OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA

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1 OLTRE LA PENA: IL SISTEMA DELLE CASE FAMIGLIA PER DETENUTI IN MISURA ALTERNATIVA PROMOSSO DAL COMUNE DI ROMA Cooperativa Sociale P.I.D. Pronto Intervento Disagio O.N.L.U.S. - Roma

2 La cooperativa sociale P.I.D. (Pronto Intervento Disagio) è organismo non profit che svolge attività di segretariato sociale in carcere in convenzione con il Comune di Roma Gestisce la rete delle case famiglia per detenuti in misura alternativa Costruisce network, e fornisce: Orientamento ai servizi sociali favorisce l assolvimento delle pene restitutive alla collettività

3 OBIETTIVO PRIORITARIO costruire percorsi di rientro nella legalità di persone incorse in reato promuovere interventi per migliorare le condizioni di vita globale della popolazione detenuta P.I.D, dispone della collaborazione di: Ricercatori sociali, Psicologi, Orientatori, Avvocati, Sociologi, Operatori sociali Volontari Università

4 La nostra equipe interviene in tutti gli istituti di pena di Roma: Rebibbia Nuovo Complesso Rebibbia Femminile Rebibbia Casa di Reclusione Rebibbia Terza Casa Regina Coeli Il nostro metodo è l ascolto diretto del bisogno della persona incorsa in reato Durante l ultimo anno (2015) abbiamo svolto oltre 4000 colloqui con persone sottoposte a misure penali

5 ROMA 5 ISTITUTI PENITENZIARI Con oltre DETENUTI persone sottoposte a misure alternative alla detenzione o di giustizia riparativa La municipalità di Roma offre: 5 CASE FAMIGLIA per persone che usufruiscono della esecuzione di pena esterna per un totale di 30 posti In esse si formulano progetti individuali e percorsi guidati al reinserimento sociale e di rientro nella legalità

6 CRONISTORIA LE CASE FAMIGLIA VENGONO APERTE NEL 1998 NECESSITA CARENZA DI ALLOGGI DOVE POTER USUFRUIRE DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE NECESSITÀ DI COSTRUIRE LINEE PROGETTUALI DI INTERVENTO A FAVORE DEI DETENUTI IN ESECUZIONE PENALE ESTERNA tavoli di lavoro con Comune di Roma e Ministero di Giustizia Università di Roma (cattedre di Sociologia e Psicologia) hanno contribuito alla definizione della metodologia di intervento adottata all interno

7 CASA FAMIGLIA: CHI VI ACCEDE PERSONE AMMESSE ALLE MISURE ALTERNATIVE ALLA DETENZIONE DECISIONE DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA SU BASE DEL PROGRAMMA PROPOSTO

8 IL RUOLO DEL SERVIZIO PID COLLOQUI CON IL DETENUTO CHE RICHIEDE LA MISURA ALTERNATIVA AL CARCERE Parte dell equipe di valutazione in accordo con Carceri e Tribunale di Sorveglianza

9 PROCEDURE D INGRESSO ACCOGLIENZA SU SEGNALAZIONE E PROPOSTA: MINISTERO GIUSTIZIA SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI ROMA CARCERE AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE COMPETENTE Il PID MONITORA E FAVORISCE L INTERO PERCORSO

10 SCELTA CENTRO DI ACCOGLIENZA UBICAZIONE DEL CENTRO CARATTERISTICHE OSPITI GIÀ PRESENTI PROBLEMATICHE DELLA PERSONA DA OSPITARE INDIVIDUATO IL CENTRO VIENE INVIATA FORMALE RISPOSTA AGLI UFFICI INTERESSATI

11 CASE FAMIGLIA inserite nel tessuto sociale cittadino condomini di civile abitazione differenti contesti territoriali diverso impatto sulla popolazione residente

12 LA CASA FAMIGLIA DON PINO PUGLISI Bene sottratto alla mafia Importante messaggio di legalità: da bene frutto di azione criminale a luogo dove poter pensare percorsi di reinserimento sociale CONTRASTO ALLA MAFIA La lotta alle mafie non è demandata esclusivamente a magistratura e alle forze dell ordine ma deve passare attraverso una reale presa di coscienza e di responsabilità da parte di tutti i cittadini, nella vita e negli atteggiamenti quotidiani

13 LA «CASA DI EMANUELE» special needs casa famiglia per detenuti over 65 bisogni specifici attivazione di servizi di welfare dedicati

14 LA CASA FAMIGLIA PRIMO CONTATTO PER I DETENUTI CON IL MONDO ESTERNO DOPO LA CARCERAZIONE ASPETTATIVE

15 ORGANIZZAZIONE CASA FAMIGLIA Operatori sociali, sociologi antropologi, educatori Equipe di sostegno psicologico Volontari

16 COMPITO DELL EQUIPE DEGLI OPERATORI SOCIALI DELLA CASA FAMIGLIA MEDIAZIONE SOCIALE CON IL VICINATO Intervento di educazione alla legalità e all accoglienza

17 SORVEGLIANZA Polizia Carabinieri

18 Realtà coinvolte nel programma di reinserimento socio lavorativo di persone incorse in reato

19 Leggi utili per favorire il reinserimento sociale e lavorativo di persone incorse in reato

20 Risorse specifiche attive ed attivabili per ogni cittadino

21 Imprese, aziende, associazioni che concorrono all occupabilità delle persone incorse in reato

22 Servizi specifici per favorire l inserimento lavorativo dei cittadini alcuni di questi dedicati alle persone incorse in reato

23 Servizi specifici per favorire l inserimento lavorativo dei cittadini

24 Rete dei servizi attivi per tutti i cittadini con competenze mirate alle persone incorse in reato

25 PROGETTO REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO INDIVIDUALE CONDIVISO ADESIONE

26 OBIETTIVI MOLTEPLICI ED INDIVIDUALIZZATI offrire la possibilità di accedere a misure alternative e benefici di legge recupero di rapporti umani significativi realizzazione di percorsi di recupero scolastico, di formazione e qualificazione professionale realizzazione di piani di reinserimento lavorativo ricerca dell autonomia abitativa riduzione dei rischi di recidiva OGNI OSPITE LAVORA AL RAGGIUNGIMENTO DEI PROPRI OBIETTIVI CON IL SOSTEGNO DI UN TUTOR

27 RAPPORTO TUTOR- OSPITE EMPATIA SOSTEGNO EMOTIVO CREDIBILITÀ TUTOR SOSTEGNO EMOTIVO DURANTE LA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

28 COSTRUIRE PROGETTI CHE PUNTINO SU OBIETTIVI REALI GRADUALI VERIFICABILI

29 ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO PRINCIPIO DELLA COMPARTECIPAZIONE PULIZIE ACQUISTO DI PRODOTTI PER LA MANUTENZIONE DELLA CASA E ALIMENTI PREPARAZIONE PASTI LAVAGGIO BIANCHERIA

30 DURATA DELL INTERVENTO TEMPO VARIABILE DURATA DELLA MISURA ALTERNATIVA CONCESSA DALLA MAGISTRATURA DI SORVEGLIANZA FINO A 18 MESI RINNOVABILI AI FINI DELLA COMPLETA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO

31 GLI OPERATORI DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA RELAZIONANO AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA SULL ANDAMENTO DEL PROGETTO INDIVIDUALE DEGLI OSPITI L ACCOGLIENZA HA TERMINE CON RAGGIUNGIMENTO OBIETTIVI DEL PROGETTO INDIVIDUALE FINE PENA

32 IL SERVIZIO P.I.D. MONITORA LA STABILITA DEL PERCORSO DOPO LA DIMISSIONE DALLA STRUTTURA DI ACCOGLIENZA

33 IL COSTO DELLE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA il Comune di Roma investe per ogni struttura di accoglienza Il costo per detenuto è di 30 giornalieri Il costo comprende vitto, alloggio, utenze, equipe di operatori sociali Il costo medio di un detenuto in regime carcerario è di 130 giornalieri Risparmio giornaliero di circa 100 IL VALORE UMANO NON È CALCOLABILE!

34 Anno ACCOGLIENZE I dati relativi al buon esito delle misure alternative attivate presso le Case famiglia si conformano a quelli forniti dal Ministero di Giustizia: oltre l 80% delle misure ha avuto esito positivo

35 Dott. Emanuele Goddi Social Worker - PID Cooperativa Sociale P.I.D. Pronto Intervento Disagio O.N.L.U.S. - Roma

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