Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione

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1 ATTIVITÀ FINANZIARIE Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione Il settore dell intermediazione monetaria e finanziaria ha acquistato rilevanza nel corso degli ultimi vent anni: se nel 1992 il valore aggiunto dal settore rappresentava il 4.3 per cento del Pil, nel 2011 il peso era salito al 6.2 per cento. La dinamica del valore aggiunto ha difatti evidenziato un decisamente trend positivo per quasi vent anni. La crescita è stata brillante nella seconda metà degli anni novanta, quando ha registrato ritmi medi annui del 3.9 per cento. All inizio degli anni duemila si è osservata una decelerazione dei ritmi di sviluppo, probabilmente anche per effetto dello scoppio della bolla finanziaria legata alla New Economy: ciononostante, il valore aggiunto è cresciuto mediamente dell 1.5 per cento all anno tra il 2001 e il 2005, grazie all accelerazione registrata a partire dal La dinamica brillante dell attività del settore è proseguita anche nella seconda metà degli anni duemila, con due sole importanti eccezioni. La prima si è registrata nel 2008, quanto lo scoppio della crisi finanziaria ha determinato una caduta del valore aggiunto dello 0.5 per cento; la seconda si è invece registrata nel 2011, quando l acutizzarsi della crisi del debito sovrano ha sottoposto i bilanci delle banche a forti tensioni, dato l innalzamento dei costi di raccolta bancaria. Nonostante questi due episodi sfavorevoli, tra il 2006 ed il 2011 la crescita media del settore ha sperimentato un accelerazione rispetto al quinquennio precedente; in media, il valore aggiunto è aumentato del 4.6 per cento all anno Sulle prospettive di medio termine pesano, perlomeno nel breve, gli effetti della recessione e soprattutto l incertezza ancora elevata circa la soluzione della crisi a livello europeo, con una normalizzazione della situazione sui mercati finanziari. Assumendo l ipotesi di una graduale uscita dalla fase più acuta, nel medio periodo il valore aggiunto potrebbe tornare a muoversi lungo il trend crescente evidenziatosi negli ultimi decenni. Tra il 2012 ed il 2016 l attività è prevista crescere in media dell 1.1 per cento all anno. 1

2 Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore finanziario; come misura dell attività si utilizza il valore aggiunto a valori concatenati, ovvero espresso in termini reali (depurato cioè dall inflazione specifica del settore). 1 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0-2,0-4,0-6,0-8,0 Variazioni % annue (*) A prezzi costanti Valore Aggiunto (*) La produttività del lavoro è un altra variabile di rilievo al fine di cogliere le tendenze di ciascun settore dell economia. La produttività 2 del settore ha mostrato una dinamica crescente dagli anni novanta. Il settore ha sperimentato una ristrutturazione, con una crescente concentrazione mediante fusioni che, oltre ad aver comportato aumento delle dimensioni medie delle banche, ha avuto come effetto anche l espulsione di manodopera. A sostenere lo sviluppo della produttività, inoltre, ha contribuito l introduzione delle tecnologie Ict. Pur muovendosi lungo un trend positivo, la dinamica della produttività ha seguito quella dell attività del settore; molto vivace nella seconda metà degli anni novanta 1 Il valore aggiunto è definito, per ogni impresa, come la differenza tra il valore della sua produzione e il valore dei beni intermedi utilizzati. La somma dei valori aggiunti per le imprese operanti in un determinato comparto produttivo rappresenta il valore aggiunto settoriale. Mediante la tecnica del concatenamento, utilizzata nella contabilità nazionale a partire dal 2005, si è introdotta un indicatore delle variazioni di volume che non tenga conto solo dei valori assunti in due momenti precisi (l anno corrente e quello base), ma che sia in grado di incorporare l andamento complessivo del fenomeno nell intervallo di tempo considerato. 2 La produttività del lavoro è misurata dal valore aggiunto per unità di lavoro. Incrementi di produttività permettono di conseguire determinati livelli produttivi con un minor fabbisogno di lavoro. In altre parole, la produttività aumenta se l occupazione cresce a ritmi inferiori a quelli del prodotto. 2

3 (con incrementi medi annui del 4.4 per cento tra il 1996 ed il 2000), in decelerazione nella prima parte degli anni duemila (0.5 il tasso di crescita annuo in media tra 2001 e 2005) e con una nuova accelerazione negli ultimi anni, quando l incremento è stato a ritmi medi annui del 3.8 per cento. Nel 2008 la produttività ha registrato una contrazione (dell 1.1 per cento); nelle fasi iniziali della crisi la prima reazione è stata quella di rendere meno intensivo l impiego della manodopera. C è stato pertanto un modesto fenomeno del labour hoarding, che ha limitato le perdite nei livelli occupazionali; già nel 2009 si è osservato un recupero della produttività. Lo stesso tipo di comportamento si è osservato in occasione della nuova crisi, nel 2011, con un calo dell 1.2 per cento della produttività in occasione della flessione dell attività. In prospettiva, una volta riassorbiti gli effetti di breve del labour hoarding, l evoluzione nel medio termine della produttività è prevista tornare a muoversi lungo il trend crescente evidenziato negli ultimi anni, anche se con ritmi più contenuti. Nel periodo tra il 2012 e il 2016 la produttività nell intermediazione finanziaria è prevista crescere dell 1.6 per cento in media all anno. 2,00 Produttività del lavoro Livello, 1992=1 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0, Nel terzo grafico si confronta l andamento dell occupazione con quello degli equivalenti a tempo pieno, ovvero le unità di lavoro 3. L input di lavoro impiegato nel 3 L unità di lavoro rappresenta la quantità di lavoro prestata da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o che svolgono un doppio lavoro, 3

4 settore dell intermediazione finanziaria si è ridotto a partire dagli anni novanta, quando la ristrutturazione del settore portò all espulsione di parte della manodopera. All inizio degli anni duemila, invece, si è osservata una stabilizzazione prima, e un crescita poi della domanda di lavoro che nel periodo tra il 2001 ed il 2005 è mediamente aumentata dello 0.9 per cento all anno. La dinamica occupazionale ha poi sperimentato un accelerazione, grazie alla crescita sostenuta dell attività; questa si è però bruscamente interrotta nel 2009, per effetto della correzione determinata dalla crisi. In media nel periodo tra il 2006 e il 2011 le unità di lavoro sono aumentate dello 0.7 per cento, ma nel biennio si è registrata una contrazione complessivamente del 3 per cento. Nonostante le prospettive per il settore suggeriscano un graduale miglioramento, questo dovrebbe essere in ampia misura assorbito dai miglioramenti di efficienza; la domanda di lavoro è prevista pertanto ridursi, perlomeno nella prima parte del periodo, con una timida ripresa nel medio periodo. Rispetto all evoluzione delle unità di lavoro, la dinamica dell occupazione appare solo lievemente migliore, grazie alla crescente diffusione del lavoro a tempo parziale. Tra il 2012 e il 2016 l occupazione è prevista ridursi mediamente dello 0.4 per cento, sintesi di una correzione nella prima parte del periodo di previsione e di una ripresa nel medio periodo. Nel 2016, il settore avrà perso circa 12 mila 500 addetti rispetto ai livelli del al netto della Cassa Integrazione. Le unità di lavoro sono dunque utilizzate come unità di misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e servizi; con tale misura si tiene conto delle variazioni dell orario di lavoro. 4

5 Occupati totali - Unità di lavoro Livello, migliaia 680 Unità di lavoro Occupati totali L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue distribuisce la previsione dell occupazione al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue presenta la distribuzione degli occupati del settore al 2011 e le previsioni al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L'occupazione al 2011 e le previsioni al 2016 GRANDI GRUPPI PROFESSIONALI*** Legislatori, imprenditori e alta dirigenza Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione Professioni tecniche Professioni esecutive nel lavoro d'ufficio Professioni qualificate nelle attivita commerciali e nei servizi Artigiani, operai specializzati e agricoltori Conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli Professioni non qualificate Numero occupati Variazione 2011* 2016** ** Totale occupazione *Dati riproporzionati sui valori di Contabilità Nazionale **Previsioni ISFOL-IRS basate su proiezioni metodo dei coefficienti fissi ***Si riportano i grandi gruppi professionali rlevanti per il settore Fonte: elaborazioni ISFOL-IRS su microdati Istat Forze di Lavoro e previsioni ISFOL-REF 5

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