine nel capire cosa vogliono quelle benedette disposizioni! O come la coerenza dei politici che parlano di semplificazione e poi votano una norma per la quale, se vendi una casa o un terreno, i soldi dal compratore non li puoi prendere subito: te li darà il notaio entro un paio di mesi dall atto e gli interessi se li cucca lo Stato pappone! Incredibile, nemmeno Stalin e Pol Pot concepirono una ladreria e una stronzata del genere! Altra eclatante incoerenza, quella delle multe appioppate dalle Authority. Sono pugnalate alla schiena dei consumatori, a tutela dei quali vengono comminate! La ratio sarebbe di punire condotte furbe o truffaldine, in realtà a pagare sono i consumatori e gli utenti con l aumento delle tariffe. Per i bilanci delle società, le multe sono un costo da compensare con riduzione di altri costi o con maggiori entrate. Se si fosse coerenti con la ratio della punizione, invece della multa si proibirebbe alla società furba di turno di concludere contratti. Punendo una Compagnia aerea o telefonica col divieto temporaneo di vendere biglietti o stipulare abbonamenti, la si farebbe diventare virtuosa in un battibaleno! Invece: multa - spallucce della società interessata - dolori per l utente/consumatore, l ortolano di sempre! Una normativa che si sputa addosso! Un altro esempio di belle coerenze viene da due vicende locali. La prima è quella delle mancate dimissioni di almeno uno dei due consiglieri comunali pescaresi, di sinistra che, aggiuntesi a quelle di altri colleghi, avrebbero determinato la decadenza del Sindaco Arbore Mascia; l altra è quella che riguarda l eleggibilità nel 2011 del sindaco di Penne. Nel primo caso, ai consiglieri si è attribuito il timore che la nomina del Commissario in Comune avrebbe fatto slittare di un anno le elezioni a Pescara. Nel secondo caso, si è costretti al pronunciamento di un tribunale per appurare la legittimità della posizione del sindaco! In entrambi i casi, sconcerta che le norme interessate riguardano il funzionamento non delle bocciofile delle Pro-Loco ma delle Istituzioni democratiche. E stupefacente che un consigliere comunale, un addetto ai lavori, sia condizionato nell esercizio del suo mandato dall incertezza del diritto sul funzionamento dell Ente che amministra! E vomitevole che la legalità acconciata nella patria di Cicerone generi simili incertezze, contraddizioni e guazzabugli su questioni così fondamentali e delicate. Cosa eccita i legalitari, la legalità precaria e misteriosa? Che bella coerenza! D altronde, con il Porcellum incostituzionale sono stati eletti tre Parlamenti che, a loro volta, hanno: - eletto due presidenti della Repubblica; - nominato tutti i vertici delle Authority e un esercito di amministratori di enti vari; - formato maggioranze a sostegno di ben 5 governi. Più che una legge, un caciocavallo! La vicenda del Convento pennese di Colleromano, è stata la vetrina di altre contraddizioni e incoerenze. S era inteso che il progetto di Borghi Servizi e Ambiente S.r.l. (BAS), fosse l unico modo di preservare Colleromano. In via di principio e senza pregiudizi, l idea la si sarebbe anche potuta esaminare e valutare. Intanto perché in l Italia sono numerosi i casi d utilizzo analogo; inoltre il bene non è asportabile e le ricadute positive delle attività implementate sarebbero comunque a vantaggio anche del territorio. La contrarietà è dunque comprensibile e suggestiva ma non inconfutabile. Sennonché, inaspettata, è spuntata un ipotesi alternativa vecchia di ben due anni, proposta da monache benedettine. Le suore con una lettera, sembra inevasa, del febbraio 2012, chiesero la gestione del Convento, impegnandosi a cercare i fondi per le necessarie opere di consolidamento. L Amministrazione comunale per chiarezza verso i cittadini avrebbe dovuto avvertire l obbligo di darne notizia e di vagliare quella proposta forse, per più ragioni, più degna d attenzione del progetto BAS, per la conservazione di Colleromano; un bene, per Penne, di incommensurabile valore, storico, architettonico, culturale e spirituale. Ma, al di là del merito delle proposte, spicca la contraddizione tra la giustificazione principale per l operazione BAS, ossia l assenza di soluzioni alternative, e la smentita, già nota all Amministrazione, di quella stessa motivazione: la lettera delle benedettine! Ma da tempo la coerenza non è più un virtù. Rimarrebbe il buon senso, purché non se ne stia nascosto, come diceva il Manzoni, per paura del senso comune che, ormai, ammette di tutto e non si schifa e non s indigna più di nulla. di CIRONE LILIANA C.da Conaprato, PENNE (PE) Tel.Uff Tel.Ab Cell TRASLOCHI

6 news» politics» exclusive 11 COAL Caos Tares: Cicoria conferma il buco causa sgravi, D Alfonso lo nega Nella relazione tecnica tutta la verità sul nuovo invio degli F24: dalle tariffe sbagliate alle mancate agevolazioni PENNE Cosa bisogna sapere sul pasticcio rifiuti, cioè il caos Tares? Punto primo: Sono stati inviati ai contribuenti modelli di versamento dei saldi redatti sulla base di tariffe non corrispondenti a quelle deliberate dal consiglio comunale il 21 novembre I saldi di Tares andavano pagati entro dicembre scorso. La dottoressa Antonella Cicoria, responsabile dell ufficio tributi, certifica al sindaco D Alfonso il clamoroso errore. Ed ora? Ragioni di opportunità suggeriscono l emissione di avvisi rettificativi a conguaglio. Gli scostamenti a debito e a credito per effetto della rideterminazione degli importi sono di modesta entità e consentono al contribuente il corretto pagamento di quanto dovuto, ovvero il riconoscimento di un credito in compensazione dell imposta per il 2014, nell ipotesi di versamento di una somma eccedente. Ma non basta. Nel pasticcione, viene certificato un altro errorone. Si legge ancora: Inoltre, per quanto attiene agli utenti delle zone non servite, non è stata applicata la riduzione prevista dal comma 16 dell art.14 delle legge istitutiva del tributo, Traduzione: questi pennesi hanno diritto ad uno sgravio di almeno il 60%. Una papera colossale. Anzi, palese per usare lo stesso aggettivo utilizzato dalla dottoressa Cicoria e dalla segretaria Francesca Vecchi. E palese- scrivono- la prevalenza della norma di legge sulla norma regolamentare e la conseguente applicazione dell articolo 14 comma 16 di cui sopra. Se è così palese, come mai è stata ignorata nella compilazione degli avvisi?punto secondo: L applicazione della riduzione di legge a favore degli utenti in cui non viene effettuata la raccolta, comporta a livello finanziario una minore entrata, Cioè un buco: perché tanto il Comune deve incassare da Tares e tanto deve spendere. E come si copre il buco per la palese dimenticanza? La minore entrata (buco n.d.c) non è significativa (ma nella relazione non se ne cita l entità: 50 mila euro, 100 mila euro, quanto? n.d.c.)-scrive Cicoria- viene parzialmente compensata dal gettito derivante dalle maggiori superfici accertate rispetto a quelle dichiarate in sede di accertamento e di recupero della evasione della vecchia Tarsu, e in parte va inserita a consuntivo fra i costi del piano finanziario del tributo Ammesso che tutto ciò passi al vaglio delle contestazioni di quei contribuenti interessati al riaccertamento delle superfici, resta l avverbio parzialmente, cioè non completamente. Lo scostamento fra gettito annuale a preventivo e a consuntivo del tributo comunale sui rifiuti è riportato a nuovo per intero, nel piano finanziario successivo o anche nei piani successivi non oltre il terzo, nel caso di gettito a consuntivo superiore ai costi effettivamente affrontati; per la sola parte derivante dalla riduzione nelle superfici imponibili, ovvero da eventi imprevedibili non dipendenti da negligente gestione del servizio, nel caso di gettito a consuntivo inferiore al gettito preventivato : come nel caso pennese. Punto terzo: giovedì 13 febbraio il consiglio comunale dovrebbe votare la posticipazione al 30 aprile del pagamento dell ultima rata a conguaglio di Tares Ma per il sindaco Rocco D Alfonso e l assessore Valeria Di Luca non ci sono buchi prodotti dalle mancate agevolazioni a chi non usufruisce del servizio rifiuti e dunque sgravato per il 60% del tributo. Eppure la dottoressa Cicoria lo ha ben descritto nella sua relazione, tanto che solo parzialmente l ente riuscirà, forse, a colmarlo. Sostiene D Alfonso che il Comune non opererà ritocchi in aumento agli F24 prossimi venturi da inviare ai pennesi. Di certo il primo cittadino ad oggi, dopo la bruttissima figura natalizia delle tariffe sbagliate dai suoi uffici, non può permettersi di annunciarlo, col consueto tono di primo della classe, con certezza assoluta. Ma aspettiamo il postino. Ogni contribuente potrà verificare in concreto nei prossimi giorni se basterà quanto pagato affannandosi in file interminabili sotto Natale. Matteo Tresca, consigliere di minoranza con Penne- Sì, è assai critico: anche lui parla di un buco enigmatico cui far fronte: Avevamo detto nella discussione sul bilancio previsionale 2013 che la Tares fosse una tassa iniqua e complicata da attuare e che sarebbe stato meglio fare come in altri Comuni che hanno mantenuto la Tarsu anche per il Ora ci dicono che bisogna risistemare i conteggi senza chiarire bene cosa succederà e come saranno recuperati i mancati introiti (cioè buco n.dc.) derivanti dal ricalcolo degli avvisi. Vorrei sapere come ne usciranno i pennesi e a chi saranno inviati i nuovi bollettini. A tutti i contribuenti. Punto finale: ma al Comune chi paga?

7 news» politics» exclusive 12 news» politics» exclusive 13 DIDASCALIE A proposito dei comunisti Tralasciando i socialdemocristi e i nazionalfascisti di Mauro Soccio LORETO APRUTINO. Quella voce interiore che chiamiamo coscienza, a cui spesso porgiamo l orecchio, dice che sarebbe ingiusto lasciar affogare nel silenzio le alquanto sbrigative considerazioni sui comunisti menzogneri lette sull ultimo numero del 2013 del giornale, senza prima cercare di dare un contributo a mettere le cose al loro giusto posto. Al di là di certi fatti criminosi che certamente hanno indotto gli studiosi ad una revisione storica della Resistenza italiana (le guerre civili sono le più cruente anche se sono del parere che una minima distinzione tra l aggressore e l aggredito bisogna farla), il forte timore che le considerazioni esternate non siano state dettate da uno spirito giusto ovvero con obiettività e serenità, sia più che fondato. Si percepisce, invero, uno spirito fuorviante e inficiato da un acredine che dura, forse, da troppo tempo. Il livore su ogni cosa che odori di sinistra è quantomeno dettato da un sentimento patologico, per cui credo che non se ne possa ravvisare una plausibile attendibilità. E pur vero, però, che le cose sgradite poi, non lo sono fino in fondo se contribuiscono a far emergere in superficie verità nascoste altrimenti impossibili da svelare, per cui va dato atto all amico articolista di aver contribuito a riaggiustare le distanze che separano le nostre diverse vedute politiche, evidentemente, un po troppo sbilanciate verso la pacificazione storica. Un tentativo per combattere la grave malattia del Guelfoghibellinismo locale. Si sperava di dimostrare a tutti che, se si vuole, la virulenza delle malattie possono essere, se non altro, attenuate. Soprattutto se curate sotto il segno dell appartenenza al territorio. Invece, mi par di capire che ci si senta meglio con la febbre cavallina addosso. Ed è un peccato che sulla strada della sapienza, ci si sia arreso nel momento più interessante. Si preferisce l antagonismo acuto, insomma, forse per la necessità di sottolineare una maggiore connotazione identificativa ovvero rimarcare, seppur ce ne fosse bisogno, una collocazione politica netta e forte, alla corte dell imprenditore di Arcore, che di certo non ha mai nascosto la patologica avversione ai cosiddetti comunisti, anzi, ne ha fatto un punto di riferimento forte per il suo elettorato. Ma in quanto a menzogne non è secondo a nessuno, nemmeno ai comunisti, giacchè fu lo stesso Indro Montanelli, tra i maggiori giornalisti contemporanei e notoriamente avverso alle idee di sinistra, a definire il suo ex editore così: Silvio Berlusconi è un mentitore professionale: mente a tutti, sempre, anche a se stesso, al punto da credere alle sue stesse menzogne. Per cui bisognerebbe porre maggiore attenzione quando diamo dei bugiardi agli altri, senza prima riflettere sulle nostre cose. Evitando di scomodare personalità note della sinistra italiana che hanno avuto un forte peso nella liberazione dallo straniero invasore e nella Costituzione della Repubblica, per non rimanere imbrigliato tra le fitte maglie della retorica, mi limito al ricordo degli sconosciuti, quelli che per tirare avanti hanno dovuto subire ingiustizie e le angherie dei Siur padrùn e di Gnure patrù. Andiamo a raccontarlo a loro e ai parenti di quei contadini, braccianti, disoccupati, poveri cristi, prima umiliati e poi, i più sfortunati, mandati a tacere per sempre dalle pallottole della polizia di Scelba, famigerata polizia di Stato, per aver semplicemente manifestato la loro povertà e rabbia per lo sfruttamento dell uomo sull uomo. Scesero in piazza tante volte per un tozzo di pane e a sostegno della democrazia più volte minacciata dai suoi nemici. E non ebbero paura di farlo. Dovremmo tirar fuori invece un sentimento di riconoscenza se ebbero la forza di erigersi a baluardo contro i tentativi di colpi di Stato (il Gen. De Lorenzo, Valerio Borghese, ecc), molto in voga in quegli anni di piombo. Con altrettanta fermezza ebbero la forza di non scendere a patti con le organizzazioni sovversive delle B.R. dimostrando il grande attaccamento alle Istituzioni, allo Stato, alla democrazia. Invisi ai servizi segreti di casa e di cosa nostra e d oltreoceano, ad organizzazioni paramilitari pronti ad intervenire in caso di vittoria delle sinistre (Gladio), ad organizzazioni massoniche (Loggia P2), a loschi personaggi della destra cattolica stretti in un mortale abbraccio con i banchieri del Vaticano (la storia continua anche oggi). Ascoltavano il loro capo carismatico che rispondeva al nome di Enrico Berlinguer, il quale trentatre anni fa, in piena era craxiana di yuppismo sfrenato (ricordate?), aveva intuito dove sarebbe andata a parare la situazione italiana, ponendo all attenzione di tutti la cosiddetta questione morale. Sulla domanda (di Eugenio Scalfari, n.d.r.) se i partiti facessero ancora politica come un tempo, rispose: No! I partiti non fanno più politica. Politica si faceva nel 45, nel 48 e ancora negli anni Cinquanta e sin verso la fine degli anni Sessanta Che passione c era allora Soprattutto c era lo sforzo di capire la realtà del Paese e di interpretarla. E tra avversari ci si stimava. De Gasperi stimava Togliatti e Nenni e, al di là delle asprezze polemiche, ne era ricambiato Oggi non è più così: i partiti hanno degenerato e questa è l origine dei malanni d Italia L intervista terminava con queste parole: Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l operazione non può riuscire. Parole che si possono scolpire su pietra di un attualità impressionante. Dopo la sua scomparsa, fu tutto un altra cosa. Ma l importante era dire che i comunisti erano bugiardi. Così come piace dire oggi, a tal punto da essere indotti a dividere il mondo in due categorie: da una parte i bugiardi, cioè i comunisti e dall altra coloro che dicono la verità ovvero l imprenditore e il suo popolo. Che dire Spiace che si possa ancora vivere con tanto disagio addosso verso parte della cittadinanza della quale non si condividono le idee ma la democrazia è proprio questa: accettare la diversità con convinzione e rispetto ma soprattutto con onestà intellettuale. L esperienza mi ha insegnato che tenersi fuori da ogni visione fondamentalista delle cose è necessario per focalizzarne meglio l essenza ma soprattutto divincolarsi dalle influenze condizionanti di menti obnubilate che iniettano quotidianamente dalle pagine della cattiva informazione, virus velenosi contro ogni avversario. Atteggiamenti talebanici per il più bieco tornaconto e non per un dovere sacrosanto: quello di rendere al lettore un servizio più obiettivo possibile, in poche parole, di rispettarlo. La mia persona, da tempo, ha fatto questo sforzo, cari lettori, e si permette di estendere l invito a farlo a tanti altri. Mi fermo qui, perché veramente il rischio di praticare sentieri retorici e ridicoli è forte. Siamo nel 2014.

8 news» politics» exclusive 15 Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Albergatori di famiglia. Storia di camere e di conti in sospeso di Berardo Lupacchini PENNE L Hotel dei Vestini pare destinato a nuova vita, dopo il fallimento richiesto in proprio dalla Hotel Service srl il 17 marzo 2009, ma la notizia è che per ora è ignoto il nome di chi l ha comprato al quattordicesimo tentativo di vendita, il cui prezzo era di 650 mila euro più Iva se dovuta. Si fa strada l ipotesi che vi siano più offerte presentate al curatore montesilvanese Dino Norscia, il quale non conferma né smentisce, semplicemente si nega: ma neppure fa sapere se la vendita sia andata realmente in porto. Chiunque avrebbe potuto, e potrebbe, bussare alla porta di Norscia ed osservare di persona lo svolgimento dell asta proprio perché la legge fallimentare impone la massima pubblicità alle operazioni. Il commercialista si è chiuso in un silenzio anche comprensibile per evitare una turbativa, non confermando dunque ufficialmente la vendita. Tutto lascia pensare che si sia in presenza di una pluralità di offerte e un conseguente rialzo di almeno 50 mila euro. L aggiudicazione da provvisoria diventerebbe definitiva solo nel momento in cui vi fosse l offerta di un prezzo migliorativo del 10% rispetto a quello di aggiudicazione provvisoria. Il tutto entro 10 giorni. Qualora vi fosse, ripartirebbe una gara entro 30 giorni con offerte migliorative di almeno 50 mila euro. Per la curatela fallimentare sarebbe lo scenario migliore: più soldi per i creditori, più denaro per Norscia. E c è un altra notizia. Lacerba ha potuto consultare alcuni documenti ed apprendere che il 28 gennaio, il giorno che ha preceduto l asta, davanti al notaio pescarese Elena Colantonio, è stata costituita la società di persone, formata dalla moglie e dalle due figlie di Lucio Marcotullio. Presumibilmente, poiché manca anche in questo caso l ufficialità, anche se appare assai probabile (Il Centro ha dato per certo l acquisto dell Hotel da parte di una cordata facente capo al cavalier Marcotullio) che la snc abbia partecipato (stia partecipando?) all asta da Norscia. Già, perché la Beatrice snc di Lisa Valentina Alessia Marcotullio & c, con sede a Penne in Corso Alessandrini, 52, ha per oggetto sociale, fra gli altri (attività immobiliare e edilizia tout court), anche l organizzazione e la gestione di strutture ricettive, ricreative, sportive, centri benessere quali a titolo esemplificativo alberghi, ristoranti, sale congressi, sale da ballo. Se l albergo divenisse (o fosse divenuto?) di proprietà delle tre Marcotullio, tornerebbe alle origini. Fu proprio il cavaliere del Lavoro il 18 aprile 1975 a contribuire alla nascita della Finanziaria Turistico Alberghiera srl, la società, poi messa in liquidazione nel dicembre 2004, che realizzò e gestì l hotel nei primi anni 80 su progetto dell architetto milanese Renato Bazzoni, scomparso a 74 anni nel 1996, colui che fondò il Fondo Ambiente Italiano e che aveva disegnato anche lo stabilimento della Roman Style. In quelle camere passarono Gassman, Manfredi, Eco e tanti altri ospiti del premio Penne. Fu anche il set di un film, Il camping del terrore di Ruggero Deodato, con una Nancy Brilli all esordio: era il Nella srl figuravano 17 soci: gli azionisti di Brioni Ettore Perrone e Gigliola Savini; Anna Maria e Maria Vittoria Fonticoli accanto ad Eleonora Palumbi, Alessandro, Piero ed Andrea Ciulli; ecco pure Lucio Marcotullio e le sue figlie Beatrice e Lisa (incassarono 48 mila euro ciascuna sui 2 milioni 425 mila euro di capitale di liquidazione nel prospetto redatto dal commercialista Ernesto Sfamurri); Sergio Baroni e la consorte Concetta Grande; Alfredo Morandini e la moglie Maria; l agente immobiliare Giuseppe Libertini e l assicuratore Gabriele Ciarcelluti. Nel frattempo, Lucio Marcotullio diventò anche consigliere di amministrazione dell allora banca popolare di Lanciano e Sulmona. E l istituto che fra il 2004 e il 2005 aprì una linea di credito di 2 milioni 750 mila euro servita alla Hotel Service srl per comprare dalla Fin.Tur.Alb il complesso alberghiero (53 camere, 107 posti letto, mq. di superficie coperta, mq. scoperti, 420 mq. di terrazzi praticabili) e liquidare la srl trent anni dopo. L immobile è stato valutato nel 2010 dall ingegner Sandro Centorame, perito designato dal giudice fallimentare delegato Anna Fortieri, ben 4 milioni di euro. Di 88 mila euro la stima, firmata dall altro perito, Laura Gianforte, sui beni mobili delle tre aree in cui fu suddivisa la struttura. La Hotel Service srl, con capitale sociale di euro, infatti è fallita nel 2009, riuniva i dipendenti dell albergo (Falone e Di Campli oltre ad Alpi e Libertini che ha dichiarato, davanti al notaio Grazia Buta, di essere all oscuro di tutta la gestione degli ultimi anni) e ne facevano parte, prima di uscirne, Ettore Perrone ed anche Marcotullio: nel settembre 2006 firmò le dimissioni, cioè tre mesi dopo l uscita da Brioni; risultava creditore di Hotel Service srl per euro al 31 dicembre Prima di gettare la spugna, nel 2004, la Hotel Service srl aveva beneficiato di un aumento di capitale sociale con sovrapprezzo per un milione di euro di cui si fecero carico alcuni soci di Fin. Tur.Alb. ormai in liquidazione, e cioè Lucio Marcotullio, Ettore Perrone, Maria Vittoria Fonticoli, Alessandro Ciulli, Gabriele Ciarcelluti e Giuseppe Libertini. Un operazione che rientrava nel piano in cui era necessario integrare con mezzi propri il dossier per l ammissione ai benefici della legge 488 del 92 con cui cercare il finanziamento per l ampliamento e l acquisto dell albergo; nel luglio 2002 ci fu la notizia della concessione dei fondi per euro, ma la terza rata di euro risulta non incassata a causa del congelamento operato dalla legge finanziaria del dicembre I bilanci riferiscono che l Hotel dei Vestini contò ricavi per quasi 900 mila euro nel 2005, scesi a 733 mila nel 2006 (con perdite di 72 mila euro), risaliti a nel 2007 (in rosso per 260 mila euro) grazie quasi esclusivamente ai banchetti: il mancato ampliamento delle camere aveva ridotto all osso gli introiti alberghieri, a detta degli ex amministratori. Parola finale al dottor Dino Norscia, un passato politico come consigliere comunale della Margherita (il partito che fu anche di Lucio Marcotullio) a Montesilvano, poi anche come portavoce dell allora sindaco (margheritino) di Montesilvano, Enzo Cantagallo finito in carcere.

9 news» politics» exclusive 16 news» politics» exclusive 17 Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla obor Ris.Co. priamo le malefatte!!! sottotitolo in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip Sum nostra torum di Jaques De Molay L attività della società RIS. CO S.r.l. stà giungendo malamente al capolinea. In questi anni Lacerba si è occupata varie volte del caso, informando e denunciando le situazioni surreali causate da questa folle impresa. Già nel luglio 2010 avevamo definito questa storia come: frutto del lavoro illuminato di fantasiosi scrittori del passato quali Kafka o Boccaccio. Proviamo qui a ripercorrerne la triste storia. Tutto comincia nel 2009 quando, dopo alcuni movimentati Consigli Comunali, si decide di costituire una società di servizi vari. Successivamente il 18 febbraio 2014, sotto la consiliatura Passeri, è costituita con atto del notaio Barbara Amicarelli la Riscossioni Comunali Pescara s.r.l. Sono soci i Comuni di Loreto Aprutino, Pianella, Catignano e Nocciano e l attività da svolgere è quella di riscuotere i tributi locali nei Comuni soci. Il capitale sociale è di 20 mila euro, detenuto per il 43% ciascuno da Pianella e Loreto, mentre per il restante 14% in parti uguali da Catignano e Nocciano. L aggio per riscuotere è fissato nella misura del 7% del riscosso. L affidamento del servizio da parte dei soci, recita l atto costitutivo, è definito unilateralmente sulla base di apposito contratto di servizio. Il comune di Pianella affida alla società la riscossione dei propri tributi locali. Per quanto riguarda il comune di Loreto Aprutino è convocato, per l affidamento del servizio, un Consiglio Comunale il 07 giugno Prima di tale appuntamento gli efficienti Ris.Co.ssori inviano ai contribuenti lauretani l invito a versare nelle loro casse quanto dovuto per il tributo I.C.I.; tutto questo ben prima che fosse approvato dal Consiglio Comunale il contratto di servizio. Questo fatto provoca un certo scompiglio tra i cittadini e i consiglieri e così, la sera del 7 giugno in Consiglio Comunale, in luogo dell approvazione del contratto di servizio, si assiste ad un siparietto degno della migliore commedia di De Filippo. Fra le fila della maggioranza vi sono state delle defezioni fin dall inizio della seduta; poi, durante la stessa, i consiglieri Chiavaroli e Recanati se la sono squagliata alla chetichella. Il Sindaco Remo Giovanetti, incalzato dalle opposizioni, prende la parola sul punto. Prima inciampa e cade dalle nuvole, poi afferma che della Ris.Co. ancora non se ne fa nulla e così, dopo un gran parlare non vi è nessun affidamento. Successivamente la decisione di non affidare il servizio di riscossione viene assunta anche dagli altri comuni soci della Ris. Co. Sempre nel 2010 da queste pagine ponevamo la questione della utilità dell affido del servizio a tale società in quanto la notevole misura dell aggio di riscossione, il 7% di quanto previsto nel titolo I, Euro ,53 del bilancio 2010 è pari ad Euro ,21. Nell articolo si riflette sul perché si devono spendere tanti soldi se i contribuenti autoliquidano gratis l imposta. Con tale ingente somma è possibile assumere e tenere in organico una figura di livello D1 e ben tre figure di livello C1. É logico spendere l equivalente dello stipendio occorrente per assumere quattro persone in più per fare il lavoro per cui è sufficiente una persona? All epoca abbiamo riferito che: le solite malelingue bene informate suggeriscono di guardare tra le figlie degli assessori della passata consigliatura per vedere se accidentalmente alcune di queste già lavorino per la società Ris.Co. Comunque l attività della società Ris.Co. è proseguita e, nei quattro anni di attività, ha prodotto un bel mucchio di debiti. Tornando ai fatti, peraltro già narrati da queste colonne nei numeri di luglio e settembre 2013, il consiglio comunale di Loreto si è occupato nuovamente della società in questione. Approvato il bilancio consuntivo dell esercizio 2012, non senza una ferma contestazione delle opposizioni e, deliberato immediatamente dopo di porre in vendita le proprie quote societarie, si arriva al 13 settembre Questa è la data in cui l assemblea dei soci ha deliberato lo scioglimento della società. Alla seduta hanno partecipato i sindaci Sandro Marinelli di Pianella, Lorenzo Mucci di Nocciano e Gabriele Starinieri di Loreto. Sulla cessazione della Ris.Co. si erano già pronunciati i consigli di Loreto e Pianella che detengono l 86% delle quote societarie, con l astensione del comune di Nocciano, il cui consiglio comunale non ha votato alcuna deliberazione in merito. «Dopo aver preso atto dell impossibilità di approvare il bilancio 2012», spiega il sindaco di Pianella Marinelli, «siamo arrivati alla decisione di mettere in liquidazione la società, nel rispetto della volontà espressa dai consigli di Pianella e Loreto a luglio. Sono state riscontrate inadempienze della Ris. Co. Pescara nei confronti del Comune di Pianella, con l emersione di una ingente posizione creditoria». Commissario liquidatore è stato nominato il dottor Ettore Di Berardino. Le operazioni di liquidazione mettono finalmente in luce la reale gravità della sciagurata avventura politica chiamata Ris.Co. Il 14 novembre 2013 il liquidatore rimette una relazione ai soci della quale riportiamo alcuni passaggi chiarificatori: Preciso che tale relazione, pur non essendo prevista dalla legge, si è resa necessaria stante la gravità delle irregolarità amministrative e societarie che sono alla base di un deficit patrimoniale ingente fino ad ora non evidenziato a Voi signori soci. La presente relazione è frutto di una ricognizione effettuata nel caos più totale e senza collaborazione da parte di amministratore, consulente e dipendente. Ciliegina sulla torta: il liquidatore, come meglio illustrato in seguito, vi comunica un deficit Patrimoniale di Euro settecentosettantamila, La relazione del liquidatore non è rappresentabile compiutamente in un articolo di stampa ma è di un tenore tale da far accapponare la pelle anche ad un profano. Dopo tale relazione esplosiva, quasi tutti i comuni soci si sono attivati per produrre ogni utile azione giudiziaria nei confronti dell amministratore societario per chiedergli conto della scellerata gestione. Solo il comune di Loreto Aprutino, ad oggi, non si è attivato in tale direzione. Sempre Loreto è stato poi l unico socio che ha approvato in consiglio comunale il bilancio 2012, tutti gli altri comuni lo hanno considerato impossibile da approvare. Ora comunque si aprirà sicuramente una lunga e intricata controversia legale. La situazione è divenuta talmente esplosiva che pare anche il liquidatore abbia rassegnato le dimissioni dall incarico. Come potrà concludersi la vicenda? Al momento è difficile dirlo. Certo è che molto dipenderà dall interpretazione che il giudice darà agli atti degli amministratori. Potrà considerare la Ris.Co. alla stregua di una comune società di diritto privato e ammetterla al fallimento. Oppure potrà considerare che gli amministratori abbiano usato la società al solo scopo di eludere le regole pubblicistiche dell ente locale. Potrà quindi pensare che la società sia servita per fare assunzioni, conferire consulenze e incarichi senza dover rispettare quelle norme che obbligano gli enti ad esperire particolari procedure per la tutela del pubblico interesse. Se il giudice dovesse formarsi una convinzione del genere, e di prove ne avrebbe molte, potrebbe decidere di condannare i soci, non già come enti, ma precisamente nelle persone degli amministratori comunali che non hanno vigilato o che hanno addirittura contribuito a porre in essere comportamenti che hanno prodotto poi un danno erariale. In tal caso dovrebbero coprire il buco della Ris. Co. con il proprio patrimonio personale. Quali considerazioni trarre da questa vicenda? Il cittadino elettore di Loreto ha veramente la memoria annebbiata. La sinistra che da sempre amministra la cittadina produce scandali e nefandezze a getto continuo che poi i cittadini sono costretti a pagare. Solo per citare le cose di questo millennio possiamo ricordare: la scala antincendio della scuola elementare, pagata ma incollaudabile; il piano fornace; la variante al PRG che è un vero e proprio nuovo piano; l ICI dei parchi tematici; lo scandaloso contratto per lo smaltimento dei rifiuti costato uno sproposito ai cittadini e, infine, il buco quasi milionario della Ris.Co.. Ma nonostante tutto, al momento delle elezioni, si torna a votare a per coloro che hanno prodotto tutto questo. Però in piazza è il caso di piantarla con il dare la colpa al politico, magari dell opposizione! La responsabilità è soprattutto del cittadino Elettore al quale, questo giornale, non ha fatto mai mancare le informazioni utili per farsi un idea diversa e per agire di conseguenza al momento del voto!!! Chi semina vento raccoglie tempesta!!!

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12 news» politics» exclusive 22 news» politics» exclusive 23 Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor L Abruzzo misterioso di Yasuko Ishikawa La signora dei ciliegi del Sol Levante in visita a Loreto di Gianfranco Buccella L Abruzzo pur essendo una regione che concentra un numero significativo di investimenti diretti giapponesi nel nostro Paese, con imprese di alto profilo come Honda, Denso e Nippon Sheet Glass, tuttavia finora è rimasta quasi totalmente fuori dagli itinerari del turismo nipponico, penalizzata da una carenza di immagine rispetto alla forte concorrenza di città e regioni turisticamente più blasonate come Roma, Venezia e Firenze, Toscana, Lazio e Puglia. Yasuko Ishikawa, saggista giapponese, con la prima pubblicazione del genere in lingua giapponese del volume (edizioni Sekai Bunka), contribuisce anzitutto a colmare un gap di conoscenza. Il libro è un diario di viaggio che nasce dal profondo amore dell autrice per l Italia e per l Abruzzo in particolare, e ha una particolarità: è la prima pubblicazione sull argomento in lingua giapponese. La recente presentazione pubblica del volume, avvenuta a Roma nel maggio scorso, sotto l auspicio della Fondazione Italia Giappone, (Presidente : Umberto Vattani, Direttore: Umberto Donati) presenziata dell abruzzese Gianni Letta, ha avuto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri. Ma il legame ancora più forte tra il Giappone e l Abruzzo risiede nella storia stessa di questa regione. In Abruzzo, a Chieti, infatti nacque, il 15 febbraio del 1539, Alessandro Valignano, primo missionario gesuita a fornire in occidente, nel 500, una descrizione non leggendaria dell arcipelago nipponico. Ishikawa, dunque, va alla scoperta della terra d origine dello scopritore del suo paese e ne resta affascinata. Queste le informazioni che avevo su di lei navigando sul web; oltre ad avere una mia personale conoscenza di un suo collaboratore: Giacomo Perversi che, per l occasione, si è offerto di farmi da interprete. La scrittrice si è fermata per un giorno a Loreto, in visita al museo dell olio, soggiornando presso il Castello Chiola. Ed è lì che l abbiamo incontrata intrattenendo con lei una piacevolissima conversazione, al fiorire dei ciliegi che preannunciano l incedere della primavera. E apparsa immediatamente disponibile per un intervista sorprendendomi per la sua affabilità e cordialità. Yasuko Ishikawa, occhi scuri, sguardo limpido e deciso, la chioma scura e sciolta, con alcuni tratti del volto non perfettamente in linea con i canoni della bellezza orientale ma quasi aderenti a quelli dell occidente europeo, mi ha dato, fin da subito, l impressione di una persona che non crea distanze con l interlocutore. A lei abbiamo chiesto: E passato quasi un anno dalla presentazione del libro Abruzzo misterioso. E riuscita a far innamorare i giapponesi di questa regione come ne è innamorata lei o forse è troppo presto per un bilancio? Dalla presentazione è passato quasi un anno e nello stesso anno, nel mese di settembre, noi abbiamo non solo fatto pubblicità all Abruzzo ma abbiamo anche creato un associazione che si chiama JAA( Japan Abruzzo Association) per promuovere questo territorio. Dopo qualche giorno dalla pubblicazione del volume, in Giappone, hanno raccontato, su una rivista a tiratura nazionale, l avvenuta presentazione del libro a Roma. E certo che in questo modo in tutto il Giappone il nome Abruzzo è stato così pronunciato, forse per la prima volta, ed è stato questo il primo passo. Che cosa raccontano i giapponesi dopo aver visitato l Abruzzo? _ sono interessato a conoscere soprattutto le carenze che loro riscontrano_. Le strade sono molto strette, un autobus che percorre le vie di comunicazione del vostro Abruzzo incontra molte difficoltà prima di raggiungere una località. Inoltre dall aeroporto di Roma non ci sono molti collegamenti con l Abruzzo. Poche corse di autobus; non c è un collegamento ferroviario efficiente con l aeroporto e se l Abruzzo fosse meglio collegata con Roma potrebbe sicuramente implementare il suo turismo. Ha qualche progetto per Loreto? Loreto Aprutino nel volume Abruzzo misterioso non è stato nominato, purtroppo. Nel prossimo libro che scriverò sicuramente inserirò anche Loreto Aprutino. So che Loreto è famosa per il suo olio che è di ottima qualità. C è questa meravigliosa struttura del Castello Chiola in cui i giapponesi amerebbero fare questa bella esperienza già vissuta da me. Il missionario gesuita Padre Alessandro Valignano, fin dal 1500 riuscì a trasmettere in occidente un immagine del Giappone al di fuori degli schemi tradizionali. Lei è guidata, nella sua ricerca, dagli stessi sentimenti? Cerca forse di trasmettere ai giapponesi un immagine più vera dell Italia occupandosi dei piccoli centri e trascurando il circuito turistico tradizionale? Io ho abitato, per un anno nell a Firenze e poi sono tornata in Giappone. La mia immagine dell Italia era riferita al mio vissuto a Firenze. Tre anni fa sono poi venuta in Abruzzo e ho scoperto il gran Sasso e la Maiella. In mezzo a queste due montagne non c è solo una cultura ma c è tanta storia pressata dentr e tutta questa storia in Giappone è sconosciuta. Questa è la ragione per cui mi sono sentita spinta da una specie di vocazione: quella di conoscerla e di divulgarla. Così come fece Padre Alessandro Valignano, che trasferì in Giappone la cultura e il modo di mangiare degli abruzzesi, intendo io far conoscere ai giapponesi la cultura dell Abruzzo. Sento che in questo modo è come se facessi un omaggio a lui che per primo fece conoscere agli italiani il reale modo di vivere dei giapponesi. Il terremoto. L Aquila e Fukushima due modi diversi di affrontare la stessa tragedia. Quali differenze ha potuto registrare lei? (Accenna ad un sorriso, all ascolto della traduzione, quasi ad intuire un malcelato reciproco giudizio di valore sulle rispettive culture: freddo, distaccato ed equilibrato l atteggiamento giapponese, passionale, quasi spettacolare quello del meridione italiano). Anche noi giapponesi del sud e del nord siamo diversi. Fukushima si trova nella zona nord del Giappone e gli abitanti del nord sono più duri, più forti, e riescono a sopportare tante cose. La cultura giapponese, specialmente quella del nord, che risale a 1600 anni fa, ci ha insegnato ad abbracciare le avversità naturali e ad andare avanti. Il volume che le ho regalato, di Donatella Di Pietrantonio, Bella mia, racconta esattamente il nostro vissuto, rispetto ad un evento catastrofico naturale come il terremoto de L Aquila Io non capisco una cosa in particolare. I cittadini aquilani è come se avessero mollato! Hanno abbandonato la propria città. In Giappone non è così. Il giapponese, durante una calamità naturale, dapprima scappa ma dopo sente il dovere e la necessità forte di rientrare a casa. Non molla mai! Forse gli aquilani non hanno un forte senso di appartenenza; anche perché la storia ci racconta di novantanove castelli che si misero insieme per fondare la città, quindi di un atavica divisione fra i vari quartieri della città. Ma il messaggio che vorrei dare agli abruzzesi e agli aquilani in particolare è quello di non mollare mai. Di riuscire a rientrare nella propria città cercando di ricominciare da capo. E questo non per compiacere gli altri, ma è necessario farlo per se stessi!

13 news» politics» exclusive 24 news» politics» exclusive 25 Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor Nelle nostre case tornano le fiabe E alla seconda edizione il Premio di narrativa fantastica indetto dal Lions Club Loreto Aprutino - Penne Giovedì 19 dicembre 2013, nell incantevole cornice di Castello Chiola in Loreto Aprutino, sono stati proclamati i vincitori della seconda edizione del Premio di narrativa fantastica Fiabe al Castello, indetto dal Lions Club Loreto Aprutino-Penne. L evento è stato presenziato dal Dott. Enrico Costantini, noto commercialista di Loreto Aprutino e, quest anno, Presidente del Club organizzatore. A questo originalissimo Premio letterario hanno preso parte gli alunni delle classi 3^, 4^ e 5^ della Scuola Primaria e quelli di prima Media. Quest anno si sono cimentati nell ideazione e nella scrittura di racconti fantastici 450 ragazzi degli otto Istituti Comprensivi che operano nel Territorio Vestino. Fiabe al Castello è un concorso a carattere collettivo: partecipa la classe scolastica nel suo insieme. Questa scelta è stata voluta per significare che nella scuola, come nella vita, il successo si costruisce insieme, con un lavoro di squadra in cui ognuno gioca responsabilmente il proprio ruolo, per la soddisfazione personale e dell intero gruppo. Questo prezioso insegnamento nasce proprio dalle fiabe che si concludono, nella maggior parte dei casi, con un lieto fine declinato al plurale: vissero tutti felici e contenti. Alle classi ritenute più meritevoli, per ciascuna delle quattro sezioni di concorso, è stata assegnata una borsa di studio di 200 Euro per l acquisto di libri per la biblioteca di classe. Tutti i partecipanti hanno ricevuto, inoltre, un attestato di merito. I premi sono stati offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Castiglione M. R. e Pianella. L Istituto di Credito è stato rappresentato, durante la premiazione, dal dott. Antonio Buccella, vice presidente del Consiglio di Amministrazione della BCC. Il soci del Lions Club Loreto Aprutino Penne, con questa iniziativa, hanno dimostrato di credere fermamente nelle fiabe, soprattutto in quelle fatte in casa. Infatti, nel periodo di svolgimento del Concorso da ottobre a dicembre -, mentre i ragazzi, sapientemente guidati dai loro insegnanti, costruivano, durante le ore di lezione, fiabe e racconti di contenuto fantastico, nel pomeriggio i soci Lions incontravano, nei locali messi a disposizione dai Dirigenti Scolastici, i familiari dei ragazzi. Con loro hanno discusso dell importanza dei racconti per l educazione dei più piccoli; della necessità, dunque, di far rivivere in casa l abitudine di raccontare favole, la sera, prima di andare a letto. Hanno consigliato, inoltre, alle mamme e ai papà di narrare ai figli soprattutto il loro personale percorso di vita, di raccontare anche le difficoltà incontrate, i momenti tristi, quelli problematici, e di enfatizzare, infine, le scelte che hanno permesso di superare, magari con coraggio, quelle difficoltà. Come idea guida degli incontri con le famiglie è stato assunto un pensiero di Pablo Neruda: Ognuno ha una favola dentro, che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l incanto negli occhi, la legga e gliela racconti. I genitori e i nonni hanno, insomma, il compito di raccontare a figli e nipoti gli episodi significativi della propria vita, evidenziando con l esempio, come, passo dopo passo, si possa costruire nella realtà, per sé e per gli altri, il lieto fine. La meraviglia e l incanto dei piccoli che ascoltano realizza, dunque, secondo il pensiero di Neruda, la magia di rendere noi adulti consapevoli della nostra storia personale, della favola che ciascuno coltiva e conserva dentro di sé e che ha il dovere di condividere con le generazioni successive. Sembra un paradosso, ma è proprio così! Basta che si abbia la forza, la sera, di spegnere il televisore e subito si realizza nelle nostre case la magia del guardarsi dentro, del raccontarsi, per incontrare, poi, l ascolto e l attenzione dei figli. Per qualche attimo, ogni sera, dobbiamo zittire le illusioni virtuali della TV e riappropriarci della nostra umanità e, con essa, riscaldare l animo delle persone che condividono gioie e sofferenze della nostra vita e, tutti insieme, vivere felici e contenti, proprio come insegnano le fiabe. Il Lions Club Loreto Aprutino Penne ha raccolto le fiabe che hanno partecipato alla prima edizione del Concorso in una pubblicazione che ha preso il titolo dal Concorso stesso: Fiabe al Castello. Il Club sta curando, ora, la stampa dei racconti presentati in occasione dell edizione Quasi cento fiabe costituiscono, ormai, una particolare collana di pietre preziose, ciascuna delle quali risplende dei sentimenti, delle emozioni, dei colori, dei sogni, dei ragazzi della Terra dei Vestini. Durante la manifestazione conclusiva dello scorso mese di dicembre, i racconti più suggestivi sono stati magistralmente interpretati dall attore Fausto Roncone, che ha prestato la propria voce alla fantasia e ai sogni dei ragazzi, creando, nella gremitissima sala Cascella di Castello Chiola, un atmosfera di incanto e di meraviglia, come esigono le fiabe della migliore tradizione. Oltre agli studenti e ai loro insegnanti, hanno onorato con la loro presenza la premiazione dei vincitori i dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi che hanno aderito all iniziativa, il Sindaco di Collecorvino, geom. Antonio Zaffiri, il sindaco di Loreto dott. Gabriele Starinieri e il primario di urologia dell Ospedale civile di Pescara dott. prof. Roberto Renzetti. Con il presidente del Club, Enrico Costantini, erano presenti, per i Lions, il vice presidente Riccardo De Melis, i past presidenti Massimo Meschini e Silvia Marcelli, che ha il merito di aver iniziato, l anno scorso, la meravigliosa tradizione di Fiabe al Castello che ci auguriamo continui ancora per tanti anni. I ragazzi premiati sono stati accolti al tavolo della presidenza dalle più alte autorità lionistiche della nostra zona: Giuseppe Tabilio, insignito recentemente della Melvin Jones Fellow, la più alta onorificenza della Lions Club International Foundation, Carlo D Angelo, past governatore del Distretto che comprende la Romagna, le Marche, l Abruzzo e il Molise; Quintino Palucci presidente della Zona Pescara-Chieti. Antonio Ridolfi Premio di narrativa fantastica Fiabe al Castello Racconti premiati per l edizione 2013 Classi terze, Scuola Primaria Primo premio ex equo La forza dell amicizia, classi 3^ A e 3^ B Loreto A.; L avventura di Celeste, lasse 3^ C Penne L.C. Paratore ; Classi quarte, Scuola Primaria Il cuoco pasticcione, classe 4^ A e 4^B Collec orvino; Classi quinte, Scuola Primaria Jonny nel pianeta senza ricordi, classe 5^ A Pianella, plesso di Moscufo; Classi prime, Scuola Secondaria di Primo Grado Primo premio ex equo La magia dell amicizia, classe 1^ C Civitella C.N., plesso di Villa Celiera; Il pescatore dei sogni, classe 1^ C Penne, Mario Giardini. PREMI SPECIALI I colori scomparsi, classe 5^ B Loreto A., scelta come fiaba-guida e letta alle classi come avvio del Concorso 2013, Carlo e la bussola classe 3^ A Collecorvino: sarà la fiabaguida da leggere alle classi come avvio del concorso 2014.

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15 news» politics» exclusive 28 news» politics» exclusive 29 Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla facincillan hent lortis dolobor Talky underline in this box here Unt praessit lor se dolorraesto exeraequip nfaccumsa ndrerat. Ut velit am euguer sim vulla obor Titolo Terre Pescaresi sottotitolo Dopo aver distribuito sul territorio provinciale, alle aziende agricole e agli agriturismi, oltre 1 milione di euro ci apprestiamo a realizzare nuovi progetti (per un importo all incirca di 700 mila euro) tesi sempre alla promozione del territorio (turismo, prodotti tipici, cultura ecc..). Il primo progetto lo abbiamo chiamato Network rurale di qualità dove andremo ad allestire un centro operativo dati (proveniente dai distretti, filiere, reti e contenitori creati con il Piano Sviluppo Locale), che saranno elaborati e pubblicati sul portale web dedicato. Il secondo progetto è stato definito Network dei Sapori, un centro dove saranno selezionati prodotti tipici per la creazione della Galleria delle eccellenze enogastronomiche delle Terre Pescaresi. Un padiglione che ospiterà i prodotti tipici, dove si svolgeranno attività didattiche legate ai prodotti di nicchia e dove si organizzeranno eventi di promozione del territorio. Il terzo progetto è stato denominato Filiera del Turismo Sostenibile : saranno creati degli itinerari turistici per poter poi portare dalla costa (Montesilvano) gruppi di turisti sulle nostre colline. Nel frattempo sono in scadenza altri tre bandi emanati da Terre Pescaresi (visitate il sito a beneficio di Enti pubblici ed imprese operanti nei 42 comuni rurali del territorio pescarese: 1 bando, Sostegno agli investimenti non produttivi terreni forestali (Misura del PSR Regione Abruzzo , attivazione con approccio Leader); il bando sostiene la realizzazione di investimenti forestali non produttivi ai fini della valorizzazione dei boschi in termini di pubblica utilità, e finalizzati a favorire il ruolo multifunzionale delle aree forestali e favorirne l uso a scopi ricreativi, turistici e sociali, quali: la creazione e la sistemazione di sentieri, la realizzazione o ripristino di piazzole di sosta, di aree picnic, di cartellonistica, di punti panoramici e di osservazione, la ristrutturazione di bivacchi e rifugi forestali. 2 bando Incentivazione di attività turistiche (Misura Azioni 1 e 2 del PSR Regione Abruzzo , attivazione con approccio Leader); il bando finanzia gli investimenti per la realizzazione e/o l implementazione di itinerari turistici ed enogastronomici e supporta la creazione di una rete di servizi turistici pubblici e/o privati per la promozione dei territori interessati dagli Itinerari del Gusto delle Terre Pescaresi approvati dal GAL. 3 bando Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale (Misura del PSR Regione Abruzzo , attivazione con approccio Leader); il bando favorisce gli interventi di recupero di edifici e beni di pregio storico-architettonico, di proprietà pubblica da adibirsi a spazi funzionali alla diffusione delle conoscenze del territorio, diffusione della sua storia e cultura, diffusione delle sue produzioni tipiche. Nel frattempo il nostro Consorzio si è visto assegnare dalla Regione Abruzzo, dopo aver presentato un progetto innovativo, 200 mila per promuovere la competitività turistica del territorio favorendo la qualificazione ricettiva e lo sviluppo delle reti per l integrazione delle attività e dei servizi e l innovazione di destinazione e di prodotto: Destination Management Company DMC. L'ambito territoriale della DMC Terre Pescaresi comprende 29 comuni, raggruppati a loro volta in due sub-ambiti: Area Vestina (15 comuni), Area Distretto del Benessere, Val Pescara (14 comuni). Tutti i 29 comuni hanno contiguità territoriale fra loro. Il territorio della DMC, pur nella sua limitata estensione racchiude in sé ambienti geomorfologici e geografici assai differenti. La promozione della destinazione è stata fino ad oggi interpretata solo come strumento di informazione e di valorizzazione del territorio, la prospettiva deve necessariamente cambiare orientando gli sforzi comunicativi alla vendita dell'offerta territoriale. La comunicazione deve catturare l'attenzione degli utenti, deve invogliare le persone all'approfondimento delle informazioni, deve trasformare le emozioni stimolate dalla lettura dei contenuti in acquisto delle proposte turistiche offerte dalla DMC. Questo principio di marketing indirizza tutta la pianificazione strategica di comunicazione e vendita, i contenuti testuali e multimediali generati non saranno più standard e utilizzabili ovunque, ma verranno progettati su misura in considerazione dei prodotti, dei mercati e delle persone obiettivo. Verranno utilizzati canali di comunicazione e vendita che godono di ottima reputazione presso il loro pubblico e che utilizzano strumenti e tecnologie in grado di raggiungere facilmente i target individuati, di attrarre e di informare, di generare vendite immediate. I supporti comunicativi smart, realizzati per soddisfare le esigenze del piano di comunicazione e vendita, saranno di alta qualità, facilmente fruibili, dedicati e caratterizzati in ragione degli specifici utilizzi. La promozione e la vendita verrà concentrata ed indirizzata in misura ed intensità diversa verso i mercati definiti rilevanti e verso quei mercati in cui la destinazione Terre Pescaresi risulta essere competitiva. Azioni di loyalty marketing volte all'identificazione, mantenimento, crescita della quota di spesa dei migliori clienti e azioni di riqualificazione e rigenerazione dell'offerta turistica verranno indirizzate verso i mercati rilevanti e maturi per la destinazione, con gli obiettivi di consolidare le vendite e di generare nuova domanda. Azioni di seduzione turistica saranno invece promosse per attrarre quei target e di quei mercati che presentano buoni livelli di competitività e specializzazione. Particolare attenzione sarà riservata alla web strategy che si articola in azioni diverse collegate tra loro: sviluppo di una piattaforma CSM che integra applicativi web 2.0 e web 3.0, ottimizzazione per smartphone e tablet, pianificazione e attuazione di attività SEO e campagne SEM, social marketing, sviluppo APPS per smartphone e tablet ios/ Android, costruzione del booking online e utilizzo di channel manager. La vendita dei prodotti turistici della DMC deve sfruttare sia il canale diretto attraverso le azioni di web e social marketing che il canale del turismo organizzato attraverso azioni di pubbliche relazioni e commercializzazione rivolte a travel agency, OTA, tour operator, club, associazioni e aziende. Mentre gli altri disquisiscono sul da farsi, noi siamo abituati ad agire. Gianluca Buccella Presidente della società consortile GAL Terre Pescaresi a.r.l.

16 news» politics» exclusive 30 news» politics» exclusive 31 Il Beato Migliorato da Penne tra storia e leggenda Quando ci si distingue per qualcosa di non comune fatto o per la stessa vita vissuta, se non si entra nella memoria del gran libro della Storia, si rimane nel ricordo degli uomini e di generazione in generazioine trasmigrando, si finisce nel mondo della leggenda. E quanto è toccato al francescano Migliorato che, emigrato a S. Omero dalla Chiesa francescana di Penne, quella che poi diventerà Basilica, sarà ricordato come Migliorato da Penne, proprio come il futuro e più famoso confratello Luca che, vissuto lontano dalla sua Città, fu chiamato Luca da Penne. La raccolta di volumi e documenti che va sotto il nome di Analecta Franciscana lo cita come frate di vita santissima e famoso per miracoli (Anno 1897, III, pag. 268) e lo pone nel più antico locus francescano d Abruzzo, quello di Penne, che sin dal suo sorgere - dice P. Nicola Petrone - dette belle figure di religiosi per spirito di santità in campo apostolico e nella cultura. La citata raccolta dice che Fra Migliorato passò il resto della sua vita nel locus di S. Omero dove morì verso il 1270 e fu sepolto nella chiesa francescana con molta venerazione da parte del popolo dell intera vallata del Salinello. Il Padre PETRONE, autore di una grande opera, Francescanesimo in Abruzzo dalle origini ai nostri giorni (Tagliacozzo 2000) dice che fu sacerdote illustre per virtù e miracoli, convalidando quanto nel 1923 aveva scritto l Abate DI VE- STEA in Penne Sacra; la leggenda, al contrario, ripresa nel 1934 dall avv.guido Guazzieri e pubblicata da P. EGIDIO RICOTTI in La Provincia Francescana abruzzese, ecc., Roma 1938, lo qualifica come mite fraticello, intemerato come un fanciullo, addetto alla guardia dei porci. Secondo questa leggenda Fra Migliorato, accompagnato dai suoi due cani, soleva portare quotidianamente i porci del convento alla pastura, giù nella valle del Salinello, lungo il fiume che divide Bellante da S. Omero, dove era una grande pietra di tufo sulla quale, seduto a terra, poggiava la schiena ed il capo per meditare, dopo aver piantato al suolo il suo vincastro al quale legava i suoi cani. Un giorno l arsura gli fece tendere la mano verso un grappolo d uva che pendeva da un tralcio sul limite di una vigna. Il tralcio col grappolo, staccatosi da solo dalla vite, gli si avvinse al fianco, stringendolo dolorosamente in una morsa. Il fraticello si accorse allora del peccato che aveva commesso e, bocconi a terra, chiese perdono a Dio. Da allora, scendendo a valle, prese a punire il suo corpo, flagellandosi per quell unico peccato commesso nelle sole intenzioni. Si sparse così la voce della santità del Frate, i cui porci ingrassavano miracolosamente, benché affidati alla sola custodia dei cani perchè il Frate o era nel bosco a flagellarsi o in una vicina chiesetta a meditare o in preghiera per ottenere da Dio miracoli per i fedeli. Il 12 gennaio 1270 le campane di S. Omero e di Bellante presero a suonare a gloria da sole. I fedeli dei due paesi, indagandone il motivo, trovarono a valle il corpo esanime del Frate, ancora appoggiato al grosso masso che gli faceva da schienale. Un alone circondava il suo capo. Contendendosi subito il corpo, fu deciso di sciogliere i cani: sarebbe stato del paese verso il quale essi si sarebbero diretti. Quelli, liberati, tornarono a S. Omero. Dopo circa 745 anni le reliquie del corpo sono ancora custodite nell attuale parrocchia della SS. Annunziata di S. Il Frate non è stato mai canonizzato, ma è beato da sempre a giudizio delle popolazioni locali che nel corso della Storia gli dedicarono un busto di rame e argento Omero, già chiesa francescana di S. Antonio Abate, riposte sotto l altare maggiore. Fin qui storia e leggenda. Il Frate non è stato mai canonizzato, ma è beato da sempre a giudizio delle popolazioni locali che nel corso della Storia gli dedicarono un busto di rame e argento, datato 20 marzo 1453, dell orafo francavillese Mastro Nicola di Antonio Pantaleone, busto che viene esposto una sola volta all anno in occasione della festa del Santo che ricorre il 12 gennaio; tre secoli dopo al beato fu innalzato sull altare maggiore, in In foto: S. Omero. Chiesa dell Assunta: Statua barocca del Beato Migliorato S. Omero. Busto reliquiario del Beato Migliorato (la testa non è originale) cornu epistulae, una statua barocca in stucco dorato che lo raffigura col saio, i suoi due cani ed il tralcio col grappolo sul fianco destro, eretta in concomitanza con il restauro barocco della Chiesa del Della santità di Migliorato han preso atto non solo le popolazioni vicine, ma indirettamente anche la Chiesa tramite l Arte in due periodi differenti e distanti tra loro, il Quattrocento ed il Settecento, erigendogli non solo busto e statua ma conservando fino ad oggi reliquie del suo corpo con sigilli vescovili e lasciando che venisse venerato e festeggiato. E ricordato nel Martirologio di P. Arturo da Monaco. All inizio del secolo scorso la sua tomba era ancora meta di pellegrinaggi. Nel 1989 gli fu eretta presso il cimitero di S. Omero, non lontano dal luogo dove morì, un edicola con al centro un suo busto su colonna. Ancora più recentemente il Beato ha avuto un inno della poetessa Chiara Severini di Pescara i cui versi sono stati impreziositi dalle note musicali del notissimo maestro Antonio Piovano. L iconografia della statua barocca dell altare è veramente singolare. L ignoto modellatore si ispirò alla leggenda del posto o s ispirò in maniera autonoma ed originale al Vangelo? Nel Vangelo di Giovanni (15, 1-8) Gesù chiama se stesso vite ed i suoi discepoli tralci, esprimendo un unione che presuppone un unico corpo (vedi S. Paolo, Prima Lettera ai Corinzi, 12,12) mediante la quale i discepoli hanno il potere di portare il frutto dell Apostolato e della perfetta vita cristiana (grappolo). In questo senso l ignoto modellatore avrebbe creato un iconografia eccezionale, tanto più che i due cani sembrano imporsi come simboli di fedeltà al modello di vita voluto da S. Francesco, pur prescindendo dall eventuale status di nobile del personaggio. L artista potrebbe aver visto il frate di Penne inviato a S. Omero come uno degli esploratori che, mandati da Mosè a perlustrare la terra promessa per saggiarne la fertilità, tornarono con un bel grappolo d uva appeso ad una stanga. La terra di S. Omero per i Francescani si sarebbe prospettata come terra fertile per accogliere il messaggio di Francesco. Da queste considerazioni nasce il sospetto che la leggenda più che essere rappresentata nella statua barocca, abbia preso da questa il particolare del grappolo che, senza il tralcio, o con tralcio ridotto, secondo l iconografia tradizionale sarebbe dovuto stare in una cesta ai piedi del Santo, così com è la mitra nella statua collaterale di S. Antonio Abbate, e come sono molti simboli di riconoscimento dei santi. Essa sarebbe nata dalla non comune iconografia del Santo. Nella leggenda non mancano stonature: un frate sprecato ad allevare maiali; i cani del Santo che per miracolo, allo scopo di decidere la sorte, si sarebbero diretti al loco (ma non era questo il loro percorso quotidiano?); cani che per vigilare sui porci vaganti avrebbero dovuto essere sciolti ed invece sono legati al vincastro piantato nel suolo come una colonna, ecc. Nonostante le scarse notizie storiche sul conto del Frate santo, la sua presenza nel loco di S. Omero riveste un importanza particolare per confermare i Francescani nel Teramano già nel 1227 (NICCOLA PALMA, Storia della Città e Diocesi di Teramo, vol. IV, Teramo 1981, pag. 601) e quindi a S. Omero, nell ambito prima di semplici loci della Provincia Pennese (Teramo, S. Omero, ecc.), dalla quale poi sorse la Custodia Aprutina nel Al Beato Migliorato da Penne versi di Chiara Severini Musica di Antonio Piovano I Beato te prescelto / dal nostro Creatore / da cui proviene amore / e viva carità! Maiali tu portavi / per campi ogni giorno / coi due cani attorno, / in santa umiltà! Rit.: Un dodici gennaio / si sente, per la valle, /un suono di campane, / che sveglia tutti i cuor! Da Sant Omero accorsi, / e pure da Bellante, / trovarono il Santo / sul sasso steso al suol...! Finalino: Col suono di campane / in Ciel se ne volò! / Din don, din don, din don. II Stendesti la tua mano / per pochi chicchi d uva, / afflitto dall arsura; / ma parve grave error! Il tralcio, con dolore, / t avvinse vita e fianchi, / per poco tu non manchi / e ti si spense il cor! Rit.: Un dodici gennaio / si sente, per la valle, /un suono di campane, / che sveglia tutti i cuor! III Capisti del peccato... / immenso fu il tormento, / tornando nel convento / ti flagellasti ancor! Pei tuoi compaesani, / sul duro sasso steso, / al tuo Signor offeso, / t offrivi con amor! Rit.: Un dodici gennaio / si sente, per la valle, /un suono di campane, / che sveglia tutti i cuor! PATRIZIA FOTOGRAFA

17 news» politics» exclusive 32 news» politics» exclusive 33 Una chitarrina da primato! Alessandra Speranza, chef e titolare del ristorante Loreblik, nominata Cavaliere dei maccheroni alla chitarra Il 17 febbraio scorso nei saloni dell Aurum di Pescara, l Unione Cuochi Abruzzesi, nell ambito del convegno: I maccheroni alla chitarra verso la certificazione di filiera, ha conferito a undici, tra cuochi e studiosi, la fascia onorifica di Cavaliere dei maccheroni alla chitarra. L obiettivo del convegno e del riconoscimento relativo era quello di favorire lo studio, la ricerca e la diffusione di questo primo piatto tipico abruzzese codificandone la ricetta. Nel convegno, il Presidente dell Ordine della Chitarra, Peppino Tinari, il docente della D Annunzio, Gabriele Di Francesco, e il noto enogatronomo Leonardo Seghetti hanno tracciato la storia antropologico- culturale, nella tradizione abruzzese, dei maccheroni alla chitarra. La cerimonia della premiazione ha annoverato fra gli undici protagonisti la nostra Alessandra Speranza. La giovane promessa nonché qualificata ed esperta chef del ristorante Loreblik è stata insignita della fascia di cavaliere, in quanto fedele custode di una ricetta e di una tradizione culinaria ereditata dalla nonna Concetta, mantenuta e perpetrata dal padre Domenico nello tesso ristorante. Schiva e riservata, Alessandra porta avanti la tradizione con abnegazione e puntigliosa ricerca di prodotti autoctoni e genuini che fanno della sua cucina il vanto di una Terra e l orgoglio di un territorio. Non scende a compromessi commerciali che andrebbero a contaminare i suoi piatti con prodotti che appiattiscono il gusto e che risultano facilmente reperibili, magari a basso costo, nella filiera commerciale. Lei non si accontenta e tiene fede alla tradizione mantenendo vive le papille gustative dei suoi clienti che la seguono nei suoi percorsi tra innovazione e conservazione. La sua matassina allungata di maccheroni viene ottenuta lavorando a lungo l impasto e, dopo il riposo al fresco, viene tirata a sfoglia con il matterello. Successivamente si pone la sfoglia sulla chitarra e ci si fa scorrere sopra il matterello, in modo che i fili della chitarra penetrino nella sfoglia tagliandola a striscioline. Si finisce il lavoro passando un dito sulla sfoglia tagliata alla base della chitarra, come se si dovesse suonare un arpeggio, per far scendere la pasta tagliata. Le sfoglie di pasta che vengono passate sulla chitarra in dialetto si chiamano pettele. Cosparsa di salsa con le polpettine e imbiancata da una microplan di trucioli di pecorino e dal basilico tagliato in chiffonade la pietanza viene servita fumante. Per chi volesse cimentarsi nel rinnovo di una lunga tradizione gli ingredienti, codificati dall Unione Cuochi Abruzzesi, per dodici persone, sono: 1Kg di farina di grano tenero Frasinese doppio zero, 500 g di uova intere,15 g di sale fino (per i maccheroni); 2 kg di passata di pomodoro a pera d Abruzzo, 300 g di copertina di vitellone Marchigiana Igp, 350 g di costine di maiale nero abruzzese, 300 g di spalla di agnello Buon Gusto Agnello d Abruzzo, 100 g di cipolla bianca di Fara Filiorum Petri, 80 g di carota Igp del Fucino, 80 g di sedano, 3 g di aglio rosso di Sulmona, 1 foglia di alloro, 150 g di olio extravergine d oliva Dop petruziano colline teramane, 2 chiodi di garofano, 1 g di cannella, 12 g di sale, 1 pizzico di pepe (per il ragù) ; 350 g di vitellone Marchigiano Igp, 60 g di uovo intero, 30 g di pecorino abruzzese, 6 g di sale fino, 0,5 g di noce moscata, 300 g di olio extravergine d oliva Dop, colline teatine (per le plpettine ); 100 g di pecorino di Castel del Monte, 2 g di foglie di basilico (per la guarnizione ). Questa la ricetta codificata per chi volesse partecipare ad un concorso o vincere il primo premio alla Prova del Cuoco. A tutti gli altri io raccomando di fidarsi anche delle fragranze del nostro olio Aprutino Pescarese, primo olio extravergine ad essere riconosciuto come D.O.P. in Italia, oltre che dell esperienza della propria nonna così come ha fatto Alessandra. Il risultato da voi conseguito non sarà forse da primato, ma certamente avrete allestito un piatto dalle fragranze originali così come ogni nonna sa fare su ogni fornello del nostro Abruzzo.

18 news» politics» exclusive 34 news» politics» exclusive 35 VOCI DI DONNE. Vicino al focolare? Niente. Una tazza di the ed un buon libro: perché leggere è anche identificarsi BOCCIOLO DI ROSA Uomo, non voltarti ancora indietro in cerca del passato, sono anni irraggiungibili per te. Pensa a chi ha ancora bisogno del tuo amore non sfuggire alla realtà e dimentica il giorno in cui varcasti la soglia di quel vivaio incustodito per raccogliere un piccolo bocciolo di rosa. E farlo seccare in un libro. Amore mercenario alla giapponese di Anna Maria Celli Qual è l età giusta per fare sesso?una domanda da un miliardo di dollari! I ragazzi di oggi a differenza di noi vivono liberamente il sesso senza troppi problemi o domande, pagando alcune volte a caro prezzo questa libertà. Con lo scandalo delle baby squillo, possiamo notare come alcune ragazze, ancora minorenni, vivono il sesso. Ragazze giovanissime che si prostituiscono non tanto per aiutare la famiglia come accadeva una volta, ma soprattutto per piacere e per avere molta disponibilità economica con cui comprare capi griffati o l ultimo tablet e sentirsi così realizzate e felici, ma soprattutto integrate meglio con i loro amici facoltosi le cui famiglie non si accorgono della crisi. Questo scandalo mi ricollega all autobiografia di Ai ( Platonic Sex, Fabbri editore), famosa baby prostituta giapponese e poi attrice di porno film, un mondo che ha poi lasciato per dedicarsi solo alla tv per amore dei genitori. Ai Iijima in Platonic Sex, che ho letto con molto interesse, mi ha dato la possibilità di addentrarmi nella vita e nella mente dei giovani di oggi anche se giapponesi e capire meglio come e perché vivono il sesso in maniera diversa dai loro coetanei. Ai racconta di essere stata una bambina introversa, ribelle, anticonformista, che non accettava nessun tipo di regole. Cresciuta in una famiglia di sani principi in cui i valori, ma soprattutto le regole, erano al primo posto la donna racconta che, chi non le rispettava, veniva punito o picchiato anche a sangue. La madre, una donna silenziosa, poco espansiva e remissiva, non accennava mai un bacio o un abbraccio, le carezze poi in quella famiglia non si conoscevano affatto, neppure quando a scuola Ai otteneva ottimi risultati. Il padre, molto rigido, non faceva altro che imporre regole, soprattutto a tavola quando la famiglia si riuniva quindi per Ai questo momento era un incubo. In casa non c era un attimo di pace e di piacere. Nella sua famiglia c era spesso il momento dei rimproveri e delle imposizioni al punto che scappava da tavola con le mani rosse e gonfie. Ai, come gli amici che frequentava, non stava bene nella propria dimora. Erano ragazzi tristi, affamati di amore e di amicizia, vagabondi per le strade di Tokio. Una libertà fallace che attirava l attenzione della polizia: spesso venivano rispediti nelle loro case oppure arrestati o rinchiusi nei riformatori. Ai, dopo essere fuggita varie volte da casa, si innamora di Taka, un ragazzo più grande di lei con cui fugge. Questi purtroppo finisce in prigione per un reato commesso in passato e così per Ai, rimasta sola, comincia una nuova vita fatta di piacere e di dolore. All inizio la ragazza è ospitata dai suoi e dagli amici di Taka, si rende però subito conto di doversi mantenere per non dover tornare dai suoi. Questo vagare la porta a conoscere i migliori night con karaoke e discoteche di Tokio e dintorni dove prostituirsi era normale e con ottimi guadagni. Inizia cosi la sua carriera di baby squillo per poter finalmente comprare tutto ciò desiderato. Usava il suo corpo per guadagnarsi da vivere e spassarsela. Amava fare sesso, aveva capito che con i soldi poteva colmare ogni vuoto come per magia. Con il denaro non c è nulla che non si può fare, ma lavorando per dodici ore al giorno non riusciva a stare con gli amici e spendere. Conosce così un impresario che decide di lanciarla nel cinema porno ed Ai diventa famosa. Durante un intervista in tv i genitori la riconoscono. La madre la cerca e le telefona invitandola per le feste a casa. Ai dopo mille dubbi accetta l invito e nel rivedere i suoi cari capisce che ormai l avevano accettata per quello che faceva, ma comprende anche e soprattutto quanto l amassero e la loro procurata sofferenza. Scrivendo questo libro Ai non solo lo dedica ai genitori, chiedendo perdono, ma è anche un modo per mettere in evidenza la sua personalità, il piacere per il sesso e per il guadagno facile che ti procura. Ma nel contempo emergono i grandi sacrifici che comporta e gli errori. Avendo letto questo libro mi sono resa conto sempre di più che essere genitori è difficile e che non bisogna sempre colpevolizzare i figli poiché bisogna conoscere fino in fondo ogni verità. Resurrezione dalle macerie L Aquila: anime devastate dal sisma. Ma non tutto è perduto. Nel nuovo libro della Di Pietrantonio PENNE - Largo ai sentimenti più forti in Bella mia (Elliot edizioni), la seconda opera della teramana, ma pennese naturalizzata Donatella Di Pietrantonio, il cui romanzo al debutto, Mia madre è un fiume, è stato un autentico successo editoriale. Una storia di dolore intenso è narrata con la massima attenzione all ambientazione incentrata in una L Aquila martoriata dal terremoto del 2009: una città ancora tutta da ricostruire, ma dove si innesta la necessità di dover ricostruire interiormente soprattutto le persone. Bella mia è il racconto di una perdita che sconvolge un intera famiglia. Una donna vede morire nel sisma del 6 aprile 2009 la propria sorella gemella e deve occuparsi del suo figliolo adolescente, il cui padre musicista vive a Roma e non riesce a tenere con sé il ragazzo. Volevo scrivere un libro sulla perdita-osserva Donatella Di Pietrantonio, dentista pediatrico- Ognuno dei tre personaggi centrali, la nonna, la figlia e il nipote, elabora un lutto devastante che provoca la coabitazione forzata dei protagonisti. Tutti tendono pertanto alla ricostruzione di sé sotto gli sguardi degli altri. Perché L Aquila? L ambientazione del romanzo in quella città così interessante è diventata un urgenza. I protagonisti vivono in una delle diciannove new town che costituiscono tuttora la periferia disgregata del capoluogo regionale dove si sono perse le relazioni umane, dove gli abitanti sono dei deportati. Ma dopo cinque anni non si muove nulla, si muove qualcosa ma la ricostruzione è ancora tutta da fare. L Aquila è ben conosciuta dall autrice che l ha frequentata per motivi di studio, e non solo. Il racconto l ho iniziato tre anni dopo il terremoto e descrivo lo sdegno che provo nel vedere il dramma della città, sottolinea Donatella Di Pietrantonio. In questo caso il dolore si trasforma in energia positiva? Direi proprio di si. Nel loro percorso i personaggi mostrano che c è la possibilità di trasformarsi in maniera inconsapevole, anche in situazioni così estreme. La donna che ha perso la sorella e che deve convivere con la madre anziana e con un nipote adolescente farebbe tremare i polsi di chiunque. E una vicenda che ispira a credere in un futuro di resurrezione per L Aquila? E una chiave di lettura, ma non mi pare vi sia una prospettiva di ritorno nel centro storico degli abitanti: quelli più giovani stanno andando via e chi resta si aggrega nei centri commerciali per la mancanza di altro. Partecipare al premio Penne potrebbe interessare l autrice? Non mi dispiacerebbe. Berardo Lupacchini Ciao Peppino! Il saluto di Loreto al più celebre dei suoi calciatori Se ne è andato al improvviso Peppino Savini all età di settantatre anni dopo una carriera calcistica da gran rispetto e dopo una vita dignitosa spesa per la famiglia. Solo la scomparsa della sua amata Antonietta era riuscito a minare profondamente il suo equilibrio e la sua pacatezza. Peppino è stato il calciatore loretese arrivato più in alto nella classifica dei giocatori. Con Busiello iniziò la sua carriera nel ruolo di portiere ma le sue doti, velocità, scatto ed elevazione furono esaltate dal ruolo di difensore. Passò al Cervia, in quarta serie, dopo solo due anni di militanza nella Lauretum e successivamente con l Akragas di Agrigento allora in serie C per ben cinque stagioni. L esperienza siciliana ne esaltò le doti e lo rese famoso. Negli anni 60 tornò per giocare col Chieti che grazie anche alle sue capacità riuscì a tornare in serie C, superando la Civitanovese. Tanto era temuto all epoca il Savini che alla stazione di San Benedetto fu issato uno striscione che così recitava: Lasciate a casa Savini. Giocò poi con la squadra pugliese del Novoli e dopo il compimento del trentesimo anno tornò a Pescara per giocare con la Mezzanotte. Approdò in seguito al Penne per chiudere infine la sua carriera a trentasei anni con la squadra della sua città natale Loreto di cui rimase fedelissimo tifoso.

19 news» politics» exclusive 36 news» politics» exclusive 37 Sotto il tendone, la vita Magico volley nella tensostruttura di via Roma di Mauro Soccio re. Invitiamo tutti i cittadini a vedere le nostre partite. Genitori, riflettete, non si vive di solo calcio a Loreto. Lo sport è vita e sarebbe molto riduttivo viverlo solo su un campo di calcio. La fatica, la gioia, la sofferenza, lo stupore, vibrano in ogni angolo della terra ed anche sotto un tendone in Via Roma. LORETO APRUTINO. Quel reverendo dalla stazza notevole (era alto 1,90) che insegnava educazione fisica al College della Young Men s Christian Association di Olioke, nel Massachusetts (U.S.A.), non poteva certo immaginare cosa sarebbe accaduto dopo quel giorno creativo, era il 6 febbraio del 1895, in cui inventò il gioco moderno della Volleyball. La geniale trovata di William Morgan, copiata, ottimizzata e valorizzata in tutto il mondo, divenne disciplina olimpica nel 1964, a lui ignaro, avendo già la sua anima trasmigrata negli spazi celesti nel Oggi, quello della Pallavolo, o Volleyball, è tra gli sport più praticati per cui non ci si deve meravigliare se anche nella nostra cittadina i suoi giovani praticanti (circa un centinaio) aumentino di anno in anno. E veramente uno sport completo sotto ogni punto di vista, in quanto, oltre all esaltazione del singolo che dovrà possedere un agilità, una prontezza di riflessi e una concentrazione veramente straordinari, è il valore dello spirito di squadra a rivestire importanza decisiva. Per fare un esempio, nelle altre discipline sportive di squadra, a volte, per sopperire alla scarsa qualità tecnica dei singoli componenti, l allenatore esperto ricorre all afflato di gruppo ovvero all amalgama della squadra sotto la spinta psicologica della forza della volontà e della determinazione. Fare gruppo oppure fare spogliatoio nel gergo calcistico hanno un significato ben preciso, ormai sono diventati termini comuni negli ambienti sportivi di squadra. Nel Volley l allenatore non deve sforzarsi in quel senso, poiché lo spirito di gruppo è nel DNA della disciplina. Più di ogni DIDASCALIE altra disciplina. Perché le regole del gioco stesso costringono gli atleti a passarsi la palla e a ruotare in senso orario scambiando le loro posizioni. Abbiamo fatto visita ad una gara di campionato regionale femminile di Serie D, una sera di un classico mese di marzo e subito, nel breve tratto imbrecciato che porta al tendone, buche profonde e pericolosissime ci hanno regalato un accoglienza poco benevola e se non fosse per la consapevolezza che il sollievo viene dopo il disagio, il premio dopo la fatica, avremmo senz altro desistito nel proseguire. Abbiamo visto Quella piccola, colorata palla a strisce sa dare tutto, sa far sognare, sa far credere in se stessi e sa far crescere. giusto. E sapete perché? Perché sotto il tendone albergava l aria del divertimento adrenalinico, la gioia personificata nelle ragazze che in un vortice di movimenti, di gesti atletici, di grida e suoni, ci accomunavano in un tourbillon gioiosamente sportivo. E nei dirigenti e nello staff tecnico era alquanto palese la soddisfazione di aver saputo indirizzare un bel numero di ragazze e ragazzi a questa disciplina che oltre a divulgare i valori etici e solidali dello sport è in grado di contribuire in modo corretto ed efficace ad un equilibrato sviluppo della loro personalità. Cosa c è di meglio, ragazzi!...nello sport della pallavolo si riproduce la vita e tutte le sue emozioni. Ci sono emozioni che non possono essere controllate dice l entusiasta Paola (Niccolò n.d.r.) allenatrice dei più piccoli- passioni che non possono essere intralciate. Una di queste è la Pallavolo. Quella piccola, colorata palla a strisce sa dare tutto prosegue sa far sognare, sa far credere in se stessi e sa far crescere. Ringraziamo tutti gli sponsor che con il loro piccolo aiuto ci sostengono ad affrontare le varie spese e ci aiutano a continuare a farci sogna- A.s.d. Virtus Loreto Volley I quadri Presente sul territorio da più di 25 anni, la società riunisce 90 atleti tesserati fipav di entrambi i sessi ed una encomiabile dirigenza così composta: Vincenzo Di Marco (Presidente), Melfino Matricciani (Vice-presidente) e i membri Mario Niccolò, Piero Giovanetti, Gaetano Ursini, Luciano Cantagallo, Nicolino Costantini. Il gruppo più numeroso è quello del minivolley con 35 bambini di età tra 5 e 10 anni e partecipa a vari tornei in tutte le provincie durante tutto l anno, da settembre a giugno. Allenatrice: Paola Niccolò. Un altro gruppo di 30 ragazze da 11 fino a 20 anni, partecipa a campionati agonistici nella provincia di Pescara: under 12, under 14, under 16 femminili. Allenatore: Giacomo Nobilio; Una squadra di 15 maschietti di anni partecipa a campionati agonistici provinciali: under 14, under 13 maschili. Allenatore: Matteo La Pietra. La prima squadra che milita in SERIE D femminile campionato agonistico regionale, partecipa da 4 anni al citato campionato, con 12 ragazze fisse e con il coinvolgimento di alcune ragazze del settore giovanile per essere inserite anno dopo anno. Di queste atlete, 6 sono di Loreto. Allenatore: Matteo Carlone.

20 news» politics» exclusive 38 news» politics» exclusive 39 Il Gusto della Scrittura GATE O tempora, o mores! La famosa frase con la quale Cicerone imprecava contro i costumi e la corruzione del suo tempo, purtroppo sembra tornata d attualità. Ogni particolare diventa spunto da approfondire per i mass media, e quindi motivo di sorrisetti sarcastici a commento eloquente di quella che è stata definita <<la rimborsopoli abruzzese>> - oppure di alcuni fatti di cronaca giudiziaria non meno stucchevoli - specie ora che siamo giunti al momento delle candidature. Certi precisi riferimenti a comportamenti di uomini politici qualificati, i quali sicuramente in quel modo non hanno espresso affatto alcuna delle motivazioni per le quali sono stati eletti a gestire la cosa pubblica, non possono che destare interesse e riprovazione. Qualcuno addirittura ha scritto:<< il mio Abruzzo vispo e bigotto è diventato troiaio a cielo aperto>>. Anche al cittadino comune, attento e scrupoloso, che vive pensoso del proprio lavoro e dei suoi doveri quotidiani, distaccato dalle polemiche politiche, viene da ricordare amaramente i tempi lontani in cui Croce scriveva: <<Quando c è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi son detto a voce alta: Tu sei abruzzese!>>. Eppure non mancano esponenti politici, anche di primo piano, che tendono a minimizzare i clamorosi e circostanziati fatti di cronaca alla ribalta dei mass media: vicende molto tristi ma <<per le prossime regionali la battaglia sarà politica e si dovrà parlare d altro>>; e più specificamente: pazienza, in fondo trattasi di questioni personali che attengono alla vita privata. Addirittura si sono letti alcuni commenti dei diretti interessati miranti a escludere che la politica sia un ambito in cui debbano proclamarsi solo modelli comportamentali esemplari; quasi che non ci si debba preoccupare almeno di minimo rigore etico. All elettore non dovrebbe interessare se nell ambito privato il suo rappresentante assume comportamenti riprovevoli e di dominio pubblico, semmai egli ne potrebbe tener conto al momento della successiva votazione. Poi però se essi non vanno a votare - come si è appena verficato in Francia di chi è la colpa? Qui non trattasi di questione, o di avvenimenti, riferibili a questo o quel partito; siamo dinanzi a fatti di costume molto rilevanti che la coscienza comune disapprova senza sconti, di fronte ai quali il famoso curato d Ars inorridirebbe. Già ai suoi tempi il predicar bene e razzolare male era fortemente biasimato; oggi poi che nella vita politica italiana non si condanna altro che la dilagante illegalità, la diffusa corruzione e il decadimento dei costumi, c è ben poco da essere soddisfatti Sarebbe meglio tacere e magari ricordare le parole di Chinua Achebe: La cosa peggiore che possa capitare a chiunque è la perdita della dignità e del rispetto di sé. Non è pensabile che siano davvero finiti i tempi in cui vigevano il senso del limite e della vergogna, o si avvertiva persino il dovere di presentarsi candidi alle competizioni elettorali. Giorgio Di Carlo di Maria Amicone Ho sempre amato molto scrivere. Ho scritto per la mia famiglia, per gli amici, per i miei figli. Quando da bambini si organizzavano i teatrini, il copione lo scrivevo io. Ho sempre pensato al potere carismatico e liberatorio della scrittura come qualcosa di terapeutico, dal sapore quasi magico, che va al di là di ogni aspettativa.vedere come i pensieri si accavallano nella mente e poi pian piano prendono forma attravero la parola scritta, è veramente straordinario. In questa nostra epoca dove anche la scrittura è sinonimo di tecnologia, io amo ancora scrivere con la penna. Vengo classificata dai miei figli antica e retrograda, visto che faccio un uso moderato di computer, table e quantaltro, ma le parole scritte a penna su un foglio bianco hanno per me un sapore speciale. Anche nel momento più difficile della mia vita, la scrittura è stata indispensabile. Non potendo far uso della parola, ho scritto. In ospedale avevo chiesto lavagna e gesso per chiedere, carta e penna per scrivere e meditare. Ho dato vita ai miei pensieri, e questo mi confortava molto. Ancora oggi, dopo cinque anni tengo ancora sottochiave le mie meditazioni! All università avevo un professore di lingua e letteretura italiana che non potrò mai dimenticare. Ogni volta che avevamo lezione con lui o durante gli esami, ci ripeteva sempre: Quello che non riuscite a dire con le parole, scrivetelo, con la scrittura riuscirete a tirare fuori il meglio di voi. Aveva ragione. Gli esami orali diventavano dei veri e propri laboratori di scrittura dove ognuno si confrontava con l altro aprendosi, riuscendo ad esprimere, senza filtri, la vera personalità. Naturalmente all azione dello scrivere è strettamente legata quella della lettura. Compro libri continuamente e senza sosta ripeto ai miei figli di leggere. Bisogna leggere di tutto, dal quotidiano al romanzo, dal libro di ricette ai fumetti. Se la scrittura ha un potere terapeutico, la lettura ha una forza ancora più potente: allontana l uomo dall ignoranza. Ma della lettura parleremo...se ci sarà, la prossima volta!

21 news» politics» exclusive 40 news» politics» exclusive 41 Un sogno di Francesco Di Giorgio La Guerra e la Pace di Tonino Testa La storia del genere umano è iniziata con un atroce delitto: Caino che uccide il fratello Abele e da quel delitto è iniziata la travagliata esistenza dell intera umanità. L aggressività è insita nell animo umano, nasce con l uomo. Un filosofo del 600, Thomas Hobbes, affermava che l uomo si comporta nei confronti dei suoi simili come un famelico lupo: Homo, homini lupus. Alcuni studiosi, inoltre, hanno addirittura ipotizzato che la famiglia dei Caini, in lotta continua per tantissime generazioni con la famiglia degli Abeli, si sia alimentata poi con il cervello dei suoi simili sopraffatti ed uccisi e l Homo Sapiens non sarebbe altro che il risultato di questi spietati sanguinosi pasti. Ipotesi suggestiva e raccapricciante insieme. La storia del genere umano è costellata perciò di terribili omicidi, di sanguinose rivoluzioni, di guerre interminabili, a dimostrazione dell ancestrale aggressività dell uomo. In un convegno di Psicoanalisi, tenutosi a Penne, il professor Nicola Perrotti, pennese, uno dei padri della Psicoanalisi italiana, affermò che l aggressività dell uomo è dovuta alla sua Energia che sin dalla sua comparsa sul nostro pianeta è stata necessaria per la sopravvivenza, per superare cioè le innumerevoli difficoltà incontrate durante il suo iter evolutivo, per ripararsi dalle violenti intemperie, per procurarsi i necessari alimenti, per lottare contro la ferocia del mondo animale ed infine per vincere l ostilità dei suoi simili. E una volta raggiunto tali scopi, l uomo dell era moderna consuma la sua energia con le rivoluzioni e con le guerre. E inutile negarlo (la cosa non ci conforta): l uomo è nato per la guerra. In un famoso discorso pronunciato a Bari, nel gennaio del 1944, nel grigio e polveroso teatro Piccinni, il celebre filosofo abruzzese Benedetto Croce ripeté, nelle grandi linee, anche se con alcune diverse considerazioni (dato il momento storico diverso) quanto aveva già professato durante la prima guerra mondiale. Giolittiano, neutralista, ma animato da sentimenti patriottici aveva affermato che la guerra non si giudica né moralmente né giuridicamente ed una volta dichiarata, il meglio da fare, è vincerla. A Bari sostenne che le guerre non si combattono tanto per la libertà o per la illibertà, quanto per l indipendenza e per il dominio o vantaggio politico ed economico, e che la guerra per la libertà si dovrà combattere con i mezzi più vari e più adatti che non siano le armi. La guerra per la libertà è una guerra di idee e di sentimenti; solo le idee legano gli uomini rendendoli liberi o liberali. La guerra, inoltre, asseriva il grande filosofo, è una legge eterna, immutabile del mondo che si attua di qua e di là da ogni ordinamento politico e giuridico. Poi, dopo ogni guerra avviene la pace. Ma la pace è una condizione transitoria di apparente benessere perché, come dicevano gli antichi Romani: Si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra), durante i periodi di tregua i popoli, pur proclamando la pace, non trascurano le armi in quanto l energia dell uomo è sempre dietro l angolo e, una volta in moto, diventa inarrestabile. L ideale sarebbe se venisse compreso da tutti gli uomini il pensiero di un noto filosofo che affermava: Se tu abiti al di là di quel monte ed io al di qua di quel fiume, non è detto che Dio abbia creato i monti ed i fiumi perché gli uomini non si incontrino, non si conoscano e non si amino : ma tutto questo è pura illusione. In sogno mi sono figurato che un mattino, prima dell alba, mi ero recato al fiume. Sulla riva inciampai in un sacchetto ricolmo di pietre, lo raccolsi, mi accovacciai ad aspettare il sorgere del sole, distrattamente presi dal sacchetto una delle pietre e la tirai in acqua. Poi ne tirai un altra, e un altra ancora. Visto che non avevo altro da fare continuai a gettare altre pietre nell acqua, una dopo l altra. Lentamente, il sole si alzò, e venne la luce!ormai mi era rimasta una sola pietra, la tenevo sul palmo della mano, per poco non svenni quando vidi che si trattava di una pietra preziosa. Nell oscurità ne avevo gettato un intero sacchetto, senza rendermene conto avevo perso una fortuna!attanagliato dal rimorso maledicevo me stesso, piangendo mi disperavo, quasi impazzivo dal dolore: mi ero imbattuto in una fortuna ma senza rendermene conto. Al buio l avevo persa. Eppure in un certo senso ero fortunato. Mi era rimasta una pietra. La luce era giunta prima che buttassi anche quella. Solitamente la maggior parte della gente non ha neppure questa fortuna, siamo avvolti dall oscurità. E il tempo fugge. Il sole non è ancora sorto, e già abbiamo sprecato tutte le pietre preziose di cui è ricca la nostra vita. La vita è un tesoro immenso, e l uomo non fa altro che buttarla via Quando arriviamo a renderci conto dell importanza della vita, ce la siamo già lasciata fuggire via. Il segreto, il mistero, la beatitudine, la liberazione, il Paradiso, tutto ciò è perduto, e la vita è anche sprecata. Spesso ci irritiamo se ci fanno notare che quegli stessi oggetti, che avevamo buttato via distrattamente, sono gioielli e non sassi. Ci si arrabbia, non perché quanto è stato detto è sbagliato, ma perché ci si rende conto della propria follia, perché si ricorda quando si è perduto. Ma anche se finora non ho fatto altro che sprecare i miei tesori, anche se la vita che mi rimane è breve, pur se mi rimane una sola pietra la mia (la nostra) vita si può ancora salvare, non è mai troppo tardi per imparare, è ancora possibile avere fiducia, perché il sacchetto della vita non contiene solo sassi!

22 news» politics» exclusive 42 news» politics» exclusive 43 Assemblea annuale AVIS Loreto Aprutino LORETO APRUTINO. Si è svolta, domenica 3 Febbraio l assemblea annuale dell Avis Comunale di Loreto Aprutino, nella nuova sede in Via V. Veneto, alla presenza del Sindaco della cittadina Dott. Gabriele Starinieri, dell Assessore comunale Rocco D Amico, del Segretario provinciale AVIS, Sig. Silvio Monaco, dei massimi dirigenti locali coordinati dal Presidente Elio D Amico e di liberi cittadini. Dopo i rituali saluti alle autorità presenti e all assemblea, il Presidente Elio D Amico ha dato lettura della propria relazione morale, illustrando tutta l attività svolta durante l anno appena concluso, e presentando il programma di massima per l anno nuovo. Le due iniziative che impegneranno maggiormente l Avis di Loreto saranno l insediamento nella nuova sede sociale, e la realizzazione della festa del trentennale con l inaugurazione del Monumento alla Solidarietà. Si è anche auspicato una maggiore e fattiva collaborazione con i centri di raccolta sangue per continuare a perseguire gli obiettivi e le finalità che li accomuna. Il Sindaco Starinieri nella doppia veste di Primo cittadino e di medico professionista, ha ringraziato l Associazione per l attività meritoria svolta, incoraggiandola a proseguire sulla strada intrapresa con l augurio di riuscire a coinvolgere un numero sempre crescente di persone. Il Segretario provinciale Silvio Monaco, complimentandosi con l attuale dirigenza locale della sezione, ha dato preziosi consigli e suggerimenti per un azione efficace e duratura, offrendo anche la collaborazione dei Volontari Avis Comunale di Pescara nell azione di proselitismo diretta a tutti. Successivamente è stata aperta la discussione in cui tutti i presenti, Soci donatori e non, hanno arricchito di contenuti e proposte l assemblea vivace e partecipata, dalla quale è emersa chiaramente la natura e l essenza di questi Angeli della solidarietà, che perseguono il bene altrui con la loro opera silenziosa, senza proclami e senza luci della ribalta. L appello con cui l Avis di Loreto Aprutino ha concluso l Assemblea è stato: Unitevi a noi numerosi, e scoprite la bellezza e l entusiasmo dell impegno per il bene dei bisognosi. Non è così difficile come potrebbe sembrare; l essere indifferenti e girarsi dall altra parte sarebbe moralmente più pesante per la nostra coscienza. La Redazione

23 news» politics» exclusive 44 news» politics» exclusive 45 Tutti Menelik di Fausto Bufarale La piazza era in fermento. Ma era tutto pacifico,nessuno scontro. Si,perché tutti volevano la stessa cosa. Allora,col caffè a metà davanti,e dopo aver controllato il disco orario,decisi che avrei fantasticato di essere un regista,con le comparse pronte schierate davanti,in attesa di dare il ciack. Eravamo alla fine di due secoli fa,guerra di Abissinia,assedio di Macallé. Il generale Giuseppe Galliano (al secolo il sindaco di Penne),dopo la disfatta dell Amba Alagi (la costruzione della nuova scuola,tacciata di disastri geologici,voragini debitorie ed invasione di bagarozzi giganti che avrebbero divorato i bambini),era rimasto con uno stuolo di fedelissimi,assediato nella fortezza di Macallé (nella fattispecie l aula del consiglio comunale). Oggetto del contendere,o,per parlare più terra terra,motivo per cacciarlo,il progetto di riconversione di un monastero,luogo di ascesi e meditazione,in luogo di vacanza,con albergo,ristorante e piscina dove i raggi ultravioletti avrebbero lambito le rotondità di donne discinte. Tutti contro,opposizione (com é giusto che sia),ma soprattutto amici di giunta,ministri di culto,clericobolscevichi,coltivatori di broccoli e patate. A questo punto io,che sono stato fortunato due volte,primo per avere un lavoro con cui vivo bene,secondo per avere mille difetti ma non quello dell avidità,e quindi non sono stato mai costretto a dovermi scannare con un mio simile mettendomi in politica,una cosa me la sono chiesta. Ma possibile che ai miei concittadini non vada mai bene nulla? Si,perché sono convinto come del fatto che mi chiamo Fausto che se al posto di questo sindaco ce ne fosse un altro troverebbero modo di contestargli tutto. Forse vogliono che Penne,già depauperata di tanti patrimoni e servizi, finisca direttamente in un pantano,che somigli veramente al forte di Macallé dopo l assedio. Ma poi,in una notte di guardia,mentre la luna era tonda ed un gatto innamorato attendeva sotto un auto di formarsi una famiglia,la spiegazione me la sono data. Ci sono stati quindici lunghi anni pieni di note positive,ma il popolo non dimentica che a quei tempi si faceva,e silenzio,perché bisognava fare silenzio.l opposizione ai parcheggi,eppoi i parcheggi dovettero andar bene,le orazioni,la poetessa che declamava in russo,ed io sono un fan di Lucio,che trovava a tutti un buscio. Adesso si tratta di un semplice fenomeno di rimbalzo,non va bene nulla,é liberatorio. Il generale Galliano,dopo aver resistito eroicamente,venne a patti con Menelik.Tornato in Italia gli dedicarono un distillato di liquirizia,anice e vaniglia,il delizioso liquore Galliano,dopo duecento anni ancora in circolazione. Se anche questa volta vi siete divertiti bevetelo alla mia salute. La leptospirosi canina in cambiamento Dott.sse Giuliana Recinella e Aida Soccio dell Ambulatorio Veterinario Ass. di Loreto Aprutino La leptospirosi e una malattia infettiva che colpisce molte specie animali,uomo compreso ed ha un ampia diffusione geografica.e attualmente considerata la zoonosi piu diffusa nel mondo e negli ultimi anni la prevalenza e andata aumentando.gli animali infetti diffondono i batteri con le urine e la trasmissione della malattia può verificarsi sia attraverso il contatto diretto con urine infette che indirettamente,per esempio a seguito del contatto con acque contaminate.il batteriominfetta l ospite attraverso le mucose di occhi,naso e bocca o abrasioni e ferite cutanee.le specie ospiti serbatoi sono animali selvatici quali roditori che mantengono la malattia nell ambiente perché molto resistenti alla stessa.nel cane i sintomi precoci di malattia sono vaghi e aspecifici. Se non trattata in questa fase,le condizioni cliniche possono aggravarsi fino all esito letale,spesso per insufficienza epatica o renale.vaccini contro la leptospirosi sono disponibili e essendo molti i cani a rischio di malattia,la profilassi vaccinale in Italia e largamente adottata.storicamente la leptospirosi canina e stata associata a sierogruppi Canicola e Icterohaemorrhagiae ma in anni molto più recenti si sono isolate le sierovarieta Bratislava e Australis. Abbiamo cosi a disposizione un nuovo vaccino tetravalente ben più completo e sicuro con una copertura piu ampia rispetto ai vaccini finora usati. Oltre all importanza della vaccinazione sottolineiamo le norme igienico sanitarie da rispettare sempre: derattizzazioni,disinfezione dei ricoveri e delle ciotole, evitare bagni in acque stagnanti. Studio di Fisioterapia Onde d urto Tecar terapia Elettro terapia Ionoforesi Ultrasuoni Magneto terapia Kinesio - Taping c/o Dott. Marco Giovanetti Laurea in Fisioterapia Laurea in Scienze Motorie Tel Terapia manuale Massoterapia Protocollo P.R.P. Traumatologia sportiva Riabilitazione post - intervento Rieducazione post - traumatica Back School Via Roma 66 - Loreto Aprutino Ure commy nostrud dipsum at. Um dolut exer iriuscin eu faccum volorem do od miniat dolor il utpat, quat. Facil ut la feuciam ius vis fura moribus ium, utuus nora nontem iptium hostilla vit, quo escrici ernit.

24 vestina LORETO

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