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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA Facoltà di Ingegneria Sede di Modena Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica Installazione di Linux: guida passo-passo e confronto delle distribuzioni più comuni Relatore: Chiar.mo Prof. Letizia Leonardi Elaborato di Laurea di: Hosseini Peiman Anno Accademico

2 Ringraziamenti Vorrei ringraziare innanzitutto i miei genitori che mi hanno permesso di intraprendere la mia carriera universitaria in serenità, credendo sempre in me e spronandomi perché dessi il cento per cento. Ringrazio mia sorella per essermi stata vicino e le auguro di passare al meglio l esame di terza media che dovrà affrontare questa estate. Ringrazio i miei amici più cari Pigo, Abba, Massa, Zanna e Biagio per avermi regalato tanti piccoli momenti di serenità e allegria grazie a voi non mi sono mai sentito solo un istante! Ringrazio il mio Maestro Fede e il mio allenatore Stefano per avermi insegnato ad aprire la mente e andare oltre i miei limiti, ringrazio inoltre tutti i miei compagni di allenamento della Tribe Jiu Jitsu: Cri, Giusep, Neo, Mezzochilo, Mario the Centurion, Daniele, Gianfranco, Dimitri, grazie a tutti amici! Viva la Familia sempre! Ringrazio tutti miei compagni di studio della BSI: Bacci, Varo, Vic, Leti, Ila, Vale, Piccio, Emilio, Sanga, è grazie a voi se ogni mattina ho voglia di venire a Modena. Un ringraziamento speciale a colei che mi ha fatto provare emozioni bellissime e indimenticabili, grazie Giulia, sei per me una persona speciale! grazie a tutti di cuore 2

3 Indice Ringraziamenti... 2 Indice... 3 Indice delle figure... 4 INTRODUZIONE PER INIZIARE Dove Procurarsi le distribuzioni Come verificare che le versioni scaricate non siano rovinate Come masterizzare i file immagine INSTALLAZIONE DI SLACKWARE LINUX INSTALLAZIONE DI FEDORA CORE INSTALLAZIONE DI MANDRIVA 2006 FREE EDITION INSTALLAZIONE DI SUSE CONFRONTO DELLE DISTRIBUZIONI ANALIZZATE Slackware Fedora Core Mandriva Suse Tabella riassuntiva di confronto delle installazioni GLOSSARIO CONCLUSIONI

4 Indice delle figure Figura prompt di installazione di Slackware Figura schermata di root di Slackware Figura Fdisk, utility di partizionamento dischi Figura lista dei comandi di Fdisk Figura tabella delle partizioni di Fdisk Figura Fdisk, creare una nuova partizione Figura Fdisk, creazione partizione primaria Figura Fdisk, creazione partizione da 1 Gbyte Figura Fdisk, creazione partizione estesa Figura Fdisk, creazione delle partizioni logiche Figura Fdisk, modifica Id number Figura Fdisk, partizione /usr da 8 Gbyte Figura Fdisk, partizione per /opt di 2 Gbyte Figura Fdisk, partizione /home Figura Avviso di errore durante il salvataggio della tabella delle partizioni Figura schermata iniziale di Setup di Slackware Figura sezione di ADDSWAP del Setup Figura selezionare la partizione di root (/) Figura schermata di selezione del tipo di formattazione (rapida o lenta) Figura scelta del filesystem Figura selezionare la densità degli inode del filesystem Figura formattazione di /usr Figura Destinazione di mounting per la partizione da 8 Gbyte Figura selezione della partizione per /opt Figura scelta della partizione per /home Figura sommario delle formattazioni Figura scelta della sorgente dei file di installazione Figura scelta dei pacchetti da installare Figura scelta della modalità di prompting dell'installazione Figura installazione dei pacchetti in corso Figura scelta del kernel Figura scelta del kernel dalla lista Figura creazione del disco d'avvio di emergenza Figura configurazione del modem Figura configurazione periferiche hotplug Figura configurazione di LILO Figura scelta della modalità di visualizzazione Figura scelta dei parametri extra da passare a LILO Figura scelta della destinazione di installazione di LILO Figura scelta del tipo di mouse Figura attivazione del GPM Figura network hostname Figura scelta del domain name Figura 2.44 scelta del tipo di assegnazione dell IP Figura inserimente dell' hostname per il DHCP server Figura configurazione dell'adattatore di rete Figura adattatore di rete trovato (probe) Figura finestra di riepilogo delle impostazione dell'adattatore di rete Figura inserire l'indirizzo del vostro IP statico Figura inserire il subnet mask Figura inserimento dell'indirizzo di Gateway Figura inserimento del DNS primario

5 Figura finestra di riepilogo delle impostazioni di rete Figura 2.54 scelta dei servizi da caricare all'avvio Figura impostazione dell'orologio di sistema Figura scelta del fuso orario Figura scelta del desktop manager Figura impostazione della password di root Figura utility di setup, installazione conclusa Figura schermata di boot del primo CD di Fedora Core Figura testing del supporto di installazione Figura finestra di benvenuto dell'installazione di Fedora Core Figura scelta della lingua di installazione Figura scelta del tipo di installazione Figura scelta del tipo di partizione Figura finestra di conferma del partizionamento automatico Figura selezione del tipo di partizionamento automatico Figura come viene allocato lo spazio su disco nel caso di partizionamento automatico Figura partizionamento manuale Figura creazione della partizione /boot Figura creazione della partizione di root Figura creazione della partizione di swap Figura tabella riassuntiva per il partizionamento manuale Figura configurazione del boot loader Figura configurazione della rete Figura configurazione della sicurezza Figura selezione della lingua di default Figura scelta della password di root Figura selezione dei pacchetti da installare Figura installazione terminata Figura schermata di benvenuto Figura desktop di Fedora Core Figura schermata di benvenuto di Mandriva Figura selezione della lingua Figura scelta del livello di sicurezza Figura scelta della modalità di partizionamento (manuale o automatica) Figura utility di partizionamento manuale Figura creazione della partizione di boot Figura creazione della partizione di swap Figura creazione della partizione di root Figura grafico riassuntivo delle partizioni Figura Scelta dei gruppi di pacchetti da installare Figura finestra di conferma per l'installazione dei server Figura copia dei file di installazione Figura scelta di una password di root Figura creazione di un utente Figura sommario di configurazione Figura impostazione della lingua della tastiera Figura scelta del fuso orario Figura impostazione della rete Figura scelta della scheda di rete Figura configurazione dell'indirizzo IP Figura inserimento dell'indirizzo IP del router Figura impostazioni di connessione Figura sommario di installazione Figura aggiornamento dei pacchetti Figura installazione terminata, riavvio Figura prima schermata di installazione

6 Figura contratto di licenza Figura selezione della lingua Figura controllo del supporto di installazione Figura sommario delle impostazioni di installazione Figura impostazione layout della tastiera Figura partizionamento guidato Figura impostazione fuso orario Figura licenza di macromedia flash Figura partizionamento disco Figura copia dei pacchetti Figura scelta della password di root Figura impostazioni di rete Figura configurazione manuale dei dispositivi di rete Figura lista dei dispositivi già impostati Figura impostazione IP statico Figura impostazione Host Name e Name Server Figura impostazione del Gateway Figura salvataggio delle impostazioni di rete Figura test di connessione a internet Figura autoupdate Figura creazione di altri utenti Figura installazione ultime periferiche Figura installazione terminata

7 Introduzione Negli ultimi anni si sta osservando un incremento di quantità e qualità dei cosiddetti programmi Open Source. Ormai è possibile trovare praticamente qualunque tipo di software (fogli di calcolo, videoscrittura, elaborazioni grafiche, ecc.) in versione Open Source quindi gratuito e liberamente modificabile. Lo scoglio più grande da superare rimane la scarsa facilità di utilizzo di questo genere di software. A cominciare dal SO, gli utenti alle prime armi con un PC hanno non poche difficoltà a scegliere e installare la distribuzione migliore per i loro scopi. Lo scopo di questo elaborato è quella di creare una guida passo passo dettagliata e completa su come installare alcune delle più popolari distribuzioni Linux attualmente presenti in circolazione. L augurio che ci si fa è quello di poter avvicinare più persone possibili al mondo del software libero. In particolare verranno analizzate le seguenti distribuzioni: Slackware Fedora Core Mandria Free Edition Suse Per ognuna delle distribuzioni si cercherà di creare una guida, completa di screenshots, che aiuti un utente inesperto dell ambiente Linux a conoscere il mondo dell Open Source. Da ultimo verrà fatta una comparazione critica delle caratteristiche delle varie distribuzioni presentate allo scopo di stabilire, a seconda delle necessità dell utente, quale sia per lui la più appropriata. Il presente elaborato è costituito da 7 capitoli di cui uno di Glossario. Il primo capitolo fornisce all utente gli indirizzi da cui scaricare i file immagine delle distribuzioni e lo guida al controllo e alla masterizzazione dei suddetti. I capitoli dal 2 al 5 sono le guide delle distribuzioni prese in considerazione in questo elaborato. Il capitolo 6 tratta la comparazione tra le distribuzioni, mentre l ultimo capitolo (il 7) è un breve Glossario che illustra alcuni termini utilizzati nei capitoli precedenti. 7

8 1 Per iniziare 1.1 Dove Procurarsi le distribuzioni Prima di iniziare a lavorare con le distribuzioni Linux è necessario procurarsi i CD (o i DVD) generalmente gratuiti dalla rete. I modi più comuni sono due: il download dalla rete oppure l acquisto dei set dal sito ufficiale dello sviluppatore. In genere trovare siti dal quale è possibile scaricare un CD set di Linux non è difficile: è sufficiente andare su un motore di ricerca, digitare il nome della distribuzione e seguire i link per il download diretto. Quello che spesso non si fa è controllare che la copia scaricata sia una copia fedele di quella disponibile sul sito: se questa operazione viene saltata è possibile incorrere in errori durante la fase di copiatura dei file sul disco. Nel seguito verranno elencati sia i siti Free Open Source e le caratteristiche delle distribuzioni considerate in questo elaborato, sia i siti delle eventuali versioni commerciali indicandone, nel caso, le caratteristiche. Slackware Versione free Open Source: Caratteristiche: Versione completa e scaricabile gratuitamente dai mirror presenti sul sito. La documentazione è presente in formato html. Versione Commerciale: Non esiste nessuna versione commerciale. Fedora Versione free Open Source: Caratteristiche: Fedora Core completo in tutto e per tutto, la documentazione è disponibile sul sito in formato pdf. Versione Commerciale: Non esiste, è possibile tuttavia comprare il CD set di Fedora da uno dei siti rintracciabili all indirizzo Caratteristiche: Sono le medesime della versione free, si paga solo la masterizzazione dei CD. 8

9 Mandriva Versione free Open Source: Caratteristiche: Versione liberamente scaricabile dai mirror presenti sul sito. Nessun supporto da parte del produttore. Versione Commerciale: Caratteristiche: Pieno supporto online, manuale, DVD o CD set completo. Suse Versione free Open Source: Caratteristiche: Versione liberamente scaricabile da oltre 100 mirror presenti sul sito. Questa versione non ha nessun tipo di supporto da parte del produttore. Versione commerciale: Caratteristiche: Pieno supporto online, CD set completo, manuale. 1.2 Come verificare che le versioni scaricate non siano rovinate Per assicurarsi che i file di immagine ISO (si veda la parte di Glossario) scaricate dalla rete siano integre e perfette al 100% è necessario utilizzare un programma, chiamato md5sum, disponibile sotto Linux, DOS e Windows. Md5sum è scaricabile da questo sito Di seguito verrà presa in esame la versione per DOS. Dopo aver scaricato questa piccola utility, dovrete metterla nella stessa directory dei file immagini delle distribuzioni scaricate, aprire una finestra DOS e digitare md5sum *.iso attendete qualche minuto e vi compariranno delle stringhe di caratteri. Queste stringhe sono il cosiddetto checksum, una sorta di impronta digitale univoca del file. Se anche solo un bit della 9

10 vostra ISO è fuori posto il checksum sarà diverso da quello originale e voi sarete costretti a riscaricate il file dalla rete (possibilmente da un mirror più affidabile). I checksum delle ISO si trovano sui siti ufficiali da cui scaricate le distribuzioni oppure in allegato al file immagine. 1.3 Come masterizzare i file immagine Nel seguito verranno riportati i passi necessari a masterizzare i CD con un comune programma di masterizzazione (Nero Burning Rom): Lanciate Nero Burning Rom. Se parte il Wizard, chiudetelo. Scegliete File > Scrivi Immagine. Nella finestra di dialogo di selezione dei file, cliccate sul menu a tendina che contiene File Immagine (*.nrg) e selezionate Tutti i file (*.*). In questa finestra di dialogo, scegliete il primo file ISO e cliccate su Apri. Nella finestra di dialogo Impostazioni immagini estranee (bella traduzione, complimenti), selezionate queste impostazioni: Tipo immagine: Dati Modo 1 Dimensione blocco: 2048 Intestazione immagine: 0 Anteprima immagine: 0 Lasciate vuote tutte le caselle di spunta. Inserite un CD vergine e cliccate su OK. Nella finestra di dialogo Scrivi CD, attivate il segno di spunta in Scrivi e Chiudi CD. Poi cliccate sul pulsante Scrivi. 10

11 2 Installazione di Slackware Linux Prima di procedere con l installazione è consigliabile occuparsi di tutti gli altri SO che si intenderà installare e lasciare Slackware per ultimo. Il motivo di questa scelta sta nel fatto che, a differenza di Windows, Slackware richiede più di una partizione per funzionare al meglio e ciò potrebbe creare confusione. Se per esempio si vuole creare un sistema dual-boot con la possibilità di scegliere in fase di avvio di sistema che SO caricare (ad esempio Windows o Slackware) è necessario partire con l altro (o gli altri) SO, creare una partizione, formattarla e installarci il SO. Una volta terminata l installazione del SO che avete scelto potrete iniziare con Slackware inserendo il primo CD del set e avviando il PC. Se l utility di installazione non parte automaticamente probabilmente il BIOS non è configurato per il boot da CD, è anche possibile che il CD sia rovinato. Se il vostro PC non è in grado di eseguire il boot da CD per un qualche motivo è sempre possibile creare un floppy di avvio: leggere il file README nella directory bootdisks di Slackware per maggiori informazioni. Una volta che l utility di installazione verrà avviata la prima schermata che troverete sarà quella di Figura 2.1: Figura prompt di installazione di Slackware 11

12 Gli utenti con hard disk tipo EIDE possono premere direttamente invio e caricare il kernel bare.i, per chi possiede hard disk SCSI è necessario scegliere il kernel appropriato. I più comuni kernel sono: bare.i sata.i adaptec.s Carica il supporto per quasi la totalità delle unità EIDE. È una versione di bare.i per hard disk di tipo SATA Carica il supporto per i controller SCSI più comuni. Se il vostro lettore non cade in una di queste categorie si consiglia di leggere il file README nella directory bootdisks di Slackware per scegliere il kernel adatto. Una volta caricato il kernel vi verrà chiesto di loggarvi come root, scrivete root nessuna password verrà richiesta in questo momento (Figura 2.2). Figura schermata di root di Slackware 12

13 Ora è il momento di partizionare il disco, questa è probabilmente la parte più articolata della installazione perché non viene fornita nessuna utility grafica e punta-e-clicca ma solo il vecchio e rodato fdisk. Nel nostro caso abbiamo recuperato un hard disk da 40 gbyte EIDE, abbiamo avviato l installazione di Windows, creato una partizione da 8 gbyte, formattata in NTFS, installato rapidamente WindowsXP e lasciato il resto non allocato. Fdisk deve essere eseguito con il nome dell HD da partizionare. In questo caso stiamo utilizzando il primario master quindi useremo come nome /dev/hda, qui di seguito troverete una tabella per i nomi nel caso in cui il vostro hard disk non sia il primario /dev/hda - Primary Master /dev/hdb - Primary Slave /dev/hdc - Secondary Master /dev/hdd - Secondary Slave Notare che questi nomi non si riferiscono a filesystem o partizioni ma sono i nomi degli hard disk stessi. Gli hard disk tipo SCSI sono nominati /dev/sda, /dev/sdb, ecc. in base a come sono numerati sul bus SCSI. Scrivere quindi fdisk /dev/hda (Figura 2.3) Figura Fdisk, utility di partizionamento dischi Il problema del numero dei cilindri non deve preoccupare l utente a meno che non si stia installando una versione di Linux molto vecchia, mentre in tutti gli altri casi non ci saranno problemi. Premere m e apparirà la lista di comandi di fdisk mostrata in Figura

14 Figura lista dei comandi di Fdisk La prima cosa che vogliamo fare è premere P per stampare a video la tabella delle partizioni (Figura 2.5). Faremo questo a ogni passo per vedere che tutto stia procedendo come voluto, in realtà non cambierà fisicamente nulla fintantoché non daremo il comando di write (scrittura) quindi non ci sarà motivo di preoccuparsi per eventuali errori di partizione. Figura tabella delle partizioni di Fdisk Come vediamo è presente la nostra partizione NTFS da 8 Gbyte che con i termini di Windows viene chiamata partizione attiva, questa non verrà alterata durante l installazione di Slackware. 14

15 Le unità (di Start e End) sono in cilindri di byte, circa 7.84 Mbyte. Nella tabella viene mostrata anche la dimensione in blocchi di circa 1 Kbyte. Come allocare lo spazio dipende molto dalle preferenze personali dell utente, quello che realmente è necessario a Linux è un partizione di root e una di swap (si veda la parte di Glossario a fine tesi). Nel nostro caso abbiamo a disposizione un disco di grandi capacità ed è quindi possibile montare parti del filesystem di Linux su partizioni separate. Questo modo di operare è solo uno dei possibili; le preferenze dell utente e lo spazio a disposizione saranno i parametri da tenere in considerazione. Se lo spazio è poco è possibile creare solamente una partizione di root e lasciare qualche centinaio di Mbyte per la partizione di swap. Per esempio se si possiede un hard disk da 4 Gbyte sarebbe opportuno creare una root da 3,7 Gbyte e una swap da 300 Mbyte. La suddivisione del disco che verrà presentata è quindi solo una delle possibili scelte: la peculiarità sta nel fatto che separa parti di file system di Slackware (/opt, /usr, ecc.) in modo da rendere più chiaro e immediato l approccio da parte dell utente. 1 Gbyte di partizione root (partizione primaria) Il filesystem di root, contiene programmi e librerie, configurazione dati (/etc), dati di stato locali (/var) e tutti gli altri filesystem montati sotto di esso. Partizione estesa con il resto dello spazio sul disco Successivamente creeremo unità logiche sulla partizione estesa 1 Gbyte di partizione swap (drive logico) Da notare che probabilmente non è necessario avere una partizione di swap così grande ma essendo il nostro disco molto capiente questo ci permetterà di lavorare su file di grandissime dimensioni e avremo spazio extra di memory addressing. In genere 256 Mbyte di swap sono sufficienti se lo spazio a disposizione è poco. 8 Gbyte per /usr (drive logico) La maggior parte dei programmi dell utente verranno installati in /usr, è bene allocare molto spazio. 15

16 2 Gbyte per /opt (drive logico) Il software optional verrà installato in /opt. Per esempio il KDE sarà installato in /opt/kde. 18 Gbyte approssimativamente per /home (drive logico) Usiamo lo spazio rimanente per /home. Qui verranno salvate tutti le directory e i file personali dell utente. Ora cominceremo a creare le partizioni. Per creare una nuova partizione premere (Figura 2.6) n Figura Fdisk, creare una nuova partizione Ci verrà chiesto di scegliere tra primaria o estesa. Qui vogliamo creare una partizione estesa. In ogni caso la partizione di root potrebbe anche essere una partizione logica. Premiamo P e creiamo la partizione primaria (Figura 2.7). Figura Fdisk, creazione partizione primaria 16

17 Ora dobbiamo numerare la nostra partizione. La partizione di Windows XP è già la partizione 1 quindi dovremo scegliere 2 Ora ci verrà chiesto il cilindro di partenza. Sarà sufficiente premere invio per accettare il valore di default (il primo cilindro disponibile). Di volta in volta accetteremo sempre il valore di default per il cilindro di partenza. Successivamente sarà necessario inserire il valore del cilindro di fine, specificandone la dimensione in Mbytes. Scriveremo +1024M per creare una partizione di circa 1 Gbyte (Figura 2.8). Figura Fdisk, creazione partizione da 1 Gbyte Rivediamo la tabella delle partizioni (tasto p) per vedere cosa è cambiato sino ad ora. Se è stato fatto un errore basterà premere d e scegliere la partizione da eliminare (la seconda in questo caso, se si cancella la prima verrà eliminato WindowsXP). Non è stato scritto ancora niente su disco e quindi è possibile cancellare la partizione 2 e ripetere il passaggio precedente. È per questo motivo che è buona abitudine rivedere la tabella ad ogni operazione che andiamo ad eseguire. Se si è soddisfatti si potrà procedere al passo successivo. È anche possibile premere q per uscire dall utility senza cambiare nulla e ricominciare dall inizio. Adesso andremo a creare una partizione estesa che fungerà da contenitore per le nostre partizioni estese (Figura 2.9). 17

18 Figura Fdisk, creazione partizione estesa Premere n per creare una nuova partizione e e per scegliere una partizione di tipo esteso. Ora vi verrà chiesto di numerare la partizione, essendo questa la terza partizione che abbiamo creato premiamo 3 e la partizione verrà designata come /dev/had3. Non accederemo mai a questa partizione ma solo alle unità logiche contenute in essa. Ricapitolando, la numerazione delle partizioni sarà la seguente, dalla 1 alla 4 partizioni primarie (le partizioni estese sono considerate partizioni primarie). Questa è una limitazione architetturale dei BIOS PC che per ogni disco rende possibile avere solo 4 partizioni primarie. È possibile tuttavia avere numerose partizioni logiche. Le partizioni logiche cominceranno dalla 5, nello schema di Linux. 18

19 Premere invio quando vi verrà chiesto di inserire il numero del primo cilindro: accetterete così il valore standard. Quando il sistema richiederà l inserimento dell ultimo cilindro premere semplicemente invio per scegliere la fine dell ultimo (4865). Premere p per stampare la tabella delle partizioni. Ora andremo a creare le partizioni logiche a cominciare da quella di swap. Si consiglia di inserire la partizione di swap tra quella di root e la /usr (Figura 2.10). Figura Fdisk, creazione delle partizioni logiche A questo punto sarà chiara la procedura. Premendo n, stavolta andremo a creare una partizione logica quindi L. Da notare che non sarebbe comunque possibile creare altre partizioni primarie perché il massimo è 4 per sistema. Il programma assegnerà automaticamente il numero 5 alla partizione logica creata. Premere invio per accettare la il valore di default per il primo cilindro, successivamente digitare +1024M per impostare una dimensione di 1 Gbyte. 19

20 Premendo nuovamente p ci si accorgerà che una nuova partizione di nome /dev/hda5 è attiva. Non ci sarà più /dev/hda4 perché non esistono più partizioni primarie sul disco. Notare il numero sotto la colonna Id nella tabella delle partizioni. Di default, quando creiamo una partizione essa viene indicata come 83 ovvero Linux Native. Dovremo andare a cambiare l Id della partizione in Linux Swap (Figura 2.11). Figura Fdisk, modifica Id number Premere t per cambiare l Id della partizione e digitare 5 quando vi verrà richiesto il numero della partizione. (Questo ovviamente utilizzando la disposizione delle partizioni presentata in questa tesi). Ora il programma si aspetterà che inseriate il codice nuovo Id della partizione in esadecimali. È possibile visionare la lista completa degli Id conosciuti da Fdisk premendo il tasto L. Inserite 20

21 82 che sta per Linux Swap e premete invio. Digitando p è possibile visionare le modifiche apportate. Tutte le altre partizioni che andremo a creare saranno del tipo 83 (Linux Native) e per questo non servirà apportare alcuna modifica. Premere n per creare una nuova partizione. Scegliere l per il tipo logica. Premere invio per accettare il valore di default del primo cilindro. Per l ultimo cilindro digitare +8192M per creare una partizione di 8 Gbyte per /usr (Figura 2.12). Figura Fdisk, partizione /usr da 8 Gbyte Ancora una volta premere n per una nuova partizione, l per sceglierla logica, premere invio per il primo cilindro e +2048M per l ultimo cilindro. Abbiamo così creato la partizione per /opt (Figura 2.13). 21

22 Figura Fdisk, partizione per /opt di 2 Gbyte Siamo finalmente giunti all ultima partizione (quella di /home). Create la solita partizione logica e stavolta premete invio sia quando vi verrà chiesto del primo cilindro che dell ultimo, andremo a riempire interamente la nostra partizione estesa (Figura 2.14). Figura Fdisk, partizione /home 22

23 Date un ultimo sguardo alla tabella, se siete soddisfatti dei cambiamenti premete w per salvare e uscite da Fdisk. Se vedete una schermata come quella di Figura 2.15 dovete semplicemente riavviare il sistema con il solito CD di Slackware inserito. La procedura fatta finora andrà purtroppo persa. Figura Avviso di errore durante il salvataggio della tabella delle partizioni Per chi non ha seguito la tabella di partizioni presentata in questa tesi, è necessario prendere nota delle partizioni da voi create perché andranno a corrispondere con i punti di mount che verranno richiesti durante il setup. Siamo finalmente pronti per installare Slackware Linux. Ora che abbiamo creato le nostre partizioni, scriviamo setup nel prompt del root. Apparirà una schermata come quella di Figura 2.16: Figura schermata iniziale di Setup di Slackware 23

24 Da qui è possibile leggere la sezione di help oppure reimpostare il tipo di tastiera che si sta utilizzando se quella di default non è corretta. Nel caso fosse tutto a posto scendere con le frecce e selezionare ADDSWAP comparirà una finestra come quella di Figura 2.17: Figura sezione di ADDSWAP del Setup Il programma troverà automaticamente la partizione di swap creata durante il partizionamento (ovvero quella con Id 82), seguite le istruzioni a video per formattarla (mkswap) e attivarla (swapon). Completando uno step il programma di setup vi porterà automaticamente a quello successivo. Ora è il momento di selezionare la partizioni in cui andremo a installare i filesystem di Slackware. Per prima cosa vi verrà chiesto di scegliere quale partizione ospiterà la root (/) (Figura 2.18). Figura selezionare la partizione di root (/) 24

25 selezionare /dev/hda2 Adesso vi verrà chiesto se formattare velocemente o se cercare settori danneggiati durante la formattazione. Si consiglia di selezionare Check in modo da accertarsi che il disco sia integro e funzionante (Figura 2.19). Figura schermata di selezione del tipo di formattazione (rapida o lenta) Il prossimo passo sarà scegliere il tipo di filesystem che andrete a usare. Si consiglia di selezionare ext2 perché è un filesystem semplice e ben rodato. In alternativa si può scegliere il tipo EXT3 o il REISERFS che hanno un filesystem di tipo Journaling (si veda la parte di Glossario a fine tesi) (Figura 2.20). Figura scelta del filesystem 25

26 Ora dovrete scegliere la densità degli inode del filesystem (Si veda la parte di Glossario a fine tesi). selezionare 4096 (valore di default) Se avete un disco di grosse dimensioni e molti file è probabile che questa sia la scelta più idonea (Figura 2.21). Figura selezionare la densità degli inode del filesystem Nel caso abbiate creato solo una partizione di root e una di swap, avete finito con la formattazione. Se avete creato altre partizioni esse andranno selezionate, formattate e andranno assegnati punti di mount. Il procedimento è sempre lo stesso; selezioniamo la prossima partizione (Figura 2.22). 26

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