SCHEDA PROGETTO AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA CAREGGI. Responsabile del progetto: Cristina Poggiali - Coordinatore di progetto: Paola Gabrielli

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1 SCHEDA PROGETTO AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA CAREGGI Codice regionale: RT2C00039 Responsabile del progetto: Cristina Poggiali - Coordinatore di progetto: Paola Gabrielli CORData per il paziente oncologico Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale L Azienda Ospedaliero - Universitaria Careggi (A.O.U.C.) costituisce un insediamento sanitario di riferimento della Regione Toscana e svolge il ruolo di Ospedale ad Alta Specialità di Interesse Nazionale, comprendente anche il triennio clinico della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell Università degli Studi di Firenze. L insediamento è situato a nord della città e comprende 44 edifici (padiglioni) dei quali 15 adibiti ad attività sanitaria con 1550 posti letto, nei rimanenti padiglioni sono ospitate attività tecniche logistiche e servizi generali su un comprensorio di 74 ha, una superficie coperta di mq. L attuale organizzazione funzionale dell AOUC prevede 13 Dipartimenti Assistenziali Integrati (DAI) ai quali afferiscono tutte le Strutture Organizzative Dipartimentali (SOD) presso le quali sono effettivamente erogate le prestazioni di cura. In totale lavorano presso l Azienda circa 5900 Dipendenti di cui 5490 Operatori del Servizio Sanitario Nazionale e 410 Dipendenti Universitari. La complessiva popolazione presente nel comprensorio di Careggi comprende, oltre al personale aziendale, 2400 studenti e 650 specializzandi, e circa 400 tra assegnisti, frequentatori, volontari, tirocinanti etc, pazienti e ricoverati che, uniti agli accompagnatori e visitatori, rappresentano una comunità di circa persone. Parte integrante dell Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, il cui obiettivo fondamentale è il raggiungimento del più elevato livello di risposta alla domanda di salute, il Dipartimento dei Servizi, che con l adozione del nuovo Atto Aziendale, fonde i precedenti Dipartimenti di Diagnostica per Immagini e di Laboratorio in un unica struttura con funzione di produzione di prestazioni sanitarie, ha come mission quella di consentire alle unità operative di pervenire alle diagnosi attraverso gli accertamenti clinico-diagnostici e strumentali. Il Dipartimento dei Servizi è trasversale a tutte le unità operative afferenti ai vari dipartimenti aziendali e sostiene il processo di rinnovamento dell organizzazione e delle strategie di intervento previste dal nuovo Atto Aziendale consolidando l organizzazione dei servizi in una visione improntata sulla centralità dell utente. In particolare, non solo persegue l innovazione quale processo di creazione di nuovi strumenti organizzativi, tecnologici e produttivi in grado di garantire un appropriata risposta alla crescente domanda di salute e di benessere dei cittadini, ma ricerca anche l appropriatezza clinica ed organizzativa delle prestazioni, nel rispetto dei principi di equità nell accesso alle prestazioni sanitarie. Il Dipartimento si avvale di un sistema informatico per la gestione delle immagini radiologiche di tipo integrato che permette l archiviazione per ogni paziente sia dei dati anagrafici che delle immagini utilizzando il Radiology Information System e il Picture

2 Archiving Communication System (RIS-PACS) e di un sistema informatico per la gestione degli esami di laboratorio (DN LAB) con funzioni avanzate di tracciabilità delle richieste e dei campioni, di collegamento di tutta la strumentazione analitica, di produzione e distribuzione di risultati oltre che di report e stampe. Per entrambi i sistemi è ovviamente garantita l aderenza ai più severi standard di sicurezza e privacy. a. Personale Personale, strutture, tecnologie e produttività I numeri che caratterizzano l attività del Dipartimento dei servizi dell AOUC sono eloquenti: Personale afferente ADO (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica per Immagini Personale afferente ADO (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica di Laboratorio b. Strutture A.D.O. (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica per Immagini

3 E suddivisa al suo interno in Strutture Organizzative Dipartimentali (S.O.D.), di seguito elencate: o DIAGNOSTICA SENOLOGICA (Padiglione Clinica Ostetrico Ginecologica) o MEDICINA NUCLEARE (Padiglione Piastra dei Servizi) o NEURORADIOLOGIA (Padiglione C.T.O.) o RADIODIAGNOSTICA DI EMERGENZA (Padiglione Chirurgia Generale e Pronto Soccorso) o RADIODIAGNOSTICA 1 (Padiglione C.T.O.) o RADIODIAGNOSTICA 2 (Padiglione Clinica Medica) o RADIODIAGNOSTICA 3 (Padiglione Cliniche Chirurgiche) o RADIODIAGNOSTICA 4 (Padiglione Chirurgia Generale e Pronto Soccorso) o RADIOLOGIA DELL'APPARATO DIGERENTE DIAGNOSTICA E INTERVENTISTICA (Padiglione Clinica Medica) o RADIOLOGIA INTERVENTISTICA EXTRAVASCOLARE (Padiglione Clinica Medica) A.D.O. (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica di Laboratorio o ACCOGLIENZA AI SERVIZI DI LABORATORIO (Padiglione Piastra dei Servizi) o LABORATORIO GENERALE (Padiglione Piastra dei Servizi) o MICROBIOLOGIA, VIROLOGIA E SIEROLOGIA (Padiglione Piastra dei Servizi) o IMMUNOEMATOLOGIA E TRASFUSIONALE (Padiglione Piastra dei Servizi) o DIAGNOSTICA GENETICA (Padiglione Piastra dei Servizi) o SICUREZZA E QUALITA (Padiglione 69A) o LABORATORIO E DIAGNOSTICA ISTOCITOPATOLOGICA INTEGRATA (Padiglione Anatomia Patologica) o ISTOLOGIA PATOLOGICA E DIAGNOSTICA MOLECOLARE (Padiglione Anatomia Patologica) o CORE RESEARCH LABORATORY (Padiglione CUBO) c. Tecnologie in uso A.D.O. (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica per Immagini Ecografia, mammografia digitale, radiologia convenzionale, tomografia computerizzata (T.C.), risonanza magnetica (R.M), angiografia digitale (A.D.), PET. A.D.O. (Area Dipartimentale Omogenea) Diagnostica di Laboratorio Sistema di Indagini chimico-cliniche e immunoistochimiche Sistema di Test immunometria in automazione Sistema di Ematologia in routine e urgenza Sistema di Coagulazione Sistema di Cromatografia liquida Spettrometria di massa, per ricerca farmacotossicologica Sistema di Monitoraggio droghe Sistema di Validazione biologica per donazioni emocomponenti Sistema di Sierologia infettivologica Sistema di Determinazione gruppi sanguigni Sistema di Assegnazione sangue

4 Sistema di Automatizzazione Biologia molecolare Sistema di Genotipizzazione HIV Sistema di Determinazione Anticorpi per varie malattie infettive Sistema di Esami colturali microbiologici Sistema di Analisi e amplificazione sequenze DNA Sistema di Automazione per diagnosi genetica di Fibrosi Cistica d. Produttività Il Dipartimento dei Servizi produce in media oltre prestazioni radiologiche all anno, equamente distribuite fra pazienti in carico al pronto soccorso, ricoverati ed esterni, e circa di prestazioni di laboratorio, di cui circa il 70% per ricoverati e il restante 30% per pazienti esterni. Vale la pena evidenziare che negli ultimi anni le prestazioni di diagnostica erogate a pazienti ambulatoriali hanno registrato una costante e progressiva crescita a fronte di un calo dei ricoveri ordinari, a vantaggio del perseguimento di una maggiore appropriatezza assistenziale. Inoltre, su circa prestazioni ambulatoriali erogate dall Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi nel 2013, ben sono state erogate dal Dipartimento dei Servizi. Da qui l importanza strategica che assume in questo dipartimento l attività di accoglienza, intesa come processo complesso influenzato non solo dai rapporti interpersonali operatore/ utente, ma anche dalle informazioni, dal comfort ambientale e dall organizzazione del lavoro. e. Destinatari del progetto Destinatari del progetto sono tutti i cittadini/utenti in carico alle strutture oncologiche dell AOUC, ai quali grazie a questo progetto viene offerta una rete dei servizi integrati il cui successo dipenderà dal coinvolgimento sia del settore della diagnostica (e quindi il Dipartimento dei Servizi) che dell ambulatorio che ha in carico il paziente (del Dipartimento Oncologia). I pazienti oncologici necessitano spesso della creazione di un percorso funzionale per la gestione di alcune situazioni cliniche complesse per le quali il ricovero, in regime ordinario e/o in Day Hospital, risulta inappropriato ma tali da richiedere, comunque, una presa in carico per un inquadramento globale e la definizione della relativa gestione assistenziale in tempi necessariamente brevi. Il progetto, attivo con successo già da due anni, consiste in un modello organizzativo in base al quale non è più il cittadino che ricerca le modalità per soddisfare le sue domande di prestazioni diagnostiche, ma è la

5 struttura ospedaliera che identifica i percorsi di fornitura delle prestazioni necessarie in tempi rapidi, semplificando al cittadino l accesso al percorso, garantendo quindi continuità e razionalità di gestione assistenziale nei percorsi (efficienza) e attenzione alla specificità dei bisogni di salute individuali (efficacia). E il Dipartimento dei Servizi assume un ruolo centrale, perché rappresenta un punto nevralgico di questi percorso, dal momento che il fenomeno dei tempi di prenotazione ed erogazione delle prestazioni è presente in tutte le Aziende dove è attivo un servizio sanitario che assicura livelli di assistenza evoluti come l A.O.U.C. Obiettivi del progetto: Il progetto risponde all esigenza di strutturare un modello per la migliore gestione dei tempi di attesa, basato sull uso sempre più elevato di tecnologia biomedica e sull utilizzo sempre maggiore dei servizi ambulatoriali, che garantisca la presa in carico dei pazienti, in particolare di quelli oncologici, in attuazione della delibera R.T. 774/2011 Progetto Porta. Prestazioni oncologiche, raccordo, terapie e accertamenti in Regione Toscana. Il percorso assistenziale dei pazienti oncologici è spesso costituito da una sequenza predefinita e articolata di prestazioni ambulatoriali e/o di ricovero particolarmente complesso, in particolare per quanto riguarda il percorso extra-ospedaliero, e si rende pertanto necessario migliorare la qualità delle risposte a questa fascia di utenza attraverso una più efficace presa in carico del cittadino che consenta di guidarlo all interno di una rete di servizi, assicurando l interconnessione delle articolazioni che concorrono alle risposte ambulatoriali previste dal percorso diagnostico terapeutico. Facilitare l accesso significa adottare interventi che, in un contesto di appropriatezza gestionale, persegue la logica della globalità dei bisogni del paziente, fra cui la garanzia del percorso diagnostico. La qualità delle cure e/o dei servizi deve essere perseguita ovviamente in modo generalizzato da tutti gli attori, intesa non solo come qualità organizzativa, che riguarda l impiego delle risorse e la struttura organizzativa, o come qualità tecnica relativa al livello di applicazione delle conoscenze scientifiche, delle abilità professionali e delle tecnologie disponibili, ma anche come qualità percepita che si riferisce sostanzialmente a come la struttura sanitaria e gli aspetti relazionali vengono vissuti dai protagonisti del processo assistenziale (utenti ed operatori). E il livello di soddisfazione degli utenti è certamente, tra i fattori di qualità assistenziale, uno dei più rilevanti, legato sostanzialmente agli aspetti che si intende perseguire con il consolidamento di questo progetto avviato con successo già dal 2012, ovvero: - accessibilità ai servizi intesa come garanzia di un percorso che gestisce il Medico Oncologo in collaborazione con il Medico Radiologo, ma anche con il personale amministrativo, che gestisce la programmazione; - aspetti relazionali quali la disponibilità, l accoglienza, la cortesia, il rispetto, la sensazione di essere attore principale del processo assistenziale, mediante l instaurazione di una relazione di aiuto che favorisca l orientamento della persona. Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Il progetto prevede, nello specifico, l attivazione di percorsi di prenotazione ambulatoriale diretta, strumento peraltro utile alla promozione dell appropriatezza prescrittiva attraverso il confronto e la collaborazione dei Medici Clinici e dei Medici Radiologi nell individuazione e nella gestione delle risorse necessarie; inoltre contribuisce alla riduzione del dispendio di energie di Medici e Specialisti legato al non perfetto allineamento temporale delle prestazioni. L attivazione di questi percorsi di prenotazione diretta è resa possibile dalla modalità

6 organizzativa di presa in carico dei pazienti all interno del Dipartimento dei Servizi che prevede, per quanto riguarda l ADO Diagnostica per Immagini: a) un pool di professionisti dedicati alla prenotazione che dispone delle liste di programmazione di tutte le SOD di radiodiagnostica di Careggi e che rappresenta anche la sede unica di destinazione delle richieste di esami di radiodiagnostica dei reparti o ambulatori di Careggi; questo approccio ha garantito la definizione di criteri di priorità da parte dello specialista, in base al quadro clinico, nella formazione delle liste di attesa, assicurando la migliore disposizione logica e temporale delle prestazioni b) un interlocutore unico responsabile della programmazione per i reparti/ambulatori dell AOUC; L Accoglienza ai Servizi di Laboratorio, si inserisce perfettamente in questi percorsi. Da circa tre anni, per i pazienti che provengono dagli ambulatori oncologici, è stato definito un percorso dedicato. Gli utenti accedono direttamente al servizio di accettazione e prelievo in modalità di urgenza e con la visualizzazione on line del referto da parte dell oncologo che li ha in carico. Tutto questo per far si che l utente (spesso immunocompromesso) venga gestito nel più breve tempo possibile per ridurre anche l attesa all interno di una struttura frequentata da circa 400/500 persone al giorno e permettere all oncologo l immediata valutazione per procedere al trattamento specifico. Dalla fine del 2013 il percorso è stato ulteriormente ampliato e riorganizzato, proprio in seguito alla richiesta degli ambulatori oncologici, con l esecuzione dei prelievi da pic (e prossimamente anche da port). In conclusione, a garanzia dell uniformità di accesso alla prestazioni, pur all interno di un percorso preferenziale, dei diritti di soddisfazione degli utenti, dell appropriatezza delle prestazioni e, infine ma non ultimo, della qualità organizzativa, con questo progetto si intende innanzitutto consolidare e ampliare i percorsi già attivati fino ad arrivare alla gestione completa da parte dei prescrittori di tutto il percorso. Per questo motivo i professionisti di entrambe le aree omogenee, partecipano alle riunioni settimanali dei GOM (Gruppi Oncologici Multidisciplinari) nei quali diversi professionisti con competenze diverse (chirurgo, oncologo medico, radioterapista, radiologo) collaborano nella diagnosi e nella cura dei principali tumori. Ciascun Gruppo provvede alla definizione del percorso assistenziale, e all integrazione dei percorsi specialistici e alla discussione dei casi clinici più complessi. Ruolo ed attività previste per i giovani in servizio civile nell ambito del progetto. L inserimento dei volontari prevede sostanzialmente 2 fasi: a) prime quattro settimane: in affiancamento con l OLP o con un suo delegato, si effettuerà l inserimento del volontario nel contesto in cui andrà ad operare, mediante la presentazione agli operatori di ogni ordine e grado con cui dovrà relazionarsi e collaborare; contestualmente si procederà ad una formazione specifica sulle principali attività da svolgere e sull utilizzo degli applicativi aziendali. In sostanza i volontari avranno la possibilità di conoscere e sperimentare l attività di accoglienza, intesa sia come relazione operatore utente che come gestione amministrativa. b) successivamente i volontari entreranno in una fase decisamente più operativa, ma il rapporto numerico tra professionisti e volontari garantisce sul fatto che questi ultimi si troveranno in condizioni ideali per svolgere il loro servizio: saranno infatti inseriti in un gruppo professionale che li proteggerà e li aiuterà a valorizzare questa loro esperienza senza gravarli di responsabilità eccessive. I volontari che negli ultimi anni hanno aderito a progetti attuati nell ambito del Dipartimento dei Servizi hanno apprezzato non solo l opportunità di inserirsi in un contesto lavorativo dinamico ed eterogeneo, ma anche le relazioni umane intrecciate

7 con operatori ed utenti, in una realtà con la quale prima di questa esperienza non erano mai entrati in contatto. Con questo nuovo progetto i volontari avranno la grande opportunità di essere avvicinati dall organizzazione con un approccio bottom up. È logico attendersi che essi si comporteranno sul lavoro dipendentemente da come percepiscono l ambiente in cui operano: se esso è deresponsabilizzante nei loro confronti, scarsamente attento ai bisogni degli utenti, o a quelli dei dipendenti, questi valori diventano parte della cultura di quell organizzazione e il servizio erogato sarà di bassa qualità. Affinché invece ogni anello della catena della produzione di un servizio contribuisca alla buona riuscita degli interventi o della cura, deve prodursi motivazione ad una collaborazione attiva e positiva, che promuova l innovazione e la partecipazione e riduca i conflitti e i disservizi. E i volontari avranno la possibilità di diventare protagonisti di questa preziosa esperienza, al termine della quale realizzeranno che il loro modo di interagire e relazionarsi con l altro è cambiato, che sono in grado di affrontare anche le situazioni più complesse e coinvolgenti emotivamente come capita a chi ogni giorno si deve confrontare con la sofferenza degli altri. E avranno anche la possibilità di capire meglio come funziona il servizio sanitario pubblico, affiancando il personale dipendente addetto all accoglienza con il quale condivideranno le stesse problematiche e che aiuteranno a risolvere con la serietà, impegno e maturità dimostrati dai volontari che hanno aderito ai progetti negli anni precedenti. I volontari potranno contribuire in modo significativo a migliorare la gestione dell accoglienza e la guida del paziente all interno di un dipartimento che dovrà garantire, fra le altre cose, umanizzazione nell accesso e nella fruizione delle prestazioni. Dando un immagine di sintonia, collaborazione e uniformità dei processi ambulatoriali e non solo. Il personale volontario pertanto potrà supportare l attività amministrativa nei momenti di criticità del front office ma soprattutto in aiuto dell utente che avrà bisogno di essere correttamente indirizzato all interno di una struttura polifunzionale e facilitato nel suo rapporto con la fase burocratica di gestione della sua infermità, che spesso si rivela poco comprensibile al cittadino non fosse altro per i continui aggiornamenti normativi. Ecco perché estremamente importante sarà il supporto dei volontari, soprattutto nella comunicazione ai cittadini. Nello specifico, i volontari, oltre alle attività di orientamento e accompagnamento del paziente all interno della struttura e di personalizzazione dei rapporti con l utenza, potranno: 1. contribuire a diminuire i tempi di attesa allo sportello e quindi i disagi che si possono creare all utenza sia in fase di prenotazione che di accettazione che di ritiro del referto, affiancando gli operatori addetti in queste attività, ma anche supportando gli utenti nella compilazione della modulistica o nell accesso alle informazioni, creando un clima di ordine e tranquillità; 2. supportare le varie attività amministrative relative al processo di raccolta, controllo e archiviazione dei documenti sanitari e amministrativi. 3. Infine, a parità di risorse (strutturali, umane, economiche) contribuiranno così a massimizzare la soddisfazione degli utenti consentendo di dedicare maggiore attenzione ed energia alla comunicazione e all informazione. Di seguito vengono declinati gli indicatori di raggiungimento degli obiettivi del progetto nell ottica del ciclo di miglioramento continuo dell assistenza sanitaria: a) semplicità nell accesso alle prestazioni (prenotazione/ erogazione);

8 b) tempi di prenotazione congrui con il percorso terapeutico; c) tempi di attesa ridotti per l espletamento delle attività amministrative; d) cortesia degli operatori dedicati all accoglienza; e) completezza e chiarezza nella comunicazione delle informazioni richieste; f) orari di apertura Numero dei giovani da impiegare nel progetto: Numero posti con vitto: Numero ore di servizio settimanali dei giovani (minimo 25, massimo 30): Giorni di servizio a settimana dei giovani (minimo 4, massimo 6) : Eventuali particolari obblighi dei giovani durante il periodo di servizio: Flessibilità orario, disponibilità alla turnazione mattina/pomeriggio. Nominativo operatore di progetto per singola sede: NOME E COGNOME: Angela Masetti Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo DIPARTIMENTO DIAGNOSTICA PER IMMAGINI Firenze Via Paracelso snc Padiglione 12 NOME E COGNOME: Silvia Barbiani Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo DIPARTIMENTO SPECIALITA MEDICO CHIRURGICHE Firenze Viale San Luca snc Padiglione 16 NOME E COGNOME: Diana Impennato Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo DIPARTIMENTO LABORATORIO Firenze Viale G. Pieraccini 4/AP Padiglione 15

9 NOME E COGNOME:Anna Negro Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo DIPARTIMENTO ONCOLOGIA Firenze Viale San Luca snc Padiglione 11 NOME E COGNOME:Maria Luisa Pratesi Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo DIPARTIMENTO ORTOPEDIA Firenze Largo P. Palagi 1 Padiglione 25 Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati di progetto: Il piano di monitoraggio ha il fine di evidenziare in quale misura l esperienza di Servizio civile rappresenti per i giovani impegnati nel progetto una occasione di crescita umana e professionale e una possibilità di acquisire nuove competenze. Sin dall avvio dell esperienza quale ente ospitante i volontari del servizio Civile Nazionale e Regionale presso l Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi sono state poste le basi per la pianificazione e l esecuzione delle attività di monitoraggio dell intero percorso dei volontari. Nei primi anni è stata prestata specifica attenzione alla creazione e adozione di strumenti finalizzati alla rilevazione delle informazioni necessarie alla comprensione delle dinamiche e dei problemi che potessero insorgere durante la conduzione dei progetti di servizio civile. Contestualmente si è progressivamente sviluppata e affinata la competenza e l abilità in materia di tutoraggio di un gruppo di operatori direttamente impegnati sul campo nel seguire i volontari ed ha assunto consistenza e organicità l azione di monitoraggio interno affidata a un gruppo di lavoro che si caratterizza per la propria azione di analisi e supporto a carattere permanente sulle principali fasi dei progetti di Servizio Civile. Le attività di monitoraggio all interno di Careggi sono condotte dal Centro di riferimento Regionale sulle Criticità Relazionali, che ha sede in Azienda, all interno del quale afferisce un gruppo di lavoro formato da psicologi accreditati come esperti di monitoraggio e con specifica preparazione nelle dinamiche di gruppo e nell analisi e risoluzione di criticità; ricoprendo anche il ruolo di formatori, essi garantiscono un contatto costante con il gruppo dei volontari e si pongono come riferimento per l intero percorso di progetto. Il gruppo di lavoro comprende inoltre il Responsabile del Servizio Civile, il Coordinatore di Progetto, il Progettista e un rappresentante degli Operatori di Progetto. Obiettivo è ottenere informazioni utili per potenziare l esperienza umana e professionale che i volontari vivono, anche apportando modifiche migliorative ai progetti, e allo stesso tempo fornire un accompagnamento del percorso in termini di opportunità di confronto sull esperienza e analisi precoce e risoluzione delle eventuali criticità emergenti. Il monitoraggio utilizza modalità e strumenti diversi e si sviluppa lungo l intero percorso del progetto. In ciascuna delle principali fasi del progetto è prevista la raccolta di

10 informazioni, la loro elaborazione e valutazione, la restituzione dei risultati, l approfondimento di eventuali difficoltà o criticità segnalate, l adozione di eventuali azioni per il superamento di tali difficoltà, la valutazione di replicabilità del progetto per l anno successivo e/o di eventuali modifiche migliorative. Eventuali requisiti richiesti ai candidati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge regionale 25 luglio 2006, n. 35: Per l accesso alla selezione e al progetto, saranno considerati i requisiti richiesti dalla Legge 25 luglio 2006 n. 35. Tuttavia, saranno considerati requisiti aggiuntivi il possesso della patente europea di Computer ECDL (European Computer Driving Licence), la predisposizione ai rapporti umani e soprattutto la disponibilità anche a turnazioni di orario. Queste caratteristiche, ad integrazione di quelle previste dalla legge sopraindicata, consentiranno un miglior inserimento del volontari nel contesto di strutture che privilegiano i rapporti con il pubblico. Una buona conoscenza del PC, strumento al quale è subordinata tutta l attività ospedaliero-universitaria (dall accesso, al ricovero, alle liste operatorie, la prenotazioni di indagini diagnostiche etc.), è un elemento importante dato che l Azienda è dotata di molteplici applicativi informatici e che una buona padronanza consentirebbe al volontario di integrare velocemente le proprie competenze con le necessità del sistema ospedaliero. La conoscenza di tali strumenti verrà approfondita nella formazione, ma una conoscenza di base documentata dai candidati porterà a migliori valutazioni in caso di colloquio. La predisposizione ai rapporti umani si rende necessaria soprattutto per la natura dell Ente: un ospedale è un ambiente dove la relazione con il pubblico riveste caratteri del tutto particolari. La formazione specifica si occuperà di offrire ai volontari alcuni strumenti necessari per lo svolgimento dei progetti, ma anche in questo caso una naturale predisposizione alla disponibilità, alla pazienza, all ascolto e alla comprensione delle varie situazioni che oggettivamente si potranno presentare giornalmente al volontario e la motivazione complessiva a far parte del progetto saranno valutate con particolare attenzione. Per questo, nell ambito della selezione, verrà utilizzato un questionario motivazionale. Infine, in merito alla flessibilità di orario, questa è correlata ai servizi alla persona: pur nei limiti orari definiti dal progetto, l articolazione del servizio terrà inevitabilmente conto della turnazione mattina/pomeriggio. Competenze e professionalità acquisibili dai giovani durante l espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Le competenze che i volontari acquisiranno nel corso dell espletamento del servizio sono in primo luogo di carattere relazionale e professionale nell ambito dell accoglienza e delle relazioni con il pubblico. Al termine del periodo di servizio, ogni volontario potrà certificare, nel proprio curriculum: - un certificato di servizio, a firma del Direttore Generale dell Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, da allegare al curriculum come anno di servizio prestato nella P.A. e utilizzabile per ottenere punteggi nei concorsi pubblici; - una certificazione, rilasciato a firma del Direttore Generale dell Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, che riconosce le competenze professionali

11 acquisite nel corso del servizio, con indicazione della formazione generale e specifica alla quale il volontario ha partecipato; - una certificazione, di superamento del Corso BLSD (Basic Life Support- Defibrillation): si tratta di una certificazione formale, ottenuta tramite il rilascio di una attestato di qualifica che si ottiene al termine di un corso e previo il superamento di un esame. L AOU Careggi è Provider riconosciuto dall IRC (Italian Resuscitation Council), Ente terzo accreditato per la formazione per l ottenimento della qualifica valida ai fini del CV. Tutti i giovani in servizio civile avranno l opportunità di frequentare il corso di BLSD. Formazione generale dei giovani Contenuti della formazione: I contenuti per la formazione generale si attengono a quanto indicato nella Legge Regionale 25 luglio 2006, n.35, nelle Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale (Decreto n. 160/2013 Capo del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale del 19/07/2013) e alle nuove opportunità proposte dalle Politiche Giovanili della Regione Toscana. Obiettivo della formazione generale saranno le caratteristiche e l ordinamento del servizio civile: i principi fondamentali, gli ordinamenti e la storia dell obiezione di coscienza; la difesa della Patria con mezzi non violenti come diritto/dovere costituzionale; i diritti umani; la cittadinanza attiva, i diritti e i doveri dei volontari; la partecipazione attiva alla vita della società civile nelle sue diverse forme. Uno degli obiettivi della formazione generale è anche il favorire il lavoro in rete, la conoscenza e la collaborazione fra giovani in servizio civile che prestano servizio in sedi o per progetti diversi. L esigenza di effettuare momenti di formazione congiunta tra i partecipanti ai diversi progetti attivati presso l Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi è, tra l altro, una esigenza emersa tra gli stessi giovani, così come emerso nel monitoraggio dei progetti nei primi anni. Questa scelta permette di fornire ad i giovani delle conoscenze di base per poter leggere situazioni che, anche se non legate al progetto di servizio civile, interessano l ente dove si trova a svolgere il suo anno di servizio civile e più in generale la loro crescita come cittadini attivi. L obiettivo principale della formazione generale è proprio quello di rendere i giovani in servizio civile consapevoli del loro ruolo di cittadini e delle attività da svolgere per raggiungere il risultato di formarli quali cittadini solidali. Contenuti: Il valore educativo dell esperienza di Servizio Civile; Cittadinanza attiva Politiche Giovanili della Regione Toscana; Legislazione Regionale del Servizio Civile e Regolamento di Attuazione; Dall obiezione di coscienza al Servizio Civile; Il dovere di difesa della Patria -Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta; I progetti di Servizio Civile Regionale: l importanza dei ruoli; Identità del gruppo in formazione Gestione dei conflitti; Associazionismo e volontariato Solidarietà e forme di cittadinanze; Il monitoraggio nel percorso del servizio civile; Volontari in servizio civile: diritti e doveri; Elementi di Protezione Civile; Elementi di organizzazione e conoscenza dell Ente Durata (espressa in ore):

12 La durata della Formazione Generale ammonta complessivamente a 45 ore. Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei giovani Contenuti della formazione: Nel proporre i contenuti della formazione, è stato previsto che: 1. durante le lezioni frontali, tenute in aula con l utilizzo di video-proiettore, verranno distribuite dispense e raccolte di documenti. Tali documenti verranno diffusi in forma digitale sul sito internet, che avrà anche la funzione di raccogliere e diffondere il materiale didattico per i volontari; 2. per i periodici incontri di verifica e monitoraggio della formazione, previsti sia dal piano di monitoraggio del progetto, sia dal monitoraggio del piano della formazione, verranno predisposti modulistiche e questionari utili alla valorizzazione delle esperienze di ogni volontario; 3. utilizzo dei role-play, un particolare tipo di esercitazione che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, utili per sviluppare soprattutto le competenze relazionali, sono di per sé una metodologia capace di interiorizzare competenze attraverso l esperienza; In particolare verranno proposti i seguenti moduli formativi Modulo A: Aspetti relazionali: 12 ore Corso base sulla comunicazione (4 ore); Comunicazione e relazioni con l utente (4 ore); URP e tutela del cittadino: le funzioni di front office (4 ore) Modulo B: Aspetti professionali: 18 ore Contratti e normativa servizio civile regionale (3 ore) L organizzazione di AOUC (3 ore); Normativa in campo sanitario (3 ore); La privacy in sanità (3 ore); Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (6 ore) Modulo C: Aspetti tecnici: 10 ore Portale AOUCareggi : La rete intranet aziendale (2 ore) Applicativi Informatici specifici aziendali: BOOK, Elefante on the web, HIS CAREGGI, FIRST AID (8 ore) Modulo D: Aspetti tecnico Sanitari: 10 ore Tessera Sanitaria e Fascicolo Elettronico Sanitario (2 ore); BLSD Basic Life Support Defibrillation di primo livello (8 ore) Tirocinio: 30 ore Simulazioni off-line (10 ore) Tirocinio con affiancamento di operatore (10 ore) Inserimento in gruppo di lavoro (10 ore) Durata (espressa in ore): La durata complessiva della formazione specifica è di 80 ore

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