La didattica personalizzata: utopia o realtà?

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1 La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se la qualità è positiva ne beneficiano direttamente tutti quelli che hanno contribuito alla sua costruzione: tutti gli insegnanti, tutti gli alunni, i familiari, l organizzazione scolastica nel suo complesso. Dario Ianes, Didattica speciale per l integrazione

2 I CARE COME.IL MOTTO DI DON MILANI Su una parete di una scuola c'è scritto grande "I care". E il motto intraducibile dei giovani americani migliori. "Me ne importa, mi sta a cuore". E il contrario esatto del motto fascista "Me ne frego". (Don Milani, lettera ai giudici, 1965)

3 L eredità di DON MILANI Al tornitore non si permette di consegnare solo i pezzi che son riusciti. Altrimenti non farebbe nulla per farli riuscire tutti. Voi invece sapete di poter scartare i pezzi a vostro piacimento. Perciò vi contentate di controllare quello che riesce da sé per cause estranee alla scuola Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non èpiùscuola. Tutti possono imparare, occorre scommettere sulla capacità di tutti di imparare.

4 LA SCOMMESSA DELL INTEGRAZIONE Una scuola che riesce ad assicurare una risposta qualitativa al problema degli alunni in difficoltà, cioè una reale integrazione, sarà una scuola di qualità per tutti, perché una scuola inclusiva è una scuola che pone al centro i bisogni del soggetto, l apprendimento anziché l insegnamento, èuna scuola che dà tempo, che vede le cose in tempi lunghi, che scommette sulla capacità di tutti di imparare.

5 Domande chiave per una didattica inclusiva C è integrazione fra insegnanti di classe e di sostegno? Il concetto di diversabilità viene vissuto e praticato come differenziazione o come integrazione?

6 Integrazione e/o individualizzazione?

7 LA DIDATTICA SPECIALE Potremmo dunque convenire che la didattica speciale è solo una delle molteplici declinazioni possibili di quella didattica personalizzata e individualizzata che viene caldamente raccomandata dal MPI che suggerisce alle scuole: l adozione di interventi finalizzati alla prevenzione e al contrasto degli insuccessi scolastici attraverso la flessibilità e l individualizzazione della didattica, anche al fine di ridurre il fenomeno delle ripetenze (Cfr. Finanziaria 2007, art. 605, c. a) Questa indicazione non è rivolta ai soli insegnanti di sostegno, che da sempre operano sulla base questi principi, ma soprattutto agli insegnanti curricolari perché: La programmazione, anche quella differenziata per gli allievi certificati, è compito di tutto il consiglio di classe non solo sulla carta ma nei fatti. In presenza di disturbi non più certificabili (DSA) bisogna che tutti i docenti curricolari declinino al particolare la didattica generale.

8 LA DIDATTICA DI QUALITA Una didattica di qualità per tutti dovrebbe quindi porsi come obiettivo permanente: Conoscere, riconoscere, cercare, valorizzare e comprendere le differenze individuali. Definire un percorso appropriato e sensato di obiettivi individuati su misura: questo vale per i certificati e per tutti quelli con particolari difficoltà rilevate ma non certificate o certificabili (es. i DSA da adesso in poi). Efficacia cognitiva: far capire e stimolare l apprendimento, ad es. nei deficit cognitivi. Efficacia relazionale: aiutare l alunno a superare i comportamenti problema sostituendoli con altri più positivi. Valorizzare la classe come risorsa: stimolare e privilegiare la collaborazione e la cooperazione tra compagni.

9 La classe, anche la più problematica, va considerata con convinzione una risorsa, infatti: Da L.S. Vygotskij in poi la psicologia sottolinea il ruolo fondamentale dell apprendimento cooperativo e che la conoscenza si costruisca all interno della dimensione sociale. L esempio dei compagni (tutoring, modelling) maggiormente dotati è inoltre più efficace di molte parole dell insegnante perché tra pari si usano categorie di pensiero simili. Questo è un principio che è valido per tutti: dalla cooperazione non trae vantaggi solo il diversamente abile ma anche chi ha difficoltà nell apprendimento o chi eccelle. Perché la diversità, qualsiasi sia, non impoverisce ma arricchisce l orizzonte cognitivo e umano di ciascuno di noi.

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15 E dopo la scuola? Analisi delle offerte del territorio

16 Accesso pubblico impiego Ricordiamo che per accedere ad un pubblico impiego e ad imprese private gli alunni con disabilità superiore al 46% e certificazione della 104 possono essere inseriti nelle liste del Collocamento Mirato(Leggen.68/99). Un disabile è, però, sempre visto come un peso dalle aziende, un peso ineluttabile vista l'obbligatorietà dell'assunzione di persone disabili sancita dalla Legge 68/99. Tale legge ha apportato indubbi vantaggi a categorie di fatto escluse dal mondo del lavoro,tuttavia ha forse peggiorato questo diffuso pregiudizio degli imprenditori La legge 68/99 ha rappresentato un vero passo avanti, ma continua ad avere delle difficoltà di attuazione. Il problema più grave èdato dalla mancanza di un coordinamento, ovvero di una collaborazione tra soggetti pubblici e privati al fine di raggiungere lo scopo comune, ovvero l'inserimento delle categorie deboli nel mondo del lavoro. Per le persone che non sono inseribili in azienda è possibile proporre l inserimento in cooperative con modalità lavorative adatte a soggetti medio gravi e chiedere commesse alle aziende del lavoro".

17 Idee e proposte operative All inizio abbiamo affermato che c è diffidenza nell'assumere persone disabili, quindi ci siamo chiesti: come risolvere un pregiudizio tanto diffuso quanto immotivato? Una possibile soluzione è far sperimentare alle aziende le capacità di lavoratori, "disabili" soltanto di nome sperimentando forme di lavoro "temporaneo" che permettano agli imprenditori di testare le abilità dei neo assunti (lavoro interinale, stage, tirocinio associato, ove necessario, a un adeguato percorso formativo in grado di sviluppare le competenze necessarie allo svolgimento delle varie mansioni). Ad esempio una buona prassi sperimentata dalla nostra scuola è stata lo stage, che permette un primo confronto con la realtà esterna ed una prima verifica delle competenze acquisite a scuola. È un esperienza lavorativa protetta che permette di costruire un ponte tra realtà fuori e dentro le istituzioni scolastiche.

18 Una via, non difficilmente applicabile Per facilitare l'ingresso dei disabili nel mondo del lavoro, anche se rimangono ancora alcune problematicità da risolvere : 1) la continuità didattica degli insegnanti di sostegno; 2) l integrazione tra il sistema scolastico, i soggetti istituzionali e la famiglia; 3) la reazione ed il consolidamento di servizi in rete tra le scuole.

19 PROGETTI LABORATORIALI

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21 TEATRO A SCUOLA

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23 FARE TEATRO Il testo teatrale è infatti un' attivitàdi carattere multidisciplinare che utilizza gli strumenti di materie quali la lingua italiana e straniera, il disegno tecnico, la storia, la geografia, la matematica, il diritto, l'educazione fisica ecc, e stimola gli alunni al raggiungimento delle competenze trasversali

24 EDUCAZIONE FISICA E H. L'educazione fisica, centrata sulla dimensione del corpo, favorisce l'incontro dell'altro attraverso il contatto fisico e la reciproca percezione, i percorsi della comunicazione, della relazione e dell'esperienza. L Educazione Fisica perciò favorirà nella logica dell educazione permanente una maggiore consapevolezza del proprio sé e del rapporto di questo con l ambiente. Inoltre, poiché il movimento èuno dei linguaggi,attraverso il quale l uomo esprime il suo mondo interiore ed entra in rapporto con gli altri, tale linguaggio potrà essere utilizzato per consentire all alunno l esplorazione e la valorizzazione di tutti i mezzi di espressione e di interrelazione.. Educare il corpo attraverso il movimento significa aiutare la persona a farsi carico della propria motricità sapendola gestire e modulare anche in relazione alle proprie emozioni e tensioni: ciò porta ad acquisire una maggiore disponibilità corporea, che in situazioni particolari, si traduce anche in un miglioramento dell attenzione. Quindi gli obiettivi finali da perseguire risultano essere l autonomia personale e sociale, la fiducia in sé stessi e l autostima, l indipendenza

25 EDUCAZIONE ALLA CREATIVITA E ALLA ESPRESSIVITA

26 Documentazione fotografica di alcune fasi dell attività. eparazione della pasta di sale lorata con tempera e stampo lle decorazioni con gli stampini biscotti: anche chi ha scarsa nualità riesce a produrre un getto gradevole. Inoltre i costi no contenuti.

27 Decorazione del fondale del cielo per il presep pennello viene usata una spugna. In questo m scarsa manualità può ottenere un risultato ac utilizza strumenti diversi da quelli dei compag

28 personaggi del presepe izione dei modelli e la scelta abiti. Ciascun allievo può un personaggio o animale.

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30 Particolare del presepe realizzato Da studenti di una classe insieme all allievo diversamente abile ed esposto nel corridoio della scuola.

31 Lavorazione della cartapesta per realizzare maschere di carnevale

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