COMUNE DI ANZOLA Sabato, 25 aprile 2015

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1 COMUNE DI ANZOLA Sabato, 25 aprile 2015

2 COMUNE DI ANZOLA Sabato, 25 aprile /04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 5 Marco Mobili Tagli in arrivo per 52 agevolazioni fiscali 1 25/04/2015 Il Sole 24 Ore Pagina 12 Gianni Trovati Dl in arrivo, sanzioni soft sul Patto e anticipo Imu 3 25/04/2015 Pagina 9 TINO OLDANI Si può lasciare alla Madia la nomina del direttore Agid dopo che /04/2015 Pagina 28 CRISTINA BARTELLI Agenzie in mezzo al guado 7 25/04/2015 Pagina 30 PAGINA A CURA DI MATTEO BARBERO Fondo Tasi dimezzato 9 25/04/2015 Pagina 30 GIOVANNI GALLI Mobilità, al via il portale 11 25/04/2015 Pagina 30 Un corso online per i revisori 12

3 Pagina 5 Il Sole 24 Ore Tagli in arrivo per 52 agevolazioni fiscali Nel mirino anche bonus mobili e ristrutturazioni Obiettivo recuperare 1,7 miliardi nel 2016 e 2,4 nel roma Dal taglio di 52 agevolazioni fiscali il Governo conta di recuperare 1,54 miliardi di euro. E se poi volesse usare le maniere forti con i contribuenti e mettere nel mirino anche le detrazioni per spese sanitarie e per le badanti l' incasso potrebbe salire fino a 1,67 miliardi nel 2016 e sfiorare 2,4 miliardi nel La prima stima ufficiale sulla revisione delle agevolazioni fiscali è contenuta nel dossier sulle tax expenditures messo a punto dai due commissari alla spending, Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, e consegnato in queste ore a Palazzo Chigi. Un dossier, ancora in corso di limatura, di una sessantina di pagine in cui i due commissari hanno passato al setaccio le 720 voci classificate dall' Economia negli ultimi tre anni sotto la voce tax expenditures, ovvero l' insieme di tutti i bonus, agevolazioni, aliquote ridotte e sconti fiscali che ogni anno erodono il gettito per oltre 253 miliardi di euro. Dalla sanità all' agricoltura, dall' editoria al Mezzogiorno per non dimenticare l' edilizia con il bonus ristrutturazioni o gli sconti per l' industria e la distribuzione di carburanti. Complessivamente si tratta di 15 aree di intervento dove a pagare il saldo maggiore, secondo le prime indicazioni dei due commissari alla spending, sarà l' agricoltura: la riduzione delle agevolazioni al settore potrà garantire un recupero di gettito per 330 milioni nel 2016 e di 471 nel Subito dopo c' è il settore delle pompe funebri e delle spese sostenute per i funerali. Ma con un gioco quasi da partita doppia: da una parte si punta ad aumentare fino a euro la detrazione per le spese funebri (oggi a 1.549,37) di cui beneficiano i contribuenti, così da mettersi al riparo da possibili attacchi mediatici come quelli indicati espressamente nello stesso dossier «questi tassano anche i morti»; dall' altra parte si elimina l' esenzione Iva per le imprese di pompe funebri assicurando un maggior gettito generato dall' Iva al 22% di oltre 270 milioni di euro l' anno. E nella partita "dare avere" alla fine vince solo il banco dell' Erario. Il taglio delle agevolazioni potrebbe toccare anche due "totem" delle detrazioni e delle deduzioni fiscali: le spese sanitarie e i contributi previdenziali per le badanti. Nel tentativo di garantire un principio di equità, nel dossier si ipotizza di tagliare queste agevolazioni in base al reddito complessivo dei contribuenti. Una vecchia idea già avanzata dal Governo Letta, poi archiviata, e ora rispolverata per l' occasione. Le ipotesi formulate sono due a seconda della progressività che si vuole mantenere. La detrazione del 19% si azzererà per i più ricchi, dove l' asticella della ricchezza nel primo caso sarà fissata a 75mila euro. E Continua > 1

4 Pagina 5 < Segue Il Sole 24 Ore a meno di un cambio di rotta, oltre questa soglia non si avrà diritto ad alcuna agevolazione anche nei casi di patologie più gravi che il dossier definisce «catastrofiche». La detrazione, invece, sarà piena per i contribuenti con reddito complessivo fino a 55mila euro e poi decrescerà linearmente per redditi complessivi compresi tra 55mila euro e 75mila euro. In questo caso il recupero di gettito nel 2016 toccherebbe i 278 milioni di euro l' anno. Nella seconda ipotesi, meno aggressiva, la detrazione scomparirà del tutto per redditi complessivi superiori a 95mila euro e spetterà per intero ai contribuenti con reddito complessivo fino a 75mila euro per poi diminuire linearmente per redditi complessivi compresi tra 75mila euro e 95mila euro. Il recupero di gettito Irpef in questo caso sarà di poco superiore ai 166,1 milioni di euro di competenza annua e anche in questo secondo caso le eventuali spese per gravi patologie mediche non daranno diritto a nessuno sconto a chi oltrepassa i 95mila euro di reddito complessivo. Lo stesso meccanismo di un taglio decrescente del bonus in relazione all' aumentare dei redditi potrebbe scattare anche per le deduzioni dei contributi pagati per l' assistenza personale e familiare, i cosiddetti badanti. Con l' azzeramento del bonus oltre quota 75mila euro il risparmio per l' Erario sarebbe di 50 milioni annui, mentre nell' ipotesi più morbida con soglia a 95mila euro le risorse da recuperare in ragione d' anno si fermerebbero a 36,2 milioni di euro. Anche gli amanti di cani e gatti potranno vedersi riconoscere la detrazione per spese veterinarie in funzione del reddito complessivo: piena fino a 55mila euro, decrescente linearmente tra 55mila e 75mila euro e pari a zero oltre quota 75mila. Mano pesante sul fronte dell' edilizia. A partire dal tanto amato bonus Irpef del 36% (per quest' anno ancora al 50%) per le ristrutturazioni edilizie. L' idea messa a punto è quella di ridurre, a partire dal 2016, il bonus al 20% da poter spendere in quote annuali per 10 anni sia per le ristrutturazioni edilizie sia per gli interventi di riqualificazione energetica. E, nonostante il recente plauso incassato dal premier Renzi al Salone del mobile di Milano, nel dossier dei commissari alla spending review viene espressamente sancito l' addio al bonus per mobili: «Nessuna agevolazione per l' arredo degli immobili ristrutturati». Gli effetti per le casse dello Stato si avranno nel 2017 con un recupero di 294 milioni. Non solo. Stop anche a quello che i tecnici della spesa definiscono letteralmente «un regalo all' Ance»: la proposta è quella di eliminare la deduzione Irpef del 20% del prezzo di acquisto nel limite massimo di spesa di 300mila euro, per chi acquista immobili da mettere in locazione. Un bonus dalla vita breve, visto che a introdurlo era stato il tanto decantato decreto «sblocca Italia» (Dl 133/2014) convertito in legge nel novembre scorso. La tagliola non risparmia neanche settori definiti da sempre "sensibili". Il contributo chiesto all' autotrasporto con la riduzione degli sgravi sul gasolio concessi per il trasporto merci e passeggeri sarà a salire nel prossimo triennio: 150 milioni di minori bonus nel 2016; 200 milioni nel 2017 e 250 milioni nel Quello su rotaia, invece, si vedrà tagliare agevolazioni per 100 milioni l' anno. Mentre il taglio dell' accisa sul gasolio agricolo contribuirà a recuperare oneri dall' agricoltura per 390 milioni nel 2016 e 471 nel Anche la distribuzione di carburante dovrà contribuire con un taglio ai bonus di circa 51 milioni annui, solo cinque in meno dell' editoria che lascerà sul campo circa 56 milioni soprattutto con la cancellazione dell' Iva agevolata sulle copie rese. RIPRODUZIONE RISERVATA. Marco Mobili 2

5 Pagina 12 Il Sole 24 Ore Enti locali. Dl in arrivo, sanzioni soft sul Patto e anticipo Imu MILANO Il decreto enti locali che regolerà la riforma del Patto di stabilità dovrebbe vedere la luce mercoledì prossimo, mentre ricominciano a circolare le voci di una nuova proroga, al 31 luglio, per i bilanci preventivi degli enti locali. Voci che al momento sono respinte dal Governo, intenzionato a non cedere sulla linea della "fermezza" sul calendario, ribadita anche giovedì scorso per l' altro allarme relativo alla scadenza al 30 aprile di rendiconti 2014 e riaccertamento dei residui. I due temi, decreto e scadenze, sono strettamente collegati, perché dal provvedimento in cantiere da settimane gli amministratori locali aspettano molte risposte a interrogativi rimasti aperti. Prende forma, anzitutto, il tetto alle penalità per chi ha sforato il Patto nel 2014: da quest' anno, infatti, le regole prevedono una sanzione equivalente allo sforamento, che rischierebbe in particolare di far saltare definitivamente i conti delle tante (almeno 38) Province e Città metropolitane interessate. Il provvedimento dovrebbe invece fissare un tetto al 20% dello sforamento, mentre la vecchia norma (multa massima al 3% delle entrate correnti) è stata ribadita per quest' anno dal Milleproroghe per il solo Comune di Venezia. In questi giorni si è discusso anche della possibilità di affiancare alla "regola del 20%" anche un parametro alternativo, pari al 2% della spesa, ma il tema sanzioni è politicamente delicato e la disponibilità del governo è tutta da verificare. Ancora in corso i calcoli sul fondo Tasi, che comunque dovrebbe fermarsi sotto i 625 milioni dell' anno scorso (come anticipato sul Sole 24 Ore del 10 aprile). Per sostenere la cassa dei Comuni il decreto dovrebbe mettere in campo anche un anticipo dell' Imu, pari all' 8% delle risorse standard di ogni ente, che si tradurrebbe in un assegno da circa 1,3 miliardi. In grossa difficoltà è anche la cassa di Province e Città metropolitane, che hanno risorse "tarate" su un personale ridotto rispettivamente del 50 e del 30% ma non hanno ancora visto spostarsi un dipendente e non hanno una voce di entrata da anticipare per sostenere il problema. A loro il decreto dovrebbe offrire la possibilità di utilizzare le rinegoziazioni dei mutui anche per la spesa corrente, e non solo per investimenti o abbattimento del debito. Ci sono però due problemi: non tutti gli enti in difficoltà hanno mutui consistenti da rivedere, e il programma di rinegoziazione appena lanciato da Cdp chiede di presentare entro il 22 maggio il preventivo 2015, che in tanti casi è ancora lontano dall' approvazione. Sulle date dei bilanci si scalda ancora il dibattito. I sindaci sono tornati a chiedere di rinviare i termini del consuntivo in scadenza il 30 aprile, anche dopo l' intervento in Parlamento con cui il ministro dell' Interno, Angelino Alfano, ha negato ogni possibilità di rinvio. Il problema è il riaccertamento dei residui chiesto dall' armonizzazione, ma uno slittamento di questo termine rischierebbe di produrre proroghe a Continua > 3

6 Pagina 12 < Segue Il Sole 24 Ore catena: ipotesi che il Governo vuole evitare. RIPRODUZIONE RISERVATA. Gianni Trovati 4

7 Pagina 9 torre di controllo. Si può lasciare alla Madia la nomina del direttore Agid dopo che aveva nominato una sua amica che ha dovuto dimettersi per inadeguatezza? La nomina del nuovo capo dell' Agenzia digitale (Agid), in sostituzione della dimissionaria Alessandra Poggiani, sta diventando una questione della massima urgenza per il governo di Matteo Renzi. L' ultimo rapporto dell' Open data Barometer, che misura il grado di apertura alla cittadinanza dei dati delle pubbliche amministrazioni, colloca infatti l' Italia all' ultimo posto tra i Paesi del G7, mentre nel G20 il nostro Paese viene inserito nella fascia dei Paesi emergenti, scavalcato da Australia, Corea del Sud e Brasile. Un bilancio pessimo, a cui ha contribuito la deludente gestione dell' Agid da parte della Poggiani stessa, dimessasi il 30 marzo dopo meno di un anno dalla nomina, ufficialmente per candidarsi come consigliera della Regione Veneto al fianco di Alessandra Moretti. In realtà, visti i risultati fallimentari della sua gestione, era ormai chiaro che il governo non vedeva l' ora di rimpiazzarla con un direttore competente, in possesso dei titoli di studio previsti dalla legge, oltre che di una adeguata esperienza manageriale. Il compito di proporre al Consiglio dei ministri il nome del nuovo capo dell' Agid spetta al ministro della, Marianna Madia, che però è anche la principale responsabile della nomina della Poggiani, di cui è grande amica. Grazie a questa amicizia, un anno fa, la Poggiani era riuscita a scavalcare la concorrenza di 154 professionisti, che avevano inviato il loro curriculum al governo per la nomina alla guida dell' Agid. Ora il numero dei candidati è salito a 189, tale essendo il numero dei professionisti che, alla data del 13 aprile, scadenza del termine, hanno inviato il loro curriculum alla Madia. Pare però difficile che questa volta la ministra possa fare di nuovo di testa sua. I nomi al vaglio del governo, secondo il sito CorCom di Gildo Campesato, sarebbero al momento non più di tre. Il primo è quello di Raffaele Tiscar, vicesegretario generale di Palazzo Chigi, su cui punterebbe Renzi per un forte rilancio dell' Agid sotto il diretto controllo del premier. In alternativa, gira il nome di Luca Attias, un funzionario della Corte dei conti che conosce bene sia la macchina burocratica che il web. Terzo e ultimo nome, Mauro Nicastri, che ha lavorato all' Agid con la Poggiani, conosce i dossier già aperti e, guarda caso, è appoggiato dalla Madia. Continua > 5

8 Pagina 9 < Segue Il numero dei pretendenti sarebbe tuttavia più ampio, alcuni con forti appoggi politici. Tra questi, Roberto Moriondo, sostenuto dalle Regioni, in particolare dal Piemonte di Piero Fassino, dove è dirigente; Benedetta Arese, general manager di Uber Italia, il cui nome è suggerito dal digital champion Riccardo Luna, molto ascoltato a Palazzo Chigi; Alessandro Musumeci, presidente di Demet & Company, ex direttore dei sistemi informativi delle Ferrovie dello Stato; infine Antonio Samaritani, direttore dei sistemi informativi della Lombardia. La scelta finale potrebbe arrivare entro il 30 aprile, e Renzi sa che questa volta non può sbagliare. Il terreno da recuperare sul terreno dell' economia digitale è tantissimo, come lo stesso governo ha ammesso implicitamente nel Def (Documento di economia e finanza), approvato il 13 aprile, dove per la prima volta si indica come necessaria l' adozione di un Freedom of information act (Foia), vale a dire una legge vincolante sulla trasparenza della pubblica amministrazione. Trasparenza che oggi semplicemente non c' è, visto che l' ultimo rapporto dell' Open data barometer dice chiaro e tondo che in Italia i dati della pubblica amministrazione non sono «aperti» alla cittadinanza, ma restano «opachi», ostaggio degli enti burocratici, che si ostinano a negarne la conoscenza, fino a sconfinare nell' illegalità. Già, l' illegalità. Da metà febbraio, ricorda il sito agendadigitale.eu, sono infatti scaduti i termini, previsti da una legge recente, entro i quali le pubbliche amministrazioni erano obbligate a fornire i dati in formato aperto, a partire da 180 giorni dopo l' approvazione della stessa legge (n.114 dell' 11 agosto 2014), con tanto di sanzioni per gli inadempienti. L' ennesima legge scritta sull' acqua: il governo Renzi se n' è disinteressato, l' Agid della Poggiani non ha fatto ciò che doveva, e le pubbliche amministrazioni hanno continuato a comportarsi come sette segrete, ostacolando in ogni modo la conoscenza dei dati in loro possesso, dati che in altri Paesi sono accessibili a chiunque via web. Per esempio, nei Paesi «open data» vi è totale trasparenza sui dati relativi ai rimborsi spese di ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, sindaci e assessori. Idem vale per l' Unione europea, dove qualche giorno fa è emerso lo scandalo dei rimborsi ai commissari, considerati in missione anche quando si recano a casa propria. In Italia, invece, nonostante una legge abbia introdotto l' obbligo degli «open data», nulla si sa delle spese dei politici, se non quando arrivano le inchieste giudiziarie. Come nulla si è saputo, per mesi, delle slide di Carlo Cottarelli sulla spending review e di altri documenti legislativi, rimpiazzati spesso con qualche slide. Uno scenario avvilente, da rovesciare come un calzino: una sfida che ora metterà alla prova non solo il nuovo capo dell' Agid, ma anche lo stesso governo Renzi. TINO OLDANI 6

9 Pagina 28 Dal progetto di legge Madia alla vicenda dei funzionari incaricati, dipendenti in allarme. Agenzie in mezzo al guado Allo studio il passaggio delle Entrate a Palazzo Chigi. Si addensano le nubi sulle agenzie fiscali. Nubi che hanno il sapore di un restyling non meglio definito. Il progetto non è ancora ben delineato ma il sentore è tale da far vivere giorni agitati ai dipendenti delle agenzie che guardano al futuro con una certa apprensione. Nell' immediato, intanto, c' è nel disegno di legge Madia quello di riforma della pubblica amministrazione, l' intenzione di spostare il centro di vigilanza delle Agenzie fiscali dal ministero dell' economia alla presidenza del consiglio. Spostando in questo modo il baricentro della attuazione della politica fiscale da via Venti Settembre (sede del ministero dell' economia) a Palazzo Chigi, con una cabina di regia dedicata al funzionamento della macchina amministrativa. Ci sono poi le molte tensioni: non è stata ancora firmata la convenzione triennale tra ministero dell' economia e agenzia delle entrate con cui il primo dà gli indirizzi di politica fiscale al secondo. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi il documento è oggetto di un braccio di ferro tra i due centri direzionali. Poi voci che si rincorrono sulla necessità di una riforma che trovano eco nelle parole di Giancarlo Barra, segretario di Dirstat, il sindacato dei dirigenti della pubblica amministrazione, che ha incassato il 17 marzo scorso una vittoria contro il sistema delle Agenzia fiscali e contro la nomina dei suoi vertici, che forse non si aspettava neanche lui. Barra infatti non fa mistero che «le agenzie vanno chiuse. Devono essere trasformate in dipartimento sotto l' egida di Palazzo chigi e presiedute almeno da un sottosegretario che possa sedere a Palazzo chigi. Il sistema su cui si sono rette andava bene in teoria, ma evidentemente è stato applicato male. Gli uffici dovrebbero essere su base locali e i dipendenti delle nuove entrate appartenere alle regioni». L' idea di una riforma è condivisa anche dal sottosegretario al ministero dell' economia Enrico Zanetti. Replica a questa ipotesi Vincenzo Patricelli, segretario di Flp sigla dei lavoratori delle agenzie fiscali: «Il modello delle agenzie è migliorabile ma cancellarlo sarebbe un errore. Un conto è il modello, un altro la gestione, spesso sbagliata anche perché fortemente condizionata dalla politica. I lavoratori del fisco vogliono un fisco equo ed efficiente, non la distruzione oppure il ritorno al modello ministeriale, men che meno quello regionale, che ha prodotto guasti e sprechi in campo sanitario. Buttare il bambino con l' acqua sporca è da irresponsabili». La vicenda che sta creando non pochi problemi in questo ultimo periodo è quella della sentenza della Continua > 7

10 Pagina 28 < Segue Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la reiterazione della nomina a tempo di funzionari incaricati come dirigenti, su un organico di Uno tsunami che la politica al momento non ha saputo arginare, visto che da allora nessuna soluzione normativa o amministrativa è stata presa. Intanto iniziano a esserci le pronunce delle commissioni tributarie che dalla nullità della nomina fanno discendere la nullità degli atti firmati con delle conseguenze, laddove l' orientamento si dovesse consolidare, potenzialmente dirompenti per l' erario. Non solo. Nel documento di programmazione economica e finanziaria votato ieri da camera e senato è stata approvata una risoluzione che nelle sue ultime tre righe ricorda che: al fine di «garantire l' effettivo raggiungimento degli obiettivi di gettito» indicati nel Def, le risoluzioni di maggioranza di camera e senato impegnano il governo «a definire in tempi brevi la questione relativa alle posizioni dirigenziali nelle agenzie fiscali», le cui nomine erano state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale. Le soluzioni possono essere, si legge nel testo «di carattere amministrativo e, se necessario, normativo». Inoltre c' è una certa apprensione tra i lavoratori dell' Agenzia sulle operazioni in atto che si riversano sui dipendenti senza un vero e proprio coordinamento. L' operazione 730 online ad esempio, che reca già con sé la consapevolezza di un aumento esponenziale del contenzioso, dovuto anche al fatto che l' Agenzia dovrà calcolare per conto di Equitalia il valore delle sanzioni, ha portato i sindacati dell' Agenzia a richiedere un incontro per la ridistribuzione dei carichi di lavoro cercando in questa occasione qualche elemento di chiarezza in più anche del loro futuro. CRISTINA BARTELLI 8

11 Pagina 30 Fondo di solidarietà da rimodulare. Preventivi verso il 31 luglio. Fondo Tasi dimezzato Risorse da 625 a 350 mln. Bilanci a rischio. Per i bilanci degli enti locali si profila un nuovo rinvio, questa volta al 31 luglio. Se la notizia, filtrata ieri ufficiosamente, fosse confermata, le amministrazioni guadagnerebbero due mesi di tempo, dato che la dead line al momento è fissata a fine maggio. Dietro l' ennesima proroga, ci sarebbe le necessità di rivedere il riparto del fondo di solidarietà comunale, al fine di alleggerire i tagli a carico del comune de L' Aquila (ancora alle prese con la difficile ricostruzione postterremoto). La variazione rispetto ai dati pubblicati la settimana scorsa dal Viminale, peraltro, dovrebbe essere di modesta entità, all' incirca lo 0,5%. Troppo poco per giustificare un extratime così lungo, che oltretutto sembra in controtendenza rispetto all' orientamento del governo. Quest' ultimo, infatti, in diverse occasioni ha dichiarato di voler archiviare la stagione dei preventivi approvati a fine esercizio. Le vere questioni, quindi, sono altre, prima fra tutte quella (da tempo messa dai sindaci in cima alla lista delle priorità) riguardante il rifinanziamento del cd fondo Tasi. Al momento, l' esecutivo (perennemente a corto di liquidità) è riuscito a racimolare solo 350 milioni, poco più della metà della cifra disponibile nel 2014 (625 milioni). Se non si troveranno altri tesoretti, per molti comuni far quadrare i conti diventerà una mission impossible. Ricordiamo, infatti, che lo scorso anno il fondo Tasi ha portato una boccata di ossigeno a circa 1800 enti i quali, avendo già raggiunto i livelli massimi delle aliquote, si trovano con la leva fiscale bloccata. In alcuni casi, le cifre in gioco sono davvero imponenti: a Milano, ad esempio, l' assegno valeva 90 milioni, 45 dei quali rischiano di sparire. Stesso discorso per Napoli e Torino, che potrebbero vedersi dimezzare i circa 37 milioni ricevuti dodici mesi fa, per Genova (che aveva preso 27 milioni) e Roma (22 milioni). Ovviamente, tutto dipenderà dai criteri di riparto che verranno definiti e dall' efficacia del pressing esercitato dalle amministrazione fiscalmente virtuose, che difficilmente accetteranno di restare di nuovo a bocca asciutta. Fra gli altri problemi aperti, come ricordato ieri dal presidente dell' Anci Piero Fassino, c' è la definizione di un meccanismo compensativo sull' Imu sui terreni agricoli e montani per i piccoli comuni, la flessibilizzazione del nuovo sistema di contabilità e la possibilità di utilizzare nella spesa corrente la Continua > 9

12 Pagina 30 < Segue rinegoziazione dei mutui, l' alienazione di beni mobili e immobili e gli avanzi di esercizio. Tutti nodi che dovrebbero essere affrontati dal dl sulla finanza locale da lungo tempo in gestazione negli uffici ministeriali (era atteso subito dopo Pasqua) e che potrebbe finalmente vedere la luce la settimana prossima. Il provvedimento, oltre a recepire la riforma del Patto di stabilità interno dei comuni (decisa in Conferenza stato città e autonomie locali oltre due mesi fa), dovrebbe accogliere anche i correttivi per le città metropolitane appena concordati dai sindaci (si veda ItaliaOggi di ieri). Non è escluso (anche se al momento pare improbabile) che all' ultimo minuto venga inserita anche la proroga, richiesta a gran voce dagli amministratori locali, del termine (per ora fissato al 30 aprile) entro cui devono essere approvati il rendiconto 2014 e il riaccertamento straordinario dei residui. Riproduzione riservata. PAGINA A CURA DI MATTEO BARBERO 10

13 Pagina 30 province. Mobilità, al via il portale Al via il portale della mobilità nella p.a., indispensabile per garantire la ricollocazione del personale in esubero. È disponibile all' indirizzo mobilita.gov.it/ la funzionalità che consente a ciascun ente di area vasta l' inserimento dei dati relativi al personale destinatario della ricollocazione mediante procedure gestite dal portale della mobilità, ai sensi dei commi 423 e seguenti della legge 23 dicembre 2014, n L' inserimento è finalizzato a favorire l' incontro della domanda e dell' offerta di mobilità. Le amministrazioni, per poter accedere al sistema, dovranno registrarsi sull' applicativo al fine di ottenere le apposite credenziali di accesso che saranno inviate via mail all' indirizzo del referente individuato dell' amministrazione. Per informazioni e assistenza si potrà contattare il desk tecnico attraverso il numero telefonico 06/ dalle ore 9:30 alle ore 13:30, oppure scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica e Eventuali quesiti di carattere normativo potranno essere indirizzati al seguente indirizzo di posta elettronica E sempre in materia di province, si segnala la convocazione da parte dell' Upi di una assemblea straordinaria che si terrà il 15 maggio a Roma. Obiettivo dell' incontro rilanciare l' azione politica dell' associazione, attraverso il massimo coinvolgimento dei sindaci e degli amministratori comunali protagonisti dei nuovi enti di area vasta in linea con la riforma Delrio, e, soprattutto, accendere i riflettori sulla gravissima situazione dei servizi ai cittadini, a rischio a causa del prelievo di 1 miliardo che, secondo l' Upi, manderà in dissesto gran parte delle province. «La situazione delle nostre amministrazioni è drammatica. Non siamo più in grado di garantire la sicurezza nelle nostre strade, che siamo costretti a chiudere con grave danno sia per i cittadini che per le imprese», hanno dichiarato il presidente dell' Upi Alessandro Pastacci e i presidenti delle Upi regionali. GIOVANNI GALLI 11

14 Pagina 30 intesa. Un corso online per i revisori Un corso online gratuito per i revisori degli enti locali. Ministero degli interni, Ragioneria generale dello stato, Cndcec e Fondazione nazionale dei commercialisti insieme stanno per concludere un protocollo d' intesa per dare il via ad un video corso al termine del quale i partecipanti, superato l' esame finale, riceveranno i crediti formativi necessari per l' iscrizione agli elenchi per revisori degli enti locali. La piattaforma di e learning, fruibile dal sito del Consiglio nazionale (www. commercialisti.it), garantirà la partecipazione gratuita al corso a tutti gli oltre 115 mila iscritti all' Albo. L' intero corso sarà inoltre distribuito, su cd rom, a circa 8 mila enti locali. «La formazione dei revisori locali è argomento che sta molto a cuore al ministero dell' interno», ha osservato Giancarlo Verde, direttore Finanza locale del Viminale. «Questo accordo è frutto della preziosa collaborazione con il ministero e la Ragioneria. I commercialisti attribuiscono una rilevanza assoluta al tema dei controlli negli enti locali», ha dichiarato Davide Di Russo, vicepresidente nazionale dei commercialisti. 12

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