Speciale Faib 2008 LA FAIB IN FIERA ECCESSIVA PRESSIONE FISCALE PESA SU QUALITÀ E OCCUPAZIONE. di Martino Landi Presidente Faib

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1 11 APRILE 2008 n 02 Quindicinale - Anno 14 Euro 0,52 Speciale Faib 2008 ECCESSIVA PRESSIONE FISCALE PESA SU QUALITÀ E OCCUPAZIONE di Martino Landi Presidente Faib Non è un argomento da campagna elettorale e per questo difficilmente rientra nei dibattiti televisivi e nelle interviste sulla carta stampata nazionale. Ma riguarda decine di migliaia di imprenditori e di famiglie. Riguarda migliaia di imprese che anno dopo anno chiudono i battenti perchè non più capaci di sostenere il calo dei consumi e l aumento della criminalità, dovendo scegliere tra gettare la spugna e continuare a rischiare la vita per mettere insieme un mensile sempre più esiguo. SEGUE A PAGINA 3 LA FAIB IN FIERA La Faib è partner della manifestazione Oil &non Oil anche per questa edizione a pag. 7 MODENA FIERE APRILE 2008

2 AUSPICI DI BUON GOVERNO: COLMARE LO STACCO ITALIA di Gaetano Pergamo, direttore Faib Questo mese si vota. Ancora una volta per l interruzione anticipata della legislatura e per l incapacità della classe politica italiana di trovare un equilibrio e una maggioranza di governo. Registriamo, dunque, l ennesimo flop e l allargamento del divario, o dello stacco Italia, in materia istituzionale, rispetto al resto d Europa. Lo stacco Italia, generalmente, nella letteratura corrente, è quello rimproverato, in materia di prezzi alla pompa, alla filiera petrolifera italiana rispetto alla media europea. Una materia su cui si esercitano in tanti, dalla destra alla sinistra passando per il centro, tutti desiderosi di colmare lo stacco Italia, immemori del disastroso stacco che essi hanno concretamente realizzato con l Europa, in materia istituzionale, economica, ambientale e sociale. Questo non perché si vuole difendere lo status quo. Il sistema della distribuzione carburanti e della filiera petrolifera italiana, lo diciamo da tempo, è indubbio che richieda una vasta rivisitazione, una forte capacità riformatrice, ma per fare questo occorrono interlocutori credibili. Vogliamo formulare l auspicio che la futura maggioranza e il nuovo governo che verrà, prima di iniziare prediche, innanzitutto, presenti un profilo di credibilità verso il paese e il mondo economico, del lavoro e delle imprese. A cominciare dalla squadra di governo. Il numero di ministri, vice ministri e sottosegretari, è stato scandalosamente oltre ogni immaginazione, 10 volte superiore a quello di altri paesi europei, uno stacco Italia clamoroso, pesante in termini di governo, di immagine, di spesa. Con il relativo codazzo di assistenti, galoppini, segretarie, che fanno si che gli aerei di Stato volino 37 ore al giorno, che le auto blu e i lampeggianti aumentino a dismisura, arrivando a quota, pare, 40 mila, che i finanziamenti pubblici siano in costante ascesa, che i rimborsi elettorali, contrariamente alle legislature, non si interrompano, finendo con il sommarsi. E mentre si discute, da anni, in maniera seriosa e preoccupata, dello stato sociale del Paese, delle compatibilità del bilancio e si decide di prevedere scalini e scaloni, dopo aver varato le baby pensioni, per consentire al sistema pensionistico di funzionare, si conserva una bella norma per permettere a se stessi di usufruire del diritto alla pensione dopo solo due anni e mezzo di legislatura, mentre agli italiani si indica la bella prospettiva di andare a riposo dopo almeno 40 anni di lavoro. Si sa, ci vuole rigore, altrimenti lo stacco Italia come si colma. Se il vertice istituzionale dà questo esempio di probità, allora si comprende perché, come è stato documentato, in giro vi siano Governatori di Regioni che, per rappresentanza, spendano più del Presidente della Repubblica tedesca. Come una Regione sommersa dai rifiuti giunga a spendere oltre 2 milioni solo per la gestione del proprio parco auto. Come vi siano Sindaci che si auto-compensano, Province che anziché essere abolite aumentano, comunità montane che nascono anche al livello del mare, e allora si comprende il fiorire di tanti partiti e partitini. Uno stacco Italia incolmabile, di cui la politica non parla. Vogliamo raccomandare al futuro governo, prima di esternare e metter mano a provvedimenti di legge, di riflettere sullo stacco Italia vero, sul peso insopportabile che esso esercita sulla vita economica degli italiani, sul loro reddito, sul potere d acquisto dei cittadini consumatori, spremuti e tartassati da un fisco sempre più vorace dal familismo della politica. C è molto da lavorare, dunque, per ridurre lo stacco Italia, prima di arrivare a parlare di liberalizzazioni e mercato, di concorrenza e globalizzazione. Questi sono temi seri che richiedono credibilità, non al singolo Ministro ma al Governo e alle Istituzioni tutte. Il momento attuale, caratterizzato dal caro vita e dal depauperamento del potere d acquisto degli italiani, dal rincaro sui mercati internazionali del greggio e delle materie prime alimentari, richiede una capacità di governo direttamente proporzionale alla credibilità del futuro parlamento e del nuovo governo, all autorevolezza delle proposte e delle priorità. 2

3 (Segue dalla prima pagina) ECCESSIVA PRESSIONE FISCALE PESA SU QUALITA E OCCUPAZIONE di Martino Landi, Presidente Faib Parlo, ovviamente, della situazione della rete distributiva di carburante, dei problemi e delle necessita che la caratterizzano e che, ritengo, debbano rientrare nei programmi delle forze politiche che si candidano a governare il Paese ed a maggior ragione dell esecutivo che dovra trasformare in fatti tutte le parole che di qui al aprile saranno state dette. Parlo delle difficoltà che si incontrano nella gestione operativa delle nostre attività commerciali di fronte ad uno scenario mutato anche in funzione dei provvedimenti già avviati dal precedente governo in fatto di liberalizzazioni e normative europee. Lo scenario e quello di una contrazione dei consumi ormai troppo pesante, aggravata dall aumento esponenziale del prezzo del carburante che costringe le famiglie italiane a ridurre al minimo l uso dell auto: considerato che il margine di ricarico e legato alla quantità di prodotto venduto con un margine fisso, si evince che più alto è il costo, più bassa è la remunerazione del gestore. Per questo, la diminuzione dei volumi di vendita crea una situazione di grave sofferenza nei bilanci delle gestioni che può essere attenuata soltanto attraverso una riorganizzazione di tutto il settore. Ai gestori, infatti, non potendo al momento ottimizzare l acquisto della materia prima alle migliori condizioni di mercato, non resta che tagliare le risorse umane e ridurre il piu possibile i costi amministrativi. E mentre nel primo caso si puo intervenire, anche se con inevitabili ricadute negative sulla qualità del servizio offerto e sui livelli occupazionali, come possiamo agire sui costi di gestione quando registriamo aumenti a due cifre su tutte le voci presenti nel bilancio? Penso, ad esempio, dell energia elettrica, degli aumenti superiori al 200% sulla tassa dei rifiuti solidi urbani, calcolata non più in base alla quantità del rifiuto prodotto ma alla superficie della stazione di servizio, penso alla tassa per l iscrizione al registro ditte della Camera di Commercio, calcolata in base al volume di affari e non più quota fissa, penso agli obblighi derivanti dalla normativa sulla metrologia che ci vede incrementato il costo di questo servizio anche del 400%. Per non considerare l onere che dobbiamo sopportare per la riscossione del carburante con carte di credito che ci vede aumentare le commissioni bancarie fino ad incidere per oltre il 20% sul margine lordo. Non possiamo più tollerare che lo Stato continui ad imporre balzelli ed imposte di questa entità contribuendo a mettere ancora più in crisi il mondo produttivo. Tutti i giorni siamo chiamati ad obbedire a nuovi adempimenti in materia di sicurezza e di tutela ambientale (gestione dei rifiuti speciali, inquinamento, sicurezza sul posto di lavoro, certificazione antiesplosione) ed oltre a questo dobbiamo garantire e tutelare la nostra sicurezza e quella dei clienti attraverso l istallazione di sistemi di videosorveglianza che scoraggiano i sempre più diffusi attacchi della criminalità a cui siamo sempre più esposti. La rete distributiva italiana risulta essere la meno competitiva rispetto ai Paesi europei, sicuramente non per colpa dei gestori ma grazie a coloro che negli anni passati non hanno reinvestito i guadagni d oro realizzati, ed allo stato italiano che non ha favorito l espandersi delle attività non oil per fare della stazione di servizio un vero centro di opportunità, sia per il gestore che per il consumatore, contribuendo cosi a ridurre anche il prezzo finale del carburante aumentando la produttività dei punti vendita. Nonostante tutto questo, crediamo di essere ai primi posti per la professionalità, per la sicurezza ambientale e per il servizio che offriamo ai nostri clienti ed intendiamo mantenere e valorizzare questo primato anche in futuro. Per fare questo, pero, e indispensabile che chi e stato chiamato a governare questo Paese inserisca tra le priorita quella di favorire, per il settore della distribuzione carburanti, tutti i processi in grado di portare ad una maggiore efficienza, a cominciare da quello di liberalizzazione, favorendo cosi maggiore concorrenza e trasparenza senza corsie preferenziali per nessuno, con la consapevolezza di costruire un modello tutto italiano che risponda ai bisogni ed alle esigenze del consumatore. Intervista al Presidente di Faib autostrade ANTONINO LUCCHESI R. Le priorità della nostra categoria su tutto il territorio nazionale sono essenzialmente due: A La salvaguardia dei conti B) La garanzia dei contratti A) Le aziende di gestione autostradali oggi hanno costi sempre crescenti a causa degli innumerevoli servzi che devono offrire all clientela (aperture notturne, pulizia dei piazzali,illuminazione dei piazzali,...) e margini bloccati da anni, margini che non sono stati assolutamente adeguati ai costi. La sopravvivenza dei gestori negli anni passati era anche sostenuta dalle vendite dello shop che oggi sono penalizzate dai forti canoni che si pagano(22-28%) SUL FATTURATO LORDO. Quindi assolutamente prioritario per la categoria è l adeguamento del margine. B) Con le nuove gare autostradali e con le azioni messe in atto dalle compagnie, appare sempre più evidente che nei prossimi anni il panirama delle gestioni cambierà radicalmente, non avremo più il gestore, ma l associato. E prioritario per la nostra categoria trovare soluzioni contrattuali- normative che ci permettano di conservare il contratto di comodato. La via aperta verso il contratto di commissione va verso questa direzione, di fatto il contratto di commissione da noi proposto non modifica il contratto di comodato, ma solo il contratto di fornitura lasciando libera la trattativa tra le parti per la gestione dell area concedendo il prezzo alla compagnia che rimane proprietaria del prodotto. R. La nostra associazione è sempre stata aperta al dialogo con tutte le istituzioni, anche quando aveva da perdere, si è sempre distinta per la capacità di dialogo e di mediazione anche in situazioni difficili. A volte sono mancate le risposte delle istituzioni. Sui temi attuali della liberalizzazione e della innovazione della rete vorremmo costruire insieme,la nostra rete, garantendo ai gestori la sopravvivenza ed ai clienti la diminuzione dei prezzi da tutti auspiucata. Siamo quindi per collaborare con le istituzioni, la ferma opposizione non porta a nulla. Siamo però attenti a contrastare le operazioni vatte in palese violazione delle leggi(vedi impianti gost) R. Una vera politica di innovazione che affronti con coraggio i problemi della razionalizzazione della rete, delle normative contrettuali e della diminuzione dei prezzi (leva fiscale). 3

4 Intervista a SERGIO PROIETTI BARSANTI R. Il governo del territorio in una regione come l Umbria è estremamente delicato in quanto si tratta di una orografia molto sensibile con una popolazione distribuita in maniera omogenea su un area prevalentemente collinare e montuosa. Siamo quindi in presenza di insediamenti di piccoli comuni e medi centri abitati che per forza di cose necessitano di insediamenti imprenditoriali di piccole dimensioni. Ciò vale a maggior ragione per la distribuzione carburanti. Il diritto alla mobilità è uno dei principali aspetti da tutelare in una società moderna e consentire a tutti, quindi, di fare rifornimento vicino casa è uno degli aspetti cui gli amministratori del territorio (Regione, Provincia e Comune) debbono fare maggiormente attenzione. E per questo motivo che siamo molto preoccupati per gli insediamenti operati dalla grande distribuzione a Collestrada perché utilizzando i carburanti come specchietto per attrarre i consumatori, vendendo sotto costo, mette in difficoltà il resto della rete, che andando in sofferenza rischia la chiusura e quindi di lasciare scoperte vaste aree del territorio regionale che potrebbe essere, alla fine, sprovvisto di impianti di distribuzione. Come Faib abbiamo avanzato le nostre proposte per circoscrivere questi episodi e dare indicazioni alla regione per una corretta programmazione territoriale nell interesse dei cittadini consumatori automobilisti R. La Faib alla luce di quanto detto prima ha impostato un confronto con la Regione Umbria teso alla tutela dei servizi territoriali dei cittadini automobilisti e di una categoria importante, come i gestori, da sempre impegnata a garantir con professionalità il diritto alla mobilità. Questo in una logica di ammodernamento ed innovazione. Infatti proponiamo di rinnovare le stazioni di servizio, di prevedere forti aree di non oil, di Interviste ai vice presidenti allargare i servizi disponibili nelle stazioni come l assistenza all auto e all automobilista. In questa logica va anche la nostra richiesta di prevedere sulle nuove aree l obbligatorietà di colonnine erogatrici di carburanti ecocompatibili oltre ovviamente alla previdenza di pannelli fotovoltaici, energie rinnovabili per la gestione delle stazioni. R. Dal nuovo Governo mi aspetto una proposta più sistematica all approccio della distribuzione carburanti che si esca dunque finalmente dalla semplicistica visione che per ridurre il prezzo alla pompa si debba necessariamente ricorrere a nuovi impianti gestiti dalla GD. Credo invece si debba operare per il superamento del doppio mercato rete ed extrarete su cui lucrano i vari soggetti, si debba impedire la discesa alla rete vendita delle compagnie in modo da garantire più articolazione al sistema. Occorre anche pensare a elementi di flessibilità che consentono ai gestori pur nel contratto di comodato, rifornirsi a una quota economicamente sensibile sul libero mercato. Ancora si può lavorare sulla ipotesi della separazione della rete vendita così come avvenuto in altri settori. Si potrebbe per esempio consentire infine ai gestori di operare in sinergia con quella perché più innovativa e lungimirante della grande distribuzione per iniziative di consentimento dei prezzi. Intervista a PIETRO CALERSI R. La ripresa, da subito, delle trattative con tutte le compagnie petrolifere per una rimarginalizzazione degli accordi ormai scaduti, studiando, se possibile, meccanismi tali che ne consentano una tenuta anche per più anni, non dovendo quindi ricorrere, ad una tantum per la copertura del pregresso. Nella nostra regione è sempre più corposo il numero di impianti appartenenti a compagnie petrolifere che non fanno parte della compagine con la quale sottoscriviamo accordi. Da ultimo, ma non certo per importanza, occorre trovare la soluzione per cui i retisti privati siano obbligati al rispetto di quanto previsto dagli accordi sottoscritti con le compagnie a livello nazionale. Parlando d altro va sottolineato il problema della sicurezza, del gestore e dei suoi collaboratori per il quale auspichiamo che gli sforzi di Faib e Confesercenti in merito alla discussione in atto per quanto riguarda un credito d imposta sulle spese inerenti la moneta elettronica, vadano a buon fine. In alternativa si potrebbe riprovare a ripercorrere la strada dell estate del 2003 quando si attuò lo sciopero delle carte di credito. R. La Faib Emilia Romagna, anche tramite la Confesercenti regionale, gode da sempre di un ottimo rapporto con la Regione. Prova ne sia che la legge regionale di settore, datata maggio 2002, ha rappresentato il frutto di un confronto continuo e produttivo. I contatti e gli incontri, anche durante tutto il 2007, anno che ci ha visti impegnati prevalentemente a livello nazionale sul fronte delle cosiddette lenzuolate del Ministro Bersani, non sono mancati. Alcuni interventi al tavolo delle Regioni da parte dell Emilia Romagna sono scaturiti anche da questo confronto. La Regione condivide in larga misura quanto da noi più volte sostenuto rispetto al rischio di moltiplicazione selvaggia degli impianti ma piuttosto vede di buon occhio si la necessità di una implementazione di attività non oil negli attuali impianti. Altro aspetto sul quale si è mostrata particolarmente sensibile è quello riguardante la presenza di pompe di g.p.l. e metano, pur in un quadro di programmazione concordata con le associazioni di riferimento. R. Sarebbe troppo semplice dire meno parole e più fatti. Il rischio vero è quello di non avere, al momento, la certezza di un Governo del quale ne sentiamo un grande bisogno e cioè in grado di decidere. Per quanto ci riguarda più da vicino non siamo contro alle liberalizzazione ma nemmeno a favore di quelle di facciata! Parlando infatti del mercato dei carburanti occorre, da parte di chi governa, più coraggio anche nei confronti dei cosiddetti poteri forti e meno conflitto di interessi. 4

5 Interviste ai vice presidenti Intervista a FRANCO IORIO R. La priorità delle priorità è data dalla grave situazione economica in cui versano le gestioni e quindi sull esigenza di rinnovare subito i contratti economici con l industria petrolifera. Non è solo un problema territoriale, ma di tutta la categoria, anche se nella nostra realtà forse la cosa è più sentita di altre province del Paese. Del resto la Regione Lazio è condizionata dalla presenza della metropoli di Roma che veicola il 75% del volume di affari complessivo. Anche la rete carburanti risente del fattore Roma con i suoi tanti impianti (1030), con una produttività bassa e con una presenza di grandi stazioni autostradali di fatto all interno della viabilità cittadina che intercettano grandi erogati, mentre è da segnalare anche una certa presenza di gestioni dirette. In questo contesto critico a cui ho accennato, pesano i costi che le gestioni sopportano, i quali sono notevolmente aumentati soprattutto in aree territoriali metropolitane (non è un segreto che anche i costi risentono di specificità territoriali: penso ad esempio alle tariffe sui servizi applicate dai grandi comuni rispetto a realtà minori), sia di gestione in senso lato, che per svolgere questa attività: pensiamo, tra l altro, al costo carburante e a quello delle carte, sia bancarie che aziendali. In questo quadro economico sulle singole gestioni incide, inoltre, negativamente il calo dei consumi e una certa concorrenza che inizia a farsi sentire. R. Occorre che si vari una nuova Legge Regionale del Lazio di settore che innovi quella del 2001 ampiamente emendata nel corso degli anni e peggiorata rispetto alla norma adottata in applicazione delle linee guida nazionali. Un impegno assunto con noi dalla attuale Giunta regionale. Un tavolo di lavoro era stato istituito, ma la vertenza nazionale con il Governo sul tema delle liberalizzazioni ne aveva suggerito una pausa dei lavori. Ora, subito dopo le elezioni, occorrerà che il tavolo riprenda il confronto. Recentemente il nostro settore, con tutte le sue rappresentanze, ha approvato un Piano carburanti nel Comune di Roma che pone in stretta connessione la materia urbanistica e quella della distribuzione carburanti. Un esempio di come si possa innovare. Quindi non parole ma fatti. Partiamo da qui per riprendere il ragionamento sospeso. R. Cosa mi aspetto non è detto che coincida con cosa vorrei che il nuovo Governo facesse. Preferisco interpretare la domanda su cosa vorrei che facesse. Cinque cose per me di fondamentalmente importanza per il settore: indirizzi nazionali uniformi di programmazione dello sviluppo della rete distributiva, che dovrebbero scaturire dalla conferenza Stato Regioni; incentivi per la messa in sicurezza di tutti gli impianti di distribuzione carburanti, stabilendo un forte coinvolgimento dei proprietari delle attrezzature; l aggiornamento degli studi di settore affinché siano più in linea con la realtà di mercato, differenziata per territorio e che si è modificata in questi ultimi tempi, presentando notevoli flessibilità negative per le nostre economie; semplificazione degli aspetti fiscali, normativi - ambientali e amministrativi cambiando norme di responsabilità impropriamente affidate in capo ai gestori e che ne fanno un soggetto fiscale da tartassare e sempre inconsapevolmente a rischio sanzione, anche penale; infine, spero vivamente, in una capacità di intervento forte sul taglio dei costi delle carte di pagamento elettroniche per le piccole transazioni destinate al rifornimento carburanti. Un Governo che facesse questo sarebbe un Governo amico della categoria. Intervista a STELLO BOSSA R. In Sicilia i retisti hanno una quota di mercato superiore al 50%. L 80% di essi non rispettano gli accordi nazionali, mi riferisco ai cali, agli accordi economici, al Cipreg, al fondo indennizzi ed essendo una regione povera con l erogato più basso d Italia c è una sofferenza economica di grande rilievo. Un secondo elemento negativo è la sperequazione di prezzo fra retisti e impianti sociali. Per cui la principale priorità è il rispetto degli accordi nazionali e pari opportunità. R. Per quanto concerne i rapporti con la regione, la Faib Sicilia da decenni ha creato un rapporto con le istituzioni regionali di grande collaborazione, ha presentato con tutto il settore una bozza di legge che mira a modernizzare e innovare il settore, purtroppo con la caduta del governo siciliano si è bloccato tutto. Dopo le elezioni immediatamente ci presenteremo al nuovo governo per riaprire la vertenza sospesa. R. Qualunque esso sia mi aspetto particolare attenzione per questa categoria che ha dato tanto. Desiderano liberalizzare questo settore in maniera totale che lo facciano pure, ma che ci mettano in condizioni di essere alla pari con gli altri competitori, perché se non sarà così i gestori siciliani saranno pronti a intraprendere tutte le iniziative possibili: meglio un giorno da leoni che cento da pecora. Auspico che il nuovo governo abbia più sensibilità di quello precedente. 5

6 Interviste ai vice presidenti Intervista a LUIGI LAPORTA R. Nella Regione Calabria, in questi ultimi anni, c è stato un proliferare di impianti, soprattutto privati. Tale situazione sta creando disagio economico e grande preoccupazione fra i gestori i cui impianti sono di proprietà delle compagnie. Nella distribuzione carburanti stanno entrando soggetti particolari che dispongono di ingenti risorse economiche da investire nei vari settori produttivi della regione. La provincia più interessata a questo fenomeno è quella di Reggio Calabria. R. La Faib, già da diversi anni, ha instaurato un rapporto continuo e costruttivo con la Regione Calabria.Il frutto di questa collaborazione ha portato la Regione ad emettere alcuni provvedimenti importanti per la difesa e la crescita della categoria. Fra gli altri ricordiamo la distanza minima di metri per gli impianti gpl e la possibilità di erogare gasolio, con poche formalità, per gli impianti che ne erano sprovvisti. Nel mese di agosto dell anno scorso è stata elaborata un ipotesi di legge regionale, sottoscritta da tutta la filiera (sindacati, unione petrolifera, assopetroli) del settore carburanti. Purtroppo, le note vicende giudiziarie e politiche che hanno coinvolto la Regione, non hanno consentito di portare la proposta in Consiglio regionale per l approvazione. In questa bozza di legge è previsto un nuovo modello di sviluppo della rete distributiva dei carburanti nella Regione Calabria. Si abolisce, inoltre, il contingente numerico e le distanze minime fra gli impianti, così come previsto nel DDL Bersani. R. I gestori chiedono al governo che andrà ad insediarsi dopo il 14 aprile, indipendentemente dal colore politico, che non si creino corsie preferenziali per la GDO. La liberalizzazione esiste dal 1 luglio del In questi anni sono stati molti i soggetti che sono entrati nel mercato dei carburanti, compreso la GDO. Si auspica qualche provvedimento amministrativo che blocchi l attuale sistema che vede i produttori dei prodotti petroliferi scendere direttamente sul mercato della vendita per fare concorrenza sleale al gestore con i colori della stessa compagnia petrolifera. Occorre sdoppiare la rete vendita dalla produzione. Intervista a GIANNO NETTIS R. La priorità della categoria in questo momento è alleviare la pressione economica che la sta stritolando: è fondamentale far crescere i margini di guadagno, adeguandoli ai costi di gestione incrementati nel corso degli anni e acuiti da una diffusa crisi delle vendite. Si deve pure ragionare in termini di dilazioni dei pagamenti della merce, a fronte di rincari del prodotto che si ripercuotono negativamente prima ancora che sul consumatore, sul gestore stesso. Prima ancora però, si deve riprendere il ragionamento iniziato qualche anno fa e malauguratamente interrotto, della razionalizzazione della rete. Si rimettano sul mercato le quote vendite dei punti vendita non a norma, o al di sotto di standard minimi. Operazione da effettuare gradualmente, ragionando con le amministrazioni locali, però solo ed esclusivamente a fronte di ammortizzatori sociali che consentano ai colleghi che fuoriescono dalla distribuzione carburanti, possibilità di reinserimento lavorativo. R. Il lavoro della FAIB territoriale deve essere sviluppato d intesa con le amministrazioni locali, in un ottica di collaborazione reciproca e allo stesso tempo di controllo del rispetto delle norme specifiche che regolano la distribuzione carburanti. Come già espresso, è poi necessario intavolare ragionamenti con gli enti locali per un piano di riassetto dei punti vendita, individuando gli esercizi in difficoltà cronica e dunque fuori mercato ed altri strutturalmente inadeguati agli standard di sicurezza richiesti ed opportuni, e per questo da smantellare in via definitiva. Strategico è anche il dialogare tra i vari soggetti coinvolti nel mercato per attutire l ingresso della grande distribuzione nel mercato territoriale. R.Qualunque sia il colore del nuovo governo, noi vogliamo avere risposte, non essere presi in giro. La professione del gestore di distribuzione carburante deve essere riconosciuta come lavoro usurante. Un vuoto legislativo che deve essere colmato al più presto, davanti ad un impiego che costringe il benzinaio a lavorare nelle più svariate condizioni atmosferiche e soprattutto a strettissimo contatto con materiali tossici e pericolosi. Si faccia pure un ragionamento costruttivo sul prezzo della benzina: la categoria ha accolto positivamente la riduzione delle accise, ma si deve portare avanti una riflessione importante che impedisca speculazioni e immotivati aumenti del prezzo alla pompa del prodotto senza che ce ne sia davvero la necessità. 6

7 LA FAIB IN FIERA La Faib è partner della manifestazione Oil &non Oil anche per questa edizione. È un riconoscimento che vogliamo riaffermare per l importanza di tutto il comparto, per la dedizione e la professionalità degli organizzatori che mettono a disposizione degli operatori una vetrina importante di offerte e opportunità d affari per i gestori.riteniamo importante riconfermare la presenza della Federazione in questa importante rassegna fieristica per il delicato momento che attraversano il paese e la categoria che ha una forte preoccupazione per l andamento della nostra economia, per il rincaro del costo della vita, il declinare del potere d acquisto dei consumatori, la contrazione degli erogati e la riduzione dei margini delle gestioni.in questo quadro di forti incertezze, il gruppo dirigente della Faib ha deciso di dare segnali di apertura al nuovo e alle nuove proposte, ricercando opportunità di crescita per le aziende della distribuzione carburanti e di favorire la rinascita di uno spirito di ottimismo.in questo senso ha promosso l evento fieristico tra i propri iscritti. Vanno in questa direzione l ospitalità concessa alla manifestazione sul proprio sito web, con un banner linkabile e il logo di Oil Non Oil affiancato alla testata di Faib Informa, il bollettino settimanale della Federazione che in queste settimane è stato inviato al numerosissimo indirizzario federale. Gli organizzatori di Oil Non Oil e i dirigenti di Faib hanno dunque concordato alcune importanti modalità di partecipazione alla Fiera Faib è presente alla manifestazione con un proprio stand, svolgerà iniziative di assistenza e consulenza ai gestori nel proprio stand e nell ambito della manifestazione, parteciperà ad eventi e momenti di confronto con il proprio gruppo dirigente. La partnership rientra nel quadro di collaborazione esistente con la manifestazione che rappresenta un importante rassegna espositiva del settore, una vetrina innovativa e di conoscenza per gli operatori del comparto e dunque un momento di confronto e di formazione per i gestori oltre che di incontro con tutti i più importanti attori della filiera della distribuzione carburanti e delle attività connesse e collaterali. PERIODICO D INFORMAZIONE DELLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA CONFESERCENTI Coop. Editor. EDIZIONI COMMERCIO Srl Via Nazionale, ROMA Tel. 06/4725 fax 06/ Direttore Responsabile Patricia Mariangela Vasconi Pelloni Direttore Editoriale Gaetano Pergamo Segreteria Redazione Giovanna Nanna Grafica e Impaginazione Francesco Melone Stampa Tipografia Tomassetti - Roma Iscrizione registro della stampa della Cancelleria del Tribunale di Roma n. 141/95 del 14/3/95 7

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