Premessa. Le Società ICT in-house di Regioni e Province Autonome: Rapporto 2009

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1 Premessa A poco più di un anno dalla sua costituzione, Assinter presenta al mondo economico, politico e istituzionale il Primo Rapporto dedicato alle Società ICT in-house di Regioni e Province Autonome. Si tratta della nostra prima indagine in profondità, che nasce dalla volontà di contribuire concretamente all analisi dello scenario nazionale in cui si attua la Società dell Informazione. Con questo studio si avvia un percorso di discussione comune sul ruolo delle Società in-house nei processi di innovazione e di modernizzazione delle Amministrazioni Pubbliche. Assinter nasce, infatti, per favorire il confronto permanente tra le Società ICT regionali e per mettere in comune strategie, esperienze, competenze e progetti. Riteniamo che il supporto alla cooperazione interregionale e la pratica del riuso siano cruciali nel cambiamento dei processi organizzativi della Pubblica Amministrazione e nell estensione dell innovazione su tutto il territorio nazionale. In questo senso, preservare, valorizzare e mettere in circolo soluzioni e competenze provenienti da contesti territoriali, organizzativi e culturali diversi significa rendere disponibili, a vantaggio di tutti, le migliori soluzioni realizzate. Il Primo Rapporto costituisce, quindi, un passo concreto che Società ICT in-house di Regioni e Province Autonome muovono di concerto, proponendosi, a tutti gli attori nazionali, come una rete attiva di collaborazione e scambio. La prima parte di questa pubblicazione raccoglie i dati quali-quantitativi più significativi del settore ICT, offrendo un ampio quadro delle risorse e degli interventi prioritari nelle diverse aree di tutto il territorio italiano. Ricordiamo che, negli ultimi dieci anni, Regioni e Province Autonome hanno quadruplicato i propri investimenti nel settore ICT. Per le Amministrazioni, lo sviluppo di sistemi, infrastrutture, beni e servizi di IT e TLC rappresenta ormai uno strumento strategico per il mi- glioramento delle proprie prestazioni. Si tratta di comprendere come consolidare i cambiamenti avviati e come, contestualmente, aumentare l efficacia dei servizi per il cittadino e le imprese. La seconda parte del Rapporto è finalizzata al panorama completo delle Società in-house, con una puntuale descrizione dei modelli organizzativi adottati e delle relazioni attivate con i diversi attori locali, pubblici e privati. Vengono così illustrate le diverse realtà gestionali e amministrative, con l obiettivo di evidenziarne le specificità. Tracciare in questo modo il quadro analitico dell ecosistema in cui operano le Società in-house regionali mette in evidenza le occasioni, le opportunità e le potenzialità, che possono scaturire dall attivazione di proficui meccanismi di cooperazione e collaborazione a livello locale e nazionale. Basti pensare che, degli 860 milioni di Euro circa di ricavi previsti dall attività delle Società in-house per l anno corrente, ben il 46% sarà reinvestito in attività esternalizzate e acquisti di beni e servizi nel mercato privato locale, generando così sul territorio un indotto di circa 400 milioni di Euro. Il Rapporto Assinter 2009 è il primo di una serie di progetti di studio e approfondimenti che Assinter e le sue Associate intendono realizzare e proporre agli attori e ai protagonisti di settore. Diverse sono le attività realizzate dalla nostra Associazione nell ultimo anno: dalla raccolta sistematica e la diffusione di dati e informazioni riguardanti il mondo ICT in-house, alla creazione di momenti d incontro e di discussione tra le società associate, dalla diffusione delle conoscenze attraverso l organizzazione di seminari tematici, al contributo all interpretazione delle norme di settore. Alla base di questo forte impegno, vi è la consapevolezza che solo attraverso una visione comune sarà possibile mettere in pratica il necessario collegamento tra società, mercato e istituzioni, utile alla collettività e allo sviluppo del Sistema Paese. Il Presidente Presidente Renzo Rovaris 1

2 Si ringrazia per la collaborazione il CISIS - Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici.

3 Sommario Introduzione Introduzione e impianto metodologico 6 Le Regioni e le Province Autonome: inquadramento 7 Il piano egov 2012 e il livello regionale 8 Le ICT nelle Regioni e Province Autonome 10 La spesa ICT Previsioni di spesa 2009 e prime anticipazioni Le priorità d intervento ( ) 13 Capitolo 1: le Società in-house Il panorama 16 Dimensioni delle Società ICT in-house 17 Valore aggiunto su fatturato 23 Esternalizzazioni rapportate al fatturato 24 Esternalizzazioni rapportate al costo del personale 25 I modelli di governance 26 I modelli contrattuali delle in-house 28 La customer satisfaction e il suo impatto contrattuale 30 I modelli organizzativi delle ICT in-house 31 Gli organi societari e il governo dell Azienda 31 Le funzioni aziendali 32 Dirigenti e quadri 33 Il turnaround permanente 33 Tendenze evolutive 34 La congruità dei corrispettivi 35 Benchmarking delle tariffe per i servizi professionali 35 Le metriche utilizzate 41 Sviluppo e manutenzione 41 Servizi continuativi 43 L attuazione della Legge Bersani 44 Modalità di attuazione delle norme in materia di reclutamento del personale 51 Capitolo 2: le attività prioritarie Gli strumenti di pianificazione strategica e operativa 56 Le priorità strategiche delle in-house 56 Infrastrutture di rete e di TLC 56 Infrastrutture IT (hardware) 57 Piattaforme IT e strumenti/soluzioni abilitanti 57 Applicativi di sistema (ERP) 58 Applicativi verticali 58 Capitolo 3: le in-house all interno dell ecosistema delle Imprese ICT La generazione di opportunità per l ecosistema 63 I rapporti con le associazioni imprenditoriali 65 Le strategie regionali di cooperazione 69 Le community network locali e le azioni di coordinamento territoriale 69 La cooperazione interregionale 70 Il ruolo delle in-house a supporto delle politiche regionali 71 Capitolo 4: Assinter Presentazione: ruolo e missione 74 Organizzazione 75 Attività 76 I Technical Meeting 76 La base di conoscenza di Assinter e il paradigma del riuso 77 I rapporti con le associazioni di categoria e con le imprese ICT a capitale privato 78 Il contributo alla revisione delle norme di settore 79 Indice delle tabelle 80 Indice delle figure 81 3

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5 Introduzione 5

6 dente ed il Segretario Generale di Assinter e con un rappresentante del CPSI/CISIS (Comitato Permanente Sistemi Informatici/Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici). Introduzione e impianto metodologico L Associazione delle Società per l Innovazione Tecnologica nelle Regioni (d ora in avanti, Assinter) riunisce aziende a capitale interamente pubblico che operano nel settore dell informatica per la Pubblica Amministrazione secondo il modello in-house providing. Assinter nasce nel 2008 avendo tra le proprie finalità la valorizzazione delle esperienze e delle attività delle proprie Aziende associate, favorendo la loro cooperazione e creando opportunità per il trasferimento di competenze e best practices nell ambito delle tecnologie per l informazione. La volontà di promuovere la cultura della cooperazione non può prescindere dalla condivisione delle informazioni, elemento fondamentale di una crescita che risulta ancora più importante se riferita ad attori che operano al servizio della Pubblica Amministrazione. Questo Rapporto offre un panorama aggiornato delle Società regionali ICT (Information and Communication Technologies) analizzandone le principali caratteristiche aziendali e mappandone l evoluzione organizzativa e programmatica. L analisi è stata condotta mediante una rilevazione di carattere sia quantitativo che qualitativo e la rilevazione dei dati si è conclusa nell aprile La raccolta delle informazioni e dei dati è stata eseguita mediante la somministrazione di un questionario e il team di analisti Netics ha approfondito i temi più importanti realizzando interviste face to face con i top manager delle Aziende oggetto della ricerca, col Presi- Hanno collaborato all indagine: CSI Piemonte CUP 2000 SpA Datasiel SpA INVA SpA Informatica Trentina SpA InnovaPuglia SpA Insiel SpA LAit SpA Lepida SpA Lombardia Informatica SpA SardegnaIT Srl Sicilia e-innovazione SpA Sicilia e-servizi SpA Webred SpA Informatica Alto Adige SpA non ha partecipato a questa rilevazione perché ha aderito ad Assinter solo dal mese di Ottobre Le informazioni relative alle pianificazioni strategiche ed agli ambiti progettuali ritenuti prioritari sono state rilevate in parte durante le interviste, in parte attraverso l analisi dei documenti programmatici più recenti resi disponibili (Piani Industriali, Piani di Attività, Piani Strategici, Piani Operativi ecc.). La sezione del Rapporto dedicata alla congruità dei corrispettivi mette a confronto i dati rilevati mediante i questionari e relativi alle tariffe professionali con dati analoghi che fanno riferimento al mercato privato e, più nello specifico, a grandi realtà societarie confrontabili per dimensione, organizzazione ed importanza. Le attività operative utili alla realizzazione del Rapporto sono state condotte da Netics con la supervisione, il controllo e l indirizzo di un Comitato Scientifico composto da rappresentanti di Assinter. 6

7 Le Regioni e le Province Autonome: inquadramento Le Regioni e le Province Autonome italiane rivestono un ruolo centrale nel processo di innovazione della Pubblica Amministrazione: ruolo duplice, in quanto focalizzato sul fronte interno (innovazione delle macchine amministrative regionali ) ma anche su un fronte più sistemico (promozione e sostegno allo sviluppo economico locale, sostegno ai processi di modernizzazione delle autonomie locali). Fin troppo facile cadere nella tentazione di giocare con la parola rete, mettendola in relazione col concetto di federalismo: facile ma comunque efficace, in uno scenario che non può prescindere da un completo ridisegno dell architettura politico-amministrativa del nostro Paese. Nelle pagine di premessa al Rapporto ICAR 2008 il Vice Presidente del CISIS 1 (il Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici) 2 descrive la PA come la più grande azienda italiana di servizi per affermare la centralità delle tecnologie dell informazione e delle comunicazioni al servizio della sostenibilità economica, dell attuazione del federalismo e del miglioramento dell efficienza e della qualità dei servizi della Pubblica Amministrazione. Analizzando la serie storica dei dati relativi agli investimenti in ICT delle Regioni e Province Autonome italiane a partire dagli ultimi anni 90, vediamo come siamo passati da poco meno di 500 miliardi di 1 Interoperabilità e cooperazione applicativa: due anni di lavoro, Rapporto ICAR, Ottobre A partire dal primo settembre 2009, il Vice Presidente del CISIS Gaudenzio Garavini è stato chiamato alla Direzione Generale del Comune di Bologna. vecchie lire agli 1,12 miliardi di Euro nel Spesa più che quadruplicata in dieci anni, coi prezzi di beni e servizi in alcuni casi in caduta libera. Cosa è cambiato, in questi dieci intensissimi anni? Sicuramente da un lato vi è stato un notevole lavoro di informatizzazione di base in molte Regioni del Centro-Sud, rimaste in qualche modo al palo nei primi vent anni di funzionamento. Vi è stato anche un profondo rinnovamento dei sistemi informativi delle Regioni leader, anche grazie all affermarsi dell informatica distribuita e degli strumenti di office automation. Ma ciò che più di ogni altro fattore ha contribuito all esplosione della spesa ICT delle Regioni e delle Province Autonome è riconducibile ad un insieme di iniziative progettuali di sistema, a partire dalle reti regionali (RUPAR): in rispetto al principio di sussidiarietà, gli Enti sovraordinati hanno ritenuto di dover scendere in campo per supportare il sistema delle Autonomie Locali (Comuni, Comunità Montane, Province) in un processo di modernizzazione basato sul pushing tecnologico. E non si è trattato di un operazione di pura e semplice beneficenza tecnologica, quanto piuttosto della concretizzazione di una visione lungimirante: si è capito (in alcuni casi, con decenni di anticipo) che un modello di PA a sistemi informativi sovrapposti e più o meno faticosamente interoperabili fra loro non sarebbe stato sostenibile a lungo. Riprendendo la metafora precedente, si è capito che la più grande azienda italiana di servizi non poteva organizzarsi con un sistema informativo della holding separato da quelli delle filiali. Nel pieno rispetto delle autonomie, si è cercato di ricondurre ad un unico disegno infrastrutturale il variegato mondo di Comuni/Comunità Montane/Province, fissando una serie di paletti che hanno poi dato origine all SPC (Sistema Pubblico di Connettività) e a SPCoop (Sistema Pubblico di Cooperazione). Non è un caso se molte Regioni e Province Autonome hanno voluto normare la materia introducendo il principio di unitarietà dei sistemi 7

8 informativi degli Enti : non si tratta di centralizzazione a livello regionale, quanto piuttosto della presa d atto di un cambiamento imposto dal modello federalista nel senso più ampio del termine. In un Sistema PA che vede cittadini e imprese al centro, la complicazione insita nell architettura istituzionale deve rimanere invisibile all utente finale, come una sorta di scatola nera : si passa quindi dall arcipelago dei sistemi ad un sistema informativo di filiera. In tutto questo continuo modificarsi dello scenario, il mercato ICT ha indubbiamente goduto dei benefici di una crescita a ritmi sostenuti. Crescita, peraltro, che continuerà a manifestarsi anche nell immediato futuro, come vedremo più avanti analizzando i trend di spesa. Provando a scorrere velocemente i fotogrammi del film dell ICT nelle Regioni, si vede come vi sia stato un notevole rimescolamento delle carte sul fronte dell offerta: nuovi player, uscita di scena di nomi storici (da Olivetti a Bull, fino ai più recenti Getronics e EDA Enterprise Digital Architects), nuovi modelli di business. Il tutto accompagnato, probabilmente, da una difficoltà di lettura del cambiamento in essere all interno della PA e più specificamente nel comparto Regioni. Molte aziende non sono forse riuscite a cogliere il significato di questa repentina crescita della spesa, continuando a pensare che le Regioni facessero le stesse cose di prima, soltanto spendendo più soldi in tecnologia. È mancata quindi, e in alcuni casi continua tuttora a mancare, una comprensione chiara e completa del core business del cliente Regione per quanto esso è mutato nel corso degli anni. Nel frattempo è evoluto in maniera significativa il ruolo delle Società ICT in-house, laddove presenti. Evoluzione fortemente legata al mutamento di rotta dei rispettivi Enti affidanti, erroneamente interpretata come ambizione di occupazione impropria di un mercato. Le in-house a capitale regionale, operanti forse non a caso a fianco delle Amministrazioni leader nell innovazione, hanno visto incrementare i propri ricavi in modo rilevante a partire dai primi anni Duemila, in ragione della crescita speculare degli investimenti da parte dei loro azionisti. Rimanendo sempre, forse al netto di qualche eccezione fortunatamente rientrata, al lavoro sul fronte della domanda, presidiando un fronte precompetitivo (si pensi agli interventi infrastrutturali RUPAR-SPC) e/o governando i fabbisogni d innovazione (e le priorità in termini di salvaguardia dell integrazione ex-ante) dei rispettivi affidanti, senza per questo intaccare il ruolo sovrano del mercato. Ciò di cui si sente fortemente il bisogno, smaltita (su entrambi i versanti) la tensione pre e post Legge Bersani, è un patto chiaro tra domanda e offerta ICT a livello di governo regionale e locale: maggiori risorse a fronte di un offerta capace di rinnovare sé stessa, maggiore capacità (e coraggio) di acquistare tecnologia a fronte di una più profonda comprensione del business del cliente. Il piano egov 2012 e il livello regionale Il piano egov 2012, presentato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione nel dicembre 2008, conferma la centralità del livello regionale per tutte le azioni di sistema non specificamente legate a progetti/iniziative afferenti a funzioni rimaste in capo allo Stato col ridisegno del Titolo V della Costituzione. Già nel suo Piano Industriale 3, il Ministro anticipa la sua determinazione a stipulare accordi specifici con tutte le Regioni e Province Autonome italiane: ad oggi (marzo 2009) sono quattro i protocolli d intesa già stipulati con altrettante Regioni (Lombardia, Campania, Veneto, Toscana). Il comune denominatore è riconducibile agli assi prioritari d intervento già da tempo individuati: la diffusione e l utilizzo della CNS/CRS (Carta Nazionale Servizi/Carta Regionale Servizi); l interoperabilità e la circolarità del dato; la dematerializzazione; l abbattimento del digital divide, con una forte focalizzazione sugli 3 Linee programmatiche sulla riforma della Pubblica Amministrazione - Piano Industriale, Ministro per la PA e l Innovazione, 28 maggio

9 aspetti relativi alla distribuzione dei servizi di e-government (Reti Amiche, multicanalità, modello di one-stop-shop ), che probabilmente era mancata nei Piani precedenti, fortemente orientati ai portali e ad una fruizione intermediata dei servizi pubblici on-line da parte dei cittadini/imprese. Nel piano egov 2012 si conferma un modello di governance condivisa, identificando nella Conferenza Unificata Stato/Regioni/Autonomie Locali il tavolo di indirizzo per un processo condiviso e coordinato di adozione e sviluppo dell SPC. Alla Commissione Permanente per l Innovazione nelle Regioni e negli Enti Locali (istituita col Codice dell Amministrazione Digitale) vengono confermate le funzioni istruttorie e consultive in ordine alle politiche riguardanti l innovazione tecnologica di Regioni e Autonomie Locali. Il confronto con le Regioni e le Province Autonome sugli obiettivi e le finalità di egov 2012 risulta da: la condivisione degli ambiti prioritari di intervento (settoriali, territoriali, di sistema, internazionali): le Regioni e Province Autonome rivestono un ruolo significativo non limitatamente all ambito territoriale, venendo coinvolte più complessivamente in tutte le iniziative che andranno a toccare settori strategici quali ad esempio le infrastrutture (banda larga), la dematerializzazione, la mobilità, il turismo, le scuole ecc.; l intento condiviso di sviluppo, promozione e potenziamento dei servizi di accesso ai servizi della PA da parte di cittadini e imprese, con particolare riferimento alle Reti Amiche e a Linea Amica; il ruolo centrale della Commissione Permanente sull Innovazione istituita ai sensi dell'art. 14, comma 3-bis del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 come sede naturale di confronto e concertazione delle varie iniziative; la condivisione della logica di collaborazione per obiettivi e della conseguente necessità di un azione comune finalizzata al reperimento delle risorse finanziarie da destinare all innovazione tecnologica della PA. Inoltre, la conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha proposto un piano di integrazione per il biennio , identificando dodici progetti prioritari da avviare utilizzando la Commissione Permanente come tavolo di confronto e di lavoro. Rispetto alla visione originaria del Governo, si rifocalizzano gli obiettivi territoriali (inizialmente di esclusiva competenza statale) col duplice obiettivo di rispondere con maggiore adeguatezza ai vincoli derivanti da un architettura istituzionale in movimento (federalismo fiscale, piena attuazione del riformato Titolo V della Costituzione) e di salvaguardare un insieme quantitativamente e qualitativamente rilevante di iniziative e progetti avviati a livello territoriale a partire dalla prima fase del Piano Stanca. Si viene in questo modo a configurare un piano straordinario, proiettato sul biennio , dentro al quale vengono posizionate iniziative ritenute abilitanti per l attuazione del federalismo e anticongiunturali. In piena sintonia col Piano Industriale della PA, le tecnologie dell informazione vengono considerate il driver primario per un piano di riefficientamento complessivo e per una drastica riduzione dei costi di funzionamento delle Amministrazioni pubbliche. Inoltre, la piena integrazione dei servizi pubblici in Rete (anche attraverso le Reti Amiche e il Numero Unico della PA) garantisce una riduzione significativa dei costi di accesso per cittadini e imprese, contribuendo a incrementare il livello di competitività del Sistema Paese. Questo Piano Straordinario 2010 identifica 12 progetti di sistema: 4 progetti a supporto dell attuazione del federalismo: catasto e fiscalità, infomobilità, lavoro e sanità; 8 progetti di contrasto della crisi economica: reti di servizio (estensione a livello regionale delle Reti Amiche e Numero Unico della PA), dematerializzazione, circolarità anagrafica, sistemi informativi territoriali, beni culturali, banda larga, strumenti di accesso (CNS/CRS), dispiegamento SPConn (Sistema Pubblico di Connettività), dispiegamento SPCoop. 9

10 Questi progetti di sistema potrebbero generare investimenti, nel triennio , pari a circa 300 milioni di Euro. Le ICT nelle Regioni e Province Autonome. La spesa ICT Le Regioni e Province Autonome italiane hanno speso 5, nel 2008, poco più di 1,12 miliardi di Euro in beni e servizi per l ICT. Più in dettaglio, la spesa è così rappresentabile (vedi Tabella 1). Relativamente alle sole Regioni e Province Autonome che possiedono/controllano almeno una società ICT inhouse 6, la spesa complessiva in ICT per il 2008 è stata pari a 733 milioni di Euro. Entrando nel dettaglio della spesa IT, si vede come la spesa per lo sviluppo/gestione dei sistemi informativi interni (o aziendali ) delle Regioni e Province Autonome pesi per il 37% circa del totale. Il rimanente 63% è distribuito tra spesa IT per la Sanità (Assessorati Regionali, ma 4 Tutti i dati riportati in questo capitolo sono desunti dal Rapporto Netics Le ICT nelle Regioni e Province Autonome del giugno 2008 e sono stati raccolti attraverso l erogazione di questionari e, in alcuni casi, l elaborazione di dati dai bilanci di previsione 2008 delle Amministrazioni (quattro in tutto) che non hanno risposto al questionario. 5 Il dato è riferito agli importi stanziati (al netto dell IVA) per acquisto di beni e servizi ICT e comprende la spesa IT delle Amministrazioni, dei Consigli Regionali e delle Agenzie Regionali (ARPA, Agenzie Sanità, Strade ecc.). Nella spesa ICT delle Regioni sono compresi anche gli acquisti di beni e servizi ICT degli Assessorati Regionali alla Sanità (non quelli riconducibili direttamente alle ASL/ASO). Quanto detto spiega gli scostamenti dei dati rilevati da Netics rispetto ad altri lavori di ricerca che generalmente si limitano a considerare la spesa ICT governata dalle Direzioni riconducibili alle sole Amministrazioni Regionali (Sistemi Informativi, TLC, Società dell Informazione ecc.). Macro area geografica IT TLC TOTALE Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole Totale Italia % 23% Spesa IT Regioni 22% 41% Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole Tabella 1: Spesa ICT totale Regioni e Province Autonome (2008). (dati in migliaia di Euro) Figura 1: Spesa IT Regioni e Province Autonome. 10

11 anche in alcune Regioni acquisti di beni e servizi IT i cui fruitori sono le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere) e per altri interventi, generalmente indirizzati agli Enti Locali o ad iniziative in favore di cittadini e imprese (infrastruttura e servizi di portale ). Più in dettaglio, l articolazione della spesa IT riferita al 2008 è così rappresentabile (vedi Tabella 2). A livello medio nazionale, il 52,5% del budget IT è assorbito dalla gestione corrente, con una punta del 62% al Nord- Ovest. Al Nord-Est e al Centro la spesa per investimenti supera (sia pure di poco) quella corrente. 15% 29% Spesa TLC Regioni 19% 37% Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole Figura 2: Spesa TLC Regioni e Province Autonome. Macro-area geografica Spesa IT Sistema inf. totale interno Sanità Altro Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole Totale Italia Tabella 2: Spesa IT Regioni e Province Autonome per macro-aree geografiche (2008). (dati in migliaia di Euro) 6 Dati riferiti alle Regioni che possedevano/controllavano almeno una società in-house (effettivamente operativa) alla data del 31 maggio Nel caso della Regione Emilia-Romagna, è stata conteggiata solamente la spesa ICT dell Assessorato alla Sanità, in presenza di una in-house (CUP 2000) operante esclusivamente in questo settore. Alla data di rilevazione, infatti, il volume di affidamenti in-house verso l altra in-house regionale (Lepida SpA) non era ancora significativo. Figura 3: Suddivisione della spesa IT (dati in migliaia di Euro) 11

12 Previsioni di spesa 2009 e prime anticipazioni Secondo le previsioni degli analisti Netics (suffragate dalle dichiarazioni dei responsabili dei sistemi informativi delle Regioni che hanno partecipato alla rilevazione 2008), la spesa IT delle Regioni è destinata a crescere dell 8,5% circa nel prossimo triennio, per arrivare a 1,10 miliardi di Euro nel Nel 2009 l incremento previsto si attesta intorno al 2,02% 7, con una contrazione significativa della voce gestione (spesa corrente). Alcune Amministrazioni, soprattutto tra quelle classificabili come top spender IT, hanno iniziato a beneficiare degli effetti positivi derivati da operazioni di downsizing effettuate tra il 2000 e il 2006 (dismissione/esternalizzazione di mainframes, riscrittura di applicativi su architetture Open) riuscendo a razionalizzare una spesa corrente peraltro condizionata dal patto di stabilità e in qualche misura costretta a calare. Figura 4: Trend spesa IT Regioni e Province Autonome ( ). Gli investimenti in nuovi progetti, nel 2009, dovrebbero crescere di 60 milioni di Euro circa, la grande maggioranza dei quali attribuibili a regioni del Sud/Isole (Sardegna, Puglia e Sicilia fra tutte). Per il ci si aspetta una crescita ulteriore degli investimenti, dovuta in larga misura a grandi gare previste (CRS di Regione Lombardia, prima fra tutte) e a progetti cofinanziati con fondi comunitari per le regioni del Sud e Isole. 7 Il dato relativo alla previsione di crescita della spesa IT 2009, a suo tempo quantificato da Netics intorno al 4,5%, è stato rivisto al ribasso assestandolo al 2,02% tenendo conto delle dichiarazioni di alcuni CIO di Regioni e Province Autonome e dei tagli di budget già annunciati ufficialmente. 12

13 In questo scenario timidamente ottimistico permane un elemento d incertezza sulle risorse finanziarie di derivazione statale e comunitaria (a partire dai fondi FAS e FESR) che in molti casi soprattutto al Sud rappresentano (ancora sulla carta) la fonte principale di finanziamento dell innovazione. È quindi possibile che nel corso del 2009 si debba aggiustare al ribasso il dato di previsione di spesa ICT, in funzione delle decisioni che il Governo assumerà in materia di rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e di quanto prevarrà la componente edilizia all interno del piano infrastrutturale. Ancora una volta, si rischia di perdere un occasione non riuscendo a comprendere a livello di Sistema Paese la strategicità delle tecnologie dell informazione e delle comunicazioni come infrastruttura abilitante dello sviluppo economico. Da una parte a livello di rapporti Stato-Regioni si dichiara di voler dar vita a progetti ambiziosi di digitalizzazione della PA, e contemporaneamente si tagliano le risorse disponibili destinandole ad ambiti più tradizionali. Pare essere scarsa la disponibilità da parte dei grandi decisori delle politiche pubbliche a ragionare in termini strategici considerando le infrastrutture ICT (e non ci si riferisce esclusivamente alle reti in banda larga) come volano per una ripresa del sistema economico-finanziario nel suo complesso, anche se come detto in precedenza nel Piano Straordinario 2010 si fa esplicito riferimento a nuovi progetti ICT come misure anticongiunturali. Per quanto riguarda le telecomunicazioni (TLC), le previsioni di crescita per il 2009 rispetto all anno precedente si assestano intorno al 6% e sono riferibili a due ambiti principali d intervento: l infrastrutturazione VoIP delle sedi di Regioni e Province Autonome e, in misura decisamente più consistente, lo sviluppo delle reti in banda larga (azioni finalizzate alla riduzione del digital divide). Va detto che questa è la componente a maggior rischio di tagli in itinere qualora dovesse mutare significativamente il quadro complessivo delle risorse relative alla programmazione comunitaria Le priorità d intervento ( ) Al primo posto nelle priorità di intervento/investimento per il triennio , le Regioni e Province Autonome intervistate mettono, quasi all unanimità, la Sanità. Il motivo è evidente e risiede interamente nella volontà di affidare alle tecnologie dell informazione il compito di supportare le politiche, sempre più rigide, di contenimento della spesa sanitaria complessiva. Un riscontro immediato è fornito da un analisi più approfondita del cosa si pensa di fare in Sanità: il Fascicolo Sanitario Elettronico, le soluzioni RIS/PACS 8, il ricorso sempre più cogente alle piattaforme di e-procurement per l acquisto di beni e servizi rappresentano la maggioranza dei progetti in fase di attivazione. Dematerializzazione, peraltro, è il termine più ricorrente a livello generale nei progetti che le Regioni e Province Autonome stanno per avviare o hanno già avviato nei mesi scorsi: che si tratti di cedolini paga o di fascicoli del dipendente, di documenti afferenti al ciclo passivo (ordini - fatture - mandati), di atti amministrativi in genere e via di questo passo. Anche in questo caso, la volontà di investire in tecnologia è strettamente correlata all esigenza di contenere la spesa complessiva delle Amministrazioni. Lo spostare i documenti dalla carta ai bit è un operazione che consente risparmi di decine di milioni di Euro all anno in una Regione di medie dimensioni. Di seguito, riportiamo in aggregato la percentuale di Regioni e Province Autonome che dichiarano un aumento di spesa di previsione 2009 per investimenti rispetto agli ambiti elencati. 8 RIS: Radiology Information System; PACS: Picture Archiving and Communication System. 13

14 I dati riportati sono stati raccolti da Netics per la realizzazione del Rapporto 2008 sulle ICT nelle Regioni e Province Autonome e rappresentano fedelmente quanto dichiarato dai rispondenti all indagine. Figura 5: Previsione di incremento della spesa per investimento delle Regioni e Province Autonome (2009). 14

15 Capitolo 1: le Società in-house 15

16 Regioni che dispongono di Società ICT Pubbliche Regionali Il panorama Le Aziende pubbliche controllate dalle Regioni e Province Autonome e che operano nel settore dell informatica sono 17. Di queste, 14 possono dirsi propriamente in-house providing, ovvero a capitale interamente pubblico; le restanti operano invece a capitale misto. Di seguito riportiamo per ciascuna Regione e Provincia Autonoma le Società pubbliche ICT corrispondenti. Piemonte CSI Piemonte Società ICT in-house providing Liguria Datasiel SpA Società ICT in-house providing Valle d Aosta INVA SpA Società ICT in-house providing Lombardia Lombardia Informa ca SpA Società ICT in-house providing Prov. Aut. Bolzano Informa ca Alto Adige SpA Società ICT in-house providing Prov. Aut. Trento Informa ca Tren na SpA Società ICT in-house providing Friuli Venezia Giulia Insiel SpA Società ICT in-house providing Emilia Romagna Lepida SpA CUP 2000 SpA Società ICT in-house providing Umbria Webred SpA Società ICT in-house providing Lazio LAit SpA Società ICT in-house providing Sardegna Sardegna IT Srl Società ICT in-house providing Puglia InnovaPuglia SpA Società ICT in-house providing Molise Molise Da SpA Società ICT pubblica a capitale misto Abruzzo Abruzzo Engineering SCpA Società ICT pubblica a capitale misto Sicilia Sicilia e-innovazione SpA Sicilia e-servizi SpA Società ICT pubbliche a capitale misto Tabella 3: Società ICT pubbliche di Regioni e Province Autonome. A fianco: In rosso sono riportate le Società ICT in-house associate ad Assinter. Ad oggi, l Associazione ricomprende tutte le Società ICT in-house providing, a capitale interamente pubblico, presenti sul territorio nazionale. 16

17 Dimensioni delle Società ICT in-house Rispetto ai valori disponibili, l insieme delle Società ICT inhouse sviluppa per il 2008 un fatturato complessivo di circa 780 milioni di Euro 9. Nelle tabelle che seguono, abbiamo isolato i dati relativi alle realtà societarie costituite più di recente perché poco omogenei e difficilmente confrontabili. Nel triennio osserviamo un incremento medio di fatturato pari al 4,91%. A fianco riportiamo per completezza i dati di dettaglio rilevati rispetto alle in-house di più recente costituzione. Fa urato Prev. % complessivo (migliaia di Euro) CSI ,07% CUP ,07% DATASIEL ND 20,95% LAIT ,40% INFORMATICA TRENTINA ,85% INSIEL ND -7,42% INVA ,66% LOMBARDIA INFORMATICA ,80% WEBRED ND -3,42% Totali ,91% Tabella 4: Andamento del fatturato ICT in-house. Fa urato Prev. % complessivo (migliaia di Euro) LEPIDA ND ND ND SARDEGNAIT * ND ND SICILIA E-SERVIZI ND 221,28% SICILIA E-INN ,48% INNOVAPUGLIA * ND ND ND ND 9 Il valore riportato supera la spesa complessiva in ICT riportata nel paragrafo La spesa ICT nel 2008 delle Regioni che hanno una in-house poiché le in-house erogano servizi anche ad altri Enti. Tabella 5: Andamento del fatturato ICT in-house delle realtà di più recente costituzione. * Nota: i dati 2008 di SARDEGNAIT e INNOVAPUGLIA riportati in tabella derivano dal bilancio di previsione. 17

18 Figura 6: Incremento percentuale del fatturato ICT in-house ( ). Figura 7: Fatturato complessivo ICT in-house (2008). 18

19 Valore aggiunto per dipendente Il valore aggiunto annuo per dipendente, a livello medio, si attesta a Euro. Nel presente paragrafo e in quelli che seguono non abbiamo tenuto conto delle due in-house siciliane per le quali i calcoli non risultano comparabili rispetto alle altre realtà analizzate. Sicilia e-innovazione SpA opera esclusivamente come stazione appaltante e di program/project management mentre Sicilia e-servizi SpA, per effetto dell articolo 11 della Convenzione Quadro stipulata con la Regione Siciliana, svolge le proprie attività per il tramite di Sicilia e-servizi Venture scrl (società privata che detiene il 49% delle azioni di Sicilia e-servizi SpA). Ne consegue che le due Società gestiscono le proprie operatività in maniera differente rispetto alle altre in-house. Valore aggiunto 2008 Dipenden 2008 VA/dipendente CSI CUP DATASIEL LAIT INFORMATICA TRENTINA INSIEL INVA LEPIDA LOMBARDIA INFORMATICA SARDEGNAIT WEBRED INNOVAPUGLIA Totali * ** Tabella 6: Dati dimensionali delle Società ICT in-house (2008). * Il totale dei dipendenti non considera, in questa tabella, i dipendenti di Sicilia e-innovazione e Sicilia e-servizi (27 in tutto). **Il valore aggiunto medio per dipendente calcolato sui totali non considera le Società per le quali non è disponibile il dato. Figura 8: Valore aggiunto per dipendente Società ICT in-house (2008). 19

20 Costo del personale Il costo medio del personale calcolato per tutte le inhouse, si attesta intorno ai Euro all anno per unità lavorativa; in dettaglio (vedi Tabella 7). Quanto riportato è rappresentativo di come le realtà analizzate risultino differenti tra loro. Non bisogna dimenticare, infatti, che le in-house, pur condividendo la loro natura, sono nate e si sono strutturate seguendo percorsi indipendenti e legati esclusivamente alle proprie esigenze territoriali ed alle scelte delle proprie Amministrazioni di riferimento. Ogni in-house, come vedremo meglio più avanti, ha le proprie peculiarità organizzative, strutturali, operative e funzionali: risulta quindi evidente che la composizione degli organici sia qualitativamente (in termini di figure professionali necessarie a rispondere ad esigenze specifiche) e quantitativamente disomogenea. Costo del personale 2008 ( ) Dipenden 2008 Costo medio per dipendente ( ) CSI CUP DATASIEL LAIT INFORMATICA TRENTINA INSIEL * INVA LEPIDA LOMBARDIA INFORMATICA SARDEGNAIT * WEBRED Tabella 7: Costo del personale Società ICT in-house (2008). * Nota: i dati 2008 di SARDEGNAIT e INSIEL riportati in tabella derivano dal bilancio di previsione. Figura 9: Costo medio del personale (dati in migliaia di Euro) 20

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