Studio Tecnico Dott. Ing. Paolo Caruana La Spezia

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2 1. PREMESSA Nella presente relazione sono illustrati i criteri di scelta delle soluzioni progettuali adottate, in relazione alla classificazione dei luoghi ed in ottemperanza alle norme tecniche di riferimento. 1.1 DESCRIZIONE SOMMARIA DEGLI IMPIANTI AL FINE DELL IDENTIFICAZIONE Gli impianti oggetto della presente relazione sono quelli a servizio dell edificio adibito ad uso commerciale e servizi realizzato nel comune di Sarzana (SP). La cabina elettrica è ubicata al primo piano interrato, con accesso attraverso intercapedine grigliata su spazio a cielo libero. La tipologia di impianto oggetto della presente relazione è: impianto elettrico alimentato in media tensione con propria cabina di trasformazione e di qui, per mezzo di apposita linea in cavo, di tipo FG7R, di idonea seziona, fino al quadro b.t. provvisto di interruttori magnetotermici e differenziali, posti a monte delle linee principali di distribuzione sul quadro stesso, con sistema di distribuzione di tipo TN e con impianto di messa a terra generale connesso a quello di cabina. L ulteriore peculiarità dell impianto in oggetto è costituita dalla presenza di un gruppo di cogenerazione oggetto di specifica autorizzazione al parallelo con la rete pubblica da parte dell Ente Erogatore, il tutto secondo i dettami e le specifiche imposte dall Ente Erogatore stesso riferite ai criteri delle Direttive DK5740 e Indipendentemente dai valori inerenti l impianto di terra, è stata prevista, in osservanza di quanto previsto dalle Norme CEI 64-8 ( ) l adozione di dispositivi di protezione differenziale sin dall origine della linea, quali quello indicato nell elaborato di calcolo, che garantisca il soddisfacimento della relazione Zs Ia Uo con intervento entro 0,4 s (essendo Uo = 220V nei sistemi con neutro collegato a terra) essendo Zs = impedenza dell anello di guasto Ia = corrente di intervento dei dispositivi differenziali. Il differenziale di tipo selettivo è atto a garantire una corretta selettività di intervento rispetto ai dispositivi posti a valle. Gli impianti in questione constano di una linea di alimentazione in cavo del tipo non propagante l incendio e di quadri provvisti di interruttori di protezione a monte delle linee di alimentazione delle singole utenze. 1.2 DATI DI PROGETTO DESCRIZIONE E DESTINAZIONE D USO : trattasi di edificio ad uso commerciale-terziario. PRESTAZIONI RICHIESTE : impianti di illuminazione, prese di corrente e alimentazione di utenze per usi tecnologici (cdz, macchinari vari) NORME DI RIFERIMENTO : vedere punto f). TENSIONE DI ALIMENTAZIONE : trifase piu neutro 380/220V - 50Hz ; alimentazione a valle di cabina di trasformazione. CONDIZIONI AMBIENTALI : in ambiente abitativo ordinario IP20, all esterno IP55. Sarzana ex-mercato relazione impianti elettrici 2

3 1.3 CLASSIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI IN RELAZIONE ALLE SOLLECITAZIONI DOVUTE ALLE CONDIZIONI AMBIENTALI, ALLE ATTIVITA SVOLTE E AD EVENTUALI PARTICOLARITA Per le parti di impianto all esterno o in locali umidi e polverosi sono stati previsti nel progetto in esame componenti e apparecchiature con grado di protezione non inferiore a IP55. Il progetto prevede la realizzazione dei collegamenti equipotenziali delle tubazioni e parti metalliche in genere. 1.4 DATI DEL SISTEMA DI DISTRIBUZIONE E DI UTILIZZAZIONE DELL ENERGIA ELETTRICA TENSIONE : 380/220V ; FREQUENZA : 50 Hz; FASI : 3; NEUTRO : sistema TN ( con conduttore di neutro e di protezione separati); è prevista la protezione ed il sezionamento del conduttore di neutro su tutte le linee al pari dei conduttori di fase. ALIMENTAZIONE CADUTE DI TENSIONE : da interruttore generale a valle di cabina di trasformazione; pertanto il P.di I. dell interruttore generale sarà non inferiore a 10 KA, considerando una potenza max del trasformatore di 400 Kva. : è stata verificata, in relazione alla corrente di impiego delle linee in esame, la caduta di tensione, adottando le formule V = 1,732 Ib L (Rcosφ+XLsenφ) valida per linee trifasi V = 2 Ib L (Rcosφ+XLsenφ) valida per linee monofasi. Come si può verificare dai dati di calcolo a corredo della documentazione di progetto dei quadri elettrici la c.di t. delle linee non supera mai il 4% (nell illuminazione) o il 6% (negli altri usi). CORRENTI DI GUASTO : la protezione dai sovraccarichi è assicurata dal coordinamento nella scelta della sezione del cavo e quella dell interruttore, nel rispetto delle condizioni: 1. Ib In Iz 2. If 1,45 Iz nello schema di calcolo calcolo a corredo della documentazione di progetto dei quadri elettrici si puo riscontrare che le la prima condizione è sempre soddisfatta. Essendo essa soddisfatta ed essendo soddisfatta, come si desume dalle caratteristiche dei prodotti indicati, la relazione If = 1,45 In implicitamente è verificata anche la seconda condizione. Sarzana ex-mercato relazione impianti elettrici 3

4 In relazione alla linea ed ai relativi valori di corrente di cc presunta è verificato in ogni condizione il rispetto della relazione: con: I2 t K2 S2 K = 115 per i conduttori in rame isolati con PVC; K = 135 per i conduttori in rame isolati con gomma ordinaria o gomma butilica; K = 143 per i conduttori in rame isolati con gomma etilenpropilenica e propilene reticolato; K = 74 per i conduttori in alluminio isolati con PVC; K = 87 per i conduttori in alluminio isolati con gomma ordinaria, gomma butilica, gomma etilenpropilenica o propilene reticolato; K = 115 corrispondente ad una temperatura di 160 C, per le giunzioni saldate a stagno tra conduttori in rame. Tale condizione è stata verificata sulle curve fornite dal costruttore dei dispositivi di protezione, in corrispondenza alla singola taglia dell interruttore, verificando che il valore del prodotto K2S2 si trovasse al di sopra delle singole curve dell energia passante dell interruttore di protezione. 1.5 DESCRIZIONE DEI CARICHI ELETTRICI I carichi elettrici, costituiti dalle prese a spina, agli apparecchi per illuminazione, sono quelli usuali per utenze di tipo civile. Sono presenti carichi elettrici quali pompe, motori o macchinari, destinati ad usi tecnologici. 1.6 NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO PER GLI IMPIANTI E I COMPONENTI Gli impianti elettrici dovranno essere realizzati a regola d'arte in rispondenza alla Legge 1 marzo 1968 n. 186 ed al D.M. 37/08 Si considerano a regola d'arte gli impianti elettrici realizzati secondo le norme CEI applicabili, in relazione alla tipologia di edificio, di locale o di impianto specifico oggetto del progetto e precisamente: CEI 11-17: Impianti di produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica. Linee in cavo. CEI 64-8: Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a V in corrente alternata a V in corrente continua. CEI 64-2: Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione o di incendio. CEI 103-1: Impianti telefonici interni. CEI = UNI 9620: Edilizia residenziale - Guida per l'integrazione nell'edificio degli impianti elettrici utilizzatori, ausiliari e telefonici. Inoltre vanno rispettate le disposizioni del DM 16 febbraio 1982 e della Legge 818 del 7 dicembre 1984 per quanto applicabili. 1.7 VINCOLI DA RISPETTARE Sono quelli connessi alla presenza di ambienti con attività lavorative e luoghi a maggior rischio in caso di incendio. Sarzana ex-mercato relazione impianti elettrici 4

5 1.8 CARATTERISTICHE GENERALI DELL IMPIANTO ELETTRICO L impianto in oggetto è stato concepito per una rapida e facile accessibilita degli organi di protezione e comando, seppure non direttamente accessibili a chiunque, ma installati entro appositi quadri chiusi. Le linee protette da interruttori differenziali, di valori scalati per garantirne la selettivita di intervento, in ogni caso grazie al rispetto delle condizioni previste dalla Norma CEI 64-8, per cui le caratteristiche di non funzionamento tempo-corrente del dispositivo a monte si trovano al di sopra della caratteristica di interruzione tempo-corrente del dispositivo posto a valle, garantiscono l intervento degli stessi dispositivi solo sui circuiti interessati dal guasto. 1.9 DESCRIZIONE DELLE MISURE DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI L interruzione automatica dell alimentazione avviene grazie al coordinamento tra i dispositivi di protezione differenziale e la somma dei valori della resistenza del dispersore e dei conduttori di protezione delle utenze, cosi come già descritto al punto precedente; i conduttori di protezione, indicati nei disegni di progetto, sono di sezione pari a quelli di fase fino a 16 mm2 e pari almeno alla meta per le sezioni superiori. Il collegamento tra l impianto di terra e il collettore generale di terra del fabbricato avverrà tramite un conduttore in corda di rame nuda avente sezione minima 35 mm2. Sono da realizzare i collegamenti equipotenziali, eseguiti con collegamenti alle barre equipotenziali collegate all impianto di terra tramite il predetto cavo DESCRIZIONE DELLE MISURE DI PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI Tutte le parti di impianto a portata di mano sono apribili mediante attrezzo per gli interventi di manutenzione o modifica. È assicurato l isolamento delle parti attive essendo queste racchiuse dentro involucri aventi un grado di protezione in ogni caso commisurato ai luoghi di installazione, come già indicato al punto c) DATI RELATIVI ALL IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE Nel caso dell illuminazione di emergenza, nell elaborato progettuale è presente l indicazione dell illuminazione sussidiaria con apparecchio provvisto di lampada autonoma ricaricabile e relativo circuito preferenziale. In ogni caso è garantito il rispetto dei valori di illuminamento richiesti di almeno 5 lux per l illuminazione di emergenza. Per quel che attiene all illuminazione ordinaria (esterna ed interna) sono stati adottati corpi illuminanti e relative lampade, atti a realizzare, con la minima potenza installata, valori di illuminamento commisurati all ambiente e alle relative destinazioni d uso SCELTA DEI COMPONENTI E DIMENSIONAMENTO Ai sensi dell'art. 2 della Legge 18 ottobre 1977, n. 791 ed al D.M. 37/08, dovrà essere utilizzato materiale elettrico costruito a regola d'arte ovvero che sullo stesso materiale sia stato apposto un marchio che ne attesti la conformità (per esempio IMQ), ovvero abbia ottenuto il rilascio di un attestato di conformità da parte di uno degli organismi competenti per ciascuno degli stati membri della Comunità Economica Europea, oppure sia munito di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore. Sarzana ex-mercato relazione impianti elettrici 5

6 I materiali non previsti nel campo di applicazione della Legge 18 ottobre 1977, n. 791 e per i quali non esistono norme di riferimento dovranno comunque essere conformi alla Legge 1 marzo 1968, n Tutti i materiali dovranno essere esenti da difetti qualitativi e di lavorazione. Tutti i componenti dell impianto sono stati scelti in funzione del luogo di installazione, come già indicato nei punti precedenti. Le prese a spina sono del tipo ad interblocco o comunque con alveoli schermati aventi grado minimo IP44. I conduttori sono stati dimensionati in funzione dei carichi e secondo i criteri previsti dalle Norme e precedentemente illustrati Impianto di terra. I collegamenti di equipotenzialità principali devono essere eseguiti in base alle prescrizioni della norma CEI Occorre preoccuparsi del coordinamento per la realizzazione dei collegamenti equipotenziali, richiesti per tubazioni metalliche o per altre masse estranee all'impianto elettrico che fanno parte della costruzione; è opportuno che vengano assegnate le competenze di esecuzione. Si raccomanda una particolare cura nella valutazione dei problemi di interferenza trai vari impianti tecnologici interrati ai fini della corrosione. La Spezia, 3 maggio 2011 IL PROGETTISTA (Dott. Ing. Paolo Caruana) ALLEGATI: - SCHEMA ELETTRICO DI CABINA MT/BT CON PLANIMETRIA RIPORTANTE LA POSIZIONE DELLE VARIE INSTALLAZIONI - SCHEMI ELETTRICI A BLOCCHI, UNIFILARI E FRONTE QUADRI CONTENENTI I VALORI RELATIVI AL DIMENSIONAMENTO DELLE LINEE (protezioni, sezioni e tipologia conduttori, valori delle cadute di tensione e delle correnti di corto-circuito a inizio e fine linea, ecc.) Sarzana ex-mercato relazione impianti elettrici 6

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