Indagine sui fabbisogni formativi in materia di Internazionalizzazione

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1 Indagine sui fabbisogni formativi in materia di Internazionalizzazione Roma, 13 ottobre 2015

2 Focus internazionalizzazione Nei primi mesi del 2015 si rafforzano i primi segnali positivi per l economia italiana, all interno di un quadro ancora eterogeneo. Il continuo miglioramento delle opinioni di consumatori e imprese non trova un pieno riscontro nelle informazioni sui volumi produttivi. Il mese di gennaio ha registrato segnali di espansione per il settore manifatturiero. Il mercato del lavoro presenta ancora segnali contrastanti, pur in presenza di un aumento delle ore lavorate nel quarto trimestre Il processo di deflazione si è stabilizzato. Nel complesso, l indicatore anticipatore dell economia italiana permane su livelli positivi, supportando l ipotesi di un miglioramento dell attività economica nel primo trimestre del L indagine promossa da Confapi in collaborazione con SACE ha il duplice obiettivo di indagare le scelte strategiche delle imprese italiane relative alla loro operatività all estero e di individuare le esigenze delle aziende in relazione ai mercati internazionali. La rilevazione di questa indagine è stata effettuata su un campione di imprese associate alla Confapi al fine di verificare il loro grado di internazionalizzazione e la conoscenza degli strumenti pubblici a favore delle internazionalizzazione e dei prodotti che SACE mette a disposizione delle imprese a garanzia delle loro transazioni. La composizione per attività economica riflette la natura del mondo associato a Confapi, che è formato in prevalenza da imprese metalmeccaniche; a questo settore appartiene, infatti, il 37.5% del totale, mentre circa il 10 % appartiene al settore agroalimentare e circa il 9% al settore tessile. 2

3 Anagrafica impresa Settore merceologico di riferimento Alimentari e bevande 10,16% Tessile, abbigliamento, pelli e calzature 8,59% Legno e carta 3,13% Prodotti raffinati 0,00% Prodotti farmaceutici e chimici 3,13% Metalli di base e prodotti in metallo (no macchinari) 10,94% Computer, apparecchi elettrici e apparecchi elettronici 7,03% Meccanica, macchinari e apparecchi 26,56% Mezzi di trasporto 1,56% Altro manifatturiero (e.g. mobili, oreficeria, giochi) 3,91% Costruzioni 4,69% Gas, energia e acqua 0,00% Altri servizi 7,03% La maggior parte delle imprese (72.09%) ha un fatturato inferiore ai 5 milioni, solo il 2.33% ha un fatturato tra i 50 e i 200 milioni di, mentre circa il 17% segnala di aver un fatturato che oscilla tra 5 e i 15 milioni di. 3

4 Figura 1 Classe di fatturato Circa il 31 % delle imprese ha un numero di addetti inferiori a 9, mentre il 45% dichiara di avere un numero di addetti che oscilla tra Solo l 1% dichiara di avere più di 250 dipendenti. Numero di addetti 0-9 addetti 31.76% addetti 44.59% addetti 7.43% addetti 2.03% >250 addetti 1.35% 4

5 Attività delle imprese all estero Con riferimento al grado di internazionalizzazione delle imprese campione, dall indagine si evince che solo il 34% lavora esclusivamente sul mercato domestico, mentre circa il 66% esporta i propri prodotti all estero. In relazione al fatturato estero circa il 23% dichiara di avere un fatturato superiore al 10%, tuttavia il 30% dichiara di non fatturare all estero. Solo circa il 18% dichiara di fatturare più del 60% all estero. Figura 1 Percentuale di Fatturato all estero 13,82% 17,89% 15,45% 22,76% 30,08% L'Azienda non fattura all'estero < 10% 10-30% 30-60% > 60% Un numero considerevole di imprese ( circa il 46%) effettua attività di importazione. 5

6 Figura 1 Percentuale di Acquisti all estero 6,56% 4,10% 27,87% 15,57% L'Azienda non acquista all'estero < 10% 10% - 30% 30% - 60% > 60% 45,90% Questi dati risultano coerenti con il più generico valore relativo al grado di preparazione per attività di internazionalizzazione. Infatti circa il 58% delle imprese si sente sufficientemente preparato per andare all estero e circa la metà delle imprese ha un responsabile per l estero. Con riferimento alla presenza dell azienda sul mercato estero, solo circa il 22% ha una rappresentanza all estero e circa il 76% non ha nessuna antenna in altri mercati. Solo il 6% ha impianti produttivi all estero. Questi dati evidenziano come il campione oggetto dell analisi sia rappresentativo di realtà imprenditoriali eterogenee in relazione al livello di apertura ai mercati esteri Nel complesso, il questionario restituisce un quadro che riflette la propensione all internazionalizzazione del nostro tessuto imprenditoriale nonostante le difficoltà che una piccola e media impresa deve affrontare operando all estero. Tuttavia, si evince in modo evidente la necessità di supporto. Le fiere risultano ancora strumento utile per la penetrazione dei mercati: a conferma di ciò circa il 46% del campione dichiara di partecipare a fiere internazionali. 6

7 Livello di internazionalizzazione delle imprese SI NO FORSE/NON SO Vi sentite sufficientemente preparati per entrare o crescere ulteriormente sui mercati esteri? 57,66% 22,52 19,82 Avete un responsabile vendite estero? 49,55% 48;65% 1,80% Avete filiali, rappresentanze all estero? 22,52% 75,68% 1,80% Avete stabilimenti produttivi all estero? 6,31% 91,89% 1,80% Partecipate regolarmente a fiere all estero? 45,54% 49.11% 5,36% Avete agenti/distributori all estero? 47,22% 50,93% 1.85% Avete effettuato investimenti per certificare/adattare i prodotti al Paese di vendita? 39.64% 56.76% 3.60% Utilizzate ricerche di mercato / studi specializzati sui paesi di sbocco internazionali? 30.91% 67.27% 1.82% Avete mai assicurato i crediti esteri? 18.02% 78,38% 3.60 Inoltre, le aziende intervistate non dimostrano una capacità di adattamento dei propri prodotti ai paesi di vendita e questo senza dubbio rappresenta un ostacolo alla penetrazione di altri mercati. La maggior parte del campione intervistato, il 67%, dichiara di non effettuare studi e ricerche sui mercati di sbocco limitando così non solo le opportunità ma anche eventualmente gli eventuali rischi di investimenti non opportuni. A conferma di ciò il 78% dichiara di non assicurare i crediti esteri. La maggior parte delle imprese monitora le attività all estero tramite agenti/distributori in loco. 7

8 Circa il 65% delle imprese dichiara, inoltre, di non ricevere supporto da terzi nelle iniziative che intraprendono all estero. Le aziende che, invece, dichiarano di avere un sostegno segnalano che questa assistenza è fornita da consulenti e dalle associazioni di categoria. 80% 70% 60% Supporto delle Istituzioni per missioni all'estero No ; 63,96% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Si ; 13,51% Forse/Non so ; 22,52% Alla domanda se ricevono supporto dalle Istituzioni più della metà del campione ha dichiarato di non essere supportati. 8

9 Esistono iniziative internazionali per voi importanti che implementereste rapidamente se adeguatamente sostenute? Si 25.45% No 30.91% Forse Non so 43.64% Rispetto all operatività all estero, dalle risposte alla nostra indagine trapela la necessità di servizi che consentano di creare un network di relazioni con clienti e fornitori. Il 61%, infatti, dichiara strategica l individuazione di mercati di sbocco, e in particolare di controparti estere e il 45% sottolinea il bisogno di avere supporto nella crescita di rete di vendita internazionale Inoltre, la maggior parte del campione evidenzia la necessità di avere certezze sul merito creditizio dei clienti (65.05%) e del rischio creditizio complessivo per l impresa ( 49,02%). Nel complesso, le risposte al questionario suggeriscono l esistenza di uno spazio di domanda inespressa per prodotti appositamente disegnati a sostegno dell internazionalizzazione, in particolare si evince la necessità di reperire internazionalizzazione ( 66%). finanziamenti per avviare iniziative di Le imprese indicano di essere interessate anche ad altre tipologie di servizi, più genericamente finalizzati alla creazione di una formazione di rilievo internazionale ( circa il 48%). Allo stesso modo, le imprese esprimono un rilevante interesse anche per ricevere informazioni su mercati di sbocco e individuazione di controparti commerciali estere ( circa il 62%). In particolare, con riferimento alle prospettive di sviluppo, emerge una evidente tendenza ad ampliare le attività sui mercati esteri, anche attraverso la richiesta di servizi più complessi e innovativi a sostegno delle strategie di internazionalizzazione. Questo generale interesse conferma la tendenza anche delle piccole e medie imprese a richiedere nuovi servizi che consentano di operare con strumenti adeguati sui nuovi mercati internazionali. 9

10 Nota metodologica Il Piano di campionamento con il quale è stata condotta l indagine, si basa su uno studio condotto da CONFAPI con lo scopo di individuare un campione di imprese rappresentativo del tessuto economico produttivo del Paese. Il punto di partenza nella costruzione del piano di campionamento è consistito nell individuazione dell universo di riferimento rappresentato dalle piccole e medie imprese italiane operanti nei settori dell industria, delle costruzioni, del commercio e dei servizi. A tale proposito, è stata recepito la nuova definizione europea di Piccola e Media Impresa (PMI) entrata in vigore il 1 o Gennaio 2005, basata sulla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione Europea del 6 maggio Secondo tale documento, un impresa è definita media se ha un organico inferiore a 250 persone ed un fatturato non superiore a 50 milioni di euro (oppure, in alternativa, un bilancio annuale non superiore a 43 milioni di euro). Una piccola impresa, invece, è tale se il suo organico non eccede le 50 persone e il suo fatturato (o il bilancio annuale) non supera i 10 milioni di euro. Infine, una impresa è definita micro-impresa nel caso in cui il suo organico sia inferiore a 10 persone e il suo fatturato (o il bilancio annuale) non superiore a 2 milioni di euro. Il collettivo di riferimento è stato dedotto dai dati dell Archivio Statistico delle Imprese Attive (ASIA) dell ISTAT relativo all anno Per ottenere una migliore rappresentatività del campione, sono state utilizzate tre variabili di stratificazione: Ripartizione geografica, suddivisa in: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e isole. Settore economico, suddiviso per: Industria manifatturiera, Costruzioni, Commercio, Altri servizi. Numero di addetti, suddiviso in: imprese da 6 a 9 addetti, imprese da 10 a 15 addetti, imprese da 16 a 19 addetti, imprese da 20 a 49 addetti, imprese da 50 a 99 addetti, imprese da 100 a 249 addetti. Il campione è stato costruito utilizzando un tasso di campionamento maggiore per le aziende di medie dimensioni rispetto alle piccole (la dimensione delle aziende è stata dedotta dalla variabile Numero di addetti ), in modo da raggiungere un numero di imprese adeguato in 10

11 ciascuna classe di addetti. Di conseguenza, in fase di analisi dei dati, alle unità campionarie verranno applicati dei pesi campionari in modo da ricostruire la struttura dell universo di riferimento. 11

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