ADEGUAMENTO TECNICO DELLA DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI DI PONTEY, LOCALITÀ VALLOILLE STUDIO D IMPATTO AMBIENTALE

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1 ADEGUAMENTO TECNICO DELLA DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI DI PONTEY, LOCALITÀ VALLOILLE STUDIO D IMPATTO AMBIENTALE ZIMATEC STUDIO ASSOCIATO DI INGEGNERIA Sede legale: Via Bramafam AOSTA Sede operativa: Corso Ferrucci 77/ TORINO Tel. 011/ FAX 011/ RESPONSABILE PROGETTAZIONE Dott. Ing. Flavio RE SVILUPPO PROGETTUALE: Dott. Arch. Paolo MONTAGNINO Dott. Ing. Michele MONTRONE SETTEMBRE 2011 Dott. Ing. Andrè JOLY COD. REV. DATA REDATTO VERIFICATO APPROVATO II 447.VIA 0 09/2011 PM PM FR

2 COORDINAMENTO E SVILUPPO PROGETTUALE, INQUADRAMENTO TERRITORIALE E STUDIO D INSERIMENTO AMBIENTALE Dott. Ing. Flavio RE ASPETTI URBANISTICI ED ELABORAZIONE PROCEDIMENTO DI V.I.A. Dott. Arch. Paolo MONTAGNINO ASPETTI NATURALISTICI ED AGRONOMICI Dr. Roberto GAUDIO ASPETTI GEOLOGICI Dott. Geol. Roby VUILLERMOZ

3 1 INDICE 1. PREMESSA DESCRIZIONE DELLE OPERE E DEGLI INTERVENTI PREVISTI INQUADRAMENTO TERRITORIALE RICHIAMI CRONOLOGICI DESCRIZIONE DELL INTERVENTO ALTERNATIVE DI LOCALIZZAZIONE VOLUMETRIE TEMPI DI ATTUAZIONE PREVISIONE DEI COSTI ILLUSTRAZIONE DELLA COERENZA DELLE OPERE E DEGLI INTERVENTI PROPOSTI CON LE NORME IN MATERIA AMBIENTALE E CON GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA NORME E STRUMENTI RELATIVI ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.) PSFF PAI Studio di Fattibilità della sistemazione idraulica del Fiume Dora Baltea nel tratto da Aymavilles alla confluenza in Po Progetto di Variante del Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico P.R.G.C Ambiti inedificabili Vincoli territoriali Piano di zonizzazione acustica NORME IN MATERIA AMBIENTALE Norme relative alla salvaguardia del territorio Smaltimento rifiuti Norme sulla tutela delle acque dall'inquinamento Inquinamento atmosferico Inquinamento acustico Norme sulle barriere architettoniche Norme antinfortunistiche e di prevenzione NORMATIVA TECNICA DI RIFERIMENTO RICHIESTA DI PARERI E AUTORIZZAZIONI ANALISI DEI PARAMETRI AMBIENTALI CHE SUBIRANNO IMPATTO E DEI POSSIBILI IMPATTI ATMOSFERA... 59

4 Stato attuale della componente Analisi degli impatti Misure di mitigazione AMBIENTE IDRICO Stato attuale della componente Analisi degli impatti Misure di mitigazione SUOLO E SOTTOSUOLO Stato attuale della componente Analisi degli impatti Misure di mitigazione VEGETAZIONE FLORA E FAUNA Stato attuale della componente Analisi degli impatti Misure di mitigazione RUMORE Stato attuale della componente Analisi degli impatti SALUTE PUBBLICA Stato attuale della componente Analisi degli impatti PAESAGGIO Stato attuale della componente Analisi degli impatti Misure di mitigazione SOCIO-ECONOMIA Stato attuale della componente Analisi degli impatti OPERE DI MITIGAZIONE ESAME DEI RISCHI LEGATI AD EVENTI ACCIDENTALI PROCEDURE DI INTERVENTO IN CASO DI EMERGENZA DEFINIZIONE DEI LIVELLI D IMPATTO ANALISI COSTI - BENEFICI CONCLUSIONI

5 3 1. PREMESSA Il presente studio di impatto ambientale ha per oggetto l adeguamento tecnico della discarica per rifiuti non pericolosi sita in Località Valloille nel Comune di Pontey (AO), gestita dalla Società S.p.A. L intervento si rende necessario a seguito della modifica dei criteri di ammissibilità dei rifiuti introdotta con il DM Ambiente 27 settembre 2010 Criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica, abrogazione del DM 3 agosto 2005, che determinano l obbligatorietà di interventi di adeguamento della discarica in oggetto. Detto adeguamento consiste nell incrementare il livello di sicurezza della discarica mediante il potenziamento del sistema di impermeabilizzazione, sia per il 1 lotto già autorizzato ed in esercizio, che per il 2 lotto, progettato ma ancora da approntare. Nell ambito dell adeguamento tecnico della discarica è prevista una riprofilatura della configurazione finale delle scarpate secondo le nuove verifiche di stabilità eseguite ai sensi del D.M. 14 /01/2008 ed un ampliamento planivolumetrico della discarica stessa nell ambito dell area già di proprietà della Regione Autonoma Valle d Aosta. Il progetto di adeguamento viene redatto in conformità, in termini di equivalenza di protezione delle matrici ambientali, ai criteri costruttivi inerenti impianti per rifiuti pericolosi di cui all allegato 1 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti). La procedura di Valutazione d'impatto Ambientale (V.I.A.) ha lo scopo di individuare descrivere e giudicare gli effetti generati dalle opere in stretta relazione allo stato attuale dell'ambiente, che deve accogliere le opere in esame. Secondo l'art. 2 della Legge Regionale 12/2009, per impatto ambientale s'intende l'alterazione qualitativa o quantitativa, diretta e indiretta, a breve e a lungo termine, permanente e temporanea, singola e cumulativa, positiva e negativa dell'ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli, economici e sanitari, in conseguenza dell'attuazione sul territorio di progetti nelle diverse fasi della loro realizzazione, gestione e dismissione, nonché di eventuali malfunzionamenti Inoltre, la procedura individua e valuta le attività coinvolte nella realizzazione delle opere in oggetto e, conseguentemente, in sede di progettazione e/o in fase di una sua verifica, indica i criteri e i metodi per l'annullamento e/o la riduzione di eventuali impatti negativi. A livello europeo, vista la necessità che l'autorizzazione di progetti, che possono avere un forte impatto sull'ambiente, possa essere concessa solo dopo lo studio delle ripercussioni sull'ambiente stesso, il 27/06/1985 è stata approvata la Direttiva Comunitaria 85/337/CEE concernente la "Valutazione d'impatto ambientale (V.I.A.) di

6 4 determinati progetti pubblici e privati", poi aggiornata dalla Direttiva 97/11/CE. Successivamente sono state approvate la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente e la direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. A livello nazionale la Legge n. 349 dell'08/07/1986 stabilì che le categorie di opere alle quali si applicava la procedura di V.I.A. e le norme tecniche relative fossero determinate con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministero dell'ambiente. Tali decreti sono stati emanati in data 10/08/1988 e 27/12/1988. L attuale testo vigente in materia è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale" aggiornato, da ultimo, al D.Lgs. n. 188/2008. Il processo di analisi dei potenziali impatti sulle componenti e sui fattori ambientali prevede: a) la descrizione dello stato attuale delle componenti ambientali; b) l'identificazione e la descrizione dei potenziali impatti; c) l'individuazione e la valutazione di eventuali effetti di interazione e cumulazione degli impatti tra le diverse componenti esaminate (catene di impatto); d) la descrizione dello stato previsto per le diverse componenti ambientali a seguito degli impatti; e) l'individuazione di opere e misure di mitigazione eventualmente necessarie, con valutazione degli effetti di assorbimento o attenuazione degli impatti che esse consentono di acquisire; f) l'elaborazione di un quadro riassuntivo degli impatti previsti; g) l'individuazione di forme di monitoraggio e controllo ambientale eventualmente necessarie; h) l'illustrazione dei sistemi di intervento nell'ipotesi che si manifestino emergenze particolari; i) l analisi costi-benefici. La Regione autonoma Valle d'aosta, ai sensi dell'articolo 2 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'aosta) e in conformità alla direttiva 85/377/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985, come modificata dalla direttiva 97/11/CE del Consiglio del 3 marzo 1997, ha emanato la legge regionale 4 marzo 1991 n. 6, disciplinante la procedura di VIA, che è entrata in vigore nel settembre dello stesso anno. Tale norma ha subito poi una serie di modifiche marginali che hanno portato alla stesura il 18 giugno 1999 della Legge Regionale n. 14 "Nuova disciplina della procedura di valutazione d'impatto ambientale". Essa è diventata operativa il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della regione Autonoma Valle d'aosta n. 28 del 22/06/1999. Sul Bollettino Ufficiale della Regione autonoma Valle d'aosta, n. 26 del 30 giugno 2009 è stata pubblicata la Legge regionale 26 maggio 2009, n. 12. Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione autonoma Valle d'aosta derivanti

7 5 dall'appartenenza dell'italia alle Comunità europee. Attuazione delle direttive 2001/42/CE, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, e 85/337/CEE, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Disposizioni per l'attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno e modificazioni di leggi regionali in adeguamento ad altri obblighi comunitari. Legge comunitaria Con questa legge, la Regione ha adeguato alla disciplina europea e nazionale la propria normativa sulla valutazione ambientale introducendo la valutazione ambientale strategica (VAS) e modificando la procedura di valutazione di impatto ambientale, fino ad ora disciplinata dalla legge regionale n. 14 del 18 giugno Infatti la suddetta legge recepisce: la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente, la direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modificazioni (d.lgs 04/2008) Il presente studio è in linea con la suddetta normativa Europea, Nazionale e Regionale e il progetto viene assoggettato alla procedura di VIA, ai sensi dell' articolo 15 della Legge regionale 26 maggio 2009, n. 12, poiché il progetto trattato rientra nella categoria di opere comprese nell'allegato A, Progetti da assoggettare a procedura di VIA (articoli 6, 15 e 17), al punto 12 : Impianti di smaltimento e di recupero, questi ultimi per i procedimenti rientranti nelle procedure ordinarie di autorizzazione di cui all'articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), di rifiuti pericolosi mediante le operazioni di cui agli allegati B e C, della parte IV, del medesimo decreto; è fatta eccezione per le operazioni di smaltimento D13, D14 e D15, nonché per le operazioni di recupero R13, per le quali è necessaria una procedura di verifica di assoggettabilità ai sensi dell'articolo 17 Il presente studio si propone di fornire tutte le informazioni sulle interazioni del progetto con l'ambiente allo scopo di fornire gli elementi di valutazione utili al rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione delle opere.

8 6 2. DESCRIZIONE DELLE OPERE E DEGLI INTERVENTI PREVISTI Il presente studio di impatto ambientale ha per oggetto l adeguamento tecnico della discarica per rifiuti non pericolosi di Pontey (Località Valloille) al fine di realizzare una discarica di sottocategoria intermedia tra discarica per rifiuti pericolosi e non, secondo la catalogazione della nuovo DM 27 settembre La Regione già in occasione della prima pianificazione del 1989 in materia di gestione dei rifiuti aveva individuato la necessità della realizzazione di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti industriali prodotti nel proprio territorio. L'intervento oggetto del progetto rientra nell'ambito delle attività e degli obiettivi di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati stabiliti dal Piano Regionale, approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 3188/XI del 15 aprile 2003, in quanto a seguito dell entrata in vigore del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, la Regione aveva fatto predisporre il Piano di adeguamento della discarica, ai sensi dell articolo 17 del decreto stesso. Nell'ambito dello studio di impatto ambientale vengono prese in esame le opere previste per la sistemazione finale ed il recupero ambientale del sito di intervento. Gli interventi di riassetto morfologico e ripristino vegetazionale proposti rappresentano elementi di rilievo nel quadro di sistemazione ambientale di un settore vallivo, caratterizzato contemporaneamente da valenza turistica e dalla presenza di elementi di forte antropizzazione. Il presente elaborato persegue il fine di fornire elementi di valutazione circa le potenziali conseguenze ambientali che derivano dalla realizzazione del progetto. In particolare lo studio considera sia aspetti afferenti le risorse naturali che l'ambiente antropico. Nell'ambito indagato, caratterizzato da elementi di forte antropizzazione quali la viabilità di grande scorrimento, fonte di rilevante livello di inquinamento da traffico e rumore, prolungate ed estese attività di cantiere, fonti di rilevante produzione di polvere e di degrado conseguente la movimentazione di materiali, le azioni di progetto rivolte al recupero ambientale, atto finale di un progetto globale di riqualificazione ambientale apportano modificazioni sostanziali e positive al quadro attuale.

9 7 2.1 INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il sito di discarica è ubicato nel Comune di Pontey, località Valloille. L area d intervento occupa una superficie totale (comprensiva dell ampliamento) compresa entro la recinzione di circa mq, in un settore marginale inserito nel fondovalle, in sponda idrografica destra rispetto al fiume Dora Baltea ed è ricompresa tra il versante, la Dora Baltea e l autostrada Torino Aosta (tavola 1). La zona, interessata da importanti attività estrattive fino alla metà degli anni 90, è ora occupata dal 1 lotto di discarica, in fase di coltivazione e dal 2 lotto, per il quale è stata eseguita solo la preparazione dell invaso, rimodellando il terreno naturale. Il sito è ubicato all interno di un ampia area pianeggiante con quota media dei piazzali di servizio pari a 462 m s.l.m. e quota variabile della zona golenale della Dora Baltea compresa tra 459,00 e 460,00 m. A sud è delimitato dal versante rimodellato dell invaso della discarica, il cui ciglio superiore recintato è attualmente alla quota media di m 496,00, con distanza variabile da m dal bordo del canale di derivazione della CVA, posto ad una quota media di circa 510,00 m s.l.m. Verso est l area di discarica è delimitata dal corso del torrente Prelaz. Con l ampliamento in progetto, previsto congiuntamente alle opere di adeguamento, l area di discarica si amplierà dal lato sud, verso monte, fino in prossimità del canale CVA, occupando una superficie di proprietà della Regione Autonoma Valle d Aosta pari a mq Le distanze chilometriche dal capoluogo regionale e da alcuni centri vicini sono le seguenti, come evidenziato nella Tavola 2: - 25 Km da Aosta - 3 Km da Chatillon - 14 Km da Verrei - 28 Km da Pont Saint Martin - 53 Km da Morgex Il nucleo residenziale più prossimo al sito è quello della frazione di Prelaz (Comune di Chambave), che dista in linea d aria circa 280 m in direzione Nord. Tra queste abitazioni e l area di discarica si collocano il fiume e l autostrada, impostata mediamente ad una quota di 6,00 m superiore rispetto all attuale piazzale. Le prime case del centro abitato di Pontey, in direzione sud-est, distano circa 650 m in linea d aria dall area di discarica. La distanza dalle prime abitazioni di Chambave è pari circa a 1 km. Il sito è agevolmente raggiungibile dalla SS 26 attraverso il ponte che, circa 500 m a valle della frazione Bedugaz, collega il territorio del Comune di Saint Denis con quello di Pontey (strada regionale dell Envers). Oltrepassata la Dora si abbandona la strada regionale per imboccare sulla destra la strada asfaltata della Pianeta, che, dopo essere

10 8 passata sotto la sede autostradale, la costeggia risalendo la valle e raggiungendo il sito ubicato a circa 400 m di distanza del sottopasso. La prossimità dell autostrada A5 Torino-Aosta (casello Nus casello Chatillon) consente di evitare attraversamenti di centri abitati in caso di provenienze da maggiore distanza (tavola 3). I mappali interessati all'intervento sono i seguenti (tavola 4): Comune di Pontey - Foglio 2 mappale 52 - Foglio 3 mappale 169 Entrambi i mappali risultano intestati alla Regione Autonoma Valle d Aosta.

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15 RICHIAMI CRONOLOGICI Aspetti inerenti la costruzione della discarica La Regione già in occasione della prima pianificazione del 1989 in materia di gestione dei rifiuti aveva individuato la necessità della realizzazione di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti industriali prodotti nel proprio territorio. L impianto inizialmente individuato nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 6911, del 21 luglio 1989, era rappresentato da una discarica classificata di 2 cat. Tipo B Super, dalle disposizioni tecniche allora vigenti (Deliberazione del Comitato Interministeriale del 27 luglio 1984). A seguito delle osservazioni formulate dal Ministero dell Ambiente su detto Piano regionale, riferite, in particolare, al fatto che in Valle d Aosta non vi era una produzione di rifiuti speciali tossico-nocivi, smaltibili in discarica, in quantità tali da giustificare la realizzazione di un impianto così complesso come proposto ed assoggettato alla V.I.A. nazionale, con una modificazione al Piano, approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 9020, del 29 settembre 1989, la Regione individuò in via definitiva la realizzazione di una discarica 2B, prevedendo, comunque che dal punto di vista tecnicocostruttivo venissero adottate tutte le misure di tutela previste per una discarica di categoria superiore. Nell aprile del 1996 è stato redatto il progetto generale esecutivo per la realizzazione in Comune di Pontey, loc. Valloille, di una discarica regionale per rifiuti speciali assumendo a riferimento le prescrizioni tecniche previste per gli impianti di seconda categoria tipo B super, sulla base della vecchia classificazione, ex Delibera del Comitato Interministeriale del 27 luglio Il progetto generale, redatto dalla Società Zimatec s.r.l., di Aosta è stato approvato con Deliberazione della Giunta Regionale della Valle d Aosta n 3869 del 6 settembre 1996; con la medesima Deliberazione è stata espressa la valutazione positiva condizionata sulla compatibilità ambientale relativa al suddetto progetto (Studio di Impatto Ambientale redatto dalla Società Vallia S.r.l.). Nel settembre 1997 è stato redatto il progetto generale di tutte le infrastrutture di servizio e di approntamento di un primo lotto della discarica, comprendente la realizzazione delle opere di protezione idraulica (arginature spondali e golenali), delle opere di viabilità ed accesso (strada di accesso, piazzali di manovra e strade interne di servizio), delle opere complementari (impianto di pesatura, palazzina uffici, edificio ricovero mezzi, impianto lavaruote, rete di raccolta e stoccaggio temporaneo del percolato, pozzo di alimentazione impianto idrico e di irrigazione, rete fognaria e fossa Imhoff, cabina elettrica) e dell approntamento dell invaso relativo al primo lotto da destinare alla coltivazione, mediante l impermeabilizzazione del fondo (strato argilla e bentonite, doppio telo in HDPE spessore 2 mm) e delle tre berme inferiori costituenti le pareti dell invaso, rendendo disponibile un volume totale autorizzato di rifiuti abbancabili di mc.

16 14 Era altresì compresa anche la predisposizione di tutta l area del 2 lotto, ad eccezione della realizzazione dei sistemi di impermeabilizzazione e contenimento, nonché di controllo tecnico (sistemi di drenaggio e raccolta del percolato, sistema di controllo infratelo, ecc.), rinviati ad una seconda fase operativa. Il progetto è stato quindi approvato, ai sensi e per gli effetti di cui all art.27 del D.Lgs.vo n.22 e s.m.i., con deliberazione della G.R del 1 dicembre Gli interventi sono quindi stati appaltati e realizzati tra gli anni 1999 e 2002, e sono consistiti in tutte quelle opere necessarie alla predisposizione a discarica dell area interessata, quali opere di protezione idraulica (arginature spondali e golenali), opere di viabilità e accesso (strada di accesso, strade interne di servizio, piazzali di manovra), opere complementari alla corretta funzionalità della discarica (impianto di pesatura automatica, palazzina uffici, edificio ricovero mezzi e magazzini, impianto di lavaggio ruote automezzi, rete raccolta percolato e vasca di accumulo percolato, pozzo alimentazione acque di servizio con impianti idrico e di irrigazione e vasca di accumulo acque e di irrigazione, rete di raccolta acque nere e fossa Imhoff, impianto di riscaldamento edifici, cabina elettrica e impianto elettrico). Gli interventi progettuali previsti in detta progettazione erano costituiti sostanzialmente da: realizzazione di approntamento di un primo lotto attrezzato dell impianto di discarica; realizzazione di tutte le opere di protezione idraulica dell area di discarica; realizzazione di tutte le opere di viabilità e accesso alla discarica; realizzazione di tutte le opere complementari al corretto funzionamento della discarica. Nel corso degli anni sono stati inoltre eseguiti i collaudi tecnici ed il collaudo amministrativo finale. La presenza strategica di tale impianto nella politica della gestione dei rifiuti speciali prodotti in Valle d Aosta, è stata, altresì, ribadita nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 3188/XII, del 15 aprile Aspetti inerenti l esercizio della discarica Nel 2005, l Amministrazione Regionale ha affidato, al raggruppamento di imprese S.p.A. ISECO S.p.A. un incarico, con termine alla fine del mese di marzo 2006, finalizzato esclusivamente ad assicurare la manutenzione ordinaria delle aree di discarica e delle infrastrutture annesse (fabbricati, strade, impianti tecnologici, ecc.), oltre che per l effettuazione di tutte le attività tecniche propedeutiche all avvio dell esercizio della discarica (prove di funzionamento delle reti e degli impianti tecnologici, verifica ed attivazione della strumentazione di laboratorio, ecc.).

17 15 A seguito dell entrata in vigore del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, la Regione ha fatto predisporre il Piano di adeguamento della discarica, ai sensi dell articolo 17 del decreto stesso. Tale Piano, riferito al solo aspetto di adeguamento tecnico-costruttivo della discarica, non essendo l impianto ancora in esercizio, è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 972 del 7 aprile 2006, rinviando la predisposizione e l approvazione degli altri Piani previsti dall allegato 2 al D. Lgs. n. 36/2003, alla fase successiva di affidamento dell esercizio. In considerazione delle difficoltà di disciplinare, in particolare, gli aspetti economicogestionali e tariffari legati all esercizio della discarica di cui trattasi, non essendo l Amministrazione regionale a conoscenza delle effettive necessità di smaltimento dei rifiuti speciali, ammissibili in tale impianto, prodotti in Regione, fatti salvi quelli prodotti dallo stabilimento siderurgico Cogne, di Aosta, l Amministrazione ha deciso, a decorrere dal 29 maggio 2006 e fino al 6 maggio 2008, di attivare le attività di coltivazione del 1 lotto per un periodo transitorio affidando le attività gestionali alla società s.p.a. (delibera dalla Giunta regionale n. 974 del ). Durante tale gestione transitoria sono state ammesse in discarica solo alcune tipologie di rifiuti provenienti dallo stabilimento siderurgico Cogne di Aosta, quali le sole scorie non trattate (CER ) e i fanghi (comprendenti CER e CER ). Si fa, inoltre, presente che nel corso dell istruttoria del progetto relativo alla bonifica e messa in sicurezza permanente delle ex miniere di amianto di Emarèse, su richiesta del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è emersa la necessità di realizzare una cella specialmente allestita, destinata al ricevimento degli eventuali materiali da scavo contenenti amianto derivanti da tali operazioni. Le relative opere erano state inserite nel Piano di adeguamento tecnico approvato con la deliberazione della Giunta regionale n. 972/2006 sopra richiamata. Tale necessità è ora venuta meno, essendo stato individuato un sito da allestire all interno dell area da bonificare di Emarese, finalizzato al solo deposito dei materiali da scavo contenenti amianto derivanti dalle operazioni di bonifica effettuate all interno del sito stesso. Per tale motivo, nell ambito di tale progetto, la cella C predestinata all amianto si prevede di riaccorparla alla limitrofa cella B mediante la rimozione dell arginello di separazione. All interno del sito, nel 2007, è stato installato un impianto modulare di neutralizzazione del percolato di discarica con scarico autorizzato in acque superficiali. Con la deliberazione della Giunta regionale n. 1372, del 9 maggio 2008, la Regione ha affidato con procedura negoziata con una sola impresa la gestione della discarica di cui trattasi, oltreché il completamento delle opere di primo lotto e la realizzazione delle opere di approntamento del secondo lotto, alla soc. S.p.A., per 10 anni, fino alla scadenza della convenzione sottoscritta fra Regione e in esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 5200, del 30 dicembre Tale affidamento

18 16 era, fra l altro, giustificato dal fatto che la soc. S.p.A. era la società concessionaria per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali assimilabili e che una parte di tali rifiuti, non di origine organica, era previsto potessero essere avviati allo smaltimento proprio presso la discarica di Pontey. Tale discarica, pertanto, veniva dalla Regione individuata come impianto accessorio per determinate tipologie di rifiuti urbani e speciali assimilabili al Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne. In esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 1372/2008, la Regione, con deliberazione n. 1373, del 9 maggio 2008, ha nel contempo rilasciato alla società affidataria l autorizzazione all esercizio e gestione della discarica stessa, in via provvisoria fino alla data di ottenimento dell Autorizzazione integrata ambientale. Con tali deliberazioni la Giunta regionale ha attivato la fase di esercizio definitiva della discarica autorizzando l accettazione di tutte le tipologie di rifiuto, a base non organica, ammissibili in tale impianto ai sensi del DM 3 agosto 2005, espressamente indicati nella deliberazione n. 1373/2008. Con provvedimento dirigenziale n del è stata rilasciata alla soc. Valeco S.p.A. l Autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.), ai sensi del D.Leg.vo n. 59. Nell ambito della gestione della discarica affidato alla Società Valeco S.p.A., il primo lotto di discarica è stato suddiviso in quattro celle, individuate con le lettere A, B, C e D. La separazione tra le celle è avvenuta mediante la costruzione di arginelli di altezza massima pari a 2 m in inerte naturale, realizzati direttamente sul fondo discarica già impermeabilizzato, a loro volta impermeabilizzati con telo in HDPE. Contemporaneamente sono state separate le reti raccolta del percolato, rendendole indipendenti per ogni singola cella. Tale suddivisione consente di poter disporre di celle segregate l una dall altra ed utilizzabili in modo separato senza che via interferenza fra le stesse. Aspetti inerenti la nuova evoluzione normativa e l iter amministrativo L A.I.A rilasciata con provvedimento dirigenziale n del fa riferimento alle attività di smaltimento finale di rifiuti speciali, non pericolosi e pericolosi, ammissibili ai sensi del DM 3 agosto 2005 in impianto classificato come discarica per rifiuti speciali non pericolosi ai sensi dell articolo 4, del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 (Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti), prodotti nel territorio della Valle d Aosta. Con l entrata in vigore del nuovo DM 27 settembre 2010, che abroga il DM 3 agosto 2005, sono stati modificati i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica. I nuovi criteri prevedono modalità di caratterizzazione dei rifiuti da ammettere in discarica tali da non garantire più l ammissibilità diretta degli stessi se non attraverso un analisi puntuale di tutti i carichi di rifiuti conferiti all impianto, necessaria per intercettare tutte le partite non conformi secondo quanto previsto dalla tabella 5, dell articolo 6 del decreto stesso. Tale modalità di caratterizzazione comporta l individuazione puntuale di tutti i carichi non conformi e il conseguente respingimento degli stessi in quanto lo smaltimento non

19 17 risulta compatibile con la tipologia della discarica. Con particolare riferimento, infatti, alle scorie non trattate, rifiuti che rappresentato la quasi totalità della tipologia conferita nella discarica di Pontey, seppur tali rifiuti sono classificati dal punto di vista amministrativo come non pericolosi, la loro ammissione allo smaltimento presso tale discarica comporta la verifica puntuale della conformità dei limiti stabiliti dalla tabella sopra indicata per l eluato. Il superamento di tali limiti comporta, infatti, l obbligo di conferimento presso una discarica di categoria superiore o in una discarica individuata come sottocategoria di discarica per rifiuti non pericolosi. Considerato che l attività di conferimento dei rifiuti in discarica, configurandosi come attività di pubblico interesse, non può essere interrotta, la Società S.p.A., su richiesta dell Amministrazione Regionale, ha predisposto uno studio di fattibilità per la predisposizione dei possibili interventi tecnici di adeguamento finalizzati ad una riclassificazione della attuale discarica per rifiuti non pericolosi in sottocategoria intermedia tra discarica per rifiuti pericolosi e non, adottando, sotto il profilo dei presidi di protezione ambientale, le misure previste per la realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi, ma peraltro mantenendo invariata l attuale classificazione, in modo da rendere possibile il proseguimento delle attività di smaltimento delle tipologie di rifiuti fino ad oggi conferite nel rispetto dei limiti di accettazione previsti dalla tab.6 dell articolo 8 del DM 27 settembre Considerato che le tempistiche di autorizzazione ed attuazione degli interventi di riclassificazione tecnica della discarica non sono compatibili con le esigenze di conferimento dei rifiuti, valutabile, come di seguito precisato in circa mc/anno pari a circa ton/anno (riferimento conferimenti anno 2010), l Amministrazione regionale ha individuato un percorso che passa necessariamente attraverso una fase transitoria, nell ambito della quale, nelle more della predisposizione dell adeguamento di tutto il 1 lotto, sia adeguata e predisposta in tempi rapidi una delle celle attualmente presenti, non oggetto di conferimento, per il deposito in via definitiva dei rifiuti. L iter amministrativo individuato quindi prevede la predisposizione della progettazione di adeguamento del primo lotto, che segue l iter autorizzativo ordinario previsto dalla normativa e che comporta la redazione della progettazione completa, della V.I.A e della modifica sostanziale dell A.I.A. Contestualmente prevede la predisposizione della progettazione e della modifica non sostanziale dell A.I.A. dello stralcio relativo all allestimento, attraverso l adeguamento tecnico di una prima cella, individuata nella cella D, in cui venga autorizzato lo smaltimento finale dei rifiuti, limitatamente a quelli già attualmente indicati nell AIA, il cui eluato risulti conforme ai limiti stabiliti dalla tabella 6, dell articolo 8, del DM 27 settembre Aspetti operativi e tecnici

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