QUESTURA DI TORINO LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA COPERTURA CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO SPECIFICHE TECNICHE

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6 ACCETTAZIONE DEI MATERIALI I materiali e i componenti devono corrispondere alle prescrizioni del presente capitolato speciale ed essere della migliore qualità: possono essere messi in opera solamente dopo l'accettazione del direttore dei lavori; in caso di contestazioni l articolo 167 del Regolamento generale e gli articoli 16 e 17 del capitolato generale d appalto. L'accettazione dei materiali e dei componenti è definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il direttore dei lavori può rifiutare in qualunque tempo i materiali e i componenti deperiti dopo la introduzione in cantiere, o che per qualsiasi causa non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai documenti allegati al contratto; in questo ultimo caso l'appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese. Ove l'appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal direttore dei lavori, la stazione appaltante può provvedervi direttamente a spese dell'appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita d'ufficio. Anche dopo l'accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dell'appaltatore, restano fermi i diritti e i poteri della stazione appaltante in sede di collaudo tecnicoamministrativo. Impiego Di Materiali Con Caratteristiche Superiori A Quelle Contrattuali L'appaltatore che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione più accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilità sarà redatta come se i materiali avessero le caratteristiche contrattuali. Impiego di materiali o componenti di minor pregio Nel caso sia stato autorizzato per ragioni di necessità o convenienza da parte del direttore dei lavori l'impiego di materiali o componenti aventi qualche carenza nelle dimensioni, nella consistenza o nella qualità, ovvero sia stata autorizzata una lavorazione di minor pregio, all appaltatore deve essere applicata una adeguata riduzione del prezzo in sede di contabilizzazione, sempre che l'opera sia accettabile senza pregiudizio e salve le determinazioni definitive dell'organo di collaudo. Materiali riciclati Per l impiego di materiali riciclati si applicheranno le disposizioni del D.M. 8 maggio 2003, n. 203: Norme affinche' gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo. Norme di riferimento I materiali e le forniture da impiegare nella realizzazione delle opere dovranno rispondere alle prescrizioni contrattuali ed in particolare alle indicazioni del progetto esecutivo, ed possedere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti e norme UNI vigenti in materia, anche se non espressamente richiamate nel presente capitolato speciale d appalto. In assenza di nuove ed aggiornate norme, il direttore dei lavori potrà riferirsi alle norme ritirate o sostitutive. In generale si applicheranno le prescrizioni del presente capitolato speciale d appalto. Salvo diversa indicazione, i materiali e le forniture proverranno da quelle località che l'appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della direzione lavori, ne sia riconosciuta l'idoneità e la rispondenza ai requisiti prescritti dagli accordi contrattuali. Provvista dei materiali Se gli atti contrattuali non contengono specifica indicazione, l'appaltatore è libero di scegliere il luogo ove prelevare i materiali necessari alla realizzazione del lavoro, purché essi abbiano le caratteristiche prescritte dai documenti tecnici allegati al contratto. Le eventuali modifiche di tale scelta non comportano diritto al riconoscimento di maggiori oneri, né all'incremento dei prezzi pattuiti. Nel prezzo dei materiali sono compresi tutti gli oneri derivanti all'appaltatore dalla loro fornitura a piè d'opera, compresa ogni spesa per eventuali aperture di cave, estrazioni, trasporto da qualsiasi distanza e con qualsiasi mezzo, occupazioni temporanee e ripristino dei luoghi. Sostituzione dei luoghi di provenienza dei materiali previsti in contratto Qualora gli atti contrattuali prevedano il luogo di provenienza dei materiali, il direttore dei lavori può prescriverne uno diverso, ove ricorrano ragioni di necessità o convenienza. Nel caso in cui il cambiamento comporterà una differenza in più o in meno del quinto del prezzo contrattuale del materiale, si farà luogo alla determinazione del nuovo prezzo. Qualora i luoghi di provenienza dei materiali siano indicati negli atti contrattuali, l'appaltatore non può cambiarli senza l'autorizzazione scritta del direttore dei lavori, che riporti l'espressa approvazione del responsabile del procedimento. Accertamenti di laboratorio e verifiche tecniche Gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche obbligatorie, ovvero specificamente previsti dal presente capitolato speciale d'appalto, sono disposti dalla direzione dei lavori, imputando la spesa a carico delle somme a disposizione accantonate a tale titolo nel quadro economico dei lavori in appalto. Per le stesse prove la direzione dei lavori provvederà al prelievo del relativo campione ed alla redazione di apposito verbale di prelievo redatto alla presenza dell impresa; la certificazione effettuata dal laboratorio prove materiali riporterà espresso riferimento a tale verbale. La direzione dei lavori potrà disporre ulteriori prove ed analisi ancorché non prescritte dal presente capitolato speciale d'appalto ma ritenute necessarie per stabilire l'idoneità dei materiali o dei componenti. Le relative spese saranno poste a carico dell'appaltatore. Per le opere strutturali le verifiche tecniche dovranno essere condotte in applicazione delle norme tecniche emanate con D.M 14 settembre Indennità per occupazioni temporanee e danni arrecati A richiesta della stazione appaltante l'appaltatore deve dimostrare di avere adempiuto alle prescrizioni della legge sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità, ove contrattualmente siano state poste a suo carico, e di aver pagato le indennità per le occupazioni temporanee o per i danni arrecati. Muratura portante Elementi per muratura Gli elementi per muratura portante devono essere in possesso di attestato di conformità alla relativa norma europea armonizzata della serie EN 771, ai sensi del D.P.R. n. 246/1993, secondo il sistema di attestazione della conformità indicato nella seguente tabella: Tabella 19.1 Specifica Tecnica Europea di riferimento Categoria Sistema di Attestazione della Conformità Specifica per elementi per muratura Elementi per muratura di laterizio, silicato di calcio, in calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e leggeri), calcestruzzo aerato autoclavato, pietra agglomerata. UNI EN CATEGORIA 1 CATEGORIA

7 Il Sistema 2+ (certificazione del controllo di produzione in fabbrica) è quello specificato all'art. 7, comma 1 lettera B, Procedura 1 del D.P.R. n. 246/1993, comprensiva della sorveglianza, giudizio ed approvazione permanenti del controllo di produzione in fabbrica. Il Sistema 4 (autodichiarazione del produttore) è quello specificato all'art. 7, comma 1 lettera B, Procedura 3, del D.P.R. n. 246/1993. L'uso di elementi per muratura portante di Categoria 1 e 2 è subordinato all'adozione, nella valutazione della resistenza ammissibile, del corrispondente coefficiente di sicurezza m riportato nel relativo paragrafo 5.4. Il produttore degli elementi per muratura portante dichiara, nelle forme previste, le caratteristiche tecniche di cui alla tabella 19.2, in conformità all'appendice ZA della parte armonizzata della norma europea della serie EN 771. Tabella 19.2 Parametro Norma UNI EN di riferimento Dimensioni e tolleranze dimensionali UNI EN Configurazione (in disegno o tabella da allegare) UNI EN 7723, 7729, Categoria (I o II) UNI EN 7711 Densità apparente UNI EN Resistenza caratteristica a compressione (direzione dei UNI EN 7721 carichi verticali) Resistenza caratteristica a compressione media in UNI EN 7721 direzione ortogonale ai carichi verticali e nel piano della muratura Tali caratteristiche sono contenute nelle informazioni che accompagnano la marcatura CE, conformemente al punto ZA.3 della relativa norma europea. In particolare, per quanto riguarda la resistenza caratteristica a compressione nella direzione dei carichi verticali, la resistenza caratteristica a compressione nel piano della muratura e in direzione ortogonale ai carichi verticali e le specifiche sulle malte per murature, si specifica quanto riportato nei paragrafi seguenti. Gli elementi da impiegarsi nelle murature dovranno avere facce piane e spigoli regolari, essere esenti da screpolature, fessure e cavità e presentare superfici atte alla adesione delle malte. I mattoni da paramento dovranno presentare in maniera particolare regolarità di forma, integrità superficiale e sufficiente uniformità di colore per l'intera partita. Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione normale al piano di posa (elementi a foratura verticale) Gli elementi possono avere incavi di limitata profondità destinati ad essere riempiti dal letto di malta. Elementi resistenti in muratura Elementi artificiali Per gli elementi resistenti artificiali (laterizio o calcestruzzo) da impiegare con funzione resistente si applicano le prescrizioni riportate al punto delle norme tecniche di cui al D.M. 14 settembre Gli elementi resistenti artificiali possono essere dotati di fori in direzione normale al piano di posa (elementi a foratura verticale). Per l'impiego nelle opere trattate dalla presente norma, gli elementi sono classificati in base alla percentuale di foratura ed all'area media della sezione normale di ogni singolo foro f. I fori devono essere distribuiti pressoché uniformemente sulla faccia dell'elemento. La percentuale di foratura è espressa dalla relazione = 100 F/A dove: F = area complessiva dei fori passanti e profondi non passanti; A = area lorda della faccia dell'elemento di muratura delimitata dal suo perimetro. Le tabelle 19.1 a,b riportano la classificazione per gli elementi in laterizio e calcestruzzo rispettivamente. Gli elementi possono avere incavi di limitata profondità destinati ad essere riempiti dal letto di malta. Tabella 19.Ia Classificazione elementi in laterizio Elementi Percentuale di foratura f Pieni 15% f 900 mm 2 Semipieni 15%< 45% f 1200 mm 2 Forati 45% < 55% f 1500 mm 2 Tabella 19.Ib Classificazione elementi in calcestruzzo Elementi Percentuale di foratura f A mm 2 A > mm 2 Pieni 15% 10 A 15 A Semipieni 15% < 45% 10 A 15 A Forati 45% < 55% 10 A 15 A Elementi naturali Gli elementi naturali sono ricavati da materiale lapideo che deve essere non friabile o sfaldabile, e resistente al gelo. Non devono contenere in misura sensibile sostanze solubili, o residui organici. Gli elementi murari devono essere integri senza zone alterate o removibili. Gli elementi devono possedere i requisiti di resistenza meccanica ed adesività alle malte determinati secondo le modalità descritte nel paragrafo delle norme tecniche di cui al D.M. 14 settembre 2005 L'impiego di elementi provenienti da murature esistenti è subordinato al soddisfacimento dei requisiti sopra indicati, al ripristino della freschezza delle superfici a mezzo di pulitura e lavaggio delle superfici stesse ed al controllo dell'integrità strutturale dell'elemento con verifica della capacità di svolgere funzione statica. Norme di riferimento Per la terminologia, il sistema di classificazione, i limiti di accettazione ed i metodi di prova si farà riferimento alle seguenti norme: UNI EN 7711 Specifica per elementi per muratura Parte 1: Elementi per muratura di laterizio; UNI EN 7712 Specifica per elementi di muratura Parte 2: Elementi di muratura di silicato di calcio; UNI EN 7713 Specifica per elementi di muratura Parte 3: Elementi per muratura di calcestruzzo vibrocompresso (aggregati pesanti e leggeri); UNI EN 7714 Specifica per elementi di muratura Parte 4: Elementi di muratura di calcestruzzo aerato autoclavato; UNI EN 7715 Specifica per elementi di muratura Parte 5: Elementi per muratura di pietra agglomerata; UNI EN 7716 Specifica per elementi di muratura Elementi di muratura di pietra naturale; UNI EN 7721 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della resistenza a compressione; UNI EN 7722 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione dell'area percentuale dei vuoti in elementi di muratura in calcestruzzo (metodo dell'impronta su carta);

8 UNI EN 7723 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione del volume netto e della percentuale dei vuoti degli elementi di muratura di laterizio mediante pesatura idrostatica; UNI EN 7724 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della massa volumica reale ed apparente e della porosità aperta e totale degli elementi di muratura in pietra naturale; UNI EN 7725 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione del tenore di sali solubili attivi degli elementi di muratura di laterizio; UNI EN 7726 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della resistenza a trazione per flessione degli elementi di muratura di calcestruzzo; UNI EN 7727 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione dell'assorbimento d'acqua di strati impermeabili all'umidità di elementi di muratura di laterizio mediante bollitura in acqua; UNI EN 7729 Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione del volume e della percentuale dei vuoti e del volume netto degli elementi di muratura in silicato di calcio mediante riempimento con sabbia; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione del contenuto di umidità in elementi di muratura in silicato di calcio e in calcestruzzo aerato autoclavato; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione dell'assorbimento d'acqua degli elementi di muratura di calcestruzzo, di materiale lapideo agglomerato e naturale dovuta alla capillarità ed al tasso iniziale di assorbimento d'acqua degli elementi di muratura di laterizio; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della variazione di umidità di elementi di muratura di calcestruzzo e di materiale lapideo agglomerato; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della permeabilità al vapore acqueo di elementi di muratura di calcestruzzo aerato autoclavato; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Parte 16: Determinazione delle dimensioni; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della resistenza al gelo/disgelo degli elementi di muratura di silicato di calcio; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Determinazione della dilatazione all'umidità di grandi elementi da muratura in laterizio con fori orizzontali; UNI EN Metodi di prova per elementi di muratura Parte 20: Determinazione della planarità delle facce degli elementi di muratura. Resistenza caratteristica a compressione nella direzione dei carichi verticali La resistenza caratteristica a compressione nella direzione dei carichi verticali degli elementi deve essere dichiarata dal produttore utilizzando la norma UNI EN 7721 su un numero di campioni superiore o uguale a 6, sottoposti a prove che, per elementi di Categoria II, saranno eseguiti presso un laboratorio di cui all'art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, con periodicità di prova almeno annuale. Nel caso venga utilizzato un numero di campioni pari a 30, la resistenza caratteristica viene ricavata mediante la seguente formula: f bk=f bml,64s nella quale è: f bm = la media aritmetica delle resistenze unitarie dei campioni; s = lo scarto quadratico medio. Nel caso in cui il numero n dei campioni sia compreso tra 10 e 29 il coefficiente moltiplicatore di s assume convenzionalmente i valori k di cui alla seguente Tabella Tabella 19.3 N K 2,13 2,06 1,98 1,93 1,88 In entrambi i casi sopra riportati e qualora il valore s calcolato risultasse inferiore a 0,08 f bm si deve introdurre nella formula questo ultimo valore. Qualora il valore di s/f bm risultasse superiore a 0,2 il valore della resistenza f bk deve essere considerato non accettabile. Nel caso infine in cui la prova venga effettuata su un numero di campioni compreso fra 6 e 9 la resistenza caratteristica viene assunta pari al minimo dei seguenti due valori: 0.7 f bm (N/mm 2 ); il valore minimo della resistenza unitaria del singolo campione. Le formule sopra riportate si applicano alle prove effettuate annualmente; non si applicano alle prove di autocontrollo effettuate dal produttore, per le quali valgono le indicazioni riportate nella relativa UNI EN 771, sia per quanto riguarda la quantità di campioni che la periodicità delle prove. Resistenza caratteristica a compressione nel piano della muratura e nella direzione ortogonale ai carichi verticali f La determinazione della resistenza caratteristica a compressione nella direzione ortogonale a quella dei carichi verticali nel piano della muratura bk è dichiarata dal produttore utilizzando la norma UNI EN 7721 su un numero di campioni superiore o uguale a 6, sottoposti a prove che, per elementi di Categoria II, saranno eseguiti presso un laboratorio di cui all'art. 59 del D.P.R. n. 380/2001, con periodicità di prova almeno annuale. f La resistenza caratteristica è dedotta da quella media bm dei 6 campioni mediante la relazione: Malte per muratura La malta da muratura deve garantire prestazioni adeguate al suo impiego in termini di durabilità e di prestazioni meccaniche e deve essere dotata di attestato di conformità all'annesso ZA della norma europea EN 9982 (Marcatura CE). Il fabbricante di malta dichiara, nelle forme previste, le caratteristiche tecniche di cui al prospetto ZA.l a) dell'appendice ZA della parte armonizzata della norma europea EN Il sistema di attestazione della conformità delle malte, ai sensi del D.P.R. n. 246/1993 è indicato nella seguente Tabella Tabella 19.4 Specifica Tecnica Europea di riferimento Uso Previsto Sistema di Attestazione della Conformità Malta per murature Usi strutturali 2+ UNI EN 9982 Uso non strutturale 4 Il Sistema 2+ (certificazione del controllo di produzione in fabbrica) è quello specificato all'art. 7, comma 1 lettera B, Procedura 1 del D.P.R. n. 246/1993, comprensiva della sorveglianza, giudizio ed approvazione permanenti del controllo di produzione in fabbrica. Il Sistema 4 (autodichiarazione del produttore) è quello specificato all'art. 7, comma 1, lettera B, Procedura 3, del D.P.R. n. 246/1993 Per garantire durabilità è necessario che i componenti la miscela non contengano sostanze organiche o grassi o terrose o argillose. Le calci aeree e le pozzolane devono possedere le caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti norme (regii decreti 16 novembre 1939, n e n. 2230; legge 26 maggio 1965, n. 595, D.M. 14 gennaio 1966, D.M. 3 giugno 1968, D.M. 31 agosto 1972 e successive integrazioni o modificazioni). Le prestazioni meccaniche di una malta sono definite mediante la sua resistenza media a compressione f m. La categoria di una malta è definita da una sigla costituita dalla lettera M seguita da un numero che indica la resistenza f m espressa in N/mm 2 secondo la Tabella Non è ammesso l'impiego di malte con resistenza f m 1 N/mm 2.

9 Tabella 19.5 Classi di malte Classe M2,5 M5 M10 M15 M20 Md Resistenza a compressione N/mm d d è una resistenza a compressione maggiore di 25 N/mm 2 dichiarata dal produttore. Malte tradizionali L acqua per gli impasti deve essere limpida, priva di sostanze organiche o grassi, non deve essere aggressiva nè contenere solfati o cloruri in percentuale dannosa. La sabbia da impiegare per il confezionamento delle malte deve essere priva di sostanze organiche, terrose o argillose. Le calci aeree, le pozzolane ed i leganti idraulici devono possedere le caratteristiche tecniche ed i requisiti previsti dalle vigenti norme: R.D. 16 novembre 1939, n e R.D. n. 2231; legge 26 maggio 1965, n. 595, D.M. 14 gennaio 1966, D.M. 3 giugno 1968, D.M. 3 agosto Le modalità per la determinazione della resistenza a compressione delle malte sono riportate nel D.M. 3 giugno 1968 così come modificato dal D.M. 13 settembre I tipi di malta e le loro classi sono definite in rapporto alla composizione in volume secondo le seguente tabelle 19.6 e Tabella 19.6 Classe e tipi di malta (D.M. 20 novembre 1987) Composizione Tipo di Classe malta Cemento Calce aerea Calce Sabbia Pozzolana idraulica M4 M4 M4 M3 M2 M1 Idraulica Pozzolanica Bastarda Bastarda Cementizia Cementizia Tabella 19.7 Rapporti di miscela delle malte (AITEC) 1 Tipo di malta Rapporti in volume Quantità per 1 m³ di malta (kg) Calce idrata,sabbia 1: 3,5 1: 4, Calce idraulica, sabbia 1:3 1: Calce eminentemente idraulica, 1: sabbia 1: Calce idrata, cemento, sabbia 2:1:8 2:1: Cemento, sabbia 1:3 1: Alla malta cementizia si può aggiungere una piccola quantità di calce aerea con funzione plastificante. Malte di diverse proporzioni nella composizione confezionate anche con additivi, preventivamente sperimentate, possono essere ritenute equivalenti a quelle indicate qualora la loro resistenza media a compressione risulti non inferiore ai valori seguenti: 12 N/mm² per l equivalenza alla malta M1 8 N/ mm² per l equivalenza alla malta M2 5 N/ mm² per l equivalenza alla malta M3 2,5 N/ mm² per l equivalenza alla malta M4 Malte premiscelate L impiego di malte premiscelate e pronte per l uso è consentito purché ogni fornitura sia accompagnata da una dichiarazione del fornitore attestante il gruppo della malta, il tipo e la quantità dei leganti e degli eventuali additivi. Ove il tipo di malta non rientri tra quelli appresso indicati il fornitore dovrà certificare con prove ufficiali anche le caratteristiche di resistenza della malta stessa. Malte speciali Le malte speciali a base cementizia (espansive, autoportanti, antiritiro, ecc.) composte da cementi ad alta resistenza, inerti, silice, additivi, da impiegarsi nei ripristini di elementi strutturali in c.a., impermeabilizzazioni, iniezioni armate, devono possedere le caratteristiche indicate nel progetto esecutivo, in caso di applicazione di prodotti equivalenti gli stessi devono essere accettati ed autorizzati dalla direzione dei lavori. Per qualunque constestazione si rimanda alle prescrizioni delle seguenti norme: UNI 8993 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Definizione e classificazione; UNI 8994 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Controllo dell'idoneità; UNI 8995 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della massa volumica della malta fresca; UNI 8996 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione dell' espansione libera in fase plastica; UNI 8997 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Malte superfluide. Determinazione della consistenza mediante cabaletta; UNI 8998 Malte cementizie espansive premiscelate per ancoraggi. Determinazione della quantità d'acqua d'impasto essudata; UNI EN Prodotti e sistemi per la protezione e la riparazione delle strutture di calcestruzzo. Metodi di prova. Determinazione della resistenza a compressione delle malte da riparazione. Metodi di prova delle malte cementizie Sulle malte cementizie la direzione dei lavori può fare eseguire le seguenti prove: UNI 7044 Determinazione della consistenza delle malte cementizie mediante l impiego di tavola a scosse; UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della distribuzione granulometrica (mediante stacciatura); UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Campionamento globale e preparazione delle malte di prova; UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante tavola a scosse); UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della consistenza della malta fresca (mediante penetrazione della sonda); UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della massa volumica apparente della malta fresca; UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione del contenuto d'aria della malta fresca; UNI EN Metodi di prova per malte per opere murarie. Determinazione della permeabilità al vapore d'acqua delle malte da intonaco indurite; UNI ENV Malte e paste di cemento rinforzate con fibre di vetro (GRC). Prova mediante cicli climatici ,

10 Gesso ed elementi in gesso Generalità Il gesso è ottenuto per frantumazione, cottura e macinazione di roccia sedimentaria, di struttura cristallina, macrocristallina oppure fine, il cui costituente essenziale é il solfato di calcio biidrato (CaSO 4, 2H 2O), dovrà presentarsi perfettamente asciutto, di recente cottura, di fine macinazione, privo di materie eterogenee e non alterato per estinzione spontanea. Fornitura e conservazione Il gesso dovrà essere forniti in sacchi sigillati di idoneo materiale, riportanti il nominativo del produttore e la qualità del gesso contenuto. La conservazione dei sacchi di gesso dovrà essere effettuata in locali idonei e con tutti gli accorgimenti atti ad evitare degradazioni per umidità. Norme di riferimento Le caratteristiche fisiche, meccaniche e chimiche del gesso in sacchi o in elementi costruttivi dovranno inoltre corrispondere alle prescrizioni della norme: UNI EN 520 Lastre di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova; UNI 5371 Pietra da gesso per la fabbricazione di leganti. Classificazione, prescrizioni e prove; UNI Edilizia. Partizioni e rivestimenti interni. Guida per l'esecuzione mediante lastre di gesso rivestito su orditura metallica; UNI Lastre di gesso rivestito. Definizioni, requisiti, metodi di prova; UNI EN Blocchi di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova; UNI EN Leganti e intonaci a base di gesso. Parte 2: Metodi di prova; UNI EN Componenti di intelaiature metalliche per sistemi a pannelli di gesso. Definizioni, requisiti e metodi di prova. Calci Le calci impiegate dovranno avere le caratteristiche ed i requisiti prescritti dal R.D. 16 novembre 1939, n. 2231, recante norme per l'accettazione delle calci. Laterizi Generalità Si intendono per laterizi materiali artificiali da costruzione, formati di argilla, contenente quantità variabili di sabbia, di ossido di ferro, di carbonato di calcio, purgata, macerata, impastata, pressata e ridotta in pezzi di forma e di dimensioni prestabilite, pezzi che, dopo asciugamento, vengono esposti a giusta cottura in apposite fornaci, dovranno rispondere alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n Norme per l'accettazione dei materiali laterizi e alle norme UNI vigenti. Requisiti I laterizi di qualsiasi tipo, forma e dimensione debbono nella massa essere scevri da sassolini, noduli e da altre impurità; avere facce lisce e spigoli regolari; presentare alla frattura (non vetrosa) grana fine ed uniforme; dare, al colpo di martello, suono chiaro; assorbire acqua per immersione; asciugarsi all'aria con sufficiente rapidità; non sfaldarsi e non sfiorire sotto l'influenza degli agenti atmosferici e di soluzioni saline; non screpolarsi al fuoco; avere resistenza adeguata agli sforzi ai quali dovranno essere assoggettati, in relazione all'uso. Controlli di accettazione Per accertare se i materiali laterizi abbiano i requisiti prescritti, oltre all'esame accurato della superficie e della massa interna ed alle prove di percussione per riconoscere la sonorità del materiale, debbono essere sottoposti a prove fisiche e chimiche. Le prove fisiche sono quelle di compressione, flessione, urto, gelività, imbibimento e permeabilità. Le prove chimiche sono quelle necessarie per determinare il contenuto in sali solubili totali ed in solfati alcalini. In casi speciali può essere prescritta una analisi chimica più o meno completa dei materiali, seguendo i procedimenti analitici più accreditati. I laterizi da usarsi in opere a contatto con acque contenenti soluzioni saline devono essere analizzati, per accertare il comportamento di essi in presenza di liquidi di cui si teme la aggressività. Per quanto attiene alle modalità delle prove chimiche e fisiche, si rimanda al R.D. 16 novembre 1939, n Elementi in laterizio per solai Per la terminologia, il sistema di classificazione, i limiti di accettazione ed i metodi di prova si farà riferimento alle norme : UNI Elementi di laterizio per solai. Terminologia e classificazione; UNI Elementi di laterizio per solai. Limiti di accettazione; UNI Elementi di laterizio per solai. Metodi di prova. Dovranno inoltre essere rispettate le norme tecniche di cui al punto 5.1.9, del D.M. 14 settembre Tavelle e tavelloni Le tavelle sono elementi laterizi con due dimensioni prevalenti e con altezza minore o uguale a 4 cm. I tavelloni sono invece quei elementi laterizi aventi due dimensioni prevalenti ed altezza superiore ai 4 cm (generalmente 6 8 cm). Per l accettazione dimensionale delle tavelle e dei tavelloni si farà riferimento alle tolleranze previste dal punto 4 della norma UNI Prodotti da costruzione di laterizio. Tavelloni, tavelle e tavelline. Terminologia, requisiti e metodi di prova. In riferimento alla citata norma l 80% degli elementi sottoposti a prova deve resistere ad un carico variabile da 600 a 1200 N in funzione della lunghezza e dello spessore. Gli elementi devono rispondere alla modalità di designazione prevista dalla citata norma UNI. Manufatti di pietre naturali o ricostruite Generalità La terminologia utilizzata ha il significato di seguito riportato, le denominazioni commerciali devono essere riferite a campioni, atlanti, ecc. Per le prove da eseguire presso i laboratori di cui all art. 59 del D.P.R. n. 380/2001 si rimanda alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n (Norme per l'accettazione delle pietre naturali da costruzione), del R.D. 16 novembre 1939, n (Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione), e delle norme UNI vigenti. I campioni delle pietre naturali da sottoporre alle prove da prelevarsi dalle forniture esistenti in cantiere, debbono presentare caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche conformi a quanto prescritto nei contratti, in relazione al tipo della pietra ed all'impiego che di essa deve farsi nella costruzione. Tabella 29.1 Valori indicativi di tenacità Roccia Tenacità Calcare Gneiss Granito Arenaria calcarea Basalto Arenaria silicea Tabella 29.2 Valori indicativi di resistenza a taglio Roccia 1 1,20 1,50 1,50 2,30 2,60 Carico di rottura (Mpa) Arenarie 39

11 Calcare Marmi Granito Porfido Serpentini Gneiss Marmo Roccia cristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 3 a 4 (quali calcite, dolomite, serpentino). A questa categoria appartengono: i marmi propriamente detti (calcari metamorfici ricristallizzati), i calcefiri ed i cipollini; i calcari, le dolomie e le brecce calcaree lucidabili; gli alabastri calcarei; le serpentiniti; oficalciti. Granito Roccia fanerocristallina, compatta, lucidabile, da decorazione e da costruzione, prevalentemente costituita da minerali di durezza Mohs da 6 a 7 (quali quarzo, felspati, felspatoidi). A questa categoria appartengono: i graniti propriamente detti (rocce magmatiche intrusive acide fanerocristalline, costituite da quarzo, felspati sodicopotassici e miche); altre rocce magmatiche intrusive (dioriti, granodioriti, sieniti, gabbri, ecc.); le corrispettive rocce magmatiche effusive, a struttura porfirica; alcune rocce metamorfiche di analoga composizione come gneiss e serizzi. Travertino Roccia calcarea sedimentaria di deposito chimico con caratteristica strutturale vacuolare, da decorazione e da costruzione; alcune varietà sono lucidabili. Pietra Roccia da costruzione e/o da decorazione, di norma non lucidabile. A questa categoria appartengono rocce di composizione mineralogica svariatissima, non inseribili in alcuna classificazione. Esse sono riconducibili ad uno dei due gruppi seguenti: rocce tenere e/o poco compatte; rocce dure e/o compatte. Esempi di pietre del primo gruppo sono: varie rocce sedimentarie (calcareniti, arenarie a cemento calcareo, ecc.), varie rocce piroclastiche (peperini, tufi, ecc.); al secondo gruppo appartengono le pietre a spacco naturale (quarziti, micascisti, gneiss lastroidi, ardesie, ecc.), e talune vulcaniti (basalti, trachiti, leucititi, ecc.). Per gli altri termini usati per definire il prodotto in base alle norme, dimensioni, tecniche di lavorazione ed alla conformazione geometrica, vale quanto riportato nella norma UNI EN Requisiti d accettazione I prodotti in pietra naturale o ricostruita devono rispondere alle seguenti prtescrizioni: a) appartenere alla denominazione commerciale e/o petrografica indicata nel progetto oppure avere origine dal bacino di estrazione o zona geografica richiesta nonché essere conformi ad eventuali campioni di riferimento ed essere esenti da crepe, discontinuità, ecc. che riducono la resistenza o la funzione; b) avere lavorazione superficiale e/o finiture indicate nel progetto e/o rispondere ai campioni di riferimento; avere le dimensioni nominali concordate e le relative tolleranze; c) delle seguenti caratteristiche il fornitore dichiarerà i valori medi (ed i valori minimi e/o la dispersione percentuale): massa volumica reale ed apparente, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 2ª; coefficiente di imbibizione della massa secca iniziale, misurato secondo la norma UNI 9724, parte 2ª; resistenza a compressione, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 3ª; resistenza a flessione, misurata secondo la norma UNI 9724, parte 5ª; resistenza all'abrasione, misurata secondo le disposizioni del R.D. 16 novembre 1939, n. 2234; d) per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale per murature, pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle prescrizioni di progetto. I valori dichiarati saranno accettati dalla direzione dei lavori anche in base ai criteri generali del presente capitolato speciale d appalto. Manufatti da lastre I manufatti da lastre devono essere ricavati da lastre di spessore non superiore a 8 cm; si hanno i seguenti prodotti: a) lastre refilate; b) listelli; c) modul marmo modulgranito. Manufatti in spessore I manufatti in spessore devono essere ricavati da blocchi o lastre di spessore superiore a 8 cm; si hanno i seguenti prodotti: a) masselli; b) binderi; c) cordoni. Manufatti a spacco e sfaldo Tra i manufatti a spacco si indicano: a) cubetti di porfido; b) smolleri; c) lastre di ardesia; d) lastre di quarzite; e) lastre di serpentino; f) lastre di beola; c) lastre di arenaria. Prove d accettazione Per quanto non espressamente indicato, per l accettazione dei materiali lapidei si rinvia alle prescrizioni delle seguenti norme: UNI Materiali lapidei. Descrizione petrografica; UNI Materiali lapidei. Determinazione della massa volumica apparente e del coefficiente di imbibizione;

12 UNI Materiali lapidei. Determinazione della resistenza a compressione semplice; UNI Materiali lapidei. Confezionamento sezioni sottili e lucide; UNI Materiali lapidei. Determinazione della resistenza a flessione; UNI Materiali lapidei. Determinazione della microdurezza Knoop; UNI Materiali lapidei. Determinazione della massa volumica reale e della porosità totale e accessibile. Prodotti per pavimentazione e controsoffitti Generalità Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell'intero sistema di pavimentazione. Per la realizzazione del sistema di pavimentazione si rinvia all'articolo sull'esecuzione delle pavimentazioni. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni secondo le norme vigenti: a) norme generali R.D. 16 novembre 1939, n Norme per l'accettazione dei materiali per pavimentazione; UNI 7998 Edilizia. Pavimentazioni. Terminologia; UNI 7999 Edilizia. Pavimentazioni. Analisi dei requisiti; UNI 8437 Edilizia. Pavimentazioni. Classificazione in base all'isolamento dal rumore di calpestio. b) Rivestimenti resilienti per pavimentazioni UNI 5574 Pavimenti vinilici. Metodi di prova; UNI EN 661 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della propagazione dell'acqua; UNI EN 662 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell'incurvamento per esposizione all'umidità; UNI EN 663 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della profondità convenzionale del rilievo; UNI EN 664 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della perdita di sostanze volatili; UNI EN 665 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione dell essudazione dei plastificanti; UNI EN 666 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della gelatinizzazione; UNI EN 669 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della stabilità dimensionale delle piastrelle di linoleum dovuta a variazioni dell'umidità atmosferica; UNI EN 670 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Identificazione del linoleum e determinazione del contenuto di cemento e della cenere residua; UNI EN 672 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della massa volumica apparente del sughero agglomerato; UNI EN 684 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della resistenza delle giunzioni; UNI EN 685 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Classificazione; UNI EN 686 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di schiuma; UNI EN 687 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per linoleum liscio e decorativo su un supporto di agglomerati compositi di sughero; UNI EN 688 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Specifica per agglomerati di sughero linoleum. c) posa in opera UNI Posa dei rivestimenti di pavimentazione. Misurazione del contenuto di umidità negli strati di supporto cementizi o simili. Caratteristiche dei prodotti in legno per pavimentazione I prodotti di legno per pavimentazione: tavolette, listoni, mosaico di lamelle, blocchetti, ecc. s intendono denominati nelle loro parti costituenti come indicato nella letteratura tecnica. I prodotti di cui sopra devono rispondere a quanto segue: a) essere della essenza legnosa adatta all'uso e prescritta nel progetto esecutivo; b) sono ammessi i seguenti difetti visibili sulle facce in vista: b1) qualità I: piccoli nodi sani con diametro minore di 2 mm se del colore della specie (minore di 1 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 10% degli elementi del lotto; imperfezioni di lavorazione con profondità minore di 1 mm e purché presenti su meno del 10% degli elementi; b2) qualità II: piccoli nodi sani con diametro minore di 5 mm se del colore della specie (minore di 2 mm se di colore diverso) purché presenti su meno del 20% degli elementi del lotto; imperfezioni di lavorazione come per la classe I; piccole fenditure; alburno senza limitazioni ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; b3) qualità III: esenti da difetti che possono compromettere l'impiego (in caso di dubbio valgono le prove di resistenza meccanica). Alburno senza limitazioni, ma immune da qualsiasi manifesto attacco di insetti; c) avere contenuto di umidità tra il 10 ed il 15%; d) tolleranze sulle dimensioni e finitura: d1) listoni: 1 mm sullo spessore; 2 mm sulla larghezza; 5 mm sulla lunghezza; d2) tavolette: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; d3) mosaico, quadrotti, ecc.: 0,5 mm sullo spessore; 1,5% sulla larghezza e lunghezza; d4) le facce a vista ed i fianchi da accertare saranno lisci; e) la resistenza meccanica a flessione, la resistenza all'impronta ed altre caratteristiche saranno nei limiti solitamente riscontrati sulla specie legnosa e saranno comunque dichiarati nell'attestato che accompagna la fornitura. Per i metodi di misura valgono quelli previsti all art del presente capitolato. f) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, umidità nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Nell'imballo un foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore e contenuto, almeno le caratteristiche di cui ai commi da a) ad e). Per i pavimenti in sughero si applicheranno le disposizioni delle seguenti norme UNI ISO 3813 e UNI ISO Classificazione su metodo di formatura ed assorbimento d acqua delle piastrelle in ceramica Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cottoforte, gres, ecc.) devono essere associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la norma UNI EN 87. a) a seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o pressate di prima scelta devono rispondere alle norme seguenti: Tabella Assorbimento d acqua delle piastrelle di ceramica Assorbimento d'acqua, E in % Formatura Gruppo I Gruppo IIª Gruppo II b Gruppo III E 3% 3% < E 6% 6% < E < 10% E > 10% Estruse (A) UNI EN 121 UNI EN 186 UNI EN 187 UNI EN 188

13 Pressate UNI EN 176 UNI EN 177 UNI EN 178 UNI EN 159 I prodotti di seconda scelta, cioè quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno accettati in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi tra direzione dei lavori e fornitore. b) per i prodotti definiti «pianelle comuni di argilla», «pianelle pressate ed arrotate di argilla» e «mattonelle greificate» dal RD 16 novembre 1939 n. 334, devono inoltre essere rispettate le prescrizioni seguenti: resistenza all'urto 2 Nm minimo; resistenza alla flessione 2,5 N/mm² minimo; coefficiente di usura al tribometro 15 mm per 1 km di percorso. c) per le piastrelle colate (ivi comprese tutte le produzioni artigianali) le caratteristiche rilevanti da misurare ai fini di una qualificazione del materiale sono le stesse indicate per le piastrelle pressate a secco ed estruse (norma UNI EN 87) per cui: per quanto attiene ai metodi di prova si rimanda alla normativa UNI EN vigente e già citata; per quanto attiene i limiti di accettazione, tenendo in dovuto conto il parametro relativo all'assorbimento d'acqua, i valori di accettazione per le piastrelle ottenute mediante colatura saranno concordati fra produttore ed acquirente, sulla base dei dati tecnici previsti dal progetto o dichiarati dai produttori ed accettate dalla Direzione dei lavori; d) I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche, sporcatura, ecc. nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa ed essere accompagnati da fogli informativi riportanti il nome del fornitore e la rispondenza alle prescrizioni predette. Prodotti in gomma per pavimentazioni I prodotti di gomma per pavimentazioni sotto forma di piastrelle e rotoli devono rispondere alle prescrizioni date dal progetto ed in mancanza e/o a complemento devono rispondere alle prescrizioni seguenti: a) essere esenti da difetti visibili (bolle, graffi, macchie, aloni, ecc.) sulle superfici destinate a restare in vista; b) avere costanza di colore tra i prodotti della stessa fornitura; in caso di contestazione deve risultare entro il contrasto dell'elemento n. 4 della scala dei grigi di cui alla UNI Per piastrelle di forniture diverse ed in caso di contestazione vale il contrasto dell'elenco n. 3 della scala dei grigi della stessa norma UNI c) sulle dimensioni nominali ed ortogonalità dei bordi sono ammesse le tolleranze seguenti: piastrelle: lunghezza e larghezza ± 0,3%, spessore ± 0,2 mm; rotoli: lunghezza ± 1%, larghezza ± 0,3%, spessore ± 0,2 mm; piastrelle: scostamento dal lato teorico (in millimetri) non maggiore del prodotto tra dimensione del lato (in millimetri) e 0,0012; rotoli: scostamento dal lato teorico non maggiore di 1,5 mm. d) la durezza deve essere tra 75 e 85 punti di durezza Shore A; e) la resistenza all'abrasione deve essere non maggiore di 300 mm³; f) la stabilità dimensionale a caldo deve essere non maggiore dello 0,3% per le piastrelle e dello 0,4% per i rotoli; g) la classe di reazione al fuoco deve essere la prima secondo il D.M. 26 giugno 1984, allegato A3.1; h) la resistenza alla bruciatura da sigaretta, intesa come alterazioni di colore prodotta dalla combustione, non deve originare contrasto di colore uguale o minore al n. 2 della scala dei grigi di cui alla UNI Non sono inoltre ammessi affioramenti o rigonfiamenti; i) il potere macchiante, inteso come cessione di sostanze che sporcano gli oggetti che vengono a contatto con il rivestimento, per i prodotti colorati non deve dare origine ad un contrasto di colore maggiore di quello dell'elemento N3 della scala dei grigi di cui alla UNI Per i prodotti neri il contrasto di colore non deve essere maggiore dell'elemento N2; m) il controllo delle caratteristiche di cui ai comma da a) ad i) e si intende effettuato secondo i criteri indicati dalla norma UNI 8272; n) i prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa; Il foglio di accompagnamento indicherà oltre al nome del fornitore almeno le informazioni di cui ai commi da a) ad i). Prescrizioni dei prodotti in vinile I prodotti di vinile, omogenei e non, ed i tipi eventualmente caricati devono rispondere alle prescrizioni di cui alle seguenti norme. UNI 5574 Pavimenti vinilici. Metodi di prova; UNI EN 649 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Rivestimenti omogenei ed eterogenei per pavimentazioni a base di policloruro di vinile. Specifica; UNI EN 650 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile su supporto di iuta o di feltro di poliestere oppure su supporto di feltro di poliestere con policloruro di vinile. Specifica; UNI EN 651 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile con strato di schiuma. Specifica; UNI EN 652 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile con supporto a base di sughero. Specifica; UNI EN 653 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Rivestimenti per pavimentazioni a base di policloruro di vinile espanso (cushioned). Specifica; UNI EN 654 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Piastrelle semiflessibili di policloruro di vinile. Specifica; UNI EN 655 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Piastrelle di agglomerato di sughero con strato di usura a base di policloruro di vinile. Specifica; UNI EN 718 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni. Determinazione della massa areica di un'armatura o di un supporto dei rivestimenti di polivinile di cloruro per pavimentazioni. I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche ed agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. La certificazione rilasciata dal produttore dovrà attestare la rispondenza delle caratteristiche i alle norme precitate. Prodotti di resina I prodotti di resina (applicati fluidi od in pasta) per rivestimenti di pavimenti saranno realizzati: mediante impregnazione semplice (I1); a saturazione (I2); mediante film con spessori fino a 200 mm (F1) o con spessore superiore (F2); con prodotti fluidi cosiddetti autolivellanti (A); con prodotti spatolati (S). Le caratteristiche segnate come significative nel prospetto seguente devono rispondere alle prescrizioni progettuali. I valori di accettazione sono quelli dichiarati dal fabbricante ed accettati dal direttore dei lavori. I metodi di accettazione sono quelli contenuti nella norma UNI 8298 (varie parti). Tabella Caratteristiche significative dei prodotti di resina Caratteristiche Grado di significatività rispetto ai vari tipi i1 i2 F1 F2 A S Colore Identificazione chimicofisica Spessore Resistenza all'abrasione Resistenza al punzonamento dinamico (urto)

14 Resistenza al punzonamento statico Comportamento all'acqua Resistenza alla pressione idrostatica inversa Reazione al fuoco Resistenza alla bruciatura della sigaretta Resistenza all'invecchiamento termico in aria Resistenza meccanica dei ripristini significativa; non significativa I prodotti devono essere contenuti in appositi imballi che li proteggano da azioni meccaniche e da agenti atmosferici nelle fasi di trasporto, deposito e manipolazione prima della posa. Il foglio informativo rilasciato dal produttore indicherà, oltre al nome del fornitore, le caratteristiche, le avvertenze per l'uso e per la sicurezza durante l'applicazione. Prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni I prodotti di calcestruzzo per pavimentazioni a seconda del tipo di prodotto devono rispondere alle prescrizioni progettuali e di quelle del presente capitolato speciale d appalto. Mattonelle di cemento Le mattonelle di cemento potranno essere: con o senza colorazione e superficie levigata; con o senza colorazione con superficie striata o con impronta; a mosaico di cemento e di detriti di pietra con superficie levigata. I suddetti prodotti devono rispondere alle prescrizioni del R.D del 16 novembre 1939, per quanto riguarda le caratteristiche di resistenza all'urto, resistenza alla flessione e coefficiente di usura al tribometro ed alle prescrizioni progettuali. Le mattonelle di cemento sono particolarmente adatte per pavimentazione di interni, di balconi, e di terrazze. Devono essere formate di due strati: quello inferiore costituito di conglomerato cementizio, quello superiore, con spessore minimo di 0,5 cm, costituito da malta ad alta percentuale di cemento. L' eventuale aggiunta di materie coloranti puo' anche essere limitata alla parte superficiale di logoramento (spessore minimo = 0.2 cm). Il peso delle mattonelle occorrenti per l' esecuzione di un metro quadrato di pavimentazione è di circa 36 kg. Norme di riferimento Le mattonelle di cemento dovranno rispondere alle seguenti norme: UNI 2623 Mattonella quadrata di conglomerato cementizio; UNI 2624 Mattonella rettangolare di conglomerato cementizio; UNI 2625 Mattonella esagonale di conglomerato cementizio; UNI 2626 Marmette quadrate di conglomerato cementizio; UNI 2627 Marmette rettangolari di conglomerato cementizio; UNI 2628 Pietrini quadrati di conglomerato cementizio; UNI 2629 Pietrini rettangolari di conglomerato cementizio. Masselli di calcestruzzo I masselli di calcestruzzo per pavimentazioni saranno definiti e classificati in base alla loro forma, dimensioni, colore e resistenza caratteristica; per la terminologia delle parti componenti il massello e delle geometrie di posa ottenibili si rinvia alla documentazione tecnica. Essi devono rispondere alle prescrizioni del progetto in mancanza e/o completamento devono rispondere alle seguenti prescrizioni: a) essere esenti da difetti visibili e di forma quali protuberanze, bave, incavi che superino le tolleranze dimensionali ammesse. Sulle dimensioni nominali è ammessa la tolleranza di 3 mm per un singolo elemento e 2 mm quale media delle misure sul campione prelevato; b) le facce di usura e di appoggio devono essere parallele tra loro con tolleranza ± 15% per il singolo massello e ± 10% sulle medie; c) la massa volumica deve scostarsi da quella nominale (dichiarata dal fabbricante) non più del 15% per il singolo massello e non più del 10% per le medie; d) il coefficiente di trasmissione meccanica non deve essere minore di quello dichiarato dal fabbricante; e) il coefficiente di aderenza delle facce laterali deve essere il valore nominale con tolleranza ± 5% per 1 singolo elemento e ± 3% per le medie; f) la resistenza convenzionale alla compressione deve essere maggiore di 50 N/mm² per il singolo elemento e maggiore di 60 N/mm² per la media; I prodotti saranno forniti su appositi pallets opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà, oltre al nome del fornitore, almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. Norme di riferimento I masselli in calcestruzzo dovranno rispondere alle seguenti norme: UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Terminologia e classificazione; UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Metodo di prova e di calcolo; UNI Masselli di calcestruzzo per pavimentazioni. Limiti di accettazione. Prodotti in pietre naturali I prodotti di pietre naturali o ricostruite per pavimentazioni si intendono definiti come segue: elemento lapideo naturale: elemento costituito integralmente da materiale lapideo (senza aggiunta di leganti); elemento lapideo ricostituito (conglomerato): elemento costituito da frammenti lapidei naturali legati con cemento o con resine; lastra rifilata: elemento con le dimensioni fissate in funzione del luogo d'impiego, solitamente con una dimensione maggiore di 60 cm e spessore di regola non minore di 2 cm; marmetta: elemento con le dimensioni fissate dal produttore ed indipendenti dal luogo di posa, solitamente con dimensioni minori di 60 cm e con spessore di regola minore di 2 cm; marmetta calibrata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere lo spessore entro le tolleranze dichiarate; marmetta rettificata: elemento lavorato meccanicamente per mantenere la lunghezza e/o larghezza entro le tolleranze dichiarate. Per gli altri termini specifici dovuti alle lavorazioni, finiture, ecc., vedere la norma UNI I prodotti di cui sopra devono rispondere alle prescrizioni del progetto (dimensioni, tolleranze, aspetto, ecc.) ed a quanto prescritto nell'articolo prodotti di pietre naturali o ricostruite. In mancanza di tolleranze su disegni di progetto si intende che le lastre grezze contengono la dimensione nominale; le lastre finite, marmette, ecc. hanno tolleranza 1 mm sulla larghezza e lunghezza e 2 mm sullo spessore (per prodotti da incollare le tolleranze predette saranno ridotte). Le lastre ed i quadrelli di marmo o di altre pietre dovranno inoltre rispondere al R.D. n del 16 novembre 1939 per quanto attiene il coefficiente di usura al tribometro in mm. Le forniture avverranno su pallets ed i prodotti saranno opportunamente legati ed eventualmente protetti dall'azione di sostanze sporcanti. Il foglio informativo indicherà almeno le caratteristiche di cui sopra e le istruzioni per la movimentazione, sicurezza e posa. Mattonelle di asfalto Le mattonelle di asfalto dovranno rispondere alle prescrizioni del R.D. 16 novembre 1939, n per quanto riguarda le caratteristiche di: resistenza all'urto 4 N/m²;

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