L'art. 3 principio di uguaglianza in quanto per il medesimo fatto illecito i cittadini devono sottostare a norme giuridiche differenti.

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1 Indennizzo diretto Che cos'è l'indennizzo diretto E' un nuovo sistema risarcitorio introdotto con decreto legge (cioè senza passare dal normale dibattimento e votazioni presso la camera e il senato). Il sistema prevede che ogni danneggiato dovrà obbligatoriamente rivolgersi per ottenere il risarcimento di cui ha diritto non alla compagnia di chi gli ha generato il danno ma direttamente alla propria. Cosa cambia rispetto alla procedura cid (constatazione amichevole) Con il cid chi subisce un danno può scegliere a quale compagnia rivolgersi avvalendosi eventualmente di uno specialista (avvocato o esperto di infortunistica stradale) che tuteli il rispetto dei suoi diritti e gli fornisca ogni tipo di assistenza e informazione utile a ottenere un risarcimento equo in tempi certi. La spesa di consulenza legale viene risarcita, come previsto dalla legge e confermato da recentissime sentenze della corte di cassazione, dalla compagnia assicurativa del veicolo che genera il danno. Con l'indennizzo diretto le compagnie assicurative di fatto isoleranno la vittima che sarà obbligato a rivolgersi alla propria assicurazione e a non avvalersi, se non pagandola di tasca propria, di una consulenza tecnica e legale per ottenere il risarcimento. Perchè danneggia l'assicurato e avvantaggia la compagnia assicurativa L'indennizzo diretto mette sullo stesso ring Davide e Golia. Il cittadino viene scoraggiato ad avvalersi di un consulente di parte capace di curare i suoi interessi. E' infatti semplicemente improbabile pensare che le compagnie assicurative preferiranno tutelare gli interessi dei danneggiati a discapito dei loro. E' infatti obiettivo dichiarato delle compagnie ridurre il costo medio dei sinistri e quale metodo migliore se non ostacolando la comunicazione tra danneggiato e specialista capace di effettuare una quantificazione migliore del danno subito?e' di tutta evidenza che a parità di danno fisico i danneggiati assistiti da un esperto hanno la quasi certezza di ottenere risarcimenti migliori rispetto alla vittima della strada che si fida delle valutazioni partigiane della compagnia assicurativa. Incostituzionalità dell'indennizzo diretto Claudio Scajola, ex ministro delle attività produttive, il 21 Giugno 2005 dichiarava Il Governo chiederà al Parlamento apposita delega per introdurre un sistema generalizzato di indennizzo diretto del danno La delega, obbligatoria, non è stata mai richiesta ma l'indennizzo diretto è divenuto ugualmente legge. Vuole l'ex ministro Scajola spiegarci come questo sia stato possibile senza violare le leggi dello Stato? Il codice delle assicurazioni che introduce l'indennizzo diretto è stato approvato per decreto legislativo. Ma che cos'è un decreto legislativo?e' una norma dell'ordinamento giuridico con forza di legge emanato, in via eccezionale, dal Governo su delega del Parlamento e nel rispetto dei principi generali indicati nella delega stessa. La delega 229 del 29 Giugno 2003 prevedeva il riassetto delle disposizioni in materia di assicurazioni con tutela dei consumatori e, in generale, dei contraenti più deboli avendo riguardo alla correttezza del processo di liquidazione dei sinistri Isolare per mesi una vittima della strada dalla legittima assistenza di un esperto indipendente risponde ai principi di tutela dei consumatori? O forse favorisce in maniera scandalosa solo gli interessi multimiliardari delle compagnie assicurative? L'iter procedurale del decreto legge imponeva un parere del Consiglio di Stato ma lo schema di Codice sul quale il consiglio di Stato si è espresso è stato successivamente modificato e non conteneva alcuna norma relativa all'indennizzo diretto! Viste le modifiche e le introduzioni sarebbe stato obbligatorio sottoporre nuovamente al Consiglio di Stato il codice ma sarebbe scaduta la delega temporale conferita. Visti gli interessi in gioco di una corporazione quale quella delle compagnie assicurative si è per caso preferito non rispettare la legge? L'incostituzionalità dell'indennizzo diretto per eccesso di delega Il potere normativo delegato non può, nel caso concreto, estendersi sino all'innovazione sostanziale o all'abrogazione di fatto di norme esistenti in quanto la legge delega non lo prevedeva. Il decreto legislativo ha infatti modificato sostanzialmente i diritti dei danneggiati, facoltà non concessa dalla legge delega!

2 L'incostituzionalità dell'indennizzo diretto per violazione dei diritti fondamentali dell'individuo. L'indennizzo diretto viola due norme fondamentali previste dalla carta costituzionale: L'art.24 diritto di difesa il quale, pur non essendo totalmente sconfessato viene sicuramente fortemente limitato in quanto la procedura di indennizzo diretto, in alcuni casi, pone le spese di giudizio non a carico della compagnia assicurativa soccombente bensì a carico del danneggiato sempre nell'interesse del danneggiato. L'art. 3 principio di uguaglianza in quanto per il medesimo fatto illecito i cittadini devono sottostare a norme giuridiche differenti. L'indennizzo diretto si applica infatti solo escludendo alcuni rari casi. Quando non si applica l'indennizzo diretto Quando i veicoli coinvolti siano più di due Quando uno dei veicoli non sia regolarmente assicurato Quando uno dei veicoli non è stato immatricolato in Italia Quando una delle due parti coinvolte non sia un veicolo a motore Quando vi siano coinvolti pedoni, ciclisti o beni immobili Quando il danno non è derivante da circolazione stradale Quando le lesioni riportate siano superiori al 9% d'invalidità permanente Altro elemento la cui valutazione sarebbe interessante approfondire è come un privato cittadino possa valutare autonomamente i punti di invalidità permanente patiti se non fidandosi ciecamente del giudizio di un funzionario della sua compagnia nell'interesse della consorella (così si chiamano tra loro le compagnie assicurative, immaginate quanta intenzione abbiano di farsi reale concorrenza tali sorelle...), nei confronti della quale dovrà poi rivalersi, e del sistema il cui obbiettivo dichiarato è abbattere drasticamente l'importo dei risarcimenti. Secondo quale logica, inoltre, un incidente tra due veicoli deve veder citato in giudizio un soggetto non responsabile dell'accaduto (la propria compagnia)? Il danneggiante potrebbe addirittura non essere a conoscenza di un processo in atto! Perché invece in un incidente tra tre veicoli è necessario citare sia i danneggianti che le relative compagnie? Può un cittadino avere le conoscenze giuridiche necessarie per districarsi in tale macchinosa normativa o è giusto che venga assistito da un professionista che tuteli lui e non gli interessi economici di un'assicurazione? Identico danno, risarcimento diverso L'indennizzo diretto crea disparità di trattamento a parità di danno. Infatti per decreto vengono stabiliti anche gradi di responsabilità e limiti di risarcibilità dei danni accessori. Di fatto un ciclista investito da un'auto potrebbe essere risarcito in maniera migliore di un automobilista investito da altra auto che subisca lo stesso identico danno fisico o vedersi, a parità di dinamica, addirittura attribuire una percentuale di torto o ragione diversa! Più burocrazia uguale più velocità? L'indennizzo diretto burocratizza enormemente le procedure risarcitorie. 1) Hai un incidente e ti rivolgi alla tua compagnia assicurativa 2) La tua compagnia assicurativa si mette in contatto con la compagnia di controparte 3) Entrambe le compagnie aprono una posizione di sinistro 4) La compagnia di controparte scrive al proprio assicurato per avere l'altra versione sulla dinamica dell'incidente 5) A questo punto il danneggiato deve pregare che la dinamica sia chiarissima altrimenti c'è il rischio che le rispettive compagnie sposino tesi differenti iniziando a rimbalzarsi la responsabilità del sinistro e del risarcimento. Come è umanamente pensabile sperare che una procedura illogica (si chiedono i danni a chi non li ha cagionati) e con più interlocutori possa velocizzare le già scandalosamente lente procedure di risarcimento? 4 mesi per un parafango? Ecco come sarà possibile Attualmente la compagnia ha 30 giorni di tempo per formulare offerta risarcitoria in caso di cid firmato o 60 giorni con la procedura ordinaria. Ora le compagnie potranno dilatare enormemente questi tempi senza incappare in sanzioni o denunce. 1) Danno a cose. Ricevuta la richiesta danni, la compagnia ha 30 giorni di tempo per richiedere integrazioni di elementi (tantissimi e spesso richiesti più volte dalla compagnia anche quando già tutti

3 comunicati) E' sufficiente la mancanza di uno solo di questi dati per regalare alla compagnia con una semplicissima letterina altri 30 giorni. Lettera e richiesta replicabile potenzialmente un numero infinito di volte. Nessun cittadino comune sa scrivere una richiesta danni a norma e questo le compagnie lo sanno benissimo. Terminata questa fase la compagnia assicurativa ha ulteriori 60 giorni per formulare un'offerta. Facile capire quindi come per ottenere un risarcimento di un parafango si potrà ragionevolmente attendere anche 4 mesi. 2) Danni fisici La nuova normativa prevede che il danneggiato alleghi alla richiesta danni relazione medico legale attestante l'invalidità permanente patita. Questa relazione viene scritta solo ad infortunio chiuso e a postumi stabilizzati e che quindi è realistico, visti i tempi dati dalla nuova normativa alla compagnia, attendere non meno di sei mesi per un danno lieve e anche più del doppio per un danno di maggiore entità. Periodo nel quale la vittima dovrà sostenere di tasca sua tutte le spese. E' chiaro che una vittima della strada in condizioni economiche non floride tenderà a tutelare meno la sua salute contraendo le spese visti i costi di visite specialistiche, terapie riabilitative, farmaci e quant'altro. Il ricco avrà accesso alle migliori cure possibili, il povero no. Le responsabilità delle associazioni consumatori Per quanto scandaloso e incostituzionale l'indennizzo diretto è un'iniziativa che una realtà potentissima quale quella delle assicurazioni è riuscita ad ottenere e userà per massimizzare i profitti. Non essendo l'assicurazione un ente benefico ma bensì una delle più redditizie macchine da soldi attualmente esistenti (insieme con le banche hanno il 10% del prodotto interno lordo italiano)lavorano efficacemente per diventare sempre più ricchi. Ma chi avrebbe dovuto e potuto ostacolare il decreto legge? I partiti? Non siamo così ingenui dal pensarlo e come evidenziato in un moto di sincerità dall'onorevole Raisi Se vogliamo parlar chiaro, ogni partito ha le sua assicurazione. La più grave responsabilità per l'approvazione di questo decreto è, a nostro avviso, da attribuirsi alle associazioni consumatori che godono ancora di immeritato credito agli occhi dei cittadini. Come evidenziato dall'avvocato Carlo Testa Bisognerebbe creare un'associazione per difendere i consumatori dall'associazione consumatori. Ma come nasce questo tradimento ben più doloroso? Le associazioni consumatori sono un a realtà redditizia: non a caso ne sono sorte a decine (avete mai visto la corsa a fondare realtà perdenti?) 17 delle quali raccolte nel CNCU (Consorzio Nazionale Consumatori Utenti). Politicamente influente, dipende direttamente dal ministro delle attività produttive, quel ministro casualmente primo firmatario del decreto e presidente di commissione per il codice delle assicurazioni e per colmo di beffa rappresentante al tavolo di lavoro sull'indennizzo diretto nella duplice veste di ministro del governo proponente la norma e presidente dell'associazione che dovrebbe vigilare sulla stessa. Il controllato che fa anche il controllore! Ma come mai tutto il CNCU, al di là del suo partigianissimo presidente, ha benedetto questo regalo alle assicurazioni? Forse perché le stesse associazioni ricevono fondi per decine di milioni di euro dallo stesso ministero? (Oltre miliardi di vecchie lire nel solo 2003). Nel più totale silenzio del mondo dell'informazione dal 2001 a oggi le associazioni consumatori hanno benedetto ogni riforma che toglieva diritti alle vittime per arricchire le compagnie. Una prova? La legge 57 del Finalmente una legge che unifica i diritti del cittadino di Bolzano con quello di Reggio Calabria! Così avevano cantato il loro evviva le associazioni consumatori. Ogni tribunale ha infatti tabelle di risarcimento differenti. Prese da troppa esultanza le associazioni si sono dimenticate però di dire ai cittadini che casualmente erano stati uniformati i risarcimenti ribassando gli stessi su scala nazionale del 30% con punte del 50%!!! Nel un genovese di 20 anni con un danno di 9 punti veniva risarcito con euro e uno di Bari con Dopo la nuova legge quant'è la cifra che ha uniformato i diritti? !!!VERGOGNA!!! (http://www.aneis.it/tabelle.html) Non contenti, nel 2003 la legge 273 ha ulteriormente ridotto i risarcimenti alle vittime della strada. Prima legge con governo di centrosinistra, seconda legge con governo di centrodestra. Gli interessi assicurativi non hanno colore politico, Mediolanum (Forza Italia) e Unipol (DS) abbracciano l'arco costituzionale in una morsa letale per il cittadino... Secondo l'associazione consumatori l'indennizzo diretto porterà vantaggi al cittadino; secondo gli analisti di borsa è però vero l'esatto contrario tanto che Chevreux ha alzato la valutazione del titolo Fonsai inserendolo nella lista dei titoli più interessanti a livello europeo. Secondo gli analisti l'indennizzo diretto potrebbe tradursi in un aumento dell'utile per la compagnia di circa il 25%. E ancora: Axa ha comunicato di voler TRIPLICARE nel giro di pochi anni il proprio risultato operativo. Non fatichiamo a capire come.

4 Associazioni consumatori:silenzio al dissenso Se grande spazio è stato dato dai media all'accordo con le associazioni consumatori sono passate invece sotto silenzio le perplessità di chi già, anche all'interno delle associazioni stesse, ha capito che la realtà rischia di essere ben diversa da quanto sbandierato. Ecco alcuni estratti di una comunicazione dell'associazione consumatori CODICI Il cittadino rinuncia al suo diritto di avvalersi di un professionista di parte, avvocato o perito che sia, e si mette nelle mani della propria compagnia, che deve rispondere ad obblighi contrattuali di correttezza e buona fede. Un po poco soprattutto perché, viste le numerose multe inflitte alle compagnie negli ultimi anni, sembrano davvero poche quelle corrette... Il regolamento cita i benefici che devono avere gli assicurati dall introduzione dell indennizzo diretto, ma senza fissarne né l entità né l ente preposto al controllo... Il cittadino che subisce un incidente va dalla propria compagnia a compilare una dichiarazione dove deve indicare anche l entità del rimborso richiesto. Per fare questo viene aiutato dagli operatori della propria compagnia, che è quella che pagherà... Si profila almeno un conflitto di interessi. Ma almeno servirà a ridurre le tariffe? A differenza delle associazioni consumatori abbiamo smesso di credere alle favole da molto tempo. Ogni legge risarcitoria al ribasso è stata avvallata con la promessa di riduzioni sulle tariffe mai avvenute. Casualmente gli utili del settore Rc Auto sono invece puntualmente schizzati alle stelle. Le associazioni consumatori non sono state capaci di notare tutti questi favori alle compagnie o fanno finta di non vedere? Tutti i favori della politica alle assicurazioni Risarcimenti per colpo di frusta dimezzati con apposito decreto Legge 57/2001 (vedi sopra) Legge 273/2003 (vedi sopra) 2 anni di prescrizione contro i 5 anni di ogni altro danno derivante da responsabilità civile Obbligo di presentazione fattura per danno cose pena la restituzione del risarcimento alla compagnia. E non si vogliono fermare qui!!! E' in preparazione una tabella nazionale per i danni dai 10 ai 100 punti. Visti i benefici economici che le compagnie hanno ottenuto dalla prima tabella nazionale perché non riprovarci su vasta scala? Anche qui l'associazione consumatori brilla per efficienza: uno degli esperti medico legali nominati a tutela degli interessi dei cittadini è infatti un noto consulente di importanti compagnie assicurative... Il presidente dell'ania (Associazione nazionale imprese assicurative) auspica, in una recente intervista a La Repubblica l'applicazione di una franchigia di 3 punti sui danni fisici. Le compagnie assicurative riuscirebbero così a non pagare un solo centesimo per la stragrande maggioranza delle lesioni. Esiste un limite alla loro ingordigia? Come tutelarsi La sentenza n. 180 del 2009 della Corte Costituzionale ha ribadito in maniera definitiva la facoltatività della procedura di indennizzo diretto. IL DANNEGGIATO HA FACOLTA' DI SCEGLIERE DA CHI FARSI RISARCIRE. Forti di questa sentenza potete pertanto avvalervi del nostro servizio di consulenza, assistenza e tutela legale stragiudiziale gratuita anche in caso di sinistro rientrante tra i casi previsti dall'indennizzo diretto. Siamo stanchi di vedere come i soldi presi dalle nostre tasche con aumenti continui ed ingiustificati (gli incidenti sono diminuiti e i risarcimenti sono stati tagliati) finiscano in quelle dei manager delle compagnie assicurative (stipendi anche di 3 milioni di euro l'anno) e in aperture o acquisizioni di banche (Unipol,Ras,Sai, Toro,Generali...) 4 gruppi assicurativi detengono l'80% del mercato rendendo di fatto inesistente la concorrenza, 17 compagnie sono state condannate nel 2002 per pratica di cartello e l'istituto Superiore di Vigilanza sulle Assicurazioni Private (ISVAP) sanziona annualmente le compagnie per milioni di euro per le numerose violazioni commesse. Volete fidarvi di simili compagni di viaggio? Conclusioni

5 L'indennizzo diretto priva la vittima di un incidente stradale del diritto di difesa a spese della compagnia dell'investitore nel momento più importante e difficile: i primi mesi. L'ex Ministro Scajola conosceva così poco quanto aveva appena firmato da indicare quale grande conquista del decreto il risarcimento delle persone trasportate in caso d'incidente. Un diritto esistente da vent'anni!!! Lo stesso politico presentando il decreto ha annunciato che lo stesso potrebbe portare ad una riduzione del 15% delle polizze ed è stato smentito lo stesso giorno dal presidente dell'associazione delle compagnie assicurative. Valuteremo nel medio periodo gli eventuali benefici della nuova normativa che sono tutti da verificare Le compagnie hanno solo intenzione di far lievitare gli utili non certo di abbassare i prezzi. Le compagnie hanno ottenuto continui provvedimenti limitativi dei diritti dei danneggiati, hanno beneficiato del calo di incidenti con la patente a punti e hanno comunque costantemente aumentato le tariffe! Non è comprimendo i diritti che si riducono le tariffe! A nulla è valsa l'indignazione dell'associazione vittime della strada, gli unici che hanno vissuto sulla loro pelle le speculazioni economiche delle compagnie e che ben capiscono gli effetti deleteri per il cittadino di questa nuova procedura. Difendete i vostri diritti affidandovi a chi da anni lotta per gli interessi della comunità contro i grandi potentati economici che giorno dopo giorno limitano i vostri diritti per alimentare il business miliardario delle assicurazioni!

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