Art. 25 septies D.Lgs. n. 231/2001: autentica rivoluzione culturale. Dott. Enrico Proto Servizio Medicina Occupazionale H. San Raffaele Resnati

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1 Art. 25 septies D.Lgs. n. 231/2001: autentica rivoluzione culturale Dott. Enrico Proto Servizio Medicina Occupazionale H. San Raffaele Resnati

2 non ci si bagna mai nello stesso fiume e non si può toccare due volte una sostanza sensibile nello stesso stato Eraclito ( a. C.) 2

3 Cambiamento personale Cambiamento economico e sociale Cambiamento normativo 3

4 Cambiamenti Economico e sociale ; processi, attività, organizzazioni, flussi ; europei/extraeuropei Normativo ; leggi/normative/direttive/accordi, nazionali ed extranazionali Personale; fisiologico ( età ), patologico ( nuove patologie), stili di vita ( abitudini alimentari e voluttuarie ), comportamenti ( famiglia, lavoro, tempo libero ) 4

5 Cambiamenti del Quadro di riferimento e Normativo Attenzione sul rischio presunto/presente D.P.R 303/56 Attenzione su alcuni rischi attraverso valutazione della presenza dello stesso D.Lgs.277/91 Attenzione verso tutti i rischi attraverso processo valutativo D.Lgs.626/94 Attenzione verso tutti i rischi, per tutte le Persone al lavoro e rischi per terzi (Leggi/Normative/Direttive/Accordi, Legge 125/2001, Legge 131/2003, Legge n.123/2007, D.lgs. 231/2001, D.Lgs. 81/2008) 5

6 Quadro di Riferimento e normativo D.Lgs 626 Direttiva quadro U.E ed art 152 trattato di Amsterdam Accordo Europeo 2004 Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulle misure finalizzate al miglioramento del Benessere Organizzativo nelle Pubbliche Amministrazioni Il DM 27 Aprile 2004 Articolo 2 Costituzione Codice Penale Codice Civile Legge 123/2007 Legge 231/2001 Legge 125/2001 intesa conferenza Stato-Regioni Legge 131/2003 Legge 81/2008 6

7 Legge 3 Agosto 2007, n. 123 Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia; Art. 9 (Modifica del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1. Dopo l art 25 sexies del decreto.. E inserito il seguente art. 25-septies. 7

8 Art. 25 septies omicidio colposo e lesioni colpose personali gravi o gravissime, commesse in violazione delle norme antifortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro. 8

9 Art. 25 septies Questo articolo rende operativo nel disposto di Legge 231 l introduzione in capo alle società di un sistema di responsabilità conseguente ai reati previsti con violazione delle normative sulla tutela dell igiene e della salute e sicurezza sul lavoro. 9

10 D.Lgs. n. 231/2001 disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300 (Legge 29 Settembre 2000, n. 300 art 11 delega al governo per la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e degli enti privi di personalità giuridica ) 10

11 articolo 11 della L. 29 settembre 2000, n. 300 Art. 11 comma 1 il Governo della Repubblica è delegato. Un D.lgs avente ad oggetto la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società, associazioni od enti privi di personalità giuridica che non svolgono funzioni di rilievo costituzionale, con l osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi ; b) prevedere la responsabilità in relazione alla commissione dei reati relativi alla tutela dell incolumità pubblica previsti dal titolo sesto del libro secondo del codice penale; c) prevedere la responsabilità in relazione alla commissione dei reati previsti dagli articoli 589 e 590 del c.p. con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni o relative alla tutela dell igiene e della salute sul lavoro; Comma i ) prevedere la confisca del profitto o del prezzo del reato, anche nella forma equivalente; 4 ) divieto anche temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione Comma z ) prevedere. 2 ) ai fini del comma 1, per le persone giuridiche si intendono gli enti forniti di personalità giuridica, eccettuati lo Stato e gli enti pubblici che esercitano pubblici poteri 11

12 D.Lgs. n. 231/2001 Art. 25 septies: 1. In relazione ai delitti di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, connessi con violazione delle norme antifortunistiche e sulla tutela dell igiene e della salute sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a mille quote. 2. Nel caso di condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si applicano sanzioni interdittive di cui all articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno. 12

13 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81, art 300 modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Art. 25 septies (omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) 1. In relazione al delitto di cui all articolo 589 del codice penale, commesso con violazione dell articolo 55, comma 2, del decreto legislativo attuativo della delega di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura pari a 1000 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano sanzioni interdittive di cui all articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno. 1. l articolo 25- septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è sostituito dal seguente: 13

14 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81, art 300 modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Salvo quanto previsto al comma 1, in relazione al delitto di cui all articolo 589 del codice penale, commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a 250 quote e non superiore a 500 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente articolo si applicano le sanzioni interdittive di cui all articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno. 3. In relazione al delitto di cui all articolo 590, terzo comma, del codice penale, commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non superiore a 250 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo, si applicano le sanzioni interdittive di cui all articolo 9, comma 2, per una durata non superiori a sei mesi. 14

15 Lettura di una Legge Ratio Articolato dell impianto normativo; campo di applicazione, identificazione ruoli, azioni, responsabilità, sanzioni. 15

16 Ratio Aver posto sullo stesso piano di attenzione e di obbligazioni diverse tipologie di reati tra i quali quelli inerenti la parte finanziaria e i reati inerenti la tutela della salute dei lavoratori e dei terzi. 16

17 Impianto normativo Campo di applicazione D.Lgs. N.231/2001 Responsabilità amministrativa dell ente, sezione I, comma 3. Non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli enti pubblici non economici nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. 17

18 La responsabilità da reato delle società Art 5, D.lgs.n. 231 prescrive che la società è responsabile quando il reato è stato commesso, nell interesse o a vantaggio dell ente, da persone che agiscono al suo interno ed anche esternamente in nome e per conto della società stessa ( in posizione apicale o da soggetti comunque sottoposti alla direzione e vigilanza di uno dei soggetti apicali) escludendo i fatti illeciti realizzati per fatto personale o a vantaggio di terzi. 18

19 La responsabilità da reato delle società Perché di un reato? Nell interesse o a vantaggio dell ente 19

20 Perché Interesse: aver mirato a ottenere un risultato apprezzabile per esso, che può non essere stato raggiunto. Vantaggio: aver tratto per la società un risultato utile. 20

21 Perché Sino ad oggi i requisiti dell interesse o del vantaggio muovevano dal presupposto del dolo per i quali si configurava la responsabilità dell ente, oggi con la Legge n. 123/2007 si configura la delittuosità colposa (LIMITATAMENTE AL 25 SEPTIES) 21

22 Reato Omicidio colposo, previsto dall art 589 c.p.: si ha quando qualcuno per colpa cagiona la morte di un uomo. 22

23 Reato Lesione grave (art. 590 c.p., co.1, art. 583 c.p. circostanze aggravanti): 1) se dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita di una persona offesa, ovvero un incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni; 2) se il fatto produce l indebolimento permanente di un senso o di un organo. 23

24 Reato Lesione personale gravissima (art. 590 c.p., co.2, art. 583 c.p. circostanze aggravanti): 1) una malattia certamente o probabilmente insanabile; 2 ) la perdita di un senso; 3 ) la perdita di un arto, o una mutazione che renda l arto inservibile ovvero la perdita dell uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella; 4 ) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso. 24

25 Colpa L atto giuridico è colposo se l agente non voleva la realizzazione dell evento giuridico rilevante, evento che tuttavia si è verificato a causa di: Colpa generica: negligenza, imprudenza, imperizia (negligenza o imprudenza in attività che richiedono l impiego di particolari abilità o cognizioni). Colpa specifica: inosservanza di leggi, regolamenti, ordini, discipline. 25

26 Colpa Aggravante: Colpa cosciente (colpa con previsione dell evento) Dolo eventuale ( previsione dell evento con accettazione del rischio) 26

27 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81, art 302 modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Articolo 302 (definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell arresto) 1. per le contravvenzioni previste dal presente decreto e punite con la sola pena dell arresto il giudice applica, in luogo dell arresto, la pena dell ammenda in misura comunque non inferiore a euro e non superiore a euro, se entro la conclusione del giudizio di primo grado, risultano eliminate tutte le irregolarità, le fonti di rischio e le eventuali conseguenze dannose del reato. 2. La sostituzione di cui al comma 1 non è in ogni caso consentita: a ) quando la violazione abbia avuto un contributo causale nel verificarsi di un infortunio sul lavoro ; b ) quando il fatto è stato commesso da un soggetto che abbia già riportato condanna definitiva per la violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, ovvero per i reati di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, limitatamente all ipotesi di violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. 27

28 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81, art 302 modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n nell ipotesi di cui al comma 1, il reato si estingue decorsi tre anni dal passato in giudicato della sentenza senza che l imputato abbia commesso ulteriori reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ovvero quelli di agli articoli 589 e 590 del codice penale, limitatamente all ipotesi di violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. In questo caso si estingue ogni effetto penale della condanna. 28

29 D.L. 23 maggio 2008, n. 92 di modifica del codice penale 589: omicidio colposo reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è la reclusione da due anni a sei anni. Si applica la pena della reclusione da tre anni a dieci anni se il fatto è commesso con violazione delle norma sulla disciplina della circolazione stradale da: 1 ) soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni; 2 ) soggetto sotto l effetto di sostanze psicotrope 29

30 D.L. 23 maggio 2008, n. 92 di modifica del codice penale Art lesioni personali colpose. Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino ad euro 309. Se la lesione è grave la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima, della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro Se i fatti sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro 2000 e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. 30

31 D.L. 23 maggio 2008, n. 92 di modifica del codice penale Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se il fatto è commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, la pena per le lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Nel caso di lesioni a più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale 31

32 D.L. 23 maggio 2008, n. 92 di modifica del codice penale E stato aggiunto l art. 590-bis (computo delle circostanze) Quando ricorre la circostanza di cui all art 589, terzo comma, quarto comma, ovvero quella di cui all articolo 590, quarto comma, le concorrenti circostanze attenuanti, diverse da quelle previste dagli articoli 98 e 114, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni si operano sulla quantità di pena determinata ai sensi delle predette circostanze aggravanti. 32

33 Art. 61 D.Lgs. 9 Aprile 2008 n. 81 Esercizio dei diritti della Persona offesa. 1. In caso di esercizio dell azione penale per i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all igiene del lavoro o che abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne dà immediata notizia all INAIL ed all IPSEMA, in relazione alle rispettive competenze, ai fini dell eventuale costituzione di parte civile e dell azione di regresso. 2. le organizzazioni sindacali e le associazioni delle vittime di infortuni sul lavoro hanno facoltà di esercitare i diritti e le facoltà della persona offesa di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, con riferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale. 33

34 INAIL Copertura assicurativa INAIL responsabilità e azioni di rivalsa per gli infortuni correlati all uso di alcol e sostanze stupefacenti 1. la tutela preventiva dei lavoratori, normativa antinfortunistica e destinatari della stessa. 2. la tutela successiva all evento, presupposti e condizioni per la copertura assicurativa. 3. il rischio elettivo quale causa di esclusione dell indennizzabilità 4. l esenzione dalla responsabilità civile del datore di lavoro, limiti, responsabilità diretta ed indiretta. 5. misure e destinatari del risarcimento del danno. 6. azioni di rivalsa per gli infortuni correlati all uso di alcol e sostanze stupefacenti. 7. la costituzione di parte civile nei processi penali. ( Avv. B. Elia Convegno Nazionale A.N.M.A. Perugia 11/04/2008 ) 34

35 La responsabilità da reato delle società Colpa dell organizzazione, il reato commesso dalla singola persona è espressione della politica aziendale o frutto di una organizzazione per non aver adottato tutte le misure di prevenzione idonee a scongiurare o a limitare il rischio del verificarsi dei reati presupposti. 35

36 La responsabilità da reato delle società Se il reato è stato commesso dal datore di lavoro o da lui delegato è prevista una inversione dell onere della prova a carico della società, la quale non risponde se dimostra: A) di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del reato, un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi (modelli organizzativi previsti art 6, comma 2, lettere a),b),c),d),e),d.lgs, n. 231/2001) B) attivato organismo interno dotato di poteri autonomi di iniziativa e controllo (art.6, comma 1, lettera B), D.Lgs. N. 231/2001) C) che il soggetto apicale abbia in modo fraudolento eluso i modelli organizzativi (art. 6, comma 1, lettera c), D.Lgs. N. 231/2001) 36

37 La responsabilità da reato delle società Il D.Lgs. N. 231/2001 disciplina il criterio di imputazione a seconda che il reato sia stato commesso da persone con differente inquadramento (apicale o es. preposto). 37

38 La responsabilità da reato delle società Se il reato è commesso da un subalterno la responsabilità della società nasce dalla mancanza di vigilanza e controllo sull operato dei soggetti subordinati (art. 7, comma 1, D.Lgs. N. 231/2007) La società risponde in modo giustificabile, se ha adottato modelli organizzativi e nonostante questi l operato del dipendente è sfuggito al controllo. 38

39 Art. 30 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81 Modelli di organizzazione e di gestione Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridiche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi: Al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici Alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti Alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazione dei rappresentati dei lavoratori per la sicurezza Alle attività di sorveglianza sanitaria Alle attività di informazione e formazione dei lavoratori Alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro da parte dei lavoratori Alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge Alle periodiche verifiche dell applicazione e dell efficacia delle procedure adottate 39

40 Art. 30 D.Lgs. 9 Aprile 2008 N.81 Modelli di organizzazione e di gestione Art. 30, D.Lgs. N. 81/2008, comma 5: In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per le parti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione e gestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui all art.6. L adozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presente articolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività finanziabili ai sensi dell articolo

41 Modello organizzativo Al momento esistono modelli organizzativi definiti esimenti la responsabilità giuridica nei confronti dell art. 25 septies, indicazioni di associazioni (Confindustria 31/03/2008). 41

42 Azioni: Modello organizzativo La predisposizione di modelli organizzativi risulta essere condizione necessaria ma non sufficiente Il modello dovrà essere istituito prima dell evento ed essere efficacemente attuato. Il presupposto quindi non è concettualmente il rispetto formale delle indicazioni ma un sostanziale ed efficace messa in atto di un sistema che possa verificare nella sostanza e con poteri di verifica e controllo autonomi, l operato nel contenuto di tutti gli aspetti relativi alla tutela della salute delle Persone al lavoro. 42

43 Azioni: Modello organizzativo Reati finanziari 231: Bilancio societario Commerciale Commercialista/Legale Reati colposi 231: DVR Health & safety Rspp/Medico competente Quality sistem/control Audit interni Organismo Vigilanza interno Revisione conti Audit esterni Quality sistem/control Audit interni Comitato interno Revisione art. 25 septies Audit esterni 43

44 Alcune azioni : Modello organizzativo art. 25 septies 231 reati colposi 231 per la sicurezza : Luoghi di lavoro Attrezzature di lavoro Organizzazione del Lavoro Qualità del sistema (sgs) RSPP Audit interni Audit esterni esperto in materia Valutazione performance servizi / sicurezza 231 per la salute : Mansioni Attività Organizzazione del lavoro Qualità del prodotto (control) Medico Competente Audit interni Audit esterni esperto in materia Valutazione performance servizi / salute 44

45 Azioni: Modello organizzativo Alcuni elementi del processo: Codice etico e definizione della politica aziendale per la salute Criteri di scelta Tracciabilità Qualità, gestione e controllo del sistema e del prodotto Organismo di controllo interno (Vigilanza interno, Comitato interno) Controllo esterno Performance del sistema e del prodotto 45

46 Azioni: Modello organizzativo Alcuni strumenti del processo: Contrattualistica (es. elementi chiari di scelta, garanzia dell indipendenza culturale e di azione, tempi e mezzi a disposizione) Procedure specifiche (donna in gravidanza/allattamento, infortunio a rischio biologico, movimentazione di carichi, ) Progetti su tematiche specifiche ( governare il cambiamento, stress lavoro-correlato, problematiche della voce, ) Modelli organizzativi specifici ( partecipazione del medico compente al processo di valutazione dei rischi, indicazioni per le problematiche alcolcorrelate e tossicodipendenze, stress : formazione specifica per dirigenti e funzionari,. ) Sistema di comunicazione e gestione dei flussi informativi Verifica continua dell efficacia del sistema e del prodotto (quality assurance fatta di quality sistem, e quality control attraverso utilizzo di personale competente nella specifica materia, ) Analisi delle criticità (strumenti ; check list, audit interni, esterni, relazioni e flussi informativi, clinical evidence based, ) Programmazione e tempistica interventi 46

47 Cambiamento culturale e professionale Cambiamento nell approccio culturale e di atteggiamento nei confronti delle indicazioni di legge secondo una attenta analisi nel rispetto della ratio legis Cambiamento culturale profondo determinato dall introduzione di un nuovo scenario professionale e di responsabilità (es. rischi per terzi in una visione della prevenzione sul colposo) Adozione delle conseguenti azioni; tra le quali l adozione di specifici modelli organizzativi che possano validare gli aspetti tecnici e di partecipazione da parte degli attori della prevenzione in ambito di lavoro. 47

48 stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia Definizione di salute dalla costituzione dell Organizzazione Mondiale della Sanità 48

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