Le strategie delle piccole banche nel nuovo quadro regolamentare di Basilea 2

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1 Le strategie delle piccole banche nel nuovo quadro regolamentare di Basilea 2 Roberto Di Salvo Federcasse VIII Convention ABI Roma, novembre 2004

2 La filosofia di Basilea2 In linea generale, il Nuovo Accordo sul Capitale delle banche introduce un sistema di incentivi e di disincentivi per le banche volto a favorire la stabilità dei sistemi creditizi: incentivi alla capacità di autocontrollo (IRBS) incentivi e obbligo di informativa per il controllo da parte del mercato (Rating esterni e 3 Pilastro) disincentivi alla carenza di controlli interni (2 Pilastro)

3 le banche maggiori Adozione di sistemi IRB può essere vantaggiosa (per tutti o quasi) anche se costosa (per le banche) Negli IRB previsto un trattamento favorevole per le PMI Alcuni limiti di Basilea2 sono comuni a tutte le banche Possibili politiche di riallocazione sul mercato del credito alle PMI

4 le banche minori L estensione dell Accordo alle banche di piccole dimensioni non consente di estenderne gli incentivi previsti per la generalità delle banche (grandi) Sistemi IRB difficili da introdurre (stringenti requisiti organizzativi, diseconomie di scala, carenza di know-how, scarsa numerosità delle posizioni) Assenza o scarsissima presenza di imprese con rating esterno tra la clientela delle piccole banche

5 e le piccole imprese Rischio di un maggiore assorbimento dei crediti alle piccole imprese (PI) (aumento del coefficiente di capitale delle banche) Rischio di un peggioramento delle condizioni di accesso al credito Rischio di razionamento

6 Relationship Banking L attività creditizia a favore delle PI svolta dalle banche di minori dimensioni si fonda sul relationship banking/ lending informazione di natura privata e confidenziale valutazione soggettiva della controparte vantaggio di costo connesso alla presenza fisica della banca sul territorio personalizzazione ( e flessibilità delle prassi) Inadeguatezza dell approccio basato sui rating

7 Transaction banking Per contro, l attività creditizia delle banche di grandi dimensioni nei confronti delle PI tende ad essere basata sulla transaction banking/lending informazione più facilmente reperibile valutazione più oggettiva della controparte economie di scala conseguibili mediante ampi volumi di credito standardizzazione Maggiore adeguatezza dell approccio basato sui rating (pur con limiti oggettivi)

8 L impatto sulle banche e le imprese minori L estensione del Nuovo Accordo di Basilea alle banche di minori dimensioni può essere realizzata tenendo conto delle seguenti esigenze: A B C evitare che l ampio segmento di clientela costituita da piccole e piccolissime imprese sia discriminata e razionata all interno del mercato del credito assicurare che le banche minori non siano penalizzate dal nuovo accordo rispetto alle banche di grandi dimensioni (principio del level playing field) adeguare i sistemi di controllo dei rischi creditizi al relationship lending evitando prassi troppo flessibili

9 Il Processo di Consultazione (1) Ampia e complessa consultazione con l industria bancaria mondiale Attenzione alle problematiche delle piccole banche/pmi Parziale revisione degli Approcci per il calcolo del nuovo coefficiente di capitale

10 Il Processo di Consultazione (2) Basilea 2 giugno 2004: diverso trattamento delle perdite attese e delle perdite inattese (IRB) CP3 K = 8% (UL+EL) Nuovo documento e CAD III K = 8% (UL) EL = coperta con accantonamenti Per IRB modifica del numeratore del coefficiente patrimoniale

11 L Approccio Standardizzato (1) L Approccio Standardizzato è il più semplice e il più adatto al caso delle banche minori e alla loro clientela. Il sistema delle ponderazioni, recentemente rivisto, rende oggi l applicazione del Nuovo Accordo potenzialmente neutrale sotto il profilo concorrenziale. La riduzione al 75% della ponderazione per i crediti retail (precedentemente stabilita nella misura del 100%) all interno della categoria unrated appare significativa anche perché vi sarà inclusa la clientelaimprese con affidamenti complessivamente inferiori a 1 milione di euro.

12 L Approccio Standardizzato (2) La ponderazione per i mutui ipotecari residenziali passa dal 50% al 35%. I mutui non residenziali verranno ponderati al 100%, con facoltà per le Autorità Nazionali di consentire una ponderazione inferiore (il 50% sul valore del prestito coperto dal 50% del valore di mercato dell immobile, e per il 100% sulla rimanente parte) ove si ritiene che il mercato garantisca il rispetto di stringenti requisiti (nel CAD III è prevista solo questa seconda ipotesi) La ponderazione per i crediti scaduti oltre i 90 giorni passa al 150% (se non coperti da adeguati accantonamenti). Margine discrezionale per le Autorità di vigilanza nazionali 180 giorni solo nei modelli IRB (?) impatto delle modifiche rispetto ad oggi ancora incerto

13 L Approccio Standardizzato (3) Strumenti di mitigazione dei rischi: la valutazione delle garanzie. Approccio semplificato (peso di rischio della garanzia) Approccio integrale (peso di rischio misurato sul valore effettivo della garanzia) Ad oggi, è aperto il dibattito sul futuro dei Consorzi Fidi

14 L Approccio Standardizzato (4) Strumenti di mitigazione dei rischi: recenti modifiche in Basilea 2 giugno 2004 Garanzie reali Ammesse anche garanzie nei confronti di più controparti Garanzie personali Possono essere anche a favore di portafogli di rischi La garanzia può coprire solo la quota capitale Sono riconosciute anche le contro-garanzie rilasciate da soggetti privati. Questa norma è contenuta nel nuovo documento e non ancora presente nel CAD III

15 L Approccio Standardizzato (5) Strumenti di mitigazione dei rischi: recenti modifiche in Basilea 2 giugno 2004 Garanti ammessi Nessun cambiamento rispetto alla versione precedente dell Accordo Governi centrali, Public Sector Entities, banche e imprese di investimento mobiliare con ponderazione di rischio inferiore a quella della controparte altre entità con rating equivalente almeno a A-

16 L Approccio Standardizzato (6) Le modifiche alle ponderazioni previste nell Approccio Standardizzato consentiranno di evitare una penalizzazione della clientela elettiva delle banche minori (in particolare di piccole imprese e famiglie). Una delle condizioni è che non vengano introdotti limiti stringenti alla possibilità di ponderare i crediti retail al 75%. Applicazione flessibile del principio di granularità portafoglio retail (limite dello 0.2% suggerito alle Autorità di Vigilanza nazionali) Questa disposizione è caduta del tutto nel CAD III del

17 Secondo Pilastro e banche minori: una nuova filosofia di vigilanza (1) Nuovo Accordo la base per una nuova filosofia di vigilanza prudenziale (2 Pilastro) Principio di una più solida e diffusa cultura dei controlli interni alle banche e di una più incisiva capacità di intervento preventivo da parte delle singole Autorità di Vigilanza. Principio dello sviluppo di sistemi di auto-diagnosi e di autocontrollo a fini gestionali, con una più adeguata misurazione di tutti i rischi, e in particolare dei rischi di credito.

18 Secondo Pilastro e banche minori: una nuova filosofia di vigilanza (2) Il processo di supervisione da parte delle Autorità di Vigilanza sarà basato sulla verifica della qualità e dell efficacia dei sistemi di controllo delle banche. La supervisione prudenziale riguarderà: Coinvolgimento dell Alta Direzione nel processo di controllo Adeguatezza dei livelli di patrimonializzazione Completezza dei sistemi di misurazione e gestione dei rischi Adeguatezza dei sistemi di monitoraggio e di reporting Validazione del sistema dei controlli interni da parte dell I.A.

19 2 Pilastro, BCC e piccole imprese: L ipotesi per le BCC è quella di adottare un sistema di classificazione dei rischi di credito che risulti il più possibile aderente alle specificità del Credito cooperativo e della sua clientela: ottica di funzionamento a network vantaggi informativi e di relazione con le imprese Si sta lavorando ad una sistema di analisi qualiquantitativo per il controllo del rischio di credito da sottoporre al riconoscimento della Banca d Italia.

20 Il finanziamento delle BCC alle piccole imprese e agli artigiani Forte orientamento delle BCC a favore delle piccole imprese e degli artigiani le BCC hanno una quota media del 20% dei crediti erogati alle imprese artigiane da parte del sistema bancario (a fronte del 5,8% di quota di mercato totale) Elevata responsabilità delle BCC nei mercati locali

21 Primo Pilastro: Considerazioni conclusive Principali ipotesi di sviluppo della nuova normativa di Basilea con riguardo ai rapporti banche / piccole imprese : Banche minori: Utilizzo dell Approccio Standard: la ponderazione di rischio del 75% per il portafoglio retail favorisce le piccole imprese Banche maggiori: Utilizzo di sistemi IRB: curve di rischio a favore delle PMI Secondo Pilastro: Gestione del Rischio di Credito: adozione di sistemi gestionali per controllo dei rischi creditizi il più possibile aderenti alle specificità della clientela Disponibilità di informazioni: in via generale, l accesso al credito per le piccole imprese verrà anche a dipendere anche dalla loro capacità di produrre informazioni di qualità

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