Le imprese condotte da stranieri: il grado di imprenditorialità degli stranieri nelle aziende

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1 Studi e ricerche sull economia dell immigrazione Le da stranieri: il grado di imprenditorialità degli stranieri nelle aziende Perché studiare l imprenditoria straniera p.2 Cosa si intende per da stranieri p.2 Quante sono le da stranieri? p.4 o Per settori di attività o Per regione o Per settore di attività e macroarea Dinamica di nati mortalità: straniere e italiane a confronto p.8 Agosto

2 Perché studiare l imprenditoria straniera Nell ambito degli studi sulla dimensione economia dell immigrazione in Italia, uno spazio di primo piano viene riservato all analisi dell imprenditoria straniera. Lo sviluppo delle gestite da immigrati ricalca le trame del tessuto imprenditoriale nazionale, caratterizzato dalla prevalenza da attività produttive di piccola / piccolissima dimensione spesso a carattere familiare. Questa conformazione del tessuto imprenditoriale italiano si rivela un fattore determinante nell agevolare e stimolare la scelta imprenditoriale degli stranieri. Oltre a dipendere dal contesto economico di inserimento, la presenza di attività economiche dai nuovi cittadini nasce anche dal loro forte radicamento nella comunità di appartenenza, ovvero dalla capacità di sfruttare il sostegno e l impulso fornito dalle reti di relazioni familiari ed etniche. La possibilità degli stranieri di attingere al capitale sociale del proprio gruppo di appartenenza non deve però indurre a sottostimare l importanza del capitale umano e delle motivazioni del singolo individuo nel determinare la decisione di intraprendere un lavoro autonomo 1. Una conoscenza migliore delle caratteristiche delle degli stranieri consente di distinguere tra le forme di imprenditorialità vere e proprie e chi, pur esercitando un lavoro autonomo, gode di scarsissima indipendenza sul mercato, essendo prevalentemente impiegato in attività per conto terzi o subappalto 2. Cosa si intende per da stranieri Per parlare di imprenditoria straniera occorre come prima cosa tener ben distinta la figura dell imprenditore da quella dell impresa. Infatti le (registrate in Italia presso le Camere di Commercio) non sono di per sé italiane o straniere, ma è italiano o l imprenditore che gestisce e dirige l azienda. Quindi parlare di imprenditoria straniera significa prima capire se l oggetto di analisi sia la persona (sia essa socio, titolare o amministratore) o l impresa. Negli studi fin ora compiuti in questo campo, l oggetto di studio è stato la persona, e non l impresa. In questo report verrà preso come oggetto d analisi proprio l impresa condotta da stranieri, con l obiettivo di capire quante siano, dove siano maggiormente concentrate nel nostro Paese, in quali settori siano impiegate e quale sia il loro sviluppo nel corso dell ultimo anno. L intera indagine è stata realizzata tenendo in considerazione una specifica definizione di impresa condotta da stranieri. Per straniere si intendono le il cui controllo e la cui proprietà siano partecipate prevalentemente da persone non nate in Italia. Il grado di partecipazione è desunto dalla natura giuridica dell impresa, dall eventuale quota di capitale sociale detenuta da un socio e dalla percentuale di stranieri presenti tra gli amministratori, i titolari e i soci dell impresa. In generale si considerano straniere le che vedono persone non nate in Italia partecipare complessivamente 1 M. Ambrosini e G. Zincone, Immigrati e lavoro dipendente, C. Codagnone, Imprenditori immigrati: quadro teorico e comparativo, in A.M. Chiesi e E. Zucchetti (a cura di), Immigrati imprenditori: il contributo degli extracomunitari allo sviluppo della piccola e media impresa in Lombardia, Milano, Egea, 2003, pp

3 per più del 50% delle quote di proprietà e delle cariche amministrative detenute a seconda della tipologia d impresa (in base ai criteri definiti nella tabella sottostante). Le vengono poi classificate in base al grado di imprenditorialità straniera. Esso viene definito sulla base della maggiore o minore partecipazione di persone non nate in Italia negli organi di controllo e nelle quote di proprietà dell impresa. In particolare, il grado di imprenditorialità è desunto dalla natura giuridica dell impresa, dall eventuale quota di capitale sociale detenuta e dalla percentuale di stranieri presenti tra gli amministratori o tra i soci dell impresa, secondo i criteri condivisi definiti nella tabella sottostante. Sulla base di questi criteri, viene fornita la classificazione del grado di presenza in maggioritaria, forte ed esclusiva. Per stabilire il criterio per misurare la partecipazione straniera nelle si è preso spunto dalla definizione data dalla legge 215/92 (Azioni positive per l imprenditoria femminile, art. 2) e della successiva Circolare n (22/11/2002 art. 1.2 Ministero Attività Produttive) e mutuata per i soggetti nati all estero. In particolare le definizioni vengono così articolate: Maggioritaria: quando si considerano le società di capitale deve essere presente la condizione per cui la somma delle cariche occupate dagli stranieri e delle quote di capitale in loro possesso sia maggiore del 100%; per le società di persone, le cooperative e le altre forme giuridiche, deve avvenire che più del 50% di, rispettivamente soci e amministratori, sia. Forte: in caso di società di capitale deve esserci la condizione per cui la somma della percentuale delle cariche ricoperte da stranieri e la percentuale di quote da essi detenute superi i 4/3, ossia il 133%. Se si tratta di società di persone, cooperative e altre forme giuridiche, più del 60% dei soci e amministratori dev essere. Esclusiva: quando tutte le cariche e tutte le quote sono in mano a stranieri se si tratta di società di capitale, oppure quando la totalità dei soci o degli amministratori è se si considerano le società di persone, cooperative e altre forme giuridiche, oppure se il titolare di un azienda individuale è. Nella tabella sottostante vengono riportati tali criteri. Un impresa è considerata straniera se soddisfa almeno uno dei seguenti criteri Società di capitale Società di persone e cooperative Imprese individuali Altre forme giuridiche Maggioritaria Forte Esclusiva la % di cariche straniere + la % di quote straniere >100% la % di cariche straniere + la % di quote straniere > 4/3 la % di cariche 100% e la % di quote 100% >50% dei soci >60% dei soci 100% dei soci Titolare >50% amministratori >60% degli amministratori 100% amministratori 3

4 Nel momento in cui si considerano le società di persone e di capitale, risulta quindi evidente che la quantificazione delle straniere differisca da quella degli imprenditori stranieri. Mentre il numero di individuali è lo stesso dei titolari, quello delle società diminuisce proprio in base alle proporzione dei soci presenti in azienda. Quante sono le da stranieri? Una volta fornita la definizione di da stranieri (che solo per semplicità chiameremo straniere) si cerca ora di quantificare la loro numerosità, distinguendo tra conduzione esclusiva, forte e maggioritaria, specificandone la presenza nei settori di attività e nelle regioni italiane. Infine verranno fornite informazioni circa le dinamiche di nati mortalità delle straniere nel corso dell anno appena concluso. Su operanti in Italia nel 2011, sono da stranieri (soggetti nati all estero), cioè il 7,4% del totale. Di queste quasi il 94% è di esclusiva conduzione straniera, ovvero sono che mostrano l esclusiva presenza straniera tra le cariche ricoperte oppure la quasi totalità di capitale detenuto in mano straniera. La parte rimanente si distribuisce tra le che mostrano un grado imprenditorialità forte (4,8%) e maggioritario (1,4%). Questo significa che gli stranieri, quando avviano un attività imprenditoriale, tendono a costituirla insieme a connazionali (oppure avviano direttamente individuali per conto proprio) piuttosto che mettersi in società con italiani. La presenza di da stranieri per settori di attività Tra tutti i settori di attività, quello del commercio annovera il maggior numero di da stranieri con più di 156mila aziende (che corrisponde al 34,4% del totale), seguite dalle costruzioni con quasi 125mila (27,5%) e dai servizi con più di 89mila unità produttive (19,7%). Ma è nell edilizia che la presenza straniera si fa più marcata: infatti su 100 di questo settore, quasi 14 sono da imprenditori nati all estero. Nel commercio questa percentuale si abbassa al 10,1%, seguita da alberghi e ristoranti (7,7%) e dalla manifattura (6,3%). Per la quasi totalità dei settori, il grado di imprenditorialità risulta essere esclusivo in oltre il 90% dei casi. Unica eccezione riguarda il settore dei servizi dove la percentuale si abbassa all 85,7%. Quest informazione fa supporre che gli imprenditori stranieri attivi in questo comparto entrino più spesso in società con imprenditori italiani: infatti il 10,8% delle mostra un grado di imprenditorialità forte e il 3,6% di esse un grado maggioritario, quando invece negli altri settori i valori risultano più contenuti. 4

5 La presenza di da stranieri per regione Con più di 85mila è la Lombardia la regione che annovera il maggior numero di aziende da stranieri (18,9% del totale), seguita dal Lazio (11,2%) e dalla Toscana (10%). Ma è proprio in Toscana che si registra il maggior peso di queste sul totale delle presenti nel territorio: infatti su 100 aziende, 11 sono gestite da immigrati (10,9%). In questa classifica segue il Friuli Venezia Giulia (9,5%) e la Liguria (9,4%). In tutte le regioni oltre il 90% delle aziende da stranieri il grado di imprenditorialità risulta esclusivo, sebbene si possa identificare in Piemonte, Toscana, Calabria, Emilia Romagna e Liguria la percentuale più elevata di partecipazione esclusiva, superiore al 95%. La presenza di da stranieri per settori di attività e per macroarea Il territorio nazionale evidenzia delle peculiarità in merito alla distribuzione delle straniere nei diversi settori di attività. Le straniere attive nel Nord Italia si distribuiscono tra i vari settori, differenziandosi rispetto alle altre aree del Paese per la loro maggior presenza nell edilizia, in cui troviamo il 35,2% delle straniere, e per una minor presenza nel commercio (26%). Nel Centro Italia, le straniere si concentrano maggiormente nel settore manifatturiero rispetto alle altre aree (11,7%). Il Sud Italia invece si caratterizza per una forte concentrazione delle straniere nel commercio, settore in cui sono attive quasi il 60% delle straniere, e per una presenza di molto inferiore rispetto alle altre aree del Paese nell edilizia (9,3%). 5

6 La struttura imprenditoriale in Italia, anno in Italia (7,4%) 93,7% Esclusiva conduzione staniera da stranieri 4,8% Forte conduzione straniera 1,4% Maggioritaria conduzione straniera (92,6%) da italiani Grado di imprenditorialità in Italia per settore di attività, anno 2011 Numero di da stranieri Distrib. % % di da stranieri / totale delle Grado di imprenditorialità Esclusivo Forte Maggioritario Totale Agricoltura ,9% 1,6% 97,3% 2,2% 0,4% 100,0% Manifattura ,8% 6,3% 92,0% 5,8% 2,1% 100,0% Costruzioni ,5% 13,8% 97,2% 2,3% 0,6% 100,0% Commercio ,4% 10,1% 96,3% 2,9% 0,8% 100,0% Alberghi e ristoranti ,7% 7,7% 91,0% 7,7% 1,3% 100,0% Servizi ,7% 5,0% 85,7% 10,8% 3,6% 100,0% Totale ,0% 7,4% 93,7% 4,8% 1,4% 100,0% 6

7 Grado di imprenditorialità in Italia per regione, anno 2011 Numero di da stranieri Distrib. % % di da stranieri / totale delle Grado di imprenditorialità Esclusivo Forte Maggioritario Totale Abruzzo ,6% 7,9% 91,6% 6,7% 1,6% 100,0% Basilicata ,4% 3,0% 92,2% 6,5% 1,3% 100,0% Calabria ,4% 6,0% 95,5% 3,7% 0,8% 100,0% Campania ,5% 4,5% 93,7% 5,2% 1,1% 100,0% Emilia R ,4% 9,0% 95,2% 3,7% 1,1% 100,0% Friuli V.G ,3% 9,5% 91,6% 6,4% 2,0% 100,0% Lazio ,2% 8,3% 90,0% 7,8% 2,2% 100,0% Liguria ,5% 9,4% 95,4% 3,6% 1,0% 100,0% Lombardia ,9% 9,0% 93,3% 4,9% 1,8% 100,0% Marche ,0% 7,8% 94,1% 4,6% 1,3% 100,0% Molise ,4% 5,3% 91,8% 7,0% 1,3% 100,0% Piemonte ,2% 7,9% 96,1% 3,0% 0,9% 100,0% Puglia ,3% 3,9% 93,1% 5,5% 1,4% 100,0% Sardegna ,9% 5,0% 94,4% 4,5% 1,1% 100,0% Sicilia ,0% 4,9% 93,9% 4,9% 1,2% 100,0% Toscana ,0% 10,9% 95,5% 3,5% 1,0% 100,0% Trentino A.A ,4% 5,9% 91,8% 6,1% 2,1% 100,0% Umbria ,5% 7,3% 93,7% 5,0% 1,3% 100,0% Valle D'A ,1% 4,7% 94,4% 4,6% 1,1% 100,0% Veneto ,8% 7,9% 94,2% 4,2% 1,6% 100,0% Italia ,0% 7,4% 93,7% 4,8% 1,4% 100,0% Distribuzione % delle straniere per macroarea e settore di attività, anno 2011 Agricoltura Manifattura Costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Servizi Nord 1,7% 8,5% 35,2% 26,0% 8,0% 20,6% Centro 3,1% 11,7% 26,9% 31,2% 5,7% 21,4% Sud 5,9% 6,1% 9,3% 58,8% 4,7% 15,3% Italia 2,9% 8,8% 27,5% 34,4% 6,7% 19,7% 7

8 Dinamica di nati mortalità. Imprese straniere ed italiane a confronto Il 2011 è stato un anno sicuramente difficile per il sistema imprenditoriale nazionale. Ma a soffrire di più sono state le italiane: infatti tra aziende iscritte e cessate 3, il bilancio è stato negativo dato che nel 2011 si contano quasi 29mila italiane in meno rispetto all anno precedente. Questa dinamica negativa non sembra aver interessato invece le da stranieri che, anzi, chiudono l anno con un saldo totale positivo di unità. Questo permette di calcolare un tasso di progresso 4 del 5,9% per le straniere e del -0,5% per quelle italiane. A livello regionale, a mostrare un maggior dinamismo in termini di sviluppo imprenditoriale, si annoverano la Liguria (8,2%), la Campania e il Lazio (8,1%). Per quel che riguarda le altre aree d Italia i tassi di sviluppo sono più contenuti ma comunque positivi, ad eccezione della Valle d Aosta. L andamento della nati mortalità delle evidenzia delle differenze anche da settore a settore: nei servizi il saldo è stato positivo sia per le italiane ( ) che per le straniere ( ). Negli altri comparti di attività invece si evidenzia un bilancio positivo per le aziende da stranieri ma negativo per le aziende gestite da italiani: ad esempio, nel commercio si è registrato un aumento netto di aziende straniere di unità, mentre per quelle italiane si tratta di un perdita di oltre 40 mila. Stesse considerazioni valgono per il settore delle costruzioni dove l anno si chiude con un saldo di straniere e italiane. Se il saldo è risultato sempre negativo per le italiane nell industria ( ), nei servizi di alloggio e ristorazione ( ) e nell agricoltura ( ), il bilancio delle straniere iscritte e cessate si conferma essere positivo, anche se in dimensioni più contenute delle precedenti: +689 nell industria, +353 negli alberghi e ristoranti, +166 nell agricoltura. 3 Le cessate si intendono al lordo delle cessazioni di ufficio. 4 In questo caso il tasso di progresso è calcolato come rapporto tra la differenza tra iscrizioni e cessazioni rilevate nel 2011 e lo stock delle registrate a fine del periodo considerato. 8

9 Dinamiche di nati mortalità delle straniere e italiane a confronto per regione, anno 2011 Saldo iscritte - cessate Tasso di progresso Straniere Italiane Straniere Italiane Abruzzo ,5% -0,2% Basilicata ,0% -1,3% Calabria ,5% -0,4% Campania ,1% 0,3% Emilia R ,7% -0,5% Friuli V.G ,5% -0,7% Lazio ,1% 0,5% Liguria ,2% -0,5% Lombardia ,3% -0,8% Marche ,3% -0,3% Molise ,2% -1,3% Piemonte ,2% -0,7% Puglia ,0% -0,7% Sardegna ,5% -0,9% Sicilia ,4% -1,3% Toscana ,9% -0,6% Trentino A.A ,0% -0,3% Umbria ,8% -0,5% Valle D'A ,3% -0,8% Veneto ,8% -0,5% Italia ,9% -0,5% Dinamiche di nati mortalità delle straniere e italiane a confronto per settore di attività, anno 2011 Saldo iscritte - cessate Tasso di progresso Straniere Italiane Straniere Italiane Agricoltura ,2% -3,1% Manifattura ,7% -2,8% Costruzioni ,5% -1,9% Commercio ,2% -2,6% Alberghi e ristoranti ,2% -2,6% Servizi ,1% 4,7% Totale ,9% -0,5% 9

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