Illeciti ambientali. Case studies in materia di: - Acqua e scarichi - Rifiuti - Immissioni in atmosfera

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1 Illeciti ambientali Case studies in materia di: - Acqua e scarichi - Rifiuti - Immissioni in atmosfera 1

2 Il Caso: scarichi e reflui provenienti da allevamento Art. 101 (7) lett b), assimilabilità delle acque reflue provenienti da imprese dedite all allevamento di bestiame alle acque domestiche distinzione fra ACQUE DI SCARICO e RIFIUTI LIQUIDI 2

3 Casistica Cassazione Penale, Sezione III, 31 maggio 2011, n : Allevamento bestiame, produzione reflui Stoccaggio in vasche dei reflui da allevamento. Utilizzazione parziale degli stessi ai fini di ferittigazione Sversamento dei reflui sul terreno, contaminazione, dilavamento SCARICO O RIFIUTO? corretta è la qualifica di rifiuto "integrano il reato di deposito di rifiuti allo stato liquido (articolo 51, comma 2, del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22) la raccolta in una vasca e il successivo spandimento incontrollato sul suolo degli effluenti derivanti da attività agricola o di allevamento del la assimilazione alle acque reflue domestiche dei reflui delle imprese agricole o da allevamento di bestiame è subordinata all'esistenza di uno scarico diretto tramite condotta, e non escludendo l'eventuale utilizzazione agronomica dei reflui l'autorizzazione per lo stoccaggio Scelta del produttore sulla disciplina da applicare in ragione della maggiore convenienza e deli requisiti tecnici dell allevamento 3 l'applicabilità del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articolo 101, comma 2 lettera c), : sono assimilate alle acque reflue domestiche le acque reflue provenienti da imprese dedite esclusivamente ad allevamento di bestiame che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente in misura prevalente dall'attività di coltivazione dei terreni di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità. Il riutilizzo deve avere un rapporto di stretta connessione funzionale al riutilizzo dei reflui

4 Casistica Cassazione Penale sez. III, 10 luglio 2008, n Ignoranza della norma Nella fattispecie legittimamente è stata applicata la disciplina sui rifiuti l'immissione di rifiuti zootecnici in un torrente : il reato di cui agli articoli 14 e 51, il cui contenuto è stato sostanzialmente riprodotto nel Decreto Legislativo n. 152 del 2006 articoli 192 e 255. L'imputata, non potendo spandere al suolo quei rifiuti in quel periodo, avrebbe dovuto stoccarli nell'attesa dello spandimento al suolo o affidarli ad un'impresa autorizzata allo smaltimento. Ricorrono quindi gli elementi costitutivi del reato che le è stato attribuito. La dedotta buona fede si risolve in ignoranza della legge penale che nella fattispecie non scusa, per la qualità di imprenditrice nell'autorizzazione alla fertirrigazione dei campi si era comunque precisato che lo smaltimento sul suolo doveva essere fatto in modo da evitare l'inquinamento del reticolo idrico. 4

5 Scarichi ed acqua Riferimenti normativi Legge n. 139, 10 maggio 1976 (Legge Merli) Legge 36/1994 (Legge Galli) D.lg 125/1999 D.lgs 152/2006 D.lg 16 gennaio 2008 n. 4 Inquadramento attraverso la definizione di OBIETTIVI MINIMI DI QUALITÀ AMBIENTALE in generale e per ciascuna specifica destinazione delle acque (art. 76): 5 OBIETTIVO DI QUALITÀ AMBIENTALE È DEFINITO IN RELAZIONE ALLA CAPACITÀ DEI CORPI IDRICI DI MANTENERE I PROCESSI NATURALI DI AUTODEPURAZIONE E DI SUPPORTARE COMUNITà ANIMALI E VEGETALI AMPIE E DIVERSIFICATE (art. 76 (2)).

6 Acque-scarichi provenienti da allevamento Finalità: Riduce la possibilità di sottrarre al regime dei rifiuti le acque provenienti da allevamento di bestiame, per evitare che attraverso la fertirrigazione quantitativi eccessivi di effluenti finiscano sui suoli destinati alle colture agricole Previene il rischio che l utilizzo dei liquami zootecnici serva in realtà a nascondere lo sversamento di rifiuti liquidi pericolosi e la formazione di discariche abusive (Cons. di Stato, sez. consultiva per gli atti normativi, adunanza 5 novembre 2007, sez. 3829/2007) Garanzia sia dei corpi idrici potenzialmente interessati che per il raggiungimento od il mantenimento degli obiettivi di qualità (art. 112 (2)). 6

7 Sanzione penale: art. 137 (14) UTILIZZAZIONE AGRONOMICA DI AFFLUENTI DI ALLEVAMENTO, DELLE ACQUE DI VEGETAZIONE E DEI FRANTOI OLEARI IN VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA VIGENTE Sanzione l utilizzazione agronomica di effluenti provenienti da -allevamenti -acque di vegetazione dei frantoi oleari -acque reflue provenienti da azienda agricole e piccole aziende agroalimentari (art. 112) fuori dei casi in cui ciò è permesso o l inottemperanza al divieto o all ordine si sospensione dell attività. 7 SANZIONE: -ammenda da 1.500,00 euro a ,00 euro -arresto fino a 1 anno SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA può essere concessa in subordine al risarcimento del danno, interventi di ripristino e messa in sicurezza. ATTENUANTE: per chi prima del giudizio penale-ordinanza ingiunzione, ripara interamente il danno (diminuzione dal ½ a 2/3 )

8 Sanzione penale: art. 137 (14) DISTINZIONE FRA: Scarico di effluenti da allevamento: lo scorrimento dei liquami sul terreno avviene in modo simile al deflusso di un ruscello (disciplina degli SCARICHI) Applicazione degli effluenti al terreno per concimazione: rientra nella fattispecie di utilizzazione agronomica ex art. 74 (1) lett. p), d.lg n. 152/2006 (specifico regime amministrativo): la gestione di effluenti di allevamento, acque di vegetazione residuate dalla lavorazione delle olive, acque reflue provenienti da aziende agricole e piccole aziende agro-alimentari, dalla loro produzione fino all'applicazione al terreno ovvero al loro utilizzo irriguo o fertirriguo, finalizzati all'utilizzo delle sostanze nutritive e ammendanti nei medesimi contenute; 8

9 RIFIUTI: Casistica Cassazione penale, sezione III, 26 marzo 2012, n Rifiuti non pericolosi Affidamento a terzo non iscritto all albo gestori ambientali Mancata richiesta di copia di formulario di trasporto Smaltimento non autorizzato Violazione degli oneri a carico del produttore Titolare di carrozzeria-gestione in concorso smaltimento e trasporto Art. 192, art. 188 (2) Sanzione pecuniaria 9

10 RIFIUTI: Casistica Cassazione penale, Sezione III, 21 aprile 2000, n Obbligo di smaltimento Rifiuti da demolizione Proprietario del terreno-appaltatore-direttore lavori Deposito temporaneo deposito temporaneo dei rifiuti non pericolosi art. 6, comma 1, lett. m), punto 3, del D.Lgs. 5/2/1997 n. 22 va intesa il deposito temporaneo potrà essere mantenuto fino al termine / peso massimo i vari conferimenti siano tutti inferiori al limite quantitativo siano avviati alle operazioni ri recupero prima del raggiungimento del limite quantitativo mentre in ogni caso, l'avviamento dev'essere effettuato quando il medesimo limite viene raggiunto. Per «produttore» di rifiuti, ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 5/2/1997 n. 22 deve intendersi soggetto dalla cui attività materiale sia derivata la produzione dei rifiuti, soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione ed a carico del quale sia configurabile, quale titolare di una posizione definibile come di garanzia, l'obbligo, sancito dall'art. 10, comma 1, del citato D.Lgs. n. 22 del 1997 di provvedere allo smaltimento dei detti rifiuti nei modi prescritti. la S.C. ha ritenuto che fosse da considerare «produttore» di rifiuti il titolare di una concessione edilizia la cui realizzazione aveva richiesto la demolizione di edifici preesistenti con conseguente accumulo di una cospicua quantità di materiali di risulta 10 Qualora più soggetti siano investiti di un'unitaria posizione di garanzia ( oneri relativi alle attività di smaltimento dei rifiuti previsti dall'art. 10 comma 1, del D.Lgs. 5/2/1997 n. 22) - non è giuridicamente possibile il trasferimento dall'uno all'altro di detti soggetti, mediante accordo interno fra di loro, della suindicata posizione e della connessa responsabilità. escluso che detto trasferimento potesse aver luogo fra il titolare di una concessione edilizia ed il titolare dell'impresa appaltatrice dei lavori, ad entrambi i quali era stato addebitato il reato di deposito incontrollato di rifiuti non pericolosi costituiti dai materiali di risulta della demolizione di fabbricati preesistenti

11 RIFIUTI: Casistica Cassazione Penale, sez. III, 10 gennaio 2001, n. 157 Rifiuto proprio dell imprenditore (autodemolitore pneumatici) Al fine di configurare i rifiuti come «propri» dell'imprenditore non è necessario che gli stessi siano materialmente prodotti quali elementi di scarto di lavorazione dell'impresa Non è necessario che derivino da una specifica attività di smaltimento Sufficiente che si tratti di cose di cui l'originario detentore si disfi e che siano stati trattenuti dall'imprenditore in connessione con l'esercizio dell'attività produttiva di beni o servizi, con la prospettiva di disfarsene 11

12 Il caso: omessa iscrizione al SISTRI impresa artigianale del legno con 12 dipendenti smaltimento rifiuti di lavorazione trasporto residui da lavorazione in appositi centri di raccolta è OBBLIGATA AD ISCRIVERSI AL SISTRI? Art. 188-ter Sistema di tracciabilità dei rifiuti Sono tenuti ad aredire al sistema di controllo e tracciabilità dei rifiuti ( ): c) Le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi di cui all art. 184 (3), lett. c) e d) (rifiuti da lavorazioni artigianali) con più di 10 dipendenti ( ) 12

13 Il caso: omessa iscrizione al SISTRI SANZIONE AMMINISTRATIVA: Art. 260-bis : Omessa iscrizione al SISTRI nei tempi previsti: SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA da euro 2.600,00 a euro ,00. (nel caso di rifiuti pericolosi da ,00 a ,00 euro) (2)Omissione del pagamento del contributo per l iscrizione al SISTRI SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA da 2.600,00 euro a ,00 euro (in caso di rifiuti pericolosi da ,00 a ,00 euro) SANZIONI ACCESSORIE: accertata l omissione del pagamento consegue obbligatoriamente la SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL SERVIZIO SISTRI. ATTENUANTI: -Se il soggetto obbligato adempie spontaneamente entro 30 giorni dalla commissione del fatto / senza contestazione NON SI APPLICA LA SANZIONE 13 -se il soggetto adempie entro 60 giorni dalla CONTESTAZIONE IMMEDIATA-NOTIFICA della violazione, la sanziione è ridotta a 1/4

14 Il caso: abbandono di rifiuti D.lgs 125/2006 art. 192 L abbandono ed il deposito incontrollati di rifiuti sul suolo e nel suolo sono vietati. è altresì vietata l immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali e sotterranee. REAZIONI: a) OBBLIGO DI PROCEDERE ALLA RIMOZIONE, ALL AVVIO AL RECUPERO O ALLO SMALTIMENTO dei rifiuti ed al RIPRISTINO dello stato dei luoghi a carico di colui che ha violato il divieto, del proprietario e dei titolari di diritti di godimento sull area (se la violazione è ad essi imputabile per dolo o colpa). b) Adozione da parte del SINDACO di una ORDINANZA con cui dispone che i soggetti indicati effettuino le operazioni a tal fine necessarie, con indicazione del TERMINE entro il quale provvedere. 14 c) Sanzione ex artt. 255, (1) e (3), artt. 256, (2) e (3)

15 Il caso: abbandono di rifiuti: sanzioni amministrative Art. 255, (1) ( ) chiunque in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 192 (1)(2), 226 (2), 231 (1) (2), abbandona o DEPOSITA rifiuti ovvero li IMMETTE in acque superficiali o sotterranee è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105,00 euro a 620,00 euro. Se l abbandono sul suolo riguarda RIFIUTI NON PERICOLOSI e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 euro a 150,00 euro. 15 Clausola di esclusione: art. 256, comma 2, consente di ESCLUDERE dall ambito soggettivo della fattispecie i TITOLARI DI IMPRESE E RESPONSABILI DI ENTI, in quanto il solo autore dell illecito in esame può essere una persona fisica Non è escluso invece il soggetto imprenditoriale che EFFETTUA L ABBANDONO o l immissione dell ambito di un attività di gestione rifiuti

16 Il caso: abbandono di rifiuti: sanzioni penali Art. 255 (3) Chiunque non ottempera all ordinanza del Sindaco, di cui all art. 192 (3) ( )è punito con pena dell arresto fino ad un anno. Nella sentenza di condanna o di patteggiamento il beneficio della SOSPENSIONE DELLA PENA può essere subordinato alla esecuzione di quanto disposto nella ordinanza di cui all art. 192 (3). 16

17 Il caso: abbandono di rifiuti: sanzioni penali Art. 256 Attività di gestione di rifiuti non autorizzata Chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione è punito: arresto da 3 mesi a 1 anno l'ammenda da 2.600,00 euro a ,00 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi; arresto da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2.600,00 euro a ,00 euro se si tratta di rifiuti pericolosi. Le medesime pene si applicano ai titolari di imprese ed ai responsabili di enti che abbandonano o depositano in modo incontrollato i rifiuti ovvero li immettono nelle acque superficiali o sotterranee in violazione del divieto di cui all'articolo 192, commi 1 e ATTENUANTE: inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni, carenza dei requisiti e delle condizioni richiesti per le iscrizioni o comunicazioni pene sono ridotte della metà

18 Il caso: abbandono di rifiuti: sanzioni penali DEPOSITO INCONTROLLATO: a) Tutte le condotte di deposito non autorizzato da parte del gestore o di deposito temporaneo da parte del produttore non conforme ai limiti ex art. 183; b) Solo casi di deposito da parte del produttore di rifiuti e quindi di deposito temporaneo fuori dei limiti previsti ma entro il termine di 1 anno. es. è sanzionato ex art. 256 (1) il deposito del gestore di rifiuti, sia quale deposito preliminare ( operazione di smaltimento) non autorizzato, sia quale messa in riserva (operazione di recupero) non autorizzata. 18 NATURA CONTRAVVENZIONALE: punibile sia per dolo che per colpa.

19 Rifiuti: sanzioni penali ed amministrative DISCIPLINA si incardina su 3 punti fondamentali: - divieto generale di abbandono dei rifiuti (art. 192) - disciplina dei titoli abilitativi (artt. 208 ss. E 241 e ss.) - disciplina degli adempimenti documentali (artt. 189, 190 e 193) 19

20 IMMISSIONI: Casistica Cassazione Penale, sezione III, 16 novembre 2010, n Emissioni in atmosfera Combustione di trucioli di legno Messa in funzione senza comunicazione reato ex art. 279 (3) d.lgs 152/2006, sanzione euro 500,00 (art. 269) effettuato senza autorizzazione il recupero di rifiuti speciali non pericolosi (trucioli di legno) termovalorizzazione degli stessi con finalità di riscaldamento dei locali dello stabilimento omessa comunicazione all ente provinciale della messa in esercizio immissioni in atmosfera 20

21 IMMISSIONI: Casistica Cassazione penale, Sezione III, 17 ottobre 2011, n Reati contro l incolumità pubblica-contravvenzioni- getto di cose pericolose Emissioni provenienti da attività autorizzate (incenerimento rifiuti urbaniospedalieri) Contenimento nei limiti della legge-autorizzazione Reato-esclusione no reato di getto di corse pericolose (art. 674 c.p) se immissioni avvengono da attività regolarmente autorizzata emissioni nei limiti previsti dalla legge di settore presunzione di legittimità del comportamento no molestia alle persone tale da configurare il reato ec art. 674 c.p. la circostanza di arrecare alle persone preoccupazione generalizzata ed allarme circa gli eventuali danni alla salute da esposizione a sostanza inquinanti. 21

22 IMMISSIONI: riferimenti normativi 22 Art. 269, principio generale Per tutti gli impianti che producono emissioni deve essere richiesta una autorizzazione senza alcuna distinzione. (14) ESONERO: -impianti di incenerimento di rifiuti -impianti sottoposti ad AIA -impianti di combustione a ridotta potenza termica -impianti di emergenza e di sicurezza, laboratori di analisi e di ricerca, impianti pilota per prove, ricerche e sperimentazioni (non però se emettono sostanza cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene) -impianti di deposito di olii minerali, compresi gas liquefatti. Art. 272, IMPIANTI IN DEROGA

23 IMMISSIONI: sanzioni amministrative SANZIONI AMMINISTRATIVE in caso di violazione di delle prescrizioni contenute nell autorizzazione 1) Diffida, con fissazione di un termine entro in quale la violazione dev essere sanata 2) Diffida con provvedimento di sospensione dell attività, qualora dal suo esercizio possano derivare pericoli per la saluti o per l ambiente 3) Revoca dell autorizzazione con chiusura dell impianto o cessazione dell attività, nei più gravi casi di mancato ottemperamento ad una diffida già comminata o qualora la ripetuta inosservanza degli obblighi portati dall autorizzazione possa causare danniper la salute o per l ambiente 23

24 IMMISSIONI: sanzioni penali SANZIONI PENALI ex art ) Sanzione per esercizio o installazione di impianto senza autorizzazione o con autorizzazione non più valida per scadenza, decadenza, sospensione o revoca della stessa. ARRESTO da 2 mesi a 2 anni AMMENDA da euro 285,00 a 1032,00 2) Assenza dell autorizzazione per modifiche sostanziali all impianto ARRESTO fino a 6 mesi AMMENDA fino ad euro 1.032, ) Violazione dell obbligo di comunicazione: messa in esercizio di un impianto o inizio di attività senza previa comunicazione ex art. 269 (5)(15), ex art. 272 (ipotesi in cui gli impianti non necessitano di autorizzazione ma di mera comunicazione senza la quale però l impianto non può essere messo in esercizio) Violazione dell obbligo di comunicazione delle MODIFICHE SOSTANZIALI, senza l autorizzazione prevista ex art. 268 (8) o comunicazione. AMMENDA fino ad euro 1.000,00

25 IMMISSIONI: sanzioni penali 4) Violazione dei limiti di emissione o violazione delle prescrizioni dell autorizzazione, mancata comunicazione dell avvio dell attività, omissione della comunicazione relativa ai dati delle emissioni ARRESTO fino ad 1 anno AMMENDA fino a 1.032,00 euro. 5) Se il superamento dei limiti di emissione si traduce in una violazione degli standard di qualità dell aria ARRESTO fino a 1 anno 6) Mancata adozione delle cautele necessarie per evitare un aumento, seppur temporaneo, delle emissioni ARRESTO fino a 1 anno AMMENDA fino a euro 1.032, ) Per le violazioni delle disposizioni in materia di emissioni da COV, non rientranti nella precedente casistica, o in materia di recupero di emissioni da COV durante le operazioni di rifornimento presso impianti di distribuzione del carburante AMMENDA da euro ,00 a euro ,00 (sanzione irrogata dalla Regione o dall Ente cui tale potere è attribuito)

26 IMMISSIONI: sanzioni penali REATO FORMALE DI PERICOLO o di CONDOTTA, che tende a garantire una soglia di controllo preventivo della p.a. Le condotte immissive di assenza di autorizzazione dell impianto e mancata adozione di un sistema si abbattimento delle emissioni costituiscono PROVA IMPLICITA del danno alla salute ed all ambiente (Cass. Pen. Sez. III, 18 settembre 2002, n ); 26 Contravvenzione ex art. 279: reato permanente; sia perché l autore ha facoltà di far cessare in qualsiasi momento la condotta antigiuridica, sia perché essa si perpetua nel tempo. SOGGETTI DEL REATO: queste contravvenzioni non sono reati propri e possono essere addebitate a chiunque materialmente abbia la disponibilità dell impianto; la responsabilità non deve dunque necessariamente ricadere sul proprietario dello stesso. NO ricorso al criterio oggettivo della rappresentanza legale e della titolarità formale. Gli amministratori delle società che succedono a quelli originariamente inadempienti sono parimenti responsabili laddove abbiano proseguito l attività sapendo, o dovendo sapere dell assenza dell autorizzazione o dell irregolarità nella presentazione della domanda.

27 GRAZIE Dott.ssa Elisabeth Vittoria Zeni Studio Legale Zortea Sandri 27

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