Manuale di Debian Live

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1 Debian Live Project January 25, 2011

2 Copyright Debian Live Project; License: Questo programma è software libero: è possibile ridistribuirlo e modificarlo secondo i termini della GNU General Public License come pubblicata dalla Free Software Foundation, sia la versione 3 della licenza o (a scelta) una versione successiva. Questo programma è distribuito nella speranza che possa essere utile, ma SENZA AL- CUNA GARANZIA, nemmeno la garanzia implicita di COMMERCIABILITÀ o IDONEITÀ PER UN PARTICOLARE SCOPO. Vedere la GNU General Public License per ulteriori dettagli. Si dovrebbe aver ricevuto una copia della GNU General Public License con questo programma. In caso contrario, vedere Sui sistemi Debian, il testo completo della GNU General Public License può essere trovato nel file /usr/share/common-licenses/gpl-3. ii

3 Contents Contents Manuale di Debian Live 1 A proposito 1 1. A proposito di questo manuale Per gli impazienti Glossario Autori Contribuire a questo documento Applicare le patch Traduzione A proposito del progetto Debian Live Motivazioni Cosa c'è di sbagliato con gli attuali sistemi live Perché creare il proprio sistema live? Filosofia Solamente pacchetti ufficiali inalterati Nessun pacchetto di configurazione per il sistema live Contatti Utente 7 3. Installazione Requisiti Installare live-build Dal repository Debian Da sorgenti Da `istantanee' live-boot e live-config Dal repository Debian Da sorgenti Da `istantanee' Nozioni di base Che cos'è un sistema live? Primi passi: creare un'immagine ISO Provare un'immagine ISO con Qemu Provare un'immagine ISO con virtualbox-ose Masterizzare un'immagine ISO su un supporto fisico Creare un'immagine USB/HDD Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB Provare un'immagine USB/HDD con Qemu Usare lo spazio rimanente su una penna USB Creare un'immagine netboot Server DHCP iii

4 Contents Server TFTP Server NFS Come provare una netboot Qemu VMWare Player Panoramica degli strumenti live-build Il comando lb config Il comando lb build Il comando lb clean Il pacchetto live-boot Il pacchetto live-config Gestire una configurazione Utilizzare auto per gestire i cambiamenti di configurazione Esempi di auto script Panoramica sulla personalizzazione Configurazione in fase di compilazione e di avvio Fasi della creazione Integrare la configurazione di lb con dei file Personalizzazione dei compiti Personalizzare l'installazione dei pacchetti Sorgenti dei pacchetti Distribuzione, le aree di archivio e le modalità Mirror delle distribuzioni Mirror delle distribuzioni usati in fase di compilazione Mirror delle distribuzioni usate durante l'esecuzione Repository addizionali Scegliere i pacchetti da installare Scegliere pochi pacchetti Elenchi di pacchetti Elenchi predefiniti di pacchetti Elenchi locali dei pacchetti Elenchi locali di pacchetti binari Estendere un'elenco di pacchetti usando gli include Usare condizioni all'interno degli elenchi di pacchetti Task Task per desktop e lingua Installare pacchetti modificati o di terze parti Utilizzare chroot_local-packages per installare pacchetti personalizzati Utilizzare un repository APT per installare pacchetti personalizzati Pacchetti personalizzati e APT Configurare APT in fase di costruzione Scegliere apt o aptitude iv

5 Contents Utilizzare un proxy con APT Modificare APT per risparmiare spazio Passare opzioni ad apt o aptitude APT pinning Personalizzazione dei contenuti Include Live/chroot include locali Include locali binari Include binari Hook Live/chroot hook locali Hook in fase di avvio Hook binari locali Preconfigurare le domande di Debconf Personalizzare i comportamenti durante l'esecuzione Personalizzare l'utente live Personalizzare la localizzazione e la lingua Persistenza Persistenza completa Mount automatico della home Istantanee Sottotesto persistente Rimasterizzazione parziale Personalizzare l'immagine binaria Bootloader Metadati ISO Personalizzare il Debian Installer Tipologie del Debian Installer Personalizzare il Debian Installer con la preconfigurazione Personalizzare il contenuto del Debian Installer Progetto Segnalare bug Problemi noti Ricostruire da zero Usare pacchetti aggiornati Raccogliere informazioni Se possibile isolare il caso non andato a buon fine Segnalare il bug del pacchetto giusto Durante la compilazione mentre esegue il bootstrap Durante la compilazione mentre installa i pacchetti In fase di avvio In fase di esecuzione Fare la ricerca Dove segnalare i bug v

6 Contents 14. Lo stile nello scrivere codice Compatibilità Rientri Ritorno a capo Variabili Varie Procedure Aggiornamenti degli udeb Rilasci importanti Rilasci minori Modello per l'annuncio di un rilascio minore Esempi Esempi Usare gli esempi Tutorial 1: un'immagine standard Tutorial 2: servizio browser web Tutorial 3: un'immagine personalizzata Prima revisione Seconda revisione Un client Kiosk VNC Un'immagine base per una chiavetta USB da 128M Un desktop KDE localizzato e l'installer Metadata 55 SiSU Metadata, document information vi

7 Manuale di Debian Live 1 A proposito 2 1. A proposito di questo manuale 3 L'obiettivo di questo manuale e quello di servire da punto di accesso centralizzato per 4 tutta la documentazione relativa al progetto Debian Live; non include documentazione rivolta agli utenti finali sul come usare un sistema Debian Live, se non quella specifica per un sistema live. Alcuni dei comandi menzionati nel testo devono essere eseguiti con i privilegi di super- 5 utente che possono essere ottenuti diventando utente root tramite su oppure usando sudo. Per distinguere i comandi che possono essere eseguiti come utente normale da quelli che necessitano dei privilegi di super-utente, i comandi sono preceduti rispettivamente da $ o #. Questi simboli non fanno parte del comando. 1.1 Per gli impazienti 6 Sebbene crediamo che ogni cosa in questo manuale sia importante almeno per al- 7 cuni dei nostri utenti, ci rendiamo conto che c'è tanto materiale da trattare e che si potrebbe voler provare il software prima di entrare nei dettagli. Pertanto, abbiamo messo a disposizione nella sezione Esempi tre tutorial progettati per insegnarvi le basi della costruzione e della personalizzazione delle immagini. Si legga innanzitutto Usare gli esempi, seguito da Tutorial 1: un'immagine standard, Tutorial 2: un programma di utilità web browser e, infine, Tutorial 3: un'immagine personalizzata. Alla fine di queste esercitazioni, si avrà un assaggio di ciò che si può fare con Debian Live. Ti invitiamo ad uno studio più approfondito del manuale, magari leggendo in seguito Nozioni di base, sfogliando o saltando Creare un'immagine netboot, e finendo con la lettura di Panoramica sulla personalizzazione e dei capitoli che lo seguono. A questo punto, ci auguriamo che tu sia davvero eccitato da ciò che si può fare con Debian Live e motivato a leggere il resto del manuale, da cima a fondo. 1.2 Glossario 8 Live system : Un sistema operativo che può partire senza installazione su disco 9 rigido. I sistemi live non alterano né il sistema operativo locale (o i sistemi operativi locali) né i file già installati sul disco rigido del computer a meno che lo si faccia volontariamente. I sistemi live vengono solitamente avviati da supporti quali CD, DVD o penne USB; alcuni possono anche avviarsi via rete. Debian Live : Il sotto-progetto Debian che mantiene i pacchetti live-boot, live-build, 10 live-config e live-manual. Debian Live system : Un sistema live che usa software proveniente dal sistema 11 1

8 operativo Debian e che può essere lanciato da CD, DVD, supporti USB, via rete (tramite immagini netboot) e via internet (tramite il parametro di boot fetch=url). Host system : L'ambiente utilizzato per creare il sistema live. 12 Target system : L'ambiente usato per eseguire il sistema live. 13 live-boot : Una raccolta di script usati per avviare sistemi live. live-boot era una 14 parte di live-initramfs. live-build : Una raccolta di script usati per creare sistemi Debian Live personalizzati. 15 live-build era conosciuto come live-helper, ed ancora prima come live-package. live-config : Una raccolta di script usati per configurare un sistema live durante il 16 processo di inizializzazione. live-config era una parte di live-initramfs. live-manual : Questo documento è inserito nel pacchetto chiamato live-manual. 17 Debian Installer (d-i) : Il sistema d'installazione ufficiale per la distribuzione Debian. 18 Boot parameters : Parametri che possono essere immessi nel prompt del boot 19 loader per modificare il comportamento del kernel o di live-config. chroot : Il programma chroot, chroot(8), rende possibile eseguire diverse istanze 20 dell'ambiente GNU/Linux su un singolo sistema simultaneamente senza riavviare. Binary image : Un file che contiene il sistema live, come binary.iso o binary.img. 21 Target distribution : La distribuzione su cui sarà basato il sistema live. Può differire 22 dalla distribuzione presente sul proprio computer. Squeeze/Wheezy/Sid (stable/testing/unstable) : Nomi in codice per i rilasci De- 23 bian; al momento Squeeze è l'attuale stable e Wheezy l'attuale testing. Sid sarà sempre il sinonimo della unstable. In tutto il manuale si tende ad usare i nomi in codice dei rilasci, in quanto questo è ciò che è previsto dagli strumenti stessi. La distribuzione stable contiene l'ultima distribuzione ufficialmente rilasciata da De- 24 bian; la testing è il punto di raccolta per i pacchetti della prossima stable. Uno dei principali vantaggi nell'uso di questa distribuzione sta nell'avere software più recente rispetto alla stable. La distribuzione unstable è dove avviene lo sviluppo attivo di Debian; viene generalmente usata dagli sviluppatori o da coloro che amano l'azzardo. 1.3 Autori 25 Lista degli autori (in ordine alfabetico): 26 Ben Armstrong 27 Brendan Sleight 28 Chris Lamb 29 Daniel Baumann 30 2

9 Franklin Piat 31 Jonas Stein 32 Kai Hendry 33 Marco Amadori 34 Mathieu Geli 35 Matthias Kirschner 36 Richard Nelson 37 Trent W. Buck Contribuire a questo documento 39 Questo manuale è pensato come un progetto comunitario e ogni suggerimento e con- 40 tributo è benvenuto. Il modo migliore per apportare un contributo è di inviarlo alla mailing list. Per maggiori informazioni si veda la sezione Contatti. Quando si sottopone un contributo, si prega di indicare chiaramente il detentore del 41 copyright e di includere la licenza. Si noti che, per essere accettato, il contributo deve essere distribuito con la stessa licenza del resto del documento, ovvero la GPL versione 3 o successiva. I sorgenti di questo manuale sono mantenuti utilizzando il sistema di controllo Git. Si 42 può visionare la copia più recente eseguendo: $ git clone git://live.debian.net/git/live-manual.git 43 Prima di sottoporre un contributo, si prega di visionare l'anteprima del proprio lavoro. 44 Per ottenere l'anteprima di live-manual, assicurarsi di avere installati i pacchetti necessari per la sua compilazione eseguendo: # apt-get install make po4a sisu-complete libnokogiri-ruby 45 Si può compilare il live-manual dalla directory superiore del checkout di Git eseguendo: 46 $ make build 47 Dato che occorre del tempo per compilare il manuale in tutte le lingue supportate, può 48 risultare conveniente farlo per una sola lingua, ad esempio eseguendo: $ make build LANGUAGES=en Applicare le patch 50 Chiunque può eseguire il commit direttamente sul repository; tuttavia chiediamo di in- 51 viare le modifiche più corpose in mailing list, per poterne prima discuterne. Per eseguire il push sul repository, si deve seguire questa procedura: Prelevare la chiave pubblica: 52 3

10 $ mkdir -p ~/.ssh/identity.d 53 $ wget \ -O $ wget \ -O $ chmod 0600 Aggiungere la seguente sezione alla propria configurazione di openssh-client: 54 $ cat >> ~/.ssh/config << EOF 55 Host live.debian.net Hostname live.debian.net User gitosis IdentityFile EOF Scaricare tramite ssh un clone del manuale: 56 $ git clone 57 Dopo aver modificato i file in manual/en/, chiamare il target `commit' nella directory 58 superiore per bonificare i file ed aggiornare i file di traduzione: $ make commit 59 Dopo la pulizia è possibile eseguire il commit delle modifiche. Si scrivano messaggi 60 costituiti da frasi in inglese esaurienti ed utili, inizianti con una lettera maiuscola e terminanti con un punto. Solitamente cominceranno con la forma `Fixing/Adding/- Removing/Correcting/Translating', ad esempio. $ git commit -a -m "Adding a section on applying patches." 61 Inviare il commit al server: 62 $ git push Traduzione 64 Per inviare una traduzione per una nuova lingua, seguire questi tre passi: 65 Tradurre i file about_manual.ssi.pot, about_project.ssi.pot e index.html.in.pot nella 66 propria lingua con il proprio editor preferito (tipo poedit). Inviare i file tradotti alla mailing list. Una volta che abbiamo ricevuto il contributo, aggiungeremo la nuova lingua al manuale (fornendo i file po) e la attiveremo per la procedura di compilazione automatica. Una volta che la nuova lingua è stata aggiunta, si può iniziare a tradurre tutti i file po 67 situati in manual/po/, nell'ordine che si preferisce. Non si dimentichi che è necessario dare un make commit per assicurarsi che i manuali 68 tradotti siano aggiornati partendo dai file po, prima di git commit -a e git push. 4

11 2. A proposito del progetto Debian Live Motivazioni Cosa c'è di sbagliato con gli attuali sistemi live 71 Quando Debian Live iniziò erano disponibili svariati sistemi live basati su Debian che 72 tuttora stanno facendo un buon lavoro. Dal punto di vista di Debian molti di essi hanno uno o più dei seguenti svantaggi: Sono progetti non ufficiali, sviluppati al di fuori di Debian. 73 Mischiano differenti distribuzioni come ad esempio: testing e unstable. 74 Supportano solamente i Modificano l'aspetto e il comportamento dei pacchetti snellendoli per risparmiare 76 spazio. Includono pacchetti non ufficiali. 77 Forniscono un kernel con patch addizionali che non appartengono a Debian. 78 Sono grandi e lenti a causa delle loro dimensioni e non adatti per operazioni di 79 salvataggio. Non sono disponibili in diversi formati come CD, DVD, penne USB e immagini net- 80 boot Perché creare il proprio sistema live? 81 Debian è il Sistema Operativo Universale: ha un sistema live ufficiale per mostrare e 82 rappresentare ufficialmente il vero, unico e solo sistema Debian con i seguenti principali vantaggi: Sarebbe un sottoprogetto ufficiale Debian. 83 Riflette lo stato (attuale) di una distribuzione. 84 Gira su più architetture possibili. 85 È costituito solo da pacchetti Debian non modificati. 86 Non contiene nessun pacchetto non ufficiale. 87 Usa un kernel Debian inalterato senza patch addizionali. 88 5

12 2.2 Filosofia Solamente pacchetti ufficiali inalterati 90 Verranno usati solo pacchetti ufficiali dei repository Debian della sezione main. La 91 sezione non-free non è parte di Debian perciò non possono essere affatto usati per le immagini ufficiali del sistema live. Non verrà cambiato nessun pacchetto. Nel caso in cui sarà necessario cambiare qual- 92 cosa sarà fatto in coordinazione con il maintainer del pacchetto Debian. In via eccezionale i nostri pacchetti come live-boot, live-build o live-config possono 93 temporaneamente essere usati dal nostro repository per ragioni di sviluppo (ad esempio per creare istantanee). Verranno caricati regolarmente in Debian Nessun pacchetto di configurazione per il sistema live 94 In questa fase non saranno disponibili né esempi di installazione né configurazioni al- 95 ternative. Tutti i pacchetti vengono usati con la loro configurazione predefinita così come accade con una regolare installazione di Debian. Nel caso in cui serva una configurazione predefinita differente, sarà fatto in coordi- 96 nazione con il maintainer del pacchetto in Debian. Viene fornito un sistema per configurare i pacchetti tramite debconf nel lb config 97 (use --preseed FILE) consentendo di installare pacchetti configurati secondo le proprie preferenze nell'immagine Debian Live personalizzata, ma per le immagini ufficiali verrà usata la configurazione predefinita. Per ulteriori informazioni si veda Panoramica sulla personalizzazione. Eccezione: ci sono alcuni cambiamenti essenziali per far nascere un sistema live (ad 98 esempio configurare pam per permettere le password vuote). Queste modifiche essenziali devono essere tenute al minimo possibile e saranno eventualmente aggiunte ai repository Debian. 2.3 Contatti 99 Mailing list : Il principale contatto del progetto è la mailing list 100 debian-live/, si possono inviare alla lista direttamente a Gli archivi sono disponibili presso IRC : Molti utenti e sviluppatori sono presenti sul canale #debian-live su irc.debian.org 101 (OFTC). Quando si pone una domanda su IRC, si prega di essere pazienti nell'ottenere una risposta; se non si riceve risposta scrivere alla mailing list. BTS : Il Debian Bug Tracking System (BTS) contiene i dettagli dei bug riportati dagli 102 utenti e dagli sviluppatori. A ciascun bug viene assegnato un numero, e viene mantenuto finché non è segnato come risolto. Per ulteriori informazioni si veda Segnalare bug. 6

13 Wiki : Il wiki di Debian Live all'indirizzo è un posto dove 103 raccogliere informazioni, discutere di tecnologie applicate e documenti sull'infrastruttura dei sistemi Debian Live che vanno oltre lo scopo di questo manuale. Utente Installazione Requisiti 106 Per costruire immagini Debian Live i requisiti di sistema sono davvero pochi: 107 Accesso come super-utente (root) 108 Una versione aggiornata di live-build 109 Una shell POSIX-compliant, come bash o dash. 110 debootstrap o cdebootstrap 111 Linux 2.6.x 112 Si noti che usare Debian o una distribuzione derivata Debian non è richiesto - live- 113 build funzionerà sostanzialmente su qualsiasi distribuzione che soddisfi i requisiti di cui sopra. 3.2 Installare live-build 114 Si può installare live-build in diversi modi: 115 Dal repository Debian 116 Da sorgenti 117 Da istantanee 118 Se si sta usando Debian, il metodo raccomandato è di installare live-build attraverso il 119 repository Debian Dal repository Debian 120 Installare live-build semplicemente come qualsiasi altro pacchetto: 121 # apt-get install live-build 122 o 123 # aptitude install live-build 124 7

14 3.2.2 Da sorgenti 125 live-build è sviluppato usando il sistema di controllo versione Git. Sui sistemi Debian è 126 fornito dal pacchetto git. Per scaricare il codice aggiornato, eseguire: $ git clone git://live.debian.net/git/live-build.git 127 È possibile costruirsi ed installarsi il proprio pacchetto Debian eseguendo: 128 $ cd live-build 129 $ dpkg-buildpackage -rfakeroot -b -uc -us $ cd.. Si installino ora i file.deb appena generati ai quali si è interessati, ad esempio: 130 # dpkg -i live-build_ _all.deb 131 Si può anche installare live-build direttamente sul proprio sistema eseguendo: 132 # make install 133 e disinstallarlo con: 134 # make uninstall Da `istantanee' 136 Se non si desidera generare o installare live-build da sorgenti, è possibile usare le istan- 137 tanee. Sono costruite automaticamente dall'ultima versione presente su Git e disponibili su 3.3 live-boot e live-config 138 Nota: non è necessario installare live-boot o live-config sul proprio sistema per creare 139 sistemi Debian Live personalizzati. Tuttavia, farlo non nuoce Dal repository Debian 140 Sia live-boot che live-config sono disponibili dai repository Debian come per l' instal- 141 lazione di live-build Da sorgenti 142 Per utilizzare i sorgenti più recenti da Git si può seguire il procedimento seguente. 143 Assicurarsi di conoscere i termini menzionati nel Glossario. Scaricare i sorgenti di live-boot e live-config 144 $ git clone git://live.debian.net/git/live-boot.git 145 $ git clone git://live.debian.net/git/live-config.git Consultare la pagine man di live-boot e live-config per i dettagli sulla personalizzazione 146 se questa è il motivo per compilare questi pacchetti dai sorgenti. 8

15 Costruire un.deb di live-boot e live-config 147 Bisogna costruire o sulla propria distribuzione target, oppure in un chroot contenete 148 la piattaforma target: significa che se il target è Squeeze allora bisogna costruire su Squeeze. Utilizzare un builder personale tipo pbuilder o sbuild se si deve costruire live-boot per 149 una distribuzione target diversa dal proprio sistema di build. Ad esempio, per immagini live Squeeze, si generi live-boot in un chroot Squeeze. Se la distribuzione target corrisponde con la distribuzione del proprio sistema di build, si può costruire direttamente sul sistema di build usando dpkg-buildpackage (fornito dal pacchetto dpkg-dev) : $ cd live-boot 150 $ dpkg-buildpackage -b -uc -us $ cd../live-config $ dpkg-buildpackage -b -uc -us Usare il.deb di live-boot generato 151 Siccome live-boot e live-config sono installati dal sistema live-build, installare il pac- 152 chetto nel sistema host non è sufficiente: occorre trattare il.deb generato come un qualsiasi altro pacchetto su misura. Per maggiori informazioni si veda Personalizzare l'installazione dei pacchetti. Si presti particolare attenzione a Repository aggiuntivi Da `istantanee' 153 Si può lasciare che live-build usi automaticamente l'ultima istantanea di live-boot e live- 154 config configurando un repository esterno nella directory di configurazione di live-build. Assumendo che si sia già creato un albero di configurazione con lb config: $ lb config --repository live.debian.net Nozioni di base 156 Questo capitolo contiene una breve panoramica del processo di generazione e le 157 istruzioni per utilizzare i tre tipi di immagine più comunemente utilizzati. La tipologia di immagine più versatile, iso-hybrid, può essere usata su una macchina virtuale, supporto ottico o dispositivo di archiviazione portatile USB. In alcuni casi particolari, la usb-hdd potrebbe essere più adatta per i dispositivi USB. Il capitolo termina con le istruzioni per costruire e usare un'immagine di tipo net, che è un poco più complessa a causa del setup richiesto sul server. Si tratta di un argomento leggermente avanzato per chi non ha familiarità con l'avvio da rete, ma è incluso qui perché, una volta che il setup è stato fatto, è un modo molto comodo per collaudare e distribuire immagini facendo il boot nella rete locale senza la seccatura di doversi occupare dei mezzi di divulgazione dell'immagine. 9

16 4.1 Che cos'è un sistema live? 158 Per sistema live generalmente si intende un sistema operativo che può essere avviato 159 da un supporto rimovibile, come un CD-ROM o una chiavetta USB, oppure da una rete, pronto per l'uso senza alcuna installazione su hard disk, con una auto-configurazione fatta durante l'esecuzione (vedere Glossario ). Con Debian Live, si tratta di un sistema operativo Debian GNU/Linux, generato per 160 una delle architetture previste (attualmente amd64, i386, powerpc e sparc). È costituito dalle seguenti parti: Immagine del kernel Linux, comunemente chiamata vmlinuz* 161 Initial RAM disk image (initrd) : un disco RAM creato per il boot di Linux, conte- 162 nente i moduli potenzialmente necessari per montare l'immagine di sistema e alcuni script per farlo. Immagine di sistema : l'immagine del filesystem del sistema operativo. Normal- 163 mente è usato un filesystem compresso SquashFS, per minimizzare le dimensioni dell'immagine Debian Live. Si noti che è in sola lettura. Dunque, durante il boot il sistema Debian Live userà un disco RAM e il meccanismo `unione' per attivare i file in scrittura all'interno del sistema in esecuzione. Ad ogni modo, tutte le modifiche verranno perse con lo spegnimento a meno che non si usi la persistenza opzionale (si veda Persistenza ). Bootloader : una piccola porzione di codice predisposto per l'avvio dal supporto 164 scelto, che presenta un prompt o un menu per la selezione di opzioni/configurazioni. Carica il kernel Linux ed il suo initrd da eseguire con un filesystem associato. Possono essere usate diverse soluzioni, in base al supporto di destinazione ed al formato del filesystem contenenti le componenti precedentemente citate: isolinux per il boot da CD o DVD nel formato ISO9660, syslinux per supporti HDD o USB che si avviano da una partizione VFAT, extlinux per le partizioni ext/2/3/4 e btrfs, pxelinux per il netboot PXE, GRUB per partizioni ext2/3/4, ecc. È possibile usare live-build per creare l'immagine di sistema secondo le proprie speci- 165 fiche, scegliere un kernel Linux, il suo initrd ed un bootloader per avviarli, tutto in un unico formato che dipende dal mezzo (immagini ISO9660, immagine disco, ecc.) 4.2 Primi passi: creare un'immagine ISO 166 La seguente sequenza di comandi di live-build creerà un'immagine ISO ibrida di base 167 contenente soltanto il sistema Debian standard senza X.org. È adatta per essere masterizzata su CD o DVD e anche per essere copiata su una penna USB (come per Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB, specificando l'estensione.iso dove è indicato.img ). In primo luogo eseguire il comando lb config, il quale creerà una gerarchia config/ 168 nella directory corrente e che verrà utilizzata da altri comandi: 10

17 $ lb config 169 Non passando alcun parametro a lb config, si indica che si intende utilizzare le im- 170 postazione predefinite (vedere Il comando lb config ). Ora che si ha una gerarchia config/ si può generare l'immagine con il comando lb 171 build: # lb build 172 Questo processo può richiedere tempo, a seconda della velocità della connessione di 173 rete (vedere Il comando lb build ) Provare un'immagine ISO con Qemu 174 Collaudare una ISO è semplice: 175 # apt-get install qemu 176 $ qemu -cdrom binary.iso Provare un'immagine ISO con virtualbox-ose 177 Per provare la ISO con virtualbox-ose: 178 # apt-get install virtualbox-ose virtualbox-ose-dkms 179 $ virtualbox Creare una nuova macchina virtuale, modificare le impostazione di archiviazione in 180 modo da usare binary.iso come dispositivo CD/DVD, ed avviare la macchina. Nota: per sistemi live contenenti X.org che si vogliono provare con virtualbox-ose, si 181 può voler includere il pacchetto dei driver per X.org di VirtualBox, virtualbox-ose-guestx11, nella configurazione di live-build. Altrimenti, la risoluzione è limitata a 800x600. $ lb config --packages virtualbox-ose-guest-x Masterizzare un'immagine ISO su un supporto fisico 183 Masterizzare un'immagine ISO è semplice: 184 # apt-get install wodim 185 $ wodim binary.iso 4.3 Creare un'immagine USB/HDD 186 La seguente sequenza di comandi creerà un'immagine USB/HDD di base contenente 187 solo un sistema Debian standard senza X.org. È adatta per avviarsi da chiavette USB, 11

18 dischi rigidi USB, e da svariati altri dispositivi di archiviazione portatili. In genere per questo scopo può essere usata un'immagine ISO ibrida, ma se si ha un BIOS che non supporta le immagini ibride, o si vuole usare lo spazio rimanente sul supporto per una partizione persistente, allora occorre un'immagine USB/HDD. Nota: se si è creata un'immagine ISO con gli esempi precedenti, occorre pulire la di- 188 rectory di lavoro con il comando lb clean (vedere Il comando lb clean ): # lb clean --binary 189 Eseguire il comando lb config con i parametri atti a configurare la struttura config/ 190 per creare un'immagine di tipo USB/HDD: $ lb config -b usb-hdd 191 Si crei ora l'immagine con il comando lb build: 192 # lb build Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB 194 L'immagine binaria generata contiene una partizione VFAT e il bootloader syslinux, 195 pronti per essere scritti direttamente su una penna USB. Inserire una chiavetta USB con una dimensione maggiore di quella di binary.img e digitare: $ dd if=binary.img of=${usbstick} 196 dove ${USBSTICK} è il nome del device, come /dev/sdb (non una partizione come /- 197 dev/sdb1!); si può trovare il nome corretto del device guardando l'output di dmesg dopo aver inserito la chiavetta USB, o meglio ancora ls -l /dev/disk/by-id. Questo sovrascriverà definitivamente qualsiasi dato in precedenza sulla chi- 198 avetta! Nota: come disquisito in precedenza, questo stesso processo può essere usato per 199 immagini di tipo iso-hybrid (con suffisso -hybrid.iso), ma non per le immagini di tipo iso Provare un'immagine USB/HDD con Qemu 200 # apt-get install qemu 201 $ qemu -hda binary.img Usare lo spazio rimanente su una penna USB 202 Se si vuole usare lo spazio libero che rimane dopo l'installazione di binary.img, si 203 può usare uno strumento di partizionamento come gparted o parted per creare una nuova partizione sulla penna. La prima partizione verrà utilizzata dal sistema Debian Live. 12

19 # gparted ${USBSTICK} 204 Dopo aver creato la partizione, si deve creare su di essa un filesystem. Una scelta 205 possibile potrebbe essere ext4. # mkfs.ext4 ${USBSTICK} 206 Usare FAT32 se si vuole usare questa partizione dati con Windows. 207 # mkfs.vfat -F Ricorda: ogni volta che si installa un nuovo file binary.img sulla penna, tutti i dati 209 sulla chiavetta saranno persi perché la tabella delle partizioni viene sovrascritta con i contenuti dell'immagine. 4.4 Creare un'immagine netboot 210 La seguente sequenza di comandi creerà un'immagine netboot di base contenente il 211 sistema Debian standard senza X.org. È adatta per il boot tramite rete. Nota: se qualcuno tra gli esempi precedenti è stato seguito, bisogna pulire la directory 212 di lavoro con il comando lb clean: # lb clean --binary 213 Per configurare l'immagine per l'avvio da rete, eseguire il comando lb config come 214 segue: $ lb config -b net --net-root-path "/srv/debian-live" --net-root-server 215 " " Diversamente dalle immagini ISO e USB/HDD, il boot via rete non fornisce un'immagine 216 del filesytem al client, perciò i file devono essere forniti via NFS. Le opzioni net-rootpath e net-root-server specificano, rispettivamente, il percorso e il server del server NFS dove l'immagine del filesystem sarà situata all'avvio. Accertarsi che questi siano impostati su valori adeguati alla propria rete. Si crei ora l'immagine con il comando lb build: 217 # lb build 218 In un avvio tramite rete, il client esegue una piccola parte di software che normalmente 219 risiede sulla EPROM della scheda Ethernet. Questo programma invia una richiesta DHCP per ottenere un indirizzo IP e le informazioni su cosa fare in seguito. In genere il passo successivo è ottenere un bootloader di di livello superiore attraverso il protocollo TFTP. Questi potrebbe essere pxelinux, GRUB, o anche avviare direttamente un sistema operativo come Linux. Per esempio, estraendo l'archivio generato binary-net.tar.gz nella directory /srv/- 220 debian-live, si troverà l'immagine del filesystem in live/filesystem.squashfs mentre il kernel, initrd ed il bootloader pxelinux in tftpboot/debian-live/i386. Per abilitare l'avvio tramite rete vanno ora configurati tre servizi:i server DHCP, TFTP 221 e NFS. 13

20 4.4.1 Server DHCP 222 Si deve configurare il server DHCP della rete per essere sicuri di fornire un indirizzo 223 IP al sistema client che si avvia tramite rete, e notificare la posizione del bootloader PXE. Ecco un esempio, scritto per un server DHCP ISC isc-dhcp-server nel file di config- 224 urazione /etc/dhcp/dhcpd.conf: # /etc/dhcp/dhcpd.conf - configuration file for isc-dhcp-server 225 ddns-update-style none; option domain-name "example.org"; option domain-name-servers ns1.example.org, ns2.example.org; default-lease-time 600; max-lease-time 7200; log-facility local7; subnet netmask { range ; next-server servername; filename "pxelinux.0"; } Server TFTP 226 Fornisce al sistema il kernel e il ramdisk iniziale in fase di esecuzione. 227 Si installi il pacchetto tftpd-hpa, che mette a disposizione tutti i file contenuti in una 228 directory root, di solito /srv/tftp. Affinché si possa disporre dei file contenuti in /- srv/debian-live/tftpboot, eseguire il seguente comando come utente root: # dpkg-reconfigure -plow tftpd-hpa 229 e inserire la nuova directory del server tftp quando viene richiesto Server NFS 231 Una volta che il computer ospite ha scaricato e avviato un kernel Linux e caricato il suo 232 initrd, cercherà di montare l'immagine del filesystem Live tramite un server NFS. Bisogna installare il pacchetto nfs-kernel-server. 233 Quindi, rendere disponibile l'immagine del filesystem via NFS aggiungendo una riga 234 come la seguente in /etc/exports: /srv/debian-live *(ro,async,no_root_squash,no_subtree_check)

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