VILLA SANT ANGELO PROVINCIA DI L AQUILA

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1 VILLA SANT ANGELO PROVINCIA DI L AQUILA REGOLAMENTO COMUNALE PER L APPLICAZIONE DELLA TASSA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI INDICE TITOLO I Istituzione ed elementi della tassa Art. 1 Oggetto e campo d applicazione della tassa Art. 2 Rinvio al regolamento per la disciplina del servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti solidi urbani Art. 3 Presupposti oggettivi e soggetti passivi della tassa Art. 4 Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio Art. 5 Locali tassabili Art. 6 Aree non soggette a tassazione Art. 7 Locali ed aree non utilizzate Art. 8 Tassa di smaltimento giornaliera Art. 9 Determinazione superficie imponibile Art. 10 Costo copribile Art. 11 Deliberazioni Tariffarie Art. 12 Tariffe e Categorie Art. 13 Detassazione riservata ad alcune attività produttive Art. 14 Riduzione della tariffa a richiesta dall utente TITOLO II Tariffa TITOLO III Esenzioni e riduzioni TITOLO IV Denunce Accertamento Riscossione Art. 15 Funzionario responsabile Art. 16 Denunce di occupazione o di detenzione, di variazione e di cessazione Art. 17 Accertamento e controllo Art.17 bis Gestione e Riscossione Art. 18 Rimborsi Art. 19 Sanzioni e Interessi Art. 20 Disposizioni finali Art. 21 Entrata in vigore TITOLO V Gestione del servizio e disposizioni finali Approvato con delibera di Consiglio Comunale n.5 del 17.b Integrato con delibera di Consiglio Comunale n.12 del Integrato con deliberazione n. del 1

2 TITOLO I ISTITUZINE ED ELEMENTI DELLA TASSA Art. 1 Oggetto e campo d applicazione del regolamento 1. Il presente regolamento disciplina l applicazione nel Comune di Villa Sant Angelo della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni, svolto in regime di privativa nell ambito del territorio comunale sulla base delle disposizioni contenute nel Capo III del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 e successive modificazioni ed integrazioni. Art. 2 Rinvio al Regolamento per la disciplina del servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti solidi urbani 1. Il servizio di nettezza urbana è disciplinato da apposito regolamento comunale per la disciplina del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. 2. Per quanto concerne gli aspetti riferiti all applicazione della tassa (zona servita, distanza e capacità dei cassonetti, frequenza della raccolta, ecc) si fa riferimento anche ai precedenti regolamenti per quelle fattispecie non regolate dal presente. Art. 3 Presupposti oggettivi e soggetti passivi della tassa 1. La tassa è dovuta da chiunque, a qualsiasi titolo, occupi, detenga o conduca locali ed aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali od accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito od attivato o comunque reso in via continuativa, salvo quanto previsto dai seguenti commi e dagli articoli successivi, riguardanti le limitazioni oggettive e soggettive all applicazioni dell imposta, del presente regolamento e dal decreto legislativo 507/1993; 2. Fermo restando che gli occupanti o i detentori degli insediamenti comunque situati fuori dell area di raccolta sono tenuti a conferire i rifiuti urbani interni ed assimilati nei contenitori vicini, in tale zona la tassa è dovuta, ma si applica nella misura del 40% della tariffa ordinaria; 3. Per l abitazione colonica e gli altri fabbricati sparsi con area scoperta, la quale non costituisca pertinenza od accessorio, la tassa è dovuta per intero anche quando nella zona in cui è attiva la raccolta dei rifiuti è situata soltanto la strada di accesso all abitazione o al fabbricato. 4. Nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, qualora una parte della superficie sia utilizzata per lo svolgimento di una attività economica o professionale, si applica per tale parte la tassa in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata. 5. Il Comune, quale ente impositore, non è soggetto passivo del tributo per i locali e le aree adibiti ad uffici e servizi comunali, o per i quali il comune è tenuto a sostenere le relative spese di funzionamento. 6. Per i locali ad uso abitativo affittati con mobilio, la tassa è dovuta dal proprietario dei locali o dal gestore dell attività di affittacamere, quando trattasi di affitto saltuario od occasionale o comunque per un periodo inferiore ad in anno. Art. 4 Applicazione della tassa in funzione dello svolgimento del servizio 1. La tassa è dovuta per intero nelle zone in cui il servizio relativo allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed assimilati è svolto in termini di privativa. La tassa è comunque, applicata per intero ancorché si tratti di zona non rientrante in quella perimetrata quando, di fatto detto servizio è attuato in maniera continuativa. 2. Allorché il servizio di raccolta venga istituito ed attivato ma venga interrotto in maniera prolungata o venga effettuato con grave violazione delle regole di esercizio di cui al comma 4 dell art. 59 del decreto legislativo 507/93, l utente, previa contestazione scritta mediante diffida al settore tributi ed 2

3 allorché il comune non provveda, nel termine di 30 giorni lavorativi, a porre rimedio al disservizio, ha diritto di usufruire della riduzione della tariffa ordinaria, la quale sarà dovuta nella misura del 40% per tutto il periodo di irregolarità del servizio. 3. L interruzione temporanea per i motivi organizzativi di cui al comma 6 dell art. 59 del decreto legislativo 507/93 non comporta riduzioni di tariffa, fatto salvo quanto previsto dallo stesso comma per quanto concerne le situazioni di pericolo per la salute pubblica. Art. 5 Locali tassabili 1. Si considerano locali tassabili, fatte salve le esclusioni di cui all art. 6 del presente Regolamento, tutti i vani comunque denominati, esistenti in qualsiasi specie di costruzione stabilmente infissa o posata strutturalmente o funzionalmente sul suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato verso l esterno, qualunque ne sia la destinazione o l uso, ad eccezione di quella parte ove si formano, di regola, i rifiuti speciali non assimilati, tossici o nocivi. 2. La superficie tassabile è misurata sul filo interno dei muri o sul perimetro interno delle scoperte. Le frazioni di superficie complessiva risultanti inferiori a mezzo metro quadrato si trascurano, quelli superiori si arrotondano ad un metro quadro. Sono da considerarsi in ogni caso tassabili le superfici utili di: a. Tutti i vani all interno delle abitazioni, sia principali (camere, sale, cucine, ecc.) che accessori (ingressi interni all abitazione, corridoi, anticamere, ripostigli, bagni, ecc.), come pure quelli delle dipendenze anche se separate od interrate rispetto al corpo principale del fabbricato (rimesse, autorimesse, cantine, scale, cortili, atri) escluse stalle e fienili. b. Tutti i vani principali ed accessori adibiti ad esercizio di alberghi, pensioni, ristoranti, trattorie, caserme, bar, pasticcerie, nonché i negozi ed i locali comunque a disposizione di aziende commerciali, comprese edicole e chioschi stabili. c. Tutti i vani principali e accessori adibiti a sale da gioco, da ballo e locali di divertimento e tutti gli altri esercizi pubblici sottoposti a vigilanza di pubblica sicurezza; d. Tutti i vani principali, accessori e pertinenze, destinati ad attività produttive industriali, agricole, artigianali, commerciali e di servizi, ivi compresi le sedi degli organi amministrativi, uffici, depositi, magazzini, ecc., tenendo conto della detassazione accordabile su istanza di parte disciplinata dall art. 13 del presente Regolamento; Art. 6 Aree non soggette a tassazione 1. Ai sensi del comma 2 dell art. 62 del decreto legislativo 507/93 non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti, o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati, o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità, nel corso dell anno, qualora tali circostanze siano indicate nella denuncia originaria, o di variazione e debitamente riscontrate in base ad elementi obiettivi direttamente rilevabili o ad idonea documentazione. 2. Presentano tali caratteristiche: a) centrali termiche e locali riservati ad impianti tecnologici, quali cabine elettriche, vani ascensori, celle frigorifere, locali di essiccazione e stagionatura (senza lavorazione) silos e simili, sottotetti, ove non si abbia di regola presenza umana; b) soffitte, ripostigli, stenditoi, lavanderie e simili, limitatamente alla parte del totale del locale di altezza non superiore a m. 1.80; c) parti comuni del condominio di cui ai commi 1 e 3 dell art del codice civile; d) la parte degli impianti sportivi riservata, di norma, ai solo praticanti, sia che detti impianti siano ubicati in aree che in locali; e) le aree scoperte pertinenziali di civili abitazioni quali terrazze e simili; f) unità immobiliari prive di qualsiasi mobile e suppellettile, e prive di almeno due delle seguenti utenze: gas, acqua, luce; g) fabbricati inagibili o danneggiati, in ristrutturazione purché tale circostanza sia confermata da idonea documentazione; tali circostanza debbono essere indicate nella denuncia originaria 3

4 o di variazione e debbono essere direttamente rilevabili in base ad elementi obiettivi o ad idonea documentazione; h) edifici o loro parti adibiti al culto nonché i locali strettamente connessi all attività del culto stesso. 3. Sono altresì esclusi dalla tassa: a) i locali e le aree scoperte per i quali non sussiste l obbligo dell ordinario conferimento dei rifiuti solidi urbani interni in regime di privativa comunale per effetto di leggi, regolamenti,ordinanze, in materia sanitaria, ambientale o di protezione civile (art. 62 comma 5, del decreto legislativo 507/93); b) i locali e le aree per i quali l esclusione sia prevista a norma delle leggi vigenti. Art. 7 Locali ed aree non utilizzate 1. La tassa è dovuta anche se i locali e le aree soggette a tassa non vengono utilizzati purché risultino predisposti all uso. 2. I locali per abitazione si considerano predisposti all uso se dotati di arredamenti, e sono allacciati, ad almeno due delle seguenti utenze: acqua, luce, gas. 3. I locali diversi dalle abitazioni, e le aree si considerano predisposte all uso se dotati di arredamenti, di impianti, attrezzature e, comunque quando risulti rilasciata licenza o autorizzazione, per l esercizio di attività, nei locali ed aree medesime. 4. I locali, siano essi destinati ad abitazione o ad altro uso, non sono considerati predisposti all uso nel caso in cui intervenga un provvedimento che li dichiari rispettivamente inabitabili o non agibili. Art. 8 Tassa giornaliera di smaltimento 1. È istituita, ai sensi dell art. 77 del decreto legislativo 507/93, apposita tassa giornaliera per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni o assimilati, prodotti dagli utenti che occupino o detengano temporaneamente, anche senza autorizzazione, locali od aree pubbliche, di uso pubblico o aree gravate da servitù di pubblico passaggio. 2. È temporaneo, ai fini dell applicazione della presente disposizione, l uso inferiore a 183 giorni di un anno solare, anche se ricorrente. 3. La misura tariffaria è determinata in base alla tariffa, rapportata a giorno, della tassa comunale di smaltimento attribuita alla categoria contenente voci corrispondenti di uso maggiorata del 50%. 4. L obbligo della denuncia di uso temporaneo si intende assolto con il pagamento della tassa, da effettuare contestualmente alla tassa di occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche e con il modulo di versamento di cui all art. 50 del medesimo decreto legislativo. Per le occupazioni che richiedono autorizzazione e che comportano il versamento della TOSAP, tassa giornaliera di smaltimento può essere versata direttamente al competente ufficio comunale, senza compilazione del suddetto modulo. In casi di uso di fatto la tassa che non risulti versata all atto dell occupazione abusiva, è recuperata con sanzione interessi e accessori. 5. Per l accertamento ed il contenzioso si applicano le disposizioni previste per la tassa annuale, in quanto compatibili. 6. La tassa giornaliera di smaltimento non si applica nei casi di: a) occupazioni per soste effettuate da coloro che esercitano il commercio su aree pubbliche in forma itinerante quando la sosta stessa non si protrae per più di un ora; b) occupazioni di area pubblica per il solo carico e scarico merci o per traslochi, limitatamente al tempo strettamente necessario al compimento delle relative operazioni. 4

5 TITOLO II TARIFFA Art. 9 Determinazione superficie imponibile 1. La TARSU è commisurata alla superficie complessiva dei locali e delle aree serviti in base a tariffe differenziate per categorie di uso degli stessi, nonché al costo dello smaltimento. Art. 10 Costo copribile 1. Il costo copribile deve comprendere tutte le spese ed oneri inerenti al servizio, diretti o indiretti; nonché le quote di ammortamento per la costituzione di consorzi per lo smaltimento dei rifiuti, le quote relative agli oneri finanziari annuali (interessi) per mutui contratti a causa di spese di investimento inerenti il servizio. 2. Non vanno conteggiate le spese relative alla gestione del tributo e a titolo esemplificativo, sono escluse dal computo il compenso per il personale eventualmente incaricato di effettuare le rilevazioni delle superfici tassabili, gli emolumenti corrisposti al personale eventualmente incaricato di effettuare le rilevazioni delle superfici tassabili, gli emolumenti corrisposti al personale dell ufficio incaricato della gestione della tassa, i compensi per il concessionario della riscossione. 3. Il tasso di copertura minimo, ai sensi dell art. 61, comma 1, del decreto legislativo 507/93, viene di volta in volta fissato con la deliberazione di Giunta comunale che fissa le tariffe e tenendo conto che non si può scendere oltre il: a) 50% se l ente non ha problemi finanziari; b) 70% se l ente versa in una situazione strutturalmente deficitaria; c) 100% se l ente è stato dichiarato in dissesto. 4. Si deduce la percentuale del 10% a titolo di costo di spazzamento rifiuti esterno. 5. L amministrazione comunale s impegna ad attivare e realizzare ogni iniziativa utile al potenziamento della raccolta differenziata, al fine di raggiungere l obbiettivo della riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti. In particolare, a breve avvierà un progetto-pilota volto all implementazione della cultura e sensibilità della comunità locale in ordine alla raccolta differenziata. Art. 11 Deliberazioni tariffarie 1. Le deliberazioni tariffarie sono adottate con atto deliberativo della giunta comunale entro il termine, per l approvazione del bilancio di previsione in modo da tendere al pareggio tra il gettito complessivo della tassa ed il costo d esercizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni ed equiparati in base al deposito dell art. 61, comma 2, del decreto legislativo 507/93. Se non viene adottata nessuna deliberazione tariffaria si intende prorogata la precedente. 2. Fermo restante il rispetto del tasso di copertura minimo del servizio, l amministrazione s impegna ad operare una riduzione delle tariffe allorché le iniziative comunali di potenziamento della raccolta differenziata concretizzino una reale diminuzione dei costi di smaltimento. Art. 12 Tariffe-categorie 1. Agli effetti dell applicazione della tassa i locali e le aree sono classificati come segue: 1. Abitazioni; 1.a sottocategoria Cantine, garage, ripostigli e soffitte con abbattimento della tariffa del 75%; 1. Istituzioni culturali, partiti politici, associazioni sportive, e istituti religiosi; 5

6 2. Banche, servizi finanziari ed assimilabili; 3. Negozi in genere, farmacie ed edicole; 4. Alberghi, pensioni, residence ed ostelli; 5. Cinema, teatri, discoteche e simili; 6. Studi professionali, uffici pubblici e privati, laboratori di analisi e assicurazioni; 7. Negozi di alimentari,supermercati, spacci aziendali, macellerie e chioschi; 8. Laboratori artigianali di falegnameria, elettricisti, idraulici, meccanici, carrozzieri, gommisti, tipografie, materiali plastici e pellami, riparazioni radio e tv, lavanderie, caseifici, topografia; 9. Istituti di bellezza, parrucchieri e barbieri, tappezzerie, sartorie, calzolai; 10. Caserme, case di prevenzione e di cura, case di riposo, strutture sanitarie, cliniche e collegi; 11. Scuole di ogni ordine e grado; 12. Esercizi commerciali per la vendita di prodotti ortofrutticoli fiori, pescherie; 13. Esercizi commerciali con consumo sul posto (bar, trattorie, pizzerie, rosticcerie, osterie e ristoranti); 14. Banchi di vendita all aperto di ortofrutticoli e fiori; 15. Banchi di vendita all aperto di abbigliamento e prodotti dell artigianato, alimentari, utensileria; 16. Saloni esposizione e/o di vendita: autoveicoli, moto, mobili, magazzini, di deposito senza vendita; 17. Distributori di carburanti; 18. Autorimesse; 19. Camping; 20. Impianti sportivi privati; 21. Industrie; 22. Stazioni ferroviarie e simili (solo locali chiusi); 23. Musei Con il presente articolo è stata istituita con il numero 1.a la sottocategoria relativa a garage, soffitte, cantine, ripostigli, che sconta un abbattimento pari al 75% rispetto alla tariffa ordinaria stabilita per gli immobili destinati a civile abitazione. Tale sottocategoria viene istituita in relazione alla circolare ministeriale n. 111 del 21/05/99 che chiarisce e ribadisce che la minore potenzialità di rifiuti di una superficie quale garage o cantina in uso non dà luogo ad esonero per mancanza di presupposto (art. 62, comma 2 del decreto legislativo 507/93) ma è possibile individuare delle sottocategorie; d altra parte l esonero (illegittimo) di superfici (non accessorie o pertinenziali) a bassa produttività di rifiuti facenti parte di un complesso indurrebbe comunque ad apportare un aumento tariffario per le superfici tassate dell intera categoria, stante l invarianza dei rifiuti totali. L assegnazione di un utenza a una delle classi di attività previste sopra, viene effettuata con riferimento al codice ISTAT dell attività o a quanto risulti dall iscrizione della C.C.I.A.A evidenziata nell atto di autorizzazione all esercizio di attività del comune. In mancanza o in caso di divergenza si ha riferimento all attività effettivamente svolta. Nel caso di attività distintamente classificate svolte nell ambito degli stessi locali o aree scoperte e per le quali non sia possibile distinguere quale parte sia occupata dall una o dall altra, per l applicazione della tassa si fa riferimento all attività principale. La tariffa applicabile per ogni attività è unica anche se le superfici che servono per l esercizio dell attività stessa presentano diversa destinazione d uso (ad esempio superficie di vendita, deposito, esposizione) e sono ubicate in luoghi diversi. TITOLO III ESENZIONI E RIDUZIONI Art. 13 Detassazione riservata ad alcune attività produttive 6

7 1. Ai sensi dell art. 62, comma 3 del decreto legislativo 507/93, nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella parte di essa ove, per specifiche caratteristiche strutturali e per destinazione, si formano di regola, rifiuti speciali, non assimilabili agli urbani, tossici o nocivi, allo smaltimento dei quali sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori stessi in base alle norme vigenti. 2. Ai fini della determinazione della predetta superficie non tassabile, per le attività produttive (esclusi i locali adibiti ad uffici, mense, spogliatoi e servizi) ove risulti difficile determinare la superficie in cui si producono rifiuti speciali, tossici o nocivi in quanto le operazioni relative non sono esattamente localizzate, si applica la detassazione nella misura del 40%, fermo restando che la detassazione viene accordata su istanza di parte. Art. 14 Riduzione della tassa a richiesta dell utente Ai sensi degli articoli 66 e 67 del decreto legislativo 507/93 si prevedono le seguenti tariffe ridotte o agevolate. 1. nucleo familiare a) abitazioni principale con unico occupante con redditi non superiori a 7.750,00: la tariffa è ridotta del 20% b) abitazioni principale con presenza nel nucleo familiare di disabile con grave e permanente difficoltà di deambulazione: la tariffa è ridotta di 1/3; c) abitazione principale con nucleo familiare con tre o più figli a carico con reddito complessivo non superiore a ,00: la tariffa è ridotta di 1/3; 2. fabbricati La tariffa è ridotta del 30% per: a) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, risultante da licenza o autorizzazione rilasciata dai competenti organi per l esercizio di attività. 3. compostaggio domestico Allorché verrà avviata dall amministrazione comunale l attività di compostaggio domestico, per gli utenti che aderiscono alla predetta attività è prevista una riduzione percentuale dell ammontare della Tassa di Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani, che verrà applicata a partire dall anno successivo a quello di presentazione della domanda di adesione all attività di compostaggio (da effettuarsi con modulistica allegata al Regolamento comunale dell attività di compostaggio domestico), nella misura stabilita con delibera adottata dalla Giunta Municipale. A mente del comma 6 dell art. 66 del decreto, gli utenti che vorranno usufruire delle predette agevolazioni dovranno presentare istanza entro il 20 di gennaio di ogni anno su appositi moduli messi a disposizione dall ufficio tributi, che curerà l istruttoria della stessa, avvalendosi anche delle risultanze di specifico rapporto della polizia municipale. In generale, le agevolazioni devono essere disposte, di anno in anno, con deliberazione della giunta comunale, ed il loro ammontare è iscritto a bilancio come autorizzazione di spesa, assicurando la copertura relativa con risorse diverse, da specificare all atto della deliberazione medesima. TITOLO IV DENUNCE ACCERTAMENTO RISCOSSIONE Art. 15 Il funzionario responsabile 7

8 1. Al controllo dell esatta e puntuale applicazione del tributo secondo le disposizioni di legge e del presente regolamento è preposto un funzionario designato dal sindaco ed il nominativo dovrà essere comunicato al ministero delle finanze Direzione Centrale per la Fiscalità Locale, entro 60 giorni dalla nomina. 2. A tale funzionamento sono attribuiti i poteri per l esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale della tassa previsti dall art. 74 del decreto legislativo 507/ Il funzionario responsabile, ferme restando le sue attribuzioni ai sensi del precedente comma, è tenuto ad istituire il registro in cui verranno annotati giornalmente tutti i pagamenti effettuati dai contribuenti per la tassa giornaliera di smaltimento di cui all art. 77 del decreto legislativo 507/93. Detto registro, deve essere numerato e vidimato in ogni pagina dal Segretario Comunale, prima di essere posto in uso. Art. 16 Denunce di occupazione o detenzione, di variazione e di cessazione 1. Per le denunce degli utenti si osservano le disposizioni di cui all art. 70 del decreto legislativo 507/ Tutti i coloro che, ai termini del presente regolamento, siano tenuti al pagamento della tassa, devono, entro il 20 gennaio successivo al giorno in cui occupano o detengono locali ed aree a qualsiasi uso adibiti, di farne denuncia all ufficio tributi. 3. La denuncia può essere spedita anche con raccomandata con ricevuta di ritorno. 4. L obbligo della denuncia sussiste anche nei confronti dei contribuenti per i quali possono trovare applicazione le norme di esenzione della tassa. I moduli della denuncia che sono messi a disposizione dall amministrazione devono contenere cognome, nome, codice fiscale, luogo e data di nascita dell utente e, comunque, gli elementi identificativi delle persone fisiche componenti il nucleo familiare o della convivenza che occupano l immobile di residenza; il preciso recapito, ubicazione dei locali, la loro destinazione, l esatta superficie la loro ripartizione interna, nonché la quota di superficie condominiale che possa aggiungersi all immobile principale ai fini della produzione dei rifiuti. 5. Il dichiarante dovrà inoltre specificare i seguenti elementi quando esistenti: a) i numeri dei contatori dell energia elettrica istallati nell immobile denunciato; b) i numeri dei contatori di consumo del gas metano; c) i numeri dei contatori di consumo dell acqua istallati nell immobile denunciato. 6. L obbligazione tributaria decorre dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui ha avuto inizio l utenza. 7. L utente è tenuto altresì a denunciare nelle medesime forme ed entro lo stesso termine ogni variazione relativa ai locali ed aree, alla loro superficie e destinazione che comporti un maggior ammontare della tassa o comunque influenzi l applicazione e riscossione del tributo in relazione ai dati da indicare nella denuncia. 8. In caso di cessazione dell occupazione o detenzione dei locali ed aree nel corso dell anno, va presentata apposita denuncia di cessazione che, debitamente accertata, dà diritto all abbuono del tributo a decorrere dal primo giorno del bimestre solare successivo a quello in cui la denuncia stessa è stata presentata. 9. Lo stesso effetto esplica la denuncia di variazione che comporti un minor ammontare della tassa: l abbuono della tassa decorre dal primo giorno del trimestre solare successivo a quello in cui la denuncia di variazione è stata presentata. Art. 17 Accertamento e controllo 1. L Amministrazione comunale, esercitando i poteri previsti dall art. 73 del decreto legislativo 507/93, ha facoltà di eseguire, in qualunque momento, accertamenti d ufficio, indipendentemente dell obbligo della denuncia, osservando le norme vigenti in materia. 2. A tale effetto il Comune ha diritto di: 8

9 a) esigere, dopo motivato invito, dai proprietari degli immobili le indicazioni che ritenga necessarie ai fini impositivi; b) invitare i contribuenti ed eventualmente i proprietari di stabili a comparire di persona per fornire prove e delucidazioni; c) accedere, in caso di mancato adempimento alle richieste di cui alle lettere a) e b), con agenti di polizia urbana o con dipendenti dell ufficio comunale o con altro personale incaricato all accertamento della materia imponibile, debitamente autorizzate e munite di autorizzazione del Sindaco e con avviso da comunicare almeno 5 giorni prima della verifica, nei locali, al solo fine di procedere alla loro misurazione ed alla rilevazione della destinazione; d) utilizzare atti legittimamente acquisiti ai fini di altri tributi; e) richiedere ad uffici pubblici o di enti pubblici anche economici, in esenzioni di spese e di diritti, dati e notizie rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti. 3. Un impiegato appartenente ai ruoli organici comunali, di livello non inferiore a quello di concetto, nominato con provvedimento dell organo comunale competente, è responsabile dell esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale relativa alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. I provvedimenti del responsabile incaricato assumono la forma della determinazione. I provvedimenti che abbiano effetto esterno devono essere numerati e riportati cronologicamente, in apposito registro delle determinazioni che sarà vidimato trimestralmente dal responsabile dell ufficio ragioneria o dal segretario comunale. 4. Avverso l accertamento della tassa l interessato può ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale competente per territorio e contro la decisione di questa alla competente Commissione Tributaria Regionale di cui all art. 1 del D. L. 31 dicembre 1992, n. 546, entro 60 giorni dalla data di notifica della decisione sul ricorso, giusta disposizione sul processo tributario contenute nel decreto legge menzionato. 5. Avverso la sentenza di quest ultimo organo può essere proposto ricorso per cassazione (art. 62 del predetto ultimo decreto) e per revocazione (art. 64 cit. decr.). Art. 17 bis Gestione e riscossione Ai sensi dell articolo 52 comma 5, del D. Lgs. 446/97 e dell art.36 della L.388/2000, che hanno conferito ai comuni ampio potere di scelta delle proprie entrate tributarie, la gestione del servizio di riscossione TARSU può avvenire in maniera diretta. La predetta scelta di gestione diretta, da effettuarsi da parte della Giunta Comunale, comporta che, gli importi dovuti per il tributo e relativi addizionali, accessori e sanzioni, liquidati sulla base dei ruoli dell anno precedente, delle denunce presentate e degli accertamenti notificati nei termini di leggi, sono versati direttamente o all ufficio postale sul conto di tesoreria postale mediante c/c postale o alla tesoreria Comunale mediante c/c bancario intestati al comune. Inoltre, si provvederà al versamento dell addizionale provinciale in quattro rate con scadenza bimestrale mediante c/c postale intestato all Amministrazione Provinciale Servizio Tesoreria. Il responsabile del servizio finanziario, su indicazione del segretario comunale, procederà alla organizzazione dell ufficio tributi anche per quanto concerne tale nuova modalità gestionale Su istanza del contribuente iscritto nei ruoli principali o suppletivi il Funzionario responsabile può concedere, per gravi motivi, la ripartizione fino ad otto rate del carico tributario. In caso di omesso pagamento di due rate consecutive l intero ammontare iscritto a ruolo è riscuotibile in unica soluzione. Sulle somme il cui pagamento è differito rispetto all ultima rata di normale scadenza si applicano gli interessi in ragione del 7% per ogni semestre o frazione di semestre. Art. 18 Rimborsi 9

10 1. Nei casi di errori, di duplicazioni, di eccedenza del tributo iscritto a ruolo, o richiesto in pagamento, rispetto a quanto stabilito nella sentenza della commissione tributaria provinciale o dal provvedimento di annullamento o di riforma dell accertamento riconosciuto illegittimo adottato dal comune con l adesione del contribuente prima che intervenga la sentenza della commissione tributaria provinciale, il servizio tributi dispone lo sgravio o il rimborso entro 90 giorni. 2. L effetto della cessazione dell occupazione o conduzione dei locali o aree tassabili, è disposto dal servizio tributi entro 30 giorni dalla ricezione della denuncia di cessazione o della denuncia tardiva di cui all art. 64, comma 4 del decreto legislativo 507/93 da presentare, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla notifica del ruolo in cui è iscritto il tributo. Art. 19 Sanzioni ed interessi 1. Per le sanzioni relative alle violazioni della normativa vigente in materia di tassa smaltimento rifiuti solidi urbani si fa riferimento l art. 76 del decreto legislativo 507/ Le sanzioni indicate per le predette violazioni sono ridotte ad un quarto se entro il termine previsto per ricorrere alla commissione tributaria interviene adesione da parte del contribuente con il pagamento della tassa e della sanzione stessa. 3. Ai sensi dell art. 17 della legge 146/98 la misura degli interessi dovuti per la TARSU si conforma a quella prevista per la riscossione ed il rimborso delle imposte erariali: sarà pertanto cura dell ufficio tributi aggiornarla di anno in anno, tenuto conto del criterio generale previsto dalla norma sopraindicata. TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Art. 20 Disposizioni finali 1. Con l entrata in vigore del presente regolamento sono abrogate tutte le norme regolamentari con esso contrastanti. Per quanto non espressamente previsto nel presente troveranno applicazione le leggi nazionali, regionali e vigenti. Art. 21 Entrata in vigore 1. Il presente regolamento, da inviarsi ai sensi dell art. 52 D. Lgs 446/97 al Ministero delle Finanze entro trenta giorni dalla data in cui è divenuto esecutivo e sia reso pubblico, avrà comunque effetto ai sensi dell art. 27 comma 8 della L. 448/2001, dal 1 gennaio dell anno di riferimento. 10

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