LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE. dott. Zoran Olivari

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1 18 NOVEMBRE 2014

2 LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE dott. Zoran Olivari

3 89 anni 89 anni 80 anni 87 anni 86 anni 88 anni 84 anni

4 103 anni 91 anni

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6 ULTRACENTENARI

7 Si vive di più!! (nel ns mondo occidentale)

8 Età al decesso nel Veneto ,6 78, , ,8 Maschi media Maschi mediana Femmine media Femmine mediana Anno 1995 Anno 1996 Anno 1997 Anno 1998 Anno 1999 Anno 2000 Anno 2001 Anno 2002 Anno 2003 Anno 2006

9 Come mai?? Riduzione della mortalità per le malattie cardiovascolari / 6,97

10 Explaining the decrease in U.S. deaths fron coronary disease, Percentage of the decrease in deaths from CHD attributed to treatments and risk-factor Ford ES et al. N Engl J Med 2007; 356:

11 Explaining the decrease in U.S. deaths fron coronary disease, Percentage of the decrease in deaths from CHD attributed to treatments and risk-factor CONTRIBUTO RELATIVO ALLA RIDUZIONE DELLA MORTALITA CARDIOVASCOLARE PREVENZIONE CURE IN ACUTO 60% 40% Ford ES et al. N Engl J Med 2007; 356:

12 Dati INTERHEART : Rischio di INFARTO MIOCARDICO Ipercolesterolemia 3.25 Fumo attivo 2.87 Fattori psicosociali 2.67 Diabete 2.37 Ipertensione 1.91 Obesità addominale countries: cases, controls Yusuf, Lancet 2004

13 Effetto di fattori di rischio potenzialmente modificabili associati all infarto miocardico in 52 Paesi (the INTERHEART study) Risk of AMI associated with exposure to multiple risk factors fumo diabete ipertensione dislipidemie Yusuf S et al LANCET 2004; 364:

14 Effetto di fattori di rischio potenzialmente modificabili associati all infarto miocardico in 52 Paesi (the INTERHEART study) Risk of AMI associated with exposure to multiple risk factors fumo diabete ipertensione dislipidemie Yusuf S et al LANCET 2004; 364:

15 Effetto di fattori di rischio potenzialmente modificabili associati all infarto miocardico in 52 Paesi (the INTERHEART study) Risk of AMI associated with exposure to multiple risk factors fumo diabete ipertensione dislipidemie Yusuf S et al LANCET 2004; 364:

16 quindi La riduzione della mortalità dovuta alle malattie cardiovascolari è la ragione principale dell allungamento della vita media Se pensiamo alla salute e alla durata della vita in termini di popolazione generale, il massimo del guadagno lo otteniamo con la semplice prevenzione primaria, in particolare in pazienti a rischio più alto. In quelli già ammalati il guadagno sarà minore e richiederà un impegno maggiore in termini di terapie anche complesse

17 Fattori di rischio modificabili 1. obesità 2. vita sedentaria 3. diabete 4.dislipidemie 5. ipertensione 6. fumo 7. fattori ambientali 8. alimentazione errata 9. stress

18 Dati INTERHEART : Rischio di INFARTO MIOCARDICO Ipercolesterolemia 3.25 Fumo attivo 2.87 Fattori psicosociali 2.67 Diabete 2.37 Ipertensione 1.91 Obesità addominale countries: cases, controls Yusuf, Lancet 2004

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20 Livelli di colesterolo sierico e rischio coronarico MRFIT (356,222) Morte per CHD Colesterolemia (mg/dl) JAMA, 1986

21 I livelli di C-LDL correlano con il rischio di eventi coronarici LaRosa et al, NEJM 2005

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23 NCEP ATP III: target C-LDL Livello C-LDL (mg/dl) CHD rischio CHD equivalente Target 100 mg/dl Target 70 mg/dl 2 fattori di rischio Target 130 mg/dl Target 100 mg/dl < 2 fattori di rischio Target 160 mg/dl 100 mg/dl = 2.6 mmol/l; 130 mg/dl = 3.4 mmol/l; 160 mg/dl = 4.1 mmol/l Adattato da NCEP, Adult Treatment Panel III, JAMA 2001:285;

24 .quindi, semplice Basta abbassare il colesterolo LDL e si vive più a lungo Abbiamo anche i farmaci che lo fanno: le statine

25 .però Perché serva veramente bisogna farlo in persone effettivamente a rischio Bisogna farlo bene

26 Followup a 6 mesi in pazienti dimessi dopo un infarto miocardico

27 Raggiungimento obiettivi terapeutici in pazienti dopo 6 mesi da una sindrome coronarica acuta

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29 OBIETTIVO TERAPEUTICO (prevenzione primaria) PROFILODI RISCHIO Molto alto (score >40%o diabete tipo 1-2 o ASO o IRC ) Alto (score 20-40%) Intermedio (score 5-20) TARGET C-LDL < 70 mg/dl < 100 mg/dl < 115 mg/dl

30 OBIETTIVO TERAPEUTICO (prevenzione secondaria) PROFILO DI RISCHIO Cardiopatia ischemica, già ictus, AAA TARGET C-LDL < 70 mg/dl

31 ALGORITMO TERAPEUTICO Iniziare con Simvastatinaa dosi crescenti fino al raggiungimento del target Se insufficiente, passare a statina più efficace (Atorvastatina) e se necessario alla rosuvastatinao associazione con ezetimibe Considerare in prima istanza l atorvastatina (o rosuvastatina) in pz con colesterolo basale >150 mg/dl o quando target di C-LDL < 70 mg/dl

32 Pattern prescrittivo delle statine nei pazienti dell Azienda ULSS 9 Jenny Bolcato Servizio Farmaceutico Territoriale

33 Dati epidemiologici Dal 2006 al 2011 i pazienti prescritti con statine sono stati circa

34 Suddivisione della popolazione sulla base del rischio Rischio basso: paziente con ipercolesterolemia ma senza altri fattori di rischio concomitanti (non iperteso, non diabetico, senza precedenti eventi cardiovascolari noti) Rischio moderato: età >50 anni nei maschi e 60 anni nelle femmine, iperteso o diabetico o eventi cardiovascolari noti Rischio alto: almeno 2 fattori di rischio concomitanti tra diabete, malattia coronarica, ipertensione Da linee guida S.I.M.G. (Area Cardiovascolare)

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36 Outcome 1: riduzione del colesterolo mesi prima tempo 0 3 mesi dopo 6 mesi dopo 2 anni dopo

37 ADERENZA ALLA TERAPIA

38 Aderenza alla terapia sulla base del rischio Pazienti poco o per niente aderenti Pazienti a basso rischio: 40% Pazienti a medio rischio: 28% Pazienti ad alto rischio: 20%

39 Outcome 1: diminuzione del colesterolo (corretto) Quindi mediamente il nostro target medio è quello di ridurre la colesterolemia del 20% Chi ha una bassa aderenza ha una probabilità di raggiungere l obiettivo pari solo all 8% rispetto a chi ha una buona aderenza

40 Circulation. 2002;105:

41 APPROPRIATEZZA TERAPEUTICA

42 Dalle linee guida AIFA 2011 Trattamento di primo livello Trattamento di secondo livello Trattamento di terzo livello Simvastatina+ezetimibe 4 livello Percentuale di appropriatezza per i pazienti a basso rischio: 23%

43 LA REAL PRACTICE cosa ci ha dato?

44 Rosuva Efficacy vs. Effectiveness riduzione % effectiveness riduzione % efficacy Fluva 40 Lova 20 Fluva 80 Prava 20 Simva 10 Prava 40 Lova 40 Simva 20 Atorva 10 Rosuva 5 Simva 40 Atorva 20 Rosuva 10 Simva+Ezeti Atorva 40 Rosuva 20 Atorva 80 no farmaco variazione % Col

45 Outcome 2: Sopravvivenza al primo evento di ricovero PAZIENTI A RISCHIO MEDIO-ALTO Controllo da 2 anni No terapia

46 Sopravvivenza al primo evento di ricovero PAZIENTI A RISCHIO BASSO Controllo da 2 anni No terapia

47 Conclusioni Nella real practice ogni anno l incidenza al trattamento con statine è del 20%; il 60% dei pazienti che iniziano la terapia sono pazienti a basso rischio e il 40% di questi non sono aderenti alla terapia. Per quanto riguarda la riduzione del colesterolo, chi assume una statina ha circa 9 volte più probabilità di raggiungere il target terapeutico, ma solo se è aderente alla terapia, perché altrimenti si assiste ad un progressivo aumento dei valori di colesterolo. Secondo le linee guida AIFA, l appropriatezza terapeutica è scarsa nei pazienti a basso rischio, che vengono trattati con molecole troppo potenti e molto costose..

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50 Grazie per l attenzione!

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