Un altro mega impianto per i rifiuti

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1 n dal 2 all 8 luglio tel GRATUITO Il Caffè non riceve contributi pubblici per l'editoria di POMEZIA-ARDEA Un altro mega impianto per i rifiuti Pomezia, il TAR dice No a Cerroni Sulla ex Tacconi il Comune ha ragione: niente risarcimento per la Petromarine Le luci della discordia Tra Ardea e Pomezia, produrrà il cosiddetto bio metano da letame e altri scarti E con questo altro progetto, in via di approvazione, si arriva a 216mila tonnellate l anno: è l enorme quantità di rifiuti organici in arrivo ad Ardea e Pomezia. Quasi la metà di tutto l umido di. Dopo i due progetti della Cogea e della Biovis, ne spunta uno ancora più grande, della Suvenergy Agricola. Vogliono realizzare a pag. 7 una fabbrica per estrarre il cosiddetto bio metano da 117mila tonnellate di deiezioni animali e altri scarti provenienti da Puglia, Calabria, Molise e basso Lazio. I cittadini di Ardea chiedono di vedere le carte. «Ci hanno consentito solo una visione veloce e sommaria degli atti. Il Comune ci deve spiegare». a pag. 5 POMEZIA, BRINDISI POTABILE... DOPO 26 ANNI! CALCIO Colpaccio a Pomezia: arriva mister Tovalieri Sandro Tovalieri Per il settore giovanile del Pomezia Calcio Selva dei Pini a pag. 38 PALLAVOLO Shark Volley Cup, pometine in finalissima Nella kermesse internazionale le atlete di Pomezia si fanno valere a pag. 39 ATLETICA Pomezia, Mattia e Mario spiccano il volo Ardea, la politica litiga sull illuminazione a pag. 17 Dopo 26 anni tutti i condomini di 2 sono allacciati alla rete idrica. Il quartiere ha organizzato una grande festa per celebrare un momento di importanza storica a pag. 32 POSTE ITALIANE S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale 70% - tassa pagata - DCB Latina Firmato l accordo tra sindacati e Comune di Pomezia per prolungare i contratti Precari, è fatta: la proroga c è Terreno di scontro e vetrina politica bipartisan, si chiude (finalmente) la Via Crucis dei dipendenti a pag. 4 E l opposizione scrive al Prefetto Sette consiglieri si rivolgono a Gabrielli: «La Giunta In programma tutti i sabati Estate, le Notti Bianche di Ardea Fino ad agosto viale San Lorenzo sarà animato da arte, musica e spettacolo Mario Marchei NUOVA FLORIDA LA BANDA DEL BUCO COLPISCE LA SODIFOR BANDITELLA Mattia Di Panfilo a pag. 39 a pag. 28 ACQUA ABUSIVA... CON MEZZO KM DI TUBO di Pomezia non ci lascia svolgere il nostro mandato» a pag. 22 a pag. 33 a pag. 10

2 2 L INCHIESTA n dal 2 all 8 luglio 2015 Il nuovo decreto energia punisce le rinnovabili vere e inonda di sussidi le finte fonti pulite. Drogando l ambiente... e l economia Finte rinnovabili, nuova megatruffa di Stato In contrasto con le linee europee si sabotano il riciclaggio e la green economy Daniele Castri Il 12 giugno il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge preliminare per dare 5,8 miliardi di euro di incentivi pubblici agli impianti industriali che producono energia elettrica da fonti rinnovabili: sole, vento, acqua e calore terra fino al 31 dicembre In teoria. In realtà, l operazione favorirà le energie cosiddette assimilate. Cioè le fonti che pur non essendo vere rinnovabili, in Italia ricevono comunque gli incentivi pubblici come se lo fossero. Si tratta principalmente di rifiuti: anziché riciclarli, li distruggono, con tanto di aiuti statali! Un sistema malato che droga il ssitema e premia imprenditori furbetti che speculano sulla gestione della spazzatura, delle emergenze create a tavolino e del mercato energetico, a discapito della salute umana, dell ambiente e della sana economia. Stesso copione visto con gli incentivi Cip6 a inceneritori, turbogas e impianti a carbone e petrolio (almeno 40 miliadi di euro finora). CASTRATE LE FONTI PULITE Col nuovo decreto energia, tagli drastici si abbatteranno sulle fonti che generano elettricità in modo davvero pulito: eolico, col vento, idroelettrico, con l acqua, e geotermico, col calore della terra. Scompaiono i contributi al solare - tranne il termodinamico che non è diffuso - che sarà materia di un successivo provvedimento. AIUTANO LE SOLITE LOBBY E ROTTAMANO LA VERA INNOVAZIONE GREEN da sin. il Ministro dell economia Padoan, Renzi e la Ministra del presunto sviluppo Guidi IL COSIDDETTO BIO METANO Viceversa, gran parte degli incentivi destinati alle energie davvero rinnovabili verranno dirottati nei prossimi 18 mesi sugli impianti che producono energia con il cosiddetto bio gas, in particolare bio metano, estratto da immondizia. In parole povere, centrali industriali che utilizzano il gas ottenuto dalla putrefazione dei rifiuti per produrre energia elettrica o metano (più sporco di quello tradizionale), anche se usano rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata porta a porta. Una pioggia di sussidi pubblici arriverà anche per gli impianti bio gas e bio metano alimentati con rifiuti non differenziati o provenienti da attività industriali, come rifiuti e scarti di plastica, di carta e cartone, urine e letame animale, rifiuti e scarti chimici e ospedalieri, fanghi e rifiuti di discarica, pneumatici fuori uso, rifiuti combustibili, tessuti animali e vegetali. Questi impianti rilasciano anidride carbonica e pericolosi batteri e percolati (tabella 6/A del decreto) AIUTI ALLE DISCARICHE E AI FANGHI DI DEPURAZIONE Fondi statali per i prossimi 20 anni previsti anche per tutti gli impianti industriali che producono energia Scompare il solare. Aiuti fino a 20 anni a chi estrae gas dalla putrefazione dei rifiuti e per 12 anni a chi li brucia elettrica bruciando gas proveniente dalla putrefazione dei rifiuti sepolti in discarica e dai fanghi della depurazione delle acque di fogna. SUSSDI AGLI INCENERITORI Ancora una volta incentivi destinati alle energie green arriveranno pure agli inceneritori autorizzati in regime d emergenza, anche se bruciano rifiuti urbani non differenziati. Dureranno solo per i prossimi 12 anni, alla faccia del limite UE che prevede di spegnere tutti questi ecomostri presenti sul territorio europeo entro il Sono megaforni che emettono anidride carbonica, pericolose nanoparticelle e diossine, le sostanza più cancerogene attualmente note senza che esistano filtri capaci di eliminarle. Il futuro, insomma, è la differenziata 'porta a porta' ed il riciclo dei materiali, e loro invece sabotano il sistema continuando a foraggiare l'indifferenziata e bruciando i materiali. A LUGLIO FRODE COMPIUTA Entro luglio, il Ministero per lo Sviluppo Economico disporrà i decreti attuativi che avranno lo scopo di determinare l ammontare delle singole incentivazioni, sconosciute nel dettaglio. Il nuovo decreto energia recepisce, almeno in parte, la Direttiva Europea 2009/28/CE che ha imposto entro il 2020 l abolizione delle incentivazioni pubbliche dette certificati verdi. Si tratta dell assegnazione di sussidi dati sulla base dell energia dichiarata nel progetto e spesso non corrispondente a quella realmente prodotta. Un sistema che in Italia è divenuto Lazio senza Piano Rifiuti. Far west Per gli impianti bio gas e bio metano destinati a trattare rifiuti non differenziati, l articolo 10 del Decreto Energia prevede una esplicita dichiarazione dell impianto nell ambito della pianificazione regionale in materia di rifiuti, ovvero nel cosiddetto Piano Rifiuti. Si tratta del documento che dovrebbe ordinare in modo razionale ed economico, nel rispetto della salute umana e dell ambiente, il proliferare di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti sul territorio regionale. Ma del Piano si sono perse letteralmente le tracce. Pre-annunciato dal Presidente Zingaretti, e dall Assessore ai Rifiuti, Michele Civita, nel dicembre 2013, non è stato mai predisposto e votato in Consiglio regionale. Il tema rifiuti sembra scomparso dall agenda politica. Perché? Non c è da stupirsi, poi, se le ben note lobby del settore continuano a proporre ed imnporre sui nostri territori operazioni spregiudicate solo per mera speculazione economica, come i tanti progetti per bio metano o bio gas che continuano a spuntare come funghi. così generoso da far balzare il nostro Paese al primo posto nel mondo per i sussidi pubblici concessi alle energie assimilate come le bio masse. L Unione Europea ha imposto ora il meccanismo del feed-in : incentivi concessi ai soli impianti che producono energia elettrica o metano immessi realmente sul mercato e rivenduti poi ai cittadini. L UE, però, nulla dice e nulla fa rispetto ai rifiuti che non possono e non devono essere considerati una fonte rinnovabile, tanto meno incentivata!

3 n dal 2 all 8 luglio 2015 L INCHIESTA 3 Dovevamo diventare leader nella produzione di energia pulita, ma siamo ultimi in classifica. E la Regione punta sui gas da rifiuti Il Lazio perde il treno delle rinnovabili (vere) Il flop delle centrali fossili, ha indotto la Casta a frenare la spinta alle rinnovabili Roberto Lessio Stando agli annunci degli anni passati, il Lazio sarebbe diventato il leader nazionale nella produzione di energia da fonti rinnovabili: nell isola di Ventotene ad esempio, doveva sorgere un centro per la sperimentazione di pannelli fotovoltaici di terza generazione fatti di materia organica (mirtilli), ma poi non se n è fatto nulla. Invece adesso ci ritroviamo penultimi in questa particolare classifica: dietro di noi c è solo la Liguria. In base agli ultimi dati disponibili nel Lazio la produzione di energia elettrica pulita è al 13,4% rispetto al fabbisogno totale, mentre la media italiana è del 31,3%. Lo dice il nuovo Piano energetico regionale presentato ad aprile in previsione della Conferenza sul Clima che si terrà a fine anno a Parigi (su dati GSE di fine 2013). Il dato riflette la contraddizione con la quale ci si sta muovendo a livello nazionale, da un lato per rispettare gli impegni fissati in sede europea per l anno 2020 contro i cambiamenti climatici, mentre dall altro si cerca di non disturbare troppo le lobby del settore, entrate fortemente in crisi negli ultimi anni con la crescita del fotovoltaico e con il perdurare della crisi economica. Il cosiddetto Piano infatti prevede che entro il 2020 ogni nazione dell UE debba ridurre le emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e portare al 20% il risparmio energetico. A livello nazionale l impegno si è tradotto nel Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 15 Marzo SUPER-COPPIA IN TILT SU RIFIUTI ED ENERGIA Dicembre 2013: da dx. Zingaretti e l assess. regionale ai rifiuti Civita, annunciano il nuovo Piano rifiuti regionale, che però non si vede. Mentre langue la raccolta eco-sostenibile porta a porta, si ampliano le discariche come quella di Latina e prolieferano i nocivi bio gas... FIASCO EMBLEMATICO La centrale turbogas di Aprilia: produce molto meno della sua potenza, perché le riinovabili vere hanno scalzato le fonti fossili 2012 (detto Burder Sharing ) che però ha fissato al 17% l energia elettrica da rinnovabili. Questo perché tali quote non sono una soglia rigida ma rappresentano una media: se una voce supera le previsioni del 20% le altre possono attestarsi a percentuali più basse. Traguardo già ampiamente superato grazie soprattutto al Conto energia che incentivato le fonti pulite (vere) e specialmente con l apporto di Valle d Aosta e Trentino Alto Adige, che con le rinnovabili oggi producono molta più energia di quanta ne consumano. Un altro contributo significativo arriva da quattro regioni del sud: Molise, Basilicata, Calabria e Puglia. Anche se non in tale misura, ciò era già stato programmato dal decreto ministeriale in quanto lì vi sono le aree più piovose (idroelettrico), più ventose (eolico) e più soleggiate (fotovoltaico). Lo stesso decreto prevedeva che le aree più ricche e popolose, cioè (oltre al Lazio) Lombardia, Veneto ed Emilia gna, se la potevano prendere molto più comoda nel raggiungere gli obiettivi fissati. Nella sostanza comunque anche in queste ter regioni del nord le rinnovabili sono cresciute notevolmente, superando di gran lunga le percentuali assegnate tre anni fa: le uniche due che hanno battuto la fiacca sono proprio Lazio e Liguria. Da cosa dipende questo flop? Dai grandi impianti termoelettrici che utilizzano fonti fossili e che da anni producono energia in eccesso rispetto al fabbisogno locale: in particolare attraverso i poli di Civitavecchia, Montalto di Castro e Aprilia (tutti alimentati a carbone e a gas). Negli ultimi tempi hanno avuto enormi costi di ristrutturazione - realizzazione e gli investimenti non sono stati ancora ripagati: comandano le banche, insomma. Di conseguenza non ci sono le condizioni politiche ed economiche per ulteriori crescite delle energie rinnovabili: potrebbero mettere ancora più in crisi il sistema della lobby fossile. Non a caso il nuovo Piano energetico regionale della Giunta Zingaretti dà per scontato l arresto della crescita del fotovoltaico in Il nuovo Piano energetico regionale va verso la lobby dei monnezzari a caccia di soldi pubblici Rinnovabili Italia REGIONE % FER* Valle d Aosta 258,0 Trentino Alto Adige 155,2 Molise 81,8 Calabria 70,5 Basilicata 57,4 Puglia 43,7 Piemonte 38,4 Abruzzo 38,1 Umbria 36,5 Toscana 36,0 Sardegna 34,1 Friuli V. Giulia 26,7 Marche 25,9 Veneto 24,2 Lombardia 23,6 Campania 23,3 Sicilia 23,0 Lazio 13,4 Liguria 8,3 Media nazionale 31,3 N.B. FER Fabbisogno elettrico complessivo soddisfatto da fonti rinnovabili quanto non ci sono più i sussidi del Conto energia, mentre allo stesso tempo ritiene non percorribile la strada eolica. Il Piano si sofferma invece molto sugli impianti a cosiddette bio masse, in particolare su quelli che trattano anche rifiuti organici ed assimilati, tipo i fanghi di depurazione. Saranno solo queste le fonti pseudo-pulite, come già lo furono le energie assimilate alle rinnovabili della famigerata delibera CIP 6/92, che godranno del fiume di nuovi incentivi statali. Che strano: è esattamente il film che si sta registrando da qualche anno nel nostro territorio, dove monnezzari incalliti ci stanno propinando impianti del genere ovunque. Gli stessi che da qualsiasi parte tiri il vento, a proposito di rinnovabili, fanno sempre affari con i soldi pubblici. E coi politici. Fonte: GSE dati al 2013

4 4 POMEZIA n dal 2 all 8 luglio 2015 Tra tentativi bipartisan di mettere il cappello sul risultato, la vertenza si chiude a favore dei lavoratori del Comune (Ex) precari: possono continuare a lavorare Firmato l accordo per la proroga. 107 lavoratori mantengono il posto Martina Zanchi I contratti dei lavoratori precari del Comune di Pomezia saranno prorogati, ma con determine individuali. È questo l'esito di una vicenda che è apparsa viziata fin dall'inizio cioè da quando, nel 2012, a dei vincitori di concorso a tempo indeterminato è stato fatto firmare un contratto a termine e che negli ultimi mesi ha occupato il dibattito pubblico, tra battibecchi e ultimatum, finendo per diventare quasi più una questione di scontro politico tra le parti Movimento 5 Stelle e Partito Democratico in primis piuttosto che di posti di lavoro a rischio. L'accordo tra sindacati e Amministrazione grillina è stato siglato lo scorso 29 giugno, in una seduta della commissione trattante tesa e colma di rancori reciproci. La ratifica segue, infatti, alla revoca della determina che dava il via alle proroghe per i 107 precari decisa dalla dirigente al personale del Comune, Carla Mariani. Un dietro front obbligato si è detto dalla lettera di tre avvocati che, in virtù dell'incarico ricevuto da parte di alcuni lavoratori di assisterli in giudizio contro il Comune (ottenendo anche diverse vittorie), richiedevano di poter visionare il contenuto dei contratti prima che venissero fatti firmare. A bloccare l'iter è stata una frase contenuta nella lettera, con la quale gli avvocati dichiaravano di riservarsi di impugnare gli atti dinanzi alle competenti autorità (...) nell'interesse dei rispettivi assistiti". Più che altro una formula rituale, per chi conosce il linguaggio giuridico, ma presentata con una tempistica sufficiente a far saltare l'accordo. La Cgil: «Questo risultato farà scuola in altri Comuni. Il blocco delle assunzioni è sbagliato» Le condizioni dell'accordo raggiunto il 29 giugno sono le stesse previste nella determina ritirata dalla dirigente al personale qualche giorno fa. Anche il DiCCAP - il sindacato di Polizia locale accusato dal Sindaco di aver fatto PRECARI Un momento della protesta delle scorso inverno FUNZIONE PUBBLICA Ha fornito un parere fondamentale saltare l'accordo, perché aveva collaborato con i tre legali e ne aveva avallato l iniziativa - ha apposto la propria firma al documento, nonostante sembrasse nutrire forti dubbi sulla legittimità della determina. D'altronde, a spingere l'amministrazione verso la proroga dei contratti dei precari, oltre alle sentenze di condanna da parte del giudice del lavoro, c'è stato il parere determinante della Funzione Pubblica. Un ente ministeriale consultato in prima battuta dagli stessi precari, nel dicembre del 2014, quando il Sindaco si era invece rivolto alla Corte dei Conti che poi si era dichiarata non competente in materia poi da una parlamentare del Partito Democratico, Monica Gregori, e infine dal Comune stesso. Pienamente legittima, anzi, dovuta la proroga dei contratti dei vincitori di concorso, nonostante il blocco del turn-over. Un parere talmente chiaro da non lasciare spazio a dubbi: la proroga andava fatta. «Siamo soddisfatti ha commentato Ugo Gallo della FP Cgil, dopo la firma dell'accordo - è stata una vicenda lunga e difficile, ma che farà scuola anche in altri Comuni. Il prossimo passo è quello di mobilitarci presso l'aran per denunciare l'ingiustizia e l'erroneità di una misura come il blocco del turn-over, che a Pomezia ha mostrato tutti i suoi limiti». «L'Amministrazione ha dato un contributo determinante per risolvere una situazione complicata ma che, nonostante tutto, ha visto vincere i lavoratori e la buona politica del personale che abbiamo attuato», ha commentato il Sindaco.; «Siamo felici, perché dentro questo accordo c'è tutto l'impegno che noi abbiamo messo per arrivare ad una conclusione felice per questo 107 ragazzi», ha scritto invece il Partito Democratico. Una vittoria della Giunta Fucci, del PD, dei sindacati? Di certo il merito della Giunta sta nell'aver messo il punto finale a una vicenda difficile, ma va anche detto che non poteva più essere rimandata: dal 30 giugno 107 lavoratori dell'ente non avrebbero più avuto un contratto di lavoro, gli uffici si sarebbero svuotati e i cittadini si sarebbero probabilmente trovati di fronte a disservizi e minore efficienza. A cercare facili paternità per questa vittoria, da una parte e dall'altra, si rischia di tralasciare parti importanti della storia.

5 AMBIENTE n dal 2 all 8 luglio Mega impianto per produrre metano da scarti organici vicino Pomezia. Approvazione a breve Ardea, rifiuti a tutto gas! 317 tonnellate al giorno tra letame e altre deieizioni animali e scarti agroalimentari. Da dove verranno? Daniele Castri Un gigantesco cosiddetto impianto bio metano per trattare ben 117mila tonnellate all anno di rifiuti umidi, circa 317 tonnellate al giorno, destinata a produrre gas metano, ben Nm3, normalmetrocubi l anno. È l'impianto progettato nell area nord di Ardea, in località Pescarella, a ridosso dei quartieri di Montagnano, Montagnanello e Villaggio Ardeatino. A metri circa dal Comune. Il sito è a due passi da Santa Procula, Pomezia, e da Campoeone di Aprilia. Dovrebbe trattare liquami bovini e suini, deiezioni animali varie, sansa di olive, siero di latte e bucce di patate. Ma anche una quantità non meglio specificata di scarti provenienti da aziende agricole e dell industria alimentare, per la maggior parte da Puglia, Calabria, Molise e basso Lazio. A proporre questa fabbrica di gas è la società Suvenergy Agricola a.r.l. di Livorno. Il progetto definitivo è in corso di approvazione presso il Comune di Ardea. Venerdì mattina 26 giugno doveva riunirsi la Conferenza dei servizi, l'apposito organismo chiamato a valutare ed eventualmente approvare il progetto. Ma è saltata ed è stata rinviata al 31 luglio. UN CONTESTO GIÀ MASSACRATO Non bastava, quindi, la discarica di Roncigliano, che ammorba dal 1979, nella vasta area al confine tra Albano, Pomezia ed Ardea. Un'ecobomba che riceve ogni anno circa 100mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti da 8 comuni dei Castelli ni: Albano, Ariccia, Rocca di Papa, Marino, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Nemi con Ardea e Pomezia. Né il nuovo mega depuratore a Montagnanello, sull'ardeatina, pronto da 2 anni ma ancora mai avviato, per i reflui fognari urbani ed industriali di Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio Nemi e parte di Ardea. COME FUNZIONA IL BIO METANO? Il progetto della Suvenergy Agricola, rimasto finora top secret, prevede che la gigantesca poltiglia quotidiana di umido, in arrivo ogni giorno ad Ardea, mischiata indistintamente, verrà tenuta per 3 settimane dentro 2 enormi digestori. Si tratta di gigantesche camere di cemento armato in cui l umido viene mantenuto in assenza forzata di aria, ad una temperatura di 70 gradi circa. I batteri metanigeni che si producono naturalmente in queste condizioni, digeriscono i rifiuti e sprigionano un gas molto sporco. Questo gas, deve essere filtrato una prima volta per poi essere in parte bruciato per produrre elettricità. E, poi, successivamente raffinato per la seconda volta per ottenere metano da immettere nella rete pubblica o da destinare ai veicoli. In ogni caso, rilascia nell aria sostanze nocive per la salute umana, per l ambiente e le coltivazione agricole. A cominciare dall anidride carbonica, tra i principali responsabili dell'effetto serra. Ma anche microrganismi potenzialmente patogeni per la salute umana e per l ambiente, tra i quali il gruppo molto vasto delle enterobatteriacee (salmonella, shigella, yersinia ed escherichia), oltre a listeria monocytogenes, campylobacter (è il batterio responsabile del maggior numero di contaminazioni alimentari in Europa), enterococco fecale e batteri sporigeni. Per non parlare della enorme quantità di percolati inquinanti che dovranno essere avviati a depurazione. Molti cittadini di Ardea attendono ancora fogne ed acquedotto pubblico, ma rischiano di ritrovarsi con altra monnezza. FABBRICA DI METANO (SPORCO) Un impianto per estrarre gas dai rifiuti organici. Sotto, il Comune di Ardea Progetto top secret: tutti all oscuro, perché? «La notizia della convocazione della Conferenza dei Servizi su questo progetto è stata pubblicata sull albo pretorio con un ritardo quanto meno sospetto! tuona Mario Savarese, attivista di Ardea ma per di più c'è stato negato un legittimo e approfondito accesso agli atti del progetto, in qualità di residenti. Ci è stata permessa solo una visione sommaria e veloce delle carte, centinaia e centinaia di pagine, senza poter prendere appunti o scattare foto. L Amministrazione comunale deve ai cittadini più di una spiegazione». MARIO SAVARESE Cittadino di Ardea, ha chiesto le carte Far west di impianti PERICOLOSI BATTERI Dall alto, Campylobacter e Shigella, tra i batteri rilasciati dagli impianti per bio metano, oltre a salmonella, escherichia coli ed altri, più anidride carbonica Dieci, al momento, gli impianti per produrre cosiddetto bio gas o bio metano in corso di approvazione tra litorale, Castelli ni e nord pontino. A Velletri, uno da 33mila tonnellate della Volsca Ambiente e Servizi, ed uno da 40mila tonnellate della Ecoparco; Ardea (33mila tonnellate, della Biovis); Pomezia (66 mila tonnellate, della Cogea); Aprilia (60mila tonnellate, Kyklos); Latina (50mila tonnellate della Recall Latina) e poi due da 30mila tonnellate ciascuno a Pontinia (Easy Energia Ambiente ) e Genazzano, dove ne è previsto un altro da 25mila tonnellate della Coop Edera, indagata per Mafia Capitale. Infine uno comunale da 40mila ton. a Gallicano nel Lazio. Il bio gas Pomar di Ardea: chiesta ispezione In questi giorni, l impianto a bio massa della società Pomar di Ardea è salito agli onori delle cronache dopo la richiesta avanzata da due consiglieri regionali 5Stelle, Corrado e Porrello all Arpa Lazio, Agenzia regionale di protezione ambientale, di verificare che la centrale per la produzione di energia elettrica funzioni nel rispetto delle norme nazionali e regionali. Nella lettera inviata ai tecnici Arpa, i consiglieri hanno sollevato più d un dubbio circa il presunto trattamento di rifiuti non locali e la presunta capacità di produzione di energia elettrica superiore a quella autorizzata, ovvero di un MegaWatt contro 0,600 MW autorizzati.

6 il Caffè n dal 2 all 8 luglio pag. 6

7 n dal 2 all 8 luglio 2015 CRONACHE 7 POMEZIA La società voleva costruire un complesso residenziale ma la Giunta lo ha bloccato. Ora il Tar dà ragione a Fucci Ex Tacconi, niente risarcimento per Cerroni Il Biovillage che voleva realizzare Manlio Cerroni nei pressi dell aeroporto di Pratica di Mare non vedrà la luce e la Petromarine Italia, società del patron dell ex discarica di Malagrotta, non otterrà alcun risarcimento per quell affare sfumato. A stabilirlo è stato il Tar del Lazio, che ha avallato totalmente le scelte fatte dal Comune di Pomezia di annullare il piano di riconversione dell ex stabilimento industriale Tacconi, in località Tenuta Campo Selva, respingendo il ricorso del Supremo, come ormai Cerroni è noto alle cronache. La Petromarine voleva costruire nei 47 ettari della ex fabbrica di laterizi Tacconi, dove sono presenti anche cave di argilla in cui si sono formati dei laghetti, un complesso immobiliare ecocompatibile e il consiglio comunale di Pomezia aveva adottato il relativo piano integrato di intervento alla fine del 2009, decidendo di stipulare con la società di Cerroni una convenzione attuativa. A Palazzo, però, si è poi insediato il sindaco grillino Fabio Fucci e il nuovo esecutivo, analizzando a fondo quel progetto su cui aveva sempre espresso perplessità, lo ha bloccato e poi annullato, ritenendo che avesse un impatto urbanistico e ambientale troppo pesante, trovandosi la ex fabbrica in zona agricola, La Petromarine di Cerroni dovrà anche pagare le spese legali al Comune vincolata e a rischio frana. I grillini, come illustrato dai legali del Comune al Tar, hanno poi anche scoperto che l attività compiuta sui piani integrati dal settore urbanistico comunale sarebbe stata affatto trasparente, tanto che hanno interessato la Procura della Repubblica di Velletri e che sono scattati anche arresti, a partire da quello della funzionaria Anna Ferrazzano. Il Tar ha così ritenuto corretto l annullamento di quel piano di riconversione e negato il risarcimento chiesto da Petromarine, condannando la società a pagare anche mille euro di spese legali all amministrazione di Pomezia. Clemente Pistilli MANLIO CERRONI La Petromarine è una delle società dell ex patron di Malagrotta Il Sindaco: «Non abbiamo firmato la convenzione, e abbiamo fatto bene»»non abbiamo firmato la convenzione con la società e abbiamo fatto bene ha dichiarato il Sindaco di Pomezia Fabio Fucci, commentando l'esito del procedimento Come con tutti i piani urbanistici adottati dalle precedenti Amministrazioni, abbiamo proceduto con un attenta analisi degli atti per verificare che l interesse pubblico non fosse violato dall interesse dei privati, oltre a far emergere le criticità del piano. Gli Uffici tecnici hanno rilevato tra le altre cose che l area oggetto di intervento ricade in zona agricola, adiacente all area archeologica e all aeroporto di Pratica di Mare, e che l area destinata a verde pubblico attrezzato e a parcheggio pubblico ricade nella fascia di rispetto delle viabilità. Elementi che hanno reso necessarie una serie di verifiche sull attività svolta da alcuni funzionari del Settore Urbanistica che il giudice ha riconosciuto come legittime». FABIO FUCCI Sindaco di Pomezia ARDEA È probabile il ricorso a trattative private per l alienazione delle farmacie comunali di Nuova Florida e Tor San Lorenzo Deserta l asta per le farmacie, si venderà a privati? Niente da fare, nemmeno dopo la seconda asta pubblica, per la vendita delle due farmacie comunali di Ardea - una a Nuova Florida, l'altra a Tor San Lorenzo per le quali è in corso un procedimento di alienazione - decisa dal Consiglio comunale rutulo oltre un anno e mezzo fa. Anche l'appuntamento di mercoledì 24 giugno è andato deserto e ora - secondo sempre quanto stabilito dall'assise cittadina, stavolta a settembre scorso - è probabile che si ricorrerà a trattative private. Nove mesi fa, infatti, il Consiglio comunale aveva approvato una delibera che prevedeva - dopo una prima asta andata deserta per mancanza di offerte - un primo ribasso d'asta del 10% rispetto al primo prezzo indicato da una stima effettuata e, in caso di nuove aste senza offerte, di avviare una trattativa privata con avviso pubblico. Le offerte per quest'ultimo genere di vendita, comunque, dovranno passare in consiglio comunale e nei prossimi giorni sono attese decisioni da parte dell'amministrazione comunale. Per la farmacia di viale Tor San Lorenzo 139, la base d'asta è di poco superiore a 1,4 milioni di euro, mentre per quella di Nuova Florida, situata in viale Nuova Florida 111, l'importo a base d'asta è di circa 1,2 milioni di euro. Fino al recente passato, la gestione delle due farmacie comunali aveva conosciuto seri problemi che avevano portato anche alla sospensione dell'approvvigionamento dei farmaci (in diversi momenti e con le due farmacie a corto di medicine, a causa dei ritardi nei pagamenti ai fornitori), con enormi disagi per i cittadini e forti polemiche. La scelta di vendere le due farmacie comunali era stata presa in considerazione proprio per queste difficoltà e per la concorrenza nel settore portata dall'aumento sul territorio delle farmacie private. Giovanni Salsano

8 8 SANITÀ n dal 2 all 8 luglio 2015 Ancora molto lontano l obiettivo del pieno coinvolgimento dei medici di base. Un estate coi soliti pronto soccorsi in tilt Dov è la rivoluzione sanitaria di Zingaretti? Bene la tessera perpetua di esenzione per i malati cronici Roberto Lessio Sono passati ormai otto anni da quando nella Regione Lazio è stata commissariata la Sanità e per questo ancora oggi non esiste uno specifico Assessorato, ma i tempi per il ritorno all ordinarietà sembrano ancora lontani. I problemi sono legati soprattutto a questioni di bilancio che per motivi finanziari drenano consistenti risorse che invece dovrebbero essere investite nei servizi. Malgrado ciò, all inizio dell'estate 2014, il Commissario ad Acta nonché Presidente della Regione Nicola Zingaretti ha annunciato un autentica rivoluzione del nostro sistema sociosanitario attraverso apposite sperimentazioni. INFORMATICA PER RIPARARE IL SISTEMA IN TILT È noto che tale sistema è dispendioso e spesso inefficiente: soprattutto nel periodo estivo, in particolar modo nei giorni festivi e prefestivi, va in tilt a causa delle eccessive richieste di assistenza di carattere non grave. Visto che ad accogliere e visitare in prima battuta la gentesull intero territorio in tali periodi ci sono solo i medici di guardia e i Pronto Soccorso, dove tali richieste diventano automaticamente codici verdi (quelli bianchi, meno gravi, sono a pagamento e non li applica quasi nessuno), il nuovo sistema promesso da Zingaretti punta soprattutto sulla tecnologia e sull informatizzazione dei servizi per affrontare e risolvere le maggiori criticità. Lo scopo è quello di realizzare la piena integrazione di tutti i professionisti del settore a livello regionale: cioè gli studi di medicina generale (anche in forma associata), le farmacie, i poliambulatori, le Case della Salute, i distretti sociosanitari e le strutture NICOLA ZINGARETTI Il presidente della Regione Lazio in campagna elettorale per le regionali ospedaliere dovrebbero formare una rete e ciascuno interviene con la propria specifica competenza. Coinvolgendoli tutti, si spera di dare maggiore ordine e servizi migliori, anche con minore burocrazia, giri di certificati, analisi e scartoffie varie attraverso internet. Zoppica l informatizzazione e la rete che coinvolge tutti gli operatori non arriva ROMA PRIVILEGIATA Ad un anno di distanza siamo andati a controllare lo stato delle cose, vediamo il quadro che ne è uscito. Per quanto riguarda l assistenza ambulatoriale (visita medica, prescrizione di farmaci, visite specialistiche, medicazioni, ecc.) il sito inernet della Regione ci informa che in tutto il Lazio, nei giorni festivi e nei weekend, è possibile rivolgersi a 17 strutture, che però sono tutte nel comune di. Era già previsto così nel protocollo di sperimentazione annunciato dal Commissario-Presidente, ma ad oggi non risulta che questa sperimentazione sia stata estesa anche alle altre zone della regione, in particolar modo in quelle costiere che soffrono più di altre del problema. E parliamo di sperimentazione, figuriamoci per l ordinaria amministrazione. L ESERCITO DEI CRONICI Altra questione da risolvere è quella dei pazienti che devono muoversi da soli, ammesso che possano farlo, tra le varie strutture regionali. Stando ad un comunicato stampa della Regione, nel Lazio mediamente ci sono circa 400mila malati cronici. (600mila sul sito internet ufficiale della Regione stessa). Sono persone malate soprattutto per patologie diabetiche, oncologiche, cardiovascolari e altre legate all età avanzata. Cui si devono aggiungere quelli affetti da malattie degenerative (ad es. artriti, Alzheimer e Parkinson) purtroppo in costante aumento. La nuova impostazione regionale prevede che il paziente cronico, con il suo consenso, sia seguito dal suo medico di famiglia in ogni aspetto: visita, prescrizione di farmaci e pacchetti di esami (magari per via informatica) e ricoveri nei presidi sanitari. Un primo passo positivo nei confronti di queste persone, dettato più che altro dal buon senso, è stato il rinnovo illimitato o di durata più lunga (prima era a scadenza) della tessera che consente loro di non pagare il ticket, eliminando così burocrazia e perdite di tempo per un timbro. Con l apertura delle cosiddette Case della Salute poi - che in realtà sono ospedali chiusi qualche anno fa per motivi di bilancio - altri passi in questa direzione si stanno facendo, ma appare ancora molto lontano l obiettivo del previsto pieno coinvolgimento dei medici di base. LISTE D ATTESA LUNGHE Altro grande problema che intende risolvere la sperimentazione è quello delle liste d attesa. Nel Lazio ormai si è arrivati alla soglia di 90 milioni di ricette all anno e questo fatto determina una spesa colossale. Fondamentale quindi è il problema di verificare se davvero tutte queste prescrizioni sono necessarie e al contempo individuarne le priorità. POMEZIA E ARDEA IN BILICO Queste priorità sono stabilite in base alla gravità del problema con i relativi tempi di esecuzione: quelle urgenti vanno soddisfatte entro 72 ore, quelle ad urgenza breve entro 10 giorni mentre per quelle differibili i tempi di attesa massima sono di 30 giorni per le visite e di 60 per le prestazioni ambulatoriali. Tutte le altre prescrizioni vengono considerate senza priorità, ma tra queste ci sono quelle che coinvolgono proprio i malati cronici che vanno comunque inserite in un percorso di prestazioni programmate. Il problema di questa interessante parte dell intera sperimentazione, ci spiega un medico interpellato al riguardo, sta nel fatto l indicazione della priorità nella ricetta è una possibilità lasciata al medico, non un obbligo. Inoltre l intero sistema delle prenotazioni in ogni ASL va rimodulato verso questa prospettiva. In buona sostanza, nonostante i gravi problemi economici della Regione, qualcosa si sta muovendo, ma la strada resta ancora lunga da percorrere. Lo si percepisce chiaramente anche da un altro dato: dall intero quadro programmatorio del sistema Sanità regionale, così come nel resto del Paese, sembra sia scomparsa la parola prevenzione: l unico vero, grande intervento che tutti i mali può risolvere, anche quelli di bilancio. È questa la parola d'ordine della legge 883 del 1979 che istituì il Sistema sanitario nazionale. Poliambulatorio e Consultorio in sospeso: la struttura su via dei Castelli ni a primavera era candidata alla chiusura per l'eventuale trasferimento. Per ora resta lì. Ancora nulla di fatto per l'atteso Consultorio ad Ardea: il Sindaco Di Fiori a marzo ne aveva annunciato l'imminente apertura...

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