Analisi per flussi. 1. Considerazioni generali

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1 Capitolo 8 Analisi per flussi 1. Considerazioni generali Il rendiconto finanziario è un prospetto che raggruppa, in relazione a determinati scopi di formazione, le variazioni (flussi) intervenute nella situazione patrimoniale dell azienda in un dato intervallo di tempo, correlando fra loro le fonti e gli impieghi. Tale prospetto non viene esplicitamente citato dalla normativa sul bilancio, che comunque ne considera oppurtuna l inclusione nella nota integrativa. Le analisi dei flussi finanziari si basano sull accostamento di due esercizi uno successivo all altro e, come si è detto, riguardano le variazioni che gli elementi del patrimonio di funzionamento hanno subito nel corso di un periodo amministrativo. Opportunamente rettificate, secondo le modalità che saranno viste in seguito, tali variazioni permettono di ricostruire «i flussi» che hanno influito sul mutamento complessivo avutosi nel fondo considerato. Per fondo s intende il valore assunto da un complesso di risorse finanziarie in un dato momento. Il fondo di cui si esaminano i flussi può avere per oggetto: il denaro in cassa e presso banche; le attività monetarie nette (liquidità meno debiti a breve); il patrimonio circolante netto (attivo corrente meno debiti a breve); le risorse finanziarie totali (totale delle attività). Il concetto di risorse finanziarie che sta alla base del rendiconto finanziario varia secondo la configurazione esaminata. In questo senso: il rendiconto delle variazioni del patrimonio circolante netto analizza quali risorse finanziarie, considerate come patrimonio circolante netto (attivo circolante meno passività correnti), sono derivate o assorbite nell esercizio, per quali motivi e quali impieghi; il rendiconto delle variazioni della disponibilità monetaria netta analizza quali risorse finanziarie, considerate come disponibilità liquide in cassa, c/c postali e c/c bancari attivi al netto dei c/c passivi, sono derivate o assorbite nell esercizio, per quali motivi e quali impieghi. La variazione complessiva manifestatasi nelle risorse finanziarie viene analizzata per determinare i flussi generati: dalla gestione reddituale, costituita dalle operazioni che danno luogo alla formazione del reddito di esercizio; da operazioni di investimento o di disinvestimento di immobilizzazioni (acquisti, alienazioni di beni strumentali, acquisiti e alienazioni di partecipazioni, concessioni e rimborsi di prestiti fatti a terzi); da operazioni di finanziamento costituite da accensioni o rimborsi di debiti a medio e lungo tempo; variazioni di capitale (aumenti o rimborsi, contributi in conto capitale) e pagamenti di dividendi ai soci.

2 196 Parte Prima: Materie aziendali L analisi dei flussi, eseguita con l interpretazione del rendiconto finanziario, completa quella per indici e rende più chiari i movimenti verificatisi. I dati per la stesura del rendiconto finanziario si ricavano dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa; gli stessi dati vengono rielaborati in modo da far conoscere come le risorse finanziarie generate siano state consumate o investite. 2. Il rendiconto finanziario delle variazioni del patrimonio circolante netto Questo prospetto analizza le variazioni che si sono avute nell esercizio nella situazione patrimoniale finanziaria. Tali variazioni si evidenziano comparando i valori dello stato patrimoniale alla fine dell esercizio con quelli esistenti alla fine dell esercizio precedente. Da questo confronto si ottiene la relazione che determina il patrimonio circolante netto come differenza tra attivo circolante e passività correnti o a breve. Esso, quindi, è formato al netto dei debiti a breve, da un insieme di elementi patrimoniali che sono o che si ritiene diventeranno liquidi entro un breve periodo, generalmente un anno, dalla data in cui è stato redatto l ultimo bilancio. La misura del patrimonio circolante netto è spesso considerata come indice di «solidità finanziaria» dell azienda nel breve termine. Le variazioni del patrimonio circolante netto espongono con chiarezza la capacità della gestione di generare liquidità o attività liquidabili a breve scadenza; l esame dei relativi flussi è indispensabile per conoscere i riflessi che gli andamenti economici della gestione hanno avuto (o avranno nell ipotesi di indagini prospettiche) sulla situazione finanziaria dell azienda. L analisi dei flussi di patrimonio circolante netto, ad esempio, può concorrere a spiegare come a risultati economici con andamenti largamente positivi si possa avere una riduzione del patrimonio netto, di cui si parla, rendendo peggiore le condizioni di solvibilità dell impresa (è quanto può succedere se l impresa faccia ricorso a prestiti a breve scadenza per effettuare consistenti investimenti in immobilizzazioni). Le variazioni del patrimonio circolante netto possono derivare da: variazioni connesse al risultato economico della gestione reddituale, ossia al sistema dei costi e ricavi; variazioni nell attivo immobilizzato, per acquisti o alienazioni di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie; variazioni nelle passività consolidate, per accensione ed estinzione di debiti a media/ lunga scadenza; variazioni nel capitale proprio, per aumenti e diminuzioni di capitale sociale e per distribuzione di dividendi. Non tutte le variazioni indicate, però, danno luogo a modificazioni del patrimonio circolante netto; questo perché i movimenti che le operazioni di gestione effettuate in un certo periodo amministrativo producono nelle varie classi di valori del patrimonio aziendale, vanno distinti in variazioni finanziarie e variazioni non finanziarie.

3 Capitolo 8: Analisi per flussi 197 Le variazioni finanziarie fanno riferimento al patrimonio circolante netto, nel senso che questo entra in relazione con le altre categorie di valori. A titolo esemplificativo sono tali: gli acquisti e le alienazioni di immobilizzazioni; l accensione e i rimborsi di finanziamenti a medio/lungo termine e dei debiti per TFR; gli aumenti di capitale in denaro e con altre attività circolanti, le riduzione di capitale con rimborso; i costi e i ricavi «monetari», ossia aventi contropartita degli elementi del patrimonio circolante netto. Le variazioni non finanziarie sono, invece, quelle che non interessano il patrimonio circolante netto, ovvero: i costi e i ricavi «non monetari» relativi alle immobilizzazioni (ammortamenti, minusvalenze e plusvalenze, costi patrimonializzati); le rivalutazioni e le svalutazioni di immobilizzazioni, apporti e scorpori di immobilizzazioni; la conversione di prestiti a medio/lungo termine in quote di partecipazione al capitale di rischio; la destinazione di utili a riserve; i costi «non monetari» relativi al passivo consolidato (quote incrementative del TFR). Come si vede, le variazioni generate dalle operazioni di gestione nelle varie classi di valori, possono interessare o meno il patrimonio circolante netto, così come possono interessare o meno il reddito di esercizio. Sotto questo aspetto si distingue tra variazioni reddituali (che sono «finanziarie», se attinenti al patrimonio circolante netto e «non finanziarie» se estranee ad esso) e variazioni patrimoniali (che non interessano il reddito e sono «finanziarie» se attinenti al patrimonio circolante e «non finanziarie» se estranee a questo).

4 198 Parte Prima: Materie aziendali Rendiconto finanziario delle variazioni di patrimonio circolante netto Parte I Dimostrazione delle fonti e degli impieghi Fonti di risorse finanziarie Flusso generato della gestione reddituale Alienazione di immobilizzazioni Rimborsi di crediti a m/l termine Aumenti a pagamento di capitali propri Accensioni di passività consolidate Impieghi di risorse finanziarie Acquisti di immobilizzazioni Concessioni a terzi di crediti a m/l termine Rimborsi di passività consolidate Diminuzioni di patrimonio netto per: pagamento di dividendi ai soci rimborsi di capitale proprio acquisti e annullamento azioni proprie Totale fonti di risorse finanziarie Totale impieghi di risorse finanziarie Variazione del patrimonio circolante netto (aumento o diminuzione) Parte II Variazione nei componenti il patrimonio netto circolante Variazioni delle attività a breve Aumenti/diminuzioni interventi nei: valori in cassa c/c bancari e postali crediti a breve rimanenze titoli di vasto mercato ratei e risconti attivi Variazioni delle passività a breve Aumenti/diminuzioni interventi vari: debiti v/banche debiti correnti fondi rischi e oneri a breve ratei e risconti passivi Totale variazioni attività a breve Totale variazioni passività a breve Variazione del patrimonio circolante netto (aumento o diminuzione) Parte III Altre variazioni nella situazione patrimoniale finanziaria che non comportano movimenti nel patrimonio circolante netto Conversione di obbligazioni convertibili in azioni Aumenti di capitale con conferimenti in natura di immobilizzazioni Acquisizioni di immobilizzazioni contro rilascio di obbligazioni Acquisto di partecipazioni mediante obbligazioni o azioni Rivalutazioni monetarie di immobilizzazioni 3. Dimostrazione delle fonti e degli impieghi Nella prima parte del prospetto sono rappresentate le fonti delle risorse finanziarie e le loro modalità di impiego. Se le fonti superano gli impieghi, l azienda ha generato dei mezzi per le esigenze a breve termine, dando luogo a un incremento del patrimonio circolante netto. Se le fonti sono inferiori agli impieghi, l azienda ha assorbito dei mezzi sottraendoli alle esigenze di breve termine, dando luogo a un decremento del patrimonio circolante netto. Nella seconda parte sono indicate le variazioni intervenute nei singoli elementi che costituiscono il patrimonio circolante netto (disponibilità liquide, crediti e attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, rimanenze, passività a breve o correnti). La somma algebrica di queste variazioni esprime l incremento o il decremento subito dal patrimonio circolante netto nel periodo di riferimento. Nella terza parte sono specificate eventuali operazioni effettuate, che non incidono sul livello del patrimonio di cui si parla.

5 Capitolo 8: Analisi per flussi 199 Possono non dar luogo a variazioni finanziarie le rivalutazioni monetarie o importanti operazioni finanziarie, come la conversione di obbligazioni in azioni, in quanto non riguardano il patrimonio circolante netto. Il rendiconto finanziario consente di analizzare i movimenti delle risorse tra le varie classi di valori costituenti il patrimonio dell azienda; mette in evidenza i flussi finanziari derivanti dai finanziamenti esterni e quelli che provengono dalla gestione reddituale (autofinanziamento). Le informazioni fornite dal rendiconto vengono poi interpretate per avere una conoscenza ampia e approfondita della situazione patrimoniale, del risultato economico e della situazione finanziaria. Così, ad esempio, si possono ottenere le seguenti risposte alle informazioni fornite dall analisi effettuata: quando la gestione reddituale genera un elevato flusso di risorse, l azienda si finanzia con fonti interne e tende all autofinanziamento che aumenta progressivamente con il crescere degli utili: in tal caso, la valutazione dell azienda è positiva; gli utili distribuiti ai soci devono essere commisurati sulla base delle risorse generate in precedenza dalla gestione e non devono dar luogo a eccessivi deflussi di mezzi monetari. In pratica, non è opportuno ricorrere ai debiti per pagare i dividendi; le risorse impiegate in investimenti di beni strumentali devono provenire da un corretto ricorso alle fonti più opportune; nel contempo non si deve trascurare che l accensione di debiti a medio e lungo termine comporta il sostenimento di futuri oneri finanziari, mentre il ricorso ad aumenti di capitale proprio comporta la necessità di remunerare in futuro i titolari del capitale di rischio. Gli investimenti, quindi, devono generare una maggiore redditività, accompagnata da una più elevata solidità patrimoniale; le risorse prodotte da investimenti sono fisiologiche, se costituiscono rientri finanziari da impieghi effettuati in precedenza (ad esempio, rimborsi di prestiti fatti a terzi) o da dismissioni di beni strumentali obsoleti, in vista di prossimi realizzi di piani di rinnovo o ristrutturazione. Presentano, invece, un diverso significato, se effettuati per far fronte all estinzione di debiti o per supplire a una insufficienza di risorse causata da perdite di gestione. 4. Rendiconto finanziario delle variazioni della disponibilità monetaria netta Considerato che le classificazioni e le valutazioni delle attività e delle passività possono influenzare il patrimonio circolante netto, si ritiene più opportuno basare il rendiconto finanziario sull oggettività della disponibilità monetaria netta, costituita dai valori in cassa più i c/c postali e bancari al netto di quelli passivi. Il rendiconto finanziario, in oggetto, analizza i flussi monetari (cash flow) che fanno aumentare le disponibilità monetarie al netto dei debiti verso le banche (il saldo può essere anche negativo e corrispondere all indebitamento netto a vista). L andamento di questi flussi è ritenuto segnaletico delle condizioni di solvibilità e di liquidità dell azienda, ovvero della sua adeguatezza a fronteggiare le esigenze finanziarie della gestione nella loro misura e alle scadenze stabilite. Anche in questo caso è necessario, però, distinguere le operazioni che incidono sulle disponibilità monetarie da quelle che non le modificano.

6 200 Parte Prima: Materie aziendali Ad esempio, da quanto si è affermato in precedenza, la liquidità aziendale non subisce alcuna variazione nel caso di conversione di obbligazioni in azioni o di conferimento di immobilizzazioni in presenza di aumento di capitale in natura. I movimenti finanziari, indicati nella tabella che segue, danno invece luogo (a variazioni in aumento o in diminuzione) nella disponibilità monetaria netta. Flussi che fanno variare la disponibilità monetaria netta Attività operativa di esercizio Attività di investimento Attività di finanziamento Distribuzione di utili e coperture di perdite Fonti di risorse monetarie (generano risorse) Riscossioni di fatture di vendita di prodotti e prestazioni di servizi, a prescindere dall esercizio in cui sono state emesse, e incassi di altri ricavi Incassi inerenti a vendite di immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie o da rimborsi effettuati da terzi di prestiti in precedenza concessi Accensione di debiti e medio-lungo temine e versamenti di soci per aumenti di capitale in denaro Versamenti di soci effettuati a copertura di perdite di esercizio in precedenza subite Impieghi di risorse monetarie (assorbono risorse) Pagamenti di fatture di acquisto di materie e servizi, a prescindere dall esercizio in cui sono state ricevute, e per il pagamento di altri costi di esercizio (stipendi, imposte ecc.) Pagamenti inerenti ad acquisti di immobilizzazioni o alla concessione di prestiti fatti a terzi Rimborsi a terzi di prestiti in precedenza ottenuti, pagamenti per TFR, rimborsi ai soci per diminuzioni di capitale Pagamenti ai soci di utili in precedenza realizzati 5. Sfasatura tra flussi monetari ed economici Com è noto, i movimenti nelle disponibilità monetarie non si verificano necessariamente nello stesso momento in cui vengono sostenuti i costi e i ricavi di competenza. Solo gli acquisti di materie e altre operazioni di esercizio o la vendita di prodotti per pronta cassa fanno coincidere uscite e costi, entrate e ricavi; gli acquisti e le vendite con pagamento anticipato o posticipato danno luogo a sfasature tra i flussi monetari e flussi economici; ne consegue che le entrate e le uscite si possono presentare in esercizi diversi da quello di competenza dei costi e dei ricavi. Le variazioni nei crediti, nelle consistenze di magazzino e nei debiti rappresentano, quindi, fondi e impieghi di liquidità; gli aumenti e le diminuzioni sono dei differenziali rispetto agli importi che risultano alla fine dell esercizio precedente. Gli ammortamenti e gli incrementi del TFR sono costi non monetari e, pertanto, non danno luogo a variazioni nelle disponibilità monetarie. Per determinare il flusso monetario prodotto dalle attività di esercizio (cash flow operazionale) è necessario, quindi, accordare il risultato economico di esercizio con i flussi monetari, togliendo dal reddito i costi e i ricavi non monetari e tenendo conto degli effetti di anticipi e dilazioni e delle variazioni che si sono avute nelle rimanenze. La determinazione del flusso monetario generato può essere effettuata: con procedimento diretto, calcolando la differenza tra le singole voci che hanno generato o assorbito risorse monetarie in rapporto all attività operativa di esercizio (riscossione di ricavi sorti nell esercizio o in quelli precedenti, pagamenti per costi sorti nell esercizio o in quelli precedenti);

7 Capitolo 8: Analisi per flussi 201 con il procedimento indiretto, sommando algebricamente al risultato economico di esercizio tutte quelle poste che nel periodo amministrativo considerato non hanno richiesto uscite o non hanno originato entrate. 6. Redazione del rendiconto finanziario delle variazioni del patrimonio circolante netto e delle variazioni della disponibilità monetaria netta Poiché, in questa sede, si devono esporre i prospetti dei tre rendiconti che interessano l analisi dei flussi monetari, è necessario partire da un bilancio comparato e già rielaborato ai fini dell analisi per indici (dati in milioni di euro) Stato Patrimoniale (rielaborato) Anno n Anno n 1 Anno n Anno n 1 Disaggio su prestiti Capitale sociale Costi di ricerca e sviluppo Riserva di sovrapprez azioni Brevetti Riserva di rivalutazione Terreni e fabbr Riserva legale Impianti e macchinari Riserva straordinaria Attrezzature ind. e comm Utile di eserc. n Rimanenze Utile di eserc. n Crediti Fondi rischi e oneri Disponibilità liquide Trattamento fine rapporto Ratei e risconti Obbligazioni Mutui passivi Debiti per acconti Debiti v/fornitori Cambiali passive Debiti tributari Debiti v/istituti previdenziali Debiti v/banche in c/c Ratei e risconti La voce «disaggio su prestiti» è stata indicata fra le immobilizzazioni immateriali, poiché è ritenuta un costo pluriennale piuttosto che un risconto in senso stretto.

8 202 Parte Prima: Materie aziendali Conto economico a valore aggiunto (riclassificato) Ricavi netti di vendita + Costi patrimonializzati +/ Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti, semilavorati, prodotti in lavorazione, lavorazioni in corso su ordinazione + Altri ricavi e proventi di gestione Valore della produzione Costi netti per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci +/ Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci Costo per servizi e per godimento di beni di terzi Altri oneri diversi di gestione Valore aggiunto Costi del personale Ammortamenti Svalutazione crediti Accantonamenti a fondi rischi e oneri Margine operativo lordo +/ Proventi e oneri finanziari +/ Rettifiche di valore di attività finanziaria Risultato economico prima delle imposte Imposte sul reddito Utile (o perdita) di esercizio Si è preferita tale configurazione, perché più frequente nella pratica delle analisi di bilancio. I ricavi netti di vendita sono dati dai ricavi lordi meno i resi, gli abbuoni e i premi. Gli acquisti netti di materie prime, ausiliarie ed altre sono dati dagli acquisti lordi meno i resi e gli abbuoni. I consumi di materie prime e ausiliarie si ottengono tenendo presente l aumentare degli acquisti e le variazioni del magazzino materie e, in modo particolare, l incremento che si sottrae dai costi della produzione e il decremento che, invece, va aggiunto. I consumi, quindi, sono definiti dalla somma algebrica: esistenze iniziali più acquisti e meno le rimanenze finali.

9 Capitolo 8: Analisi per flussi 203 Conto economico a valore aggiunto Anno n Anno n 1 Ricavi di vendita Variazione delle rimanenze di prodotti Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni Altri ricavi e proventi della gestione caratteristica Valore della produzione Costi per materie prime e di consumo Variazioni delle rimanenze di materie Costi per servizi e godimento di beni di terzi Oneri diversi di gestione Valore aggiunto Costi del personale Ammortamenti immobilizzazioni Svalutazione crediti ,320 Margine lordo operativo Risultato della gestione finanziaria Risultato gestione ordinaria Risultato gestione straordinaria Reddito prima delle imposte Imposte sul reddito Utile di esercizio Movimentazione del magazzino Le rimanenze finali di materie prime dell anno n 1 ammontano a ; a quelle finali dell anno n: la differenza rappresenta un incremento che va a rettificare in meno i costi della produzione. Le rimanenze di prodotto finiti e di prodotti in corso di lavorazione ammontano, alla fine dell anno n 1 a e alla fine dell anno n a ; la differenza è un incremento che va registrato con il segno positivo nel gruppo valore della produzione. Dal conto economico si può redigere il flusso di risorse finanziarie generato dalla gestione reddituale; pertanto, agli effetti dell analisi dei flussi, i costi o i ricavi di esercizio devono essere distinti in monetari e non monetari.

10 204 Parte Prima: Materie aziendali Il flusso, di cui si parla, può essere determinato secondo due diversi procedimenti: Procedimento diretto Flusso di risorse finanziarie della gestione reddituale Anno n Anno n 1 Ricavi monetari Ricavi delle vendite Altri ricavi e proventi Variazioni delle rimanenze (incrementi) Proventi finanziari Proventi straordinari (sopravvenienze attive) Costi monetari Costi per materie prime e di consumo Variazioni delle rimanenze (decrementi) Costi per servizi e godimento di beni di terzi Salari e stipendi Oneri sociali Oneri diversi di gestione Svalutazione crediti ,320 Oneri finanziari (escluso ammortamento del disaggio) Oneri straordinari (sopravvenienze passive) Imposte sul reddito Reddito generato dalla gestione reddituale Procedimento indiretto Flusso di risorse finanziarie della gestione reddituale Anno n Anno n 1 Utile di esercizio Costi monetari Ammortamento immobilizzazioni Ammortamento disagio di emissione Quota maturata TFR Ricavi non monetari Incremento immobilizzazioni per lavori interni Plusvalenze da alienazione brevetti Flusso generato dalla gestione reddituale Si fa notare che il flusso generato dalla gestione reddituale può risultare positivo anche in presenza di una perdita di esercizio sempre che i costi non monetari superino la perdita. Si fa notare ancora che la quota maturata del TFR è un costo non monetario solo quando si tratta di un incremento del debito che non comporta una variazione nelle disponibilità monetarie.

11 Capitolo 8: Analisi per flussi 205 Flusso monetario generato dall attività operativa di esercizio Utile (perdita di esercizio) + Ammortamenti + Minusvalenze da alienazione di immobilizzazioni Plusvalenze da alienazione di immobilizzazioni +/ Variazione netta del TFR e nei fondi rischi e oneri (+ per gli aumenti, per le diminuzioni) +/ Variazione nelle rimanenze (+ per gli aumenti, per le diminuzioni) +/ Variazione nei crediti a breve, nei ratei e risconti attivi (+ per gli aumenti, per le diminuzioni) +/ Variazione nei debiti a breve e nei ratei e risconti passivi (+ per gli aumenti, per le diminuzioni) Determinazione del cash flow operazionale Ricavi di vendita Utile di esercizio anno n Ammortamenti Ammortamenti disaggio di emissione Plusvalenze su alienazione brevetti Variazione nel TFR Variazione netta nei fondi rischi e oneri Incremento rimanenze Incremento dei crediti Diminuzione di ratei e risconti attivi Diminuzioni debiti per acconti Diminuzione debiti v/fornitori Diminuzione di cambiali passive Incremento debiti tributari Incremento debiti v/istituti previdenziali Diminuzione ratei e risconti passivi Flusso monetario attività operativa Dal calcolo sono stati esclusi dallo stato patrimoniale del bilancio i debiti in c/c v/banche (considerati componenti negative delle disponibilità monetarie), i debiti a media e lunga scadenza (che sono compresi nell attività di finanziamento) e il disaggio di emissione (ritenuto un costo pluriennale e non un risconto in senso stretto). 8. Redazione del rendiconto finanziario delle variazioni del patrimonio circolante netto Osserviamo adesso le variazioni che ha subito il patrimonio circolante netto comparando le voci dello stato patrimoniale all inizio e alla fine dell esercizio. L esame evidenzia un incremento di tale patrimonio, di cui è necessario indicare le cause.

12 206 Parte Prima: Materie aziendali Determinazione del patrimonio circolante netto 31/12/n 31/12/n 1 Variazioni Rimanenze Crediti Ratei e risconti (escluso il disaggio) Disponibilità liquide Totale circolante (A) Debiti per acconti Debiti v/fornitori Cambiali passive Debiti tributari Debiti v/istituti previdenziali Ratei e risconti Banche c/c passivi Totale passività correnti (B) Patrimonio circolante netto (A B) Si può, quindi, procedere alla redazione del rendiconto finanziario del patrimonio circolante netto, come risulta dal prospetto seguente, formato dai prospetti della dimostrazione delle fonti e degli impieghi e delle variazioni nei componenti del patrimonio netto circolante. Parte I Dimostrazione delle fonti e degli impieghi Fonti Fonti generate dalla gestione reddituale Aumenti di patrimonio netto Decimi versati per aumenti di capitale e sovrapprezzo Diminuzioni di immobilizzazioni Alienazione brevetti Totale fonti di risorse finanziarie Impieghi Incrementi di immobilizzazioni Acquisto di fabbricati Acquisto di impianti e macchinari Acquisto di attrezzature Diminuzioni di passività consolidate Utilizzo di fondi rischi e oneri TFR corrisposto a dipendenti Rimborso obbligazioni Rimborso mutuo passivo Diminuzione di patrimonio netto Pagamento di dividendi ai soci Totale impieghi di risorse finanziarie Incremento del patrimonio circolante netto Totale a pareggio

13 Capitolo 8: Analisi per flussi 207 Parte II Variazioni nei componenti il patrimonio circolante netto Variazioni delle attività a breve Aumenti di attività a breve Nelle rimanenze Nei crediti Diminuzioni di attività a breve Nei ratei e risconti attivi Nelle disponibilità liquide Totale variazioni nelle attività a breve (incremento) Variazioni delle passività a breve Aumenti di passività a breve Debiti tributari Debiti v/istituti previdenziali c/c bancari passivi Diminuzioni di passività a breve Nei debiti per acconti Nei debiti v/fornitori Nelle cambiali passive Nei ratei e nei risconti passivi Totale variazioni nelle passività a breve (decremento) Aumento del patrimonio circolante netto È opportuno, infine, calcolare la disponibilità monetaria netta e le variazioni da questa subite. L analisi, nel nostro caso, evidenzia una disponibilità netta negativa, che equivale a un indebitamento netto a vista. Calcolo della disponibilità monetaria netta 31/12/n 31/12/n 1 Variazioni Disponibilità liquide (A) , Banche c/c passivi (B) Indebitamento netto a vista (A B)

14 208 Parte Prima: Materie aziendali Rendiconto finanziario delle variazioni della disponibilità monetaria netta A) Disponibilità monetaria iniziale B) Flusso monetario di attività operativa di esercizio Utile di esercizio Ammortamenti Plusvalenza da alienazione immobilizzazioni Variazione netta TFR Variazione netta nei fondi rischi e oneri Variazione delle rimanenze (incremento) Variazione nei crediti, ratei e risconti Variazioni nei dediti, rati e risconti C) Flusso monetario di attività d investimento Investimenti in immobilizzazioni Incrementi immobilizzazioni per lavori interni Disinvestimenti di immobilizzazioni D) Flusso monetario da attività di finanziamento Conferimento dei soci per aumento del capitale Rimborsi di finanziamenti E) Distribuzione di dividendi F) Flusso monetario netto del periodo (B + C + D + E) G) Disponibilità monetaria netta finale (A F) Nel caso esaminato, l analisi dei flussi della disponibilità monetaria fa scattare un lieve campanello d allarme. Il quadro è, tuttavia, positivo, così come risulta dal rendiconto finanziario delle variazioni del patrimonio circolante netto ed emerge anche dall analisi per indici. L analisi dei flussi, nel nostro caso, evidenzia, infatti, che la gestione corrente ha generato fondi al disotto di quelli destinati al pagamento dei dividendi ai soci. L attività di investimento risulta ben sostenuta dall attività, nella quale il procacciamento di mezzi finanziari, con l aumento a pagamento del capitale sociale più il sovrapprezzo di azioni, ha ridotto anche l indebitamento a medio/lungo termine. Un giudizio sull azienda potrà essere espresso da un analisi delle prospettive future partendo dai dati consuntivi di bilancio a quelli previsti nel budget e sulle decisioni da assumere per ridurre l indebitamento netto a vista.

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