PIANO D AZIONE UE. PER MIGLIORARE L ACCESSO DELLE PMI AI FINANZIAMENTI Serie La lente sull Ue n 13 D E L E G A Z I O N E D I B R U X E L L E S

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1 Nota di presentazione del documento pubblicato dalla Commissione europea il 7 dicembre 2011 D E L E G A Z I O N E D I B R U X E L L E S PIANO D AZIONE UE PER MIGLIORARE L ACCESSO DELLE PMI AI FINANZIAMENTI Serie La lente sull Ue n 13 Gennaio 2012

2 PIANO D AZIONE UE PER MIGLIORARE L ACCESSO DELLE PMI AI FINANZIAMENTI LE PROPOSTE CONTENUTE NEL PIANO D AZIONE Il 7 dicembre la Commissione europea ha adottato un piano d azione per migliorare l accesso delle PMI ai finanziamenti. Un più facile accesso al credito è, infatti, una delle principali priorità annunciate nella strategia europea 2020 così come nel Single Market Act e nello Small Business Act, in quanto fattore essenziale per migliorare la competitività e il potenziale di crescita delle piccole e medie imprese. Tenuto conto dell importanza che le PMI rivestono nel tessuto economico europeo e delle difficoltà che ancor più nell attuale contesto di crisi incontrano nell accesso al credito, la Commissione propone una serie di misure, regolamentari e non, volte a mantenere il flusso di credito alle PMI nonché a migliorare il loro accesso ai mercati dei capitali aumentandone la visibilità agli occhi degli investitori e riducendo gli oneri regolamentari e amministrativi. In particolare, l azione della Commissione si articolerà su tre pilastri: 1. misure regolamentari volte a: migliorare la regolamentazione in materia di capitale di rischio; introdurre regole sugli aiuti di Stato che possano favorire ulteriormente l accesso delle PMI ai finanziamenti; promuovere l accesso delle PMI ai mercati di capitali; 2. strumenti di finanziamento UE a sostegno delle PMI, ovvero: misure destinate ad incoraggiare i prestiti alle PMI e misure finalizzate a migliorare l accesso al capitale di rischio da parte delle PMI; 3. altre misure destinate a migliorare il contesto in cui operano le PMI. La parte più sostanziale delle azioni proposte dalla Commissione rientra nel primo pilastro, dove esiste probabilmente maggior spazio d azione a livello europeo. In questo ambito, la Commissione intende, innanzitutto, attraverso una specifica proposta legislativa presentata contemporaneamente al Piano d azione, puntare alla creazione di un nuovo regime europeo per il capitale di rischio che permetta ai gestori di fondi di capitale di rischio dell UE di commercializzare i propri fondi e di raccogliere capitali su una base pan-europea, nell insieme del mercato unico; il nuovo regime mirerà, inoltre, a ridurre la frammentazione dei mercati di capitale di rischio ed a superare gli ostacoli che si frappongono alle operazioni transfrontaliere. Il nuovo regime funzionerà sulla base del principio di riconoscimento unico nel paese di origine, su obblighi semplificati di informazione e su regole organizzative e di condotta adeguate. 2

3 Sempre nel 2012, nel contesto di un ampia riflessione che coinvolgerà i rappresentanti delle banche, delle assicurazioni e dei fondi pensione, la Commissione realizzerà uno studio sulle interrelazioni tra regolamentazione prudenziale delle banche e delle società di assicurazione ed i loro investimenti in capitale di rischio. Una terza misura che viene proposta per il 2012 è la realizzazione di un analisi degli ostacoli fiscali che si frappongono agli investimenti transfrontalieri in capitale di rischio con l obiettivo di presentare specifiche proposte nel 2013, avendo cura di non lasciare spazio a fenomeni quali l evasione o la frode fiscale. Un ulteriore area in cui la Commissione interverrà entro il 2013 sarà costituita dalla revisione del regolamento generale di esenzione di alcune categorie e di alcuni inquadramenti degli aiuti di Stato, tra i quali, ad esempio, i capitali di investimento, al fine di rispondere alle esigenze delle PMI e di renderlo idoneo al raggiungimento degli obiettivi contenuti nella strategia Migliorare l accesso delle PMI ai mercati del capitale, aumentando la loro visibilità è un ulteriore punto evidenziato nel piano d azione: nel mese di ottobre 2011 la Commissione ha proposto, nel quadro delle sue proposte legislative in materia di mercati dei capitali (MiFID), la creazione di un label mercato di crescita per le PMI che permetterà a tali mercati di acquisire maggiore visibilità, di attirare gli investitori e di rafforzare cosi la propria liquidità. Inoltre, al fine di migliorare la visibilità delle aziende quotate, la Commissione ha annunciato di voler semplificare, con l aiuto dell ESMA (European Securities and Market Authority), l accesso a informazioni di qualità sulle PMI quotate attraverso la creazione di un punto unico dove reperire dati sulle aziende e sulla regolamentazione dei mercati. È ugualmente prevista una semplificazione degli oneri contabili gravanti sulle PMI, attraverso due proposte legislative (una già pubblicata nell ottobre 2011) volte a modificare la direttiva sulla contabilità e quella sulla trasparenza. Inoltre, la Commissione ha annunciato di voler studiare il problema della ponderazione del rischio delle PMI nel quadro della direttiva CRD IV e CRR, con l aiuto dell ABE, per capire quale effetto concreto le nuove misure potranno avere sull accesso al credito da parte delle PMI. Infine, il piano d azione sollecita gli Stati membri ad accelerare l attuazione della direttiva sui ritardi nei pagamenti, problema che affligge in particolar modo le imprese italiane che lavorano con la pubblica amministrazione. Si propone altresì la creazione, nel 2012, di un nuovo regime per i fondi destinati alle imprese sociali. Questo nuovo regime dovrebbe permettere a tali fondi di specializzarsi nel settore dell imprenditorialità sociale e di essere commercializzati in tutta Europa sotto una denominazione specifica e distinta. 3

4 Passando ora all analisi delle misure che caratterizzano il secondo pilastro del piano d azione, la Commissione intende agire su due fronti: 1. misure destinate ad incoraggiare i prestiti alle PMI e 2. misure destinate a migliorare l accesso ai capitali di rischio e ad altri finanziamenti di rischio. Per quanto riguarda il primo punto, la Commissione propone uno strumento finanziario di prestito che fornirà delle garanzie ed altre forme di condivisione dei rischi nell ottica di incoraggiare i prestiti alle PMI, in particolare a quelle attive in ricerca e innovazione. Questo strumento si fonderà su una struttura integrata che includerà diverse agevolazioni collegate a degli obiettivi specifici; sarà finanziato dal programma per la Competitività e le PMI (che sostituisce l attuale CIP) e dal programma per la R&I Horizon 2020 (che sostituisce l attuale 7 PQ). Il programma per la Competitività e le PMI prevedrà uno strumento di garanzia dei prestiti volto ad offrire garanzie per prestiti di un importo massimo di e della durata minima di 12 mesi. Inoltre, il programma Horizon 2020, includerà uno strumento di prestito concepito espressamente per le PMI che siano particolarmente attive nel campo della R&I. Un ulteriore linea di azione riguarderà la promozione e diffusione del microcredito per le microimprese e dei finanziamenti per le imprese sociali, come previsto dal programma UE per il cambiamento e l innovazione sociale (che sostituisce l attuale programma Progress). La Commissione prevede di organizzare in cooperazione con le parti interessate dei momenti di informazione per quei paesi che non utilizzino ancora pienamente gli strumenti finanziari UE, al fine di promuovere l utilizzo degli strumenti esistenti in materia di garanzie e di capitale di rischio. Anche la cooperazione con la Banca europea di investimento ed il fondo di investimento europeo continuerà a rappresentare un elemento importante della strategia europea. La BEI mira a mantenere ad un ritmo sostenuto e ad un livello pari a quello del 2011 la propria attività di prestito alle PMI, nonché a sviluppare sinergie con il FEI attraverso operazioni di condivisione dei rischi. Per quanto riguarda le misure finalizzate a migliorare l accesso ai capitali di rischio, la comunicazione prevede la creazione di uno strumento finanziario di fondi propri destinato a favorire la crescita delle imprese e le loro attività di ricerca ed innovazione offrendo capitale di rischio e forme di finanziamento mezzanino alle imprese a partire dal loro primo stadio di sviluppo (inclusa la fase di ammortamento) fino alla fase di crescita. Esso sarà finanziato attraverso il programma per la competitività e le PMI e il programma Horizon Un 4

5 secondo strumento sarà inoltre rappresentato da un fondo di fondi, avente lo scopo di fornire risorse finanziarie ai fondi di capitale di rischio che investono in più paesi; investitori nazionali pubblici e privati saranno incoraggiati a parteciparvi. Il terzo pilastro del piano d azione prevede infine una serie di misure di ampio raggio per migliorare il contesto in cui operano le PMI. Le misure previste spaziano dal miglioramento della comunicazione alle aziende, punto centrale anche nella comunicazione del 9 novembre sull internazionalizzazione delle PMI, al miglioramento delle tecniche di rilevamento dei dati relativi ai prestiti erogati alle PMI. Si prevede uno scambio di best practices tra federazioni bancarie ed imprenditoriali, sottolineando l importanza di promuovere forme di rating da parte delle banche non solo quantitative ma anche qualitative. Il piano d azione mette in risalto la figura dei business angels, e la necessità di migliorare i meccanismi di incontro tra domanda e offerta di capitale e di investimenti. A questo proposito, la collaborazione con il Fondo Europeo per gli Investimenti ed un potenziamento dello European Enterprise Network rimangono centrali. Infine, la Commissione ha voluto sottolineare come la collaborazione e il dialogo tra tutti gli attori nazionali ed europei sia a livello politico che a livello economico sia fondamentale per elaborare delle politiche condivise che migliorino l accesso al credito delle PMI. In particolare, viene richiamata la necessità di lavorare per una maggior trasparenza nei modelli di credito attraverso, ad esempio, la creazione di codici di condotta nazionali. OSSERVAZIONI DI CONFINDUSTRIA Confindustria ha accolto con favore il Piano d azione presentato dalla Commissione e ritiene che i problemi che le PMI incontrano nell accesso ai finanziamenti siano stati correttamente individuati e approfonditi e che il documento rifletta un giusto equilibrio tra le misure destinate a incoraggiare i prestiti alle PMI e le misure destinate a migliorare l accesso ai capitali di rischio. Misure volte ad incoraggiare i prestiti Con riferimento al tema del credito, è senz altro positiva la proposta di prevedere strumenti di garanzia specifici per le piccole e medie imprese sia nel quadro del nuovo Programma Competitività e PMI che, con riferimento alle imprese più orientate verso attività di ricerca e di innovazione, del nuovo Programma Horizon A tale riguardo, Confindustria considera essenziale adottare un approccio finalizzato a promuovere sia le fasi di start up che quelle di crescita di un impresa e, ancora di più, a supportare sia le imprese con potenziale innovativo che quelle più tradizionali; occorre, infatti, intervenire a sostegno di tutte le imprese e non solo di quelle dotate di una forte capacità innovativa. Si condivide pertanto l impostazione adottata dalla Commissione basata 5

6 su un sostegno generale PMI innovative e non innovative proposto con riferimento ad entrambi gli strumenti dell equity e delle loan guarantees. Relativamente alle garanzie, tuttavia, la soglia dei come ammontare massimo del prestito per il quale concedere la garanzia appare troppo bassa, soprattutto se pensiamo che in Italia, il Fondo di Garanzia per le PMI (notificato e autorizzato dalla Commissione) arriva a garantire, in virtù di una disposizione contenuta nel decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, prestiti fino a 2.5 milioni di (in precedenza il limite era fissato a 1,5 milioni di euro). In effetti, per un impresa industriale intenzionata a fare un investimento, ottenere una garanzia per soli sarà un grosso limite. Sarebbe stato quindi opportuno considerare una soglia significativamente più alta. Al fine di permettere garanzie per somme più elevate, nella fase attuativa occorrerà permettere il cumulo tra gli strumenti di garanzia nazionali/regionali con quelli europei, in modo che laddove una PMI ottenga grazie al ricorso a uno strumento nazionale una garanzia per un prestito che non riesca a coprire la totalità dell investimento previsto, la PMI possa per la parte restante dello stesso investimento ricorrere al livello UE. In tema di garanzie sarebbe inoltre opportuno che venissero individuate regole più flessibili per l utilizzo dei fondi strutturali qualora gli stessi vengano destinati a strumenti di garanzia: ciò al fine di non inibirne l utilizzo da parte di banche e intermediari finanziari. Con riferimento alla regolamentazione bancaria Confindustria avendo sostenuto insieme alle altre organizzazioni imprenditoriali italiane la proposta dell ABI di non incrementare i requisiti patrimoniali per i portafogli crediti delle PMI valuta positivamente l impegno assunto dalla Commissione in merito alla valutazione degli effetti della ponderazione del rischio delle PMI nel quadro della direttiva CRD IV e CRR. Misure destinate a migliorare l accesso al capitale di rischio Sono condivisibili le proposte volte a migliorare l offerta di capitale per le PMI. In particolare vanno nella direzione auspicata le proposte di: rafforzare ed ampliare uno strumento finanziario di fondi propri che sarà finanziato dal programma Competitività e PMI e dal programma Horizon 2020 al fine di facilitare l accesso delle piccole e medie imprese al capitale di rischio a partire dalla prima fase di sviluppo, anche precoce, fino alla fase di espansione e di crescita; creare un fondo dei fondi per l apporto di capitale a dei fondi di capitale di rischio focalizzati su investimenti in diversi Stati membri; promuovere la diffusione del credito mezzanino; stimolare il mercato dei business angels. 6

7 Misure destinate a migliorare l accesso ai mercati di capitali Altrettanto condivisibili sono le misure sui mercati dei capitali per le PMI. Infatti, considerate le difficoltà di accesso al credito per le PMI e le difficoltà degli investitori ad entrare in mercati sostanzialmente illiquidi, la Commissione intende continuare a dialogare con gli stakeholders anche nell ambito del Forum sul finanziamento delle PMI per individuare misure che possano facilitare la quotazione delle PMI, migliorare la loro visibilità sui mercati, nonché promuovere campagne di informazione sui vantaggi legati alla quotazione in borsa e sulle modalità di apertura del capitale. In questo contesto, si sottolinea la necessità di coordinare i prossimi interventi regolamentari per la revisione della MIFID e della MAD. Si evidenzia inoltre l opportunità di promuovere l adozione da parte degli Stati Membri di agevolazioni fiscali per le PMI che si quotano in borsa che compensino, anche solo parzialmente, i costi di quotazione. Si tratta di una proposta tra l altro già evidenziata da Confindustria nell Audizione sulla Comunicazione per il Riesame dello SBA. Misure destinate a migliorare il contesto in cui operano le PMI Vanno senza dubbio nella giusta direzione le misure proposte nel Piano d azione finalizzate ad affrontare il tema delle asimmetrie informative tra banche e imprese, migliorando la capacità delle imprese di ottenere informazioni sugli strumenti di finanziamento messi a loro disposizione ed aumentando la trasparenza delle informazioni sulle condizioni e sui costi del credito. Per queste ragioni, Confindustria accoglie con favore la proposta volta ad ampliare in cooperazione con il Gruppo BEI e con gli intermediari finanziari l informazione sugli strumenti finanziari e sulle agevolazioni per i prestiti espressamente previsti a livello europeo per le piccole e medie imprese attraverso: un rafforzamento della capacità di assistenza finanziaria degli Sportelli della Enterprise Europe Network; la creazione di un portale unico multilingue. Sul tema del rating, occorre sottolineare che spesso i modelli di rating applicati dalla banche appaiono poco adatti alla valutazione delle PMI perché troppo rigidi e non in grado di cogliere gli aspetti qualitativi e le informazioni prospettiche dell attività dell impresa. Tali modelli andrebbero pertanto integrati con procedure di override che oggi, almeno in Italia, sono poco utilizzate sebbene siano consentite da Basilea. In questo senso, la proposta di favorire lo scambio di buone pratiche e di incoraggiare il settore bancario e le associazioni rappresentative delle PMI a promuovere l utilizzo di elementi qualitativi in aggiunta all analisi quantitativa standard è da accogliere positivamente. 7

8 In conclusione, Confindustria esprime un giudizio positivo sul piano d azione: il documento copre numerosi ambiti e prevede misure che se correttamente e pienamente implementate potranno ricoprire un ruolo importante nel migliorare l accesso delle piccole e medie imprese ai finanziamenti. Confindustria guarda quindi con interesse alle iniziative che la Commissione intraprenderà nel corso dei prossimi mesi per assicurare una rapida ed efficace attuazione di tutte le misure previste. In questo contesto, appare opportuno sottolineare anche l importanza di interventi volti al rafforzamento dei sistemi nazionali di garanzia e contro-garanzia, in particolare potenziando e migliorando gli interventi del FEI in materia. Inoltre, va ricordata l esigenza di promuovere l adozione da parte degli Stati Membri di incentivi fiscali volti a rafforzare patrimonialmente le imprese migliorandone così la posizione nei confronti delle banche. Si tratta, tra l'altro, di un concetto già previsto dalla Comunicazione sul riesame dello SBA. 8

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