FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO. Italia In difficoltà, ma regge. Consensus Usa Brutte notizie, ma Wall street non trema

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1 FONDI&SICAV CONOSCERE PER INVESTIRE AL MEGLIO Anno 4 - Numero 32 - Giugno 2011 Italia In difficoltà, ma regge Consensus Usa Brutte notizie, ma Wall street non trema Etf Tutte le novità a piazza Affari

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3 EDITORIALE Focus Italia In piena epoca di globalizzazione, di grande moda dei paesi emergenti o di frontiera, può sembrare anacronistico dedicare la copertina alla nostra Italia. In realtà, se analizziamo dove sono realmente investiti i soldi dei risparmiatori italiani, scopriamo che sono in buona parte concentrati sui titoli di stato nostrani e sulle imprese quotate del nostro paese. Ecco perché ci è sembrato importante focalizzare la nostra attenzione sulle prospettive dei mercati domestici, analizzarne le prospettive e i rischi, cercare di capire se e dove ci siano opportunità da potere cogliere. In un Europa che ormai va a tre velocità, noi ci posizioniamo in quella di mezzo: lontani dai risultati della Germania, ma per fortuna ancora più lontani da quelli di Grecia, Portogallo e dintorni. Il vero rischio è l acuirsi dei problemi dei cosiddetti Pigs, dal momento che poi toccherebbe anche a noi contribuire al loro salvataggio con un costo economico decisamente pesante. Dall analisi emerge qualche spunto interessante per la gestione dei portafogli dei risparmiatori: penso anche che prima di proporre avventure esotiche (pur se molto belle, eccitanti e con enormi prospettive di rendimento nel lungo termine) che però pesano per una parte veramente minima del totale degli investimenti, sia GIUSEPPE RICCARDI fondamentale gestire al meglio la parte centrale dei soldi dei risparmiatori. E per tornare al tema Italia, declinandolo in chiave calcistica, direi che un buon motto potrebbe essere: «Primo non prenderle» e affidarci a un buon catenaccio in difesa e a qualche sano contropiede (e qualche volta ci si vincono anche i mondiali). Non ci sono solo i numeri In questi tempi calamitosi, in cui diversi paesi ci hanno che nel primo trimestre di quest anno è cresciuta dell 1,5%, raggiunto con rapporti debito pubblico/pil intorno al con una media dell Unione Europea dello 0,8%, noi ci dobbiamo accontentare di un modesto 0,1%. Sembrano man- 100%, gira una strana convinzione: che l Italia, che con i debiti dello stato convive da generazioni, sia più adatta di altri a sopravvivere. Come dire: un signore ricco che si trova improvvisamente povero è svantaggiato rispetto a un barbone che ha passato la vita sotto i ponti. Di sicuro il barbone si sa adattare meglio, rispetto a chi ha vissuto comodamente nei quartieri alti della città. Se devo essere sincero questa visione non mi convince molto. Forse, proseguendo nel parallelo, bisognerebbe chiedersi perché il barbone è finito nelle sue condizioni e perché ha passato una vita sotto i ponti. È probabile che chi è stato ricco e capace di costruire una fortuna, anche se l ha persa, abbia le capacità per ricostruirla, ma chi non ha saputo costruire nulla, difficilmente potrà avere l opportunità di diventare competitivo. Essere competitivi sotto i ponti della città a disputarsi un tozzo di pane non appare una grande prospettiva. E se vediamo l Italia qualche problema care idee, iniziative e volontà. La nostra classe dirigente (non solo politica) appare screditata all estero e agli occhi degli italiani. Non è che le classi dirigenti europee e americane siano molto migliori, tutt altro, ma in alcuni paesi c è almeno la volontà di recuperare il gap accumulato, c è la voglia di combattere, a volte anche una sana incazzatura. Qui sembra che ci sia solo rassegnazione: i giovani che studiano e si impegnano pensano che un avvenire lo troveranno solo all estero, i vecchi sperano in una magra pensione. Al di là dei numeri, che sono importantissimi, il vero problema italiano è proprio questo, lo scoramento, la diffidenza verso chiunque proponga dei cambiamenti, l ineluttabilità di tutto. Un esempio su tutti: il Sud fino a qualche anno fa era considerato un opportunità di crescita per il paese, un mercato emergente dietro la porta. Oggi è solo qualcosa da cui separarsi per i più oltranzisti o un buco nero per cui non vale la pena neppure coltivare di questo genere ce l ha. Con una Germania ALESSANDRO SECCIANI la speranza per tutti gli altri. FONDI&SICAV/Giugno

4 Giugno 2011 GIUGNO N 32 SOMMARIO S O M M 8 I portafogli di Mc Gestioni Mese difficile per le azioni in tutto il mondo e netta ripresa dell avversione al rischio. Dati macro peggiori del previsto, i problemi della Grecia, il peggioramento di outlook su molti paesi e il mancato recupero degli emergenti hanno costituito un mix micidiale. Dopo otto mesi è invece risalito l indice delle emissioni governative area euro 18 Italia NON SIAMO I PEGGIORI Il nostro paese, sulla base di un esame razionale dei suoi conti, appare nettamente in difficoltà, ma ha anche qualche buona opportunità. Rispetto ai grandi ammalati dell Eurozona, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, la situazione è certamente migliore, ma preoccupa molto il sistema industriale, che appare sottocapitalizzato e in balia delle banche. La crescita economica, indispensabile in un momento di difficoltà, diventa così quasi impossibile. E c è il pericolo che i problemi si scarichino sulle aziende di credito PROMOTORI & CONSULENTI FONDI&SICAV Gianluca Bisognani di Ubi Banca Pb: «Proteggiamo i patrimoni familiari» Concentrazione Tutti sull 1% dei fondi Consulenza Arrivano i primi risultati positivi Il responsabile del terzo player italiano nel private banking, con circa 36 miliardi in gestione e oltre 63 mila clienti, spiega le strategie della società nel campo della consulenza, dove ha raggiunto una posizione di leadership. «Il servizio Pro-active wealth advisory vanta oggi già 4 miliardi di euro di masse». Molta attenzione anche nella scelta dei banker, che nella maggior parte dei casi vengono reclutati e formati in casa 44 Concentrazione degli investimenti QUELL 1% PIGLIATUTTO 40 Intervista GIANLUCA BISOGNANI DI UBI BANCA PB Secondo una ricerca di Efama, il 71% della raccolta europea si è focalizzato sull 1% dei fondi. A essere beneficiati sono stati soprattutto i prodotti di alta gamma e che rendono di più, anche se c è il timore che spesso a spingere le scelte delle società e dei professionisti siano le mode o interessi di altra natura in conflitto con quelli dei clienti. La maggior parte delle strutture, però, ha organizzato la selezione degli strumenti sulla base di criteri predefiniti Banca Generali Restyling per le unit linked Nonostante siano stati in molti ad avere forti dubbi sulla validità del servizio fee only, diverse società che si sono impegnate in questo campo stanno ottenendo risultati di notevole interesse. Fideuram ha 11 miliardi di masse under advisory, mentre Banca Montepaschi vanta oltre 150 mila clienti che hanno scelto questa formula. Forse è ancora presto per parlare di successo travolgente, ma sicuramente i numeri di crescita sono rilevanti 50 Consulenza E LA NAVE VA 4 FONDI&SICAV/ Giugno 2011

5 GIUGNO N 32 SOMMARIO A R I O Le oscillazioni della moneta verde, i tassi e i rating sono i fattori chiave di cui tenere conto per puntare su questa particolare asset class, che negli ultimi anni non è stata certo scevra di pericoli per il risparmiatore o l investitore istituzionale Obbligazionari area dollaro LE TRE VARIABILI PER INVESTIRE IN US BOND 58 Sono stati recentemente quotati sul mercato italiano diversi strumenti, alcuni dei quali proposti da società che ancora non operavano nel nostro paese. Si va da prodotti a leva mensile ad altri che investono sul mercato dei cambi. Ma c'è anche chi punta sui paesi emergenti più dinamici, sulla Scandinavia e su settori particolarmente promettenti. Con i recenti arrivi sono oltre 500 i tracker a disposizione di risparmiatori e investitori istituzionali Etf CRESCONO LE OPPORTUNITÀ 66 I dati provenienti dagli Stati Uniti sono stati decisamente negativi. La disoccupazione resta forte, il settore manifatturiero sta rallentando con notevole accumulo di scorte e l immobiliare è sempre in pesante recessione. I mercati finanziari ne hanno ampiamente risentito, ma non mancano le mani forti presenti sull azionario. E a sorpresa una rilevazione indica che è fortemente aumentata la propensione al rischio, specialmente a Wall street Consensus Usa BAD NEWS 72 Si tratta di una categoria professionale che nel corso degli anni sta perdendo in maniera costante la capacità di produrre reddito. E di conseguenza, visto che i contributi sono proporzionali alle entrate, è in crisi anche la copertura pensionistica. Soprattutto le giovani generazioni saranno costrette a programmare per tempo il loro futuro e a mettere una notevole percentuale dei loro guadagni in programmi previdenziali alternativi che consentano di mantenere inalterati i livelli di reddito Previdenza architetti e ingegneri SEMPRE PIÙ POVERI 80 3 Editoriale 6 Radar finanziario 14 Notizie in breve 84 My Life, My style Rubriche FONDI&SICAV/ Giugno

6 RADAR Regno Unito, nuovo fondo Thames River Thames River Capital prepara per i primi di giugno il lancio di un nuovo fondo absolute return che investirà nei mercati emergenti globali. Il nuovo veicolo sarà Ucits III e avrà liquidità giornaliera. Italia, Pioneer cresce Unicredit ha annunciato un piano di sviluppo per Pioneer. I ricavi e gli utili sono aumentati del 13% dal 2009, mentre le masse in gestione ammontavano a 187 miliardi di euro nel Inoltre i comparti hanno avuto considerevoli rendimenti. Il piano di sviluppo e i risultati hanno posto fine alle voci di vendita della società di gestione da parte della capogruppo. Stati Uniti, trimestre d oro per BlackRock La società americana BlackRock ha ottenuto un profitto netto di 568 milioni di dollari nel primo trimestre, con un incremento di 145 milioni rispetto all anno precedente. Messico, barriere all entrata Gli esperti del settore finanziario concordano sull esistenza di barriere all entrata in Messico, che impediscono ai fondi di raggiungere il loro pieno potenziale. La ragione non è solo la mancanza della educazione finanziaria, ma anche la mancata presenza di un regolatore. America Latina, investimenti cinesi Gli investimenti cinesi nella regione nel 2010 sono stati di 15 miliardi di dollari secondo il rapporto della Cepal, Commissione economica per America Latina e i Caraibi. I paesi che ne hanno maggiormente beneficiato sono stati Brasile, Argentina e Perù, soprattutto nei settori delle risorse naturali, quali idrocarburi e minerali. 6 FONDI&SICAV/Giugno 2011

7 FINANZIARIO Germania, accordo esclusivo La boutique francese Rothschild & Cie Gesti e Kleinwort Benson investors Dublin ltd. entreranno nel mercato tedesco grazie a un accordo di cooperazione strategico con il distributore Max.xs Financial Services. Giappone, peggiora l outlook Standard & Poor s ha abbassato l outlook sul debito giapponese da stabile a negativo, citando come ragione la spesa che verrà affrontata per la ricostruzione. Purtroppo si stima che, a causa del terremoto, il Giappone avrà un deficit superiore al 3,7% del Pil, livello precedentemente stimato, mentre il rapporto debito/pil potrebbe superare il 200%. Cina, Lcf cresce in Zhonghai Fund Lcf Edmond De Rothschild aumenta la sua posizione nel gestore Zhonghai Fund Management company e la partecipa con il 25% (nel 2008 era al 15,4%). La società cinese possiede vari fondi sia a rendimento fisso sia variabile.

8 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI Giù l equity, su i bond Un anno di DJ Eurostoxx Un anno di S&P500 Confermiamo la fase di mercato delicata già evidenziata nelle settimane precedenti; diversi avvenimenti, finanziari e non, hanno condizionato le scelte di portafoglio degli investitori generando vendite sugli asset più rischiosi, azioni in primis, e acquisti su beni rifugio come le emissioni obbligazionarie governative francesi e tedesche. Segnaliamo inoltre la marcata sottoperformance delle emissioni periferiche in area euro. Mese difficile per le azioni in tutto il mondo e netta ripresa dell avversione al rischio. Dati macro peggiori del previsto, i problemi della Grecia, il peggioramento di outlook su molti paesi e il mancato recupero degli emergenti hanno costituito un mix micidiale. Dopo otto mesi è invece risalito l indice delle emissioni governative area euro L indice azionario globale in valuta locale ha perso a maggio -1,65%, portando il rendimento da inizio anno al 3,45%; torna positivo, dopo otto mesi di segno meno, l indice rappresentativo delle emissioni governative area euro: l 1,19% realizzato a maggio ha consentito di recuperare le perdite da inizio anno, con un rendimento complessivo pari a -0,06%. Il rifugio degli investitori sui titoli tedeschi non è tuttavia un buon segnale per i mercati finanziari, colpiti nell ultimo mese dall arresto, con successiva scarcerazione, del presidente del Fondo monetario internazionale Strauss-Kahn, da dati macro contrastanti nelle economie sviluppate ma in costante peggioramento, dall aggra- varsi della situazione della solvibilità del debito greco, dal peggioramento di outlook sul debito pubblico di Giappone, Italia e Belgio da parte delle principali società di rating e dal mancato recupero dei mercati emergenti, che continuano a soffrire di problemi derivanti dal surriscaldamento dei prezzi. La stagione dei report del 1 trimestre dell anno si è invece conclusa in maniera positiva con risultati in linea, o leggermente superiori, alle attese degli analisti sia in Usa sia in Europa. I settori che hanno sorpreso al rialzo per quanto riguarda le vendite sono stati in Usa in ordine decrescente beni di consumo, risorse di base, tecnologia e finanziari; in Europa molto bene i titoli finanziari, i beni di pubblica utilità, la tecnologia, le risorse di base e i beni di consumo. Repentino, e dovuto in parte alla debolezza dell area euro, è stato il movimento di apprezzamento del dollaro nei confronti dell euro, passato in poche sedute da 1,49 a 1,42. La strategia gestionale tattica sul cambio rimane di coprirne l esposizione. Nell ultimo mese Mc Gestioni ha leggermente ridotto il livello di rischio sui portafogli con l alleggerimento dai comparti azionari Usa e paesi emergenti a vantaggio di una maggiore diversificazione settoriale (farmaceutico e biotecnologie in primis). Non muta la preferenza gestionale per le azioni americane, in particolare large cap value e mid cap. Sull obbligazionario preferenza per le emissioni emergenti. 8 FONDI&SICAV/Giugno 2011

9 Tredici prodotti per attaccare Fondo Tipo Macroarea Area Stile Peso Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur Absolute return Flex Generico Generico 6 Franklin Us Small-Mid Cap Growth Fund I Usd Usd Azionario America Nord America Small Cap 9 Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur Azionario America Nord America Blend 9 Blackrock Pacific Equity Fund A2 $ Acc Usd Azionario Asia Pacifico Blend 5 Bnp Paribas L1 Equity Indonesia Ist Usd Usd Azionario Emergenti Asia Altri 5 Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur Azionario Europa Euro Blend 12 Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur Azionario Europa Globale Blend 6 Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 10 Janus Global Life Sciences I Eur Acc Ist Eur Azionario Settoriale Healthcare Globale 5 Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 8 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 7 Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 12 Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Obbligazionario Inflation linked Europa Generico 6 La visione dinamica Poca euforia Come suddividere i pesi Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Mc Fdf High Yield Eur Janus Global Life Sciences I Eur Acc Ist Eur 7% 8% 5% 12% Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur 10% Il portafoglio è per un investitore dal profilo di rischio medio-alto. L esposizione è 62% sull azionario puro, 14% su absolute return e flessibili e 25% su Oicr obbligazionari. Avevamo già detto nei mesi scorsi che la volatilità sui mercati azionari americani ed europei aveva raggiunto i livelli minimi degli ultimi due anni; il cambiamento di outlook da stabile a negativo su alcuni paesi (compresa l Italia) effettuato dalle agenzie di rating e i problemi sul debito ellenico ne hanno innescato inevitabilmente un aumento. Proprio per contrastare questi effetti (nel passato a ogni aumento di volatilità è sempre corrisposta una fase di ribasso dell equity) abbiamo inserito in portafoglio un comparto in grado di apprezzarsi all aumentare della volatilità. La prudenza in questa fase rimane quindi massima: i mercati azionari non navigano più nell euforia come nel biennio Anche lo scenario macro, che nel recente passato aveva sostenuto al rialzo i mercati azionari, mostra un leggero deterioramento: in Usa il settore industriale resta debole, così come il mercato del lavoro e il comparto immobiliare. In Europa il Pil tedesco all 1,50% ha confermato la stima preliminare e ha rafforzato l egemonia intra area dell economia teutonica (in calo invece l indice Zew di maggio, ovvero peggiorano le aspettative di analisti e addetti ai lavori sulla crescita economica), ma permane debolezza tra gli altri paesi. In Giappone cominciano a farsi sentire pesantemente i danni provocati dallo tsunami di marzo: sono in forte calo il Pil del 1 trimestre (il paese andrà ad affrontare per la seconda volta la recessione in tre anni) e le esportazioni. In termini di portafoglio, tutte queste situazioni appena citate non sembrano impattare sul rally rialzista delle medie capitalizzazioni americane sia a livello globale sia sul mercato locale; positivo l apporto dei settori tecnologico e biotecnologico. La struttura dei tassi d interesse rimane ancora premiante e a supporto per operazioni straordinarie di fusione e acquisizione; gli analisti stimano inoltre il primo rialzo dei tassi d interesse nel 1 trimestre del 2012, allontanando i tempi di exit strategy della Fed. 6% 6% Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur 6% Franklin Us Small-mid Cap Growth Fund I Usd Usd 9% 12% 9% 5% 5% Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur Blackrock Pacific Equity Fund A2 $ Acc Usd Bnp Paribas L1 Equity Indonesia Ist Usd Usd Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur Threadneedle European Quantitative Equities Ie Eur Eur FONDI&SICAV/Giugno

10 I PORTAFOGLI DI MC GESTIONI La visione moderata Mercati nervosi sulle news Come suddividere i pesi Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Mc Fdf High Yield Eur 12% Bnp Paribas L1 Bnd Lng Euro Acc Ist Eur 12% 10% Il portafoglio si rivolge a un investitore dal profilo di rischio medio-alto. L esposizione è al 42% sul comparto azionario, al 48% sul comparto obbligazionario e al 10% sul comparto flessibile e absolute return. Nelle ultime sedute di maggio i mercati azionari, sia sviluppati sia emergenti, hanno provato a reagire alle forti vendite di metà mese, limitando in questo modo le perdite complessive che avevano raggiunto il -3,72%. Sono stati due i fattori determinanti. Da una parte i titoli bancari hanno innescato 8% 6% Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur 4% 6% Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur 10% un movimento di recupero, sospinti da alcune indiscrezioni su possibili facilitazioni derivanti dall applicazione della nuova normativa Basilea 3 e dal probabile aiuto additivo che Ue, Fmi e Bce forniranno alla Grecia nelle prossime settimane. L altro aspetto è la chiusura pressoché definitiva della Germania all utilizzo dell energia nucleare, che ha sospinto al rialzo tutti i titoli legati alle energie rinnovabili, fino a quel momento in forte sofferenza. Tutto ciò per dire che il mercato valuta poco i valori fondamentali Franklin Us Small-mid Cap Growth Fund I Usd Usd 8% 12% 4% Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur Blackrock Pacific Equity Fund A2 $ Acc Usd Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur 8% Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur macro e delle imprese e preferisce muoversi sulla notizia; appare quindi difficile cogliere tempestivamente le dinamiche sopra citate. Un portafoglio bilanciato consente di prevenire questo tipo di situazioni; le perdite realizzate a maggio sui mercati azionari sono state compensate dalla rivalutazione delle emissioni obbligazionarie governative. Il portafoglio bilanciato consente sempre una maggiore stabilità e non lascia l investitore fuori dalle opportunità e dai movimenti rialzisti del mercato azionario. I dubbi sul debito greco, che rimangono vivi, e le notizie provenienti dalle agenzie di rating hanno spinto gli investitori a rifugiarsi su emissioni tedesche e francesi; questi flussi di denaro potrebbero non arrestarsi nel breve. Mostrano un parziale rallentamento le emissioni legate all inflazione che manteniamo in portafoglio: i dati rilasciati sia in Europa sia in Usa ne mostrano effettivamente un assestamento su livelli elevati, ma in diminuzione dai massimi. Crediamo che il miglioramento dell inflazione sia dovuto soprattutto al calo dei prezzi delle materie prime, ma anche questo comparto è soggetto a forte volatilità e speculazione. Dodici prodotti per ogni scenario Fondo Tipo Macroarea Area Stile Peso Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur Absolute return Flex Generico Generico 4 Franklin Us Small-Mid Cap Growth Fund I Usd Usd Azionario America Nord America Small Cap 10 Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur Azionario America Nord America Blend 8 Blackrock Pacific Equity Fund A2 $ Acc Usd Azionario Asia Pacifico Blend 4 Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur Azionario Europa Euro Blend 12 Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 8 Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 6 Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur Obbligazionario Corporate Europa Generico 6 Bnp Paribas L1 Bnd Lng Euro Acc Ist Eur Obbligazionario Diversificati Europa Long term 10 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 12 Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 12 Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Obbligazionario Inflation linked Europa Generico 8 10 FONDI&SICAV/Giugno 2011

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12 Dodici prodotti per difendersi Fondo Tipo Macroarea Area Stile Peso Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur Absolute return Flex Generico Generico 5 Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur Azionario America Nord America Blend 11 Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur Azionario Europa Euro Blend 8 Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur Azionario Mondiale Globale Blend 6 Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Flessibile Mondiale Generico Generico 5 Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur Obbligazionario Corporate Europa Generico 8 Bnp Paribas L1 Bnd Lng Euro Acc Ist Eur Obbligazionario Diversificati Europa Long term 10 Mc Fdf High Yield Eur Obbligazionario Emergenti Globale Generico 12 Sungear Euro Bond Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 10 Threadneedle European High Yield Bond Fund Acc Ist Eur Obbligazionario HY Europa Generico 6 Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Obbligazionario Inflation linked Europa Generico 10 Dexia Bonds Euro Government Acc Ist Eur Obbligazionario Governativo Europa Generico 9 La visione prudente Deboli i titoli di stato italiani Come suddividere i pesi Threadneedle European High Yield Bond Fund Acc Ist Eur Dexia Bonds Euro Government Acc Ist Eur Etf Lyxor Euromts Inflation Linked Eur Sungear Euro Bond Acc Ist Eur 6% 10% 10% Il portafoglio è per un investitore dal profilo di rischio medio-basso. L esposizione è al 75% sull obbligazionario e flessibile a gestione attiva della duration con il rimanente 25% sull azionario diversificato. Da molti ritenuto come una sorta di termometro del rischio, il comparto obbligazionario governativo sta viaggiando a tutti gli effetti a doppia velocità: continuano gli acquisti sulle emissioni tedesche e francesi, mentre si registrano vendite e sbalzi di volatilità sulle emissioni periferiche (greche, spagnole, portoghesi e italiane). Gli spread sul Bund delle emissioni greche 12% 9% 10% 8% hanno raggiunto i massimi nel corso del mese. Deboli anche i Cct italiani, impattati dal rischio paese in aumento. La bassa crescita economica e l instabilità politica hanno indotto la società di rating S&P a modificare l outlook sul debito a lungo termine italiano da stabile a negativo. Così come per gli Usa, anche per l Italia vi è una probalità su tre che nei prossimi due anni il debito pubblico possa subire un declassamento. Il provvedimento ha colto di sorpresa la comunità finanziaria, anche in ragione di un rapporto deficit/pil migliore di diversi stati dell Eurozona e di una dinamica debito/pil più Caf Volatility Euro Equities Eur Acc Ist Eur 5% 11% Morgan Stanley Us Advantage Hedged Share Class Fund Acc Ist Eur 5% 8% 6% Credit Suisse Equity Fund (Lux) Small And Mid Cap Germany I Ist Eur Lemanik Sicav - Mc Wld Port Eqs Cap Ist Eur Acc Eur Mc Fdf Flex Medium Volatility Eur Etf Ishares I Boxx E Liquid Corporates Eur rassicurante, rispetto a paesi considerati nell occhio del ciclone. L Italia non era stata colpita nei precedenti mesi da attacchi speculativi e le sue emissioni avevano sempre mantenuto solide valutazioni. Questa situazione potrebbe portare a una maggiore volatilità degli spread e dei titoli stessi; precauzionalmente le emissioni italiane sono state alleggerite in portafoglio. Il Jpm Emu, nella sua totalità, sta comunque rimbalzando; dopo otto mesi di ribassi ha messo a segno +1,19%. La situazione rimane invece veramente critica nelle aree periferiche e, sebbene il parlamento finlandese abbia approvato la partecipazione del paese al pacchetto finanziario Ue/Fmi da 78 miliardi di euro di aiuti da destinare al Portogallo, non appare ancora certa la politica che verrà messa in atto dalla Bce per la gestione del debito greco. Nel frattempo si rincorrono le voci di un nuovo pacchetto di aiuti proveniente da Ue, Bce e Fmi per il salvataggio della Grecia. Tra i comparti rischiosi manteniamo neutrale la posizione sulle emissioni high yield e corporate; positiva invece la view sulle emissioni dei paesi emergenti e quelle legate all inflazione. Mc Fdf High Yield Eur Bnp Paribas L1 Bnd Lng Euro Acc Ist Eur 12 FONDI&SICAV/Giugno 2011

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14 NOTIZIE IN BREVE Fmi Assalto dai Bric L o scopo del Fmi è assicurare la stabilità del sistema monetario internazionale. Per mantenere il sistema funzionante ed evitare il contagio dei problemi, il Fondo concede prestiti ai paesi che non possono pagare con certezza i rispettivi debiti. L aiuto concesso non è gratuito. Il Portogallo, per esempio, dovrà corrispondere un tasso del 3,35% per i primi tre anni e del 4,25% a partire dal quarto per il prestito di più di 26 miliardi di euro. Oltre al pagamento degli interessi, il Fondo impone l adozione di una serie di misure fiscali ai paesi. L obiettivo è migliorare la situazione finanziaria dei destinatari degli aiuti affinché possano trasformarsi in pagatori sicuri nel futuro. Per il Portogallo, le richieste dell Fmi si sono concentrate sulla privatizzazione di imprese, il licenziamento di funzionari e la riduzione degli investimenti statali. I voti necessari per approvare o rifiutare un prestito sono determinati da una complessa formula che usa il numero di quote e variabili come il Pil, il grado di apertura economica e le riserve internazionali dei paesi membri. Ristrutturazione debito greco Gli esempi argentino e uruguayano Gli Stati Uniti sono il paese con più potere (16,48% dei voti), seguiti da Giappone (6,13%), Cina (6,02%), Germania (5,3%), Regno Unito (4,02%) e Francia (4,02%). Con il 16,48% dei voti, gli Usa sono l unico paese che ha il potere di rifiutare la concessione di un prestito del Fondo. Il gruppo di paesi emergenti conosciuto come Bric (Brasile, Russia, India e Cina) ha cercato nel 2010 di aumentare la propria partecipazione congiunta fino al 15% e di avere lo stesso potere degli Usa, ma il peso del gruppo si limita (per ora) al 13,5% dei voti e continua a non avere la possibilità di porre un veto alle operazioni. Nessuno lo ammette, ma c è un accordo tacito tra gli europei e gli Usa, valido a partire dagli anni 40, per dividersi l esercizio del potere al Fmi e alla Banca mondiale. Fino a questo momento, i dieci direttori del Fondo sono stati tutti europei, mentre nella Banca Mondiale i dieci presidenti nominati a partire dalla sua fondazione sono stati tutti statunitensi. Ma dopo l uscita di scena di Dominique Strauss Kahn, i Bric daranno un nuovo assalto al dominio incontrastato del tandem Usa-Europa e non è affatto detto che il prossimo direttore generale sia un europeo. Una possibile ristrutturazione del debito volteggia sulla Grecia. Anche se la Bce e la Commissione Europea la considerano inaccettabile, alcuni analisti sostengono che sia inevitabile. La ristrutturazione del debito, che tante tensioni sta generando attualmente, è stata utilizzata con una certa frequenza durante l ultimo decennio e Uruguay e Argentina hanno utilizzato questa via d uscita con successo. Vediamo come. Nel 2003, l Uruguay optò per una ristrutturazione preventiva del suo debito che si basò sull allungamento delle scadenze dei suoi titoli di stato. Ai possessori di bond venne offerta la possibilità di scegliere tra due opzioni: la prima consisteva nella possibilità di scambiare i bond in portafoglio con nuove obbligazioni caratterizzate da una cedola similare, ma con scadenze più lunghe rispetto all originale (in generale, cinque anni in più). In alcuni casi la combinazione offerta prevedeva la sottoscrizione di un titolo trentennale destinato a capitalizzare parte degli interessi ricevuti nel corso dei primi quattro anni. La seconda offriva agli investitori la possibilità di abbracciare un opzione denominata bond di riferimento, caratterizzato da scadenze più lunghe rispetto a quelle previste dalla prima opzione, ma che, a differenza della prima, garantiva un livello di liquidità più elevato. L operazione argentina del 2005, invece, portò alla ristrutturazione di 62 miliardi di dollari su un debito complessivo di 81,8 miliardi. Venne applicato un taglio compreso tra il 64% e l 82%. Pertanto, i 62,5 miliardi si sono trasformati in 35,3 di nuovo valore nominale. Questi 35,3 miliardi sono stati scambiati con tre differenti emissioni: 15 miliardi in titoli Par ; 11,9 in titoli 'discount' e 24,3 miliardi di pesos argentini (equivalenti a 8,3 miliardi di dollari) in titoli quasi par. Il taglio medio apportato al valore nominale si attestò tra il 71% e il 75%. 14 FONDI&SICAV/Giugno 2011

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16 NOTIZIE IN BREVE Wall street Sempre più cinese Sbarco cinese a Wall street, fino al punto che un Ipo su quattro tra quelle portate a termine sul listino Usa ha avuto come protagonista una società cinese. L ultima a fare il salto è stata l automaker Zenix Auto. Nell indice Nasdaq le società cinesi superano in numero quelle israeliane, il paese straniero che ha il maggior peso all interno dell indice dei titoli tecnologici. Il Nyse ha registrato 99 debutti in borsa nel 2010: 22 di questi sono stati di società cinesi. Mai in passato si era materializzata un ondata simile (il record era del 2007 con 17 Ipo). Il nuovo record affonda le sue radici nell interesse degli investitori Usa per le azioni dei paesi emergenti. Le vere protagoniste dell ondata arrivata da Pechino sono le aziende tecnologiche, culminata con l arrivo a New York di Youku (la Youtube cinese) e Dangdang (il clone di Amazon). Turchia I perché di un boom T utti gli investitori con un esposizione sul mercato turco nel 2010 hanno ottenuto ottime performance, tra le migliori dei mercati emergenti. Solo lo scorso anno l indice azionario di Istambul, l Ise National 100, ha registrato un incremento del 32,3% (in euro). Quest anno, tuttavia, le azioni turche hanno perso circa il 5% da gennaio (al 26 maggio 2011). «Anche se sono pochi i mercati emergenti che hanno fatto peggio della Turchia nel 2011, sono molti i fattori che puntano a una continuazione del successo della Turchia nel medio e lungo termine», spiega Gregor Holek, gestore emerging markets ed esperto del mercato turco di Raiffeisen Capital Management. «La Turchia è una delle economie europee che crescono più rapidamente. Nel 2010, la crescita economica ha generato un espansione del 9,2% del Pil e per il 2011 prevediamo una crescita di circa il 5%». Tra i fattori cruciali a supporto della sesta economia d Europa, si contano l incremento dei salari e il conseguente aumento dei consumi interni tra i più giovani (73,5 Nel ricordo di tutti resta, invece, seppure lontana, la spettacolare Ipo di Baidu, il Google asiatico che debuttò a New York nell agosto del 2005 con una quotazione iniziale di 27 dollari, un apertura a 60 e una chiusura del primo giorno di negoziazione a 124 dollari. Ad aprile del 2005 toccò quota 150. Nello stesso periodo, l indice S&P 500 seguì un andamento piatto. Youku si è impennata del 160% il primo giorno di negoziazioni lo scorso dicembre. Tuttavia, le fiammate iniziali non sono state foriere di grandi performance nel medio termine. Il titolo Baidu ha sperimentato saliscendi degni delle più ripide montagne russe, chiudendo il primo semestre in calo del 60%, rispetto ai massimi della prima giornata di contrattazioni. La Cina è una miniera per le società tecnologiche in virtù del potenziale pubblicitario e del crescente appetito per i consumi dei suoi 457 milioni di utenti internet. Una cifra che Boston Consulting Group prevede che potrebbe arrivare a 700 milioni entro il milioni nel 2010). Il reddito pro-capite ha superato il livello dei 10 mila dollari, che è una soglia cruciale nei mercati emergenti. Inoltre i livelli del debito pubblico sono in declino e l obiettivo di deficit di bilancio per il 2011 è solo del 2,8%. Gli sviluppi positivi sono sostenuti dai ricavi derivanti dalle privatizzazioni e dagli investimenti stranieri, che hanno continuato a crescere con costanza dal Nel contempo, la Turchia sta affrontando un inflazione crescente (in parte dovuta all incremento dei prezzi delle commodity). «Anche se il tasso d inflazione annuale oggi si trova su una curva discendente, per i prossimi mesi c è ancora il rischio di un brusco rialzo dell inflazione. La dipendenza della Turchia dall importazione di materie prime e la robusta domanda interna continuano a essere fattori che rappresentano un rischio per la stabilità di lungo termine», ha commentato Holek. La lira turca continua a essere la valuta più debole della regione, situazione che sta bene alla banca centrale del paese. Dopo la Russia, la Turchia è il mercato azionario più importante della regione. I volumi giornalieri scambiati sulla borsa locale si aggirano tra uno e 2 miliardi di dollari. 16 FONDI&SICAV/Giugno 2011

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18 ITALIA PIÙ VICINI ALLA GERMANIA O ALLA PERIFERIA EUROPEA? Non siamo i peggiori di Luca Brambilla Qual è la vera situazione dell Italia? È una domanda che sentiamo porre quasi in continuazione, soprattutto in questi tempi calamitosi in cui si parla di default di interi stati. L Italia è più Il nostro paese, sulla base di un esame razionale dei suoi conti, appare nettamente in difficoltà, ma ha anche qualche buona opportunità. Rispetto ai grandi ammalati dell Eurozona, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, la situazione è certamente migliore, ma preoccupa molto il sistema industriale, che appare sottocapitalizzato e in balìa delle banche. La crescita economica, indispensabile in un momento di crisi, diventa così quasi impossibile. E c è il pericolo che i problemi si scarichino sulle aziende di credito vicina alla virtuosa e quasi onnipotente Germania o è un paese Pig, appartenente cioè alla periferia europea più in difficoltà? Su questo punto le risposte molto raramente sono razionali e oscillano fra un ottimismo di maniera di chi ritiene che l attuale governo italiano sia il migliore dall unità d Italia in poi e chi pensa con un simmetrico pessimismo che ci troviamo di fronte a una classe dirigente tutta da buttare. Con l aiuto di una tabella pubblicata da El Pais di Madrid e ripubblicata in Italia dal Sole-24 ore, Fondi&Sicav ha cercato di dare una risposta basata su numeri e cifre. E soprattutto l Italia è stata messa a confronto con le realtà più in difficoltà dell Eurozona. Ne risulta che la situazione del nostro paese certamente non è allegra, ma nemmeno disperata. 18 FONDI&SICAV/Giugno 2011

19 INVESTIRE IN CINA Italia Problemi soprattutto dal sistema produttivo Il nostro paese, in sede di G20 e di Ue, ha enfatizzato il basso livello di debito privato come garanzia implicita della nostra solvibilità. Osservando i dati che seguono, non si direbbe proprio. L argomentazione governativa sostiene che il nostro debito pubblico è sostenibile perché esiste un forte risparmio privato, che si esprime sia in un elevata percentuale di possesso domestico dei nostri titoli di stato, sia in un elevata ricchezza immobiliare. La prima affermazione è fuorviante. La percentuale di debito pubblico detenuto da non residenti è del 47%, poco meno della metà, a fronte di un 53% nel caso della Germania e di un 50% nel caso della Spagna. Nessuna diversità italiana, quindi: se i non residenti decidessero di smettere di comprare in asta i nostri titoli di stato, avremmo seri problemi. Che tuttavia potremmo contenere con una bella patrimoniale straordinaria sugli immobili, visto che in quell ambito siamo effettivamente messi bene, avendo un patrimonio immobiliare netto ( Debito immobiliare netto ) pari a un mirabolante 178% del Pil. Ma i dolori sorgono quando si tratta del debito delle imprese non finanziarie, cioè del nostro sistema produttivo. Sappiamo da tempo che le nostre imprese sono mediamente piccole e poco capitalizzate. Ciò si conferma osservando il dato Debito lordo delle società non finanziarie, pari al 119% del Pil, ma soprattutto Debito sul patrimonio delle società non finanziarie, pari al 135% del Pil. Che cosa L indebitamento dei paesi europei In percentuale del Pil 2010 Debito pubblico lordo Debito pubblico netto Saldo primario Debito immobiliare lordo Debito immobiliare netto Debito lordo delle società non finanziarie Debito sul patrimonio delle società non finanziarie Debito lordo società finanziarie Debito lordo estero dell economia Debito estero pubblico Fonte: El Pais Zona euro Francia Germania Grecia Irlanda Italia Portogallo Spagna 87,0 significa quest ultima voce? Essenzialmente che le nostre imprese sono sottocapitalizzate. E quindi, quali problemi implica tutto ciò? Problemi in capo al sistema bancario. Al peggiorare della congiuntura le perdite d impresa 88,0 80,0 152,0 114,0 120,0 91,0 64,0 67,0 78,0 55,0 SD 95,0 101,0 86,0 53,0-1,8-3,5-0,3-0,9-7,5 0,2-1,6-4,6 72,0 69,0 62,0 68,0 129,0 50,0 103,0 90,0-129,0-131,0-130,0-56,0-60,0-178,0-126,0-74,0 142,0 157,0 69,0 71,0 278,0 119,0 154,0 205,0 106,0 76,0 105,0 218,0 113,0 135,0 145,0 152,0 148,0 148,0 95,0 21,0 664,0 99,0 65,0 113,0 274,0 254,0 181,0 194, ,0 153,0 293,0 215,0 29,0 64,0 53,0 61,0 59,0 47,0 57,0 50,0 Indebitamento alto Indebitamento medio Indebitamento basso FONDI&SICAV/Giugno

20 ITALIA PIÙ VICINI ALLA GERMANIA O ALLA PERIFERIA EUROPEA? finiscono con l intaccarne il patrimonio. La difficile reperibilità di mezzi propri, spesso legati all assetto proprietario familiare, spinge le imprese in condizioni di dissesto, mettendo a rischio il rientro dei crediti erogati dalle banche. Tracce di questa sofferenza sistemica si ritrovano in iniziative come la moratoria sui crediti delle Pmi, di recente prorogata dall Abi, e dallo stock delle sofferenze bancarie. Quindi, riepilogando: la sottocapitalizzazione del sistema delle imprese implica un elevato ricorso al credito bancario, che pone problemi di rientro dei prestiti erogati dagli istituti di credito, che, oltre dati livelli, determina necessità di ricapitalizzare le banche, come di fatto sta avvenendo. Il sistema creditizio italiano, sopravvissuto senza interventi pubblici di sostegno alla crisi finanziaria, rischia così di entrare in crisi per la ormai cronica debolezza economica del paese, per gli effetti differiti della crisi sul sistema produttivo e per alcune irrisolte debolezze strutturali del settore. Spagna Quella voragine delle regioni autonome Secondo gli ultimi dati della Banca centrale spagnola, al debito statale di 488 miliardi di euro si sommano 115 miliardi delle 17 regioni autonome e 35 miliardi di debito di province e municipalità. L aspetto più inquietante è la progressione del debito delle regioni, che dal 2008 è praticamente raddoppiato. Negli ultimi 25 anni, inoltre, il debito dei governi locali è aumentato di 20 volte e la sua incidenza, rispetto al Pil, è passata dal 2,7% del 1984 al 14,2% del È evidente che i conti non tornano, perché una simile progressione del debito durante il periodo di maggiore crescita dell economia spagnola degli ultimi 35 anni è semplicemente sconcertante. A meno di essere maliziosi e balzare alla conclusione che le autonomie locali spinte e un certo tipo di federalismo sono la ricetta sicura per la rovina della finanza pubblica. Mentre il ministro delle Finanze di Madrid, Elena Salgado, tenta disperatamente e vanamente di convincere le regioni a mantenere un rapporto deficit-pil per il 2011 non superiore all 1,3%, le associazioni imprenditoriali chiedono la fine del lassismo fiscale indotto dalle autonomie locali, la fine della sovrapposizione di responsabilità tra i vari livelli dell amministrazione pubblica spagnola e una semplificazione del costoso sistema regolatorio. Senza contare che municipalità appaiono eccessive e dovrebbero essere sfoltite. Municipalità e regioni incidono per circa la metà della spesa pubblica totale, con l amministrazione centrale che rappresenta il 20% e la sicurezza sociale il restante 30%. Dal 1982, la spesa regionale sul totale è decuplicata, mentre quella centrale si è dimezzata. Nuovi scheletri nell armadio dei conti pubblici potrebbero poi provenire dai conti delle aziende a controllo pubblico locale, entità locali e regionali il cui debito resta fuori bilancio rispetto agli enti locali e che dovrebbe attestarsi intorno a 26 miliardi di euro. In più, un po come succede in Italia, le aziende farmaceutiche fornitrici degli ospedali pubblici vantano un credito di circa 4 miliardi di euro. Non sorprende, quindi, che i mercati considerino molto più rischiosi, in termini di merito di credito, gli enti locali. Secondo gli ultimi dati, il premio al rischio su debiti emessi dalle regioni spagnole oscilla tra i 350 e i 450 punti-base rispetto al Bund decennale tedesco, una misura all incirca doppia rispetto a quella pagata dai Bonos del governo centrale. 20 FONDI&SICAV/Giugno 2011

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