LA TUTELA PENALE NEL FURTO D IDENTITÀ E NELLE FRODI ALLE CARTE DI PAGAMENTO

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1 LA TUTELA PENALE NEL FURTO D IDENTITÀ E NELLE FRODI ALLE CARTE DI PAGAMENTO Cons. Adelchi d Ippolito V. Capo Ufficio Legislativo - Finanze

2 LA NORMATIVA PENALE DI RIFERIMENTO IN TEMA DI FURTO D IDENTITÀ E DELLE FRODI ALLE CARTE DI PAGAMENTO Furto d identità: Art. 494 c.p. (Sostituzione di persona) Illecito utilizzo di Carte di pagamento : Art. 55 n. 9 D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonché della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione. Pubblicato nella Gazz. Uff. 14 dicembre 2007, n. 290, S.O) - (norma già esistente art. 12 D.l. 3 maggio 1991 n. 143)

3 ALTRI REATI CHE IN PARTICOLARI CASI POSSONO CONCORRERE: 640 c.p. (Truffa) 640-ter c.p. (Frode informatica) 648 c.p. (Ricettazione)

4 ALTRA NORMATIVA A TUTELA DEI DATI PERSONALI Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Art. 1. Diritto alla protezione dei dati personali 1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano. omissis Art Trattamento illecito di dati 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi. 2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.

5 PRINCIPALI CONDOTTE CRIMINOSE CON LE QUALI AVVIENE IL FURTO D IDENTITÀ E FRODI CON LE CARTE DI PAGAMENTO INTERNET mediante la fraudolenta intrusione nei sistemi e dati informatici INTRUSIONE NEI SERVIZI ON LINE sistemi bancomat e ad altri servizi elettronici forniti dalle banche, dalle società erogatrici di servizi, etc FORNENDO INFORMAZIONI PERSONALI a terze persone che spacciandosi per falsi appartenenti ad una Autorità, Ente o semplicemente addetti alla rete vendita di una società richiedono la compilazione di questionari etc TRASHING rovistando nei rifiuti solidi urbani di casa o di una azienda dove si trovano sicuramente utenze, estratti conto, buste intestate e altri documenti contenenti dati personali SEGUE

6 TELEFONINI mediante la ricezione di messaggi (SMS, ) che inducono il ricevente a fornire i propri dati con la promessa, ad esempio, di partecipare ad un concorso a premi RUBANDO portafogli, borse, materiale contenuto nelle cassette della posta dove vengono recapitati estratti conto, pin vari, dati fiscali, bollette delle utenze etc RETRIBUENDO fonti interne a strutture regolari come ad esempio pagando un dipendente di un negozio per farsi rilasciare dati di un cliente

7 LA FATTISPECIE PREVISTA E PUNITA DALL ART. 494 C.P. CODICE PENALE LIBRO SECONDO Titolo VII - Dei Delitti contro la fede pubblica Capo IV Della falsità personale 494. (Sostituzione di persona).chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica con la reclusione fino a un anno.

8 ART. 494 C.P. (SOSTITUZIONE DI PERSONA) Fatto costitutivo: Indurre taluno in errore sostituendo illegittimamente la propria all altrui persona o attribuendo a sé o ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici Il delitto si consuma nel momento in cui taluno è stato indotto in errore attraverso le condotte sopra indicate Elemento soggettivo: il dolo specifico consiste nel fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio (patrimonmiale o meno) o di arrecare ad altri un danno SEGUE

9 Per la configurabilità del reato è irrilevante il fine che l agente si è proposto sia raggiunto o meno Il tentativo è possibile e si ha quando l agente abbia utilizzato uno dei mezzi fraudolenti senza però indurre in errore taluno Pena: reclusione fino a un anno Procedibilità: ufficio arresto non consentito fermo non consentito

10 - INTERNET E TUTELA DELLA FEDE PUBBLICA - Con sentenza della Cassazione Penale (Sent. n del ) è stata confermata la dichiarazione di colpevolezza di Mario (nome di fantasia) in ordine al reato p. e p. dagli artt. 81, 494 c.p., contestatogli perchè, al fine di procurarsi un vantaggio e di recare un danno a Giulia (nome di fantasia), creava un account di posta elettronica, (account di fantasia), apparentemente intestato a costei, e successivamente, utilizzandolo, allacciava rapporti con utenti della rete internet a nome di Giulia, così induceva in errore sia il gestore del sito sia gli utenti, attribuendosi il falso nome di Giulia. La Corte ha riconosciuto in questo caso sussistente la responsabilità penale di Mario che aveva aperto un account di posta elettronica utilizzando i dati di un altra persona esistente e mediante questo aveva allacciato rapporti in rete con altri utenti, in quanto si ravvisava la lesione del bene tutelato dalla norma di cui all art. 494 c.p.: la fede pubblica

11 ART. 494 C.P. (SOSTITUZIONE DI PERSONA) - RAPPORTI CON ALTRI REATI - Sussiste concorso formale di reati tra la TRUFFA (ART. 640 C.P.) e la sostituzione di persona, poiché si tratta della medesima condotta che integra due ipotesi delittuose diverse e tra loro autonome: ne consegue che lo stesso comportamento ben può realizzare l'elemento materiale di entrambi i reati. Sez. V, sent. n del (ud. del ), D'Achille (rv ). SEGUE

12 LA FATTISPECIE PREVISTA E PUNITA DALL ART. 55 n. 9 D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 (che ha sostituito l art. 12 D.l. 3 maggio 1991 n. 143) omissis Titolo V DISPOSIZIONI SANZIONATORIE E FINALI Capo I - Sanzioni penali Art. 55. Sanzioni penali. 9. Chiunque, al fine di trarne profitto per sè o per altri, indebitamente utilizza, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 310 a euro. Alla stessa pena soggiace chi, al fine di trarne profitto per sè o per altri, falsifica o altera carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi, ovvero possiede, cede o acquisisce tali carte o documenti di provenienza illecita o comunque falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi..

13 La norma prevede condotte differenziate e punisce chiunque, al fine di trarne profitto : indebitamente utilizza, falsifica o altera, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all acquisto di beni o alla prestazione di servizi possiede, cede o acquisisce tali carte e documenti di provenienza illecita, falsificati o alterati, nonché ordini di pagamento prodotti con essi SEGUE

14 Pena: reclusione da uno a cinque anni e multa da 310 a euro Procedibiltà: ufficio arresto: facoltativo Fermo non consentito

15 Norma volta a tutelare: gli interessi patrimoniali del titolare; l interesse pubblico affinchè il sistema finanziario non venga utilizzato a fini di riciclaggio; la fede pubblica

16 SOSTITUZIONE DI PERSONA E USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO RAPPORTI TRA GLI STESSI REATI Il reato di indebita utilizzazione di carta di credito o di pagamento, assorbe il reato di sostituzione di persona, di cui all'art. 494 cod. pen., ogni qual volta la sostituzione contestata sia stata posta in essere con la stessa condotta materiale integrante il primo reato. Ed infatti, l'ipotesi delittuosa dell'indebito utilizzo del mezzo di pagamento lede, oltre al patrimonio, anche la pubblica fede, mentre l'art. 494 cod. pen. contiene una clausola di riserva destinata ad operare anche al di là del principio di specialità ("se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica). Sussiste, invece, concorso materiale tra gli stessi reati nel caso in cui la sostituzione sia stata realizzata con un'ulteriore e diversa condotta rispetto a quella che ha integrato l'altra fattispecie delittuosa. Sez. V, sent. n del (ud. del ), Ferruti (rv ).

17 SOSTITUZIONE DI PERSONA E USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO RAPPORTI TRA GLI STESSI REATI Commette reato di sostituzione di persona, truffa e utilizzo indebito di carte di credito chi illecitamente sottrae numeri di carte di credito inviando a diversi soggetti sms ingannevoli nei quali, prospettando acquisti mai effettuati dai legittimi titolari, invita questi ultimi a contattare un numero telefonico dove una voce registrata, spacciandosi per il call center dell'istituto emittente, richiede i dati delle suddette carte. I dati così raccolti, in alcuni casi, sono utilizzati per effettuare degli acquisti. Trib. Milano,

18 USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO CASI PARTICOLARI Il delitto di indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento di cui all'art. 12 l.n. 197 del 1991, prima fattispecie, punisce la lesione del diritto incorporato nel documento, del quale il solo titolare può disporre in modo esclusivo; esso dunque, prescinde dal possesso del documento ed è applicabile nel caso dell'indebito utilizzo di carta di credito realizzato via Internet. Cass. pen. Sez. I, , n

19 USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO CASI PARTICOLARI L'indebita utilizzazione, a fini di profitto, della carta di credito da parte di chi non ne sia titolare, integra il reato di cui all'art. 12 della legge n. 143 del 1991, indipendentemente dal conseguimento di un profitto o dal verificarsi di un danno, non essendo richiesto dalla norma che la transazione giunga a buon fine. Cass. pen. Sez. I, , n

20 USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO CASI PARTICOLARI Non integra il reato di cui all'art. 12 D.L. n. 143 del 1991 il possesso di una carta di credito denunciata come smarrita se al momento dell'accertamento della detenzione la stessa risulti scaduta e non sia stato accertato il possesso della medesima prima della data di scadenza della validità. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la sussistenza del reato in considerazione del fatto che il documento, totalmente privo delle sue originarie caratteristiche di strumento finanziario, non poteva più assolvere alcuna funzione di "credito" ovvero di "prelievo di contante" nel circuito elettronico o commerciale, nè era idonea ad alcun uso per la sua palese irricevibilità ed inefficacia). Cass. pen. Sez. II, , n

21 USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO RAPPORTI CON ALTRI REATI L'indebita utilizzazione, a fine di profitto proprio o altrui, da parte di chi non ne sia titolare, di carte di credito o analoghi strumenti di prelievo o pagamento, integra il reato previsto dall'art. 12 D. L. 3 maggio 1991, n. 143, conv. dalla L. 5 luglio 1991, n. 197, e non quello di truffa, che resta assorbito. (Nell'affermare tale principio la Corte ha precisato che l'eventuale conseguimento, da parte dell'agente, dell'ingiusto profitto con correlativo danno del soggetto passivo rileva, comunque, sotto il profilo della dosimetria della pena) Cass. pen. Sez. Unite, , n

22 USO FRAUDOLENTO DI CARTE DI PAGAMENTO RAPPORTI CON ALTRI REATI Fra la disposizione relativa al delitto di truffa e quella relativa all'indebito utilizzo di carte di credito da parte del non titolare di cui all'art. 12 d.l. 3 maggio 1991 n. 143, conv. in l. 5 luglio 1991 n. 197, deve essere escluso il concorso di reati sia perchè non si è in presenza di due fatti completamente distinti dalla materialità della condotta - dal momento che l'adozione di artifici o raggiri è uno dei possibili modi in cui si manifesta l'indebito utilizzo di una carta di credito - sia perchè la tutela del patrimonio individuale, che costituisce l'obiettività giuridica della truffa, non è estranea alla "ratio" incriminatrice dell'art. 12; ne consegue che tra le due norme sussiste un rapporto di genere a specie sussumibile all'interno dell'art. 15 c.p., tale per cui la condotta di "indebito utilizzo" di cui all'art. 12 può essere considerata speciale rispetto a quella prevista dall'art. 640 c.p., e dunque unicamente applicabile al fatto concreto. Cass. pen. Sez. Unite, , n

23 Indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione. La previsione di cui all art. 12 d.l. 3 maggio 1991, n. 143, conv. in l. 5 luglio 1991, n. 197 nella parte in cui punisce il possesso, la cessione, o l acquisizione di carte di credito o di pagamento o qualsiasi altro documento analogo che abiliti all acquisto di beni o alla prestazione di servizi di provenienza illecita, nonché di ordini di pagamento prodotti con essi - non si pone in termini di concorso apparente di norme con il delitto di ricettazione sia perché manca il requisito dell'entità del fatto che costituisce il presupposto per l applicabilità di detto istituto, sia perché l art. 12 cit. criminalizza condotte - quali il possesso e la ricezione di carte di credito e similari contraffatte o alterate, penalmente indifferenti prima dell emanazione del d.l. n. 143 del che non possono rientrare nella fattispecie di cui all art. 648 c.p.; fra i due reati si configura un concorso materiale considerato che l art. 12 contiene la generica espressione di provenienza illecita, che non qualifica il tipo di illiceità che può essere civile, amministrativa o anche penale, se tali documenti sono prodotto o profitto di reato contravvenzionale, mentre l art. 648 c.p. delimita al delitto la provenienza illecita dei documenti ricevuti, acquistati o occultati. Cass. Pen., Sez. Un., 28 marzo 2002, n

24 ALCUNI NUMERI SUL FENOMENO CRIMINALE DELLE FRODI CREDITIZIE COLLEGATO AL c.d. FURTO D IDENTITÀ CASI DI TENTATIVI DI FRODE CREDITIZIA NEL 2006 (+55% rispetto al 2005) 4. IMPORTO MEDIO DI 5.301,00 EURO MILIONI DI EURO SOTTRATTI CON LE FRODI CREDITIZIE 6. TEMPI MEDI DI SCOPERTA DELLE FRODI 206 GIORNI 7. TEMPI MEDI DI SCOPERTA DELLE FRODI 580 GIORNI SE POSTE IN ESSERE CON L ATTIVAZIONE DI UNA CARTA DI CREDITO A NOME DELLA VITTIMA Fonte Osservatorio Frodi Creditizie CRIF SEGUE

25 3. PROFILO-TIPO VITTIMA UOMINI DI ETÀ TRA 30 E 40 ANNI 4. PREVALENTEMENTE LIBERI PROFESSIONISTI 5. QUASI NELLA TOTALITÀ DEI CASI LE VITTIME DELLA FRODE PRESENTANO DENUNCIA CONTRO IGNOTI 6. NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI LA FRODE NON VIENE REALIZZATA NEL LUOGO DI RESIDENZA DELLA VITTIMA 7. I PIÙ COLPITI SONO I RESIDENTI IN CAMPANI, LOMBARDIA, LAZIO SICILIA, PUGLIA Fonte Osservatorio Frodi Creditizie CRIF

26 CONSEGUENZE LEGATE AL FURTO D IDENTITÀ oltre ai casi più noti in cui l illecito è finalizzato al reperimento di dati personali per fini di lucro (acquisti di prodotti anche on-line -, movimenti bancari, incasso di titoli di credito, etc) provocando alla vittima un danno economico di più o meno rilevante dimensione Un soggetto può subire il furto di altri dati personalissimi come ad esempio il furto dei propri dati sanitari, che se utilizzati per fini illeciti nei confronti della vittima potrebbero rilevarsi di grave entità sotto ogni profilo, compromettendo persino la sua salute.

27 ESPERIENZE PROFESSIONALI DI NATURA INVESTIGATIVA EFFETTUATE SUL CAMPO Lungaggini nelle risposte da parte di banche, finanziarie, intermediari etc; Documentazione della clientela acquisita da operatori finanziari con scarsa attenzione (semplici fotocopie di documenti d identità, etc) senza effettuare un minimo elementare riscontro (anche una semplice consultazione all elenco abbonati Telecom avrebbe permesso di scovare la truffa )

28 POSSIBILI SOLUZIONI PER CONTRASTARE IL FENOMENO CRIMINALE... rafforzare i processi di identificazione e di autenticazione (già previsti nei disegni di legge A.S. n. 414 e A.S. n. 507) Inasprimento della pena prevista e punita dall art. 494 del codice penale (sarebbe auspicabile elevare ad un rango superiore la tutela del furto d identità del cittadino, in quanto paradossalmente vivere in parallelo la vita di un altra persona è meno grave di un furto di prodotti al supermercato p.p. dagli artt. 624, 625 c.p.) SEGUE

29 Creazione di sistemi più sicuri per chi esercita un attività nella quale è indispensabile la trattazione e conservazione di dati personali Maggiore collaborazione da parte dei privati con le Autorità investigative non solo sotto il profilo della qualità e quantità delle informazioni fornite, ma anche in termini di celerità aspetto fondamentale e necessario alle investigazioni per individuare gli autori delle frodi in tempi ragionevoli SEGUE

30 Maggiore accortezza da parte degli utenti internet - mai rispondere ad dove si richiedano dati personali (password, nome utente, coordinate bancarie, numero di carta di credito e non cliccare su link di cui si ignora l origine, utilizzare password sicure e complesse che non si riferiscano ad esempio al nome, cognome, data di nascita etc) Controllare sempre e con attenzione gli estratti conto delle carte di credito e del conto corrente SEGUE

31 e tanta attenzione da parte di ognuno di noi nel custodire, trattare, fornire ed eliminare documenti che contengano dati, notizie ed altro di natura personale

32 Fine

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