QUARTO RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO Provincia di roma

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1 A G E N Z I A R E G I O N A L E P R O T E Z I O N E A M B I E N T A L E D E L L A Z I O QUARTO RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 Provincia di roma

2 PROVINCIA DI ROMA Dip. IV Servizi di Tutela Ambientale Servizio 2 Tutela delle acque, suolo e risorse idriche Servizio Risorse Idriche e Naturali QuARTO RAPPORTO SuLLA QuALITà DELLE ACQuE SuPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007

3 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 Amministrazione provinciale di Roma, Dipartimento IV Servizio 2 (direttive, istruttorie amministrative e gestione dei risultati): direttore Bruno Panico, dirigente Paola Camuccio, funzionari collaboratori Angela Maria Bottillo, Claudio Carusi, Giuseppe Di Benedetto, Mario Dionisi, Bruno Miozzi, Alfio Paolini, Tonino Petrocchi, Maria Laura Speranza, Alessandra Terenzi, Maria Zagari. ARPA Lazio Servizio Tecnico, Divisione Ecogestione (collaborazione con la Regione Lazio e la Provincia di Roma per la definizione delle strategie dei monitoraggi): direttore tecnico Gianfranco Bielli, fisico dirigente Giorgio Catenacci, collaboratore tecnico Silvia Castelli. ARPA Lazio Struttura Centrale, unità Sistemi Informativi (elaborazione dei risultati): dirigente Natalino Fabrizi, collaboratore tecnico Luca Odini, collaboratore tecnico Marta Giusti Alunno, collaboratore tecnico, Fabrizio Trillini. ARPA Lazio Sezione Provinciale di Roma, Servizio Risorse Idriche e Naturali (prelievo dei campioni, analisi dei parametri di base, elaborazione dei risultati ed elaborazione del Sistema Informativo Territoriale): biologo dirigente Massimo Floccia, biologo dirigente Duilio Erroi, chimico dirigente Fernando Cannavacciuolo, collab. tecnico biologo Valentina Amorosi, TPALL Alvaro Basso, collab. tecnico biologo Simona Calvanella, TPALL Rita Cantarini, TPALL Gabriele Catalani, TPALL Fabio Cherubini, ass. tecnico Raffaele Ciocci, ass. amministrativo Anna Coculo, tirocinante Silvio Colapaoli, TPALL Giuseppe Consoli, TPALL Domenico Di Giosia, TPALL Ugo d Onorascenzo, ass. tecnico Luca Fiabane, ass. tecnico Flavia Fioravanti, collab. tecnico chimico Luca Funari, TPALL Alessandro Graziani, TPALL Giorgio Guidobaldi, collab. tecnico biologo Marco Lestini, TPALL Domenico Mallamaci, coadiutore amministrativo Gianluca Mare, TPALL Domenico Martini, TPALL Roberto Martoni, TPALL Sileno Mignanti, TPALL Francesco Militerno, TPALL Vittorio Modesti, TPALL Anna Maria Morelli, collab. tecnico chimico Francesco Mosetti, TPALL Gilberto Pellizzoni, TPALL Alfio Petralia, collab. Tecnico biologo Eugenio Pieri, TPALL Riccardo Pietravalle, TPALL Filippo Policelli, TPALL Giacomo Poscia, ass. amministrativo Luciana Rossi, TPALL Adriano Salustri, TPALL Pietro Sarto, ass. tecnico Gianfranco Scaramella, TPALL Claudio Sciarrini, TPALL Oscar Solitari, TPALL Mario Spoletini, TPALL Camillo Stella, collab. tecnico naturalista Sergio Tarsiero, TPALL Tomassini Roberto, operatore tecnico specializzato Mauro Torti Margarita, TPALL Roberto Vistoli, ass. tecnico Valentina Zinna, collab. tecnico biologo Andrea Zocconali. Arpa Lazio Sezione Provinciale di Roma, Servizio Laboratorio e Servizio Sanitario (analisi dei parametri addizionali): chimico dirigente Sergio Ceradini, chimico dirigente Giuseppe Pasquazi, TPALL Rinaldo Bertini, TPALL Mauro Bonifazi, ass. tecnico Elisa Lancia, ass. amministrativo Guglielmo Monti, ass. tecnico Giulia Morali, TPALL Giuseppe Pontini, ass. tecnico Modesto Rosati, ass. tecnico Fabio Simone, TPALL Teresa Simonetti, collab. tecnico chimico Elena Daniela Vinatoru. 3

4 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 INTRODuzIONE Il rapporto tra la Provincia di Roma e l Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente del Lazio si è intensificato in questi anni con una proficua collaborazione che ci ha permesso di intervenire sulle criticità e sulle priorità segnalate nei rapporti. Abbiamo avuto modo, infatti, di utilizzare i dati forniti dall ARPA per specifici interventi mirati, in particolare per la tutela delle risorse idriche della Provincia. Il terzo rapporto dell ARPA Lazio sulla qualità delle acque presentato nel luglio 2008 ha evidenziato alcune criticità relative ai tratti d acqua più a rischio del nostro territorio. Le analisi si sono basate su circa campioni di acque che hanno consentito di fotografare in maniera puntuale un patrimonio prezioso da salvaguardare. In questi anni, infatti, abbiamo avuto modo di rilevare nel nostro territorio, anche per i cambiamenti climatici, un accentuazione dei fenomeni di crisi idrica che hanno provocato un abbassamento delle falde. Se a questo accompagniamo un uso spesso improprio di un bene prezioso come l acqua, il fenomeno rischia di accentuarsi. Da qui la necessità di eliminare le carenze infrastrutturali nel settore idrico da un lato. E dall altro di avviare campagne per un uso responsabile e consapevole di un bene vitale come l acqua. In questa direzione vanno i 318 milioni di euro di investimenti programmati dall Ato 2 nel prossimo triennio, che serviranno alla costruzione ed all adeguamento degli impianti di depurazione, al completamento della rete fognaria, al miglioramento della rete idrica per consentire un maggiore risparmio nei consumi di acqua e, soprattutto, una maggiore qualità dell acqua attraverso i controlli dell ente gestore e dell ARPA stessa. In particolare, gli investimenti previsti per il settore della depurazione delle acque sono decisivi per migliorare sensibilmente lo stato dei nostri fiumi, dei laghi e dello stesso mare. L attività di smaltimento dei rifiuti è un altro settore strategico per il quale stiamo investendo ingenti risorse con l obiettivo di sostenere i Comuni verso la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Anche per questo motivo abbiamo avviato nei mesi scorsi, firmando un protocollo d intesa con ARPA Lazio, l aumento delle capacità di controllo della nostra Amministrazione sulle attività di gestione dei rifiuti. La nostra attenzione, in particolare, è rivolta a una collaborazione con l Agenzia che consenta di monitorare lo smaltimento dei rifiuti in discarica per ridurre al minimo l impatto negativo sull ambiente, anche mediante indagini sulla qualità delle acque superficiali e dei pozzi di monitoraggio vicini alle discariche, per verificare eventuali contaminazioni di falde acquifere limitrofe. L impegno dell amministrazione provinciale è di estendere la collaborazione con tutti gli enti che possono aumentare i controlli sulla qualità dell ambiente in cui viviamo e che possono aiutarci ad indirizzare le nostre attività per affrontare nell interesse della comunità le principali criticità segnalate. Michele Civita Assessore alle Politiche del Territorio e Tutela ambientale della Provincia di Roma 4

5 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 PRESENTAzIONE La rilevante vastità ed eterogeneità del territorio della provincia di Roma, dal punto di vista geografico, ambientale e antropico, comporta che le acque naturali devono essere sottoposte a tutti i monitoraggi fissati nel D. Lgs. 152/06 e nel Piano di Tutela delle Acque della Regione Lazio ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e di quelli di qualità per specifica destinazione. Infatti, la provincia di Roma, con i suoi 121 comuni, occupa una superficie di 5350 kmq e conta circa abitanti. Presenta un esteso litorale (circa 140 km) e comprende la vasta Campagna romana, gran parte del Preappennino laziale e abruzzese, l ampia valle inferiore del Tevere, gran parte del bacino dell Aniene, il bacino dell alto Sacco con i monti Prenestini e Tiburtini, i rilievi vulcanici con i laghi di Castel Gandolfo, di Nemi, di Bracciano e di Martignano. Nel corso del 2007 l ARPA Lazio di Roma, ai fini del monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, ha raccolto, in oltre 300 punti di prelievo, circa 4.400, determinandone oltre parametri dei quali circa relativi ai microinquinanti organici e inorganici; Un notevole impegno è stato dedicato anche al controllo degli scarichi delle acque reflue. Sono stati eseguiti 1400 controlli dai quali sono scaturite circa 700 proposte di sanzioni amministrative o segnalazioni di possibili illeciti penali per superamento dei limiti tabellari o per situazioni amministrative non conformi. Ciò conferma l utilità della ormai consolidata collaborazione tra ARPA Lazio e la Provincia di Roma, di cui il presente rapporto è il risultato di pubblico dominio, frutto di un lavoro continuativo e di spessore tecnico scientifico degli operatori dell Agenzia e del competente Assessorato provinciale. In questo modo si accresce la conoscenza e la divulgazione dei dati ambientali, un patrimonio di conoscenza utili ai cittadini per una loro partecipazione informata alle scelte ed alle politiche di risanamento delle acque, ma anche alle stesse amministrazioni che come la Provincia di Roma e la Regione Lazio programmano ed investono significative risorse per il miglioramento complessivo della risorsa idrica. Corrado Carrubba Commissario straordinario ARPA Lazio 5

6 L INDICE DEI CAPITOLI INDICE 1 Le acque nella provincia di Roma 1.1 I corsi d acqua 1.2 I laghi 1.3 Le acque marine costiere 1.4 Le acque sotterranee 2 La normativa 2.1 Il D. Lgs. 152/ Il Piano di Tutela delle Acque della Regione Lazio 3 Le competenze 3.1 Le competenze della Provincia di Roma 3.2 Le competenze dell ARPA Lazio 4 Le modalità delle indagini 5 I punti di prelievo 6 I risultati dei monitoraggi delle acque superficiali e sotterranee 6.1 Monitoraggio dei corsi d acqua in funzione degli obiettivi di qualità ambientale A Stato ecologico B Stato chimico 6.2 Monitoraggio dei corsi d acqua ai fini del rilevamento delle caratteristiche qualitative delle acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile 6.3 Monitoraggio dei corsi d acqua ai fini del rilevamento delle caratteristiche qualitative per la classificazione delle acque dolci superficiali idonee alla vita dei pesci salmonicoli e ciprinicoli 6.4 Monitoraggio del fiume Tevere in funzione della procedura comune di scambio di informazioni sulla qualità delle acque dolci superficiali nella Comunità Europea A Stato ecologico B Stato chimico C Stato di qualità ai fini della produzione di acqua potabile D Stato di qualità ai fini della alla vita dei pesci 6.5 Monitoraggio delle foci dei corsi d acqua a mare in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto con programmi di risanamento dell entroterra 6.6 Monitoraggio delle foci dei corsi d acqua a mare in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione 6.7 Monitoraggio delle foci dei corsi d acqua a lago in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione Monitoraggio dei corsi d acqua in funzione della individuazione delle zone vulnerabili da nitrati Monitoraggio dei corsi d acqua in funzione della individuazione delle zone vulnerabili da fitofarmaci 6.8 Monitoraggio dei laghi in funzione degli obiettivi di qualità ambientale A Stato ecologico B Stato chimico 6.9 Monitoraggio dei laghi ai fini del rilevamento delle caratteristiche qualitative delle acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile 6.10 Monitoraggio dei laghi ai fini del rilevamento delle caratteristiche qualitative per la classificazione delle acque dolci superficiali idonee alla vita dei pesci salmonicoli e ciprinicoli 6.11 Controllo dei laghi in funzione della qualità delle acque destinate alla balneazione 6.12 Sorveglianza algale nei laghi in funzione della qualità delle acque destinate alla balneazione 7

7 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 A Stato ecologico B Stato di qualità ai fini del rischio da microalghe Cianoficee 6.13 Monitoraggio delle acque marine costiere in funzione degli obiettivi di qualità ambientale A Stato trofico B Stato chimico 6.14 Controllo delle acque marine in funzione della qualità delle acque destinate alla balneazione 6.15 Sorveglianza algale nelle acque marine in funzione della qualità delle acque destinate alla balneazione A Stato trofico B Stato di qualità ai fini del rischio da microalghe dinoflagellate C Stato di qualità ai fini del rischio da microalghe cianoficee Monitoraggio delle acque marine in funzione del rilevamento delle caratteristiche qualitative delle acque destinate alla vita dei molluschi 6.16 Monitoraggio delle acque sotterranee in funzione degli obiettivi di qualità ambientale A Stato chimico B Stato di qualità in relazione alle sostanze pericolose 6.17 Monitoraggio delle acque sotterranee in funzione della individuazione delle zone vulnerabili da nitrati 6.18 Monitoraggio delle acque sotterranee in funzione della individuazione delle zone vulnerabili da fitofarmaci 7 I risultati del controllo degli scarichi delle acque reflue 7.1 Il controllo analitico 7.2 Il controllo amministrativo 7.3 I metodi di campionamento 7.4 Le garanzie difensive 7.5 I verbali di contestazione con proposta di sanzione 7.6 La notifica dei verbali di contestazione 7.7 La sintesi dei controlli eseguiti nel Le considerazioni 9 Le conclusioni 9.1 I corsi d acqua 9.2 I laghi 9.3 Le acque marine costiere 9.4 Le acque sotterranee 9.5 Gli scarichi di acque reflue 10 La bibliografia 11 L indice analitico 8

8 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA 1. LE ACQuE NELLA PROVINCIA DI ROMA 1.1. I corsi d acqua Il fosso Acquarella o Moscano Nel corso d acqua pervengono le acque di sopravanzo provenienti da manufatti di servizio dell acquedotto Paolo, in località Acquarella. Questa località è occupata da villette, abitate solamente nei mesi estivi, e insediamenti turistici. Il corso d acqua, lungo circa 300 m, è perenne. La foce del fosso Acquarella è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il canale Acque Alte e Basse Il canale, ubicato nel territorio di bonifica di Tevere e Agro Romano, ha la funzione di regolamentare il deflusso delle acque locali che un tempo ristagnavano nella zona. Il territorio è utilizzato a pascolo e per usi agricoli. Nel periodo estivo, per alimentare le acque dei canali di bonifica, spesso vengono utilizzate le acque del Tevere. La foce del canale Acque Alte e Basse è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fiume Aniene (affluente del fiume Tevere) L Aniene rientra solo in parte nell ambito della provincia di Roma, in quanto ha origine circa due chilometri a Sud-Ovest dell abitato di Filettino (provincia di Frosinone); dopo un percorso di circa 16 Km, entra nella provincia di Roma. Il bacino occupa una vasta regione in prevalenza montagnosa con versanti molto acclivi, che può essere suddiviso in regione orientale e in regione dei Colli Albani. La superficie del bacino imbrifero rientrante nell ambito della regione orientale è pari a 1453 Kmq (800 Kmq nella provincia di Roma) e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 119 Km (58 Kmq nella provincia di Roma). L altitudine media è di 501 m slm. Per quanto riguarda la provincia di Roma, nella regione orientale dell Aniene, ricadono numerosi centri abitati: Vallepietra, Subiaco, Jenne, Arcinazzo R., Affile, Rocca S. Stefano, Roiate, Bellegra, Civitella San Paolo, Agosta, Marano Equo, Gerano, Cerreto Laziale, Canterano, Rocca Canterano, Cervara di Roma, Arsoli, Riofreddo, Roviano, Anticoli Corrado, Cineto Romano, Saracinesco, Mandela, Licenza, Roccagiovine, Vicovaro, San Polo dei Cavalieri, Percile, Sambuci, Ciciliano, Pisoniano, Castel Madama, Tivoli, Marcellina. L Aniene attraversa il Parco Naturale dei Monti Simbruini che, con i suoi ettari, costituisce l area protetta più grande del Lazio. Il Parco è caratterizzato da carsismo, vasti pianori e maestose faggete. In esso si originano grandi sorgenti che contribuiscono ad alimentare il fiume Aniene, come quella dell Acqua Marcia che rifornisce di acqua potabile la città di Roma. Il bacino parziale dell Aniene rientrante nell ambito dei Colli Albani è drenato dal fiume Aniene e dai suoi affluenti a valle della confluenza con il fosso dei Prati. La superficie di questo bacino parziale è pari a 650 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 47 Km. La foce è ubicata nel comune di Roma, entro il perimetro del G.R.A. Nell ambito della regione dei Colli Albani, ricadono numerosi centri abitati della provincia di Roma: Poli, Guadagnolo, Castel S. Pietro, Palestrina, Casape, S. Gregorio da Sassola, Zagarolo, S. Cesareo, Rocca Priora, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Gallicano nel Lazio, Colonna, Guidonia Montecelio, Bagni di Tivoli, S. Angelo Romano, Santa Lucia, Rocca di Papa, Frascati, Grottaferrata. A monte e a valle del G.R.A, l Aniene interessa numerose borgate romane e quartieri quali Lunghezza, Settecamini, Tor Sapienza, La Rustica, Rebibbia e Monte Sacro. Il fiume Aniene è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01), della verifica della idoneità delle acque ad essere utilizzate per la produzione di acqua potabile (monitoraggio 02) e della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fiume Arrone Il fiume Arrone è emissario del lago di Bracciano, ma il contributo del lago alla portata del fiume è da considerarsi minimo; solo dopo l apporto delle acque sorgive termali Giulia e Claudia e del depuratore a servizio dei comuni rivieraschi del lago di Bracciano, la portata del corso d acqua diventa rilevante. Il fiume sbocca nella pianura costiera 5 Km a Nord della foce, a quota 8 m slm e successivamente sfocia in mare a circa 1 Km di distanza da Fregene. 9

9 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 Il bacino imbrifero del fiume Arrone ha forma molto allungata da Nord a Sud ed occupa una regione di basse colline dai dolci versanti. Durante il percorso, il fosso attraversa la zona abitata circostante la stazione ferroviaria di Anguillara Sabazia, la zona densamente abitata di Osteria Nuova, zone adibite ad uso agricolo, la via Aurelia all altezza del Km 22, la zona di bonifica delle Pagliete, l abitato di Maccarese e il Villaggio dei Pescatori, a Nord di Fregane. Subito a valle della confluenza con il Rio Maggiore, il fiume Arrone è attraversato dalla S.S. Aurelia. La superficie del bacino è pari a 125 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 38 Km. L altitudine media è di 128 m slm. L Arrone è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01), della verifica della idoneità alla vita dei pesci (monitoraggio 03), per quanto riguarda la foce, della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05), della individuazione delle zone vulnerabili da nitrati (monitoraggio 07.01) e della individuazione delle zone vulnerabili da fitofarmaci (monitoraggio 07.02). Il fiume Astura Il fiume Astura scorre nella provincia di Latina e solo la foce segna il confine tra le province di Roma e Latina. Il fiume riceve gli scarichi urbani di Velletri, Aprilia, Campoverde, le Ferriere e Borgo Montello oltre agli scarichi industriali dell area di Aprilia. La foce dell Astura costeggia l area di particolare valore naturalistico denominata Torre Astura. La foce del fiume Astura è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Bagnatore (affluente del fiume Aniene) È un affluente di destra dell Aniene e ha origine in zone montuose ai confini con l Abruzzo. Confluisce nell Aniene a valle delle captazioni che alimentano l acquedotto Marcio. Il fosso Bagnatore è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il canale Biffi Il canale Biffi è interamente compreso nella piana di bonifica di San Lorenzo. Le acque drenate dai canali di bonifica confluiscono in una vasca di raccolta, situata appena a monte della strada litoranea Ardea-Anzio. Dalla vasca di raccolta, le acque vengono sollevate in un canale con argini e letto in cemento che le convoglia a mare in località Tor San Lorenzo del comune di Ardea. Nei pressi della foce sono ubicati insediamenti civili. La foce del canale Biffi è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Buche Il fosso delle Buche ha origine nel Poggio Volpara, scende verso valle, in una zona caratterizzata da versanti piuttosto ripidi, attraversando zone ricoperte da boschi o coltivate a pascolo oppure a seminativo (comprensorio Tolfetano Cerite di particolare valore naturalistico). A metà del percorso, fino all abitato di Santa Marinella, il corso d acqua attraversa territori occupati da abitazioni residenziali e da numerose serre per la coltivazione di fiori. La foce del fosso delle Buche è ubicata nel centro abitato di Santa Marinella. La zona di foce risulta asciutta nel periodo estivo. La foce del fosso delle Buche è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Caffarella Il fosso della Caffarella, che ha inizio nella Macchia della Spadellata, non è alimentato da alcuna fonte sorgiva perenne, ma funge solo da drenaggio per il bacino. Il fosso è caratterizzato da una portata di tipo torrentizio e sfocia in mare presso la spiaggia di San Lorenzo del comune di Ardea. Il bacino del fosso della Caffarella ha una forma allungata da Est verso Ovest e comprende terreni adibiti a colture agricole di tipo estensivo, con insediamenti abitativi occupati prevalentemente nei mesi estivi. La superficie del bacino è di 4,5 Km, mentre la lunghezza dell asta del fosso è di 7,5 Km. La foce del fosso della Caffarella è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Campo Ascolano Il fosso di Campo Ascolano nasce nella zona denominata Riserva della Vaccareccia, dove prende il nome di fosso della Vaccareccia. Il fosso, proseguendo il corso, attraversa la strada provinciale di via 10

10 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA Pratica di Mare, entra nella piana di Campo Ascolano, dalla quale prende il nome. Questa pianura, oltre ad essere adibita a colture e pascoli, risulta in gran parte occupata dall aeroporto di Pratica di Mare. Il fosso di Campo Ascolano sfocia a mare nel comune di Pomezia, all altezza della Palazzina Borghese, in un area di particolare valore naturalistico (dune costiere a Nord di Torvajanica). La foce del fosso di Campo Ascolano è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Cadute Il fosso delle Cadute è ubicato nella pianura costiera a Nord di Roma e convoglia a mare le acque che scendono dalle pendici meridionali dei colli che limitano a Sud il lago di Bracciano. Il bacino imbrifero occupa una regione di basse colline piatte incise da profondi e ripidi fossati, la cui superficie è coltivata in gran parte a seminativo. Il fosso delle Cadute attraversa la S.S. Aurelia all altezza del Km 30 e, dopo aver costeggiato la zona nord di Passo Oscuro, sfocia a mare in prossimità di Torre di Palidoro. L asta fluviale è lunga 17,3 Km. Il fosso delle Cadute risulta perenne dalla via della Tragliatella alla foce. La foce del fosso delle Cadute è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Casa o Cognolo Il fosso Casa o Cognolo ha origine da una sorgente a monte della strada circumlacuale. Sul territorio che grava sul corso d acqua sono presenti abitazioni civili sparse, mentre l agricoltura è limitata a piccoli orti e qualche serra. La foce del fosso Casa è sottoposta al monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Casacci Il fosso Casacci prende origine dalle pendici del Monte Santa Caterina a circa 290 m slm. Il corso d acqua attraversa la piana dei Falliti dove, in località il Pratino, riceve le acque della bonifica di Stracciacappa. Prima di raggiungere il lago di Bracciano, il fosso riceve gli apporti idrici di alcune sorgenti temporanee di portata molto piccola e di alcuni fossi a carattere torrentizio. Il territorio compreso nel bacino è interamente adibito ad attività agricola ed al pascolo brado di bestiame. Il fosso sfocia nel lago di Bracciano a Sud di un campeggio. Il fosso Casacci ha carattere perenne. La foce del fosso Casacci è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Castel Secco Il fosso Castel Secco prende origine sulle pendici occidentali del Monte della Tolfaccia. Attraversa dapprima una regione collinare ricoperta da boschi (comprensorio Tolfetano Cerite di particolare valore naturalistico) e, successivamente, nel tratto a valle, attraversa una zona ad alta densità di serre con colture di fiori e, infine, l abitato di Santa Marinella. Il bacino del fosso Castel Secco ha forma allungata con una superficie di 18 Kmq. Le acque della foce sono a carattere perenne. La foce del fosso Castel Secco è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso di Cavallo Morto Il fosso di Cavallo Morto ha origine nell area di particolare valore naturalistico denominata Macchia della Spadellata, attraversa lo stradone del Sandalo e, successivamente, la Tenuta Borghese che è adibita ad uso agricolo e pascolo, dove riceve le acque del fosso di San Anastasio. Dopo aver attraversato la litoranea Ostia-Anzio al Km 31, sfocia a mare a Nord del Lido dei Gigli del comune di Anzio, in zona disabitata adibita a pascolo. Il bacino imbrifero del fosso ha forma triangolare con il vertice nella foce e occupa una superficie di circa 10 Kmq, mentre la lunghezza dell asta è di 6,5 Km. La foce del fosso di Cavallo Morto è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Cona (affluente del fiume Aniene) È un affluente di sinistra del fiume Aniene e ha inizio al limite occidentale dell altopiano di Arcinazzo con il nome di fosso Turrita. Il fosso Cona scende a valle verso Nord Ovest ed occupa una regione montagnosa, con versanti molto acclivi nell alto bacino e collinari nel basso bacino, coperta per gran parte da boschi e pascoli (Parco Naturale dei Monti Simbruini, citato nella descrizione del fiume Aniene). La superficie del bacino è pari a 95 Kmq e la lunghezza di asta del corso d acqua è pari a 30 Km. L altitudine 11

11 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 media è di 709 m slm. All interno del bacino ricadono i paesi di Arcinazzo Romano, Affile, Rocca S. Stefano e Canterano. Il fosso Cona è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Conca Il fosso Conca nasce dalle pendici collinari che delimitano il lago di Bracciano, a quota di circa 270 m slm e attraversa una zona scarsamente abitata, ad esclusione dell abitato di Colle Fiorito dove sono presenti numerose villette, abitate stagionalmente. Il territorio circostante è adibito ad agricoltura o a pascolo brado di bovini. Il fosso ha carattere perenne. Durante il percorso raccoglie le acque di un fontanile e di alcuni canali di bonifica e sfocia nel lago di Bracciano, nel tratto compreso tra le località Acquarella e Cascinale di Domenico. La foce del fosso Conca è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Corese (affluente del fiume Tevere) È un affluente di sinistra del Tevere e ha origine nella provincia di Rieti, sulle pendici settentrionali di Colle della Guardia. Solo una parte del bacino è ubicato nella provincia di Roma. La superficie del bacino imbrifero è pari a 182 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 31 Km. L altitudine media è di 425 m slm. Per quanto riguarda la provincia di Roma, nel bacino del fosso Corese, ricadono gli abitati di Montelibretti, Moricone, Nerola, Montorio Romano, Monteflavio. La foce è ubicata nel comune di Montelibretti. Il fosso Corese è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01) e della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Crocetta Il fosso Crocetta, lungo circa 6 Km, nasce all altezza della periferia di Pomezia (località Colle Fiorito) dove risulta intubato; successivamente attraversa la tenuta del Principe Borghese ed altri terreni adibiti ad uso agricolo. Dopo aver intersecato la via del Mare, il fosso Crocetta si riversa nella spiaggia di Torvajanica, tra i Km 14 e 15 della via litoranea Anzio-Ostia. La foce del fosso Crocetta è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Cupino Il fosso Cupino ha origine nelle colline poste a Sud di Ceri; attraversa la S.S. Aurelia all altezza del chilometro 33 e sbocca nella piana costiera a circa 3 Km dalla foce a mare. Il bacino imbrifero occupa una regione di basse colline con dolci versanti, incisi però da profondi e ripidi fossati. Affluente principale del fosso Cupino è il fosso del Cecio che costeggia il comprensorio residenziale di Valcanneto di Cerveteri. Nei pressi del mare, il corso d acqua costeggia l esteso centro residenziale di Val Canneto e, in prossimità della foce, quello di San Nicola di Ladispoli. A valle della piana costiera il fosso risulta perenne. La superficie del bacino, di poco superiore ai 31 Kmq, è utilizzata in gran parte a seminativo; la lunghezza dell asta del fosso è di Km 21,5. La foce del fosso Cupino è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso del Diavolo Il fosso del Diavolo nasce nei pressi del Km 26 della Via Nettunense, in località Campo di Carne, nel territorio della provincia di Latina, ed entra nella provincia di Roma in località Macchia dei Cocciati dove, snodandosi in direzione est, attraversa campi adibiti a pascolo ed uso agricolo. Ad Ovest della sua intersezione con la strada Ardeatina, al Km 13, attraversa l insediamento urbano di Tor San Lorenzo e riceve le acque del fosso della Favorita. Il fosso è a regime torrentizio e, in alcuni tratti, il letto si presenta asciutto. Il fosso del Diavolo sfocia a mare in località Tor San Lorenzo del comune di Ardea. La superficie del bacino è di 8,4 Kmq mentre la lunghezza dell asta del corso d acqua è di 8,2 Km. La foce del fosso del Diavolo è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso del Diavolo Il fosso del Diavolo, che nasce a circa 2,5 Km a sud del Centro abitato di Bracciano, attraversa terreni 12

12 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA con case sparse, orti e piccoli allevamenti di animali da cortile. Dopo un percorso di circa 3 Km, sfocia nel lago di Bracciano, presso la zona di S. Gelso. Il fosso è generalmente asciutto. La foce del fosso del Diavolo è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Empiglione (affluente del fiume Aniene) Il fosso Empiglione ha inizio sulle pendici nord orientali del monte Spina Santa con il nome di fosso Fisarno. Il bacino ha forma grosso modo rettangolare, allungata in direzione Ovest-Sud Ovest, che occupa una regione collinare con versanti acclivi o mediamente acclivi; metà della quale è coltivata a seminativo. La superficie del bacino è pari a 42 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 11,7 Km. L altitudine media è di 404 m slm. Al limite del bacino ricade il paese di Castel Madama. Il fosso Empiglione è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Eri Il fosso Eri ha origine sulle pendici orientali di monte Pozzo di Ferro e scorre verso valle in direzione Sud, costeggiando le pendici del Monte Grande interessate anche dalle acque del fosso Grottone. Dopo aver attraversato alcune aziende agricole e l abitato di Santa Severa sfocia quindi in mare. La superficie del bacino è di circa 8 Kmq. La foce del fosso Eri è sottoposta al monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Farfa (affluente del fiume Tevere) Il bacino del Farfa ricade quasi esclusivamente nella provincia di Rieti e solo il tratto terminale ricade nella provincia di Roma. Il fosso sfocia sulla riva sinistra del Tevere, circa metri a monte dello sbarramento ENEL di Nazzano (confine comunale tra i comuni di Nazzano Romano e Torrita Tiberina). Il fosso Farfa si addentra nella Riserva Naturale di Nazzano Tevere Farfa, costituita a protezione di una zona umida di interesse internazionale. La Riserva comprende circa 700 ettari lungo il corso del Tevere, a monte dello sbarramento artificiale di Nazzano, e parte del fosso Farfa. Il Farfa è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Fiora (affluente del fiume Tevere) È un affluente di sinistra del Tevere e ha inizio sulle pendici settentrionali del monte Carboniere. Il fosso nel suo percorso assume diverse denominazioni e solo nel tratto terminale è denominato fosso della Fiora. La superficie del bacino è pari a 80 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 16,8 Km. L altitudine media è di 152 m slm. Nell ambito del bacino ricadono i centri abitati di Torre Mancina, Castel Chiodato, Cretone. Il limite del bacino passa per i centri abitati di Monterotondo, Mentana, S. Angelo Romano e Palombara Sabina. La foce è ubicata nel comune di Monterotondo. Il fosso della Fiora è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso della Fiora Il bacino del fosso della Fiora è ubicato nei comuni di Bracciano e di Oriolo Romano. Dalla quota 554 m slm circa, scende passando per poggio dell Oriolo e poggio Le Vacche, verso il lago di Bracciano in località Vigna Grande. Il fosso attraversa, per circa il 90% del percorso, zone boschive. Il bacino del fosso della Fiora è completamente disabitato; solo alcune abitazioni sono concentrate nei pressi dell abitato di Oriolo Romano. Il fosso della Fiora è perenne nei pressi della foce, anche se ha portata modesta nei mesi estivi. La foce del fosso Fiora è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Fiumaretta Il fosso Fiumaretta si estende per circa 9 Km e sfocia a mare subito a Nord dell abitato di Civitavecchia, tra le località denominate Punta del Cimitero e Bagno Penale, immediatamente a ridosso della centrale ENEL e all interno della diga foranea. Nel bacino, che occupa una regione collinare, sono presenti falde sotterranee interessanti, tra le quali quella termale della sorgente Ficoncella. La superficie del bacino è pari a circa 14,5 Kmq. Le acque della foce sono a carattere perenne. 13

13 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 La foce del fosso Fiumaretta è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Fiumicino (affluente del fiume Aniene) Il fosso Fiumicino ha inizio nella valle tra Selva di Capranica e Colle S. Paolo, a circa 630 m slm, con il nome di Fosso Perazzetta; successivamente scende a valle verso Nord. Il bacino del Fiumicino ha forma irregolare ed occupa una regione caratterizzata, in massima parte, da alte colline con versanti acclivi e, in piccola parte, da aree montagnose; gran parte della superficie è coltivata o lasciata a pascolo. La superficie del bacino è pari a 52 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 14,5 Km. L altitudine media è di 717 m slm. Al limite del bacino ricadono i paesi di Saracinesco e Guadagnolo; all interno del bacino i paesi di Sambuci, Ciciliano, Cerreto Laziale, Gerano e Pisoniano. Il fosso Fiumicino è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Focetta o canale allacciante Pantanello Il fosso Focetta è collegato ai canali di bonifica di Ostia. Esso attraversa il comprensorio interessato dal Parco urbano Pineta di Castelfusano, che occupa una superficie pari a ettari di macchia mediterranea frammista a pini marittimi, la Tenuta presidenziale di Castel Porziano e la Macchia di Capocotta che, estendendosi per ettari, costituiscono una delle più importanti foreste planiziarie costiere italiane. La foce del fosso Focetta è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Grande o Incastri Il fosso Grande o Incastri o Americano nasce come emissario del lago di Nemi e attraversa la Valle Ariccia dove è praticamente asciutto. Alla fine della Valle Ariccia, il fosso è coperto e riemerge dopo l incrocio di via Ginestreto del comune di Ariccia. Nella parte alta il fosso attraversa una zona collinare con versanti più o meno acclivi, che diventano più dolci verso valle. Gran parte della regione è coltivata a vigneto o a seminativo. Il fosso sbocca nella piana costiera a circa 1 Km dalla costa, a m 10 slm, per poi sfociare nel Tirreno, sul Lungomare degli Ardeatini, a Sud-Ovest della città di Ardea. Dal ponte sulla via Laurentina fino alla foce a mare, il fosso scorre su un letto artificiale con argini in cemento; la zona circostante è caratterizzata dalla presenza di numerose abitazioni occupate prevalentemente nel periodo estivo. Il bacino del fosso Grande si estende dalla costa tirrenica sino all apparato vulcanico dei Colli Albani ed ha forma irregolare, allungata nel senso del corso d acqua e dei suoi affluenti. La superficie del bacino è pari a 127 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 23,5 Km. L altitudine media è di 104 m slm. Entro il bacino o al suo limite ricadono i centri abitati di Albano Laziale, Genzano di Roma, Pescarello, Cecchina, Santa Procula Maggiore, Santa Palomba e Ardea. Il fosso Grande raccoglie le acque di numerosi corsi d acqua che scorrono, verso Sud-Ovest, dal versante meridionale dell apparato vulcanico dei Colli Albani e che confluiscono tutti a raggiera, all altezza di Ardea, tra 10 m e 16 m slm. Il fosso Grande è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01) e, per quanto riguarda la foce, in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso di Grotta Renara Il fosso di Grotta Renara ha origine dal Monte Calvario, nel comune di Oriolo Romano (VT), e scorre con direzione Ovest-Est fino al lago di Bracciano, a circa 2 Km a Nord dell abitato di Bracciano. Nel bacino insistono i centri abitati di Manziana, della località Pisciarelli e del comprensorio di Bracciano, che sono serviti dal collettore fognario circumlacuale COBIS. La maggior parte del bacino è ricoperta da aree boschive. In prossimità della foce, lungo la strada provinciale circumlacuale, sono presenti alcuni insediamenti civili, abitati generalmente nel periodo estivo. Il fosso di Grotta Renara, a monte del ponte di Boccalupo si presenta generalmente asciutto ma la portata aumenta notevolmente dopo aver ricevuto l acqua del fosso Poggio di Oriolo che, a sua volta, risulta alimentato per gran parte dal sopravanzo del vecchio acquedotto Paolo. La foce del fosso di Grotta Renara è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Guardiole Il fosso delle Guardiole nasce in prossimità del Fontanile delle Guardiole del Comune di Santa 14

14 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA Marinella e attraversa una zona adibita a pascolo fino a raggiungere, in prossimità dell autostrada, zone edificate con presenza di coltivazioni a serra. Il fosso, prima di sfociare a mare, attraversa l abitato di Santa Marinella. Le acque della foce sono a carattere perenne. La foce del fosso delle Guardiole è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Infernaccio Il fosso ha origine dalla confluenza di tre corsi d acqua ma l apporto idrico principale è quello meteorico. Il bacino occupa una zona di basse colline con zone boschive, zone adibite a pascolo brado, terreni incolti e zone fortemente antropizzate: la superficie è di circa 5 Kmq e la lunghezza d asta del fosso è di circa 5,5 Km. Il fosso Infernaccio sfocia a Sud di Civitavecchia, lambendo la località Borgo Odescalchi, a poche centinaia di metri di distanza dal fosso di Scarpatosta. Le acque della foce sono a carattere perenne. La foce del fosso Infernaccio è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto con il programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Lagusiello Il fosso Lagusiello nasce a quota 219 m slm come canale di drenaggio e di scolo dell omonimo lago che è prosciugato. Attraversa una galleria sotterranea lunga circa 200 m e riaffiora a quota 200 m slm a Nord della località Vaccheria. Il fosso sfocia nel lago di Bracciano in località l Ossessione. Nell area circostante il fosso Lagusiello sono presenti alcune case agricole abitate tutto l anno e, all altezza della foce, alcune villette. Il territorio è adibito prevalentemente a pascolo brado e a seminativo. Il corso d acqua è perenne. La foce del fosso Lagusiello è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Lenta (affluente del fiume Mignone) Il fosso Lenta ha origine in Contrada Quarto del Travertino e si dirige verso Sud-Ovest e successivamente verso Nord-Ovest, prima di confluire in riva sinistra del Mignone. Il bacino del Lenta ha forma a mezzaluna con concavità rivolta a Nord ed occupa una regione collinare (comprensorio Tolfetano Cerite di particolare valore naturalistico) che per metà è coperta da boschi. La superficie del bacino è pari a 53 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 10 Km. L altitudine media è di 200 m slm. Il fosso Lenta è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Licenza (affluente del fiume Aniene) È un affluente di destra dell Aniene, con confluenza a m 280 slm; ha origine dalla riunione di alcuni fossi che percorrono le pendici meridionali di Colle Cima dei Coppi e Colle Mola Capello, e scende poi verso Sud. Il bacino imbrifero del Licenza ha forma allungata in direzione Nord-Sud e comprende una regione montagnosa e di alte colline con ripidi versanti, la cui superficie è occupata per oltre metà da pascoli e campi coltivati. È interessato dal Parco Naturale dei Monti Lucretili che, con una superficie pari a ettari, domina il gruppo montuoso del Monte Gennaro, caratterizzato da fenomeni carsici con doline e depressioni di vasta superficie, campi carreggiati, grotte, pozzi, laghetti. La superficie del bacino è pari a 52 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 14,5 Km. L altitudine media è di 894 m slm. Sul limite del bacino si trova il paese di Mandela e all interno i paesi di Percile, Civitella San Paolo, Licenza e Roccagiovine. Il torrente Licenza è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Loricina Il fosso Loricina nasce nel territorio di Nettuno, con il nome di fosso della Seccia, in località la Seccia presso il Km 19 della strada per Velletri ed è alimentato da una fonte sorgiva. Il corso d acqua attraversa terreni coltivati con presenza di case sparse, poi si addentra nell abitato di Nettuno dove è intubato fino alla foce a mare, ubicata in pieno centro urbano di Nettuno, nei pressi di via Genova. La foce del fosso Loricina è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Malafede (affluente del fiume Tevere) È un affluente di sinistra del Tevere e ha inizio sulle pendici occidentali dell apparato vulcanico dei Colli 15

15 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 Albani, con il nome di Paglian Casale. La superficie del bacino è pari a 104 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 23,8 Km. L altitudine media è di 83 m slm. Nel bacino ricadono i centri urbani di Castel di Decima, Trigoria, Castel di Leva, Castel Romano, parte del comune di Albano Laziale e la tenuta presidenziale di Castel Porziano. La foce è ubicata nel comune di Roma, all altezza della stazione di Casal Bernocchi. Il fosso di Malafede è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01). Il fosso Malpasso Il fosso Malpasso ha inizio sulle pendici meridionali del Monte Paradiso e ha una lunghezza d asta di 4,4 Km. Il bacino ha una superficie di circa 2,8 Kmq e occupa una zona delimitata da basse colline, coltivate a seminativo. Il corso d acqua risulta perenne nella zona di foce, sebbene con portata limitata. La foce del fosso è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Marangone Il fosso Marangone prende origine dalla confluenza di due fossi che scendono dalle pendici di Poggio Ombricolo. Il bacino del corso d acqua, che occupa una zona collinare, è di 23 Kmq ed è occupata da boschi, pascoli e seminativi. Il fosso si immette a mare nei pressi della Torre Marangone. La foce del fosso Marangone è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fiume Mignone Il fiume Mignone nasce dai monti Sabatini, a Nord-Ovest del lago di Bracciano, ad una quota di circa 400 m slm; durante il suo corso riceve numerosi affluenti e attraversa una regione collinare che è in parte boscosa e in parte coltivata, poi sfocia nel Mar Tirreno, una decina di chilometri a Nord di Civitavecchia. Prima della foce è attraversato dall autostrada Roma-Tarquinia, la S.S. Aurelia e la ferrovia Roma-Pisa. Il bacino è di forma pressoché rettangolare, allungata in direzione Est-Ovest, che dal mare si estende per circa 35 Km nell interno fino ai laghi di Vico e Bracciano. Il bacino del Mignone è interessato dalla Riserva Parziale Naturale di Monterano che occupa una superficie pari a ettari tra i Monti della Tolfa e l area Sabatina. La Riserva è caratterizzata dalla presenza di forre incise dallo stesso Mignone e dal suo affluente Biscione. Sono presenti dense vegetazioni mediterranee alternate da boschi e cespuglieti. La superficie del bacino è pari a 496 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 65 Km. La quota massima del bacino è di circa 500 m slm e la minima di 3 m. Nel bacino ricadono i paesi di Veiano, Civitella Cesi, Monte Virginio, Canale Monterano, Manziana, Bagni di Stigliano, Tolfa e Allumiere. La foce è ubicata nella provincia di Viterbo. Il Mignone è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01), della verifica della idoneità delle acque ad essere utilizzate per la produzione di acqua potabile (monitoraggio 02) e della verifica della idoneità alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Mola o Robiano È un breve corso d acqua che scorre alle pendici della collina urbanizzata denominata località San Francesco e sfocia nel lago di Bracciano a circa 300 m di distanza dal porticciolo di Anguillara, in pieno centro abitato. Il corso d acqua è generalmente asciutto nei mesi estivi. La foce del fosso della Mola è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Mola o del Ponte Vecchio Il corso d acqua nasce ai piedi della rupe di Bracciano ed è alimentato dal sopravanzo della sorgente della Catena. Il fosso ha una portata modesta per tutto il percorso e scorre per circa 2 Km prima di raggiungere il lago in località Bagni di Bracciano. La foce del fosso Mola è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso della Moletta Il fosso della Moletta ha origine circa 2 Km ad Ovest della città di Aprilia e scende verso valle dove riceve l apporto di alcuni importanti affluenti che rientrano nella parte di bacino ubicata nella provincia di Latina. Nel comune di Ardea, il fosso costeggia, lungo la sponda sinistra, una zona densamente abitata 16

16 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA (zona Nuova California) mentre a destra, zona Santa Lucia, sono presenti case sparse e zone coltivate a fiori e ortaggi, per la cui irrigazione è prelevata l acqua del fosso. Il corso d acqua, dopo aver attraversato il ponte sulla via Ardeatina, all altezza del Km 16,5, attraversa il centro urbano di Tor San Lorenzo nel comune di Ardea, dove sfocia a mare. La foce del fosso della Moletta è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Orfeo Il fosso Orfeo ha origine dal drenaggio della zona ubicata tra gli abitati di Campo Iemini e Borgo Santa Rita del Comune di Pomezia. Il bacino non ha una netta conformazione in quanto la zona drenata, oggi bonificata, un tempo era paludosa. Il corso d acqua ha un percorso molto breve (circa 3 Km) in un territorio adibito prevalentemente ad uso agricolo. Lungo il percorso il fosso riceve le acque dei numerosi canali di bonifica che peraltro ne costituiscono la totale portata nei periodi di secca. Alcuni canali di bonifica costeggiano gli abitati di Torvajanica. Il fosso sfocia a mare nella zona Sud dell abitato di Torvajanica del comune di Pomezia. La foce del fosso Orfeo è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Passerano (affluente del fiume Aniene) È un affluente di sinistra dell Aniene, che ha inizio nei pressi del paese di S. Cesareo con il nome di Fosso Scuro; scende a valle verso Nord-Nord Ovest fino alla confluenza con l Aniene, che avviene a 62 m slm. Il bacino imbrifero ha forma molto allungata ed occupa una regione collinare, prevalentemente agricola, caratterizzata da fossi stretti e profondi con rive alte e ripide. La superficie del bacino è pari a 36,6 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 22,5 Km. L altitudine media è di 227 m slm. Sul limite del bacino si trova il paese di Rocca Priora e all interno rientra il paese di San Cesareo. Il fosso Passerano è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il canale dei Pescatori Il canale dei Pescatori o canale dello Stagno ha la stessa funzione del canale delle Acque Alte e Basse di Fregene: regolamenta il deflusso delle acque del territorio della Bonifica di Ostia. Nel periodo estivo, per alimentare le acque dei canali di bonifica, spesso vengono utilizzate le acque del fiume Tevere. La foce del Canale dei Pescatori è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Pratica Il fosso di Pratica ha origine nella tenuta Petronella dove è intubato fino all incrocio con la via Pontina Vecchia, zona industriale del comune di Pomezia, poi attraversa una zona agricola con abitazioni sparse, costeggia il Castello di Pratica, attraversa via Pratica di mare in località Fornaci, e poi scorre in una zona di campagna denominata Campo Selva adibita a pascolo ed a colture. Infine, il fosso sfocia in mare sul litorale di Pratica di Mare del comune di Pomezia, in una zona densamente abitata. Nel bacino del fosso di Pratica insiste il vasto insediamento aeroportuale di Pratica di Mare. La foce del fosso di Pratica è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso del Prete Il fosso del Prete ha origine in località Crepacuore da uno sbarramento artificiale che forma un laghetto di ridotte dimensioni, raccoglie le acque di un piccolo bacino imbrifero collinare a forma allungata e corre verso il mare per circa 4 Km. Nel bacino sono presenti sorgenti temporanee di portata molto piccola. La superficie del bacino è di circa 4,5 Kmq. Il fosso del Prete sfocia a mare a circa 3 Km di distanza da Civitavecchia, a Nord di Punta San Paolo. Recentemente, con la costruzione della diga foranea ed il riempimento dell invaso creatosi, la foce è stata allungata mediante un canale lungo circa 500 m. L area inferiore del bacino è occupata da numerosi capannoni adibiti a servizi e da un grande deposito di carburanti. La foce del fosso del Prete è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso dei Quadri Il fosso dei Quadri nasce a Sud del centro abitato di Bracciano e, dopo aver attraversato una zona con 17

17 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 ripidi pendii coperti da boschi, sfocia nel lago di Bracciano presso il promontorio denominato il Calvario. Nell ultimo tratto, dopo aver attraversato la S.P. circumlacuale, il fosso costeggia un centro velico e alcuni lotti con colture ad ortaggi ad uso familiare. Il fosso è asciutto per quasi tutto il suo percorso. All altezza della S.P. circumlacuale viene alimentato da sorgenti caratterizzate da modesta portata fino alla foce. La foce del fosso dei Quadri è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 07). Il fosso Quartaccio Il bacino ha forma allungata e occupa una regione collinare. Dopo aver attraversato zone con coltivazioni intensive di fiori, sfocia a mare tra Santa Marinella e Santa Severa. Le acque della foce sono a carattere perenne. La foce del fosso Quartaccio è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Rio Fiume Il bacino del fosso Rio Fiume, che ha origine sulle pendici orientali del Monte la Tolfaccia, occupa una regione collinare con versanti piuttosto ripidi e con colline che raggiungono quote più elevate dalla costa verso l interno. Oltre il 60% della superficie del bacino è coperta da boschi e il rimanente risulta nella massima parte coltivato a seminativo (comprensorio Tolfetano Cerite di particolare valore naturalistico). Nella zona più prossima al litorale, il corso d acqua attraversa la zona abitativa di Santa Severa nord. La foce del Rio Fiume è caratterizzata da una notevole portata. La foce del fosso Rio Fiume è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Rio Galeria (affluente del fiume Tevere) È un affluente di destra del Tevere che nasce all altezza della via Trionfale alta e sbocca nella piana del Tevere presso l abitato di Ponte Galeria. Il bacino si estende dalle pendici del lago di Bracciano fino al Tevere, poco ad ovest di Roma. La superficie del bacino è pari a 158 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 38,5 Km. L altitudine media è di 95 m slm. Nell area del bacino ricadono i centri abitati di Cesano e di Ponte Galeria. La foce è ubicata nel comune di Roma. Il fosso Rio Galeria è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01). Il fosso Rio Torto Il fosso Rio Torto ha origine sulle pendici occidentali dell apparato vulcanico dei Colli Albani, nei pressi della città di Albano Laziale, con il nome di fosso Procula. Il fosso Rio Torto ed i suoi affluenti attraversano numerosi insediamenti urbani, civili e industriali. Nella sua parte terminale, il corso d acqua è alimentato da numerosi canali di bonifica della fascia costiera sud di Torvajanica, prima di sfociare a mare nel comune di Pomezia, all altezza del Km 18,8 della via Litoranea (S.S. 601). La foce del fosso Rio Torto è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fiume Sacco Il fiume Sacco è uno dei grandi fiumi della regione laziale, ma solo una parte del suo bacino rientra nella provincia di Roma, ovvero il tratto che va dall inizio del fiume fino alla sezione immediatamente a valle della confluenza del suo affluente di destra, il fosso Rio. Il fiume Sacco ha origine nei monti Prenestini e scorre da Nord a Sud in una valle aperta; il bacino ha una forma irregolare ed occupa una regione in parte montagnosa ed in parte collinare con versanti da molto acclivi a mediamente acclivi. La superficie del bacino è pari a 651 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 45 Km. L altitudine media è di 498 m slm. Nell interno del bacino, o al suo limite, ricadono molti paesi e centri abitati: Castel S. Pietro Romano, Palestrina, Rocca di Cave, Cave, Labico, Valmontone, Carchitti, Rocca Priora, Rocca Massima, Artena, Montelanico, Carpineto Romano, Gorga, S. Vito Romano, Olevano Romano, Capranica Prenestina, Serrone, Roiate, La Forma, Genazzano, Piglio, Acuto, Paliano, Anagni, Colleferro, Gavignano e Segni. Il fiume Sacco è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01) e in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Sanguinara Il fosso Sanguinara nasce alle pendici del monte Baciadonne e sfocia nel Tirreno a Nord-Est di Ceri, 18

18 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA nella zona sudorientale dell abitato di Ladispoli. Il fosso si snoda in aree boschive oppure in terreni adibiti a pascolo: nel territorio a Sud di Cerveteri e nel comune di Ladispoli attraversa zone agricole caratterizzate da colture intensive e ortaggi. Il bacino imbrifero interessa i comuni di Bracciano, Cerveteri e Ladispoli. Le acque della foce del fosso Sanguinara sono a carattere perenne. La foce del fosso Sanguinara è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso dello Schiavo Il fosso dello Schiavo attraversa la valle Schioia e segue un percorso piuttosto breve durante il quale riceve l apporto di alcune sorgenti che sgorgano dai versanti della valle stessa. Inoltre il fosso è alimentato dalle acque di alcuni canali di bonifica, da fossi che ricevono le acque di alcune sorgenti locali e dalle acque piovane di drenaggio. A valle, nel territorio circostante la sponda sinistra del fosso fino alla foce (Lavinio Nord, Lavinio Sud, Lavinio mare), sono presenti numerose abitazioni. La sponda destra è invece a carattere agricolo fino all altezza della S.S. 616 (Ostia-Anzio) dove iniziano le costruzioni del Consorzio Lido dei Gigli del comune di Anzio che la costeggiano fino alla foce. Un tratto del fosso, a monte della S.S. 616, risulta intubato. La foce del fosso dello Schiavo è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Santa Maria Morgana Il fosso Santa Maria Morgana, che origina in contrada Prato Cipolloso, attraversa fino alle quote più basse zone coperte da boschi e, prima di sfociare a mare, attraversa una zona edificata nell abitato di Santa Marinella, in prossimità del porticciolo del Castello Odescalchi. Il bacino del fosso Santa Maria Morgana è costituito praticamente dalla sola valle scavata dall omonimo fosso. La superficie del bacino è di circa 2,6 Kmq. Le acque della foce sono a carattere perenne. La foce del fosso Santa Maria Morgana è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso San Vittorino (affluente del fiume Aniene) È un affluente di sinistra dell Aniene, che ha inizio sulle pendici meridionali del monte Pagliaro, con il nome di fosso delle Fontanelle e scende a valle dapprima verso Sud-Ovest, a fianco del paese di S. Gregorio da Sassola, e poi verso Nord-Ovest fino alla confluenza con l Aniene che avviene a 41 m slm,. La forma del bacino è irregolarmente allungata ed occupa una regione all inizio montagnosa, con versanti acclivi, e poi collinare, con pendii medi e dolci, profondamente incisi da vari corsi d acqua che corrono in fossi stretti e con rive alte e ripide; esso occupa una superficie prevalentemente agricola. La superficie del bacino è pari a 40 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 18,5 Km. L altitudine media è di 505 m slm. Sul limite del bacino si trova il centro abitato di Guadagnolo e all interno si estendono i paesi di Casape, S.Gregorio da Sassola e S.Vittorino. Il fosso S. Vittorino è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Savo (affluente del fiume Sacco) Il fosso Savo è un affluente di destra del fiume Sacco e ha inizio sul vulcano dei Colli Albani, sulle pendici settentrionali del Colle dei Morti, con il nome di fosso della Velica. Il fosso scende a valle fino alla confluenza con il fiume Sacco, e in questo tratto cambia il nome in fosso Savo. Non sono presenti affluenti importanti in riva destra. Il bacino del fosso Savo ha forma irregolare ed occupa una regione di alte e medie colline con versanti più o meno acclivi; buona parte della quale è coperta da boschi. La superficie del bacino è pari a 85 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 25,5 Km. L altitudine media è di 499 m slm. All interno del bacino imbrifero ricadono i paesi di Labico e Valmontone. Il fosso Savo è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01) e in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Scarpatosta Il fosso di Scarpatosta origina dalle pendici del Monte Paradiso: dopo un percorso di 4-5 Km sfocia a Sud dell abitato di Civitavecchia, tra Borgo Odescalchi e Punta del Pecoraro. Il bacino ha forma allungata ed è delimitato da basse colline che culminano con il Monte Paradiso. La superficie del bacino, nella quasi totalità, è adibita a pascolo e, soprattutto in prossimità della foce, a coltivazioni. A destra e a sinistra della foce del fosso di Scarpatosta insistono stabilimenti balneari. La foce è perenne ma con portata limitata. 19

19 RAPPORTO SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE DELLA PROVINCIA DI ROMA ANNO 2007 La foce del fosso Scarpatosta è sottoposta a monitoraggio in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto con il programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Secco Il fosso ha origine in località Riserva Marcaccio, nel comune di Ardea e si snoda verso il mare costeggiando l insediamento residenziale Lido dei Pini. Dopo l intersezione con la litoranea Ostia-Anzio, al Km 29, attraversa la pineta Gallinara, dove sono ubicati i campeggi Lido delle Ginestre e Campeggiatori Romani, e sfocia a mare. Il regime del fosso è a carattere torrentizio. La foce del fosso Secco è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). II fosso Simbrivio (affluente del fiume Aniene) È un affluente di destra dell Aniene, che ha inizio dalla confluenza di alcuni fossi che scendono a raggiera, nei pressi del paese di Vallepietra, e scorre a valle verso Sud-Sud Ovest, fino alla confluenza con l Aniene, in località Comunacque a m 550 slm. La forma del bacino è grossomodo triangolare, con il vertice alla confluenza con l Aniene. Il bacino occupa una regione montagnosa con versanti molto acclivi, per gran parte coperta da boschi (Parco Naturale dei Monti Simbruini, citato nella descrizione del fiume Aniene), e comprende il paese di Vallepietra. La superficie del bacino è pari a 60 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 13 Km. L altitudine media è di 1170 m slm.. Il fosso Simbrivio è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fiume Tevere Il Tevere entra nella provincia di Roma all altezza del comune di Ponzano Romano e, per un lungo tratto (circa 20 Km), fa da confine tra la stessa provincia di Roma e quella di Rieti. Questo tratto di fiume che attraversa territori adibiti, prevalentemente, ad uso agricolo, riceve l apporto di alcuni modesti affluenti. All altezza di Torrita Tiberina e di Nazzano il fiume attraversa la Riserva Naturale del Tevere Farfa, costituita a protezione di una zona umida di interesse internazionale. Il confine Sud della riserva coincide con la diga dell ENEL di Meana. In questo tratto, il fiume riceve le acque di uno dei suoi più importanti affluenti, il fiume Farfa, il cui bacino insiste quasi esclusivamente nella provincia di Rieti, interessando la provincia di Roma solo nel suo tratto terminale. Anche a valle della Riserva Naturale, fino al confine con il comune di Roma, il territorio circostante il Tevere è prevalentemente adibito ad uso agricolo, mentre man mano che ci si avvicina verso la diga di Castel Giubileo, aumentano gli insediamenti abitativi o adibiti ad attività terziaria. Su questo tratto di fiume, si riversano le acque di numerosi ed importanti affluenti. La diga di Castel Giubileo, come la diga di Meana sopra citata, limita il trasporto di materiale solido al mare, contribuendo, pertanto, alla vistosa erosione del litorale che si verifica specialmente all altezza dell Isola Sacra. Le due dighe, inoltre, costituiscono barriere insormontabili alla risalita dei pesci, con effetti negativi sull ecologia delle popolazioni ittiche. Tra la diga di Castel Giubileo e Ponte Milvio si alternano aree verdi, parzialmente adibite a scopo agricolo, insediamenti ed attività terziarie o piccole industrie, impianti sportivi (compreso il Galoppatoio di Tor di Quinto), l Aeroporto dell Urbe, il depuratore di Roma Nord e l immissione del fiume Aniene. Sull ansa di Grottarossa, territorio che conserva ancora importanti caratteristiche botaniche e zoologiche, è ubicato il nuovo complesso RAI. In questo tratto, il Tevere riceve le acque del fiume Aniene, del fosso Valchetta, del fosso Acqua Traversa o Crescenza e di altri piccoli affluenti. Dal Ponte Milvio al Ponte Marconi, il Tevere attraversa la città di Roma. I numerosi corsi d acqua che una volta pervenivano al Tevere, sono ormai stati quasi completamente convogliati ai collettori comunali che costeggiano il Tevere e l Aniene. Alla periferia di Roma si riscontrano, invece, ancora numerosi corsi d acqua non intubati. Dal Ponte Marconi al Ponte di Mezzocammino (G.R.A.) si incontrano terreni agricoli, impianti sportivi, borghetti con insediamenti artigianali, cantieri navali, insediamenti industriali (nell ansa Magliana), l ippodromo di Tor di Valle, il depuratore di Roma Sud. Per quanto riguarda gli affluenti, in questo tratto del Tevere, si riversano il fosso Vallerano e il fosso della Magliana. Dal ponte di Mezzocammino a Capo due Rami, sulla riva sinistra del Tevere, sono presenti numerosi insediamenti abitativi che attualmente costituiscono veri e propri quartieri (Vitinia, Centro Giano, Acilia, Villaggio San Francesco, Infernetto, Dragoncello), alternati a campi coltivati sugli argini del fiume. In questo tratto, il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano preleva le acque per alimentare i canali di irrigazione a servizio delle coltivazioni dell esteso territorio consortile. 20

20 1. LE ACQUE NELLA PROVINCIA DI ROMA Per quanto riguarda gli affluenti, in questo tratto il Tevere riceve le acque del fosso di Spinaceto (alimentato dal collettore di Spinaceto che convoglia liquami non depurati dei quartieri di Spinaceto, Tor de Cenci ed il villaggio Azzurro), del fosso di Malafede e del fosso Galeria. L ultimo tratto del Tevere comprende l Isola Sacra, racchiusa tra due canali in cui il fiume si biforca all altezza di Capo due Rami. Il canale principale di Fiumara Grande, che costituisce il corso naturale del fiume, raggiunge il mare a Sud dell Isola, mentre il canale di Fiumicino raggiunge il mare a Nord dell Isola. L Isola Sacra è attualmente ridotta ad una borgata integrata da attività commerciali e produttive: lungo le sponde si rinvengono numerosi rimessaggi e cantieri navali. Nel canale di Fiumicino, all altezza della strada Portuense, sono ubicati gli scarichi dell Aeroporto Leonardo da Vinci ed i dilavamenti dell area aeroportuale. Nella Fiumara Grande, le cui sponde nell ultimo tratto sono ridotte ad un imbarcadero, vengono scaricate le acque reflue provenienti dal depuratore di Ostia. Il fiume Tevere è sottoposto a monitoraggio in funzione degli obiettivi di qualità ambientale (monitoraggio 01), della verifica della idoneità alla vita dei pesci (monitoraggio 03), dello scambio di informazioni sulla qualità delle acque dolci superficiali nella Comunità europea (monitoraggio 04) e, per quanto riguarda la foce, in funzione della valutazione degli effetti degli interventi messi in atto col programma di risanamento dell entroterra (monitoraggio 05). Il fosso Tor Caldara Il fosso ha origine da due diversi rami: il primo nasce al limite dell abitato di Lavinio Scalo, sullo stradone di San Anastasio, mentre il secondo ramo proviene dal centro abitato di Cincinnato Nord. La zona circostante il fosso Tor Caldara, fino alla foce, è utilizzata a colture estensive ed è completamente disabitata. Il fosso, dopo aver attraversato la via litoranea Ostia-Anzio, al Km 34 entra nella macchia di Tor Caldara, soggetta a vincoli di rispetto naturalistico e posta sotto il controllo del WWF. La Riserva Naturale di Tor Caldara, che occupa una superficie pari a 44 ettari, è caratterizzata da una fitta macchia mediterranea con sugheri, lecci e torrenti d acqua solfurea e costituisce una delle più piccole ma importanti aree protette del Lazio. Il fosso sfocia a mare sulla costa antistante la macchia di Tor Caldara del comune di Anzio. La foce del fosso Tor Caldara è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Torraccia o Prima Porta (affluente del fiume Tevere) È un affluente di destra del Tevere e ha inizio sulle pendici orientali dei Monti Rosi, con il nome di fosso dei Quattro Pali e, dopo aver attraversato il comune di Sacrofano, sbocca nella piana del Tevere in corrispondenza dell abitato di Prima Porta. Nel bacino ricadono il centro abitato di Sacrofano e il quartiere romano di Prima Porta, nel comune di Roma e qui sfocia nel Tevere. La superficie del bacino è pari a 78 Kmq e la lunghezza d asta del corso d acqua è pari a 18 Km. L altitudine media è di 169 m slm. Il fosso della Torraccia è sottoposto a monitoraggio in funzione della verifica della idoneità delle acque alla vita dei pesci (monitoraggio 03). Il fosso Torre Valdaliga Sud Il bacino di questo breve corso d acqua, dove ricade l abitato di borgata Aurelia, è occupato da aree coltivate a seminativo e da un vasto centro di raccolta di autovetture per la successiva distribuzione commerciale. All altezza della foce, sono presenti una centrale termoelettrica e capannoni industriali. La foce del fosso Torre Valdaliga Sud è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Torre Valdaliga Nord È un breve corso d acqua che attraversa la Piana della Scaglia del Comune di Civitavecchia e, dopo aver attraversato la linea ferroviaria Tirrenica e l insediamento ENEL, sfocia a mare a nord del promontorio denominato Torre Valdaliga. La foce del fosso Torre Valdaliga è sottoposta a monitoraggio in funzione della individuazione delle cause inquinanti delle acque destinate alla balneazione (monitoraggio 06). Il fosso Tre Denari Il fosso Tre Denari ha origine in Contrada Quarto S. Andrea del Comune di Fiumicino e scende a valle con direzione da Nord-Est a Sud-Ovest, sbocca nella piana costiera, a quota 10 m slm, e dopo un percorso di circa 4 Km sfocia nel Mar Tirreno a Passo Oscuro, circa 5 Km a Nord-Ovest di Fregene. Il bacino ha forma triangolare e si estende su una regione di basse colline dolcemente modellate, quasi 21

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