ANNO IVN.15 L INUTILE TASSA DI SOGGIORNO LA NUOVA DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI

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1 P E R I O D I C O D E L L A F A I T A F E D E R C A M - ANNO IVN.15 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA Ottobre - Dicembre 2010 L INUTILE TASSA DI SOGGIORNO IL TESTO DEPOSITATO AGLI ATTI DELLA COMMISSIONE BICAMERALE DA FAITA LA NUOVA DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI LE RICHIESTE DELLA FAITA PER IL RILANCIO DEL SETTORE VIA ALLE CASE MOBILI IN CAMPANIA

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3 ANNO IIIN.15 CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE Maurizio Vianello Secondo il nostro modesto punto di vista abbiamo spesso, a ragione, invocato l intervento del Governo e dei referenti amministrativi locali (Regioni, Province e Comuni) in favore del comparto turistico in un momento di crisi che da congiunturale rischia di farsi strutturale. Purtroppo siamo stati ascoltati. Infatti è di fresca e dolente approvazione la reintroduzione della tassa di soggiorno. Come dire: chiedevamo grazia e abbiamo ricevuto giustizia. Che l idea fosse balzana non lo hanno detto solo gli imprenditori ma anche le associazioni dei consumatori e, con buona pace dei federalisti estremi, una significativa parte dei rappresentanti degli enti locali. Purtroppo il nostro settore deve apparire agli epigoni della tassa di soggiorno, come un pollo da spennare più che una risorsa da sostenere e promuovere. Non ci consola l ampio e a tratti aspro dibattito che ha accompagnato la norma fino all esame delle Camere, perché ci turba e ci preoccupa il dover constatare il reale e sempre meno colmabile iato che separa le esigenze della parte viva e produttiva del nostro paese dalla mentalità, dai tempi e dai modi del ceto politico amministrativo che ci governa, in centro come in periferia. Da qui in avanti aggiungeremo la tassa di soggiorno alle altre, troppe, problematiche che affliggono ed appesantiscono il nostro settore e che, tutte insieme rappresentano la reale motivazione della crisi del turismo che caratterizza da oltre un decennio l economia del nostro paese. FAITA FEDERCAMPING Via Properzio, Roma tel fax www. faita.it Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 363/2006 del 29/09/2006 Direttore responsabile: Salvatore Vingiani Redazione: Nicolcarlo Genovese Pietro Licciardi Andrea Spezzigu Segreteria di redazione: Annamaria Meogrossi Produzione e pubblicità: Contatto Comunicazione e Marketing s.r.l. L.go O. Zuccarini, Roma Tel Fax cell Progetto grafico: Emilio Procopio Impaginazione: Format Roma s.r.l. Stampa: Arti Grafiche srl - Pomezia Finito di stampare Marzo 2011 CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO 5 BASILICATA, UN PARADISO ITALIANO Di Pietro Licciardi 7 CALABRIA, MARE, SOLE E BUROCRAZIA Di Pietro Licciardi 10 QUANDO IL VERDE NON È UN OPTIONAL Di Filippo Gentile 13 LA NUOVA DISCIPLINA DELLE CONCESSIONI DEMANIALI Di Filippo Gentile 17 IL RITORNO DELL INUTILE TASSA DI SOGGIORNO 22 IL SUCCESSO A PORTATA DI MOUSE Di Elena Gattinoni 25 VPF PUNTA SULLA QUALITA E SUL MADE IN ITALY Di Filippo Gentile 27 ACCISA AGEVOLATA SUL METANO PER LA RISTORAZIONE 29 MANOVRA 2010, ALCUNE NOVITA a cura di Maurizio Fantaccione 34 NOTIZIE DALLA FAITA 21 VIA ALLE CASE MOBILI IN CAMPANIA Di Sara Moretto

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5 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO BASILICATA, UN PARADISO ITALIANO di Pietro Licciardi «IL TURISMO, UNA DELLE NOSTRE UNICHE CHANCE». INTERVISTA AL PRESIDENTE REGIONALE DELLA FAITA Continua su questo numero la serie di interviste ai presidenti regionali della FAITA Federcamping, dalle quali emerge una sorta di fotografia delle attività legate alla ricettività open air, delle difficoltà e delle opportunità per questo settore. Il quadro che fin ora è emerso è molto composito, con regioni che possono contare su amministrazioni locali abbastanza sensibili alle istanze dei camping, altre che invece devono faticare per poter ottenere le condizioni minime per operare sul mercato. Purtroppo la sensazione è che quasi ovunque vi sia una certa distanza tra le intenzioni manifestate dalla politica di voler sviluppare e incentivare le attività turistiche e la realtà dei fatti; se non altro dal punto di vista strutturale. In questo senso le aree più svantaggiate sono quelle meridionali: lontane dai bacini di clientela più interessanti come quelli del Nicola Rondinelli nord Europa e penalizzate dalla mancanza di una agevole rete autostradale che possa far affluire i potenziali clienti. Questa volta a raccontarsi è la FAI- TA Basilicata, attraverso il suo presidente Nicola Rondinelli. La Basilicata è una regione piccola chilometri quadrati ma con un territorio che offre molto: dalle spiagge alte e rocciose del versante tirrenico agli irti rilievi dell Appennino lucano, che attraversano tutta la parte centrale della regione e che declinano man mano si avanza verso est in una zona collinare che termina a ridosso della stretta e lunga Pianura metapontina, cui fanno seguito le meravigliose spiagge basse e sabbiose del litorale jonico: il mare della Magna Grecia. Nell interno i paesaggi lunari dei calanchi e i luoghi suggestivi della gravina materana o siti affascinanti, dichiarati dall Unesco patrimonio dell umanità come i Sassi. Inoltre «noi lucani, abbiamo alto il senso dell ospitalità e dell accoglienza», sottolinea Rondinelli, «ed il fatto che in Basilicata ci siano ampi spazi non urbanizzati, non rappresenta certo uno svantaggio per il turismo, specialmente per il turismo all aria aperta, praticato da chi ama il campeggio e l agriturismo». Da questo punto di vista il Metapontino, 40 chilometri di costa irrorate dal Sole, è un luogo ideale, con le sue colture di fragole, albicocche, arance, mandarini e kiwi; tutti prodotti di un attenta e rigorosa agricoltura biologica, 5

6 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO ancora in fase di grande espansione. Una delle aree più incontaminate d Europa e ancora ampiamente da promuovere e valorizzare. Ma entriamo nel merito. Presidente Rondinelli, come ve la siete cavata quest anno con la crisi economica che ha colpito il nostro paese e il nostro continente? «In linea di massima i nostri campeggi hanno avuto più o meno le stesse presenze del 2009» Riteniamo possa considerarsi un successo, anche se in genere il turismo all aria aperta sembra aver sofferto meno, probabilmente per la sua intrinseca economicità «Direi di si, specialmente se consideriamo che l economia lucana ha registrato una crescita zero nell anno 2010, secondo le ultime stime elaborate. In un contesto nazionale dove la ripresa ha iniziato, sia pur faticosamente ad affacciarsi, la Basilicata segna il passo insieme a Calabria e Molise. La ripresa è rinviata ci auguriamo al 2011, verificheremo la sua intensità. Resta il fatto che soprattutto per il Sud il turismo resta una delle pochissime attività sulle quali puntare per dare occupazione e sostegno all economia. È una delle nostre uniche chances» Come vi state preparando in Basilicata per agganciare la ripresa economica e con essa la ripresa anche dei viaggi? «Per agganciare la ripresa bisogna puntare sugli investimenti, in modo che facciano da detonatore dello sviluppo, cercando di riqualificare le strutture ricettive, privilegiando ovviamente gli investimenti eco-compatibili. È chiaro che in questo periodo, con degli incentivi che la nostra Regione si accinge ad erogare con il Bando P.I.O.T. sul turismo per la riqualificazione delle strutture ricettive, sarebbe conveniente investire perché, vista la crisi, coloro i quali sono nelle possibilità di farlo, riuscirebbero ad ottenere dei prezzi più vantaggiosi». «IN LINEA DI MASSIMA I NOSTRI CAMPEGGI HANNO AVUTO PIÙ O MENO LE STESSE PRESENZE DEL 2009» Come lei stesso ha ricordato in apertura la Basilicata potrebbe avere un grosso sviluppo delle vacanze open air perché si affaccia sul mare ed essendo regione prevalentemente agricola ha ampie zone di territorio non urbanizzato. «Il fatto che ci sia un interesse per le vacanze open air, con una particolare rivalutazione delle case mobili, è vero e lo notiamo anche noi in Basilicata dato il crescente interesse riscontrato in grossi tour operator come Alpitour. Già dallo scorso anno, ha raggruppato nel suo catalogo compagnia della natura i più bei campeggi della nostra penisola e tra questi ce ne sono diversi della nostra regione attrezzati con case mobili». Anche in Basilicata il turismo all aria aperta è considerato un po la cenerentola del settore? «Chi non ha mai fatto campeggio ha di regola un immagine distorta e antiquata di questa forma di turismo. Addirittura c è ancora chi pensa che sia una turismo di serie B, perché praticato da chi ha minori disponibilità economiche e vuole risparmiare. Si da il caso che questa visione sia oggi del tutto superata nei fatti. I campeggi ai quali è stata data la possibilità di attrezzarsi in maniera moderna e al passo con le novità del settore, che anche in Basilicata sono ormai la maggioranza, possono ormai offrire una vacanza con tutti i comfort, senza nulla invidiare ai villaggi turistici o agli hotel. Non a caso quando ci si riferisce al mondo del campeggio si usa il termine turismo all aria aperta, non solo una formula che accomuna i campeggi ai villaggi ma che sottintende come questa sia ormai una vacanza che si sceglie per passione, e non come ripiego. Insomma una forma di turismo come può essere il turismo culturale, il turismo enogastronomico o fitness». n 6

7 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO CALABRIA, MARE, SOLE E BUROCRAZIA di Pietro Licciardi LE PERIPEZIE DI UN IMPRENDITORE ALLE PRESE CON LA POCA PROPENSIONE TURISTICA DI UNA REGIONE Silvestro Palumbo Silvestro Palumbo, classe 1937, è emigrato giovanissimo a Milano dalla Calabria, lavorando per diversi anni nelle ferrovie; un impiego che lo ha fatto viaggiare per tutta l Italia, soprattutto al Nord dove nei primi anni Sessanta ha visto per la prima volta sulle rive dei laghi lombardi alcuni camping, allora affollati per lo più di tedeschi. Decisivo è stato però l incontro con un collega, anche lui ferroviere, appassionato di campeggio, che in pratica l - ha convinto a diventare imprenditore destinando un agrumeto di famiglia sul litorale di Melito Porto Salvo, in quel di Reggio Calabria, a campeggio. Così nel 1968 il signor Palumbo ha inaugurato il primo camping privato della costa Reggina e uno dei primi del Sud Italia. Tempi eroici quelli e non ancora troppo inquinati dalla burocrazia. «Per fortuna allora non c erano le Regioni», ricorda il nostro imprenditore, «così dopo appena un mese, con una domanda scritta su carta bollata da cento lire, un paio di planimetrie e alcuni sopralluoghi tecnici, ebbi la licenza». Comincia così la storia del camping La Zagara, la cui prima pubblicità è stato un cartello appeso sotto un cartellone della birra Peroni lungo la statale; non c era ancora l autostrada. «Quando aprimmo il camping avevamo un gruppo di servizi igienici con acqua fredda e calda», ricorda ancora Palumbo, «e una cucina all aperto. Tende e roulotte erano piazzate all ombra delle piante di arance che mio padre, contadino da tutta una vita, continuava a curare, mentre sulla vicina spiaggia avevamo una baracchetta bar con un frigo per i gelati e uno per le bibite. Il primo bungalow prefabricato è arrivato nel 1971, lo stesso anno in cui chiesi la concessione demaniale per la spiaggia. Fu quella l occasione in cui capii quanto è macchinosa la burocrazia, comunque dopo poco più di un anno arrivò pure quella». Oggi il camping La Zagara di Melito Porto Salvo è diventato un vero e proprio villaggio, con bungalows, mini appartamenti, market, animazione, anche se vi arrivano molti meno tedeschi e connazionali del nord; in compenso è frequentatissimo da cittadini della vicina Reggio che parcheggiano qui tutto l anno le loro roulotte usandole nel periodo estivo come una seconda casa. «Per noi è una fortuna», dice ancora Palumbo, «dato che di stranieri ne arrivano pochi considerato lo stato pietoso dei collegamenti: l Autostrada del Sole è un cantiere, l alta velocità finisce a Napoli e l unico aeroporto importante è a Lamezia, inoltre non abbiamo compagnie low cost che atterrano a Reggio Calabria». Per forza di cose il camping-villaggio si è dovuto adattare alla particolare clientela, così ciascuna piazzola ha il bagno personale : un locale con tutti 7

8 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO i servizi e la doccia, la cui chiave viene consegnata al momento dell arrivo e rimane in possesso del villeggiante per tutto il tempo. Inoltre sempre ciascuna piazzola ha in dotazione una presa di acqua e un angolo cottura in muratura. Da quel 1968 di tempo ne è passato ma in Calabria la mentalità turistica degli amministratori pubblici è rimasta la stessa, anzi molto peggio. Se allora sono bastati trenta giorni per avere la licenza adesso aprire un attività turistica è diventata l impresa di Sisifo, condannato dagli dei a spingere un masso fino alla cima del monte per poi vederlo rotolare di nuovo in basso. «Purtroppo la burocrazia di Regione e Comuni è lenta e pazzesca», lamenta Palumbo, che prosegue: «in dieci anni hanno cambiato per due volte il Piano spiaggia e per quanto riguarda l applicazione delle tariffe per le concessioni demaniali regna il caos». Il motivo di ciò? Risponde l imprenditore: «Adesso che le competenze sono passate ai Comuni non c è preparazione tra gli amministratori, che non solo hanno scarsa conoscenza delle norme ma neppure si preoccupano di studiare, così l interpretazione delle leggi diventa soggettiva e secondo convenienza». A quanto pare siamo alle solite: ai proclami e alle dichiarazioni di intenti non corrisponde un azione coerente e così il turismo, che potrebbe essere l ultima occasione di sviluppo per la Calabria, e il Sud, langue. E fosse solo una questione di scarsa dimestichezza con le buone regole dell amministrazione «Nel mio campeggio, d inverno, non si vede anima viva», è ancora Palumbo che parla, «invece d estate, nel pieno dell attività, ogni quindici giorni c è un controllo: vigili urbani, finanza, Asl, e compagnia cantando. Una volta ricordo che sono arrivati i finanzieri nel ristorante proprio all ora di pranzo e hanno cominciato a controllare tutti i presenti, una sessantina, a caccia di scontrini le lascio immaginare L impressione è che la pubblica amministrazione, a tutti i livelli, si comporti come uno sciame di locuste a caccia della preda. Perché, dico io, certi controlli non si fanno nel periodo invernale, dando il tempo di provvedere ai necessari adeguamenti, anziché intralciare quei pochi mesi di lavoro, solo per infliggere sanzioni?». Ma i guai non finiscono qui. Anche per quanto riguarda il credito son dolori, con le banche, a Melito ce ne sono cinque, tutte nazionali, che sono pronte a concedere finanziamenti solo quando si tratta di opere murarie ma che per tutto il resto fanno orecchie da mercante. E sappiamo quanto sia importante nel turismo poter realizzare anche servizi Figuriamoci poi se gli enti pubblici cui compete la promozione del territorio e del turismo si danno da fare per aiutare gli imprenditori ad aprire linee di credito. Purtroppo, lamenta il proprietario de La Zagara, manca anche la collaborazione tra imprenditori, che sono poco propensi ad associarsi e questo è anche il motivo per il quale le associazioni di categoria, come la stessa FAITA al Sud faticano a crescere. Comunque almeno questa associazione si sta riorganizzando dopo una fase di bonaccia e non è detto che possa essere da esempio per gli altri imprenditori della regione. Signor Palumbo, chiediamo, di cosa avreste bisogno per incrementare il turismo qui in Calabria? «Il nostro turismo potrebbe ancora crescere e di molto se solo potessimo avere migliori infrastrutture per il trasporto, non per ultimo il caso della stazione ferroviaria di Melito Porto Salvo-Annà che verrà realizzata in un luogo diverso dal precedente già funzionante dal 1988 e in seguito chiusa per i lavori del raddoppio binari ed elettrificazione linea, in una zona soggetta ad alluvioni e mareggiate, lontano dal centro abitativo e dalle strutture turistiche. Chi è poi tanto matto da percorrere due volte la Salerno-Reggio Calabria? Di ferrovie e aerei ho gia detto ma anche il trasporto marittimo è quasi nullo, eccetto i traghetti sullo Stretto. E purtroppo c è poco da sperare perché l attuale deficit Regionale, dovuto alla sanità, si sta assorbendo molte delle risorse disponibili». Se questa è la situazione non c è da stupirsi se anche in Calabria gli imprenditori del turismo open air fanno fatica a trovare chi porterà avanti l azienda. Nel suo caso, Signor Palumbo? «Sicuramente i giovani trovano difficoltà a proseguire nelle aziende turistiche», ci dice l imprenditore, «dal momento che i problemi che vi ho elencato non contribuiscono ad incentivare uno sviluppo sul territorio e a dare un futuro certo e stabile alle nostre aziende; per questo bisogna che loro stessi abbiano un forte spirito di iniziativa e sacrificio, e che le istituzionali e tutte le associazioni del settore e collaterali si prodighino per dar loro una mano, anche attraverso buoni corsi professionali» n 8

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10 CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO QUANDO IL VERDE NON E UN OPTIONAL di Filippo Gentile PER UN CAMPING LA CURA E LA MANUTENZIONE DEL VERDE DOVREBBE ESSERE UN NATURALE COMPLEMENTO PER LA PROPRIA ATTIVITÀ Per un camping la cura e la manutenzione del verde, come la cura delle piante e dei fiori dovrebbe essere un naturale complemento per la propria attività, come per un hotel lo è l attenzione per l arredo e la pulizia delle camere poiché, si sa, anche l occhio vuole la sua parte. Del resto volete mettere il trascorrere la propria vacanza all aria aperta tra prati ben rasati, viali puliti contornati da alberi e aiuole fiorite o al contrario, tra viali polverosi, siepi spelacchiate e piazzole senza neppure il conforto di un alberello? Per questo i professionisti del verde dovrebbero essere tra i partners più assidui e ascoltati per qualsiasi gestore o proprietario di campeggio. Pierluigi Troiani è il proprietario di Vivai Mari S.r.l. nata nel 1951 a Roma con sede in via del Campeggio. L azienda si occupa da sempre nella progettazione, esecuzione e manutenzione di parchi, giardini, giardini pensili recupero di giardini storici e molto altro. Con lui parliamo di un settore in espansione e che nel nostro Pese vanta una lunga tradizione, come testimoniano ancora oggi i magnifici parchi e giardini che adornano castelli e palazzi d Italia. Pierluigi Troiani Quali sono le dimensioni dell industria florovivaistica italiana? «L industria del florovivaismo in Italia, nonostante le difficoltà per l elevato costo della manodopera e dell energia, è sempre in crescita; la domanda di prodotti da parte del pubblico è consistente e sempre più specializzata. Oggi sono presenti sul mercato molte riviste del settore rivolte a professionisti e soprattutto al privato ma una forte espansione è anche dovuta alle più moderne forme di vendita al pubblico come vivai, garden center, negozi per il bricolage». Che posizione riveste il nostro Paese come innovazione e ricerca in questo settore? «Il nostro paese è sempre stato leader nella produzione e distribuzione, con nuove essenze ornamentali brevettate. È anche tra i primi posti nella progettazione di aree da destinare al verde. Direi comunque che siamo sicuramente tra i primi tre paesi in Europa per quanto riguarda questo settore». Quanto è diffuso l utilizzo delle tecniche e delle opportunità offerte dal florovivaismo nella cura del paesaggio o come complemento alle realizzazioni architettoniche? «Direi moltissimo, oggi più che mai si è attenti nella progettazione e realizzazione di grandi opere. Una volta si realizzavano aree verdi solo quando si era in qualche modo obbligati, quindi senza uno studio attento del suolo e del sottosuolo, del clima e del paesaggio circostante. Oggi per fortuna questo tipo di attenzioni sono diventate una norma in quasi tutte le amministrazioni, sia pubbliche che private. Finalmente si è capita l importanza sociale e ambientale delle aree a verde e non si considera soltanto l aspetto ornamentale». Quanto è diffusa la cultura floreale e del giardinaggio nel nostro Paese? In Italia, almeno in passato, i giardini erano un naturale complemento per le dimore patrizie e da questo punto di vista abbiamo anche fatto scuola Una tradizione che è rimasta o che si dispersa in tutto o in parte? «Bisogna fare una distinzione, come ho accennato il nostro paese ha avuto un momento di sbandamento nel decennio compreso tra il 1980 e il 1990, quando nella realizzazione di grandi opere, come i nuovi insediamenti abitativi e i piani di zona, il verde era considerato dai costruttori soltanto un costo. Oggi invece, a causa anche della crisi nell edilizia, chi costruisce cerca di dare qualche cosa in più. Tra questo qualcosa in più spesso c è un bel parco attrezza- 10

11 L INCIDENZA DEI COSTI È ESTREMAMENTE VARIABILE. SI PUÒ FARE UN BUON VERDE IRRIGATO AUTOMATICAMENTE SPENDENDO CINQUE EURO PER OGNI METRO QUADRATO O ARRIVARE A SPENDERE DAGLI OTTO AI DIECI EURO, O ANCHE DI PIÙ. to e ben organizzato. Per quanto riguarda invece i privati questi conservano da sempre una cultura del verde importante. Per loro il giardino curato e di buon livello è qualcosa di cui andare fieri e da mostrare. Ma la voglia di verde è sempre maggiore anche in città, dove non è raro trovare veri e propri giardini realizzati su balconi, terrazze e perfino tetti. In questo momento fa tendenza avere l orto in terrazzo. Mi sentirei perciò di dire che la tradizione è rimasta; forse aumentata». Pochi altri come i gestori e proprietari di camping dovrebbero aver presente i vantaggi per la loro attività che procura la cura del verde. Secondo lei è proprio così? «Nei camping il verde è senz altro fondamentale, sia per la realizzazione di aree ombreggiate, sia per svolgere le varie attività. Un verde curato e ben strutturato sicuramente può fare la differenza nella scelta del cliente finale: il campeggiatore». Quali sono i vantaggi, secondo la sua esperienza, che una buona cura degli spazi verdi porterebbe alle attività ricettive all aria aperta? «Indubbiamente ciò che è bello colpisce e attira. Un giardino fiorito, ben alberato, curato nei dettagli e negli arredi sicuramente viene preferito. L utente finale con i moderni sistemi informatici, come internet, può scegliere facilmente tra un offerta quasi illimitata e creare a costi non proibitivi ambienti molto suggestivi. Inutile sottolineare che a parità di servizi e di condizioni il campeggiatore sceglierà il camping più pulito e fiorito». La cura del verde, che non sia la normale pulizia e manutenzione di aiuole o vialetti, è talvolta considerato un lusso di cui si può fare a meno. Specialmente se il camping o il villaggio è situato in un luogo già di per se suggestivo. È d accordo con questa affermazione? «Direi di no, i costi possono inizialmente sembrare alti ma si possono stipulare contratti con imprese specializzate per interventi mirati a costi contenuti. Inoltre credo che uno può avere un villaggio o un camping anche in posti bellissimi ma se l ambiente è trascurato o spoglio l utente sceglierà sicuramente un campeggio di aspetto più verde più curato e pulito, in grado di valorizzare e non deprimere il paesaggio circostante». Quali sono i costi che occorre sostenere per progettare e mantenere uno spazio verde? «L incidenza dei costi è estremamente variabile. Si può fare un buon verde irrigato automaticamente spendendo cinque euro per ogni metro quadrato o arrivare a spendere dagli otto ai dieci euro, o anche di più. Molto dipende dalla tipologia delle essenze e dalle dimensioni. I costi della manutenzione generalmente ammontano al dieci per cento del costo di realizzazione». n 11

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13 CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO LA NUOVA DISCIPLINADELLE CONCESSIONI DEMANIALI di Filippo Gentile La materia del demanio marittimo, intimamente connessa alle sorti del settore turistico per la sua capacità di condizionarne direzione ed esito, rappresenta uno snodo delicatissimo nel quale l intervento normativo non può non tener conto dei riflessi che si producono sul piano delle imprese e sulla tenuta e la crescita del nostro settore produttivo. Infatti le imprese che operano sul demanio marittimo, come i campeggi, gli alberghi, taluni ristoranti, gli stabilimenti balneari e le imprese nautiche, si trovano attualmente a dover affrontare, oltre all incertezza economica per il ciclo sfavorevole, anche e soprattutto l incertezza normativa che riguarda la loro operatività e la loro stessa sopravvivenza. Ciò è dovuto alla formale soppressione, ex art. 1, comma 18, del D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25, del diritto di insistenza nel rinnovo delle concessioni demaniali in favore dei precedenti titolari di concessioni demaniali previsto dall art. 37, comma secondo, del Codice della Navigazione, che aveva, dal secondo dopoguerra, garantito la stabilità delle imprese e incentivato gli investimenti nel settore, nonostante i titoli concessori fossero di durata estremamente limitata, producendo quel modello italiano di balneazione attrezzata, fondamentale punto di forza della nostra competitività nel mercato internazionale delle vacanze. LA SITUAZIONE L abrogazione ha il fine di consentire al Governo italiano di chiudere la LE RICHIESTE DELLA FAITA PER IL RILANCIO DEL SETTORE LA MATERIA DEL DEMANIO MARITTIMO È INTIMAMENTE CONNESSA ALLE SORTI DEL SETTORE TURISTICO E RAPPRESENTA UNO SNODO DELICATISSIMO NEL QUALE L INTERVENTO NORMATIVO NON PUÒ NON TENER CONTO DEI RIFLESSI CHE SI PRODUCONO SUL PIANO DELLE IMPRESE procedura d infrazione n. 2008/4908 avviata dalla Comunità Europea il 29 gennaio 2009 in materia di rilascio delle concessioni demaniali marittime ed è stata accompagnata dalla proroga della durata dei titoli in essere fino al 31 dicembre 2015 e dalla conferma delle modifiche all art. 03, comma 4-bis, della legge 494/1993, introdotte dall art. 1, comma 253, della legge 296/2006, che consente il rilascio di titoli concessori fino a venti anni in ragione del piano di investimenti proposto. Tali misure, che necessitano comunque di un ulteriore chiarimento legislativo, così come proposto dal relatore all A.S. n cd Legge comunitaria 2010, per conseguire l obbiettivo dell archiviazione della P.I. n. 2008\4908, non sono di per sé sufficienti a scongiurare la paventata paralisi degli investimenti. Da qui l urgenza di costruire un nuovo quadro normativo per l intero settore, così come disposto dall art. 1, 13

14 CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO comma 18, della legge 25/2010 e richiesto, in data , dalla Conferenza delle Regioni nel suo documento preparatorio alla IV Conferenza nazionale sul turismo, in grado di assicurare quelle certezze di durata e di sopravvivenza che rappresentano il prerequisito per favorire gli investimenti e la crescita delle imprese coinvolte nel processo di revisione normativa che, con peculiarità tutta italiana, hanno fatto la storia e determinato il successo del turismo del nostro Paese. Va poi ribadito che gli atti amministrativi rilasciati in Italia per l uso turistico del demanio marittimo, lacuale e fluviale, per loro natura rientrano nelle concessioni di beni che, pertanto, non possono e non devono essere considerati nel novero di quelli attinenti ai servizi ed agli appalti di lavoro e quindi tali da poter essere ricompresi tra le esclusioni previste dalla Direttiva Servizi. PRINCIPI FONDAMENTALI La necessità di produrre una disciplina unitaria per tutto il territorio nazionale nonostante l emanazione del Decreto legislativo 28 maggio 2010 n. 85 (cd. Federalismo demaniale), non potrà che avere forza di legge quadro così come chiarito dalla sentenza della Consulta n. 180 del che, in materia di concessioni demaniali marittime, ha affermato l esclusiva competenza statale trattandosi di disciplina concernente la concorrenza e così come chiesto dalla Conferenza delle Regioni con il Documento di cui sopra. Comunque, nella predisposizione della nuova disciplina si dovrà tenere in considerazione che l ordinamento italiano ha teso nel tempo, attraverso il diritto di preferenza prima e il diritto di insistenza dopo, a sviluppare un principio di stabilità del rapporto concessorio (Cod. della Nav., legge 494\1993, legge 88/2001, legge 135/2001 sul turismo, legge 296/2006) a cui si sono fino ad ora ispirate le linee di politica economica del settore. Tale costante ed uniforme attività legislativa ha determinato nelle imprese operanti in regime di concessione demaniale marittima la legittima aspettativa di avere davanti un orizzonte temporale lungo - ben più lungo del per poter effettuare gli investimenti per l ammodernamento e il rinnovamento delle strutture e delle attrezzature. Si tratterà quindi anche di salvaguardare i principi della certezza del diritto e della tutela del legittimo affidamento che fanno pacificamente parte non solo del nostro ordinamento ma anche di quello europeo; si veda ad esempio la sentenza della Corte Ue, sez. VI, 24 gennaio 2002, procedimento n. C-500/99 e 29 aprile 2004, cause riunite C- 487/01 e C- 7/02 e le sentenze della Corte Costituzionale 264/05 e 302/2010. LE PROPOSTE La FAITA FederCamping ritiene quindi che la via maestra per il rilancio del settore debba passare attraverso i seguenti punti fondamentali: 1) sollecitare l indispensabile archiviazione della procedura d infrazione 2008/4908; 2) la disciplina, attualmente regolata dall art. 37 del Codice della navigazione e dall art. 18 del Regolamento di esecuzione, a seguito dell intervento abrogativo ex art.1 c. 18 della legge n. 25\2010 e al fine di assicurare il conseguimento degli obbiettivi di cui in premessa, dovrà essere completata e integrata con la previsione: a) della esclusione del canone quale elemento di comparazione in quanto predeterminato dalla legge nazionale o, eventualmente, regionale ma sempre in un quadro nazionale che impedisca disparità di trattamento fra imprese operanti in territori diversi ma omogenei; b) del valore commerciale dell azienda, derivante dagli investimenti effettuati, anche successivamente all entrata in vigore della legge n. 25\2010, ivi compreso l avviamento commerciale, che potrà essere considerato elemento costitutivo della proposta di investimento; c) del riconoscimento della capacità tecnica dimostrata e della professionalità acquisita nel settore anche gestendo l attività in forma diretta, quale elemento di premialità (preferenza, prelazione, opzione, ecc.) compatibili con il diritto comunitario e, per i soggetti non concessionari alla data del , dell individuazione di requisiti morali e professionali cui subordinare l accesso all evidenza pubblica; d) del riconoscimento di un indennizzo, a carico del concessionario subentrante e a favore di quello uscente, pari al valore commerciale dell azienda; e) della subordinazione della riconsegna dell area all effettiva corresponsione di detto indennizzo; d) dell obbligo di assunzione della forza lavoro impiegata nell azienda gestita dal concessionario uscente; g) della individuazione di un numero massimo di concessioni di cui 14

15 un soggetto economico, direttamente o indirettamente, possa essere titolare in una stessa località per evitare illegittime e, comunque, inopportune forme di accaparramento; h) del riconoscimento al concessionario, nei limiti della durata della concessione e previa comunicazione all autorità competente, della facoltà di cessione a terzi o di sostituire altri nel godimento della concessione ovvero di affidare ad essi le attività oggetto della stessa quale espressione della libera circolazione dei diritti; i) della facoltà di rinegoziazione del titolo concessorio, con esclusione di procedure concorrenziali, per l esecuzione di investimenti da effettuarsi anche in forma associata, sia nell ambito della concessione ottenuta sia all esterno su aree pubbliche, non previsti, urgenti e non differibili o in attuazione di Accordi di programma definiti con le Pubbliche Amministrazioni con possibile differimento del termine originario di scadenza delle concessioni per un periodo equivalente al massimo previsto dalla legge; l) del riconoscimento di siffatta facoltà di rinegoziazione, nonché di conclusione delle procedure eventualmente in itinere per l assegnazione delle concessioni di demanio marittimo per atto formale, anche nelle more di approvazione, da parte delle Regioni, dei PUA previsti dalla legge n. 494\1993; m) della previsione di formalità specifiche e semplificate, comprendenti anche un diritto di prelazione in sede di rinnovo, per le concessioni di non particolare rilevanza economica individuate anche in relazione all ammontare del canone corrisposto così come disciplinato dal dpr n. 296/2005; n) della modifica della durata pluriennale delle concessioni da un minimo di 20 ad almeno 30 anni in ragione della massima valorizzazione delle aree demaniali, dell entità degli investimenti fatti o da effettuare. 3) L emanazione del D.lgs n. 85 del 28 maggio 2010 volto a conferire il demanio marittimo ed il patrimonio disponibile dello Stato nel patrimonio di Regioni ed enti locali, impone un aggiornamento della effettiva consistenza dei beni demaniali che potrà comportare il venir meno della persistente natura demaniale della fascia destinata ai servizi con suo possibile conferimento nel patrimonio disponibile e un suo conseguente trasferimento della titolarità ai concessionari secondo i criteri che oggi regolano una fattispecie analoga quale la prelazione dei conduttori di immobili locati ad uso non abitativo. Le esigenze di certezza e uniformità di disciplina per le imprese del settore richiedono, inoltre, una semplificazione e chiarificazione di alcune problematiche, fonti di incertezze e contenziosi, quali: v la necessità di una interpretazione autentica del criterio del facile e difficile sgombero delle strutture e degli impianti, rendendo assimilabili alle opere amovibili quelle che, pur realizzate con strutture fisse e stabili, possono essere comunque demolite e rimosse con la restituzione dell area in concessione nel pristino stato; v la puntuale definizione delle cause di decadenza e revoca delle concessioni, così da evitarne il disordinato, confuso ed impreciso moltiplicarsi; v l uniformità della disciplina anche per le imprese che operano nell ambito delle circoscrizioni territoriali di competenza delle Autorità portuali. n AL NASTRO DI PARTENZA IL VIRTUAL TRAVEL MARKET Èpartito lo scorso 21 marzo prossimo, la prima edizione del Virtual Travel Market, l appuntamento fieristico on line attraverso il quale l Enit-Agenzia, apre al digitale la promozione e la commercializzazione della destinazione Italia sui mercati internazionali, all indirizzo A carattere generalista, questo primo evento offrirà dieci giornate di incontri b2b ai 400 operatori già registrati, tra cui 240 buyers stranieri selezionati dagli uffici Enit all estero. Alle ore 15 del giorno di apertura la video presentazione Welcome to the Virtual Travel Market introdurrà i partecipanti nell ambiente in cui si troveranno ad operare. Ciascuno stand sarà visitabile e sarà possibile partecipare a conferenze. «Grazie a questa piattaforma, completamente basata su Internet e integrata con strumenti di comunicazione in tempo reale, gli operatori potranno presentare prodotti e novità turistiche ed incontrare importanti partners commerciali. In questo senso è sicuramente uno strumento tecnologico in grado di massimizzare i ritorni degli investimenti fatti nella promozione turistica», afferma il presidente dell Enit-Agenzia, Matteo Marzotto. «Ma il Virtual Travel Market non rappresenta un alternativa alle altre Fiere tradizionali a cui siamo presenti» precisa il direttore generale Paolo Rubini «sarà invece uno strumento in più a nostra disposizione, un mezzo complementare al mercato per l attività di commercializzazione dei grandi tour operator che vendono il prodotto Italia. Sarà invece una nuova opportunità di visibilità commerciale, più a portata d investimento, per le piccole e medie agenzie turistiche». Maggiori informazioni sono disponibili sul sito o all indirizzo mail 15

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17 CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO IL RITORNO DELL INUTILE TASSA DI SOGGIORNO IL TESTO DEPOSITATO AGLI ATTI DELLA COMMISSIONE BICAMERALE DA FAITA Al momento di andare in stampa la vicenda della tassa di soggiorno inserita nel primo dei decreti sul federalismo fiscale si è purtroppo negativamente conclusa con l approvazione del provvedimento in seno alle due Camere. Pubblichiamo per un opportuna e diffusa conoscenza dei nostri lettori il testo depositato agli atti della competente Commissione Bicamerale da FAITA-FederCamping. Le vicende che hanno accompagnato il destino della Tassa di soggiorno nel nostro Paese sono state sempre caratterizzate da una costante avversione delle imprese e da altrettanto rigetto da parte dei consumatori e delle associazioni che li rappresentano. Introdotta nel 1910 dal Governo di Luigi Luzzati e quindi modificata nel 1938 è rimasta in vigore fino al 1986, anno della sua abolizione. Attualmente il Governo con l atto n 292 bis relativo a disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, all articolo 4 del Decreto istituisce una imposta da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Gli introiti derivanti sono finalizzati, all ipotetico, finanziamento di interventi in materia di turismo. In via preliminare si osserva la contraddizione stridente nelle politiche governative in favore del turismo che da una parte hanno introdotto e sostenuto i Buoni vacanza per le famiglie meno abbienti e dall altra condizionano fortemente i flussi di domanda turistica ripristinando un imposta che incide, alzandolo sensibilmente, proprio sul costo della vacanza. Secondo i dati più recenti, i pernottamenti turistici in aziende alberghiere e non, assommano a 238 milioni di unità, mentre una quantità indefinita, ma prossima a questo dato, si riferisce ai pernottamenti turistici in seconde case. Questi, evidentemente, rimarrebbero esenti dall imposizione con danno per le imprese e per gli stessi Comuni. In proposito va rimarcato che se la Tassa è motivata dalla necessità di garantire ai Comuni un ristoro per i costi dei servizi utilizzati dai turisti, le imprese già assolvono a questo onere con il pagamento proporzionale delle imposte locali sui servizi stessi. Più realisticamente il provvedimento, che rappresenta uno dei cardini del federalismo fiscale, è motivato dalla morsa finanziaria che attualmente opprime i comuni costretti alla erogazione dei servizi essenziali per i cittadini ma privati di significativi e proporzionati gettiti fiscali nonché di entrate aggiuntive adeguate. Dunque lo strumento punterebbe a riportare valuta fresca e costante nelle casse dei Comuni senza dover direttamente ricorrere alla leva fiscale. Non sarà così. 17

18 CAMPING MANAGEMENT :PRIMO PIANO In realtà il turista domestico, il 60% degli ospiti dell open air italiano sono tali, è un cittadino che passa un tempo definito di vacanza in una località diversa dal suo luogo di residenza, di conseguenza a non essere tassati saranno coloro che fittano case per vacanze e quelli che rinunciano a fare una vacanza. Per gli altri, bene o male, si tratterà di una ulteriore imposta sulla spesa. Questo tipo di imposizione, come è ormai noto e pacifico, ha due caratteristiche peculiari e pressoché automatiche: da un lato aggrava il contribuente e dall altro ne deprime la propensione al consumo, con effetti depressivi dei gettiti d imposta collegati ai consumi stessi. Per meglio comprendere portata e conseguenze del provvedimento occorre considerare che il settore open air così come l intero comparto turistico nazionale, stanno vivendo dal 2008 una difficile stagione di recessione, caratterizzata da vistosi cali della domanda solo parzialmente e con enormi difficoltà compensati dalle politiche di contenimento dei costi e dei prezzi poste in essere dagli imprenditori. Questi, infatti, pur di recuperare clientela hanno lasciato invariati i listini e compresso i margini di profitto aziendali senza, tuttavia, essere ancora riusciti a raggiungere una fase di ripresa. Va ricordato che i listini prezzi sono già stati pubblicati lo scorso settembre, i contratti con i tour operator durante la scorsa estate, e una buona metà delle prenotazioni sono già concluse. L estemporanea applicazione di un imposta per il corrente anno causerebbe un larghissimo malcontento, il tracollo immediato dei flussi e l apertura di un diffuso contenzioso. FAITA-FederCamping ritiene, pertanto, indispensabile adottare alcune cautele generali nelle modalità di applicazione, quali: v decorrenza dal 2012, v limite temporale in giorni di applicazione al singolo ospite (5 giorni), v non applicabilità ai minori (fino a 14 anni) ed agli anziani (dai 60 anni in su), v non applicabilità nei periodi di bassa stagione, v definizione delle procedure per i sistemi di conteggio, riscossione e pagamento. Si evidenzia che il settore dei campeggi è connotato dalla economicità della vacanza. Dagli anni ottanta in poi, il campeggio si è fatto vacanza di massa dove alla convenienza economica si è aggiunto l amore per la natura ed il comfort di soluzioni di ospitalità nuove quali i veicoli ricreazionali e le case mobili. Dunque nell applicare la tassa di soggiorno si dovrà, almeno, tenere presente la specificità di turismo popolare del campeggio e di conseguenza dimensionare l imposta collocando l ospitalità open air in posizione di vantaggio rispetto alle altre modalità (alberghi, B&B, agriturismi ecc.). Non è un caso che la maggiore e più efficace strategia di marketing dei no- 18

19 stri competitori esteri sia essenzialmente centrata sulla leva del prezzo piuttosto che su quella della qualità dei servizi offerti. Le imprese del comparto offrono circa 1,3 milioni di posti letto per notte, occupando non meno di addetti al netto dell indotto. Come già accennato il trend delle presenze è negativo dal 2008, mentre quello degli arrivi si mantiene pressoché stabile. I dati indicano che a parità di ospiti questi tendono a ridurre il loro periodo di vacanza, la durata media delle permanenze ha toccato nel 2010 il record negativo di 4,5 giorni, in pratica poco più che un week end. Giova ricordare che il settore all indomani della abolizione della tassa di soggiorno nel 1989 conobbe una stagione di crescita e di sviluppo che ne consentì l espansione e la maturazione fino ai livelli attuali. Purtroppo lo scenario di crisi, secondo gli osservatori più rigorosi, è destinato a perdurare negli anni prossimi. Pertanto la reintroduzione della Tassa di soggiorno in questo contesto costituirà un ostacolo concreto alla ripresa del settore dirottando i flussi degli ospiti verso i Paesi nostri competitori, Spagna, Croazia, Francia e Grecia, e spingendo gli ospiti italiani a comprimere ulteriormente le loro permanenze o semplicemente a rinunciarvi. Il devastante effetto della tassazione non potrà essere riassorbito dalle imprese con adeguate strategie perché esse hanno già compresso i loro utili e versano, spesso, in situazione di sensibile esposizione finanziaria. La conseguenza non potrà che essere la chiusura quando non il fallimento, con la perdita di posti di lavoro e di potenzialità economica per i territori interessati. In merito non è di secondaria rilevanza la circostanza che dei circa comuni italiani oltre la metà contano meno di abitanti e sono ubicati in aree interne, privi di attrattive turistiche e dotati di una esigua capacità ricettiva. Questi non trarranno alcun giovamento dall introduzione della norma pur essendo quelli che più di altri necessiterebbero di sostegno. Per altro la tassa reca nella sua formulazione una specifica indicazione di utilizzo dei proventi raccolti dai comuni quale sostegno al settore turistico locale. Sembrerebbe una specifica indicazione di scopo della Tassa in realtà così non può essere perché una tassa di scopo per essere tale deve riferirsi ad una specificata opera o servizio che la generica allocuzione, per come attualmente formulata, non concreta minimamente. Il risultato sarà, nella migliore delle ipotesi un coacervo di interventi, per loro natura disomogenei e per condizione intrinseca insufficienti, che si realizzeranno sui singoli territori senza alcuno specifico beneficio per il settore turistico che abbisogna di strumenti di sostegno complessivi, adeguati e condivisi. In questo senso FAITA-FederCamping suggerisce una serie di impieghi compatibili con la possibilità di incrementare l incoming turistico a livello locale. Non di meno l enorme discrezionalità insita nei meccanismi di determinazione dei criteri di applicazione della Tassa determinerà una reale disparità tra i listini applicati nei territori dei diversi comuni. Inoltre, il meccanismo individuato per la riscossione trasforma gli imprenditori in sostituti d imposta, con tutta una serie di impegni ed obblighi aggiuntivi per conteggi, accantonamenti, versamenti ed altri conseguenti adempimenti, generando nuova burocrazia onerosa e inutile. Una motivazione ricorrente tra i pochi ed interessati fautori della Tassa di soggiorno è il paragone con i Paesi che già la applicano. In proposito andrebbe analizzato il complesso dei carichi fiscali di questi Paesi e, spesso se non sempre, si scoprirebbe che presso di loro vige un aliquota IVA inferiore alla nostra, in molti casi anche del 50%. Purtroppo si tratta di Paesi nostri competitori diretti sul piano turistico, come Francia, Spagna e Grecia. In pratica con la Tassa si realizza un sensibile differenziale di prezzo tra il costo della vacanza in Italia e quello di questi Paesi nell ordine del 10-15%. n 19

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