Strategia per la pianificazione generale della capacità di intervento

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1 COMMISSIONE EUROPEA DIREZIONE GENERALE PER LA SALUTE E I CONSUMATORI Salute pubblica e valutazione dei rischi Minacce per la salute Strategia per la pianificazione generale della capacità di intervento Guida tecnica alla pianificazione generale della capacità di intervento nelle emergenze per la salute pubblica Introduzione Le minacce attuali e future stanno costringendo i paesi di tutto il mondo a rivedere, adeguare e rendere obbligatori piani per le emergenze sanitarie su larga scala. In passato i piani esistenti erano spesso rivolti a gestire le conseguenze di eventi collegati a particolari malattie o ad altre minacce per la salute. Di conseguenza, molte energie venivano spese per migliorare piani intesi a fronteggiare le emissioni deliberate di agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN), che si pensava potessero essere utilizzati come potenziali strumenti per atti terroristici. Con l avvento della SARS ci si è resi conto che nuovi agenti, non noti in precedenza, potrebbero causare molte vittime e ingenti perdite economiche. Contemporaneamente, enormi inondazioni e ondate di calore estreme hanno dimostrato le conseguenze che i cambiamenti climatici possono avere sulla salute. Inoltre, una pandemia influenzale rappresenta ancora oggi una fonte di preoccupazione per le autorità sanitarie di tutto il mondo, mentre la recente pandemia (H1N1) ha messo in luce l importanza di adottare un approccio coordinato oltre che la necessità di disporre di strutture ben definite e complete per il buon esito di ogni misura di controllo intrapresa. L organizzazione di salvaguardie e la preparazione degli interventi per far fronte a questo ampio ventaglio di minacce comportano implicazioni enormi. Ben presto si è compreso che, per far fronte a ciascuna emergenza, sarebbe stato necessario mobilitare lo stesso numero di persone e lo stesso quantitativo di risorse. È quindi emersa la necessità di elaborare un nuovo piano generale delle capacità di intervento nelle emergenze sanitarie, costituito dal più elevato numero possibile di componenti semplificate e armonizzate, per affrontare le diverse tipologie di emergenze come le azioni di natura CBRN (nucleare, radiologico, biologico, chimico), le minacce ambientali e altri eventi che potrebbero mettere a repentaglio la salute. Riconoscendo queste sfide, il Consiglio, riunitosi il 6 maggio 2003 e il 2 giugno 2003, ha chiesto alla Commissione di considerare l eventualità di elaborare un piano generale delle capacità di intervento sulle malattie trasmissibili e sulle minacce sanitarie. Nel 2005 è stata pubblicata una comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul potenziamento del coordinamento relativo alla pianificazione generale della capacità di intervento a livello europeo in materia di emergenze sanitarie. Alla comunicazione era allegato un documento tecnico di orientamento dal titolo Una strategia verso la pianificazione generale della capacità di intervento. Il documento era incentrato in particolare sulle malattie contagiose. Oltre alle malattie trasmissibili e alle minacce biologiche esiste tuttavia un ampio spettro di altre minacce. Le minacce chimiche sono sempre più considerate un grave pericolo per la salute pubblica. Ogni giorno il settore industriale produce una serie di agenti chimici, che vengono poi trasportati e immagazzinati in quantità - 1 -

2 significative in tutta Europa e nel mondo. Al contrario, gli operatori sanitari sono poco preparati, in generale, a gestire le emergenze chimiche, poiché la maggior parte delle istituzioni sanitarie pubbliche negli Stati membri dell Unione europea si è concentrata sul controllo delle malattie trasmissibili. Lo stesso vale per le emergenze radionucleari e per altri settori come le problematiche sanitarie delle emergenze collegate ai cambiamenti climatici. In altri settori critici si osservano nuovi sviluppi. Ne è un esempio il pacchetto di politiche della Commissione europea sulla sicurezza chimica, biologica, radiologica e nucleare (CBRN) nonché il piano d azione dell UE sulla lotta alle minacce CBRN. Altri esempi sono il meccanismo comunitario di protezione civile e lo strumento finanziario per la protezione civile. Il documento del 2005 è stato rivisto di recente per tener conto dei nuovi sviluppi e delle esperienze acquisite. Esso è incentrato sulle questioni generiche e, a parte qualche capitolo iniziale, è articolato in sezioni dedicate agli aspetti biologici, chimici, radionucleari e ai cambiamenti climatici. Il documento è destinato a essere impiegato per la pianificazione sia a livello di Unione europea sia a livello nazionale nei vari Stati membri. È stato redatto dalla Commissione europea in consultazione con gli Stati membri attraverso il Comitato per la sicurezza sanitaria e le sue unità, specialmente l unità Pianificazione generale della capacità d intervento (GPP). Portata e obiettivi della pianificazione generale della capacità di intervento La maggior parte degli Stati membri, se non tutti, possiedono piani di gestione delle emergenze o delle urgenze o delle crisi (compresi i piani di continuità operativa), che possono essere d applicazione generale oppure riguardare situazioni o minacce specifiche come le catastrofi naturali, gli incidenti industriali o legati ai mezzi di trasporto, gli incendi di vasta portata o altri eventi causati dall uomo, deliberatamente o meno. Un piano generale di gestione delle emergenze comprende una serie di attività per proteggere le comunità, la proprietà e l ambiente, e solitamente è basato su un approccio globale, un approccio multirischio, un approccio multisettoriale e intersettoriale (o multiagenzia o integrato ), che circoscrive tutti gli elementi necessari ad assicurare che gli Stati membri abbiano una comunità preparata a intervenire. La pianificazione della capacità di intervento nelle emergenze sanitarie rappresenta una componente cardine essenziale per questi piani generali di gestione delle emergenze. La pianificazione può contribuire a ridurre l onere posto dalla minaccia sanitaria in termini di mortalità e morbidità, ospedalizzazione e richiesta di beni e servizi sanitari, nonché a mantenere i servizi fondamentali, a proteggere i gruppi vulnerabili, a ridurre al minimo il danno economico e sociale e a garantire un rapido ritorno alla normalità. Gli Stati membri hanno, in varia misura, sviluppato capacità di pianificazione preventiva e di reazione alle minacce sanitarie che richiedono un intervento rapido. A livello di Unione europea la pianificazione generale della capacità di intervento interessa minacce ed emergenze di portata europea, ossia eventi, incidenti, situazioni e circostanze che minacciano o possono minacciare la salute pubblica in più di uno Stato membro. Riguarda inoltre situazioni in cui la cooperazione e il coordinamento sul piano transfrontaliero sono fondamentali. L obiettivo generale dell azione dell UE nella pianificazione generale della capacità di intervento a livello sanitario è assistere gli Stati membri nell elaborazione di piani nazionali, includendovi la dimensione europea con il suo corpus di leggi nei vari settori che hanno ripercussioni sui piani d emergenza. La strategia elaborata nel presente documento dovrebbe fornire l ossatura su cui innestare elementi chiave atti ad affrontare tipologie genericamente diverse di minacce alla salute, sia attese (come l influenza pandemica, la contaminazione tossica o microbiologica dei prodotti alimentari, il rilascio di sostanze pericolose) sia inattese (per esempio, un epidemia analoga alla SARS). Le minacce alla salute potrebbero essere dovute ad agenti biologici, chimici, fisici o radionucleari oppure ad atti o eventi intenzionali, accidentali o naturali. La strategia dovrebbe portare alla creazione e al miglioramento dell interoperabilità dei piani nazionali, perlopiù attraverso l introduzione di meccanismi di coordinamento e di strumenti di analisi e comunicazione in grado di perfezionare la collaborazione tra i principali attori all interno degli Stati membri e della Commissione

3 Preparazione degli interventi e risposta Valutazione dello status quo Impatto Minaccia Ripristino dello status quo Follow-up e piano Risposta Prevenzione Mitigazione Danno Evento Il fulcro dell azione tratteggiata da tale strategia consiste nel fare confronti, nel redigere liste di controllo (obiettivi da raggiungere), nel fornire un meccanismo per la revisione, la convalida e la verifica e nel formulare raccomandazioni al fine di migliorare e armonizzare i piani nazionali e le procedure dell UE in modo da ridurre le debolezze e le incompatibilità. Tali azioni potrebbero scaturire in una serie di misure e raccomandazioni a livello nazionale nonché in un sistema di coordinamento/comunicazione esteso all intera Unione europea con procedure e meccanismi concordati. A tale proposito, il ruolo di ciascun attore (CE e Stati membri) dovrà essere definito preliminarmente. In seno alla CE si dovrebbe fare affidamento su agenzie quali l ECDC, l ECHA, l EFSA, l EMEA e l EUROPOL (divenuta agenzia dall inizio del 2010). Gli obiettivi dei piani generali sulla capacità di intervento a livello UE sono i seguenti: Mettere in evidenza gli aspetti sanitari minimi che devono essere considerati nei piani di ciascuno Stato membro. Individuare i punti di rilievo per la Commissione europea e le agenzie, oltre che l organizzazione e le procedure a supporto dei piani degli Stati membri. Incoraggiare lo scambio reciproco di informazioni, il confronto e la trasmissione di riscontri in correlazione ai piani degli Stati membri. Fornire un modello per la preparazione di un nucleo di elementi fondamentali per le varie tipologie di minaccia sanitaria e di liste di controllo per una buona prassi di intervento. Individuare la dimensione europea con il suo corpus di leggi in vari settori, che hanno ripercussioni sui piani d emergenza e che rendono possibile l interoperabilità dei piani nazionali. Chiarire i bisogni e gli obiettivi della pianificazione e del coordinamento di approcci improntati alla salute pubblica nelle emergenze sanitarie: le emergenze che interessano la salute umana sono dominate perlopiù da eventi riconducibili alle malattie trasmesse da uomo a uomo, attraverso il cibo o altri prodotti oppure da piante o animali, o ancora causate da agenti biologici, chimici, fisici o radionucleari o provocate da catastrofi naturali. Questa pianificazione dovrà tener conto e fare riferimento anche ai meccanismi scientifici esistenti e alla legislazione internazionale, nazionale ed europea in materia di prodotti alimentari, prodotti, salute delle piante e salute animale, oltre che in materia di rilascio di agenti nell ambiente. Chiarire e spiegare la necessità di una collaborazione di tipo intersettoriale; suggerire migliori prassi per aiutare gli Stati membri a elaborare piani nazionali affidandosi a un approccio multirischio. Definire un azione adeguata a livello europeo in risposta a tutte le principali tipologie di emergenza sanitaria aventi un impatto a livello internazionale

4 Metodi e strumenti della pianificazione generale della capacità di intervento a livello di UE L esperienza ha mostrato che la capacità di rispondere a una minaccia internazionale alla salute è profondamente influenzata dall analisi che della minaccia è stata fatta in precedenza e dall esistenza di piani per un azione coordinata. Il presente documento esamina il tipo di pianificazione necessaria affinché la Comunità europea sia pronta a individuare e a reagire in maniera efficace a una minaccia sanitaria. L esistenza di piani nazionali della capacità di intervento, regolarmente aggiornati, negli Stati membri rappresenta un prerequisito indispensabile per poter reagire in maniera adeguata alle minacce che incombono a livello di Comunità europea. Un piano della capacità di intervento dovrebbe essere articolato in una serie di componenti che riguardano le principali problematiche insite nell organizzazione delle risorse per poter agire in modo coordinato, efficace ed efficiente rispetto ai costi in caso di emergenza. Per ciascun aspetto chiave dovrebbe essere delineata una serie di punti meritevoli di attenzione che dovranno essere preliminarmente esaminati con attenzione, e si dovrebbero definire interventi adeguati per poter assicurare la risposta desiderata. A tal fine sarebbe estremamente utile redigere e utilizzare una lista di controllo della capacità di intervento che definisca gli aspetti minimi fondamentali della capacità di intervento per gli Stati membri, la Commissione e le agenzie comunitarie impegnate nella protezione della salute. La lista di controllo non sostituisce i piani relativi alla capacità di intervento, bensì è utile come guida nell elaborazione, revisione o valutazione della completezza dei piani in questione. Per ciascun argomento chiave della pianificazione della capacità di intervento esistono quattro aspetti critici che devono essere considerati: - il Risultato atteso, ossia l obiettivo che il piano si prefigge di raggiungere, una volta definiti tutti gli elementi; - i ruoli rispettivamente degli Stati membri, della Commissione e delle agenzie nel conseguimento di tale risultato: chi è responsabile di cosa e attraverso quale attività di risposta; - il grado di interdipendenza e il valore aggiunto della cooperazione e degli impegni vincolanti a livello UE o internazionale, compresi per esempio validi elenchi di contatti e documenti orientativi; - l esistenza di procedure ben definite per contattare le autorità responsabili negli Stati membri. Il quadro per la cooperazione nella pianificazione generale della capacità di intervento è caratterizzato da tre importanti attività: in primo luogo, la condivisione dei piani nazionali e l esecuzione di confronti e valutazioni oltre che l introduzione di miglioramenti, sulla base degli aspetti principali individuati e delle liste di controllo predefinite; in secondo luogo, l individuazione del contributo e del ruolo della legislazione comunitaria e gli interventi da attivare affinché i piani ne tengano pienamente conto, nonché un analisi della necessità di ulteriori misure; in terzo luogo, la definizione di interventi adeguati e la preparazione di diagrammi di flusso che illustrino la sequenza di eventi e azioni da attivare affinché i piani e le reazioni siano interoperativi e compatibili tra loro. La pianificazione della capacità di intervento non è un percorso rapido: sarebbe irrealistico pensare di poter predisporre un piano generale di emergenza sanitaria dettagliato, esaustivo e affidabile nell arco di qualche settimana o persino di qualche mese. Tra i motivi per cui è indispensabile del tempo per redigere questi piani spicca la necessità di adottare un approccio multisettoriale, che tenga conto anche degli attori della sanità pubblica o ne definisca con esattezza il ruolo nell ambito di ogni progetto politico e legislativo o di ogni forma di pianificazione. Infine, per garantire una partecipazione adeguata all attuazione di tali piani è importante coinvolgere tutti i livelli dell amministrazione e della società civile, fino alle singole comunità. Adottare un approccio multisettoriale significa coinvolgere su più livelli le autorità di governo e la popolazione, ciascuno con le sue competenze specifiche, tra cui l elaborazione di politiche, l esame e la stesura di leggi, la salute alimentare, la salute di piante e animali, l assistenza sanitaria, le diagnosi di laboratorio, lo sviluppo di test di laboratorio, le competenze a livello di comunicazione e gestione dei disastri - 4 -

5 naturali. Coinvolgere la comunità significa fare un uso ottimale delle conoscenze, dell esperienza, delle risorse e delle reti a livello locale. E questo è l unico modo per assicurare il sostegno alle decisioni politiche. La pianificazione generale della capacità di intervento a livello di UE può favorire la redazione di piani nazionali poiché mette in evidenza i fattori critici dell emergenza e della capacità di intervento a livello nazionale nonché la dimensione europea di ciascuna parte interessata. Parallelamente, le componenti di portata europea proprie di questi piani e la legislazione UE esistente (in tutti i settori di rilievo tra cui le disposizioni sul coordinamento e le consultazioni in materia di salute, sicurezza alimentare, legislazione veterinaria ecc.) suggeriscono cosa è bene fare a livello europeo nell eventualità di un importante emergenza sanitaria. È anche fondamentale considerare la legislazione internazionale esistente, come il regolamento sanitario internazionale (OMS 2005). Tale documento tratta in particolare il tema della salute pubblica e affronta i principali aspetti critici propri della pianificazione generale della capacità di intervento, vale a dire: gestione delle informazioni, comunicazione, consulenza scientifica/basata su dati di fatto, strutture per la gestione delle crisi sanitarie, capacità d intervento del settore sanitario, collaborazione e gestione dei piani a livello intersettoriale. Ciascuno di questi aspetti critici è presentato in un capitolo a se stante. Ciascun capitolo inoltre spiega in maniera dettagliata i compiti principali del settore sanitario, precisando che le responsabilità possono interessare strutture diverse nei vari Stati membri. compiti del settore sanitario dipartimento incaricato dipartimento sanitario altro dipartimento invio ricezione I capitoli seguenti forniscono indicazioni sui principi e sulla scelta di strumenti e procedure in ciascun settore, nonché se del caso sul quadro giuridico. Infine, ogni capitolo è integrato, se del caso, da ulteriori sezioni per esporre considerazioni specifiche nel caso di eventi biologici, chimici, radionucleari e conseguenti ai cambiamenti climatici. Nell allegato 4 figurano esempi del quadro giuridico pertinente. La gestione delle minacce sanitarie è suddivisa in varie tappe: individuazione della minaccia, cura delle persone colpite, contenimento della diffusione della malattia / eliminazione della minaccia. Sono necessari studi per valutare la capacità degli strumenti disponibili di gestire queste tappe e, in molti casi, per sviluppare nuovi strumenti. Spesso questi strumenti non vengono sviluppati nell ambito dei consueti programmi di ricerca oppure devono essere perlomeno adattati ai requisiti specifici delle operazioni di gestione delle minacce sanitarie. Vengono inoltre definite procedure idonee per individuare i requisiti specifici, per trovare applicazioni utilizzabili e per adattarle alla gestione delle minacce sanitarie. Alcuni di questi studi possono essere condotti nella fase preparatoria ma, per la natura estremamente peculiare e imprevedibile delle nuove minacce, è indispensabile realizzare studi sia durante sia successivamente a un emergenza. I piani consentono di procedere in questo senso e prevedono un rapido accesso alle risorse finanziarie. Un settore specifico di interesse, a tale proposito, è lo sviluppo di medicinali. Tuttavia, il presente documento tecnico di orientamento non tratta, nello specifico, delle azioni di ricerca

6 Indice STRATEGIA PER LA PIANIFICAZIONE GENERALE DELLA CAPACITÀ DI INTERVENTO... 1 GUIDA TECNICA ALLA PIANIFICAZIONE GENERALE DELLA CAPACITÀ DI INTERVENTO NELLE EMERGENZE PER LA SALUTE PUBBLICA... 1 INTRODUZIONE... 1 PORTATA E OBIETTIVI DELLA PIANIFICAZIONE GENERALE DELLA CAPACITÀ DI INTERVENTO... 2 METODI E STRUMENTI DELLA PIANIFICAZIONE GENERALE DELLA CAPACITÀ DI INTERVENTO A LIVELLO DI UE 4 1. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SORVEGLIANZA PREVENTIVA VALUTAZIONE DEI RISCHI SULLA BASE DEI DATI DI SORVEGLIANZA PREVENTIVA RACCOLTI DA FONTI DI INFORMAZIONE MEDICA, DI SORVEGLIANZA E DA ALTRE FONTI DI INFORMAZIONE SORVEGLIANZA SUCCESSIVA ALL EMERGENZA DIAGNOSI CLINICA E DI LABORATORIO CAMPIONAMENTO AMBIENTALE MONITORAGGIO DEGLI EFFETTI INDESIDERATI DELL AZIONE DI CONTRASTO DELLA MINACCIA SANITARIA REGISTRAZIONE, DOCUMENTAZIONE E GESTIONE DEGLI ARCHIVI COMUNICAZIONE SISTEMI E PROCEDURE DI SEGNALAZIONE OBBLIGHI PER LA TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI E PER LA CONSULTAZIONE/INFORMAZIONE PREVENTIVA SULLE CONTROMISURE COMUNICAZIONE E GESTIONE DEI DATI COMUNICAZIONI TRA PARTI INTERESSATE COMUNICAZIONE DEI RISCHI / IN CASO DI CRISI CON ORGANI DI INFORMAZIONE E GRUPPI DEL PUBBLICO INTERVENTO POLITICO CONSULENZA SCIENTIFICA/BASATA SU DATI DI FATTO CONSULTAZIONE RAPIDA (ESPERTI, ORGANI ESPERTI) PER LA CONSULENZA VALUTAZIONE QUANTITATIVA MODELLAMENTO VALUTAZIONE DELLA VULNERABILITÀ VALUTAZIONE DEI RISCHI E POSSIBILI CONTROMISURE (PRINCIPI DI CONTROLLO) DEFINIRE LA PROTEZIONE COLLETTIVA (DIMENSIONE INTERNAZIONALE) SCELTA DELL AZIONE CORRISPONDENTE, RISORSE PER L AZIONE E MODALITÀ DI ATTUAZIONE DELL AZIONE STRUTTURE PER LA GESTIONE DELLE CRISI SANITARIE ATTIVAZIONE: DARE L ALLARME ALL AUTORITÀ COMPETENTE (STATI MEMBRI, COMMISSIONE EUROPEA, AGENZIE DELL UE) ATTIVAZIONE: DECIDERE L ATTIVITÀ DI RISPOSTA RISPOSTA: LA STRUTTURA DI COMANDO E CONTROLLO (CCS) METTERE IN COLLEGAMENTO I RESPONSABILI DELLA GESTIONE DELL EVENTO SANITARIO ASPETTI SPECIFICI DEGLI EVENTI DI NATURA BIOLOGICA, CHIMICA, RADIONUCLEARE E DEI DISASTRI DOVUTI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI LISTA DI CONTROLLO PER LE STRUTTURE DI COMANDO E CONTROLLO CAPACITÀ DI INTERVENTO DEL SETTORE SANITARIO INDAGINI GESTIONE DEGLI INCIDENTI CAPACITÀ DI INTERVENTO DEGLI OSPEDALI GESTIONE DELLE VITTIME ASPETTI SPECIFICI DEGLI EVENTI BIOLOGICI ASPETTI SPECIFICI DEGLI EVENTI CHIMICI ASPETTI SPECIFICI DEGLI EVENTI RADIONUCLEARI ASPETTI SPECIFICI DEGLI EVENTI CAUSATI DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI COLLABORAZIONE INTERSETTORIALE PIANIFICAZIONE DELLE EMERGENZE E DEGLI INTERVENTI PASSERELLE TRA DISCIPLINE/SETTORI PASSERELLE TRA SICUREZZA E SALUTE PIANO DI CONTINUITÀ OPERATIVA TRASPORTO DI CAMPIONI IMPLICAZIONI ETICHE DELLE CONTROMISURE GESTIONE DEI PIANI FOLLOW-UP E VERIFICA DEI PIANI FORMAZIONE VERIFICA E VALUTAZIONE DEI PIANI, COMPRESE LE ESERCITAZIONI OBIETTIVI RIGUARDANTI I TEMPI DI RISPOSTA

7 7.5 OBIETTIVI RELATIVI ALLA COPERATURA ANALISI COMPARATIVA VALUTAZIONE E FOLLOW-UP DI EVENTI ED ESERCITAZIONI ALLEGATO 1: REQUISITI MINIMI PER LE SALE CRISI...66 ALLEGATO 2: ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI USATE...71 ALLEGATO 3: DEFINIZIONI...74 ALLEGATO 4: QUADRO NORMATIVO...78 ALLEGATO 5: CAPACITÀ DELLA COMUNITÀ NELLA GESTIONE DELLE CRISI

8 1. Gestione delle informazioni Gestire le informazioni significa raccogliere, elaborare, utilizzare e divulgare le informazioni relative a un emergenza, quindi le attività di sorveglianza sia preventiva sia successiva all emergenza, le analisi dei rischi, le analisi cliniche, di laboratorio e ambientali dei campioni, il controllo degli effetti collaterali e l archiviazione. Tutte le informazioni pertinenti dovrebbero convergere in un unico quadro. 1.1 Sorveglianza preventiva Per un individuazione precoce dei potenziali problemi per la salute pubblica o delle emergenze su scala internazionale che possono determinare una crisi pubblica di vaste proporzioni è indispensabile disporre di meccanismi e strumenti di sorveglianza preventiva che consentano di decidere se l evento in questione merita la piena attenzione di tutte le parti interessate. Tali strumenti e meccanismi ruotano attorno alla raccolta, collazione, analisi e interpretazione di dati e alla loro divulgazione ai soggetti che, per poter intervenire, hanno bisogno di informazioni. La Commissione mette a disposizione una piattaforma per lo scambio dei metodi e degli strumenti e gli Stati membri decidono in merito all attuazione. Il settore sanitario gioca un ruolo primario nell identificazione precoce dei potenziali eventi o emergenze di carattere sanitario di portata internazionale che potrebbero causare una grave crisi pubblica. Non si deve dimenticare che i primi segnali che annunciano un evento possono provenire da settori diversi da quello sanitario: dai mezzi di comunicazione o da altri settori come la protezione civile, il settore alimentare o veterinario, le forze dell ordine e i servizi di sicurezza o altro ancora. È pertanto necessaria una vasta rete che possa garantire lo screening, la verifica e la condivisione delle informazioni (compreso un meccanismo per la condivisione di informazioni riservate). Le malattie trasmissibili e le minacce biologiche rappresentano minacce ormai accertate; esiste tuttavia un ampio spettro di eventi che sempre più sono considerati gravi minacce per la salute pubblica. Ogni giorno il settore industriale produce una serie di agenti chimici e radionucleari che vengono trasportati e immagazzinati in quantità significative in tutta Europa. Gli operatori sanitari, al contrario, sono poco preparati, in generale, a gestire le emergenze chimiche e radionucleari, poiché la maggior parte delle istituzioni sanitarie pubbliche negli Stati membri dell Unione europea si è concentrata sul controllo delle malattie trasmissibili. Altre fonti di enormi disastri che è bene non sottovalutare sono riconducibili a eventi ambientali (inondazioni, valanghe, smottamenti, terremoti), esplosioni, incidenti di trasporto e incendi di vaste proporzioni (con un elevato numero di vittime con ustioni). Cfr. anche il capitolo 2.1 Sistemi e procedure Lista di controllo per la sorveglianza preventiva per incidenti con conseguenze per la salute pubblica: I seguenti requisiti minimi sono soddisfatti? Sistema per il riconoscimento precoce da parte di medici e istituzioni sanitarie Individuazione e verifica delle minacce sanitarie Collazione, indagine, analisi, valutazione, screening dei mezzi di informazione e di altre fonti di informazione, e trasmissione di dati epidemici e di dati sulla sorveglianza delle malattie, con capacità di individuazione di eventi sospetti Sistema di verifica delle notizie ufficiose per valutare e verificare la veridicità di eventi che potrebbero rappresentare una minaccia sanitaria Accesso a strutture di laboratorio di elevata qualità per confermare o escludere una diagnosi (per esempio, in relazione ad agenti biologici, chimici e radionucleari) Linee guida per l indagine e la denuncia dei casi, l investigazione e adeguate attività di follow-up (che potrebbero anche protrarsi per lunghi periodi di tempo), contenenti altresì i parametri da applicare per le situazioni riconosciute come potenziali casi di impiego di agenti terroristici e di altro genere Accesso a esperti per la collazione e interpretazione delle relazioni e avvio di ulteriori indagini Collegamenti tra e con le strutture sanitarie nazionali per garantire che le relazioni producano reazioni appropriate e rapide, e sistema per la segnalazione tempestiva alle autorità competenti. Chi sono le autorità/strutture competenti? La disponibilità delle autorità è nota? Le problematiche di natura sanitaria sono previste nella gestione di un incidente? Qual è la base per l integrazione di tali problematiche? Esiste un diagramma di flusso? - 8 -

9 Esistono dei collegamenti operativi, che siano anche effettivamente utilizzati, con le autorità responsabili della sorveglianza epidemiologica? Esistono dei collegamenti operativi, che siano anche effettivamente utilizzati, con i servizi della protezione civile? Esistono dei collegamenti operativi, che siano anche effettivamente utilizzati, con le autorità e i servizi fitosanitari e alimentari? Esistono dei collegamenti operativi, che siano anche effettivamente utilizzati, con le autorità e le strutture responsabili della gestione degli incidenti chimici/radionucleari? Esistono dei collegamenti operativi, che siano anche effettivamente utilizzati, con l OMS e con altre organizzazioni sanitarie internazionali? Sono previsti collegamenti operativi con le strutture e le autorità di polizia? L intervento è obbligatorio a partire da quando? Scambio intracomunitario di informazioni che richiede: collegamenti operativi con le istituzioni dell UE e con le autorità e strutture responsabili della sorveglianza epidemiologica di cui alla decisione n. 2119/98/CE (definite nell articolo 1 della decisione) collegamenti operativi con l OMS (compresi i punti focali nazionali IHR) e con altre organizzazioni internazionali adeguate collegamenti operativi con i meccanismi previsti dall UE per la salute degli animali, la salute delle piante, la sicurezza alimentare, la protezione civile e le minacce radiologiche, oltre che con le forze di polizia e l EUROPOL collegamenti operativi con le agenzie dell UE (per esempio, ECDC, ECHA, EFSA) (informazioni sulle epidemie e valutazione dei rischi). 1.2 Valutazione dei rischi sulla base dei dati di sorveglianza preventiva raccolti da fonti di informazione medica, di sorveglianza e da altre fonti di informazione Per poter elaborare un approccio comune alle minacce sanitarie incombenti è necessario assicurare un collegamento tra le informazioni provenienti da fonti diverse (informazioni di carattere medico, sorveglianza, scambio multisettoriale) e le parti interessate a livello di UE, nonché integrare tali informazioni con le risorse tecniche esistenti e gli esperti presenti nell UE tramite uno strumento comune sviluppato allo scopo. Sono disponibili strumenti per valutare e verificare le informazioni ufficiose di epidemie / minacce sanitarie. È possibile utilizzare uno strumento di informazione medica elettronico per esaminare, più volte al giorno, una serie di articoli di interesse, selezionati in base a parole chiave, in varie lingue e su scala mondiale. A tal fine è opportuno selezionare parole chiave adeguate che coprano tutte le tipologie di minacce sanitarie come le malattie trasmissibili o le minacce chimiche e radionucleari e i pericoli posti dai cambiamenti climatici. Questo strumento di monitoraggio elettronico è provvisto di funzioni analitiche e di uno strumento per l individuazione rapida di focolai di malattie, delle crisi sanitarie e di possibili altre minacce alla salute pubblica. Un analisi attenta dei dati di sorveglianza esistenti attraverso protocolli di sorveglianza attualmente in uso (rete di sorveglianza dedicata) rileva i cambiamenti di tipo temporale e geografico, per esempio, del livello epidemico di malattie con potenziale epidemico/pandemico. L attività sistematica in corso di raccolta, collazione, analisi e interpretazione dei dati contribuirà a migliorare l uniformità, la tempestività e la completezza dei dati trasmessi. Il sistema fornirà descrizioni dettagliate di gruppi di casi suddivisi per epoca, luogo e popolazione colpita. Attualmente non esiste un sistema di sorveglianza per l individuazione delle esposizioni ad agenti chimici o radionucleari, nonostante siano in corso progetti di ricerca europei che studiano, per esempio, la possibilità di utilizzare i dati dei centri antiveleni di tutta Europa per individuare aggregazioni di eventi chimici, e sondare la possibilità di individuare precocemente le minacce tramite sistemi di sorveglianza sindromica. In tutti i tipi di eventi (vale a dire di natura biologica, chimica, radionucleare o naturale (cambiamenti climatici)) è fondamentale individuare chiaramente l agenzia/l autorità competente in ciascuno Stato membro, che sia responsabile degli effetti sulla salute dell uomo, e che dovrà reagire di conseguenza. In tutto il mondo mancano, per esempio, esperti di epidemiologia ambientale e tossicologia, che vengono reclutati solitamente dal mondo accademico o della ricerca. Sarà creata una rete comune di esperti a livello di UE per migliorare e favorire la collaborazione transfrontaliera e lo scambio di esperti

10 Per ogni evento individuato sarà valutata la minaccia potenziale in base ai medesimi criteri e a categorie predefinite di comune accordo a livello di Unione europea. Ogni fase della valutazione produce un semplice punteggio, che tutti i membri del personale in servizio dovrebbero essere in grado di calcolare. Questo processo di valutazione porta a una valutazione della minaccia e, se del caso, mette in moto un meccanismo di risposta. Il grado di attuazione di un sistema di questo genere in ciascuno Stato membro dipenderà dalle risorse disponibili e dalla percezione della sua necessità. La creazione di collegamenti tra tutte le risorse disponibili nell UE in questo settore e il sostegno fornito tramite ulteriori risorse a livello europeo rappresenteranno uno strumento estremamente efficace per l analisi dei rischi. Tale strumento sarà fondamentale per l'elaborazione di approcci comuni alle minacce poste da eventi internazionali agli Stati membri dell UE. Lista di controllo per l analisi dei rischi basata su dati di sorveglianza preventiva raccolti da fonti di informazione medica, di sorveglianza e da altre fonti di informazione: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? Contatti con agenzie incaricate dell analisi delle informazioni (quotidiana/routinaria) Principi per la valutazione delle minacce concordati a livello di UE per tutti i tipi di minaccia sanitaria (biologica, chimica, radionucleare, tecnica, naturale) Una serie di risorse per l analisi dei rischi e una struttura per coordinarne le attività Risorse per un analisi dei rischi tempestiva a livello nazionale Individuazione di punti di contatto adeguati in ciascuno Stato membro e all interno di ogni organizzazione internazionale per le diverse tipologie di minaccia sanitaria Collaborazione con altri partner nazionali e internazionali per lo scambio delle informazioni necessarie e per l analisi delle stesse Attività a livello intracomunitario che porti a: la definizione di procedure (rete di contatti e processo di dichiarazione) per la collaborazione con un ampia gamma di attori nel campo dell analisi dei rischi, in modo da coprire tutte le tipologie di minacce sanitarie l elaborazione concordata di principi per la valutazione delle minacce e la condivisione delle migliori prassi la creazione degli strumenti necessari da parte della Commissione e degli esperti tecnici in servizio presso le agenzie dell UE (per esempio, ECDC, ECHA, EFSA) la creazione da parte delle agenzie dell UE (per esempio, ECDC) di strutture per l analisi dei rischi a livello di UE e lo sviluppo di capacità per rafforzare i sistemi nazionali all occorrenza collegamenti operativi con l OMS (compresi i punti focali nazionali IHR) e con altre organizzazioni internazionali adeguate collegamenti operativi con agenzie non europee e con altre iniziative internazionali (per esempio, GHSAG) 1.3 Sorveglianza successiva all emergenza Una volta individuato l evento critico, le informazioni relative all epidemia e le attività di sorveglianza dovranno essere più mirate e le priorità dovranno essere adeguate alla natura della minaccia rilevata nonché ai bisogni mutevoli (per esempio, segnalazione dei casi, monitoraggio della diffusione, gravità, gruppi a rischio, ecc.). I sistemi sanitari (istituti e professionisti in generale) dovrebbero essere in grado di gestire le attività di sorveglianza per tutte le tipologie di agente interessate e per ogni genere di eventi. Dovrebbero essere istituiti sistemi di sorveglianza adeguati, solitamente ad hoc, in base alle caratteristiche delle popolazioni colpite. I sistemi sanitari possono dover fare affidamento su fonti diverse e comunicare con esse per ottenere informazioni sui casi (laboratori diversi, medicina legale, dipartimenti di patologia, ecc.). Inoltre, a livello di UE possono essere interessati dall evento più soggetti, come la protezione civile, le agenzie dell UE ecc. Si provvederà a garantire il flusso di informazioni, a integrare le segnalazioni dai laboratori e a mettere a punto specifiche attività di sorveglianza. Le operazioni di collazione dei dati saranno eseguite in maniera centralizzata e le informazioni presentate in maniera da renderle facilmente comprensibili al pubblico e ai responsabili delle decisioni politiche

11 In questa fase sarà garantito uno stretto coordinamento tra Stati membri a livello di UE grazie a procedure consolidate di scambio di informazioni, di coordinamento delle contromisure, di valutazione dei dati raccolti e di altro genere. Saranno inoltre definiti standard comuni per la sorveglianza in diversi settori (umano, veterinario ecc.), tra cui le definizioni dei casi. La Commissione europea e l ECDC saranno gli organismi responsabili del coordinamento delle attività in materia di salute pubblica a livello transnazionale e sosterranno gli Stati membri nelle attività transfrontaliere di valutazione e controllo delle minacce. Saranno infine coinvolte altre agenzie, a seconda della natura della minaccia e delle misure attivate (per esempio, l EMEA per i medicinali e i vaccini, l EFSA per la sicurezza alimentare). Lista di controllo per la sorveglianza successiva all emergenza: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? Collegamenti attivati con gli organismi di sorveglianza in settori diversi da quello sanitario (salute animale, ambiente, centri antiveleni ecc.) Nel caso degli eventi CBRN, contatti con l agenzia competente e con l'esercito per una valutazione rapida e adeguata della dispersione Procedure per un rapido inizio della sorveglianza attiva e per la definizione dei criteri necessari Procedure che consentono rapide modificazioni della sorveglianza (adeguamenti alla situazione) Sorveglianza clinica dei casi umani, tra cui la morbidità e la mortalità specifiche per età, e dei ricoveri tenendo conto degli agenti biologici, chimici, radionucleari e di altra natura Sorveglianza epidemiologica comprese le capacità di indagine sul campo e la ricerca di contatti Periodica valutazione dell impatto dei programmi di prevenzione tra cui i programmi di vaccinazione (comprese le reazioni avverse) o altri programmi di prevenzione Flessibilità nel passaggio da una modalità di segnalazione specifica a una normale (variazioni della sorveglianza / segnalazione nel tempo). Attività a livello intracomunitario che porti a: la definizione di procedure per la collaborazione con un ampia selezione di attori nei settori CBRN la condivisione delle procedure per la valutazione della dispersione un programma di sorveglianza post-emergenza a livello di UE dovrebbe coinvolgere l OMS e le agenzie (per esempio, ECDC e ECHA) che dispongono al proprio interno di organi competenti nell individuazione delle minacce; il programma dovrebbe prevedere sistemi per: attivare rapidamente interventi di sorveglianza a livello UE, preferibilmente congiunti; vagliare il processo di valutazione e verificare le informazioni; procedere alla collazione, indagine, analisi, valutazione e trasmissione delle informazioni mediche e dei dati sulla sorveglianza delle malattie; garantire la collaborazione a livello di UE con un sostegno ai singoli Stati membri; utilizzare le procedure consolidate e fare ricorso alle apparecchiature necessarie per contenere i danni e curare le vittime. le agenzie dell UE (per esempio, ECDC) pubblicano una valutazione delle minacce e mettono a punto un meccanismo di attivazione, le linee di comunicazione e una struttura logistica collegamenti operativi con l OMS (compresi i punti focali nazionali IHR) e con altre organizzazioni internazionali adeguate collegamenti operativi con agenzie non europee e con altre iniziative internazionali (per esempio, GHSAG) 1.4 Diagnosi clinica e di laboratorio È fondamentale che, per ogni minaccia alla salute pubblica, si possa identificare e confermare in tempi rapidi l agente interessato. Ogni piano messo a punto deve prevedere l identificazione degli agenti non noti, la conferma degli agenti noti e l attivazione di capacità di intervento per uno Stato membro che debba sostenere attività di laboratorio gravose. Per quanto concerne le attività di laboratorio, i piani dovrebbero rispondere alle summenzionate esigenze per quanto riguarda il campionamento sia clinico che ambientale, e prevedere un meccanismo di coordinamento capace di creare collegamenti tra i vari attori nel caso siano coinvolti più soggetti. Di questa duplice attività (analisi dei campioni clinici e ambientali) si dovrebbe sempre tener conto anche in una fase successiva. Per quanto concerne le attività di laboratorio, la struttura introdotta dovrebbe possedere procedure per la trasmissione dei dati da parte dei laboratori, la conferma dei risultati (secondo laboratorio, secondo paese) e

12 l'assicurazione della qualità). Dal punto di vista clinico, i medici dovrebbero essere in grado di riconoscere la sindrome e dovrebbero poter accedere a linee guida adeguate predisposte da un apposito sistema. Quanto agli agenti non noti, l esistenza di un sistema internazionale che consenta di raggiungere un rapido accordo sulle procedure di laboratorio e la collazione dei dati clinici si è dimostrata fondamentale. Per gli agenti noti dotati di un elevato potenziale di minaccia, una conferma secondaria a livello internazionale migliorerebbe la fiducia nella diagnosi posta. Nel caso in cui si producesse in uno Stato un massiccio incremento di campioni da esaminare, sarà indispensabile offrire assistenza mettendo in rete i laboratori nazionali e internazionali. Queste reti devono necessariamente possedere piani di assicurazione della qualità comuni. A livello di Stato membro sarà fornita assistenza per le attività di laboratorio mentre, per quanto riguarda le questioni che trascendono le capacità nazionali o nel caso in cui non siano disponibili capacità a livello nazionale, è possibile organizzare nella Comunità una forma di collaborazione tra laboratori al fine di ottimizzare l uso delle risorse raccolte nell UE. Lista di controllo per la diagnosi clinica e di laboratorio: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? Rete, scambio tra laboratori (chi fa che cosa) Quali sono le risorse disponibili? Strutture consolidate per la comunicazione con i laboratori e con i medici per garantire che i laboratori riferiscano i casi diagnosticati alle rispettive autorità competenti. Procedure per la rapida identificazione degli agenti/agenti patogeni non noti durante un evento nei campioni clinici e ambientali Descrizione clinica della sindrome: accordo sulle ulteriori analisi e indagini da effettuare tra cui la ricerca di agenti patogeni e anticorpi nei liquidi organici (per esempio, sangue, siero, plasma, liquor, feci, liquidi per il lavaggio, materiale bioptico, urine). Gli Stati membri devono garantire che la manipolazione degli agenti pericolosi in laboratorio avvenga in adeguate condizioni di sicurezza (per esempio, livello di biosicurezza da concordare e da garantire in maniera uniforme in tutti gli Stati membri) Procedure per la conferma rapida degli agenti nocivi noti durante un evento nei campioni clinici e ambientali Gli Stati membri individuano e designano uno o più laboratori di riferimento per l agente nocivo in questione. Per quanto concerne gli agenti con un potenziale elevato o molto elevato di minaccia, il materiale raccolto dai pazienti o l agente isolato è inviato al laboratorio di riferimento che dovrà determinarne il genotipo e stabilire le condizioni adeguate per la conservazione del ceppo vitale isolato (raccolta dei ceppi). Il trasporto di materiale nocivo dovrebbe avvenire secondo procedure concordate che tengano in considerazione i regolamenti ONU e IATA. Definizione da parte degli Stati membri di procedure per stabilire la capacità di intervento e di requisiti per far fronte a un marcato incremento della domanda nel caso in cui il personale di laboratorio a livello locale e persino nazionale possa essere impegnato nell analisi di un enorme quantità di campioni. Possibilità di definire in tempi rapidi, nel corso di un evento, e di distribuire a laboratori e medici linee guida per la diagnosi dei casi e l isolamento degli agenti patogeni. Accordo internazionale nel caso la capacità nazionale sia inadeguata a fronteggiare determinati agenti e per la conferma secondaria di agenti patogeni con elevato potenziale distruttivo e di altri agenti ambientali. Attività a livello intracomunitario che porti a: un programma dell UE nelle agenzie UE (per esempio, ECDC) in base al quale gli organismi nazionali competenti forniscono una struttura per la rapida definizione di procedure comuni a livello europeo per la diagnosi e la conferma delle malattie e per l isolamento degli agenti durante un evento Procedure per la raccolta (e il trasporto) dei campioni: in base alla sindrome rilevata, gli esperti clinici e di laboratorio forniscono informazioni sulle questioni relative al campionamento Il livello di biosicurezza dovrebbe essere concordato e dovrebbe essere uniforme in tutti gli Stati membri Elenco dei laboratori di riferimento per gli agenti pericolosi e creazione di collegamenti con l OMS Aspetti relativi alla conferma: nel caso di una diagnosi di laboratorio confermata per quanto concerne la presenza di un patogeno ad altissimo potenziale distruttivo e nel caso in cui non possa essere escluso un rilascio intenzionale nell ambiente, la conferma del risultato positivo delle analisi di laboratorio è delicata. Essa dev essere effettuata tramite una procedura indipendente, concordata a livello comunitario. La Commissione assiste nella redazione di accordi bilaterali e multilaterali per garantire una conferma aggiornata dei risultati e fornisce piattaforme per lo scambio di informazioni e comunicazioni

13 Procedure per raggiungere un accordo su vari aspetti dell'assistenza di laboratorio per una gamma di agenti ad alto potenziale distruttivo. Per quanto concerne gli agenti biologici, ivi comprese le malattie infettive, l ECDC sta creando un meccanismo di attivazione, delle linee di comunicazione e una struttura logistica, e offre alla Commissione il proprio sostegno nella redazione di accordi bilaterali e multilaterali, ove richiesto dagli Stati membri, al fine di rafforzare e supportare la formazione e le capacità di intervento in caso di un aumento del carico di lavoro nei laboratori. Piattaforme organizzate per la raccolta e lo scambio di informazioni Un programma europeo che preveda una struttura per la rapida definizione di procedure a livello di UE per l'assicurazione della qualità al fine di garantire un elevata sensibilità e specificità degli strumenti diagnostici, che solitamente non sono disponibili in commercio. Un programma europeo che preveda una struttura per la costituzione rapida di squadre d indagine nel caso di richieste di sostegno in loco, al fine di garantire un supporto epidemiologico nella raccolta, collazione e analisi dei dati durante un evento. 1.5 Campionamento ambientale In ogni Stato membro saranno approntati piani nazionali e procedure per la raccolta di campioni ambientali. Tali piani conterranno misure di protezione per il pubblico e per il personale addetto alle indagini, una definizione degli attori e dei rispettivi ruoli, un elenco delle apparecchiature minime necessarie e i protocolli per l invio e l analisi di campioni ambientali nei laboratori. Un gruppo di lavoro istituito dalla Commissione elaborerà raccomandazioni per gli Stati membri al fine di armonizzare le procedure e i protocolli per il campionamento ambientale. I campioni ambientali raccolti ai fini della determinazione degli agenti pericolosi dovrebbero essere adeguatamente imballati, etichettati, contrassegnati e inviati in conformità con i regolamenti nazionali e internazionali applicabili. Lista di controllo per il campionamento ambientale: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? Strategie di campionamento L obiettivo della strategia di campionamento è definito per quanto concerne scopo, metodo di campionamento e numero di campioni Accesso alle informazioni pertinenti per quanto concerne gli edifici, le strutture tecniche e di gestione (per esempio, ventilatori, filtri, tubature, impianti di condizionamento, ecc.) Definizione dei limiti di rischio Definizione delle aree geografiche di dispersione e degli oggetti in movimento nell area da sottoporre a campionamento Definizione della percentuale di controlli negativi (bianchi di campo) nel numero complessivo di campioni e delle modalità per l ottenimento dei campioni. Campionamento globale: i campioni globali possono aiutare gli investigatori a caratterizzare la presenza di contaminazione nei materiali edili come rivestimenti, grumi di polvere nei filtri dell aria, sedimenti di polvere (per esempio, sui falsi puntoni) e arredamento d ufficio. Tuttavia, poiché l estrazione per esempio di spore da campioni globali può creare problemi di esposizione per il personale dei laboratori, è necessario adottare precauzioni appropriate (per esempio, chiusura dei campioni in un doppio imballaggio) al fine di prevenire la diffusione secondaria delle spore dai campioni globali contaminati. Definizione dei limiti di rilevamento Definizione delle procedure per la raccolta dei campioni globali Il campionamento delle superfici con panni o tamponi (i campioni di superficie sono raccolti strofinando o tamponando un mezzo assorbente inumidito su una superficie non porosa) Definizione dei mezzi compatibili con le procedure analitiche di laboratorio Campioni di superficie raccolti tramite l aspirazione con filtri per particolati ad alta efficienza (HEPA) (la raccolta di campioni per aspirazione offre il vantaggio di coprire superfici non porose di ampie dimensioni o polverose e superfici porose come i rivestimenti, le tegole, i filtri dei sistemi di ventilazione e i rivestimenti in tessuto dei sedili) Definizione di metodi per superfici e materiali diversi Campioni d aria Definizione delle procedure per la raccolta di contaminanti diversi Attività a livello intracomunitario che porti a: definizione di standard comuni per un campionamento adeguato e, successivamente, elaborazione di procedure per la decontaminazione e il trasporto concordate tra autorità sanitarie e/o altre autorità competenti

14 1.6 Monitoraggio degli effetti indesiderati dell azione di contrasto della minaccia sanitaria L esistenza di un quadro legale e di procedure permetterà la raccolta dei dati in tempo reale. Le misure intraprese per contrastare la minaccia sanitaria riguarderanno settori diversi e, possibilmente, offriranno strategie di contenimento, la ricerca di contatti, l isolamento dei casi, la decontaminazione oltre che l intervento medico e un programma di vaccinazione. A seconda della natura delle varie misure, sarà necessario monitorare attentamente e puntualmente i possibili effetti negativi e gli eventi avversi, che dovranno essere valutati a livello nazionale ed europeo. In base allo stato di allerta e ai medicinali, ai dispositivi e ad altri prodotti medici impiegati per contrastare la minaccia sanitaria, le istituzioni in grado di fornire informazioni sugli eventi avversi possono essere diverse nei vari Stati membri. Sarà messo a punto un sistema per il monitoraggio degli effetti indesiderati, con una banca dati condivisa (dati in ingresso) e dati aggregati in uscita, definizioni (definizione dei casi, criteri di selezione, procedure per la vaccinazione, vaccini, elenco delle controindicazioni), variabili individuate e punti di contatto, raccomandazioni sul potenziale trattamento. Particolarmente importante è che il monitoraggio degli effetti indesiderati dei medicinali orfani usati al di fuori degli ambiti autorizzati (per esempio, gli antidoti) sia previsto dalla legislazione nazionale e in altri sistemi pertinenti come il meccanismo di farmacovigilanza. Lista di controllo per il monitoraggio degli eventi avversi: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? I piani nazionali comprendono la creazione o l estensione di sistemi per il monitoraggio degli eventi avversi Il monitoraggio degli eventi avversi nell UE in seno all ECDC (a eccezione degli eventi avversi di carattere farmacologico, che sono di competenza dell'emea), in collaborazione con gli organismi nazionali competenti, è messo a punto di concerto con le autorità competenti degli Stati membri per gli agenti biologici, comprese le malattie infettive. 1.7 Registrazione, documentazione e gestione degli archivi Nel corso di una qualsiasi crisi sanitaria (come un epidemia, un esposizione di massa, ecc.), le informazioni si susseguono con estrema rapidità e può essere estremamente difficile tener traccia delle risposte. Una volta superata la crisi, si potrebbero costituire commissioni incaricate della raccolta di informazioni fattuali, mentre nel corso dell evento è necessario adottare prassi di documentazione adeguate. I piani dovrebbero descrivere gli interventi attuati per assicurare che le informazioni pertinenti (comprese le fonti) siano registrate e conservate al fine di poter essere valutate in un momento successivo all emergenza, oltre che per il monitoraggio sanitario di lungo termine e per il follow-up degli operatori del soccorso e dei membri del pubblico colpiti. Lista di controllo per la registrazione, documentazione e gestione degli archivi: il piano contiene i seguenti requisiti minimi? Registrazione giornaliera e sistematica dei dati in entrata e delle risposte Descrizione degli interventi di coordinamento a livello locale, nazionale e interregionale Le persone di contatto per le attività di coordinamento sono note a livello nazionale ed europeo Dopo ciascun evento, viene svolta una valutazione attiva dell evento stesso Si procede al coordinamento comunitario dei sistemi di registrazione esistenti e alla definizione del ruolo di ciascuna agenzia

15 2. Comunicazione La distribuzione di informazioni accurate e tempestive a tutti i livelli è fondamentale per ridurre al minimo i casi indesiderati e imprevisti di perturbazione sociale e le conseguenze economiche, oltre che per ottimizzare i risultati positivi della risposta. È possibile garantire una gestione delle informazioni così come descritta nel precedente capitolo soltanto se si avrà una trasmissione delle informazioni accurata e tempestiva in relazione ai seguenti compiti e sistemi di comunicazione: sistema e procedure di segnalazione, norme sulla trasmissione e la consultazione delle informazioni, comunicazione dei dati, comunicazione e gestione operativa tra parti interessate, comunicazione dei rischi/in caso di crisi agli organi di informazione e al pubblico. Una comunicazione efficace costituisce un elemento fondamentale per la gestione delle emergenze. Oltre a coinvolgere il pubblico affinché adotti un comportamento sicuro, la comunicazione proattiva può favorire la segnalazione dei casi e sensibilizzare i soggetti in prima linea, ridurre la confusione e consentire l uso ottimale delle risorse. Tutto ciò è necessario per assicurare una risposta efficace. Una buona comunicazione aiuta altresì a mantenere la fiducia del pubblico nelle autorità sanitarie nel corso di un evento, riducendo al minimo potenziali disordini di carattere economico e sociale. Nella comunicazione con gli organi di comunicazione e con il pubblico, devono essere applicati i principi di una buona comunicazione dei rischi. 2.1 Sistemi e procedure di segnalazione Chi riferisce che cosa a chi, lungo quale catena gerarchica? Un flusso chiaro di dati in ingresso, un flusso di informazioni e dati da trasferire e le responsabilità di ciascuno nella raccolta, analisi e segnalazione dei dati di sorveglianza e/o di controllo. I risultati probabili sono SOP (procedure operative standard), software e accordi. Un meccanismo di coordinamento che preveda anche una strategia di comunicazione rappresenta un elemento cardine per un piano generale delle capacità di intervento. Tale strumento dovrebbe integrare elementi utili per il rilevamento di eventi insoliti e di minacce sanitarie basati su: fonti di informazioni gratuite (accesso a MedISys e ad altre fonti di informazioni analoghe) per la trasmissione di notifiche e allarmi rapidi (EWRS, RAS BICHAT, RAS CHEM, RASFF, RAPEX e altri pertinenti nel caso di una crisi sanitaria, come l IHR). una piattaforma web comune per la gestione delle crisi (HEDIS), dove le autorità sanitarie possano reperire relazioni sulla situazione e sulle attività, mappe riportanti la situazione e qualsiasi informazione pertinente che possa favorire il processo decisionale. Tali strumenti devono essere disponibili 24 ore al giorno, per tutti i giorni della settimana e dell anno (24/7/365). A seconda della gravità della situazione, devono essere considerati tre diversi sistemi: sistemi di allarme rapido e di notifica immediata sistemi di allarme preventivo sistemi di supporto alla gestione delle crisi In ogni caso, tali sistemi devono essere affidabili, flessibili, sicuri e disponibili 24 ore su 24, senza interruzioni per tutti i giorni dell anno. Ciò implica l adesione ai seguenti principi: individuazione delle autorità / strutture / dei servizi incaricati della segnalazione. Inclusione della componente sanitaria negli altri sistemi e viceversa. La definizione di procedure operative standard, compresi gli algoritmi pertinenti, in una fase precoce; tali procedure devono essere attuate e rispettate da tutte le parti interessate, e devono indicare le modalità per la trasmissione delle notifiche e dei messaggi di allarme dalle autorità locali alle autorità nazionali e non solo (per esempio, a livello di UE e di OMS). I criteri per la notifica devono essere concordati tra le parti

16 Può essere istituito un sistema di funzionari di sostegno. L esistenza di un canale di comunicazione bidirezionale (duplice) è un prerequisito indispensabile (onde evitare la perdita di informazioni), posto sotto la responsabilità di autorità competenti e dotato di punti di contatto sempre disponibili (24 ore su 24, tutti i giorni). Ruolo di ciascuno: l autorità competente è un funzionario di alto livello presso un ministero o un istituzione, investito dell autorità per adottare e attuare decisioni; il punto di contatto operativo tutti i giorni 24 ore su 24 trasmette tutte le notifiche all autorità competente Applicare lo stesso principio ai servizi specializzati della Commissione che fungono da autorità competente e alla direzione per la sicurezza con sede a Bruxelles, che funge da punto di contatto sempre operativo. Uso delle tecnologie di comunicazione più avanzate che garantiscono rapidità degli scambi e riservatezza dei dati (cfr. l allegato 1). Disponibilità di strutture di back-up. Definizione delle tempistiche degli interventi, in base all obiettivo e allo scopo della rete implicata. Durante l elaborazione del sistema è necessario considerare l opportunità di ricorrere a strutture per la trasmissione di informazioni estremamente sensibili. Ciò vale per le diverse tipologie di informazioni tra cui le informazioni non classificate sugli eventi (informazioni sensibili) o per le informazioni classificate (come RESTREINT UE, CONFIDENTIEL UE, SECRET UE o secondo le disposizioni della legislazione nazionale). Tutti i sistemi devono garantire la riservatezza, l integrità, l attendibilità, la disponibilità, la sostenibilità e l affidabilità dei protocolli di comunicazione (certezza del ricevimento dei messaggi da parte dei destinatari). È necessario creare moduli di notifica adattati, in base alla complessità della risposta necessaria. Le segnalazioni e le procedure a livello intracomunitario dovrebbero: comunicare ai meccanismi comunitari di notifica e di allarme rapido l autorità competente designata e il punto di contatto sempre operativo notificare agli Stati membri i punti di contatto responsabili dei sistemi di allarme in essere e designare la direzione per la sicurezza (e/o il punto di ingresso centrale) a Bruxelles come punto di contatto operativo 24 ore su 24, tutti i giorni dell anno vagliare il coinvolgimento di reti specializzate in materia di alimentazione, mangimi, questioni fitosanitarie, salute degli animali, protezione civile, sorveglianza chimica e radiologica, nonché di organismi di risposta, reti di polizia e altre reti specializzate, ecc. Queste reti esistono già e assicurano il collegamento tra la Commissione e i ministeri pertinenti negli Stati membri, oltre che le organizzazioni internazionali incaricate della protezione della salute (OMS 1, Consiglio d Europa, OCSE, AIEA, OPCW, FAO, UIE, GHSI 2 ecc.). 2.2 Obblighi per la trasmissione delle informazioni e per la consultazione/informazione preventiva sulle contromisure Esisterà nell UE un quadro strutturato per la segnalazione immediata e per la consultazione nel campo delle minacce sanitarie, degli eventi e delle contromisure adottate dall UE e di rilevanza internazionale. La comunicazione sulle minacce sanitarie (preavvisi) tra autorità/strutture sanitarie avverrà senza indugio e sarà diretta alle autorità competenti, affinché possano attivare piani di intervento. Un attenzione particolare va riservata al ruolo e al profilo dei cosiddetti meccanismi IHR. Gli Stati membri riferiranno immediatamente agli altri Stati membri, in collegamento con la Commissione, l evento e le contromisure adottate, per consentire a loro e all UE di attivare immediatamente contromisure adeguate (per esempio, nel caso delle malattie trasmissibili) per contenere la diffusione verso altri paesi. Gli Stati membri adottano contromisure, ma se, per esempio, tali misure interessano i viaggiatori, gli altri Stati membri dovrebbero esserne preventivamente informati. I servizi competenti della Commissione riceveranno la notifica delle contromisure da adottare e garantiranno il follow-up con le parti interessate negli Stati membri e con i servizi della Commissione e le loro strutture specializzate. Una procedura UE per l informazione e la consultazione preventiva dovrà essere conforme al mandato giuridico delle istituzioni comunitarie e rispettare le restrizioni proprie del settore sanitario (salute 1 Particolare attenzione dev essere prestata al ruolo e al profilo dei punti focali IHR, che sono stati individuati da tutti gli Stati membri come punto di contatto nazionale ai sensi del regolamento sanitario internazionale (2005) (IHR). 2 GHSI: Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale

17 dell uomo) oltre che del settore della salute degli animali e delle piante. Il quadro giuridico è importante perché le contromisure potrebbero danneggiare il funzionamento del mercato interno comunitario. Saranno concordate linee guida sui livelli e sull intensità della minaccia, oltre che metodi e una terminologia comuni. Accordo su e attuazione di: linee guida sui livelli e sulle proporzioni della minaccia, oltre che metodi e una terminologia comuni un elenco delle contromisure (obbligatorie notificabili / da comunicare) una procedura sulla comunicazione e la consultazione delle contromisure (attività in corso al riguardo: decisioni della Commissione in materia di dichiarazione di guardia e contromisure) se possibile, algoritmi per ciascuna situazione. Procedure per lo scambio di informazioni e la cooperazione tra servizi responsabili di: protezione della salute degli animali, prodotti alimentari, salute delle piante e dell uomo. La salute dell uomo viene sistematicamente considerata nelle procedure pertinenti? La trasmissione di informazioni e la consultazione a livello intracomunitario richiedono: l istituzione di un quadro giuridico mediante due decisioni della Commissione (proposta di decisione della Commissione che istituisce una procedura e forme di collaborazione per la consultazione e l informazione, e proposta di decisione della Commissione concernente una procedura per dichiarare rapidamente un allarme comunitario, che necessita di azioni concertate straordinarie e temporanee a livello comunitario nell ambito della rete comunitaria per la sorveglianza epidemiologica e il controllo delle malattie trasmissibili). La definizione di accordi con i servizi competenti della Commissione per permettere l adozione di decisioni su contromisure che potrebbero influenzare gli scambi commerciali, l economia, la vita sociale ecc. (ARGUS e comitato di coordinamento di crisi (CCC)). I servizi competenti della Commissione ricevono la notifica delle contromisure da adottare e garantiscono il followup con le parti interessate negli Stati membri e con altri servizi della Commissione competenti. Inclusione dell OMS e dell IHR rivisto, se del caso. 2.3 Comunicazione e gestione dei dati Un flusso chiaro di dati in ingresso, un flusso di informazioni e dati da trasferire e le responsabilità di ciascuno nella raccolta, analisi e segnalazione dei dati di sorveglianza e/o di controllo, dalla prima notifica fino alle strutture per la gestione della crisi sanitaria (cfr. il capitolo 4). I risultati probabili sono SOP, software e accordi. Se necessario, è possibile inserire la questione della sicurezza nel nucleo del sistema, accanto a linee multiple. Lo scopo è prevenire, contenere e ripristinare lo status quo dopo attacchi alla rete. Dev essere avviata un analisi dei rischi. Saranno individuati i partner a livello locale, nazionale, UE e internazionale, con cui saranno condivisi i dati e le informazioni del caso. La rapidità nella rilevazione ma anche la tempestiva condivisione dei preavvisi e delle informazioni è di fondamentale importanza. Oltre allo strumento e alle procedure di comunicazione è indispensabile garantire l integrità delle informazioni oggetto di scambio, convalidarne i contenuti, autenticare il mittente e verificare la corretta ricezione del messaggio inviato. Moduli di notifica precostituiti potrebbero migliorare la rapidità della trasmissione e la chiarezza delle informazioni condivise. Il meccanismo dovrebbe prevedere una funzione di consultazione degli archivi oltre che attribuire alla Commissione il ruolo di moderatore. Requisiti minimi che devono essere soddisfatti dagli strumenti e dalle procedure di comunicazione che mettono in collegamento i servizi negli Stati membri, presso la Commissione e le agenzie: moduli di notifica precostituiti (per trasmettere rapidamente messaggi chiari) creazione di canali di comunicazione sicuri per le informazioni sensibili o classificate autenticazione del mittente convalida dei contenuti verifica della corretta ricezione dei messaggi inviati misure di sicurezza per garantire la disponibilità dei servizi e dei dati, l integrità dei dati, l autenticazione dei nodi e il mantenimento della sicurezza

18 Questi requisiti sono soddisfatti presso i servizi che si occupano delle quattro tipologie di minaccia (biologica, radiologica, nucleare e chimica)? La comunicazione dei dati e la gestione delle minacce sanitarie richiederebbero un intervento a livello intercomunitario per lo meno per: mantenere una piattaforma (HEDIS 3 ) per definire e aggiornare periodicamente: standard per la raccolta di dati e risultati epistemiologici (attualmente in corso di sviluppo nell ambito dei sistemi TESSy ed EPIS presso l ECDC); la creazione di canali di comunicazione sicuri per le informazioni sensibili; standard nella segnalazione elettronica dei dati e risultati di laboratorio raccolti; standard per l inoltro e la sicurezza dei dati; lo sviluppo di descrizioni comuni di metadati; l integrazione di informazioni da fonti plurime, mantenendo i collegamenti tra entità, oggetti ed eventi; la presentazione di informazioni strutturate, comprese le relazioni sulla situazione, le relazioni sulle attività e i calendari per gli eventi imminenti, con procedure giornaliere fisse per il rinnovo delle azioni; la gestione dell accesso alla piattaforma per partner come le autorità sanitarie nazionali, le autorità nazionali competenti, le agenzie europee, le direzioni della Commissione e i partner internazionali; strutture di collegamento e di controllo presso le sedi di ciascun partner. 2.4 Comunicazioni tra parti interessate Le procedure di comunicazione tra le parti interessate forniscono informazioni accurate e tempestive a tutti i livelli. La sanità pubblica rivestirà un ruolo cardine in qualità di principale fonte di informazioni. Per una buona comunicazione tra tutte le parti interessate in caso di minaccia sanitaria sarà necessario creare un meccanismo per la divulgazione immediata e coerente delle informazioni: tra organismi nazionali e autorità regionali, ossia tutte le informazioni disponibili, soprattutto le informazioni di carattere sanitario, per tutti i servizi essenziali; dal livello regionale al livello locale e alle singole strutture sanitarie, tra cui le strutture d emergenza che possono essere istituite nella Comunità per trasmettere tali informazioni. Requisiti per una buona comunicazione a livello intracomunitario: siti web specifici con accesso ristretto per gli operatori sanitari e altri gruppi (responsabili delle decisioni); SOP per analizzare e informare le strutture e le autorità competenti al fine di garantire lo scambio di informazioni tra Stati membri; aggiornamenti periodici per tutte le parti interessate. 2.5 Comunicazione dei rischi / in caso di crisi con organi di informazione e gruppi del pubblico Sebbene la comunicazione dei rischi e la comunicazione in caso di crisi rappresentino discipline estremamente diverse tra loro, spesso gli obiettivi sono simili. Quando si ha a che fare con un evento di rischio o di crisi, il fattore più importante nella comunicazione è garantire che informazioni tempestive, adeguate e accurate siano effettivamente inviate alle persone giuste. La comunicazione dei rischi consiste nello scambio e nella divulgazione di informazioni adeguate sui rischi per consentire ai responsabili delle decisioni, alle parti interessate e al pubblico di adottare decisioni appropriate. Essa contribuisce a definire il rischio in maniera più sistematica, a valutare e a considerare i comportamenti delle parti interessate e le prospettive psicosociali nel processo decisionale e nelle comunicazioni, e a incoraggiare una pianificazione e trasmissione efficace delle comunicazioni. 3 HEDIS= Sistema di informazione sulle emergenze sanitarie e le malattie

19 I principi della comunicazione dei rischi possono essere applicati anche in maniera diversa o abbreviata alla comunicazione in caso di crisi e di emergenza. Come accade per la comunicazione dei rischi, la funzione di comunicazione in una crisi o in un emergenza dovrebbe essere parte integrante della gestione dei rischi. La comunicazione in caso di crisi prevede uno scambio di comunicazioni in una situazione che, in qualche modo, mette in discussione il senso di adeguatezza, le tradizioni, i valori, la sicurezza, la salute, l incolumità o l integrità del governo. La comunicazione in caso di emergenza avviene ogniqualvolta vi sia l impellenza di comunicare con un gruppo selezionato di persone a fronte di una situazione anomala che richiede un intervento tempestivo, oltre alle consuete procedure, per poter limitare danni, ferite o la morte di persone, beni o dell ambiente. Frequentemente, le comunicazioni sono di carattere squisitamente operativo e hanno lo scopo di stimolare o di orientare un azione immediata. Più che mai la comunicazione è riconosciuta come indispensabile per consentire a organizzazioni e governi di gestire i rischi in maniera efficace. Per questo motivo la comunicazione deve giocare un ruolo fondamentale nelle diverse fasi della preparazione, prevenzione, risposta e ripristino dello status quo nel corso di un emergenza o di una crisi sanitaria. La natura del rischio è notevolmente cambiata. I settori della scienza e della tecnologia, entrambi in rapida evoluzione, creano nuovi rischi, accentuati dall integrazione delle economie e delle comunicazioni a livello mondiale; a ciò si aggiunga il fatto che la popolazione si aspetta di essere esposta a minori rischi e di poter avere un controllo maggiore sulla loro esposizione ai rischi. I problemi che emergono a fronte di rischi per la salute pubblica, come l influenza pandemica e gli eventi di natura chimica, biologica e radionucleare, esercitano enormi pressioni sulle risorse. La gestione efficace di questi eventi dipende in larga misura da un pubblico informato, partecipe e collaborativo. Favorendo il dialogo e lo scambio di informazioni essenziali tra parti interessate e autorità, la comunicazione dei rischi promuove la trasparenza e rafforza la fiducia, la credibilità delle autorità e il rispetto reciproco. È importante coinvolgere gli organi di informazione fin dal principio nella pianificazione delle capacità di intervento. Gli organi di informazione, purché si abbia un rapporto ben consolidato, possono fornire un assistenza professionale significativa durante la fase di risposta. Il loro contributo è indispensabile per: informare i cittadini rapidamente in un linguaggio semplice aiutare i cittadini a ridurre i rischi mobilitare la società spiegare e rafforzare il sostegno a misure di controllo impopolari rappresentare la voce dei comuni cittadini fornire prospettiva e contesto. Perché la comunicazione dei rischi o la comunicazione in caso di crisi sia efficace deve essere creata una solida squadra di responsabili della comunicazione, con risorse umane adeguate in termini sia numerici sia di capacità (conoscenza multidisciplinare, ventaglio di competenze e formazione necessaria). Durante una crisi deve essere possibile rafforzare queste squadre rapidamente riorganizzando il personale interno o tramite un aiuto reciproco tra servizi o agenzie e istituzioni. Tutti i piani devono prevedere una strategia di comunicazione, che deve includere: Fase preventiva Individuazione di un polo per la stampa e allestimento delle apparecchiature e degli impianti Individuazione dei locali in cui saranno ospitati gli addetti alla comunicazione e allestimento delle apparecchiature e degli impianti Creazione e mantenimento di reti di comunicazione Individuazione del personale chiave addetto alla comunicazione e assegnamento dei ruoli oltre che delle riserve [portavoce per le questioni di salute pubblica durante un emergenza nei confronti di un pubblico variegato, con modalità diverse (portavoce in rappresentanza di etnie diverse, portavoce dei giornalisti, relatori negli incontri a livello comunitario, ecc.)] Sviluppo di un valido sistema interno di informazione e collegamento

20 Definizione del ruolo di comunicatore in una situazione di gestione di una crisi (per esempio, strettamente legato alla squadra responsabile della gestione dell emergenza, depositario della credibilità e della fiducia organizzative, capace di pianificare strategie di comunicazione, rappresentante del pubblico nelle riunioni della dirigenza di alto livello) Approvazione delle linee guida per la comunicazione elaborate dall OMS (fiducia, preavviso, trasparenza) e disponibilità ad agire conformemente alle stesse Creazione di un elenco di messaggi chiave e indicazione delle modalità d impiego nel corso di una crisi Progetti di comunicati stampa e dichiarazioni stampa (relativi a messaggi chiave) Redazione di FAQ (relative a messaggi chiave) Preparazione di materiale pubblicitario da utilizzare durante una crisi Creazione di informazioni web che possano essere divulgate immediatamente, se del caso Scelta del tipo di informazioni da raccogliere; raccolta e collazione delle informazioni Valutazione e comprensione delle parti interessate e dei timori del pubblico Selezione delle informazioni oggetto della comunicazione; individuazione dei destinatari, preparazione dei messaggi e loro convalida Creazione di un elenco dei principali organi di informazione (media specialistici e generalistici) Miglioramento delle relazioni con gli organi di informazione [creare contatti con il personale chiave, comprendere il loro modo di lavorare, fornire loro istruzioni sul loro ruolo e stabilire in che modo possano collaborare]. Per poter integrare tutte le attività delle parti interessate è fondamentale che vi siano procedure e protocolli a tutti i livelli di gestione della crisi (locale, regionale, nazionale e internazionale, transgovernativo e transettoriale). Le simulazioni e la formazione devono essere considerati parte integrante del processo di pianificazione delle emergenze. Prima di pianificare una simulazione è importante che i membri adeguati del personale siano formati per poter svolgere adeguatamente il proprio ruolo. La formazione destinata alle figure chiave responsabili della comunicazione e ai loro sostituti potrebbe comprendere: Redazione di testi (per esempio, preparazione di istruzioni, redazione di comunicati stampa, dichiarazioni ecc.) Redazione di testi per siti web Valutazione della copertura mediatica Uso efficace di Internet Uso di social network per la comunicazione Esistenza di procedure e protocolli Durante l evento Il responsabile delle relazioni con i media coordina anche le informazioni destinate al pubblico e risponde direttamente al controllore o al responsabile delle operazioni di emergenza. Il coordinatore delle informazioni è tenuto a: mantenere linee di autorità e responsabilità per la squadra addetta all informazione pubblica; interpellare il direttore delle agenzie, il servizio di comando del Centro per le situazioni di emergenza (EOC) e le sedi gerarchicamente superiori per raccogliere informazioni aggiornate e suggerimenti sulle informazioni destinate alla pubblicazione, sulle politiche relative all incidente, sugli sviluppi scientifici e sulla situazione; redigere un calendario per la divulgazione delle informazioni di emergenza, compresi i messaggi pubblicitari per le procedure di allarme d emergenza (su radio e televisione) e i simboli; presentare messaggi sotto forma di pacchetto mediatico tra cui articoli, informazioni generali e messaggi, con registrazioni audio e/o video, se possibile e appropriato; consultare le autorità responsabili della gestione dell emergenza per individuare le problematiche principali e le priorità, e predisporre un profilo del pubblico bersaglio; predisporre un calendario di lavoro e di soccorso per la squadra responsabile dell informazione al pubblico, in modo da garantire il funzionamento ininterrotto del servizio (2 3 turni di lavoro al giorno) per almeno più giorni consecutivi. Nell attività di informazione ai media sono anche compresi il controllo dei mezzi di informazione e l assicurazione della capacità di reazione. Questa attività comprende: smistamento delle richieste e delle domande dei media risposta alle richieste dei media (per esempio, conferenze stampa giornaliere, aggiornamenti dei siti web) produzione di avvisi per i media, comunicati stampa, schede informative, b-roll monitoraggio dei mezzi d informazione attraverso un analisi ambientale e dell andamento (per esempio, servizio CLIP, monitoraggio della copertura delle notizie attuali, MedISys e altre fonti di informazione

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