fattacci. Nelle appendici, non ha remora a riconoscere schiettamente

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1 Guido Stocco:. Quelli che...1. Foto premiata al concorso Istria Nobilissima CULTURANDO Essere umano e sociale da riscattare con l Utopia di Claudio Deghenghi Quando assumiamo l essere umano e l essere sociale quali realtà e concetti fondamentali di riferimento costante e continuo per ogni elaborazione teorica che ci riguarda, e riguarda l uomo e il genere umano, come per ogni nostro comportamento umano o condotta da tenere per tutta l esistenza che ci rimane da vivere, non è che quelle realtà e quei concetti si possano ora utilizzare e ora ignorare a piacimento o secondo convenienza. L eticità e la moralità della nostra umanità hanno un senso e sono veramente operanti positivamente solo a condizione che quelle realtà e quei concetti l essere umano e l essere sociale siano e restino sempre i punti fissi di riferimento tanto di ogni nostro pensiero quanto di ogni nostra condotta. Quali punti di riferimento, essi sono, mutatis mutandis, l eterno toccasana della conoscenza e della moralità. E non inorridiscano gli spiriti liberi e ribelli di fronte a questi assunti, poiché il vero libero arbitrio dell essere umano e dell essere sociale inizia proprio dal momento in cui essi stessi DEL POPOLO Riscopriamo il volume «Il paese del Faro» Memorie autobiografiche del salvorino Mario Maurel Le esperienze, i traguardi, i valori e i dispiaceri d una vita intessuta d innumerevoli incontri umani, nondimanco talune indesiderabili frizioni con le autorità rivoluzionarie, il retrogusto amaro d una felicissima individualità oberata purtroppo dall attrito d eventi storici maggiori, costituiscono il percorso tracciato dalle memorie di un italiano di Salvore d Istria raccolte da Giacomo Scotti. Vita vissuta sotto il regime comunista dell ex Jugoslavia, più efficacemente intitolate Il paese del faro, del La partecipazione di Scotti consiste nella riscrittura del racconto e nella generale impostazione strutturale, ma Mario Maurel ne è indiscutibilmente l autore e il protagonista, delinea il profilo di una ricca e generosa umanità con ingegnosità, notorietà d intemerato factotum. Valutazioni introduttive, apertura politica sono del coadiutore, mentre la prefazione porta la firma del benemerito piranese Diego de Castro, preoccupato di evidenziare anzitutto la distanza dell attuale mondo mediatico dalla società chiaramente organizzata in tre classi, ma anche dell educazione austro-ungarica che insegnava a essere qualcuno e non soltanto apparire come spesso accade oggi. Stiamo parlando di quell edicazione ricevuta pure dal Maurel, di cui De Castro indica lo spessore morale e intellettivo, nonostante il basso grado d istruzione; lo descrive infatti come una persona che si è fatta una cultura nella vita, quale pochi hanno, in quanto possiede un intelligenza atta a discernere la verità dalla menzogna, il bello dal brutto, la bontà o la cattiveria altrui, le debolezze proprie e degli altri e, in sintesi, il bene dal male. Nato il 6 giugno 1928 a Salvore in una famiglia in cui nin mancava il talento per il bel canto, imprenditore di successo, ha gestito nella seducente località un rinomato ristorante visitato da illustri attori e professori, ereditando principi e tradizioni della famiglia del guardiano del faro (ne fu responsabile Gian Giacomo Maurel, padre di Francesco Maurel, il bisnonno di Mario, diventato invece capitano di lungo corso e verseggiatore) ed è stato inviso a qualche mediocre funzionario. Compone una testimonianza dalla quale malgrado incorre nel qualificarsi come l indebita vittima di un incalzante fattiva mortificazione su presupposti ideologici e culturali ; egli non rende drammi esiziali della portata di Martin Muma, eppure riferisce una penosa trafila di situazioni sgradite, fraintendimenti e sospetti subiti, tristezze, ingiustizie notevoli, fattacci. Nelle appendici, non ha remora a riconoscere schiettamente i pregi della nuova amministrazione liberale degli anni Novanta con i conseguenti risvolti sul mercato e i diritti individuali; gli sono inoltre restituiti i terreni addietro nazionalizzati. Senza più la collaborazione dell amico Giacomo, esprime un idea giudiziosa dei rapporti umani relazionandoli ai sistemi economici comunista e liberista differenti e antitetici, riconoscibile entro un moderato darvinismo sociale, propinquo alle formulazioni di Herbert Spencer, e promuove un metodo per porre rimedio ai problemi globali con le dovute implicazioni diplomatiche. Complessivamente siamo davanti ad un esposizione estesa e unica, insolita e vantaggiosa, sfronzolata e complessa, da vagliare e meditare attentamente. Questo sincero galantuomo arreca il riconoscimento più sottile dei costumi croati. Hanno una mentalità diversa dalla nostra, ma escludendo gli individui infetti dagli ismi, posso dire di aver trovato grande ospitalità ovunque sono andato, un ospitalità che spesso supera i sentimenti dell amicizia. Annotate in fondo diciassette fra massime e riflessioni, autentici precetti sempre seguiti dall autore del memoriale e così ripropostici. Luciano Dobrilovic cultura Anno IV n. 36 Venerdì, 24 ottobre 2008 siano stati assunti definitivamente dal pensiero e dalla condotta quotidiana quali punti fissi di riferimento. Le due realtà e i due concetti originariamente primari l essere umano e l essere sociale sono da sempre fonte di ogni inesauribile euristica (cristianesimo e marxismo doceant), di cui ora pure noi stiamo appena gettando altre nuove basi. Quindi, ora non si possono neppure intravedere gli approdi formidabili e finali ai quali quest euristica potrà condurci. Basti solo pensare a come e quanto siano stati capaci di scoprire in questo campo i maggiori filosofi del XX secolo, per renderci conto quanto cammino resti ancora da fare per incominciare a raccogliere i primi frutti di questa nuova euristica. Per esempio, il grande filosofo Martin Heidegger assunse la realtà e il concetto dell essere dell ente (non solo dell uomo, ma di tutti gli enti in essere) come originario e primario, ma non anche quello dell essere sociale come suggeriva George Lukács e si scontrò con il suo maestro Edmund Husserl per aver concesso la preminenza all essere (nell uomo) rispetto alla sua coscienza, mentre il suo maestro condusse tutti i suoi mirabili studi a partire proprio da quella coscienza, ch egli a sua volta considerò sempre originaria e primaria. Ma nello stesso tempo Lukács non ravvisò nella realtà e nel concetto dell essere sociale la sua vera e ricchissima articolazione nelle comunità esistenziali di cui esso è composto, né il loro bisogno di coesione interna e di integrazione esterna, tanto con quelle inferiori ad esse, quanto con quelle che sono loro superiori, bensì egli esaurì la sua ricerca ontologica sull essere sociale trattando esclusivamente problematiche riferibili soltanto alla comunità nazionale (la nazione e lo stato in essa) e alla comunità internazionale, ignorando così tutte le rimanenti importantissime comunità esistenziali, cioè la comunità famigliare, la comunità condominiale, la comunità scolastica e universitaria, la comunità sanitaria ed assistenziale, la comunità del lavoro quotidiano, e la comunità di frazione, comunale, provinciale e regionale. Segue a pagina 7

2 2 cultura Venerdì, 24 ottobre 2008 UN LIBRO / RACCONTI DI GUERRA di Nelida Milani Narrativa di spessore VERSI Poesia è nobile rallentamento, è recuperare il gusto della parola, è ritrovare i significati del pensiero che attinge dalla storia di Gabriella Musetti Bisognerebbe, da parte degli italiani, interrogarsi con serità sugli accadimenti capitati in Istria nel secolo passato, per una comprensione davvero piena delle tematiche trattate in molti libri istriani. Per ottenere una comprensione che non si fermi solo a Trieste, infatti, occorerebbe sapere, ad esempio, chi sono i drusi, o perché molti Monfalconesi sono andati in Istria subito dopo la guerra mondiale a inseguire un sogno di comunismo, o quali speranze e quali delusioni hanno agito tra la gente che vive sul e attraverso il confine orientale nel secondo dopoguerra, o chi sono i regnicoli, o quale devastazione ha prodotto l esodo sui rimasti e sui partiti. Oppure bisognerebbe conoscere più da vicino i terribili eventi delle guerre appena trascorse nella ex Jugoslavia. Sono informazioni che a Trieste tutti più o meno possiedono, ma in altre parti d Italia cosa e quanto si conosce della storia tormentata di queste terre, al di là di qualche nozione ufficiale e superficiale? Eppure sono proprio gli accadimenti storici che danno spessore e drammaticità a tanta narrativa istriana contemporanea, senza per questo appiattire la letteratura a documento di qualsivoglia natura. Nelida Milani rivendica la complessità di una... cultura mistisangue in cui sono nata io dice la narratrice di Una valigia di cartone che rende più aspri, più scontrosi ma più liberi nei giudizi forgiati dal continuo confronto con chi vede il mondo in maniera diversa. E sulla diversità con cui si coabita a casa propria si costruiscono le sue narrazioni ma anche la convivenza tra la gente. Le guerre, reali o metaforiche, di cui si parla in questo libro sono introdotte quasi di soppiatto, fanno da sfondo alle vicende, uno sfondo vivo e pressante, che influisce sui comportamenti delle persone, sui pensieri, sulle relazioni, come si vede bene fin dall apertura, in quel bello e inquietante racconto dall ironia diffusa che è Pignatte inossidabili, dove si osserva lo sgretolamento di due paesi attraverso le vicende di alcune pignatte rubate alla cugina della narratrice, una talianka che vive la permamenza nella sua terra quasi da straniera. Le guerre di cui si parla in queste pagine sono diverse nei tempi e nei luoghi, ma tutte ugualmente devastanti: dal secondo conflitto mondiale al difficilissimo dopoguerra con l esodo dall Istria di molti amici, parenti, conoscenti, in uno NOVITÀ IN LIBRERIA / I lettori preferiscono i misteri, la storia e il guardarsi dentro Libri contro il razzismo, il nazismo e le dittature Nelle librerie italiane ritorna Gordiano Lupi che con Avana killing (Sered edizioni) ripropone il suo tema preferito: le storie e le atmosfere della sua Cuba (in realtà Cuba è la patria della moglie). Dovendo scrivere un thriller, Lupi si è cimentato in una vicenda che è una felice commistione di horror (genere che è il suo cavallo di battaglia) e giallo. Ne è uscito un romanzo originale e di grande suggestione, che sicuramente piacerà ai lettori. Un giallo originale, sorprendente, che si tinge di noir. Teatro della vicenda è la Cuba di oggi, in cui convivono aspirazioni di modernità e il culto di una strana religione che mescola santi e demoni nei suoi riti di magia nera. Una vicenda che comincia in sordina e assume via via un ritmo sempre più serrato e incalzante. Con Sono razzista, ma sto tentando di smettere (Laterza) Guido Barbujani e Pietro Cheli sfornano un agile e preciso libro per insegnare una nozione fondamentale per la civiltà: le razze non esistono. Gli uomini appartengono tutti alla stessa specie, discendono tutti da un unico comune antenato. Le differenze visibili agli occhi del singolo dipendono essenzialmente dall ambiente culturale e dall evoluzione genetica. La verità è che negli abissi della psiche rimane ben protetto il tarlo del razzismo, ritenuto dai più la più grande vergogna dell uomo contemporaneo. Rossovermiglio (Feltrinelli): s intitola così il romanzo d esordio di Benedetta Cibrario, torinese di formazione ma toscana per nascita. Entrare nel privato delle persone, con il loro inestinguibile retaggio di ambiguità e di equivoci; è questa la prospettiva di lettura scelta dalla scrittrice che preferisce lasciare la grande storia sullo sfondo. Ne scaturisce la storia di una giovane aristocratica che, cresciuta in una Torino congelata nella sua francesizzante eleganza, decide di stabilirsi, dopo il fallimento del suo matrimonio combinato, svuotamento rapido delle città marine e dell entroterra, allo sradicamento subito in patria da chi è rimasto in una realtà mutata per abitanti, lingua, usanze, toponomastica, paesaggio agrario, perché la propria terra assume connotati che la rendono irriconoscibile, alle recenti guerre che hanno prodotto la frantumazione della Jugoslavia e nuove memorie atroci, ai nazionalismi scatenati, alle intolleranze, alla perdita di ogni senso di civile convivenza come solo la miseria estrema e la paura angosciante possono portare. La misura del racconto pare congeniale alla narrazione di Nelida Milani, consentendole di dare voce a una grande folla di personaggi, alle loro storie private e intime, mostrando abitudini, dolori, passioni, desideri, timori. La sua scrittura è filtrata dall ironia, da una carica di umorismo benevolo perché teso alla comprensione, anche se spesso amaro o disincantato. L inventiva nelle narrazioni pare veramente inesuaribile ma ciò che colpisce in modo deciso nella lettura è la capacità di sguardo, lo spostamento continuo e quasi impercettibile del punto di osservazione capace di rivelare via via una realtà nuova e sorprendente perchè guardata con occhi differenti. La narrazione è caratterizzata da un uso sapiente della sintassi, un intercalare di toni e modi del parlato, con innesti di linguaggio formale e alto frammezzato da diversi registri, da un disseminato fiorire del dialetto, da inserti di croato, da una spumeggiante modulazione del lessico e della struttura linguistica che si plasmano, all occorrenza, sotto lo sguardo mobile e indagatore della narratrice o del narratore. Una competenza narrativa raffinata di chi conosce che la vita è multiforme e vuole imprimere sulla carta gli aspetti anche contradditori e diversi di questa complessa architettura che tutti contiene. E una narrazione capace di scavare sottopelle per entrare nei circuiti più remoti della materia vivente, capace di trasformare in parole l impalpabile comunicazione degli sguardi e del sentire, quello stato di indecisa consapevolezza dell animo che riconosce a tratti un sentimento. Proprio il tema della lingua e della significanza che ne consegue sono i nuclei vivi di molti racconti, laddove indica una irrimediabile mutazione di identità mostrando le difficoltà della comunità italiana rimasta, specie nelle nuove generazioni, a mantenere vitale e forte la cultura di origine, non in una tenuta nel cuore della Toscana. Storia di una ragazza ribelle che sceglie la libertà dell esilio per amore, per convinzione, per non sottostare alla pressante etichetta di una famiglia dove l eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono, più che dei valori, l unica forma di vita concepibile. Tanto che nella sua vecchiaia la protagonista del romanzo si aggira con la memoria alla ricerca degli inganni e degli autoinganni del passato, ma la sua illusione del bene è totalmente privata, un esigenza maturata nel tempo, tormentosa quanto irrinunciabile. Miranda July con stile molto originale e sensibile offre ai lettori croati Baš ti, baš tu (Vuković&Runjić). Una raccolta di racconti originale e tenera. In queste folgoranti storie, la July introduce la possibilità di un momento che possa cambiare tutto: una rivelazione, un evento apparentemente insignificante, un malinteso che riconfigura il mondo. I suoi personaggi sembrano cimentarsi con la vita in modo quasi goffo, teneramente ridicolo, a volte con troppa distanza, altre con troppa intimità. L ottimo romanzo di Robert Wilson, Beznačajna smrt u Lisabonu (Mozaik knjiga) va letto non solo come un giallo. Molto accurate le descrizioni e l ambientazione, per non parlare dell intera storia dotata di un accattivante architettura. Leggendo il romanzo sembra di vivere tra le strade dell affascinante Lisbona, con le sue piazze, il bairro alto, la sua popolazione. La sua trama parte dal 1941, con il protagonista, per il suo credo e la fede, che non ha mai pensato di entrare nelle SS. Eppure il regime ha bisogno di lui. Inviato in una solare Lisbona, deve organizzare un traffico di preziosi minerali. Poi si fa un salto fino alla fine degli anni Novanta: una giovane ragazza viene trovata morta sulla spiaggia di Lisbona. Un caso anonimo e senza troppi clamori. Ma anche una piccola morte può aprire una finestra su mezzo secolo di Claudio Ugussi BALLATA Istria madre sorella candida sposa sul tuo seno turgido l occhio fugace del vento cupido si posa. Istria delle ginestre dello scontroso ginepro del timo aggrappato alla pietra di noi che radicati fra le umiliate masiere filiamo memorie gravide di antiche primavere. Stilla dopo stilla si spandono gli effluvi e il cavallino d oro che avido s inebriava nel cuore della rosa. Bianco di rose ramo d un fior rosso di rose fiore d amor Istria di tua estirpata progenie esangue la terra accoglie l orma che scuote le morte contrade nell aria sospesa nell attesa dei rintocchi della sera. Bianco di rose ramo d un fior Rosso di rose fiore d amor per barricarsi dentro di essa, ma per non disperdersi. E una narrazione capace di scavare sottopelle per entrare nei circuiti più remoti della materia vivente, capace di trasformare in parole l impalpabile comunicazione degli sguardi e del sentire, quello stato di indecisa consapevolezza dell animo che riconosce a tratti un sentimento. La maestria della scrittura agisce creando spessore e dando voce e vita al piano disteso della pagina, per cui le vicende non vengono solo raccontate, ma propriamente ricreate, in una sorta di poliedrica metamorfosi, nel labirinto attivo della lingua e si fanno vive sotto gli occhi del lettore. Eppure la narrazione è misurata, la parola spesso trattenuta sulla soglia dell indicibile su cui apre profondi squarci, il tono pacato e insieme giudicante, consapevole delle debolezze e degli errori degli esseri umani, ironico quanto basta, capace di affondare con crudezza nel dolore o svelare con levità le contraddizioni umane. storia e di violenza, dal radicarsi del potere nazista in Portogallo ai furori del regime di Salazar. Lo scrittore cileano, per la prima volta tradotto in croato, Roberto Bolano si fa conoscere con Čileanski nokturno (AGM), un romanzo molto profondo, simbolico, che tocca le corde dell anima, ma lo fa senza parere, senza ostentazione. Così come non è per nulla ostentato, ma è comunque percepibile il senso del tragico della vicenda narrata. Sebastian Urrutia Lacroix, cileno, prete e membro dell Opus Dei, potente critico letterario che ha fatto e disfatto fortune di poeti, rovescia su un muto interlocutore la sua memoria e la sua coscienza, in una notte insonne e tragica. Cerca nella concatenazione dei fatti la sua giustificazione e davanti agli occhi gli scorrono cinquant anni della sua vita e della storia del suo paese. Una folla di fantasmi, di morti e di vivi, di personaggi fittizi, veri, o celati dietro una maschera letteraria che però ne lascia scorgere il vero volto. Viviana Car

3 Venerdì, 24 ottobre 2008 cultura 3 Valorizzare l opera poetica dell artista istriano, noto come grande prosatore e pittore Claudio Ugussi, versi di un fine lirismo classico di Christian Eccher Claudio Ugussi è conosciuto più come romanziere e come pittore che come poeta, e solo pochi lettori, anche in Istria, hanno avuto modo di apprezzare la sua opera in versi che è in gran parte ancora inedita. La Città divisa e i racconti del Nido di pietra si caratterizzano per la prosa lineare e precisa, di stampo chiaramente moraviano, che permette ad Ugussi di narrare i fatti accaduti in Istria nel secondo dopoguerra senza le scorie ideologiche o sentimentali che spesso caratterizzano i racconti di chi ha vissuto sulla propria pelle quei tragici avvenimenti. Il dramma degli italiani viene cioè analizzato prendendo in considerazione le ragioni di tutti, anche quelle degli slavi, e il racconto emotivo, il canto che fa del proprio passato doloroso un mito, lascia spazio alla Storia, ad un quadro chiaro e razionale di ciò che è successo. Ispirazione da Montale, Luzi Ungaretti ma anche Ramous La Storia costituisce però un peso spesso insopportabile per l essere umano e la sofferenza che Ugussi riesce a dominare e a incanalare verso esiti razionali nelle prose emerge con forza nelle sue tele e nelle sue poesie: Ho incontrato nelle tue mani / il tormento degli ulivi / nel tuo volto / terre bruciate di luglio / quando ti trovo chino / tra solco e solco / nei tuoi occhi / le verdi vigne / e il rapido volo dell allodola / alto a mezzogiorno. / Versiamo ancora / questo nostro vino / s affila intanto / la tua parola scarna / e si consuma la pallida notte. // Abbiamo atteso insieme / un nuovo giorno, / ma è nato fradicio, / inanime / e grossi cavalli neri / solcavano il cielo. I versi citati sono tratti dal terzo componimento dell unica raccolta di poesie pubblicata, intitolata Gli ulivi e apparsa a Roma nel Ugussi descrive spesso spazi e ambienti naturali in cui è facilmente riconoscibile il paesaggio istriano. Gli ulivi, le verdi vigne, i solchi lasciati dall aratro e spesso i muretti a secco delle masiere sono allegorie ricorrenti nelle opere in versi del nostro autore, e non solo nella poesia che ho citato. In quest ultima, il volo dell allodola ricorda quello del falchetto montaliano di Meriggiare pallido e assorto e, nella seconda strofa, il riferimento alla parola scarna è una scoperta citazione di Non chiederci la parola, un altro componimento degli Ossi di seppia. I maestri del poeta di Buie sono soprattutto Montale, Ungaretti, e, nelle più recenti composizioni, è possibile intravedere anche l ombra di Mario Luzi. Non mancano naturalmente gli istriani come ad esempio Osvaldo Ramous, di cui Ugussi fa proprie alcune atmosfere paesaggistiche e naturali. La predilezione di determinati modelli rispetto ad altri da parte di un artista non è casuale ma è sempre una spia della concezione poetica dell artista stesso. Poesia italiana del 900 tra ermetismo e avanguardia La lirica italiana del Novecento è divisa in due correnti principali: una guarda all ermetismo e alle tendenze letterarie che presero piede a Firenze nel corso degli anni Venti, l altra, invece, di carattere europeo, ha fra i propri precursori le avanguardie dei primi anni del secolo scorso e ha mantenuto sempre viva la ricerca di nuove forme linguistiche per adattare la poesia alla contemporaneità e ai repentini cambiamenti che si verificano in seno alla società. Fanno parte di questa seconda corrente i poeti del Gruppo 63 (Edorado Sanguineti, Nanni Balestrini, Angelo Guglielmi...) e quelli della cosiddetta linea lombarda, così chiamata perché i suoi maggiori esponenti, come Giovanni Raboni, Giovanni Giudici ed Elio Pagliarani, hanno vissuto e pubblicato a Milano. Nella linea lombarda rientra sicuramente, anche se con peculiarità tipicamente fiumane e mitteleuropee, Alessandro Damiani. Dalla realtà concreta alla ricerca del lirismo Claudio Ugussi, così come Giacomo Scotti o Anita Forlani, non si distacca dalla linea classica della poesia italiana: non rinuncia cioè al lirismo come marca fondamentale della creazione in versi, anche nei componimenti ancora inediti. Ciò però non implica, come spesso avviene in questi casi, una poetica di disimpegno volta a cercare nella poesia una fuga dalla Storia e un riparo dagli avvenimenti esterni, come fa, almeno nella silloge Il canneto, Osvaldo Ramous. L artista fiumano canta notti diafane, attraversate da raggi di luna trascoloranti che permettono all autore di raggiungere l oblio, mentre Ugussi rappresenta la natura in maniera estremamente concreta, marcata, esattamente come nei dipinti: se nelle tele il paesaggio è spesso raffigurato con linee nere e grossolane che corrispondono ai contorni degli alberi e delle case, nelle poesie è il verso secco e scandito a comunicare al lettore la stessa sensazione di angoscia e di immobilità presente nei quadri: è il caso di Apocalisse, che il nostro autore scrisse ancora molto giovane: Sui tetti un cielo azzurro / profondo / il sole brucia il volto / bianco delle nostre case / e il nostro. // Stasera una cenere nera / calerà sui campi / e noi vagheremo / ignudi tra gli alberi morti. // Gelido vento percuoterà i rami / lugubri suoni / percorreranno la triste campagna. / Non ci sarà più sole / né case / né cielo azzurro profondo / né noi. / Intorno solo alberi morti / e desolata campagna. La totale sensazione di chiusura che si ricava da questo componimento, l assenza di una via di fuga e la desolazione della campagna assumono tratti metafisici, assoluti; dietro la metafisica però c è sempre l esperienza concreta, storica dell uomo ed è chiaro che in questo caso il vento gelido, i lugubri suoni e la campagna deserta sono allegoria della situazione storico-sociale dell Istria ormai diventata Jugoslavia. Si prenda in considerazione per esempio Scirocco, una poesia tratta dalla raccolta Rosamarina, in cui Ugussi ha provveduto a raccogliere tutti i componimenti ancora inediti e successivi agli Ulivi: Adesso mi giunge dal Sud / gonfio il tepore / di umori marini // nembi grigio ferro scorrono / sguainando spade d argento. // Solleva spavaldo il refolo / effimeri candidi ricci. // Un ala di vela ondeggia / appare scompare si ingorga / e mi riporta l alito / di posidonie morte / di ventri squarciati di barche / di stelle marine ferite e monche. Ancora una volta, sin dal titolo, compare un riferimento a Eugenio Montale e all Agave sullo scoglio (O rabido ventare di scirocco / che l arsiccio terreno gialloverde / bruci; /...). Le immagini sono forti, a tratti fastidiose, persino le barche, squarciate nel ventre, assumono sembianze umane. L unica nota positiva è data dall ala di vela, che rimanda a Temporale di Pascoli. Per il poeta romagnolo il bianco splendore dell ala era allegoria della poesia e del suo valore consolatorio; nel testo di Ugussi la vela, collegata al vento che secondo Freud è sinonimo di liberazione dell es, della libido intesa come energia vitale, arranca e si ingorga. Il lettore rimane spiazzato nell accorgersi che l orizzonte d attesa creato dal verso piano e pacato (un ala di vela ondeggia) e dall immagine serena in esso contenuta, viene sovvertito nel finale. L Istria come madre sorella e candida sposa L Istria è una regione che nella dolcezza delle colline, nella tranquillità dei muretti a secco delle masiere e nella pace del mare che la bagna nasconde la spietata crudeltà e la scia di sangue che la Storia, nel suo passaggio tumultuoso, ha lasciato dietro di sé. Lo dice lo stesso Ugussi nel componimento che chiude Rosamarina e intitolato Ballata: Istria madre / sorella / candida sposa / sul tuo seno turgido / l occhio fugace del vento / cupido si posa. L Istria viene rappresentata come una madre, una sorella e al tempo stesso come una gio- VERSI Poesia è nobile rallentamento, è recuperare il gusto della parola, è ritrovare i significati del pensiero Simone Mocenni MONTE PARADISO Dove saranno i ragazzi biondi di Monte Paradiso irriducibili cacciatori di lucertole tra le oscure crepe rifugio alla parietaria! I pesci rossi della fontana immobili nel cerchio perenne il sempreverde smeraldo in grembo a candide trine? Basso volarono grandi uccelli neri grevi singhiozzavano nell impassibile azzurro abbrividirono le foglie e i passerotti della grondaia. Il dirompente grido nell aria mansueta si scolpì giacque la calce affranta nell attesa pietosa della sera. Più non ci resta neanche con chi spartire il filo dei giorni che rapido scorre oltre gli oscuri rami verso le stelle. Chissà dove saranno finiti i ragazzi biondi di Monte Paradiso! vane sposa bella e desiderabile: la simbologia è chiara e ci fa capire quanto sia complesso, contraddittorio e profondo il legame di Ugussi con la propria terra. Istria delle ginestre / dello scontroso ginepro / del timo aggrappato alla pietra / di noi che radicati / fra le umiliate masiere / filiamo memorie gravide / di antiche primavere. / Stilla dopo stilla / si spandono gli effluvi / e il cavallino d oro / che avido s inebriava / nel cuore della rosa. // bianco di rose ramo d un fior / bianco di rose fiore d amor. La ginestra, il ginepro e il timo aggrappato alla pietra non possono non richiamare alla mente del lettore la Ginestra di Leopardi e, di nuovo, l Agave sullo scoglio di Montale. In entrambi i casi, le due piante rappresentano un ideale di resistenza alle difficoltà della vita e al nonsense che la caratterizza. Nella Ballata il riferimento alla Storia è evidente, se è vero che fra le masiere umiliate gli italiani continuano a pensare al tempo felice ormai trascorso. Da notare, inoltre, l immagine della rosa che fin dal medioevo rimanda all amore fisico e al piacere intenso che lo accompagna: ancora una volta, Ugussi vede nell Istria contemporaneamente una donna, una compagna e una madre. Istria di tua estirpata / progenie esangue la terra / accoglie l orma che scuote / le morte contrade / nell aria sospesa nell attesa / dei rintocchi della sera. In questi ultimi versi, l inebriante odore della rosa e il suo colore acceso si tramutano nell immagine della progenie quella italiana estirpata: la ginestra e l agave non possono opporsi alla violenza della Storia. L orma scuote e copre l antica luminosità delle contrade; chiudono la poesia i due novenari già comparsi nella strofa precedente, ma con una significativa variazione: Bianco di rose-rose d un fior / Rosso di rose-ramo nel cuor. Nel cuore, al posto del fiore d amore, rimane conficcato un ramo. Anche questa volta il poeta utilizza un immagine forte e fastidiosamente palpabile, tangibile. Il verso d amore della tradizione trobadorica e la bellezza formale dell ermetismo non reggono al confronto con la realtà storica e si tramutano in cieco e assoluto dolore.

4 Venerdì, 24 ottobre 2008 Venerdì, 24 ottobre ISTRIA NOBILISSIMA / Lo scorso fine settembre è stato caratterizzato da un grosso appuntamento che ha raccolto, nel pittoresco borgo istriano di Grisignana, due eventi di particolare richiamo per la Comunità Nazionale Italiana di Croazia e Slovenia. Si tratta della tradizionale manifestazione artistico pittorica di Grisignana, meglio conosciuta come Ex Tempore, e la cerimonia di consegna dei premi ai vincitori del Concorso d Arte e Cultura Istria Nobilissima La cerimonia di conferimento dei prestigiosi premi di Istria Nobilissima - giunta alla sua 41.esima edizione ha avuto luogo presso il Teatro di Grisignana ed è stata accompagnata come sempre dalla Mostra delle opere premiate nella Categoria arti visive; questa è stata allestita alla Comunità degli Italiani di Grisignana. Quest edizione è stata per certi versi particolare, in quanto ha proposto nuove personalità che vanno ad affiancarsi ai nomi dei grandi interpreti del panorama culturale della CNI. In altre parole, quest edizione è stata largamente dedicata ai giovani, che come precisato nel corso della serata, sono non soltanto la nostra garanzia esistenziale, ma anche valida prospettiva per la nostra tenuta culturale. L intento è come sempre quello di ribadire l importanza dell espressione creativa della nostra gente, rendendo omaggio alla loro arte. Arte che in fondo è patrimonio di tutti. Il poeta Roberto Dobran ha osservato che, con la sola eccezione di Osvaldo Ramous non c è narratore o poeta della minoranza che non abbia partecipato a Istria Nobilissima. Dalla fondazione ad oggi, il numero complessivo di partecipanti al concorso ha superato le 1500 unità, mentre i premiati nelle varie discipline sono qualche centinaia. Ciò L edizione 2007 all insegna di tanti giovani (e piacevoli conferme) La nostra cultura che si rinnova di Gianfranco Miksa significa che Istria Nobilissima è stato ed è un grande catalizzatore della creatività degli appartenenti alla CNI, uno strumento che ha dato pure, seppur per vie collaterali, slancio e vigore al senso di appartenenza nazionale. Per quel che riguarda in modo particolare la letteratura, Nelida Milani nota bene che essa ha svolto un ruolo fondamentale nella costruzione identitaria, anche perché uno dei suoi compiti è l autofocalizzazione. Ciò vuol dire focalizzare la memoria su se stessi, vuol dire non disperderla, vuol dire addirittura creare una memoria. Ma, d altra parte, le opere presentate in tutti questi anni a Istria Nobilissima sono andate anche oltre la dimensione autoreferenziale, poiché tantissimi autori hanno saputo proporre temi interessanti per un pubblico non circoscritto soltanto alla nostra realtà di confine. È il caso di letterati quali Zanini, Martini, Schiavato, Damiani, Scotti, Barlessi, Ugussi, Mestrovich, Nelida Milani, oppure di artisti figurativi quali Bassani, lo stesso Claudio Ugussi, i fiumani Paladin e Stipanov, il polese Juričić, Luciano Kleva di Portorose. Si diceva che l edizione di quest anno ha visto una decisa affermazione dei giovani. Infatti, non troviamo soltanto nomi di vecchie glorie quali (quest anno) Vlado Benussi, Lidia Delton, Licia Micovillovich, Libero Benussi, Sergio Gobbo, Erna Toncinich, Bruno Paladin, Mirella Fonio, Nello Milotti e Roberto Haller: si nota invece la conferma della qualità di autori già relativamente noti al nostro pubblico ma ancora annoverabili tra i giovani quali il poeta rovignese Alessandro Salvi, la narratrice dignanese Carla Rotta, l artista fiumana Lucilla Micheli Marušić, l architetto polese Maurizio Franolli, i fotografi Lucio Vidotto di Fiume, Da sinistra verso destra: Renzo Grigolon e Sergio Bernich consegnano il premio ad Ana Čuić e Sergio Gobbo I vincitori nelle categorie giovanili Dall alto verso il basso: Maurizio Tremul consegna il premio a Matija Debeljuh, Alessandro Salvi e Rina Brumini Guido Stocco di Pola e Miranda Legović di Cittanova e infine il giovane regista Matija Debeljuh di Dignano. Ma, accanto ad alcune piacevoli sorprese (premi a connazionali noti che raramente concorrono al premio) quali il capodistriano Claudio Geissa e le fiumane Gianna Mazzieri Sanković ed Irene Mestrovich (quest ultima nella categoria pittura, scultura e grafica), conforta il fatto di vedere tanti nomi nuovi: Gaetano Benčić di Torre per la poesia, Romeo Cusma Pletikos di Pola, Fabian Sponza di Rovigno e Roberto Dubac nella prosa, la fiumana Rina Brumini e la capodistriana Lea Skok nella saggistica, Tanja Pećanić di Umago e Tea Paškov Una foto di gruppo dei premiati durante la cerimonia presso il Teatro di Grisignana Da sinistra verso destra: Alessandro Rossit, il console Rustico e l ambasciatore Ago premiano Lucio Vidotto, Teo Herceg e Roberto Haller Vukojević di Fiume nella pittura, il capodistriano Karim Shalaby nella fotografia, il fiumano Teo Herceg nella video art, le polesi Ana Čuić, Samantha Stell e Nives Granić, ma anche a fiumana Ingrid Haller e la dignanese Massimiliana Brajković nell esecuzione strumentale, il capodistriano Federico Fanzutti e la buiese Antea Belli nella letteratura giovanile, i polesi Fabio e Chiara Jurić e il fiumano Nereo Arbula per la sezione musicale giovanile e infine le isolane Zarija Ražman, Tea Brenko e Rok Kleva Ivančič di Portorose nelle categorie di espressione artistica riservate ai giovani. Sono state numerose le personalità di spicco intervenute alla cerimonia di premiazione; tra queste l Ambasciatore Pietro Ercole Ago, ritornato nella cittadina medievale istriana dopo quindici anni, quando era presente in veste ufficiale quale rappresentante del Ministero degli Affari Esteri, il sindaco di Grisignana Rino Dunis, il vicepresidente delle Regione Istriana Sergio Bernich, l onorevole Roberto Battelli, deputato al Parlamento sloveno, il Console generale d Italia a Fiume Fulvio Rustico, il direttore generale dell Università Popolare di Trieste Alessandro Rossit, la presidente della Comunità degli Italiani di Grisignana Giuliana Desković e il presidente della Giunta Esecutiva dell Unione Italiana, Maurizio Tremul. Ma soprattutto c erano loro, i premiati. Sul palcoscenico del teatro grisignanese, nelle vesti di presentatrici, c erano l ex giornalista, ora direttrice del Museo del Mare Sergej Mašera di Pirano, Martina Gamboz, affiancata dall attrice della storica compagnia teatrale italiana di Fiume, la buiese Rosanna Bubbola. Le due conduttrice hanno presentato gli artisti informando il pubblico sulle opere premiate con le relative motivazioni. La cerimonia di consegna è stata inoltre intervallata da piccoli e brillanti omaggi musicale come La villotta in mezzo al mar, eseguita dal cantore popolare istriano Marino Kranjac, le bellissima Viva il grande riso del musicista isolano Rudi Bučar, e ancora dalla strepitosa voce di Tamara Obrovac nell interpretazione di una struggente lirica della poetessa Loredana Boljun, Tocca la luna. Sul palco, sia come esecutrice sia come premiata, (primo premio per l esecuzione strumentale o vocale) anche la giovane emergente pianista Ana Čuić, che ha interpretato con fine musicalità l Intermezzo di Brahms op.118, n.2. Bellissimo il video musicale La Piova di Matija Debeljuh, gratificato in una delle precedenti edizioni del concorso Istria Nobilissima, e valorizzato dalla voce profondamente suadente di Livio Morosin. Il giovane autore dignanese Debeljuh ha vinto quest anno il primo premio per il cortometraggio Furiosa nell edizione di quest anno. Il concorso, anche dopo oltre quattro decenni, continua a essere un momento di centralità assoluta nella produzione artistica e culturale della realtà italiana di queste terre, all interno della quale esiste la possibilità di confronto, comunicazione, ma allo stesso modo la possibilità di maturare e crescere assieme. Da sinistra verso destra: Roberto Battelli si congratula con Nello Milotti, Martina Gamboz e Vlado Benussi e il Console generale d Italia a Fiume premia Lucilla Micheli Marušić Istria Nobilissima 2007: L elenco dei premiati Categoria LETTERATURA - Premio OSVALDO RAMOUS 1. POESIA IN LINGUA ITALIANA Primo premio: Alessandro Salvi, Rovigno Titolo: Ladro di tamerici Motivazione: Costrutto poematico, strutturato su assonanze e anacoluti che conferiscono alle strofe un andamento cantante. Versi raffinati per contenuti ambigui e altalenanti fra confessione e dissimulazione, autoironia e disincanto. Secondo premio: Gaetano Benčić, Torre Titolo: Poseidone è morto Motivazione: Dalla raccolta emerge un disperante anelito al mistero e all esoterismo, un certo compiacimento per l orrido, in un mondo orbato di miti, espresso da versi frammentari, caratterizzati da reminiscenze classiche e metafisiche. Claudio Geissa, Capodistria Titolo: Beati gli ultimi Gianna Mazzieri Sanković, Fiume Titolo: Tempo pensato 2. POESIA IN UNO DEI DIALETTI DELLA CNI Primo premio: Non assegnato Secondo premio: Vlado Benussi, Rovigno Titolo: Diario da burdo Motivazione: Silloge pregevole per la vivezza del dialetto rovignese, espresso con esemplare maestria di colori e di suoni per raccontare un piccolo mondo travolto dalla storia, ma orgoglioso della sua identità e delle sue memorie. Menzioni onorevoli: Lidia Delton, Dignano Titolo: Ieri cumo senpro 3. PROSA IN LINGUA ITALIANA Primo premio: Carla Rotta, Dignano Titolo: Uscita di sicurezza Motivazione: Racconto che nasce dal bisogno di raccontare/raccontarsi e che predilige una scrittura parlata dove il rapporto tra l io narrante e l autore è trasparente. Colpisce la densità di motivi umani angosciosamente problematici. Secondo premio: Romeo Cusma Pletikos, Pola e Fabian Sponza, Rovigno Titolo: Sostiene l esimio Motivazione: Spassoso pastiche multimediale, fresco, ironico e autocelebrante, a metà strada tra il divertissement e la denuncia di una situazione universitaria inappagante. Roberta Dubac, Castelvenere Titolo: Terra B Categoria CITTADINI RESIDENTI NELLA REPUBBLICA ITALIANA, DI ORIGINE ISTRIANA, ISTRO-QUARNERINA E DALMATA ATTESTATA DA UN APPOSITO DOCUMENTO 1. PROSA NARRATIVA SU TEMATICHE CHE INTERESSANO IL MONDO CO- MUNE ISTRIANO, ISTRO-QUARNERI- NO E DALMATA, NELLA SUA PIÙ AM- PIA ACCEZIONE CULTURALE, UMA- NA E STORICA Primo premio: Non assegnato Secondo premio: Licia Micovillovich, Marcellano Titolo: Gerani doppi Motivazione: Quadri di vita presentati con intensa partecipazione alle vicende istriane in una narrativa disinvolta, con buona impostazione di fabula. Categoria TEATRO - PREMIO RANIERO BRUMINI 2. RECITAZIONE Primo premio: Non assegnato Secondo premio: Non assegnato Categoria SAGGI - PREMIO ANTONIO BORME 1. SAGGI DI ARGOMENTO UMANISTICO Primo premio: Rina Brumini, Fiume Titolo: Gli Ebrei di Fiume Motivazione: Saggio etno-storico ben documentato, organizzato ed espresso con assoluta precisione scientifica. Di agevole lettura, molto preciso anche nella presentazione degli argomenti e dei documenti. Secondo premio: Lea Skok, Capodistria Titolo: La Costiera, nascita di una televisione Motivazione: Il secondo premio viene assegnato alla Costiera per la novità del tema e il taglio critico con cui viene ricostruito un interessante capitolo della produzione giornalistica italiana sul terreno. Libero Benussi, Rovigno Titolo: Proposta di appendice del Vocabolario del dialetto di Rovigno d Istria Categoria ARTI VISIVE - PREMIO ROMOLO VENUCCI 1. PITTURA, SCULTURA E GRAFICA Primo premio: Tanja Pećanić, Umago Titolo: Elemento di base Motivazione: L essenzialità equilibrata della forma e del colore, forza intrinseca di un soggetto come: elemento di base bene esprime la sua forte contemporaneità. Secondo premio: Lucilla Micheli Marušić, Fiume Titolo: Siesta Motivazione: La Siesta è un opera di carattere materico di una spazialità pittorica che richiama i migliori maestri della pittura del reale. Irene Mestrovich, Fiume Titolo: Insiemi complementari I IV Tea Paškov Vukojević, Fiume Titolo: Gioco spaziale 2. DESIGN, ARTI APPLICATE, ILLUSTRAZIONE Primo premio: Sergio Gobbo, Grisignana Titolo: Fulvio Te Vedo Motivazione: Opera di notevole impegno ed impatto, interpreta le diverse realtà istriane con elementi di spiccata giocosità ed ironia forte di una forte espressività cromatica. Secondo premio: Maurizio Franolli, Pola Titolo: Progetto di riqualificazione Piazza di Dignano Motivazione: Una proposta che in rispetto al contenuto urbano della cittadina istriana, sia dal punto di vista storico che artistico, propone soluzioni di miglior visibilità del contemporaneo. Erna Toncinich, Fiume Titolo: Cose della natura Bruno Paladin, Fiume Titolo: Geoplan 3. FOTOGRAFIA Primo premio: Lucio Vidotto, Fiume Titolo: 8 chitarre, 100 illusioni in b/n Motivazione: Per l impegno espressivo, la coerenza formale e il taglio rigoroso nell affrontare l argomento trattato. Secondo premio: Karim Shalaby, Capodistria Titolo: Collezione tematica Motivazione: A fronte della sua peculiare volontà di dialogare con la forza della natura, estrapolata dal contesto paesaggistico, il risultato appare carico d atmosfera densa di suggestioni. Guido Stocco, Pola Titolo: Collezione tematica Quelli che... Miranda Legović, Cittanova Titolo: Ghiaccio Categoria ARTE CINEMATOGRAFICA, VIDEO E TELEVISIONE 1. ARTE CINEMATOGRAFICA, VIDEO E TELEVISIONE Primo premio: Matija Debeljuh, Dignano Titolo: Furiosa Motivazione: Propone, inserendosi autorevolmente nella ricerca formale della videoarte, una riflessione personale e incisiva sul femminile con notevole intensità d interpretazione e originalità di scelte formali. Secondo premio: Teo Herceg, Fiume Titolo: Città Fiume Movimento Motivazione: Ritrae l ambigua bellezza della città post-moderna con un montaggio ammirevole delle immagini e delle musiche. Un succedersi di connessioni inaspettate e stimolanti di dettagli architettonici della Fiume storica e quelli degradati dei siti industriali e di quelli dell urbanizzazione post-bellica. Categoria MUSICA - PREMIO LUIGI DALLAPICCOLA 1. COMPOSIZIONE (CORO, MUSICA DA CAMERA, MUSICA SINFONICA) Primo premio: Roberto Haller, Fiume Titolo: Messa a tre voci soliste, orchestra e organo Motivazione: Per il linguaggio armonico aggiornato ma non aggressivo e l impegnata architettura globale. Secondo premio: testo di Mirella Fonio, musica di Nello Milotti, Pola Titolo: Le cascate di Vintgar, per coro misto Motivazione: Per l efficace stesura vocale adeguata alla prassi esecutiva delle locali corali e che nel contempo valorizza il testo di una poetessa della comunità italiana. 2. ESECUZIONE STRUMENTALE O VOCALE Primo premio: esecutore: Ana Čuić, Pola Motivazione: Per l introspezione poetica e la maturità strumentale. Secondo premio: esecutore Ingrid Haller, Fiume Motivazione: Per la maestosità della sua interpretazione e per la felice impostazione generale. esecutore Massimiliana Brajković, Dignano esecutrici Samantha Stell e Nives Granić, Pola Categoria PREMIO GIOVANI - PREMIO ADELIA BIASIOL (per i giovani dai 15 fino ai 18 anni) 1. POESIA O PROSA IN LINGUA ITALIANA Primo premio: Federico Fanzutti, Capodistria Titolo: La crociera della vita Motivazione: L autore affronta una delle più importanti tematiche adolescenziali come l amore e l educazione sentimentale attraverso un interessante ricerca linguistica che contamina forme letterarie colte ricavate dai classici italiani con il gergo giovanile degli sms e della lingua inglese in un originale e plurisemantico impasto narrativo. Secondo premio: Antea Belli, Buie Titolo: Pensieri al volo Motivazione: L autore si confronta con ricchezza semantica e intensità di ritmo narrativo con la struttura letteraria del giallo offrendo fin dall efficace incipit un articolata e complessa trama, che trae spunto dalla quotidianità delle esperienze adolescenziali dell immaginario televisivo. Luca Zaro, Isola Titolo: Chimere Eleonora Gardoš, Crassizza Titolo: Ritagli di una farfalla 4. MUSICA - COMPOSIZIONE ED ESECUZIONE Primo premio: esecutori Fabio e Chiara Jurić, Pola Motivazione: Per il talento del violoncellista che presagisce un luminoso futuro concertistico. Secondo premio: esecutore Nereo Arbula, Fiume Motivazione: Per la solidità strumentale e le scelte di repertorio mirate alla valorizzazione degli autori di questo territorio. 5. ARTI VISIVE - PITTURA, SCULTURA, GRAFICA E FOTOGRAFIA Primo premio: Zarja Ražman, Isola Titolo: Trittico Motivazione: Un opera che rivela sensibilità pittorica attraverso un gioco d apparenze ben dominate in un trittico coerente che mette in luce una precoce maturità. Secondo premio: Tea Brenko, Isola Titolo: Ciclo fotografico Motivazione: Per aver trattato il tema floreale ricreando un corpus unitario lavorando con accentuati contributi cromatici e con tagli compositivi molto efficaci. Rok Kleva Ivančić, Portorose Titolo: L influsso luminescente PREMIO GIORNALISTICO 1. PREMIO PER IL MIGLIOR SERVIZIO, COMMENTO, ARTICOLO E ALTRO GENERE GIORNALISTICO, TRASMIS- SIONE RADIO O TELEVISIONE, O PER UNA SERIE DI QUESTI, PUBBLICATI SU GIORNALI, ALLA RADIO O ALLA TELEVISIONE DELLA COMUNITÀ NAZIONALE ITALIANA NEL 2007, DI PARTICOLARE INTERESSE PER LA STESSA E PER L AFFERMAZIONE SO- CIALE E PROFESSIONALE DELLA CA- TEGORIA Silvio Forza, Pola Motivazione: Per l analisi attenta e coraggiosa e l ottimo stile espresso negli articoli pubblicati dal quindicinale Panorama 2. PREMIO PER L ATTIVITÀ PROFES- SIONALE COMPLESSIVA CHE ABBIA CONTRIBUITO ALLO SVILUPPO E ALLA PROMOZIONE DELLA COMU- NITÀ NAZIONALE ITALIANA Non assegnato

5 6 cultura Venerdì, 24 ottobre 2008 ARCHITETTURA / Canal grande superato per la quarta volta: il coraggioso e pres Pietra d Istria per il ponte della di Helena Labus Dalla tarda sera dell undici settembre scorso, dopo ritardi e polemiche di natura economica e sociale, Venezia ha un nuovo ponte e porta la firma di un architetto prestigioso: Santiago Calatrava. Lo hanno denominato Ponte della Costituzione e collega piazzale Roma alla stazione ferroviaria Santa Lucia. Si tratta del quarto ponte sul Canal Grande, l arteria vitale della città lagunare che fino al 1850 era sovrastata solamente dal maestoso e celebre ponte di Rialto. Poi, nel giro di 10 anni, gli Austriaci, che all epoca governavano la città, costruirono ben due ponti: uno di fronte alla stazione ferroviaria ed un altro nell area delle Gallerie dell Accademia. Due ponti in ferro che, pur modificati successivamente nelle forme e nei materiali, segnano definitivamente con la loro presenza il paesaggio cittadino. La necessità di un quarto ponte, anche causa il progressivo e irrefrenabile incremento delle presenza turistiche, era oltremodo avvertita: ma nessuno se la sentiva di intervenire nel tessuto urbano fortemente improntato da stili di altre epoche, cosicché i contatti con grandi progettisti quali Le Corbusier, Kahn, Wright Siza si conclusero con un nulla di fatto. Intervento urbanistico discreto nel delicato contesto storico Il sindaco Massimo Cacciari e Santiago Calatrava architetto dallo stile inconfondibile, dal tratto distintivo, autore di opere architettoniche che sembrano quasi delle opere d arte hanno accettato la sfida: sono bisognava lasciare un segno forte ma allo stesso leggero e quasi inoffensivo nel tessuto urbanistico storico tradizionale. Ne è scaturito un progetto coraggioso, molto criticato, ma che molti hanno accolto come una vera e propria opera d arte contemporanea, che si inserisce perfettamente nel contesto della città. Un progetto squisitamente moderno, ha osservato il giornale The Independent, ma che stilisticamente non fa a pugni con lo scenario, aiutato dal fatto di essere costruito in vetro e marmo dell Istria, il materiale più usato a Venezia. Progettato da Santiago Calatrava, l architetto spagnolo i cui progetti da Dublino ad Atene, passando per Buenos Aires, hanno cambiato la nostra idea circa l aspetto che deve avere un ponte, quello di Venezia è molto diverso dalle opere che lo hanno reso famoso. È l essenza della discrezione: nessuna rete di cavi, nessuna rievocazione di arpe, lire o liuti, solo una semplice campata a forma di freccia da sponda a sponda, senza nessun supporto visibile. L inaugurazione è trascorsa senza tagli di nastri, ma la gente accorsa è stata tanta, accorsa a vedere questo ponte lungo 94 metri, realizzato con 156 tasselli in pietra d Istria, ognuno diverso dall altro, a rivestire le basi del ponte. Sono ben 300 gli elementi di pedata e pianerottoli in vetro, 90 pannelli del parapetti in vetro che riflettono l immagine del Canal grande, 200 lampade per l illuminazione degli archi inferiori e 420 tonnellate di struttura d acciaio, fatte di costole anch esse una diversa dall altra. Manca ancora l ovovia per i disabili, che è in fase di costruzione e verrà installata entro la fine dell anno. Come spesso accade in questi casi, non sono mancate le polemiche: l opera è costata molto di più di quanto era stato previsto: nel 2002 l appalto era di euro , che diventano con le somme a disposizione per rilievi, indagini, monitoraggi, attrezzature, martinetti, oneri tecnici e IVA, fino al costo finale di oltre sette milioni di euro. Inoltre, si sono dilungati oltre misura i tempi per la sua realizzazione, considerato che nel 2002 erano stati previsti 456 giorni di cantiere. Si è parlato anche di una certa inaccessibilità del ponte, criticato per la mancata attenzione progettuale verso l utenza con difficoltà motorie. Ad ogni modo, al progetto del ponte è stato affiancato quello di una particolare ascensore per risolvere la grossa falla progettuale: un ovovia nascosta ai piedi del ponte all interno di una botola che, aperta a richiesta, lascia salire la cabina che accoglie al suo interno la persona disabile. La botola viene quindi sollevata da un braccio e agganciata ad un carrello scorrevole sistemato nella parte esterna del ponte. Concluso l attraversamento, le operazioni si ripetono partendo dall altra sponda per consentire il percorso al contrario. Architettura come opera d arte e con un ingegneria avveniristica Il Ponte di Calatrava è solo il primo dei progetti griffati che Venezia si sta regalando in questo periodo: in città stanno lavorando mostri sacri dell architettura come Tadao Ando (Punta delle Dogana), Tobia Scarpa (le Gallerie dell Accademia), i 5+1 (il nuovo Palazzo del Cinema al Lido) e Renzo Piano (il nuovo Museo Vedova ai Magazzini del Sale). Ma vediamo più da vicino l autore di questo affascinante progetto. Architetto e ingegnere, Santiago Calatrava è noto per ile sue avveniristiche stazioni ferroviarie e per i suoi ponti, che presentano sempre originalissime soluzioni strutturali. Le sue opere sembrano quasi portare alle massime possibilità le capacità stilistico-estetiche della tecnologia. Virtuosismo costruttivo? Forse anche, ma giusto un po, dal momento che nella scia del tutto è possibile tali strutture non perdono mai di vista l obiettivo di funzionalità che si sono preposte. I ponti di Calatrava anzi sembrano quasi palesare la metafora della comunicazione tra i due diversi modi di mettere in condizione l utente di fruire l architettura e la tecnologia: utilizza le due componenti con uguale intensità di approccio espressivo, una che deriva dalla formazione di tipo ingegneristico e una che scaturisce dall essere principalmente un architetto. Calatrava si avvale delle tecniche e dei materiali più innovativi. Ama l invenzione. Ma questa innovazione non viene dalla pura fantasia, ma anzi affonda le sue radici nell ambito di formazione dell architetto, quello della sua terra d origine, la Spagna. Si potrebbe obiettare chiedendosi dove stia esattamente il rapporto con l arte espressa dalla regione di provenienza, dove sta il suo essere spagnolo, l identità comune, ad esempio, a un genip come Gaudì? Eppure si ritrova, la si vede nelle fantasie di strutture che mimano inesorabilmente le forme della natura attraverso gli strumenti tecnologici ora a disposizione dell uomo contemporaneo. Calatrava, che si pone oggi tra gli architetti più degni di attenzione, è nato a Valencia nel Laureatosi Architetto alla Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Valencia, si laurea successivamente anche in ingegneria, presso il Fe-

6 Venerdì, 24 ottobre 2008 igioso progetto è del geniale Santiago Calatrava Costituzione avenezia Il ponte Alameda a Valencia cultura 7 deral Polytechnic di Zurigo dove decide di aprire il suo primo studio professionale nel La sua formazione formazione parte da un forte interesse per la pittura e la scultura per approdare agli studi di architettura. Uno stile unico e «scultoreo» che viene dall interdisciplinarietà All inizio della carriera di Calatrava si nota l influenza delle opere di Le Corbusier Tuttavia tale influenza non si è mai concretizzata in un imitazione delle forme, dal momento che lo stile di Calatrava è unico e facilmente individuabile. Le sue opere sembrano a volte prendere in prestito le forme più articolate della natura. È probabile che la sua attività artistica di scultore abbia in qualche modo portato l architetto ad arricchire il suo repertorio architettonico di una forte valenza di tipo plastico. Dalla scultura ha appreso il modo di fermare l instabilità del movimento in una struttura invece solida, e ampiamente calcolata. Segno caratteristico della figura di Calatrava è la sua vocazione all interdisciplinarietà, la costante ricerca di forme espressive differenti, l attenzione, paritaria e costante, verso le scienze esatte e l ingegneria così come verso la plasticità e l estetica delle forme. Di volta in volta architetto-scultore o architetto-ingegnere, Calatrava lega, in un gioco di continui e indissolubili rimandi, gli elementi fondanti della sua ricerca: il disegno, l architettura e la scultura. Le sue sculture hanno forme e nomi che evocano fortemente il concetto di flusso, di movimento, propri dello svolgersi della vita umana e animale. Onda, Uccello che canta, Torso rotante. Egli stesso scrive che...la scultura è alla base della mia ricerca formale al servizio sia della mia architettura, sia della mia ingegneria. A partire dal 1983 realizza le sue prime opere: la Stazione ferroviaria Stadelhofen a Zurigo e il Ponte nel Bach de Roda a Barcellona. L attività continua nel 1984 con la Sala concerti del centro comunitario Barenmatte a Suhr, in Svizzera. Nel 1987 arriva il premio Auguste Perret UIA per la tecnologia applicata in architettura. Nel lavora anche a Toronto, in Canada, realizzando la Piazza coperta Bce Place. Ci sono poi i ponti in Lusitania a Merida e nell East London River Crossing a Londra, in Gran Bretagna. Del 1987 è il famoso Ponte Alamillo a Siviglia, per l Expo 92, che ha definitivamente marcato l immagine della città andalusa. Negli anni 90 si registrano molti progetti, tra cui il Campo Volantin Footbridge a Bilbao, il Padiglione del Kuwait a Siviglia (sempre per l Expo 92) e il Ponte Alameda a Valencia. Del 1992 è inoltre il Progetto per la riconversione del Reichstag a Berlino ed il progetto per il palazzo delle esposizioni a Santa Cruz de Tenerife, nelle isole Canarie. Del è il progetto dell Oriente Station a Lisbona e del 1996 quello per il Ponte pedonale a Venezia. Acciaio, alluminio e vetrate Una delle opere più emblematiche di Calatrava si trova nell area sud est di Valencia: è il Museo della Scienza, parte della ampia Ciudad de las Artes y de las Ciencias costituita dall Hemisferico e dal Palacio de las Artes. Tale complesso, sede espositiva, richiedeva la possibilità di ospitare centinaia di visitatori e sorge su un area di circa metri quadrati. La particolare articolazione degli spazi interni consente di soddisfare le svariate esigenze di tipo espositivo. La forma del Museo, originalissima, richiama in qualche modo l organico e l inorganico, la struttura di uno scheletro e l astronave ipertecnologica. I materiali, anche quelli, concorrono all immagine complessiva: acciaio e alluminio per la realizzazione della copertura e per il supporto alle immense vetrate, che sono appunto intelaiate su elementi metallici. All esterno si affida alle pure forme l intera caratterizzazione architettonica dell edificio. Aperto sul lato esposto a nord, presenta una parete opposta completamente priva di aperture. Gli ambienti, anche quelli interni, hanno un aspetto fortemente plastico, che si palesa nei solai e nella copertura esterna. All esterno, la struttura della copertura a forma di vela sembra uscire direttamente dal terreno, per poi radicarsi attraverso delle strutture ramificate alla sommità della struttura complessiva. Per esaltare le forme e l estetica del complesso un altro materiale, il cemento bianco, diviene un elemento ricorrente cui puntare. In Italia, Calatrava, oltre al Ponte della Costituzione a Venezia, ha progettato proprio in quest anno tre viadotti lungo il nuovo asse di Reggio Emilia, mnetre per per i mondiali di nuoto del 2009 a Roma lavorerà alla città dello sport nel comprensorio universitario di Tor Vergata. Museo della scienza a Valencia Dalla prima pagina Ebbene, l uomo ha ora il dovere, oltre che la necessità, di mettere ordine in tutta questa materia, e di proseguire senz altro gli studi in questo campo fino alla loro naturale e nuova euristica conclusione, ma pensando già alla loro possibile applicazione pratica. Seguire una prassi sociale moralmente sana e giusta Dunque, fatti salvi la realtà e il concetto dell essere umano e dell essere sociale quali fondamenti della nostra Utopia, vediamo di spiegare perché insistiamo tanto su quest ultimo concetto l Utopia che una realtà effettiva ce l ha già pure lei? e qual è questa realtà? Semplice: tutte le Costituzioni delle Repubbliche italiana, croata, slovena, ecc. ecc., e tutte le Carte fondamentali dell Unione Europea e dell Organizzazione delle Nazioni Unite pullulano di dichiarazioni solenni sui diritti e sui doveri dell uomo e del cittadino, delle etnie, dei popoli, delle minoranze etniche religiose e culturali, ed è proprio questa la realtà più concreta e più importante della nostra Utopia. Perché i sistemi politici, economici, finanziari e religiosi in atto sono così depravati che quei diritti e quei doveri, o sono negati, o sono irrisi, o sono traditi. E solo una nuova utopia coerente e diffusa può infondere nuova speranza di redenzione del nostro mondo indicando la via di una generale prassi sociale moralmente sana e giusta. Anche la CNI ha estremo bisogno di utopia per la propria sopravvivenza, proprio perché i suoi diritti e i suoi doveri finiscono per essere irrisi e traditi non soltanto dai governi, dalle forze politiche e sociali delle Repubbliche di Croazia e Slovenia, ma addirittura dagli stessi suoi connazionali, vuoi per assenteismo, vuoi per ignoranza, vuoi per carrierismo, vuoi per bestialità congenita, vuoi per convenienza o per paura. A questo proposito devo rammentare alle nostre giovani generazioni che la cosiddetta minoranza italiana della ex-jugoslavia socialista è sopravvissuta proprio perché fu battagliera nel miglior modo possibile, e le riuscì di essere battagliera proprio perché fu portatrice sincera e fedele dell utopia comunitaria, detta comunista, cioè di quella marxiana (non di quella marxista) e di quella socialista dell autogestione operaia e sociale che solo l ex-jugoslavia ebbe il vanto di saper legiferare e realizzare, e non c è più nessuno al mondo che le riconosca il merito e ne parli. Si vadano pure a leggere tutti gli scritti del compianto prof. Antonio Borme e tutti i documenti dell allora così denominata Unione degli Italiani dell Istria e di Fiume: vi si troverà che ogni richiesta della CNI circa il rispetto dei suoi diritti costituzionali negati, e non solo diritti ma anche doveri da poter osservare diligentemente, era fondata e suffragata dai principi regolatori dello stato e della sua utopia socialista. Ora, siccome da noi il comunismo e il socialismo sono realtà e concetti non più spendibili (ma rimane intatto tutto il patrimonio dei principi fondamentali e delle pratiche individuali e collettive consolidate riguardanti i diritti e i doveri dell uomo e del cittadino, cioè dell essere umano e dell essere sociale retaggio prezioso del XX secolo ) c è bisogno di una nuova teoria in grado di conglobarli, mettendola al servizio della nuova globalizzazione del mondo. A questa utopia io ho dato per noi della CNI il nome di umanesimo comunitario e proprio in ragione del fatto che l essere umano e l essere sociale tornano a fondare ogni nostro pensiero, ogni nostra speranza e ogni nostra condotta comunitaria come ai tempi dell età d oro della nostra etnia, cioè quelli che precedettero il giorno dell esautorazione del prof. Antonio Borme (1974), come quelli del rinascimento etnico della CNI realizzato dal nostro famoso Gruppo 88 (1988). Le Comunità esistenziali Ora, l essere umano connazionale e gli esseri umani connazionali della CNI vivono simultaneamente in tutta una serie di dimensioni personali e collettive: nelle loro comunità famigliari, nelle loro comunità condominiali, nelle loro comunità scolastiche ed universitarie, nelle loro comunità sanitarie ed assistenziali, nelle loro comunità del lavoro quotidiano, nel loro sistema di comunità nazionali italiane locali della Croazia e della Slovenia, nelle loro comunità di frazione, comunali e regionali, quanto nelle loro comunità delle nazioni italiana, slovena e croata, e dell intera comunità internazionale. Questo è un sistema di numerosi luoghi e di realtà troppo diversi, e quindi molto complesso per la mente di ogni essere umano: per comprendere il loro vero funzionamento c è bisogno dell esperienza di tutta una vita dell essere umano stesso, sempre che esso sistema possa essere fissato nell essere suo da un rispettivo sistema di sinapsi mentali operante senza problemi di sorta. Ma il problema principale della sua affermazione presso l essere umano stesso e presso l essere sociale, in ogni dimensione e realtà in cui essi esistono e si manifestano, è dovuto al fatto che a decidere del destino sia dell uno, sia dell altro, ci siano sempre enti che mettono in atto volontà particolari contro gli interessi comunitari universali. Le comunità esistenziali dell essere sociale, infatti, sono contenute in esso essere sociale come le scatole cinesi in cui le superiori contengono e dominano o ignorano sempre le inferiori, indipendentemente dal sistema politico, economico, culturale, o religioso messo in atto capitalista o comunista o socialista, liberale o dittatoriale che sia per cui questo fatto e questa legge naturale mettono sempre in uno stato di soggezione e di dipendenza assoluta tanto ogni essere umano, quanto le stesse comunità esistenziali inferiori dell essere sociale stesso, che sono tutte sempre inferiori rispetto alle superiori, tranne l essere del genere umano, che è sempre superiore all essere di ognuna di esse. Questa legge naturale dell essere sociale toglie spesso all essere umano pure la speranza di riscatto personale e sociale del Quarto stato. Ma quando poi arrivano tuttavia la mobilitazione generale delle masse umane, la lotta per la loro emancipazione in tutte le comunità esistenziali come prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale la vittoria fino ai livelli alti della comunità internazionale, e quindi l instaurazione di un nuovo ordine politico, giuridico e morale in tutto il mondo, ecco che avviene la conquista del potere politico da parte delle forze conservatrici e retrive della società, le quali però si presentano al pubblico con nomi altisonanti Forza Italia, Popolo delle Libertà, e simili, in Italia, o Comunità Democratica Croata, in Croazia, ecc. ecc. alle quali si aggregano immancabilmente le forze retrive del Vaticano e della Chiesa Cattolica Romana, e ricomincia così la restaurazione dei sistemi di sfruttamento dell uomo sull uomo come negli antichi imperi. Sono i meccanismi del funzionamento del potere economico, del potere politico (legislativo ed esecutivo) e del potere giudiziario che consentono il capovolgimento della democrazia in dittatura e tirannia. Meccanismi che sono tuttavia tecnicamente necessari e inevitabili in ogni società umana, ma che si prestano ad essere adatti ai fini della perversione dei comportamenti e delle condotte umane e sociali di chi momentaneamente detiene le leve dei poteri sociali stessi in tutte le comunità esistenziali al mondo, anche le più piccole, È così che è stata introdotta la pratica generale della globalizzazione del mondo, in cui l essere umano e il Quarto stato sono ricaduti nella barbarie peggiore ancora di quelle vissute finora dal genere umano nei secoli passati. C è quindi ancora molta strada da percorrere per un riscatto definitivo dell essere umano e dell essere sociale, e bisogna vivere nella speranza che ad esso vi si giungerà comunque, anche senza e dopo di noi. Claudio Deghenghi

7 8 cultura Venerdì, 24 ottobre 2008 CARNET CULTURA rubriche a cura di Viviana Car, Lara Drčič, Helena Labus I LIBRI PIÙ VENDUTI IN ITALIA IN CROAZIA IN SLOVENIA N A R R A T I V A Paolo Giordano La solitudine dei numeri primi Mondadori Peter Gomez e altri Il bavaglio Chiarelettere Oriana Fallaci Un cappello pieno di ciliege Rizzoli Marcello Fois In Sardegna non c è mare Laterza Muriel Barberey L eleganza del riccio E/O Nassim N. Taleb Il cigno nero Il Saggiatore Fred Vargas Un po più là sulla destra Einaudi Corrado Augias ed altri Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione Mondadori Stieg Larsson Uomini che odiano le donne Marsilio Randy Pausch ed altri L ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore Rizzoli P U B B L I C I S T I C A N A R R A T I V A Božidar Violić Isprika Naklada Ljevak Nina Garcia Mala crna knjiga stila John Grisham Priziv Marcus Berkmann Očinstvo Naklada Ljevak Don Winslow U raljama zvijeri Anita Peti - Stantić Jezik naš i/ili njihov Srednja Europa Juliana Matanović Tko se boji lika još? Profil international Dejan Novačić SFRJ za ponavljače Danielle Steel Zalazak sunca u St. Tropezu Mozaik knjiga Joseph Ratzinger Gledati Probodenoga Verbum P U B B L I C I S T I C A N A R R A T I V A Kiran Desai Dediščina izgube MK Založba Malcolm Gladwell Preblisk MK Založba J. K. Rowling Harry Potter 7 Svetinje smrti Epta Matijaš Frangeš Kaj nam pa morete! Samozaložba Yan Lianke Služi ljudstvu Učila international Janet Street-Porter Življenje ze za pop***it prekratko Vale Novak Aleksandar Matunović Titova sovladarica MK Založba Mukhtar Mai Ukradena čast Učila international Phillip Margolin Družbenik Meander Zoran Milivojević Mala knjiga za velike starše Psihopolis institut d.o.o. P U B B L I C I S T I C A CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI CULTURALI CULTURA ITALIANA La CNI Abbazia, Casa di cultura Zora, nell ambito del ciclo autunnale di conferenza i soci della Comunità degli Italiani potranno assistere il 28 ottobre all esposizione del dottor Marino Vocci L ADRIATICO, UNA GRANDE RISORSA COMUNE. Casa Tartini, Pirano nella sala delle Vedute il 28 ottobre si svolgerà la presentazione del libro A OCCHI CHIUSI di Aljoša Curavič. La presentazione viene organizzata in collaborazione con la Casa giornalistico editoriale EDIT di Fiume. Belgrado, fino al 28 ottobre l EDIT di Fiume, la casa editrice della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, sarà presente con le proprie edizioni alla Fiera del libro della capitale serba. ALTRI Lubiana, Istituto Italiano di Cultura, la mostra fotografica e multimedia LE PIAZZE DEL PIEMON- TE: ARCHITETTURA, URBANISTICA E VITA SOCIALE rimane in visione fino al 24 ottobre. Zagabria, Cinema Europa, l IIC organizza la mostra fotografia CIAO ANNA dedicata alla grande attrice Anna Magnani. L esposizione è visitabile fino al 25 ottobre. Rovigno, Photo Art Gallery Batana, la rinomata galleria ospiterà fino al 28 ottobre la mostra fotografica dell artista italiano LINO GHIDONI. Lubiana, Museo dell architettura, in collaborazione con l IIC viene organizzata la Biennale del design industriale BIO.21 FINO il 2 novembre Venezia, Biennale, il Padiglione Sloveno presenta fino al 23 novembre LUBIANA-VENICE, URGENT NEED FOR NEW URBAN POLICY del collettivo Ambient. Anno IV / n ottobre 2008 GRANDI AVVENIMENTI LA VOCE DEL POPOLO - Caporedattore responsabile: Errol Superina IN PIÙ, supplementi a cura di Errol Superina / Progetto editoriale di Silvio Forza Art director: Daria Vlahov Horvat / edizione: CULTURA Redattore esecutivo: Silvio Forza Impaginazione: Saša Dubravčić Collaboratori: Claudio Deghenghi, Gabriella Musetti, Christian Eccher, Luciano Dobrilovic, Helena Labus, Gianfranco Miksa e Viviana Car La pubblicazione del presente supplemento viene supportata dall Unione Italiana grazie alle risorse stanziate dal Governo italiano con la Legge 193/04, in esecuzione al Contratto N 83 del 14 gennaio 2008, Convezione MAE-UI N 2724 del 24 novembre 2004 Perugia, è allestita fino al 18 gennaio 2009 al PA- LAZZO BALDESCHI AL CORSO la mostra Da Corot a Picasso da Fattori a de Pisis che propone un affascinante confronto tra due gusti collezionistici, l uno quello degli americani Duncan e Elisa Phillips, l altro del nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi. Dagli Stati Uniti proviene una selezione di opere di COROT, COURBET, MANET, DEGAS, MONET, VAN GOGH, CEZANNE, MODIGLIA- NI, KANDINSKY, BRAQUE, PICASSO, che sono posti a confronto con i protagonisti dell arte italiana tra Ottocento e Novecento tra cui FATTORI, CAR- RÀ, CASORATI, DE PISIS. Milano, al PALAZZO REALE è in visione fino al 25 gennaio 2009 la mostra Georges Seurat - Paul Signac e i Neoimpressionisti, che comprende una scelta di straordinari dipinti, circa settanta, dei due maestri provenienti dai più importanti musei del mondo. Roma, alle SCUDERIE DEL QUIRINALE è allestita fino all 11 gennaio 2009 la mostra del grande pittore rinascimentale GIOVANNI BELLINI, che comprende una sessantina di capolavori, tra cui una rassegna significativa di Madonne con Bambino. Zagabria, alla galleria KLOVIĆEVI DVORI è in visione dal 23 ottobre al 20 gennaio 2009 la mostra sull espressionismo tedesco. Saranno esposte opere di WASSILY KANDINSKY, FRANZ MARC, AU- GUST MACKE, ALEXEJ VON JAWLENSKY, PAUL KLEE, LYONEL FEININGER, ERNST- LUDWIG KIRCHNER, KARL SCMIDT-ROT- TLUFF, ERICH PECHSTEIN, EMIL NOLDE, MAX BECKMANN e OTTO DIX. ISTRIA E QUARNERO Rovigno, Museo Civico, l artista e performer fiumano VLADIMIR DODIG TROKUT si presenta con il suo ultimo ciclo di opere fino al 26 ottobre. Pirano, Galleria Herman Pečarič, il 27 ottobre ci sarà la presentazione della raccolta di poesie di MARIA PALAKOVIĆ. Fiume, Museo civico, dal 28 ottobre il controverso fotografo STEFAN LUPINO si presenta con le sue foto artistiche. Fiume, Galleria Juraj Klović, l artista BOJAN TAKOSIĆ esporrà le sue creazioni fino al 29 ottobre. Capodistria, Galleria Medusa, la vernissage di quadri DUE VISIONI dell artista Aleš Sedmak rimane in visione fino al 30 ottobre. Albona, Museo Civico, si intitola LEGNO la personale dell artista capodistriano Loris Morosini in visione fino al 31 ottobre. Pola, Biblioteca cittadina, la manifestazione letteraria IL MESE DEL LIBRO si svolgerà fino al 15 novembre. Pirano/Capodistria, Museo civico/galleria Loggia, il doppio appuntamento con l esposizione CAR- MELO ZOTTI E LA SUA CLASSE si può visitare fino al 16 novembre. Pirano, Piccola Galleria la personale di Jasminka Jurbašić ARCHITETTURA DEL CUORE rimarrà in visione fino al 16 novembre. Fiume, Piccola Galleria VISIBILE/INVISIBILE è il tema della mostra di Kata Mijatović da visitare fino al 4 novembre. Fiume, Archivio statale, la settima edizione del SA- LONE DELLA FOTOGRAFIA DELLE SOCIETÀ CROATE rimarrà in visione fino al 13 novembre. Fiume, Museo di arte moderna e contemporanea, si intitola ERESIE la retrospettiva di uno dei maggiori fotografi artistici, Pedro Mayer in visione fino al 16 novembre. Rovigno, Museo Civico, la personale dell artista DJA- NINO BOZIC si può vistare fino al 23 novembre. Zagabria, alla GALLERIA JURAJ KLOVIĆ è in visione fino al 29 ottobre la mostra dell artista polese BOJAN TANKOŠIĆ, mentre dal 30 ottobre fino al 14 novembre sarà possibile visitare l esposizione di MELINDA KOSTELAC.

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