La piattaforma etwinning: modalità d uso, potenzialità e limiti

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1 La piattaforma etwinning: modalità d uso, potenzialità e limiti Franco Di Cataldo La piattaforma etwinning costituisce un riferimento importante per la valorizzazione ed il potenziamento di progetti europei di scambio e di integrazione didattica. E il risultato, per certi versi, della fusione di due preesistenti piattaforme: Partbase (http://partbase.eupro.se/) e EUcommunity (http://community.eun.org/). Da un lato un database per la ricerca partner per la realizzazione di un progetto europeo, dall altro l ambiente della community per supportare attività didattiche collaborative. L integrazione di questi due ambienti diviene uno spazio importante per attivare momenti d incontro significativi che possano dar luogo a rilevanti esperienze di didattica collaborativa. Le tecnologie della comunicazione, opportunamente strutturate, consentono di creare aree condivise di orientamento e guida per la costituzione di piccole comunità di apprendimento e di scambio operanti a distanza in dimensione europea. Si tratta quindi di un supporto telematico per avviare nuove attività o per continuare progetti ormai conclusi, con interessanti potenzialità di ulteriori sviluppi anche in ambienti esterni alla piattaforma di riferimento. Nel corso dei workshop sulle tecnologie dell informazione e della comunicazione (TIC) del seminario tenutosi a Mestre (7 e 8 novembre 2006) è stata svolta una piccola indagine informale al fine di ancorare la discussione all uso effettivo della piattaforma, a rilevarne potenzialità ed a riconoscerne i limiti. In generale gli utenti, circa un centinaio e tutti provenienti dalle regioni del Nord Italia, hanno dichiarato di servirsi della piattaforma prevalentemente per ricercare scuole europee come possibili partner per avviare la costituzione di un gemellaggio. Senza entrare in statistiche dettagliate, che qui non hanno molto significato, possiamo affermare che ogni tre gemellaggi attivati due sono scaturiti da ricerche condotte mediante il database Twinfinder per il reperimento del partner. Inoltre la metà delle scuole ancora in fase di ricerca partner, dichiara di servirsi di questo strumento per individuare una scuola con cui gemellarsi per realizzare un progetto. E certo che l avvio di un forum, collegato al motore di ricerca, consente di praticare momenti informali di scambio che possono facilitare l individuazione di obiettivi condivisi e l avvio di iniziative comuni. La strutturazione dell ambiente di lavoro nella piattaforma etwinning è decisamente orientata a sostenere una programmazione articolata dei progetti collaborativi che si intendono realizzare. Quindi accanto agli strumenti della comunicazione troviamo quelli della progettazione didattica che aiutano a definire ed a realizzare la scansione delle fasi progetto (calendario condiviso, progress card, ecc.). L approccio collaborativo dovrebbe portare ad entrare in una logica di fruizione e co-produzione di risorse da condividere. Le TIC forniscono potenti strumenti di visibilità reciproca che potrebbero tradursi in significativi momenti di reciprocità e scambio di esperienze. L idea è di creare un ambiente di condivisione dei materiali prodotti in una duplice ottica, di fruizione e di partecipazione attiva al progressivo potenziamento della sezione. Un database che rende accessibili primi risultati di esperienze didattiche costituisce, quindi uno spazio di verifica e di confronto con notevoli potenzialità per la registrazione degli esiti di un percorso e per la messa in comune di nuovi saperi didattici. Si tratta di uno strumento orientato a far maturare l idea di intelligenza collettiva cioè un intelligenza distribuita ovunque, continuamente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta ad una effettiva mobilitazione delle competenze (P. Levy, Il virtuale ) Il lavoro di ricerca didattica compiuto da un docente può divenire una risorsa per la realizzazione di molte altre esperienze. Pertanto, in linea teorica, l area delle Risorse dovrebbe essere una sezione importante per la continua raccolta di contributi capaci di indicare l evoluzione e gli orientamenti della ricerca didattica. Non esiste solo lo spazio della pubblicazione, che rende visibile lo svolgersi del processo progettuale in tutta la sua articolazione, ma anche quello della selezione di specifici prodotti che possono fornire elementi di supporto per l attuazione di nuove esperienze. Anche in questo caso le TIC forniscono gli strumenti per una potenziale attivazione di processi di scambio all interno di una vasta comunità di apprendimento di dimensione europea. 1

2 Ancora una volta, tuttavia, la possibile valorizzazione rimane a livello solo potenziale quando si constata che solo in 4 progetti su 50 si dichiara di fare uso di questo specifico ambiente. Purtroppo nella scuola sembra sempre di partire da zero nella realizzazione di attività innovative. Manca l abitudine alla consultazione di preesistenti esperienze didattiche che possono fornire elementi di riflessione di base per orientare l avvio di nuove iniziative. La cooperazione on line viene molto più recepita all interno di un utilizzo diffuso degli strumenti della comunicazione (messaggistica, chat e forum) piuttosto che in quello di produzione di materiali e della relativa documentazione. Tutti gli utenti dichiarano di servirsi della posta elettronica per la comunicazione e lo scambio di materiali. Si fa ampio uso della messaggeria interna ma l impossibilità di inviare file in attachment induce ad una massiccia utilizzazione delle private dei docenti. Molto scarso l uso dell area di chat (5 su 70), che prevede un organizzazione di tempi e modi di comunicazione che non sempre risultano agevoli nella scuola. E questo nonostante molti dichiarino di aver realizzato varie esperienze di interazione sincrona, talvolta anche con l uso del client Skype. Allo stesso modo i forum vanno per la maggior parte deserti lasciando maggior spazio ad un utilizzo diffuso di strumenti messi a disposizione sulla piattaforma per la programmazione delle attività del progetto quale ad esempio il Calendario condiviso. Il limitato uso di queste forme di comunicazione segnala una certa ridondanza di offerta di strumenti d interazione che per lo più sono sottoutilizzati. L ampliamento ad ulteriori possibilità (blog, podcast, ecc.) può offrire sollecitazioni e spunti per il riconoscimento di altre possibili forme di scambio ma non costituisce l effettiva risoluzione del problema dello sviluppo di attività didattiche collaborative. Vi sono stili d insegnamento radicati in tradizioni individualistiche che difficilmente vengono superate solo dalle potenzialità offerte dai nuovi strumenti della tecnologia della comunicazione e dell informazione. Un contributo importante potrebbe venire dalla condivisione di best practices didattiche orientate ad evidenziare percorsi laboratoriali in cui emerga chiaramente la dimensione collaborativa ed il valore aggiunto offerto dalle nuove tecnologie. Mappa proposta da Donatella Nucci nel corso del Seminario (intervento del 7 novembre 2006, Mestre) 2

3 A conferma di quanto detto in precedenza, dall indagine svolta nel corso dei workshop è emerso che solo la metà dei gemellaggi attivati si serve di Twinspace per la realizzazione di momenti specifici di collaborazione. Questo consente di capire che l uso della piattaforma è parziale ed è rivolto soprattutto al settore della comunicazione e del reperimento di partner. In questo ambito infatti risultano molto utilizzati gli strumenti di messaggeria interna accanto a quelli della gestione dei potenziali partner (I miei candidati) e molto meno quelli di produzione. Anche all interno di Twinspace lo strumento di maggior uso risulta l archivio file, come spazio per depositare i materiali didattici prodotti. Solo un terzo degli utenti di Twinspace realizzano pagine web in questo ambiente: sicuramente l impossibilità di collegare tra loro le pagine web costituisce un limite che induce a rinunciare ad una stesura ipertestuale della documentazione o ad appoggiarsi ad altre piattaforme. E consentito solo un navigatore laterale che permette percorsi di lettura secondo una rigida gerarchia ad albero, organizzata per cartelle e sottocartelle ma senza collegamenti interni. I link possono rinviare solo a siti esterni dove i più esperti preferiscono sviluppare liberamente la propria documentazione. Limitata risulta pure la gestione delle immagini. Si può inserire soltanto un immagine all interno di una pagina web: le sequenze di immagini vengono raccolte in fotogalley che risultano comunque separate da una presentazione testuale complessiva. E possibile soltanto inserire dei commenti a ciascuna immagine. Si tratta di limiti strutturali che inducono ad un uso di Twinspace prevalentemente (per oltre il 70%) come deposito dei materiali documentali realizzati (Archivio file) agevolando soprattutto gli utenti che possono incontrare più difficoltà in una organizzazione ipertestuale dei prodotti realizzati. Progetto AFRAID (http://my.twinspace.etwinning.net/afraid): Twinspace pubblico (Foto gallery) In rapporto alle dimensioni, alle caratteristiche ed alle esigenze del progetto i vincoli posti dalla piattaforma inducono quindi ad appoggiarsi su altre piattaforme e portali. L ulteriore realizzazione di materiali ipertestuali in formato web, viene per lo più collocata nei siti allestiti dalle singole scuole, ottenendo una conseguente libertà di azione, comunque determinata dalle competenze ed abilità dei docenti e del personale tecnico coinvolto. La navigazione tra i documenti pubblicati in Twinspace è consentita solo mediante il navigatore laterale in cui i contenuti sono organizzati secondo una struttura gerarchica ad albero con cartelle e sottocartelle gestibile agevolmente mediante un CMS (Content Managment System). Tuttavia dalle pagine inserite nella piattaforma etwinning si possono operare dei link verso ambienti esterni nei quali vengono svolti ulteriori articolazioni ed ampliamenti. In queste aree è poi possibile introdurre collegamenti di ritorno al sito del progetto. Si veda a scopo esemplificativo il progetto AFRAID (http://my.twinspace.etwinning.net/afraid) nell interazione stabilita con il progetto europeo Big Picture Network (http://www.bigpicturenetwork.net - Comenius 3) e con il progetto Mooseo della fiaba 3

4 (http://www.tecnologiaeducativa.it:8000/) all interno dei quali vengono sviluppate parallele attività didattiche che si integrano sullo stesso tema, coniugandolo liberamente secondo diverse curvature. Progetto AFRAID (http://my.twinspace.etwinning.net/afraid): Twinspace pubblico Questo dialogare dei diversi ambienti consente agli utenti più esperti, di superare agevolmente il limite di 5 Mb disponibili nella piattaforma etwinning, di potenziare la dimensione di comunicazione di rete, di ampliare la documentazione delle proprie produzioni ed, infine, di esplicitarne la collocazione nei diversi ambiti progettuali. Altri tipi di servizi ed ambienti di interazione e comunicazione possono essere così resi disponibili per potenziare il confronto tra diverse esperienze didattiche realizzate nelle realtà scolastiche gemellate. L attivazione di vari strumenti disponibili in rete quali newsletter, forum, blog, podcasting, ecc. rende disponibili diverse aree d interazione molto spesso con una certa ridondanza nell offerta, a causa di uno scarso interesse per il loro uso. In sintesi, sulla base dei dati raccolti, possiamo affermare che la piattaforma etwinning viene per lo più percepita come possibile luogo virtuale d incontro con altre scuole europee, Questo significa che possiede una forte valenza di aggregazione e di confronto con altre realtà per ogni genere di utenza, più o meno esperta. In ogni caso gli strumenti di ricerca e di guida alla progettazione svolgono un ruolo centrale e supportano ogni genere di utenza fino alla produzione collaborativa di materiali di documentazione didattica. L area relativa, Twinspace, risulta utilizzata in modo limitato anche per i vincoli e la conseguente scarsa flessibilità che ne condizionano l uso. Manca la possibilità, per utenti più esperti, di realizzare produzioni strutturate secondo un articolazione organica ipertestuale. Ed è questo il motivo per cui quest area viene usata per lo più per depositare in modo puramente sommativo i prodotti (Archivio file) piuttosto che per pubblicarrli in un articolata strutturazione ipertestuale. 4

5 Una volta esaurite tutte le funzionalità disponibili nell area gli utenti più esperti avranno la possibilità, tuttavia, di estendere la documentazione del progetto in web su piattaforme meno strutturate, sulle quali la strutturazione ipertestuale risulta liberamente personalizzabile. Sarà il livello di maturazione del progetto a sollecitare l eventuale potenziamento documentale e la prosecuzione dell attività di pubblicazione. Progetto Big Picture Network (www.bigpicturenetwork.net) Mooseo della fiaba (http://www.tecnologiaeducativa.it:8000/) 5

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