COMUNE DI ORBETELLO Provincia di Grosseto SETTORE PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E LAVORI PUBBLICI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "COMUNE DI ORBETELLO Provincia di Grosseto SETTORE PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E LAVORI PUBBLICI"

Transcript

1 COMUNE DI ORBETELLO Provincia di Grosseto SETTORE PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E LAVORI PUBBLICI SOTTOCOMMISSIONE TECNICA PER L ESAME DELLE PRATICHE URBANISTICHE ED EDILIZIE Determinazione Dirigenziale n 312 del 26/06/2013_modificata da Det. 414/2013 VERBALE n. 1 Adunanza del

2 L anno duemilatredici, addì 17 del mese di Luglio alle ore 12,00 in Orbetello nel Palazzo Municipale si è riunita la Sottocommissione Tecnica nelle persone dei Signori: Arch. Maurizio Talocchini (Presidente); Arch. Massimo Sabatino; Arch. Francesca Olivi; Le funzioni di segretario sono svolte dalla Sig.ra Anna Velasco, in sostituzione della Dott.ssa Eleonora Di Lazzaro. Constatata la presenza dei componenti la Commissione, si procede all esame della pratica edilizia di cui al Permesso di Costruire n., all ordine del giorno, atto per il quale l Arch. Sabatino in data 2 aprile 2013, a seguito di contestazioni formulate verbalmente da privati, ha trasmesso al Dirigente del Settore Pianificazione Territoriale una Richiesta di verifica legittimità mediante SottoCommissione Tecnica, nell eventuale ipotesi di dover procedere all annullamento d ufficio ai sensi dell art. 21/nonies della L 241/90. L esame relativo alla verifica di legittimità della pratica edilizia è esplicitato nel parere di seguito riportato: 1. I FATTI: Il Sig., in qualità di Amministratore Unico della Soc., ha presentato istanza SUAP del per la realizzazione di opere edilizie connesse al cambio di destinazione d uso da commerciale a servizio raccolta smaltimento e lavorazione rifiuti su un immobile localizzato in loc. La Marta a Fonteblanda. L autorizzazione dal punto di vista urbanistico edilizio si è conclusa con il rilascio del Permesso di Costruire n. del, trasmesso allo Sportello Unico Attività Produttive ai fini del rilascio dell Autorizzazione Unica. L Arch. Sabatino in data 2 aprile 2013, a seguito di contestazioni formulate verbalmente da privati, ha trasmesso al Dirigente del Settore Pianificazione Territoriale una Richiesta di verifica legittimità mediante Commissione Tecnica Intersettoriale in merito alla pratica di cui al Permesso di Costruire n. del, nell eventuale ipotesi di dover procedere all annullamento d ufficio ai sensi dell art. 21/nonies della L 241/ VERIFICA DI LEGITTIMITÀ: La Verifica sulla legittimità del rilascio del permesso di costruire 2/2013 deve essere affrontata sotto il duplice aspetto di: Ammissibilità del cambio di utilizzo del fabbricato dal punto di vista urbanistico - edilizio, Ammissibilità dell attività di raccolta, smaltimento e lavorazione rifiuti, che, come disciplinato dalla parte quarta del D.Lgs 152/2006, è di competenza regionale, a parte i casi disciplinati per la procedura semplificata artt del Codice dell Ambiente, in cui la Comunicazione è fatta alla Provincia competente. 2.1 Aspetto Urbanistico - edilizio La questione dell ammissibilità dell intervento è riconducibile alla verifica di ammissibilità di un intervento di cambio di destinazione d uso per attività di raccolta, smaltimento e lavorazione rifiuti di un fabbricato posto in zona agricola già destinato ad attività commerciale. E necessario innanzi tutto stabilire a quale categoria sia riconducibile l attività di raccolta, smaltimento e lavorazione rifiuti rispetto al D.Lgs. 152/06 e all art. 59 della LRT 1/05

3 Mutamento della destinazione d uso, e più in dettaglio alle definizioni del Regolamento Urbanistico approvato con Del.CC. 8 del 7/3/ Identificazione della destinazione d uso: A) La Normativa Nazionale: L attività si inquadra come attività di pubblico interesse ai sensi dell Art. 16 c. 8 i del DPR 380/01 Contributo per il rilascio del permesso di costruire che individua gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi quali opere di urbanizzazione secondaria. La Parte Quarta del D.Lgs 152/2006 Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati all Art. 177 comma 2 ii definisce espressamente che La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse. B) La Normativa Regionale: La Legge Regionale Toscana 1/2005 all art. 59 identifica le seguenti destinazioni d uso, considerando mutamenti di destinazione d'uso i passaggi dall'una all'altra: a) residenziale; b) industriale e artigianale; c) commerciale; d) turistico- ricettiva; e) direzionale; f) di servizio; g) commerciale all'ingrosso e depositi; h) agricola e funzioni connesse ai sensi di legge. La disciplina regionale non identifica dunque puntualmente l intervento in questione nell articolo 59. C) Il Regolamento Urbanistico Comunale: L art. 19 del RUC Destinazione d uso e vincoli relativi elenca la definizione delle destinazioni d uso secondo le categorie, e relative sottocategorie, numerate da 1 ad 8, obbligatorie ai sensi dell art. 59 della LRT n. 1/2005. All interno della categoria 6. Di servizio o di erogazione di servizi, riconducibile alla lett. f) di cui al punto B), è ricompresa la sottocategoria così definita: 6.12 infrastrutture a rete e puntuali ed impianti tecnici pubblici o di pubblico interesse (opere di urbanizzazione primaria, impianti per la depurazione, impianti per il trasporto e la distribuzione di energia, acqua, gas, impianti di telecomunicazioni, impianti per la raccolta ed lo smaltimento dei rifiuti etc.) Ammissibilità per il RUC della destinazione d uso nel territorio rurale: Il fabbricato interessato dal cambio di uso è un fabbricato con destinazione commerciale, ricadente in zona a prevalente funzione agricola E4 Collina Settentrionale, situato in prossimità del nucleo individuato con scheda n 30 edificio rurale La Marta Vecchia e torre negli allegati dell Analisi Storica del RU, sebbene la scheda non parli mai né individui fotograficamente il capannone commerciale oggetto di trattazione. L art. 60 delle NTA disciplina come segue l ammissibilità nel territorio rurale della realizzazione di Impianti pubblici e di pubblico interesse :

4 Nel territorio rurale e aperto è ammessa la realizzazione di reti o impianti di telecomunicazione, trasporto, distribuzione e trasformazione di energia elettrica, acquedotti, fognature, impianti di depurazione, impianti tecnici di modesta entità a supporto delle reti tecnologiche, postazioni di rilevazione e di misurazione (centraline, pluviometri, anemometri, ecc.), opere necessarie per la protezione civile, per la regimazione e per la messa in sicurezza idraulica e idrogeologica, posti di vigilanza e soccorso, isole ecologiche, quando tali opere non siano espressamente vietate o condizionate da specifiche norme per le varie sottozone. E inoltre sempre ammesso l adeguamento della viabilità pubblica esistente (rotatorie, adeguamento della sezione stradale, piste ciclabili, ecc.) purchè non determini significative alterazioni morfologiche e compromissione del patrimonio culturale e paesaggistico. Nello specifico, l art. 62 delle NTA del RU, ammette per gli edifici esistenti con destinazione d uso non agricola alla data di adozione del RU gli interventi di ristrutturazione edilizia r1, di sostituzione edilizia e specifici ampliamenti secondo il tipo di destinazione d uso o attività svolta. In caso di mutamento di destinazione d uso degli edifici esistenti verso le destinazioni elencate all art. 60, fermo restando il dimensionamento del Piano Strutturale, sono ammessi: interventi di restauro e /o di risanamento conservativo per gli edifici e i manufatti di interesse storico, interventi di sostituzione s, o di ristrutturazione edilizia r3.a) o r3.b) per tutti gli altri edifici, a parità di superficie utile lorda 2.2 Aspetto relativo all Autorizzazione per i nuovi impianti di smaltimento e recupero rifiuti: La normativa nazionale Procedura La materia è disciplinata dalla parte IV del Codice dell Ambiente D.Lgs 152/2006 che all art. 208 Autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti stabilisce che i soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, anche pericolosi, devono presentare apposita domanda alla regione competente per territorio, con eventuale comunicazione del progetto all'autorità competente qualora l'impianto debba essere sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente Procedura semplificata: L art. 214 iii del medesimo D.Lgs 152/2006 Determinazione delle attività e delle caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure semplificate stabilisce tuttavia che con Decreti del Ministero sono adottate per ciascun tipo di attività le norme che fissano i tipi e le quantità di rifiuti e le condizioni in base alle quali le attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei luoghi di produzione degli stessi e le attività di recupero di cui all'allegato C iv alla parte quarta del presente decreto sono sottoposte alle procedure semplificate di cui agli articoli 215 e 216 del medesimo Decreto Lgs 1512/06. L art. 216 v Operazioni di recupero del medesimo Decreto stabilisce che, a condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche di cui all'articolo 214, l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapreso decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla provincia territorialmente competente.

5 CONCLUSIONI: Dal combinato della Normativa Nazionale che configura la gestione di rifiuti come un attività di pubblico interesse, e la disciplina del RUC che individua l attività come un erogazione di servizi e ammette nel territorio rurale la realizzazione di Impianti pubblici e di pubblico interesse di cui all art. 60 delle NTA, specificando altresì la possibilità di cambio d uso dei fabbricati per lo svolgimento di attività elencate all articolo 60, emerge l ammissibilità del cambio d uso oggetto del Permesso di Costruire 2/2013. Dalla dichiarazione del Tecnico allegata alla P.E. n, oggetto di trattazione, che l attività di gestione rifiuti che si intende andare a svolgere nell immobile può essere effettuata tramite procedura semplificata ai sensi dell art. 216 del D.Lgs 152/06, ne consegue che l Autorizzazione allo svolgimento dell attività di raccolta, smaltimento e lavorazione rifiuti è di competenza provinciale, nel rispetto delle prescrizioni di cui all art. 214 del D.Lgs 152/06, e con le procedure di cui agli artt. 214 e 126 del Codice dell Ambiente. Per quanto sopra, la sottocommissione tecnica ritiene che il permesso di Costruire sia stato legittimamente rilasciato, fermo restando che l Autorizzazione allo svolgimento dell attività di raccolta, smaltimento e lavorazione rifiuti è di competenza provinciale. Alle ore 14,00 si chiude la seduta. Letto, approvato e sottoscritto Orbetello lì 17 Luglio 2013 I COMPONENTI: IL SEGRETARIO Dott.ssa Anna Velasco Arch. Maurizio Talocchini Arch. Massimo Sabatino Arch. Francesca Olivi

6 i Art. 16 c. 8 ( DPR 380/01) 8. Gli oneri di urbanizzazione secondaria sono relativi ai seguenti interventi: asili nido e scuole materne, scuole dell obbligo nonché strutture e complessi per l istruzione superiore all obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, aree verdi di quartiere, centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie. Nelle attrezzature sanitarie sono ricomprese le opere, le costruzioni e gli impianti destinati allo smaltimento, al riciclaggio o alla distruzione dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi, solidi e liquidi, alla bonifica di aree inquinate. ii Art Campo di applicazione (articolo così sostituito dall'art. 1 del d.lgs. n. 205 del 2010) 1. La parte quarta del presente decreto disciplina la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati, anche in attuazione delle direttive comunitarie, in particolare della direttiva 2008/98/CE, prevedendo misure volte a proteggere l ambiente e la salute umana, prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti, riducendo gli impatti complessivi dell uso delle risorse e migliorandone l efficacia. 2. La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse. Omissis iii 214. Determinazione delle attività e delle caratteristiche dei rifiuti per l'ammissione alle procedure semplificate (articolo così sostituito dall'art. 27 del d.lgs. n. 205 del 2010) 1. Le procedure semplificate di cui al presente capo devono garantire in ogni caso un elevato livello di protezione ambientale e controlli efficaci ai sensi e nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 177, comma Con decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, della salute e, per i rifiuti agricoli e le attività che generano i fertilizzanti, con il Ministro delle politiche agricole e forestali, sono adottate per ciascun tipo di attività le norme, che fissano i tipi e le quantità di rifiuti e le condizioni in base alle quali le attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi effettuate dai produttori nei luoghi di produzione degli stessi e le attività di recupero di cui all'allegato C alla parte quarta del presente decreto sono sottoposte alle procedure semplificate di cui agli articoli 215 e 216. Con la medesima procedura si provvede all'aggiornamento delle predette norme tecniche e condizioni. 3. Le norme e le condizioni di cui al comma 2 e le procedure semplificate devono garantire che i tipi o le quantità di rifiuti ed i procedimenti e metodi di smaltimento o di recupero siano tali da non costituire un pericolo per la salute dell'uomo e da non recare pregiudizio all'ambiente. In particolare, ferma restando la disciplina del decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, per accedere alle procedure semplificate, le attività di trattamento termico e di recupero energetico devono, inoltre, rispettare le seguenti condizioni: a) siano utilizzati combustibili da rifiuti urbani oppure rifiuti speciali individuati per frazioni omogenee; b) i limiti di emissione non siano superiori a quelli stabiliti per gli impianti di incenerimento e coincenerimento dei rifiuti dalla normativa vigente, con particolare riferimento al decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133; c) sia garantita la produzione di una quota minima di trasformazione del potere calorifico dei rifiuti in energia utile calcolata su base annuale; d) siano rispettate le condizioni, le norme tecniche e le prescrizioni specifiche di cui agli articoli 215, commi 1 e 2, e 216, commi 1, 2 e Sino all'adozione dei decreti di cui al comma 2 relativamente alle attività di recupero continuano ad applicarsi le disposizioni di cui ai decreti del Ministro dell'ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1998 e 12 giugno 2002, n. 161.

7 5. L adozione delle norme e delle condizioni di cui al comma 2 deve riguardare, in primo luogo, i rifiuti indicati nella lista verde di cui all'allegato III del regolamento (CE), n. 1013/ Per la tenuta dei registri di cui agli articoli 215, comma 3, e 216, comma 3, e per l'effettuazione dei controlli periodici, l'interessato è tenuto a versare alla provincia territorialmente competente un diritto di iscrizione annuale determinato con decreto del Ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell economia e delle finanze. Nelle more dell emanazione del predetto decreto, si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell ambiente 21 luglio 1998, n. 350.All attuazione dei compiti indicati dal presente comma le Province provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 7. La costruzione di impianti che recuperano rifiuti nel rispetto delle condizioni, delle prescrizioni e delle norme tecniche di cui ai commi 2 e 3 è disciplinata dalla normativa nazionale e comunitaria in materia di qualità dell'aria e di inquinamento atmosferico da impianti industriali e dalle altre disposizioni che regolano la costruzione di impianti industriali. L'autorizzazione all'esercizio nei predetti impianti di operazioni di recupero di rifiuti non individuati ai sensi del presente articolo resta comunque sottoposta alle disposizioni di cui agli articoli 208, 209 e Alle denunce, alle comunicazioni e alle domande disciplinate dal presente capo si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alle attività private sottoposte alla disciplina degli articoli 19 e 20 della legge 7 agosto 1990, n Si applicano, altresì, le disposizioni di cui all'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n A condizione che siano rispettate le condizioni, le norme tecniche e le prescrizioni specifiche adottate ai sensi dei commi 1, 2 e 3 dell'articolo 216, l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapresa decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla provincia. 9. Le province comunicano al catasto dei rifiuti di cui all articolo 189, attraverso il Catasto telematico e secondo gli standard concordati con ISPRA, che cura l'inserimento in un elenco nazionale, accessibile al pubblico, dei seguenti elementi identificativi delle imprese iscritte nei registri di cui agli articoli 215, comma 3, e 216, comma 3: a) ragione sociale; b) sede legale dell impresa; c) sede dell impianto; d) tipologia di rifiuti oggetto dell attività di gestione; e) relative quantità; f) attività di gestione; g) data di iscrizione nei registri di cui agli articoli 215, comma 3, e 216, comma La comunicazione dei dati di cui al comma 9 deve avvenire senza nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica tra i sistemi informativi regionali esistenti, e il Catasto telematico secondo standard condivisi. 11. Con uno o più decreti, emanati ai sensi dell articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le condizioni alle quali l utilizzo di un combustibile alternativo, in parziale sostituzione dei combustibili fossili tradizionali, in impianti soggetti al regime di cui al Titolo III-bis della Parte II, dotati di certificazione di qualità ambientale, sia da qualificarsi, ad ogni effetto, come modifica non sostanziale. I predetti decreti possono stabilire, nel rispetto dell articolo 177, comma 4, le opportune modalità di integrazione ed unificazione delle procedure, anche presupposte, per l aggiornamento dell autorizzazione integrata ambientale, con effetto di assorbimento e sostituzione di ogni altro prescritto atto di assenso. Alle strutture eventualmente necessarie, ivi incluse quelle per lo stoccaggio e l alimentazione del combustibile alternativo, realizzate nell ambito del sito dello stabilimento qualora non già autorizzate ai sensi del precedente periodo, si applica il regime di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni. iv ALLEGATO C - Operazioni di recupero (allegato così sostituito dall'articolo 39, comma 5, del decreto legislativo n. 205 del 2010)

8 R1 Utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia(4) R2 Rigenerazione/recupero di solventi R3 Riciclaggio/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi (comprese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche)(5) R4 Riciclaggio/recupero dei metalli e dei composti metallici R5 Riciclaggio/recupero di altre sostanze inorganiche(6) R6 Rigenerazione degli acidi o delle basi R7 Recupero dei prodotti che servono a ridurre l inquinamento R8 Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori R9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli R10 Trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell agricoltura o dell ecologia R11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10 R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11(7) R13 Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti). (4) Gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani sono compresi solo se la loro efficienza energetica è uguale o superiore a: - 0,60 per gli impianti funzionanti e autorizzati in conformità della normativa comunitaria applicabile anteriormente al 1 gennaio 2009,- 0,65 per gli impianti autorizzati dopo il 31 dicembre 2008, calcolata con la seguente formula: Efficienza energetica = [Ep - (Ef + Ei)]/[0,97 x (Ew + Ef)] dove: Ep = energia annua prodotta sotto forma di energia termica o elettrica. È calcolata moltiplicando l energia sotto forma di elettricità per 2,6 e l energia termica prodotta per uso commerciale per 1,1 (GJ/anno)Ef = alimentazione annua di energia nel sistema con combustibili che contribuiscono alla produzione di vapore (GJ/anno)Ew = energia annua contenuta nei rifiuti trattati calcolata in base al potere calorifico inferiore dei rifiuti (GJ/anno)Ei = energia annua importata, escluse Ew ed Ef (GJ/anno)0,97 = fattore corrispondente alle perdite di energia dovute alle ceneri pesanti (scorie) e alle radiazioni. La formula si applica conformemente al documento di riferimento sulle migliori tecniche disponibili per l incenerimento dei rifiuti. (5) Sono comprese la gassificazione e la pirolisi che utilizzano i componenti come sostanze chimiche. (6) È compresa la pulizia risultante in un recupero del suolo e il riciclaggio dei materiali da costruzione inorganici. (7) In mancanza di un altro codice R appropriato, può comprendere le operazioni preliminari precedenti al recupero, incluso il pretrattamento come, tra l'altro, la cernita, la frammentazione, la compattazione, la pellettizzazione, l'essiccazione, la triturazione, il condizionamento, il ricondizionamento, la separazione, il raggruppamento prima di una delle operazioni indicate da R 1 a R 11. v 216. Operazioni di recupero 1. A condizione che siano rispettate le norme tecniche e le prescrizioni specifiche di cui all'articolo 214, commi 1, 2 e 3, l'esercizio delle operazioni di recupero dei rifiuti può essere intrapreso decorsi novanta giorni dalla comunicazione di inizio di attività alla provincia territorialmente competente. Nelle ipotesi di rifiuti elettrici ed elettronici di cui all'articolo 227, comma 1, lettera a), di veicoli fuori uso di cui all'articolo 227, comma 1, lettera c), e di impianti di coincenerimento, l'avvio delle attività è subordinato all'effettuazione di una visita preventiva, da parte della provincia competente per territorio, da effettuarsi entro sessanta giorni dalla presentazione della predetta comunicazione. 2. Le condizioni e le norme tecniche di cui al comma 1, in relazione a ciascun tipo di attività, prevedono in particolare: a) per i rifiuti non pericolosi: 1) le quantità massime impiegabili; 2) la provenienza, i tipi e le caratteristiche dei rifiuti utilizzabili nonché le condizioni specifiche alle quali le attività medesime sono sottoposte alla disciplina prevista dal presente articolo; 3) le prescrizioni necessarie per assicurare che, in relazione ai tipi o alle quantità dei rifiuti ed ai metodi di recupero, i rifiuti stessi siano recuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente; b) per i rifiuti pericolosi:

9 1) le quantità massime impiegabili; 2) la provenienza, i tipi e le caratteristiche dei rifiuti; 3) le condizioni specifiche riferite ai valori limite di sostanze pericolose contenute nei rifiuti, ai valori limite di emissione per ogni tipo di rifiuto ed al tipo di attività e di impianto utilizzato, anche in relazione alle altre emissioni presenti in sito; 4) gli altri requisiti necessari per effettuare forme diverse di recupero; 5) le prescrizioni necessarie per assicurare che, in relazione al tipo ed alle quantità di sostanze pericolose contenute nei rifiuti ed ai metodi di recupero, i rifiuti stessi siano recuperati senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti e metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente. 3. La provincia iscrive in un apposito registro le imprese che effettuano la comunicazione di inizio di attività e, entro il termine di cui al comma 1, verifica d'ufficio la sussistenza dei presupposti e dei requisiti richiesti. A tal fine, alla comunicazione di inizio di attività, a firma del legale rappresentante dell'impresa, è allegata una relazione dalla quale risulti: a) il rispetto delle norme tecniche e delle condizioni specifiche di cui al comma 1; b) il possesso dei requisiti soggettivi richiesti per la gestione dei rifiuti; c) le attività di recupero che si intendono svolgere; d) lo stabilimento, la capacità di recupero e il ciclo di trattamento o di combustione nel quale i rifiuti stessi sono destinati ad essere recuperati, nonché l'utilizzo di eventuali impianti mobili; e) le caratteristiche merceologiche dei prodotti derivanti dai cicli di recupero. 4. La provincia, qualora accerti il mancato rispetto delle norme tecniche e delle condizioni di cui al comma 1, dispone, con provvedimento motivato, il divieto di inizio ovvero di prosecuzione dell'attività, salvo che l'interessato non provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro il termine e secondo le prescrizioni stabiliti dall'amministrazione. 5. La comunicazione di cui al comma 1 deve essere rinnovata ogni cinque anni e comunque in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero. 6. La procedura semplificata di cui al presente articolo sostituisce, limitatamente alle variazioni qualitative e quantitative delle emissioni determinate dai rifiuti individuati dalle norme tecniche di cui al comma 1 che già fissano i limiti di emissione in relazione alle attività di recupero degli stessi, l'autorizzazione di cui all'articolo 269 in caso di modifica sostanziale dell'impianto. 7. Alle attività di cui al presente articolo si applicano integralmente le norme ordinarie per il recupero e lo smaltimento qualora i rifiuti non vengano destinati in modo effettivo al recupero. 8. Fermo restando il rispetto dei limiti di emissione in atmosfera di cui all'articolo 214, comma 4, lettera b), e dei limiti delle altre emissioni inquinanti stabilite da disposizioni vigenti e fatta salva l'osservanza degli altri vincoli a tutela dei profili sanitari e ambientali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle attività produttive, determina modalità, condizioni e misure relative alla concessione di incentivi finanziari previsti da disposizioni legislative vigenti a favore dell'utilizzazione dei rifiuti in via prioritaria in operazioni di riciclaggio e di recupero per ottenere materie, sostanze, oggetti, nonché come combustibile per produrre energia elettrica, tenuto anche conto del prevalente interesse pubblico al recupero energetico nelle centrali elettriche di rifiuti urbani sottoposti a preventive operazioni di trattamento finalizzate alla produzione di combustibile da rifiuti e di quanto previsto dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e successive modificazioni, nonché dalla direttiva 2009/28/CE e dalle relative disposizioni di recepimento. 8-bis. Le operazioni di messa in riserva dei rifiuti pericolosi individuati ai sensi del presente articolo sono sottoposte alle procedure semplificate di comunicazione di inizio di attività solo se effettuate presso l'impianto dove avvengono le operazioni di riciclaggio e di recupero previste ai punti da R1 a R9 dell'allegato C alla parte quarta del presente decreto. 8-ter. Fatto salvo quanto previsto dal comma 8, le norme tecniche di cui ai commi 1, 2 e 3 stabiliscono le caratteristiche impiantistiche dei centri di messa in riserva di rifiuti non pericolosi non localizzati presso gli impianti dove sono effettuate le operazioni di riciclaggio e di recupero individuate ai punti da R1 a R9 dell'allegato C alla parte

10 quarta del presente decreto, nonché le modalità di stoccaggio e i termini massimi entro i quali i rifiuti devono essere avviati alle predette operazioni. 9. (comma abrogato dall'art. 2, comma 36, d.lgs. n. 4 del 2008) 10. (comma abrogato dall'art. 2, comma 36, d.lgs. n. 4 del 2008) (commi abrogati dall'art. 30 del d.lgs. n. 205 del 2010)

GUIDA alla compilazione della Comunicazione ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. n. 152/2006

GUIDA alla compilazione della Comunicazione ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. n. 152/2006 GUIDA alla compilazione della Comunicazione ai sensi dell art. 216 del D.Lgs. n. 152/2006 Premessa La comunicazione per l esercizio dell attività di recupero rifiuti non pericolosi viene presentata ai

Dettagli

Città di Castel San Giovanni Provincia di Piacenza Settore IV: Sviluppo Urbano

Città di Castel San Giovanni Provincia di Piacenza Settore IV: Sviluppo Urbano Città di Castel San Giovanni Provincia di Piacenza Settore IV: Sviluppo Urbano N. 20/2015 NUOVA DISCIPLINA DEL MUTAMENTO D USO E DELL'INSTALLAZIONE DEI PANNELLI SOLARI FOTOVOLTAICI Disposizione tecnico

Dettagli

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05

DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA. Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 DIREZIONE CENTRALE PIANIFICAZIONE URBANA E ATTUAZIONE P.R. SETTORE 787 SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA Prot. Gen. n. 569668/05 del 9/6/05 PROPOSTA DI DELIBERAZIONE - OGGETTO - ESTENSIONE DELL AMBITO DI

Dettagli

LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA

LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA SUI RIFIUTI Valentina Cipriano Servizio Tecnico Federambiente Roma, 9 settembre 2009 DIRETTIVA 2008/98/CE DEL Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa

Dettagli

b) per comuni: i comuni in forma singola o associata che istituiscono il SUAP;

b) per comuni: i comuni in forma singola o associata che istituiscono il SUAP; L.R. 5-3-2008 n. 3 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2008). Pubblicata nel B.U. Sardegna 6 marzo 2008, n. 9, S.O. n. 1. Capo I - Strategia

Dettagli

L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1)

L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) L.R. 08 Novembre 2004, n. 12 Disposizioni in materia di definizione di illeciti edilizi (1) SOMMARIO Art. 1 - Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 - Opere abusive suscettibili di sanatoria Art. 3 -

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI

TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SETTORE AMBIENTE TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I SISTEMI DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI

Dettagli

Centro studi e ricerche MatER Materia & Energia da Rifiuti. Progetto a Tema 2011. Gli indicatori del recupero SINTESI

Centro studi e ricerche MatER Materia & Energia da Rifiuti. Progetto a Tema 2011. Gli indicatori del recupero SINTESI Centro studi e ricerche MatER Materia & Energia da Rifiuti Progetto a Tema 2011 Gli indicatori del recupero SINTESI INDICE 1. PANORAMA NORMATIVO...3 1.1 Obiettivi per il recupero...3 1.2 Norme tecniche...4

Dettagli

Emendamento alla proposta di legge 8 ottobre 2013 n. 282 Norme per il governo del territorio. Relazione illustrativa

Emendamento alla proposta di legge 8 ottobre 2013 n. 282 Norme per il governo del territorio. Relazione illustrativa Emendamento alla proposta di legge 8 ottobre 2013 n. 282 Norme per il governo del territorio Relazione illustrativa Il presente emendamento di modifica della proposta di legge 282/2013 porta a compimento

Dettagli

LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO

LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO LE NUOVE REGOLE LA LEGGE SUL GOVERNO DEL TERRITORIO Il territorio agricolo Forte dei Marmi, 15 dicembre 2014 Arch. Antonino Gandolfo Responsabile del Settore Assetto del Territorio Comune di Montespertoli

Dettagli

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ

DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ Regione Lombardia Comune di Ticengo Provincia di Cremona Area Tecnica Sportello Unico edilizia Responsabile del procedimento:.. Protocollo Generale per interventi di cui alla successiva tabella A (articolo

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01

PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01 PdC PROCEDURE EDILIZIE: INTERVENTI EDILIZI RIFERIMENTI NORMATIVI dicembre 2011 art. 10 comma 1 DPR 380/01 art. 10 c.1 DPR 380/01 art. 3 comma 1 lett. e) DPR 380/01 [art.27 lett. e) LR 12/05] a) gli interventi

Dettagli

PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI

PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI PROCEDURE PER LE AUTORIZZAZIONI ALLA GESTIONE E ALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI Principale normativa di riferimento - decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (legge quadro, attuativa di tre direttive

Dettagli

COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA

COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA COME SCEGLIERE LA PROCEDURA EDILIZIA CORRETTA Per facilitare l'individuazione del procedimento più appropriato si forniscono di seguito alcune indicazioni di carattere generale, sottolineando che con l'entrata

Dettagli

Visti il D.Lgs. 4/2008 e il D.Lgs. 128/2010 recanti modifiche ed integrazioni al D.lgs. 152/2006, di seguito denominato D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.

Visti il D.Lgs. 4/2008 e il D.Lgs. 128/2010 recanti modifiche ed integrazioni al D.lgs. 152/2006, di seguito denominato D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. Anno Prop. : 2014 Num. Prop. : 1979 Determinazione n. 1788 del 07/10/2014 OGGETTO: COMUNE DI GABICCE MARE - PROVVEDIMENTO FINALE DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' A VAS - ART. 12 D.LGS. 152/2006 S.M.I.

Dettagli

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali

Smaltimento dei rifiuti solidi urbani ed industriali dei ed industriali Impianti Meccanici 1 industriali Premesse Con il termine rifiuto solido si intende qualsiasi materiale od oggetto, normalmente allo stato solido, derivante da attività umane o naturali

Dettagli

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5 CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/165/CR8C/C5 PROBLEMATICHE IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI: SOTTOCATEGORIE DI DISCARICHE E MISCELAZIONE DEI RIFIUTI Tra le varie criticità riscontrabili

Dettagli

LEGGE REGIONALE N.15 30 LUGLIO 2013 Semplificazione della disciplina edilizia

LEGGE REGIONALE N.15 30 LUGLIO 2013 Semplificazione della disciplina edilizia N.15 30 LUGLIO 2013 Analisi delle principali novità e prime indicazioni operative Ravenna, 26 settembre 2013 Sala D Attorre Art 1 Principi generali In coerenza con il titolo V costituzione e con i principi

Dettagli

Servizio di documentazione tributaria

Servizio di documentazione tributaria Titolo del provvedimento: Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. (Testo A). (N.D.R.: Il termine di entrata in vigore del presente testo unico e' stato prorogato

Dettagli

Al Responsabile dello Sportello Unico per l edilizia del Comune di Rovato

Al Responsabile dello Sportello Unico per l edilizia del Comune di Rovato P.G. CAT. VI CL. 03 FASC. 01 DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA (articoli 22 e 23 del d.p.r. n. 380 del 2001) ordinaria per interventi di cui alla successiva tabella B (articolo 22, commi 1 e 2, d.p.r. n. 380

Dettagli

SOSTITUTIVA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE per interventi di cui alla tabella A (articolo 22 comma 3 D.P.R. n 380 del 2001)

SOSTITUTIVA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE per interventi di cui alla tabella A (articolo 22 comma 3 D.P.R. n 380 del 2001) COMUNE di MAGLIANO DE MARSI Provincia di L Aquila Via S. Maria di Loreto n.8 cap 67062 Tel. 0863/516 - FAX 0863/515018 P.I. 001820906 E-Mail info@comune.maglianodemarsi.aq.it Protocollo Generale Al Sig.

Dettagli

ALLEGATO A Delibera Consiglio Comunale n 107 del 13/11/08

ALLEGATO A Delibera Consiglio Comunale n 107 del 13/11/08 ALLEGATO A Delibera Consiglio Comunale n 107 del 13/11/08 Norme regolamentari relative all installazione di impianti tecnologici e di altri manufatti comportanti modifiche dell aspetto esteriore degli

Dettagli

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee

g) Esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio: area a pericolosità molto elevata Ee NORME DI ATTUAZIONE Art. 1 Norma transitoria Le norme relative al dissesto sono da ritenersi transitorie fino all'approvazione (previa intesa con l'autorità di Bacino) del PTCP 2007. Il PSC dovrà adeguarsi

Dettagli

ALLEGATO B. Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, pannelli solari termici e fotovoltaici, generatori eolici

ALLEGATO B. Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili, pannelli solari termici e fotovoltaici, generatori eolici ALLEGATO B Norme regolamentari relative all installazione di impianti tecnologici e di altri manufatti comportanti modifiche dell aspetto esteriore degli edifici Art. 1 - Impianti a fonti rinnovabili,

Dettagli

COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITA RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI Art. 216 del D.Lgs. 152/06.

COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITA RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI Art. 216 del D.Lgs. 152/06. COMUNICAZIONE DI INIZIO ATTIVITA RECUPERO RIFIUTI NON PERICOLOSI Art. 216 del D.Lgs. 152/06. Alla Provincia di Prato Servizio Ambiente e Energia Via B. Cairoli, 25 59100 Prato Il sottoscritto in qualità

Dettagli

ALLEGATO A Norme generali

ALLEGATO A Norme generali ALLEGATO A Norme generali Rinnovo Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) - dell Impianto di trattamento rifiuti solidi urbani e valorizzazione della accolta differenziata a servizio dell Ambito Ottimale

Dettagli

GIARDINI NAXOS, 8 NOVEMBRE 2008 LE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE NELL EDILIZIA ABITATIVA. VERSO UNA GESTIONE AUTONOMA E SOSTENIBILE DELLE RISORSE

GIARDINI NAXOS, 8 NOVEMBRE 2008 LE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE NELL EDILIZIA ABITATIVA. VERSO UNA GESTIONE AUTONOMA E SOSTENIBILE DELLE RISORSE GIARDINI NAXOS, 8 NOVEMBRE 2008 LE FONTI ENERGETICHE ALTERNATIVE NELL EDILIZIA ABITATIVA. VERSO UNA GESTIONE AUTONOMA E SOSTENIBILE DELLE RISORSE 1. Che cosa è un impianto fotovoltaico? Un impianto fotovoltaico

Dettagli

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI (ai sensi dell'art. 19 della legge 241/1990)

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI (ai sensi dell'art. 19 della legge 241/1990) SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA' PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI (ai sensi dell'art. 19 della legge 241/1990) [ ] INSEGNE D'ESERCIZIO n. [ ] TARGHE PROFESSIONALI n. [ ] TENDE DA SOLE

Dettagli

Denuncia di Inizio Attività Edilizia

Denuncia di Inizio Attività Edilizia B_modulo DIAE rev.6 del 20.04.2015 Al sig. Sindaco del Comune di Trebaseleghe: Denuncia di Inizio Attività Edilizia redatta ai sensi e per gli effetti dell art. 22 e 23 del D.P.R. 380/2001 OGGETTO: Il/

Dettagli

PREMESSE. Allegato sub A)

PREMESSE. Allegato sub A) Allegato sub A) SITI RETE NATURA 2000. DIRETTIVE PER L'APPLICAZIONE DELL'ALLEGTO A) ALLA DGR N. 3173/2006 GUIDA METODOLOGICA PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA AI SENSI DELLA DIRETTIVA 92/43/CEE. PREMESSE

Dettagli

COMUNE DI OPPEANO. Provincia di Verona Settore edilizia privata/urbanistica DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA D.I.A.

COMUNE DI OPPEANO. Provincia di Verona Settore edilizia privata/urbanistica DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA D.I.A. COMUNE DI OPPEANO Provincia di Verona Settore edilizia privata/urbanistica Al Responsabile UTC Ed. Priv./Urbanistica del Comune di Oppeano (VR) P.zza G. Altichieri, n. 1 37050 OPPEANO (VR) DENUNCIA DI

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE E PER LE TRASMISSIONI IN STANDARD DVB-H

REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE E PER LE TRASMISSIONI IN STANDARD DVB-H Comune di Padova REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE E PER LE TRASMISSIONI IN STANDARD DVB-H Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

Il sistema autorizzativo degli interventi edilizi. Docente: Prof. Stefano Stanghellini Collaboratore: Arch. Alessandro Mascarello

Il sistema autorizzativo degli interventi edilizi. Docente: Prof. Stefano Stanghellini Collaboratore: Arch. Alessandro Mascarello Il sistema autorizzativo degli interventi edilizi Docente: Prof. Stefano Stanghellini Collaboratore: Arch. Alessandro Mascarello Modalità di attuazione degli interventi edilizi Gli interventi edilizi devono

Dettagli

AUTORIZZAZIONI IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE FOSSILE

AUTORIZZAZIONI IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE FOSSILE Provincia di Genova Direzione Ambiente, Ambiti Naturali e Trasporti Servizio Energia, Aria e Rumore Ufficio Energia e Rumore AUTORIZZAZIONI IN MATERIA DI PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTE FOSSILE

Dettagli

Il Ministro dello Sviluppo Economico. Il Ministro dell Economia e delle Finanze. di concerto con

Il Ministro dello Sviluppo Economico. Il Ministro dell Economia e delle Finanze. di concerto con Il Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con Il Ministro dell Economia e delle Finanze Visto l articolo 252-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come sostituito dall articolo 4, comma

Dettagli

DIRITTI DI SEGRETERIA. 65,00 Edilizia Privata Sportello Unico Attività Produttive (SUAP)

DIRITTI DI SEGRETERIA. 65,00 Edilizia Privata Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) Spazio riservato al Protocollo: Spazio riservato all Ufficio: DIRITTI DI SEGRETERIA. 65,00 Edilizia Privata Sportello Unico Attività Produttive (SUAP) COMUNICAZIONE INIZIO LAVORI PER ATTIVITÀ EDILIZIA

Dettagli

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE

AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE PROVINCIA DI FIRENZE AREA Pianificazione e Progettazione RELAZIONE Variante normativa al Regolamento Urbanistico vigente di adeguamento al "regolamento di attuazione dell'articolo 144 della L.R. n. 1/2005

Dettagli

Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA

Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA Comune di Cittadella Provincia di Padova PIANO DI LOTTIZZAZIONE DIRETTA COMPARTO OVEST C3/107 VIA PEZZE ALL. 1 RELAZIONE TECNICO-ILLUSTRATIVA Committente: Ferrari Vittorio e Rebellato Maria Bertilla Via

Dettagli

/mc. 16.902 = 8,73. /mc. 51.049 = 26,36. /mq. 22.699 = 11,72

/mc. 16.902 = 8,73. /mc. 51.049 = 26,36. /mq. 22.699 = 11,72 Determinazione dell incidenza degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria di cui agli artt. 3-4- 7 Legge 10/1977 adeguati alle disposizioni di cui alla L.R. 03 Gennaio 2005, n. 1. A TABELLA (COSTI

Dettagli

autorizzativo di un impianto fotovoltaico

autorizzativo di un impianto fotovoltaico SCIA, TITOLI ABILITATIVI E ITER AUTORIZZATIVI Aspetti legali e tecnici L iter autorizzativo di un impianto fotovoltaico arch. Franco Claretti Giovedì 2 dicembre 2010 Normativa di riferimento DECRETO LEGISLATIVO

Dettagli

Attività edilizie e titoli abilitativi

Attività edilizie e titoli abilitativi Attività edilizie e titoli abilitativi quando, dove e come rr 27 luglio 2012 rev 1.01 Attività edilizia libera interventi edilizi per i quali non è richiesto alcun titolo abilitativo, né è prevista alcuna

Dettagli

All. 2: Osservazioni pervenute a seguito dell Adozione della Variante Urbanistica

All. 2: Osservazioni pervenute a seguito dell Adozione della Variante Urbanistica COMUNE DI SCANSANO Prov. di Grosseto IL SINDACO Avv. Sabrina Cavezzini IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO RESPONSABILE DEL SERVIZIO N. 4 SERVIZI PER IL TERRITORIO Arch. Daniela Giura Comune di Scansano Variante

Dettagli

Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione.

Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione. Direttive regionali in materia di comunicazione dei dati riferiti al sistema impiantistico per la gestione dei rifiuti. Approvazione. LA GIUNTA REGIONALE PREMESSO che la Regione Abruzzo intende affermare

Dettagli

SERVIZIO INQUINAMENTO ATMOSFERICO, ACUSTICO E RISCHI INDUSTRIALI

SERVIZIO INQUINAMENTO ATMOSFERICO, ACUSTICO E RISCHI INDUSTRIALI SERVIZIO INQUINAMENTO ATMOSFERICO, ACUSTICO E RISCHI INDUSTRIALI VISTA la legge 8 luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero dell Ambiente e ne ha definito le funzioni; VISTA la legge 3 marzo 1987,

Dettagli

RELAZIONE TECNICA ASSEVERATA allegata alla comunicazione esecuzione intervento di attività edilizia libera art. 16 comma 5 della L.R. 19/2009 e s.m.i.

RELAZIONE TECNICA ASSEVERATA allegata alla comunicazione esecuzione intervento di attività edilizia libera art. 16 comma 5 della L.R. 19/2009 e s.m.i. RELAZIONE TECNICA ASSEVERATA allegata alla comunicazione esecuzione intervento di attività edilizia libera art. 16 comma 5 della L.R. 19/2009 e s.m.i. Il/La sottoscritto/a Arch./Ing./Geom./Per.Ind. nato/a

Dettagli

DETERMINAZIONE. Estensore MARCONI FABIO. Responsabile del procedimento MARCONI FABIO. Responsabile dell' Area G. ARCA' Direttore Regionale M.

DETERMINAZIONE. Estensore MARCONI FABIO. Responsabile del procedimento MARCONI FABIO. Responsabile dell' Area G. ARCA' Direttore Regionale M. REGIONE LAZIO Direzione Regionale: Area: TERRITORIO, URBANISTICA, MOBILITA E RIFIUTI CICLO INTEGRATO DEI RIFIUTI DETERMINAZIONE N. G08763 del 17/06/2014 Proposta n. 8773 del 19/05/2014 Oggetto: RAECYCLE

Dettagli

Comune di Arrone PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO PUC 3

Comune di Arrone PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO PUC 3 Comune di Arrone AVVISO PUBBLICO PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO PUC 3 (D.G.R. 3 aprile 2013 n. 281) Procedura ad evidenza pubblica per la selezione di interventi imprenditoriali per attività produttive

Dettagli

REGOLAMENTO 27 luglio 2012, n. 8

REGOLAMENTO 27 luglio 2012, n. 8 REGOLAMENTO 27 luglio 2012, n. 8 Regolamento per l'assegnazione ai comuni della Campania del contributo di ristoro ambientale previsto dall'articolo 28 della legge regionale 28 marzo 2007, n. 4 "norme

Dettagli

Comune di Cantagallo Provincia di Prato

Comune di Cantagallo Provincia di Prato Comune di Cantagallo Provincia di Prato REGOLAMENTO COMUNALE PER I CRITERI DI RIPARTIZIONE E PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA PROCEDURA INERENTE I CONTRIBUTI INTROITATI DAL COMUNE A TITOLO DI ONERI DI URBANIZZAZIONE

Dettagli

PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE, AMBITI NATURALI E TRASPORTI SEGRETERIA TECNICA ATO

PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE, AMBITI NATURALI E TRASPORTI SEGRETERIA TECNICA ATO PROVINCIA DI GENOVA DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE, AMBITI NATURALI E TRASPORTI SEGRETERIA TECNICA ATO Prot. Generale N. 0057913 / 2014 Atto N. 2416 OGGETTO: Autorizzazione Unica Ambientale

Dettagli

IL NUOVO REGIME DEI TITOLI ABILITATIVI E LA MODULISTICA UNIFICATA

IL NUOVO REGIME DEI TITOLI ABILITATIVI E LA MODULISTICA UNIFICATA ANCE IL NUOVO REGIME DEI TITOLI ABILITATIVI E LA MODULISTICA UNIFICATA 2015 SCIA DIA PDC CILA CIL D i r e z i o n e L e g i s l a z i o n e M e r c a t o P r i v a t o a g g i o r n a t o a l 1 7 m a r

Dettagli

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009

Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 ALLEGATO A Definizione dei limiti e delle modalità operative, ai sensi dell art. 9 c. 5 della L.R. 14/2009 come modificata ed integrata dalla LR 26/2009 Approvato con deliberazione di CC n.47 in data 29/10/2009

Dettagli

Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità

Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità Decreto sblocca Italia Sintesi delle principali novità E stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo un attesa di ben 2 settimane e tante modifiche, il Decreto Sblocca Italia, D.L. 133/2014. Dall analisi

Dettagli

provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE

provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE provincia.udine@cert.provincia.udine.it AREA AMBIENTE AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE OGGETTO: DPR N. 59/2013 - AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE DELLA DITTA VALORI FRANCO &

Dettagli

Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti

Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti Servizio Tutela del Suolo e Rifiuti FUNZIONI DEL SERVIZIO 1. Attività su bonifica dei siti contaminati Il Servizio ha il compito di emettere la certificazione di avvenuta bonifica dei siti contaminati.

Dettagli

DL sblocca Italia: le misure a favore dell edilizia

DL sblocca Italia: le misure a favore dell edilizia Ai gentili clienti Loro sedi DL sblocca Italia: le misure a favore dell edilizia (DL n. 133 del 12.09.2014) Premessa Con il DL n. 133 del 12.09.2014 sono state introdotte alcune nuove disposizioni in materia

Dettagli

DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA. O. d. S. n. 11 / 2013

DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA. O. d. S. n. 11 / 2013 DIREZIONE CENTRALE AMBIENTE, SVILUPPO, TERRITORIO E LAVORO DIREZIONE EDILIZIA PRIVATA Prot.n 7708 del 31/12/2013.. Cat 6.30.6.6. (da citare nella risposta) Torino, 31/12/2013 O. d. S. n. 11 / 2013 Oggetto:

Dettagli

RELAZIONE TECNICA DI ASSEVERAZIONE

RELAZIONE TECNICA DI ASSEVERAZIONE RELAZIONE TECNICA DI ASSEVERAZIONE ALLEGATA A PROCEDURA ABILITATIVA SEMPLIFICATA (PAS) ai sensi dell art. 6 del D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 per la realizzazione di impianto destinato alla produzione di

Dettagli

CAPITOLO 4 - LA PROGRAMMAZIONE D EMERGENZA

CAPITOLO 4 - LA PROGRAMMAZIONE D EMERGENZA CAPITOLO 4 - LA PROGRAMMAZIONE D EMERGENZA 4.1 IL PIANO DEGLI INTERVENTI PRIORITARI L Ordinanza n. 2983/99, all art. 1, nominava il Presidente della Regione siciliana commissario delegato per la predisposizione

Dettagli

COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE TELEFONIA MOBILE

COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE TELEFONIA MOBILE COMUNE DI ROSIGNANO MARITTIMO Provincia di Livorno REGOLAMENTO COMUNALE PER L INSTALLAZIONE E L ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE Sportello Unico Attività Produttive Polo di Rosignano Marittimo

Dettagli

nella sua qualità di, dell'immobile / del terreno ad uso

nella sua qualità di, dell'immobile / del terreno ad uso Protocollo Pratica Edilizia N Il Responsabile del procedimento è AL SIGNOR SINDACO del Comune di: CASCIANA TERME - (Pisa) Settore 1- Uso e Assetto del Territorio-Edilizia Privata Via R. Margherita n. 9-56034

Dettagli

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga

Il Consiglio regionale Assemblea legislativa della Liguria ha approvato. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA promulga REGIONE LIGURIA ----------- LEGGE REGIONALE 12 NOVEMBRE 2014 N. 30 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 AGOSTO 2001, N. 24 (RECUPERO AI FINI ABITATIVI DEI SOTTOTETTI ESISTENTI) E ALLA LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO

Dettagli

COMUNE DI BORGO D ALE

COMUNE DI BORGO D ALE Allo Sportello Unico per l Edilizia del COMUNE DI BORGO D ALE Oggetto: DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITÀ (Artt. 22 a 23 del D.P.R. n.380/2001) ORDINARIA - presentata ai sensi dell art.22, commi 1 e 2 del D.P.R.

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

News per i Clienti dello studio

News per i Clienti dello studio News per i Clienti dello studio Ai gentili clienti Loro sedi DL sblocca Italia: le misure a favore dell edilizia (DL n. 133 del 12.09.2014) Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con

Dettagli

CITTA DI SPINEA PROVINCIA DI VENEZIA. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 318/2010 del 29/12/2010

CITTA DI SPINEA PROVINCIA DI VENEZIA. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 318/2010 del 29/12/2010 CITTA DI SPINEA PROVINCIA DI VENEZIA ORIGINALE DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE N. 318/2010 del 29/12/2010 Oggetto: Procedimento di sportello unico attività produttive - trasferimento due punti vendita

Dettagli

COMUNE DI SERMONETA. Provincia di Latina. Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani

COMUNE DI SERMONETA. Provincia di Latina. Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani COMUNE DI SERMONETA Provincia di Latina Regolamento sulla gestione del Centro Comunale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani Approvato con deliberazione CC. n. 33 del 16/12/2013 Regolamento

Dettagli

CICLO DI INCONTRI La competenza ambientale nell impresa: presupposti, requisiti, modalità operative

CICLO DI INCONTRI La competenza ambientale nell impresa: presupposti, requisiti, modalità operative CICLO DI INCONTRI La competenza ambientale nell impresa: presupposti, requisiti, modalità operative Claudia SILVESTRO Alessandra TONELLI AREA AMBIENTE CONFINDUSTRIA UDINE RECUPERO E SMALTIMENTO RIFIUTI

Dettagli

Comune di Casei Gerola. Regolamento Comunale Attività Edilizia. - Gennaio 2011 -

Comune di Casei Gerola. Regolamento Comunale Attività Edilizia. - Gennaio 2011 - Comune di Casei Gerola Regolamento Comunale Attività Edilizia - Gennaio 2011-1 INDICE articolo 1 articolo 2 articolo 3 articolo 4 articolo 5 articolo 6 articolo 7 articolo 8 articolo 9 PRINCIPI GENERALI

Dettagli

Settore Trasformazione Urbana e Qualità Edilizia

Settore Trasformazione Urbana e Qualità Edilizia Settore Trasformazione Urbana e Qualità Edilizia Modena, 8/03/2011 Prot. Gen. n. 28679/2011 CG-MG/mg A tutto il Personale del Settore Agli Ordini e Collegi Professionali LORO SEDI OGGETTO: PROCEDURE DI

Dettagli

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Visto l'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, allegato 1, numeri 94, 97 e 98, e successive modificazioni; D.P.R. 14-12-1999 n. 558 Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di

Dettagli

Smaltimento e riciclaggio dei rifiuti

Smaltimento e riciclaggio dei rifiuti Smaltimento e riciclaggio dei rifiuti "Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s espande, e gli immondezzai devono

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 13/2007 IN MATERIA DI IMPIANTI TERMICI

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 13/2007 IN MATERIA DI IMPIANTI TERMICI SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 13/2007 IN MATERIA DI IMPIANTI TERMICI Sommario Le principali novità introdotte dalla normativa statale e regionale Normativa Tecnica

Dettagli

LE COMPETENZE DELLE PROVINCIE IN EMILIA-ROMAGNA

LE COMPETENZE DELLE PROVINCIE IN EMILIA-ROMAGNA LE COMPETENZE DELLE PROVINCIE IN EMILIA-ROMAGNA Competenze delegate dalla legge nazionale (art. 197 D.lgs 152/2006): a) controllo e verifica degli interventi di bonifica e loro monitoraggio; b) controllo

Dettagli

CILA - COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA PER INTERVENTI DI

CILA - COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA PER INTERVENTI DI Pratica edilizia Al Comune di SUAP SUE ALZANO LOMBARDO PEC / Posta elettronica CILA CILA con richiesta contestuale di atti presupposti Protocollo CILA - COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI ASSEVERATA PER INTERVENTI

Dettagli

COPIA Delibera di Consiglio Comunale

COPIA Delibera di Consiglio Comunale COPIA Delibera di Consiglio Comunale N. 69 DEL 27/12/2013 OGGETTO: LEGGE REGIONALE 30 LUGLIO 2013, N 15 "SEMPLIFICAZIONE DELLA DISCIPLINA EDILIZIA". INDIVIDUAZIONE DELLE AREE, AI SENSI DELL'ART. 13.4,

Dettagli

CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE

CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE Urbanistica Edilizia privata Comune di Fauglia Provincia di Pisa CONTRIBUTI RELATIVI AGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E COSTO DI COSTRUZIONE DISCIPLINA IN MATERIA DI SANZIONI AMMINISTRATIVE DI CUI L ART. 140

Dettagli

Visto l'art. 2, comma 1, lettere b) e c), comma 2 e comma 3, della legge 8 luglio 1986, n. 349;

Visto l'art. 2, comma 1, lettere b) e c), comma 2 e comma 3, della legge 8 luglio 1986, n. 349; D.P.C.M. 8-3-2002 Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione.

Dettagli

SCIA PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI

SCIA PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI SCIA PER INSTALLAZIONE DI MEZZI PUBBLICITARI [ ] INSEGNE D'ESERCIZIO n. [ ] TARGHE PROFESSIONALI n. [ ] TENDE DA SOLE n. [ ] VETROFANIE n. [ ] n. [ ] NUOVA INSTALLAZIONE [ ] SOSTITUZIONE [ ] MANTENIMENTO

Dettagli

PUC3 PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO (D.G.R. N. 281 DEL 03/04/2013, art.4) Avviso pubblico

PUC3 PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO (D.G.R. N. 281 DEL 03/04/2013, art.4) Avviso pubblico PUC3 PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO (D.G.R. N. 281 DEL 03/04/2013, art.4) 1. Generalità Avviso pubblico La regione dell Umbria, con DGR 7 aprile 2013, n. 281, ha approvato l avviso per la presentazione

Dettagli

IL SOTTOSCRITTO. Cognome Nome Codice fiscale nato a il, residente a Prov. CAP in via n. Civ. tel. fax. cell. Casella Posta Elettronica o PEC @

IL SOTTOSCRITTO. Cognome Nome Codice fiscale nato a il, residente a Prov. CAP in via n. Civ. tel. fax. cell. Casella Posta Elettronica o PEC @ Comune di Cavaion Veronese Provincia di Verona Ufficio Tecnico Edilizia Privata Piazza G.Fracastoro, 8 37010 Cavaion Veronese www.comunecavaion.it - ediliziaprivata@comunecavaion.it Tel. lunedì mercoledì

Dettagli

REGOLAMENTO APPLICATIVO

REGOLAMENTO APPLICATIVO REGOLAMENTO APPLICATIVO DEL PIANO CASA ai sensi dell art. 9 comma 5 della L.R. 14/2009 Autore(i) nome dott.urb. Alessandro Calzavara arch. Paola Barbato data ottobre 2009 Verificato dott.urb. Alessandro

Dettagli

Al Comune di CORTONA Piazza della Repubblica n. 1 52044 CORTONA

Al Comune di CORTONA Piazza della Repubblica n. 1 52044 CORTONA Prot. gen. del Comune Riservato al Servizio Prat. Edilizia: n. / Modalità di inoltro fax posta a mano via telematica Servizio Edilizia Privata (1) Sportello Unico Attività Produttive (2) Al Comune di CORTONA

Dettagli

Art. 1 - Finalità. a) al miglioramento della qualità abitativa per preservare,

Art. 1 - Finalità. a) al miglioramento della qualità abitativa per preservare, IL VECCHIO E IL NUOVO PIANO CASA A CONFRONTO con le nuove disposizioni dettate dalla legge regionale n. 32 del 29 novembre 2013 (Bur n. 103 del 30/11/2013) - Il primo dicembre 2013 è entrata in vigore

Dettagli

LA DESTINAZIONE D USO DEI CIRCOLI PRIVATI E DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE

LA DESTINAZIONE D USO DEI CIRCOLI PRIVATI E DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE I Quaderni del RUE Città di Castel San Giovanni Provincia di Piacenza Settore IV: Sviluppo Urbano LA DESTINAZIONE D USO DEI CIRCOLI PRIVATI E DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE Disposizione tecnico-organizzativa

Dettagli

COMUNE di CERRO AL LAMBRO Provincia di Milano UFFICIO TECNICO

COMUNE di CERRO AL LAMBRO Provincia di Milano UFFICIO TECNICO COMUNE di CERRO AL LAMBRO Provincia di Milano UFFICIO TECNICO PRATICA EDILIZIA N. AL RESPONSABILE DELL UFFICIO TECNICO DEL COMUNE DI CERRO AL LAMBRO Piazza Roma, 11 20070 Cerro al Lambro (MI) DENUNCIA

Dettagli

COMUNE DI ORDONA. Provincia di Foggia AREA TECNICA. Al Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Ordona

COMUNE DI ORDONA. Provincia di Foggia AREA TECNICA. Al Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Ordona RICHIESTA DI RILASCIO DEL CERTIFICATO DI AGIBILITA' (articoli 24 e 25 del d.p.r. n. 380 del 2001) Pratica Edilizia N. 20 COMUNE DI ORDONA Provincia di Foggia protocollo AREA TECNICA Marca da bollo da 14,62

Dettagli

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti

Provincia di Caserta Settore Ambiente, Ecologia e Gestione Rifiuti LINEE GUIDA PER L'ISCRIZIONE DELLE IMPRESE E DEGLI ENTI SOTTOPOSTI ALLE "PROCEDURE SEMPLIFICATE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 214, 215 E 216 DECRETO LEGISLATIVO 3 APRILE 2006, N. 152 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'INSTALLAZIONE,

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'INSTALLAZIONE, REGOLAMENTO COMUNALE PER L'INSTALLAZIONE, IL MONITORAGGIO E LA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI PER LA TELEFONIA MOBILE E PER LA TUTELA DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI. Approvato con deliberazione consiliare n.

Dettagli

AUTORIZZAZIONE IMPIANTI MOBILI PER LO SMALTIMENTO E IL RECUPERO DI RIFIUTI

AUTORIZZAZIONE IMPIANTI MOBILI PER LO SMALTIMENTO E IL RECUPERO DI RIFIUTI AUTORIZZAZIONE IMPIANTI MOBILI PER LO SMALTIMENTO E IL RECUPERO DI RIFIUTI La Provincia autorizza impianti mobili per lo smaltimento e il recupero di rifiuti ai soggetti con sede legale sul proprio territorio.

Dettagli

Impianti Stoccaggio Amianto

Impianti Stoccaggio Amianto Il trattamento e lo smaltimento dei Rifiuti Contenenti Amianto: situazione italiana. Roma 12 Dicembre 2013. Impianti Stoccaggio Amianto Ing. Beatrice Conestabile della Staffa Dott.ssa Federica Paglietti

Dettagli

La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti

La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti La termovalorizzazione nel nuovo Programma Regionale per la Gestione Rifiuti Con contributi di: Dario Sciunnach S. Cappa, L. Losa, U. Parravicini, P. Zerbinati (Regione Lombardia) M. Lombardi (ARPA Lombardia)

Dettagli

(in caso di più titolari, la sezione è ripetibile nell'allegato SOGGETTI COINVOLTI ) Il sottoscritto. Quabba Daris QBBDRS73H02H717Q

(in caso di più titolari, la sezione è ripetibile nell'allegato SOGGETTI COINVOLTI ) Il sottoscritto. Quabba Daris QBBDRS73H02H717Q Regione Lombardia Al Comune di PRESEGLIE SUAP SUE Pratica edilizia del Protocollo CILA CILA con richiesta contestuale di atti presupposti da compilare a cura del SUE/SUAP/Comune CILA - COMUNICAZIONE DI

Dettagli

Comune di Trissino Provincia di Vicenza

Comune di Trissino Provincia di Vicenza Comune di Trissino Provincia di Vicenza MODULISTICA ONLINE 2014 www.comune.trissino.vi.it servizi tecnici pianificazione e sviluppo del territorio edilizia privata Definizione dei TIPI di INTERVENTO aggiornato

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

l PROCEDIMENTI DELL'EDILIZIA PRODUTTIVA

l PROCEDIMENTI DELL'EDILIZIA PRODUTTIVA l PROCEDIMENTI DELL'EDILIZIA PRODUTTIVA Verona, 27 novembre 2012 Marina Coin Quadro normativo generale LEGGE 241/1990 D.P.R. 380/2001 Legge 73/2010 (art. 6 DPR 380/01) D.P.R. 160/2010 Legge 122/2010 (art.

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO. APPROVAZIONE ai sensi dell art. 111 della LRT 65/2014

COMUNE DI ORBETELLO. APPROVAZIONE ai sensi dell art. 111 della LRT 65/2014 COMUNE DI ORBETELLO Provincia di Grosseto Allegato A alla determinazione PIANO ATTUATIVO DI INIZIATIVA PRIVATA PIANO DI LOTTIZZAZIONE LOTTO AT03 SITO IN VIA DEL PIOPPO DELLA FRAZIONE DI FONTEBLANDA ORBETELLO

Dettagli