A seguito della proroga della sospensione dei termini processuali disposta dall art.1 comma 13 quater della Legge 213/12 che ha convertito il D.L.

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1 A seguito della proroga della sospensione dei termini processuali disposta dall art.1 comma 13 quater della Legge 213/12 che ha convertito il D.L. 174/12, all esito di un incontro con i Magistrati del Tribunale e della Procura, sono emerse le indicazioni operative che di seguito si esporranno. Non pare inutile precisare che si tratta comunque di orientamenti discussi ed, almeno in parte, condivisi fra Avvocati e Magistrati, che però non vincolano in alcun modo né il singolo giudice, né il singolo difensore i quali restano liberi di decidere caso per caso secondo scienza e coscienza. Si è però creduto che indicare detti criteri operativi possa agevolare la quotidiana attività di Giudici ed Avvocati, consentendo di limitare al minimo, anche per i cittadini, i disagi conseguenti ad una normativa forse non ben calibrata sulla effettiva realtà mantovana. Con riferimento ai procedimenti civili Preliminarmente occorre rilevare che la sospensione dei termini (e non più dei processi) prevista dall art. 1 co. 13 quater della Legge n. 213/2012 opera solo con riguardo ai soggetti che erano residenti, avevano sede operativa o esercitavano la propria attività lavorativa, produttiva o di funzione (v. art. 6 co. 4 del decreto legge n. 74/2012 convertito con legge n. 122/2012) nei comuni interessati dal sisma e cioè compresi nell elenco di cui al d.m pubblicato nella G.U. n. 130 del (v. art. 1 co. 1 del decreto legge n. 74/2012; va notato che tale elencazione è più ampia di quella che figura come allegato al d.l. 74/2012) a cui debbono aggiungersi i comuni di Mantova e Ferrara (per effetto dell art. 67 septies della legge n. 134/2012 di conversione del decreto legge n. 83/2012) e quello di Motteggiana (per effetto dell art. 1 co. 1 quater della legge 213/2012); va aggiunto che, con riguardo ai soggetti per i quali sussiste il criterio di collegamento territoriale sopra riportato in relazione ai comuni di Castel d Ario, Commessaggio, Dosolo, Pomponesco, Viadana, Adria, Bergantino, Castelnovo Bariano, Fiesso Umbertino, Casalmaggiore, Casteldidone, Corte de Frati, Piadena, San Daniele Po, Robecco d Oglio e Argenta (tutti menzionati nell art. 67 septies della legge n. 134/2012), la proroga dei termini potrà operare solo se la parte interessata (gravata quindi del corrispondente onere probatorio) dimostri che l immobile in cui risiede o lavora ha subito danni (di natura tale da pregiudicare la possibilità di difendersi) in conseguenza degli eventi sismici del 20 e 29 maggio L operatività della sospensione dei termini prevista per i soli soggetti menzionati all art. 6 co. 4 del decreto legge n. 74/2012 implica che essa potrà trovare applicazione in favore delle sole parti e non anche dei difensori posto che i termini processuali sono previsti per le prime e non per i secondi e che il riferimento ai difensori era contenuto nel comma 3 del decreto legge n. 74/2012 non più in vigore a partire dal Ne consegue dunque che, per i soggetti in relazione ai quali non sussiste il criterio di collegamento territoriale menzionato nell art. 6 co. 4 del decreto legge n. 74/2012 convertito con legge n. 122/2012, a partire da gennaio 2013 non operano più né la sospensione dei termini né quella dei singoli processi. L art. 1 co. 13 quater della legge n. 213/2012 poi si limita a disporre la sospensione della decorrenza dei termini processuali (solo però di quelli che importino decadenze o prescrizioni; in proposito si evidenzia 1

2 che la prescrizione è istituto di diritto sostanziale: sembra quindi che il legislatore abbia inteso disporre la sospensione dei termini di prescrizione delle azioni come ad esempio nel caso di cui all art c.c.). In assenza di ulteriori specificazioni si pone il problema di individuare se tale fattispecie trovi più compiuta regolamentazione nell ordinamento generale, il che equivale a verificare se, oltre al predetto limite direttamente desumibile dal testo dell art. 1 co. 13 quater, esistano altre eccezioni alla generale operatività della sospensione dei termini. In proposito va osservato che l unica norma che regola la sospensione dei termini processuali è quella contenuta nell'art. 3 legge 7 ottobre 1969 n. 742, ma l estensione in via analogica di tale disposizione alla fattispecie in esame appare difficilmente sostenibile ove si consideri la diversità delle situazioni contemplate posto che la legge 742/1967 regola in modo stabile una situazione che ricorre ogni anno mentre la normativa in esame trova applicazione per un periodo limitato e sul presupposto di un evento eccezionale qual è il terremoto: nell ipotesi in cui si accolga tale impostazione sarà quindi necessario verificare se dall ordinamento processuale si possano desumere ulteriori eccezioni alla sospensione dei termini processuali. Alla luce delle considerazioni sopra svolte, in relazione ai singoli tipi di procedimenti, possono presentarsi le seguenti ipotesi: 1) giudizi contenziosi ordinari dichiarati urgenti ai sensi dell art. 6 del d.l. 74/2012: proseguono secondo le regole ordinarie perché non ci sono termini sospesi che continuano; 2) giudizi contenziosi ordinari dichiarati sospesi ex art. 6 del d.l. 74/2012: vanno riassunti nel termine di tre mesi decorrenti dal se non riguardano i soggetti per i quali opera il collegamento territoriale con i comuni da considerarsi terremotati ai sensi dell art. 297 co. I c.p.c. e proseguono secondo le regole ordinarie; 3) giudizi contenziosi ordinari dichiarati sospesi ex art. 6 del d.l. 74/2012: vanno riassunti nel termine di tre mesi decorrenti dal , ex art. 297 co. I c.p.c., se riguardano i soggetti per i quali opera il collegamento territoriale con i comuni da considerarsi terremotati; ovviamente, pur rimanendo sospeso fino al il termine di riassunzione, nulla impedisce alle parti, siano o meno residenti nei comuni terremotati, di procedere immediatamente al deposito dell istanza di procecuzione del processo. 4) giudizi contenziosi ordinari la cui prima udienza di trattazione risulta fissata fra gennaio e giugno 2013: vanno rinviati a data successiva al 21 luglio 2013 onde consentire il rispetto del termine di costituzione del convenuto stabilito dall art. 166 c.p.c. (non può invece venire in considerazione il termine per la vocatio in ius di cui all art. 162 bis c.p.c., qualificato dalla legge come libero e non invece a pena di decadenza) se riguardano i soggetti per i quali opera il collegamento territoriale con i comuni da considerarsi terremotati, né può essere dichiarata la contumacia dei convenuti che non si costituiscono; vanno invece trattati secondo le regole ordinarie se riguardano soggetti per i quali non sussiste il criterio di collegamento di cui all art. 6 co. 4 del decreto legge n. 74/2012; 2

3 nel caso di costituzione dei soggetti convenuti con rinuncia ad avvalersi della sospensione, il processo potrà proseguire secondo le regole ordinarie in quanto non risulta in alcun modo inciso il diritto di difesa; 5) giudizi dichiarati sospesi (ex art. 6 d. l. 74/2012) per i quali è però stata fissata udienza di trattazione nel periodo gennaio-giugno 2013: vanno rinviati ad una udienza successiva al se riguardano i soggetti per i quali opera il criterio di collegamento di cui all art. 6 co. 4 del decreto legge n. 74/2012 e, naturalmente, ove l attività processuale importi la concessione di termini stabiliti a pena di decadenza (ad esempio per la costituzione del convenuto, per il deposito di memorie ex art. 183 VI co. c.p.c. ovvero per quello di scritti conclusionali); per gli altri soggetti la trattazione prosegue secondo le regole ordinarie; anche in tali ipotesi appare possibile la rinuncia dei soggetti ad avvalersi della sospensione sicché il processo può proseguire secondo le regole ordinarie; 6) procedimenti cautelari: debbono essere trattati ricavandosi tale principio dall intero sistema normativo. Vengono infatti in considerazione per un verso la disciplina di cui all'art. 3 della legge 7 ottobre 1969 n. 742 in relazione all art. 92 del r.d n. 12 in tema di sospensione durante il periodo feriale e, per un altro, singole disposizioni dettate in tema di sospensione del processo (si vedano gli artt. 48, 669 quater e 699 c.p.c.; in ordine alla possibilità di emettere provvedimenti urgenti durante la sospensione del processo si vedano Cass n. 5779; Cass n. 7092; Cass. S.U n. 4164; merita anche ricordare che la legge n. 146/1990, all'art. 1, comma 1, lettera a), individua l'amministrazione della giustizia, con particolare riferimento, fra l altro, ai provvedimenti cautelari ed urgenti, come un servizio pubblico essenziale rientrante nel campo di applicazione della legge medesima con esclusione pertanto della possibilità di astensione dalle udienze da parte degli avvocati); sarebbe peraltro illogico ritenere che i provvedimenti urgenti possano essere adottati durante la sospensione del processo (che implica una situazione di completa stasi del giudizio) e non invece nel caso di mera sospensione dei termini processuali né è inutile ricordare che anche l art. 6 co. 1 del decreto legge n. 74/2012 escludeva dalla sospensione dei processi i procedimenti cautelari; una interpretazione diversa sembrerebbe inoltre contrastare con il disposto di cui all art. 24 Cost. in quanto si negherebbe effettività alla tutela giurisdizionale. Anche in relazione ai reclami avverso i provvedimenti cautelari, non potrà operare la sospensione dei termini rivestendo anche il reclamo la medesima natura. Considerazioni del tutto analoghe debbono ritenersi valere anche per gli atti di natura urgente benché non aventi carattere cautelare (ad es. provvedimenti ai sensi degli artt. 649 o 283 c.p.c.; nomina di tutore provvisorio ex art. 419 c.c.; provvisionale prevista dall art. 147 della legge 209/2005 in tema di circolazione stradale). Deve ritenersi inoltre possibile la trattazione dei ricorsi ex art. 696 bis c.p.c. in materia di consulenza tecnica preventiva poiché, sebbene non rivestano natura cautelare, per essi non sono previsti termini di prescrizione e/o di decadenza. 3

4 7) procedimenti non contenziosi di separazione e divorzio: vanno trattati, non essendovi termini da rispettare e potendosi intendere implicito nel ricorso congiunto la richiesta di decisione immediata con rinuncia alla proroga; può essere opportuno far specificare alle parti in sede di udienza la rinuncia ad avvalersi della sospensione; 8) procedimenti contenziosi di separazione e divorzio: deve ritenersi che possa svolgersi la fase presidenziale sia perché non vi sono termini comportanti prescrizioni o decadenze sia perché il Presidente è chiamato ad adottare i provvedimenti urgenti di cui all art. 708 c.p.c. ed all art. 4 della legge 898/1970; per la successiva fase avanti al giudice istruttore opererà la sospensione dei termini nelle ipotesi descritte al precedente punto 4 sicché l udienza di prosecuzione avanti al G.I. andrà fissata a data successiva al 26 settembre 2013 dovendosi tenere conto dei termini per gli atti integrativi previsti dall art. 709 c.p.c.; 9) procedimenti di volontaria giurisdizione non contenziosi (ad es. amministrazioni di sostegno, richieste di autorizzazioni, rettificazione di atti dello stato civile): vanno trattati secondo le regole ordinarie in quanto o non si tratta di processi (termine riferibile ai soli giudizi contenziosi) ovvero perché in relazione ad essi non vi sono termini comportanti prescrizioni o decadenze; la sospensione dei termini potrà peraltro operare nell ipotesi di reclamo; 10) procedimenti contenziosi di volontaria giurisdizione (ad es. quelli di cui all art. 710 c.p.c.): potranno essere trattati perché non sono previsti termini di decadenza o prescrizione ed in quanto nell ambito degli stessi debbono adottarsi provvedimenti di natura urgente (v. art. 710 III co. c.p.c.) e riguardanti diritti fondamentali della persona (affidamento, modalità di visita, mantenimento); 11) decreti ingiuntivi e decreti emessi ex art. 148 c.c.: possono essere emessi anche (i primi) con concessione della provvisoria esecutorietà perché non sono previsti termini di decadenza o prescrizione; per la fase successiva di opposizione varranno i criteri sopra esposti al punto 4); i termini di opposizione restano ovviamente sospesi per i soggetti residenti o aventi sede nei comuni terremotati; 12) procedure prefallimentari: si ritengono non interessate dalla sospensione, dal momento che all interno del procedimento non sono ravvisabili termini di decadenza per il debitore; 13) procedure di sfratto: si ritengono non interessate dalla sospensione, dal momento che all interno del procedimento non sono ravvisabili termini di decadenza per il debitore; 14) procedure esecutive: potranno essere iniziate o proseguite (se in precedenza sospese) normalmente tutte le tipologie di procedura esecutiva, anche se il debitore risulta avere residenza o sede in comune terremotato; infatti non vengono in considerazione termini di decadenza per il debitore (tali non sono, ad esempio, il termine di cui all art.482 c.p.c. o quello di cui all art.501 c.p.c.); resteranno invece sospesi i soli termini di decadenza (es. termine per opposizione agli atti esecutivi); 15) procedure concorsuali: si ritengono non interessate dalla sospensione, dal momento che l art.13 quater non ha richiamato quella parte dell art.6 comma 4 del D.L. 74/2012 che espressamente faceva riferimento alle procedure concorsuali; una eccezione, stante l autonomia del procedimento, potrà essere 4

5 rappresentata dal termine di opposizione allo stato passivo, che si potrà considerare sospeso nei confronti del soggetto avente residenza o sede in comune terremotato. Con riferimento al processo penale. Si è ritenuto, pur con qualche nostro dissenso, che la nuova normativa in materia di proroga della sospensione dei termini processuali non sia applicabile, per ragioni di interpretazione sistematica, al processo penale. Tanto vale a dire che dal 1 gennaio 2013 i processi penali, in ogni loro fase, proseguiranno secondo le normali previsioni del codice di rito. E chiaramente salvo il diritto del difensore di eccepire l applicabilità della normativa di cui alla Legge 213/12, magari con la cautela di sollevare la questione mediante memoria scritta o con dichiarazione posta a verbale d udienza. Auspichiamo che queste brevi note operative, frutto della consolidata collaborazione tra Magistrati ed Avvocati mantovani, siano comunque di ausilio per meglio affrontare i problemi quotidiani conseguenti alla normativa in questione. Mantova, 11 gennaio 2013 IL PRESIDENTE F.to Avv. Paolo Trombini 5

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