Ordine Assistenti Sociali della Regione Lombardia NEWSLETTER 10 aprile 2013

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1 Ordine Assistenti Sociali della Regione Lombardia NEWSLETTER 10 aprile Notizie dal Consiglio Regionale: - FOCUS GROUP REGIONALE: Emergenza abitativa: sfratti e ruolo del Servizio Sociale - 5 incontro di coordinamento dei gruppi consiliari e di supporto alla FC.AS. - PARLANO DI NOI: La Burocrazia può uccidere l assistente sociale. Intervista a Giuseppe De Rita, presidente del Censis. A cura di Vincenzo Gentile - Convegno Costruire genitorialità. Fare rete verso l integrazione, in collaborazione con il Gruppo di lavoro Consultori Familiari del CROAS Lombardia - Corso rivolto ai neo-iscritti della Provincia di Brescia Deontologia e responsabilità professionali dell Assistente Sociale - Notizie dalla Regione Lombardia: - Insediamento della Giunta Regionale: i nominativi - La Rubrica Un esperto risponde - Associazione studentesca In-formazione - Convegni, Seminari, Iniziative di formazione e aggiornamento - Libri, ricerche, pubblicazioni La newsletter è curata dal Consigliere Valeria Antonella Curreli al quale potrete scrivere per inviare proposte, suggerimenti, segnalazioni o altro all indirizzo

2 DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA FOCUS GROUP REGIONALE Emergenza abitativa: sfratti e ruolo del Servizio Sociale Sono sempre più frequenti le richieste di colleghi su come affrontare il tema degli sfratti in relazione ad aspetti metodologici ed operativi, tenendo sempre saldi i principi deontologici della professione. Gli sfratti sono da sempre un tema molto caldo che nell ultimo periodo, come conseguenza della crisi economica, sta interessando un numero sempre più crescente di anziani, famiglie e giovani che si rivolgono ai Servizi Sociali Territoriali contando in una presa in carico del loro problema da parte dell'amministrazione comunale. Considerato che questa delicata questione, che si pone come la punta dell iceberg dell emergenza sociale che tocca i grandi problemi della casa e del lavoro, dev essere affrontata richiamando un ruolo forte e coordinato delle diverse Istituzioni Pubbliche implicate, con una programmazione dei servizi sociali, vogliamo organizzare un momento di riflessione aperto previsto per sabato 20 aprile pv dalle alle presso la sede dell Ordine sita a Milano in via Mercadante 4. Il focus group è finalizzato alla creazione di linee guida volte ad affrontare il tema degli sfratti, evidenziando il ruolo del servizio sociale, da porre poi all attenzione di Regione Lombardia, Anci, Prefettura. L Ordine Regionale invita la comunità professionale a segnalare rispetto ai propri contesti lavorativi e organizzativi prassi, protocolli e linee guida formalizzate, inviandole all attenzione dei referenti del Gruppo oltre che a intervenire al focus. Per chiedere maggiori informazioni sul tema e sulle finalità dell incontro contattare direttamente: Egidio Sauro Turetti: Vice-Presidente Valeria Antonella Curreli: Consigliere Giulia Manfredi: Consigliere Marilena Dorigo: referente Osservatorio Deontologico Regionale, presso la Segreteria dell Ordine AS Lombardia Agli iscritti che partecipano al focus regionale sono riconosciuti n. 3 crediti formativi FC.AS.

3 DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA 5 INCONTRO DI COORDINAMENTO DEI GRUPPI CONSILIARI E DI SUPPORTO ALLA FC.AS. Il 18 marzo 2013 presso la sede dell Ordine si è svolto il quinto incontro di coordinamento con i gruppi d area tematica di intervento professionale e con tutti i referenti dei gruppi provinciali di supporto alla sperimentazione della FC.AS. L incontro era centrato, oltre all aggiornamento sulla riforma degli ordini, sull organizzazione degli eventi a carattere regionale che dovranno far confluire le esperienze maturate nei vari gruppi territoriali e tematici previsti nel 1 semestre Gli ambiti individuati per tali iniziative sono: - Il futuro delle Politiche Sociali e del Welfare (ricerca con IRS) - sede Milano - Il futuro delle mandato professionale (responsabilità e competenze)nei vari settori d intervento tra mandato istituzionale ed organizzativo sede Bergamo - Il futuro della professione: i giovani professionisti, la formazione di base, il mercato del lavoro, il lavoro sociale professionale -sede Milano È possibile leggere il verbale dell incontro sul sito dell Ordine Regionale o collegandosi al seguente link:

4 PARLANO DI NOI. La Burocrazia può uccidere l assistente sociale. Intervista a Giuseppe De Rita, presidente del Censis A cura di Vincenzo Gentile Il Dott. De Rita, oltre ad illustrare un antico legame con la nostra professione, chiarisce la sua posizione sugli ordini professionali e su molti altri temi di notevole interesse. Si riportano di seguito alcune domande presentate al Presidente e le relative risposte Presidente, come le avevo anticipato, ho scoperto un segreto cordone ombelicale con la nostra professione attraverso il Cepas di Guido Calogero e Angela Zucconi, una delle nascenti scuole di servizio sociale dell Italia liberata. Cosa significava lavorare al Cepas, cos era rispetto alle diverse scuole di servizio sociale? Il Cepas è stata una delle creature dell arrivo degli Anglo-americani in Italia che hanno avuto subito, nell immediato Dopoguerra - sono gli anni dal 45 al 47 - il problema dell educazione civica italiana. Per loro il fascismo era stato diseducazione al civismo, diseducazione alla vita collettiva, era stato parata, evento ma non era stato certo civismo. Le nuove culture di intervento privato tendevano invece a fare scuola di civismo, di educazione collettiva. Non a caso Angela Zucconi era stata oltre che una delle fondatrici del Cepas anche del Movimento di collaborazione civica, grazie all aiuto degli americani che, una volta arrivati in Italia, misero a disposizione il loro personale per spiegare e organizzare i corsi di educazione civica. La radice del civismo non si è mai attenuata nel Cepas. La stessa amicizia e collaborazione della Zucconi con Adriano Olivetti, che finanziò la rivista del Cepas, Centro Sociale, era un collegamento tra l origine anglo-americana del civismo e il comunitarismo olivettiano, che era altrettanto civico in sostanza. Era un attitudine, una tensione che in quell epoca si respirava molto, si percepiva Secondo Paola Rossi: Ciò che caratterizza la professione di assistente sociale è la dimensione costantemente comunitaria dell'intervento professionale: non viene infatti considerato l'individuo, ma la persona e quindi la sua appartenenza ad una comunità e le sue prospettive di partecipazione e sviluppo. Il lavoro di comunità costituisce ora una proposta utile per il Welfare state dei prossimi anni, non unicamente all'insegna del risparmio e della razionalizzazione delle risorse, ma di uno sviluppo sociale che abbia riguardo alla persona e al cittadino. Cosa si intende per lavoro di comunità, può essere sinonimo di sviluppo locale? Quali gli strumenti a disposizione del ricercatore per capire le diverse dinamiche sociali? Il lavoro di comunità non è stato subito sviluppo locale, era sviluppo civico. Delle mie due esperienze, una come Movimento di collaborazione civica e una come Cepas, la prima era a Donna Olimpia, un quartiere allora molto periferico di Roma, a Monte verde, al confine con via dei Colli portuensi. Il Movimento di collaborazione civica attuava un intervento comunitario, si faceva un lavoro di comunità in cui di fatto si faceva educazione per gli adulti con le cose più varie. A Donna Olimpia ho cercato di lavorare con l intento di creare un identità collettiva per adulti che allora vivevano dispersi in una estrema periferia romana. L altra esperienza fu con l UNRRA-Casas a Frascati dove andammo come tirocinanti Cepas. Fu più o meno la stessa cosa, c era un

5 problema di formazione al vivere insieme. Non si trattava di sviluppo locale, è arrivato dopo. A proposito degli strumenti, noi avevamo fatto tesoro della lezione di Lebret, il domenicano francese che aveva creato Economie et humanisme. Lebret aveva un idea di ricerca-azione secondo cui la comunità doveva fare auto-conoscenza, auto-coscienza e auto-dominio. Doveva interrogare se stessa attraverso questo triplice passaggio, per capirsi, per avere coscienza complessiva di sé e per auto-dominarsi, auto-proporsi verso il futuro. Nel contesto culturale internazionale questa visione è stata molto importante tanto da essere avversata dalla cultura tedesca che concepiva la ricerca-azione in maniera totalmente diversa. La ricerca azione di Lebret permette di costruire la comunità e la comunità si costruisce conoscendosi, si costruisce con un affinamento coscienziale e poi si fa un auto-propulsione, ci si chiede dove andiamo e come andiamo. Questo è stato secondo me lo strumento principale che in qualche modo, anche confusamente, entra a fine anni 50 nello sviluppo locale. Con Scassellati utilizzammo poi questa impostazione nel programma ASEM (programma di attività sociali ed educative per il Mezzogiorno, ndr) cioè nell impegno del Ministero per il Mezzogiorno, come autocoscienza mettendo su la biblioteca, il centro di educazione per gli adulti e altro. E anche nell Amministrazione Aiuti Internazionali, che a quell epoca era diretta da Morino uno dei fondatori del Movimento di collaborazione civica. Ecco c era tutto un mondo che non si conosce e che bisognerebbe ricostruire. Un modo che non è solo Angela, Olivetti e De Menasce ma Ebe Flamini, Cecrope Barilli. Per leggere l intervista completa vai al seguente link:

6 IL Fav organizza l incontro a cui l Ordine Regione, tramite il gruppo consultori, collabora, dal titolo: COSTRUIRE GENITORIALITÀ Fare rete verso l integrazione 19 Aprile 2013 Ambrosianeum, Sala Falck Via delle Ore, 3 - Milano Ore 9:00 13:00 Quando diventare genitori si trasforma in un momento di fragilità, è possibile realizzare accompagnamenti personalizzati di sostegno, rivolti in particolare alle neo-mamme, in questa fase di cambiamento. Educatrice, ostetrica, psicologa, pedagogista e assistente sociale insieme possono affiancarsi in un cammino di cura e di promozione del benessere. Questo è il progetto Costruire Genitorialità, realizzato dal C.F. Familiare CAMeN e dalla Fondazione Ambrosiana per la Vita (Progetto finanziato con contributo regionale Bando 2011 lr 23/99) Accreditamento e Welcome Coffee PROGRAMMA DEL CONVEGNO 9:30 Saluti Pierfrancesco MAJORINO, Assessore Politiche Sociali e Cultura della Salute, Comune di Milano (in attesa di conferma) Maria Cristina CANTÙ, Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, Regione Lombardia (in attesa di conferma) Riccardo PICCOLO, Presidente C.F. Fondazione CAMeN Onlus Mario OPRENI, Presidente Fondazione Ambrosiana per la Vita 10: 00 Costruire genitorialità: il progetto Chiara SANNA, assistente sociale Giovanna CAPOLONGO, psicologa e psicoterapeuta 10:30 Sostenere la genitorialità: quale integrazione dei servizi? Don Edoardo ALGERI, Presidente FELCEAF Federazione Lombarda Centri Assistenza alla Famiglia 11:00 L attività consultoriale: i nuovi codici verso l integrazione Aurelio MOSCA, Direttore Dipartimento ASSI ASL Milano 11:30 Il ruolo dell assistente sociale nell ottica dell integrazione: competenze e criticità Manuela ZALTIERI, Assistente Sociale Referente del Gruppo di Lavoro Consultori Familiari dell'ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Lombardia Roberto CILIA, Assistente Sociale Consigliere dell'ordine Regionale degli Assistenti Sociali della Lombardia e Referente per il Consiglio del Gruppo di lavoro Consultori Familiari 12:10 Dibattito e Conclusioni Modera: Sara De Carli, giornalista Vita Magazine Gli assistenti sociali che parteciperanno avranno direttamente dall Ordine l attestato di partecipazione con il riconoscimento di n. 3 crediti deontologici (FC.AS).

7 Assessorato attività Sociali, Pubblica Istruzione, Università Il 3 aprile 2013 a Brescia, presenti l Assessore alla Famiglia e Attività Socio-Assistenziali Aristide Peli, la Referente per il Gruppo Territoriale di Supporto alla Formazione Continua Dr.ssa Ludovica Danieli, la Dr.ssa Giuseppina Carpina funzionario della Provincia di Brescia e Alessandra Dusi, Consigliera dell'ordine Assistenti Sociali della Regione Lombardia, si è tenuta una conferenza stampa durante la quale è stato presentato il corso rivolto alle e agli assistenti sociali neo-iscritti all albo regionale nell'anno "Deontologia e responsabilità professionali dell Assistente Sociale" Primo incontro alle ore Secondo incontro alle ore Terzo incontro alle ore Quarto incontro alle ore in Via Fontane 21, presso la sede della Provincia di Brescia Il percorso formativo, che si articolerà in 7 incontri di 4 ore, è gratuito ed è organizzato dalla Provincia di Brescia e promosso dal CROAS Lombardia per offrire ai giovani professionisti spazio di approfondimento e produzione di pensiero, in merito ai principali argomenti legati al codice deontologico, strumento costituente l'identità del professionista e fulcro per orientare la responsabilità verso la persona utente e verso la società. La responsabilità dell'assistente Sociale nei confronti della persona utente ma anche nei confronti dei colleghi e degli atri professionisti, il rapporto fiduciario, l'esplicito consenso e l'autonomia tecnico professionale sono alcuni dei temi trattati nel corso. I posti disponibili sono n. 25 Per iscriversi è necessario scaricare la scheda di iscrizione che si trova al link: 31&TipoElemento=Categoria ENTRO IL Per ulteriori informazioni contattare la Dr.ssa Ludovica Danieli Provincia di Brescia tel. 030/ il lunedì dalle ore 8.00 alle ore 14.00, il martedì ed il mercoledì dalle ore 8.00 alle ore Sono riconosciuti dal CROAS 25 crediti FC (20 per la Formazione e 5 per la Deontologia)

8 Dalla Regione Lombardia Si è costituita la Nuova giunta della Regione Lombardia con Roberto Maroni Presidente e Mario Mantovani, Vicepresidente con delega alla Salute. Di seguito i nominativi dei nuovi Assessori Valentina Aprea, Assessore all Istruzione, Formazione e Lavoro Viviana Beccalossi, Assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Simona Bordonali, Assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione Paola Bulbarelli, Assessore alla Casa, Housing Sociale e Pari opportunità Maria Cristina Cantù, Assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato Cristina Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie Alberto Cavalli, Assessore al Commercio, Turismo e Terziario Maurizio Del Tenno, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Gianni Fava, Assessore all Agricoltura Massimo Garavaglia, Assessore all Economia, Crescita e Semplificazione Mario Melazzini, Assessore alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione Antonio Rossi, Assessore allo Sport e Politiche per i Giovani Claudia Terzi, Assessore all Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile L Ordine Regionale ha inviato al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a nome dell intera categoria professionale il seguente telegramma:

9 L ESPERTO RISPONDE Proseguiamo la collaborazione con Massimiliano Gioncada che affronterà argomenti di carattere giuridicolegale a partire dalle domande poste da colleghe e colleghi. Il contenuto delle risposte non affronta l eventuale dimensione deontologica delle questioni che potrà trovare un approfondimento specifico. Ci auguriamo di favorire un vivace confronto tra interpretazioni normative e la pratica professionale. Per Inviare un quesito scrivete al seguente indirizzo D Due minorenni sono affidati, con provvedimento del Tribunale per i Minorenni, al Comune di Alfa. In seguito, la Sezione penale del Tribunale di Beta, cita l assistente sociale e la psicologa della Tutela Minori a comparire come testimoni, su istanza dell'avvocato difensore di un imputato, legato in qualche modo a quella vicenda. Sussiste qualche forma di incompatibilità a riferire su quanto conosciuto dall assistente sociale e dalla psicologa, e già relazionato al Tribunale per i Minorenni? È rilevante il fatto di esser stati citate su istanza del difensore dell'imputato? R Non si comprende quale debba essere l incompatibilità, atteso che le dichiarazioni a suo tempo rilasciate, furono comunque rilasciate avanti all Autorità Giudiziaria. Resta da valutare, ma è questione che inerisce il fatto specifico, se, a fronte delle domande che Vi saranno poste, sussistono profili legati al segreto professionale, ma è ipotesi che potrebbe anche essere solo teorica. Nessun problema riguardo alla citazione a comparire inoltrata dall avvocato, atteso che la lista testimoniale è approvata dal Giudice, e che l avvocato a ciò abilitato è pienamente legittimato nel procedere alle notificazioni del caso D - È giunta al Servizio una domanda di accesso ai documenti amministrativi volta a ottenere copia o visione di un certo numero di relazioni inviate o da servizi sociali o da servizi di salute mentale al Tribunale per i Minorenni per validare un ipotesi di ricerca che riguarda il contenuto delle relazioni in generale. È precisato, anche testualmente, che non vi è alcun interesse alla conoscenza dei nomi delle Persone citate. È legittima un istanza del genere? Come orientarsi nella risposta? R - Pur essendo testualmente precisato che i nominativi delle persone coinvolte, ovvero la loro origine e residenza, non siano dati interessanti né richiesti, vi è da dire che la giurisprudenza amministrativa valuta con un certo sospetto l istanze di accesso ai documenti amministrativi motivate per mere ragioni di studio. Purtuttavia non paiono sussistere motivi insuperabilmente ostativi all accoglimento dell istanza, purché, adottando da parte dell Amministrazione gli opportuni omissis, e sussistendo tutti gli altri requisiti formali richiesti dalla Legge, il soggetto istante non abbia alcuna possibilità di risalire all identità della Persone coinvolte (minorenni e/o familiari vari). A cura di Avv. Massimiliano Gioncada

10 DALL UNIVERSITA BICOCCA DI MILANO L ASSOCIAZIONE IN-FORMAZIONE Centro di Identificazione ed Espulsione A cura di Lisa Petrone I centri di identificazione ed espulsione, così denominati dal decreto legge n. 92 del 2008, sono gli ex Centri di permanenza temporanea ed assistenza istituiti nel 1998, anno di approvazione della legge Turco-Napolitano n 40. Sono strutture destinate al trattenimento, convalidato dal Giudice di pace, degli stranieri extracomunitari irregolari e destinati all'espulsione. Si propongono quindi di evitare la dispersione degli immigrati irregolari sul territorio e di consentire la materiale esecuzione, da parte delle Forze dell ordine, dei provvedimenti di espulsione. Il DL n. 129/2011 proroga il termine massimo di permanenza degli stranieri in tali centri dai 180 giorni a 18 mesi complessivi. In Italia sono attualmente operativi 13 centri, per un totale di posti disponibili. In seguito all adozione di una politica migratoria comune da parte degli stati membri dell Unione Europea, sancita negli accordi di Schengen del 1995, i C.I.E. sono strumenti diffusi in tutti i paesi. Tali strutture sono pianificate dalla direzione centrale dei servizi civili per l immigrazione e sono gestiti dalle Prefetture-Utg tramite convenzioni con enti, associazioni o cooperative aggiudicatarie di appalti del servizio. Le prestazioni che dovrebbero essere assicurate dalle convenzioni sono: assistenza alla persona, ristorazione, servizio di pulizia e igiene ambientale e manutenzione della struttura e degli impianti. Negli ultimi anni sono però sorte innumerevoli critiche per le condizioni di questi centri. Il primo documento ufficiale a denunciare tali condizioni è la relazione 2003 della Corte dei Conti nella quale si parla di «strutture fatiscenti», «scarsa attenzione ai livelli di sicurezza» e «mancata individuazione di livelli minimi delle prestazioni da erogare». Nel rapporto del 2004 di Medici Senza Frontiere, invece, viene segnalato l'alto tasso di autolesionismo tra i trattenuti nei centri. Oltre alle condizioni sopracitate, mancano spesso ambienti separati per i richiedenti d asilo o per gli excarcerati, cosa che determina da una parte problemi di convivenza e dall'altra rischia di incrementare problemi di delinquenza. Sono state fatte molte denunce da parte degli stranieri coinvolti. Risulta quindi necessario un intervento destinato a garantire maggiore sicurezza e ottimizzazione delle risorse economiche ed umane da parte di questi centri. Associazione Studentesca IN-FORMAZIONE Blog Sede Università degli Studi Milano Bicocca

11 Convegni, seminari, iniziative di formazione e aggiornamento ORDINE ASSISTENTI SOCIALI del Veneto Università Popolare degli Studi Giovanni Paolo II ORDINE ASSISTENTI SOCIALI Consiglio Regionale del Lazio CONVEGNO NAZIONALE La web communication e il servizio sociale in Italia: lo stato dell arte SABATO 25 MAGGIO 2013 Hotel dei Congressi Roma Via Shakespeare, 29 Il Portale di servizio sociale professionale S.O.S. Servizi Sociali On Line dopo aver promosso e organizzato il primo convegno nazionale in Italia sul tema Internet e servizio sociale professionale nel febbraio del 2011 a Roma, che vide una sala congressi gremitissima e i cui atti sono tuttora scaricabili alla pagina promuove e organizza il secondo convegno nazionale dal titolo La web communication e il servizio sociale professionale in Italia. L evento, accreditato dal C.R.O.A.S. Lazio per n 7 crediti, vede la partecipazione di molteplici organismi che hanno collaborato alla messa in essere del progetto e che hanno concesso il loro patrocinio all evento: C.N.O.A.S., C.R.O.A.S. Lazio, C.R.O.A.S. Lombardia, S.U.N.A.S., e tantissimi altri. Il Convegno vuole essere un momento di confronto tra le realtà organizzative e operative che oggi utilizzano a vari livelli la web communication nella pratica e nella comunicazione del servizio sociale professionale in Italia, ma anche un occasione di scambio di esperienze tra gli addetti ai lavori sui vantaggi e le opportunità che Internet offre, anche in termini di valore aggiunto al nostro lavoro di servizio sociale professionale. Il convegno è indirizzato agli assistenti sociali, siano essi collaboratori, coordinatori o responsabili di servizi sociali, ma anche agli operatori, amministratori del terzo settore e agli studenti e docenti universitari dei corsi di laurea di servizio sociale e magistrale. Per scaricare il materiale ufficiale del convegno collegarsi a da dove è possibile scaricare la scheda di iscrizione che va compilata e inviata al seguente indirizzo Termine ultimo iscrizioni: Per iscriversi, compilare la scheda che trovate al seguente link: Per informazioni contattare il Resp.le Segreteria Organizzativa: Dott. Antonio Bellicoso cell

12 LIBRI e PUBBLICAZIONI LE RESPONSABILITÀ PROFESSIONALI DELL ASSISTENTE SOCIALE a cura di Simonetta Filippini e Elisabetta Bianchi Carocci Faber Servizio Sociale - pp. 200 Una lettura critica del Codice deontologico degli assistenti sociali con indicazioni puntuali sulle principali responsabilità penali e civili. Il libro fornisce utili strategie operative per rafforzare le abilità professionali. Quali sono le responsabilità professionali degli assistenti sociali? Quali i doveri fondamentali? Come svolgere l attività nel rispetto dei diritti delle persone? Quali strategie adottare per rafforzare l identità professionale? Il testo intende rispondere a tali quesiti, sollecitati dall operatività, proponendo una lettura critica del Codice deontologico dell assistente sociale. Il volume sviluppa riflessioni su principi e valori fondativi della professione e analizza le responsabilità verso utenti e clienti, comunità, colleghi, altri professionisti e organizzazione. Offre, infine, puntuali indicazioni sulle principali responsabilità civili e penali. Obiettivi del libro sono, da un lato, sostenere e consolidare le conoscenze teoriche e, dall altro, fornire utili strategie operative per rafforzare le abilità professionali. Il volume si rivolge agli assistenti sociali, ai responsabili di servizi sociali e agli studenti dei corsi di laurea in Servizio sociale di base e magistrale. Per ulteriori informazioni visiti il nostro sito oppure scriva a

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