EFFETTI SANITARI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA: RAPPORTO DI UN GRUPPO CONSULTIVO INDIPENDENTE SULLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI

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1 EFFETTI SANITARI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA: RAPPORTO DI UN GRUPPO CONSULTIVO INDIPENDENTE SULLE RADIAZIONI NON IONIZZANTI Documenti dell NRPB: Volume 14, N. 2 1 Introduzione 1. Le persone sono esposte a molte sorgenti di campi elettromagnetici a radiofrequenza tra cui trasmettitori radiotelevisivi, ponti radio e impianti di comunicazione satellitari, nonché telefoni mobili e relative antenne di supporto (stazioni radio base). L uso di telefoni mobili è aumentato considerevolmente negli ultimi anni e si è arrivati a considerarlo come un modo essenziale di comunicazione nel commercio e nella società. Ci sono attualmente oltre 50 milioni di telefoni mobili in uso in Gran Bretagna, serviti da circa stazioni radio base. Il numero di telefoni rispecchia il bisogno che la gente sente per questa tecnologia; tuttavia, sono state espresse preoccupazioni per possibili effetti sanitari associati all esposizione ai campi a radiofrequenza dei telefoni e delle loro stazioni radio base. 2. Nell aprile del 1999, l allora Ministro della Salute Pubblica, Tessa Jowell, annunciò la formazione del Gruppo di esperti indipendenti sui telefoni mobili (IEGMP, Independent Expert Group on Mobile Phones), che lei stessa aveva chiesto al Presidente dell NRPB di costituire. Sir William Stewart era il Presidente dell IEGMP, il cui compito era quello di: Prendere in esame le attuali preoccupazioni per i possibili effetti sanitari derivanti dall uso di telefoni mobili, dalle stazioni radio base e dai trasmettitori. Svolgere una rigorosa valutazione dei dati esistenti e fornire un parere basato sullo stato attuale delle conoscenze. Fornire raccomandazioni sull ulteriore lavoro da svolgere per migliorare le basi di pareri solidi. 3. La composizione dell IEGMP fu annunciata nell agosto del 1999 ed il suo rapporto su telefoni mobili e salute fu pubblicato nel maggio del 2000 (IEGMP, 2000). Il rapporto forniva un esauriente revisione degli studi sperimentali ed epidemiologici relativi a esposizioni a campi a radiofrequenza e forniva diverse raccomandazioni. Queste riguardavano il governo e l industria, requisiti per la ricerca, la necessità di una migliore informazione al pubblico e di scelta da parte del consumatore, nonché il ruolo dell NRPB. Tali raccomandazioni sono state ora adottate dal governo e da altri enti. 4. In relazione ai possibili effetti sulla salute, l IEGMP ha concluso che: il bilancio delle attuali evidenze suggerisce che le esposizioni alle radiazioni a radiofrequenza al di sotto di quanto raccomandato dalle linee guida dell NRPB e dell ICNIRP non causano effetti nocivi per la salute nel la popolazione generale (paragrafo 1.17). 5. L IEGMP ha però notato che vi è qualche dato scientifico che suggerisce che potrebbero esistere effetti biologici che si verificano al di sotto di tali linee guida. Non era possibile affermare che le esposizioni a radiazioni a radiofrequenza, anche al di sotto dei livelli delle linee guida nazionali, fossero del tutto senza potenziali effetto nocivi per la salute. Si concludeva che le lacune nelle conoscenze erano sufficienti a giustificare un approccio precauzionale nello sviluppo della tecnologia e che si raccomandavano ulteriori ricerche. Ora, è stato messo in atto un ampio programma, su Telecomunicazioni mobili e ricerca sanitaria (Mobile Telecommunications and Health Research, MTHR) sotto la guida di un comitato di gestione indipendente. 6. L IEGMP ha inoltre raccomandato che: la problematica dei possibili effetti sanitari della tecnologia di telefonia mobile sia soggetta a un ulteriore revisione dopo un periodo di tre anni, o prima se le circostanze lo richiedono (paragrafo 1.60).

2 7. Rispondendo alle raccomandazioni del rapporto, il governo ha incaricato di questa ulteriore revisione l NRPB, il quale ha chiesto al suo Gruppo consultivo indipendente sulle radiazioni non ionizzanti (AGNIR, Advisory Group on Non-ionising Radiation) di svolgerla. 8. Il Gruppo consultivo fornisce il supporto per la produzione di pareri dell NRPB sulle radiazioni non ionizzanti. Esso erta stato istituito dal Direttore dell NRPB nel 1990 per: analizzare il lavoro su effetti biologici delle radiazioni non ionizzanti che siano rilevanti per salute e fornire consigli sulle priorità di ricerca 9. Il Gruppo consultivo è stato ricostituito nel 1999, come ente indipendente che risponde direttamente al Comitato dell NRPB. Fino ad oggi, esso ha pubblicato rapporti che coprono le esposizioni sia a campi elettromagnetici sia a radiazione ultravioletta. Sono stati pubblicati due importanti rapporti riguardanti esposizioni a campi elettrici e magnetici e rischio di cancro (AGNIR, 1992, 2001a). Entrambi pongono l enfasi sulle conseguenze dell esposizione a campi alla frequenza dell energia elettrica (50 Hz in Gran Bretagna). Sono stati anche pubblicati diversi rapporti e documenti supplementari (AGNIR, 1993, 1994a) assieme a rapporti su videoterminali (VDT) (AGNIR, 1994b) e su campi elettromagnetici a bassa frequenza e patologie neurodegenerative (AGNIR, 2001b). E stato inoltre pubblicato un rapporto sui possibili effetti sanitari del Terrestrial Trunked Radio (TETRA) (AGNIR, 2001b), un sistema di radiocomunicazione sviluppato principalmente per l uso da parte dei servizi di emergenza (vedere paragrafo 15). 10. Oltre al rapporto dell IEGMP, sono state pubblicate molte altre rassegne una quantità di altri documenti da parte di enti nazionali, riguardanti possibili effetti sanitari delle esposizioni ai campi a radiofrequenza dovuti ai dai telefoni mobili e alle stazioni radio base. Tra questi un analisi delle esigenze di ricerca da parte di un Gruppo di esperti della Commissione Europea (1996), una rassegna di un Gruppo di esperti della Royal Society del Canada (1999), il Rapporto Zmirou pubblicato in Francia per il ministero della Sanità (2001), rassegne per il Consiglio Sanitario dei paesi Bassi sulle stazioni radio base e sui telefoni mobili (2000, 2002), un rapporto preliminare dell Associazione Medica Britannica su telefoni mobili e salute (2001) ed un rapporto del Senato Francese (OPECTS, 2003). 11. Il presente rapporto è il primo tra quelli del gruppo consultivo che analizza in modo esaustivo le ricerche scientifiche connesse alle preoccupazioni sulle esposizioni ai campi a radiofrequenza. Il Gruppo consultivo ha ritenuto che questo rapporto dovesse coprire riguardare le sorgenti di esposizione a campi a radiofrequenza nonché gli studi sperimentali ed epidemiologici rilevanti per la salute. I campi a radiofrequenza ai quali il pubblico può essere esposto, da parte di una gran varietà di dispositivi, coprono un ampio intervallo di frequenze, con caratteristiche di segnale molto variabili e queste vengono considerate. Il rapporto si limita però agli effetti delle radiazioni e non considera altri aspetti dell uso dei telefoni mobili o di altri dispositivi a radiofrequenza. 12. Ad esempio, il rapporto dell IEGMP (2000) concludeva che l utilizzo dei telefoni mobili durante la guida distrae i guidatori ed ha un effetto negativo sulle loro reazioni. Ciò si traduce in un sostanziale aumentato del rischio di incidenti e i dati suggeriscono che gli effetti negativi dell uso del telefono mobile durante la guida siano gli stessi sia se si tiene il telefono in mano, sia a mani libere. Il presente rapporto non considera questo effetto dell uso dei telefoni mobili, poiché non è un effetto sui tessuti corporei. Inoltre, il rapporto non si pronuncia sulle esposizioni dei pazienti, che hanno luogo sotto sorveglianza medica, come parte di cure o di esami diagnostici, né tratta le possibili interferenze con dispositivi medici. 13. Le sorgenti di campi a radiofrequenza alle quali il pubblico può essere esposto sono molte e varie. Entro la banda di frequenze tra 3 khz e 300 GHz, si trovano da un lato le sorgenti utilizzate per le telecomunicazioni, per la sicurezza o per il controllo degli accessi, in cui i campi irradiati sono essenziali alla loro funzione, dall altro le sorgenti per processi industriali, come il riscaldamento per induzione o per accoppiamento dielettrico, in cui l emissione di campi è accidentale. I sistemi di comunicazione coprono la maggior parte dell intervallo di frequenza, con i trasmettitori radio e televisivi che occupano le frequenze tra circa 200 khz e 900 MHz. Gli apparecchi di comunicazione personale operano entro un intervallo di frequenza tra100 MHz a 3 GHz, con gli attuali telefoni mobili GSM che funzionano a circa 900 MHz e 1,8,GHz. La prossima generazione di telefonia mobile e le successive opereranno a frequenze fino a qualche GHz. Il sistema terrestrial trunked radio (TETRA), utilizzato prevalentemente dai servizi di emergenza, opera intorno a 400 MHz. 14. Molte altre sorgenti in uso nell industria operano utilizzando le frequenze industriali, scientifiche e mediche (ISM) loro assegnate. Ne sono esempi le macchine per incisione al plasma o i dispositivi per sputtering a radiofrequenza che funzionano a 13,56 MHz, le macchine a a radiofrequenza per la 2

3 saldatura del PVC a 27,12 MHz e i forni a microonde a 2,45 GHz. Le apparecchiature per il riscaldamento ad induzione operano nell intervallo di frequenza tra circa 0,3 e 3 MHz. I sistemi di sicurezza e di identificazione a radiofrequenza sono diventati frequenti nei luoghi pubblici e si usano in un intervallo di frequenza che va da qualche centinaio di khz a diversi GHz. I sistemi radar civili e militari operano a frequenze che vanno da circa 0.5 a 10 GHz e i dischi a microonde per la propagazione da punto a punto, utilizzano frequenze che arrivano alle decine di GHz. L ufficio senza fili sta oggi divenendo una realtà, con l introduzione dei sistemi LAN (local area network), che operano attualmente a 2,45 e 5 GHz, e con nuovi sistemi in continuo sviluppo. 15. Il rapporto dell IEGMP (2000) forniva alcune informazioni sul TETRA e notava alcuni risultati contraddittori nell esaminare gli effetti biologici di campi a radiofrequenza pulsati alla frequenza di 16 Hz o a frequenze vicine (il TETRA ha una frequenza di ripetizione di 17,6 Hz). Poiché la ricerca non suggeriva nessun effetto sanitario ovvio, il rapporto raccomandava un approccio precauzionale. A seguito di una richiesta rivolta all NRPB dal Ministero dell Interno, il tema dei possibili effetti sulla salute dei segnali emessi da sorgenti TETRA è stato affrontato in modo esaustivo in un successivo rapporto del Gruppo (AGNIR, 2001c). Il rapporto notava che i segnali delle stazioni radio base TETRA non sono pulsati, mentre lo sono quelli dei terminali mobili (i telefoni) e dei ripetitori (installati sui veicoli) i. Non vi è quindi ragione per ritenere che i segnali delle stazioni radio base TETRA debbano essere trattati diversamente da quelli di altre stazioni radio base. Il rapporto concludeva inoltre che, sebbene rimanessero delle aree di incertezza sugli effetti biologici dei campi a radiofrequenza di bassa intensità in generale, compresi i segnali modulati, i dati del momento suggerivano che le particolari caratteristiche dei segnali dei telefoni e dei ripetitori TETRA no rappresentassero verosimilmente un rischio per la salute. Il rapporto forniva diverse raccomandazioni per le ricerche future, che sono state ora recepite dal programma MTHR e dal Ministero dell Interno. Il parere fornito dal Gruppo consultivo in merito al sistema TETRA non viene qui ripetuto. 16. Nel 1993, l NRPB ha pubblicato dlle linee guida sulla limitazione dell esposizione a campi elettromagnetici nell intervallo di frequenza GHz (NRPB, 1993), comprese le radiofrequenze. Queste linee guida raccomandavano restrizioni dell esposizione sia per i lavoratori professionalmente esposti sia per il pubblico. Nell aprile del 1998, la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP, 1998), ha pubblicato una revisione delle sue delle linee guida per la limitazione dell esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo, nell intervallo di frequenza fino a 300 GHz. Sia le linee guida dell NRPB che quelle dell ICNIRP si riferiscono alle esposizioni e non a sorgenti specifiche. Le linee guida dell ICNIRP sono illustrate nell Appendice B. 17. Il capitolo 2 del presente rapporto esamina caratteristiche e intervalli di frequenza di varie sorgenti di campi a radiofrequenza a 3 Hz e oltre. Si considerano i diversi tipi di sistemi e le loro caratteristiche. La figura 2.1 mostra alcune sorgenti comuni e le loro frequenze di funzionamento. Vengono anche mostrate le bande definite dall Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU, International Telecommunications Union). Le esposizioni connesse alle varie sorgenti di campi a radiofrequenza sono confrontate, ove possibile, con le linee guida dell ICNIRP. Nel capitolo si riportano inoltre informazioni recenti sulle esposizioni dovute a stazioni radio base e telefoni mobili e si sintetizzano i dati disponibili sulle esposizioni derivanti dalle altre sorgenti a radiofrequenza, comprese ampie campagne di misura effettuate dall NRPB e dall Agenzia per le radiocomunicazioni. 18. Per un esame dei possibili effetti sulla salute dell esposizione a campi a radiofrequenza, i lavori sperimentali su volontari, su animali e su cellule in coltura, possono essere tutti informativi. Possono fornire informazioni su eventuali effetti sanitari che possono verificarsi in conseguenza dell esposizione e sui meccanismi di interazione dei campi a radiofrequenza con le cellule e con i tessuti del corpo. Il rapporto dell IEGMP (2000) aveva esaminato completamente la letteratura relativa agli studi sperimentali. Aveva concluso che gli studi sperimentali su cellule e su animali non suggerivano che esposizioni l telefoni mobili al di sotto dei limiti delle linee guida avessero effetti dannosi sul cuore, sul sistema ematico, sul sistema immunitario o sulla riproduzione e lo sviluppo. I capitoli 3 e 4 del presente rapporto esaminano gli studi sperimentali su cellule e su animali che sono rilevanti per una comprensione degli effetti biologici dell esposizione a campi a radiofrequenza. Questi capitoli esaminano soprattutto gli studi pubblicati successivamente al rapporto dell IEGMP. Non descrivono nel dettaglio gli studi già esaminati dall IEGMP, anche se alcuni dati ottenuti da quegli studi sono riassunti sotto forma di tabella. 3

4 19. Il rapporto dell IEGMP notava che c erano indicazioni, da studi su volontari, che l esposizione a segnali di telefonia mobile a intensità entro le attuali linee guida dell ICNIRP, producesse effetti diretti, a breve termine, sull attività elettrica del cervello umano e sulle funzioni cognitive. Ciò poteva aver origine in diversi fenomeni biologici dei quali vi è qualche evidenza in esperimenti su cellule isolate e su animali. L IEGMP concludeva che si doveva accertare se questi effetti diretti sul cervello avessero conseguenze sulla salute perché, se così fosse e se si potesse definire una soglia, allora si dovrebbero riconsiderare le linee guida per l esposizione. Era anche importante stabilire se questi effetti erano causati da un aumento locale della temperatura o da qualche altro meccanismo non-termico. Gli studi sugli effetti dei segnali di telefonia mobile sull attività cerebrale e sulle funzioni cognitive nell uomo, pubblicati dopo il completamento del rapporto dell IEGMP vengono presentati nel Capitolo C è stata la pubblicazione di numerosi rapporti sugli effetti sanitari dovuti all esposizione a campi a radiofrequenza a livelli significativamente superiori ai limiti delle linee guida. Questi effetti si sono manifestati soprattutto in circostanze in cui le persone lavoravano nelle immediate vicinanze di sorgenti a radiofrequenza, comprese antenne radar, vari trasmettitori e generatori, sebbene siano stati riscontrati in pazienti esposti a seguito di procedure mediche di diagnostica o di terapia. Gli effetti sanitari osservati per effetto di esposizioni al di sopra dei livelli delle linee guida erano stati specificatamente trattati nel rapporto dell IEGMP. Alcuni lavori pubblicati prima del 2000 sono perciò esaminati nel Capitolo 6, insieme a studi più recenti. La relazione tra vari disturbi e l esposizione ai campi a radiofrequenza era stata già considerata dal Gruppo consultivo (AGNIR, 1994b) e viene anch essa brevemente citata. 21. Gli studi epidemiologici forniscono le informazioni più dirette sui possibili effetti sanitari dell esposizione a un agente potenzialmente dannoso. Al momento della revisione dell IEGMP, pochi studi avevano esaminato la relazione tra uso del telefono mobile e morbilità o mortalità, e nessuno aveva indagato gli effetti dell esposizione ai campi a radiofrequenza delle stazioni radio base. Erano però disponibili alcune informazioni riguardanti le esposizioni ad altre sorgenti a radiofrequenza relative, ad esempio, a operatori di radar e radio, o a residenti vicino a tralicci e antenne radiotelevisive. I dati epidemiologici sugli effetti dell esposizione ai campi a radiofrequenza dovuti a una varietà di sorgenti non suggeriva che tali esposizioni provocassero il cancro. Questa conclusione si considerava compatibile con il complesso delle evidenze biologiche, che suggerivano che esposizioni a campi a radiofrequenza al di sotto dei limiti delle linee guida non causassero mutazioni e non innescassero o favorissero la formazione di tumori. Tuttavia, i telefoni mobili non sono in uso da un tempo sufficientemente lungo da consentire una valutazione epidemiologica completa del loro impatto sulla salute e l Advisory Group decise di non poter escludere, a quello stadio di conoscenza, la possibilità di qualche associazione tra tecnologie di telefonia mobili e cancro. 22. Dopo la pubblicazione del rapporto dell IEGMP, sono stati pubblicati diversi altri studi epidemiologici che hanno esaminato le possibili associazioni tra esposizione a campi a radiofrequenza dei telefoni mobili e cancro. Questi, ed altri studi epidemiologici relativi ad un possibile rischio di cancro dovuto a esposizione a campi a radiofrequenza, sono rivisti nel Capitolo 7. Per quanto riguarda la letteratura su sorgenti diverse dai telefoni mobili, il capitolo si concentra sui nuovi studi pubblicati dopo il rapporto dell IEGMP, con soltanto una breve rassegna delle pubblicazioni precedenti. Per quanto riguarda però i telefoni mobili, data la loro centralità nei timori del pubblico, tutti gli studi sono esaminati in dettaglio. 23. Le principali conclusioni del Gruppo consultivo sono riportate nel Capitolo 8 e le raccomandazioni per le future ricerche sono fornite nel Capitolo Il rapporto si conclude con diverse appendici. Una panoramica sulla strumentazione che può essere utilizzata per la misura delle esposizioni a campi elettrici e magnetici, viene data nell Appendice A. Le linee guida per i campi elettromagnetici raccomandate dall ICNIRP sono riassunte nell Appendice B, con esempi su come le misure di esposizione si colleghino alle relative linee guida. Infine, l Appendice C riassume le attuali ricerche in Gran Bretagna, sugli effetti sanitari dell esposizione ai campi a radiofrequenza generati dai telefoni mobili e dalle stazioni radio base. RIFERIMENTI AGNIR (1992). Electromagnetic fields and the risk of cancer. Report of an Advisory Group on Non-Ionising Radiation. Doc NRPB,3(1), AGNIR (1993). Electromagnetic fields and the risk of cancer. Summary of the views of the Advisory Group on Non-ionising Radiation on epidemiological studies published since its 1992 report. Doc NRPB,4(5),

5 AGNIR (1994a). Electromagnetic fields and the risk of cancer. Supplementary report by the Advisory Group on Non-ionising Radiation of 12 April Doc NRPB,5(2), AGNIR (1994b). Health effects related to the use of visual display units. Report of an Advisory Group on Non-ionising Radiation. Doc NRPB,5(2), 1-75 AGNIR (2001a). ELF electromagnetic fields and the risk of cancer. Report of an Advisory Group on Nonionising Radiation. Doc NRPB,12(1), AGNIR (2001b). ELF electromagnetic fields and neurodegenerative disease. Report of an Advisory Group on Non-ionising Radiation. Doc NRPB,12(4), AGNIR (2001c). Possible health effects from terrestrial trunked radio (TETRA). Report of an Advisory Group on Non-ionising Radiation. Doc NRPB,12(2), British Medical Association (2001). Mobile phones and health: an interim report. London, British Medical Association. Il rapporto è disponibile sul sito della BMA: 5

6 8 Conclusioni 1. Il presente rapporto del Gruppo Consultivo sulle Radiazioni Non Ionizzanti prende in considerazione le ricerche scientifico relative al possibili conseguenze per la salute dell esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza. Esso considera soprattutto gli studi pubblicati successivamente al rapporto del Gruppo Indipendente di Esperti sulla Telefonia Mobile (IEGMP), che è stato pubblicato nel maggio Il presente rapporto copre gli studi su sistemi cellulari e su animali, nonché le indagini epidemiologiche. Esamina anche le sorgenti dei campi a radiofrequenza. Non considera in maniera specifica i segnali TETRA, oggetto di un rapporto di un Gruppo Consultivo nel 2001, ma non è stata individuata alcuna informazione che alteri le conclusioni riportate nel suddetto rapporto riguardo a questi segnali. CAMPI ELETTROMAGNETICI, SORGENTI ED ESPOSIZIONE 2. I campi a radiofrequenza a cui le persone sono esposte coprono un ampio intervallo di frequenze con caratteristiche di segnale molto variabili e sono generati da una vasta gamma di apparecchiature. Si sono fatti notevoli progressi nella caratterizzazione dell esposizione e nella valutazione dosimetrica per i campi a radiofrequenza a cui le persone possono essere esposte. Le informazioni pubblicate tendono a fornire i valori massimi di esposizione piuttosto che quelli integrati nel tempo, che sono generalmente più bassi e più appropriati per un confronto con le linee guida. Gli strumenti con sensori di campo elettrico e magnetico indossati sul corpo non sono sufficienti da soli ad assicurare la conformità con le linee guida di esposizione, ma possono essere utilizzati per ottenere una stima di massima dell esposizione ai fini degli studi epidemiologici. Ci sono poche situazioni in cui il pubblico generico sia verosimilmente esposto a campi che superano i livelli di riferimento riportati nelle attuali linee guida di esposizione. Quando si verificano tali casi, e per alcune esposizioni professionali dove vi sia una maggiore possibilità di superare i livelli di riferimento, occorrono approcci dosimetrici che usanodi modelli fisici e numerici, per stabilire se le restrizioni di base sull esposizione vengano o meno soddisfatte. 3. Le misure di esposizione del pubblico a campi a radiofrequenza effettuate dall Agenzia per le radiocomunicazioni e dall NRPB in prossimità di stazioni radio base di telefonia cellulare continuano a mostrare che le esposizioni sono generalmente frazioni estremamente piccole dei livelli raccomandati dalle linee guida. STUDI SU SISTEMI CELLULARI 4. Gli studi su cellule in coltura permettono di esaminare i possibili meccanismi di interazione dei campi a radiofrequenza con organi e tessuti, in un ambiente controllato. La maggior parte degli studi sul ruolo dei campi a radiofrequenza come potenziale agente cancerogeno, non mostrano un effetti genotossici a livelli non termici. I risultati di prove su micronuclei, che sono una misura del danno ai cromosomi, sono contraddittori. 5. Gli studi sull espressione di proteine di shock termico, considerate come un indicatore di stress, sono interessanti in quanto gli esperimenti sembrano mostrare effetti positivi, anche a bassi valori del tasso di assorbimento specifico (SAR). Non c è però nessuna visione coerente di quale proteina di shock termico venga stimolata. Altre variazioni biologiche nelle cellule per effetto dell esposizione campi a radiofrequenza, quando sono state trovate, sono risultate piccole, tendenzialmente solo un po maggiori dell incertezza legata alla precisione della tecnica di misura utilizzata. Le implicazioni per la salute umana di una qualsiasi variazione biologica di questo tipo possono solo essere oggetto di congetture. 6. L IEGMP ha esaminato gli studi sul moto di ioni calcio nelle cellule, come misura della funzionalità cellulare, concludendo che le evidenze che bassi livelli di campi a radiofrequenza modulati in ampiezza possano causare il rilascio di calcio dai tessuti erano contraddittorie. Questo aspetto è stato successivamente esaminato in modo più approfondito dal Gruppo consultivo in rapporto all uso di sistemi di comunicazione TETRA. La conclusione è stata che si dovrebbero effettuare ulteriori ricerche, anche se in generale gli studi meglio progettati dei precedenti non hanno rilevato un aumento nel moto del calcio nei tessuti per effetto dell esposizione a campi a radiofrequenza in varie condizioni e con diverse modulazioni. Attualmente, ci sono troppo poche ricerche con tecniche moderne sul flusso di calcio nelle cellule, per trarre conclusioni solide. Sono stati però analizzati due recenti studi ben progettati ed 6

7 entrambi non mostrano alcun cambiamento nella concentrazione cellulare di ioni calcio un indicatore sensibile di patologie della cellula in risposta all esposizione a campi a radiofrequenza, anche quando si usava una modulazione ad impulsi; ciò aumenta ulteriormente i dubbi sull esistenza di un effetto specifico della modulazione a impulsi sul flusso del calcio. STUDI SU ANIMALI 7. Gli studi recenti su animali, relativi agli effetti dell esposizione a campi a radiofrequenza, hanno utilizzato principalmente i campi caratteristici dei sistemi di telefonia mobile. Per quanto riguarda la possibile cancerogenicità, diversi studi che usavano modelli animali ben consolidati non hanno trovato alcuna evidenza di effetti genotossici, mutageni o cancerogeni. In particolare, i risultati di un ampio studio, condotto in modo migliore rispetto a uno precedente, non ne hanno confermato i risultati secondo cui l esposizione a radiofrequenza causava un aumento dell incidenza di linfoma in una linea di topi transgenici, predisposti all induzione di linfomi. Inoltre, in un numero di prove a lungo o a medio termine su roditori, l esposizione a campi a radiofrequenza non influiva sulla sopravvivenza e sull incidenza di tumori spontanei, né sull incidenza di linfomi indotti da raggi X, di tumori cerebrali spontanei o indotti chimicamente, o di tumori al seno o della pelle indotti chimicamente. 8. La fertilità maschile è da tempo riconosciuta come suscettibile al calore, e gli studi su animali hanno confermato una simile suscettibilità per esposizioni a campi a radiofrequenza a livelli termicamente significativi; studi recenti supportano il giudizio che tali effetti non si verifichino a livelli di esposizione più bassi. Lo sviluppo del sistema nervoso centrale nell embrione e nel feto sembra essere il sistema più suscettibile a un ipertermia nella madre. Ciò è dovuto al numero limitato e alla ristretta zona fisica delle coorti di cellule proliferanti da cui ha origine il cervello e alla precisione richiesta per la complessa architettura neurale, che è essenziale per un adeguata funzionalità cerebrale. Sottili variazioni comportamentali post-natali sono state osservate nella prole di ratti esposti a campi a radiofrequenza, a livelli che sono associati di solito a un significativo aumento della temperatura del corpo materno. Il comportamento non era però significativamente alterato nella prole esposta a livelli non termici di campi a radiofrequenza alle frequenze caratteristiche del GSM. 9. La maggior parte degli studi su animali non ha riportato alcuna risposta dipendente dai campi a radiofrequenza sul cervello e sul sistema nervoso centrale, in particolare per quanto riguarda cambiamenti nelle espressioni geniche e nella permeabilità della barriera emato-encefalica: i risultati di un recente studio svedese di alto profilo, ma metodologicamente limitato, non hanno fornito evidenze di un effetto sulla barriera emato-encefalica in dipendenza del campo. E possibile che l esposizione a campi a radiofrequenza possa indurre cambiamenti nell attività colinergica nel cervello, ma questi cambiamenti possono essere il riflesso di risposte di termoregolazione. Tali variazioni nelle funzioni dei neurotrasmettitori potrebbero essere predittivi di effetti sull apprendimento e sulla memoria spaziale, ma i dati in proposito sono equivoci: due studi effettuati da un laboratorio con l utilizzo di microonde pulsate hanno riportato deficit comportamentali in dipendenza del campo, ma gli stessi effetti non sono stati confermati in due studi indipendenti che utilizzavano segnali GSM. Inoltre, effetti significativi sulle prestazioni di un azione correlata si sono osservati sol quando l esposizione dava luogo a sensibili aumenti della temperatura corporea. STUDI SULL ATTIVITA CEREBRALE E SULLE FUNZIONI COGNITIVE 10. I dati scientifici riguardanti effetti dell esposizione ai campi a radiofrequenza dei telefoni mobili sull attività cerebrale e sulle funzioni cognitive nell uomo e pubblicati successivamente al rapporto IEGMP comprendono risultati sia a favore che contro l ipotesi di un effetto. Sebbene alcuni recenti studi sull attività cerebrale nell uomo abbiano riportato effetti positivi di segnali simili a quelli della telefonia cellulare, il quadro degli effetti varia considerevolmente tra gli studi, nessuno di questi sembra essere stato replicato indipendentemente e le implicazioni per la salute non sono chiare. Diversi studi hanno riportato un miglioramento delle prestazioni in prove cognitive (tempi di reazione minori e minor numero di errori) in presenza di segnali come quelli della telefonia mobile, ma alcuni di questi studi presentano problemi metodologici e non permettono di escludere altre possibili spiegazioni. Inoltre, uno studio meglio condotto non ha corroborato i precedenti risultati, descritti nel rapporto IEGMP, di tempi di reazione più rapidi in presenza di segnali di telefonia mobile. Uno studio recente ha suggerito qualche effetto di segnali UMTS sia sullo stato soggettivo di benessere, sia sulle funzioni cognitive, ma la ricerca deve essere replicata prima di poter trarre una conclusione solida. Nel complesso, le evidenze di un 7

8 effetto diretto dei campi propri della telefonia mobile sulle prestazioni cognitive non sono coerenti e restano non conclusive. STUDI CLINICI ED EPIDEMIOLOGICI SU PATOLOGIE NON TUMORALI 11. L esposizione acuta a campi a radiofrequenza di alta intensità può causare danni termici ai tessuti. Tuttavia, le esposizioni che hanno portato a tali danni sono ben al di sopra dei livelli attualmente raccomandati dalle linee guida in Gran Bretagna. 12. Vi sono dati convincenti che campi a radiofrequenza modulati ad impulsi con frequenze tra 200 MHz e 6,5 GHz possono causare una stimolazione uditiva a bassi livelli di esposizione, fino a 400 µw/cm.2.. Ciò è dovuto a un espansione termoelastica dei tessuti del cranio, a seguito di piccolissime fluttuazioni della temperatura. Anche se la percezione che ne consegue potrebbe essere considerata come un disturbo, non vi è ragione di sospettare che questo abbia un impatto lungo termine sulla salute. 13. I dati epidemiologici sull induzione di cataratte da parte di radiazioni a microonde sono di diversa qualità. Molti dei rapporti pubblicati non forniscono dati quantitativi sulle esposizioni, o informazioni sull affidabilità dei metodi attraverso i quali è stata valutata la patologia nel cristallino. Non vi è alcuna indicazione che cataratte clinicamente importanti si verifichino con maggiore frequenza nei lavoratori esposti a microonde. 14. Alcuni individui riferiscono sintomi (più comunemente sensazioni di calore o di alterazioni sopra l orecchio e in zone adiacenti del cuoio capelluto), quando utilizzano il telefono cellulare. E possibile che un riscaldamento localizzato si verifichi come conseguenza delle radiazioni provenienti dalle antenne dei telefoni o per conduzione attraverso l auricolare. Il meccanismo alla base di altri sintomi e associato ad anomalie cliniche è incerto ma, in alcuni casi, potrebbe essere psicologico. 15. Diversi studi hanno esaminato altri possibili effetti sanitari dell esposizione a campi a radiofrequenza in persone che sono esposte per motivi professionali. Questi includono: effetti sulla produzione di sperma in personale militare e in altri lavoratori esposti a campi a radiofrequenza; sintomi nevrastenici in persone esposte a campi a radiofrequenza per motivi professionali o per l uso di telefoni mobili; aborti spontanei tra fisioterapiste che utilizzavano la diatermia a microonde nel periodo del concepimento; malformazioni congenite a seguito dell esposizione professionale della madre a campi a radiofrequenza durante la gravidanza, soprattutto in fisioterapia. Nessuno di questi effetti è stato chiaramente dimostrato e molti degli studi presentano difficoltà metodologiche, tra cui una potenziale distorsione del ricordo e un piccolo numero di casi. Gli studi sono troppo limitati per escludere del tutto la possibilità di un effetto. 16. Ci sono stati alcuni rapporti di anomalie nel quadro ematologico di lavoratori esposti a campi a radiofrequenza. Queste erano generalmente di piccolo conto e non coerenti tra gli studi. I risultati non suggeriscono un possibile rischio. 17. I dati clinici ed epidemiologici non suggeriscono un effetto di campi a radiofrequenza su altre patologie diverse dal cancro.. EPIDEMIOLOGIA DEI TUMORI 18. Successivamente al rapporto IEGMP sono stati pubblicati diversi nuovi studi epidemiologici sul rischio di cancro, specialmente in relazione all utilizzo del telefono mobile. Anche se in alcuni studi vi sono stati risultati positivi per specifici tumori, in relazione all uso di telefoni mobili oppure all esposizione (o alla possibilità di esposizione) a campi a radiofrequenza in ambito professionale o residenziale, nessuna relazione è stata dimostrata in modo coerente. Inoltre, non c è dimostrazione convincente di una relazione dose-risposta o durata-risposta. Nel complesso, nessun tipo di dati epidemiologici fornisce un evidenza persuasiva che l esposizione ai campi a radiofrequenza causi il cancro. Si deve però notare che le esposizioni in oggetto variavano per frequenza, dose, localizzazione anatomica e tempo di esposizione ed è quindi discutibile in quale misura i dati epidemiologici relativi a esposizioni professionali, ambientali o dovute ai telefoni possano essere considerati come analisi di specifici problemi eziologici Gli studi condotti fino ad ora disponevano di informazioni indirette sull esposizione a campi a radiofrequenza, e ciò potrebbe aver diluito effetti reali, qualora ve ne siano. Il protocollo degli studi è spesso carente ed i dati sui potenziali fattori di confondimento sono pochi o assenti. La potenza di molti 8

9 studi è bassa. Quindi, sebbene gli studi non suggeriscano un aumento del rischio di cancro, neppure lo eludono, specialmente in relazione ad alte esposizioni cumulative a telefoni cellulari ed a possibili effetti che si manifestino molti anni dopo il loro utilizzo. RIASSUNTO GENERALE E CONCLUSIONI 20. Questo rapporto esamina i possibili effetti sanitari dell esposizione a campi a radiofrequenza con particolare enfasi sugli studi condotti dopo il rapporto del Gruppo di esperti indipendenti sui telefoni mobili (IEGMP) del Ci sono molte sorgenti di campi a radiofrequenza nei posti di lavoro, in casa e nell ambiente ma negli studi recenti sugli effetti sanitari si è posta enfasi sui telefoni mobili e sulle antenne di trasmissione. Studi analizzati dall IEGMP suggerivano possibili effetti dell esposizione ai campi a radiofrequenza dei telefoni mobili sulle funzioni cognitive e possibili effetti dei campi modulati ad impulsi sull efflusso di calcio dal sistema nervoso. Le evidenze complessive relativamente alle funzioni cognitive rimangono non conclusive, mentre i dati che suggerivano effetti sul flusso di calcio non sono corroborati da nuovi studi condotti meglio dei precedenti. I dati biologici suggeriscono che i campi a radiofrequenza non provochino mutazioni né inizino o favoriscano la formazione di tumori, mentre i dati epidemiologici nel loro complesso non suggeriscono associazioni causali tra esposizioni a campi a radiofrequenza, in particolare per l uso di telefoni mobili, e rischio di cancro. I livelli di esposizione dovuti alla residenza vicino a stazioni base di telefonia mobile sono estremamente bassi, e i dati nel loro insieme indicano che questi non costituiscono verosimilmente un rischio per la salute. Poco è stato pubblicato specificamente sull esposizione dei bambini a campi a radiofrequenza, né sono stati pubblicati nuovi studi importanti in merito dopo il rapporto IEGMP. 21. Nel complesso, le ricerche pubblicate successivamente al rapporto IEGMP non forniscono motivi di preoccupazione. Il bilancio dei dati oggi disponibili non suggerisce che vi siano effetti nocivi per esposizioni al di sotto dei limiti raccomandati dalle linee guida, ma la ricerche pubblicate su esposizioni a campi a radiofrequenza e salute hanno delle limitazioni, e i telefoni mobili sono stati usati in modo diffuso per un periodo di tempo relativamente breve. Resta pertanto aperta. La possibilità di effetti sanitari dovuti all esposizione a campi a radiofrequenza al di sotto dei limiti delle linee guida resta quindi aperta ed è necessario che la ricerca continui. 9

10 Raccomandazioni per la ricerca 1. Per future ricerche sui possibili effetti sanitari dell esposizione ai campi a radiofrequenza vengono fornite le raccomandazioni che seguono. Queste dovrebbero essere viste nel contesto del vasto programma di ricerca sugli effetti sanitari attualmente in corso in Gran Bretagna, finanziato dal Programma Mobile Telecommunications and Health Research (MTHR) e da enti governativi (v. Appendice C). CAMPI ELETTROMAGNETICI, SORGENTI ED ESPOSIZIONE 2. Si possono formulare diverse raccomandazioni per migliorare la qualità e l interpretabilità delle future ricerche sanitarie In molti studi pubblicati la dosimetria non è chiara, spesso perché non sono state effettuate misure dosimetriche nell effettivo contesto sperimentale. Nelle ricerche sperimentali si dovrebbero controllare direttamente i parametri dei segnali a radiofrequenza, piuttosto che basarsi sul normale funzionamento dei telefoni commerciali e si dovrebbe misurare il SAR nell effettiva situazione sperimentale e nelle condizioni reali di esposizione. La dosimetria dovrà essere sviluppata in connessione ad ogni studio epidemiologico, per assicurare valide stime dell esposizione. STUDI SU SISTEMI CELLULARI 3. Occorre ancora un modello biologico che presenti una robusta risposta all esposizione a campi a radiofrequenza e che possa essere trasferito tra laboratori indipendenti. Il Gruppo consultivo è a conoscenza di nuovi studi che confrontano effetti di segnali pulsati e effetti in onda continua sul flusso di ioni di calcio nelle cellule. Si dovrà giudicare alla luce dei loro risultati se occorrono ulteriori studi. Un altra area potenzialmente promettente per le ricerche future è l induzione di proteine di shock termico nelle cellule, per effetto dell esposizione a campi a radiofrequenza. La maggior parte degli studi in vitro ha mostrato effetti positivi, ma quest area di ricerca trarrebbe beneficio da una loro replicazione indipendente. STUDI SU ANIMALI 4. Non c è nessuna evidenza sperimentale diretta che suggerisca che l esposizione a campi a radiofrequenza aumenti il rischio di cancro. Però, modelli animali sviluppati di recente con mutazioni genetiche mirate che predispongono gli animali ai tumori cerebrali soprattutto il glioblastoma, causa principale di tumore cerebrale nell uomo può risultare utile in nouvi studi su animali. 5. Il sistema nervoso centrale sembra essere particolarmente suscettibile al calore. Non sono stati però completamente indagati i possibili effetti sullo sviluppo della corteccia, notoriamente molto suscettibile ad altri agenti nocivi, e le conseguenze di tipo comportamentale di tali effetti sul sistema nervoso, Inoltre, non è chiaro in quale misura l aumentata suscettibilità dell embrione e del sistema nervoso centrale del feto ad aumenti della temperatura corporea continui durante il successivo sviluppo post-natale, fino all adolescenza. Tali incertezze possono essere affrontate soltanto con ulteriori ricerche. 6. Le indicazioni meno controverse di effetti di campi a radiofrequenza di bassa intensità su funzioni neurocomportamentali si riferiscono a variazioni nell attività colinergica e oppiode, osservate in studi che impiegavano SAR medi sul corpo intero di circa 1 W/kg.. Cambiamenti nelle funzioni colinergiche indotti dai campi elettromagnetici potrebbero far presagire effetti sull apprendimento e sulla memoria, ma le evidenze di tali effetti non sono chiare, e sono state esaminate troppo poche funzioni e condizioni di esposizione. Si dovrebbero condurre ulteriori studi sull attività colinergica e oppiode del cervello e sulle corrispondenti risposte di tipo comportamentale o cognitivo in animali. Inoltre, i cambiamenti segnalati nell eccitabilità di porzioni dell ippocampo in vitro a seguito di esposizione a campi a radiofrequenza molto deboli necessitano di verifiche indipendenti. STUDI SULL ATTIVITA CEREBRALE E SULLE FUNZIONI COGNITIVE 7. Occorrono ulteriori ricerche per investigare se cambiamenti dell attività neurale a seguito di esposizione a campi a radiofrequenza abbiano un impatto, e quale, sulle prestazioni cognitive ad esempio, 10

11 misurando i tracciati EEG durante specifiche prove cognitive che abbiano in precedenza mostrato di essere sensibili all esposizione a campi a radiofrequenza. Si dovrebbero anche individuare eventuali effetti sulla salute che potrebbero essere associati ad alterazioni dei tracciati EEG provocate dai campi a radiofrequenza dei telefoni mobili. Infine, resta non chiaro il meccanismo biologico attraverso cui l esposizione a campi a radiofrequenza potrebbe alterare i tracciati EEG. Futuri studi su cellule e su animali potranno fornire informazioni utili su possibili meccanismi alla base di effetti sull EEG. 8. Eventuali effetti dei segnali di telefonia mobile sulle funzioni cognitive potrebbero avere implicazioni importanti per la salute, e dovrebbero essere ulteriormente indagati. Nelle ricerche future si dovrebbero controllare attentamente i livelli di esposizione e si dovrebbe assicurare che né i partecipanti né i ricercatori siano al corrente delle condizioni di esposizione. Si è tentato poco, o non si è tentato affatto, di standardizzare le prove cognitive nei diversi esperimenti o nei diversi laboratori. Le ricerche future dovrebbero prevedere che qualunque prova cognitiva possa potenzialmente mostrare effetti di un esposizione a campi a radiofrequenza. Un esame complessivo del quadro delle evidenze fornite da più studi sarebbe però più facile se la ricerca di effetti si concentrasse su un numero ristretto di prove cognitive standardizzate, di riconosciuta validità e provata sensibilità. Dato il rapido ritmo dei cambiamenti tecnologici nella telefonia mobile, sarebbe particolarmente importante standardizzare le prove cognitive per valutare se nuove forme di segnali a radiofrequenza alterino o meno le funzioni cognitive. 9. Le ricerche precedenti mancavano spesso di potenza statistica, o si sono rivelate difficili da replicare. Le nuove ricerche dovrebbero pertanto avere un approccio multicentrico, con studi sperimentali identici condotti in parallelo in due o più laboratori indipendenti. Come mezzo per raggiungere ciò, si dovrebbe incoraggiare una cooperazione internazionale tra gli istituti di ricerca. STUDI CLINICI ED EPIDEMIOLOGICI SU PATOLOGIE NON TUMORALI 10. Sulla base degli studi rivisti, non sono state identificate priorità per ulteriori ricerche epidemiologiche su effetti diversi dal cancro. Vi sono incertezze, ma nulla che suggerisca problemi sanitari importanti che siano stati trascurati. Eventuali raccomandazioni dipenderebbero quindi da sospetti generati da studi di laboratorio in vitro o in vivo. 11. Sarebbe utile condurre ulteriori prove sperimentali sugli individui che affermano di essere sensibili ai campi a radiofrequenza e di presentare sintomi acuti per effetto dell uso di telefoni mobili. EPIDEMIOLOGIA DEI TUMORI Telefoni mobili 12. E attualmente in corso un grande studio internazionale caso-controllo coordinato dall Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Si prevede che esso comprenderà, in 13 paesi, 6500 casi di tumori al cervello, 1000 casi di neurinoma acustico e 700 casi di tumore alle ghiandole salivari, oltre a un numero simile di controlli, gli uni e gli altri intervistati con un ampio questionario sull utilizzo di telefoni cellulari. Lo studio include anche una ricerca metodologica sulla valutazione dell esposizione. Non vi è attualmente uno studio internazionale sul rischio di leucemia in relazione all utilizzo di telefoni mobili, ma uno studio del genere esiste in Gran Bretagna e si prevede che esso includerà circa 900 casi e 900 controlli. Considerate le dimensioni e il campo di indagine di questi studi, il Gruppo consultivo non ritiene opportuno avviare in Gran Bretagna altri studi caso-controllo sulla popolazione generale, riguardanti il cancro in rapporto all uso telefoni cellulari, fino a quando non siano noti i risultati degli studi in corso. 13. Gli studi futuri dovranno tenere conto delle limitazioni di quelli pubblicati fino ad ora, cioè analizzare periodi d uso più lunghi, più lunghi periodi di induzione e maggiori esposizioni cumulative per ottenere stime più precise dell esposizione (anche se con la difficoltà che la metrica giusta è sconosciuta), ed analizzare il rischio in base alla localizzazione anatomica del tumore e alla posizione dell antenna. Un esame dei rischi per periodi di induzione maggiori è auspicabile, sia di per sé, sia perchè può evitare la distorsione propria di analisi di più breve periodo, dovuta al fatto che effetti del tumore cerebrale precedenti la diagnosi possono modificare il modo d uso del telefono, e quindi distorcere qualsiasi possibile associazione. 14. Sarebbe auspicabile proseguire i follow-up e le analisi degli studi di coorte in corso, nonché avviarne di nuovi (o aggiungere a quelli in corso informazioni sui telefoni mobili), se ciò è praticamente possibile. 11

12 Studi caso-controllo annidati in quelli di coorte potrebbero superare alcune limitazioni di questi ultimi per quanto riguarda la valutazione delle esposizioni (ad esempio, ottenere l informazione se il titolare del contratto era l utilizzatore del telefono). Per quanto riguarda specificamente i sistemi telefonici TETRA, il Gruppo consultivo aveva sottolineato nel 2001, la necessità di caratterizzare le procedure lavorative e le condizioni di esposizione degli utilizzatori del TETRA e di conservare le registrazioni dei dati d uso, perché potessero essere disponibili per eventuali studi epidemiologici futuri. 15. I dati di routine sull incidenza di tumori, sebbene siano uno strumento rozzo per cercare di appurare se vi sia o meno un eziologia, possono fornire informazioni utili sul fatto che vi siano verosimilmente effetti importanti dell uso del telefono mobile sul di rischio di tumore per periodi di induzione che sono stati già passati da una frazione importante della popolazione. L esame di queste associazioni migliorerebbe molto se fossero disponibili dati sulla prevalenza specifica, per età e per sesso, di uso dei telefoni nel corso del tempo e nei diversi paesi. Anche senza questo, ci si potrebbe comunque attendere che, se ci fossero effetti importanti dell utilizzo del telefono sull incidenza di particolari tumori, dopo un adeguato periodo di induzione questi diventino evidenti in paesi come la Norvegia e la Svezia, dove la prevalenza d uso è cresciuta prima, e più tardi manifestarsi in paesi come l Italia o la Francia, dove la diffusione dei telefoni cellulari si è verificata dopo. Ci sono naturalmente molti fattori, per la maggior parte sconosciuti, che possono influire sull andamento dei tumori cerebrali, per cui i dati provenienti da una qualsiasi nazione non sarebbero di per sé convincenti. Tuttavia, i dati internazionali sull andamento dell incidenza di tumori cerebrali nei gruppi di età più esposti, pur non potendo indicare effetti sottili o di lungo termine, potrebbero almeno indicare se l uso di telefoni mobili abbia verosimilmente effetti importanti e a breve periodo di induzione sull incidenza di questi tumori. Esposizione professionale 16. Anche in questo caso, occorrono studi migliori, piuttosto che semplicemente più studi. In particolare, gli studi devono riguardare gruppi professionali per i quali le misure mostrano che l esposizione a campi a radiofrequenza è realmente e sostanzialmente più alta. Se gli studi devono essere più informativi di quelli svolti finora, un requisito chiave è il miglioramento delle misure di esposizione (o delle stime di esposizione) a livello di singoli individui, o almeno di gruppi professionali. Sarebbe auspicabile, per quanto praticamente possibile, che negli studi si misurassero l intensità e la durata dell esposizione, ed anche che si includesse qualche valutazione delle principali esposizioni ai campi a radiofrequenza di sorgenti diverse da quelle dell attuale attività lavorativa cioè le esposizioni domestiche, quelle dei telefoni cellulari e quelle di lavori precedenti. Idealmente, la valutazione dell esposizione dovrebbe essere specifica per i diversi siti anatomici (organi), perché alcune sorgenti danno luogo a dosi molto diverse nelle diverse parti del corpo. Costituisce ovviamente una difficoltà, in queste raccomandazioni, il fatto che la corretta metrica di esposizione non sia nota. Esposizioni dovute a antenne televisive e di telefonia mobile 17. Gli ostacoli metodologici a valide stime del rischio di cancro in relazione a questi bassi livelli di esposizione sono molto grandi, come descritto nel Capitolo 7. Oltre alle difficoltà ivi descritte per quanto riguarda le antenne radiotelevisive, ce n è una ulteriore che riguarda l analisi delle antenne di telefonia mobile, perché le loro installazioni si sono rapidamente moltiplicate e continuano ad aumentare. Ciò renderebbe più arduo il calcolo delle esposizioni storiche. 18. Se si condurranno studi in futuro, questi dovranno essere in aree dove siano state dimostrate, e caratterizzate con misure, delle variazioni geografiche apprezzabili nei livelli di esposizione ai campi a radiofrequenza attribuibili alle antenne. Al momento, sembra verosimile che le informazioni più utili, sulla possibilità di un sostanziale effetto cancerogeno dovuto a esposizioni residenziali ai campi generati da antenne radiotelevisive o stazioni di telefonia mobile, possano ottenersi dall estrapolazione dei risultati relativi ad altri gruppi a più alta esposizione, ad esempio da studi su popolazioni esposte per motivi professionali. 12

13 (Traduzione italiana di Valeria Lorenzini e Paolo Vecchia) Questo documento, pubblicato a cura del progetto Salute e campi elettromagnetici dell Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute Centro Controllo Malattie (www.ccm-network.it), è la traduzione italiana di capitoli selezionati del documento originale in inglese Health Effects from Radiofrequency Electromagnetic Fields: Report of an Independent Advisory Group on Non-Ionising Radiation pubblicato dall Ente Nazionale per la Protezione Radiologica (NRPB) della Gran Bretagna. La responsabilità del testo italiano è interamente dei traduttori. In caso di difformità rispetto all originale, fa fede il testo inglese. Il testo originale in inglse dell intero rapporto è scaricabile dal sito: (ultimo accesso ). 13

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