RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

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1 C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

2 PREMESSA E MOTIVAZIONI La presente proposta si colloca nell ambito del progetto legalità, portato avanti da vari anni nel nostro Circolo Didattico e nasce dall esigenza di prevenire il disagio giovanile e favorire il benessere scolastico dei nostri alunni, di promuovere il rispetto della persona umana al fine di favorirne lo spirito di collaborazione e costruzione. Il progetto di Prevenzione al bullismo è finalizzato a fare in modo che i processi di inserimento nel gruppo e l intreccio di relazioni con i coetanei all interno della scuola avvengano in modo positivo allo scopo di prevenire episodi di prepotenze e di vittimismo. A tal fine si mira a potenziare negli alunni una crescita sociale attraverso un approccio ai problemi comportamentali di tipo empatico, il cui fine è promuovere una riflessione sulle dinamiche relazionali, sui segnali di disagio, sullo star bene a scuola. Gli interventi che si possono realizzare con gli alunni della scuola primaria agiscono ad un livello di prevenzione primaria del disagio, in chiave però di promozione del benessere. Essi non trattano quindi specificamente con soggetti a rischio, ma nel suo svolgimento sono pronti ad accogliere l eventuale disagio, che, durante i percorsi, può emergere.«l ottica della promozione è una logica vincente perché persegue obiettivi che effettivamente favoriscono la qualità della vita, le risorse sane e positive.

3 AVVIO DELLE ATTIVITÀ Il progetto in fase di avvio ha subìto delle modifiche sostanziali dovute soprattutto alla decurtazione del finanziamento richiesto, pertanto si è dovuto procedere alla riorganizzazione della struttura del progetto stesso. E stato dato ampio spazio solo al lavoro didattico che si è svolto all interno delle programmazioni di classe. Si sono evitati: gli incontri con esperti esterni; Visite guidate presso le amministrazioni locali (Vigili Urbani e Carabinieri) che prevedevano spese di bus per lo spostamento; Acquisto di libri sul tema.

4 Il progetto è strutturato in 4 livelli d intervento. Questi rappresentano i filoni principali delle varie aree da sviluppare e permettono un lavoro che coinvolge tutto il sistema scolastico. 1) La comunità scolastica : Programmazione scolastica sul bullismo. 2) Il singolo (alunno-docente-genitore) : Sostegno individuale attraverso attività di couseling. 3) Il gruppo classe -Attività curriculari che approfondiscono argomenti inerenti a: violenza,cooperazione, accettazione della diversità. Attività per il potenziamento delle abilità sociali (autostima-empatia ).Attività specifiche sul bullismo. 4) La comunità locale : lavoro di sensibilizzazione verso l opinione pubblica per conoscere maggiormente il problema del bullismo. Supporto con operatori (sportello di ascolto e sostegno psico-pedagogico).

5 ATTIVITÀ D INTERVENTO 1-Giochi di avvio 2 -Gruppo classe 3 Autostima ed emozioni 6 -Bilancio 5 -Bullismo 4 Convivenza civile

6 ATTIVITÀ PROGETTUALI GIOCHI DI AVVIO -Conoscere e ascoltare se stessi e gli altri attraverso l utilizzo di giochi e schede per sviluppare la conoscenza di sé e dell altro. Capire che la pluralità dei soggetti è una ricchezza per tutti. Si procederà con le seguenti attività: 1 - presentarsi nel gruppo 2 - Caratterizzarsi individualmente. 3-Valorizzarsi reciprocamente. 4 -Fidarsi dell altro.5-giochi di ruolo sull accettazione dell altro. 6 - Insieme e diversi. GRUPPO CLASSE -Costruire la dimensione dell essere gruppo attraverso la rivalutazione del singolo individuo come risorsa importante del gruppo. Si procederà con le seguenti attività: 1 - Costruire la fiducia in se stesso. 2 Saper condividere. 3 Il contatto fisico. 4 Accordare la massima fiducia all altro. 5 -Imparare ad ascoltare. 6 Imparare ad esprimersi. 7 Imparare a discutere democraticamente insieme. 8 Conoscere e usare mezzi non verbali come comunicazione alternativa. 9 Affiatarsi nel dialogo. AUTOSTIMA ED EMOZIONI -Conoscere e ascoltare se stessi e gli altri. Nel lavoro con i bambini uno degli obiettivi più significativi è di coinvolgerli e farli parlare di sé. Dialogando con l insegnante e i compagni, i bambini parlano anche con se stessi, costruendo le basi per un significativo dialogo interiore. Si procederà con le seguenti attività: 1 Emozioni e sentimenti 2 Uso della favola come mezzo per raccontare in libertà emozioni ed esperienze. 3 - Uso del diario con condivisione periodica. 4 -Amici di se stessi: aspetti positivi e negativi. 5 Accettazione serena dei propri limiti e costruzione di atteggiamenti positivi.

7 ATTIVITÀ PROGETTUALI CONVIVENZA CIVILE -Costruire un sistema di regole, comportamenti, atteggiamenti che aiutino a vivere bene con se stessi e con gli altri. Codice di regole e di comportamenti condivisi (esempio: costruire insieme il regolamento di classe con norme e sanzioni). Si procederà con le seguenti attività: 1-Regole per stare insieme. 2 Norme morali, di etichetta, giuridiche. 3-Regole non scritte: a scuola chi decide? 4 Regole scritte: in classe. 5 Cambiare le regole e proporre una sanzione. 6 Succede in classe: aver cura dei beni comuni.7- Diritti e doveri. 8 Giustizia o libertà? 9 Diritto alla libertà. 10 Cittadini consapevoli si diventa. IL FENOMENO BULLISMO -Conoscenze delle problematiche legate al fenomeno del bullismo e lettura di forme di illegalità all interno della collettività. Si procederà con le seguenti attività: 1 - Attività didattiche specifiche con tecniche comunicative di base (letture, disegni, film, testi, racconti, lavori di gruppo). 2 - Questionari per raccogliere informazioni. 3 -Fruizione di materiale audiovisivo e/omultimediale ad hoc. 4 Stesura di una mini guida informativa sul problema trattato. BILANCIO FINALE Raccolta di tutto il materiale prodotto e condivisione attraverso la pubblicazione e distribuzione alle famiglie della guida informativa realizzata dalle classi. Mostra scolastica finale dei lavori prodotti.

8 METODOLOGIA Nella fase di lavoro curricolare, pur demandando alla libertà dei docenti le scelte metodologiche più adatte agli stili cognitivi degli alunni, si è ritenuto opportuno individuare nelle strategie di tutoring, di cooperative learning e di gruppo, quelle privilegiate anche in relazione alle finalità del progetto. La metodologia di lavoro individuata per il raggiungimento degli obiettivi ha utilizzato tecniche di: Educazione socio-affettiva modello di intervento psico-pedagogico che tende a migliorare nell individuo la conoscenza di sé e facilita nel gruppo classe la comunicazione tra i membri. Sviluppo di Comunità modello di intervento centrato sullo sviluppo della Comunità basato sulla partecipazione dei cittadini, con finalità di promuovere, gestire e controllare il cambiamento nel tempo. Ricerca Azione Partecipata modello di intervento psico-sociale che si basa sull uso delle risorse interne della comunità, e che, oltre a fornire uno strumento importante per l autopromozione e l autosviluppo, favorisce la possibilità di rivitalizzare i processi partecipativi e a potenziare il tessuto delle comunità. lavoro di Rete modello che si basa sulla formazione di legami sociali stretti tra le persone e la strutturazione di forme di aiuto reciproco tra le persone stesse. L intento è di stimolare i legami solidaristici tra le persone.

9 RELAZIONE FINALE Il progetto "No al Bullismo" ha permesso non solo di affrontare un problema complesso come quello delle prepotenze a scuola, ma anche e soprattutto di sperimentare metodologie didattiche non utilizzate usualmente. La finalità principale era quella di far sentire gli alunni "protagonisti" e non solo fruitori di una iniziativa che, partita come input iniziale dalle insegnanti, è stata progettata e realizzata nelle parti più importanti e caratterizzanti da loro stessi. Durante il percorso sono emersi i problemi relazionali della classe che sono stati riconosciuti e discussi, senza peraltro essere completamente risolti e superati: gli alunni hanno così potuto rilevare quanto sia difficile il cambiamento degli atteggiamenti e quanto sia importante essere consapevoli di quello che facciamo e pensiamo. La modalità comunicativa all interno della classe è stata soddisfacente non solo perché ha stimolato flussi comunicativi diretti fra gli alunni, interesse e partecipazione attiva, ma anche perché ha favorito l'esercizio della democrazia e della legalità, basate sul rispetto delle regole (alzare la mano, aspettare il proprio turno, non disturbare ) e sullo scambio di opinioni. L'attività di lavoro comunitario si è rilevata molto gratificante per gli alunni e ha visto il costituirsi di gruppi misti in cui anche gli alunni più timidi e isolati hanno avuto modo di sperimentare una situazione più coinvolgente basata su un lavoro di tipo pratico. In conclusione il bilancio del progetto "No al Bullismo" può ritenersi decisamente positivo sia dal punto di vista didattico che formativo, non solo per gli alunni ma anche per gli insegnanti.

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