Notizie su valori, espansioni, management alberghiero

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1 Notizie su valori, espansioni, management alberghiero OSPITALITÀ UNA MACCHINA VELOCE SENZA PILOTA HOTEL TRANSACTION IL BUSINESS RICETTIVO FA BENE AL PAESE SCENARI QUANTO LE BANCHE SCOMMETTONO SULL HÔTELLERIE ITALIAN HOTEL MONITOR Nei primi nove mesi 2014 si confermano l incremento costante del R.O. (+1,9%) con le città di Palermo, Napoli e Cagliari a condurre la ripresa e il segno tendenziale più del prezzo medio camera con Venezia, in cima al ranking delle città più care (149,68 euro a notte) START-UP, UN MERCATO IN CRESCITA GUIDATO DALL ICT Soddisfa il bilancio sui risultati del Decreto Start-up introdotto dopo il 2008 con 30 nuovi investimenti early stage in start up innovative. Eterogeneo il mercato di finanziatori - tra privati, (business angels), società (angel investing) e fondi seed capital - anche se il ruolo centrale spetta ai fondi venture capital APARTHOTELS E CONDO-HOTELS PER RILANCIARE IL SETTORE Aparthotel e Condo-Hotel di prestigio sono le opzioni ricettive preferite oggi da 2,5 milioni di europei. Due modelli di ospitalità che soddisfano il desiderio di andare in vacanza quando si vuole e che assicurano almeno due grandi vantaggi: l esclusività e il comfort di un hotel a 5 stelle e un investimento che si rivaluta nel tempo

2 Editoriale di Aureliano Bonini* Misterioso turismo Turismo significa economia, lavoro e finanza. Sono tutti concordi nel dichiarare che il turismo (meglio sarebbe dire l Industria dell Ospitalità) genera il 10% del PIL nazionale, che occupa persone, che è il nostro petrolio. Però il turismo non ha una presenza significativa nel mondo della finanza, in Borsa e in Parlamento. Quando si parla di turismo gli italiani pensano all estate, alle vacanze e ai gruppi di turisti che adorano la nostra arte, i nostri musei, le nostre spiagge e le nostre montagne. Il turismo significa vacanze, quello che ci sta dietro non ha peso politico e economico. Luoghi comuni, disattenzione e superficialità, incapacità di imporsi nelle relazioni industriali, scarso pathos degli imprenditori verso la partecipazione politica. Queste mancanze contribuiscono a rendere il turismo una categoria esclusa dai tavoli strategici romani. Se gli operatori turistici si distinguono per l indipendenza e l autonomia politica e affidano alla pubblica amministrazione solo un ruolo promozionale e poco più, il turismo non diventerà mai parte sociale. La verità è che l Industria dell Ospitalità è una macchina produttiva potenzialmente più veloce di qualsiasi governo e politico in carica, il cui motore però non lavora a pieno regime per la mancanza di piloti adeguati. A guidare i 200 mila gestori dell offerta di ospitalità verso le sfide del mercato globale ci vorrebbe qualcuno che non c è, così il quadro non cambia: 1. la macchina turistica rimane datata e pesante, e non può decollare. Le strutture ricettive hanno più di 50 anni e ormai sono come delle macchine d epoca. Gli over 50 occidentali amano il vintage; nell immaginario collettivo l Italia è una macchina dalla carrozzeria meravigliosa, lenta e misteriosa... forse è per questo che poco interessa partiti, governo e grandi manager internazionali; 2. gli operatori rimangono indipendenti, autonomi e individualisti. Non erano così, ma mezzo secolo di abbandono li ha resi artigiani fai da te. I turisti guardano le classificazioni a stelle, studiano le recensioni online e... non si fidano di noi! 3. tutti si lamentano di OTA e false recensioni, ma passano giorno e notte sul web. Gli effetti del web sull ospitalità sono devastanti per le recensioni fasulle, per i prezzi, per le commissioni e per la strapotenza digitale delle OTA, ma nessuno, al di là di qualche proclama, boicotta realmente il sistema dominante; 4. gli incentivi per l industria turistica sono pochi, i soldi spesi qua e là tanti. A fronte di una certa limitatezza dei fondi per le ristrutturazioni, le riqualificazioni e l innovazione del sistema ricettivo nazionale, vi è una montagna di risorse spese da Regioni e enti governativi per il turismo: 1 miliardo circa all anno, tre volte in più della Spagna. La promocommercializzazione in Italia premia le code e non le punte... solitamente disattente agli incentivi pubblici. 5. si accentua la dicotomia aeroporti in chiusura vs successo voli low cost. Sempre più aeroporti sono a rischio chiusura, le compagnie aeree tradizionali faticano a vendere biglietti. È così difficile strutturare un offerta low cost sul modello Easy Jet? 6. vengono promossi prodotti che nessuno sembra chiedere. Offriamo pacchetti senza il trasporto aereo, enfatizziamo l enogastronomia ma siamo il paese della pensione completa. L incoerenza è una nostra debolezza. *Aureliano Bonini è esperto di organizzazione alberghiera e hotel management, ha insegnato alle facoltà di Economia dell Università di Perugia, di Rimini e alla Luiss di Roma. Dal 2007 è Lecturer di European Food&Beverage alla Hotel School della Cornell University di Ithaca, N.Y. (USA). Trademark Italia opera nel settore dal 1982 con un portafoglio attuale di 250 alberghi. Valutare, acquistare e vendere un hotel Master Meeting offre ai suoi lettori un nuovo servizio di consulenza e assistenza rivolto a chi desidera valutare, acquistare o vendere il suo albergo. Contattate la redazione di Master Meet ing (tel ) e sarete richiamati il più rapidamente possibile dai nostri consulenti. 14

3 HOTEL TRANSACTION Il business ricettivo fa bene al Paese L investimento nel comparto alberghiero è entrato nell agenda dell Italia. Possiamo dire che facciamo un passo in avanti ma anche che torna il turismo di Stato per certi versi che non mancheranno di farsi sentire a breve sul mercato immobiliare e delle gestioni alberghiere La svolta è arrivata nei giorni scorsi con l accordo tra il Fondo Strategico Italiano (80% Cassa depositi e prestiti e 20% Bankitalia) e il gruppo alberghiero di lusso Rocco Forte Hotels che peraltro ha proprio in Italia tre strutture di eccellenza in campo ricettivo. L operazione, del valore di 75 milioni di euro per il 23% della Rocco Forte Hotels, ha visto anche la partecipazione della Kuwait Investment Authority già partner del Fondo strategico. Con questa iniziativa il FSI, guidato da Maurizio Tamagnini, è entrato nel comparto turistico con la dichiarata convinzione che il business ricettivo è strategico per il Paese. Tamagnini ha dunque affermato a chiare lettere che gli investimenti dell FSI nel comparto continueranno e il Fondo ha una dotazione complessiva di 4,4 miliardi di euro. Non saranno destinati tutti al turismo, ovviamente, ma un certa quota sì, visto che nel frattempo si procederà al sostegno dello sviluppo di Rocco Forte, e visto anche che la stessa Kuwait Investment Authority è molto interessata al business turistico. Ma l altro elemento chiave di questa operazione, rimasto forse un po più in ombra, è costituito dal FIT, ossia dal Fondo investimenti nel turismo che fa capo a Cdp Sgr. L obiettivo è di costituire un polo del turismo italiano, e il FIT già raggruppa quattro immobili a Venezia, Bergamo, Verona e Torino che, una volta riqualificati, sono stimati nell ordine dei 90 milioni di euro. Quindi il FIT d ora in avanti sarà sempre più interessato ad acquisire immobili a valore turistico, reale o potenziale, su cui investire. Il mercato italiano sta lentamente crescendo sull onda degli stranieri, questo è il dato attuale. La domanda domestica langue oppure è selettiva, visto lo scenario economico nazionale, la flessione della capacità di spesa delle famiglie e il cambiamento dei modelli di consumo. Ma le operazioni di qualità non temono il confronto con il mercato. L afflusso di capitali sul mercato alberghiero e immobiliare, da un lato, e l emergere di modelli avanzati e innovativi di gestione valorizzerà in futuro gli asset. Da Expo 2015 verrà un ulteriore spinta al business turistico. La società che gestisce l operazione ha annunciato in questi giorni di aver già venduto circa 7 milioni di biglietti e di puntare a breve a quota 10 milioni, già in netto anticipo rispetto al via dell Esposizione mondiale che partirà a maggio del prossimo anno. È una opportunità strategica per il turismo italiano, soprattutto per agganciare quel bacino immenso costituito dai nuovi turisti dell Oriente. E da Oriente arrivano importanti segnali. Società cinesi sono sempre a caccia di nuovi investimenti nel nostro Paese. I fondi arabi sicuramente accelereranno le operazioni dopo il primo via libera europeo alla partnership strategica tra Alitalia ed Etihad, compagnia aerea di Abu Dhabi. Questa compagnia che sta velocemente scalando la classifica mondiale ed è tra gli investitori leader negli aeroporti ha anche interessi nel comparto alberghiero e sicuramente accenderà i riflettori sull Italia d ora in avanti. Del resto la strategia di Etihad punta proprio a essere il vettore leader nei flussi turistici che dall Oriente si muovono verso Occidente e viceversa. Dossier aperti ve ne sono. Si vocifera di un interesse di FSI anche per alcune location della catena Boscolo, ad esempio, così come si sta infoltendo il parterre dei soggetti interessati ad Una Hotels. Anche UnipolSai dovrà decidere cosa fare di Ata Hotels, e di recente sono state annunciate intese, sia pure solo commerciali, con il colosso cinese BTG. Ma UnipolSai potrebbe operare decisioni selettive a seconda delle strutture e delle offerte. Resta poi da valutare il dossier Aquamarcia che ha diversi hotel storici e di gran pregio. Da ultimo sembrano molto attivi sul mercato i turchi della Permak che dopo aver rilevato l isola di San Clemente nella laguna di Venezia stanno valutando altre opzioni. Infine, potrebbe passare a un fondo arabo anche il Gritti Palace di Venezia, oggi nell orbita di Starwood, nell ambito del piano di dismissioni immobiliari del gruppo alberghiero americano. Annarita Maggi 15

4 SCENARI Quanto le banche scommettono sull hôtellerie Secondo l indice Travel & Tourism Competitiveness (TTCI) 12, elaborato dal World Economic Forum (WEF) e deputato a misurare la competitività turistica di 140 nazioni nel mondo, l Italia chiude il 2013 al ventiseiesimo posto. Anche a livello Europeo il nostro Paese si dimostra deludente posizionandosi a quota diciotto su quarantadue nazioni, e perdendo così il primato storicamente detenuto all inizio degli anni Ottanta. Risultati sconfortanti quelli diffusi dalla Fondazione elvetica, che contribuiscono a delineare un quadro recessivo in cui il turismo italiano perde progressivamente quote di mercato e rallenta la propria crescita, oggi stimata in un tasso annuo del 2% contro una media di mercato dell 8%. Risultati oltremodo pesanti se si considera l indiscusso patrimonio artistico e culturale di cui il Paese gode e che la stessa fondazione svizzera qualifica come il migliore al mondo. Poco importa se oltre il 20% del patrimonio UNESCO vanta origini italiane e rende il nostro Paese la nazione detentrice del maggior numero di siti appartenenti alla lista dei patrimoni mondiali. Un primato potenziale ma non reale, quindi, quello del Belpaese penalizzato da importanti mancanze soprattutto nelle politiche a sostegno del turismo e nella sicurezza. Ad affermarlo sono ancora una volta le stime del WEF, che vedono l Italia scendere al settantaseiesimo posto per quanto attiene la priorità con cui il governo guarda al settore turistico. Tra gli indicatori che contribuiscono a declassare il nostro Paese incide in particolar modo la mancanza di sostegno politico e normativo. Il brand Italia solo al 15esimo posto La variabile governativa pesa a tal punto sull analisi complessiva che se fosse l unico parametro valutativo trascinerebbe l Italia alla posizione numero 100. Come a dire che se vacilla l interesse all interno, difficilmente potrà esserci attrazione e competitività sul mercato estero. D altronde proprio in tema di fiducia e sostegno politico si pronunciò già qualche mese fa Massimiliano Vavassori, direttore del Centro Studi del Touring Club Italiano, intervenendo a Montecitorio nell ambito della presentazione del rapporto 2014 Italdecide: «Se l Italia credesse di più nel turismo sarebbe un Paese migliore». Una crisi di settore interpretata come una ben più ampia crisi territoriale e governativa, questo in pratica è quanto emerge dalle parole e dalle stime degli addetti al settore. Questo è anche quanto sancisce il Country Brand Index, consueto studio condotto dal network multinazionale FutureBrand che misura l immagine di 118 paesi nel mondo. Nella sua indagine l agenzia di marketing colloca l appeal del brand Italia solo al quindicesimo posto, ben 5 posizioni in meno rispetto all anno precedente. Che cosa attendersi per il futuro? Secondo le stime della World Tourism Organization, agenzia delle Nazioni Unite per le politiche turistiche, questo mercato negli anni a venire raddoppierà la sua portata ed entro il 2030 il numero dei viaggiatori internazionali passerà dagli attuali 900 milioni a 1,8 miliardi all anno. Dati confortanti che rappresentano una enorme opportunità per il Paese, ma che danno anche la misura di una pressione che il settore deve essere in grado di sostenere e gestire. Allo stato attuale dei fatti, però, l Italia risulta inadeguata sotto molteplici aspetti. Entrando nel dettaglio del Travel & Tourism Competitiveness Report 2013 del WEF, ed analizzando le variabili che concorrono al downgrading del regional ranking italiano, emerge una scarsa sostenibilità ambientale e sociale, prezzi non competitivi, un quadro normativo poco incentivante. È su questi temi che andrebbero concentrate le risorse e le attenzioni del Paese: interventi per una più attenta sostenibilità e conservazione del patrimonio naturale, livelli di sicurezza maggiormente evoluti, una superiore qualità dei servizi pubblici ed una migliore accessibilità delle strutture in vista di un turismo sempre meno giovane per via dell aumento della vita media della popolazione. Un sforzo globale per il restyling del turismo italiano In una parola occorrono nuovi servizi per il progresso, e dunque investimenti in tempo, risorse e denaro. Un restyling importante quello del turismo italiano. Per questo motivo lo sforzo a cui è chiamato il Paese deve essere globale e coinvolgere parti sociali settoriali, istituzioni, e mondo finanziario in una comunione di intenti. Di questo dialogo si è fatta promotrice Federalberghi, principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia, che ha rivolto la propria attenzione in primis al mondo delle istituzioni chiedendo semplificazioni normative ed agevolazioni fiscali e al contempo si è preoccupata di attivare un confronto anche con il mondo finanziario. Importanti riscontri si sono registrati in tal senso tanto che l associazione di categoria può dirsi soddisfatta per l impegno istituzionale dimostrato, ad esempio, nella conversione in legge del decreto sui nuovi termini di realizzazione dei lavori per la prevenzione incendi negli alberghi. A distanza di pochi giorni da questo primo traguardo, l associazione presieduta da Bernabò Bocca sigla un importante accordo nazionale con Unicredit Group per favorire l accesso al credito da parte del settore e dunque incentivare pro- 16

5 Tab. 1. Analisi territoriale delle strutture alberghiere italiane X: Classe dimensionale per n. camere <24 [25;99] >100 ToT N. Esercizi N. Esercizi N. Esercizi N. Esercizi Y: Territorio ITALIA Trentino Alto Adige / Südtirol Emilia-Romagna Veneto Lombardia Toscana Lazio Campania Piemonte Liguria Sicilia Puglia Sardegna Marche Calabria Abruzzo Friuli-Venezia Giulia Umbria Valle d Aosta Basilicata Molise Fonte: Elaborazione dati Istat. Capacità degli esercizi ricettivi (Ateco 2007) rif getti di riqualificazione e messa a norma delle strutture alberghiere. Un aiuto concreto quello richiesto da Federalberghi, a favore di un settore davvero bisognoso di importanti interventi strutturali. Basti pensare che circa il 20% dei alberghi italiani vanta una storia centenaria e solo il 15% è di recente costruzione. Per non parlare dei nuovi investimenti che si renderebbero opportuni nelle aree oggetto di crescente turismo ma sprovviste di un adeguato numero di aziende ricettive. La regione Puglia, ad esempio, con i suoi 800km di costa sarebbe idonea per estensione, clima e paesaggistica ad accogliere una grande fetta di clientela internazionale ma conta poco più di strutture alberghiere su tutto il territorio contro le della sola regione Emilia Romagna. L apporto degli Istituti di credito locali Proprio questo disequilibrio a livello regionale ha fatto sì che il sistema finanziario si sia adoperato, nel suo supporto al settore, anche attraverso istituti di credito locali forti di una radicata presenza sul territorio. La maggior parte di queste banche oggi offre una gamma commerciale pensata proprio per il turismo, e mette a disposizione la propria struttura per erogare finanziamenti a condizioni agevolate. I prodotti spaziano da soluzioni a breve termine per esigenze di liquidità, fino ad operazioni più consistenti, in termini di volumi e durate, finalizzate ad interventi di messa in sicurezza e ad opere di ristrutturazione. Sempre più spesso gli istituti di credito coinvolgono le Associazioni di categoria in fase di definizione delle offerte commerciali, per meglio comprendere le esigenze del mercato e per promuovere insieme una azione mirata. Non più tardi di un mese fa, ad esempio, le federazioni ravennate Confesercenti e Confcommercio hanno incontrato le principali banche del territorio per sensibilizzarle sulla situazione finanziaria delle imprese operanti nel turismo, soprattutto in considerazione del pesante bilancio della recente stagione estiva. Le principali richieste avanzate in questa sede hanno fatto riferimento a più adeguati piani di ammortamento in grado di tenere conto della stagionalità del settore, a minori tempi di delibera dei prestiti, a oneri finanziari contenuti. Anche nell adiacente regione Marche questa primavera Confcommercio è intervenuta sull argomento insieme a Banca Marche proprio per mettere a disposizione del settore strumenti finanziari dedicati. Ne è nata una offerta Turismo che prevede linee di credito studiate per supportare le imprese nei periodi di bassa stagione attraverso una iniezione aggiuntiva di liquidità, e servizi di smobilizzo crediti per i periodi di alta stagione erogati in base alle prenotazioni registrate negli hotel. La banca è presente anche per supportare interventi di manutenzione ordinaria e di ristrutturazione mettendo a disposizione finanziamenti a medio-lungo termine fino a euro nel primo caso e euro nel secondo. L Istituto di credito ci conferma il buon esito della iniziativa tanto che, a otto mesi dalla sua attivazione, dei 20milioni di euro stanziati ne sono già stati erogati la metà. Il turismo per la regione Marche ha sempre rappresentato uno dei principali motori economici, pertanto il settore è stato più volte oggetto di protocolli di intesa con il mondo finanziario. Già ad inizio stagione 2012 un pool di istituti di credito locali riservarono un plafond di 270milioni di euro per la concessione di finanziamenti alle strutture ricettive. A muoversi attivamente nella regione Veneto è, invece, Fiditurismo, consorzio di garanzia che si è reso promotore di Plafond Inverno cui hanno già aderito numerose banche del territorio. La campagna è volta ad assicurare alle imprese del settore un plafond complessivo di 20milioni di euro. Tutti interventi, questi, che si discostano notevolmente dall originaria forma del credito alberghiero. Negli anni gli istituti bancari si sono, infatti, resi promotori di una vasta gamma di servizi non necessaria- 17

6 mente vincolati a leggi agevolative e all erogazione di contributi statali e regionali in conto interessi. Tab. 2. Incidenza % delle fonti di finanziamento. Anni X: Anni % % % % Y: Composizione % fonti di finanziamento Capitale Proprio 36,10 36,40 41,00 23,60 Capitale di terzi 63,10 62,90 58,20 75,20 Ratei e Riscontri Passivi 0,80 0,70 0,80 1, Capitale proprio Capitale di terzi Ratei e Riscontri Passivi Fonte: Bilanci compagnie alberghiere Confindustria AICA Accordo Unicredit e Federalberghi È sempre l istituto di piazza Cordusio a intervenire nuovamente a supporto del settore turistico con il recente accordo nazionale siglato con Federalberghi. Un contract alberghiero importante, che prevede un pacchetto completo di strumenti e servizi studiati ad hoc per questo mercato: fidi e prestiti a breve termine per rispondere alle esigenze di liquidità, ma anche servizi bancari aggiuntivi volti all E-Commerce e all Internet Banking. La previsione più importante dell accordo, tuttavia, riguarda gli strumenti finanziari a medio-lungo termine: un plafond di 500 milioni di euro da erogarsi in forma di mutui fino a 22 anni e finalizzati all acquisto di proprietà alberghiere, alla realizzazione di opere di ricostruzione e all adeguamento alle normative sulla sicurezza. Anche in questo caso l intesa parte da una tavola rotonda indetta dal mondo delle associazioni di categoria. A condurla è Federalberghi, da sempre attiva nel rapporto fra settore turistico e mondo finanziario, e che in passato si è già resa protagonista di operazioni analoghe. «Siamo fortemente convinti che la collaborazione fra banche ed imprese sia uno dei prerequisiti indispensabili per un moderno processo di sviluppo e il nostro sistema da sempre intrattiene rapporti a tutti i livelli, con grandi gruppi bancari e banche territoriali» ci fa sapere Alessandro Nucara, Direttore generale di Federalberghi al quale abbiamo chiesto come sia nato l accordo con Unicredit. Decisamente positivo sembra essere il primo bilancio a sei mesi dalla sua entrata in vigore «Le imprese hanno accolto con favore l accordo», aggiunge Nucara, «molte associazioni territoriali degli albergatori hanno organizzato incontri per presentare ai soci queste opportunità. Riteniamo che un ulteriore spinta possa venire dalle recenti disposizioni sul tax credit, che incentivano tanto la riqualificazione delle strutture ricettive quanto la presenza sul mercato digitale». CC La politica crei le condizioni e i privati investano La centralità del mondo finanziario al di là degli interventi di finanza pubblica è stata peraltro ribadita anche da Emilio Valdameri, esperto del settore turismo per Assoimmobiliare e Federimmobiliare «Per cambiare davvero le cose ci vorrebbero miliardi e comunque devono arrivare dai privati, la politica è chiamata piuttosto a creare le condizioni per investire». Condizioni che il governo proprio recentemente si è preoccupato di garantire attraverso l introduzione del decreto Art Bonus. Per quanto riguarda l appello a fonti private, invece, l unica risposta può arrivare dal mondo bancario, principale attore di questo mercato insieme ai fondi di Private Equity interessati però esclusivamente all assunzione di partecipazioni in ambito Real Estate. A giudicare dai dati di mercato non si può di certo affermare il disinteresse del mondo bancario verso il settore. Analizzando, infatti, la composizione delle fonti di finanziamento delle strutture alberghiere italiane si evince chiaramente la diffusa preponderanza del capitale di terzi sul capitale proprio. Secondo l ultimo Focus Confindustria Aica, presentato nel 2011 ed elaborato partendo dai dati di bilancio delle compagnie alberghiere, il settore appare strutturalmente sbilanciato verso forme di finanziamento esterne ricorrendo al capitale di terzi per oltre 2,5 miliardi di euro, pari al 63% del capitale finanziato. Un ricorso al capitale di debito dettato da strategie di crescita a leva ma anche da disequilibri finanziari in cui l attivo circolante non riesce a fare fronte alle passività correlate. Non solo, quindi, finanziamenti al proprety management per investimenti immobiliari, ma anche iniezioni di liquidità dedicate al contract management. Anche la gestione alberghiera, infatti, necessita di importanti sostegni finanziari volti a supportare azioni di riposizionamento e di valorizzazione oltre ad interventi di ristrutturazione del debito. Sempre più spesso le banche intervengono per garantire il proseguo dell attività aziendale generalmente compromessa da problematiche di natura finanziaria. A gravare sul bilancio 18

7 di queste società sono principalmente operazioni di sale & lease back troppo onerose, canoni di locazione e valori di carico troppo pesanti rispetto alle revenues, ma anche commistioni con affari e patrimoni personali dei soci. Se infatti le gestioni alberghiere possono talvolta beneficiare delle rendite di altri business collegati, sempre più spesso accade il contrario: i forti indebitamenti personali dei soci rischiano di intaccare e pregiudicare l attività alberghiera. Ciò non accade solo nelle piccole realtà a conduzione familiare, ma anche nelle più grandi catene alberghiere. Basti pensare alle vicissitudini che negli ultimi anni hanno visto protagonisti Atahotels, Una Hotel, Boscolo e alle operazioni di ristrutturazione finanziaria imposte loro dalle banche per far fronte ad un insostenibile indebitamento. Una su tutte Unicredit che proprio il mese scorso è ritornata sull argomento e, attraverso le parole del suo CEO Federico Ghizzoni, si è detta disposta a sedersi a un tavolo di confronto con le tre grandi catene per discutere la creazione di un polo alberghiero unico. Il caso Blackstone All estero il turismo fa gola. Ci sono finanziatori che rischiano, che non hanno paura della globalizzazione e che investono capitali acquistando intere catene alberghiere. Un esempio di investimento di lungo termine è quello di Blackstone Group che, tra il 2006 e il 2007, ha realizzato un buyout da 27 miliardi di dollari (esborso di 5,6 miliardi in contanti) dando vita a quello che oggi è Hilton Worldwide Holdings. Blackstone Group nel 2007 aveva la visione giusta e il capitale necessario per entrare in un settore in piena espansione, assediato da investitori mediorientali, indiani e cinesi. Il primo Hilton nacque nel 1936 e dopo 70 anni rappresentava un marchio alberghiero con ancora elevatissimi potenziali di sviluppo a livello planetario. Serviva solo un finanziatore per espandersi. La crisi globale diede un duro colpo a Blackstone. Nel 2008 il coro degli esperti finanziari mormorò: Blackstone non recupererà mai i suoi soldi... viaggi e turismo non sono settori industriali che rendono... L amministratore di Blackstone Group tenne duro, trovò sul mercato altri 800 milioni di dollari per proteggere il suo investimento iniziale e per acquisire anche il controllo di altre due catene alberghiere: La Quinta e Extended Stay America. Attendendo la ripresa, qualche anno dopo, arrivò lo sviluppo asiatico e l imponente domanda di management alberghiero occidentale da parte del governo cinese. Adesso, a 8 anni di distanza da quell investimento, le stime dicono che Hilton vale circa 20 miliardi di dollari e che la quota di Blackstone (pari al 76%) vale 16 miliardi di dollari. Con l alienazione del Waldorf Astoria di New York (di cui Hilton mantiene comunque la gestione) a una cifra favolosa (quasi due miliardi di dollari) il buyout di Blackstone sta diventando proficuo. Per un fondo di private equity che ha l obbligo di riconoscere un premio annuale ai propri investitori, essere pazienti non è facile. Convincerli a rinunciare alla rendita minima del 10% l anno e a fidarsi del management del fondo costituisce un serio problema per gli investitori europei che guardano vicino. Nel caso di Blackstone Group e del buyout di Hilton l attesa è stata lunga, ma adesso sta funzionando. C è qualcosa di simile realizzabile in Italia? Lo scenario attuale non è dei più confortanti. Tre catene alberghiere (forse 4) in crisi, 7 aeroporti falliti, 5 e più palazzi dei congressi in difficoltà e oltre un migliaio di hotel in mano alle banche. In Italia gli investitori coraggiosi che guadagnano si trovano solo nella moda e nell abbigliamento. Eppure qualcosa negli ultimi tempi sembra muoversi. La novità importante, che fa presagire un generale rafforzamento del settore turistico alberghiero italiano, è l ingresso di FSI nel capitale di Rocco Forte Hotels, gestore di 11 strutture di lusso tra hotel e resort che ha nell Italia uno dei suoi mercati di riferimento (primo Paese per fatturato con oltre il 30% dei ricavi complessivi del gruppo che gestisce) ed è supportato da diversi fondi sovrani nazionali con un debito che, secondo Sovereign Wealth Fund Institute (uno dei maggiori Fondi internazionali del mondo), si aggira sui 105 milioni di sterline. Carolina Colletto 19

8 START-UP Un mercato in crescita guidato dall ict Soddisfa il bilancio sui risultati del Decreto Start-up introdotto due anni fa per supportare l imprenditoria nascente dopo la pesante congiuntura Dati alla mano pare che l intervento legislativo sia valso ai suoi scopi, considerando i 30 nuovi investimenti early stage in start up innovative. Questo è quanto emerge nell ultimo rapporto pubblicato dall Osservatorio Venture Capital Monitor dell Università di Castellanza (VeM). L analisi, condotta in collaborazione con Aifi, Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital, si concentra sugli investimenti nelle start-up italiane. Dall indagine 2013 si evince come il Venture Capital rimanga uno strumento di crescita seppur nelle difficoltà del contesto locale. 66 nuovi deal nel 2013 Le dimensioni del mercato registrano, infatti, un parziale miglioramento rispetto all anno precedente sebbene in termini assoluti le consistenze restino limitate sul fronte dei volumi e degli operatori: 66 nuovi deal, in leggero rialzo rispetto ai 57 del 2012, ed un investimento complessivo quasi equamente diviso fra start up company (56%) e seed company (44%). In leggero aumento anche il numero di closing: 86 operazioni contro le 70 registrate nel 2012, mentre permangono a quota 31 gli investitori attivi in linea con i dati dell esercizio precedente. Il ruolo centrale del venture capital Si conferma estremamente eterogeneo il mercato dei finanziatori, che annovera al proprio interno privati che investono a titolo personale (business angels), angel investing strutturati in forma societaria, fondi interessati a detenere partecipazioni rilevanti (fondi seed capital). Tuttavia dal rapporto VeM si evince chiaramente la centralità dei veri e propri fondi di venture capital, capaci di muovere il segmento grazie a potenziali superiori. Spetta a loro il primato in termini di volumi investiti, pari in media a 1,25 milioni di euro contro gli 0,65 milioni di euro delle altre categorie di finanziatori. In maggioranza anche per quanto riguarda il numero di closing registrati: 45 operazioni concluse contro le 41 degli altri investitor. Tuttavia ciò non implica la marginalità di questi ultimi che, in particolar modo nell anno 2013, sono apparsi decisamente attivi in qualità di co-finanziatori. L identikit della start-up vincente Ma a cosa sono interessati esattamente gli operatori deputati alla scoperta di nuovi business? Ad attirare l attenzione del mercato è ancora una volta il comparto ICT (Information and Communication Technology) che rappresenta il 50% dell intera attività di investimento e si orienta verso applicazioni web e mobile per smartphone e tablet (80%). Sempre appetibili le iniziative private (55), mentre si riduce il numero di investimenti negli spin off aziendali (5) ed universitari (6). L identikit della start-up vincente è piuttosto chiaro. Secondo i valori medi registrati durante l anno, l impresa target ha sede nel nord Italia, esiste da meno di due anni, è attiva nel comparto ICT e vanta un fattu- Tabella 1. Operatori del mercato seed capital e start up attivi nel 2013 in funzione al numero di investimenti realizzati Fondi di Venture Capital Lead Co-Inv. Totale Principia SGR dpixel Imi Fondi Chiusi SGR Filas Vertis SGR Friula SGR Capital Partners United Ventures ZernikeMeta Ventures Braveheart Investment Group Capital B! Innogest SGR Intesa San Paolo Novus Ventures Fonte: Rapporto Italia 2013, VeM Altri operatori Lead Co-Inv. Totale Club Italia Investimenti Mind the Bridge Italian Angels for Growth Andena Holding b-venture Italeaf Red Circle Investments Vela Imprese H-Farm Key Capiital Startups Blom CGR Aldabra Capital Bincot Fin Posillipo High-Tech Cründerfonds Business Angels

9 rato di circa 1,2 milioni di euro con un organico di poco inferiore alla decina di persone. È in linea con questi dati il profilo delle start-up operanti nel settore turistico e presenti nel mercato con progetti di derivazione tecnologica. Web e app nel turismo Sono in particolar modo le applicazioni hi-tech per viaggi e vacanze ad aver attratto nuovi capitali nel corso del Il fondo Principia Sgr, che si è distinto nell anno per aver concluso il maggior numero di investimenti, ha finanziato per 0,5milioni di euro Week end a gogo una start-up fondata nel 2012 che vuole promuovere il lato social del turismo facendo interagire su una piattaforma on-line operatori e utenti delle vacanze short. La società di gestione del risparmio è peraltro già presente nel settore con il fondo Principia II che nel 2012 è entrato nel capitale di Cicer OOs motore di ricerca dedicato al mondo dei viaggi. È ancora un business legato al turismo quello che ha convinto H-farm a sostenere Travel appeal startup che elabora l indice di gradimento turistico delle località italiane. Dedicata alla diffusione di un turismo culturale è invece Musement l hub che si preoccupa della organizzazione di itinerari artistici nel mondo alla scoperta dei più interessanti siti archeologici, musei e monumenti. I nascenti prodotti e servizi digitali applicati al turismo attraggono capitali anche dall estero. Attraverso il proprio fondo Mind the Seed, la Mind the Bridge Foundation investe nella italianissima Mapp2App. La startup romagnola dà la possibilità a chiunque sia interessato, di creare guide territoriali per iphone e Android attraverso la propria piattaforma web. Al di fuori dei confini del Venture Capital classico, la milanese Morpheusagency è invece un agenzia di comunicazione che ha scelto di investire in termini economici, di expertise e di network in start-up digitali dedicate al mondo del turismo. Già nel 2006, infatti, era entrata nella compagine di PS.Mobile, Le prospettive secondo il presidente dell Associazione Startup Turismo. Stefano Ceci Le difficoltà non mancano nella vita delle start up italiane. Se infatti molte riescono ad aggiudicarsi i primi finanziamenti che le conducono al mercato, ben poche ottengono il secondo round di investimenti determinante per fare il salto di qualità e consolidarsi. «In questo momento in Italia è piuttosto facile concludere il primo seed ed ottenere gli iniziali 50 mila euro per passare dal progetto al mercato», dice Stefano Ceci, presidente dell Associazione Startup Turismo, «io stesso mi colloco in questa posizione con la mia società di consulenza GHnet, che fa incubazione, individua il team, lo organizza e mette a disposizione le risorse finanziarie necessarie ad andare sul mercato» Che cosa succede però quando l impresa fa il proprio esordio e si propone al mercato? «È a questo punto che servirebbero competenze manageriali, abilità imprenditoriali e la presenza di Venture Capitalist con una certa propensione al rischio. Nel nostro Paese questi tre elementi non ci sono o sono rarissimi; questo è il vero problema per lo sviluppo ed il successo delle start-up italiane. Non è un caso che Bravofly prosegue il Presidente di Startup Turismo che rappresenta la più importante iniziativa del momento, tanto da essersi quotata alla borsa di Zurigo, sia opera di un team italiano che si è dovuto spostare in Svizzera per farsi apprezzare. Oppure che Hotel- Tonight, app americana che stocca camere d albergo invendute, abbia ricevuto dal mercato statunitense finanziamenti pari a 40 milioni di dollari. All Associazione Startup Turismo aderiscono società che sono state oggetto di investimenti, ma i numeri in Italia sono incredibilmente inferiori; nell ordine di 600mila euro o, nei casi migliori, di un milione di euro». La fuga all estero rimane dunque la sola speranza anche per il mercato dei business nascenti? «L Italia, in questo momento, non è un ambiente favorevole alle start up digitali. Non dimentichiamoci però che è uno dei principali Paesi al mondo per importanza del mercato on-line in ambito turistico. Questo significa che le potenzialità esistono. Se gli imprenditori troveranno il modo di integrarsi fra di loro, potremmo affermarci anche a livello internazionale. Un importante lavoro di coesione, ecco cosa spetta alle start-up italiane, ma con ottime prospettive di consolidamento e sviluppo. Ciò che oggi i giovani imprenditori devono fare è guardare all estero come esempio ma costruire in Italia perché il primo mercato da conquistare è quello domestico». 21

10 start-up pioniera del mondo delle app territoriali e oggi realtà consolidata nel mercato business del marketing territoriali. Fa capo a questa società Bolognaccoglie applicazione per smartphone realizzata per CNA Bologna che individua e propone interessanti percorsi turistici fra la caratteristiche botteghe artigiane della città. Morpheusagency oggi scommette su Openmondo.com start-up italosvizzera per lo sviluppo del business a livello locale. La società consente di promuovere il territorio attraverso la realizzazione di guide turistiche interattive con il mondo dei social. La sfida delle new entry del turismo Vendita di pacchetti turistici e di informazioni, con qualche connotazione social: sembra essere questo il segmento più battuto dalle startup nostrane. Non solo ICT, ma anche comunicazione ed un marketing di nuova generazione che si muove attraverso smartphone e social network. Secondo le stime dell Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo che fa capo alla School of Management del Politecnico di Milano, dei 31 miliardi di euro che a fine 2014 gli italiani avranno speso per prenotare su web le proprie vacanze, circa 7 miliardi perverranno dai dispositivi mobili. Il numero di transazioni online registrate nel settore turistico italiano è infatti cresciuto del 13% già dal 2012 al 2013, e l incidenza del comparto sul totale del mercato ecommerce nazionale si è assestata a quota 43%. Forti di questi risultati, la sfida delle start-up del turismo oggi è di conquistare quella parte del travel online che vale circa il 50% dell e-commerce italiano e che attualmente è detenuta nelle mani dei principali big player stranieri. Carolina Colletto START-UP Wanderio, la piattaforma che semplifica il booking dei viaggi Presentata lo scorso ottobre al Next di Ravenna, la piattaforma Wanderio è un progetto innovativo «nato», spiega il Ceo Matteo Colò, «da una carenza di mercato, ovvero dalla mancanza di un portale in grado di raccogliere tutte le informazioni necessarie per l organizzazione di un viaggio. Fino ad oggi chiunque volesse pianificare un itinerario era costretto a muoversi fra diversi siti web per cercare le soluzioni migliori e confrontarle». La start up, nata all inizio del 2013, integra diversi sistemi di trasporto ed oggi è in grado di proporre sul mercato le offerte di più di compagnie aeree, provider di trasporto pubblico e servizi di transfert privati. Soprattutto grazie a questi ultimi, Wanderio riesce a raggiungere 700 aeroporti nel mondo con un focus particolare sull Europa. Inizialmente utilizzato da utenti stranieri Wanderio oggi punta sull Italia. Proprio dal mercato italiano arrivano i primi finanziamenti alla società. Nel 2014 Wanderio ha raccolto 200 mila euro da un pool di investitori: Translated, Xandas New Media Venture, Club Italia Investimenti 2, e dalle sottoscrizioni di alcuni Business Angel. «Abbiamo concluso un primo round seed coinvolgendo un gruppo di Business Angels attraverso una campagna di crowdfounding realizzata tramite la piattaforma Siamosoci», spiega Matteo Colò. Non è stato difficile per la start up concludere la prima operazione di raccolta sul mercato. La piattaforma Siamosoci, primo veicolo in Italia per l investimento in nuovi business, ha registrato il 140% delle manifestazioni di interesse entro le prime 48 ore dall apertura della campagna, tanto da riportare un overbooking di investimenti, nettamente superiori rispetto al budget di raccolta preventivato. Un iniezione di liquidità che ha consentito alla start up di migliorare il prodotto. Il prossimo anno Wanderio affronterà un successivo round di finanziamenti: «questa nuova raccolta avrà consistenze differenti rispetto alla prima operazione», precisa Matteo Colò, «per questo motivo la società sta lavorando per coinvolgere sia fondi di Venture Capital che investitori privati e varcherà i confini nazionali rivolgendosi anche al mercato estero». C.C. Entro il miliardi di connessioni web il mercato italiano dei viaggi ammonta oggi a 20 miliardi di euro di cui il 25% circa viene dall on-line. Anche la maggiore confidenza della popolazione al web induce ad investire in applicazioni mobili. Si prevede, infatti, che entro il 2020 saranno circa 50 miliardi le connessioni ad internet e, secondo un inchiesta dell Economist, la crescita nella produzione di dati digitali è stimata ad un tasso del 45% annuo per i prossimi anni. 22

11 ITALIAN HOTEL MONITOR Primi nove mesi di segno positivo per gli alberghi italiani, si consolida la ripresa dell occupazione, restano stabili i prezzi Il consuntivo dei primi 3/4 dell anno elaborato dall Italian Hotel Monitor, monitorando la performance degli alberghi di 45 città capoluogo, sottolinea il consolidamento della lieve ripresa avviatasi nella seconda metà dell anno con l indice di occupazione camere degli alberghi italiani che cresce di 1,9 punti percentuali rispetto al Leggerissimo aumento anche del prezzo medio camera (Average Daily Rate): +0,2% rispetto allo stesso periodo del 2013 e tariffa al di sopra dei 110 euro. L incremento, pur lieve, della performance sembra dunque stabilizzarsi: dall analisi delle singole città emerge un miglioramento della Room Occupancy (R.O.) nell arco dei primi tre trimestri dell anno in ben 40 capoluoghi di provincia sui 46 monitorati, con un salto del dato medio nazionale dal 64,8% del 2013 al 66,7% di quest anno. A condurre la ripresa sono in particolare Palermo (+3,7 punti percentuali sull anno scorso), Napoli (+3,5), Cagliari (+3,3), Como e Foggia (+3,1), Milano (+3,0). Sono 3 invece le città in cui viene superata la ragguardevole soglia del 70% di occupazione camere: Firenze con un ottimo 76,1%, Roma (72,7%) e Venezia (70,6%). Milano con il 69,7% di R.O. guida le 17 città (3 in più del 2013) che superano la soglia psicologica del 60%, indicatore di solidità gestionale. Nel loro complesso i dati dell Italian Hotel Monitor evidenziano un andamento positivo piuttosto omogeneo, con solamente 8 città al di sotto del 50% di tasso di occupazione. Parallelamente si conferma il segno tendenziale più del prezzo medio. Dopo molto mesi di flessione i prezzi sembrano essersi stabilizzati. Da segnalare, a questo proposito, i significativi aumenti registrati nei primi 9 mesi dell anno a San Marino (+6,5%), Napoli (+3,4%), Padova (+2,5%) e Venezia (+2,4%). Il ranking delle città con la tariffa media più elevata è sempre guidato da Venezia, con un prezzo medio camera pari a 149,68 euro a notte, seguita da Milano (128,13 euro), Firenze (124,95 euro), Roma (117,30 euro) e Como (111,95 euro). Guardando i due indicatori nella loro totalità si nota chiaramente che la città più performante nei primi 9 mesi del 2014 è Napoli, davanti a Padova, Venezia e Milano. Passando al dettaglio dei segmenti alberghieri, prosegue la crescita della performance dei Luxury hotel (+2,2 punti di occupazione camere e +1,3% delle tariffe), si consolidano quelli di fascia Upscale (+1,9 punti di occupazione camere e + 0,2% del prezzo), mentre continua la sofferenza per le strutture Midscale (+0,5 punti l occupazione; 1,1% il prezzo). 23

12 REPORT ITALIAN HOTEL MONITOR - GEN-SET 2014 Occupazione e Prezzo per Città Occupazione % Camere Prezzo Medio Città Gen-Set Gen-Set Var Gen-Set Gen-Set Var / /13 + AOSTA 52,2 51,4 +0,8 86,10 86,24-0,2% + TORINO 60,1 59,3 +0,8 108,37 106,09 +2,1% + GENOVA 66,0 63,7 +2,3 93,40 94,23-0,9% + MILANO 69,7 66,7 +3,0 128,52 128,13 +0,3% + COMO 63,8 60,7 +3,1 111,95 111,48 +0,4% + BRESCIA 44,8 44,1 +0,7 84,69 85,52-1,0% + BERGAMO 65,0 63,6 +1,4 89,16 88,81 +0,4% + PARMA 57,2 55,1 +2,1 89,64 90,04-0,4% + REGGIO EMILIA 50,4 48,4 +2,0 84,07 85,04-1,1% + MODENA 50,5 49,2 +1,3 86,10 85,58 +0,6% - TRENTO 55,8 56,4-0,6 88,04 89,23-1,3% + BOLZANO 61,5 60,2 +1,3 87,48 89,45-2,2% + VENEZIA 70,6 68,7 +1,9 149,68 146,14 +2,4% + VERONA 61,3 61,0 +0,3 98,73 99,87-1,1% + VICENZA 52,3 51,0 +1,3 85,29 85,96-0,8% + PADOVA 60,9 58,7 +2,2 85,07 82,96 +2,5% + TREVISO 56,9 56,6 +0,3 84,36 83,22 +1,4% + UDINE 55,8 54,4 +1,4 86,90 88,00-1,3% - TRIESTE 60,2 60,7-0,5 91,31 92,35-1,1% + FERRARA 50,7 48,1 +2,6 91,43 91,76-0,4% + BOLOGNA 58,2 56,3 +1,9 96,02 95,75 +0,3% + RAVENNA 62,7 62,6 +0,1 86,75 86,47 +0,3% + RIMINI 66,5 65,9 +0,6 87,12 89,19-2,3% - REP. SAN MARINO 57,2 57,9-0,7 70,14 65,89 +6,5% + FIRENZE 76,1 75,8 +0,3 124,95 124,88 +0,1% + PISA 63,8 63,6 +0,2 87,99 87,86 +0,1% + SIENA 68,6 67,7 +0,9 98,75 97,70 +1,1% - ANCONA 59,4 61,2-1,8 84,82 85,04-0,3% + PESARO 61,8 61,5 +0,3 82,29 82,33 +0,0% + PERUGIA 48,8 47,0 +1,8 85,71 87,42-2,0% + ROMA 72,7 70,5 +2,2 117,30 117,83-0,4% + VITERBO 47,6 46,8 +0,8 83,77 84,38-0,7% + LATINA 47,3 45,2 +2,1 84,55 84,05 +0,6% + RIETI 48,0 47,6 +0,4 82,07 81,58 +0,6% - PESCARA 55,2 55,8-0,6 87,44 90,28-3,1% + NAPOLI 64,5 61,0 +3,5 102,05 98,65 +3,4% + BARI 56,6 56,0 +0,6 87,00 89,12-2,4% + FOGGIA 45,5 42,4 +3,1 83,06 83,60-0,6% + TARANTO 53,5 52,1 +1,4 72,97 80,95-9,9% + POTENZA 43,7 43,4 +0,3 80,21 78,68 +1,9% - REGGIO CALABRIA 48,9 49,4-0,5 84,16 84,40-0,3% + PALERMO 62,9 59,2 +3,7 90,25 92,62-2,6% + MESSINA 54,0 51,7 +2,3 84,28 83,52 +0,9% + CATANIA 60,9 60,3 +0,6 88,79 89,71-1,0% + CAGLIARI 59,5 56,2 +3,3 87,92 91,06-3,4% + SASSARI 54,7 53,7 +1,0 84,95 86,36-1,6% + TOTALE ITALIA 66,7 64,8 +1,9 110,56 110,32 +0,2% Zoom sulle città Top Ten Occupazione % Camere Città Luxury Upscale Midscale VENEZIA 67,0 70,6 0,7 MILANO 65,1 69,7 67,3 FIRENZE 65,8 76,1 70,4 ROMA 66,7 72,7 71,1 TORINO - 60,1 57,2 NAPOLI - 64,5 62,9 VERONA - 61,3 63,2 BOLOGNA - 58,2 58,6 GENOVA - 66,0 63,9 BARI - 56,6 57,0 TOTALE ITALIA 66,4 66,7 63,2 Prezzo Medio Città Luxury Upscale Midscale VENEZIA 414,79 149,68 91,74 MILANO 328,84 128,52 68,76 FIRENZE 381,71 124,95 62,75 ROMA 309,51 117,30 66,05 TORINO - 108,37 56,83 NAPOLI - 102,05 57,15 VERONA - 98,73 59,62 BOLOGNA - 96,02 65,41 GENOVA - 93,40 54,37 BARI - 87,00 55,01 TOTALE ITALIA 346,69 110,56 57,93 Occupazione e Prezzo per Tipologia Occupazione Camere Gen-Set Gen-Set Var Tipologia /13 Luxury 66,4 64,2 +2,2 Upscale 66,7 64,8 +1,9 Midscale 63,2 62,7 +0,5 Prezzo medio Gen-Set Gen-Set Var Tipologia /13 Luxury 346,69 342,37 +1,3% Upscale 110,56 110,32 +0,2% Midscale 57,93 58,58-1,1% Fonte: Italian Hotel Monitor - Trademark Italia 24

13 TREND Aparthotels e Condo-Hotels per rilanciare l offerta alberghiera italiana HOTEL IN VENDITA Categoria Camere Location 4 stelle 70 Treviso 4 stelle 110 Rimini 4 stelle 100 Bari 4 stelle 50 Bisceglie (BT) 4 stelle 70 Brindisi 4 stelle 85 Martina Franca (TA) 4 stelle 38 Madonna di Campiglio 4 stelle 65 Pescara 3 stelle 60 dintorni Verona 3 stelle 45 Zocca (Mo) 3 stelle 27 Lido di Camaiore 3 stelle 38 Rimini 3 stelle 53 Bormio 3 stelle 54 Milano HOTEL IN LOCAZIONE 5 stelle 167 Salsomaggiore (PR) 4 stelle 90 Venezia - Mestre 3 stelle 38 Torino 3 stelle 56 Riviera Romagnola informazioni riservate La formula degli Aparthotel e Condo-Hotel di prestigio ed esclusivi che, secondo i maggiori tour operator è diventata la formula preferita da 2,5 milioni di europei, non va confusa con i vecchi condomini della Costa Brava, della Costa Blanca e della Spagna, in generale soluzioni economiche di moda negli anni 70. I termini Aparhotel e Condo-Hotel non devono fare pensare al degrado e allo squallore condominiale, ma alle formule di ospitalità statunitensi a 5 stelle ad apertura annuale diffuse in tutto il mondo. Evoluzione strategica della formula Suitehotel e dei Resort più esclusivi che offrono ospitalità a tempo. Si tratta di un modello di ospitalità già presente in numerose destinazioni di vacanza, costituito da poli ricettivi di alto livello utili all internazionalizzazione del movimento turistico. Il concept e l idea progettuale di queste formule non ha rapporti con l attuale struttura alberghiera Aelle principali località di vacanza italiane dove, con la diffusione della for- mula pensione completa, l ospite (anche negli alberghi a 4 stelle) deve spesso ordinare cosa mangerà con molte ore di anticipo. Aparthotel e Condo-Hotel derivano da una precisa esigenza della domanda: fare vacanze quando si vuole assicurandosi a. l esclusività di un hotel a 5 stelle; b. un investimento vincolato ma che si rivaluta nel tempo; c. un comfort personale elevatissimo; d. la possibilità di cedere all albergo in convenzione la gestione dell unità ricettiva di proprietà. Con l introduzione di questi modelli diventa possibile attrarre una tipologia di clienti che attualmente non c è, aumentando il livello di internazionalizzazione delle località turistiche. Ora il termine Condo Hotel comparso nella normativa italiana, ovvero nel DL Turismo ora convertito in L. 106/2014 definita Sblocca Italia, appare un tentativo di superare le catene delle leggi, i vincoli alberghieri, la paura che gli alberghi attraverso il frazionamento possano diventare soggetti di speculazione edilizia, che finora hanno frenato l arrivo dei migliori investitori istituzionali nel sistema ricettivo italiano. I vincoli, non hanno finora solo limitato gli investimenti, ma hanno anche bloccato le potenzialità perché il vecchio modello di ospitalità e su questo la maggioranza delle istanze è concorde non è più in grado di soddisfare una domanda poliedrica e differenziata europea per la quale le formule pensione completa e bed & breakfast in alberghi gestiti artigianalmente non bastano più. L innovazione del sistema ricettivo italiano, darebbe nuovo respiro a numerose destinazioni di vacanza e attrarrebbe numerosi nuovi tour operators che a loro volta si impegnerebbero a: valorizzare le nostre destinazioni su cataloghi alti di tono; parlare di noi come destinazioni di qualità, non come ripieghi a buon mercato; citarci come posti dove tutto è possibile, come a Miami, San Diego, Malibù, Barcellona e Cannes; 25

14 INVITO AD ADERIRE A ITALIAN LUXURY HOTEL MONITOR Master Meeting e Trademark Italia invitano i professionisti del settore alberghiero (presidenti, proprietari, direttori e manager) ad aderire al prossimo ITALIAN LUXURY HOTEL MONITOR, primo sondaggio sull ospitalità 5 stelle e 5 stelle De Luxe realizzato in Italia. Il monitor nasce con l obiettivo di fotografare trimestralmente lo scenario della fascia più alta dell industria alberghiera, fornendo agli operatori di questo segmento uno strumento utile per intercettare nuovi bisogni e tendenze. L adesione richiede solo qualche minuto e garantisce l assoluto anonimato. Per aderire inviare una a cancellare l idea europea che le nostre sono aree vecchie, mature o declinanti. Si tratterebbe di sviluppare, dunque, un nuovo modello di ospitalità, adatto ai soggiorni brevi, medi e lunghi, un modello che assicuri autonomia del cliente e indipendenza dell ospite, quindi esercizi ricettivi full service con servizi funzionanti 24/24 ore, un numero di posti auto congruo con l indice di occupazione, dotati di centri benessere di nuova generazione, camere e suites che consentano agli ospiti di sentirsi a casa propria e, non ultimi, con spazi polivalenti e aree attrezzate per celebrazioni, convegni e meeting. La nuova gamma di Condo-Hotel dovrebbe avere come minimo un centinaio di camere (sufficienti per garantire servizi 24/24 ore) e consentire il soggiorno contemporaneo in unità di alloggio ad altri ospiti grazie a queste caratteristiche: struttura di dimensione più grande di quella attuale, quindi di capacità ricettiva maggiore, più simile alla dimensione media europea; alberghi che disponendo di oltre 100 unità ricettive possono assicurare certi standard e dialogare con i tour operators internazionali; alberghi autosufficienti, integrati, full service con tutti i servizi disponibili 24/24 ore, adatti proprio a chi si muove su fusi orari diversi da quelli centro europei; hotel classificati almeno a 4/5 stelle con un appendice di appartamenti di proprietà serviti dall albergo e cedibili-commercializzabili dall albergo con convenzione annuale con il proprietario. L interesse dell albergo è la disponibilità degli appartamenti, perché consente una ampia rotazione dell unità di alloggio, una maggiore capacità ricettiva e un addolcimento della quota dei costi che il proprietario della singola unità ricettiva deve per convenzione al fornitore dei servizi alberghieri. Per il proprietario il vantaggio è di avere il proprio appartamento in perfetto stato, pronto per essere utilizzato in qualsiasi momento con un servizio impeccabile. Ovviamente le unità di alloggio di proprietà del cliente, consegnate al gestore dell albergo per garantire la circolazione di turisti per i periodi in cui il proprietario non lo utilizza, dovranno essere proposte a una clientela che riconsegni l appartamento in perfetto stato. La commercializzazione è quindi vincolata: offrire suites e appartamenti esclusivi solo a clienti che si riconoscono in alloggi di elevata qualità. La formula aiuta il proprietario ad addolcire la spesa per servizi alberghieri fissi (reception, sorveglianza, sicurezza, uso della SPA, lavanderia e manutenzione) ed assicura un reddito supplementare al titolare dell unità di alloggio. Si tratta di un modello di offerta collaudata in tutto il mondo, adatta alle nuove domande di qualità e ai turisti che pretendono spazi superiori ai 24 metri quadrati delle camere d albergo italiane. Brand, branding e marche di hotel Le catene alberghiere sembrano costantemente al centro di un marasma organizzato. Cambiamenti, aggiornamenti, nuovi concept ospitali, format migliori e gli standard alberghieri vengono continuamente superati. Adesso dagli Stati Uniti è in arrivo una nuova formula di hotel indipendente di classe Upscale (4 stelle) che propone standard da boutique hotel e soluzioni extraordinarie: porta girevole e library al posto della lobby; accoglienza personalizzata a scrivania, niente più banco ricevimento; al primo piano uno spazio executive buffet 24h/24h dove sono disponibili cibi freschi e bevande alcooliche per tutti gli alloggiati e i loro ospiti; allo stesso piano numerosi salotti privati con televisori da 100 e cibo disponibile a prezzi ragionevoli: si va dai prodotti organic come verdura e frutta, frullati e spremute, a insalate, focacce e pizze oltre ad un bar che offre cocktail a base di succhi biologici, birre artigianali e vini pregiati. Per chi se ne intende caffè di fascia alta, thè ricercati, crostate, barrette energetiche, cioccolato e molto altro ancora. Niente ristorante né room service; le camere di circa 30 metri quadrati hanno due letti matrimoniali (double double), della Simmons. Sono di nuova generazione alti da terra tra i 60 e i 70 cm e appositamente progettati con traversine all eucalipto, che profumano sempre di fresco. Ogni televisore dispone di 20 canali televisivi extra per il room fitness (con diversi gradi di difficoltà) ed è visibile da tutte le direzioni. La luce è personalizzabile e cambia colore per aiutare gli ospiti a trovare il loro spazio zen in camera; i bagni sono molto illuminati così da garantire una pulizia perfetta, tutti dispongono di doccia e vasca, hanno lo scalda salviette cromato e una morbida biancheria di tre tessuti diversi; wi-fi ovviamente gratuito in tutta la struttura; Quanto costa costruirlo? Non più di euro per camera, escluso il costo del terreno. Prezzo a camera (media annuale) IVA compresa e breakfast escluso: 100 euro. 26

15 MARKETING&MANAGEMENT Si può imparare anche dall economy Nel settore alberghiero sono sempre stati gli alberghi a 4 e 5 stelle i generatori di idee, i modelli di management e marketing. Tutti abbiamo sempre guardato agli hotel di fascia premium per imparare, migliorare e apprendere, e raramente abbiamo prestato attenzione agli hotel di fascia economica come potenziali driver di innovazione e aggiornamento. Ci sono invece 5 aree in cui il segmento economy sta producendo input innovativi che possono essere spunto di riflessione anche per gli alberghi di categoria superiore: 1. Colazione inclusa nel prezzo. È una delle grandi differenze tra hotel economy e upscale. Ma la colazione inclusa è un grande gadget di marketing: aiuta iniziare la giornata con un sorriso e un buon caffè, una spremuta d arancia e un croissant possono fidelizzare il cliente e rafforzare la brand reputation dell albergo. 2. Free coffee nella hall. La funzione è simile a quella della colazione inclusa nel prezzo, colpisce i centri emozionali degli ospiti, li rilassa e li predispone positivamente. Per questo motivo mettere a disposizione di tutti gli ospiti un corner coffee nella hall con la possibilità di servirsi liberamente può non solo favorire la socializzazione tra le persone, ma anche esaltare la brand reputation dell hotel. 3. Servizio navetta. Al contrario del servizio limousine è certamente meno prestigioso, ma offrire un servizio navetta per aeroporto, stazione, fiera, etc. può essere piacevole e gradito. Per la serie I Care in linea con il social. 4. Nessun aspettativa di mancia. Negli hotel economici il servizio semplice, informale e senza fronzoli non impone mance: si scaricano i propri bagagli, si parcheggia la propria auto e così via. Discorso diverso negli hotel premium dove ci sono membri dello staff che, per ogni compito specifico, si aspettano un piccolo riconoscimento (mancia) anche per i compiti più elementari. 5. Tutti danno una mano. Negli alberghi economy il lavoro è molto più flessibile. Tutti danno una mano e coprono i ruoli necessari adattandosi a svolgere più mansioni. Si crea così un effetto che aiuta a dare alla struttura alberghiera un carattere più genuino e autentico. I positivi punteggi di TripAdvisor per gli hotel economici non sono dovuti ai servizi di eccellenza ma forse al fatto di essere ospiti graditi senza dover elargire una mancia. Prezzi, prezzi, prezzi! Migliaia di revenue manager sono impegnati a ottimizzare il pricing cercando di renderlo scientifico in base al corretto valore della percezione del cliente. Cosa difficile se non impossibile quando l analisi della domanda è superficiale, debole o inesistente. Come si fa però a parlare di trasparenza dei prezzi e trasparenza del valore (value for money) quando l offerta è standardizzata e la percezione della qualità del servizio è soggettiva. Si può provare a venderla ma crediamo che nel pricing ci sia poco di scientifico, perché neanche un mago riesce a misurare la sensibilità al prezzo degli utenti o valutare la percezione di valore dei potenziali ospiti. L analisi della domanda è importantissima ma non è sufficiente per valutare il sentiment del cliente a proposito di valore dell ospitalità. Se questo è vero, come sembra, ogni Revenue Manager che cerca di rastrellare la domanda agendo sulla leva dei prezzi rischia a. di scivolare in basso per sintonizzarsi sulla domanda della quale non sa abbastanza; b. di schizzare in alto per conquistare la parte migliore del mercato, quella ad alta propensione alla spesa. Per muoversi tra questi due poli occorre esaltare le differenze tra la propria offerta di alloggio e conoscere i prezzi degli hotel concorrenti. Considerando che la percezione del valore di un hotel è una variabile impazzita legata a una miriade di fattori spesso indipendenti dalla reale qualità dell offerta ma piuttosto legati al mood degli ospiti, il revenue manager deve essere un interprete attento e sensibile di quello che pensano i mercati. Tutto questo accade in un sistema di offerta nel quale non esiste una correlazione diretta tra le stelle assegnate all albergo, la qualità del servizio, la percezione di valore e la sensibilità al prezzo. Ci possono essere dei margini di miglioramento, ad esempio le tecniche usate dai Casinò per osservare le mosse degli ospiti e capire da come si muovono, quale e quanto valore attribuiscono al gioco. Da una webcam si possono ottenere preziose informazioni supplementari sulla percezione di valore. In effetti le immagini dettagliate del cliente, lo studio del suo linguaggio del corpo, facilitano la comprensione delle aspettative degli ospiti e quindi, nel caso degli alberghi, la formulazione di prezzi che potremmo definire di sartoria. La privacy lo impedisce. Più facile diventa scoprire la sensibilità al prezzo dopo che il cliente ha prenotato e soggiornato. Chi alloggia in un certo albergo può essere interpellato con l utilizzo delle tecniche tradizionali e fare dichiarazioni soggettive dalle quali si otterrà qualche valutazione oggettiva. Una variabile che incide sui prezzi e dalla quale è difficile difendersi è quella delle recensioni negative, che spesso sono bugie strutturate o piccole vendette per un servizio negato. Oltre alla voglia di mostrarsi esperti di ospitalità (riguarda 3 recensioni su 10) in albergo si generano sentimenti positivi e negativi indipendenti dal valore dell ospitalità, che influenzano la gamma dei prezzi. 27

16 Ecco la via d uscita: la customer satisfaction. Abbinare qualità delle prestazioni, qualità del servizio e reputazione funziona, consente di aumentare il valore percepito, di battere la concorrenza e di stabilire prezzi altamente remunerativi. Tutto questo è un lavoro da professionisti. www al posto della stretta di mano Con la posta elettronica, le e tutti i sistemi digitali che ci circondano, si può affermare che la parte finale delle nostre comunicazioni con il cliente, quella dei saluti è trascurata, spesso negligente. Una importante, piena di accordi rilevanti, finisce quasi sempre con un gelido distinti saluti o un tiepido cordiali saluti. Solo raramente lo scrivente si abbandona ad un grazie, resto a sua disposizione. Nove su 10 si chiudono con parole buttate lì a caso, per pura formalità, senza cercare l attenzione del ricevente. Mostrarsi dinamici, rapidi e poco formali funziona solo se chi riceve l è giovane, casual e disattento. Se invece chi la riceve quella mail ha più di 50 anni si attende qualcosa di più personale e caloroso. Visto che almeno 6 clienti su 10 che frequentano i buoni alberghi italiani sono over 50 meglio sarebbe che almeno i saluti sulle trasmettessero l idea di gratitudine, di buona educazione, di un patto assimilabile alla stretta di mano. Le frasi di chiusura delle che vengono utilizzate oggi, significano molto meno di una stretta di mano. I giovani che rappresentano il popolo di internet e degli sms, così moderni da non trovare lavoro in una società sempre più tecnologica e digitale, non devono dimenticare che la stretta di mano è un sigillo di lealtà tra uomini che attraversa il mondo occidentale. Detto questo e sapendo invece che milioni di under 50 preferiscono comunicare via Facebook, Twitter e Whatsapp con abbreviazioni seriali dei vocaboli tradizionali allora abbiamo il dovere di sensibilizzarli affinché non pensino che il mondo sia tutto 2.0 (o debba diventarlo). L avvento di quella che i sociologi chiamano comunicazione gutturale o vernacolare per acquistare alloggio, ristorazione e servizi collegati all ospitalità, sta dilagando ma trattandosi della più antica delle tradizioni, quella dell ospitare e ristorare, la metà di quelli che viaggiano si adeguano, ma non l apprezzano. Per concludere un che conferma una prenotazione serve qualcosa di cordiale, di carino, di sentito, anche se formale. Non è vero che salutare cordialmente e ringraziare puzza di vecchio e chi ritiene che il mondo appartenga ormai a chat e social media si sbaglia: ci sono più turisti che amano parlare e stringere mani rispetto a quelli che comunicano per sms e inviano mail mutilate. Dall analisi di un migliaio di emerge infatti che i giovanissimi millennials non fanno caso ai tocchi di cortesia, di eleganza e di classe, ma ci sono due generazioni di viaggiatori come senior e baby boomers (che rappresentano la quota maggioritaria di clienti d albergo) che invece ci guardano, eccome! Per sigillare un rapporto diciamo d affari, per stabilire la reciproca fiducia una telefonata è sempre meglio. Per chi abitualmente prenota con Booking, Expedia e Trivago i tradizionali saluti sono sprecati perché in apparenza l albergatore non esiste. In albergo c è semmai il custode delle chiavi, dei letti e dei cuscini perché la prenotazione della camera non dipende dall albergatore ma dall OTA. Pazienza. Noi raccomandiamo di personalizzare sempre il saluto: Le auguro un viaggio perfetto, La aspetto a braccia aperte, arrivederci a... sono frasi che possono cambiare la percezione dell ospite. Dobbiamo tenere conto che per i giovani receptionist abbreviare è diventato ossessivo e che il fanatismo digitale e il vezzo di mutilare le parole sono preponderanti. A che serve abbreviare? I sociologi insistono che è una specie di bandiera giovanile per segnalare al mondo che la tradizione è morta, che la lingua sta morendo. La comunicazione elettronica-digitale si fa con vocaboli e tende a trasformare tutto (soprattutto le parole) in rapidissimi grugniti. È un addio alle sfumature, al servizio, all educazione formale, al bon ton e alla lingua italiana. Sintesi estrema, prenotazioni digitali o no, diamoci uno stile, scriviamo come fanno i migliori. Se la formula di chiusura che utilizza Four Seasons, il meglio dell ospitalità mondiale, va bene perché non copiarla? Breaking news IL GRANDE FRATELLO Internet, PC, tablet, smartphone, banda larga... tutto ormai porta online i dettagli della nostra vita. Accendere e spegnere le luci di casa, attivare e disattivare l allarme, accendere aria condizionata e riscaldamento. Ogni azione, anche privata, dice dove siamo. Sono online anche i dati sensibili relativi alla nostra salute, ed essendo online possono essere captati e condivisi. Dicono che il web ci aiuterà a vivere una vita più sicura, a ritrovare il gatto e il cane, a risparmiare energia, ma deve per forza esserci un rovescio negativo di questa medaglia. Qual è? L assoluta mancanza di privacy. Se puoi permetterti il monitoraggio a distanza della tua casa (tra cui l attivazione e la disattivazione del sistema di allarme) allora anche un hacker può farlo. Se un ladro esperto di tecnologie digitali si impegna un po, non avrà difficoltà ad accedere alle webcam di casa tua e quindi anche alle nostre telecamere di sicurezza. Siamo nella fase di massimo sviluppo di internet e gli informatici devono ancora scoprire tutti i difetti dei propri dispositivi quindi per ora, per molte cose, è meglio stare off line. Starwood Hotels & Resorts Worldwide si è dotata di un sistema di accesso alle camere senza chiave. Permetterà agli ospiti di utilizzare il proprio smartphone come la chiave della camera. Nel 2015 questo tool senza chiave sarà in porte e camere d albergo sparse in 150 città del mondo. Lo considerate 28

17 un passo avanti, una conquista, un privilegio, o preferite arrivare in albergo, essere accolti da una receptionist fantastica e accompagnati in camera dove vi sarà consegnata una solida chiave? SOCIAL HOTEL AWARD 2014 Hampton Hotels, uno dei brand di Hilton Worldwide, ha vinto il Social Hotel Award 2014 per la miglior campagna di promozione via Facebook. Sette categorie di premi, dalla migliore pagina Facebook alla migliore campagna video digitale, i premi dei Social Hotel Award riguardano sia le catene che gli alberghi individuali e indipendenti e i premiati vengono scelti da una giuria di esperti di social media e dallo staff editoriale di Hotels. Il premio, giunto alla terza edizione, è sintomatico del grande fermento che c è sul marketing via social media nel settore alberghiero... Italia compresa. Peccato che il cerchio dei social sia molto più ristretto del cerchio dei viaggiatori che utilizzano gli alberghi senza passare da Facebook, Twitter, YouTube, ecc. Nella campagna Hamptonality Moments gli ospiti degli Hampton Hotels vengono invitati a condividere le loro esperienze con il personale degli alberghi inviando racconti, foto e video. Il video di 30 secondi che emerge dai contributi degli ospiti comunica con 5 differenti target: millennials, donne, coppie, famiglie, escursionisti. I video di Hampton Hotels dal 2012 ad oggi hanno accumulato quasi cinque milioni di visualizzazioni su YouTube con un aumento del 133% dei fans del profilo Facebook. Pensiero finale: la campagna ha raccolto più di 500 milioni di riscontri, quanti milioni di dollari di ricavi hanno prodotto le prenotazioni collegate ai contenuti video? Non lo sapremo mai! LA SINDROME DI ERODE: DOVE METTERE I BAMBINI SE L HOTEL HA UNA SPA? In un momento storico in cui la crisi invita tutti gli operatori alberghieri a rastrellare nuova clientela, gli alberghi con SPA guardano pericolosamente anche al mercato di bambini e adolescenti. Il numero di mamme e coppie che frequentano SPA e centri benessere con i bambini è infatti in costante crescita, un trend da maneggiare con cura. SPA e centri benessere degli alberghi sono aree destinate all ozio e al relax, farle frequentare da ragazzini che si tuffano, giocano e schiamazzano può trasformarsi in un pericoloso boomerang per la customer satisfaction dei clienti no kids, vero e proprio core business delle strutture che puntano sull offerta di benessere. Bambini si o bambini no? Il consiglio degli esperti, sulla base di regole internazionali di bon ton, è che per godere di massaggi e trattamenti occorre avere almeno 18 anni, mentre per accedere alle parti comuni (piscine, saune, bagni turchi, etc.) di SPA e centri benessere l età minima è 16 anni. Non è raro, invece, vedere bambini più piccoli che sguazzano in piscina e corrono nei saloni dedicati al benessere: può essere l inizio della fine! A meno che, spazi e risorse economiche permettendo, non si realizzi un centro benessere interamente dedicato ai piccoli ospiti così da evitare lamentele della clientela senior e non sentirsi vittime della sindrome di Erode. NON È TUTTO ORO QUELLO CHE È GREEN Continua a crescere la voglia di presentare la propria struttura ricettiva come un luogo esemplare in fatto di sostenibilità e impatto ambientale. Si mormora che i tedeschi, gli svizzeri e gli scandinavi siano molto green addicted e prenotino solo alberghi green. Non è proprio così, ma il trend esiste e viene spesso venduto come qualcosa con una forte componente etica: noi buoni siamo per la sostenibilità, voi cattivi non avete a cuore il destino della Terra. Rispettare la natura risparmiando biancheria e detersivi impone ai green hotels l utilizzo visibile di materiali nuovi, spesso digitali, frequentemente chimici e sintetici, raramente naturali più spesso artificiali. È apprezzabile che decine di operatori alberghieri siano diventati green per ragioni di sensibilità, più ragionevolmente crediamo l abbiano fatto per motivi di marketing. In entrambi i casi è opportuno sapere che non sempre (e non tutti) i loro ospiti sono contenti della loro green evolution. D altra parte sempre più persone sono consapevoli che: la geotermia fa risparmiare energia e combustibili ma le temperature che produce non sono quelle alle quali siamo abituati. Così quando fa particolarmente freddo o caldo e la gente in albergo reclama si deve ricorrere alle risorse energetiche tradizionali; i Led rappresentano un effettivo risparmio di energia e manutenzione, ma l effetto illuminante, pur molto simile, non è paragonabile a quello che si ottiene con le lampade a incandescenza; riciclare l acqua della lavanderia è un processo attuato negli alberghi di grandi dimensioni che consente di risparmiare acqua, anticalcare e soldi. Dal punto di vista igienico e batteriologico però non pochi clienti nutrono seri dubbi; meno carta si spreca più foreste si salvano. Informatizzando moduli, lettere e prestampati si risparmiano carta, alberi e natura ma si costringe l ospite a un supplementi di lavoro per cercare le informazioni necessarie anziché trovarle esposte; con il courtesy service ridotto, la carta igienica green, la biancheria sui toni del grigio per non sprecare detersivi aggressivi, la percezione di comfort e servizio si abbassa; i prodotti biologici per il breakfast non incontrano i gusti di tutti e al di là dei loro costi più elevati non garantiscono una qualità costante e rassicurante. E spesso i clienti, compresi quelli green, rimpiangono il vecchio buffet generoso di prodotti dal sapore familiare. Negare i piccoli piaceri della vacanza agli ospiti, sensibilizzarli su sprechi e risparmi nella parentesi magica della proverbiale inversione rituale equivalente al tempo delle piccole trasgressioni fuori casa deve essere un rischio calcolato. Già qualche tempo fa riportammo i risultati di una ricerca della Cornell University secondo la quale un hotel non ha né un danno né un vantaggio a livello economico dall essere certificato eco-friendly. Il contributo del turismo all ambiente significa poco rispetto alla minaccia quotidiana delle emissioni industriali. Se infatti nel caso di prodotti come i cibi organici o le auto a gas/metano l aspetto green impatta direttamente sul benessere o sui risparmi del consumatore, nel caso degli hotel non si percepisce il reale valore degli sforzi green. I turisti non sono una minaccia, si aspettano un ospitalità sana e confortevole con al massimo qualche opzione green. Ma deve rimanere un opzione! 29

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