Nuovi scenari normativi e tecnologici della firma digitale, G. Manca

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1 Nuovi scenari normativi e tecnologici della firma digitale Giovanni Manca Ufficio Standard e tecnologie d identificazione AGENDA Il quadro normativo di riferimento. I principi di base dell interoperabilità La sicurezza dei dispositivi di firma. La verifica del documento informatico. Il protocollo d intesa CNIPA-ADOBE. La firma digitale in linguaggio XML. L interoperabilità in XMLDSIG. Le nuove regole tecniche. Discussione. 1

2 Il quadro normativo di riferimento Quadro normativo Codice dell amministrazione digitale. DPCM 13 gennaio Deliberazione CNIPA n. 4 del 17 febbraio 2005 Regole per il riconoscimento e la verifica del documento informatico. Deliberazione CNIPA n. 34 del 18 maggio 2006 Regole tecniche per la definizione del profilo di busta crittografica per la firma digitale in linguaggio XML (pubblicata in GU il 3 ottobre 2006). 2

3 Norme tecniche (1) DPCM 13 gennaio 2004 art. 40, comma 4 i certificatori accreditati devono svolgere la propria attività in conformità con quanto previsto dalle regole per il riconoscimento e la verifica del documento elettronico. DPCM 13 gennaio 2004 art. 53, comma 4 Il dipartimento disciplina con circolare il riconoscimento e la verifica del documento elettronico; fino all emanazione della prima circolare continueranno ad applicarsi le regole vigenti adottate dall Autorità per l informatica nelle pubbliche amministrazioni (refuso) Norme tecniche (2) La Deliberazione CNIPA 4/2005 ha aggiornato la circolare AIPA 24/200. I compiti assegnati dal DPCM 13 gennaio 2004 al DIT sono stati assegnati al CNIPA dal DM 2 luglio Le norme tecniche devono essere coordinate con il Codice dell amministrazione digitale. La Deliberazione CNIPA 4/2005 consente di ampliare i formati delle buste crittografiche. 3

4 L articolo 12 della Del. N. 4/2005 (1) Comma 8: Il CNIPA può stabilire, con apposito provvedimento, ulteriori formati standard di busta crittografica, riconosciuti a livello nazionale o internazionale, conformi a specifiche pubbliche (Publicly Available Specification PAS). Comma 9: Il CNIPA può sottoscrivere specifici protocolli d intesa al fine di rendere disponibili ulteriori formati di firma. Detti protocolli d intesa devono contenere l impegno del sottoscrittore ad assicurare:. L impegno riguarda cinque aspetti. L articolo 12 della Del. N. 4/2005 (2) a) la disponibilità delle specifiche necessarie per lo sviluppo di prodotti di verifica o di generazione e eventuali librerie software necessarie per lo sviluppo di prodotti di verifica di firme digitale conformi al formato oggetto del protocollo d intesa. b) l assenza di qualunque onere finanziario a carico di chi sviluppa, distribuisce o utilizza i prodotti menzionati al comma precedente. c) La disponibilità di ogni modifica inerente a quanto indicato alla lettera a) con un anticipo di almeno 90 giorni rispetto alla data del rilascio di nuove versioni del prodotto che implementa il formato di busta crittografica oggetto del protocollo d intesa. 4

5 L articolo 12 della Del. N. 4/2005 (3) d) la disponibilità, a titolo gratuito per uso personale, di un prodotto per verificare firme digitali del formato oggetto del protocollo d intesa e visualizzare il documento informatico oggetto della sottoscrizione. e) la capacità di utilizzare le informazioni contenute nell elenco pubblico dei certificatori di cui all art. 41 delle regole tecniche e nelle liste di revoca di cui all art. 29 del citato provvedimento nel prodotto di verifica di cui al comma precedente. Comma 11 : Le PPAA possono accettare documenti informatici sottoscritti con i formati di cui ai commi 8 e 9 (omissis). Tale operazione deve essere comunicata al CNIPA. I principi base dell interoperabilità 5

6 Interoperabilità dei formati Buste crittografiche (PKCS#7, XMLDSIG, S/MIME, ecc.). Firme multiple e firme PDF. Profilo del certificato (X.509, estensioni, ecc.). Marche temporali (RFC 3161). Legame tra buste crittografiche e marche temporali (Es. XADES-T). Informazioni di revoca (X.509 v2, OCSP 1.0, ecc.) Interoperabilità dei dati Significato dei dati nel certificato (Codice fiscale, appartenenze organizzative, pseudonimo, ecc.). Contenuto della busta dati (PKCS#7 Data). Particolari strutture utilizzate in altri paesi europei o extraeuropei. Rappresentazione dei dati negli scambi documentali. 6

7 Interoperabilità dei dispositivi di firma (1) A smart card diversa corrisponde una struttura dati per la firma digitale diversa. Le smart card devono essere certificate per motivi di sicurezza secondo meccanismi definiti a livello internazionale (Common Criteria). Ne consegue che esistono librerie software diverse per smart card diverse (anche lotti diversi dello stesso fornitore). Questo viene risolto con delle particolari architetture (layer unico, librerie miste, etc.) Interoperabilità dei dispositivi di firma (2) I meccanismi tipo layer unico utilizzano l ANSWER TO RESET (ATR) della smart card per riconoscerla. A questo punto l applicazione che deve interagire con la carta utilizza la libreria specifica della carta. In alcuni casi l ATR è risultato anomalo creando non pochi problemi. Si sta valutando come rendere unica la struttura dati di firma digitale. 7

8 La sicurezza dei dispositivi di firma Hardware Security Module L HSM (Hardware Security Module) è un oggetto per la gestione di chiavi crittografiche. Alcuni modelli possono essere utilizzati come dispositivi di firma automatici garantendo performance notevolmente superiori rispetto alle smart card. La normativa europea e nazionale regolamentano il loro utilizzo nell ambito dei dispositivi per la sottoscrizione con procedura automatica. Al momento, di fatto non esistono dispositivi legali per la sottoscrizione con procedura automatica. Una nuova proroga sulle autodichiarazioni dei certificatori può aiutarci, ma 8

9 Un po di Common Criteria (ISO/IEC 15408) Security Target e Protection Profile. (Per approfondire: CWA e FIPS level 3. E indispensabile nei due anni previsti nel decreto di proroga guidare il mercato e le certificazioni degli HSM. Sono necessarie modifiche normative per consentire un utilizzo più efficace degli HSM nei nuovi scenari applicativi. L evoluzione della sicurezza dei SSCD La strada più veloce per l ampliamento dell offerta di mercato sugli HSM è. Definizione del/dei profili di sicurezza (ST o PP) per apparati multichiave accessibili da remoto con OTP o meccanismi equivalenti. Certificazione di un apparato, identificato dal mercato, con fondi pubblici (è stato fatto in Francia). Certificazione di più apparati con fondi messi a disposizione dal mercato e gestiti in un fondo comune. 9

10 Utilizzi legali degli HSM Un utente non può firmare con un dispositivo installato presso il certificatore. L accesso remoto all HSM deve avvenire con mezzi che garantiscano che i dati per la creazione della firma utilizzati nella generazione della stessa sono sufficientemente protetti dal firmatario legittimo contro l uso da parte di terzi. Le caratteristiche di sicurezza devono essere accertate dall Organismo per la Sicurezza Informatica (OCSI) del Ministero delle Comunicazioni. La verifica del documento informatico 10

11 Profilo dei certificati qualificati Titolo II della Deliberazione CNIPA n. 4/2005. Vengono aggiornate le regole di interoperabilità per renderle conformi alle specifiche europee dell ETSI. In tal senso vengono utilizzati i campi serialnumber per il codice fiscale, givenname e surname per i dati identificativi del titolare, title per l indicazione della qualifica specifica del titolare. Altre estensioni derivano dalla compatibilità con la circolare AIPA 24/2000 e dalla conformità con le citate specifiche ETSI. Profilo dei certificati di certificazione e marcatura temporale Il profilo dei certificati di certificazione è conforme alla specifica RFC Le estensioni utilizzate garantiscono la compatibilità con quanto stabilito nella circolare AIPA 24/2000. Anche per i certificati utilizzati nella catena di trust relativa alla marcatura temporale vengono date regole per le estensioni. Ovviamente tali regole garantiscono la compatibilità con quanto stabilito nella circolare AIPA 24/2000. La norma regola l insieme obbligatorio di estensioni. Ulteriori estensioni possono essere inserite nel certificato, purché non violino gli standard di riferimento. 11

12 La validazione temporale Con la Deliberazione 4/2005 vengono dettagliate alcune regole per la validazione temporale. Anche in questo caso si fa riferimento alle specifiche ETSI oltre che alle specifiche RFC. Il certificatore deve rendere disponibile un verificatore di marche temporali. Purtroppo ancora non sono definite le regole che stabiliscono lo standard per trasmettere un documento e una marca temporale in modo non disgiunto. Revoca e sospensione dei certificati Viene introdotto il concetto di verifica in tempo reale dei certificati. I certificatori hanno facoltà di rendere disponibili le informazioni sulla revoca e sospensione dei certificati, anche attraverso servizi OCSP (Online Certificate Status Protocol RFC 2560). Ovviamente continuano a essere obbligatorie le liste di revoca e sospensione basate sulle CRL (Certificate Revocation List). 12

13 Formati di firma (1) Stiamo parlando delle buste crittografiche di firma. Continua ad essere utilizzata la specifica PKCS#7 ma poiché esistono varie versioni di essa bisogna specificare RFC 2315 (PKCS#7 versione 1.5). Come già visto nella parte normativa è possibile ampliare il campo dei formati di firma con protocolli d intesa ovvero con appositi provvedimenti. Nel seguito parleremo delle specificità della sottoscrizione in formato PDF e in formato XML. Formati di firma (2) Nella evoluzione delle regole tecniche, che non devono mai essere avulse dalla realtà operativa, potrà essere necessario considerare i formati S/MIME e eventuali ulteriori dialetti Al momento è comunque obbligatorio garantire l accettazione e la verifica del PKCS#7. Le PPAA possono accettare documenti informatici sottoscritti con gli ulteriori formati di firma. In questi casi devono farne apposita menzione nei procedimenti amministrativi cui si applicano e comunicarlo al CNIPA. 13

14 Il protocollo d intesa CNIPA - ADOBE Un nuovo formato aperto Il Portable Data Format (PDF) non deve essere confuso con ACROBAT. Il primo è un formato aperto, il secondo è un ben noto prodotto commerciale di ADOBE. Esistono numerosissimi prodotti che utilizzano il PDF non riconducibili ad ADOBE e in molti casi anche gratuiti o open source. Il formato PDF/A è uno standard ISO (ISO/IEC 19005) 14

15 I principi del protocollo d intesa Con l entrata in vigore della Deliberazione CNIPA 4/2005, ADOBE ha richiesto al CNIPA di volere aderire a un protocollo d intesa ai sensi dell articolo 12, comma 9. Il CNIPA ha analizzato la documentazione fornita da ADOBE e ha consultato ASSOCERTIFICATORI per avere un parere sull argomento. Ottenuto il parere favorevole il Protocollo d intesa è stato sottoscritto il 16 febbraio A partire da questa data il formato di firma digitale previsto dal formato PDF è legale. Le opportunità offerte dal PDF E possibile gestire in modo visivo il campo firma. Il Reader può essere utilizzato per firmare mediante un apposito programma di licenze. Documento sottoscritto e documento stesso sono un unico file con indubbi vantaggi nella gestione dei flussi. Sono possibili particolari utilizzi della sottoscrizione come ad esempio le sottoscrizioni delle clausole all interno dei contratti. 15

16 Utilizzi pratici del PDF Già la pubblica amministrazione sta utilizzando le opportunità offerte dal PDF. Significativa l esperienza del TRIBUNALE di CREMONA (sentenze firmate con firma digitale dal Giudice a dal Cancelliere). E in fase sperimentale l invio di documenti sottoscritti digitalmente in formato PDF al Garante per la protezione dei dati personali. La firma digitale in linguaggio XML 16

17 I vantaggi dell XML In ogni caso l XML offre indubbi vantaggi nello scambio dei dati sulle reti di comunicazione a tecnologia Internet. Offre la possibilità di gestire sottoscrizioni su particolari strutture di dati. In alcuni ambienti operativi, come quello sanitario e finanziario, l utilizzo dell XML come linguaggio per i dati di lavoro richiede la definizione di uno standard per l autenticazione e la sottoscrizione digitale. Gli scenari di utilizzo Busta di e-government nel Sistema Pubblico di Connettività. HL7-CDA2 nella documentazione sanitaria. Corporate Banking (Gruppo CBI dell ABI). Strutture dati per la gestione documentale. Tax filing, fatturazione elettronica, XBRL, ecc. 17

18 Le basi tecniche (1) extendend Markup Language. Insieme di regole per strutturare in formato testo i dati oggetto di elaborazione. Vengono utilizzate le regole stabilite nella specifica RFC 3275 (XML - Signature Syntax and Processing). Nel contesto europeo è opportuno fare riferimento alla specifica ETSI TS nota anche come XADES. I principi generali della busta crittografica non cambiano. Ovviamente passiamo dalla elaborazione di formati binari (ASN.1, BER, DER) a quella di testo. Questo in generale è più oneroso in termini di carico sui sistemi. Le basi tecniche (2) La firma è di tre tipologie di base:. enveloped form: la firma è interna al documento; enveloping form: il documento è interno alla firma; Detached: la firma referenzia un documento che è altrove attraverso un URI (Universal Resource Identifier) 18

19 L interoperabilità delle firme (1) Come al solito non è sufficiente aderire agli standard. Gli standard, tra l altro sono in continua evoluzione. L XML ha notevoli, intrinseche caratteristiche di flessibilità che però non è ovvio armonizzare con le rigide esigenze della firma digitale. La deliberazione CNIPA n.34 del 2006 stabilisce le Regole tecniche per la definizione del profilo di busta crittografica per la firma digitale in linguaggio XML. L interoperabilità delle firme (2) Sono ammesse le tipologie di firma detached, enveloped, enveloping. Nella enveloped signature è necessario assicurare che tutte le firme successive alla prima vengano applicate sugli stessi dati sui quali è stata calcolata la prima firma. Questo ha un impatto applicativo. Devono essere fornite anche precise indicazioni sulle tesformazioni Xpath, XSLT, ecc. La frase Il foglio di stile utilizzato deve essere incluso nel file firmato va intesa come si deve garantire l integrità del foglio di stile. 19

20 L interoperabilità delle firme (3) Si stabiliscono anche regole tecniche tratte dallo standard europeo in materia (ETSI TS XadES). Da questo documento, in particolare viene tratta la standardizzazione del legame tra documento firmato e marca temporale (XadES-T). E necessario anche considerare la normativa primaria della firma digitale. L art. 35, comma 2, secondo capoverso stabilisce che I dcoumenti informatici devono essere presentati al titolare, prima dell apposizione della firma, chiaramente e senza ambiguità. Ma questo obbligo è compatibile con le esigenze applicative nei vari contesti operativi?. L interoperabilità delle firme (4) Deve essere definita una normalizzazione per la presentazione dei dati. La relazione con i dati firmati deve essere ben identificata ovvero bisogna evitare di firmare solo parte dei dati soggetti a non ripudio. In alcuni contesti (sanità elettronica) è necessario fare riferimento a documenti esterni, come ad esempio le immagini diagnostiche. Il mercato ha condiviso queste tematiche e ha collaborato nell individuazione di soluzioni pratiche. 20

21 L interoperabilità delle firme (5) Le possibilità definite e in fase di standardizzazione sono: detached quando i doumenti strutturati non prevedono la firma; enveloped quando si vuole visualizzare il dato tramite browser e verificare la firma indipendentemente; definizione sintattica specifica della relazione del foglio di stile con il documento firmato. L interoperabilità delle firme (6) Il primo passo sarà la definizione delle regole di sottoscrizione dei documenti strutturati sanitari (HL7-CDA2). Assocertificatori si è espressa in materia chiedendo un aggiornamento della deliberazione 34/2006. I system integrator stanno sviluppando gli strumenti di verifica a norma. Vedremo una prima diffusione a partire dal secondo trimestre

22 Uno schema di firma XML <tomcat-users> <role rolename="tomcat"></role> <role rolename="test"></role> xmlns:ds="http://www.w3.org/2000/09/xmldsig#"> <ds:signedinfo> <ds:canonicalizationmethod Algorithm="http://www.w3.org/TR/2001/REC-xml-c14n "></ds:CanonicalizationMethod> <ds:signaturemethod Algorithm="http://www.w3.org/2000/09/xmldsig#rsa-sha1"></ds:SignatureMethod> <ds:reference URI=""> <ds:transforms> <ds:transform Algorithm="http://www.w3.org/2002/06/xmldsig-filter2"> <dsig-xpath:xpath xmlns:dsig-xpath="http://www.w3.org/2002/06/xmldsig-filter2" Filter="subtract">/descendant::ds:Signature</dsigxpath:XPath> </ds:transform> </ds:transforms> <ds:digestmethod Algorithm="http://www.w3.org/2000/09/xmldsig#sha1"></ds:DigestMethod> <ds:digestvalue>f/rcq6wu9gormioxaxaof7pzux8=</ds:digestvalue> </ds:reference> </ds:signedinfo> <ds:signaturevalue> beggalat6gehfm </ds:signaturevalue> <ds:keyinfo> <ds:x509data> <ds:x509certificate> MIIGYDCCBUigAw. </ds:x509certificate> </ds:x509data> </ds:keyinfo> </ds:signature> </tomcat-users> L interoperabilità in XMLDSIG 22

23 L interoperabilità in XMLDSIG (1) Come al solito non è sufficiente aderire agli standard. Gli standard tra l altro sono in continua evoluzione. L XML ha grandi caratteristiche di flessibiltà che però non è ovvio armonizzare con le rigide esigenze della firma elettronica/digitale. La deliberazione CNIPA n.34 del 2006 stabilisce le Regole tecniche per la definizione del profilo di busta crittografica per la firma digitale in linguaggio XML. L interoperabilità in XMLDSIG (2) Sono ammesse le tipologie di firma Enveloped, Enveloping e Detached. Nella enveloped signature è necessario assicurare che tutte le firme successive alla prima vengano applicate sugli stessi dati sui quali è stata calcolata la prima firma, il che non accade in modo automatico. Vengono fornite precise indicazioni su trasformazioni, Xpath, XSLT. La frase Il foglio di stile utilizzato deve essere incluso nel file firmato va intesa come si deve garantire l integrità del foglio di stile. 23

24 L interoperabilità in XMLDSIG (3) Vengono stabilite anche regole tecniche tratte dallo standard europeo in materia ETSI TS (XadES). Da questo documento, in particolare viene tratta la standardizzazione del legame tra documento firmato e marca temporale (XadES-T). Ma bisogna fare anche i conti con la normativa primaria della firma digitale ovvero sul principio (CAD art. 35, comma 2, secondo capoverso) I documenti informatici devono essere presentati al titolare, prima dell apposizione della firma, chiaramente e senza ambiguità. Ma questo è compatibile con le esigenze applicative nei vari contesti operativi?. L interoperabilità in XMLDSIG (4) Bisogna definire la normalizzazione della presentazione. Il rapporto con i dati firmato deve essere completo ovvero bisogna evitare di firmare solo parte dei dati soggetti a non ripudio. In alcuni contesti si fa riferimento a documenti esterni, come ad esempio le immagini. Il mercato sta collaborando a definire una serie di possibili soluzioni. 24

25 L interoperabilità in XMLDSIG (5) Le opportunità al momento identificate (ma non definite) sono: Tipologia di firma enveloped per una facilità di visualizzazione con i browser internet. L applicazione di firma può dover avere una conoscenza diretta del contenuto applicativo. Alcuni spunti tratti da XFDL possono aiutare a circoscrivere e risolvere il problema. Per quanto possibile bisognerebbe evitare una normativa nazionale sui fogli di stile. La deliberazione CNIPA 34/2006 Ci aiuterà sicuramente questo articolo: Art. 3 (Strumenti di verifica) 1. I certificatori accreditati ai sensi dell art. 29, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante Codice dell amministrazione digitale che rilasciano strumenti per la sottoscrizione nei formati previsti dalla presente deliberazione, devono fornire ovvero indicare, ai sensi dell art. 10, comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2004, almeno un sistema che consenta di effettuare la verifica di tali sottoscrizioni. 25

26 Le nuove regole tecniche Modifiche di coordinamento delle norme Sostituzione dei riferimenti al DPR 445/2000 con quelli riferiti al Codice dell amministrazione digitale. Omogeneizzazione del linguaggio con le nuove norme di rango superiore. Introduzione di definizioni e concetti a fronte di norme indirettamente coinvolte (per esempio la certificazione di sicurezza Common Criteria). 26

27 Modifiche organizzative L esperienza della vigilanza e in particolare delle ispezioni presso i certificatori ha portato a considerare alcune modifiche nella parte organizzative del certificatore. Per lo stesso motivo è anche opportuno aggiornare alcuni obblighi procedurali del certificatore accreditato. Anche la parte di organizzazione del personale viene aggiornata. In questo settore è importante l obbligo per il certificatore che opera in outsourcing di avere come propri dipendenti il responsabile della sicurezza e dell auditing. Modifiche tecniche Concentrazione dei provvedimenti tecnologici in un unico testo. Conseguente eliminazione di citazioni specifiche di standard o di algoritmi. Potenziamento o introduzione di articoli specifici per la verifica della firma digitale, delle marche temporali e dei due elementi utilizzati congiuntamente. Articolo di chiarimento sul tema la firma digitale non scade. 27

28 Per maggiori informazioni 28

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