CIRCOLAZIONE DEL DENARO ED ENERGIA FOSSILE. Luigi Sertorio Dipartimento di Fisica Teorica - Università di Torino Febbraio 2001

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1 CIRCOLAZIONE DEL DENARO ED ENERGIA FOSSILE Luigi Sertorio Dipartimento di Fisica Teorica - Università di Torino Febbraio Intelligenza e benessere dell' individuo Si può parlare di comportamento intelligente, di situazione di benessere, oppure di stupidità e disgrazia, al livello dell'individuo. Però se uno cerca di farlo sulla scala della collettività umana questi concetti perdono senso. E' possibile dire che si ha una conoscenza osservativa della specie umana? Sembrerebbe di no. Un singolo uomo conosce pochissimi uomini; i vincoli sono quello di vicinanza e quello di specializzazione. Conoscere persone lontane vuole dire non solo viaggiare ma vivere in posti diversi, e questo lo si può fare in misura limitata. Poi c'è la specializzazione del capire. C'è poca universalità in quello che facciamo e che quindi sappiamo capire. Appena si estrapola oltre una certa dimestichezza di azioni non si capisce più. Dobbiamo fidarci della competenza di altri, e ciò si ottiene pagando. Se pago il medico so, penso, spero che il medico estenda a me le sue conoscenze. Se sto male e vado dal vicino che è un qualsiasi delinquente, invece che curarmi mi ammazza. La specializzazione si sviluppa nella collettività umana con una dinamica non tanto semplice. Si spendono soldi per educare un medico, poi si paga il medico per avere la sua prestazione. Così coll'ingegnere, col musicista. Questa è conoscenza mediata; contiene già qualcosa di collettivo. Più esteso del concetto di mestiere c'è quello di nicchia sociale. Chi ci è dentro capisce quello che avviene nella nicchia, pochissimo o niente capisce colui che è fuori. Questa specializzazione allargata coinvolge non solo la conoscenza delle professioni ma anche quella morale; ci sono etiche di nicchia. Ma i componenti di un gruppo professionale, o i componenti di una nicchia, sono ben lungi dall'essere l'umanità. Aiutano gli strumenti tecnologici dell'informazione? Per esempio i giornali, la televisione. In realtà poco. Perché le notizie che viaggiano con questi mezzi provengono dal filtro dell'operatore che le assembla e le dirama. Allargano pochissimo la nostra conoscenza. Il giornalista da un posto lontano ci manda frasi o immagini che sono solo apparentemente un'osservazione diretta. Chiunque abbia viaggiato e visto le cose 1

2 direttamente sul luogo in cui avvengono ha anche capito che l'informazione che è diramata lontano coi mezzi tecnologici è una povera rappresentazione della realtà. Il canale informatico può essere potentissimo, ma poi la lettura finale passa attraverso il filtro limitativo dell'utente. Se si pensa a scambio di conoscenze tra nicchie diverse dobbiamo ammettere che sono scambi difficili. Quindi il dire cosa sia il comportamento dell'umanità è forse senza senso. Purtuttavia esistono azioni su scala globale. Scambi commerciali oppure travasi di popolazioni, che creano situazioni difficili da capire, e che implicano grosse porzioni dell'umanità. Studiando questi dati, anche se grossolani, non appare che la specie umana si comporti in modo intelligente né che la specie umana goda di benessere. Le nazioni dotate di mezzi tecnologici compiono azioni tanto stupide da essere talora suicide, per esempio guerre sperate utili e poi di fatto risultate dannose, collassi globali monetari; le collettività non dotate di mezzi tecnologici vanno attraverso cronici stati di moria per fame e malattia. Sembra più dolce la morte degli animali predati secondo le leggi di natura che quella delle popolazioni umane straziate da guerre e carestie. Torniamo all'individuo. Come individuo mi hanno insegnato a valutare la mia propria attività col giudizio di "intelligenza". Per esempio imparare in fretta delle operazioni mentali astratte. Sapere anche cosa vuole dire astratto. Sapere dominare nozioni complesse. Alla fine, se ci riesco, sono considerato intelligente. Passiamo al benessere. Anche qui mi hanno insegnato a valutare il mio proprio benessere. Per esempio mi so riscaldare se fa freddo, raffrescare se fa caldo. Mangio con appetito, dormo bene, non ingrasso troppo, sono attivo e pulito. Qualche passo più avanti; so comportarmi con profitto utilizzando strumenti tecnologici; infine entro in una combinazione di intelligenza e benessere. Posso provvedere ad evitare ansie e malattie. Insomma vedo la gente morire ma resto vivo. Tuttavia su larga scala non è così. La collettività inquina i propri cibi, bevande e l'aria; e poi si ammala e muore. Questo il singolo non lo fa. Ma tanti singoli intelligenti formano un gruppo stupido. Il gruppo è predato da invasori e non riesce a capire se codesti invasori li vuole o non li vuole. In altre parole, allargando gli eventi nello spazio ed estendendoli nel tempo oltre l'arco giornaliero che domina il ritmo dell'individuo, i concetti di comportamento intelligente e di benessere svaniscono. 2

3 2. Il denaro come parametro Sia l'esercizio dell'intelligenza che la gestione del benessere dell'individuo sono fenomeni implicanti una interazione con l'ambiente circostante. Un importante mezzo di interazione è il denaro. In certi modi di pensare, addirittura, si dice che il denaro è il principale mezzo di interazione. Questo nasce dall'osservazione che dove c'è denaro c'è scambio di intelligenza, c'è raggiungimento di benessere; dove non c'è il denaro, o dove di proposito non lo si vuole adottare, c'è miseria, abbrutimento. Uno può chiedere se il denaro è un parametro, o un indice, di attività molto complesse, quali sono il comportamento intelligente e la rete di azioni che formano il benessere dell'uomo. Si può pensare e dire sì; e si può dubitare e dire di no. Se ci fossero infiniti tipi di denaro (o meglio tantissimi tipi) questo insieme complesso di tipi potrebbe forse essere adatto a parametrizzare delle attività complesse, Cosa vuol dire tanti tipi di denaro? Per esempio c'è una moneta che vale in un contesto e non in un altro, tante monete seguono o accompagnano la multiformità. Una moneta funziona per imparare l'algebra, un' altra per viaggiare, un'altra per comprare le verdure fresche. Sembra un'osservazione paradossale ma non lo è. Dimentichiamoci per un momento il dollaro che è onnipresente e che nella fantasia generale è legato a tutte le gioie della tecnologia. Consideriamo una moneta che vale in una certa nicchia ecologica e culturale. In codesta nicchia per evoluzione durata tempi lunghissimi si sono sviluppate forme di sussistenza civile, di linguaggio, espressioni di struttura artistica. In quella nicchia vale la moneta X. Arriva uno con la moneta Y, e vede che non può comprare o vendere niente, e che lui, al di fuori di comprare o vendere, non capisce niente. Questa non è una strana favola. E' ciò che capita a chiunque abbia viaggiato in paesi lontani, trasportato da qualche aeroplano che lo ha scaricato con un programma organizzato da un' agenzia per vacanze. Capita al diplomatico o al politico che è stato in certi paesi e poi ritorna nel proprio, e si vede subito, o magari molto tempo dopo, che non ha capito niente e ha combinato disastri. In altri casi il viaggiatore si è unito a quella nicchia e ha incominciato a capirla in senso profondo. Si è guadagnato con la sua iniziativa la moneta X là in vigore, non comprandola con la propria valuta Y in virtù di 3

4 convenzioni bancarie globali; in altre parole ha interagito, si è arricchito culturalmente, e ha magari comunicato a sua volta delle conoscenze. Quindi c'è il fenomeno di molti tipi di denaro. Il denaro unificato è uno strumento modesto rispetto ad un complesso set di monete. Sappiamo in realtà che ci sono molti tipi di monete, talora storicamente poco comunicanti fra loro. Forse un direttore di una banca centrale, di una banca molto potente, che è abituato a fare affari dappertutto, per esempio la banca federale americana, sa con buona approssimazione quante diverse monete ci sono. Alcune centinaia? Ma anche considerando questo set di monete si può pensare che esse formino una parametrizzazione piuttosto rozza dei variegati comportamenti della specie umana. Tale banchiere centrale conosce quasi tutte le monete, o meglio i loro pesi relativi, ma probabilmente sa pochissimo sul livello di intelligenza e arretratezza, benessere e disgrazia in cui vivono le nicchie a cui tali monete appartengono. Tale banchiere sarà propenso a pensare che la moneta più forte sia "il denaro", quello vero, l'entità astratta che obbedisce a leggi proprie. Alle leggi di questo denaro le altre valute si adeguano con dei rapporti banali. Tale banchiere sarà propenso a credere di capire lo stato dinamico dell'umanità e tutte le sue conseguenze, per il semplice fatto che sa come il denaro circola. 4

5 3. Capire tramite il denaro E' vero che il denaro è un cattivo parametro, però lo si usa volentieri come strumento di valutazione della vita umana. Il trattato di Adamo Smith "Sulla ricchezza delle nazioni" precede di circa cinquant'anni il "Viaggio in Italia" di Goethe. Pare che anche Adamo Smith sia stato un buon viaggiatore nella sua vita. Alcuni degli aspetti quasi umani, quasi divertenti, del suo libro, sono quelli in cui ragionando di denaro riesce a fare collegamenti fra eventi di vita a Lisbona, ad Amsterdam, insomma scorre fra vari tempi e luoghi con confidenza, mostrando come il denaro muoveva e muove le cose. Ci sembra quasi di avere una parziale visione della vita di uomini lontani da noi nel tempo e nello spazio. La comprensione del mondo dell'economista. Nel Viaggio in Italia di Goethe non si parla di denaro, e si capisce cosa? La descrizione della dinamica della società umana in Sicilia, a Napoli, a Roma, fatta da Goethe fa uso di altri strumenti conoscitivi. La via facile è ammettere che i due linguaggi sono inconciliabili. Va bene leggere Smith e non Goethe, o leggere Goethe e non Smith, è arbitrario. E' questione di gusti. Si noti poi che in ogni caso il numero totale di uomini che hanno letto o Smith o Goethe è assai piccolo, e il numero totale di quelli che hanno letto entrambi è irrisorio. Eppure la storia ci insegna che gli uomini che si dedicano a capire gli effetti della circolazione del denaro, e riescono a mettersi in posizione di controllare tale circolazione, hanno in genere ruoli devastanti nella vita delle nazioni. Tutto andrebbe bene se valessero le condizioni in cui è operativa la mano invisibile di Adamo Smith (Libro IV capitolo 2 ). Forse tali condizioni immaginate da Smith per certi brevi periodi storici sussistettero. Cosa sfugge al capire tramite il denaro? 5

6 4. Sistema chiuso e sistema aperto In fisica alla fine dell'ottocento ha preso forma il concetto di sistema chiuso. Il concetto di sistema aperto è stato perfezionato in fisica un po' dopo. Il lettore fisico di professione pensa giustamente a Boltzmann. Chiamiamo sistema confinato un sistema formato da molti componenti che interagiscono gli uni con gli altri in modo reversibile (ogni atto di interazione può essere pensato all'incontrario) e che sia tutto appartenente ad un dominio finito delimitato da una superficie chiusa. Se attraverso questa superficie non avvengono azioni di interazione, allora il sistema confinato è detto chiuso. Se studiamo quello che succede al passar del tempo dentro il sistema, dobbiamo partire da un momento iniziale convenzionale. In questo momento iniziale il sistema era in una certa configurazione. Al passare del tempo il sistema passa ad un'altra configurazione, poi ad un'altra, fino a che si giunge ad una configurazione asintotica dalla quale non si evolve più. Si dice che si è raggiunto l'equilibrio. Questo equilibrio è unico. Sistema aperto è quando attraverso la superficie chiusa che delimita il sistema succede qualcosa. Allora all'equilibrio non si arriva più, e ciò che capita all'interno del sistema dipende da ciò che capita alla sua superficie. Sembra cosa ovvia. Però lo studio di ciò che succede ai sistemi aperti è cosa difficile, dopo quasi un secolo di sforzi si continua a studiare e si fanno piccoli progressi. Ciò premesso, passiamo al denaro. Sono gli uomini che usano il denaro, le altre specie viventi no. Allora consideriamo un ambiente limitato, con dentro degli uomini che scambiano gli uni con gli altri varie prestazioni. Gli uomini, a differenza dei componenti di un sistema fisico (dove componente vuol dire per esempio molecola), hanno la perogativa speciale che nelle loro azioni usano la capacità di scegliere. Una domanda interessante è se in codesto consesso limitato nasce la necessità di inventare il denaro. Prima di analizzare questa domanda è necessario rendersi conto che un insieme limitato di esseri viventi non è mai chiuso. L'uomo è un animale dotato di metabolismo: introduce cibo ed emette scorie. Questi flussi entranti e uscenti connettono la specie umana al rimanente di tutte le specie viventi, ed all'ambiente chimico fisico della superficie terrestre. All'interno del consesso umano la necessità del cibo è una necessità unidirezionale. Quindi una collettività di esseri umani è sempre un sistema aperto e soggetto a 6

7 interazioni irreversibili. L'esempio del sistema chiuso della fisica visto prima serve come riferimento solamente. Come nasce la necessità di inventare il denaro? Forse da una particolare convenienza che appare evidente non appena il denaro si pensi come inventato. Supponiamo che in un consesso con un numero fisso di uomini il denaro ci sia e circoli, essendo correlato a certe prestazioni. Supponiamo che si scopra un modo per aumentare il totale del denaro circolante. Per esempio, se il denaro è fatto di monete d oro si trova la possibilità da parte di alcuni uomini di trovare oro. Se l'oro non fosse denaro non converrebbe cercarlo. Il denaro sarebbe un qualche altro metallo e allora si cercherebbe quello, e nessuno si darebbe pena con l'oro. Ciò premesso, avere più oro-denaro sotto controllo da parte di taluni, dà a questi dei vantaggi. Questi vantaggi non ci sarebbero se tutte le prestazioni scambiate non avessero un corrispettivo in denaro, quella cosa che é aumentabile. Quindi conviene inventare il denaro. La storia è proprio andata così. Più avanti conviene inventare il denaro cartaceo, invenzione di cui è entusiasta Adamo Smith. E per questo occorre il concetto di Stato, di Banca Centrale, e di saggezza della Banca Centrale. Guai se cade tale fede nella saggezza dell'erogatore (Libro II cap. 2 ). Domanda cruciale: chi ci garantisce la saggezza delle Banche Centrali? E poi, meglio molte o poche Banche Centrali? Lasciamo senza risposta queste domande e osserviamo subito che c'è un altro fatto fondamentale che rende il sistema uomo-denaro aperto in modo endogeno: il numero degli uomini varia, e in generale aumenta. Il fatto di aumentare non è uno scambio al contorno, come il metabolismo. L'aumento avviene dall'interno, poi ovviamente il diverso numero degli elementi del sistema varia a sua volta lo scambio attraverso il contorno, esercitato dal metabolismo. Questo aumento endogeno della popolazione avviene perché la specie umana è più furba (dire intelligente è esagerato) delle altre specie viventi e ha inventato modi per aumentare il proprio numero in maniera abnorme rispetto alle normali leggi della competitività ecologica. Cioè la specie umana da tantissimo tempo si è sganciata dall'obbedienza rigorosa alle leggi dell'ecosistema. Questo fenomeno è dovuto alla capacità tecnologica dell'uomo. Peraltro al tempo di Adam Smith la capacità tecnologica dell'uomo era oggetto di ammirazione: la specie umana era considerata "intelligente" in quanto tecnologica. A 7

8 duecentocinquanta anni di distanza è più prudente considerare abnorme anziché intelligente tale caratteristica. 5. L'ottimismo di Adamo Smith Il sistema uomo-denaro aperto nel doppio modo, il metabolismo, e l'introduzione centralizzata del denaro nel sistema stesso, è la situazione che era studiata da Adamo Smith. Egli è conscio dell'interazione dell'uomo con la Natura e cerca di capire se ci sono elementi di stabilità in questa interazione. E naturalmente li trova, in una sorta di sacralità della Terra. La terra costituisce di gran lunga la maggiore, più importante e più durevole parte della ricchiezza di ogni paese (Libro I, cap.11, parte 3 ). Da dove gli veniva tale ottimismo? Al tempo di Adamo Smith la proporzione tra popolazione umana ed ecosistema, intesa come consesso di tutte le altre specie, in numero ignoto, era "ragionevole", e la tecnologia era ancora agli albori. Quindi la condizione di equilibrio della Natura appariva inviolabile. Ora quando l'ecosistema è in equilibrio, esso dà se è coltivato, ed inoltre dà secondo un flusso che gli è proprio e che l'uomo cerca di sfruttare al meglio, adattandosi ad esso. La produzione di denaro non può eccedere i limiti naturali imposti dalla interazione fra la popolazione umana (quasi stazionaria se osservata su un breve intervallo del tempo storico) e posta entro l'ecosistema, che a sua volta è in equilibrio perché obbedisce a certi leggi di Natura. Leggi sconosciute ma potenti. E' inutile cercare di fare circolare un eccesso di denaro, dato che l'interazione fra l'uomo e la Terra ha dei limiti abbastanza precisi. Quindi fino a che l'interazione della collettività umana con la Natura è dominata dalla Natura, anche la circolazione del denaro è dominata dalla Natura, e quindi resta automaticamente globalmente equilibrata. I disequilibri possono solo essere locali e transitori. La circolazione globale del denaro è una cosa buona, in cui credere. Questa analisi non viene portata avanti esplicitamente da Adamo Smith. Ma, cercando fra le righe, e con un po' di immaginazione, si può dire che implicitamente c'è. 8

9 6. Le risorse naturali prelevate dell'ecosistema Non è tanto facile capire in che modo la specie umana differisce da tutte le altre specie viventi, che insieme alla specie umana formano l'ecosistema. Si può vedere la cosa con l'ottica dell'ecosistema o con l'ottica antropomorfa. Nell'ottica dell'ecosistema la specie umana è una delle tante specie viventi, peró dotata di capacità rapaci eccezionali. Nell'ottica antropomorfa l'uomo è il protagonista e la Natura, alberi, animali, piante, e pianeti, e stelle è lí come oggetto di conquista. Quindi sono due modi di definire la natura diversi. E' interessante pensare che l'invenzione del denaro sia contemporanea all'invenzione dell'ascia tagliente o del modo di conservare il fuoco acceso. Questo è il talento tecnologico dell'uomo, presente da sempre. Il talento tecnologico si sviluppa in continuazione ed in modo lento per millenni, poi all'improvviso, nell'ottocento, ha un incremento fortissimo formando come un gradino tecnologico. Nell'ottica antropomorfa la Natura, prima del gradino tecnologico, è vista con senso religioso, dopo il gradino è vista come ambiente fisico-chimico comprensibile, manipolabile, e da possedere. Nell' ottica dell'ecosistema il gradino tecnologico pone la specie umana in un corso pericoloso di destabilizzazione dell'ecosistema. Per capire il gradino tecnologico è necessario cercare di capire il concetto di risorsa naturale. Per ciascuna delle innumerevoli specie viventi l'insieme di tutte le altre rimanenti specie è la risorsa naturale. Cioè esiste la risorsa naturale per il verme e i partners della sua specie, un'altra per l'alcione e i partners della sua specie, ecc. L'uomo tecnologico da sempre ha di fronte il proprio universo di risorse naturali al quale accede in un modo speciale: non è mai lo stesso, evolve mano a mano che l'uomo inventa strumenti. L'ippopotamo non sa fare che l'ippopotamo. L'uomo fa le abitazioni in un certo modo, poi in un altro; viaggia e occupa spazi geografici innaturali, infatti fa mezzi di trasporto terrestri ed acquatici sempre diversi, in generale più progrediti, si muove in modo sempre diverso, non solamente più veloce, ecc. Questo è un lavoro di gruppo assai articolato, in cui lo strumento denaro, uno fra i tanti strumenti, fa la sua parte. 9

10 C'è l'artigiano o lo scienziato solitario che scopre e inventa cose, poi ben presto queste cose passano al ruolo di strumenti e macchine costruite e utilizzate. L'evoluzione dell'umanità è uno scoprire perenne. Il risultato è che la risorsa naturale che è disponibile per l'uomo è molto più aggredibile di quanto lo sia la risorsa naturale corrispondente ad ogni altra specie vivente. Lo sviluppo della fisica e della chimica ha permesso di capire che le risorse naturali non sono un unico immenso patrimonio eternamente disponibile per chi è più bravo nel disporne. La scienza ci ha fatto capire diverse cose a proposito dello sfruttamento delle risorse naturali. Alcune risorse naturali sono prelevate dall'ecosistema formato da tutte le specie. Questo prelievo in linea di principio può essere assorbito dal ciclo dell'ecosistema. Il ciclo dell'ecosistema è un fenomeno assai complesso e noto solo in parte. La vegetazione mangia i fotoni provenienti dal Sole, cresce e muore. In parte è mangiata dagli erbivori che crescono e muoiono. Tutti i resti del totale degli organismi morti, o da soli, o dopo essere stati mangiati, si depositano temporaneamente sulla superficie terrestre, e lí passano attraverso varie trasformazioni chimiche al termine delle quali, quasi miracolosamente, entrano di nuovo nel processo di formazione della vegetazione. Il tutto forma un ciclo. Sappiamo che è un ciclo perché sappiamo con ragionevole approssimazione, e almeno per lunghi periodi geologici, che non c'è aumento o diminuzione né degli organismi presenti nell'ecosistema, né nella composizione chimica presente sulla superficie della Terra. Tutto questo immenso ciclo conserva l'energia: il totale dell'energia portata dai fotoni solari incidenti sulla Terra è uguale al totale dell'energia irradiata dalla Terra verso il cosmo. Queste sono misure che si stanno perfezionando con strumenti posti su satelliti. Questo ciclo di cui avevano intuizione già gli antichi greci ora sta diventando oggetto di studio. Non basta conservare l'energia per dire che ciclo c'è. Un indicatore del grande ciclo è il sottociclo dell'acqua. Tutta l'acqua presente sulla superficie terrestre è in perenne transito. Si muove entrando e uscendo dagli organismi viventi, evapora dai bacini (mari, laghi e fiumi) e riprecipita. La misura fatta dai geologi della precipitazione globale dice che essa è costante. Quindi l'acqua forma un ciclo. Per altri componenti chimici può essere difficile misurare la costanza del flusso, e allora si misura la costanza di residenza nel bacino. E si riconferma che c'è un ciclo. 10

11 Quando pensiamo a diverse ere geologiche il punto di riferimento è capire la modifica di questo grande ciclo. Come mai le leggi di natura siano tali da tendere a formare il ciclo dell'ecosistema non è fra le cose ben note o ben meditate. Tuttavia è un fatto che questo grande ciclo c'è e tende ad automantenersi dentro certi ragionevoli limiti, reagendo alle perturbazioni che possono avvenire contro la sua dinamica interna. Per esempio una eruzione vulcanica, o l'arrivo di un meteorite, può creare una modifica al ciclo. Dopo un po' si riforma un ciclo un po' diverso, o molto diverso, ma sempre ciclo è. Ora, se l'uomo mangia pesci, taglia alberi, ecc., agisce da predatore sul ciclo; cambia il flusso di produzione di scorie. Ma finché sono scorie dell'ecosistema in linea di principio la dinamica dell'ecosistema è in grado di mantenere in atto il ciclo. In tal caso l'ecosistema totale, quello comprendente l'uomo, è in grado di sussistere perennemente. 11

12 7. Le risorse naturali prelevate dallo stato fossile Tutto ciò che non fa parte della dinamica dell'ecosistema è stato fossile. La definizione un po' più dettagliata di fossile è per niente facile. Per esempio l'acqua presente nei bacini e nell'atmosfera non è fossile perché una percentuale (ignota) di essa è implicata nel ciclo dell'ecosistema. Un altro esempio è l'anidride carbonica presente negli oceani e nell'atmosfera. Una percentuale di essa è implicata nel ciclo dell'ecosistema. All'opposto il ferro, l'alluminio che stanno nel sottosuolo non sono implicati nel ciclo dell'ecosistema. E non sono implicati perché la densità di energia necessaria per estrarli dai giacimenti è elevata, superiore a quella tipica dei processi che avvengono negli organismi viventi. All opposto, il totale del ferro che circola nell'insieme degli organismi viventi è fisso ed è forse noto ai biologi. Ma il ferro estratto da miniera non circola più. Non c'è più nella miniera; è utilizzato per un periodo transitorio, sotto forma di strumenti, poi viene perso come scoria. Quando si parla assai impropriamente di riciclare le scorie di ferro si vuol dire che tali scorie vengono raccolte, con dispendio di energia, rimanipolate, e altri strumenti di ferro vengono costruiti, con ulteriore dispendio di energia. Altro che ciclo! Si tratta di reiterazione dell'utilizzo di varie generazioni di strumenti. Da dove viene l'energia per questa reiterazione? Viene dell'estrazione di altri materiali fossili: carbone, petrolio, che sono fossili speciali, cioè sono fossili dotati della proprietà di essere combustibili chimici. Esistono anche reazioni esotermiche biologiche, cioè che avvengono all'interno degli organismi viventi. Peró il nome di combustibili chimici fossili è utile riservarlo ai veraci fossili. I prodotti di combustione in generale non sono innocui. Non sono innocui perché la combustione avviene ad una temperatura molto più elevata di quella che è propria dei processi viventi, quindi questi prodotti di combustione costituiscono un deposito di scorie in eccesso. La parola eccesso va intesa nel senso che queste scorie non possono entrare nel grande ciclo dell'ecosistema descritto prima. Quindi restano da qualche parte. La produzione di scorie fossili è un fenomeno prodotto unicamente dalla specie 12

13 umana. La produzione di scorie fossili ha un caratteristico andamento temporale e ha delle conseguenze dinamiche che non sempre sono ben note. Un qualsiasi processo di estrazione da miniera seguito dalla relativa scoria è un processo che inizia, ha una crescita, e una fine. Alla fine non c'è più la scorta vergine della miniera, e tutto è diventato scorta di scoria. Questo è un processo transiente completamente diverso dal processo della dinamica dell'ecosistema che è un processo perenne, cioè che dura fintantoché arrivano sulla Terra i fotoni del Sole. Le conseguenze dinamiche sono dovute al fatto che la scoria è una cosa diversa dall'oggetto che c'era in miniera. Se la scoria se ne stesse stabile ed inerte come lo era il materiale di partenza, andrebbe tutto bene. Alla fine c'è stato solamente un trasferimento di un gruppo di elementi chimici da un certo posto a un diverso gruppo di elementi chimici in un altro posto. Ma non è così. Quasi sempre le scorie sono tossiche per alcuni o per tutti i membri dell ecosistema. Non per niente l evoluzione cosmologica aveva separato la materia in due gruppi. Da una parte la materia in miniera; dall altra la materia negli organismi viventi. Questa suddivisione parte dai processi fisici che stanno all origine della formazione delle galassie e successivamente dei pianeti. Sarebbe certamente molto interessante sviluppare lo studio delle scorie piu' a fondo. Limitiamoci a ricordare una osservazione che viene dalla ricerca fondamentale. Le scorie chimiche sono quelle che vengono da reazioni chimiche e sono quindi legate ad eventi che implicano pochi elettronvolt per atomo. Sono energie non cosí lontane da ciò che avviene nella dinamica chimico-fisica della superficie terrestre. Le scorie nucleari sono quelle che vengono da reazioni nucleari e sono quindi legate ad eventi che implicano milioni di elettronvolt per nucleo. Sono energie totalmente aliene da cio' che avviene nella dinamica della superficie terrestre, che lascia i nuclei intoccati. Queste scorie sono stati nucleari lontani dall'equilibrio, stavano infatti in equilibrio prima di interagire, e si riconducono quindi spontaneamente a stati più stabili emettendo particelle subnucleari. In altre parole sono scorie radioattive. Le particelle irradiate non sono pertinenti all'ambiente in cui la vita si è sviluppata quindi costituiscono, per definizione, un input dannoso per gli organismi viventi. La vita infatti si è sviluppata assieme alla radioattività naturale, non assieme alla radioattività aggiunta. Come è il bilancio energetico? Sono stati consumati fossili portatori di energia. Questa è energia di stati legati quantistici. Questa energia viene erogata sotto forma di 13

14 calore e poi di lavoro. Infine sia il calore che il lavoro si degradano in una condizione finale dove tutto è calore, la quantità è sempre la stessa, ma la temperatura è più bassa. Si è prodotta entropia. Cosa di cui rallegrarsi o di cui dolersi? Ovviamente dipende. Se si è consumato carbone per riscaldare l'atelier di Michelangelo l'entropia aumentata è una cosa gloriosa. Se si è consumato petrolio per azionare il motore a reazione di un aeroplano che bombarda una città ricca di essere umani uccidendoli, e colpisce anche i prodotti della loro arte distruggendoli, l'aumento di entropia non è una cosa gloriosa. Sono scomparse vita e arte. Talune persone pensano che la vita e il pensiero siano da preferire alla morte, e distinguono pertanto fra vari modi di usare la tecnologia. 14

15 8. La dinamica della specie umana prima del gradino tecnologico Consideriamo la specie umana come specie tecnologica; questo è ciò che distingue l'uomo dall'eucalipto. L'uomo tecnologico forma una collettività uomo+strumenti. Un particolare strumento è il denaro. E' utile dare allo strumento denaro un ruolo a parte, se non fosse altro perché è uno strumento "convenzionale". Quando c'erano le monete d'oro l'uomo ricco controllava un certo numero di monete d'oro, per esempio poste in una cassaforte. Ma non per questo il denaro era una realtà fisica. Se fosse cambiata la convenzione e si fosse detto che denaro non è l'oro, ma l'argilla, quindi più nessun interesse per l'oro, le nazioni sarebbero state di colpo più ricche (perché l'argilla è più abbondante) e la circolazione del denaro argilla non sarebbe stata accettata dal ritmo delle attività della collettività umana che aveva come limite la convivenza con l'ecosistema; per cui niente convenzione argilla, ce n è troppa, si preferisce la convenzione oro. Allora consideriamo il sistema uomo+denaro prima del gradino tecnologico. Questo è il sistema equilibrato, stabile, descritto con giustificato ottimismo da Adamo Smith. In un momento di lirismo Smith chiama mano invisibile questa fiducia nella relazione fra egoismo dell'individuo e benessere della società. Poiché l'ecosistema sta assieme in equilibrio globale e si autoregola, se la specie umana, con annesso denaro, resta in equilibrio con l'ecosistema, è a sua volta in equilibrio. Quindi così come per ogni balena affamata c'è sempre del plancton da mangiare, per ogni cactus del deserto c'è in primavera la pioggia, il sole, e l'ossigeno per farlo fiorire, così per ogni merce in vendita c'è un compratore, per ogni ammontare di denaro c'è un mercato in cui investirlo. Basta non toccare gli scambi di Natura e non si rovinerà l'equilibrio balena-plancton; analogamente basta non toccare la complessissima circolazione del denaro e ci sarà sempre un calzolaio per chi ha consumato le scarpe. Questi sono solo esempi, ma ci permettono di capire l'ottimismo di Adamo Smith. Il perché la circolazione del denaro si articoli in modo globalmente equilibrato è non conoscibile in modo rigoroso, sembra magia. Ma anche l'equilibrio globale dell'ecosistema è non conoscibile in modo rigoroso, sembra magia. 15

16 9. La dinamica della specie umana dopo il gradino tecnologico Lo sviluppo repentino tecnologico è quello che avviene con lo sviluppo dell'elettromagnetismo, della termodinamica e della chimica. La termodinamica nasce come scienza dei motori termici, ma ben presto diventa uno strumento importantissimo per l'evoluzione della chimica. La conoscenza della chimica va nella direzione di un dominio sempre più esteso sulla materia. La conoscenza termodinamica sugli scambi energetici va nella direzione di inventare e realizzare motori. E' chiaro che usare il carbone per scaldare una casa o invece per azionare un motore a vapore è molto diverso. Per esempio il motore modifica l'andamento dei trasporti terrestri e marittimi; e modifica la quantità di energia pregiata fornita ai macchinari che a loro volta producono manufatti. E quindi modifica l'andamento della messa in opera e circolazione degli oggetti. La combinazione di trasporto e produzione avviene in contemporanea. Avendo il mezzo di trasporto occorre la roba da trasportare, e viceversa. Il motore termico aziona entrambe le cose e l'effetto congiunto è come una reazione a catena. Poiché produrre e trasportare è legato al muoversi del denaro, vediamo cosa succede alla circolazione del denaro. Una più vigorosa richiesta di circolazione del denaro stuzzica l'altro importante input del sistema uomo-denaro, cioè l'erogazione di denaro fresco. L'erogazione del denaro può aumentare ed entrare in simbiosi con l'input energetico. L'aumento della produzione di denaro ha, fra le innumerevoli conseguenze, quella di cooperare all'estrazione da miniera sia delle risorse inerti sia delle risorse combustibili. Non è difficile capire che la crescita della circolazione del denaro diventa strettissimamente correlata alla crescita di erogazione di materiali fossili dotati della proprietà di essere combustibili, quindi identificando energia con ricchezza. Ora, il fatto di immettere denaro fresco sul mercato era un fenomeno attivo da sempre, e ben descritto da Adamo Smith. Però il denaro fresco immesso sul mercato in correlazione al fossile combustibile erogato è dello stesso tipo del denaro che va in circolazione mosso da altre cause? O ha un mercato speciale? Certamente come moneta non c è modo di distinguerla. 16

17 Cosa importa al denaro se l'energia è venuta dal mangiare banane o dal bruciare benzina? Il denaro è una convenzione, ed alla fine è la dinamica dell'uomo che determina quello che lo strumento denaro, uno dei tanti strumenti tecnologici, fa. In questo il denaro è neutrale, perché astratto. Sembrerebbe, ma non è poi tanto vero. Perché il denaro che va nell'estrazione di materiali fossili con la proprietà di combustibili è legato al possesso di tecnologie o sofisticate o pesanti, o entrambe le cose. E questo possesso è privilegiato e segreto. Quindi è denaro che ha una firma. Anche qui, il fatto che spesso il denaro, in genere in quantità ingenti, avesse una firma, c'è sempre stato, anche se non sempre saputo. Per esempio il denaro che va in guerre, sia come motivazione delle guerre che come motore diretto della loro attuazione. Peró la dinamica della specie umana, con l'evolversi e l'ingigantirsi del flusso energetico, prende un andamento nuovo, sconosciuto nel passato, dove per passato si intende il tempo antecedente al gradino tecnologico. L'uomo da coltivatore ed osservatore della Natura diventa consumatore. Ogni risorsa di miniera aziona un processo unidirezionale: dal serbatoio di sorgente, perennemente consumato, al serbatoio degli scarti, sempre più riempito. Fra i due serbatoi sta l'uomo, che per definizione diventa consumatore. E curioso vedere come mai tutti, oggi, usano la locuzione "andamento dell economia. L'economia va bene? (ovvero va male, ovvero è stazionaria). Ne parlano così, con gran facilità, Presidenti di Stati, o dirigenti di compagnie, giornalisti e intervistatori. Si chiede in TV: ora ci dica come va l'economia, come fosse chiedere come va la digestione. E la risposta è facile perché la domanda non è quella complessa a cui si dovrebbe rispondere "Un momento, mi devo prima leggere molti trattati, studiare, poi le risponderò". No, la domanda è semplice, basta osservare se il consumo aumenta o no, ovvero se il PIL sale o scende. Un solo numero per una domanda rozza, perché in realtà quello che si chiede è semplicemente se la collettività consuma molto o no. Nell'Italia del Sud tutto sarebbe bello se si creassero molti capannoni entro i quali si fanno cose, poi queste cose escono di lí e si consumano, e il PIL locale ovviamente aumenta, e l economista improvvido direbbe "L'economia va molto bene". 17

18 10. Intelligenza e benessere della collettività energivora Rispetto alla collettività l'erogazione di denaro fresco è un input endogeno; analogamente l'erogazione di energia da miniera è un input endogeno. Perché la collettività umana non può andare avanti tranquillamente con benessere crescente attingendo a questi due input congiunti? Prima di tutto la riserva di miniera è in quantità finita, per cui l'attingere da miniera necessariamente segue un andamento che cresce, raggiunge un massimo, poi diminuisce. Non diminuisce fino a che la riserva è esaurita, ma molto prima, cioè quando ciò che era crescente incomincia a essere non più crescente; e passare dal crescere al decrescere è traumatico (vedere Appendice). La percezione popolare è assai ingenua perché mal pilotata. Noi ora attingiamo alla risorsa petrolio. Ma poi utilizzeremo il carbone, naturalmente in modo più moderno di quanto si facesse nell'ottocento, cioè inquinando meno, poi utilizzeremo il nucleare. Quindi possiamo continuare a prospettarci di attingere alla risorsa di energia nel modo usuale, cioè nel modo crescente. Un'altra osservazione un poco più raffinata, ma non troppo, è di capire che l'andamento perennemente crescente non è l'unico possibile, e si può immaginare un andamento di consumo costante, cioè a incremento nullo. Che il comportamento di una collettività di consumatori a consumo costante sia intelligente e portatore di benessere è tutto da vedere. Ci chiediamo qui se sia pensabile. Infatti la specie umana non è unicamente collegata alla sorgente di denaro e alla sorgente di energia, le due sorgenti endogene. E' interconnessa con la condizione al contorno all'ecosistema di tutte le specie viventi in aggiunta alla specie umana. Questa interazione ha due principali canali. Uno è il metabolismo della specie umana, che attinge cibo e restituisce scorie. Il secondo è l'insieme di tutte le altre attività, che formano una specie di "metabolismo inorganico". L'uomo consumatore non agisce in uno spazio astratto, ma sulla superficie terrestre. Sulla superficie terrestre produce e compra (cioè svolge il suo ruolo di consumatore) ma anche agisce. Una delle attività più lodate dall'uomo consumatore è quella di costruire. Compra sacchi di cemento, sabbia, acqua, una betoniera, una scavatrice, dei tondini di ferro; e fa una casa. Bella o brutta non importa: tutti la ammirano. La fa sul margine di un torrente, sull'orlo di una frana, in riva al mare. Include nel giardino un tempio greco per 18

19 migliorare la valutazione della proprietà. E tutti ancora di più l'ammirano. Poi non è che ci abita solamente come proprietario costruttore, ma la mette in azione come albergo, negozio; insomma la fa entrare logicamente nella dinamica del transito del denaro. Come nelle Galapagos si vedono testuggini giganti immobili al sole, in Italia si vedono posizionati dovunque, e immobili, sagome di cemento di forme orrende ed incomprensibili, che però sul libro dei banchieri sono conteggiate come PIL crescente. Le tartarughe non entrano nel PIL, ma il cemento armato sì. Ecco che alla mano invisibile di Adamo Smith si sono sostituite molte mani visibili. Talora si pensa che non bastino le costruzioni immobili e si fanno navi gigantesche nelle quali i consumatori consumano vorticosamente, incitati dal ronzio delle turbine e solleticati dalla brezza marina. Dentro queste costruzioni fisse o mobili gli esseri umani consumano oggetti caduchi e mangiano cibi approvati dalla burocrazia europea multinazionale, anche se non necessariamente approvati dalle leggi della Natura. Ora una attività costante nel tempo ha come risultato inevitabile una quantità prodotta, o più in generale processata, crescente. Questo è un concetto banale per gli studenti di fisica e matematica che capiscono cosa vuol dire dipendenza dal tempo di una quantità cumulativa, cioè l integrale di un flusso, ma terribilmente difficile per tutti gli altri. Forse vale la pena di fare uno sforzo, e pensarci su. 19

20 11. Sopravvivenza della collettività energivora a crescita zero Supponiamo che l'umanità abbia scoperto una sorgente energetica vastissima e che abbia scoperto il modo di utilizzarla con una dinamica a incremento zero. Sarebbe una situazione sostenibile? Certamente no. Un regime di consumo costante, cioè a incremento zero, produce degli effetti fisico-chimici che si accumulano con un andamento linearmente crescente nel tempo. Quindi il risultato integrale di questo consumo e relativa produzione è destinato a incontrare dei limiti, al passare del tempo. Ci sono limiti geometrici e limiti biochimici. I limiti geometrici sono i più facili da discutere. Per esempio molte persone vorrebbero avere un tempio greco nel proprio giardino. Però il numero dei templi greci è limitato, tale che una produzione di ville nella Valle di Agrigento, pur senza crescere, ossia restando costante, si scontrerà con la finitezza della superficie della valle e del numero dei templi esistenti. (Si penserà di farne altri, finti). Non sarà per l efficacia dei timidi, ed invisi, tentativi di arresto dell attività edilizia abusiva; sarà per i limiti geometrici che la occupazione della Valle di Agrigento avrà termine. Ognuno può pensare da sé ad altri esempi di limiti geometrici. Le coste italiane, le isole felici dell'atlantico, oppure del Pacifico, ecc., tutte cose da conquistare, ma che non sono infinite. Poi ci sono i limiti biochimici. I materiali che si estraggono e poi si disperdono inesorabilmente nell'atmosfera, e nel mare, all inizio sono piccole dosi la cui localizzazione può venire nascosta e dimenticata, ma coll andare del tempo diventano una presenza diffusa e osservabile. A questo punto una sostanza che sia incompatibile col nostro metabolismo può diventare appunto una presenza limite. Questi limiti sono molti e complessi. Quale arriverà per primo ad arrestare la dinamica energetica? Chi studierà questi problemi lo capirà. Tutti gli altri che non vogliono studiare, un giorno o l'altro saranno costretti a vederlo, chissà quando, ma sarà con grande dispiacere e lamentele. La base per capire questi problemi è capire il grande ciclo dell'ecosistema già menzionato. Lasciamo ad ulteriori studi l'analisi di vari possibili scenari riguardanti il destino dell uomo consumatore. 20

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