PREGARE DIO PER I VIVI E I DEFUNTI

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1 ANNO 19 NUM. 2 SETTEMBRE 2014 Via Montisoni, ANTELLA (FIRENZE) - tel fax e mail: PERIODICO DELLA MISERICORDIA DELL ANTELLA Direttore responsabile: Dott. Adolfo Messerini SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE: COMMA 20/C-LEGGE 662/96-FILIALE DI FIRENZE AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI FIRENZE N 4576 DEL GRAFICA: STEFANO BENINI STAMPA: TIPOGRAFIA CONTINI Via G. Garibaldi, 98 Sesto Fiorentino PREGARE DIO PER I VIVI E I DEFUNTI Dio ci ha creato per conoscerlo, amarlo e goderlo per sempre in paradiso, e cioè per vivere sempre in comunione con Lui. Ognuno di noi lo prega dall intimo del cuore, perché sa che Dio, suo creatore, è un padre buono e fedele ai suoi progetti e alle sue promesse. Invero non saprei quanti possano ricordare l elenco delle 7 Opere di Misericordia corporale e quali siano le 7 Opere di Misericordia Spirituale. Eppure nella Chiesa Cattolica vengono ricordate e promosse ad ogni singolo fedele. Visto che questo è la edizione del Ponte dell Antella che preannuncia sia la Festa della Madonna del Rosario che della Commemorazione dei Santi e dei Defunti, desidero riprecisare il senso profondo della 7 delle Opere di Misericordia Spirituale: PREGARE DIO PER I VIVI E I DEFUNTI La settima opera c invita a rivolgere a Dio una preghiera tutta particolare che ci sta a cuore, cioè la supplica e l intercessione in favore dei vivi e dei defunti. Quando preghiamo parliamo con Dio: ci accostiamo a Lui, e, poiché lo facciamo con Cristo, in Cristo e per Cristo, noi stessi diventiamo preghiera perché come dice Sant Agostino è Cristo che prega per noi come nostro sacerdote, prega in noi come nostro capo, è pregato da noi come nostro Dio. Riconosciamo, quindi, sia le nostre voci in lui, come pure la sua voce in noi. Quando preghiamo ci mettiamo in sintonia con lo Spirito Santo diventando il gemito ineffabile dello Spirito Santo che in noi grida: Abbà, Padre (Rm 8,15). per portare a compimento il progetto del Padre che vuole la salvezza di tutti gli uomini (1 Tm 2,4). E poiché, a volte, non sappiamo domandare quello che ci conviene, allora lasciamo che lo Spirito Santo stesso interceda con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili. Come pregare per i vivi e per i defunti Santa Monica, mamma di S. Agostino Vescovo, poco prima di morire, si rivolse ai suoi due figli, chiedendo loro di essere ricordata innanzi all altare del Signore. Così già pensavano i santi nei primi secoli della Chiesa. La preghiera che innalziamo al Padre è come una lotta in favore di tutti, vivi e defunti: coloro che ci sono cari, ma anche tutti i peccatori e quanti si trovano in difficoltà, compresi i nostri defunti. Scrive San Giacomo: Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza (Gc 5,16). Anche Gesù sulla croce implorava per i peccatori: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34). Noi cristiani conosciamo bene il modo più sicuro con cui le nostre preghiere e lacrime possono essere esaudite: la Santa Messa. La Messa, infatti, è l azione di grazie, di lode e di intercessione che Gesù offre a Dio Padre in favore di tutta l umanità, vivi e defunti. Non c è nulla di più efficace che unirci a Gesù nella Celebrazione Eucaristica, per ottenere grazie di guarigione e di ogni misericordia. Ecco alcune preghiere tipo nella S. Messa: Ti offriamo, Padre, questo Sacrificio di lode per ottenere per noi e per i nostri cari, redenzione, sicurezza di vita e salute. Abbi misericordia di tutti, o Dio nostro, e donaci la vita eterna insieme con la Beata Vergine Maria e tutti i santi. Concedi pace e salvezza al mondo intero e ricongiungi a te tutti i tuoi figli ovunque dispersi. Ricordati, Padre, dei nostri fratelli che ci hanno preceduto con il segno della fede; dona loro la beatitudine, la luce e la pace. Ricordati di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza, e concedi anche a noi di ritrovarci insieme a godere per sempre della tua gioia. Nella Santa Messa noi possiamo presentare al Padre, per mezzo di Gesù Cristo, tutte le intenzioni che più ci stanno a cuore, sicuri che arrivano al cuore di Dio. Del resto, già prima,della venuta di Cristo nel mondo, della sua morte redentrice e della sua gloriosa resurrezione, in un libro cosiddetto dei Maccabei si diceva a proposito di soldati defunti che erano stati trovati con degli amuleti addosso (segno di superstizione e di nonfiducia in Dio): (II Libro dei Maccabei 12, 43-46) In quei giorni, 43 fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dracme d argento,[giuda Maccabeo, capo dei Giudei] le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio per il pec- 1

2 cato, compiendo così un azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. 44 Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. 45Ma se egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato. E se tutto questo vale per i Defunti, non vale forse anche per i viventi? Quanti gravi problemi ci assediano e ci incalzano: problemi di salute, di indigenza, di mancanza di lavoro, di casa... Problemi di cattivi rapporti in famiglia: fra coniugi, fra genitori e figli, fra i giovani stessi! Per non parlare di problemi nazionali ed internazionali: guerre, fame, povertà, violenze di ogni genere, emigrazioni, problemi di migliaia di profughi... E troppo facile cadere nella domanda: cosa ci posso fare io, di fronte a così immani problemi e calamità? Basta forse chiudere gli occhi o stringersi nelle spalle? o demandare il tutto a chi è costituito in autorità? Ma la cosa più semplice e immediata, apparentemente povera e inutile, è la preghiera; quella non ci viene neppure a mente! Salvo poi scandalizzarsi della apparente indifferenza di Dio! Noi per primi, non crediamo che Lui possa o voglia fare qualcosa... Ma un giorno potremmo sentirci dire da Lui: Perché non mi hai mai chiesto nulla nella preghiera? Pensavi di poter risolvere o voler fare da solo o che si fosse raccorciato il braccio di Dio? Non hai avuto l umiltà di chiedere, non hai avuto fiducia nel credere in me!! Proprio perché impotenti, domandiamo grazia e misericordia all Onnipotente pregando per i Vivi e per i Defunti! don Giovanni M. - Correttore INCONTRO CON PAPA FRANCESCO di Roberto Trucchi Presidente Confederazione Nazionale delle Misericordie d Italia Uomini di viva fede la istituirono, ordinandosi in Sodalizio per onorare Dio con opere di Misericordia verso il prossimo. (dall art. 1 delle Costituzioni) Santo Padre, questo è l articolo uno delle Costituzioni delle Misericordie. E questo è il nostro grande Movimento! È davvero una grande gioia per me e per tutto il Movimento delle Misericordie d Italia essere qui oggi. Le porto il saluto delle migliaia di fratelli e sorelle che oggi non possono essere qui perché in questo momento stanno continuando ad assicurare servizi a chi ha bisogno, mani umili e infaticabili, cuori colmi dell amore di Dio che non hanno riposo, talora neppure in giorni di festa come questo. Mesi di attesa e di preparazione hanno portato a questo momento che non solo è l occasione per conoscere finalmente di persona Lei, Santo Padre, ma anche di presentarle il Movimento e la sua Opera secolare. Oltre 800 sedi sul territorio nazionale con 100mila fratelli attivi e più di 800mila iscritti, fatto da laici impegnati che oggi fra l altro per un disegno della provvidenza è guidato da un Presidente che è un Diacono permanente. La misericordia cambia il mondo : fin dal suo primo Angelus, Santo Padre, la misericordia del Signore è sempre stata al centro delle sue riflessioni. Questo, se da un lato ci fa pensare al peso e alla grande responsabilità insiti nel nome stesso del nostro Movimento, dall altro ci riporta alla scelta significativa che i nostri padri hanno fatto 8 secoli fa, dandosi proprio questo nome che è segno di un aiuto non solo materiale ma anche morale, di cui ancora oggi - e forse oggi più che mai - la nostra società ha bisogno. Una carità sconfinata, la nostra, che non si fa bella, non è mai vanitosa né arrogante, non si riempie la bocca con i bisognosi: è una carità umile, silenziosa, nascosta dalla buffa, il cappuccio nero della nostra veste storica, quella che da 770 anni i confratelli indossano - dapprima anche concretamente e in seguito soprattutto simbolicamente - per garantire l anonimato della propria opera, svolta nel nome di Gesù. L incontro di oggi si veste per noi più che mai di un significato del tutto straordinario, riportandoci a rileggere i valori fondanti che hanno dato origine al Movimento stesso, facendoci riscoprire la nostra storia e la nostra identità, e offrendoci una ulteriore, profonda motivazione per spingerci a rinnovare il nostro impegno verso coloro che soffrono. Stare dentro la comunità, essere risposta costante e concreta ai bisogni accanto a valore umano, religioso e sociale, sono gli obiettivi che ancora oggi ci poniamo e lo saranno anche domani. L incontro, tra l altro, avviene in un giorno molto particolare. Il 14 giugno 1986, circa 10mila fratelli delle Misericordie italiane vennero ricevuti in udienza dal Santo Padre. Nell aula Paolo VI, gremitissima, l oggi San Giovanni Paolo II tracciò una svolta nella vita del Movimento, indicando con chiarezza la via della carità che le Misericordie dovevano far propria: Ecco la consegna che vi affido... siate i promotori e fautori della civiltà dell amore, siate testimoni infaticabili della cultura della carità. Queste parole costituirono per le Misericordie una vera e propria svolta. E oggi, 14 giugno 2014, esattamente 28 anni dopo, le Misericordie tornano di fronte a lei, Santo Padre, per ricevere la benedizione e una nuova indicazione sulla via di solidarietà su cui dirigere il Movimento. Una altro segno della Provvidenza che rende per noi questo appuntamento ancora più speciale, un ulteriore occasione per confermare la nostra piena disponibilità ad essere braccio operativo della Chiesa, al servizio della carità. Ed è proprio nel solco di questo secolare Sentimento, che si inserisce anche la nostra nuova attività a Betlemme, dove la Confederazione delle Misericordie ha fatto nascere la prima Misericordia della Terra Santa per dare aiuto, morale e materiale, alla popolazione palestinese. Per confermare la misericordia nel cuore della Cristianità. Santo Padre, Lei una volta ha detto che la Chiesa è un ospedale da campo e che c è tanto bisogno di curare le ferite, di portare la carezza di Dio sulle piaghe dei nostri peccati. Be, questo è ciò che il nostro Movimento fa da 770 anni: avvicinarsi a chi ha bisogno e curare le sue ferite, corporali e spirituali, testimoniando l amore di Dio attraverso le opere di misericordia. Ed è proprio questo che continueremo a fare anche nei prossimi 770 anni. 2

3 La Misericordia dell Antella ha partecipato all udienza con Papa Francesco DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI GRUPPI DELLE MISERICORDIE E FRATRES D ITALIA NELL ANNIVERSARIO DELL UDIENZA DEL 14 GIUGNO 1986 CON PAPA GIOVANNI PAOLO II Piazza San Pietro Sabato, 14 giugno 2014 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Rivolgo il mio saluto a tutti voi che fate parte delle Misericordie d Italia e dei gruppi Fratres, e anche ai vostri familiari e alle persone assistite che hanno potuto unirsi al vostro pellegrinaggio. Saluto Mons. Franco Agostinelli, Vescovo di Prato e vostro Correttore generale, e il Presidente nazionale della vostra Confederazione, il Signor Roberto Trucchi, ringraziandoli per le parole con cui hanno introdotto questo incontro. A tutti va il mio apprezzamento per l importante opera che svolgete in favore del prossimo sofferente. Le Misericordie, antica espressione del laicato cattolico e ben radicate nel territorio italiano, sono impegnate a testimoniare il Vangelo della carità tra i malati, gli anziani, i disabili, i minori, gli immigrati e i poveri. Tutto il vostro servizio prende senso e forma da questa parola: misericordia, parola latina il cui significato etimologico è miseris cor dare, dare il cuore ai miseri, quelli che hanno bisogno, quelli che soffrono. È quello che ha fatto Gesù: ha spalancato il suo Cuore alla miseria dell uomo. Il Vangelo è ricco di episodi che presentano la misericordia di Gesù, la gratuità del suo amore per i sofferenti e i deboli. Dai racconti evangelici possiamo cogliere la vicinanza, la bontà, la tenerezza con cui Gesù accostava le persone sofferenti e le consolava, dava loro sollievo, e spesso le guariva. Sull esempio del nostro Maestro, anche noi siamo chiamati a farci vicini, a condividere la condizione delle persone che incontriamo. Bisogna che le nostre parole, i nostri gesti, i nostri atteggiamenti esprimano la solidarietà, la volontà di non rimanere estranei al dolore degli altri, e questo con calore fraterno e senza cadere in alcuna forma di paternalismo. ha fatto. Imitiamo Gesù: Egli va per le strade e non ha pianificato né i poveri, né i malati, né gli invalidi che incrocia lungo il cammino; ma con il primo che incontra si ferma, diventando presenza che soccorre, segno della vicinanza di Dio che è bontà, provvidenza e amore. L attività delle vostre associazioni si ispira alle sette opere di misericordia corporale, che mi piace richiamare, perché farà bene sentirle un altra volta: dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; vestire gli ignudi; alloggiare i pellegrini; visitare gli infermi; visitare i carcerati; seppellire i morti. Vi incoraggio a portare avanti con gioia la vostra azione e a modellarla su quella di Cristo, lasciando che tutti i sofferenti possano incontrarvi e contare su di voi nel momento del bisogno. Cari fratelli e sorelle, grazie! Grazie di nuovo a tutti voi per quello che fate. Grazie! Che le Misericordie e i gruppi Fratres continuino ad essere luoghi di accoglienza e di gratuità, nel segno dell autentico amore misericordioso per ogni persona. Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga! Grazie! Benedizione E per favore non dimenticatevi di pregare per me. Ne ho bisogno anch io! Grazie! Abbiamo a disposizione tante informazioni e statistiche sulle povertà e sulle tribolazioni umane. C è il rischio di essere spettatori informatissimi e disincarnati di queste realtà, oppure di fare dei bei discorsi che si concludono con soluzioni verbali e un disimpegno rispetto ai problemi reali. Troppe parole, troppe parole, troppe parole, ma non si fa niente! Questo è un rischio. Non è il vostro, voi lavorate, lavorate bene, bene! Ma c è il rischio... Quando io sento alcune conversazioni tra persone che conoscono le statistiche: Che barbarie, Padre! Che barbarie, che barbarie!. Ma cosa fai tu per questa barbarie?. Niente, parlo! E questo non risolve niente! Di parole ne abbiamo sentite tante! Quello che serve è l operare, l operato vostro, la testimonianza cristiana, andare dai sofferenti, avvicinarsi come Gesù 3

4 Programma Celebrazioni Patronali BeataVergine del Rosario Giovedi 2 Ottobre 2014 ore Incontro di formazione per i Confratelli, presso la Sede della Confraternita, tenuto da Don Giovanni Martini in occasione della Vestizione dei nuovi Confratelli Sabato 4 Ottobre 2014 ore Mostra Mercato dell Associazione Culturale Ceramiche a Montughi pomeriggio Festa dei Ragazzi al parco giochi ore Chiesa Parrocchiale recita S.Rosario e S.Messa Prefestiva Domenica 5 Ottobre 2014 ore 7.15 ore ore Sede Benedizione dei panellini freschi e distribuzione ai Confratelli Mostra Mercato dell Associazione Culturale Ceramiche a Montughi Chiesa Parrocchiale Rosario S.Messa, vestizione dei nuovi fratelli e consegna attestati Solenne processione per le vie del paese Concerto della Filarmonica Cherubini Aperitivo in piedi presso il giardino della Misericordia. 4

5 Speranza dal Medio Oriente di Renato Burigana Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II Iniziamo queste nostre riflessioni con una buona notizia che viene dal Medio Oriente: la tregua raggiunta fra Israele e Hamas. Abbiamo assistito, durante l estate, a una guerra che ha visto alcune migliaia di morti, da entrambe le parti, in particolare bambini. Israele, sentendosi minacciato, ha deciso di bombardare i tunnel che permettono al milione e settecentomila persone che abitano nella Striscia di ricevere tutto quello di cui hanno bisogno. Ma purtroppo, da quei tunnel passano anche armi, e armamenti sempre più sofisticati come i droni. Così alle bombe israeliane, hanno risposto i soldati di Hamas lanciando non solo razzi, ma anche missili potenti e precisi. I morti sono stati subito migliaia. Il mondo, Europa e Stati Uniti, non sono riusciti a fermare la guerra. E solo dopo molte settimane, grazie alla mediazione egiziana, si è trovato un cessate il fuoco e si è ripreso il negoziato che potrà portare alla soluzione delle problematiche legate alla Striscia di Gaza, ad Hamas, alla legittima sicurezza dello Stato di Israele. Papa Francesco, che lo scorso 8 giugno aveva pregato in Vaticano per la pace con il Presidente di Israele Peres e il Presidente Palestinese Abu Mazen, ha seguito quotidianamente quanto avveniva nella Striscia di Gaza. E ha ricevuto, a Santa Marta, Padre Jorge Hernández, dell Istituto del Verbo Incarnato, Parroco a Gaza lo scorso 29 agosto. Il ruolo svolto dall Egitto è stato importante anche per la situazione che sta attraversando questo Paese. L Egitto vive in un momento storico di grave difficoltà, dopo aver partecipato alla «primavera araba» sta attraversando una forte crisi economica e politica. Ma, nonostante questa sua difficoltà interna, è riuscito a mediare portando a casa un risultato politico di enorme valore. La tregua e la ripresa dei negoziati fra Israele e Hamas. Il resto del Medio Oriente è percorso da guerre locali, non per questo meno devastanti. Papa Francesco le ha chiamate «la terza guerra mondiale», sono guerre locali in Siria, Iraq, Libano, ma che stanno facendo migliaia di morti, milioni di profughi. In particolare i cristiani stanno subendo in alcuni di questi Paesi vere persecuzioni. Sono sotto gli occhi di tutti noi le fughe in massa di intere popolazioni, che per secoli hanno vissuto in una regione e che ora sono costrette a emigrare, dopo essere state spogliate di tutto. Gli elicotteri americani che lanciavano acqua e cibo sono certamente l immagine più eloquente di questo massacro. Il mondo, la politica europea si è mossa con ritardo. Ma questo ritardo ha voluto dire la morte di migliaia di persone che avevano la sola colpa di essere cristiani. Papa Francesco ha inviato il cardinale Filoni, già Nunzio in Iraq, in quelle zone con aiuti concreti da spendere per la popolazione cristiana e non. Papa Francesco, il 9 agosto ha scritto al Segretario Generale delle Nazioni Uniti un accorata lettera, facendo proprie «le lacrime, le sofferenze e le grida accorate di disperazione dei Cristiani e di altre minoranze religiose dell amata terra dell Iraq» per chiedere l intervento della comunità internazionale. «Gli attacchi violenti ha scritto Papa Francesco - che stanno dilagando lungo il nord dell Iraq non possono non risvegliare le coscienze di tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad azioni concrete di solidarietà, per proteggere quanti sono colpiti o minacciati dalla violenza e per assicurare l assistenza necessaria e urgente alle tante persone sfollate, come anche il loro ritorno sicuro alle loro città e alle loro case. Le tragiche esperienze del ventesimo secolo, e la più elementare comprensione della dignità umana, costringe la comunità internazionale, in particolare attraverso le norme ed i meccanismi del diritto internazionale, a fare tutto ciò che le è possibile per fermare e prevenire ulteriori violenze sistematiche contro le minoranze etniche e religiose». Un gesto concreto e immediato che ha mosso l Onu, l Europa e speriamo che questo possa servire a risolvere alcune questioni e a pacificare l area. Anche la decisione di poter dialogare con la Siria di Assad, da parte degli Stati Uniti, rientra in questo quadro dove di fronte alle difficoltà enormi, ai genocidi, alle esecuzioni sommarie, si deve perseguire ogni strada. Il mondo sta conoscendo la barbarie dell ISIS, di un fanatismo che sta uccidendo persone innocenti, giornalisti, medici, assistenti di organizzazioni umanitarie. L ISIS è una minaccia per il mondo, come ha detto il Presidente americano Obama, e non solo per il Medio Oriente. E con questa consapevolezza che i grandi della terra hanno convocato una riunione in Galles, ai primi di settembre, per dare risposte concrete e comuni per un area del mondo strategica ora come non mai. 5

6 UN OPPORTUNITÀ DI VIVERE L AMORE Nell aprile 2014 è stata fondata la prima sede delle Misericordie d Italia a Betlemme. Con l inaugurazione della sede è partito il Progetto Betlemme creato dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d Italia, con l idea di portare e diffondere il volontariato nei luoghi dove è nata la cristianità. Attraverso questo progetto la Confederazione dà la possibilità a tutti i confratelli interessati di vivere una bellissima esperienza prestando volontariato in un luogo difficile e allo stesso tempo affascinante come la Terra Santa. Anche la Misericordia di Antella ha aderito al progetto, promuovendolo fra noi volontari e incoraggiandoci a provare questo tipo di esperienza. Siamo partiti dall aeroporto di Fiumicino il 2 agosto scorso: noi tre ragazzi dell Antella, una volontaria della Misericordia di Santa Croce (Catania) e una volontaria della Misericordia di Albinia (Grosseto). Prima di cominciare a raccontarvi che cosa abbiamo fatto è importante fare una osservazione: nella cultura mediorientale il concetto di volontariato non è diffuso fra la popolazione. E qui che entra in gioco il progetto Betlemme: portare solidarietà al prossimo e far crescere il seme del volontariato in questo paese. Di cose da fare ce n erano molte e di varia natura. Al mattino ci dividevamo: tre di noi andavano a tinteggiare una scuola; gli altri due prestavano servizio in una casa di riposo per anziani. Nel pomeriggio ci riunivamo e insieme andavamo a aiutare le suore del Verbo Incarnato presso un orfanotrofio per bambini disabili. Eravamo disponibili a dare una mano ovunque ce ne fosse bisogno: passeggiare con gli anziani, giocare con i bambini o stirare i loro vestiti. Non ci annoiavamo mai! E difficile descrivere a parole quello che abbiamo provato stando a contatto con la realtà del posto, una realtà diffici- 6

7 le e piena di contraddizioni. Nonostante le difficoltà nelle quali vivono queste persone è incredibile quanto amore ricevi paragonato a quello che dai a tua volta: parti per portare solidarietà e torni ricco di esperienze meravigliose e dell affetto che quelle persone ti hanno donato. Durante il nostro viaggio abbiamo incontrato e conosciuto tante persone meravigliose: Abu George, il capo custode della scuola, che ci ha insegnato con tanta pazienza a stuccare e imbiancare; le suore della casa di riposo che si occupano con forza e coraggio di anziani soli o malati; le suore dell orfanotrofio che si prendono cura di 23 bambini con gravi disabilità e riescono sempre a fargli sentire a casa e a fargli vivere ogni giorno pieno di amore e gioia. Potreste pensare che una o due settimane non siano niente: avete perfettamente ragione. Quando il viaggio finisce ti sembra di essere appena arrivato. Riparti con l amaro in bocca, pensando che avresti potuto fare di più, che il tempo trascorso lì non sia stato sufficiente: non è del tutto vero. Ogni aiuto, per quanto piccolo o breve, è per loro come una boccata di ossigeno. Tutto ciò che dobbiamo fare è dare la nostra completa disponibilità. Ogni sforzo e ogni fatica saranno ripagati dalla loro gioia e dai loro sorrisi. A questo punto vogliamo darvi un consiglio: se potete, andate. Raccontarvi la nostra esperienza in queste poche righe è impossibile, così come lo sarebbe potendo scrivere un libro intero. Tuttavia credeteci quando diciamo che questa è un esperienza che rimarrà per sempre impressa nelle nostre menti e nei nostri cuori. I tre volontari della Misericordia di Antella. Preghiera del volontario, che ci è stata donata dalle suore dell orfanotrofio l ultimo giorno di servizio: O Signore, tu ci hai insegnato che l amore più grande è dare la vita per i propri amici. Aiutaci a scoprire nel volontariato l opportunità di incontrare non solo la sofferenza umana, ma di vivere l amore. Apri i nostri occhi a riconoscere in ogni povero il tuo volto e la tua presenza. Apri le nostre menti a valorizzare l unicità di ogni persona, con la sua storia e cultura. Apri i nostri orecchi ad accogliere con gentilezza le voci che chiedono ascolto. Apri i nostri cuori ad aprire speranza dove c è paura, solidarietà dove c è solitudine, conforto dove c è tristezza. Aiutaci, o Signore, a testimoniare il vangelo Con un sorriso, una parola, un gesto di affetto. Donaci l umiltà di riconoscere che noi non siamo la luce, ma strumenti della Tua Luce, non siamo l amore, ma espressioni del Tuo amore. Amen. 7

8 Domenica 28 Settembre 158 anno di Fondazione del Cimitero Monumentale: (Altare Chiostro S.Rosario) Ore VESPRI E S. MESSA In parrocchia le SS.Messe si celebrano alle: ore Commemorazione defunti Sabato 1/11/2014 tutti i Santi ore vespri S. Messa all altare del chiostro del S.Rosario e Benedizione del Cimitero Domenica 2/11/2014 Commemorazione dei Defunti SS. Messe ore (presso l Arcone Centrale) ed ore (all altare del chiostro del S.Rosario) In caso di maltempo tutte le SS. Messe saranno celebrate all Arcone Centrale ANCHE OGGI SONO DISPONIBILI SEPOLTURE DI OGNI ORDINE E GRADO CON LOCULI A PARTIRE DA SCONTI PER I SOCI DELLA MISERICORDIA DI ANTELLA, BADIA A RIPOLI, VARLUNGO E RIFREDI (con anzianità di iscrizione superiore ad un anno) Alcuni esempi di canoni Loculi trentennali prorogabili: CHIOSTRO S. ROSARIO Piano Primo Sepolture doppie (binate) da un minimo di ad un massimo di Sepolture singole da un minimo di ad un massimo di CAPPELLA S. VITTORIO ed adiacenti Sepolture doppie (binate) da un minimo di ad un massimo di Sepolture singole da un minimo di ad un massimo di Cinerari/ossari cinquantennali a partire da 400 Per maggiori informazioni: potrete rivolgervi direttamente al Custode del Cimitero o telefonando al numero PAGAMENTO QUOTE ANNUE: VENGONO RADIATI I SOCI CHE RISULTINO MOROSI PER DUE ANNI CONSECUTIVI (art. 36 Statuto) Il nuovo regolamento per il cimitero recepisce le ultime disposizioni regionali prevedendo la concessione di sepolture ecologiche che a breve saranno disponibili anche presso il Cimitero Monumentale dell Antella. DAL 1 GENNAIO 2014 LA QUOTA SOCIALE ANNUA È DI 10,00 8

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