PIANO FINANZIARIO 2011

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1 COMUNE DI VENEZIA PIANO FINANZIARIO 2011 E RELAZIONE DI ACCOMPAGNAMENTO Approvato con delibera.. Comunale n. del

2 Sommario PREMESSA CAPITOLO Inquadramento normativo 1.2 Il D.Lgs. 152/2006 norme in materia ambientale 1.3 Il Sistema Tariffario secondo il D.P.R. 158/ La Sentenza della Corte Costituzionale ed Applicazione dell IVA CAPITOLO I Principi Fondamentali per la Gestione del Servizio 2.2 Modello Gestionale ed Organizzativo CAPITOLO 3 TERRAFERMA 3.1 Standard del servizio 3.2 Raccolta rifiuti urbani 3.3 Servizio raccolta RUR 3.4 Servizi imballaggi carta e cartone e Vpl per le utenze commerciali 3.5 Raccolta Foru 3.6 Servizio raccolta ramaglia 3.7 Servizio raccolta tessuti - pellami 3.8 Raccolta R.U.P. 3.9 Raccolta rifiuti assimilati prodotti c/o mercati all'ingrosso e mercati rionali 3.10 Raccolta ingombranti su appuntamento o abbandonati su suolo pubblico 3.11 Gestione centro raccolta 3.12 Spazzamento 3.13 Servizi speciali per feste e manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune 3.14 Posizionamento e cura cestini porta rifiuti CENTRO STORICO 3.15 Rifiuti Urbani 3.16 Raccolta R.U.P 3.17 Pulizia e raccolta mercati rionali 3.18 Raccolta ingombranti su appuntamento o abbandonati su suolo pubblico V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 2

3 3.19 Spazzamento generale 3.20 Spazzamento mantenimento 3.21 Servizio domenicale 3.22 Lavaggio Piazza S.Marco 3.23 Posizionamento e cura cestini porta rifiuti 3.24 Servizi speciali per feste e manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune 3.25 Flotta aziendale 3.26 Stazione di trasbordo e trasporto rifiuti sacca San Biagio 3.27 Gestione manutenzione natanti sacca San Biagio ESTUARIO 3.28 Raccolta rifiuti urbani 3.29 Raccolta rifiuti urbani residui 3.30 Raccolta ramaglia 3.31 Raccolta imballaggi, cartone, plastica e legno da utenze commerciali 3.32 Raccolta carta e cartone 3.33 Raccolta V.Q.L Raccolta R.U.P Raccolta rifiuti assimilati con cassoni presso mercati rionali e pulizia dell' area 3.36 Raccolta rifiuti ingombranti su appuntamento ed abbandonati su suolo pubblico 3.37 Gestione centro raccolta 3.39 Servizi speciali per feste e manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune 3.40 Posizionamento e cura cestini porta rifiuti 3.41 Stazione di trasbordo rifiuti 3.42 Gestione manutenzione mezzi Lido 3.43 Servizio di derattizzazione, disinfestazione, disinfezione 3.44 Pulizia litorali a fruizione libera CAPITOLO La produzione Rifiuti 4.2 Gli utenti 4.3 la popolazione equivalente ed i rifiuti 4.4 Trend evolutivo della produzione rifiuti 4.5 Tipologia della produzione rifiuti V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 3

4 4.6 I Rifiuti di carta e cartone 4.7 I Rifiuti di vetro - plastica - lattine 4.8 I Rifiuti organici 4.9 I Rifiuti verde e ramaglia CAPITOLO Analisi dei flussi di raccolta CAPITOLO Obiettivi anno Obiettivi quantitativi e qualitativi 6.3 Obiettivi di raccolta differenziata 6.4 Gli ispettori ambientali 6.5 Le campagne informative CAPITOLO Premesse 7.2 Criteri di scelta degli indicatori 7.3 Definizione ed indicatori degli standard CAPITOLO Costo del servizio 8.2 Composizione dei costi totali 8.3 I costi del servizio in base al D.P.R. 158/ Ripartizione dei costi tra quota fissa e variabile 8.5 Ripartizione tra utenze domestiche e non 8.6 Utenze domestiche coefficienti Ka e Kb 8.7 Utenze non domestiche coefficienti Kc e Kd 8.8 Schede contabili riepilogative V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 4

5 PREMESSA Il presente Piano Finanziario, comprensivo della Relazione di accompagnamento, predisposta da Veritas S.p.A. su indicazioni del Comune di Venezia, in qualità di Gestore del servizio di raccolta di rifiuti sul territorio del Comune di Venezia, in seguito denominato anche Azienda, rappresenta l elaborato, previsto dal D.P.R. 158/99, che deve servire ad analizzare l attuale situazione gestionale, le modalità di svolgimento dei servizi, gli obiettivi di miglioramento con le eventuali iniziative intraprese, l analisi dei rifiuti e la loro destinazione, l analisi dettagliata dei costi previsionali. Il documento che entro giugno deve essere inviato all Osservatorio si prefigge di descrivere il sistema di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati e di mettere a confronto i dati e le informazioni raccolte in modo omogeneo per poter sviluppare l analisi dei cambiamenti necessari e le strade da intraprendere. I dati riportati nei vari capitoli sono quelli ufficiali rilevati da diverse fonti (Regione, Provincia, Comune, Coses, Istat o Apat). Il primo capitolo contiene un analisi della normativa con l evoluzione della tariffa negli anni con riferimento all attuale sistema tariffa introdotto dal D.lgs. 152/2006, ancora non del tutto definito perché in attesa dei decreti attuativi, al regolamento del metodo normalizzato di cui al D.P.R. 158/99 e all applicazione dell IVA. Nel capitolo secondo saranno analizzati i principi che regolano le modalità operative e il modello di gestione organizzativa del servizio. Nel capitolo terzo vengono riportati dettagliatamente i servizi effettuati su richiesta del Comune, le modalità di effettuazione, con i mezzi e l impegno in ore del personale utilizzato coerentemente con il contratto di servizio del Comune. La trattazione è suddivisa secondo le diverse fasi e attività di svolgimento di ogni singolo servizio in base alla tipologia. Il quarto capitolo contiene l analisi riguardante la raccolta rifiuti con particolare attenzione all andamento della raccolta differenziata registrata nei vari anni, tenuto conto anche dei riflessi prodotti dal turismo, valutandone i livelli raggiunti rispetto agli obiettivi previsti dalle norme nazionali. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 5

6 Il capitolo quinto descrive la destinazione del rifiuto e come lo stesso viene smaltito o recuperato. Il capitolo sesto è dedicato alla trattazione delle linee da seguire che costituiscono il presupposto alla definizione dei progetti d intervento. Dopo aver riportato le conclusioni di analisi in termini di aree critiche, si riportano gli indirizzi generali sulle modalità di effettuazione del servizio e gli obiettivi ambientali, economici, qualitativi e quantitativi contenuti nel Piano, nonché alcuni dati sintetici riguardante l attività dei Vigili Ambientali, come educatori e controllori. Il capitolo settimo riporta i dati riferiti alla qualità e i risultati della customer satisfaction rilevate sul territorio comunale. Il capitolo ottavo, che completa il documento, sintetizza gli effetti economici finanziari e tariffari derivanti dalle scelte sui servizi e sulle modalità operative, decisi dall Amministrazione Comunale, e gli impatti sulle variabili che saranno elementi propedeutici al calcolo della tariffa di riferimento, calcolata in base ai parametri del D.P.R. 158/99 a copertura del corrispettivo per i costi totali del servizio. Il capitolo ottavo contiene inoltre tutte le schede dei costi dettagliati per ogni servizio con le frequenze, ossia gi standard di servizio, i prezzi, le ore lavorate ed il personale utilizzato, nonché le schede sintetiche dei mezzi utilizzati. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 6

7 1. 1 INQUADRAMENTO NORMATIVO L elaborazione del presente Piano sconta inevitabilmente le rilevanti novità e la situazione di incertezza del quadro normativo definito dal D.Lgs. n. 152 del 3 aprile E previsto comunque che i Comuni possono applicare la Tariffa di cui all art. 238 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 poiché non è stato ancora emanato, entro la data del 30 giugno 2010, il regolamento previsto al comma 6 dello stesso articolo. Alla nuova tariffa inoltre si applicano le diposizioni dell art. 14, comma 33, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, il quale ha definito che la tariffa di cui all art. 238 del D.Lgs. 152/2006 non è di natura tributaria stabilendo inoltre che le controversie, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell Autorità Giudiziaria Ordinaria e non più nelle competenze delle Commissioni Tributarie. Fino ad oggi i Comuni avrebbero dovuto applicare la Tariffa istituita con l articolo 49 del D.Lgs. 22 del 1997 che stante quanto indicato al comma 2 del succitato articolo avrebbe dovuto garantire la copertura dei costi per i servizi relativi alla Gestione dei rifiuti urbani e in base all articolo 5 essere disciplinata dal Regolamento contenente le norme per l elaborazione del metodo normalizzato, approvato con il D.P.R. 27 aprile, n Il suddetto Regolamento prevede i termini per la soppressione della TARSU (Tassa asporto Rifiuti Solidi Urbani) e quindi la contemporanea decorrenza per l applicazione della Tariffa di cui al D.Lgs.22/97. Negli anni, i suddetti termini di adozione della Tariffa hanno subito diverse proroghe di cui l ultima è quella introdotta dalla Legge finanziaria per il 2006 (art. 1, comma 134, legge del 23/12/2005, n. 266), che comunque aveva previsto, per tutti i Comuni, l obbligo di applicazione della Tariffa di cui al D.Lgs. 22/97, a decorrere dal 1 gennaio Il Comune di Venezia aveva già introdotto tale tariffa in via sperimentale, a decorrere dal 1 gennaio 1999, avvalendosi di quanto era stato stabilito dal legislatore ai commi 1bis e 16 dell articolo 49 del D.Lgs. 22/97. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 7

8 La riforma introdotta dal D.Lgs. 152 del 2006 prevede l istituzione di una nuova tariffa per la gestione dei rifiuti urbani e la contemporanea soppressione di quella istituita ai sensi dell articolo 49 del D.Lgs. 22/97, salvaguardando (art. 264, comma 1, lett. I, del D.Lgs. 152/2006) i provvedimenti attuativi in essere (D.P.R. 158/99) sino alla data di entrata in vigore di quelli previsti dalla parte quarta del D.Lgs. 152/2006. La nuova tariffa prevista dal D.Lgs. 152/2006 non ha potuto essere recepita dai Comuni in quanto: prima l articolo 1, comma 184, lettera a della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 e poi successivamente la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (art. 1, comma 166) e il D.L. 30 dicembre 2008, n. 208 (art. 5, comma 1) convertito, con modificazioni, dalla legge 27. Febbraio 2009, n. 13 hanno stabilito rispettivamente per l anno 2007, 2008 e 2009, che rimanesse invariato il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e di smaltimento adottato da ogni comune nell anno Il D.L. 208 del 2008 al comma 2-quater dell articolo 5, prevedeva che i Comuni avrebbero potuto adottare la nuova tariffa prevista dal D.Lgs. 152/2006 qualora non fosse stato adottato da parte del Ministro dell Ambiente, entro il 30 giugno 2009, il Regolamento previsto al comma 6 dell articolo 238 del D.Lgs. 152/2006. Il termine del 30 giugno 2009 è stato differito prima al 31 dicembre 2009 e poi al 30 giugno 2010 rispettivamente dall art. 23, comma 21, del D.L. 1 luglio 2009, n. 78 convertito dalla Legge 3 agosto 2009, n. 102 e dall art. 8, comma 3, del D.L. 30 dicembre 2009 n. 194, convertito dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 8

9 1. 2 IL D.LGS. 152/2006 NORME IN MATERIA AMBIENTALE In data 3 aprile 2006 il Governo ha approvato il decreto legislativo n. 152 avente ad oggetto: Norme in materia ambientale. Tra i numerosi provvedimenti contenuti nel suddetto decreto risultano anche modifiche alla tariffa di igiene ambientale, quali: modulazione su indici di natura reddituale; titolarità della tariffa in capo alle autorità d ambito e non più ai comuni; parametri di assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti delle utenze non domestiche; gradualità di copertura dei costi del servizio di igiene ambientale. La disciplina di dettaglio della nuova tariffa verrà definita con un apposito Regolamento da emanarsi entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto. Come argomentato nel paragrafo precedente i 6 mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (14/4/2006, n. 88 S.O.) sono trascorsi e non sono ancora state emanate le necessarie norme attuative, per cui in base al comma 11 dell art. 238 del suddetto decreto, per quanto riguarda la tariffa, continua ad applicarsi il D.P.R. n. 158 del 27/4/1999. Inoltre, sempre nel summenzionato comma 11, è previsto che le discipline regolamentari esistenti all entrata in vigore del codice continueranno ad avere effetti fino al compimento degli adempimenti per l applicazione della tariffa e tra queste rientrano sicuramente le disposizioni di assimilazione effettuate dai comuni sia ai fini Tarsu che per la Tia. L art. 198 del D. Lgs. 152/06 stabilisce inoltre che i Comuni continuano, sino all inizio delle attività del soggetto aggiudicatario della gara ad evidenza pubblica indetta dall Autorità d Ambito (tra l altro dal 2011 soppressa), la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui all art. 113, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 9

10 Quanto sopra trova riscontro anche nell art. 1 comma 184 lettera b) della L. 27/12/2006 n. 296 (legge finanziaria 2007) che recita testualmente: comma 184. Nelle more della completa attuazione delle disposizioni recate dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni: a) il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun comune per l'anno 2006 resta invariato anche per l'anno 2007 che per il 2008 ; b) in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli 18, comma 2, lettera d), e 57, comma 1, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Nelle more dell emanazione del regolamento che disciplinerà la nuova tariffa la stessa viene determinata dagli enti locali in relazione al Piano Finanziario degli interventi relativi al servizio e continuano ad applicarsi le modalità di determinazione e applicazione della tariffa nonché l articolazione ed i contenuti del piano finanziario così come definiti dal D.P.R. 27 aprile 1999 n V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 10

11 1. 3 IL SISTEMA TARIFFARIO SECONDO IL D.P.R. 158/99 Il D.P.R. n. 158 del 27/04/1999 Regolamento recante norme per l elaborazione del metodo normalizzato per definire la Tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti, individua le componenti di costo e il sistema di calcolo della Tariffa di riferimento sulla base della quale deve essere determinata la Tariffa per la gestione del ciclo dei rifiuti. Come già in parte analizzato nell inquadramento normativo, le modifiche introdotte dall articolo 238 del D.Lgs. 152/2006, da un lato hanno istituito una specie di nuova Tariffa, e dall altro fanno salve le norme regolamentari vigenti, ed in particolare il D.P.R. 158/99, fino all adozione dei provvedimenti attuativi del nuovo regime, che probabilmente non potrà discostarsi in maniera radicale dalla attuale disciplina tariffaria. Il Piano Finanziario, sulla base del dettato normativo di cui all art. 8 del D.P.R. 158/99 deve contenere: il programma degli interventi necessari; il piano finanziario degli investimenti; la specifica dei beni, delle strutture e dei servizi disponibili, nonché il ricorso eventuale all utilizzo di beni e strutture di terzi, o all affidamento di servizi a terzi; le risorse finanziarie necessarie; il modello gestionale ed organizzativo; i livelli di qualità del servizio ai quali deve essere commisurata la tariffa; la ricognizione degli impianti esistenti; in riferimento al piano dell anno precedente, gli scostamenti che si siano eventualmente verificati e le relative motivazioni. Il presente Piano Finanziario viene redatto, quindi, ai sensi di quanto prescritto all art. 8 del D.P.R. n. 158/99 del tenendo presente quanto già individuato ed attuato nel corso della sperimentazione della Tariffa. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 11

12 Tale decreto deve essere considerato un importante strumento a disposizione dell Amministrazione Comunale, per verificare gli effetti dei comportamenti dei cittadini e al contempo garantire in maniera visibile il raggiungimento o meno degli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità nella gestione dei Rifiuti Urbani, e a garanzia della graduale eliminazione di ricorrere ad entrate diverse per la copertura dei costi del servizio, comportando di conseguenza un allontanamento, sempre più graduale, dalla logica demotivante della formula uguale per tutti a vantaggio di una gestione sempre più orientata ad una maggiore equità e al principio del chi inquina paga. L applicazione dei criteri di calcolo del D.P.R. 158/1999 ha permesso di passare da un impostazione, basata sulla sola estensione fisica dell area occupata dal cittadino o dall attività oggetto della Tarsu ad un impostazione commisurata al costo reale del servizio fornito all utenza, creando, nei limiti, anche una correlazione tra l immobile e il numero dei componenti e/o l attività esercitata e di conseguenza la quantità di rifiuti prodotti o comunque producibili Il decreto prevede due macro categorie di utenze quelle domestiche e quelle non domestiche. Per il calcolo i parametri da individuarsi sono la superficie dell'immobile e l'effettiva -o presuntaproduzione di rifiuti calcolata, per le utenze domestiche, in base al numero dei componenti del nucleo familiare (secondo 6 categorie prestabilite), in modo da slegarle dalla sola dimensione dei locali. Per le altre utenze, quelle non domestiche (attivita' commerciali, industriali, produttive, etc.etc.), il criterio e' simile, solo che la potenziale produzione di rifiuti viene calcolata prendendo in considerazione l'attivita' svolta (secondo 30 categorie prestabilite dal regolamento). Con l applicazione del metodo presuntivo la metodologia e gli algoritmi di calcolo sono quelli definiti nel D.P.R. 158/1999. Il metodo è basato sulla definizione di coefficienti di potenziale produzione dei rifiuti urbani per specifica categoria. I costi fra utenze domestiche e non domestiche sono ripartiti sulla base di dati oggettivi, come i rifiuti prodotti o i costi indotti, in modo da consentire una attribuzione certa fra le due macrocategorie, salvaguardando le utenze domestiche. Utenze domestiche La parte fissa della Tariffa per le utenze domestiche segue lo schema di calcolo previsto dal D.P.R. 158/1999 ed è legata alla superficie occupata in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare, commisurata ai costi fissi addebitabili alle utenze domestiche, e si ottiene come prodotto della quota unitaria( /mq) per la superficie dell utenza (mq), corretta per un coefficiente di adattamento (ka). V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 12

13 La parte variabile della tariffa applicata alle utenze domestiche viene rapportata alle quantità di rifiuto producibili presso ciascuna utenza in base ai coefficienti di produzione specifici. Utenze non domestiche Come per le utenze domestiche, la parte fissa della Tariffa per le utenze non domestiche segue lo schema di calcolo previsto dal D.P.R. 158/1999 ed è legata alla tipologia di attività produttiva e alla superficie dei locali ove si svolge l attività, commisurata ai costi fissi addebitabili alle utenze non domestiche, e si ottiene come prodotto della quota unitaria ( /mq) per la superficie dell utenza (mq) per il coefficiente potenziale di produzione kc. La parte variabile della Tariffa applicata alle utenze non domestiche viene rapportata alla quantità di rifiuto producibile presso ciascuna utenza, in base ai coefficienti di produzione specifici. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 13

14 1. 4 LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE ED APPLICAZIONE DELL IVA La Corte costituzionale, con la sentenza 238/2009 dello scorso 24 luglio 2009, ha dichiarato la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 affermando, quindi, la competenza delle commissioni tributarie in merito al contenzioso sulla Tariffa di Igiene Ambientale, in quanto la stessa ha natura tributaria. La Corte ha individuato delle analogie tra la Tarsu e la Tia sostenendo che entrambe consentono un prelievo per coprire i costi di un servizio di spiccato interesse pubblico e sottolineando inoltre la mancanza di una correlazione diretta tra la TIA e il servizio reso. A sostegno di questo evidenzia che l importo dovuto dal soggetto obbligato non è proporzionale al servizio tenuto conto che non è legato all effettiva produzione dei rifiuti o all effettiva fruizione del servizio ma all utilizzazione di superfici potenzialmente idonee a produrre rifiuti e alla potenziale fruibilità del servizio. La Corte Costituzionale con la citata sentenza riconosce la natura tributaria della Tariffa rifiuti, come la vecchia tassa sui rifiuti (TARSU), e sostiene, inoltre, che non può essere assoggettata al pagamento dell IVA (una tassa sulla tassa). In precedenza la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con l'ordinanza 15 maggio 2009, n , aveva affermato, per tutta una serie di elementi caratteristici della TIA (il corrispettivo, i criteri per la determinazione della TIA, l'assenza di norme riguardanti l'accertamento, le sanzioni e il contenzioso, la natura dei soggetti che svolgono il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ecc..), la natura di corrispettivo privatistico della TIA, precisando che non è possibile desumere la natura tributaria della TIA dall'unica circostanza che le relative controversie siano attribuite alla giurisdizione tributaria. A tale ordinanza si sono succedute poi una serie di decisioni giurisprudenziali contrarie a quest ultima interpretazione: 1. l'ordinanza n. 64/2010 della Corte Costituzionale con la quale viene ribadita la natura tributaria della TIA; V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 14

15 2. la recentissima sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, n del 08/03/2010, depositata in data 08/04/2010, la quale, facendo proprio quanto affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 238/2009, ha affermato la natura tributaria della Tariffa di Igiene Ambientale. Anche l ANCI IFEL in una circolare inviata agli Enti Locali fornisce alcune indicazioni e linee di indirizzo sottolineando il fatto che proprio in considerazione che la TIA va considerata un tributo sono necessarie una serie di azioni conseguenti, tra cui quella che l Ente, nel deliberare le tariffe per l anno 2011, dovrà tener conto del costo del servizio pagato al lordo dell IVA. Pur se l'evoluzione giurisprudenziale dell'ultimo anno ed ancor di più quella degli ultimi mesi sembra voler stravolgere completamente la nozione giuridica della Tariffa di Igiene Ambientale, da entrata comunemente ritenuta extra tributaria ad entrata tributaria, il Comune di Venezia, così come gli altri comuni interessati, in attesa che fosse fatta chiarezza da parte del Governo, ha continuato con l applicazione dell IVA. Il legislatore, con il decreto legge 31 maggio 2010, n 78, all art. 14 comma 33 : Le disposizioni di cui all'articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, si interpretano nel senso che la natura della tariffa ivi prevista non è tributaria. Le controversie relative alla predetta tariffa, sorte successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, rientrano nella giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria ha definitivamente stabilito la non tributarietà della tariffa di cui al 238/2006, e quindi la corretta applicazione dell IVA: Nel merito degli anni precedenti gli elementi che hanno indotto il Comune a considerare la TIA un corrispettivo, sono costituiti dal fatto che la TIA risulta soggetta ad IVA ai sensi dell'art. 6. comma 13. legge n 133 del 1999 e del d.m. n 370 del 24 ottobre 2000." Tale norma dispone che Le somme dovute per i servizi di fognatura e depurazione resi dai comuni fino al 31 dicembre 1998 e riscosse successivamente alla predetta data non costituiscono corrispettivi agli effetti dell IVA.Non costituiscono, altresì corrispettivi agli effetti dell IVA le somme dovute ai comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani reso entro la suddetta data ( ) e riscosse successivamente alla stessa, anche qualora detti enti abbiano adottato in via sperimentale il pagamento del servizio con la tariffa, ai sensi dell 'articolo 31, comma 7, secondo periodo, della legge 23 dicembre 1998, n. 448". La norma in questione chiarisce che le somme dovute ai comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti reso entro il 31 dicembre 1998 (anche se fatturate successivamente) non siano assoggettabili ad IVA e questo rimane valido anche nel caso in cui i comuni abbiano successivamente adottato in via sperimentale la TIA. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 15

16 Inoltre l art. 77 bis, comma 30 del d.l. n. 112 del 2008, dispone che resta confermata per il triennio , la sospensione del potere degli enti locali di deliberare aumenti dei tributi, delle addizionali, delle aliquote ovvero delle maggiorazioni di aliquote di tributi ad essi attribuiti con legge dello Stato, fatta eccezione per gli aumenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani (TARSU). La circostanza che tra i tributi locali sia prevista la deroga solo per la Tarsu e che non sia stato espresso nessun richiamo specifico alla TIA determina di fatto la conferma che quest ultima non possa essere considerata di natura tributaria. Per ultimo il Ministero dell Economia e delle Finanze con la circolare 3/DF, datata 1 novembre 2010, non solo conferma che la Tariffa, introdotta dal D.Lgs. 152/2006, è soggetta ad IVA alla luce dell introduzione delle disposizioni contenute nel D.L. n. 78 del 2010 (art. 14, comma 33) ma ribadisce la convinzione dell assoggettabilità ad IVA anche della tariffa di cui al D.Lgs. 22/97, come già in precedenza affermato nella circolare, n. 111 del 21 maggio 1999 e nelle risoluzioni dell Agenzie delle Entrate del 5 febbraio 2003 e n. 250 del 17 giugno 2008, partendo dalla considerazione che, in sede di conversione del decreto legge 78 del 2010, il Governo ha accolto l ordine del giorno presentato dall On.le Bruno Murgia in base al quale il comma 33 dell articolo 14 deve essere interpretato sulle basi che anche la tariffa di cui al D.Lgs. 22/97 non ha natura tributaria. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 16

17 2. 1 I PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO La gestione dei rifiuti urbani e dei servizi per la tutela igienico sanitaria dell ambiente e della cittadinanza è svolta da Veritas nel rispetto dei seguenti principi EGUAGLIANZA ED IMPARZIALITÀ L erogazione del servizio è ispirata ai principi di eguaglianza dei diritti dei cittadini e di equità garantendo parità di trattamento a tutti i Cittadini, garantendo, inoltre, il rispetto della persona senza distinzione di sesso, razza, nazionalità, religione o lingua. Nell erogazione del servizio Veritas garantisce che i comportamenti del personale nei confronti dei cittadini siano ispirati a criteri di imparzialità, obiettività e neutralità QUALITÀ E SICUREZZA Veritas si impegna a garantire la qualità dei servizi forniti all utente non solo nel rispetto delle norme legislative, ma anche e soprattutto nella scelta dei materiali, di lavorazioni e tecnologie non inquinanti che garantiscano la sicurezza e la tutela della salute del cliente CONTINUITÀ Veritas si impegna ad erogare il servizio in maniera continua, regolare e senza interruzioni. I casi di sospensione o riduzione del servizio possono derivare solo da cause indipendenti dalla volontà di Veritas (impedimenti di terzi, eventi naturali, scioperi). L azienda si impegna ad adottare misure volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, sia pubblici e sia privati, e limitando al minimo necessario i tempi che dovessero crearsi per il disservizio. Tali precauzioni saranno adottate anche in caso di sciopero del proprio personale, evidenziando le modalità di astensione dal lavoro ed i servizi minimi assicurati anche d accordo con le Organizzazioni Sindacali PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA Ogni utente, singolarmente o tramite associazioni dei Consumatori espressamente delegate, ha il diritto di richiedere le informazioni che lo riguardino, secondo le modalità previste dalla legge 241/90 e del DPR 184/06 e dall apposito regolamento aziendale. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 17

18 L utente può presentare reclami ed istanze, produrre memorie e documenti, formulare suggerimenti per il miglioramento del servizio. Veritas si impegna a dare riscontro alle segnalazioni e proposte dell utente garantendo risposte chiare e tempestive. Le valutazioni fornite dai cliente e dalle associazioni di categoria saranno utilizzate per la verifica periodica della qualità del servizio. Veritas si impegna, entro il 2011 a redigere ed a ufficializzare la carta dei servizi, strumento fondamentale per disciplinare i diritti e degli utenti CORTESIA Veritas si impegna a curare in modo particolare il rispetto e la cortesia nei confronti degli utenti PRIVACY Veritas si impegna a garantire che il trattamento dei dati personali avvenga nel rispetto delle disposizioni di cui al D. Lgs. 196/ CHIAREZZA E COMPRENSIONE DEI MESSAGGI Veritas si impegna a garantire procedure amministrative che siano chiare ed il più semplici possibili garantendo la massima attenzione nelle comunicazioni scritte e verbali rivolte all utente e proponendo un linguaggio che sia comprensibile e che non consenta errate interpretazioni EFFICACIA ED EFFICIENZA Veritas si impegna a proporre continui miglioramenti del livello di efficacia e del grado di efficienza del servizio, adottando le necessarie soluzioni tecnologiche, organizzative e procedurali, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell ambiente, e promuovendo attività di formazione ed informazione continue del proprio personale INFORMAZIONE AGLI UTENTI Veritas assicura una chiara ed esaustiva informazione circa le modalità di prestazione dei servizi e di tutti gli elementi relativi alla fatturazione dei corrispettivi agli utenti, tramite appositi avvisi, comunicati sulla stampa locale, opuscoli ed internet. L azienda assicura un informazione tempestiva sulle eventuali variazioni delle modalità di erogazione del servizio. Sono anche attive diverse linee di comunicazione, telefoniche e telematiche, la cui funzionalità viene controllata periodicamente. V E R I T A S S. P. A. - R e v Pagina 18

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