Alla ricerca delle carte e degli anelli mancanti Educare ai beni culturali attraverso la biblioteca scolastica in ottica di rete di Luisa Marquardt 65

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1 Alla ricerca delle carte e degli anelli mancanti Educare ai beni culturali attraverso la biblioteca scolastica in ottica di rete di Luisa Marquardt 65 Introduzione Questo contributo si colloca in un filone di indagine che ha sempre particolarmente interessato chi scrive queste righe: il ruolo della biblioteca scolastica nell educazione ai beni culturali e la sua relazione, all interno, con l archivio scolastico e, all esterno, con le altre realtà culturali e informative. Esso, sorta di work in progress, intende illustrare lo sviluppo delle riflessioni e dell analisi di esperienze significative, presentate da chi scrive in diverse occasioni 66 e basate sulla personale convinzione del fatto che la biblioteca scolastica giochi un ruolo fondamentale nella crescita personale e culturale degli studenti e, in prospettiva, della società. Il regolare utilizzo della biblioteca scolastica, la sua inclusione nel curricolo e la collaborazione con la biblioteca pubblica sono fattori chiave per un apprendimento significativo e stimolante, fattori che contribuiscono alla conoscenza e l apprezzamento dei beni culturali. Prendiamo a prestito le famose parole di Sant Agostino - Si ama solo ciò che si conosce - per ribadire, nel caso nostro, come la conoscenza e l apprezzamento costituiscano elementi basilari per la protezione e la valorizzazione dei beni culturali stessi. Questi hanno potenzialità molto interessanti dal punto di vista dell identità, della coesione e delle implicazioni di tipo economico, in quanto, particolarmente in una realtà così ricca e articolata quale quella europea, sono un aiuto per la memoria collettiva e uno strumento per apprendere attraverso la storia. Attraverso i beni culturali rurali e urbani, gli Europei possono scoprire o riscoprire radici comuni e somiglianze nei comportamenti, così come nel modo di vivere e di forgiare relazioni con l ambiente umano e naturale. La conservazione dei beni culturali per le future generazioni non ha senso soltanto da un punto di vista scientifico ed estetico. Essa è importante anche rispetto alle funzioni economiche e sociali di una società moderna legata all eredità culturale come fattore per lo sviluppo. Decisioni ufficiali riguardo alla preservazione, all uso e al riuso dei beni culturali sono una parte integrale nelle politiche di pianificazione di città e regioni, nelle politiche educative, culturali, ambientali e di coesione sociale. L enfasi data ai beni culturali dalla società civile in molte sue attività è parte della sfida per un modello europeo di sviluppo sostenibile e un espressione di una nuova cultura dello sviluppo volta a preservare le risorse, migliorare l ambiente e rafforzare i legami sociali 67 I Paesi europei dispongono di un bene culturale ricco e vario che è spesso messo a rischio dai continui e rapidi cambiamenti e dai mutevoli sviluppi nella società e nel mercato del lavoro. Un modo per proteggere e valorizzare la ricchezza e le tradizioni delle radici culturali europee è educare gli alunni e gli studenti perché sentano propri i beni culturali. Tra i beni culturali, gli archivi rappresentano una fonte preziosa di conoscenza del passato e uno strumento utile per contrastare la distruzione degli schemi di 65 Università Roma Tre, Facoltà di Scienze della Formazione; 66 Per esempio, a Cremona (settembre 2007), a Opatija (Croazia)The Biblioscuole Network in Italy: the Digital Education, new Tools and the Access to Information, presentato dall A. alla Croatian Summer School for School librarians, 2-5 aprile 2008, e una relazione presentata il 4 ottobre 2008 alla Biblioteca Provinciale di Ramnicu Valcea, Romania. 67 European Heritage Network, National Heritage Policies: Romania, (27 agosto 2008). Traduzione di Luisa Marquardt. 45

2 intelligibilità che caratterizza la società occidentale dal , togliere opacità al presente e comprenderlo, tracciare linee progettuali 68. Gli archivi scolastici costituiscono la memoria della scuola e contribuiscono alla costruzione della sua storia e identità: essi hanno un particolare valore formativo, in quanto rappresentano un ambiente privilegiato per la cosiddetta esperienza della memoria, attraverso cui apprendere il metodo storico e acquisire capacità di spirito critico. Come l archivio, anche la biblioteca è espressione dell istituzione di appartenenza e, in quanto tale, è chiamata a contribuire alla costruzione della sua memoria, della sua storia e identità 69. Nella scuola, la biblioteca costituisce un elemento fondativo del percorso formativo se concepita come ambiente per l apprendimento che sostiene, sviluppa, amplia, attua il curricolo grazie o alla varietà delle sue risorse informative e documentarie o all azione educativa e pedagogica di personale formato e qualificato o alla funzionalità degli spazi, arredi e attrezzatura o alla congiunta progettazione didattica e programmazione curricolare e, sul territorio, di una politica culturale condivisa. Anche la biblioteca contribuisce all esperienza della memoria, in quanto consente di acquisire gli strumenti della ricerca, dell indagine, della speculazione, della riflessione, di impadronirsi dello strumento anche autobiografico significa per i/le bambini/e gli/le studenti imparare a guardare in modo problematico e critico, ad analizzare le informazioni, a rimuovere pregiudizi e stereotipi, a mettere ordine nel caos interno, a dare senso alla propria storia personale. In ogni parte dell Europa fioriscono generazioni di nativi digitali : esse crescono naturalmente e pienamente immerse in una molteplicità di stimoli, di flussi continui di informazione, esposte ai rischi del sovraccarico informativo. È perciò lecito interrogarsi su come dare loro gli strumenti necessari per una formazione critica e consapevole che porti alla coscienza di sé e all autonomia, su come interessarle ed educarle alla conoscenza e all apprezzamento dei beni culturali che possono offrire sia all Europa nel complesso, sia ai singoli stati, nuove forme di sviluppo economico, su come riannodare passato e futuro e costruire ponti che dalla conoscenza del passato, come radice vitale, portino a una società nuova e pacifica, in cui una persona possa realizzarsi. Va considerato che il cosiddetto cyberspazio non è più una fantasia, ma è qui e adesso, pronto a fornirci continuamente di una gamma crescente di nuovi mezzi di comunicazione, strumenti, linguaggi, opportunità. Al contempo, esso nasconde parecchie insidie come nuove e pericolose, perché striscianti e non facilmente riconoscibili, forme di discriminazione, esclusione, omologazione. La nostra vita quotidiana risente, tanto a livello personale quanto sociale, di fatti, tendenze, fenomeni che avvengono a livello nazionale o globale, in realtà anche parecchio distanti da quella abituale. Le informazioni aumentano sempre più, si diffondono sempre più velocemente e a più largo raggio ora rispetto a quanto non sia avvenuto nell intera storia dell umanità: ciò può forse essere considerato il fenomeno più rilevante della nostra epoca. 68 Cfr. Jacques Revel, La crisi della memoria storica, dall intervista La memoria e la storia, 69 A questo proposito si rimanda ai diversi e stimolanti contributi contenuti in Università degli Studi di Padova, Sulle pagine, dentro la storia: atti delle Giornate di studio LABS : Padova, 3-4 marzo 2003, Cleup, Padova, 2005 e ad Antico Moderno, numero monografico della rassegna annuale Biblioteche scolastiche dedicato nel 2003 al tema. I singoli contributi sono disponibili anche in formato PDF, liberamente consultabili e scaricabili, nel portale del Progetto Biblioscuole all URL 46

3 I genitori, gli insegnanti, i bibliotecari scolastici, quali educatori, hanno a che fare con bambini, ragazzi, adolescenti la cui vita è pluridimensionale e il cui processo di apprendimento non è attivato soltanto dalla famiglia e dalla scuola in un modo quasi esclusivo e comunque intenzionale: essi apprendono ovunque, secondo modalità diverse e più frequentemente nel gruppo dei loro pari, sia esso reale o virtuale. Insegnare a leggere, scrivere e contare è stato il principale compito dell istruzione scolastica: tali abilità erano più che sufficienti nelle società rurali o industriali di qualche decennio fa. Lo stile di insegnamento era principalmente direttivo, unidirezionale, e orientato all acquisizione dei contenuti. Non è lo scopo di questo contributo tracciare i cambiamenti crescenti e le trasformazioni che hanno caratterizzato la vita politica, produttiva e sociale degli ultimi venti anni, risulta però interessante riflettere sullo slittamento semantico che termini come conoscere, apprendere hanno recentemente conosciuto. A questo proposito, già quarant anni fa il premio Nobel H. A. Simon 70 osservava come conoscere e apprendere non significassero più soltanto memorizzare, rammentare e ripetere alcune informazioni o nozioni ma, piuttosto, essere in grado di localizzare, recuperare e usare le informazioni. (Ci piace aggiungere anche produrre, creare nuova informazione e sapere). L istruzione scolastica non può coprire e insegnare tutto il sapere, se consideriamo l aumento crescente del sapere stesso, per esempio, in campo tecnologico o scientifico. La complessità del mondo d oggi richiede perciò una nuova alfabetizzazione, non soltanto quella funzionale: c è bisogno di un insegnamento finalizzato, in maniera più chiara e intenzionale, a guidare gli allievi nell acquisizione della capacità di leggere e pensare in maniera critica, di porre e risolvere i problemi, di esprimere se stessi in una maniera creativa, originale. Questo comporta che il processo di apprendimento che si svolga attivamente attraverso risorse in differenti forme e formati, in considerazione del fatto che sono richieste, dalla realtà sociale e produttiva, da una parte competenze professionali più specifiche e, dall altra, competenze di tipo più ampio e trasversale, sia a livello individuale, alla singola persona, sia alle organizzazioni nel loro complesso, affinché possano rispondere più rapidamente e flessibilmente possibile a un mercato del lavoro competitivo e globalizzato. L educazione e, più specificatamente, l istruzione scolastica, dovrebbero aiutare gli allievi e gli studenti ad acquisire i concetti teorici, gli strumenti e le strategie che risultano fondamentali per pensare e agire in un modo proattivo e produttivo. Ciò li aiuterebbe a comprendere profondamente i diversi campi del sapere - le scienze, le arti ecc. - e interpretare i fenomeni e i cambiamenti nella società. In tale maniera, colui o colei che è capace di comprendere il significato della singola materia, di combinare quella conoscenza disciplinare con un altra e di integrarle in una cornice più ampia, di porre domande significative, dovrebbe essere in grado poi di apprendere e orientarsi nel corso della vita. Alle nuove generazioni è richiesto di acquisire nuove abilità e capacità per affrontare e riuscire in una società così complessa, abilità e capacità che fanno capo alla competenza informativa (Information Literacy) 71 : l UNESCO, nell ambito dell IFAP - l Information for All Programme 72 - ha sottolineato come la competenza informativa sia 70 Si rimanda al contributo più recente Herbert A. Simon, Economics, Bounded Rationality and the Cognitive Revolution, with Massimo Egidi, Robin Marris and Riccardo Viale, Edward Elgar Publishing, Brookfield, Sulla competenza informativa (definizione, standard, modelli) e sulla sua acquisizione mediante la biblioteca, possono risultare utili Info-accesso, info-competenza e biblioteche: uno sguardo d insieme, Info-competenza: qualche definizione e Info-competenza e biblioteca scolastica in Luisa Marquardt, Biblioteche nelle Scuole. Una rete integrata per la lettura, l informazione, la documentazione, «Libri e Riviste d Italia», 3 n.s. (2007) 1, gennaio-febbraio, pp URL_ID=21290&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html. 47

4 una emergenza, una priorità verso una partecipazione attiva e consapevole al processo democratico, nella vita civile e sociale 73. Come evidenziano molti studi accurati e teorie fondate 74, la biblioteca scolastica, ambiente apprenditivo gestito sapientemente da personale qualificato e preparato (come auspicato e indicato anche dal Manifesto e dalle linee guida IFLA/UNESCO sulla biblioteca scolastica), svolge un ruolo rilevante ai fini di un efficace processo di apprendimento. Ricerche nel campo delle neuroscienze, della psicologia cognitive, sociale ed evolutiva dimostrano una stretta relazione tra un efficace ambiente di apprendimento (un setting in cui si apprende in modo attivo) e le tecnologie della informazione e comunicazione, se applicate a un contesto educativo. Inoltre, I risultati delle indagini che misurano le capacità di lettura e comprensione negli allievi (per esempio, il PISA - Program for International Student Assessment) hanno dimostrato la correlazione stretta tra il numero di libri (posseduti a casa), la qualità e l uso della biblioteca scolastica, e il successo formativo 75. Le abilità cognitive e meta-cognitive risentono positivamente e si potenziano grazie alla biblioteca scolastica quando questa è un ambiente per l apprendimento ricco di stimoli e risorse 76. Infine, più di quarant anni di ricerche basate sulle evidenze, sulle indagini, sulla pratica, e le indicazioni IFLA- UNESCO riconoscono il valore e il ruolo della biblioteca scolastica nel processo di apprendimento, nell acquisizione delle competenze informative e interpersonali. 1. La biblioteca scolastica come ambiente apprenditivo, sociale e culturale. Il contributo del progetto Biblioteche nelle scuole Nella prospettiva dianzi tracciata, alcune iniziative sono state avviate in Italia attorno alla biblioteca scolastica come un contesto ricco, vitale e motivante. A livello nazionale va ricordato il contributo dato da A scuola di biblioteca ( ) e il Programma di Promozione e Sviluppo delle biblioteche scolastiche (PSBS, , CCMM 228/99 e 229/00) alla promozione di un nuovo concetto di biblioteca scolastica, una biblioteca scolastica progettata come un centro di informazione e formazione che è parte integrante sia delle attività di apprendimento/insegnamento sia del più ampio mondo dell informazione. Su tale base si è costituito e sviluppato il progetto ministeriale Biblioteche nelle Scuole (BNS o Biblioscuole) 77, con lo scopo principale di facilitare l accesso di 73 UNESCO, IFAP, Understanding Information Literacy: A Primer, by Forest Woody Horton, jr., UNESCO, Paris, Si rimanda al più recente e rilevante lavoro in questo campo: Carol C. Kulthau, Leslie K. Maniotes, Ann K. Caspari, Guided Inquiry. Learning in the 21 st Century, Libraries Unlimited, Westport, Si veda, per esempio, la Sintesi dell indagine del 2000, in particolare: L'uso che gli studenti fanno delle risorse della scuola è un fattore più importante nel determinare il livello delle loro prestazioni che le infrastrutture scolastiche. Agli studenti sono state fatte domande relative al loro uso della biblioteca, computer, calcolatori, laboratori e collegamenti internet disponibili nella loro scuola. Nelle scuole in cui l'uso di queste strutture è relativamente alto, i risultati medi tendono ad essere più elevati, anche quando non vengono presi in considerazione altri fattori (vedi Tabella 8.5 del testo completo del rapporto), 76 Il primo studio realizzato in Italia in questo campo è stato il progetto di ricerca-azione ARDID (promosso e realizzato da AIB, CEDE e ISRDS, Roma) nel 1992.V. A. Baldazzi [et al.], Il progetto Ardid e l'educazione alla documentazione nella scuola in Associazione Italiana Biblioteche, Le nuove frontiere della biblioteca: cambiamento, professionalità, servizi: atti del 39 Congresso nazionale, Selva di Fasano, ottobre 1993, a cura di Angelo Sante Trisciuzzi, AIB, Roma, 1995, pp Si invita alla visita del portale del Progetto e alle pagine web ministeriali In merito agli aspetti teorici, ai principî ispiratori dell Information Literacy e della cooperazione, e a quelli tecnici e attuativi del progetto si veda: L. Marquardt, Biblioteche nelle Scuole cit., pp

5 insegnanti, studenti e genitori alle informazioni e a migliorarne la competenza informativa. Il suo principale obiettivo è quello di dare un contributo significativo al processo di apprendimento permanente, al continuo processo di sviluppo personale e culturale, alla inclusione sociale. Il progetto Biblioscuole ha avuto origine nel marzo del 2003, durante una conferenza dei Ministri per dare attuazione in Italia al piano di azione e-europe Dopo una fase di progettazione, fu avviato come progetto pilota triennale nell aprile 2004 e recentemente esteso al 2009 per le misure di accompagnamento delle biblioteche scolastiche verso i poli SBN di riferimento. Promosso e finanziato dal MIUR, in collaborazione con il Ministro per l innovazione tecnologica e l ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico del MiBAC, il progetto coinvolge, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e grazie a uno specifico accordo siglato con il MIUR nel , i tre principali consorzi interuniversitari Caspur, Cilea e Cineca -, per la loro pluriennale competenza sia tecnologica sia biblioteconomica, le infrastrutture e il supporto. Come ribadito in più documenti relativi al progetto, i compiti dei singoli consorzi è così articolato: o il Caspur (www.caspur.it), con sede a Roma, si occupa della comunicazione e promozione del Progetto; implementa e mantiene il nodo principale SBN per le biblioteche delle scuole dell Italia centrale e meridionale; sviluppa e aggiorna l opac collettivo delle scuole; progetta e sviluppa il sistema di monitoraggio e valutazione; inoltre ha realizzato il programma RABIS per il recupero bibliografico da basi non SBN; o il Cilea (www.cilea.it), con sede a Segrate (Milano), si occupa del piano di formazione e addestramento dei bibliotecari scolastici e degli insegnanti; sviluppa e mantiene il nodo principale SBN per le scuole dell Italia centrosettentrionale; cura il servizio di assistenza (Trouble Ticketing Service) e il virtual reference desk (VRD); progetta e gestisce il metaopac scolastico e il repository delle scuole; o il Cineca (www.cineca.it), con sede a Casalecchio di Reno (Bologna), fornisce e gestisce la piattaforma learning; mantiene l anagrafe delle biblioteche scolastiche e sviluppa, gestisce e aggiorna il portale. Connettere la scuola sia al territorio locale sia al mondo delle biblioteche, fornire servizi innovativi e l accesso all informazione (compresa quella bibliografica) per mezzo del Servizio bibliotecario nazionale hanno costituito gli obiettivi generali. Quelli più specifici, secondo quanto dichiarato nella documentazione ufficiale e nei materiali informativi del Progetto 79, si possono così sintetizzare: o inserire le scuole nel Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN, perché possano condividere i relativi servizi, quali la catalogazione partecipata (opportunità molto importante per le scuole), il prestito interbibliotecario, il document delivery; o far acquisire conoscenze e competenze ai bibliotecari scolastici in una modalità integrata, per mezzo di un programma apposito accessibile attraverso il portale biblioscuole.it ; o realizzare vari servizi, come l accesso a percorsi tematici e a documentazione (anche digitale) rilevante da un punto di vista storico, culturale ecc., posseduta dalle scuole; o istituire il portale biblioscuole.it, per fornire informazioni utili riguardo al progetto e l accesso ai suoi servizi in rete: piattaforma e-learning, fora, FAQ, community, VRD, repository, OPAC, anagrafe delle biblioteche scolastiche ecc. 78 Il testo della convenzione è disponibile nelle pagine web ministeriali (vedi nota precedente)

6 Uno dei punti più qualificanti e degli obiettivi più interessanti di Biblioscuole è stata la formazione. Progettata e organizzata dal Cilea in due fasi o livelli, ha visto la prima fase articolata in due parti e rivolta a un totale di circa 2500 insegnanti, bibliotecari scolastici e bibliotecari pubblici operanti in 800 e più scuole, da quelle dell infanzia alle secondarie superiori, riunite in 120 reti. Il secondo livello è destinato agli allievi e alle loro famiglie. 80 In considerazione della condizione lavorativa per la maggior parte a tempo pieno, è stato preferito un approccio integrato o blended : alcuni incontri in presenza e attività in e-learning attraverso uno specifico piano di formazione (o aggiornamento, per coloro già formati) che ha utilizzato materiali didattici (Learning Objects SCORM 1.2, Fig. n. 1) resi disponibili nel portale biblioscuole.it. (Fig. n. 1: Schermata di un Learning Object) La prima fase si è svolta tra aprile 2005 e dicembre La prima parte (terminata a dicembre 2005) ha riguardato la biblioteca scolastica multimediale e digitale come centro di documentazione e informazione. La seconda parte (marzo dicembre 2006) è stata dedicate a temi più strettamente professionali, come la catalogazione partecipata, le caratteristiche e l implementazione dell archivio digitale (repository) ecc. Nella fase iniziale del progetto, tutti i materiali didattici erano accessibili in un area riservata, mentre ora sono liberamente accessibili - sia dalla sezione Vetrina, sia nel repository a coloro che hanno un interesse personale o professionale. (Fig. n. 2: Rabis) Nell ambito del progetto, il Caspur ha sviluppato RABIS - Riversamento di Archivi Bibliografici in SBN (Fig. n. 2), uno specifico programma per consentire il recupero dei dati bibliografici, in alcuni casi di diverse migliaia di record, valorizzando così il lavoro già svolto da molti bibliotecari scolastici con altri programmi di catalogazione. Rabis è un applicazione che mette a confronto il catalogo unico (SBN) e il catalogo sorgente (questo composto da record bibliografici archiviati con un programma di catalogazione diverso da quello del catalogo unico). Effettuato questo confronto, il sistema mostra la lista dei record che corrispondono (e che vanno semplicemente convalidati), di quelli che corrispondono in parte perché sbagliati o affatto perché non esistenti. Questi record devono essere controllati manualmente per valutare se si tratta di un errore di battitura o inserimento, oppure se si riferiscono a testi non ancora catalogati in SBN (e perciò nuovi record). 80 V. le risorse nella sezione Insegnare la biblioteca, 50

7 Attraverso RABIS oltre il 90% dei record bibliografici sono stati recuperati da alcune scuole del progetto. Tra gli obiettivi qualificanti del Progetto Biblioscuole vi era anche l acquisizione di una corretta metodologia di ricerca, della padronanza di strategie e strumenti di ricerca (compresa quella bibliografica 81 ), della conoscenza e dell uso di risorse utili al processo di apprendimento e insegnamento. A questo riguardo, riteniamo utile menzionare anche l archivio digitale o repository, realizzato con il software open source D-Space, in cui gli utenti autorizzati possono depositare documenti di qualsiasi formato (MS Word, PDF, PPT ecc.) in maniera sicura, permanente e facilmente rintracciabile (grazie all URI, lo Uniform Resource Identifier/identificatore uniforme di risorsa). In D-Space la risorsa digitale è descritta secondo lo standard Dublin Core e ne vengono specificate le condizioni d uso in riferimento al copyright e alle Creative Commons - per esempio, se un utente può scaricare e modificare il documento (Fig. n. 3). (Fig. n. 3: Repository di Biblioscuole) Lo sviluppo di questo servizio favorisce la diffusione di una cultura della documentazione tra gli insegnanti e i bibliotecari scolastici. La consapevolezza dell importanza di tenere traccia del lavoro didattico e di condividerlo sembra ancora scarsa in Italia, sebbene siano stati da tempo avviati alcuni interessanti progetti come GOLD 82 e RISoRSE La biblioteca scolastica come ambiente culturale Nella scuola, soprattutto in occasione di anniversari particolarmente significativi, per esempio, della fondazione o della intitolazione, accade spesso di dover ricercare documenti, foto ecc. che documentino e aiutino a ricostruire parte della storia. Accade altrettanto spesso di scoprire che quelle carte siano mancanti, perché ritenute prive di importanza e disinvoltamente svecchiate. La biblioteca, contribuendo a istituire una precisa politica documentaria in stretta relazione con l archivio, aiuterebbe invece a tenere quelle tracce che, nel corso del tempo, si rivelano significative e identitarie. Ciò può essere facilitato dal ricorso ai nuovi strumenti e ambienti digitali. Per esempio, nell ambito del progetto Biblioscuole molte scuole hanno cominciato a usare tali strumenti e ambienti per condividere le loro 81 Per esempio, per facilitare la ricerca di informazione bibliografica, il portale all URL: (v. Fig. n. 3), fornisce agli utenti un facile accesso all OPAC e al metaopac delle biblioteche scolastiche e a quelle di altra tipologia, e al servizio di virtual reference desk V. Loredana Boeti Enrica Tais (curatrici), Percorsi di ricerca e innovazione per la qualità della scuola. Rapporto regionale del Lazio sul Progetto R.I.So.R.S.E. (Ricerca e Innovazione per il Sostegno della Riforma del Sistema Educativo). Scuola Secondaria I grado A.A. 2004/2005, Anicia - IRRE Lazio, Roma, In particolare si veda il Cap. 5: Loredana Boeti, Documentare e disseminare: azioni rinnovate in un contesto di autonomia, pp

8 esperienze con altre scuole o biblioteche. In riferimento all argomento e allo scopo di questo contributo, riteniamo utile riportare, seppur brevemente, quattro studi di caso: tre selezionati all interno del citato progetto, il quarto promosso da una biblioteca pubblica. I primi due si riferiscono a scuole secondarie superiori - il Liceo Classico Ludovico Ariosto (Ferrara) l Istituto di Istruzione di Stato Niccolò Machiavelli (Roma) - come esempi significativi di quanto un progetto scolastico basato su vecchi libri oppure su documentazione d archivio possa far raggiungere importanti obiettivi (cognitivi, metacognitivi e interpersonali) agli studenti coinvolti e, allo stesso tempo, servire la comunità dei lettori e dei ricercatori; gli altri due si riferiscono alla formazione dell utente nella scuola primaria da due differenti prospettive: da quella della biblioteca scolastica, il Secondo Circolo di Agrigento, e da quella della biblioteca pubblica, la storica Malatestiana di Cesena, la cui biblioteca ragazzi collabora attivamente con le scuole per educare ai beni culturali. 2.1 Il Liceo Classico Ludovico Ariosto di Ferrara Il Liceo Classico Ariosto (www.liceoariosto.it) fu istituito nel cuore di Ferrara il 3 giugno 1860: ha una lunga tradizione e un ottima reputazione. Il sito web istituzionale (Fig. n. 4) è un significativo biglietto da visita di quanto la scuola sia attiva sul versante culturale: sono disponibili informazioni accurate sulla strutture della scuola, tra cui la biblioteca, il museo, la produzione editoriale. (Fig. n. 4) Durante l anno scolastico , al momento in cui questo contributo è stato presentato, l Ariosto contava 1676 studenti divisi in 73 classi 84. La sua biblioteca, ricca di migliaia e migliaia di risorse di buona qualità e aggiornate, fornisce agli utenti un ampia gamma di servizi e attività, in un orario di apertura ampio (anche in ore serali). Una parte della sua collezione del 19 secolo, proveniente da un lascito, non era stata ancora catalogata e giaceva in librerie di legno, chiuse da ante a vetro, collocate nei

9 corridoi di passaggio. Alcuni studenti di età e classi diverse, interessati a sapere di più di quei testi, si rivolsero alla insegnante di lettere classiche incaricata della biblioteca e fu così che la curiosità e l idea iniziali presero corpo come un progetto della biblioteca, collocato nell ambito di una più ampia cornice pedagogica. La professoressa di greco e latino, referente della biblioteca, ideò un progetto 85, Fondo Ottocento, da svolgersi in orario pomeridiano extrascolastico e nell arco di due anni. Un gruppo di studenti dai 16 ai 19 anni, particolarmente interessati e motivati, vi aderirono. Una prima fase fu dedicata all apprendimento dei principî base della catalogazione, indicizzazione, ricerca bibliografica ecc., con lo scopo di non formare bibliotecari in erba, quanto, piuttosto, di renderli consapevoli del lavoro di analisi concettuale e del rispetto degli standard descrittivi. Il numero di documenti disponibili (circa un migliaio) si presentò difficile da trattare, in considerazione della volontarietà dell impegno e dell esiguità di tempo disponibile. Fu quindi individuato come criterio di selezione il tema del positivismo: la scelta sarebbe caduta su libri e autori a esso relativi. Gli studenti ricercarono informazioni riguardo all autore, alla storia bibliografica, cercarono la notizia bibliografica nell OPAC SBN, catturandola se disponibile oppure creandola ex-novo se assente. Finita la fase di descrizione e catalogazione essi progettarono la pubblicazione in cui far confluire tutte le informazioni reperite, curandone l editing, la scelta delle immagini ecc. (Fig. n. 5). (Fig. n. 5) Richiamiamo qui, seppure brevemente, i numerosi aspetti positivi del progetto appena descritto: prima di tutto, esso, almeno dal punto di vista di quella che potremmo chiamare una evidenza quantitativa, ha contribuito alla catalogazione, anche se soltanto di una parte, del Fondo in questione e ad alimentare l OPAC con le notizie bibliografiche degli esemplari studiati. Quello che è ancora più interessante è il beneficio che gli studenti hanno tratto su più versanti: da quello più strettamente cognitivo, in termini di conoscenza più approfondita del Positivismo, degli autori e dei testi che ne sono stati l espressione, a quello più ampiamente metodologico, per l acquisizione o il raffinamento delle strategie di ricerca delle informazioni e della capacità di selezionare ed elaborare le informazioni. Anche dal punto di vista interpersonale essi, potendo lavorare tra pari, ma di sezioni diverse, o con colleghi di poco più grandi o più piccoli, e aiutarsi, confrontarsi, stimolarsi a vicenda, hanno concorso alla realizzazione di un obiettivo comune rilevante, che ha ricadute anche all esterno della scuola e oltre la durata effettiva del progetto. Il prodotto finale è ora 85 La prof.ssa Laura Campoli, in quiescenza dall A.S

10 infatti disponibile per l intera comunità (se vogliamo, anche globale) sia in formato a stampa, sia in formato digitale L Istituto Superiore di Stato Niccolò Machiavelli di Roma (Fig. n. 6) L Istituto superiore di stato Machiavelli di Roma (www.ismachiavelli.it) deriva dalla fusione di una precedente scuola secondaria superiore l Istituto Magistrale Alfredo Oriani. L Oriani fu istituito nel 1933, al centro di Roma, a poca distanza dalla Stazione Termini e dalla chiesa salesiana del Sacro Cuore, in un edificio storico, il cosiddetto Villino Centurini (Fig. n. 6) 87, con lo scopo di preparare le maestre giardiniere ed elementari. Anche questa scuola, nel suo settore, al pari del citato Liceo Ariosto, ha una lunga e apprezzata tradizione. La memoria come coscienza storica, sociale, culturale e partecipazione attiva viene coltivata in molti modi. Uno di questi è il lavoro di ricerca archivistica che si svolge all interno della scuola: un modo di imparare la storia, conoscere I cambiamenti nel sistema scolastico, la vita degli studenti di altre epoche Quasi tutti gli anni viene individuato un tema legato sia alla storia locale sia a questa della scuola in questione e sviluppato come progetto di ricerca (Fig. n. 7). (Fig. n. 7) Uno dei progetti realizzati negli ultimi anni ha riguardato il sessantennio dalla deportazione e segregazione di molti studenti ebrei, alla fine degli anni Trenta del Novecento, nei campi di Auschwitz e Birkenau. La visita al campo di concentramento di Auschwitz 88 è stata l occasione per conoscere quel periodo in maniera più approfondita. Le fonti di archivio della scuola sono state utilizzate per ricostruire la storia dell epoca e quella personale di alcune studentesse sopravvissute alla segregazione. Una volta individuate, sono state contattate e intervistate. Dalle interviste sono stati poi estrapolati i passi più significativi. La documentazione reperita e le informazioni rielaborate sono confluite in una pubblicazione (Fig. n. 8) che è disponibile nel Repository di Biblioscuole 89. Il lavoro svolto dagli allievi è di grande valore sia dal punto di vista pedagogico, sia da quello culturale, in termini di conoscenza acquisita e prodotta. Il loro lavoro è utile e a disposizione per l intera comunità, non soltanto quella scolastica. 86 In formato PDF all URL 87 Progettato da un architetto svizzero, Henrie Kleffler, su commissione del Cav. Alessandro Centurini, poliedrica figura di imprenditore, banchiere, politico ecc. 88 Istituto Superiore Di Stato Niccolò Machiavelli, Roma Auschwitz : il cammino della memoria degli studenti romani continua, ISS Machiavelli, Roma, 2004, 89 All URL: 54

11 (Fig. n. 8) 2.3 Biblioteca Scolastica Giovanni Paolo II - Circolo Didattico San Giovanni Bosco di Agrigento La scuola primaria San Giovanni Bosco del 2 Circolo Didattico di Agrigento è ubicata nel cuore dell antica città siciliana. La sua biblioteca Giovanni Paolo II fu istituita nel 1983, con la caratteristica di essere, già alla nascita, multiculturale e attenta a una utenza variegata. Per esempio, la segnaletica era anche in arabo (a cui in tempi recenti si è aggiunto il cinese). Un altra caratteristica è l attenzione ai bisogni sia della comunità scolastica sia di quella territoriale, non esistendo altro servizio bibliotecario pubblico espressamente dedicato ai bambini e ai ragazzi. Le collezioni si sono quindi sviluppate nel corso degli anni, tenendo ben presenti queste istanze, grazie alla fattiva collaborazione degli enti locali, in particolare la Sezione per i Beni Bibliografici ed Archivistici della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento. Tale Sezione ha sostenuto sin dall inizio, nell ambito della normativa regionale, lo sviluppo della biblioteca scolastica come un servizio bibliotecario aperto anche agli utenti esterni. La biblioteca scolastica è completamente informatizzata, fa parte della rete bibliotecaria agrigentina (www.opacagrigento.it) e offre, con i suoi oltre 12 mila media specializzati, un accesso integrato ai servizi bibliotecari ed educativi destinati agli specifici bisogni dell utenza. Essa rappresenta uno spazio in cui è possibile leggere, ricercare informazioni o interpellare il servizio di reference, ma anche socializzare: il pubblico, principalmente allievi, insegnanti e genitori, viene coinvolto in una prospettiva di apprendimento lungo il corso della vita e, nello stesso tempo, funziona come un centro inclusivo per la comunità locale. Ogni anno, nell ambito del progetto Un libro per, la biblioteca Giovanni Paolo II organizza una mostra di libri per ragazzi con lo scopo di informare insegnanti e genitori e stimolare il loro interesse per la lettura e le novità editoriali. Per esempio, durante il mese di dicembre 2006, la mostra offrì ai visitatori oltre trecento nuovi titoli di divulgazione e narrativa di diverso genere (dai libri-gioco ai pop-up, poesia e filastrocche, favole, albi illustrati, racconti, fumetti, ecc.). Ha rappresentato, come già nelle occasioni precedenti, un opportunità per conoscere o riscoprire scrittori e illustratori italiani e stranieri, come Bianca Pitzorno, Roberto Piumini, Gianni Rodari, Altan, Rohald Dahl, Astrid Lindgren, Michael Ende, Quentin Blake, Tony Ross, Emanuele Luzzati, Stepan Zavrel ecc. 55

12 I bambini, guidati dal bibliotecario scolastico 90 alla conoscenza dei nuovi libri, sono stati coinvolti in letture animate ad alta voce, incontri e laboratori con autori e illustratori. Con l occasione è stata pubblicata una guida bibliografica, Fiabe in biblioteca 91, con lo scopo di aiutare insegnanti, genitori, nonni delle scuole di Agrigento, mentre la copia digitale è disponibile per un pubblico più ampio (Fig. n. 9). (Fig. n. 9) La stessa biblioteca espone e sviluppa una mostra bibliografica tematica permanente dedicata a Luigi Pirandello. Il Piccolo scaffale pirandelliano offre diverse edizioni delle opere del famoso scrittore agrigentino e anche parecchi saggi rivolti sia a un pubblico adulto, sia ai ragazzi e agli adolescenti. Esso rappresenta un modo per familiarizzare gli allievi con i lavori e i temi del loro importante conterraneo. Il relativo catalogo, arricchito da note e illustrazioni, delle opere che fanno parte della nostra permanente è stato pubblicato e l edizione digitale viene progressivamente aggiornata La Biblioteca dei ragazzi Adamo Bettini, Biblioteca Malatestiana di Cesena Il quarto caso viene qui presentato in quanto mostra come un progetto educativo indirizzato alle scuole da un antica e prestigiosa biblioteca, la Malatestiana di Cesena, che vanta una collezione unica, riconosciuta dall UNESCO come Patrimonio culturale dell umanità, in quanto unico esempio e testimonianza viva di una biblioteca umanistica rinascimentale. Essa fu istituita appena prima dell invenzione e della diffusione in Europa della stampa a caratteri mobili: da allora si è sempre rinnovata e ha aggiornato il suo ruolo e i suoi molteplici servizi, senza perdere mai l identità, ma riuscendo a fronteggiare le varie sfide poste dai cambiamenti 90 Il docente-bibliotecario Salvatore Capodicasa. 91 V.: 92 V. nota

13 sociali e dal mutamento dei bisogni dell utenza lungo il corso del tempo 93. (Fig. n. 10: Manifesto de La Malatestiana a scuola ) È evidente quanto non sia affatto facile combinare le funzioni e i servizi tradizionali tipici di una biblioteca storica, tra i cui compiti istituzionali ha quello della conservazione e preservazione, con quelli tipici di una biblioteca pubblica. Negli ultimi anni si è sviluppato un compito educativo nel campo dell istruzione e della formazione dell utente che trova espressione e attuazione sotto il nome La Malatestiana a scuola (Fig. n. 10), un insieme di progetti destinati alle scuole attraverso la Biblioteca dei ragazzi. La biblioteca Adamo Bettini fu istituita nel 1976 e offre più di trentamila media e un ampia gamma di servizi e attività, tra cui Il Signore e i suoi codici, che, coerentemente con lo scopo di questo contributo, viene qui brevemente descritto. Questo progetto è stato istituito nell anno scolastico con lo scopo di coinvolgere in modo creativo le scolaresche che spesso visitano la Malatestiana : l obiettivo principale è quello di far conoscere al numeroso pubblico le opere del passato, in un eccezionale setting, molto coinvolgente. Viene impiegata una metodologia attiva, che si avvale di diverse competenze professionali, per combinare la conoscenza e l uso delle fonti storiche con la pedagogia dell arte. I bambini vengono introdotti anche al mondo affascinante dei copisti e dei miniatori: essi acquisiscono in tal modo abilità di pensiero critico, mettendo a confronto differenti materiali, strumenti e tecniche 94. La cooperazione con la scuola è funzionale per raggiungere specifici obiettivi cognitivi e quelli più ampiamente educativi. Alcune riflessioni Dalle esperienze descritte, in particolare le prime tre individuate nell ambito del progetto Biblioscuole, abbiamo tratto diverse lezioni da più prospettive, sommariamente enunciate di seguito. Allievi/Studenti: Il loro processo di apprendimento è stato stimolato e rinforzato nelle dimensioni: cognitiva: in termini di acquisizione di nuove (e in alcuni casi inusuali) informazioni attraverso fonti di diverso genere (bibliografiche, archiviali, orali ecc.) e risorse tradizionali e digitali; meta-cognitiva: sono state coinvolte abilità complesse di pensiero e potenziate attraverso la ricerca delle informazioni, combinando varie strategie, valutando ed elaborando l informazione recuperata, riflettendo sull intero processo; personale, in termini di una aumentata auto-stima grazie al protagonismo, per esempio, il ruolo attivo svolto nel progetto; interpersonale, principalmente grazie al lavoro cooperativo sia con i pari, sia con i colleghi più anziani e più giovani, e con gli insegnanti e i bibliotecari. Bibliotecari documentalisti scolastici: Si possono esprimere commenti simili a quelli dianzi accennati: 93 Si rimanda al contributo del Sindaco di Cesena: Giordano Conti, Per i duecento anni della Biblioteca Comunale, in La casa dei libri: dalla Libraria Domini alla grande Malatestiana: per i duecento anni della Biblioteca comunale ( ), s.l., s.n., stampa 2007 (Cesena, Litografia Wafra), p Si veda il contributo della Direttrice della Biblioteca dei ragazzi:loretta Righetti, La biblioteca dei ragazzi Adamo Bettini, in La casa dei libri cit., pp

14 cognitiva: in termini di acquisizione o rinforzo di nuovi concetti e contenuti, come la biblioteca quale ambiente apprenditivo, la biblioteca digitale come conversazione, principi di catalogazione e standard ecc.; meta-cognitiva: ai partecipanti sono stati dati continui stimoli, per esempio, nell area del forum, per farli riflettere sulla loro esperienza (sia su quella precedente sia su quella corrente), e rivedere (riformulandoli, se necessario) i loro programmi; personale: in molti casi, l intero processo ha portato a una maggiore sicurezza, a ruolo più attivo e pro-attivo, e, spesso, a una maggiore visibilità nella comunità scolastica e territoriale. Ai corsisti è stato chiesto come compito di produrre alcuni documenti e di postarli nell area Vetrina o nel repository; interpersonale: l utilizzo degli strumenti di interazione 2.0 forum, wilki, blog ha favorito il continuo confronto, l avvio di forme di collaborazione, per esempio, con le scuole e gli enti viciniori. Insegnanti: difficilmente il corpo docente percepisce il bibliotecario (pubblico e scolastico) come un potente alleato nel (e per il) processo di apprendimento degli allievi. Tra i risultati positivi, nell ambito delle biblioscuole è stato possibile registrare: la scoperta di un inatteso contributo al curricolo da parte del bibliotecario; l attuazione del curricolo (e non soltanto un generico arricchimento ); il miglioramento del clima di classe, sia tra gli allievi sia tra i docenti coinvolti. Comunità: Le comunità (per esempio, di pratica, locali, professionali ecc.) possono trarre notevoli benefici dalla: esperienza e dalle riflessioni dei altri operatori; disponibilità di nuove risorse (in formati tradizionali e digitali); e, in una prospettiva di lungo termine, crescita di una generazione di cittadini formata in modo più efficace. La comunità di pratica (CoP) che si è costituita rappresenta una base interessante per ulteriori sviluppi (a livello locale o nazionale) del progetto, che mostra interessanti possibilità, non soltanto a livello della singola scuola, ma anche per la comunità iin senso lato, a livello informativo e culturale. Documentazione educativa: I nuovi strumenti digitali aiutano a conservare e preservare la documentazione, e nello stesso tempo, a condividere la prassi (come avviene nel repository di Biblioscuole ). Essi risultano di grande aiuto anche nel valorizzare la produzione della scuola e a rendere la scuola più visibile presso la comunità locale come un posto culturale. Inoltre, la catalogazione delle risorse della biblioteca scolastica nell ambito del Servizio bibliotecario nazionale può contribuire a sviluppare la rete stessa, soprattutto a livello locale, con un aumentato numero di punti di accesso all informazione; allo stesso tempo, questo può aiutare le altre scuole a trarre vantaggio dai servizi federati; in ultimo, gli studi e le ricerche nel campo dell educazione possono beneficiare della disponibilità di questa documentazione. Replicabilità: Ogni paese, ogni posto ha una storia da raccontare o un aspetto sconosciuto da indagare. La scuola può contribuire alla ricerca nel campo dell educazione ai beni culturali. Le pratiche dianzi descritte possono essere applicate, con i dovuti aggiustamenti, anche ad altri contesti. 58

15 Concludendo Abbiamo qui cercato di evidenziare come le biblioteche, in ottica di progetto e di rete (a cominciare con il loro parente più prossimo: l archivio), giochino nella scuola e nella società un importante ruolo nel preservare la memoria del passato, nel fornire risorse, strumenti, abilità e competenze utili a conoscere il passato, interpretare il presente e tracce linee per il futuro. Nella scuola, la biblioteca e l archivio fanno sì che le carte, che insieme contribuiscono a raccogliere in maniera sistematica e organizzata, costituiscano quell insieme di documenti attraverso cui ripercorrere un periodo, conoscere determinati aspetti di un fenomeno, ricostruire la storia dell istituzione scolastica in una precisa fase storico-politica Servono però operatori preparati e riconosciuti (al momento, dal punto di vista istituzionale, veri anelli mancanti ) in grado di collaborare alla pari con gli insegnanti e di contribuire, per esempio, a far acquisire un efficace senso del tempo 95, messo fortemente a rischio dall espansione della dimensione della contemporaneità. Sappiamo che la formazione e l aggiornamento dei bibliotecari documentalisti scolastici verso un nuovo concetto dei servizi bibliotecari vengono favoriti da programmi estensivi su base nazionale (come ha fatto Biblioscuole o come ulteriori programmi dovrebbero fare). Tali programmi consentono ai bibliotecari scolastici di aggiornarsi professionalmente e sviluppare così servizi bibliotecari di qualità, contribuendo in tal modo ad accorciare il divario informativo e culturale che ancora esiste tra città e paesi, zone urbane e zone rurali o di montagna, tra centro e periferia di una città. Ovviamente, sarebbe preferibile se vi fosse un coordinamento europeo di tali programmi, per garantire almeno uno standard comune nella formazione e nel tirocinio dei bibliotecari - documentalisti scolastici. Figure specificamente formate e preparate aiuterebbero a sviluppare veri servizi bibliotecari scolastici in ogni scuola in Europa e farebbero in modo che, attraverso la scuola con una biblioteca apprenditiva come cuore pulsante, nessun bambino sia lasciato indietro. Secondo gli auspici e le indicazioni (ONU, UNESCO, IFLA, IASL ecc.) la competenza informativa, l educazione inclusiva, lo sviluppo culturale possono essere efficacemente costruiti in quell ambiente speciale per l apprendimento come una biblioteca del 21 secolo dovrebbe essere, e come, in particolar modo, la biblioteca scolastica, dovrebbe fare. La biblioteca oggi non è più soltanto una fortezza in cui conservare i documenti sani e salvi : essa deve, piuttosto, essere concepita come un ambiente apprenditivo e sociale, in grado di sviluppare proficue collaborazioni con le altre infrastrutture della conoscenza. La biblioteca scolastica può farlo già a partire dalle strutture presenti nella scuola di appartenenza, archivio in primis, per poi proiettarsi verso quelle del territorio e costruire così una rete che consenta di apprendere nei più diversi tempi e contesti: a scuola e fuori, in biblioteca, nel museo, in archivio. Nella rete virtuosa di rapporti tra scuola e altre scuole, tra scuola e territorio, la biblioteca scolastica svolge un ruolo importante di mediazione, di ponte, un necessario ponte tra scuole e territorio, ponte tra culture, linguaggi, epoche, memorie e vissuti diversi. Essa inoltre consente di tesaurizzare e valorizzare le memorie della scuola e di chi ne fa parte, e al contempo garantisce l'accesso all'informazione e ne insegna l uso, capacità essenziale per una partecipazione piena e responsabile, necessaria per agire come cittadini di un paese democratico. 95 Si veda a questo proposito l esito dell omonima indagine Progetto Storia Polo Centro di Torino, Il senso del tempo. Indagine sui giovani e la storia al passaggio nel nuovo millennio Interventi di Margherita Curato [et al.], ITC - Liceo Economico Q. Sella, Torino,

16 Riferimenti bibliografici Antico Moderno, «Biblioteche scolastiche», ASSOCIAZIONE ITALIANA BIBLIOTECHE (AIB), Le nuove frontiere della biblioteca: cambiamento, professionalità, servizi: atti del 39 Congresso nazionale, Selva di Fasano, ottobre A cura di Angelo Sante Trisciuzzi, AIB, Roma, BOETI, Loredana TAIS Enrica (a cura di), Percorsi di ricerca e innovazione per la qualità della scuola. Rapporto regionale del Lazio sul Progetto R.I.So.R.S.E. (Ricerca e Innovazione per il Sostegno della Riforma del Sistema Educativo). Scuola Secondaria I grado A.A. 2004/2005, Anicia - IRRE Lazio, Roma, La casa dei libri : dalla Libraria Domini alla grande Malatestiana : per i duecento anni della Biblioteca comunale ( ). [Catalogo a cura di Daniela Savoia, scritti di Elena Bellagamba [et al.], fotografie: Ivano Giovannini], s.l., s.n., 2007 (Cesena, Litografia Wafra). CIRCOLO DIDATTICO SAN GIOVANNI BOSCO, Agrigento, Fiabe in biblioteca, Biblioteca Giovanni Paolo II, Agrigento, ID., Piccolo scaffale pirandelliano, Biblioteca Giovanni Paolo II, Agrigento, Dagli archivi delle scuole romane. Storia memoria identità, Gangemi, Roma, ISTITUTO SUPERIORE DI STATO NICCOLÒ MACHIAVELLI, Roma Auschwitz : il cammino della memoria degli studenti romani continua, ISS Machiavelli, Roma, (Disponibile anche in formato PDF all URL: KULTHAU, Carol C. - MANIOTES, Leslie K. - CASPARI Ann K., Guided Inquiry. Learning in the 21 st Century, Libraries Unlimited, Westport, LICEO CLASSICO STATALE LUDOVICO ARIOSTO, FERRARA, Dal fondo Ottocento. A cura degli studenti che hanno partecipato al progetto Fondo Ottocento a. s , Biblioteca del Liceo Classico Ariosto, Ferrara, (Disponibile anche in formato PDF all URL: MARQUARDT, Luisa, Biblioteca scolastica e archivio scolastico quali mnemoteche tra scuola e territorio, «Annali di storia dell educazione e delle istituzioni scolastiche», (2008) 15, pp MARQUARDT, Luisa, Biblioteche nelle scuole: una rete integrata per la lettura, l informazione, la documentazione, «Libri e Riviste d Italia», 2007 (1), pp MARQUARDT, Luisa, Educating pupils and students through the school library for the appreciation of cultural heritage, «Synergy», 7 (2009), 1, pp MARQUARDT, Luisa, Schooling at the library in Italy for the social inclusion. The BiblioScuole Project. Proc. 35 th IASL Conference Lisbon 3-7 July 2006, IASL, Lisbon,

17 PROGETTO STORIA 900 POLO CENTRO DI TORINO, Il senso del tempo. Indagine sui giovani e la storia al passaggio nel nuovo millennio Interventi di Margherita Curato [et al.]. Presentazione di M. Loretta Tordini. In collaborazione con Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea, ITC - Liceo Economico Q. Sella, Torino, UNESCO, INFORMATION FOR ALL PROGRAMME (IFAP), Understanding Information Literacy: A Primer, by Forest Woody Horton, jr., UNESCO, Paris, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA. Dipartimento di Scienze dell Educazione Gruppo di Ricerca LABS Libro Antico nella Biblioteca Scolastica, Sulle pagine, dentro la storia. Atti delle Giornate di Studio LABS Padova, 3-4 marzo A cura di Cristiana Bettella con la collaborazione di Maria Grazia Melchionda. Direzione scientifica di Donatella Lombello Soffiato, CLEUP, Padova, Elenco delle figure 1. Schermata di un learning object disponibile nella piattaforma e-learning nel portale biblioscuole.it 2. Schermata di RABIS 3. Schermata del Repository di Biblioscuole 4. Home page del Liceo Classico Ariosto di Ferrara 5. Copertina della pubblicazione Dal fondo Ottocento 6. Villino Centurini, sede dell Istituto Machiavelli (ex Oriani) di Roma 7. Una pagina web dell Istituto Machiavelli 8. Schermata della copertina della pubblicazione del Machiavelli disponibile nel Repository di Biblioscuole 9. Copertina della pubblicazione del 2 Circolo Didattico di Agrigento 10. Manifesto del Progetto La Malatestiana a scuola 61

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