INDICE. ALLEGATI: ALLEGATO 1 Modulo autodichiarazione ARPA. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 1 di 24. PROGETTO DEFINITIVO Ottobre 2015

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2 INDICE 1. PREMESSA DESCRIZIONE SINTETICA DELLE OPERE COMUNE DI DOMODOSSOLA COMUNE DI VILLADOSSOLA COMUNE DI PALLANZENO COMUNE DI VOGOGNA COMUNE DI PREMOSELLO CHIOVENDA COMUNE DI ORNAVASSO COMUNE DI MERGOZZO MATERIALE DERIVANTE DA ATTIVITÀ DI SCAVO E DEMOLIZIONE INQUADRAMENTO NORMATIVO TERRE E ROCCE DA SCAVO INQUADRAMENTO NORMATIVO RIFIUTI Gestione dei materiali da scavo come rifiuti Individuazione delle discariche autorizzate MATERIALE DA APPROVVIGIONARE INDIVIDUAZIONE DELLE CAVE AUTORIZZATE ALLEGATI: ALLEGATO 1 Modulo autodichiarazione ARPA Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 1 di 24

3 1. PREMESSA La presente relazione, parte integrante del progetto definitivo delle Opere connesse con la navigabilità del Fiume Toce, manutenzione piste ciclabili Fondi frontalieri anno 2010, rif. 2008, ha la finalità di illustrare, ai sensi dell art. 26, comma 1, lettera i) del D.P.R. del 05/10/2010 n. 207, principalmente le modalità di gestione dei materiali provenienti dalle operazioni di scavo e demolizione previste nell ambito degli interventi previsti, alla luce delle vigenti disposizioni normative, nonché di illustrare le modalità di reperimento delle materie necessarie. Nella prima parte dell elaborato vengono sinteticamente analizzati gli interventi previsti per la realizzazione delle opere in progetto, con particolare riguardo agli interventi di scavo, demolizione e approvvigionamento di materiale. In relazione alle tematiche oggetto della presente relazione, particolarmente delicato è il tema della gestione dei materiali (terre e rocce) provenienti dagli scavi, in quanto la normativa ha subito sostanziali modifiche ed è in continuo aggiornamento. Il presente elaborato, pertanto, fornisce un inquadramento della normativa attualmente vigente, delineando le possibili modalità di gestione. Spetterà quindi alle Amministrazioni, valutare congiuntamente come gestire il materiale proveniente dagli scavi necessari per la realizzazione delle opere in progetto. È opportuno, infine, sottolineare come in fase di realizzazione delle opere spetterà all Impresa appaltatrice individuare i siti di discarica ed approvvigionamento, adeguati alle presenti finalità. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 2 di 24

4 2. DESCRIZIONE SINTETICA DELLE OPERE Il presente progetto si pone come obiettivo principale quello di conseguire un maggiore grado di connettività dell attuale rete ciclistica che interessa il territorio della Comunità Montana delle Valli dell Ossola, con particolare riferimento ai comuni di Mergozzo, Ornavasso, Premosello Chiovenda, Vogogna, Pallanzeno, Villadossola e Domodossola. I comuni appartengono tutti alla Valle dell Ossola, che corrisponde al bacino idrografico del Fiume Toce, nella Provincia del Verbano Cusio Ossola. Allo stato attuale esiste una rete ciclabile provinciale, frammentaria e non organica, che ai fini della redazione del Piano Provinciale della Mobilità Ciclabile (per la cui illustrazione si rimanda agli Elabb ) è stata suddivisa in rete a valenza ambientale e rete a valenza trasportistica, la prima relativa a tracciati con funzione di promozione del territorio anche a scopo turistico, la seconda con la finalità di promuovere una mobilità alternativa, in particolare in corrispondenza delle aree urbane.. Figura 1 Estratto Tav.1 Piano Provinciale della Mobilità Ciclabile (in verde i tratti esistenti). Nell ambito del presente progetto, sono stati individuati nuovi tracciati, rispondenti alle necessità delle singole amministrazioni interessate ed agli obiettivi del Piano Provinciale per la Mobilità Ciclabile, che prevedono principalmente di utilizzare la viabilità (locale o interpoderale) esistente per adattarla al fine di creare percorsi ciclabili che rientrino nell ambito dei percorsi ciclabili (che presentano principalmente finalità di promozione territoriale). Sono stati, inoltre, individuati tratti di nuova realizzazione. Risulta inoltre necessaria la posa di alcuni manufatti scatolari prefabbricati, adeguatamente dimensionati, per consentire il superamento di corsi d acqua secondari. Tutti i nuovi percorsi saranno dotati di opportuna segnaletica orizzontale e verticale. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 3 di 24

5 Nel seguito vengono brevemente illustrati gli interventi previsti per ciascuna Amministrazione, con particolare riferimento alle attività oggetto del presente elaborato. Per una visione complessiva delle opere si rimanda all Elab. 01, nonché agli elaborati grafici allegati al presente progetto. 2.1 COMUNE DI DOMODOSSOLA In accordo con l Amministrazione comunale si è deciso di concentrare gli interventi in corrispondenza del ponte della Mizzoccola (nell area individuata nella seguente Figura 2), al fine di dare continuità agli interventi previsti nell ambito del progetto CoEur con i tracciati esistenti nei pressi del ponte stesso. Figura 2 Inquadramento territoriale del comune di Domodossola (fonte Google Earth) con individuazione dell area di intervento. Sinteticamente gli interventi in progetto (vedi Elab. 16) prevedono: ripristino dell attuale marciapiede per realizzare un percorso ciclo pedonale; creazione di un nuovo percorso con pavimentazione asfaltata, parallelo al rilevato ferroviario; realizzazione di un nuovo muro in c.a. di altezza massima 2,00 metri, in sostituzione ad un esistente recinzione in legno; posa della segnaletica verticale necessaria; realizzazione della necessaria segnaletica orizzontale. In relazione all oggetto del presente documento, per la realizzazione delle opere sono previste: 1. attività di scavo in terra per la realizzazione del nuovo tracciato parallelo al rilevato ferroviario e per le fondazioni del muretto in c.a.; 2. asportazione di vegetazione nel tratto di nuova realizzazione; 3. approvvigionamento di materiale (aggregati) per la realizzazione della pavimentazione e della relativa fondazione. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 4 di 24

6 2.2 COMUNE DI VILLADOSSOLA Per il territorio comunale di Villadossola è prevista la sistemazione di un tratto di pista esistente all interno dell area denominata ex Syndial, al fine di renderla fruibile anche mediante rimozione degli attuali cancelli che ne impediscono l accesso. Il tracciato in progetto prevede di adeguare esistenti marciapiedi ai fini di percorso promiscuo ciclo pedonale e la realizzazione di un tracciato su strade interpoderali sterrate, sino a giungere al confine comunale con Pallanzeno. Le opere previste sul territorio comunale sono così sintetizzabili: ripristino del tratto esistente all interno dell area ex Syndial mediante rimozione vegetazione, regolarizzazione fondo e rimozione degli attuali cancelli che impediscono l accesso; realizzazione di un nuovo tratto promiscuo ciclo pedonale sino al nuovo ponte sul T.Ovesca, mediante interventi di adeguamento del marciapiede esistente; posa di barriere di sicurezza sul ponte del T.Ovesca e lungo Via Floreanini; realizzazione di un percorso promiscuo ciclo pedonale sfruttando l esistente viabilità interpoderale da adeguarsi ai fini ciclabili, mediante regolarizzazione del fondo e apposizione di cartellonistica, sino al confine comunale con Pallanzeno. Il tratto non verrà asfaltato per ragioni di contenimento costi; realizzazione della necessaria segnaletica orizzontale e posa di quella verticale. Per la realizzazione delle opere pertanto sono previste principalmente attività di rimozione della vegetazione, attività di scavo e di realizzazione di interventi di adeguamento del marciapiede esistente, nonché approvvigionamento di materiale anidro per la regolarizzazione dei tracciati sterrati. Le altre attività previste non rientrano nell oggetto del presente elaborato. Nella seguente figura è riportata l individuazione delle area interessate dalla realizzazione delle opere, che data la lunghezza complessiva del tracciato interessato è stata ripartita in area nord (zona ex Syndial e Via Floreanini) e area sud (tratto non asfaltato su viabilità interpoderale), sino al confine con il territorio comunale di Pallanzeno. Figura 3 Inquadramento territoriale del comune di Villadossola (fonte Google Earth) area nord. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 5 di 24

7 Figura 4 Inquadramento territoriale del comune di Villadossola (fonte Google Earth) area sud. 2.3 COMUNE DI PALLANZENO Presso il comune di Pallazeno gli interventi individuati consentono il collegamento tra quanto previsto nel comune di Villadossola e l attraversamento esistente sul canale Enel, a valle del quale la pista subirà un interruzione, in attesa di reperire ulteriori risorse economiche e di definire più nel dettaglio il tracciato, anche in ragione di quanto dettagliato nell Elab.01. Figura 5 Inquadramento territoriale del comune di Pallanzeno (fonte Google Earth) e individuazione dell area di intervento. Sinteticamente, sono previsti interventi di adeguamento della viabilità esistente, che attualmente è in parte asfaltata ed in parte non (di cui, per garantire il contenimento dei costi si prevede il mantenimento della tipologia), con apposizione della necessaria segnaletica orizzontale e verticale. Sull esistente attraversamento del canale Enel sono previsti unicamente interventi di sistemazione delle barriere esistenti. Con riferimento ai contenuti del presente elaborato, sono quindi previste: rimozione della vegetazione lungo le strade sterrate, con apporto di nuovo materiale anidro per la regolarizzazione della superficie; apposizione della cartellonistica; Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 6 di 24

8 apposizione delle barriere di sicurezza lungo l esistente ponte del Canale Enel. 2.4 COMUNE DI VOGOGNA Allo stato attuale il territorio comunale di Vogogna, ai fini della definizione del tracciato ciclabile, risulta collegato a Nord con Pallanzeno (a monte del ponte della Massone), a Sud con il territorio di Premosello Chiovenda e con il territorio di Pieve di Vergonte presso Via Resiga, tramite un attraversamento che conduce in prossimità dell area Syndial, attualmente oggetto di bonifica. In accordo con l Amministrazione sono stati individuati i nuovi tracciati da realizzarsi, pur essendo necessarie locali interruzioni della pista al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza agli utenti. Sono previste principalmente due tipologie di interventi: creazione di nuovi tracciati (in parte su strade interpoderali/sentieri esistenti) con pavimentazione asfaltata; individuazione di un percorso promiscuo ciclo veicolare interessante il centro storico di Vogogna. Figura 6 Inquadramento territoriale del comune di Vogogna (fonte Google Earth), con individuazione delle aree di intervento. Gli interventi previsti sono pertanto così sintetizzabili: attività di scavo per la creazione dei nuovi tracciati; rimozione della vegetazione; apporto di materiale anidro per la sistemazione del tracciato sterrato e per la creazione della pavimentazione; posa di manufatti prefabbricati in c.a.; posa della segnaletica orizzontale e verticale. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 7 di 24

9 2.5 COMUNE DI PREMOSELLO CHIOVENDA Allo stato attuale il territorio comunale è dotato di un percorso ciclabile, che consente il collegamento con il territorio di Vogogna, un ulteriore tratto di pista ciclabile (catastalmente ricadente all interno del territorio di Anzola d Ossola, ma per continuità di percorso trattato in questa sede) si sviluppa lungo l argine del fiume su di un tracciato sterrato. Il tracciato in progetto subisce un interruzione localizzata in corrispondenza della S.S. n.33 del Sempione. Il nuovo tracciato si sviluppa nell area golenale del Fiume Toce, in continuità ai tracciati già esistenti, come percorso non asfaltato (per contenere i costi). In corrispondenza del Rio Crotta sono previsti interventi di lieve entità per la risagomatura localizzata della sezione e la realizzazione di una soglia fissa in massi di grosse dimensioni. Sinteticamente sono previsti i seguenti interventi: adeguamento delle strade interpoderali per la creazione di un tracciato ciclabile, con regolarizzazione del fondo e asportazione della vegetazione; realizzazione di opere di lieve entità nell alveo del Rio Crotta; apposizione della segnaletica verticale. Figura 7 Inquadramento territoriale di Premosello Chiovenda ed individuazione dell area di intervento (fonte Google Earth). Le attività previste per la realizzazione delle opere previste, che ricadono nell ambito del presente elaborato, riguardano principalmente: 1. attività di riprofilatura localizzata del Rio Crotta; 2. approvvigionamento di massi di grosse dimensioni, per la realizzazione della soglia fissa e relativi taglioni di monte e valle; 3. rimozione della vegetazione; 4. apporto di materiale anidro per la sistemazione del tracciato su strade sterrate esistenti; Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 8 di 24

10 5. posa di barriere di sicurezza presso un attraversamento esistente, che attualmente ne risulta sprovvisto. 2.6 COMUNE DI ORNAVASSO Attualmente sul territorio comunale sono presenti alcuni tracciati ciclabili, che interessano in particolare tre aree: fraz. Migiandone, Loia e l area sportiva. Inoltre, l Amministrazione ha la progettazione esecutiva di un ulteriore tracciato lungo Via Vittorio Veneto (e pertanto non oggetto del presente progetto), per il collegamento con il tratto esistente lungo l argine del Toce. Figura 8 Inquadramento territoriale di Ornavasso (fonte Google Earth) e individuazione delle aree di intervento. È prevista la realizzazione di due nuovi tracciati ciclabili da realizzarsi in corsia propria parallelamente alla viabilità locale, ma da questa fisicamente separata. Tali tracciati (lungo la S.P. n.116 e lungo Via Veneto) saranno realizzati asfaltati, con apposizione dell opportuna segnaletica orizzontale e verticale. È prevista la posa di uno scatolare in corrispondenza di un corso d acqua minore, nonché nel tratto terminale del tracciato (nei pressi di Via Menconi) la demolizione di un muretto esistente e sua sostituzione con nuova recinzione. La pista subirà locali interruzioni, concordate con l Amministrazione comunale. In relazione all oggetto del presente elaborato, si prevedono: 1. attività di scavo per la realizzazione dei nuovi tracciati; 2. rimozione della vegetazione; 3. approvvigionamento del necessario materiale anidro per la creazione del percorso; 4. posa di uno scatolare prefabbricato; 5. demolizione di un muretto e sostituzione con recinzione. 2.7 COMUNE DI MERGOZZO Il territorio comunale è dotato di un percorso ciclabile asfaltato realizzato in sinistra idrografica del Toce che dalla loc. Candoglia giunge sino alla zona Pratomichelaccio. Come mostrato nella precedente figura, sono previste due aree di intervento: Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 9 di 24

11 in loc. Candoglia, il proseguimento del tratto esistente per collegarlo con la passerella di Candoglia, con un percorso asfaltato; in prossimità del campo sportivo, creazione di un percorso promiscuo ciclo veicolare in parte con adeguamento della strada sterrata comunale e sua regolarizzazione e in parte lungo Via Brignola, asfaltata, sino a giungere all area attrezzata a parcheggio camper ubicata in Via Sempione. È prevista, inoltre, l apposizione della segnaletica verticale e orizzontale necessaria. Figura 9 Inquadramento territoriale del comune di Mergozzo (fonte Google Earth) e delle aree di intervento. Le attività previste, oggetto del presente elaborato, sono sinteticamente: scavi per la realizzazione dei nuovi tracciati; rimozione della vegetazione; approvvigionamento di materiale anidro per la realizzazione dei tracciati; apposizione della cartellonistica e di barriere di sicurezza. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 10 di 24

12 3. MATERIALE DERIVANTE DA ATTIVITÀ DI SCAVO E DEMOLIZIONE Il materiale derivante dalle attività di demolizione dev essere gestito secondo la disciplina sui rifiuti, così come il materiale di origine vegetale. Invece, il materiale risultante dalle attività di scavo può essere gestito come rifiuto o secondo la specifica normativa di settore. La norma principale cui fare riferimento per la gestione dei materiali di rifiuto/risulta è il D.Lgs. n.152/06 e s.m.i. Per quanto riguarda, invece, la disciplina delle terre e rocce da scavo il quadro normativo risulta piuttosto articolato come di seguito illustrato. 3.1 INQUADRAMENTO NORMATIVO TERRE E ROCCE DA SCAVO La disciplina relativa alle terre e rocce da scavo, introdotta con il D.Lgs. n.22/1997 (ora abrogato), ha subito negli anni numerosi interventi legislativi, resisi necessari anche a seguito dell apertura di procedure di infrazione comunitaria nei confronti dell Italia per una non corretta trasposizione della disciplina comunitaria in tema di rifiuti. La tematica è in continua evoluzione: recentemente, infatti, la normativa di settore ha subito sostanziali modifiche, che comportano nel complesso un quadro piuttosto complesso ed articolato; era prevista un ulteriore modifica nella primavera del 2015 che avrebbe dovuto consentire di uniformare la materia. La specifica normativa consente di gestire i prodotti derivanti dalle attività di scavo non come rifiuti ma come sottoprodotti dell attività stessa, nel rispetto dei seguenti requisiti (art. 184bis del D.Lgs. n.152/06): a) la sostanza o l oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza; b) è certo che la sostanza o l oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi; c) la sostanza o l oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale; d) l ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l oggetto soddisfa, per l utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell ambiente e non porterà ad impatti complessivi negativi sull ambiente o la salute umana. Si fornisce nel seguito una breve cronistoria delle principali normative di settore. L art. 186 del D.Lgs. n.152/2006 ha costituito per anni la fonte normativa principalmente in merito alla gestione delle terre e rocce da scavo come sottoprodotti, fornendo i criteri e le modalità di utilizzo delle stesse e prevedendo, invece, l assoggettamento alla disciplina dei rifiuti in caso di mancato rispetto dei requisiti previsti dalla norma stessa. Con la finalità di uniformare l applicazione della relativa normativa sul territorio regionale, la Regione Piemonte aveva emanato le Linee guida per la gestione delle terre e rocce da scavo, approvate con D.G.R. n del Sulla Gazzetta Ufficiale n.221 del 21/09/2012 è stato pubblicato il Regolamento recante la disciplina dell utilizzazione delle terre e rocce da scavo Criteri qualitativi da soddisfare per essere considerati sottoprodotti e non rifiuti adottato con Decreto del Ministero dell Ambiente n.161 del 10/08/2012, convertito nella L. n.27/2012. Il regolamento fornisce i criteri per considerare tali materiali sottoprodotti e non rifiuti, ma non Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 11 di 24

13 risulta comunque applicabile a tutte le casistiche. L entrata in vigore del regolamento ha abrogato l art. 186 del D.Lgs. n.152/06, nonché delle Linee Guida regionali. Sostanziali modifiche alla specifica normativa si sono registrate nel 2013 con l emanazione dei seguenti due disposti: L. n.71/13 del , art. 8 bis, limita l applicazione del D.M. n.161/12 ai progetti soggetti a VIA o AIA e rende nuovamente vigente le disposizioni dell art. 186 del D.Lgs. n.152/06, in attesa di una specifica disciplina per la semplificazione amministrativa delle procedure, per i piccoli cantieri (volume inferiore a m 3 ); L. n.98/13 del , abroga l art. 8 bis della Legge n.71/13, e disciplina che le materie provenienti da scavi (terre e rocce) siano sottoposte alla disciplina dell art. 184/bis del D.Lgs. n.152/06, fatto salvo i cantieri soggetti a VIA o AIA per i quali vale il D.M. n.161/12. In sintesi, quindi, le attuali disposizioni prevedono che: i materiali provenienti dagli scavi di opere sottoposte a VIA o AIA siano soggetti alle disposizioni previste dal D.M. n.161/2012; i materiali derivanti da scavi per opere non sottoposte a VIA o AIA (indipendentemente dal volume) o derivanti da piccoli cantieri (volume inferiore ai 6 m 3 ) siano soggetti ai disposti dell art. 184 bis del D.Lgs. n.152/06. In entrambi i casi, il materiale per essere sottoposto alla specifica normativa di settore deve rispettare gli specifici requisiti sopra riportati. In particolare, la possibilità di gestire il materiale di scavo come sottoprodotto dell attività comporta la non necessità di inviarlo in discarica, ma, nel rispetto di specifici requisiti, di: utilizzarlo nel corso della realizzazione della stessa opera nel quale è stato generato, o di un opera diversa, per la realizzazione di reinterri, riempimenti, rimodellazioni, rilevati, ripascimenti, interventi a mare, miglioramento fondiari o viari oppure altre forme di ripristini e miglioramenti ambientali; in processi produttivi, in sostituzione al materiale da cava. In ogni caso, il materiale dev essere idoneo all utilizzo, senza alcun trattamento ulteriore diverso dalla normale pratica industriale. Inoltre, il materiale deve presentare requisiti di qualità ambientale che lo rendano idoneo all utilizzo previsto. Nello specifico ambito, non essendo l opera sottoposta a VIA, può essere applicato quanto previsto dalla L. n.98/13. La norma prevede che il proponente o il produttore attesti il rispetto dei quattro punti sopra indicati, mediante una autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del DPR 445/2000) da presentare all'arpa (comma 2) territorialmente competente, precisando le quantità destinate all utilizzo, il sito di deposito ed i tempi previsti per l utilizzo, che non possono comunque superare un anno dalla data di produzione, salvo il caso in cui l opera nella quale il materiale è destinato ad essere utilizzato preveda un termine di esecuzione superiore. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 12 di 24

14 Le attività di scavo devono essere autorizzate dagli enti competenti in quanto attività edilizie e quindi il processo di autocertificazione dovrà comunque essere coordinato con l iter edilizio. Il produttore (comma 3) deve inoltre confermare l avvenuto utilizzo alle Arpa in riferimento al luogo di produzione e di utilizzo. Il trasporto (comma 4) avviene come bene/prodotto. La dichiarazione deve contenere sufficienti indicazioni sulla quantità e qualità dei materiali da scavo e sui siti interessati (produzione, deposito e utilizzo), al fine di permettere la verifica del rispetto delle quattro condizioni (indicate nel comma 1 dell art. 41bis) indispensabili per poter classificare il materiale come sottoprodotto. L autocertificazione (riportata nell ALLEGATO 1) prevede che il proponente dichiari che il materiale scavato rispetta i requisiti di qualità imposti dalla normativa stessa (colonne A e B Tabella 1 allegato 5 del Titolo V, parte IV, del d. lgs. 152/06 e s.m.i.). Tale conformità può essere dimostrata (punto F della dichiarazione): da informazioni pregresse ed indirette e, pertanto, i materiali da scavo non sono stati sottoposti a specifica indagine ambientale, mediante un piano di accertamento analitico. 3.2 INQUADRAMENTO NORMATIVO RIFIUTI I materiali derivanti da qualsiasi attività di demolizione sono soggetti direttamente alla disciplina in materia di rifiuti, in particolare il D.Lgs. n.152/2006 e s.m.i. (tra cui: D.Lgs. n.4/2008; L. n.2/2009; L. n.13/2009; D.Lgs. n.128/2010; D.Lgs. n.205/2010). Il produttore è tenuto a classificare i rifiuti, attribuendo un codice CER e consegnare i materiali ad un soggetto terzo autorizzato. Per le attività di demolizione si riporta nella seguente tabella i possibili codici CER cui fare riferimento. Tabella 1 Indicazione dei possibili codici CER per le attività di demolizione Codice CER Descrizione cemento mattoni mattonelle e ceramiche * miscugli o frazioni separate di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, contenenti sostanze pericolose miscugli o frazioni separate di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce legno vetro plastica * vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati * miscele bituminose contenenti catrame di carbone miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce * catrame di carbone e prodotti contenenti catrame Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 13 di 24

15 rame, bronzo, ottone alluminio piombo zinco ferro e acciaio stagno metalli misti * rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose * cavi, impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose cavi, diversi da quelli di cui alla voce * materiali isolanti contenenti amianto * altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci e * materiali da costruzione contenenti amianto * materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce * rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti mercurio * rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti PCB (ad esempio sigillanti contenenti PCB, pavimentazioni a base di resina contenenti PCB, elementi stagni in vetro contenenti PCB, condensatori contenenti PCB) * altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci , e I rifiuti prodotti potranno essere stoccati temporaneamente presso il cantiere in attesa dello smaltimento. In tal caso, si applicano le norme relative al deposito temporaneo, di cui all art. 183 del D.lgs. 152/06, il quale si intende qui interamente richiamato. Si precisa in particolare che: i rifiuti dovranno essere accorpati a seconda delle caratteristiche merceologiche e di pericolosità (terreno, plastica, cemento, metalli, etc.); Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 14 di 24

16 in ogni caso, lo stoccaggio (deposito temporaneo) in attesa dello smaltimento dovrà essere effettuato in modo da non generare dispersione di materiali e/o contaminanti verso l atmosfera e/o il suolo e sottosuolo; i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: - con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; - quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi; - in ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno Gestione dei materiali da scavo come rifiuti Anche i materiali derivanti da attività di scavo possono essere gestiti secondo questa normativa. In tal caso dev essere attribuito un codice CER. È opportuno sottolineare come la caratterizzazione del materiale da scavo (terre e rocce) come rifiuto segue criteri completamente diversi a quelli necessari per la caratterizzazione dello stesso ai fini della sua gestione come sottoprodotto. Si riportano i codici CER attribuibili al materiale da scavo per la sua gestione nell ambito della normativa per rifiuti. Tabella 2 Codici CER per materiale da scavi Codice CER Descrizione * terra e rocce, contenenti sostanze pericolose terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce Fatta salva la possibilità di conferimento in discarica, nel caso di rifiuti classificati con CER , il materiale può essere destinato a recuperi (R10=recupero ambientale; R5=recupero come rilevato o sottofondo; R5=recupero nell industria della ceramica o dei laterizi). Al fine di poter effettuare attività di recupero dev essere nota almeno in maniera approssimativa la qualità del materiale, che condiziona il possibile utilizzo. In tal caso per il recupero ambientale e recupero come rilevato e sottofondo devono essere eseguiti dei test di cessione. Nel caso in cui il materiale sia destinato all industria della ceramica e laterizi dev essere nota la qualità commerciale. Inoltre, per destinare il materiale a tale tipologie di recuperi devono essere rispettati specifici requisiti Individuazione delle discariche autorizzate Al fine della gestione del materiale proveniente dalle attività di scavo e di demolizione, sono state individuate sul sito della Regione Piemonte ( possibili impianti autorizzati al loro trattamento. Tale individuazione ha mero carattere indicativo. In fase di realizzazione delle opere spetterà all Impresa aggiudicataria individuare i siti autorizzati. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 15 di 24

17 Il sito della Regione richiede che vengano indicati i CER dei materiali da trattare. A tal fine, si è fatto riferimento al codice 17 Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati), adottando i seguenti CER: legno, per il materiale derivante da attività di decespugliamento; miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce (miscele bituminose contenenti catrame di carbone), per le attività di parziale demolizione delle pavimentazioni asfaltate esistenti; rifiuti misti dell attività di costruzione, diversi da quelli di cui alle voci , e , per le attività di demolizioni di opere varie (opere in c.a., muretti di confine, etc ). Preliminarmente, in attesa di una classificazione del materiale da sottoporre a scavo, si assume che questo non presenti la connotazione di pericolosità. Tabella 3 Individuazione di possibili impianti autorizzati Codici CER autorizzati Denominazione Indirizzo Tipologia Borgotti Teresa S.r.l. Verbania Operazioni di recupero rifiuti (R3, R4, R5, R11, R12, R13) Cooperativa Sociale Risorse OO Verbania Operazioni di recupero rifiuti (R3, R5, R13) R.D.S. recupero demolizioni stoccaggio rottami Trontano Operazioni di recupero rifiuti (R13) Impresa Amigliarini S.n.c. Villadossola Operazioni di recupero rifiuti (R5, R13) Frantossola S.r.l. Vogogna Operazioni di recupero rifiuti (R5, R13) Conser V.C.O. S.p.A. Mergozzo Operazioni di recupero rifiuti (R3, R12, R13, R11) Operazioni di smaltimento rifiuto (D15) Cusiana Recycling S.r.l. Verbania Operazioni di recupero rifiuti (R12, R11, R13) Il sogno Cooperativa Sociale Onlus Villadossola Operazioni di recupero rifiuti (R13) Operazioni di smaltimento rifiuto (D15) Frua Cav.Mario S.p.a. Impianto mobile Operazioni di recupero rifiuti (R5) Giovanni Scaramozza & C. S.n.c. Impianto mobile Operazioni di recupero rifiuti (R5) Non sono stati individuati sul territorio provinciale impianti autorizzati alla gestione del materiale di scavo. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 16 di 24

18 4. MATERIALE DA APPROVVIGIONARE Per la realizzazione delle opere in progetto risulta necessario, tra le altre attività, prevedere l approvvigionamento di materiale anidro (per la realizzazione delle nuove pavimentazioni ed il ripristino di quelle esistenti) e di massi di grosse dimensioni, per la realizzazione delle opere all interno dell alveo del Rio Crotta. 4.1 INDIVIDUAZIONE DELLE CAVE AUTORIZZATE Sono stati individuati preliminarmente possibili siti di approvvigionamento del materiale necessario alla realizzazione delle opere, consultando il sito tematico regionale ( riportati nella seguente tabella dove in giallo sono indicati i siti con autorizzazione scaduta da più di tre anni. Anche in questo caso, in fase di realizzazione delle opere, spetterà all Impresa aggiudicataria individuare i siti di approvvigionamento più idonei. Tabella 4 Cave e miniere attive nella provincia di Verbania Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 17 di 24

19 ALLEGATI Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 18 di 24

20 ALLEGATO 1 Modulo autorichiarazione ARPA Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 19 di 24

21 DICHIARAZIONE IN MERITO AL RISPETTO DEI CRITERI PREVISTI IN TEMA DI RIUTILIZZO DI TERRE E ROCCE DA SCAVO DAL COMMA 1 DELL ART. 41bis DEL DECRETO LEGGE 21 GIUGNO 2013, N 69, RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RILANCIO DELL ECONOMIA, CONVERTITO CON MODIFICHE NELLA LEGGE N 98 DEL 9 AGOSTO 2013 Sezione A: dati del proponente Il sottoscritto proponente DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ (RESA AI SENSI DELL ART. 47 E DEL ART. 38 DEL D.P.R. 28/12/2000, N. 445) Cognome Nome C.F. nato a: in qualità di: della: Residente in il: Qualifica rivestita: proprietario, titolare, legale rappresentante, amministratore, ecc. Ragione sociale ditta, impresa, società, ente, Via n civico CAP Comune Provincia Telefono 1 Telefono 2 e mail DICHIARA Che i materiali da scavo provenienti dal sito di produzione identificato nella Sezione B della presente dichiarazione, rientranti nell ambito definito all art. 1 comma 1, lettera b) del d.m. 10 agosto 2012, n. 161, prodotti nel corso di attività e interventi autorizzati in base alle norme vigenti come indicato nella Sezione B della presente dichiarazione, sono sottoposti al regime di cui all art. 184 bis del d.lgs. 152/06 poiché rispettano le disposizione di cui all art. 41bis del decreto legge 21 giugno 2013, n 69 convertito con modifiche nella legge n 98 del 9 agosto 2013 Sezione B: dati del sito di produzione Sito di origine Via n civico CAP Comune Provincia Tipo di intervento Riferimenti catastali (Foglio, particelle, sub particelle, ) Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 20 di 24

22 Destinazione urbanistica (da PRGC) del sito di produzione Autorizzato 1 da: Autorità competente che ha autorizzato l opera da cui originano i materiali di scavo Mediante: Riferimenti autorizzativi concernenti l opera da cui originano i materiali di scavo (estremi, tipologia, data e protocollo) Dimensione dell area: Indicare la dimensione dell area in metri quadri Quantità prodotta: Indicare la quantità prodotta in metri cubi in banco metri cubi in cumulo Sezione C: dati dell eventuale sito di deposito intermedio I materiali di scavo, quando non direttamente destinati al sito di riutilizzo, saranno depositati: Presso il sito di produzione; Presso il sito di destinazione; Presso il seguente sito di deposito intermedio, diverso da quelli di produzione e di destinazione: Sito (denominazione Via n civico CAP Comune Provincia Di proprietà di: Gestito da: Periodo di deposito: Indicare la proprietà del sito di deposito intermedio Indicare il responsabile della gestione del sito di deposito intermedio giustificare se superiore ad anni 1 1 Come precisato nel comma 2 dell art. 41bis, Le attività di scavo e di utilizzo devono essere autorizzate in conformità alla vigente disciplina urbanistica e igienicosanitaria. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 21 di 24

23 Sezione D: dati del sito 2 di destinazione I materiali di scavo verranno: avviati ad un ciclo produttivo destinati a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo Sito di destinazione (da compilare in entrambi i casi) Denominazione Via n civico CAP Comune Provincia Tipo di intervento (ciclo produttivo, recuperi, ripristini, ) Riferimenti catastali (Foglio, particelle, sub particelle, ) Destinazione urbanistica (da PRGC) del sito di destinazione Autorizzato 3 da: Autorità competente che ha autorizzato l opera che prevede il riutilizzo di materiali di scavo (se pertinente) Mediante: Riferimenti autorizzativi concernenti l opera di destinazione dei materiali di scavo (estremi, tipologia, data e protocollo) Quantità di cui si prevede l utilizzo: Indicare la quantità che si intende utilizzare in: metri cubi in banco metri cubi in cumulo Sezione E: tempi previsti per l utilizzo I tempi previsti per il riutilizzo 4 sono i seguenti: Data inizio attività di scavo: Data ultimazione attività di scavo: Data inizio attività riutilizzo: Data ultimazione attività di riutilizzo: 2 Nel caso siano presenti più siti di destinazione, fornire le informazioni richieste per ogni sito. 3 Si veda la nota 1 alla pagina precedente. 4 Si ricorda che i tempi previsti per il riutilizzo non possono superare un anno dalla data di produzione, salvo il caso in cui l opera nella quale il materiale è destinato ad essere utilizzato preveda un termine di esecuzione superiore. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 22 di 24

24 Sezione F: qualità dei materiali da scavo Ai fini dell utilizzo, come previsto dal comma 1, lettera b), dell art. 41bis, dichiara che i materiali da scavo, destinati a recuperi, ripristini, rimodellamenti, riempimenti ambientali o altri utilizzi sul suolo, rispettano i valori delle concentrazioni soglia di contaminazione di cui alle colonne A e B Tabella 1 allegato 5 del Titolo V, parte IV, del d. lgs. 152/06 e s.m.i., con riferimento alle caratteristiche delle matrici ambientali e alla destinazione d uso urbanistica del sito di destinazione e che i materiali non costituiscono fonte di contaminazione diretta o indiretta per le acque sotterranee, fatti salvi i valori di fondo naturale. A tal proposito, precisa che la dimostrazione del rispetto dei limiti tabellari previsti dalla norma in relazione alla destinazione d uso del sito a cui sono destinati i materiali stessi 5 : è stata desunta da informazioni pregresse e indirette e, pertanto, i materiali da scavo non sono stati sottoposti a specifica indagine ambientale in quanto: provengono da un sito mai interessato da attività o eventi potenzialmente contaminanti; il sito si trova infatti in area residenziale e/o agricola ovvero in area in cui, pur avendo gli strumenti urbanistici definito un cambio di destinazione d uso ad aree commerciali e/o industriali, l attività commerciale e/o industriale non è mai stata svolta; l area non è ricompresa nella fascia limitrofa a strade di grande comunicazione e non ricade in zone interessate da fenomeni di elevato fondo naturale o di inquinamento diffuso; altro (specificare) è stata verificata sulla base di un piano di accertamento analitico, di cui si indicano sinteticamente le modalità 6, adeguatamente condotto; ha portato ad accertare un superamento dei valori tabellari per alcuni parametri, attribuibile a caratteristiche naturali del terreno o a fenomeni naturali e, di conseguenza, le concentrazioni misurate nell ambito di un apposito piano di accertamento analitico, di cui si indicano sinteticamente le modalità 7, sono relative a valori di fondo naturale 8. Analogamente, è stato verificato che il sito di destinazione ha caratteristiche analoghe e confrontabili per tutti i parametri oggetto di superamento nella caratterizzazione del sito di produzione. In merito all eventuale interessamento del sito da parte di interventi di bonifica ai sensi della parte Quarta, Titolo V, del d. lgs. 152/06 e s.m.i., precisa che: Il sito non è mai stato interessato da interventi di bonifica; Il sito è interessato da interventi di bonifica in corso; Il sito è stato interessato da un intervento di bonifica, concluso e certificato, con rispetto di: CSC (Colonna A Residenziale, verde pubblico e privato, agricolo) CSC (Colonna B Commerciale o industriale) CSR (Concentrazioni soglia di rischio sulla base di analisi di rischio sito specifica) Dichiara che i materiali da scavo destinati ad essere utilizzati nei siti prescelti: non necessitano di essere sottoposti ad alcun preventivo trattamento, fatte salve le normali pratiche industriali e di cantiere; hanno caratteristiche chimico e chimico fisiche tali che il loro impiego nei suddetti siti non determina rischi per la salute e per la qualità delle matrici ambientali interessate; 5 Indicare la/le alternativa/e prescelta/e. 6 Sintetizzare le modalità e i risultati, eventualmente in un breve allegato. 7 Vedi nota precedente. 8 In tal caso, il sito di destinazione dovrà essere nel medesimo ambito territoriale di quello di produzione per il quale è stato verificato che il superamento è dovuto a fondo naturale. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 23 di 24

25 saranno conferiti con modalità tali da assicurare il rispetto delle norme di tutela delle acque superficiali e sotterranee, della flora, della fauna, degli habitat e delle aree naturali protette; non sono contaminati con riferimento alla destinazione d uso dei rispettivi siti prescelti e sono compatibili con i medesimi siti; soddisfano i requisiti merceologici e di qualità ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo a emissioni e impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli autorizzati per l impianto dove sono destinati ad essere utilizzati. Dichiara di essere informato, ai sensi del comma 3 dell art. 41bis, che il completamento delle operazioni di utilizzo dovrà essere comunicato alle Arpa territorialmente competenti, con riferimento al luogo di produzione e di utilizzo. Dichiara che il trasporto dei materiali di scavo, assoggettato al regime proprio dei beni e dei prodotti, verrà effettuato nel rispetto di quanto previsto dal comma 4 dell art. 41bis del decreto legge 21 giugno 2013, n 69 convertito con modifiche nella legge n 98 del 9 agosto Dichiara che la modifica dei requisiti e delle condizioni indicate nella presente dichiarazione verrà comunicata entro 30 giorni al Comune del luogo di produzione e all Arpa 9 territorialmente competente. Dichiara infine di: essere consapevole delle sanzioni penali, previste in caso di dichiarazione non veritiere e di falsità negli atti dall articolo 76 del DPR 445/2000, e della conseguente decadenza dei benefici di cui all articolo 75 del DPR 445/2000; essere informato che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con mezzi informatici, esclusivamente per il procedimento per il quale la dichiarazione viene resa (art. 13 d. lgs. 196/2003). Data Firma 10 9 La comunicazione della variazione all Arpa, sebbene non obbligatoria per legge, risulta utile al fine dell aggiornamento dei dati relativi alla specifica situazione. 10 La presente dichiarazione deve essere sottoscritta dall interessato in presenza del personale addetto, ovvero sottoscritta e presentata unitamente alla fotocopia non autenticata di un documento di identità valido del sottoscrittore. Gruppo Ingegneria Torino S.r.l. Pag. 24 di 24

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