La Voce di Bianco. n. 128

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1 La Voce di Bianco Rivista Parrocchiale Anno XVIII n. 128 Marzo 2010 Il giorno più bello? Oggi. L ostacolo più grande? La paura. La cosa più facile? Sbagliarsi. L errore più grande? Rinunciare. La radice di tutti i mali? L egoismo. La distrazione migliore? Il lavoro. La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento. I migliori professionisti? I bambini. Il primo bisogno? Comunicare. La felicità più grande? Essere utili agli altri. Il mistero più grande? La morte. Il difetto peggiore? Il malumore. La persona più pericolosa? Quella che mente. Il sentimento più brutto? Il rancore. Il regalo più bello? Il perdono. Quello indispensabile? La famiglia. La rotta migliore? La via giusta. La sensazione più piacevole? La pace interiore. L accoglienza migliore? Il sorriso. La miglior medicina? L ottimismo. La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto. La forza più grande? La fede. Le persone più necessarie? I sacerdoti. La cosa più bella del mondo? L amore. -Madre Teresa di Calcutta -

2 La Voce di Bianco Notiziario di Formazione ed Informazione della Parrocchia Tutti i Santi di Bianco Anno XVIII, N. 128, Marzo 2010 Direttore Responsabile Padre Aldo Bolis Impaginazione Grafica Arch. Bruno Brancatisano Chi desidera veder pubblicato un articolo deve farlo pervenire al Comitato di Redazione inviandolo nei seguenti modi: -- consegna di floppy o cd in Parrocchia ai Padri Monfortani; -- invio, tramite posta elettronica, entro l ultimo lunedì del mese precedente quello di uscita della rivista alle seguenti Il Comitato di Redazione, letto il materiale consegnato per essere pubblicato, valutatone il contenuto dal punto di vista degli argomenti trattati, si riserva : a) di pubblicarlo così come pervenuto, ossia senza apportare correzioni grammaticali, ortografiche e sintattiche alle bozze originali. b) qualora l articolo superi le due pagine di modificarlo (accorciandone il contenuto) e ciò al fine di consentire a tutti coloro che inviano un articolo di poterlo vedere ed avere pubblicato sul giornalino parrocchiale. SOMMARIO ARTICOLI & RUBRICHE * L Editoriale di p.aldo pag.3 * Assemblea straordinaria del Cpp e verifica con il Vescovo pag. 4-5 *La Bibbia ( I Giudici ) (Tommaso Scordino) pag. 6-7 * Parrocchia tutti i Santi..A scuola di Santi (Lisetta Muscatello) pag. 8 INSERTO CENTRALE A CURA DELL ORATORIO TUTTI I SANTI ANNO II - N.4, FEBBRAIO 2010 pag * I Santi : Affascinati da Dio. (Valentina Biviera) pag. 12 *Raccontando si impara : Un giorno qualunque (Modestino Alessi) pag.13 *Anno sacerdotale :Storie di Sacerdoti Santi: venerabile Jerzy Popieluzsko pag *L azione cattolica rinnova il suo impegno (Gabriella Pizzinga) pag. 15 *Calendario ebraico e relative feste (Elisetta Muscatello) pag * I centri familiari di ascolto. (Giusy Versace) pag. 18 *Anagrafe,Bilancio,Calendari,Incontri pag.19 *Notizie Flash pag. 20 ================================== NUMERI TELEFONICI DA RICORDARE : p. Aldo Cell Scordino Tommaso Reverende Suore

3 I cambiamenti sono possibili a cura di p.aldo Il 21 febbraio scorso i Vescovi italiani hanno pubblicato un documento di analisi della situazione del Mezzogiorno d Italia, proponendo, nella conclusione, alcune linee di azione. Ritengo utile farle conoscere perché diventino motivo di dialogo nei dibattiti che in queste settimane si stanno facendo in vista delle prossime elezioni. Noi Vescovi rivolgiamo un invito alla speranza alle comunità ecclesiali del Paese, in particolare del Mezzogiorno, e a tutti gli uomini di buona volontà. Contro ogni tentazione di torpore e di inerzia, abbiamo il dovere di annunciare che i cambiamenti sono possibili. Non si tratta di ipotizzare scenari politici diversi, quanto, piuttosto, di sostituire alla logica del potere e del benessere la pratica della condivisione radicata nella sobrietà e nella solidarietà. Proprio per dare ragione della speranza che ci guida, noi, Pastori del gregge di Cristo, ci siamo fatti carico di una valutazione della situazione sociale ed ecclesiale che caratterizza oggi, tra luci e ombre, la condizione delle genti del Sud. La consolazione che ci viene dalle Scritture (cfr Rm 15,4) e la consapevolezza di essere Chiesa ci donano, nonostante tutto, uno sguardo fiducioso, perché siamo certi che Dio ha a cuore progetti di vita e di crescita per tutti. Sappiamo anche che l amore di Cristo ci spinge a ricercare il bene comune, nel rispetto della dignità di ogni persona, senza cedere a paure ed egoismi che alimentano miopi interessi di parte e mortificano la nostra tradizione solidaristica..sono risorse preziose, che stenteranno a sprigionarsi fino a quando gli uomini e le donne del Sud non comprenderanno che non possono attendere da altri ciò che dipende da loro e che va contrastata ogni forma di rassegnazione e fatalismo. Una mentalità inoperosa e rinunciataria può rivelarsi un ostacolo insormontabile allo sviluppo, più dannoso della mancanza di risorse economiche e di strutture adeguate. Per le comunità cristiane e per i singoli fedeli un atteggiamento costruttivo rappresenta lo spazio spirituale entro cui progettare e attivare ogni iniziativa pastorale per crescere nella speranza. Svelare la verità di un disordine abilmente celato e saturo di complicità, far conoscere la sofferenza degli emarginati e degli indifesi, annunciando ai poveri, in nome di Dio e della sua giustizia, che un mutamento è possibile, è uno stile profetico che educa a sperare. La predicazione profetica di Gesù suscitava stupore perché annunciava un esistenza degna, diversa, rinnovata, una moralità più giusta e praticabile, attivando energie altrimenti trascurate e sprecate, innescando l attesa di una trasformazione possibile. 3

4 4 Lunedì 1 marzo 2010 alle ore 20,00 il CPP si riunisce per incontrare Sua Assemblea Straordinaria del Consiglio Pastorale Parrocchiale per la verifica di metà anno con il Vescovo Eccellenza il Vescovo Mons. Morosini per un incontro di verifica del lavoro pastorale a metà percorso di questo anno tenendo conto delle Indicazioni Pastorli 2009/2010. Iniziando la riunione, il Vescovo nel porgere i propri saluti all assemblea, introduce il tema della serata comunicando che dopo aver incontrato e conosciuto una prima volta le comunità parrocchiali della Diocesi, ha sentito a metà anno pastorale l esigenza di incontrare nuovamente i CPP per poter verificare il lavoro che concretamente si sta compiendo nelle Parrocchie per comprenderne gli aspetti positivi nonché eventuali difficoltà, problemi e insuccessi. Presenta pertanto le tre aree di riflessione per la verifica che consistono nell evangelizzazione, pastorale giovanile e pastorale familiare e invita il CPP, per un utile riuscita dell incontro, ad affrontare la discussione con interventi concreti e pratici. Analizzando la prima area relativa all evangelizzazione si dialoga sulle varie occasioni che la Parrocchia sta offrendo per tale fine, ovvero gli incontri del Martedì della Parola e la lectio divina che quest anno stanno registrando una partecipazione crescente, la positiva esperienza dei centri familiari di ascolto, gli incontri formativi dedicati a ogni gruppo parrocchiale,nonché le iniziative di portare fuori dalle mura della Parrocchia alcuni momenti di culto come la Via Crucis itinerante, la fiaccolata mariana mensile e il rosario del mese di maggio per i quartieri del paese che risultano fino ad ora ben partecipate. In merito al compito di evangelizzazione degli immigrati si fa presente che è già stata realizzata una celebrazione con rito ortodosso e si prevedono altre cerimonie in occasioni di battesimi per il prossimo futuro. Una chiara domanda del Vescovo riguarda la situazione della costituzione dei comitati festa e della partecipazione alla vita cristiana dei loro componenti, e in merito a questo argomento ricorda che a breve incontrerà nuovamente questi comitati, invitando quindi ad essere presenti anche quelli di Bianco, e anticipa che in qualità di guida del culto della Diocesi si sta impegnando a stilare una serie di norme specifiche per regolare la costituzione e le competenze dei cosiddetti comitati festa civili attraverso cammini di formazione e un mandato. Ultimo interrogativo del Vescovo riguarda il fatto che la gente stia mentalizzando o meno che la fede non è finalizzata ai sacramenti. L assemblea risponde che è sicuramente ormai mentalità acquisita che ci sia un cammino di reparazione ai sacramenti, ma ancora non risulta effettiva la convinzione di una fede fine a se stessa piuttosto che al conseguimento di questi ultimi. Si considera con tristezza che nonostante tanto si faccia per avvicinare tutti i parrocchiani alle varie esperienze di fede le nostre catechesi non incidano realmente

5 negli animi, traducendosi in gesti di vita concreta quotidiana. La domanda perciò su che cosa ci manchi per raggiungere l obiettivo rimane nell aria in attesa di una risposta che ancora non sembra esserci ma sulla quale si continuerà a riflettere, tuttavia la considerazione che la nostra realtà sociale in questo momento storico stia vivendo un momento di profonda disgregazione pongono la Parrocchia nella condizione di unico punto di riferimento, ovvero in una posizione di grande opportunità da cogliere per evangelizzare e si considera tutto sommato che la comunità stia crescendo nella cultura religiosa, merito delle numerose iniziative che si stanno realizzando e che coinvolgono la comunità a diversi livelli. Per quanto riguarda la situazione dei giovani le considerazioni si fanno meno ottimistiche,denunciando una scarsa partecipazione alla vita di Parrocchia nonostante l apertura del nuovo oratorio, e dopo una breve disamina della realtà del mondo giovanile che appare oggi come una realtà complessa, completamente diversa dalle generazioni precedenti, che vede e sente la Chiesa come vecchia e incapace di dare risposte alle proprie domande, si constata che sicuramente una certa forma di disponibilità c è ei nostri giovani, si registra però l incapacità a dialogare,a trovare il giusto canale di comunicazione, e dalle esperienze da poco vissute si considera che sia importante trovare metodi di aggregazione attraverso i quali far veicolare il messaggio di vita cristiana. Si prospetta tra l altro di dedicare particolare attenzione a questa situazione anche attraverso l aiuto di esperti di pastorale giovanile che operano in Dicesi. In ultima fase, trattando la pastorale familiare, si riferisce che in Parrocchia vi sono possibilità diversificate rispetto ai diversi tipi di destinatari che si stanno rivelando positive: è avviato un cammino di gruppo per famiglie adulte che si incontra con cadenza quindicinale, (la coppia referente è quella Sinopoli Zappia), si tengono gli incontri dei centri familiari di ascolto, la catechesi in preparazione al battesimo ( in merito alla quale si sta pensando di poter realizzare qualcosa per il post-sacramento) e il cammino Emmaus per l Iniziazione Cristiana. Terminato il dialogo il Vescovo riprende la parola per tirare le fila dell incontro ringraziando sentitamente il laicato motivato che è presente in Parrocchia e in tutta la Diocesi e che allarga il cuore alla speranza, e invita tutti gli operatori pastorali a guardare al passato per trovare il coraggio e la forza di continuare ad andare avanti con la fiducia in Dio che ci guida e ci sostiene nella nostra opera di annuncio. Una considerazione che il Vescovo riserva infine riguarda l aspetto che caratterizza un po tutta la Diocesi e su cui vale la pena di soffermarsi a riflettere: l attaccamento alla tradizione, che serba in sé due aspetti importanti, da un lato costituisce un valore fondante di stabilità, mentre dall altro si presenta come grosso limite all apertura, pertanto invita le Parrocchie a concentrarsi su questo aspetto per superarlo con pazienza e serenità. Esaurita la discussione l assemblea si scioglie e si aggiorna per la riunione ordinaria mensile a lunedì 22 marzo alle 20,00. 5

6 La BIBBIA (Giudici, VII libro) Parte II a cura di Tommaso Scordino Troviamo, infatti, nel libro, che gli Israeliti, in certi periodi, dimenticano l amore di Dio e vengono oppressi dai loro nemici, poi ritornano al Signore e vengono liberati; dimenticano di nuovo il Signore e sono ancora oppressi, tornano a pentirsi e ad essere liberati. E questo un motivo che, nel libro, ritorna spesso durante la lunga storia di questo popolo eletto; anche perché, della generazione di Giosuè non esiste più nessuno e quella che segue non ha alcuna esperienza di ciò che Dio ha fatto per loro. Per cui, ognuno, singolarmente, è chiamato a fare l esperienza dell amore e della fedeltà di Dio, ciascuno deve scegliere il Signore e decidere personalmente di fondare la propria vita sulla sua Parola. Contrariamente al libro di Giosuè, al centro del libro dei Giudici non sta una figura singola, ma sono diversi i personaggi che caratterizzano gli eventi; per cui la struttura del libro si può configurare così: introduzione, insediamento in Canaan delle tribù d Israele e coesistenza con i popoli pagani. Con il capitolo terzo inizia il periodo dei Giudici, dei quali vi invitiamo a leggere integralmente la storia episodica; il libro ci propone una dozzina di profili di questi personaggi, dei quali qui citiamo soltanto i nomi e alcune loro fondamentali imprese: il primo Giudice è Otniel che sconfigge Cusan-Risataim, Re di Aram (gli Aramei); il secondo si chiama Eud, il quale libera Israele da Eglon, Re di Moab (i Moabiti); il terzo è Samgar che salva Israele dalla pressione dei Filistei; il quarto Giudice è una donna profetessa, Debora, che manda il suo condottiero Barak contro l esercito di Iabin, Re di Azor, riportando una strepitosa vittoria. Debora, nell entusiasmo del trionfo, eleva un canto, il cantico di Debora, appunto, che testimonia la meraviglia suscitata in Israele dall intervento del Signore. Il quinto è Gedeone, un giovane agricoltore che, con soli trecento uomini, sconfigge l esercito dei Madianiti, i quali avevano invaso il territorio di Israele, distrutto il raccolto, razziato il bestiame. Il sesto Giudice è Tola, che governa per ventitré anni su Israele. Il settimo è Iair, che regna per ventidue anni. L ottavo è Iefte, che combatte contro gli Ammoniti e i Moabiti. Il nono è Ibsan, che governa per sette anni. Il decimo Giudice è Elon e regna per dieci anni. L undicesimo è Abdon e governa per otto anni. Il dodicesimo è Sansone, eroico e carismatico, personaggio famoso per le sue prodezze, nel quale, storicamente, si concretizza l aiuto divino per mezzo della sua forza a servizio del popolo d Israele contro i Filistei; forza che gli deriva da Dio e che egli conserva finchè rimane fedele al suo voto di nazireato, cioè di non tagliarsi mai i capelli. 6

7 Ma Sansone si innamora di una donna chiamata Dalila, la quale, dopo diversi tentativi, riesce a farsi dire il segreto della sua forza, lo addormenta e gli fa tagliare i capelli che simboleggiavano, appunto, la fonte della sua forza: Ella lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece radere le sette trecce del capo (16, 19). Poi i Filistei irrompono in casa, cavano gli occhi a Sansone, il quale aveva perduto tutta la sua forza, lo legano e lo gettano in prigione a girare la macina (16,21). Pian piano, però, i suoi capelli ricrescono e, alla fine, durante un raduno di festa, per l offerta di un gran sacrificio a Dagon (16,23), dio dei Filistei, Sansone disse: Che io muoia insieme con i Filistei (16,30/a), si appoggia alle colonne che reggono il tempio, si curva con tutta la forza, ridatagli da Dio e il tempio rovina addosso ai prìncipi e a tutta la gente che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita. (16,30/b) Come si potrà notare nella lettura del libro, di alcuni di loro vengono narrate anche le imprese liberatrici, in forma più o meno diffusa, per cui si chiamano giudici maggiori o giudici carismatici ; mentre di altri si forniscono solo informazioni anagrafiche, sull origine della famiglia, la durata dell attività e il luogo della sepoltura e si chiamano giudici minori. Alla prima categoria appartengono: Otniel, Eud, Debora, Gedeone, Iefte, Sansone; alla seconda appartengono: Tola, Iair, Ibran, Elon, Abdon, Samgar. Il libro si chiude con due appendici: l origine del Santuario di Dan e la guerra contro la tribù di Beniamino. L autore interrompe la storia degli eroi d Israele e descrive due episodi che illustrano lo stato miserando della religione e della moralità quando Israele non aveva un governo: In quel tempo non c era un re in Israele; ognuno faceva come gli sembrava bene (21,25). Per quanto riguarda il messaggio del libro, oltre a quello contenuto nei singoli racconti, ne presenta un altro, relativo all intera opera. Il libro testimonia, soprattutto, la fedeltà di Dio, che non abbandona il suo popolo eletto anche nei periodi di apostasia (ripudio totale del proprio credo religioso). Dio non resta indifferente di fronte ai peccati del suo popolo (perché altrimenti rinnegherebbe la sua dignità divina), ma li giudica con estrema serietà. La riuscita dell opera dei Giudici non è, certamente, merito loro, ma si fonda sulla libera grazia di Dio. Anche per il cristiano che crede veramente, è naturale e logico che il giudice, unico e ultimo, è solo Dio, in quanto Lui è il Creatore e il Padrone assoluto dei popoli e dell umanità intera. Soltanto Lui può giudicare secondo i meriti di ciascuno di noi e darci la giusta retribuzione, il premio o la condanna eterna. 7

8 Parrocchia Tutti i Santi. a scuola di Santi -2 S. GIUSEPPE (Sposo della Beata Vergine Maria) di Lisetta Muscatello Tutto quello che si conosce di Giuseppe lo si trova nei Vangeli; sappiamo che apparteneva alla stirpe di Davide, era un falegname e veniva definito uomo giusto. L iconografia ce lo presenta anziano, ma non vi è ragione di supporre che non fosse giovane quando fu promesso sposo a Maria. Per salvare Gesù dalla furia del re Erode, avvertito in sogno da un angelo, si rifugiò in Egitto assieme a Maria e al Bambino e tornò quando un altra visione angelica gli annunziò che Erode era morto. Temendo, però, anche il suo successore, invece che in Giudea si stabilì, con la famiglia, in Galilea, a Nazaret (Mt 1,18-25; 2,13-23). Non si sa quando morì, ma sicuramente fu prima della crocifissione di Gesù (cfr. Gv 19,26-27). La sua festa viene celebrata, oltre che il 19 marzo anche il I maggio sotto il titolo di S. Giuseppe artigiano, istituita da Papa Pio XII nel 1955 per dare un protettore ai lavoratori e un senso cristiano alla festa del lavoro. Papa Pio IX lo aveva già dichiarato patrono della Chiesa Universale e Papa Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone Romano. S. Giuseppe viene raffigurato mentre tiene il Bambino Gesù sul braccio sinistro e un giglio nella mano destra. La tradizione popolare dà il suo nome a due fiori: il giglio di S. Giuseppe e il bastone di S. Giuseppe S. VINCENZO FERRER (Missionario) Vincenzo Ferrer nacque a Valencia (Spagna) da padre inglese e da madre spagnola, molto probabilmente nell anno Nel 1367 entrò a far parte dell Ordine dei frati Domenicani e si dedicò alla predicazione popolare percorrendo instancabilmente la Spagna, l Italia del Nord e la Francia. Oggetto principale della sua parola convincente fu il messaggio evangelico di conversione e penitenza in vista del giudizio di Dio da lui annunciato come imminente. Nel 1416 si adoperò a fare da mediatore nelle vicende che travagliavano il papato in quell epoca, a causa dello scisma d Occidente. Morì nel 1419 a Vannes, in Bretagna, durante una missione apostolica. Venne canonizzato nel 1455 e la Chiesa ne fa memoria il 5 aprile. 8

9 Inserto dell Oratorio Tutti i Santi a cura del laboratorio di Multimedialità & Giornalismo Anno II Marzo 2010 n.4 L Oratorio è questo Sul carro che apriva la sfilata di carnevale organizzata dal nostro Oratorio campeggiava, a caratteri cubitali, la scritta : L Oratorio è questo. Chi l ha ideata e realizzata, mi raccontava di averla pensata un giorno mentre, entrando nell Oratorio, si era trovato innanzi agli occhi una scena incredibile: tutti i locali erano occupai da grandi e piccoli immersi nelle attività preparatorie dei carri; vi era chi dipingeva, chi incollava, chi cuciva, chi preparava il caffè, chi raccontava qualche storiella divertente per tenere su il morale. Intere famiglie (Gruppo Progetto e Cammino Emmaus) sono state coinvolte nella febbre dei carri, così come le catechiste, i bambini e ragazzi dell oratorio, gli animatori e le animatrici. Quanta confusione, quanta allegria, quanta fatica che il (mal)tempo rischiava di mandare a monte Una votazione (7 a 1) ha dato il via alla sfilata e poi tutti per strada a ridere, ballare cantare e poi, ancora, all Oratorio a festeggiare. Una sola nota dolente, finita la festa in pochi (tra i quali non vi era, faccio venia, ahimè la scrivente) si sono fermati a dare una mano a spazzare e riordinare, forse, in questo caso, un po di collaborazione in più non guasterebbe.. pensiamoci!,.. ma, comunque, va bene così, in fondo.. l Oratorio è, anche, questo. Maria Cristina Caracciolo 9

10 Tanti carri per il Carnevale Martedì 16 febbraio, sfidando il cielo carico di nuvole minacciose, si è svolta la sfilata di Carnevale (già programmata per la domenica precedente, ma rinviata a motivo della pioggia). Possiamo ben dire che per Bianco è stato un record di carri, preparati dall Oratorio, dal Cammino Emmaus, da Beatrice Zappia: ben 9 carri hanno percorso le vie, accompagnati da una vera folla di ogni età, ritmati dalle danze delle majorettes e pacchiani dell oratorio. La festa di Carnevale è proseguito all oratorio con musica, balli e giochi. Un vivo ringraziamento a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita della festa. 10

11 mercoledì 3 marzo, Oratorio Tutti i Santi, conferenza sull "Emergenza Educativa" Alla presenza di Sua Eccellenza il Vescovo di Locri- Gerace, Mons. Fiorini Morosini, si è tenuta, mercoledì 3 marzo, presso i locali dell Oratorio una, partecipatissima, conferenza sul tema dell Emergenza Educativa. A relazionare sul tema è stato il dott. Davide Guarnieri, presidente nazionale dell AGE (Associazione Genitori) che, in detta veste, ha tenuto, nei tre giorni precedenti, una serie di incontri con il mondo della scuola durante i quali ha dialogato, sia con gli studenti ed i loro genitori che con i professori, in merito alle problematiche sociali che investono sia la famiglia, la scuola e tutte le altre agenzie educative tanto da giungere a dire che è, in atto, una vera e propria Emergenza Educativa. Partendo dalle parole con cui Papa Ratzinger ha consegnato, simbolicamente ad almeno 20 mila ragazzi,insegnanti, genitori, sacerdoti convenuti in piazza San Pietro, la sua lettera alla diocesi di Roma sulla grande emergenza educativa, il dott. Guarnieri ha evidenziato, dati statistici alla mano, che è vero, educare non è mai stato facile e, oggi, sembrerebbe esserlo diventato ancora più difficile a causa delle troppe incertezze, dei troppi dubbi, delle troppe immagini distorte veicolati anche dai mass media, ma è, anche vero, che con troppa facilità ed arrendevolezza non pochi genitori ed insegnanti sono tentati di rinunciare al proprio compito, e non riescono più nemmeno a comprendere quale sia, veramente, <<l opera a loro affidata>>. Tuttavia, le immagini distorte esistenti nella nostra cultura, veicolate dai mezzi di informazione sociale, pur rendendoci difficile il compito di proporre alle nuove generazioni qualcosa di valido e di certo, delle regole di comportamento e degli obiettivi per i quali si meriti spendere la propria vita, non devono scoraggiarci nella nostra azione educativa, ma devono spingerci ad attivarci affinchè possiamo dare risposte concrete ai nostri ragazzi e giovani, ai bambini che oggi si affacciano alla vita, fornendo loro modelli positivi dai quali concretamente attingere. 11

12 I SANTI: affascinati da Dio di Bivera Valentina Noi spesso diciamo di essere devoti a San Francesco o di nutrire una devozione a San Gennaro o a qualche altro santo. Ma conosciamo veramente il significato della parola devozione? Oppure diciamo di essere devoti solo per una scelta banale, o perché ci fa simpatia quel santo, o perché in passato abbiamo pregato loro per ricevere una grazia e l'abbiamo ottenuta? Non credo sia questo il vero significato! Infatti, sappiamo riconoscere il messaggio che nella loro straordinaria vita ci hanno voluto lasciare? Ecco, io penso che questo sia il significato della "devozione": cioè riuscire a comprendere il loro messaggio, facendoci affascinare di ogni momento della loro vita e della bellezza della vera "conversione" che hanno avuto verso Dio. Ognuno in modo diverso, ed è questo che i santi ci invitano a ricevere, perché è il Signore a tutti chiede la "conversione": dobbiamo solo imparare a riconoscerlo. In che modo? la risposta è semplice, amando la sua parola facendoci guidare dall'esempio dei santi, che sono come degli indicatori stradali che ci mostrano la giusta via verso il Signore nostro Gesù Cristo. Pensando alla sua conversione, così pregava Sant'Agostino: Tardi ti amai bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Si, tu eri dentro di me e io ero fuori. Lì ti cercavo. Deforme mi gettavo nelle belle forme delle tue creature; inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti e il tuo splendore dissipò la mia cecità; Diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti e arsi dal desiderio della tua pace. Amen In questa preghiera Sant Agostino parla della sua conversione ricevuta da Dio, descrivendo i suoi stati d'animo prima e dopo aver ricevuto questo grande dono. Allora anche noi impegniamoci a chiedere questa grazia da Dio. 12

13 IL RACCONTO Raccontando si impara Un giorno qualunque di Modesto Alessi Noi viviamo in un mondo frenetico dove tutto scorre in fretta, siamo presi da tanti pensieri e dai molti affari e trascuriamo le cose importanti della nostra vita. C è un detto: Se l animo e il corpo non vanno di pari passo il corpo si affanna. Bisogna fermarsi e pregare il Signore che è la cosa più importante della nostra vita, senza di lui non possiamo far niente. Una madre che, anche se affaticata e stanca, riesce a esprimere il suo amore ai figli, è da lodare. Il racconto che segue dice proprio questo. Mamma, guarda!, esclamò Marta, la bambina di sette anni. Già, già!, mormorò nervosamente la donna mentre guidava e pensava alle tante cose che l attendevano a casa. Poi seguirono la cena, la televisione, il bagnetto, le telefonate; arrivò anche l ora del riposo. Forza Marta, è ora di andare a letto!. E lei si avviò di corsa su per le scale. Stanca morta, la mamma le diede un bacio, recitò le preghiere con lei e le aggiustò le coperte. Mamma, ho dimenticato di darti una cosa! Me la darai domattina, rispose la mamma scuotendo la testa. Ma poi domattina non avrai tempo!, esclamò Marta. Lo troverò, non preoccuparti, disse la mamma, un po sulla difensiva. Buona notte!, aggiunse e chiuse la porta con decisione. Però non riusciva a togliersi dalla mente gli occhioni delusi di Marta. Tornò nella stanza della bambina, cercando di non fare rumore. Riuscì a vedere che stringeva in una mano dei pezzetti di carta. Si avvicinò e piano piano aprì la manina di Marta. La bambina aveva stracciato in mille pezzi un grande cuore rosso con una poesia scritta da lei che si intitolava Perché voglio bene alla mia mammina. Facendo molta attenzione recuperò tutti i pezzetti e cercò di ricostruire il foglio. Una volta ricostruito il puzzle riuscì a leggere quello che aveva scritto Marta: Anche se lavori tanto e hai mille cose da fare trovi sempre un po di tempo per giocare. Ti voglio bene mamma perché sono la parte più importante del giorno per te. Quelle parole le volarono dritto al cuore. Dieci minuti più tardi tornò nella camera della bambina portando un vassoio con due tazze di cioccolata e due fette di torta. Accarezzò teneramente il volto paffuto di Marta. Cos é successo? chiese la bambina, confusa da quella visita notturna. È per te, perché tu sei la parte più importante della mia giornata!. La bambina sorrise, bevve metà della cioccolata e si riaddormentò. 13

14 Anno SACERDOTALE - Storie di SACERDOTI santi /5 Venerabile Jerzy POPIELUSZKO di p.aldo Le Chiese dell'est, a partire proprio da quella polacca, hanno subito persecuzioni durissime sotto il regime comunista e il sangue di tanti martiri cristiani è stato versato per testimoniare la fede.un esempio per tutti: il sacrificio di don Jerzy Popieluszko, il «cappellano di Solidarnosc». Nacque il 14 settembre 1947 a Okopy provincia della Polonia. Fu ordinato sacerdote dal cardinal Stefan Wyszynsky il 28 maggio 1972 a Varsavia. Destinato alla parrocchia di San Stanislao Kostka, oltre al lavoro parrocchiale, svolgeva il suo ministero tra gli operai organizzando conferenze, incontri di preghiera anche per medici ed infermieri, assisteva gli ammalati, i poveri, i perseguitati. In tal mondo questo sacerdote, dal viso da ragazzo ma con una volontà di ferro e una passione per la verità, non ancora quarantenne, divenne a inizio anni 80 una spina nel fianco del regime comunista, soprattutto per il suo impegno come guida spirituale del sindacato libero Solidarnosc. Don Jerzy Popieluszko predicava tra la sua gente (in messe strapiene di fedeli, e seguite da numerose spie), parlava di libertà e verità ma sempre fedele al suo ministero sacerdotale, ovvero non dimenticandosi mai di essere un prete e non un agitatore, testimone appassionato di Cristo. Un prete comunque naturalmente scomodo, per un governo controllato dal Partito comunista polacco succube dell Unione Sovietica. Un prete amico del popolo e della gente semplice, come gli operai e le loro famiglie, che certo trovavano nella Chiesa quella solidarietà e quel sostegno di fronte alle provocazioni e alle angherie del regime. Il 19 ottobre 1984 di ritorno da un servizio pastorale è stato rapito da tre funzionari del Ministero dell Interno. La Polonia rimase col fiato sospeso per due settimane, nella speranza che il sacerdote fosse ancora vivo. Fino a quando, il 27 ottobre, il capitano dei servizi segreti confessò: «L'ho ucciso io, con le mie mani». Il corpo verrà poi ritrovato in un lago artificiale a un centinaio di chilometri a nord di Varsavia. Il clamore che seguì all'evento fu enorme e travalicò i confini nazionali; può ben dirsi che quell'assassinio pose le premesse per la fine del regime in Polonia. 14 Quale altro sarà il nostro fine, che giungere al regno che non avrà fine?

15 Don Jerzy continua a vivere: sulla sua tomba si recano in pellegrinaggio milioni di persone che lo venerano come il testimone della resistenza morale e spirituale della nazione polacca. Eroe della libertà e testimone della fede, don Popieluszko ci appare come "l'autentico profeta dell'europa, quella che afferma la vita attraverso la morte", ha detto Giovanni Paolo II. Proprio durante il viaggio apostolico in Polonia, nel giugno 1987, il Papa così ricordò la profetica testimonianza del sacerdote ucciso dal regime: «Attraverso la croce si va verso la risurrezione. Non vi è un'altra via. Perciò le croci della nostra patria, le nostre croci personali, quelle delle nostre famiglie, devono condurre alla vittoria, alla risurrezione, se noi le uniamo con Cristo». Dopo poco più di due anni da quelle parole di Giovanni Paolo II, la Polonia, e con essa tutta l'europa orientale, si sarebbe liberata dalla tirannia comunista. A 25 anni dalla sua morte è stato girato anche un film sulla sua vita, dal titolo: Popieluszko Non si può uccidere la speranza. Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te. L AZIONE CATTOLICA RINNOVA IL SUO IMPEGNO di Gabriella Pizzinga Il Gruppo parrocchiale di Azione Cattolica, giorno 28 u.s., durante la Liturgia Eucaristica domenicale, celebrata da P. Bruno Cuzzilla, Assistente diocesano, ha rinnovato il suo tesseramento per l anno L Azione Cattolica è un Associazione di laici che liberamente si riuniscono per fini formativi, di studio e di azione pastorale. Essa intende l apostolato come servizio di una carità che partecipa ai fratelli il dono del Vangelo e promuove nei suoi aderenti coerenza tra fede e vita vissuta. I laici così radunati sono chiamati, come membri vivi, a servire con tutte le loro forze la Chiesa per la santificazione delle anime. Il Gruppo non è numeroso ma, nel suo piccolo, lavora per contribuire a corresponsabilizzare i laici nell impegno della formazione dottrinale e nella pratica degli insegnamenti evangelici. Questo è amare Dio disinteressatamente, sperare Dio da Dio. 15

16 CALENDARIO L anno ebraico è formato da dodici mesi lunari in quanto gli Ebrei calcolano il mese da un novilunio EBRAICO e (luna nuova) a quello successivo quindi, ogni mese, consta di circa 29 RELATIVE FESTE giorni. L anno ebraico, pertanto, risulta formato da 354 giorni, 11 in di Elisetta Muscatello meno dell anno solare; per colmare questo divario, ogni due o tre anni, viene aggiunto un tredicesimo mese chiamato secondo Adar. Prima della deportazione in Babilonia, gli Ebrei non davano ai mesi un nome proprio, ma li chiamavano: I, II, III, e così via. Al ritorno dall esilio, invece, cominciarono a indicarli con i nomi usati dai Babilonesi. Per gli Ebrei, del resto come anche per noi, l inizio dell anno religioso non coincide con quello dell anno civile, infatti l anno religioso ha inizio con il mese di Nisan (marzo-aprile), quello civile con il mese di Tishri (settembre-ottobre). Nell arco dell anno vengono celebrate diverse feste: la prima, una delle più importanti, è la Pasqua (Pesah) che ricorre sempre nello stesso giorno, cioè il 14 di Nisan (infatti la Pasqua ebraica è una festa fissa). In origine era una festa agricolo-pastorale per celebrare la fecondità della terra e delle greggi di cui si offrivano a Dio le primizie. Dopo l uscita di Israele dall Egitto viene trasformata in festa storica destinata a ricordare la liberazione dalla schiavitù. I giorni che vanno dal 15 al 22 di Nisan sono chiamati Festa degli Azzimi perché agli Ebrei, da Pasqua e per tutta la settimana successiva, è fatto divieto di consumare cibi lievitati. Al mese di Nisan succede quello di Ziv (aprile-maggio) che è il tempo della mietitura dell orzo; segue il mese di Sivan (maggio-giugno) nel quale, il giorno 6, esattamente 50 giorni dopo la Pasqua, ricorre la Festa delle (sette) Settimane (Shavuot), che è anche conosciuta come festa della mietitura in quanto coincide con la mietitura del frumento. A seguire troviamo il mese di Tammuz (giugno- luglio), indi quello di Ab (luglio-agosto), poi Elul (agostosettembre) che è il tempo della vendemmia e anche l ultimo mese dell anno civile. Il Capodanno ebraico chiamato anche Festa delle Trombe, perché è annunziato dal suono del corno di ariete (Shofar), si festeggia il primo del mese di Tishri. 16 Iniziano, poi, alcuni

17 giorni di penitenza che vanno fino al 10 del mese, giorno del perdono o dell espiazione (Kippur). In questo giorno si sorteggiano due capri intorno alle cui corna vengono avvolti dei fili di lana rossa; uno di essi è immolato a Jahvè (Dio), mentre sull altro vengono caricati tutti i peccati del popolo, quindi un uomo lo spinge nel deserto, regno del demonio Azazel oppure lo precipita da un burrone. La persona incaricata, dopo aver portato a termine questo compito, deve tornare a casa per lavare le vesti e il corpo onde purificarsi dall impurità contratta dal contatto con l animale. Dal 15 al 21 ricorre la Festa delle Capanne (Sukkot), chiamata anche Festa delle Tende o dei Tabernacoli. In questi giorni gli Ebrei lasciano le loro abitazioni e vanno a vivere in capanne costruite con canne e giunchi per ricordare i 40 anni che i loro antenati trascorsero nel deserto. Sono giorni di penitenza, tranne l ultimo, in cui si fa festa scambiandosi visite. Il mese successivo è quello dedicato all aratura dei campi e prende il nome di Bui (ottobrenovembre). Segue il mese di Kislev (novembre-dicembre) in cui viene celebrata la Festa della Luce o dedicazione del Tempio (Hanukkah), istituita da Giuda Maccabeo nel 164 a.c. a ricordo della purificazione del Tempio di Gerusalemme, fatta in seguito alla profanazione da parte di Antioco Epifane. Tebeth (dicembre-gennaio) è il mese delle piogge, mentre Shebat (gennaiofebbraio) porta la fioritura dei mandorli. Nel mese di Adar (febbraio-marzo) ricorre la festa dei Purìm o delle Sorti, istituita in onore della regina Ester che, con le sue preghiere, ha salvato il suo popolo dalla distruzione chiedendo ed ottenendo la revoca del decreto contro i Giudei, emanato dal re Assuero. La festa si chiude in allegria tra maschere e scherzi vari. La festa ebraica settimanale è il sabato (Shabbat) in cui è d obbligo osservare un riposo assoluto. In questo giorno, gli Ebrei sono tenuti a rispettare ben 39 prescrizioni tra cui anche il numero dei passi che si possono fare. Ognuno è tale e quale il suo amore. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio? Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittura che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell'altissimo. Sant Agostino (Sal 81, 6) (In Io. Ep. tr. 2, 14) 17

18 I Centri Familiari di Ascolto della Quaresima Bello, meraviglioso, entusiasmante! a cura di Giusy Versace Tempo di quaresima: tempo di perdono e di misericordia. Dovremo prendere coscienza, di tutti i nostri peccati, e nello stesso tempo, essere riconoscenti per il doloroso cammino di nostro Signore Gesù Cristo: ha dato alla sua vita per noi, per la nostra salvezza. In molti paesi della Locride durante la Quaresima si sono attivati i Centri Familiari di Ascolto. Io personalmente mi sono resa disponibile per accoglierlo a casa mia. Cosa buona perché ci è data la possibilità di conoscere e apprendere bene la Bibbia. Cosa posso dire? Bello, meraviglioso, entusiasmante nel vedere come si accende in tutti noi il desiderio di conoscenza spirituale. Fare domande, riflessioni! Sono rimasta commossa quando, alla fine di un incontro, il nostro conduttore, padre Aldo, ci doveva lasciare per altri impegni, ci siamo rattristarti tutti, in quanto avremmo voluto che continuasse ancora, che non smettesse più di parlarci di Dio! Concludendo dico a tutti: permettiamo ai nostri sacerdoti e alla Chiesa di aiutarci FAMIGLIA INDIRIZZO Giorno-ora Cavallo Paolina Via Nuova lunedì 15,30 Romeo - Camera Via Mediterraneo ( c.sportivo) lunedì 21,00 Versace - Vallin Via C.Colombo, 37 martedì 16,30 Celentano Pizzata Via Matteotti II martedì 20,30 Spanò - Bonfà c.da S.Anna giovedì 20,00 Brizzi Franco-Anna Via T.Campanella giovedì 19,00 Romeo Micò C.da Laco del Muro venerdì 19,00 18 Mostri delle noci ad un bambino e questo viene attratto: egli corre dove si sente attratto; è attratto da ciò che ama, senza che subisca costrizione; è il suo cuore che rimane avvinto. Sant agostino(in Io. Ev. tr. 26, 5)

19 DEFUNTI il 20 febbraio è morta Fotia MARIA LUISA di anni 61 il 27 febbraio è morta Pelle CONCETTA ved.marra di anni 90 il 3 marzo è morto Saporito ANTONIO di anni 63 il 5 marzo è morto MONTELEONE BRUNO di anni 66 Anim. MESSA domenicale 7 marzo: gruppo di 1 media 14 marzo: gruppo di 3 elementare 21 marzo: gruppo Carismatico 28 marzo - PALME: gruppo Liturgico 4 aprile PASQUA: gruppo Liturgico 11 aprile: gruppo di 5 elementare Turni di PULIZIA CALENDARIO PARROCCHIALE Incontri di MARZO 5 26 v.: Via Crucis 8-22 l.: inc. gr. Azione C. (17,45 - sant.) l.: inc. gr. Famiglia (19,00 sant.) 8 l.: inc. d. catechiste (16,30 orat.) 9 m.: inc. d. animatori (17,00 orat.) 10 m.: Conv. V. Bachelet (18,00 orat.) 11 g.: fiaccolata (20,30 dal Santuar.) 12 v.: inc. d. Caritas (18,00 duomo) 13 s.: incontro mariano (18,00 sant.) 14 d.: ritiro C.Emm. 1-2 itin. (15,00 ) 21 d.: ritiro C.Emm. 3-4 itin. (15,00 ) 22 l.: inc. del CPP (20,00 duomo). s.: giornata donazione sangue (8,00) 28 d. PALME: cambio orario elezioni 31 m.: messa crismale (Locri 18,00) APRILE 1-3: TRIDUO SANTO (progr. a parte) 4 d.: PASQUA pulizia ORATORIO (lunedì/martedì) pulizia del DUOMO (venerdì/sabato) 12 marzo: Az.Cattolica + gr.famiglia - 8 marzo: catechiste 19 marzo: Caritas - 15 marzo: animatori 26 marzo: coro/1-22 marzo: catechiste 1 aprile: coro/2 + gr.di preghiera - 29 marzo: animatori Bilancio Parrocchiale di FEBBRAIO 2010 ENTRATE USCITE Collette SS.Messe 612,90 ostie, cera, fiori + pulizia 100,00 Batt.-com.-cres. - attività parrocchiali 108,30 Altro: candele 322,61 affitto 200,00 Funerali, trigesimi 474,65 Capitaria sacerdoti + tasse 280,55 offer. prooratorio 1.244,12 pulmino gasolio 30,00 Ministero parroco 689,00 Acqua, luce, gas 56,88 TOTALE entrate 2.696,18 sus.liturg.catechesi - lezionari 607,30 lavori straord. Oratorio 4.827,00 Partita di giro (Caritas parroc.) 189,01 cancelleria + stampa + ferram. 122,50 passivo mensile 2.910,25 TOTALE uscite 6.253,53 19

20 NOTIZIE flash Ritiro di Pasqua per il Cammino Emmaus Come è tradizione ormai ben sperimentata nel passato, per i 4 gruppi del Cammino Emmaus sono stati programmati i ritiri di Pasqua, che saranno fatti nell Oratorio di Pardesca: domenica 14 marzo per i gruppi di 1-2 elementare e domenica 21 marzo per i gruppi di 3-4 elementare, sempre dalle ore 15,00 alle 18,00 circa. L uovo pasquale per l Oratorio E già in atto la riffa del maxi uovo di Pasqua per raccogliere un po di fondi a sostegno dei lavori dell oratorio, che si va ormai completando anche nel primo piano e nella parte esterna. Si ringrazia tutti coloro che si adoperano per la sua proficua riuscita. Convegno dell Azione Cattolica Mercoledì 10 marzo alle ore 18,00 all oratorio avrà luogo il convegno organizzato dal gruppo dell Azione Cattolica di Bianco per ricordare Vittorio Bachelet, figura significativa della storia italiana, oltre che dell Azione Cattolica. Relatore il Commissario Prefettizio del Comune di Bianco Dott. Fortunata Salvatore. Via Crucis itinerante Le prossime celebrazioni itineranti della della Via Crucis avranno come punto di partenza i seguenti luoghi: - 12 marzo: Oratorio - 19 marzo: Calvario - 26 marzo: Duomo - 2 aprile: Duomo Il Vescovo incontra i Comitati Festa Lunedì 15 marzo alle ore 19,00 in Episcopio a Locri il Vescovo incontra i rappresentanti dei Comitati Feste. Gli interessati sono fortemente invitati a parteciparvi per ricevere le indicazione che il Vescovo desidera dare per tutta la Diocesi. Fiaccolata Mariana Con il mese di febbraio sono iniziate le fiaccolate mariane dell 11 di ogni mese, in memoria dell apparizione della Madonna a Lourdes. Come già annunciato, ogni volta si parte da una chiesa o luogo parrocchiale diverso: per il prossimo 11 marzo il punto di partenza sarà il Santuario. 20

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