DELLE MAESTRE IN GENERE

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1 DELLE MAESTRE IN GENERE 1. Perché le Figlie di Maria che saranno destinate ad essere maestre si facciano sante, bisogna che si guardino da un gran pregiudizio, di cui il demonio si servirà per abbatterle, e scoraggiarle. Farà loro credere che il loro uffizio non sia una gran cosa, che facciano poco bene e che forse ne farebbero più, se fossero fuori. Se non altro farà che invidino quelle che sono addette agli Ospedali, ed agli appestati parendo loro che avranno tante belle occasioni di penare, di patire e di fare del gran bene intorno a quegli infelici, né quali si asconde il nostro caro Gesù. A questo modo otterrà che si stanchino, che si annoino delle loro giornaliere occupazioni, e forse ancora della vita religiosa. Otterrà, almeno che operino con minore studio ed impegno, e quindi meno bene, e le terrà lontane da quella perfezione, cui tutte debbono e tutte puonno egualmente aspirare. 2. Per prevenire, e dissipare, o almeno tener lontano questa diabolica tentazione, oltre quello che sopra abbiamo dato degli Uffizii in genere, avranno sempre presente: 1. Che se preme aiutare gli infermi, perché risanino nel corpo e nell anima, preme forse anche più di aiutare le anime sui primi anni della lor vita, onde preservarle da tanti mali e peccati, ai quali bene spesso non v è più rimedio; 2. Che se rende a Dio un grande servizio chi si occupa a richiamare a Dio i poveri peccatori, lo rende forse ancora più grande chi si adopera perché le anime non l offendano, ma anzi lo conoscano, lo amino e lo servano fedelmente; 3. Che infra tante fanciulle che loro saranno affidate molte si daranno ad una vera pietà, ed alcune anche alla vita perfetta e si faranno sante, e tante altre ne aiuteranno a santificarsi, o almeno a salvarsi; 4. Che anche quelle che poco potessero approfittare venendo a scuola, e mentre sono sotto la loro direzione, si può sperare che col tempo Dio si servirà delle buone massime loro instillate per toccare loro il cuore, e richiamarle a sé quando che sia; 5. Che imparando a leggere, a cucire, ed altre industrie, colle quali mantenersi onestamente, si deve sperare che faranno esse pure del bene, o che almeno faranno meno male, e meno peccati; 6. Che, se non altro, mentre sono con loro stanno lontane da tanti pericoli, e schivano tanti peccati che farebbero di più, e farebbero fare anche ad altri coi loro scandali, e colla loro dissipazione e si occupano invece in cose oneste e vantaggiose, e lodano Esse pure Iddio; 140 Delle Maestre in genere

2 7. Che si rende un gran servizio ai loro parenti, al pubblico, ed alla Chiesa, togliendo quelle povere fanciulle dall ozio, dalla dissipazione, dal pericolo, dagli scandali, ed incamminandoli al bene; 8. Che quando pure altro non si facesse che insegnar loro un po bene la Dottrina Cristiana, sarebbe questo solo una gran bene; 9. Che questo loro uffizio di insegnare colla voce e coll esempio, è proprio quello che ha esercitato Gesù Cristo nei tre anni della sua predicazione, e quello che ha confidato ai suoi apostoli; 10. Che Gesù Cristo non si asconde solo negli infermi e nei carcerati, ma in tutti i poveri e negli ignoranti, e che perciò lo debbono considerare in tutte quelle fanciulle, che sono date loro a dirigere o ad istruire, e che ha detto chiaro nel suo Vangelo, che chi lo serve a questo modo, gli è fratello, sorella e madre; 11. Che quando pure fra tante non arrivassero a salvarne che una, quella sola sarebbe un grande acquisto, e tale da assicurare insieme anche l anima propria; 12. Che anche non salvandone alcuna, e non ritraendo alcun bene per quelle, non per questo sarebbe perduta la loro mercede, che è certa e grande, e già sicura in cielo, come ha promesso il Salvatore dove, al dire delle Scritture, Esse debbono brillare come tante stelle per tutta l eternità, e forse ancora come tanti soli circondate da tutte quelle anime che mediante il loro uffizio avranno aiutato a salvarsi. 3. Ma se grande è il ministero, e grandissimo il merito, non è per altro meno difficile e laborioso per le grandi e nobilissime virtù che bisogna continuamente esercitare: continuo Ritiro, Silenzio, Modestia, Prudenza, Pazienza, Studio, Mortificazione, Dissimulazione, Carità (senza parlare delle altre che sono comuni a tutte le Suore). Se non altro quella vita sempre monotona ed uniforme esige un grande esercizio di fede, di speranza, di carità, e di altre virtù, per le quali la religiosa maestra può sperare che la sua vita sia un continuo sacrificio alla Divina Maestà, e come un lento martirio, che sarà poi dal Signore coronato non meno di quelli che si acquistano spargendo il sangue per la fede. Beato quelle che lo imprenderanno e saranno perseveranti, senza smarrirsi, fino alla fine. 4. Debbono ancora considerare che, se l Uffizio di Maestra è meno strepitoso ed apparente, e sembra perciò meno eroico, è anche meno esposto a tanti pericoli, in mezzo ai quali continuamente, si aggirano le povere Suore che sono destinate agli ospedali, alle carceri, e ad altri più difficili ministeri. 5. Con questi ed altri simili riflessi si animeranno ad imprendere con gran zelo ed impegno il loro ministero, qualunque sia la scuola, o la direzione dell opera che loro venga affidata, né mai si faranno rincrescere qualunque cura, studio, o fatica per grave, Delle Maestre in genere 141

3 noiosa, ed anche spregevole agli occhi del mondo mentre sanno che dee servire a dar tanta gloria a Dio, a salvar quelle anime ed a glorificare la propria. E per non essere mai trascurate nei loro doveri, sarà pur bene che ricordino come invece di premio e di gloria avrebbero castigo da Dio, se per loro colpa quelle fanciulle facessero cattiva riuscita. 6. A ben riuscire per tanto in questo ministero difficile, ma sublime, conviene che prima di tutto si spoglino di certi vizii e difetti, che più direttamente si oppongono al fine dello stesso, quali sono l impazienza che si manifesta con moti di sdegno e di dispetto, la troppa serietà, l immodestia, la vanità, la verbosità, la inconsiderazione nel parlare, la propria lode, il puntiglio, il risentimento, le cattive maniere nel correggere, la predilezione o parzialità, la poca pulizia, il tedio nell ascoltare, nell insegnare o nel correggere, l avvilimento quando le cose vanno male, la poca confidenza in Dio, la poca orazione sia per sé che per le fanciulle, e soprattutto gli scrupoli. Non si può credere il male, che le ansietà e le legature di spirito cagionano in una Maestra di Scuola: Ella non è più buona per metà. E quanto al trattarle tutte egualmente, e senza parzialità, sappiano che è cosa ben difficile, ma altrettanto necessaria. Si esaminino spesso su questo punto, se non vogliono inciamparvi, e cagionar de gran male, ed infiniti scontentamenti, e forse ancora degli scandali. 7. Debbono in secondo luogo armarsi, e perfezionarsi sempre più in quelle virtù che più conferiscono ad ottenere il fine del loro ministero, quali sono la pazienza, la calma (sì interna, che esterna, ma quest ultima segnatamente), l aria dolce, affabile, e piuttosto allegra, la mansuetudine, la prudenza, la dissimulazione, la discrezione, la buona maniera, una grandissima confidenza in Dio ed in Maria, ma soprattutto una grande indefessa carità, che insegni loro a curare quelle povere fanciulle come mandate loro da Dio perché si salvino, e non lasciando mai di sperare, per cattive ed ingrate che siano, che da un ora se le troveranno compagne in Paradiso. 8. Bisogna poi che amino lo studio di tutte quelle cose che debbono insegnare, e non stancarsi mai, mai, mai di rivederle, e di meglio impararle, anche le più secolaresche, come sono le mode oneste (delle poco oneste non ne studieranno, e non ne insegneranno a qualunque costo, e in nessun tempo, mai) perché, in buona sostanza, non si può insegnar bene quello che non si sa bene. Bisogna anche studiare il modo d insegnarlo, e le industrie che giovano a fare che le scolare studino e imparino meglio. Si guardino dalla tentazione che è tanto facile a sorprenderle, che questi studi non si convengano troppo ad una religiosa; siano anzi certe, che fatti con lo spirito della Regola, saranno loro più meritori che altri Spirituali Esercizi, i quali non siano secondo la Regola. 142 Delle Maestre in genere

4 9. Un altro grandissimo studio da farsi si è quello del modo con cui dirigere, e accaparrarsi l animo delle fanciulle. Questo bisogna che lo dia proprio il Signore, e bisogna domandarlo, come lo domandò e lo ottenne Salomone per governare l immenso popolo che Dio gli aveva affidato. Bisogna però fare le nostre parti, e adoperarsi per quel che possiamo, e sappiamo. 1. Procurino dunque, in primo luogo, di amar davvero e dimostrare un grande amore alle fanciulle che sono loro affidate, perché nessuno ama chi non riarma, e se non sono da loro amate, né anche verranno alla scuola, o staranno volentieri con loro, e non impareranno la metà di quello che imparerebbero amando le loro Maestre, e vedendosi da loro amate. Sudino quindi l indole loro, e si adattino al naturale di ciascheduna quanto è possibile. 2. Non si mostrino mai avverse o disgustate del loro uffizio, ma se ne facciano vedere sempre impegnate, appassionate, e premurose. 3. Non siano facili a mostrarsi disgustate delle loro scolare o dipendenti; e quando lo debbono dimostrare per correggerle, e anche per castigarle (lo che faranno il più raro, ed il più poco possibile), facciano capire, che lo fanno proprio per forza, e con loro dispiacere, e subito dopo tornino amiche ed allegre come se nulla fosse avvenuto. 4. Qualche volta vedendo piccoli mancamenti, sarà bene dissimulare, cioè mostrare di non vederli o di non saperli; come pure, quando sono manifesti, minacciare di volerli punire, e poi non farlo, lasciando credere che siano scordati; oppure cominciare un castigo, e poi perdonarlo, o anche introdurre qualche persona che lo faccia perdonare per grazia. Per la stessa ragione è bene non avvilirle né in faccia ai Superiori, né in presenza degli esterni, né quando vengono a trovarle i loro parenti o genitori; e quando si dovesse manifestare qualche loro mancanza dire anzi meno che più del vero. 5. Non bisogna però lodarle molto, massime in loro presenza, perché non vi entri la superbia che guasta tutto: altro è scusare i difetti, ed altro è lodare: tutta la lode in loro presenza ha da consistere nel dire, che si spera che approfitteranno, e nulla più. 6. Vedendo che alcuna non cede né alla correzione né al castigo, sarà bene di provare, se potesse vincersi e guadagnarsi colla promessa di qualche premio straordinario. 7. Ma soprattutto bisogna sempre tenerle raccomandate a Dio e a Maria; e le più cattive bisogna aiutarle con qualche preghiera straordinaria e fino con qualche penitenza e domandarle proprio per grazia. 10. Altra cosa, cui debbono invigilare le Maestre si è di non allontanarsi mai delle Regole. Vi sono dei casi, né quali pare che il fare diversamente gioverebbe assai, eppure Delle Maestre in genere 143

5 s ingannano. La mancanza della Regola non può portare che male, o subito, o almeno col tempo. E dove non puonno tutte osservarsi per i particolari Regolamenti delle opere ai quali bisogna uniformarsi, dee la Superiora manifestar bene ogni cosa alla Superiora Generale e stare a quanto verrà dalla stessa ordinato. 11. Quanto alle opere che hanno speciali direttori e Superiori, bisogna sempre uniformarsi ai loro ordini, anche quando non sono i più favorevoli al bene, purché non portino vero male, del che si dee sempre lasciare il giudizio alla Superiora; né mai è bene il disgustarli, se non pretendono cose pienamente contrarie alla legge di Dio o della Chiesa. Abbiano per certo in questo punto, che co secolari ci vuole benissimo della pazienza; ma con questa, colla buona maniera, e col Divino aiuto, che bisogna implorare, si ottiene tutto. Bisogna anche avvertire che tanto pel bene delle opere, quanto per quegli stessi, bene spesso si ottiene più col pretender meno e rimettendosi alla loro discrezione, che troppo insistendo e pretendendo per le cose migliori e sante; siccome pure stimano più la nostra Religione e pietà, se ne parliamo poco e con riserbo, e non ci rifiutiamo di parlare delle arti, delle industrie, e di altre cose, come le dicono Essi, filantropiche e sociali. Questo può farsi in sicura coscienza, purché non si dicano cose che ridondino in danno della Religione medesima, massime col fine di fare il bene dell opera e di loro stessi. 12. In qualunque tempo, in qualunque luogo ed opera e con qualunque siasi persona, curino sempre la pulizia, le buone maniere e la dolcezza. Queste virtù edificano i buoni, guadagno i cattivi, e piacciono sempre a tutti. Bisogna però guardarsi, che non ci portino a scordar la modestia e quel religioso contegno che non deve mai scompagnarsi da una buona Figlia di Maria. Quindi se alcuno chiunque Egli sia, anche persone di tutto riguardo, ed anche Superiore, massime se d altro sesso, si avanzasse a dir qualche celia, o qualche parola, oppure a far qualche segno, che dimostrasse un senso equivoco o malizioso, la buona Maestra, come qualunque siasi Figlia di Maria, dee subito abbassare gli occhi, avvertir bene dal ridere, e subito dar segni che quel detto o quel segno dispiace e che si aborre; e dove questo non basti, cambiare discorso, o anche andarsene senza chiederne licenza, e dove non si possa, mostrarne risentimento ed anche sdegno, perché lo Spirito Santo ci dice nelle Scritture, che per non peccare dobbiamo anche andare in ira, se fa bisogno. 13. Per la stessa ragione, e sotto qualunque pretesto non lasceranno mai sole le Figlie con persone straniere, di qualunque grado e condizione, e neppure con donne, se non fossero di più che nota probità e virtù, ed anche con queste poco, e raro, e non mai, se non per grave motivo. 14. Ma non solo non debbono lasciarle con persone straniere, né anche le debbono lasciar sole tra loro. Debbono farsi tanto carico di questa Regola che, avendo qualche grave 144 Delle Maestre in genere

6 motivo di abbandonare la Ricreazione, o la scuola, e non restandovi altra Suora, saranno premurose di prevenirne la Madre perché provveda. Studino poi di tenerle aliene dalle cose puramente mondane, come balli, teatro, spettacoli, mode eccessive, ed altre cose sì fatte. Non permettano che se ne parli tra loro, almeno a lungo; e a tempo e luogo ne facciamo osservare i pericoli che vi s incontrano. 15. Si raccomanda finalmente anche a loro di avere una grande confidenza in Dio, ed in Maria, né mai stancarsi di pregare per quelle povere fanciulle che sono loro affidate. E quanto alla Madonna, facciano Esse pure uno studio particolarissimo di volerla imitare nel modo appunto di governarle, e d istruirle. Vadano spesso pensando e dicendo a loro stesse: se la Beata Vergine Maria fosse qui al mio posto, quale sarebbe il suo contegno? Come parlerebbe? Quali modi, quali industrie adoprerebbe per guadagnarsi il cuore di tutte, e specialmente delle più indisciplinate, delle più indocili, delle più viziose? Cosa farebbe mai la Madonna Ssma per tutte tirarle a Dio? Oh Maria! aiutatemi voi, che da me non son buona. Insegnatemi voi a salvar queste Figlie, che sono più vostre che mie, mentre io tutte le ho poste, a tutte le lascio nelle vostre mani! Scritti autografi di S. Antonio Gianelli Regole e Costituzioni delle Figlie di Maria SS. dell Orto Pagine Delle Maestre in genere 145

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