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1 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 transcare : learning from La crescente domanda di servizi privati di assistenza familiare nella regione Abruzzo richiede l implementazione di un sistema di governo regionale del fenomeno capace di far emergere il lavoro sommerso presente nel settore e di facilitare l ingresso regolare delle assistenti familiari (badanti) nel mercato del lavoro; richiede inoltre l attuazione di un modello regionale, rinnovato e all avanguardia, di formazione, selezione, orientamento e collocamento che consenta l adozione delle buone prassi regionali, nazionali e comunitarie già avviate e che hanno ottenuto risultati certi e misurabili. Questo è stato il tema centrale di confronto, il 22 novembre 22, nel corso del Care Services in Europe: learning from, che si è tenuto a Pescara presso l Auditorium L. Petruzzi del Museo delle Genti d Abruzzo. Il convegno si è svolto nell ambito del progetto speciale TRANSCARE (linea 2 - Macroazione 4) Il progetto, finalizzato allo sviluppo di un modello di intervento per la gestione dei servizi privati di assistenza familiare, è promosso dalla Regione Abruzzo nell ambito del P.O. F.S.E. Abruzzo , Asse V, Piano Operativo , ed è realizzato dal Raggruppamento Temporaneo d Impresa Trans Care Project (Akon Service s.a.s., Metabolé s.r.l., Parsec Cooperativa Sociale, Arcotur Cooperativa Sociale) in partenariato con le organizzazioni di altri 8 paesi europei le cui esperienze sono state esposte durante il convegno. 12

2 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 12 In apertura del Convegno, la responsabile del Progetto Transcare, Felicia Zulli, ha illustrato in sintesi il Progetto Transcare (finalità e azioni), si è inoltre soffermata sulla descrizione del di quella abruzzese mettendo in evidenza le caratteristiche del Welfare e presentando i dati relativi alla non autosufficienza. L ultima indagine ISTAT Multiscopo Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari ha rilevato che nelle annualità il 18,5% degli ultra 65enni ha riportato una condizione di totale mancanza di autosufficienza per almeno una delle funzioni essenziali della vita quotidiana. Se si considerano anche coloro che hanno molte difficoltà nello svolgere tali attività, il numero arriva a 6 milioni e 500 mila che rappresenta circa l % della popolazione italiana. A fronte di tali dati si registra una situazione Paese in cui le spese sociali risultano tra le basse in Europa (circa un quarto del PIL) ed in cui la famiglia continua ad avere un importante ruolo di ammortizzatore sociale; come in tutti i paesi dell area mediterranea. Tra gli strumenti di sostegno alla domanda assistenziale emerge in maniera decisiva l indennità di accompagnamento, che è la più importante misura a sostegno della non autosufficienza esistente in Italia, sia in termini di risorse pubbliche impiegate che di numerosità di beneficiari. I percettori in Italia di indennità di accompagnamento (dati INPS) fruiscono di un importo pari a 472 euro mensili, erogati per 12 rate l anno (pari a euro annuali), mentre i fruitori annuali dell indennità di accompagnamento sono circa , il 77,2% dei quali ultrasessantacinquenni (pari a individui). L indennità di accompagnamento, le assistenti familiari e la famiglia suppliscono alla carenza strutturale di servizi di pubblici di Carenza che ha determinato la crescita negli anni del fenomeno del badantato. Si stima infatti che almeno il 6,6 % di anziani in Italia impieghino un assistente familiare pari ad un numero di lavoratrici di circa unità di cui straniere. Le famiglie italiane sostengono una spesa di oltre 9 miliardi per retribuire le badanti (pari al 7% della spesa sanitaria delle Regioni). Per quanto riguarda il contesto abruzzese la situazione risulta essere molto simile a quella nazionale ed in risposta alla crescita progressiva dei fabbisogni di assistenza le più importanti iniziative regionali realizzate, volte a fronteggiare in primis il fenomeno del badantato (che registra un alta percentuale di lavoro irregolare e una scarsa formazione/qualificazione) e a migliorare la qualità dei servizi per gli anziani, soprattutto a carattere domiciliare, sono riconducibili a due importanti progetti: il Progetto Equal I mestieri invisibili: occupazione ed emersione del lavoro nero, finanziato dalla Regione Abruzzo e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, mirato a regolarizzare e formare assistenti familiari, ed il Progetto Donne ora Visibili, finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha portato all emersione di 295 rapporti di lavoro, all erogazione di 131 incentivi per lo snellimento delle procedure burocratiche ed alla realizzazione di n. 3 corsi di formazione professionale.

3 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 la proposta di istituzione di un Nel corso del convegno Felicia Zulli ha reso noto anche la proposta elaborata per la strutturazione di un Sistema Regionale dell Assistenza familiare in Abruzzo, proposta la cui formulazione è stata prevista nell ambito della Linea D Azione 3 Sperimentazione del modello d intervento in Abruzzo del Progetto Transcare. Con l adozione di tale proposta s intende rispondere alla crescente richiesta di servizi qualificati provenienti dalle famiglie e dai cittadini bisognosi di assistenza privata a domicilio e favorire l inserimento nel mercato del lavoro regolare delle lavoratrici (italiane e straniere regolarmente immigrate) che operano anche in maniera irregolare (prive cioè di contratto) nel settore. Per giungere all implementazione definitiva di tale proposta si prevede una serie di macroazioni: la costituzione del Comitato Regionale Interistituzionale per la Sperimentazione (C.R.I.S.), la strutturazione del sistema regionale dell assistenza familiare, l aggiornamento professionale n.20 operatori intermedi presso realtà operative di uno o più Paesi europei virtuosi, l adozione degli strumenti di lavoro individuati ed il trasferimento delle competenze per il loro utilizzo ad almeno n.45 operatori intermedi. Si tratta infatti di sperimentare strumenti più efficaci di sostegno all inserimento lavorativo quali: i modelli di selezione, orientamento e collocamento, nonché modelli di formazione e per l accompagnamento guidato al lavoro di assistenti familiari qualificate. Come azione trasversale è stata infine proposta l attivazione di un ufficio regionale di gestione dei servizi privati di assistenza familiare diretto a mantenere in capo all istituzione regionale il governo di fenomeni sociali tanto rilevanti quali l incremento dei fabbisogni di assistenza delle persone non autosufficienti, in particolare anziani, ed il progressivo incremento di una professione di cura quale è quella dell assistente familiare, che sta generando un bacino occupazionale in forte crescita, soprattutto tra la popolazione femminile.

4 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 La Romania Gabriel Roman della FSC Fundatia de Sprijin Comunitar di Bacau nella sua presentazione, dal titolo Ricerca sui servizi dedicati alla popolazione anziana della Romania, ha analizzato le caratteristiche generali del Paese in termini economici, geografici, amministrativi demografici e sociali sottolineando come, fra circa 50 anni, la quota di persone in età pensionabile rappresenterà oltre la metà della popolazione del Paese. Ha successivamente illustrato l organizzazione del sistema di Welfare in Romania che viene gestito a livello centrale dal Ministero del Lavoro, della Famiglia e della Sicurezza Sociale ed avente la funzione di coordinare l intero sistema nazionale di assistenza sociale. Egli ha inoltre evidenziato come, a livello locale, gli interventi sociali siano programmati e gestiti dalle contee in cui i settori preposti all erogazione dei servizi sono le direzioni di Assistenza Sociale e di Protezione dei Minori che, insieme ai Consigli Comunali/Locali, promuovono le politiche sociali per i minori, la famiglia, gli anziani, i disabili e gli altri soggetti svantaggiati. Nel 1998 è entrata in vigore la L. 34/1998 che finanzia le ONG per migliorare la qualità dei servizi di assistenza sociale e promuovere sinergie tra amministrazione pubblica e società civile. Mentre la L. n. 17/2007 ha stabilito che i finanziamenti per i servizi di assistenza sociale e le indennità dovute si basino sul principio di condivisione di responsabilità tra l amministrazione centrale e quella locale. Tuttavia la legge non ha previsto l obbligo di fornire servizi alla popolazione anziana e nemmeno ha istituito una linea di finanziamento specifica per questa fetta di popolazione. Di conseguenza sono le autorità centrali a decidere se finanziare o meno servizi per questo target della popolazione. Da ciò ne deriva che l organizzazione di servizi di assistenza privata a domicilio, per i parzialmente e totalmente non autosufficenti, è rimessa alla volontà delle autorità centrali e delle organizzazioni private che, di volta in volta, decidono come ed in che misura intervenire in questo settore.

5 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 Il progetto speciale Transcare e la proposta di istituzione di un Sistema regionale dei servizi di La Bulgaria Maria Dimitrova Jeliazcova, referente della EAPN - Anti-Poverty Information Centre - ha messo in evidenza un dato caratteristico dei servizi di assistenza sociale in Bulgaria, ossia la loro organizzazione frammentaria in un Paese ad alto tasso di povertà dove è lo Stato che paga direttamente i fornitori di servizi sociali e finanzia le municipalità che gestiscono i servizi (cosiddetti servizi delegati dello Stato ). E stato inoltre sottolineato come, negli ultimi anni, tutto il sistema socio-assistenziale registri un trend orientato alla de-regolamentazione, alla liberalizzazione ed alla conseguente individualizzazione dei servizi alla persona. In questo scenario il numero di beneficiari di servizi d assistenza, sia in istituto che a domicilio, è cresciuto da 570 nel 20 a utenti nel I potenziali utenti, per accedere ai servizi sociali, compilano una richiesta presso il proprio comune o autorità nazionale per i servizi pubblici o ancora presso la sede di un ente erogatore privato. Sulla base di questa richiesta, le autorità preposte effettuano una valutazione sociale e formulano un esito di accettazione e/o di rifiuto. Nel corso della relazione è stato inoltre sottolineata la presenza di diversi ostacoli ad uno sviluppo adeguato dei servizi sociali derivante dai continui mutamenti legislativi, dalla mancanza di una rete tra i diversi tipi di fornitori di servizi sociali e dalle scarse risorse di budget in possesso dei comuni che, in sostanza, impediscono l attuazione di valide politiche ed interventi sociali. 05

6 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 La Francia Jöelle Herthé, rappresentante dell ente di formazione OFRE - Organisme de Formation par le Retour e l Emploi e dell ONG Menage Service Particuliers, entrambi con sede ad Amiens, nel suo intervento ha parlato dell esperienza francese focalizzando l attenzione sul ruolo importante che in Francia riveste il CNSA - Caisse nationale de solidarité pour l autonomie des personnes âgées et des personnes handicapées - nel sostegno alle persone non autosufficienti. Si tratta di un fondo di solidarietà che tra il 2006 ed il 20 ha investito circa 1,5 bilione di euro per il finanziamento di politiche di aiuto all autonomia e alla disabilità, gestendo oltre 2000 progetti sociali. La Herthé ha messo in evidenza come esista in Francia un mercato ben strutturato dei servizi alla persona, gestito da numerose agenzie ed associazioni, per cui si stima siano circa le organizzazioni ed i servizi medico-sanitari erogatori di servizi di assistenza agli anziani. Il 56% di essi sono istituzioni pubbliche, il 27% enti privati no-profit e il 17% privati for profit. I servizi alla persona occupano professionisti che erogano assistenza alle persone per lo svolgimento di compiti quotidiani (lavori domestici ecc.), oppure servizi di sostegno alle persone non autosufficienti come l assistenza alla mobilità, la teleassistenza. Le persone che ne beneficiano possono richiedere l esenzione dalle tasse degli importi erogati per tali servizi. Per quanto riguarda la formazione delle assistenti familiari è stato evidenziato che esistono oltre 30 tipi di diplomi statali riconosciuti qualificanti, con oltre studenti in formazione. Rispetto alla media degli altri settori formativi i tirocinanti in questo settore hanno migliori opportunità di inserimento lavorativo a tutti i livelli della formazione : infatti l 85% sono impiegati nel giro di 3 anni dalla fine dei loro percorsi di studio contro il 76% dei restanti settori. Per quanto riguarda i metodi di selezione degli assistenti familiari, la relatrice illustra un metodo che consente di partecipare alle selezioni anche a chi è senza titolo di studio. Si tratta del metodo M.R.S. di selezione attraverso la simulazione (Méthode de Recrutement par Simulation) che consiste nel selezionare i candidati identificandone le capacità trasferibili e utili nelle situazioni lavorative richieste per la specifica professione di assistente familiare/domiciliare. Il metodo si sviluppa attraverso assessment delle competenze ed esercitazioni pratiche in cui si ricrea, in parte o in tutto, l ambiente lavorativo, ovvero si riproducono, per analogia (in modello ), situazioni che i futuri operatori incontreranno nell esercizio della loro professione. 06

7 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 La Grecia Elena Andreas, referente dell HRD - Hellenic Regional Development Center di Patras, ha sottolineato come in Grecia vi sia una stretta correlazione tra i servizi sanitari ed i servizi sociali, entrambi erogati da enti pubblici e privati, organizzazioni non governative e da una rete informale di assistenti a domicilio. La relatrice ha anche evidenziato come la crisi economica in Grecia abbia fatto aumentare la richiesta di servizi socio-assistenziali che non possono essere più soddisfatti dalla deficitaria sanità pubblica. Ne deriva una grave piaga sociale di esclusione sociale causata da servizi inadeguati, disoccupazione elevata e servizi sociali insufficienti. Con queste premesse viene evidenziata la necessità di sviluppare, a livello nazionale e locale, nuovi servizi paralleli al sistema sanitario nazionale che ne integrino le prestazioni. Un esempio positivo in tal senso è stato il servizio «Aiuto a domicilio» erogato dalla Croce Rossa e rivolto a persone anziane socialmente isolate, senza famiglia, per dare aiuto in casa per le necessità di assistenza a lungo termine, favorendo l autonomia riducendo le visite in ospedale. 07

8 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 L Olanda Marjo Koldeweij della Hanze Project Buro ha fatto conoscere ai presenti una situazione decisamente opposta a quella dei Paesi dell area mediterranea. Le politiche di sostegno alla popolazione anziana sono tutte dirette ad assicurare uno stile di vita indipendente con un sistema adeguato di assistenza a domicilio. Gran parte degli anziani riceve infatti aiuto domestico da organizzazioni che erogano servizi specifici ed i cui servizi sono in aumento. Grazie a questo sistema di servizi le persone anziane riescono a vivere in maniera indipendente per un lungo arco della loro vita. Nel Paese esiste un sistema di assicurazione medica individuale obbligatoria. Tutti gli olandesi, compresi quelli che vivono fuori dal Paese, sono obbligati a contribuire. Un aspetto chiave di questo sistema è che i premi non sono correlati allo stato di salute o all età degli olandesi ma appare generalizzato, esteso cioè a tutte le fasce della popolazione. Esiste poi un sistema di assistenza continuativa (istituito da una legge specifica, la cosiddetta AWBZ) i cui costi non sono coperti dalle polizze mediche individuali e che il governo nazionale è chiamato a finanziare. Chi beneficia di questo tipo di assistenza può scegliere due diverse modalità di erogazione: l assistenza in natura (prestazione di servizi) o l assistenza in denaro (assegnazione di un budget personale) 08

9 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 La Polonia Alina Karczewska, della WRZOS di Varsavia, ha illustrato l organizzazione del welfare in Polonia gestito dal governo nazionale e dalle autonomie locali. Queste istituzioni svolgono i loro compiti di assistenza sociale in collaborazione con le organizzazioni sociali, le ONGS, la Chiesa Cattolica Romana, ed altre chiese ed associazioni religiose. Alina Karczewska ha messo in evidenza la necessità di standardizzazione del sistema socio-assistenziale polacco (di tipo statale), sia a livello di servizi erogati che a livello di formazione e collocamento delle figure professionali.. 09

10 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 L Italia L ultimo intervento ha avuto lo scopo di illustrare nei dettagli la situazione Italiana. Federica Gaspari, esponente della Cooperativa Parsec di Roma, ha fatto una panoramica sul sistema del Welfare in Italia rilevando come nel nostro Paese prevalga il modello mediterraneo caratterizzato da bassi livelli di spesa pubblica e da una forte delega alla famiglia e all economia informale per tutti i servizi di assistenza. La risorsa finanziaria più importante per la non autosufficienza è rappresentata da un benefit in cash (indennità di accompagnamento), mentre molto bassa è la spesa per i benefit in kind. Federica Gaspari ha inoltre tracciato il profilo dell assistente familiare e, più in generale, del lavoro di cura privato a domicilio. In particolare, nel trattare il tema della formazione e della qualificazione, la relatrice ha fatto presente come, seppure esistano qualifiche regionali di assistente familiare, la frequenza dei corsi non è vincolo all accesso al lavoro, determinando di fatto una vasta presenza di operatrici non qualificate che svolgono tale professione. Tra le «buone prassi» già sperimentate sono state ricordate le esperienze in corso dei registri/albi cittadini di assistenti familiari istituiti presso numerosi comuni italiani e che hanno offerto ed offrono il grande vantaggio di facilitare l incontro tra la domanda e l offerta di servizi. Altre esperienze di buone prassi sono quelle che hanno previsto l erogazione di incentivi direttamente agli anziani per favorire lo sgravio dei contributi destinato alle lavoratrici regolarmente assunte. 10

11 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 La Tavola rotonda Al termine delle relazioni i partecipanti alla tavola rotonda hanno condiviso alcune riflessioni sulle buone pratiche e le sperimentazioni realizzate sul territorio nazionale mettendo in luce aspetti positivi e criticità riscontrate. Il confronto è stato moderato dal giornalista Rai Nino Germano. Il dibattito è stato aperto da Felicia Zulli che ha reso noto, nel dettaglio, la proposta presentata alla Regione Abruzzo per la strutturazione di un Sistema Regionale dell Assistenza familiare. Si sono poi confrontate le esperienze di : > CRISTINA SUNNA, responsabile del Progetto R.O.S.A. - Rete per l occupazione e i Servizi Assistenziali - della Regione Puglia. > ALESSANDRA CASAGRANDE, assistente sociale presso il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute del Comune di Roma e responsabile Progetto Insieme si può. > DASANTILA HOXHA, coordinatrice del Centro Servizi Immigrati del Comune di Ortona. > ELDA NAJDENI, presidente dell ANOLF - Associazione Nazionale Oltre le Frontiere - di Teramo. > LAURA DI RUSSO: responsabile U.O. Comunicazione della Provincia di Pescara. > ROBERTA CAPORALE: funzionaria della Direzione Politiche Attive Del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche Sociali della Regione Abruzzo. > IGNAZIO RUCCI, Sindaco del Comune di Ripa Teatina. > NELLA FASOLI, assistente sociale - area anziani del Settore Politiche Sociali del Comune di Chieti. > MAURO TEDESCHINI, direttore de il Centro quotidiano d Abruzzo.

12 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 Nel corso del dibattito Cristina Sunna e Alessandra Casagrande hanno riassunto gli obiettivi e i risultati dei progetti da loro coordinati rispettivamente nella regione Puglia e nella città di Roma evidenziando come, in entrambi i casi, la presenza sul territorio di servizi sperimentali quali: il Registro delle Assistenti familiari, l attivazione dei corsi di formazione, le consulenze sulle pratiche di assunzione, abbiano decisamente apportato dei miglioramenti significativi nel settore poiché hanno favorito l emersione del lavoro sommerso, la legalità nell incontro tra domanda e offerta di lavoro, la ricerca e l individuazione di assistenti familiari qualificati, la certificazione delle competenze a sostegno della crescita professionale e l inserimento lavorativo di soggetti che operano nell ambito del lavoro di cura domiciliare. Hanno in sintesi messo in risalto l importanza di molte sperimentazioni realizzate in risposta ai bisogni emergenti dei cittadini. Elda Najdeni ha portato all attenzione dei presenti un fenomeno significativo, vale a dire l attuale emigrazione delle badanti verso altri Paesi europei dove la crisi economica è meno pesante, come la Germania. Negli ultimi mesi si registra che le badanti, dopo essersi formate e qualificate nei corsi sperimentali organizzati in Abruzzo, vanno via poiché in Italia la crisi ha ridotto la richiesta di assistenti familiari. 12

13 PO F.S.E. Regione Abruzzo , Obiettivo C.R.O. - Asse V Piano Operativo ; Codice Identificativo (CIG) n FF5 Altro fenomeno messo in evidenza, questa volta da Laura Di Russo, è il numero crescente di donne italiane che si rivolgono allo sportello Bada bene, istituito dal Centro per l Impiego della Provincia di Pescara, per offrire lavoro come assistenti familiari. Si tratta di donne i cui mariti hanno perso il lavoro e che non disdegnano più, come una volta, il lavoro di assistente familiare/badante. Per loro è però più difficile accedere a questa professione in quanto, avendo famiglia, non riescono a dare la disponibilità notturna. Dasantila Hohxa, a contatto quotidiano con le problematiche degli immigrati, ha messo in luce un altro aspetto del fenomeno del badantato, vale a dire il drenaggio di giovane forza lavoro dai Paesi dell Est (Romania, Albania, Polonia, Ucraina) ed il conseguente disagio sociale diffuso in questi Paesi in cui mancano intere generazioni di caregivers. A ciò si somma il diffuso disagio psicologico di tante donne immigrate che assistono anziani in Italia e che non hanno nessuno che si occupi dei propri cari rimasti nei Paesi di origine. Nella Fasoli ha invece posto l accento sull importanza, per i cittadini anziani, di disporre di servizi istituzionali presso i quali rivolgersi quando si ha bisogno di assistenza. La fragilità che accompagna la vita delle persone parzialmente o totalmente non autosufficienti necessita di servizi qualificati, riconoscibili, e facilmente accessibili, e, nella nostra regione, per quel che concerne i servizi privati di assistenza familiare tanto è stato fatto ma molto resta ancora da fare. Mauro Tedeschini ha invece sottolineato il ruolo degli organi di stampa richiamando l attenzione sulla necessità di dare più spazio alle problematiche sociali (diventate cruciali in questo periodo di crisi) e di occuparsi meno di politica e di cronaca. Infatti, relativamente al tema in discussione, Tedeschini ha sottolineato quanto sia importante informare tutti i cittadini sulla procedura per assumere un assistente familiare e sull esistenza di sportelli di aiuto nella ricerca di un assistente Ignazio Rucci, in qualità di Sindaco di un piccolo comune ha posto l accento sulla difficoltà, che ogni pubblico amministratore sperimenta, quando è chiamato a dare risposte ai bisogni sociali dei cittadini. Difficoltà che si prospetta sempre maggiore soprattutto in considerazione della scarsità di risorse pubbliche da destinare al sistema del Welfare. In questo scenario prevede un futuro prossimo in cui i piccoli comuni saranno chiamati ad associarsi per abbattere i costi e fare economie di scala nell erogazione dei servizi. Invita inoltre le istituzioni sovra ordinate, ed in particolare, la Regione ad avviare e portare avanti innovazioni di sistema come quella proposta dal progetto TransCare. Roberta Caporale, a tal proposito, ha richiamato l attenzione dei presenti sugli importanti passi in avanti fatti dalla Regione Abruzzo nel corso degli ultimi anni, ed ha ripercorso le tappe che hanno segnato, a partire dalla programmazione Equal e fino al progetto TransCare, l evolversi dell approccio regionale al problema del badantato. La Regione Abruzzo, grazie alle progettualità co-finanziate e realizzate, ha istituito con D.G.R nr. 207 un Corso di formazione con rilascio di qualifica di Assistente familiare grazie al quale numerosi assistenti oggi sono qualificati e lavorano in Abruzzo; ha favorito la creazione di una rete regionale di servizi di incrocio domanda/offerta. Ha in definitiva avviato quel processo di rinnovamento dei sistemi del sociale, del lavoro e della formazione professionale tanto importanti per la crescita occupazionale, la qualità dei servizi e la qualità della vita dei cittadini abruzzesi. 13

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