CORSO I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

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1 D.Lgs. CORSO I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE PER VOLONTARI DELL ASSOCIAZIONE COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE DI MOGLIANO VENETO (TV) Revisione 01 DOCENTE: ANDREA PERAZZA 1

2 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE SI INTENDE PER DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (DPI) QUALSIASI ATTREZZATURA DESTINATA AD ESSERE INDOSSATA E TENUTA DAL LAVORATORE (VOLONTARIO) ALLO SCOPO DI PROTEGGERLO CONTRO UNO O PIU RISCHI SUSCETTIBILI DI MINACCIARNE LA SICUREZZA O LA SALUTE DURANTE IL LAVORO, NONCHE OGNI COMPLEMENTO O ACCESSORIO DESTINATO A TALE SCOPO (Art D.Lgs. ) 2

3 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E DI FONDAMENTALE IMPORTANZA CHE I VOLONTARI NON CONSIDERINO I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE COME OGGETTI INUTILI CUI E POSSIBILE RINUNCIARE FACENDO AFFIDAMENTO SULLE PROPRIA ESPERIENZA E CAPACITA I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE SONO INVECE STRUMENTI VALIDI PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI E LA PROTEZIONE DELLO STATO DI SALUTE DI OGNI VOLONTARIO 3

4 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE POSSONO ESSERE CLASSIFICATI: a) A SECONDA DELLA PARTE DEL CORPO CHE DEVONO PROTEGGERE 1) PROTEZIONE GENERALE (Es. INDUMENTI PROTETTIVI) 2) PROTEZIONE DEL CAPO (Es. ELMETTO) 3) PROTEZIONE DELL UDITO (Es. CUFFIE, TAPPI AURICOLARI) 4

5 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 4) PROTEZIONE DI OCCHI E VISO (Es. OCCHIALI, SCHERMI FACCIALI) 5) PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE (Es. MASCHERE, AUTORESPIRATORI) 6) PROTEZIONE DEGLI ARTI (Es. GUANTI, SCARPE) 5

6 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE POSSONO ESSERE CLASSIFICATI: b) IN RELAZIONE AI RISCHI - CONTATTO CON AGENTI CHIMICI - CONTATTO CON AGENTI MECCANICI - ELETTRICITA - CONTATTO CON FUOCO E CALORE - CONTATTO CON POLVERI E GAS NOCIVI - RUMORE - RISCHIO DI CADUTE DALL ALTO 6

7 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE L art. 4 del D.Lgs. 475/92 definisce la categoria dei dpi, che sono tre - APPARTENGONO ALLA PRIMA CATEGORIA I DPI DI PROGETTAZIONE SEMPLICE DESTINATI A SALVAGUARDARE LA PERSONA DA RISCHI DI DANNI DI LIEVE ENTITA (AZIONI LESIVE DI LIEVE ENTITA PRODOTTE DA STRUMENTI MECCANICI, DA PRODOTTI DETERGENTI O RISCHI DERIVANTI DAL CONTATTO O DA URTI CON OGGETTO CALDI CON TEMPERATURA NON SUPERIORE A 50 C ) - APPARTENGONO ALLA SECONDA CATEGORIA I DPI CHE NON RIENTRANO NELLE ALTRE DUE CATEGORIE - APPARTENGONO ALLA TERZA CATEGORIA I DPI DI PROGETTAZIONE COMPLESSA DESTINATI A SALVAGUARDARE DA RISCHI DI MORTE O DI LESIONI GRAVI E DI CARATTERE PERMANENTE (MASCHERA CON FILTRO, AUTORESPIRATORE, TUTA ANTICONTAMINAZIONE, CINTURA DI SICUREZZA, GUANTI DIELETTRICI, CASCO, ECC.) 7

8 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DEVONO: - AVERE MASSIMA EFFICACIA PROTETTIVA - ESSERE PRIVI DI RISCHI AUTOGENI - ESSERE CONFORTEVOLI - AVERE MECCANISMI DI REGOLAZIONE PER L ADATTAMENTO ALLE CARATTERISTICHE ANATOMICHE DELL UTILIZZATORE - ESSERE ADEGUATI ALL AMBIENTE DI LAVORO 8

9 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE LA NORMATIVA IN MATERIA E AMPIA, ARTICOLATA, ESAUSTIVA E CONTINUA NEL TEMPO FRA I PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI PIU IMPORTANTI RICORDIAMO: - D.P.R. 547/55 - D.P.R. 303/56 E I PIU RECENTI: - D.Lgs. 277/91 - D.Lgs. 475/92 - D.Lgs. CHE AL TITOLO IV REGOLAMENTA L USO DEI DI PROTEZIONE PERSONALE 9

10 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (Esempi di DPI) RISCHI CHIMICI Areosol Maschera Rumore Cuffie Auricolari Meccanici Casco Guanti Scarponi RISCHI FISICI Gas,vapori Maschera Indumenti Liquidi Occhiali Guanti Termici Guanti Indumenti Elettrici Guanti Scarponi RISCHI BIOLOGICI Indumenti Maschera Guanti

11 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. - Art. 42 I DPI DEVONO ESSERE CONFORMI ALLE NORME DI CUI AL D.Lgs 475/92 INOLTRE DEVONO ESSERE A) adeguati ai rischi e tali da non comportare un rischio aggiuntivo B) adeguati all ambiente di lavoro e rispondenti alle esigenze ergonomiche degli utilizzatori C) in grado di poter essere adattati all utilizzatore 11

12 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE L art. 3 del D.Lgs. 475/92 definisce che LA CONFORMITA AI REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E ATTESTATA DAL FABBRICANTE SECONDO PROCEDURE RICONOSCIUTE E MEDIANTE L APPOSIZIONE SUL DPI DEL MARCHIO DI CONFORMITA CE OGGI NON E POSSIBILE COMMERCIALIZZARE E UTILIZZARE UN DPI CHE NON ABBIA LA MARCATURA CE 12

13 CLASSIFICAZIONE DELLE CATEGORIE CE La normativa europea sui dispositivi di protezione individuale (DPI) stipula che i guanti di disegno intermedio e complesso debbano essere provati da un organismo indipendente che ne accerti la sicurezza. Tutti i DPI devono essere marcati CE specificando la categoria di appartenenza a meno che la marcatura comprometta la funzionalità del guanto. : CE cat. 1 Indica che il guanto è conforme ai requisiti della direttiva DPI. Rischi MINORI: Rischio di lesione inesistente o limitato. CE cat. 2 Indica che il guanto è conforme ai requisiti della direttiva DPI. Rischi INTERMEDI: Rischio reale di lesione (nella maggior parte delle applicazioni industriali). CE cat. 3 Indica che il guanto è conforme ai requisiti della direttiva DPI. Rischi IRREVERSIBILI O MORTALI: Attività che presentano un rischio mortale per la persona. 13

14 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 43 IL RESPONSABILE DELL ASSOCIAZIONE: EFFETTUA L ANALISI E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI CHE NON POSSONO ESSERE EVITATI CON ALTRI MEZZI INDIVIDUA LE CARATTERISTICHE DEI DPI NECESSARIE AFFINCHE QUESTI SIANO ADEGUATI AI RISCHI DI CUI AL PUNTO PRECEDENTE TENENDO CONTO DELLE EVENTUALI ULTERIORI FONTI DI RISCHIO RAPPRESENTATE DAGLI STESSI DPI 14

15 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 43 IL RESPONSABILE DELL ASSOCIAZIONE: FORNISCE ISTRUZIONI COMPRENSIBILI PER I VOLONTARI INFORMA PRELIMINARMENTE IL VOLONTARIO DEI RISCHI DAI QUALI IL DPI LO PROTEGGE 15

16 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 43 IL RESPONSABILE DELL ASSOCIAZIONE: ASSICURA UNA FORMAZIONE ADEGUATA E ORGANIZZA, SE NECESSARIO, UNO SPECIFICO ADDESTRAMENTO CIRCA L USO CORRETTO E L UTILIZZO PRATICO DEI DI PROTEZIONE PERSONALE 16

17 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 43 IL RESP. ASSOCIAZIONE: HA L OBBLIGO DI MANTENERE IN EFFICIENZA I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E DI ASSICURARNE LE CONDIZIONI DI IGIENE PROVVEDE CHE I DI PROTEZIONE INDIVIDUALE SIANO UTILIZZATI SOLO PER GLI USI PREVISTI 17

18 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 44 OBBLIGHI DEI VOLONTARI I VOLONTARI DEVONO: OSSERVARE LE DISPOSIZIONI E LE ISTRUZIONI RICEVUTE AI FINI DELLA PROTEZIONE COLLETTIVA E INDIVIDUALE SOTTOPORSI AL PROGRAMMA DI FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO RELATIVO DI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ORGANIZZATO DALL ASSOCIAZIONE 18

19 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE D.Lgs. ART. 44 OBBLIGHI DEI VOLONTARI I VOLONTARI DEVONO UTILIZZARE CORRETTAMENTE I DI SICUREZZA ED I MEZZI DI PROTEZIONE SENZA MODIFICARLI O ALTERARLI SEGNALARE IMMEDIATAMENTE AL RESPONSABILE EVENTUALI DEFICIENZE NEI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE 19

20 DI PROTEZIONE INDIVIDUALE SEGNALI DI PRESCRIZIONE 20

21 PER LA PROTEZIONE DELLE MANI SECONDA PARTE Revisione ottobre

22 PER LA PROTEZIONE DELLE MANI PROTEZIONE DELLE MANI LE MANI SONO SOGGETTE A DUE PRINCIPALI TIPI DI RISCHI: a) RISCHI MECCANICI b) RISCHI DELL AMBIENTE LA PROTEZIONE DELLE MANI AVVIENE ATTRAVERSO I GUANTI IL D.L. DISTINGUE: a) GUANTI CONTRO LE AGGRESSIONI MECCANICHE b) GUANTI CONTRO LE AGGRESSIONI CHIMICHE c) GUANTI DIELETTRICI d) GUANTI ANTITERMICI 22

23 PER LA PROTEZIONE DELLE MANI RISCHI MECCANICI sono presenti dove c e una macchina in funzione o dove si effettua un lavoro con attrezzi manuali a) RISCHI DA TAGLI e PUNTURE possono verificarsi con l utilizzo di oggetti con parti appuntite/taglienti, provocando in alcune circostanze serie infezioni b) RISCHI CONNESSI A PARTI IN MOVIMENTO c) RISCHI DA SCHIACCIAMENTO oggetti solidi che si richiudono su se stessi 23

24 PER LA PROTEZIONE DELLE MANI RISCHI DELL AMBIENTE a) CALORE oggetti caldi o materiali fusi possono causare gravi ustioni o rossore b) ELEMENTI CHIMICI acidi, sostanze corrosive o irritanti possono distruggere i tessuti e causare ustioni e irritazioni l rritazione della pelle pu0 essere rivelata da piaghe, rossore, o screpolature facilmente infettabili c) AGENTI BIOLOGICI batteri, funghi e virus possono causare irritazioni della pelle, infezioni o malattie 24

25 PER LA PROTEZIONE DELLE MANI d) MATERIALI RUVIDI possono danneggiare lo strato esterno della pelle favorendo vesciche e infezioni e) FREDDO pu0 causare congelamento f) ELETTRICITA puo causare shock e ustioni g) MATERIALI PESANTI possono pizzicare o schiacciare le dita delle mani 25

26 GUANTI CONTRO LE AGGRESSIONI MECCANICHE vengono utilizzati per lavorazioni nelle officine, nelle manutenzioni di impianto, nelle manovre di impianto costruiti in pelle, hanno palmo, pollice e dorso rinforzati 26

27 GUANTI CONTRO LE AGGRESSIONI CHIMICHE proteggono le mani da aggressivi chimici, sono impermeabili ai liquidi e adatti per lavorazioni in condizioni gravose 27

28 GUANTI ANTITERMICI sono concepiti per manipolazioni discontinue di oggetti caldi fino alla temperatura di 200 c ne esistono di differente grado di protezione a seconda della temperatura, sono adatti per lavorazioni quali estrusione di materiale plastico e di gomma, calandratura, stampaggio di plastica termoindurente, ecc. 28

29 DEFINIZIONE DEGLI STANDARD (EN 420); PITTOGRAMMI RIFERITI AI GUANTI: La classificazione dei guanti è resa possibile dalle prove effettuate sul guanto stesso. Se compare il carattere "X" significa che il guanto non necessita della prova in esame. Se compare "0" significa che il guanto non ha raggiunto i livelli minimi di sicurezza nella prova. EN 388 RISCHIO MECCANICO A- resistenza all'abrasione (0-4) B- resistenza al taglio da lama (0-5) C- resistenza allo strappo (0-4) D- resistenza alla perforazione (0-4) EN 388 RISCHIO TAGLIO DA URTO O IMPATTO Questo pittogramma indica che il guanto ha superato le prove di resistenza al taglio da impatto (urto). EN 388 RISCHIO DA ELETTRICITA' STATICA Questo pittogramma rappresenta che il guanto ha superato le prove di elettricità statica. EN 407 RISCHIO CALORE e/o FIAMMA A- resistenza all'infiammabilità B- resistenza al calore per contatto C- resistenza al calore convettivo D- resistenza al calore radiante E- resistenza ai piccoli spruzzi di materiale fuso F- resistenza a grandi quantità di materiale fuso EN 374 RISCHIO CHIMICO Livello di qualità AQL (1-3) Resistenza alla permeazione (0-6) EN 374 RISCHIO DA MICRO- ORGANISMI Questo pittogramma segnala i guanti di cui sono state approvate ed accertate le proprietà di resistenza ai micro-organismi attraverso prove in laboratorio. EN 421 RISCHIO RADIAZIONI IONIZZANTI Contraddistingue i guanti di cui sono state approvate ed accertate le proprietà di protezione contro le radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva. EN 511 RISCHIO DA FREDDO Contraddistingue i guanti di cui sono state approvate ed accertate le proprietà di resistenza al freddo. 29

30 PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI 30

31 PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI I LAVORATORI DEVONO PROTEGGERE I PIEDI IN TUTTI GLI AMBIENTI OPERATIVI PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI NELLE LAVORAZIONI IN CUI ESISTONO SPECIFICI PERICOLI DI USTIONI, DI CAUSTIFICAZIONE, DI PUNTURE O DI SCHIACCIAMENTO, I LAVORATORI DEVONO ESSERE PROVVISTI DI CALZATURE RESISTENTI ED ADATTE ALLA PARTICOLARE NATURA DEL RISCHIO. TALI CALZATURE DEVONO POTERSI SFILARE RAPIDAMENTE (Art D.P.R. 547/55) 31

32 PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI RISCHI DA CUI PROTEGGERSI: a) AGGRESSIONI ESTERNE, SCHIACCIAMENTO PER CADUTA DI CARICHI SOSPESI, PROIEZIONE DI SCINTILLE E SCORIE, CALORE PROVOCATO DA SORGENTI DI ALTA TEMPERATURA, AGGRESSIVI CHIMICI b) CONTRO IL CONTATTO VERSO IL SUOLO CHE PUO ESSERE ESTREMAMENTE VARIO: ROCCIOSO, FANGOSO, COSPARSO DI OLIO c) CONTRO LE PROPRIE REAZIONI: SUDORAZIONE, CONGELAMENTO, RISCALDAMENTO 32

33 PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI SCARPA DI SICUREZZA prodotta con tomaia in pelle, dotate di paracaviglia imbottito, dispositivo di sfilamento rapido, puntale in acciaio, suola antiscivolo 33

34 PER LA PROTEZIONE DEI PIEDI STIVALI (per il pronto Intervento) 1) puntale in acciaio 2) soletta antiforo 3) calza interna 4) protezione del malleolo 5) delimitazione altezza stivale 6) tacca per sfilare lo stivale 7) suola antiacido - antiscivolo 34

35 PER LA PROTEZIONE DEL CAPO 35

36 ELMETTO PROTETTIVO protegge il capo da oggetti che possono cadere dall alto, da urti in spazi angusti e confinati non si deve mai modificare o alterare l elmetto ne usare vernici, sostanze chimiche, adesivi o qualsiasi altra sostanza che possa diminuirne la resistenza all impatto 36

37 CALOTTA: l elmetto e caratterizzato da due componenti principali: LA CALOTTA E LA BARDATURA che insieme formano il sistema protettivo deve essere rigida, leggera e bilanciata e predisposta per l utilizzo di dispositivi antirumore e visiere. BARDATURA: ha doppia crociera ed e regolabile direttamente sul capo. e bloccata da clips alla calotta in modo da distribuire qualsiasi pressione in maniera uniforme. Fine Seconda Parte 37

38 PER LA PROTEZIONE DELL UDITO Revisione ottobre 2003 QUARTA PARTE 38

39 PROTEZIONE DELL UDITO I DPI PROTEGGONO L APPARATO UDITIVO DA LIVELLI ELEVATI DI RUMORE SONO SUDDIVISI IN 4 TIPI: 1) cuffie auricolari 2) inserti auricolari riutilizzabili 3) tappi ad espansione 4) inserti auricolari ad archetto il DL. 277/91 prevede livelli specifici di esposizione al rumore superati i quali e necessario adottare specifici provvedimenti da parte del datore di lavoro e/o del lavoratore 39

40 PROTEZIONE DELL UDITO IL D.L. 277/91 PREVEDE CHE A SECONDA DEL LIVELLO DI ESPOSIZIONE AL RUMORE SIANO ADOTTATI SPECIFICI PROVVEDIMENTI fra 80 db(a) e 85 db(a) IL LAVORATORE DEVE ESSERE INFORMATO SU: rischi derivanti all udito dall esposizione al rumore; misure e interventi adottati; misure a cui i lavoratori devono conformarsi; funzione dei mezzi individuali di protezione; significato e ruolo del controllo sanitario; risultati della valutazione del rischio. 40

41 PROTEZIONE DELL UDITO fra 85 db(a) e 90 db/a) IL LAVORATORE DEVE ESSERE INFORMATO SU: uso corretto dei mezzi protettivi individuali dell udito; uso corretto di macchine, utensili, attrezzature, ai fini della riduzione al minimo dei rischi per l udito. IL DATORE DI LAVORO DEVE: fornire ai lavoratori i mezzi individuali di protezione dell udito; sottoporre i lavoratori a controllo sanitario 41

42 PROTEZIONE DELL UDITO oltre 90 db (A) IL LAVORATORE HA L OBBLIGO DI UTILIZZARE I MEZZI PROTETTIVI INDIVIDUALI DELL UDITO e annualmente deve sottoporsi a corsi di formazione 42

43 CUFFIE AURICOLARI Le cuffie offrono il massimo grado di protezione dal rumore e dal punto di vista igienico sono la soluzione migliore. Alcune regole per il corretto utilizzo: 1) indossare la cuffia sopra la testa e posizionare i cuscinetti in modo tale che coprano completamente le orecchie 2) spostare le coppe auricolari sicuro indossamento fino ad ottenere un comodo e 3) le coppe possono essere regolate sia verticalmente che lateralmente 4) rimuovere, per quanto possibile, i capelli presenti fra i cuscinetti e la testa 5) assicurarsi che i cuscinetti coprano saldamente le orecchie, senza alcuna interferenza con i lacci di un respiratore o le stanghette degli occhiali, cosi da ottenere la massima protezione garantita dalla cuffia 43

44 INSERTI AURICOLARI AD ESPANSIONE I tappi auricolari e gli inserti riutilizzabili ad archetto sono una soluzione semplice e vantaggiosa per alcune tipologie di attività, è bene ricordare che offrono un grado di protezione inferiore rispetto alle cuffie. Alcune regole per il corretto utilizzo: 1) con le mani pulite premere e ruotare il tappo fra le dita fino a ridurne il piu possibile il diametro 2) per inserire il tappo piu facilmente tirare leggermente la cima dell orecchio con la mano opposta cosi da raddrizzare il condotto uditivo 3) mantenere il tappo in completamente espanso posizione finche non sia 4) non toccare i tappi con le mani sporche 5) sostituire i tappi quando sporchi. 44

45 DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO 45

46 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO I DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO PROTEGGONO OCCHI E VISO DA MATERIALI IN PROIEZIONE, POLVERI, SCHEGGE E SPRUZZI DI SOSTANZE CHIMICHE SI DISTINGUONO PRINCIPALMENTE IN: - OCCHIALI PROTETTIVI GENERICI - OCCHIALI PROTETTIVI ANTIACIDO - SCHERMO DI PROTEZIONE (VISIERA) - OCCHIALI PER SALDATORI 46

47 PROTEZIONE DEGLI OCCHI E DEL VISO I LAVORATORI ESPOSTI AL PERICOLO DI OFFESA AGLI OCCHI PER PROIEZIONI DI SCHEGGE O MATERIALI ROVENTI, CAUSTICI CORROSIVI O COMUNQUE DANNOSI, DEVONO ESSERE MUNITI DI OCCHIALI, VISIERE O SCHERMI APPROPRIATI (Art D.P.R. 547/55) 47

48 OCCHIALI PROTETTIVI GENERICI proteggono gli occhi da materiali in proiezione da lavorazioni con macchine utensili, sono dotati di ripari laterali in acetato trasparente (possono essere montate lenti correttive) 48

49 OCCHIALI PROTETTIVI ANTIACIDO sono chiusi e proteggono gli occhi da spruzzi di sostanze chimiche. Sono costituiti da montatura in plastica e possono essere indossati contemporaneamente a maschere a mezzo facciale 49

50 SCHERMO DI PROTEZIONE (VISIERA) (in policarbonato) protegge il viso completamente da particelle in proiezione e spruzzi di sostanze chimiche. Può essere abbinato con un aggiuntivo di protezione per la parte bassa del viso. 50

51 OCCHIALI PER SALDATORI proteggono contro le radiazioni nelle operazioni di saldatura, hanno lo schermo ribaltabile e sono dotati di valvole di aerazione Fine 51

52 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE TERZA PARTE

53 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE PROTEGGONO I LAVORATORI ESPOSTI A RISCHI SPECIFICI DI INALAZIONI PERICOLOSE DI GAS, POLVERI, FUMI NOCIVI SI DISTINGUONO IN: - DI PROTEZIONE A FILTRO ANTIPOLVERE - DI PROTEZIONE A FILTRO ANTIGAS - AUTORESPIRATORI AD ARIA COMPRESSA (con bombola su dorsale o carrellata)

54 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI GAS: SOSTANZE IN FASE GASSOSA A PRESSIONE E TEMPERATURA AMBIENTE POSSONO ESSERE INODORI E INCOLORI POSSONO DIFFONDERSI MOLTO VELOCEMENTE ANCHE A GRANDE DISTANZA DALLO LORO SORGENTE ES.: MONOSSIDO DI CARBONIO, CLORO, ECC.

55 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI VAPORI: SONO LA FORMA GASSOSA DI MATERIALI CHE SI TROVANO ALLO STATO LIQUIDO A TEMPERATURA AMBIENTE ES.: TOLUOLO, ACETONE, BENZINE

56 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI POLVERI: PARTICELLE SOLIDE, GENERATE DA FRANTUMAZIONE DI MATERIALI SOLIDI PIU LA POLVERE E FINE, PIU A LUNGO GALLEGGIA NELL ARIA E MAGGIORI SONO LE POSSIBILITA DI INALARLA

57 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI NEBBIE: MINUSCOLE GOCCIOLINE LIQUIDE DI ORIGINE ORGANICA O A BASE DI ACQUA CHE SI CREANO DA OPERAZIONI DI SPRUZZO ES.: VERNICIATURA

58 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI FUMI: SI FORMANO QUANDO SI FONDE O SI VAPORIZZA UN METALLO CHE SUCCESSIVAMENTE SI RAFFREDDA VELOCEMENTE QUESTO CREA PARTICELLE MOLTO FINI: INFERIORI A 0,4 MICRON ES.: SALDATURA

59 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE RISCHI SPECIFICI IL GRADO DI RISCHIO DEI POTENZIALI CONTAMINANTI DIPENDE DA: 1) 2) 3) 4) 5) TEMPO DI ESPOSIZIONE DEL LAVORATORE AI POTENZIALI CONTAMINANTI CONCENTRAZIONE DELL INQUINANTE NELL AM- BIENTE DI LAVORO RITMO RESPIRATORIO E CAPACITA RESPI- RATORIA (QUANTITA DI ARIA INALATA DA CIASCUN INDIVIDUO) TOSSICITA : LIVELLO DI PERICOLOSITA PER LA SALUTE, SPECIFICO PER OGNI INQUINANTE SENSIBILITA INDIVIDUALE: LIVELLO DI RESI- STENZA INDIVIDUALE AI CONTAMINANTI

60 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE EFFETTI SULL APPARATO RESPIRATORIO POLVERI, FUMI, NEBBIE: POSSONO IRRITARE GOLA E VIE AEREE SUPERIORI. ALCUNE PARTICELLE POSSONO PENETRARE NEI POLMONI, DANNEGGIARE I TESSUTI E CAUSARE MALATTIE GRAVI GAS E VAPORI: POSSONO PASSARE DIRETTAMENTE NEI POLMONI, ESSERE ASSORBITI NEL SANGUE E CAUSARE SERI DANNI AL CERVELLO E AD ALTRI ORGANI INTERNI

61 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Filtro antipolvere

62 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Classi di protezione Classe P1 P2 P3 Protezione da polveri Bassa Media Alta

63 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE DI PROTEZIONE A FILTRO ANTIGAS GENERALITA SUI FILTRI: SONO REALIZZATI IN CARBONE ATTIVO IN GRADO DI TRATTENERE SPECIFICHE FAMIGLIE DI COMPOSTI CHIMICI PER ASSORBIMENTO LE PRINCIPALI TIPOLOGIE DI FILTRO SONO DEFINITE DALLA NORMATIVA EN DIN 3181 IN FUNZIONE DEL TIPO DI CONTAMINANTE SI DOVRA SCEGLIERE IL FILTRO PIU ADATTO NON DEVONO ESSERE USATI IN LOCALI CHIUSI ED AREE CONFINATE, DOVE SI POSSONO CREARE CARENZE DI OSSIGENO (< 17%) E IN ZONE DOVE E ELEVATA LA PRESENZA DI TOX (CLASSI DI PROTEZIONE) E NECESSARIO CONOSCERE: 1) TIPO, PROPRIETA E COMPOSIZIONE DEI CONTAMINANTI 2) SE IL CONTENUTO DI OSSIGENO SUPERA IL 17% (Volume) 3) SE SONO PRESENTI AEROSOLI O POLVERI PERICOLOSE

64 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Filtro antigas

65 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Filtro combinato

66 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE Classi di protezione Classe Max concentrazione gas (% in volume) 0,1 % 0,5 % 1 %

67 COLORAZIONE DEI FILTRI TIPO A PROTEZIONE COLORE FILTRO Gas e vapori organici con punto di ebollizione superiore a 65 C, (Solventi) MARRONE B Gas e vapori inorganici (Cloro Idrogeno Solforato) GRIGIO E Anidride Solforosa GIALLO K Ammoniaca e derivati, indicazioni del fabbricante secondo le VERDE AX (EN371) Gas e vapori organici a basso punto di ebollizione (inferiore a 65 ), secondo le indicazioni del fabbricante MARRONE P Polveri BIANCO CO Ossido di Carbonio NERO HG P3 Mercurio ROSSO E BIANCO 67

68 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE DI PROTEZIONE A FILTRO ANTIGAS GENERALITA SULLE MASCHERE: MASCHERA A MEZZO FACCIALE PROTEGGE LE VIE RESPIRATORIE IN QUEI CASI DOVE NON NECESSITA LA PROTEZIONE DEGLI OCCHI RESPIRATORE D EMERGENZA TIPO PARTICOLARE DI MASCHERA A MEZZO FACCIALE PER ALLONTANARSI VELOCEMENTE IN CASO DI FUGHE DI GAS IMPROVVISE. PUO ESSERE PORTATO IN CINTURA MASCHERA A PIENO FACCIALE E COMPLETA DI VISORE PER LA PROTEZIONE DEGLI OCCHI, E COMPOSTA DA FACCIALE, BOCCHETTONE, VALVOLA DI ESALAZIONE, BARDATURA, MASCHERINA ORO-NASALE. PUO ESSERE USATA CON FILTRI ANTIGAS, ANTIPOLVERE, AUTORESPIRATORI CON VALVOLA A DOMANDA, RESPIRATORI A MANICHETTA, ECC.

69 DI PROTEZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE DI PROTEZIONE A FILTRO ANTIGAS MASCHERA A PIENO FACCIALE:

70 INDUMENTI PROTETTIVI HANNO LA FUNZIONE DI PROTEGGERE IL CORPO DEI LAVORATORI DALLE SOSTANZE CON CUI VENGONO A CONTATTO E NELLE VARIE ATTIVITA SVOLTE

71 INDUMENTI PROTETTIVI I LAVORATORI NON DEVONO USARE SUL LUOGO DI LAVORO INDUMENTI PERSONALI O ABBIGLIAMENTI CHE IN RELAZIONE ALLA NATURA DELLE OPERAZIONI OD ALLE CARATTERISTICHE DELL IMPIANTO, COSTITUISCANO PERICOLI PER LA INCOLUMITA PERSONALE (Art D.P.R. 547/55)

72 INDUMENTI PROTETTIVI INDUMENTI IMPERMEABILI ANTIACIDO PER EFFETTUARE INTERVENTI IN PRESENZA DI SOSTANZE CHIMICHE AGGRESSIVE RESISTONO AD ACIDI, CAUSTICI, ALCALI, OLI GRASSI, SOLVENTI, ECC. SONO NORMALMENTE COSTRUITI IN TESSUTO IN FIBRA POLIAMMIDICA RIVESTITO CON NEOPRENE

73 ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTICADUTA

74 ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTICADUTA

75 ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTICADUTA CINTURA DI SICUREZZA CON BRETELLE PARTI COSTITUENTI: 1) ANELLO PER ATTACCO FUNE DI TRATTENUTA 2) BRETELLE, TRATTO SUPERIORE 3) COLLEGAMENTO BRETELLE ALLA VITA 4) BRETELLE, TRATTO SOTTOPELVICO 5) COLLEGAMENTO BRETELLE ALLE COSCIE

76 ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTICADUTA LE CINTURE DI SICUREZZA DEVONO ESSERE UTILIZZATE TUTTE LE VOLTE CHE CI SIA PERICOLO DI CADUTA DALL ALTO O CHE CI SIA PERICOLO ENTRO CUNICOLI O TUBAZIONI O IN PRESENZA DI GAS E VAPORI NOCIVI IN SPAZI CONFINATI FINE TERZA PARTE

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