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1 sintesi del Rapporto

2 6 analisi dei settori industriali ottobre 2010 sintesi del Rapporto Industria italiana in ripresa Il 2010 ha visto l industria italiana recuperare un evoluzione positiva, confermata anche dalle più recenti informazioni congiunturali sull andamento dell indice di produzione e di fatturato, trainata dai settori produttori di beni strumentali e, in particolare in una prima fase, di beni intermedi (Fig. 1). La crescita si conferma però meno vivace rispetto a quella delle economie emergenti e dei principali partner europei (Fig. 2), scontando una composizione della domanda mondiale sia in termini di prodotti che di mercati di sbocco poco favorevole ai nostri esportatori e un evoluzione della spesa delle famiglie che si conferma tuttora un freno al recupero dei livelli di attività dei settori dei beni di consumo, in particolare dopo il venir meno degli incentivi all acquisto di autovetture. L evoluzione degli indicatori qualitativi dalle indagini Isae a quelle condotte presso i responsabili degli acquisti, alle inchieste della Banca d Italia concorda nel segnalare un attenuazione dei ritmi di crescita dell attività produttiva nell ultima parte dell anno che porterà, secondo le nostre stime, il manifatturiero italiano a chiudere il 2010 con un aumento del fatturato deflazionato di poco inferiore al 4 per cento. La crescita appare diffusa a livello settoriale; solo i prodotti e materiali da costruzione, tuttora condizionati dalla debolezza dell attività edilizia e gli elettrodomestici, penalizzati dai processi di rilocalizzazione produttiva in corso già da qualche anno, sono infatti attesi chiudere il 2010 registrando un ulteriore contrazione dei livelli di attività. ma gli effetti della crisi continuano a penalizzare i conti aziendali, fortemente deterioratisi nel 2009 Il recupero produttivo non appare però sufficiente a consentire una diffusa crescita dei tassi di profitto delle imprese manifatturiere che, nell anno in corso, sono stimati recuperare solo marginalmente dai bassi livelli toccati nel Come mostra l approfondimento Un 2009 in attesa: la crisi letta attraverso i bilanci delle imprese italiane per classe dimensionale, realizzato a partire dall analisi di un ampio campione 1 di bilanci aziendali relativi all esercizio 2009, la crisi si è riflessa in una forte riduzione della redditività, solo in parte attenuata dagli effetti delle politiche monetarie espansive e da comportamenti delle imprese volti a salvaguardare equilibri finanziari fortemente compromessi dalla caduta dell attività produttiva. L ampio ricorso alla cassa integrazione guadagni si è infatti affiancato a Fig. 1: L evoluzione della produzione per raggruppamento principali settori (ciclo trend) ed attese a 3 mesi (saldo) 60 8/07 8/08 8/09 8/10 consumo intermedi strumentali = Fig. 2: L evoluzione della produzione industriale mondiale (ciclo trend) 8/07 2/08 8/08 2/09 8/09 2/10 8/10 Germania Italia Francia emergenti 1 I bilanci analizzati coprono oltre il 70 per cento del valore della produzione manifatturiera.

3 analisi dei settori industriali ottobre Tab. 1: Industria manifatturiera: quadro di sintesi 2009 (1) Valori correnti tassi di variazione medi annui Fatturato Prezzi costanti Fatturato Importazioni Esportazioni Disponibilità interna Domanda Saldo commerciale (1) Costi e prezzi Costi operativi totali Prezzi alla produzione Indicatori finanziari (2) livelli degli indici Margine operativo lordo (Mol) Redditività della gest. caratteristica (Roi) Redditività del capitale proprio (Roe ) (1) Mln. di euro (2) Campione di imprese. sintesi del Rapporto politiche d acquisto assai prudenti e al blocco dei piani d investimento, elementi che hanno comunque consentito di arginare solo parzialmente il peggioramento della redditività industriale (Fig. 3). Le difficoltà si sono mostrate diffuse alla gran parte dei settori e delle classi dimensionali, risultando più evidenti per le imprese di grandissime dimensioni data la presenza di grandi produttori della metallurgia e dell automotive, particolarmente penalizzati dalla rigidità dei costi fissi in un anno di forte caduta della domanda mondiale e per le più piccole. Queste ultime si sono mostrate in sofferenza nella gran parte dei settori, scontando un minor potere di mercato rispetto agli operatori più strutturati a monte e a valle delle filiere produttive e soprattutto nelle produzioni più tradizionali un offerta in molti casi poco specializzata rispetto alle imprese leader, che le ha portate a soffrire maggiormente sia sul fronte degli ordini, oltreché in Fig. 3: Roi per classe dimensionale termini di mark up e di tempi di pagamento. (livello degli indici, mln. ) 9 In presenza di un recupero del ciclo economico tuttora insufficiente a riassorbire i forti eccessi 6 di capacità produttiva emersi con la crisi e di una ripresa dei costi degli input, le pressioni sui margini 3 si stanno mostrando elevate nell anno in cor- so, portando la redditività industriale a mantenersi, 0-3 secondo le nostre stime, su livelli ancora nettamente inferiori a quelli del 2008 nella gran '00 '01 '02 '03 '04 '05 '06 '07 '08 '09 parte dei settori (Fig. 4). Fanno eccezione i comparti fatt. > 1000 fatt. < 10 fatt tot campione fatt a monte delle filiere produttive all inter- no degli intermedi chimici e gli altri intermedi preludendo a una prosecuzione del processo di selezione

4 8 analisi dei settori industriali ottobre 2010 Fig. 4: 2010: evoluzione del fatturato deflazionato nel 2010 e del Roi (confronto ) per settore 10 metallurgia (-5.9;20.1) int. chimici 8 fatturato deflazionato (var.%) meccanica elettronica tot. industria elettrotecnica sistema moda auto e moto mobili pr. in metallo largo consumo altri intermedi alimentare farmaceutica -2 elettrodomestici prod.mat. da costr Roi (diff ) avvantaggiati dal rialzo dei corsi delle materie prime, la farmaceutica, l alimentare e gli elettrodomestici. che limiterà la crescita della domanda interna, sia per consumi che per investimenti. In questo contesto è assai probabile che nei prossimi mesi s intensifichi il processo di selezione e ristrutturazione del sistema manifatturiero. L ampio campione di bilanci esaminato ha infatti messo in luce come quasi il 40 per cento delle imprese abbia chiuso il 2009 in perdita e quasi il 20 per cento di esse non fosse in grado di generare flussi di cassa dalla gestione (Fig. 5). Le difficoltà risultavano più evidenti nei settori di scala metallurgia e automotive in primis che si caratterizzano però per una maggior presenza d imprese di grandi dimensioni, meglio attrezzate per resistere a situazioni anche prolungate di crisi. Più preoccupante appare invece la situazione delle piccole imprese attive nei settori produttori di beni di consumo tradizionale (sistema moda e mobili) e nella subfornitura della filiera metalmeccanica, caratterizzate da una struttura patrimoniale più fragile e più in difficoltà, rispetto agli operatori di maggiori dimensioni, nell adottare in modo efficace le leve strategiche chiave Fig. 5: Imprese con cash flow negativo nel 2009 (quota % sul numero delle imprese del campione) metallurgia auto e moto mobili sistema moda meccanica prod. in metallo prod. costruz. elettronica manifatturiero elettrotecnica elettrodomestici altri intermedi int. chimici farmaceutica alim. e bevande nel nuovo scenario competitivo. Benché i processi di selezione siano attesi raf- largo consumo

5 analisi dei settori industriali ottobre Fig. 6: Contributi alla var. % dei livelli di attività (dati a prezzi costanti) del disavanzo pubblico. forzare la competitività del tessuto manifatturiero, nel breve periodo essi non potranno che condizionare le possibilità di crescita della domanda interna, sia per consumi sia per investimenti; questi ultimi si manterranno su livelli decisamente inferiori a quelli pre crisi anche al termine del periodo di previsione, pur in presenza di una graduale stabilizzazione dell attività edilizia. La spesa delle famiglie mostrerà aumenti molto modesti nel biennio , scontando gli effetti sui redditi della debolezza del mercato del lavoro imposta dalla prosecuzione dei processi di ristrutturazione del tessuto manifatturiero e di politiche fiscali volte al contenimento In questo contesto, la possibilità del manifatturiero italiano di proseguire la fase di recupero e di crescere a ritmi superiori al 2 per cento nel biennio con maggior vivacità, quindi, rispetto al trend di lungo periodo appare strettamente legata alla possibilità di rafforzare lo sviluppo delle vendite all estero. Fig. 7: domanda int. scorte comm. estero var. % fatturato pz.cost. Limiti del posizionamento geografico degli esportatori italiani sui mercati mondiali ( ) (1) meccanica elettrotecnica elettrodomestici mobili farmaceutica tot.industria int.chimici largo consumo pr.in metallo auto e moto altri inter. elettronica sistema moda prod.da costr. metallurgia alimentari (1) differenza fra il peso dei 15 mercati più dinamici sulle esportazioni mondiali e il corrispondente peso sull export italiano (valori correnti). Questo scenario appare sfidante, date condizioni valutarie erratiche e il rallentamento atteso per la domanda mondiale già a partire dai prossimi mesi (si veda l analisi contenuta nel capitolo Le variabili dello scenario), e implica un accelerazione del processo di riqualificazione dell offerta e di riposizionamento sui mercati più dinamici avviato dalle imprese italiane nell ultimo decennio. Solo un più intenso e diffuso ricorso a strategie d internazionalizzazione attiva, la capacità delle Pmi di mettere risorse a fattor comune per presidiare con continuità i mercati esteri a maggiore potenzialità (e per entrare per la prima volta in quelli più lontani) e una più significativa integrazione nelle catene internazionali di creazione del valore, potranno infatti consentire all industria italiana di rafforzare il proprio posizionamento sui mercati mondiali e permettere una crescita delle esportazioni in grado di offrire un positivo contributo alla produzione nazionale. L analisi dell orientamento dell export italiano verso i 15 mercati mondiali più dinamici per la domanda mondiale settoriale nel periodo prima che la crisi finanziaria imponesse un ra- sintesi del Rapporto Per crescere occorrerà puntare sull export, migliorando la competitività per contrastare il rallentamento atteso della domanda mondiale. La strada è stretta per i settori produttori di beni di consumo tradizionale,

6 10 analisi dei settori industriali ottobre 2010 dicale cambiamento alle traiettorie di sviluppo del commercio mondiale evidenzia come le nostre imprese abbiano fatto significativi progressi nel raggiungere i paesi a maggiore potenzialità (spesso assai distanti dal raggio d azione medio dei nostri esportatori), in particolare nei settori della meccanica, dell elettrotecnica e del sistema casa (sia mobili che elettrodomestici, si veda la Fig. 7). Più in difficoltà a intercettare le nuove traiettorie di sviluppo della domanda appaiono però i settori della metallurgia e dei prodotti e materiali da costruzione per i quali l elevata incidenza dei costi di trasporto rispetto al valore di molti prodotti impone in non pochi casi di affidare l internazionalizzazione a investimenti produttivi in loco oltre all alimentare e al sistema moda. Se i settori tradizionali non saranno in grado migliorare il proprio posizionamento rispetto ai competitor e di ridurre il gap con la domanda mondiale rivolta all Italia, affiancando la filiera metalmeccanica ed elettrotecnica nella crescita delle vendite all estero, difficilmente il ritmo di crescita dei volumi esportati potrà mantenersi superiore al 4.5 per cento nel biennio , come nello scenario qui delineato. che dovranno sostenere l export in presenza di una domanda contenuta di beni di fascia alta. È in particolare nei settori produttori di beni di consumo tradizionale il cui peso continua ad essere assai rilevante per il nostro attivo commerciale, decisamente superiore a quello rivestito in altri paesi industrializzati che appare necessario un cambio di passo al fine di sostenere la crescita delle esportazioni. In un contesto di risorse minate dalla crisi degli ultimi anni, ciò potrà avvenire solo attraverso la ricerca di crescenti sinergie non solo all interno delle filiere produttivo-commerciali, ma anche fra i diversi settori, al fine di favorire l affermazione dell Italian way of life. Cruciale, a questo proposito, sarà però anche il recupero atteso per la domanda di beni di consumo nei paesi dell Europa centro orientale e del bacino del Mediterraneo, dove la nostra industria è ben posizionata e che offrono buone potenzialità anche per i prodotti della fascia medio-alta e media, che costituiscono ancora, al di là della fascia più alta dei beni di lusso, la parte quantitativamente più rilevante della nostra offerta nei settori del Made in Italy. Fig. 8: Esportazioni per settore (prezzi costanti) 6 Metallurgia Autoveicoli e moto 5 Meccanica crescita 2011-' Elettronica Elettrodomestici Alim. e Bevande Intermedi chimici Elettrotecnica Prodotti in metallo Prod. e Mat. da Costr. Largo consumo 2 Mobili Sistema moda Farmaceutica Altri intermedi crescita 2003-'08

7 analisi dei settori industriali ottobre Fig. 9: Import-export (prezzi costanti) e saldo commerciale (mln. correnti) import (var.%) saldo comm.(liv.;sc.ds) export (var.%) Fig. 10: Quale scenario con minor competitività: export (var. cumulata ; pz. cost.) e saldo commerciale (mln. di, sc.ds.) Nel nostro scenario, il cambiamento di ritmo di sviluppo delle esportazioni sarà favorito dall accelerazione nel processo di selezione e di ristrutturazione del nostro manifatturiero e dal peso crescente che acquisiranno le imprese capaci di puntare maggiormente sulle nuove leve strategiche, e tra queste l innovazione tecnologica. Tali imprese sono risultate meno in difficoltà nel corso del 2009 si veda il capitolo attraversare la tempesta: il ruolo dell innovazione nel sostenere le performance delle imprese e si stanno mostrando più dinamiche nel recupero, come emerge anche dalle ultime inchieste di Banca d Italia. Il successo di questi soggetti, di dimensioni medio-grandi, potrà peraltro favorire anche la tenuta delle imprese più piccole e specializzate nelle lavorazioni a maggiore valore aggiunto all interno delle filiere, sostenendo unitamente ai processi di maggiore radicamento nei paesi più lontani l accelerazione delle nostre esportazioni saldo commerciale nel 2012 ( scenario base) saldo commerciale nel 2012 (scenario pessimistico) farmaceutica pr.in metallo sistema moda altri inter. tot.industria elettrotecnica meccanica int.chimici elettrotecnica mobili auto e moto alimentari largo consumo prod.da costr. elettrodomestici metallurgia sintesi del Rapporto In questo contesto la crescita delle vendite all estero potrà contribuire positivamente alla formazione dei livelli d attività interni, permettendo grazie anche alla positiva evoluzione della ragione di scambio al saldo commerciale di superare la soglia dei 52 milioni di euro (Fig. 9). Qualora, però, il divario fra l export settoriale e la domanda mondiale rivolta all Italia rimanesse analogo a quello che caratterizzò il periodo peraltro positivo sul fronte delle vendite all estero la crescita delle esportazioni risulterebbe inferiore di circa 2 punti percentuali a quella prevista nello scenario delineato per il biennio , traducendosi, coeteris paribus, in una riduzione del saldo commerciale di 6 miliardi. Sul fronte dell export le perdite risulterebbero più intense per i settori del sistema moda, della farmaceutica, dei prodotti in metallo e degli altri intermedi (Fig. 10), ma a penalizzare maggiormente i conti con l estero sarebbero soprattutto i comparti del Made in Italy e della filiera metalmeccanica-elettrotecnica, settori chiave per la formazione dell attivo di bilancia commerciale del nostro manifatturiero. A partire dal 2011, la graduale attenuazione delle tensioni sui mercati delle materie prime e il mantenimento di un intonazione positiva del ciclo economico in grado di favorire un utilizzo più efficiente dei fattori di produzione e, in particolare, degli impianti offriranno alle imprese italiane maggiori 2 Nel periodo la differenza tra la crescita della domanda mondiale rivolta all Italia e le esportazioni italiane è stata dell ordine di 7 punti percentuali (a prezzi costanti); nel nostro scenario si prevede che questo differenziale si dimezzi nel , confermando i miglioramenti registrati nel biennio in corso. La necessità di sostenere le esportazioni imporrà attenzione nella definizione dei listini di vendita

8 12 analisi dei settori industriali ottobre 2010 gradi di libertà nella definizione dei listini di vendita. Benché la necessità di mantenere politiche di prezzo in grado di sostenere i volumi di vendita in particolare sui mercati esteri sia attesa limitare il recupero dei margini, l uscita degli operatori marginali e la razionalizzazione delle strutture produttive e commerciali degli operatori più strutturati favoriranno un miglioramento delle condizioni di redditività media del manifatturiero italiano. La persistenza e la profondità Fig. 11: Manifatturiero: Roi e Roe (livelli degli indici) e costo dell indebitamento finanziario della crisi hanno infatti minato gli equilibri economici e fi nanziari di molte aziende, con effetti particolarmente difficili da sostenere soprattutto per gli operatori più piccoli, con produzioni poco differenziate e scarso potere contrattuale, ROI ROE Costo indeb. fin. che nel prossimo futuro difficilmente riusciranno a sostenere le pressioni imposte dal permanere di un eccesso d offerta sui mercati. la redditività è comunque attesa recuperare a partire dal 2011, grazie anche alle ristrutturazioni imposte dalla crisi. Il processo di selezione consentirà alla redditività operativa di recuperare, nel biennio , una parte rilevante di quanto perso nella fase più acuta della crisi, pur senza riportarsi ai livelli del Ciò sarà favorito anche dal mantenimento di politiche monetarie relativamente espansive, che manterranno storicamente basso il costo dell indebitamento finanziario, attenuando sui conti delle imprese gli effetti del peraltro modesto aumento del ricorso al debito. In questo contesto, sia il Roi che il Roe dovrebbero pertanto risalire oltre il 6 per cento nel 2012, livello leggermente superiore a quello del 2008 per entrambi gli indicatori e più elevato anche del costo medio dell indebitamento finanziario. Nel biennio le prospettive, sia in termini di crescita che di redditività, appaiono migliori per i settori della filiera metalmeccanica. A livello settoriale sarà la meccanica a mostrare le migliori prospettive di crescita nel biennio La produzione è prevista aumentare a ritmi superiori al 4.5 per cento medio annuo (a prezzi costanti), sostenuta dallo sviluppo degli ordini interni e dal buon posizionamento internazionale delle imprese italiane. Ciò dovrebbe consentire alle esportazioni in crescita a tassi superiori al 5.5 per cento medio annuo, a prezzi costanti di sfruttare la vivacità che caratterizzerà la domanda mondiale per beni d investimento nei paesi emergenti e permettere alla redditività settoriale di mantenersi su livelli superiori alla media manifatturiera. Più favorevoli della media anche le prospettive di crescita di autoveicoli e motocicli, elettrotecnica e dei settori a monte della filiera metalmeccanica prodotti in metallo e metallurgia la cui produzione è attesa aumentare a ritmi compresi fra il 2.5 ed il 3.9 per cento medio annuo nel biennio Per l automotive, il riassetto dell industria automobilistica italiana e la presenza di componentisti ben posizionati sui mercati esteri favoriranno un ritorno a livelli di redditività positivi, anche se ancora inferiori alla media manifatturiera. Lo sviluppo degli altri settori che continuerà a scontare la debolezza del ciclo delle costruzioni e gli eccessi di capacità produttiva emersi con la crisi sarà sostenuto dalla presenza di un nucleo forte d imprese specializzate e ben posizionate sui mercati internazionali. Ciò consentirà alle esportazioni di beneficiare dei processi d infrastrutturazione dei paesi emergenti sia pure con qualche sacrificio sul fronte dei margini che, tuttavia, non impedirà alla redditività di mantenersi superiore alla media manifatturiera permettendo al canale estero di offrire

9 analisi dei settori industriali ottobre Fig. 12: : contributo della domanda interna e del commercio estero alla crescita produttiva settoriale (var.% m. a. a prezzi costanti) tot. industria (2.1%) meccanica (4.6%) auto e moto (2.9%) pr.metallo (2.7%) farmaceutica (2.6%) elettrotecnica (2.6%) metallurgia (2.5%) un sostegno ai livelli di attività. Fra i settori produttori di beni di consumo, solo la farmaceutica è prevista mostrare ritmi di sviluppo più vivaci rispetto alla media manifatturiera, grazie principalmente al sostegno dei consumi interni, fra le poche voci di spesa mantenutesi in trend positivo anche nella fase più acuta della crisi. Da segnalare il risveglio atteso per i settori dell elettronica e degli elettrodomestici, che stanno ormai completando il processo di ridefinizione dell assetto produttivo sui mercati internazionali, con effetti positivi anche sul fronte della redditività, che sembra aver superato la fase più difficile, pur mantenendosi su livelli inferiori alla media manifatturiera. Nel biennio , questi settori sono previsti recuperare una favorevole evoluzione delle esportazioni, dopo le forti penalizzazioni degli ultimi anni. Se nel contributo dom. interna contributo comm. estero caso degli elettrodomestici il recupero dell export consentirà un ampliamento del saldo commerciale, nell elettronica ciò verrà controbilanciato dalla forte crescita attesa per le importazioni, trainate dall accelerazione della domanda interna. L intensificazione del processo di diffusione dei beni Ict nelle imprese fondamentale per realizzare il cambio di passo nella gestione delle filiere e nei rapporti con i mercati sotteso al nostro scenario si affiancherà infatti alla forte crescita degli acquisti di prodotti dell elettronica di consumo, attesi guadagnare ulteriori quote nel paniere di spesa delle famiglie italiane. elettronica (2.4%) elettrodomestici (1.8%) largo consumo (1.7%) altri intermedi (1.5%) int. chimici (1.4%) mobili (1.3%) sistema moda (0.9%) alimentari (0.8%) prod. da costr. (0.6%) sintesi del Rapporto Fra i settori produttori di beni di consumo solo la farmaceutica crescerà più della media. Tornerà a crescere la produzione di elettronica ed elettrodomestici, settori in miglioramento anche sul fronte della redditività. Il recupero produttivo dei settori del Made in Italy tradizionale sistema moda, mobili e alimentare sarà limitato dai vincoli che continueranno a gravare sulla spesa delle famiglie italiane e dalle difficoltà delle nostre imprese vincenti soprattutto nelle produzioni di fascia alta ad intercettare le opportunità di domanda che si creeranno sui mercati emergenti. Il ristabilizzarsi di condizioni di domanda meno penalizzanti per i beni di consumo sui mercati europei è comunque atteso sostenere le esportazioni, permettendo anche a questi settori di beneficiare di un contributo positivo del canale estero. In particolare l alimentare che sul mercato interno continuerà a soffrire della tendenza delle famiglie a contenere gli sprechi emersa in fase di crisi è atteso incrementare ulteriormente la quota di produzione esportata, grazie alla capacità di sfruttare la tradizione eno-gastronomica italiana per coprire nicchie ad elevato valore aggiunto sui mercati internazionali. Ciò potrà avvenire garantendosi anche una redditività adeguata solo grazie al superamento dei limiti imposti dalla frammentazione del tessuto produttivo nazionale, con la creazione di sinergie (anche intersettoriali) volte a rafforzarne il potere di mercato rispetto alle grandi catene distributive internazionali, oltreché con l attuazione di più incisive strategie nel canale Ho.re.ca. Tale evoluzione, insieme alle minori perdite subite nella crisi, permetterà ad alimentare e bevande di essere insieme a farmaceutica e largo consumo uno dei pochi settori in grado di riportare, nel 2012, l attività produttiva su livelli superiori I produttori di beni di consumo tradizionale e i settori legati al ciclo edilizio mostreranno performance inferiori alla media manifatturiera, sia sul fronte della crescita che della redditività.

10 14 analisi dei settori industriali ottobre 2010 Tab. 2: Il fatturato dei settori manifatturieri valori (1) tassi di variazione m.a. a prezzi correnti Industria manifatturiera Alimentare e Bevande Largo consumo Farmaceutica Sistema moda Mobili Elettrodomestici Autoveicoli e moto Meccanica Elettrotecnica Elettronica Metallurgia Prodotti in metallo Intermedi chimici Altri intermedi Materiali e prodotti da costruzione tassi di variazione m. a. a prezzi costanti Industria manifatturiera Alimentare e Bevande Largo consumo Farmaceutica Sistema moda Mobili Elettrodomestici Autoveicoli e moto Meccanica Elettrotecnica Elettronica Metallurgia Prodotti in metallo Intermedi chimici Altri intermedi Materiali e prodotti da costruzione (1) Mln. di euro a quelli del 2007 (Fig. 13). Il pieno recupero dei livelli pre crisi sarà, all opposto, particolarmente lontano per i produttori di beni intermedi. Una volta venuto meno il sostegno delle scorte, che nel 2010 ne ha trainato i fatturati, questi settori proseguiranno un cammino di crescita più lento, in linea con l evoluzione attesa per il complesso del manifatturiero. Debole anche la crescita dei settori legati al ciclo immobiliare, che solo al

11 analisi dei settori industriali ottobre Fig. 13: Fatturato deflazionato: chi recupera nel 2012 (dati a prezzi costanti 2007=100) largo consumo farmaceutica alimentari elettronica tot. industria elettrotecnica sistema moda meccanica mobili altri intermedi int. chimici metallurgia prod. in metallo auto e moto prod. da costr. elettrodomestici termine del periodo di previsione potranno beneficiare del ristabilirsi di condizioni di domanda meno penalizzanti sia sul mercato interno che su quelli esteri, lasciando il fatturato su livelli nettamente inferiori a quelli del In questi settori, l eccesso di capacità produttiva aprirà, con ogni probabilità, la strada a processi di ristrutturazione e selezione intensi che permetteranno un miglioramento dal punto di vista della redditività, attesa comunque mantenere livelli inferiori alla media manifatturiera, per gli altri intermedi e i prodotti per le costruzioni, anche al termine del periodo di previsione. sintesi del Rapporto

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