RASSEGNA DI MEDICINA FELINA ASSOCIAZIONE ITALIANA VETERINARI PATOLOGIA FELINA. n. 01/2013 IN QUESTO NUMERO ISSN

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1 LA ISSN RASSEGNA DI MEDICINA FELINA ASSOCIAZIONE ITALIANA VETERINARI PATOLOGIA FELINA IN QUESTO NUMERO LAVORI ORIGINALI Valutazione microbiologica di unità di sangue felino prelevate con sistema aperto Uveite Felina: un aspetto ricorrente in corso di malattia infettiva CASI CLINICI Mieloma multiplo nel gatto: descrizione di un caso clinico Affiliata AIVPA Associazione Italiana Veterinari Piccoli Animali Affiliata ISFM International Society of Feline Medicine n. 01/2013

2 VERAFLOX UNA NUOVA RAZZA di ANtibiOticO per le infezioni cutanee Meccanismo d azione a doppio target molecolare Riduzione dell insorgenza di resistenze Spettro ampliato verso G+, G-, anaerobi indicato inoltre nel cane: Infezioni del cavo orale* *in combinazione alla terapia meccanica o chirurgica Infezioni urinarie nel gatto: Infezioni delle alte vie respiratorie 7 e 70 compresse 120 mg 7 e 70 compresse 60 mg 7 e 70 compresse 15 mg Sospensione orale 2,5% 15ml Veraflox 15 mg compresse per cani e gatti, Veraflox 60 mg e 120 mg compresse per cani INDICAZIONE(I) - Cani: Ferite infette e infezioni cutanee (piodermite superficiale e profonda) causate dal batterio Staphylococcus intermedius (ora per lo più riportato come S. pseudointermedius), Infezioni acute del tratto urinario causate dai batteri Escherichia coli e Staphylococcus intermedius (S. pseudointermedius), Malattia periodontale associata a batteri anaerobi come Porphyromonas e Prevotella in combinazione con la terapia periodontale meccanica o chirurgica. Gatti: Infezioni acute del tratto respiratorio superiore causate dai batteri Pasteurella multocida, Escherichia coli e Staphylococcus intermedius. CONtrOINDICAZIONI: Non usare in animali con ipersensibilità nota ai fluorochinoloni. - Cani: Non utilizzare nei cani durante il periodo della crescita per possibili effetti avversi sullo sviluppo della cartilagine articolare. Non utilizzare in cani con disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), come epilessia, per la possibilità che i fluorochinoloni causino convulsioni in animali predisposti. Non utilizzare in cani durante la gravidanza e la lattazione. Gatti: Per la mancanza di dati, la pradofloxacina non deve essere usata nei gattini con meno di 6 settimane d età. Non impiegare in gatti con disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), come epilessia, per la potenziale possibilità che i fluorochinoloni causino convulsioni in animali predisposti. Non utilizzare in gatti durante la gravidanza e la lattazione. POSOLOGIA PEr CIASCUNA SPECIE: Nel cane e nel gatto Per uso orale. La dose raccomandata è di 3,0 mg/kg di peso corporeo di pradofloxacina una volta al giorno. Veraflox 25 mg/ml sospensione orale per gatti INDICAZIONE(I) - Infezioni acute del tratto respiratorio superiore nei gatti (influenza felina) causate dai batteri Pasteurella multocida, Escherichia coli e Staphylococcus intermedius. Infezioni di ferita e ascessi causati dai batteri Pasteurella multocida e Staphylococcus intermedius. CONtrOINDICAZIONI: Non usare in gatti con ipersensibilità nota ai fluorochinoloni. Per la mancanza di dati, la pradofloxacina non deve essere usata nei gattini con meno di 6 settimane d età. Non impiegare in gatti con disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), come epilessia, per la potenziale possibilità che i fluorochinoloni causino convulsioni in animali predisposti. Non utilizzare in gatti durante la gravidanza e la lattazione. DOSAGGI: Nel gatto Per uso orale. - La dose raccomandata è di 5,0 mg/kg di peso corporeo di pradofloxacina una volta al giorno. AVVErtENZA(E) SPECIALE(I) La pradofloxacina può aumentare la sensibilità cutanea alla luce solare. Durante il trattamento gli animali non devono pertanto essere esposti a luce solare eccessiva. È stato segnalato che la concomitante somministrazione di cationi metallici, come quelli contenuti negli antiacidi costituiti da idrossido di magnesio o idrossido di alluminio o di sucralfato, oppure di multivitaminici contenenti ferro o zinco e di prodotti caseari contenenti calcio, riduce la biodisponibilità dei fluorochinoloni. Clearly advanced

3 L A V O R I O R I G I N A L I LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA ISSN Direttore Responsabile Raffaella Bestonso Direttore Scientifico Fausto Quintavalla Progetto Grafico Impaginazione e stampa Grafostil snc Pubblicità AIVPAFE Associazione Italiana Veterinari Patologia Felina Comitato scientifico Dott.ssa Simona Cannas Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano Prof. Paolo Ciaramella Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli Prof. Francesco Cirone Facoltà di Medicina Veterinaria di Bari Prof.ssa Laura Cortese Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli Prof.ssa Nelida Virginia Gòmez Facoltà di Med. Veterinaria di Buenos Aires Prof.ssa Grazia Guidi Facoltà di Medicina Veterinaria di Pisa Prof. Lorenzo Masetti Facoltà di Med. Veterinaria di Bologna Prof.ssa Maria Grazia Pennisi Facoltà di Med. Veterinaria di Messina Prof. Francesco Porciello Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia Prof.ssa Daniela Proverbio Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano Prof.ssa Patrizia Robino Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino Prof. Stefano Romagnoli Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova Prof. Giacomo Rossi Facoltà di Med. Veterinaria di Camerino Prof. Giuliano Zaghini Facoltà di Med. Veterinaria di Bologna SOMMARIO EDITORIALE Cari colleghi - Natalia Sanna Pag. 05 Lavori Originali Valutazione microbiologica di unità di sangue felino prelevate con sistema aperto Eva Spada, Silvia Baretta, Pieranna Martino, Giada Bagnagatti De Giorgi, Roberta Perego, Luciana Baggiani, Daniela Proverbio Pag. 06 UVEITE FELINA: un aspetto ricorrente in corso di malattia infettiva Chiara Pantè Pag. 12 Casi clinici MIELOMA MULTIPLO NEL GATTO: descrizione di un caso clinico Pereira M., Pretti R., Fidanza M., Gonzalez S., Gabriele C., Nosach N., Maubecin E., Mira G. Pag. 26 Inserto staccabile: Articoli tradotti dal sito FAB Introduzione di un gatto in una casa dove già vivono un gatto od un cane NORME PER GLI AUTORI Pag. 37 Tutti i diritti di proprietà letteraria e scientifica sono riservati. Manoscritti, fotografie ed elaborati originali, anche se non pubblicati, non saranno restituiti LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013 3

4 Una notte a caccia di emozioni Per addentare meglio le prelibatezze Sentirsi snelli e in forma Pranzi fi no all ultimo boccone MONGE 5 STELLE Solo nei migliori pet shop, garden e agrarie

5 editoriale Presidente Dott.ssa Natalia Sanna Tel./fax Vice Presidente Prof.ssa Grazia Guidi Tel Fax Segretario Dott. Flavio Bonvicini Tel./fax Tesoriere Dott.ssa Margherita Calcara Tel./fax Consiglieri Dott. Duilio Siculiana Tel./fax Dott.ssa Cristina Squaranti Tel Fax Dott. Angelo Troi Tel./fax Pubblicazione trimestrale Iscrizione n. 2/2013 Tribunale di Camerino (Mc) Il Comitato di Redazione della Rassegna di Medicina Felina ed AIVPAFE non si assumono responsabilità per errori ed omissioni, né per opinioni espresse dagli autori dei testi, sui quali ricade ogni responsabilità di quanto affermato Cari colleghi, nonostante la fatica che accompagna la vigilia di ogni partenza per un congresso (organizzare il lavoro, la famiglia, le riunioni, i contatti) al ritorno mi sento elettrizzata, carica di entusiasmo, di idee, di riflessioni, così anche dopo il Congresso multisala AIVPA di Bentivoglio. Per me e per alcuni di voi si va, oltre che per continuare ad imparare e per incontrarsi con amicizia, anche per partecipare all Assemblea dei Soci AIVPA e delle varie affiliate. Molti non comprendono le opportunità di questi momenti di confronto, i più anziani forse per noia, stanchezza, individualismo e i più giovani per timidezza o per mancanza di educazione al senso della categoria. Che dispiacere! A Bentivoglio le Assemblee a cui ho partecipato (AIVPA e AIVPAFE) sono state vivaci (accese discussioni) e feconde di proposte scientifiche, ma anche di categoria. Il Medico Veterinario oggi non è più solo il Dottore degli animali, ma deve districarsi fra leggi, normative, registri, ordinanze, deroghe, divieti e DOVERI. Chi legifera purtroppo molto spesso sembra lontano anni luce dal nostro quotidiano di liberi professionisti e durante l Assemblea è sorta la domanda: Come far sentire la nostra voce?, non una flebile voce di pochi ma una voce forte ed autorevole di molti. Nel viaggio di ritorno riflettevo sui discorsi, le amarezze, il senso di sconfitta, il grande quesito ECM sì o no? Se sì quanti e a quale prezzo? Sono giunta alla ferma convinzione che abbiamo sì dei DIRITTI sacrosanti, ma questi non sono altro che la fisiologica evoluzione dei nostri DOVERI. Doveri di essere corretti fra colleghi, di essere aggiornati, di essere presenti alle nostre assemblee, ai nostri incontri e nelle nostre associazioni per essere una categoria visibile, unita e numerosa per avere il DIRITTO di essere finalmenti presenti ai tavoli di discussione, perchè non siano altri a decidere per noi dei nostri DOVERI. Il Presidente AIVPAFE Dott.ssa Natalia Sanna SEGRETERIA DELEGATA MV Congressi SpA Via Marchesi PARMA Tel Fax

6 Lavori originali Valutazione microbiologica di unità di sangue felino prelevate con sistema aperto Eva Spada, Silvia Baretta, Pieranna Martino*, Giada Bagnagatti De Giorgi, Roberta Perego, Luciana Baggiani, Daniela Proverbio Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare - Reparto di Medicina Trasfusionale Veterinaria (REV) *Dipartimento di Scienze Veterinarie e Sanità Pubblica - Sezione di Microbiologia e Immunologia Università degli Studi di Milano SUMMARY Increasing interest and availability of blood products has helped to make transfusion medicine a common practice also in veterinary medicine. The aim of this prospective study was to evaluate safety of feline stored whole blood units collected with a open system. The feline blood unit analysed in this study was collected from 26 healthy donors cats donors at the Reparto di Medicina Emotrasfusionale (REV) of University of Milan. The analyses were done on the whole blood units on day 0 and after 35 days of storage at 4 ± 2 C in CPDA-1 preservative solution. Each unit was microbiological tested for bacterial contamination and macroscopically evaluated for change in colour or presence of fibrin clots. None of the analysed blood units resulted positive for bacterial growth at blood culture, neither on day 0 nor on day 35; no blood units presented darkness or fibrin clots at macroscopic examination. At the expiration date of 35 days of conservation feline whole blood units result a safe product for the absence of bacterial contamination. This preliminary study showed that in feline transfusion medicine whole blood could be stored for more than 24 hours even if collected with an open system. To reach these results a standardized operation protocol that minimized the contamination is needed. KEY WORDS Feline, transfusion medicine, stored whole blood, open system, bacterial contamination PAROLE CHIAVE Gatto, medicina trasfusionale, sangue intero conservato, sistema aperto, contaminazione batterica INTRODUZIONE I progressi effettuati negli ultimi anni dalla medicina veterinaria in generale, e dalla terapia intensiva e medicina d urgenza in particolare, hanno portato ad accrescere l interesse del mondo scientifico veterinario verso la medicina trasfusionale. Analogamente a quanto avviene in medicina umana sono sempre più numerose le indicazioni terapeutiche che trovano risposta nella medicina emotrasfusionale veterinaria 1. Per far fronte a queste necessità, nel cane sono da tempo utilizzati gli emocomponenti ovvero prodotti derivati dal frazionamento del sangue intero come il concentrato di globuli rossi (PRBC, packed red blood cells), il plasma fresco congelato (FFP, fresh frozen plasma), il plasma congelato (FP, frozen plasma), il plasma ricco in piastrine (PRP, platelet rich plasma) e il crioprecipitato 2. Questi emocomponenti permettono di ottimizzare ogni donazione dalla quale si ottengono più prodotti, ma soprattutto, la somministrazione della sola componente ematica terapeutica invece del sangue intero aumenta l efficacia della terapia trasfusionale e limita la frequenza delle reazioni trasfusionali causate dagli emocomponenti non necessari. In medicina trasfusionale felina, invece, si utilizza principalmente il sangue fresco intero (WB, whole blood). Il suo utilizzo si rende necessario sia a causa della ridotta quantità di sangue che può essere prelevata a ogni donatore (un unità di sangue intero è di circa ml) che rende difficoltosa la separazione del sangue in componenti 1 sia del limitato impiego della strumentazione ad uso umano che può essere attuato in questa specie, diversamente da quanto avviene nel cane. Il prodotto della donazione può essere utilizzato immediatamente come sangue fresco oppure, come più spesso accade, venire conservato presso banche del sangue. Il sangue fresco e i singoli emocomponenti possono essere conser- 6 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

7 L A V O R I O R I G I N A L I vati, per periodi di tempo e temperature differenti ed essere utilizzati secondo necessità. Il sangue e i suoi componenti rappresentano indispensabili presidi salvavita che risultano insostituibili nella terapia di diverse patologie, ma possono anche rappresentare una fonte di pericolo per il paziente ricevente se non provengono da donatori di gruppo sanguigno compatibile, per cui sia stata verificata mediante test idonei la compatibilità con il ricevente e negativi ai test per patologie emotrasmissibili. La sicurezza nella trasfusione non passa però solo dal controllo delle patologie trasmissibili con il sangue e dalle prove di compatibilità, ma anche dal garantire un adeguata e corretta conservazione dei componenti ematici durante il periodo di stoccaggio. Come detto precedentemente nel gatto, nella maggior parte dei casi non è possibile raccogliere il sangue del donatore mediante sistemi di raccolta detti chiusi ovvero che consentono di prelevare sangue senza che questo entri mai in contatto con l ambiente esterno, ma è necessario utilizzare un sistema aperto. L impiego di un tale sistema di raccolta rende possibile, anche se remota, la possibilità di contaminazione batterica del sangue con conseguente crescita microbica. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di valutare la possibilità di contaminazione batterica di unità di sangue intero felino raccolte con sistema aperto e conservate refrigerate in apposita frigoemoteca per 35 giorni. MATERIALI E METODI Lo studio è stato condotto durante l anno 2012 presso il Reparto di Medicina Emotrasfusionale Veterinaria (REV) del Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare, Università degli Studi di Milano. VALUTAZIONE DELL IDONEITÀ DEL DONATORE L idoneità dei donatori è stata valutata e accertata seguendo le indicazioni della Linea Guida emanata dal Ministero della Salute [3]. Sono stati quindi considerati idonei gatti con età compresa fra i 2 e gli 8 anni, peso uguale o superiore a 5 kg, regolarmente vaccinati per Calicivirosi, Herpesvirosi, Panleucopenia infettiva, Clamidiosi e Leucemia virale, che non avevano mai ricevuto una trasfusione e non in trattamento con alcun farmaco ad esclusione delle sostanze impiegate per la prevenzione delle infestazioni da endo- ed ectoparassiti. La quantità di sangue prelevata è stata di circa il % del volume ematico corporeo, senza mai superare il 10 % del peso corporeo. Gli esami emato-biochimici eseguiti sono stati quelli indicati dalla Linea Guida 3. In particolare ad ogni donazione è stato effettuato un test sierologico per l immunodeficienza felina virale e la leucemia felina virale (IDEXX SNAP FIV/FeLV Combo Plus Test, IDEXX laboratories), mentre Mycoplasma haemofelis è stato ricercato nello striscio di sangue periferico. La positività ad uno di questi test ha determinato l eliminazione del candidato donatore dal programma di donazione. In caso di esami dal risultato dubbio si è utlizzato il test di diagnostica molecolare PCR per conferma. Su ogni donatore alla prima valutazione di idoneità è stata eseguita la tipizzazione del gruppo sanguigno mediante test di immunomigrazione (Quick test A+B, Alvedia). DONAZIONE DI SANGUE La donazione di sangue è stata effettuata su soggetti in anestesia generale utilizzando zolazepam e tiletamina (Zoletil 20, 10 mg/ml tiletamina + 10mg/mL zolazepam, Virbac Srl) al dosaggio di 2 mg/kg per iniezione intramuscolare oppure con induzione e mantenimento dell anestesia con somministrazione di isofluorano attraverso maschera. L unità operativa era formata sempre da almeno tre operatori, due destinati alla gestione del donatore ed uno esclusivamente alle gestione del prelievo e alla preparazione delle sacche. Il prelievo ematico, effettuato con sistema aperto dalla vena giugulare, è durato circa 5 minuti per ciascun soggetto. PREPARAZIONE E CONSERVAZIONE DELLE UNITÀ DU SANGUE Il sangue prelevato è stato trasferito in sacche transfer sterili da 150 ml (Teruflex transfer bag 150 ml, Terumo corporation) (Fig. 1). Le sacche sono state conservate alla temperatura di 4 ± 2 C per un massimo di 35 giorni in frigoemoteca (Emoteca 250, Fiocchetti), dedicata alla conservazione di sacche di sangue di origine felina e canina, in cui il controllo del mantenimento costante dell idonea temperatura di conservazione è attuato mediante la verifica della temperatura istantanea, con visualizzazione su un apposito display, e continuativa tramite termoregistratore. Le sacche sono state posizionata orizzontalmente per poter garantire una migliore distribuzione del conservante-anticoagulante e l ossigenazione e lo scambio dei gas tra globuli rossi e ambiente LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013 7

8 L A V O R I O R I G I N A L I Fig. 1: Due unità di sangue intero felino (circa ml) etichettate e preparate con segmenti di sangue da utilizzare per le prove microbiologiche e i test di emocompatibilità (cross matching minor e major). esterno. Per garantire un uniforme distribuzione della soluzione anticoagulante e aumentare la vitalità dei globuli rossi le sacche sono state inoltre delicatamente miscelate e massaggiate manualmente tre - quattro volte a settimana. Tutti i campioni di sangue di sacca del nostro studio sono stati prelevati da segmenti di tubo collegati alla sacca (Fig. 2). Questo ha consentito di ottenere dei campioni in momenti successivi senza perforare la sacca ed aumentare la possibilità di contaminazione. EMOCOLTURA La coltivazione del sangue proveniente dalle sacche è stata eseguita modificando e adattando ai nostri campioni le procedure microbiologiche standard 4 : il giorno della preparazione della sacca con il sangue prelevato dal donatore (D0) su un campione a temperatura ambiente e su un campione a temperatura di refrigerazione; dopo 35 giorni (D35), al momento della data di scadenza della sacca costantemente tenuta a temperatura di refrigerazione (4 ± 2 C) su un campione a temperatura di refrigerazione. La doppia coltura a D0 ha avuto l obiettivo di verificare se nel campione fossero presenti contaminanti la cui crescita fosse inibita dalla conservazione a temperature di refrigerazione. Una quantità variabile da 200 a 500 µl di sangue è stata seminata, sterilmente, in brodo colturale Tryptic Soy Broth (TSB, Oxoid, Italia) in rapporto 1:10 (ad esempio 200 µl in 1,8 ml; 500 µl in 4,5 ml). Le provette sono state quindi incubate a 37 C per 24 ore; se dopo tale periodo il brodo è risultato limpido, con un impaccamento degli eritrociti sul fondo, è stato nuovamente incubato per 24 ore fino ad un massimo di 72 ore; oltre tale periodo il campione è stato indicato come sterile. Al contrario in caso di torbidità del terreno colturale, indice di positività, si è proceduto immediatamente con il trapianto di 100 µl della brodocoltura su terreno solido agar-sangue, che si ottiene aggiungendo sangue defibrinato di pecora al terreno di base Tryptic Soy Agar (TSA) (Microbiol, Italia). Il trapianto su questo terreno colturale permette, infatti, di ottenere colonie con la morfologia macroscopica tipica delle diverse specie batteriche. Queste piastre sono state incubate anch esse a 37 C per 24 ore, dopo di che si è proceduto all identificazione dei batteri mediante esame macro- e microscopico (valutazione della morfologia macroscopica ed esecuzione della colorazione di Gram), allestimento di semplici prove biochimiche e trapianto su terreni selettivi e differenziali [4-7]. Tali terreni sono specifici per i diversi microrganismi; ad esempio agar MacConkey per E. coli ed Enterobacteriaceae, Mannitol Salt Agar per Staphylococcus spp.. La valutazione della possibile contaminazione è avvenuta anche tramite ispezione visiva del colore e della consistenza del sangue contenuto nella sacca alla ricerca di coaguli o fibrina o cambiamenti di colore. Le indagini sono state effettuate al giorno della donazione (D0) e dopo 35 giorni di conservazione (D35) a temperature Fig. 2: Emocoltura di sangue felino in brodo colturale Tryptic Soy Broth. Campioni negativi per la crescita batterica. 8 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

9 L A V O R I O R I G I N A L I di refrigerazione di 4 C ± 2 C, giorno corrispondente alla scadenza delle sacche RISULTATI Durante il perido di studio (12 mesi) abbiamo ottenuto 26 sacche di sangue intero contenenti circa 60 ml (sangue e anticoagulante). È stata eseguita l emocoltura in 26 campioni a tempo 0 e 25 campioni a 35 giorni di conservazione. Un campione relativo al D35 non è stato analizzato perché in quantità non sufficiente per l analisi. Tutte le colture sono risultate sterili sia all'inizio (sia per i campioni conservati a temperatura ambiente che a temperatura di refrigerazione) che al termine della conservazione delle sacche. Nessuna sacca inoltre ha mostrato variazioni di colore e comparsa di coaguli e presenza di fibrina macroscopicamente rilevabili. DISCUSSIONI Le sacche di sangue intero felino del nostro studio sono state analizzate per la ricerca batteriologica sia al giorno 0 dopo preparazione della sacca, momento in cui è stato sottoposto ad analisi un campione mantenuto a temperatura ambiente ed uno a temperatura di refrigerazione, che al giorno 35 di conservazione a +4 C ±2 C. Tutti i campioni sottoposti a coltura sono risultati sterili sia al primo giorno di stoccaggio che alla scadenza. In tutte le sacche è stato, inoltre, effettuato un controllo visivo al fine di evidenziarne un eventuale colorazione non conforme del sangue, presenza di emolisi o torbidità della frazione plasmatica residua, presenza di coaguli o fibrina, tutti segni di possibile contaminazione batterica 8. Il viraggio del colore del sangue conservato da rosso a marrone scuro-nero è causato dal consumo di ossigeno da parte dei batteri aerobi e dall eccesso di emolisi causata dagli enzimi microbici 9, per questo rappresenta un ottimo ed efficace indicatore di possibile contaminazione batterica dell unità di sangue. L esame ispettivo effettuato sulle sacche stoccate del nostro studio non ha rilevato alcuna alterazione. In medicina umana, circa un unità di sangue su duemila raccolte risulta contaminata al giorno della donazione [10], ma fortunatamente, grazie alla conservazione a basse temperature, molti di questi batteri non sopravvivono durante lo stoccaggio 9. Il dato dimostra come la contaminazione batterica delle sacche di sangue conservate sia una problematica reale e come stia acquisendo sempre maggior rilevanza nel campo della medicina trasfusionale. In contrasto alla crescente sicurezza trasfusionale garantita da una maggior conoscenza dei gruppi sanguigni, da una scrupolosa scelta del donatore e dai numerosi test di screening effettuati su di esso, la contaminazione batterica rappresenta ancora un rischio attuale e di difficile controllo anche in medicina trasfusionale umana 11. Numerosi sono gli studi sia in campo umano sia veterinario che descrivono la presenza di colonie batteriche all interno di sacche di sangue conservato 11;17. In medicina umana i batteri coinvolti nella contaminazione dei prodotti ematici sono numerosi, i principali e più frequenti sono, fra i Gram positivi stafilococchi, streptococchi, Clostridium perfrigens e Bacillus cereus; tra i batteri Gram negativi sono principalmente rappresentati da Yersinia enterocolitica, Serratia marcescens e Serratia liquefaciens 18. La letteratura veterinaria ci offre invece solamente la descrizione di due batteri contaminanti, Pseudomonas fluorescens e Serratia marcescens ed entrambi i casi vengono riportati nell ambito della medicina trasfusionale felina 8;14, ad ulteriore dimostrazione di come la tecnica di raccolta del sangue con sistema aperto, che viene utilizzata nella donazione felina, sia un fattore di rischio maggiore per la contaminazione batterica. Le fonti di contaminazione batterica possono essere sia endogene che esogene 18. Le fonti endogene comprendono la superficie cutanea nel sito di venipuntura e la batteriemia occulta del donatore 19, mentre le fonti esogene di contaminazione sono costituite da contenitori non sterili derivanti da errori durante la produzione oppure dall ambiente esterno durante la donazione, la preparazione o lo stoccaggio 18. Il problema della sepsi delle sacche è sottostimato [15] in quanto non tutti i pazienti che ricevono una trasfusione con sangue contaminato sviluppano una reazione avversa identificabile, probabilmente perché molti di essi sono in terapia antibiotica ad ampio spettro al momento della trasfusione 11 ; inoltre le reazioni da sepsi presentano sintomatologia simile alle reazioni trasfusionale di tipo emolitico acuto e quindi, vengono spesso confuse con esse. Gli ostacoli alla limitazione del rischio di sepsi da trasfusione con sacche contaminate sono numerosi e di vario genere: è impossibile garantire una perfetta sterilità della cute nel sito di venipuntura, infatti, nonostante la disinfezione superficiale della cute, negli strati più profondi di questa LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013 9

10 L A V O R I O R I G I N A L I possono ancora essere presenti microrganismi 11. Una volta identificata l unità contaminata, risulta, poi, difficile risalire a quale sia l origine della contaminazione, infatti sono numerose le potenziali fonti batteriche sia interne sia esterne al donatore 14 ed occorre ripercorre esattamente tutte le fasi della donazione ed indagare tutto il materiale utilizzato per identificarne l origine. Il sangue stoccato rappresenta un perfetto pabulum di crescita batterica mantenendo infatti, le stesse qualità nutritive, ma perdendo, durante la conservazione, l attività dei fattori battericidi 15;20. Per far fronte a questa problematica e cercare di arginarla, nel 2008 il Ministero della Salute italiano ha emesso una linea guida in ambito di medicina trasfusionale umana in cui si obbligano i centri trasfusionali ad eliminare i primi 30 ml di sangue raccolto durante le donazioni tramite apposito dispositivo collegato alle sacche da trasfusione 21. Questo sistema è applicabile in medicina trasfusionale canina in cui vengono utilizzati gli stessi sistemi di raccolta della medicina umana. Nel gatto in cui viene utilizzato un sistema aperto si potrebbe procedere all eliminazione dei primi ml di sangue prelevato, ma questo esporrebbe ulteriormente il sistema di raccolta all ambiente esterno, aumentando le possibilità di contaminazione. Riveste una grossa importanza che l analisi delle sacche venga effettuata sia a D0 che a D35, infatti, dal momento che il sangue costituisce un ottimo terreno di crescita microbica, la quantità di colonie batteriche presenti a D0 potrebbe essere inferiore alla capacità di rilevazione della metodica per la ricerca batteriologica [8], ma aumentare durante lo stoccaggio rappresentando un pericolo per il ricevente 14,15. Anche in medicina trasfusionale veterinaria la problematica della contaminazione è fortemente avvertita e ancor più in medicina trasfusionale felina dove la donazione avviene attraverso un sistema aperto in cui le possibilità di contaminazione da parte dell ambiente esterno sono maggiori 14. I risultati del nostro studio dimostrano come, pur operando con un sistema aperto, sia possibile ottenere una totalità di unità di sangue sterili sia all inizio che alla fine della conservazione. Occorre precisare che tutte le sacche del nostro studio sono costituite da sangue intero conservato a 4 ± 2 C, componente ematica in cui la percentuale di contaminazione batterica in medicina umana risulta minore rispetto agli emocomponenti, soprattutto rispetto al concentrato di piastrine di cui la temperatura di conservazione, intorno ai 22 C, è maggiormente favorevole alla crescita batterica 15,19. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie ad una procedura di raccolta sangue scrupolosa e ad una particolare attenzione volta ad eliminare tutte le possibili fonti di contaminazione non strettamente necessarie, e al contenimento di quelle necessarie. La superficie cutanea nel sito di venipuntura, già citata fonte di possibile contaminazione, dopo tricotomia è stata disinfettata con più passaggi di alcool etilico denaturato (etanolo 94, ACEF S.p.a.). La flora cutanea del gatto comprende diverse specie di micrococchi, stafilococchi coagulasi negativi e positivi come lo Staphylococcus aureus e S. intermedius 22. La motivazione della mancata contaminazione è probabilmente da ricercarsi nel fatto che i batteri cutanei difficilmente riescono a moltiplicarsi alle temperature di conservazione di 4 C 18 e dall azione dell alcool etilico che garantisce un buon livello di disinfezione se le applicazioni sulla superficie cutanea vengono ripetute, come avvenuto durante il nostro studio 23. L analisi della letteratura medica offre dati contrastanti riguardo le percentuali di contaminazione delle sacche sanguigne 19 ed è ancor più difficile avere delle statistiche in medicina veterinaria poiché sono stati fatti meno studi al riguardo. Occorre, infine, precisare che tutte le analisi effettuate devono essere subordinate al costo delle procedure, il prodotto finale deve, infatti, essere sicuro, ma comunque presentare un costo fruibile per il paziente. A questo proposito si può inserire come routine il controllo del cambiamento di colore delle sacche che rappresenta un metodo a bassissimo costo che, seppur non sicuro, permette di effettuare un veloce screening sui prodotti conservati 14. A nostro avviso alcuni accorgimenti da noi adottati nelle procedure di raccolta, preparazione e conservazione delle sacche di sangue intero felino hanno permesso di ottenere un prodotto sicuro per il paziente ricevente, ovvero: l utilizzo per ogni donazione di anticoagulante CPDA-1 prelevato da sacca sterile ad uso umano (quindi evitando l impiego di un flacone multidose di anticoagulante che seppur più economico, sarebbe maggiormente suscettibile alla contaminazione); l impiego di materiale sterile per la donazione (siringhe, aghi, guanti, sacca transfer, spike per il trasferimento di sangue dalle siringhe alla sacca) che vengono aperti e preparati solo al momento del prelievo e della preparazione dell unità; 10 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

11 L A V O R I O R I G I N A L I la disinfezione della cute e attenzione durante il prelievo ed il trasferimento del sangue raccolto dalle 3 siringhe alla sacca, in particolare nel trasferimento ad evitare l ingresso di eccessiva quantità di aria nella sacca; la conservazione in frigoemoteca dedicata ai soli emocomponenti con mantenimento e monitoraggio costante della temperatura, che evita sbalzi di temperatura che potrebbero favorire la proliferazione delle specie batteriche inibite dal mantenimento di una costante temperatura di 4 ± 2 C; l impiego di un numero minimo di 3 operatori, due dei quali dedicati alla gestione e preparazione del donatore ed uno esclusivamente dedicato al prelievo, preparazione e gestione del sangue prelevato. CONCLUSIONI I risultati del nostro studio preliminare indicano come anche nel gatto, come avviene nel cane, pur operando con sistemi aperti per la raccolta di sangue destinato alla trasfusione, si possa procedere alla conservazione delle unità di sangue e che il rischio di contaminazione se si opera seguendo un protocollo standardizzato che minimizza le fonti di contaminazione, può essere contenibile o addirittura inesistente. BIBLIOGRAFÍA 1. Weingart C, Giger U, Kohn B. Whole blood transfusion in 91 cats: a clinical evaluation. J Feline Med Surg 2004; 6: Lucas RL, Lentz KD, Hale AS. Collection and preparation of blood products. Clin Tech Small Anim Pract 2004; 19(2): Linea guida relativa all esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario. Supplemento ordinario alla G.U. n.32, Carter GR, Wise DJ: Essentials of Veterinary Bacteriology and Mycology. 6 th Ed., Iowa State Press, Blackwell, USA, Quinn PJ, Markey BK, Carter ME, et al. Veterinary Microbiology and Microbial disease. Iowa State University Press, Ames, IA, USA, Poli G, Cocilovo A, Dall Ara P, et al. Microbiologia e Immunologia Veterinaria. 2 nd Ed., UTET S.p.A. Scienze Mediche, Torino, Jones R.L.: Laboratory Diagnosis of bacterial infections. In: Greene C.: Infectious diseases of the dog and cat. 3 rd Ed., Elsevier Inc., Philadelphia, USA, Kessler RJ, Rankin S, Young S, et al. Pseudomonas fluorescens contamination of a feline packed red blood cell unit and studies of canine units; Vet Clin Pathol 2010; 39(1): Hess JR. Red cells changes during storage. Transfus and Apher Sci 2010; 43: Yomtovian RA, Palavecino EL, Dysktra AH, et al. Evolution of surveillance methods for detection of bacterial contamination of platelets in an university hospital, 1991 through Transfusion 2006; 46: [abstract]. 11. Sharma RR, Subramanian PG, Kumar S, et al. Evaluation of storage conditions and bacterial proliferation in blood components; Science 2004; 35(10): Black WA, Pollock A, Batchelor EL. Fatal transfusion reaction due to Serratia marcescens, J Clin Path 1967; 20: Blajchman LA, Thornley JH, Richardson H, et al. Transfusion reaction due to vacuum tube contamination. Transfusion 1979; 19: Hohenhaus AE, Drusin LM, Garvey MS. Serratia marcescens contamination of feline whole blood in a hospital blood bank. J Am Vet Med Assoc 1997; 210: D Antonio D, Bonfini T, Iacone A. Contaminazione microbica dei componenti ematici. La trasfusione del sangue 2002; 47: Blajchman MA, Beckers EAM, Dickmeiss E, et al. Bacterial detection of platelets: current problems and possible resolutions. Transfus Med Rev 2005; 19: O Brien SF, Yi QL, Fan W, et al. Current incidence and estimated residual risk of transfusion-transmitted infections in donations made to Canadian Blood Services. Transfusion 2007; 47: Hogman CF, Engstrand L, Serious bacterial contamination from blood components - how do they occur?. Transfus Med 1998; 8: Engelfriet CP, Reesink HW. Bacterial contamination of blood components. Vox Sang 2000; 78: Wagner SJ. Transfusion-transmitted bacterial infection: risks, sources and interventions. Vox Sang 2004; 86: [abstract]. 21. Linea guida per la prevenzione della contaminazione batterica del sangue intero e degli emocomponenti. LG CNS 02 Rev. 0, Muller GH. Bacterial skin disease. In: Muller and Kirk s Small Animal Dermatology 6th edition. Saunders Co, Philadelphia, Greene C, Weese JS, Calpin JP. Laboratory Diagnosis of bacterial infections. In: Greene C, ed: Infectious diseases of the dog and cat. 3rd ed. Philadelphia: WB Saunders Co; pp LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

12 Lavori Originali UVEITE FELINA: un aspetto ricorrente in corso di malattia infettiva Chiara Pantè - DVM, PhD Ambulatorio Veterinario Associato Arena-Ostino, SS 113 n 216 Bivio Foresta- Carini (PA) SUMMARY The aim of the study is to identify the main infectious agents responsible for uveitis in cats. Uveitis is a common clinical findings in domestic animals, both as a single pathological event either as a clinical manifestation of a systemic pathology, probably due to the remarkable vascularization of the uvea. Particularly in cats up to 70% of uveitis have an infectious etiology. The clinical practice shows that especially in areas with a high rate of feline colonies, in which many subjects are affected from infectious diseases, the incidence of uveitis is greater. For these reasons, in front of a patient with uveitis, besides a careful diagnosis, it is significant to perform a complete haematological and biochemical tests on the samples and also any specific tests for infectious diseases on the basis of the eye alterations, which may in some cases be linked to a specific pathogen. KEY WORDS Uveitis, cat, eye, infectious diseases PAROLE CHIAVE Uveite, gatto, occhio, malattie infettive PATOGENESI Il meccanismo attraverso cui si instaura la flogosi inizia con la rottura della barriera emato-acquosa (BAB), anatomicamente costituita dalle cellule dell epitelio non pigmentato dei corpi ciliari e l endotelio dei vasi dello stroma irideo 18;21. La prima fase di questo processo viene definita acuta ed è caratterizzata da una rapida vasocostrizione seguita da vasodilatazione dei vasi iridei con conseguente aumento della permeabilità e passaggio di proteine come albumina, globuline e fibrina. Questa infiltrazione di proteine richiama nel sito dell infiammazione le cellule infiammatorie, leucociti polimorfonucleati (PMNs) e mastociti, che liberano i mediatori chimici della flogosi, tra i quali rivestono un ruolo chiave le prostaglandine (PG) 4;18;19;. Quest ultime provocano miosi e iperemia poiché agiscono sulla muscolatura iridea causando la contrazione del muscolo sfintere irideo; inoltre sono responsabili dell aumento del contenuto proteico in camera anteriore, visibile sotto forma di particelle in sospensione nell umor acqueo, che provocano una dispersione della luce, visibile come un riflesso luminoso continuo in camera anteriore (aqueous flare o effetto Tyndall) (Fig. 1). Infine le PG sono implicate nella diminuzione della pressione intraoculare (IOP) 18. Alla fase acuta segue quella subacuta in cui si ha la risposta immunitaria e che può anche esitare nella risoluzione della flogosi, nel caso in cui questa resti localizzata. Nel caso invece di un infiammazione profonda ed incontrollata alla fase subacuta segue una fase cronica (quando l uveite persiste per più di 4 settimane) in cui si rileva un minore contenuto in proteine rispetto alla fase acuta e una maggiore presenza Fig. 1: aumento del contenuto proteico in camera anteriore accompagnato da iperemia dei vasi ciliari profondi. 12 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

13 L A V O R I O R I G I N A L I Fig. 2: cambiamento di colore dell iride associato a lacrimazione nell occhio sinistro di un gattino di 6 mesi affetto da FeLV. di cellule mononucleate, a discapito dei polimorfonucleati 18;19. Nel corso della fase cronica si instaurano inoltre dei danni permanenti alla struttura vascolare dell uvea, che causano episodi cronici o ricorrenti di uveite 4;18. E possibile determinare la fase dell infiammazione effettuando la citologia dell umor acqueo e valutandone la concentrazione proteica 4;9. SINTOMATOLOGIA I segni clinici che si presentano in corso di uveite sono molteplici e per lo più aspecifici come: blefarospasmo, lacrimazione, protrusione della terza palpebra, dolore, edema corneale e fotofobia 4;18;21. Associate a questi ritroviamo anche delle manifestazioni cliniche caratteristiche della flogosi uveale: miosi, cambiamenti di colore dell iride, torbidezza dell umor acqueo, Ipopion e Ifema, diminuzione della IOP e della visione, noduli iridei caratteristici delle uveiti da FIV e FeLV, presenza di precipitati cheratici a grasso di montone, frequenti in corso di FIP, e iperemia dei vasi ciliari profondi (ciliary flush), facilmente distinguibile da un iperemia dei vasi superficiali congiuntivali applicando un collirio a base di epinefrina all 1% che agisce sui vasi superficiali ma non su quelli profondi 1;18;21 (Figg. 2 e 3). Le complicanze che si riscontrano più frequentemente in corso di uveite sono caratterizzate dalla formazione di sinechie anteriori e/o posteriori, dovute alla presenza di fibroblasti e cellule infiammatorie che favoriscono l adesione dell iride alla lente e che, se presenti a 360 attorno all iride, possono spingerla avanti e provocare il cosiddetto iris bombè e l insorgenza di glaucoma secondario alla chiusura dell angolo iridocorneale 18;1. Inoltre si può rilevare atrofia iridea, cataratta, lussazione della lente e l estensione dell infezione ai distretti oculari più vicini 18;22. Fig. 3: Ifema a carico dell occhio sinistro in un gatto affetto da FIV (per gentile concessione dell Università di Zaragoza) UVEITE INFETTIVA L uveite nel gatto può essere di natura endogena (idiopatica, infettiva, neoplastica e immunomediata), oppure di natura esogena (uveiti riflesse e traumatiche). L uveite secondaria a malattia infettiva è quella che si presenta come segno clinico di una malattia infettiva sottostante 18. In un recente studio è stato rilevato come fino al 70% delle uveiti nel gatto siano secondarie a malattia sistemica 14. Quest ultime vengono classificate in: virali FeLV (Feline Leukemia Virus), FIV (Feline Immunodeficiency Virus), FIP (coronavirus) ed Herpesvirus felino di tipo 1 (FHV-1) protozooarie Toxoplasma gondii batteriche bartonellosi (Bartonella hensalae), tubercolosi (Mycobacterium bovis, M. tubercolosis) funginee coccidomicosi (Coccidioides immtis), blastomicosi (Blastomyces dermatitidis), criptococcosi (Cryptococcus neoformans) e istoplasmosi (Histoplasma capsulatum). parassitarie larva migrans di Cuterebra 12;18. Il virus della FeLV determina uveite o attraverso un azione diretta o indirettamente, quando è associato a linfosarcoma; è stato infatti dimostrato che i gatti FeLV positivi presentano un rischio 60 volte maggiore di sviluppare un linfoma entro due anni dalla diagnosi dell infezione virale, rispetto ai soggetti negativi 13. E in grado di provocare varie alterazioni a carico dell occhio, in particolar modo lo sviluppo di masse orbitali, palpebrali, a carico della nittitante o in camera anteriore, così come glaucoma secondario, corioretinite, emorragie e/o distacchi retinici e neurite ottica 15;22. A livello dell uvea causa per lo più fenomeni di iridociclite, associata o meno ad Ipopion, con presenza di precipitati cheratici a grasso di montone e noduli iridei 15;22 (Fig. 4). LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

14 L A V O R I O R I G I N A L I Fig. 4: gatto femmina di 3 anni FeLV positivo con linfosarcoma. E possibile notare la presenza di ipopion in camera anteriore. Frequentemente si riscontra la presenza di masse bianco-rosate all interno della camera anteriore, che aderiscono alla superficie anteriore dell uvea 22. La diagnosi di FeLV si può effettuare attraverso dei test sierologici (ELISA; IFA), ripetuti a distanza di 3-4 mesi; in alternativa è possibile eseguire la PCR sull aspirato di midollo osseo, o su biopsie linfonodali e delle masse intraoculari 13;22. La citologia dell umor acqueo permette di rilevare la presenza di linfociti e raramente neutrofili e plasmociti; la presenza di leucociti alterati è significativa, ma la loro assenza non consente di escludere la presenza del virus e/o del linfosarcoma 22. In corso di FIV si rileva un infiammazione di diversa entità a carico dell uvea, con una scarsa presenza di precipitati cheratici, così come è rara la presenza di alterazioni a carico del segmento posteriore dell occhio 13;22. Un infezione cronica da FIV può altresì determinare la formazione di sinechie posteriori e lo sviluppo di glaucoma secondario. Inoltre la concomitante presenza di Toxoplasma gondii aumenta la possibilità che si sviluppino manifestazioni oculari 10 (Figg. 5 e 6). Il virus si può rilevare mediante le comuni metodiche sierologiche 10. Il virus della FIP invece può generare uveite, in particolar modo nella forma secca, come unico sintomo o associata ad altre manifestazioni cliniche (anoressia, depressione, perdita di peso, febbre intermittente, debolezza e versamenti toracici e addominali) 22. La patogenesi della malattia è caratterizzata dalla formazione di un granuloma con deposizione di immuno-complessi e l instaurarsi di una vasculite piogranulomatosa 11. Quest ultima provoca la rottura della barriera emato-acquosa e il passaggio di fibrina in camera anteriore. Inoltre il virus della FIP provoca, a livello oculare, corioretiniti piogranulomatose e vasculiti retiniche, nonché distacchi retinici e fenomeni di neurite ottica; spesso l infiammazione ha carattere progressivo e coinvolge tutto l occhio (panoftalmite/panuveite) 11;22. Data la natura granulomatosa del processo, è frequente il riscontro di precipitati a grasso di montone 18 (Fig. 7). La diagnosi si basa sull anamnesi e la storia clinica del soggetto e sugli esami di laboratorio, che rivelano una iperproteinemia con diminuzione del rapporto albumina/globulina e una gammopatia monoclonale, nonché neutrofilia con deviazione a sinistra 11. E possibile inoltre effettuare la citologia dell aspirato toracico o peritoneale per evidenziare l infiammazione piogranulomatosa. L unica diagnosi di certezza è data dall esame istopatologico del tessuto poiché i test sierologici rilevano solo la presenza di anticorpi contro il coronavirus 22. Infine è stata recentemente riscontrata la presenza Figg. 5 e 6: gatto maschio di 8 anni, FIV positivo. Presenta ipopion ed ifema in camera anteriore, associati a cambiamento di colore dell iride, fotofobia e lacrimazione. 14 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

15 L A V O R I O R I G I N A L I Fig. 7: gatto maschio di 2 anni affetto da FIP. Si nota il coinvolgimento bilaterale ad insorgenza acuta, con ifema (per gentile concessione dell Università di Zaragoza). Fig. 8: esito di un uveite granulomatosa causata probabilmente da Cryptococcus neoformans. E possibile notare un alterazione della forma del foro pupillare conseguente ad un interessamento della componente nervosa. Il gatto presentava cecità conseguente ad una corioretinite. di DNA di FHV-1 in gatti affetti da uveite, mediante PCR dell umor acqueo: questo può far pensare che anche quest agente eziologico possa provocare uveite o comunque contribuire al processo infiammatorio 7. L uveite è di comune riscontro anche in gatti affetti da Toxoplasma gondii, in particolar modo la forma oculare è ricorrente nei gattini infettati per via transplacentare o attraverso l allattamento 5. Può indurre uveite anteriore linfocitica-plasmocitica, oltre che corioretinite granulomatosa e vasculite retinica 20. Tuttavia non è sempre possibile isolare i bradizoiti e i tachizoiti di Toxoplasma mediante esame istologico delle lesioni o con la citologia dell umor acqueo, tanto da mettere in discussione il ruolo del parassita nella patogenesi della malattia 20. E stato dunque ipotizzato che Toxoplasma possa o causare direttamente un danno tissutale o provocare un meccanismo autoimmune e/o di ipersensibilità oculare. La diagnosi di toxoplasmosi si effettua mediante titolazione di IgG e IgM dal siero e dall umor acqueo; in particolar modo le IgM con un titolo superiore ad 1:256 sono un indicatore di infezione, mentre i livelli sierici di IgG possono restare elevati anche per anni 20;22. Recentemente è stata valutata l attendibilità della PCR sul siero e sull umor acqueo, dalla quale è emersa una scarsa affidabilità di questa metodica su siero, dato che le IgA e IgG, nonché il DNA del protozoo sono stati rilevati sia nel sangue di gatti malati, che clinicamente sani 8;20. La terapia prevede l utilizzo di clindamicina (12,5 mg/kg/bid per 2-3 settimane), associata alla somministrazione di corticosteroidi topici (desametasone 0,2%) 18;22. Tra le uveiti batteriche le più comuni sono quelle sostenute da Bartonella hensalae, facilmente riscontrabile al livello dell umor acqueo, sia nelle infezioni naturali che in quelle indotte sperimentalmente, anche se il meccanismo d azione non è ancora del tutto chiaro 2;3. Spesso l infiammazione uveale è associata ad altre alterazioni oculari, quali blefarite, cheratite, congiuntivite e corioretinite 18. La diagnosi si basa sulle anomalie riscontrabili all esame ematologico (trombocitopenia, anemia immunomediata e leucocitosi neutrofilica) e sull esame batteriologico, che rappresenterebbe la metodica d elezione nonostante i tempi d attesa necessari all isolamento del batterio siano relativamente lunghi. Esistono inoltre dei test ELISA e di Immunofluorescenza, che danno però facilmente reazioni crociate con Chlamidia psittaci 3 ; la conferma si ottiene solo mediante PCR sull umore acqueo 3;15. Una corretta diagnosi eziologica è indispensabile affinché la terapia abbia effetto; infatti uno studio condotto su gatti naturalmente o sperimentalmente affetti da Bartonella, ha dimostrato che è necessaria una terapia a base di doxiciclina alla dose di 10 mg/kg/bid per 4-6 settimane, per eliminare l infezione 6. Raramente si possono evidenziare delle uveiti granulomatose, a volte associate a distacchi retinici, in gatti affetti da Mycobacterium bovis e/o M. tubercolosis, distinguibili dall uveite conseguente a FIP per la concomitante presenza di granulomi cutanei, che esitano in fistole di drenaggio 6;18. I comuni test di emoagglutinazione e di fissazione del complemento sono poco LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

16 L A V O R I O R I G I N A L I attendibili, in quanto gli anticorpi vengono prodotti in maniera incostante, per cui è preferibile eseguire un esame istologico di una biopsia cutanea o la cultura batterica, che richiede comunque tempi lunghi (4-6 settimane) 6. Anche in corso di infezioni fungine si possono osservare dei fenomeni di flogosi intraoculare con coinvolgimento del segmento anteriore dell occhio, anche se le alterazioni più comuni si riscontrano a carico del segmento posteriore 6;22. Ad esempio un infezione da Cryptococcus neoformans causa nel 20-25% dei soggetti colpiti sintomatologia oculare, spesso associata ad un interessamento del sistema nervoso centrale, caratterizzata da corioretinite granulomatosa con o senza distacco essudativo della retina e uveite granulomatosa 6;16 (Fig. 8); l infezione può diffondersi attraverso il nervo ottico oppure per via ematogena, come nel caso di altri miceti 22. La Blastomicosi invece, sostenuta da Blastomyces dermatitidis, è molto più rara nel gatto che nel cane, per cui in letteratura sono riportati solo casi sporadici, ma sembra che possa causare sintomatologia oculare così come nel cane, con uveite granulomatosa, conseguente a corioretinite e distacco retinico, con formazione di granulomi subretinici 6,17. A volte l uveite può essere accompagnata da glaucoma secondario. Quest ultimo è altresì presente, ma meno comune, nelle infezioni da Histoplasma capsulatum, che colpisce soprattutto i gatti giovani (<4 anni), provocando una quadro patologico a carico del segmento posteriore e anteriore dell occhio, che può esitare in una panoftalmite 6. La diagnosi di uveite di origine micotica si basa su un esame fisico completo, associato ad indagini ematologiche, e aspirati linfonodali e midollari per la diagnosi di Istoplasmosi, o di liquido cefalorachidiano per la diagnosi di Criptococcosi 9;22. Infine è stato riportato in letteratura un caso di uveite conseguente alla larva di Cuterebra spp., un parassita che solitamente si ritrova nella trachea dei gatti, a livello della biforcazione 6;18. DIAGNOSI Risulta di fondamentale importanza un anamnesi dettagliata ed un accurata visita clinica per poter giungere ad una diagnosi eziologica il più precisa possibile 18. E importante valutare contemporaneamente il diametro pupillare di entrambi gli occhi ponendosi in una stanza oscurata e avvalendosi di una retroilluminazione (transilluminatore di Finoff) per evidenziare la presenza di miosi, ed effettuare la misurazione della IOP, che in corso di uveite scende al di sotto dei 9-10 mm Hg 4;22. Ad ogni modo una differenza maggiore di 5 mm Hg tra i due occhi, anche se con valori all interno del range, potrebbe essere indicativa di un principio di flogosi a carico dell occhio con la IOP più bassa 18. Mediante la citologia dell umor acqueo possiamo evidenziare la presenza di cellule infiammatorie e di un elevato contenuto in proteine, così come di precipitati cheratici e fibrina. Inoltre è possibile effettuare test sierologici sull umor acqueo (ELISA, PCR, immunofluorescenza indiretta e Western Immunoblotting Test) per rilevare la presenza di anticorpi contro le principali malattie infettive 19. TERAPIA Il trattamento delle uveiti nel gatto varia a seconda della causa e della durata del fenomeno, nonché della localizzazione. Di solito per le forme lievi e che coinvolgono l uvea anteriore è sufficiente un trattamento topico; per le forme più severe e/o che coinvolgono il tratto posteriore è indispensabile associare alla terapia topica un trattamento sistemico 9;22. Il principale protocollo terapeutico adottato in caso di uveite è aspecifico e prevede l utilizzo di antinfiammatori, antibiotici e farmaci cicloplegicomidriatici 4;9. Antinfiammatori - I corticosteroidi rappresentano il farmaco d elezione nella terapia dell uveite e devono sempre essere somministrati, indipendentemente dalla causa primaria 18. Agiscono inibendo la fosfolipasi e il rilascio di acido arachidonico, nonché l attività dei fibroblasti e del collagene, diminuendo la presenza di fibrina. Inoltre riducono la neovascolarizzazione e la permeabilità vascolare 9;22. Tra gli agenti più utilizzati ritroviamo il prednisolone acetato 1% e il desametasone sodio fosfato 0,2%, somministrati 4-6 volte al giorno come collirio e 3-4 volte al giorno sotto forma di unguento. In un recente studio è stato visto che il prednisolone 1% è più efficace nello stabilizzare la barriera ematoacquosa rispetto al desametasone. La principale controindicazione al loro utilizzo è la presenza di lesioni erosivo-ulcerative a carico della cornea 18. In alternativa o in associazione ai corticosteroidi è possibile impiegare come agenti antinfiammatori i FANS, che agiscono invece inibendo la via della ciclossigenasi e quindi la formazione di PG; tra questi ritroviamo l indometacina, il piroxicam, diclofenac e il flurbiprofen 9;22. A livello sistemico è possibile impiegare sia corticosteroidi al dosaggio di 1-2 mg/kg/die che FANS, come ad esempio il carprofen alla dose di 2 mg/kg in 1-2 somministrazioni giornaliere, valutando 16 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

17 L A V O R I O R I G I N A L I sempre i potenziali rischi al livello gastro-intestinale. Antibiotici - Il loro utilizzo è circoscritto unicamente a quelle forme di uveite sostenute da agenti infettivi e si tende a prediligere per lo più gli antibiotici sistemici, a discapito di quelli topici, che hanno uno scarso potere di penetrazione all interno dell occhio e vengono impiegati soprattutto per prevenire cheratiti batteriche secondarie 9;4. Tra gli antimicrobici maggiormente impiegati nel gatto ritroviamo la clindamicina alla dose di 10-12,5 mg/kg ogni 12 ore, che rappresenta l agente chemioterapico d elezione per il trattamento del Toxoplasma gondii; oppure la doxiciclina, efficace contro Bartonella henselae, al dosaggio di 10 mg/kg per OS ogni 12 ore 2;20. Nel caso di uveiti micotiche è possibile somministrare ketoconazolo o itraconazolo alla dose di 5mg/kg 1-2 volte al giorno per 4 settimane, oppure fluoconazolo alla dose di 2,5-10 mg/kg per 8-12 settimane 9;22. Midriatico-cicloplegici - Vengono utilizzati poiché, agendo sulla muscolatura iridea e dei corpi ciliari, rimuovono la componente dolorifica provocata dallo spasmo del muscolo irideo, e mantengono la pupilla in midriasi, limitando così la formazione di sinechie anteriori e posteriori 22. L agente parasimpaticolitico maggiormente utilizzato nel gatto è l atropina 1% somministrata 1-2 volte al giorno sotto forma di unguento, poiché, rispetto al collirio, provoca una minore salivazione 18. Questo, oltre ad agire sulla componente muscolare, blocca l effetto dell acetilcolina, responsabile dell aumento della permeabilità vascolare, stabilizzando la BAB, e provoca la rottura delle sinechie. La principale controindicazione al suo impiego è legata alla sua durata d azione, che può persistere fino a 120 ore dalla somministrazione. Inoltre può provocare diminuzione della produzione lacrimale, della motilità intestinale e tachicardia ed è controindicata nei casi in cui la IOP sia elevata 18,22. Un ottima alternativa è rappresentata dalla tropicamide 1%, che ha una durata d azione inferiore, per cui mantiene la midriasi dalle 4 alle 6 ore e permette di controllare più facilmente l aumento della IOP 18. CONCLUSIONI Dalla letteratura esaminata e dal riscontro nella pratica clinica è possibile dunque evincere che l uveite su base infettiva, nel gatto, rappresenta una patologia molto comune, soprattutto nelle zone con un elevato tasso di colonie feline, nelle quali il numero dei soggetti affetti da patologie a carattere infettivo è consistente. Va sottolineata inoltre l importanza, quando ci troviamo di fronte ad un soggetto con infiammazione intraoculare, di un anamnesi dettagliata e di un esame clinico completo, valutando attentamente le lesioni presenti a carico dell occhio, che potrebbero indirizzarci verso un determinato agente causale. Così come è fondamentale il ricorso ad accertamenti diagnostici specifici per giungere ad una corretta diagnosi eziologica, indispensabile per avere una risposta terapeutica: infatti il solo trattamento locale adottando un protocollo aspecifico a base di antiinfiammatori, cicloplegico-midriatici e, se necessario, antibiotici, non permette di risolvere il problema in modo definitivo nei gatti che presentano una malattia infettiva sottostante. BIBLIOGRAFIA 1. Chipont Benabent E., Cunningham E.T. Jr. Approach to the patient with acute anterior uveitis. Arch Soc Esp Oftalmol. 2002;77(4): Kalogeropoulos C., Koumpoulis I., Mentis A., Pappa C., Zafeiropoulos P., Aspiotis M. Bartonella and intraocular inflammation: a series of cases and review of literature. Clin Ophthalmol. 2011;5: Lappin M.R., Kordick D.L., et al. Bartonella spp. antibodies and DNA in aqueous humour of cats. J Fel Med Surg 2000; 2: Townsend W.M. Canine and feline uveitis. Vet Clin North Am Small Anim Pract. 2008;38(2): Powell C.C., Lappin M.R. Clinical ocular Toxoplasmosis in neonatal kittens.vet Ophthalmol 2001; 4: Ettinger S.J., Feldman E.C. et al. Clinica medica veterinaria. Elsevier Massons, Maggs D.J., Lappin M.R., Nasisse M.P. Detection of feline herpesvirus-specific antibodies and DNA in acqueous humor from cats with or without uveitis. Am J Vet Res 1999, 60: Lappin M.R., Burney D.P., Hill S.A., Chavkin M.J. Detection of Toxoplasma gondii-specific IgA in the aqueous humor of cats. Am J Vet Res. 1995;56(6): Powell C.C., Lappin M.R. Diagnosis and treatment of feline uveitis. Compendium 2001; 23: Davidson M.G., Rottman J.B., et al. Feline immunodeficiency virus predisposes cats to acute generalized toxoplasmosis. Am J Pathol 1993; 143: LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

18 L A V O R I O R I G I N A L I BIBLIOGRAFIA 11. Andrew S.A. Feline infectious peritonitis. Vet Clin North Am Small Anim Pract 2000; 30: Lappin M.R. Feline infectious uveitis. J Feline Med Surg. 2000; 2(3): Willis A.M. Feline leukemia virus and feline immunodeficiency virus. Vet. Clin. N Am Sm Anim Pract 2000; 30: Gemensky A., Lorimer D., Blanchard G. Feline uveitis: a retrospective study of 45 cases. Proc Am Coll Vet Ophthalmol 1996, 27: Colitz C.M. Feline uveitis: diagnosis and treatment. Clin Tech Small Anim Pract. 2005; 20(2): Fisher CA. Intraocular cryptococcosis in two cats. J Am Vet Med Assoc 1971; 158: Nasisse M.P., Van EE R.T., Wright B. Ocular changes in a cat with disseminated blastomycosis. J Am Vet Med Assoc 1985; 187: Guandalini A., Peruccio C., Pizzirani S. Oftalmologia. Poletto editore; Lappin MR, Marks A, Green GE et al Serologic prevalence of selected infectious diseases in cats with uveitis. J. Am Vet Med Assoc 1992; 201: Davidson M.G. Toxoplasmosis. Vet Clin North Am Small Anim Pract. 2000;30(5): Goodhead A.D. Uveitis in dogs and cats: guidelines for the practitioner. J S Afr Vet Assoc. 1996;67(1): Gelatt K.N. Veterinary Ophthalmology. Blackwell Publishing; LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

19 i n s e r t o s t a c c a b i l e inserto staccabile destinato ai proprietari 01 Articoli tradotti dal sito 2013 Feline Advisory Bureau Introduzione di un gatto in una casa dove già vivono un gatto od un cane Portare un nuovo gatto o un gattino in casa e introdurlo al gatto od al cane di casa può essere molto snervante. Si vorrebbe che tutti andassero di comune accordo e accogliessero bene il nuovo felino in casa, ma questo accade raramente. Anche se il motivo per cui si adotta un altro gatto potrebbe essere quello di fargli compagnia, certo il gatto di casa non può accogliere il nuovo arrivato con le zampe aperte! L introduzione attenta può aiutare a spianare la strada verso la convivenza tranquilla degli animali, piuttosto che lasciare che risolvano la cosa da soli. I gatti, a differenza del cane, vivono felicemente da soli, senza una struttura sociale che li circonda. Sebbene si desidera avere un altro gatto in casa, è improbabile che sentano il bisogno di un compagno. Alcuni conviveranno facilmente con un nuovo arrivato, altri non potranno mai andare d accordo oppure possono semplicemente riuscire a vivere fianco a fianco in una tregua difficile - si può solo provare. Al di là del fatto che può essere una questione di scelta del gatto che incide sulla possibile convivenza, la differenza può essere determinata da come si introduce un nuovo gatto o gattino in una casa dove c è già un gatto o più gatti e ciò incide sul successo o sul fallimento dell iniziativa. Una volta che una relazione si basa sulla violenza, sulla paura ed il gatto si sente minacciato, può essere molto difficile cambiare i modelli di comportamento. Così introduzioni attente, che impediscono reazioni eccessive, fatte con calma, sono di vitale importanza. Fattori che influenzano la coabitazione di gatti con successo Adulti o gattini? Un gattino si sente meno minacciato da un gatto adulto, perché è ancora sessualmente immaturo. Può anche essere meglio introdurre un gattino o un gatto adulto di sesso opposto al gatto di casa per ridurre al minimo la concorrenza. La sterilizzazione aiuta a rimuovere la maggior parte di questi problemi, ma non li può sopprimere interamente. Tempismo Scegliete un momento, per introdurre un nuovo gatto, in cui la famiglia è tranquilla - evitare feste, parenti o amici in visita e trovare il tempo per concentrarsi sul calmare e rassicurare entrambi i gatti. L olfatto è importante Ricordate che l olfatto è il più importante dei sensi del gatto in termini di comunicazione e di benessere. Si può cercare di integrare il nuovo gatto in casa e renderlo meno estraneo facendogli avere un odore di casa prima di presentarlo al gatto residente. Per fare questo accarezzare la zona della testa del gatto senza lavarsi le mani, con un panno morbido, che verrà usato per tamponare nella vostra casa e sui mobili così da miscelare e diffondere gli odori. Allo stesso modo può essere consigliabile lasciare che il gatto si abitui ai nuovi odori della casa e dell altro gatto prima dell introduzione, ritardando l incontro tra loro di alcuni giorni od anche di una settimana. Durante questo

20 i n s e r t o s t a c c a b i l e periodo bisogna tenerli in stanze separate permettendo a ciascuno di indagare l altrui ambiente e giaciglio senza però che si incontrino. Utilizzare un box od un trasportino per le presentazioni Dipende da voi far in modo che il nuovo gatto ed il gatto di casa si sentano più al sicuro possibile ed evitare che il nuovo arrivato sia inseguito o minacciato (occasionalmente può avvenire il contrario). I problemi possono sorgere se gli incontri iniziali degenerano in una rissa od in un inseguimento. Il modo migliore per evitare questo è di utilizzare, per le presentazioni iniziali, un box in rete metallica di 1m per 0,75 m, alto 1m con una porta che può essere lasciata aperta o chiusa in modo sicuro. Il gatto che si trova dentro può vedere quello che succede intorno, ma si sente sicuro all interno della sua tana. Si può mettere una coperta sopra la parte superiore inizialmente per far sentire il gatto più al sicuro, se si pensa che si senta vulnerabile. Il box permette ai gatti di vedere l altro, annusare attraverso le sbarre, soffiare e lamentarsi l un l altro senza alcun attacco od intimidazione. Se si è preso un nuovo gattino, allora può essere molto utile utilizzare un box più grande per tenerlo inizialmente dentro. Nuovi inserimenti possono essere effettuati utilizzando il box, chiudendo dentro il gattino con il suo giaciglio e la lettiera, anche quando si sta andando fuori e non si vuole lasciarlo solo per evitare che combini guai o possa essere in pericolo. Il gattino può essere chiuso nel recinto di notte (l acqua deve essere disponibile) con gli altri animali nella stessa stanza e possono così abituarsi l uno all altro in tutta sicurezza. Se non è possibile entrare in possesso di un box o di una gabbia, è possibile utilizzare un trasportino per gatti per le presentazioni iniziali. Naturalmente non dovrà essere usato per chiudere il gatto od il gattino per lunghi periodi perché è troppo piccolo, ma può essere meglio di niente. L utilizzo di un box od un trasportino per le presentazioni Bisogna far entrare il nuovo gatto o gattino nel box / trasportino, che si posiziona in un posto alto in modo che i gatti non siano costretti ad un contatto visivo diretto, che può scatenare l aggressione. Lasciate che il gatto di casa entri nella stanza, prestategli attenzione, calmatelo e rassicuratelo. Se il gatto decide di scappare senza indagare sul nuovo arrivato non forzarlo, ma accettare che le cose possano richiedere un po di tempo - questo è probabilmente il tipo di gatto che non darà luogo ad incontri aggressivi ma rimarrà in disparte e gradualmente accetterà il nuovo gatto in casa. Se i gatti mostrano segni di aggressività,distrarli con un rumore e poi gratificarli se si incontrano tranquillamente. È possibile utilizzare leccornie per incoraggiare i gatti a stare vicino l un l altro, ad accettare la presenza dell altro, se hanno un atteggiamento positivo - si desidera che i gatti associno il loro incontro ad eventi piacevoli, non grida od inseguimenti. Se si sta utilizzando un box di grandi dimensioni è possibile consentire l accesso libero al gatto di casa se il gattino/ gatto è nel box da un certo numero di giorni, in modo che a poco a poco si abituino gli uni agli altri. Se si utilizza un trasportino allora ci sarà bisogno di incontri un pò più frequenti e controllati. Con entrambi i metodi si può iniziare ad alimentare i gatti nello stesso momento, il gatto di casa fuori ed il nuovo gatto all interno del box/trasportino sul pavimento. Durante tutto questo ci può essere qualche sibilo e dei soffi, ma questo si dovrebbe a poco a poco trasformare in curiosità ed accettazione graduale - l operazione potrebbe richiedere alcuni giorni o settimane, dipende dal carattere dei gatti. Incontro faccia a faccia Quando sentite che è il momento giusto per farli incontrare senza il box, allora si può ancora usare il cibo come distrazione: limitare il cibo in modo che siano un po affamati e poi dar loro da mangiare nella stessa stanza. E consigliabile scegliere una stanza in cui entrambi i gatti possano fuggire dietro i mobili, saltare in alto o nascondersi se lo vogliono. Si mette il cibo al gatto di casa e poi si lascia che il nuovo gatto esca per mangiare - si dovrà valutare quanto vicini possano essere - non tentare fianco a fianco inizialmente! Siate calmi e rassicuranti e premiate il comportamento voluto con il cibo preferito. I gatti devono trovare ognuno il proprio posto dove rannicchiarsi per dormire, ma potrebbe essere necessario mantenerli ancora separati per un pò, con i pasti come momento per loro di stare insieme un po di più. Una volta che siete sicuri che non si azzufferanno o inseguiranno, allora si può iniziare ad utilizzare tutta la casa - i gatti proba-

21 i n s e r t o s t a c c a b i l e bilmente troveranno un posto che consenta loro di vivere in pace nella stessa casa, mentre gradualmente si abituano e si accettano l un l altro. Quanto tempo ci vorrà? Ci può volere solo un giorno o due o può richiedere diverse settimane perchè i gatti imparino a tollerarsi a vicenda. Potrebbero essere necessari mesi prima che i gatti siano rilassati l uno con l altro, ma si è sulla buona strada se si raggiunge lo stadio di una tregua calma tra di loro. Presentazione del cane Nonostante i cani ed i gatti siano stati spesso descritti come nemici, di solito è molto più facile introdurre un nuovo gatto ad un cane che ad un altro gatto. Mentre entrambi gli animali possono essere diffidenti l un l altro inizialmente, non vedono l altro come concorrenza diretta ed effettivamente possono convivere molto bene. Se il vostro cane è abituato ai gatti può essere eccitato inizialmente per una nuova presenza in casa ma presto si calmerà abituandosi alla novità. Molti cani vivono felicemente con i gatti di casa, mentre inseguono gatti estranei fuori dal giardino; quindi è necessario fare attenzione fino a quando il gatto non viene visto come uno della famiglia. Allo stesso modo se il vostro gatto o gattino ha già vissuto con un cane, allora ci saranno molte meno probabilità che sia spaventato a lungo e si sentirà al sicuro vicino al cane più rapidamente. Avrete bisogno di tenere tutto sotto controllo fino a quando il cane ed il gatto siano abituati gli uni agli altri. Accarezzare il cane ed il gatto separatamente, ma senza lavarsi le mani per non modificare i loro odori. Il gatto poi prenderà l odore della casa e diventerà parte dell ambiente del cane. Ancora una volta il box di grandi dimensioni è l ideale per i primi incontri per mantenere la calma ed il gatto in una situazione protetta. Lasciate che il cane annusi il nuovo arrivato tra le sbarre e superi il suo entusiasmo iniziale. Il gatto può anche soffiare, ma è ben protetto. Se si dispone di un box grande allora si può mettere il gatto dentro di notte nella stanza dove dorme il cane e farli abituare l un l altro per un paio di giorni od anche una settimana. Alcuni cani, in particolare quelli non abituati ai gatti o con un carattere eccitabile o aggressivo, hanno bisogno di particolare attenzione per le presentazioni. Essi dovrebbero essere tenuti calmi il più possibile al guinzaglio e fatti sedere in silenzio. Al nuovo gatto dovrebbe essere data una posizione di sicurezza nella camera e la possibilità di abituarsi al cane e di conoscerlo, se lo vuole. Questa operazione potrebbe richiedere un po di tempo e pazienza e premi per il cane se si comporta bene. Per i cani più tranquilli e quelli abituati ai gatti, le presentazioni possono essere effettuate utilizzando un trasportino robusto per il gatto. Tenere il cane al guinzaglio inizialmente, posizionare il trasportino in un posto alto e fare degli incontri controllati, che siano brevi e frequenti. La maggior parte dei cani presto si calmerà quando perderà interesse per il nuovo arrivato. Se il vostro cane è piuttosto eccitabile si può portare a fare una lunga passeggiata per utilizzare in parte la sua energia! Potrebbe essere necessario tenere sotto controllo razze di cani come i terrier, come i levrieri o come le razze da caccia, fino a quando non hanno imparato che il gatto non è una preda! Cuccioli giovani rischiano di diventare molto eccitati e possono tentare di giocare con il nuovo gatto che è molto improbabile sia d accordo! Potrebbe essere necessario lavorare sodo per mantenere le cose tranquille e bisogna essere consapevoli del fatto che un balzo improvviso del gatto scatenerà un inseguimento. Lodate il cane per le interazioni tranquille, fatelo riposare ed usate il cibo per premiarlo per la buona condotta. Anche in questo caso è utile associare la presenza del gatto con la ricompensa per il comportamento desiderato. Quando si procede senza il guinzaglio assicurarsi che ci siano luoghi dove il gatto possa rifugiarsi, sporgenze alte o mobili che possano essere utilizzati per sentirsi al sicuro. Non lasciare mai il cane e gatto insieme da soli fino a quando non si è sicuri che vadano d accordo. Il cibo del gatto sarà estremamente allettante per qualsiasi cane, pertanto metterlo in alto e fuori dalla sua portata! Allo stesso modo una lettiera può essere piuttosto allettante e deve essere tenuta fuori dalla portata del cane. Feline Advisory Bureau

22 i n s e r t o s t a c c a b i l e

23 The highly successful 7th World Congress of Veterinary Dermatology (WCVD7) was held in Vancouver, Canada from July 24 to July 28, A record number of delegates participated in the Congress with more than 1600 veterinarians, dermatologists, pathologists, basic scientists, exhibitors and accompanying persons in attendance. The World Congress of Veterinary Dermatology has become a global event of unsurpassed status in the international sphere of veterinary science and education. The World Congresses are organized under the auspices of the World Association for Veterinary Dermatology (WAVD) of which the American College and Academy of Veterinary Dermatology (ACVD, AAVD); the Canadian Academy of Veterinary Dermatology (CAVD) and European College and Society of Veterinary Dermatology (ECVD, ESVD) are founding members. More recently Australia, New Zealand and Asia have joined the ranks making this a multicultural and global association. Congress delegates from over 50 countries had the option of attending lectures from world-class experts delivering cutting edge, state-of-the-art research to an extensive program of both advanced and comprehensive continuing education in dermatology for the veterinary practitioner. Seven concurrent streams of lectures and presentations covering many topics in veterinary dermatology were offered to the delegates in the high-tech atmosphere of the award winning Vancouver Convention Centre. State of the Art and Supporting Review presentations for the six major themes (allergy, immunology, skin biology, therapy, infectious disease, and oncology) were delivered by invited guest speakers from around the world. WCVD7 was also proud to present a two-day session with a focus on feline dermatology. Lectures were presented by veterinary dermatologists with extensive experience in feline clinical dermatology and topics included feline specific approaches to pruritic and non-pruritic skin conditions, diagnostics and therapeutics. Additional lectures included management strategies for atopic cats and feline otitis externa. There was a featured theme on neoplasia specific to cats as well as laser therapy and novel drug therapies and autoimmune disease. This species-focused session was highly successful and well attended. The Congress is a show-case for original scientific research and 69 free communications and 122 poster presentations, many focusing on feline disease, were presented in Vancouver. The full proceedings will be available in a special issue of Veterinary Dermatology due out later this year. The Organizing Committee of WCVD7 are indebted to the those involved with the planning and execution of this prestigious meeting and are grateful for the support of the principal sponsors: Bayer Animal Health, Hills Inc., Novartis Animal Health, Pfizer Animal Health, Royal Canin, TEVA Animal Health, Virbac Animal Health and the WAVD. Don t miss the 8 th World Congress of Veterinary Dermatology to be held in Bordeaux France in 2016.

24 GIORNATA DI STUDIO APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA IN DERMATOLOGIA FELINA: dal sintomo alla terapia Napoli, sabato 13 aprile Aula Orto Botanico IN COLLABORAZIONE CON Scuola di specializzazione in Alimentazione Animale della Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Napoli CON IL PATROCINIO Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali - Università di Napoli Ordini dei Medici Veterinari delle Provincie di Avellino, Benevento, Caserta, Latina, Napoli, Roma, Salerno RELATORI ALBANESE Francesco Medico Veterinario, Libero Professionista, Arezzo CERUNDOLO Rosario Dip ECVD, MRCVS, Cambridge European & RCVS Recognised Specialist in Veterinary Dermatology Hon. Ass. Prof. of Veterinary Dermatology, University of Nottingham COLNAGO Giuseppe DVM Technical Manager Companion Animal Elanco Animal Health. CORTESE Laura Prof. Aggr., Dipartimento Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, Università degli Studi di Napoli Federico II CUTRIGNELLI Monica Isabella Prof. Ass. Nutrizione e Alimentazione Animale, Dipartimento Medicina Veterinaria e Produzioni Animali Università degli Studi di Napoli Federico II MORCHI Flavio DVM, Direttore Comunicazione Scientifica Royal Canin Italia 8.30 Registrazione dei partecipanti 9.00 Saluto delle Autorità 9.15 Alopecia focale/multifocale F. ALBANESE Alopecia simmetrica/generalizzata R. CERUNDOLO Intervallo Dermatiti facciali F. ALBANESE Malattie eosinofiliche feline L. CORTESE I vantaggi delle diete da esclusione F. MORCHI Discussione Pausa pranzo Trattamento e controllo delle infestazioni da pulci nel gatto: che cosa c è di nuovo? G. COLNAGO Pododermatiti e malattie delle unghie R. CERUNDOLO Dermatiti erosive/ulcerative R. CERUNDOLO Intervallo Dermatiti papulo-nodulari F. ALBANESE Gestione nutrizionale delle reazioni avverse agli alimenti: approccio pratico M. I. CUTRIGNELLI Discussione Verifica apprendimento ECM e chiusura lavori INFORMAZIONI GENERALI Sede: Sala Congressi Orto Botanico - Via Foria, 223, Napoli Come arrivare: Dista pochi chilometri dall'aeroporto di Capodichino e dalla Stazione Centrale di P.zza Garibaldi; da quest'ultima è possibile giungerlo con diversi bus o metropolitana, che collega la Stazione alla vicina P.zza Cavour. Per informazioni in loco: Prof. Laura Cortese, Facoltà Medicina Veterinaria Napoli, Sez. Clinica Medica Tel. 081/ Fax 081/ ECM: N 6 accreditato per la categoria Medico Veterinario (max n 100 pax). Frequenza obbligatoria al 100%, verifica apprendimento 75%. Gli attestati con i crediti verranno spediti per mail dopo verifica dei requisiti sopra indicati. Quote Iscrizione (iva inclusa): Soci AIVPAFE (in regola 2013) e Iscritti Scuola Spec. in Alimentazione Animale di Napoli gratuito Iscritti Ordine Medici Veterinari di Napoli gratuito Iscritti Ordine Medici Veterinari di Latina 30,00 Iscritti Ordine Medici Veterinari di Avellino, Benevento, Caserta, Roma, Salerno 50,00 Soci AIVPA, CARDIEC, GISPEV, SITOV (in regola 2013) 50,00 Neolaureati (A.A. 2011/2012) inclusa iscrizione AIVPAFE ,00 Studenti 5 anno gratuito (n limitato) Soci del Club del Veterinario 100,00 Non appartenenti alle suddette categorie 120,00 Modalità iscrizione: inviare la scheda di iscrizione con copia del versamento a MV Congressi SpA, entro il 31 marzo Rinunce e rimborsi: dovranno pervenire alla Segreteria 15 giorni prima della data di svolgimento e comporteranno una restituzione del 70% dell importo versato, oltre tale data non potrà essere effettuato alcun rimborso. Per informazioni: - Via Marchesi 26 D Parma - tel fax

25 SCHEDA ISCRIZIONE GIORNATA DI STUDIO APPROCCIO ORIENTATO AL PROBLEMA IN DERMATOLOGIA FELINA: dal sintomo alla terapia Napoli, sabato 13 aprile Aula Orto Botanico da rispedire entro il 31 MARZO 2013 ALLEGANDO copia del versamento a MV Congressi SpA fax Cognome Nome Indirizzo CAP Città Prov. Codice fiscale P. IVA Nato a ( ) il e- mail tel fax Desidero iscrivermi in qualità di (barrare ) Socio AIVPAFE (in regola 2013) Iscritto Scuola Specializzazione in Alimentazione Animale di Napoli Iscritto Ordine Medici Veterinari di Napoli Quote Iva inclusa Gratuito Gratuito Gratuito Iscritto Ordine Medici Veterinari di Latina 30,00 Prov Iscritto Ordine Medici Veterinari di Avellino, Benevento, Caserta, Roma, Salerno 50,00 Prov Socio in regola 2013 ASETRA AIVPA CARDIEC GISPEV SITOV 50,00 Neolaureato (A.A. 2011/2012) 50,00 inclusa iscrizione AIVPAFE 2013 Studente 5 anno Gratuito (n limitato) Socio del Club del Veterinario 100,00 Non appartenente alle suddette categorie 120,00 Invio pertanto l importo di (allegando copia della ricevuta del versamento) tramite: Assegno bancario vaglia postale da intestare o spedire a: MV Congressi SpA Via Marchesi 26/D Parma (assegni: si consiglia tramite raccomandata) Bonifico bancario intestato a: MV Congressi SpA - CARISBO Ag. Parco Ducale IBAN IT40 V H Swift /Bic IBSPIT2B Specificare nella causale del vaglia/bonifico: nome partecipante / cod DATI PER LA FATTURAZIONE Ragione sociale Indirizzo CAP Città Prov P.IVA Codice fiscale (la fattura verrà spedita in formato.pdf) Ai sensi del D.lgs n. 196/03 si informa che i Suoi dati personali saranno trattati, con l'utilizzo anche di strumenti elettronici, per finalità connesse allo svolgimento dell evento. Il conferimento dei dati è facoltativo ma necessario, la loro mancata indicazione comporta l impossibilità di adempiere alle prestazioni richieste. I Suoi dati saranno trattati da personale incaricato (addetti di amministrazione e di segreteria), e potranno essere comunicati a soggetti ai quali la comunicazione risulti necessaria per legge, al Ministero della Salute ai fini ECM, a soggetti connessi allo svolgimento dei servizi relativi all' evento (es hotel, agenzia di viaggio etc, ed ad AIVPAFE. Previo consenso, i suddetti dati potranno essere utilizzati anche per informarla dei nostri futuri eventi. Le sono riconosciuti i diritti di cui all art. 7 del D.lgs. 196/2003 in particolare, il diritto di accedere ai Suoi dati personali, chiederne rettifica, aggiornamento e/o cancellazione, rivolgendo richiesta al responsabile per il riscontro all interessato, Dott. Franco Aiello. Il titolare è MV Congressi Spa. Via Marchesi 26 D, Parma. Consenso al trattamento dei dati personali Consenso all invio tramite o fax di materiale informativo. acconsento non acconsento acconsento non acconsento Data Firma

26 Casi Clinici C A S I C L I N I C I MIELOMA MULTIPLO NEL GATTO: descrizione di un caso clinico Pereira, M.; Pretti, R.; Fidanza, M.; Gonzalez, S.; Gabriele, C.; Nosach, N.; Maubecin, E.; Mira, G. Área de Patología Clínica y Enfermedades Médicas. Hospital Escuela. Facultad de Ciencias Veterinarias UBA, Chorroarin 280, Buenos Aires, Argentina. Autore corrispondente: Lavoro pubblicato su: Vet. Arg. Vol. XXIX - Nº 286 Febrero SUMMARY Multiple Myeloma (MM) is a B-lymphocyte neoplasm, in the last stage of differentiation as plasma cell, that produce immunoglobulins. It is characterized by the infiltration of neoplastic cells in bone marrow, production and secretion in most of the cases of a complete immunoglobulin or portion of it. It can be detected and measured in serum and urine by electrophoresis. The incidence of MM in cat is unknown, however, it is a much rarer diagnosis than in the dog. MM affects aged cats, most commonly in domestic short hairs, and no sex predilection. MM has not been associated with either FeLV or FIV. The clinical signs associated with MM is a result of systemic distribution from the malignant cells and type and quantity of immunoglobulins secreted at the time of the diagnosis. Chemotherapy includes Melphalan and Prednisone, Cyclophosphamide like only agent or in combination with Melphalan and Lomustine. The response was partial in 60% the cases and the survival time was four months according to the consulted bibliography. KEY WORDS Multiple myeloma, neoplasia, melphalan, cyclophosphamide PAROLE CHIAVE Mieloma multiplo, neoplasia, melphalan, ciclofosfamide INTRODUZIONE Il mieloma multiplo (MM) è una neoplasia dei linfociti B, nella differenziazione a plasmacellule, la quale interviene nella produzione delle immunoglobuline. Si caratterizza per l infiltrazione di plasmacellule neoplastiche o dei suoi precursori nel midollo osseo e per la produzione e secrezione nella maggior parte dei casi di una immunoglobulina completa o in una frazione di questa, identificabile e misurabile nel siero e/o urina tramite l elettroforesi. L infiltrazione plasmacellulare a livello midollare è fondamentale ai fini diagnostici di MM (Tab. 1). L incidenza nel gatto non è nota, però è molto inferiore a quelle della specie canina. Rappresenta all incirca lo 0,9% di tutte le neoplasie feline e l 1,9% delle neoplasie ematologiche. Colpisce di preferenza gatti anziani a pelo corto Più del 5% di plasmacellule nel midollo osseo o plasmocitoma nel reperto bioptico, più uno dei seguenti criteri: Picco monoclonale nel siero Picco monoclonale nelle urine Lesioni osteolitiche Questi risultati non devono essere correlati a: carcinoma metastatico, linfoma, patologie del tessuto connettivo o infezione cronica. Inoltre il paziente deve presentare un quadro clinico confacente con il mieloma multiplo Tab. 1: Criteri minimi per la diagnosi di mieloma multiplo (Kyle 1992) 26 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

27 C A S I C L I N I C I (12-14 anni), senza predilezione di sesso, e allo stato attuale non si riconosce una correlazione con FIV e FeLV. I segni clinici e le indagini clinicostrumentali sono variabili e riflettono per la diagnosi la distribuzione sistemica delle cellule maligne e al tipo e quantità di immunoglobuline secrete. I pazienti possono risultare immunocompromessi e pertanto suscettibili a contrarre infezioni. Il danno renale si osserva nel 30% dei casi e comporta una proteinuria di Bence Jones, infiltrazione renale di cellule neoplastiche, ipercalcemia, amiloidosi, diminuzione della perfusione dovuta alla sindrome iperviscosa, disidratazione o infezione ascendente del tratto urinario per immunosoppressione. L ipercalcemia è documentata nel 25% dei casi ed è il risultato della produzione da parte delle cellule neoplastiche di fattori che inducono il riassorbimento osseo, il quale determina delle lesioni osteolitiche, riportate nel 50-65% dei casi, principalmente a carico di vertebre, costole, bacino, cranio e ossa lunghe. Il trattamento è volto a ridurre l infiltrazione cellulare e gli effetti collaterali sistemici. La stadiazione clinica della neoplasia si avvale della classificazione di Durie-Salmon (Tab. 2). I protocolli chemioterapici più utilizzati includono l associazione melphalan/prednisolone, ciclofosfamide come unico agente o in combinazione con melphalan e lomustina. Per quanto concerne la prognosi, in base alla bibliografia consultata, il 60% risponde parzialmente ai protocolli sopra menzionati con un indice di sopravvivenza di 4 mesi nella maggioranza dei casi. L obiettivo di questo lavoro è di descrivere il primo caso di MM in un gatto sottoposto a visita presso il servizio di Oncoematologia dell Hospital Escuela. Facultad Ciencias Veterinarias UBA. DESCRIZIONE DEL CASO CLINICO E stato presentato alla visita un gatto domestico a pelo corto, maschio, di 11 anni di età con un referto sierologico per FIV e FeLV negativo, che presentava disoressia e perdita di peso. All esame clinico si osservò un aumento delle dimensioni dei linfonodi poplitei. Si procedette ad effettuare un profilo ematologico e biochimico completo, agoaspirato con ago fine dei linfonodi ingrossati, analisi delle urine ed una ecografia addominale. A livello biochimico si riscontrò una calcemia di 21 mg/dl (VN: 8-12 mg/dl), proteinemia di 10,4 mg/dl (VN: 5,6-7,8 mg/dl) e una albuminemia di 1,4 mg/dl (VN: 2,1-3,6 mg/dl). Gli altri parametri studiati erano nella norma. Per confermare il Stadio Criteri I II III Substadiazione Infiltrazione midollare: tra 5-10% Tutti i seguenti criteri: Assenza di anemia Normocalcemia (<12 mg/dl) Radiografie ossee normali o una sola lesione litica Assenza di gammopatia monoclonale o con livelli molto bassi nel siero Assenza o con bassi livelli di catene leggere libere nell urina Infiltrazione midollare intermedia: entro 10-30% Non soddisfano i criteri I e II Infiltrazione midollare > 30% Deve essere presente uno o più dei seguenti criteri: Anemia Calcemia >12 mg/dl Lesioni osteolitiche multiple Gammopatia monoclonale Catene leggere libere nell urina A- Senza insufficienza renale (creatinina <2 mg/dl) B- Con insufficienza renale (creatinina >2 mg/dl) Tab. 2: Stadiazione e substadiazione del mieloma multiplo LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

28 C A S I C L I N I C I sospetto diagnostico di MM si procedette agli accertamenti radiografici delle apofisi spinose vertebrali cervicali e lombari, e delle ossa lunghe, tracciato sieroelettroforetico su siero e urina, nonché agoaspirato con ago fine del midollo osseo. Non si sono riscontrate lesioni di tipo osteolitico, però si è osservato la presenza di una componente monoclonale nel siero (Grafico 1) e una infiltrazione del midollo osseo da parte delle plasmacellule superiore al 15%, dominate soprattutto da aspetto atipico, e presenza di plasmoblasti (vedi figure pag 24). Il paziente è stato classificato in stadio II substadiazione A (Tab. 2). Si procedette ad un trattamento chemioterapico utilizzando il protocollo che associa melphalan/ prednisolone (Melphalan 0,1 mg/kg/die PO e Prednisolone 2 mg/kg/die PO) per normalizzare la proteinemia, successivamente si procedette la terapia con melphalan 0,05 mg/kg/die PO e prednisolone 1 mg/kg/die PO. A questo protocollo è stato aggiunto un protettore della mucosa gastrica (ranitidina 4 mg/kg/die PO) e, per ridurre la calcemia, un diuretico (furosemide 1 mg/kg/ die PO). Mensilmente si sono effettuati controlli ematologici e biochimico-clinici e si valutarono i livelli di immunoglobuline sieriche e l infiltrazione midollare ogni 3 mesi. Il paziente presentò una sopravvivenza complessiva di 13 mesi. CONCLUSIONI L MM è una patologia oncoematologica poco frequente nei gatti geriatrici che deve essere presa in considerazione nel diagnostico differenziale ogni qualvolta si associ una gammopatia monoclonale, come gli altri tumori linforeticolari e alcune infezioni croniche. 28 LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/2013

29 C A S I C L I N I C I BIBLIOGRAFIA 1. BIENZLE D, SILVERSTEIN DC, CHAFFIN K.: Multiple myeloma in cats: variable presentation with different immunoglobulin isotypes in two cats. Vet Pathol Jul;37(4):364-9, DEVITA VT, HELLMAN S, ROSENBERG SA. Cancer: principles and practice of oncology. 6th edition. Philadelphia: Lippincott Williams & Wilkins; HANNA F: Multiple myelomas in cats. J.Feline Med Surg:7, , HELFAND SC, MODIANO JF: Plasma cell tumor. In: Feldman BF, Zinkl JG, Jain NC, editors. Schalm s veterinary hematology. 6th edition. Baltimore: Lippincott Williams & Wilkins; p , HENRY CJ; HIGGINBOTHAM ML: Cancer Management in Small Animal Practice. Saunders Elsevier, chapter 25, MORRIS J; DOBSON J: Small Animal Oncology. Blackwell Science, chapter 15, p , NORTH S; BANKS T: Introduction to Small Animal Oncology. Saunders Elsevier. Chapter 22,p , PATEL RT; CACERES A; FRENCH AE; et al: Multiple myeloma in 16 cats: a retrospective study. Vet Clin Pathol, 34: , TONON G.: Molecular pathogenesis of multiple myeloma. Hematol Oncol Clin North Am;21(6): , VAIL DM: Plasma cell neoplasm. In: Withrow and MacEwen s Small Animal Clinical Oncology,4th edition. Elsevier; p , WEBB J, CHARY P, NORTHRUP N, et al. Erythrophagocytic multiple myeloma in a cat. Vet Clin Pathol;37(3): , WEISS DJ; WARDROP KJ: Schalm s: Veterinary Hematology, 6º edition. Wiley-Blackwell. Chapter65, p , WERNER JA; WOO JC; VERNAU W ; et al: Characterization of feline immunoglobulin heavy chain variable region genes for the molecular diagnosis of B-cell neoplasia. Vet Pathol, 42: , LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

30 RECENSIONI... Aivpafe LA SPIAGGIA SENZA MARE di Ludovico Del Vecchio Dietro ad ogni Medico Veterinario si cela un variegato mondo di interessi culturali. A volte solo casualmente vengono alla luce. E così è avvenuto per me anche in questo caso. In occasione di un viaggio aereo verso Palermo incontrai Ludovico Del Vecchio, un Collega che si occupa di dermatologia degli animali da compagnia presso la Casa di Cura Veterinaria San Geminiano a Modena. Chiacchierando del più e del meno dei vari aspetti della nostra vita, evitando accuratamente di incappare sui soliti problemi professionali (può diventare monotono e deprimente non staccare mai la spina!), scopro la vena crittografica di Del Vecchio. La cosa non deve meravigliare. La via Emilia è sempre stata un cordone ombelicale che tiene legato numerosi cantanti (come ebbe da dire anche Francesco De Gregori in una sua celebre canzone) e scrittori. Ma non solo. A suggello di codesta affermazione è sufficiente scorrere le altre recensioni che sono apparse sulla Rassegna di Medicina Felina. La spiaggia senza mare è il primo romanzo di Ludovico Del Vecchio. Ambientato nel 2013, narra la storia di Ruggero, scrittore, che ha lasciato Modena per cercare una vita perfetta su un isola del Mediterraneo. L Italia è sconvolta dagli attentati e la scelta di fuggire dalla penisola sembra quindi la scelta giusta. Ma Ruggero, uomo difficile, anche nelle relazioni sentimentali, dovrà invece confrontarsi con la vita vera quando sbarcheranno sulla sua isola ideale prima un piccolo profugo e poi un intero gruppo di clandestini. Tra Modena e l isola, tra Pitigliano, Ponza e Roma si intrecceranno le vicende dei tanti personaggi del libro, tutti accomunati da una ricerca della felicità o quantomeno dal desiderio disperato di una parvenza di quiete. Personaggi che sono descritti assolutamente senza sconti, imperfetti, e proprio per questo appariranno subito molto reali, molto umani, al lettore. Sono talmente reali che viene il dubbio che il libro sia una sorta di autobiografia e Ruggero invece un Medico Veterinario che vuole lasciarsi tutto alle spalle, alla ricerca di una vita perfetta, appagante. Ludovico Del Vecchio ci lascia un messaggio di speranza positivo, suggerendo che un isola prima o poi tutti potranno incontrarla. Verrebbe da dire meno male, visto che siano (noi Veterinari) costantemente sotto la scure della Sindrome di Burnout. La bella copertina del libro è tratta da un disegno di Julia Gy La spiaggia senza mare è disponibile anche in e-book e può essere ordinato sia dall editore senza spese di spedizione, come su Amazon ed IBS. Alla pubblicazione de La spiaggia senza mare (un romanzo in qualche modo classico ) seguiranno a breve quelle di due gialli che completano la trilogia, ambientati a Modena rispettivamente negli anni 2006 e Si è scelto, apparentemente in modo incongruo, di pubblicare per primo il libro conclusivo della trilogia perché le vicende narrate ne La spiaggia senza mare sembrano particolarmente adatte alla descrizione dei nostri giorni, così complesse e difficili. Fausto Quintavalla

31 RECENSIONI... Aivpafe Neonatologia Veterinaria Maria Cristina Veronesi Carolina Castagnetti Marcel Antoine Mare Taverne In qualsiasi specie animale il successo del processo riproduttivo è identificato nella nascita di prole viva e vitale che possa divenire adulta e, a sua volta, riprodursi. In medicina veterinaria gli aspetti fisiologici, patologici e di management della riproduzione sono stati oggetti di notevole interesse, che ha prodotto un esaustiva letteratura scientifica, anche con peculiarità specie-specifiche. Tuttavia l interesse per il neonato è rimasto molto contenuto fino ai tempi recenti. La neonatologia è una specializzazione della pediatria che si occupa dei problemi dei neonati al fine di favorire l adattamento neonatale, la sopravvivenza e lo stato di salute dei nuovi nati. Tra le specie animali di maggiore interesse veterinario, solo nel cavallo la neonatologia ha assunto un interesse crescente a partire dagli anni 80 e, sebbene costituisca ancor oggi un campo di esplorazione scientifica, la bibliografia sulla gestione del foal sia sano che patologico può considerarsi adeguata. Più recente e con un interesse in rapida crescita è invece l attenzione per la neonatologia del cane e del gatto, motivata sia da fattori di carattere economico sia emotivo. A differenza della specie equina, le conoscenze sulla fisiologia, sulle patologie e sulla corretta gestione del neonato di queste specie sono ancora frammentarie. Negli animali da reddito, la gestione e la cura del neonato costituiscono l end-point del processo riproduttivo/produttivo, pertanto, sebbene con aspetti diversi rispetto al cavallo e al cane e al gatto, lo studio della neonatologia in queste specie riveste notevole importanza per il contenimento delle spese e per una più proficua produzione zootecnica. Quest opera, ideata, maturata e realizzata da studiosi nazionali e internazionali di riconosciuta valenza sia clinica sia scientifica negli specifici settori, costituisce il primo testo di Neonatologia Veterinaria con sezioni separate per il cane e il gatto (Parte Prima: Prof.ssa Veronesi), per il cavallo (Parte Seconda: Prof.ssa Castagnetti) e per il bovino e il suino (Parte Terza: Prof. Taverne). Nel testo sono inclusi, per ogni specie, brevi ma indispensabili richiami di fisiologia neonatale, la descrizione delle principali patologie neonatali e le modalità di gestione dei neonati al parto, degli orfani e dei neonati patologici, il tutto corredato da una ragguardevole serie d immagini. Questo testo, che completa una lacuna bibliografica relativa alla neonatologia veterinaria comparata, è destinato non solo allo studio per coloro che si preparano all esercizio della professione veterinaria, ma anche all aggiornamento per i medici veterinari e, perché no, anche alla consultazione dei ricercatori e studiosi del settore. E mia opinione infine che questo testo possa meritare una ragguardevole diffusione anche a livello internazionale. Fausto Cairoli

32 L autore dell opera qui riprodotta è Rosaria Manco. Collaboratore specializzato nella divulgazione botanica presso l Orto Botanico di Napoli, ha una formazione in Scienze Naturali supportata da una preparazione in arte applicata decorazione pittorica che le proviene dall aver frequentato l Istituto Statale d Arte Filippo Palazzi di Napoli. Come disegnatrice e illustratrice naturalistica, Rosaria Manco ha partecipato ad alcune mostre di disegno naturalistico presso l Orto Botanico di Napoli ed è risultata prima classificata nel 2012 al Concorso di argomento botanico presso l Università di Napoli Federico II con l opera Aquilegia champagnatii.

33 L A V O R I O R I G I N A L I LA RASSEGNA DI MEDICINA FELINA - N. 1/

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